KIL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI

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1 119 A Anno 3 - n 23-1,00 Settimanale del Sabato 9 Giugno 2007 I S ATTUALITA KULTURA INFORMAZIONE SPORT & TURISMO Giugno 2007 Villa Fortuna - Acitrezza 3 Simposio di Medicina di Laboratorio Responsabili scientifici: Dott. Nunziatina Burrello Dott. Giovanni Tringali KIL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI Assicurarvi soluzioni...è il nostro mestiere Marino Giuseppe C.so Italia, 96 - ACIREALE Non voglio entrare in polemica con nessuno, però se tanto mi dà tanto, desidero ribadire che la mia distanza dai Comunisti Italiani è tale e tanta che ci metterei di meno ad arrivare sulla luna che ad incontrarmi con loro; detto questo, che mi sembra sia il minimo dopo le affermazioni gratuite fatte dal loro segretario, ritorno volentieri sull argomento rinegoziazione mutui e lo faccio ripartendo dall anno scorso, ossia dalla delibera, sempre errata, presentata dall Amministrazione al Consiglio Comunale. Anche l anno scorso l Amministrazione sbagliò, presentandoci una delibera che trattava, sicuramente, l emissione di B.O.C., ma non parlava di Rinegoziazione ; e già l anno scorso avevo ritenuto conveniente indicare l opportunità di un bando di gara ad evidenza pubblica e non l effettuazione di una gara informale che, se pur legittima, non estendeva la gara ad altri Istituti Bancari, anche, d oltralpe, come invece era mio intendimento, presumendo un tasso di interesse certamente più interessante rispetto a quello offerto dagli Istituti contattati dall Amministrazione, data la somma da rinegoziare vicina ai 24 milioni di euro. Ed è altrettanto certo che anche l anno scorso avevo evidenziato la circolare della Cassa Depositi e Prestiti, ma, purtroppo, la stessa, come fra l altro quest anno, non prevedeva alcuna rinegoziazione di mutui, accesi per debiti fuori Bilancio. E così, alla fine di un animato dibattito, l anno scorso, l opposizione optò per l astensione. Forse, il Segretario, non si ricorda, ma la legge dei numeri oscillanti che vige nel nostro Consiglio Comunale, grazie soprattutto ad una politica poco ortodossa del Sindaco, permise l anno scorso, con la sola astensione, che il provvedimento non passasse. E per tale motivo la maggioranza ci rimproverò, e di brutto, che la colpa dei mancati pagamenti degli arretri contrattuali ai dipendenti comunali fosse tutta da addebitare alla opposizione, anzi, arrivò ad addebitarci anche una mancata politica sociale nel Comune di Acireale, che avrebbe lasciato allo sbando le fasce sociali più deboli come gli anziani, i disabili, ecc.. Certo, tutto ciò, al Segretario, può anche non interessare, ma interessa a me, al partito che rappresento, oltre al ruolo istituzionale che ricopro; andando all attuale rinegoziazione, dopo averla giustamente contestata, anche tecnicamente, si è optato, coerentemente, anche quest anno, per l astensione, cercando di volare più in alto e giungendo a scelte responsabili e non a posizioni partigiane, che non avrebbero portato a nulla di buono per la nostra città. Anzi voglio ricordare a tutti, ed in particolare all Amministrazione, che questa parte politica si aspetta, coerentemente a quello che è stato affermato da alcuni importanti esponenti della maggioranza, una politica che guardi ai dipendenti comunali ed agli arretri contrattuali, ma, soprattutto, che guardi veramente alla parte più debole della nostra città. Nando Ardita Consigliere Comunale Popolari-UDEUR Cine Foto Club Galatea Il Consiglio comunale ha approvato l estinzione anticipata e rinegoziazione di mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti successivamente al 31 dicembre 96. Il sindaco, in merito, dichiara: Il dato positivo è certamente quello relativo al riconoscimento da parte di tutto il Consiglio (non c è stato alcun voto contrario) che la delibera sulla rinegoziazione dei mutui fosse una delibera assolutamente necessaria, supportata sia sul piano tecnico sia sul piano della opportunità; votata non solo dalla coalizione, ma anche da altri. E comunque, al di là del tono delle dichiarazioni e di qualche reiterata offesa gratuita, alla quale non rispondiamo da tempo e alla quale continueremo a non rispondere per decoro della funzione che rivestiamo, questa mi sembra davvero una buona notizia. La delibera avrà certamente influenza sul Bilancio, strumento finanziario che sarà ancora una volta contraddistinto dall assenza di sprechi, ma che andrà a coprire le spese assolutamente necessarie alla vita dell Ente e comunque ci confronteremo in Consiglio e con la Città, che potrà valutare questo nostro rigore nelle scelte delle spese da affrontare. Il sindaco interviene anche sulla questione relativa ai costi della politica che investe sia gli enti territoriali che gli organi dello Stato. Mi sembra che sia giusto per ragioni di trasparenza che, onde evitare che chi amministra una città come la nostra con disinteresse personale e senza mire economiche, possa essere confuso con chi riceve emolumenti strepitosi, ho proposto al Consiglio che sia data piena pubblicità attraverso il nostro sito internet e con manifesti pubblici, degli emolumenti e dei costi di ogni singolo amministratore di Acireale, Sindaco, Assessori, Consiglieri Comunali. Ho voluto essere il primo, dichiarando pubblicamente che l indennità del sindaco di Acireale, onnicompresiva di tutto, è di tremila trecento euro al netto della ritenuta del 30% circa. Mi pare una azione necessaria perché i cittadini possano giudicare con cognizione di causa i costi della politica ad Acireale. Ciò non vuol dire che altre iniziative, quali quelle portate avanti in Consiglio, non possano essere complementari e utili. Sulla rinegoziazione interviene anche l assessore alle Finanze, Pietro Filetti: E un risultato importante per l Amministrazione Comunale e l Assessorato delle Finanze dice Filetti -. In definitiva, stiamo cercando di percorrere tutte le tappe utili, perché alla fine dei cinque anni della nostra Amministrazione il Bilancio dell Ente possa essere risanato e, nel frattempo, si possa dotare la città di quelle strutture e di quei servizi assolutamente necessari, così come richiesto dai nostri concittadini. Come si può semplicemente notare, leggendo le tre note sopra scritte, la verità sta sempre nel mezzo (in politica, s intende); così alle dichiarazioni giustamente ottimistiche del sindaco e dell amministrazione in genere si contrappongono, e non poteva essere altrimenti, quelle degli oppositori a muso duro. L opposizione più moderata (più responsabile?) invece, pur non facendo salti di gioia per l approvazione della rinegoziazione dei mutui, si limita ad uscire dall aula o si astiene dalla votazione. Avranno certamente pensato, i consiglieri interessati, che la soluzione adottata sarebbe stato il male minore. Ora non ci sono più alibi. Gli assessori che piangono alti lai dalla mattina alla sera dovranno rimboccarsi le maniche e mettersi, finalmente, a lavorare, sfornando idee e progetti la città versa in un coma profondo: erbe ed erbacce in tutte le strade (l assessore Licciardello dovrebbe fare una passeggiata lungo il viale Regina Margherita e dopo decidere se continuare a fare l assessore al Verde Pubblico, cosa che fa bene, invece, ai LL.PP.) o, l Acireale Calcio, del quale abbiamo promesso che non farà più parte del nostro interesse giornalistico, non si sa che fine farà, mentre dall assessore Cannavò non giunge segnale alcuno (sta pensando, giustamente alla sua Simona che sposerà fra qualche giorno, auguri!),.l assessore Leonardi, dispensando sorrisi a destra e manca manda su tutte le furie un manipolo di giovani entusiasti, rei soltanto di produrre qualcosa di positivo per la città, la Pozzillo è offerta al miglior prezzo sul mercato (immobiliare?), c è chi fa la bella statuina, altri si guadagnano, senza tanti sforzi (ma qualcuno con pieno merito) quel gettone di presenza oggi contestato in sede nazionale (in loco registriamo l interessamento del consigliere Cicala e di una agguerrita pattuglia che lo segue). Di Cicala potete leggere in altra parte del giornale. L approvazione del bilancio, siamo a Giugno inoltrato, ed è già una vergogna, sarà la panacea di tutti i mali e una delle tappe di quel risanamento promesso più volte dal vice sindaco Filetti? La