Rassegna Stampa. Sabato 08 giugno 2013

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1 Rassegna Stampa Sabato 08 giugno 2013 Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende Milano Via Mameli, 11 Tel Fax

2 Rassegna del 08 giugno 2013 ASL BRESCIA Il Giorno 11 LONATO DEL GARDA SEQUESTRATE CISTERNE DI LIQUAMI DOPO SVERSAMENTO Milla Prandelli 1 Bergamo_brescia NEL BENACO Il Giornale Di Brescia 29 DOPO I LIQUAMI IL LAGO TORNA BALNEABILE 2 Bresciaoggi 19 CONTROLLI OK, RIENTRA IL DIVIETO DI BALNEAZIONE Alessandro Gatta 3 SANITÀ LOMBARDIA Corriere Della Sera (bs) 1, 7 ACQUA, ILLAGO D'ISEO "SORVEGLIATO SPECIALE" P.g. 4 Il Giornale Di Brescia 15 CALDO IN VISTA, ZANZARA TIGRE IN ARRIVO ANCHE SE L'ESTATE TARDA Valerio Pozzi 6

3 - BRESCIA - I CARABINIERI del nucleo ecologico di Brescia hanno sottoposto a sequestro cautelativo due cisterne flessibili dell'azienda agricola Colle Verde di Lonato del Garda da cui martedì scorso sono circa mille litri di reflui animali. Uno dei contenitori - della portata di 1000 metri cubi ciascuno - che erano correttamente mantenuti ed era stati impiantato da poco, ha ceduto e ha fatto finire lo sterco nel "Rio Maguzzino" e di conseguenza nelle acque del lago LONATO DEL GARDA Sequestrate cisterne di liquami dopo sversamento nel Benaco di Garda, nell'area di spiaggia che fa da confine tra Lonato del Garda e Padenghe. Il sequestro è stato disposto, come fanno sapere i carabinieri del Noe «per la tutela della salute pubblica per possibile contaminazione delle falde acquifere e dei pozzi derivante da inquinamento ambientai in attesa dei risultati analitici dei campioni prelevati dall'arpa e dall'asl di Brescia». GRAZIE al provvedimento il silos, che era garantito per 25 anni, sarà messo in sicurezza. Se il disastro ambientale sembra ormai scongiurato, le deiezioni finite nel "Rio Maguzzino" hanno però causato una moria di cavedani, che nel Garda si riproducono proprio alla foce del rio. Resta chiusa anche la spiaggia dove i reflui sono finiti nelle acque del lago. Nei prossimi giorni, una volta effettuate tutte le analisi di rito da parte dei tecnici competenti (ovvero Arpa e Asl di Brescia), i bagnanti potranno tornare a entrare nelle acque del Benaco. Milla Prandelli ASL BRESCIA Pag. 1

4 Dopo i liquami il lago torna balneabile Pesante la moria di pesci a Padenghe: recuperati solo ieri 250 cavedani PADENGHE II lago di Garda, nella zona del vecchio lido di Lonato in territorio di Padenghe interessata allo sversamento dei liquami bovini, torna balneabile. Ieri le analisi dell'asl hanno registrato parametri entro i limiti previsti dalla balneazione e i cartelli di divieto sono stati eliminati. Restano gli altri problemi. Lo sversamento dei liquami pretrattati fuoriusciti dagli impianti di un'azienda nel Rio Maguzzano non ha soltanto provocato guai e allarme sulla salute delle acque del lago nella zona adiacente la foce. La moria di cavedani, pesci asfissiati dall'onda nera, è risultata infatti di proporzioni più estese del previsto. A questasituazione ora si aggiunge, nell'entroterra, un nuovo allarme. Lo lancia Gabriele Lovisetto, segretario del Parco delle Colline moreniche del Garda, e riguarda l'area umida del «Vallio». Si tratta di una zona vasta almeno 25mila metri quadrati situata fra Desenzano e Lonato, da dove parte il rio maguzzano, ricca di biodiversità e quindi di particolare importanza e pregio ambientale. Ieri pomeriggio è stato effettuato un sopralluogo nella zona ed una parte dell'area risulta inquinata, situazione che viene denunciata dagli ambientalisti desenzanesi che sollecitano verifiche e accertamenti per individuarne le cause. Sul versante pesci va detto che la moria è risultata decisamente pesante. Solo ieri mattina sono stati recuperati dalle acque del lago, dove galleggiavano, circa 250 cavedani. Ma il fenomeno di affioramento dal fondale dei cavedani uccisi dall'inquinamento continua anche se in misura meno forte interessando una parte del rio Maguzzano. Nel frattempo i carabinieri del Noe di concerto con l'asl hanno posto sotto sequestro cautelativo le 2 cisterne flessibili per liquami zootecnici a tutela della salute pubblica per possibile contaminazione anche delle falde e dei pozzi. La situazione a lago, dopo giorni di ossigenazione dell'acqua, è migliorata. ASL BRESCIA Pag. 2