speranza c è, la certezza?...bò! T.C. Città di Acireale Premio Aci e Galatea Il Premio di Acireale ai Siciliani Oltre quaranta anni di Storie Siciliane Acireale- 10 Agosto 2007 UNA BOCCATA D OSSIGENO PER LE CASSE COMUNALI LA ph Studio Consoli SPERANZA Nell ultima seduta del consiglio comunale è stata esitata la delibera avente come oggetto la cosiddetta rinegoziazione dei mutui. La giunta Garozzo, a distanza di un anno, ha ripresentato la stessa delibera che fu bocciata in consiglio comunale e che avrebbe dovuto aprire una crisi profonda nella maggioranza politica che amministra la città. Invece nulla di tutto ciò. Infatti la perseveranza della destra acese non solo ha ribaltato i rapporti di forza che si erano determinati l anno scorso ma ha incassato il voto di sola astensione di chi si pone all opposizione. La scelta di rinegoziare i mutui ha come effetto quello di spalmare su più anni i debiti già accertati e previsti nel bilancio comunale. Non sarà più la Cassa depositi e prestiti ( S.p.a da poco tempo ma di fatto ancora garantita dal pubblico) ma un istituto bancario (Monte dei paschi di Siena) il soggetto che incasserà le rate dei mutui del nostro Comune. L amministrazione ha ottenuto un tasso minore di quello precedente ( dal 5,7 % al 4,7%) MA ha prolungato contestualmente il periodo di durata delle rate. Si è scelto dunque di far ricadere le somme sulla gestione contabile delle future amministrazioni e,peggio ancora, delle future generazioni. 17 consiglieri hanno sostenuto la delibera di G.M. mentre 5 si sono astenuti, nessun contrario. La scelta di astenersi e di non votare contro ci lascia perplessi. Non tolleriamo ambiguità di sorta su atti di tale importanza da parte di una presunta opposizione che peraltro ha tenuto alti e accesi i toni durante il dibattito. Poi come d incanto la votazione che smaschera ambiguità ed incoerenze comportamentali. Il Pdci prende le distanze non solo dalle scelte dell amministrazione ma anche dagli atteggiamenti di quest opposizione che abbaia tanto ma non da seguito ai proclami con atti politicamente rilevanti. Il segretario Antonio Tomarchio

2 2 sabato 9 Giugno 2007 Relazione 2006 al Consiglio Comunale del Difensore Civico (avv. Orazio Arcidiacono) Continua Capitolo Decimo Competenze Settore Ambiente Con lettera del 19 giugno ricevevo segnalazione della presenza di una micro discarica in via Mortara, alimentata, secondo quanto comunicato dall'istante, da continui conferimenti di materiale. Per i provvedimenti del caso interessavo il Dirigente l'area Tecnica ed il Dirigente il Settore Ambiente, anche al fine di far predisporre gli opportuni controlli del territorio. Per il Dirigente del Settore Ambiente della rimozione era competente l'ufficio Igiene, il quale, tramite la Società Aciambiente, avrebbe provveduto alla rimozione dei rifiuti. In altre parole il Settore Ambiente non è competente al controllo delle discariche abusive! Ora, se alla loro rimozione deve provvedere la Società di raccolta dei rifiuti Urbani, e ciò certamente non solo su specifiche segnalazioni, appare strano che il Settore Ambiente non abbia competenze sul controllo dell'inquina- Reclamare è un diritto che promuove democrazia Jacob Soderman ( già mediatore europeo ) mento del territorio. In altra parte della relazione è stato già evidenziato come il settore, per carenza di personale, risulti impossibilitato ad affrontare tutte le problematiche relative alla tutela dell'ambiente. Tenendo conto però che la lotta all'inquinamento a tutela del nostro territorio, dell'aria, dei fiumi e del mare, è obiettivo primario per ogni Amministrazione che deve operare a tutela della salute dei cittadini, ritengo importante ribadire la necessità di porre il Settore nelle condizioni migliori per svolgere efficacemente la propria azione. Conclusione Giunto alla fine di questa seconda relazione mi si permetta di esprimere una considerazione finale.la figura del Difensore Civico nasce per colmare la distanza fra i cittadini e le istituzioni e, nel caso del Difensore Civico comunale, fra i cittadini da una parte e Sindaco, Assessori e Dirigenti degli uffici dall'altra. Poiché Cittadini e Amministratori non sono in condizioni paritaria, l'intervento del Difensore Civico permette una comunicazione migliore tra le due realtà e pone le condizioni per un approccio più giusto, equo e paritario nella risoluzione dei problemi che quotidianamente si presentano nella gestione della Cosa pubblica. Un pieno diritto di Cittadinanza impone,infatti, che i rapporti fra Cittadini e le Istituzioni siano sempre più chiari, corretti ed imparziali. Per dare concretezza a questo diritto è auspicabile una costante e fattiva collaborazione fra cittadini e Difensore Civico, al quale tutti possono rivolgersi con assoluta libertà, sicuri che le istanze saranno ascoltate e sostenute. Avv. Orazio Arcidiacono Difensore Civico del Comune di Acireale Pellegrinaggio a Cascia - Assisi - Cascino Luglio 2007 Sig Giuseppe Rinzivillo Ufficio Marketing e Pubblicità Akis - Franco Pulvirenti - tel Grafica: MP Foto: Nuccia Leotta AKIS UNO SGUARDO DALL INTERNO Incontriamo il Vice Sindaco e Assessore alle Finanze del Comune di Acireale, Avv. Pietro Filetti E il dono della calma, della lucidità, della trasparenza nell analizzare situazioni a volte critiche, quello ricevuto in eredità dal più noto genitore, uomo dalla lunga militanza politica vissuta sempre con straordinaria e coerente passione ed impegno civile, per lunghi anni fautore di quell impronta istituzionale forte, quasi indelebile, lasciata nella sua città natale. E il dono del vedere sempre il bicchiere sempre mezzo pieno, perché tutti e nessuno siamo imputabili di tanti problemi. Dal recente incontro maturato con l assessore alle finanze del Comune di Acireale, avv. Pietro Filetti, emergono sensazioni positive, frutto di un chiaro intento nel pernicioso lavoro di risanamento delle ormai esauste casse comunali. Sensazioni che fanno pensare ad un rinnovato (e ritrovato) slancio nell opera di assestamento delle risorse comunitarie, già da parecchio tempo soggiogate sotto l opprimente peso dei debiti contratti dal Comune in una quotidianità sempre più complessa. Alienando qualsiasi tipo di giustificazione dal contenuto di quest affermazione, credo che attualmente molti siano i comuni del distretto ionicoetneo chiamati a fronteggiare una situazione di bilancio pressocchè drammatica. Pertanto, non solo Acireale vive una quotidianità di ristrettezze economiche e patrimoniali, che rendono altamente difficili e sofferte qualsiasi tipo di decisioni in materia finanziaria. Nessuna giustificazione, certo, nell apprendere dell infelice quadro condiviso da molti centri limitrofi, ma quantomeno una più veloce presa di coscienza della gravità dei fatti. Sin dal nostro insediamento in qualità di amministratori - precisa il Filetti - era alta la consapevolezza di dover far fronte, in primo luogo, alle conseguenze di un problema talmente importante quale l esiguità delle casse comunali e, di conseguenza, l inadeguatezza del bilancio interno, per cui, in conformità ad una logica di emergenza, già a partire dal piano esposto dal primo cittadino, abbiamo cercato di porre un serio rimedio alla questione in esame, approvvigionando le somme necessarie per l ordinarietà cittadina da mutui esterni, tenendo sempre conto dell opere di cui abbisognava nel contempo la città (chiaro il riferimento ad alcuni progetti di recente data, tra cui spicca la pianificazione del centro urbano, con i lavori del famigerato basolato lavico proprio necessari questi lavori, data la poca civiltà di tanti acesi, che non esiteranno nuovamente a spazzolare le vie cittadine interessate con le loro auto, sempre pronti a dar linfa al problema sosta selvaggia?!?!?...). Non vi è dubbio che sul tema abbiano pesato come macigni le passate gestioni politiche e commissariali, con dei piani di spesa assolutamente privi di qualsiasi rigore produttivo, ed intraprese talvolta con (scellerata) intraprendenza da politicanti senza scrupoli, ma per rispetto di una pur bistrattata democrazia è da ritenersi profondamente ingiusto, a proposito, ed ingiustificato lo sputar sentenze gratuitamente, per salire, disarmati, sul carro dei vincitori. Fin troppo facile, diremo, inoltre, senza remore né indugio alcuno, come qualcuno ha fatto in precedenza, ma l opinione del Filetti ci rende particolarmente cauti: E saggio tralasciare l opinione di chi non vuol bene a questa città, perché è anche vero che niente e nessuno può rendere perfettibile il tutto meno di altri. I nostri sforzi convergono, dunque, verso il lavoro di risanamento gestionale, limitando le uscite al minimo indispensabile, consci, soprattutto, dell impossibilità di provvedere a spese folli, e del sacrificio di attività che creerebbero sì contentezza e appagamento tra la gente, ma arrecherebbero ulteriori danni al bilancio. In tal senso, gioverebbe la costituzione di enti e società di patrimonio che, in un ottica di salvaguardia e riqualificazione delle risorse cittadine ( non dimentichiamo la vocazione fortemente turistica di una città come Acireale), andrebbero a gestire capitali e beni artistici e culturali, onde trarne profitto per rimpinguare le casse comunali? La soluzione potrebbe essere una via facilmente percorribile anche se qui, sul volto del nostro interlocutore si disegna un sorriso ingannatore, quasi a far da sottotitolo a quell opinione profondamente radicata secondo la quale ad Acireale si è sempre restìi ad accettare simili idee di gestione delle risorse, ma ancor più percorribile sarebbe la via dell equità, in ottemperanza alla quale tutti i contribuenti andrebbero a versare in maniera omogenea le imposte dovute al Comune di residenza (TARSU, ICI, ecc.), evitando di dar luogo, così, a dati sconsolanti che il più delle volte comportano una disparità tra i singoli ( in sostanza il gioco del c è chi paga niente e c è chi paga il triplo) e contribuendo ad una migliore resa senza dover affermare di aver alzato le tasse! Un ultima considerazione in merito alla delicata questione di durata, forse, decennale, relativa alla mobilità interna del personale comunale e del settore della N.U. : Come in ogni ente pubblico, è indubbio come sussistano condizioni per le quali alcuni lavorino il triplo, percependo uno stipendio non proprio dignitoso, e alcuni nemmeno un quarto del dovuto, ma, ovviamente, ciò deve contribuire a stigmatizzare la realtà dei fatti, realtà che va razionalizzata e che si spera possa mutuare già a partire dall immediato presente. Diverso il discorso per quanto concerne il settore della N.U., in quanto, in merito ai contenziosi nati circa la questione, complice l azione di disturbo avanzata da gruppi ambientalisti e associazioni con finalità simili, il Comune, pur barcamenandosi in una situazione divenuta insostenibile, si aspetta degli aiuti tangibili dal governo regionale, con lo stanziamento di somme che vadano a coprire eventuali buchi finanziari, al fine di evitare il ripetersi di scene compassate da tempo in città e, aggiungiamo noi, di non giungere ad inferni veri e propri come quelli della consorella di sventure Campania! A margine dell intervista, riportiamo, per dovere di cronaca, la notizia circa l ultima delibera del Consiglio comunale sull estinzione anticipata e la conseguente rinegoziazione dei mutui contratti dal Comune con la Cassa Depositi e Prestiti successivamente al 31 dicembre 1996: una delibera che avrà una rilevante influenza sul Bilancio in quanto verranno a liberarsi risorse economiche nell immediato pari ad euro che andranno a coprire - come affermato - le spese assolutamente necessarie alla vita del Comune. Riccardo Anastasi Compagni, ecco il modo Costume come fottere il compagno Come è bello essere dipendenti statali. E un luogo comune molto diffuso per il semplice Silvana La Porta fatto che, ed è questa l unica cosa buona, quei quattro soldi ce li hai sicuri in banca, puntualmente ogni fine mese. E d accordo. Ma mai, davvero mai, gli statali erano stati trattati così male, così tanto male. Il governo di sinistra, il paladino dei lavoratori, di coloro che non arrivano a fine mese che ti va a combinare? Ti fa aspettare un anno e mezzo per il rinnovo del contratto. Nel frattempo il costo della vita aumenta vertiginosamente, ma a nessuno pare interessare. Se non arrivi a fine mese, se sei pieno di debiti per i beni di prima necessità, è fatto tuo, mica dello Stato. Poi due giorni fa, tra tergiversazioni e attese da aprile facta est lux. Tutti plaudono all avvenuto fatidico accordo, i sindacati con il loro solito cerchiobottismo applaudono pure loro, e revocano lo sciopero: il contratto è stato firmato. Evviva! Macchè evviva, ma siamo rincretiniti? Ma dico, siamo stupidi, imbecilli, rassegnati, sottomessi o che altro, gli insegnanti e tutti gli altri operatori della scuola e del pubblico impiego? Ci hanno fregato. Semplicemente ci hanno fregato Perché, innanzitutto, cosa vergognosa ed incresciosa, ci hanno rubato, dico rubato, ripeto rubato, tutti gli arretrati del Insomma il 2006 è stato una sorta di anno sabbatico, di riposo, nel quale noi non abbiamo lavorato e sputato sangue in classe, no. Ci siamo riposati, quindi non meritiamo aumenti. Tredici mesi di aumenti rapinati. Poi la decorrenza degli aumenti contrattuali è fissata al 1 Febbraio 2007, ma quei soldi potranno essere incassati solamente nei primi mesi del 2008! Cose da pazzi. Ancora possiamo aspettare, non c è problema. Anzi, i problemi ci sono. Nel senso che ce ne sono altri per darci questi quattro soldi, che poi al netto si ridurranno a 50/60 euro al mese. Le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici non sono infatti sufficienti a coprire l aumento medio pattuito di 101 euro mensili (per la scuola ci sono altre minime risorse accantonate) e sarà necessario un finanziamento apposito che non potrà che venire dalla prossima legge finanziaria e dato che la finanziaria, che porterà le risorse contrattuali entrerà in vigore il 1 Gennaio 2008, prima di quella data non potrà essere valido nessun contratto. Aspettiamo e speriamo. Inoltre, dulcis in fundo, per il varo del contratto vero e proprio, potrebbe anche sorgere l ostacolo insuperabile della Corte dei Conti, la quale non può registrare un contratto mancante della copertura certa della spesa Come dire, la firma del contratto è stata un mezzo bluff, la solita fregatura data ai soliti fessi. Come se non bastasse i sindacati concertativi hanno accettato la triennalizzazione sperimentale del contratto nel pubblico impiego con una ulteriore perdita economica rilevantissima per le lavoratrici ed i lavoratori (rapina di un ulteriore anno di aumenti). Si torna, quindi, ai vecchi contratti triennali degli anni ottanta con una piccola differenza per i lavoratori data dal fatto che allora avevamo la scala mobile con cui si copriva integralmente l inflazione effettiva e le risorse dei contratti andavano oltre gli aumenti della cosiddetta contingenza. Tutto qui. Il quadro è completo. Grazie, sinistra, grazie davvero. Al peggio non c è mai fine. Si effettuano corsi di specializzazione per Decoupage Decorazione Disegno Pittura ad Olio e Acquarelli I numeri del bilancio comunale di Acireale descrivono, ormai da tempo, una POST - IT situazione di difficoltà strutturale tale da prefigurare scenari catastrofici da dissesto finanziario. Le responsabilità sono storiche e vanno ricercate nelle ultime amministrazioni democristiane (diciamo dal 1985 al 1993) che governarono con leggerezza e superficialità, di passando poi alle amministrazioni dell era post- Nicola D Agostino democristiana (dal 1994 ad oggi) che hanno continuato ad amministrare alla giornata, accumulato altri debiti ed evitato di affrontare il problema in maniera seria rinviando le scelte e lasciandole al successore di turno. L attuale amministrazione ha già sprecato tre anni che potevano essere utili per iniziare una azione di impopolare ma fondamentale risanamento. Insomma, quell inversione di tendenza da sempre invocata ma che nessuno ha mai voluto/saputo praticare. I problemi della nostra finanza pubblica sono costituiti da quattro grossi nodi da sciogliere: la competenza; i residui attivi e passivi; la liquidità; il contenzioso. Ovviamente tutte e quattro le questioni sono strettamente legate l una all altra, ma se non si comprende la diversa natura delle quattro aree di intervento, sarà praticamente impossibile raggiungere qualunque risultato che nel futuro metta l ente al riparo dal rischio non già di poter garantire i servizi indispensabili alla cittadinanza (che ormai deve accontentarsi del minimo), ma addirittura di non poter pagare gli stipendi ai dipendenti. 