5 PADENGHE. Dopo lo sversamento nel lago dei reflui zootecnici di un'azienda di Lonato che li impiegava per la produzione di biogas Controlli ok,rientrail divieto di balneazione Il provvedimento firmato dal sindaco. Resta aperta l'indagine avviata dai carabinieri del Noe Alessandro Gatta Rientra l'allarme balneazione nel tratto di Lago di Garda tra Lonato e Padenghe, inquinato da liquami zootecnici fuoriusciti dallo stoccaggio di un'azienda nel territorio di Maguzzano. Dal Comune di Padenghe la notizia che vale come un gran sospirane di sollievo: è stato revocato il divieto di balneazione sul tratto di litorale confinante con il Lido di Lonato, protagonista suo malgrado dell'esondazione di circa 1000 metri cubi di liquami che nel corso della notte di martedì hanno letteralmente invaso il Rio Maguzzano che dalle colline adiacenti alla celebre Abbazia sfocia direttamente nelle acque del lago. Un disastro ecologico al momento scongiurato, grazie al tempestivo intervento di Garda Uno (con il suo «Pellicano», il battello-spazzino che ha il compito di ossigenare l'acqua rimuovendo quanto può esserci di estraneo o di dannoso) e dei Vigili del Fuoco. Sul posto anche gli operatori e i tecnici di Arpa e Asl, mentre i Carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno già posto i sigilli sul silos «incriminato», di proprietà dell'azienda Colle Verde di Lonato che oltre ad occuparsi di allevamenti bovini da un po' di tempo produceva biogas da liquami zootecnici: delle due cisterne una ha malamente ceduto, seppur nuova e seppur garantita per un quarto di secolo. È statala stessa azienda a lanciare l'allarme non appena ha scoperto il guasto. Ieri pomeriggio intanto proprio dal sindaco di Padenghe Patrizia Avanzini, è arrivatala conferma che tanti aspettavano: «La situazione è definitivamente rientrata, l'asl ci ha ufficialmente confermato che l'acqua è balneabile, e che non si corre alcun rischio». Sono già stati rimossi i cartelli relativi all'ordinanza di divieto: con il sole che ha cominciato a splendere caldo, anche a Padenghe ci si può tuffare senza rischi. RIPRODUZIONE RISERVATA ASL BRESCIA Pag. 3

6 L'intervista: Marco Pilotti Acqua, il lago d'iseo «sorvegliato speciale» di PIETRO GORLAN1 Studioso Marco Pilotti insegna a Ingegneria alla Statale I problemi di eutrofizzazione del lago d'iseo sono diminuiti grazie alla realizzazione dell'anello circumlacuale delle fognature. Il problema riguarda le immissioni dalla Valcamonica, in un bacino che ha conosciuto il riciclo completo delle acque 2 volte negli ultimi vent'anni. Parola di Marco Pilotti, docente a Ingegneria. A PAGINA 7 L'intervista Marco Pilotti: «Il riciclo completo delle acque due volte negli ultimi vent'anni» L'esperto: Sebino sorvegliato speciale Il problema? Le immissioni dalla Valle Dopo decenni di scarichi incontrollati, industriali e civili, come sta il lago d'iseo? È malato grave 0 in via di guarigione? Lo abbiamo chiesto a Marco Pilotti, professore di Idraulica alla facoltà di Ingegneria. Ieri sera a Sulzano (in un incontro voluto dall'associazione Cives) ha illustrato gli studi svolti in collaborazione con le università di Perth, Cambridge e Boston. Professore, in sintesi, quali sono i risultati delle ricerche da lei condotte? «Il lago d'iseo è un lago stupendo e unico, anche dal punto di vista scientifico. Ci siamo concentrati sui meccanismi di ridistribuzione interne delle acque. Gli studi condotti con il CWR di Perth hanno riguardato i meccanismi di miscelazione delle acque. Abbiamo mostrato che il lago è interessato da onde interne in grado di controllarne quasi completa- Evoluzione Nello strato profondo stanno aumentando lievemente sia la salinità che la temperatura mente le correnti. Ci siamo poi concentrati sulla determinazione delle zone toccate dalle acque degli affluenti nella parte settentrionale, evidenziando l'effetto della rotazione terrestre su questo processo. Con Boston la collaborazione riguarda soprattutto il problema della modellistica dell'eutrofizzazione e della possibilità di prevederne la futura evoluzione. Peccato che i fondi a disposizione per queste collaborazioni siano irrisori, considerato che la ricerca è la premessa indispensabile di ogni intervento sensato». Qual è oggi a suo giudizio lo stato delle acque del Sebino? Il fenomeno di eutrofizzazione sta diminuendo? «Certamente sono state poste premesse fondamentali per un miglioramento nello stato eutrofico del lago quali la realizzazione dell'anello di collettamento circumlacuale. Ora è tuttavia necessario guardare all'intero bacino idrografico, come richiede la normativa europea, e ai problemi irrisolti della depurazione di quanto entra da monte. Si tratta di un problema complesso e conflittuale e in questa direzione c'è molto da fare ma proprio in questi giorni mi sembra di cogliere segni positivi». Il ricambio delle acque è sufficiente secondo lei a garantire una discreta qualità delle acque? «Si per quanto riguarda la parte superficiale. Per quanto SANITÀ LOMBARDIA Pag. 4