1. Le entrate non sono più sufficienti a coprire le spese certe assunte nel tempo (stipendi, mutui, manutenzioni). Nel 2007 lo sbilancio inizialmente era preventivato nell ordine di quasi 4,5 milioni di euro, una cifra enorme. Per pareggiare il bilancio l amministrazione ha prima presentato un aumento di tasse (addizionale Irpef) che l opposizione con una tattica ostruzionistica è riuscita a scongiurare; quindi la maggioranza pochi giorni fa ha deliberato una rinegoziazione dei mutui in corso (24 milioni di euro di sorte capitale, più 9 di interessi) che costeranno 30mila euro in meno di sorte capitale e 4 milioni in più di interessi - web.tiscali.it/lionardovigo pur di poter allungare i pagamenti di qualche anno. Infatti l operazione consentirà di non pagare le rate nel 2007 (circa 1,6 milioni): gergalmente l operazione potrebbe paragonorsi alla firma di un assegno post datato, una prassi illegale utilizzata spesso da chi è insolvente al momento. Lo scorso anno si dovette ricorrere alla vendita di un immobile per pareggiare i conti; quest anno si rischierà di fare altrettanto perché all appello mancano ancora circa 3 milioni di euro. E evidente l utilizzo di una prassi dilatatoria per tirare a campare un anno in più, poiché le minori entrate e le maggiori spese degli ultimi anni rappresentano ormai un trend consolidato che non migliorerà il prossimo anno. E dunque nel 2008 saremo punto e daccapo. 2. A tutto ciò aggiungiamo che il bilancio è costituito, oltre a entrate ed uscite dell anno di competenza, anche da un elenco di residui attivi (crediti di anni fa ancora da riscuotere) e passivi (debiti del passato ancora da pagare). Le quattro voci determinano il segno positivo o negativo dei bilanci. Nel 2005 il segno è stato di molto negativo (oltre un milione di euro) proprio perché, da una migliore verifica dei residui, vennero depennate alcune poste (soprattutto attive). Da segnalare che l opposizione in Consiglio denunciò la presenza di almeno altri tre o quattro milioni di euro di residui attivi non verificati e che pertanto l attuale bilancio potrebbe essere inficiato da poste in attivo fasulle che se riconosciute tali metterebbero in ginocchio l ente. 3. Inoltre i ritardi negli incassi, la presenza di residui attivi inesistenti, il proliferare di debiti fuori bilancio...si impone una stagione di ragionevolezza... sono fra le principali cause dello squilibrio di cassa che impone la scelta di ricorrere alle anticipazioni di tesoreria ed al pagamento di cospicue somme per interessi bancari che hanno poi ripercussioni sul bilancio di competenza. 4. Infine il contenzioso aperto e non ancora concluso. Una mina vagante in mano all ufficio legale, mai quantificato e temuto come uno spettro. Frutto di errori amministrativi, di sottovalutazioni, a volte di azioni contro l ente inevitabili. L errore più grosso è non programmare le cause che si perderanno anno per anno e non avere idea di come arginare il fenomeno. I quattro punti rappresentano la sintesi del fallimento della politica finanziaria dell ente e l evidenza che si impone una stagione di ragionevolezza che metta al centro la discussione fra le parti politiche per individuare una strada comune di interventi massicci e decisivi. La prima parola spetta al capo della coalizione al governo che imponga al Sindaco di cambiare rotta. Riceviamo con invito alla pubblicazione Richiesta convocazione in via straordinaria Conferenza dei Capigruppo allargata sui costi della politica, prodotta al Presidente del Consiglio comunale di Acireale I sottoscritti consiglieri comunali, considerato la difficile situazione finanziaria in cui versa l Ente; visto l imminente trattazione in Consiglio del punto riguardante le modifiche allo Statuto comunale, a cui dovrà seguire anche l adeguamento del Regolamento del Consiglio e delle commissioni consiliari; venuti a conoscenza, peraltro, che, nelle settimane scorse, il presidente dell Associazione Nazionale Comuni d Italia, Leonardo Domenici,- associazione della quale il nostro comune fa parte ha chiesto al Governo, insieme al presidente nazionale dell Unione Province d Italia, la convocazione, in via straordinaria, di una Conferenza Unificata tra Stato, Regioni, Province ed Enti locali per mettere a punto un piano di tagli complessivo sui costi della politica; CHIEDONO alla S.V. di fissare, in tempi brevi, in vista dell approvazione del Bilancio di previsione 2007, una Conferenza straordinaria dei Capigruppo, allargata al Sindaco, al Direttore d Area Amministrativa ed al Responsabile del Settore Gestione Contabile e Finanziaria, in cui si definisca un piano di risparmio dell Ente che interessi anche le spese destinate allo svolgimento delle attività politico- istituzionali, nella misura in cui ciò non pregiudichi il loro regolare svolgimento. In particolare si propone, come base di discussione, la trattazione di alcuni aspetti che riteniamo prioritari: la riduzione delle indennità dei componenti della Giunta e del numero degli assessori, considerato, peraltro, che, con la nuova Dotazione organica approvata, alla semplificazione delle Aree ed all accorpamento di alcuni settori potrebbero essere sufficienti un numero corrispondente di assessori inferiore a quello attuale, magari attribuendo a ciascuno più deleghe; la modifica del regolamento che disciplina il funzionamento delle commissioni consiliari, pensando, in particolare, ad introdurre forme di limitazione come la fissazione di un tetto massimo di commissioni consiliari retribuite a settimana o al mese; e poi, riguardo la Pubblica Amministrazione, pensare a ritoccare le indennità di posizione e di risultato fissate dal Sindaco in maniera discrezionale e non dai Contratti Collettivi nazionali - riguardanti i direttori d area, i dirigenti di settore ed i funzionari; rimodulare ai minimi tariffari le indennità e /o i compensi dei consigli d amministrazione delle società partecipate dall Ente. N.B. La richiesta è stata presentata ufficialmente alla Presidenza del Consiglio nella seduta consiliare di Martedì 29 maggio. Primo firmatario: Giuseppe Cicala. Hanno sottoscritto: Enzo Mellia, Alfredo Spinella, Nando Ardita, Nicola D Agostino, Santo Primavera, Nello Catalano, Rosario Raneri, Enzo Di Mauro e Salvatore Maccarone.

3 A K IS sabato 9 Giugno 2007 Il mio bel San Giovanni... (L'Alighieri perdonerà il riferimento.. pertinente e "impertinente"). Ogni settimana c'è un amico che mi fa pervenire, al mio esilio romano, la nuova copia di AKIS. Ci mette qualche giorno ad arrivare, bontà delle italiche Poste. In compenso ho scoperto il sito internet, e allora la prima lettura avviene, come si dice, "in tempo reale" dal momento della pubblicazione, con le pagine che scorrono, a dimensione voluta, sul monitor del mio computer; non c'è l'odore dell'inchiostro, il gioco della carta patinata tra i polpastrelli delle dita.. ma ci sono le immagini, le notizie, "il mio mondo". Per un primo contatto può bastare. Trovo, nel primo numero di giugno, in prima pagina, la foto della vecchia chiesa sconsacrata di San Giovanni e la nota impietosa, "che ne facciamo?". Accarezzo l'immagine con lo sguardo e colgo sulla sinistra la mia vecchia casa, vecchia di secoli, con il suo balcone che tante volte è venuto giù per la manovra sconsiderata di un camion e ogni volta abbiamo rimesso a posto, io e mio fratello, lontani nel vivere ordinario, ma pronti al ritorno ogni volta che se ne presenti l'occasione. Lì c'è l'atrio con il tetto in travi, le scale in pietra lavica, il patio con la cisterna scavata nella roccia, la fuga di stanze, i cortili, il terrazzo coperto dalla pergola i cui sarmenti orgogliosamente io, ogni anno, poto e rimondo. Già, il terrazzo. Di là vedo bene la vecchia chiesa, con il suo campanile a vela ormai privo delle campane e con la banderuola nera. Il tetto rifatto con i discendenti grossolani. E le vetrate infrante da cui muovono voli di passeri e colombi. Su quel campanile, da ragazzo, molte volte sono salito e ho dato di piglio alle corde delle campane: anzi, solo alla corda della campana maggiore, il cui battaglio era più facile da manovrare per la mia presa inesperta, con battute costanti, "omogenee", mentre il battaglio della campana minore "impazziva" e ruotava se non lo si sapeva tenere con mano ferma. Saliva lassù il vecchio sagrista, don Orazio "aceddadoru"; o un altro ragazzo del mio gruppo: Saro Grasso, ad esempio, bravissimo nel gioco del calcio, con una chioma ricca e ricciuta che gli aveva fruttato il soprannome di "Testazza" - che fino a qualche anno fa ha comandato la stazione dei Carabinieri in un paesino del Lazio. Erano gli anni tra il '40 e il '60. Com'era fiorente l'associazione di "gioventù di azione cattolica". Ci incontravamo ogni pomeriggio in una saletta al pianterreno della casa parrocchiale; giocavamo ai giochi da tavolo di allora (il monopoli, un po', "non t'arrabbiare", dama, filotto, "samaritoga" - una specie di gioco delle bocce); il cortile non era grande, di forma vagamente trapezoidale: ma riuscivamo egualmente a disputare partite accanite di pallone, prima di passare alla funzione serale della benedizione eucaristica, con il "Tantum ergo" in latino, officiata dal parroco. Due, ne ho avuti di parroci, in quegli anni: il primo, un sanguigno Rosario Messina; il secondo, un più mite e paterno Concetto Lanzafame. Certo, anche i parroci recenti ho conosciuto e conosco; ma quelli appartenevano alla vita di ogni giorno del mio tempo verde, dell'attesa e della speranza.. Com'era veloce, il padre Messina, nella celebrazione della Messa. E poi aveva grinta. Nella piazzetta, sui gradini davanti alla porta della chiesa, si riunivano, a tarda sera, gli sfaccendati: qualche bicchiere di vino in più del dovuto e un gran vociare. Si raccontò che per dissuaderli dallo stazionare lì il parroco avesse cosparso i gradini di acido.. con conseguenze evidenti sui pantaloni dei malcapitati. Ricordo i giovani di allora. I quattro fratelli Spina (cinque, con la graziosa sorella), ad esempio, figli di uno stimato professore di inglese; c'era una palma nel cortile della loro casa, e si vedeva bene da casa mia; Sandro aveva conseguito la maturità a sedici AMARCORD JACITANU anni ed è diventato cardiologo; con Roberto eravamo coetanei e frequentavamo classi parallele, lui al "Gulli e Pennisi", io al "San Michele": quell'anno 1953 fummo i migliori agli esami di maturità classica, nelle scuole di Acireale, con la media dell'otto (ma io lo bruciai sul traguardo, ebbi nove in greco); di Sandro ricordo che c'incontrammo in un vialetto dei giardini della "Sapienza", a Roma, a fine 1953: io matricola e lui quasi alla fine del suo curriculum.. C'era Giuseppe Aleppo, Pippo per gli amici, destinato ad una brillante e controversa carriera politica; come Angelino Lombardo, con il quale mi incontravo a volte anche nella barbieria tenuta da don Peppino Costanzo in un basso della mia palazzina; c'era Camillo Belfiore, destinato ad una brillante carriera in magistratura, il cui padre venne brutalmente assassinato da un complotto di mafia; c'era Turi Fasone, che sarebbe diventato un apprezzato medico di Acireale; e Vito Messina, l'architetto; e Angelo Lizzio, ora docente universitario; e la "pattuglia" dei Licciardello, ora commercianti e industriali; e Nino Messina, adesso costruttore; e Pippo Ambra, "maestro ebanista", come lo ricordava recentemente, per le vie del quartiere, l'annuncio della sua morte. E altri che non mi vengono ora in mente, magari più oscuri, che incontro talora, e ci si imbarazza nello stringerci la mano, perché magari dopo tanti anni non si sa come e cosa dire e sarebbe invece così semplice riprendere dalla gita sull'etna o dal pellegrinaggio a Valverde o dalla partita di calcio giocata sul campo del "Pennisi" gentilmente concesso. La mente vaga e torna alla vecchia chiesa. All'iscrizione che adorna la facciata incompiuta, in cui si ricorda che la chiesa era stata eretta da "huius viciniae incolae", per volontà della gente del borgo "dei Musmeci". Al quadro di San Lorenzo, ora trasferito alla chiesa nuova, che fa pudica memoria del primo che l'aveva voluta, un Lorenzo Musmeci. All'elegante statua di san Giovanni, in legno, che veniva portata in processione durante la festa del santo, mentre sulla piazzetta e per le strade (Sciarelle, dei Miracoli, d'i Patané) erano schierate le bancarelle di calia e di dolciumi e di tutto ciò che è caratteristico delle feste di paese. Mi ritorna in mente la chiesa gremita durante la novena di Natale; le donne recitavano il "Rosario" in dialetto: non ho più dimenticato l'enunciazione del quinto mistero gaudioso, con un Gesù "ca spiegava la duttrina / ccu mulestia divina" ("molestia", appunto: chissà cosa pensavano le pie vecchiette!); a notte suonavano le campane, la gente veniva alla luce delle stelle, i riti finivano che non era ancora comparsa la luce dell'alba; a turno i parrocchiani offrivano i "fuochi" d'artificio con la "moschetteria" finale. Ricordo il grande falò della notte di Natale, "u zuccu". Ricordo la lettura del "Passio", durante i riti della settimana santa (io e i miei amici eravamo spesso voci recitanti); e la Messa della gloria, il sabato santo (era anticipata così, allora). Che cosa se ne può fare, ora, del "mio bel" San Giovanni? Era nato al servizio del "piccolo mondo antico", e al servizio di quel mondo può restare. Non si può cancellare, per fare più grande la piazza, certo. Non è più chiesa, ma punto di aggregazione e d'incontro può essere ancora. Rispettando la semplice struttura interna, le lesene e gli stucchi, potrebbe essere trasformato in un centro di cultura: una biblioteca o mediateca, "open space" variamente modulabile, affidata magari alla Zelantea, che potrebbe raccogliere apporti di genti e di idee da tutta l'area pedemontana. L'avevano scelta a ragion veduta, la collocazione, huius viciniae incolae tutt'altro che sprovveduti, come punto d'incontro tra tutte le strade che scendevano dai borghi etnei fino ad Aci e al mare. Rosario Musmeci Le Chiazzette anni 60 in uno splendido b/n di Gianni Pistarà Rubrica a cura di Salvatore Trovato L Angolo della poesia Ceralacca color sangue vivo Al vecchio pentolino e alla ceralacca delle operazioni finali degli esami di maturità. Un rito Formule e formulette sterotipe sono come le foglie che coprono le pudende delle statue, unico mezzo per incorniciare il vuoto, velatis velandis... recupero, crisi di coscienza, opportuni agganci, dialogo, partecipazione, leadership all'interno della classe.. Bolli...bolli...bolli fortissimamante bolli... Firme come quando fuori piove, scoastichese stretto, nebuloso, esaustivo pistolotto con molta abilità e strategia, storia della classe, sofferta, profili immunizzanti, sibillini, bifronti, come Giano doubleface. Ceralacca color sangue vivo, ribollente dentro il pentolino, con grosse bolle scoppiettanti, alla fiamma azzurrognola d'una vetusta spiritiera. Operazione solenne, austera. Favete linguis, silenzio assoluto. Quando una goccia maledetta cade su una mano, l'ustionato, farfugliano, bofonchia: Waf...Waf...con due o una effe sola, a seconda del grado di scottatura del momento... Antonio Pagano DOV ERA DIO? Di seguito pubblichiamo due riflessioni di altrettanti nostri collaboratori, il giovanissimo Marco Vittorio e, a seguire, quella di Francesco Pulvirenti: Oramai, da molto tempo a questa parte assistiamo a scene di vita quotidiana che oserei definire agghiaccianti, sia per assurdità e sia, soprattutto, perché sono reali. Da molto tempo a questa parte, dicevo, scene di vita assurda se ne vedono parecchie, ma la cosa che più mi sconvolge è che tali episodi "apocalittici" stanno diventando la normalità di tutti i giorni ed ogni giorno in modo sempre più frequente. Noi, talvolta, non ci facciamo nemmeno caso e ce le facciamo "scivolare" così come se non fosse accaduto niente e senza prestarci la giusta attenzione, ormai quasi abituati a questa "schifosa" normalità; restiamo del tutto ipnotizzati in un sonno impassibile e profondo, ma se ci fermassimo anche un solo istante a riflettere, capiremmo che queste cose fanno letteralmente rabbrividire! La scorsa settimana sentivo al telegiornale che una madre ha ucciso la sua bambina di sei anni perché non si reputava adatta ad adempiere tale ruolo, ritenendosi incapace di dare alla figlia un roseo futuro. Ma come può una madre, che mette al mondo una sua creatura, che è parte di lei, sia prima che dopo la nascita, toglierle la vita uccidendola a coltellate e sentendola gridare a squarciagola?! Si dice che la donna avesse qualche grave problema psicologico. Ma possibile che nessuno prima di allora se