7 riguarda l'ipolimnio, non conosciamo ancora la risposta. Negli ultimi 20 anni il lago ha avuto una completa ricircolazione solo 2 volte, dimostrando che la sua dinamica circolatoria si è indebolita. Ciò potrebbe essere conseguenza del cambiamento climatico, unito ad un probabile aumento della salinità della parte profonda. Parallelamente, la temperatura al fondo è in lieve e graduale aumento. Gli studi che stiamo cercando di condurre riguardano anche questi aspetti, per capire in quale misura variabili esogene potrebbero condizionare lo sforzo di risanamento». Il fenomeno denunciato da Legambiente 19 aprile (l'estensione di una chiazza rossastra nel lago, rimasta due giorni in superficie) non dimostra uno scarso rimescolamento delle acque? «No, ilrimescolamentoverticale ipolimnio-epilimnio è chiaramente del tutto svincolato dai fatti di cui si è parlato». A vostro giudizio, i tanti inquinanti arrivati nel Iago attraverso l'oglio e depositati sul fondo, sono destinati a restare là per sempre? In realtà non sappiamo ancora in quale misura alcuni componenti, per esempio il fosforo, possano ritornare in soluzione nell'acqua. Alcune misurazioni che abbiamo condotto sul fondo a 220 metri di profondità mostrano fluttuazioni rapide di temperatura che fanno pensare alla presenza di correnti che potrebbero rafforzare il flusso dal fondo alla parte sovrastante. Proprio in questi giorni stiamo lavorando ad un progetto diricercaalla Comunità Europea volto a indagare questi aspetti». P.G. SANITÀ LOMBARDIA Pag. 5

8 CALDO IN VISTA Zanzara tigre in arrivo anche se l'estate tarda Il disinfestatore: «I Comuni hanno investito poco in prevenzione e gli insetti quest'anno saranno molti» Con questa estate piovosa, chi pensa di schivare le zanzare si sbaglia di grosso. Infatti è molto probabile, se non certo, che da quando scatterà laverà estate calda e cesseranno le piogge di questi giorni, ci sarà una vera e propria invasione di zanzare tigre. E potranno pungere più liberamente perché pochi privati e pochissime amministrazioni comunali hanno investito risorse per la consueta disinfestazione. Eppure, visto il clima umido, è proprio in stagioni come questa, così strana da sembrare monsonica, che non bisognerebbe abbassare la guardia. Purtroppo i consueti monitoraggi che si effettuano nel mese di aprile sulla presenza di uova sono saltati e dunque fare una stima di cosa accadrà non è facile. «Tuttavia quest' anno - conferma Ciro D'Amicis titolare della Saluber di Mazzano e portavoce di Anid (Associazione italiana delle imprese di disinfestazione) - si sono verificate le tre condizioni climatiche ideali per lo sviluppo della zanzara tigre: temperature costanti sopra i gradi; presenza di moltissimi ristagni per deporre le uova; esposizione alla luce solare per almeno 12 ore. Quindi pensiamo che appena cesseranno le piogge, le zanzare si moltiplicheranno più velocemente perché le uova con il caldo e l'escursione più elevata si schiuderanno ad un ritmo molto più sostenuto rispetto al normale. Come detto, dei dati certi non ne abbiamo a disposizione, ma se guardiamo cosa è successo in passato in situazioni analoghe con molte piogge, osserviamo che il fenomeno zanzara tigre si è sviluppato molto, grazie alla combinazione caldo-umidità, e siamo dovuti intervenire con azioni adulticide, e non piùlavarvici, che sono, tral'altro, più invasivi e onerosi». C'è comunque da considerare che la crisi generale ha indotto molti a spendere sempre di meno nella prevenzione, utilizzando prodotti scadenti e ad usufruire di servizi non all'altezza. Brescia ha sempre investito risorse finanziarie per contenere lo sviluppo di questo fastidioso insetto e anche quest'anno - proprio per l'alta umidità che è facile prevedere scoppierà insieme al caldo generando l'habitat ideale per gli insetti - saranno avviati entro giugno i consueti interventi di prevenzione. In particolare si procederà con il posizionamento nelle strade delle pastiglie a base di larvicidi. «In generale quest'anno - conferma D'Amicis - la presenza di insetti sarà massiccia. Forse si ridurrà il numero degli scarafaggi e delle blatte, ma non perché non ce ne siano, ma solo perché se ne staranno più rintanati a causa delle temperature mediamente più miti. Vespe e calabroni faranno la loro comparsa in estate inoltrata; mosche e moschini saranno numerosi. Oggi notiamo solo un aumento degli interventi per controllare le formiche e i topi». Aspettando le zanzare. Valerio Pozzi SANITÀ LOMBARDIA Pag. 6

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