ne sia accorto accennando la possibilità di trovare un qualche minimo rimedio per evitare una tragedia già altrimenti annunciata?! Talvolta queste situazioni sono tanto assurde quanto difficili da gestire, da capire e da agire. Quello che noto è che ogni giorno, appena mi alzo dal letto e accendo il televisore, vengo assalito da una miriade di notizie indescrivibili ed impensabili e l'unica cosa che sono in grado di fare è pronunciare a bassa voce nella mia mente un altrettanto assurdo "MAH!" Marco Vittorio Ogni giorno i quotidiani ci tempestano con "bollettini di guerra" un tam, tam continuo con attentati, autobomba, kamikaze, povera gente che viene massacrata per il capriccio del potente di turno o in nome di una mal dichiarata religione. Un susseguirsi di notizie catastrofiche, di immagini cruente, di genocidi, di popoli allo sbando, affamati, costretti a vivere senza la certezza di un domani. Il telegiornale finisce e comincia, spesso, la TV spazzatura con ambienti ovattati, ambienti dove l'opulenza è di rigore spesso con la "cretineria o bestialità" che la fa da padrone seguono, quasi sempre, i film "violenti" per i quali il codice rosso (ma chi lo vede mai?) consiglia la visione ad un pubblico adulto. Quotidiano? Normalità? Bestialità? La "bestialità umana " ha superato la "bontà divina". Non ho trovato risposta ad una domanda:" Dov'era Dio quando la mano di una mamma ha ucciso la sua bambina con cinque coltellate?" Francesco Pulvirenti Cari affezionati collaboratori, risposte a "Dov'era Dio " o al "MAH!"ce ne sono poche o, forse, una sola: continuare ad avere fede in Dio. Lui solo sa quel che fa. T.C. Il settimanale AKIS e la Pro Loco di Aci S.Antonio, organizzano 1 Premio AKIS di Giornalismo riservato alle giovani penne di età non superiore ad anni 22 ( alla data del 30 Giugno). Informazioni: (anche fax) e.mail: o COCCODRILLI CON LE RUOTE La Val Calanna fino al 1992 era una valle a mezza costa sul fronte orientale dell'etna; probabilmente di origine tettonica, come la più ampia Valle del Bove, era cinta a sud e a ovest da ripidi costoni che, specie al tramonto, con le ombre che vi proiettavano, le conferivano un aspetto selvaggio e un po' orrido. Dominata a est dal monte Calanna, guardava verso lo Jonio e Taormina. Era una piccola conca coltivata a meli attraversata da un sentiero sterrato e disseminata di piante della macchia mediterranea, specie ginestre e quercioli che formavano angoli verdi e ombrosi. Vi si accedeva da una ripida strada parzialmente basolata, che saliva da Zafferana, attraverso una strettoia chiamata "Portella", oltrepassata la quale si vedeva a destra un abbeveratoio rettangolare alimentato da una sorgente. Parzialmente nascosti tra il verde uno o due casolari in pietra lavica e qualche capanno di pastori. La fauna: conigli, lucertole,uccelli un piccolo angolo di paradiso incontaminato, dove la presenza dell'uomo era discreta e in equilibrio con la natura. Era la meta delle nostre gite domenicali estive alla ricerca di un po' di frescura; i figli maggiori ne apprezzavano l'aspetto aspro e selvaggio, ma il piccolo vi avvertiva un senso di orrore e di oscura minaccia. Anche l'acqua dell'abbeveratoio, sebbene fosse limpida, aveva un aspetto cupo dovuto al fondo di basalto e al buio riverbero delle rocce da sesto grado, perciò egli trasferiva questa sua impressione di minaccia sulle piccole ranocchie brune che si nascondevano tra i giunchi emergenti dall'acqua e sugli innocui girini che dentro la vasca saettavano velocissimi, specie quelli che erano giunti nella fase mediana della loro evoluzione, quando non avevano ancora perso la coda e avevano già le due zampe posteriori. Quei girini egli aveva ribattezzato "coccodrilli con le ruote" e il nome rende bene l'impressione di mostruosità che il nome coccodrillo conservava nella sua fantasia a dispetto di una canzoncina allora in voga dello Zecchino d'oro, che narrava di un Cocco innamorato della sua Drilli in pericolo di cattura da parte di avidi cacciatori, mentre il moto velocissimo, al punto di sembrare circolare, delle zampe e della coda, egli associava al girare di una ruota. Che ne è stato di quelle ranocchiette e di quei girini, che avevano avuto il loro minuto di gloria quando inconsapevolmente avevano spaventato, essi spaventatissimi a loro volta, un cucciolo d'uomo? L'Etna, in uno dei suoi momenti di furia incontrollata e incontrollabile, ha coperto quella valletta con un deserto di lava alto più di trenta metri. Non c'è più l'abbeveratoio, né i meli, i lecci e le ginestre, non ci sono più nemmeno gli orridi strapiombi da cui scesero le rosse cascate di fuoco. Solo al centro di questo deserto di accidentate lave grigioscuro si staglia il cono verde del monte Calanna che si accende di riflessi smeraldini al sole del mattino. Maria Laura Tringale L abbraccio della lava è una foto di Giovanni Tringali ACI S. ANTONIO Per un errore tipografico è stata omessa la firma di Daniele Scuto al pezzo L ultimo vagone del treno pubblicato la scorsa settimana in questa stessa pagina. Ce ne scusiamo con i lettori e con lo stesso autore. dal Insegne Luminose Cartellonistica Biglietti da visita Brochure Stampe Digitali Adesivi Magliette, cappellini Circonvallazione ACI S. ANTONIO Per info:

4 4 sabato 9 Giugno 2007 K A IS ph Nuccia Leotta GIOVANI ARTISTI IN PRIMO PIANO L ANNUALE EDIZIONE DELLA MOSTRA DIDATTICA DEL LICEO ARTISTICO Inaugurata nei locali dell ex Collegio Santonoceto di Acireale, alla presenza dell Assessore alla Pubblica Istruzione, Prof.ssa Nives Leonardi, dell Assessore Provinciale alle Politiche Scolastiche, Margherita Ferro e di un nutrito pubblico, l annuale edizione della Mostra Didattica allestita puntualmente dagli studenti di tutte le classi del Liceo Artistico. L evento, particolarmente gradito ai ragazzi che in esso vedono un occasione propizia e gratificante ed una degna vetrina per esporre i lavori realizzati pazientemente durante l anno scolastico, oltre a vedere la partecipazione degli stessi artisti in erba, quest anno più che mai si è colorato di una fortissima connotazione sociale, essendo, parte del ricavato della vendita delle opere in mostra, destinata all Associazione Onlus, che con il Progetto Grazia intende sostenere la ricerca scientifica sulla Leucodistrofia di Krabbe. Varie le tipologie artistiche presenti all interno della mostra: dalle minuziose tele ad olio ed a tempera dell indirizzo Beni Culturali ( tele che, peraltro, data l accuratezza dei particolari e l espressività delle forme non hanno nulla da invidiare a lavori ben più noti) alle tavole dell indirizzo Grafica, passando per plastici, sculture in gesso ed argilla, ed ancora tavole architettoniche, modellini in legno, ecc. Un occasione cara a tutti i ragazzi che, nella mostra, vedono la giusta ricompensa alle fatiche maturate durante tutto il corso dell anno scolastico - afferma la Prof.ssa Rosalba Carlino, principale responsabile dell organizzazione dell evento - per cui confidiamo con grande fiducia in una degna riuscita della rassegna anche per l anno prossimo e per le successive edizioni. Unica nota stonata, se così è giusto dire, la mancanza di collaborazione e di ausilio tecnico e logistico nell allestimento e, contemporaneamente, nell opera di pubblicizzazione della mostra evidenziata nei confronti degli studenti da parte dalla dirigenza scolastica alla quale fa capo il Liceo Artistico (ci sbagliamo, forse?). Un dato che purtroppo contribuisce a gettare ombre sulla sopravvivenza di una istituzione così cara ad Acireale quale il Liceo Artistico, minandone seriamente la già provatissima stabilità interna. Riccardo Anastasi A tu per tu con Angela Giarratana L amore per l arte, in tutte le sue espressioni, il gusto di sperimentare e l esigenza di mettersi in discussione: questo il mondo di Angela Giarratana, pittrice catanese, che da circa cinque anni ha cominciato a coltivare la propria passione per la pittura, dopo aver praticato altre esperienze artistiche. Nonostante sia relativamente nuova al mondo dell arte, ha già alle spalle diverse esperienze, con mostre a Roma ed esposizioni a Catania e provincia. La sua arte, come ci ha rivelato, si basa su uno stile immediato e libero da qualsiasi influenza. Angela terrà nel mese di luglio una mostra al Castello Normanno di Acicastello e per questo l abbiamo incontrata per conoscere meglio il suo percorso artistico. - Da cosa nasce la tua ricerca artistica e cosa cerca di esprimere? La mia arte è fatta di sperimentazione. Le mie sono opere astratte, contemporanee. L utilizzo di tecniche e materiali diversi contraddistingue i miei lavori, caratterizzati da volumi e colore. - Quando hai cominciato a sentire dentro di te l esigenza di comunicare attraverso la creazione artistica? Mi sono avvicinata alla pittura da cinque anni. Dopo essermi allontanata dal teatro, che avevo fatto per dieci anni, ho sentito l esigenza di esprimermi, e da lì ho cominciato a dipingere. - Quali altre esperienze annoveri nel tuo curriculum espositivo? Sono diverse le mostre nel corso di questi anni maggio 2006: personale Esistere al Palazzo Medici Clarelli di Roma. 15 maggio-20 giugno 2006: personale presso atelier Prince Management, Roma. 16 dicembre 2007: esposizione presso i saloni di Bnl Catania, in occasione di Telethon. Marzo-Giugno 2007: personale presso i locali di Blu a Tremestieri Etneo. Aprile 2007: esposizione presso Suite d autore a Piazza Armerina. - Quale sarà il tema della mostra che terrai nel mese di luglio al Castello Normanno di Acicastello? Alla mostra di Acicastello non ho ancora dato un titolo, ma il tema sarà certamente la libertà di esprimersi, che rende migliori ognuno di noi. Giuseppe Bonaccorso Centro Fodere di Franceschino Santo Via Tarelli, s.n. (uscita svincolo autostradale) Tel./fax: KALEIDOSCOPIO Giovanni Tringali Le blatte stanno infestando sempre più bar e ristoranti Evitare di frequentare i locali dove si vedono passeggiare questi insetti che possono causare infezioni o fastidiosi sintomi allergici Da alcuni anni capita sempre più spesso vedere passeggiare in alcuni luoghi di ristorazione le blatte, fastidiosi insetti striscianti che costituiscono efficaci indicatori di scarsa igiene dei luoghi dove vengono preparati gli alimenti. A partire dal 1997 con il decreto 155 che istituiva le buone prassi igieniche per gli alimentaristi, meglio note come sistema HACCP le cui lettere derivano da acronimi inglesi di termini che tradotti in italiano significano analisi del rischio e controllo dei punti critici, i titolari degli esercizi pubblici cercarono di adeguarsi alla normativa. L HACCP se applicato correttamente garantisce l assoluta igiene degli alimenti prevedendo tutta una serie di azioni finalizzate ad abbattere o eliminare i rischi fisici, chimici e biologici che possono compromettere la salute pubblica. Dopo una prima fase di applicazione e di adeguamento al sistema man mano per molti alimentaristi le buone prassi igieniche sono rimaste solo sulla carta (o meglio sul manuale dell HACCP). All inizio questo sistema di garanzia della salubrità degli alimenti è stato visto da molti come un vero e proprio business e molti si sono inventati consulenti. Così sindacalisti, commercianti di prodotti per esercizi alimentari ragionieri e perfino, come sembrerebbe da voci correnti nel comparto della ristorazione collettiva, anche ex carabinieri del NAS in pensione si sono dati da fare per prestare la propria opera di consulenza agli alimentaristi. E successo di tutto e di più: pirateria professionale nel senso che biologi titolari di gabinetti di analisi hanno fotocopiato pedissequamente i manuali redatti da altri biologi, invenzione della figura del consulente, nel senso che operatori assolutamente ignoranti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti hanno fornito per soli trenta euro la loro consulenza consistente nella produzione di un manuale in dotazione ad altri esercizi a sua volta fotocopiato e successivamente personalizzato ad hoc, sindacalisti hanno speculato sugli esercizi alimentari consociati mettendosi d accordo con vari biologi titolari di gabinetti di analisi e chiedendo la percentuale sugli esami relativi al sistema HACCP insomma di tutto e di più. Nel tempo però l iniziale entusiasmo è andato vieppù scemando e da alcuni anni si sta verificando un significativo incremento nell avvistamento di questi fastidiosi insetti striscianti nell acese e nel catanese anche in locali apparentemente ineccepibili sotto l aspetto estetico ed esercizi molto avviati e molto frequentati. Le blatte che sono presenti nel nostro territorio appartengono a tre specie: la Blatta orientalis che predilige gli ambienti domestici, la Blattella germanica che predilige i bar e la Periplaneta americana che predilige i ristoranti. Va ricordato che le blatte sono vettori di numerosi organismi patogeni, in quanto passano da ambienti altamente inquinati ad ambienti di vita normale per gli esseri umani, e quindi la lotta si rende necessaria al fine di salvaguardare la salute pubblica. Se talora dopo aver mangiato in ristoranti si avverte una diarrea post prandiale può darsi che il sito è contaminato da blatte. Tra l altro oggi l allergogramma proteomico evidenzia anche la possibilità di diagnosticare l allergia ai blattoidei che, al contrario di quanto si creda, è discretamente frequente perché molti sono allergici alla tropomiosina che è proteina contenuta nei blattoidei. Al contrario dell allergogramma proteomico che consente di rilevare l allergia a diversi enzimi dei blattoidei come ad esempio la Proteasi aspartica, la glutatione transferasi e la tropomiosina presente in particolar modo nella Periplaneta americana, l allergia alle proteine delle blatte non si può diagnosticare con le prove cutanee o con il cosiddetto RAST. La Periplaneta americana, molto diffusa essendo cosmopolita, si presenta di colore ferrugineo, con pronoto (che sarebbe la sezione dorsale del primo segmento del torace dell insetto) leggermente giallognolo lungo il margine, che chiude un area centrale marrone scuro. Dimensioni notevoli, ali ben sviluppate (nel maschio più lunghe dell addome, nella femmina di pari lunghezza). Raramente vola e può superare anche i 3 centimetri di lunghezza. I contenitori delle uova, chiamati ooteche, contengono circa 14 uova. Se lasciate cadere vicino a fonte di nutrimento o in crepe e fessure le uova schiudono in circa due mesi, e la maturità viene raggiunta con 13 mute in circa 6 mesi. La femmina può produrre ooteche. Il freddo invernale frena lo sviluppo ed ovviamente il caldo estivo lo incentiva. Si riscontra preferibilmente in zone buie e umide, attorno ai tubi dei bagni, scarichi delle fognature e in luoghi dove si conservano derrate alimentari. Sono ghiotte di liquidi fermentati, e sono state rinvenute anche in bottiglie di birra semivuote. Un mezzo per la cattura, è quello di utilizzare trappole con al centro del pane inzuppato di birra come attrattivo. E più frequente nel meridione d Italia, specie nelle città marinare. Chi scrive è autorizzato dalla Regione siciliana quale docente ufficiale del corsi per gli alimentaristi e conosce molto bene ciò che si cela dietro le quinte di alcuni ristoranti ma tiene a precisare che non è corretto generalizzare anche perché vi sono ristoranti e bar che applicano correttamente il sistema HACCP nei quali non esiste questo problema e che per tale motivo devono essere premiati con la preferenza della clientela. Più che il controllo e l attività repressiva degli Organi competenti, i cui risultati come si vede sono deludenti, il miglior sistema per risolvere il problema è premiare i locali dove non si vedono questi insetti, il che significa che tutte le volte che doveste vedere blatte circolanti non ritornare più in quel dato locale. Infatti, se di giorno nella sala ristorazione o nel bar si dovessero venere questi insetti, la notte le blatte saranno a centinaia e centinaia e se gli alimenti dovessero essere lasciati senza protezione scorrazzeranno su di essi contaminandoli. Se il proprietario si rende conto che le blatte fanno perdere clientela state pur certi che applicherà correttamente il sistema HACCP. Il decalogo per un efficace lotta alle blatte 1. Fare molta attenzione agli imballi della merce in arrivo perché possono contenere ooteche di blattoidei che infesteranno i locali. Occorre ispezionare bene gli imballi. 2. Non sballare i colli delle materie prime nei locali dove si preparano gli alimenti. 3. Occorre monitorare costantemente i locali con apposite trappole i cui costi sono davvero irrisori 4. Occorre pulizia e sanificazione continua e costante e la chiusura di fessure e crepe eventualmente nei muri, nel pavimento e soprattutto tra le piastrelle rotte. 5. Eliminare ogni perdita di acqua e dell umidità che si forma attorno ai tubi e chiudere tutti gli anfratti lasciati liberi nel montaggio di lavelli e sanitari vari. 6. Eliminare ogni residuo di cibo compresi i mangimi per gli animali domestici 7. Depositare temporaneamente immondizie e rifiuti in appositi contenitori con coperchio a tenuta che eviti l ingresso degli insetti. 8. Prima di trattare qualunque posto che può contenere cibo o utensili da cucina, bisogna proteggerli dal contatto o esposizione all insetticida. 9. Non si deve permettere a bambini e animali domestici di entrare in contatto con questi prodotti. 10. In caso di presenza di blattoidei nelle trappole o di loro avvistamento casuale provvedere subito a chiamare una ditta autorizzata e specializzata nella disinfestazione dei locali. Il fai da te è sconsigliato (tenere presente che l improprio utilizzo di blatticidi può essere anche pericoloso per la salute e prima di utilizzare qualunque sostanza insetticida, leggere sempre la etichetta e seguirne alla lettera le istruzioni.). Occorre procedere anche all identificazione della specie. Per ottenere un buon risultato, si deve modificare l ambiente rendendolo il più possibile inadatto alla loro sopravvivenza Nella foto la fastidiosa blatta Periplaneta americana

5 A K IS Un cortile pieno di fiori e di felicità Cosa ti vai a scoprire gironzolando tra le vecchie stradine del centro storico? Un affabile artigiano, giovanissimo, inoltre, che ti crea piccoli capolavori con il finocchietto, la zammara, la corda Utilizza un semplice ago, tanta fantasia ed eccoti bello e pronto un piccolo capolavoro che puoi trovare, se lo trovi ancora, in qualche vecchia casa nobiliare del tempo che fu. Degno erede del padre, il signor Antonino, parliamo con Carmelo Alma il quale ci racconta in maniera entusiasta dell arte che una vecchia vicina di casa, la signora Giuseppina, 94 anni, attualmente in ospedale, gli ha inculcato. Il resto lo ha copiato seguendo il lavoro del papà. Un civettuolo cortile di via Porcellana, pieno di fiori, di una cisterna (di quelle tipo marrabbecca ), una vite che si arrampica verso il cielo, un barbecue portatile che ospita una pietanza di pesci esce fuori da uno sgabuzzino decine di sedie pronte per essere consegnate. I suoi clienti? Certamente gente danarosa, gente che scova nei vecchi casolari o nelle case di nobili caduti in disgrazia sedie, divanetti, piccoli sofà da riempire con il finocchietto, o con la corda o con la Sabato 9 Giugno Vergogna - Vergogna - Vergogna [...] quando il proprietario abbandona la conservazione o l'esercizio di beni che interessano la produzione nazionale [...] può farsi luogo all'espropriazione dei beni da parte dell'autorità amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennità. La stessa disposizione si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle città o alle ragioni dell'arte, della storia o della sanità pubblica. Questa disposizione normativa, inserita nel libro III del codice civile zammara. Escono fuori piccoli capolavori. La soddisfazione per Carmelo? Gli ridono e brillano gli occhi nel citare alcuni suoi clienti. Un mestiere difficile? Niente italiano, dedicato alla proprietà, prevede una sotto-specie di espropriazione fondata non sulla pubblica utilità del bene, ma sul cattivo uso di alcuni beni da parte del proprietaraio e sul danno che il cattivo uso può arrecare, oltre che alla prozione nazionale, anche al decoro e all'igiene della città. L'intenzione del legislatore (l'articolo in questione risale al 1942) era quella di stabilire che la proprietà di alcuni beni obbligasse il proprietario ad un comportamento attivo. Inopinatamente, però, non risulta che tale articolo sia stato mai applicato... come dimostra chiaramente, a titolo di esempio, le foto qui a fianco, che ritraggono il vergognoso stato (voglio usare un eufemismo) in cui si trova il palazzo già abitato dal poeta, storico e uomo politico acese dell'800 Lionardo Vigo Calanna, sito all'incrocio tra via Galatea e via Marzulli. G.L. La due giorni di Enduro Moto Club Aiello - 17 Raduno motociclistico non competitivo sabato 7 e domenica 8 luglio 2007 aperto a tutti gli amanti dell ENDURO e dei QUOD Informazioni presso AutoCenter- svincolo casello Acireale PIOGGIA DI MEDAGLIE PER LO SHOTOKAN DI ACIREALE IN OCCASIONE DEL 3^ GRAN GALA DELLE FORZE ARMATE affatto un mestiere che gli consente di vivere sereno, accanto ai suoi genitori in una casetta con dentro un cortile pieno di fiori e di felicità. T.C. Scherma Il Club Scherma di Acireale sta ospitando in questi giorni, fino al 20 giugno, la squadra della Nazionale Algerina di Scherma Assoluta che ha scelto Acireale per gli allenamenti collegiali in vista dei Campionati Africani. Sei atleti maschi e quattro donne che si allenano (alloggiando all Excelsior Palace Hotel, nella struttura del Polifunzionale delle Terme, a disposizione del Club Scherma di Sebastiano Manzoni. Un altro ulteriore tassello di efficienza e visibilità che si aggiunge al palmarès del Club acese in vista dell organizzazione dei Campionati del Mondo del prossimo anno... Si e svolta la gara 1^ COMBINATA IN SICILIA dove i protagonisti si sfidavano su diverse prove in particolare dal circuito di destrezza, tecniche libere di karate al palloncino, combattimento dimostrativo, khion di libera composizione e sound karate. Circa 600 i partecipanti provenienti da tutta l isola. Grande successo per i ragazzi dei Maestri D Agostino Sebastiano e Castorina Salvatore che hanno partecipato alle prove aggiudicandosi due medaglie d oro : Leonardi Margherita e Pavone Matteo; sette medaglie d argento : Principato Vavo Simone, Pulvirenti Carmelo, PALLANUOTO ACICASTELLO Sfuma il sogno play-off per la Pallanuoto Acicastello, che dopo una partita dura e dalla fasi alterne ha ceduto all Ymca Nettuno, che invece raggiunge la salvezza. Non è bastata la reazione della squadra nel terzo parziale né l incoraggiamento fornito dai tifosi castellesi, fra cui tanti ragazzi delle scuole medie. Protagonisti in negativo gli arbitri di Catania Alecci e Di Franca, che hanno pesantemente condizionato la gara nei momenti decisivi. Il nervosismo ha influito sulla condotta di gara dell Acicastello, costretto ad inseguire sin dai primi secondi e a subire ingiuste decisioni arbitrali. L Ymca Nettuno è entrata in vasca con maggior decisione. Stesso copione nel secondo tempo con qualche errore di troppo in costruzione. Dure le proteste della panchina castellese, con il mister Palumbo sostituito dal vice Crocellà in quanto squalificato, che hanno provocato l espulsione del presidente Di Grazia. Il terzo tempo ha visto emergere la carica dell Acicastello. L insperato pari sarebbe arrivato all inizio del quarto e ultimo tempo grazie ad una straordinaria rete di Toldonato ma entrambe le squadre a quel punto avevano dato tutto e così alla fine è prevalsa la voglia di sopravvivenza della Nettuno, che ritrovava il gol del solito Markovic. A pochi secondi dal termine un fischio dell arbitro per un presunto fallo impediva all Acicastello di poter raggiungere almeno il pareggio. Il risultato finale di per la Nettuno è indubbiamente bugiardo e non dà ragione della buona prestazione dell Acicastello, penalizzata sia da errori degli arbitri che della stessa squadra. Anche se il sogno play-off è sfumato, bisogna sottolineare la grande stagione della Pallanuoto Acicastello, capace di salvarsi con tre giornate di anticipo e di lottare con tutte le squadre nonostante i diversi problemi, fra cui la mancanza di una propria piscina. Non è dunque questo il momento dei rimpianti, ma bisogna anzi continuare e ripartire la prossima stagione dalle certezze che il campionato di quest anno ha dato, affinché davvero il sogno possa diventare realtà. Giuseppe Bonaccorso Il momento conclusivo delle attività svolte dal Liceo Classico Gulli e Pennisi si è manifestato nel corso di un gradevole ed applauditissimo pomeriggio, ospiti dell Istituto Archimede, con rassegne musicali, premiazioni e teatro danza. Nelle foto di Nuccia Leotta alcuni momenti del pomeriggio. Greco Salvatore, Stassi Giovanni e Pavone Matteo. Classificati tra i primi otto posti, gli atleti: Gravagna Giuseppe, Toluian Hushmand, Greco Emanuele, Lazzara Michele e Pagana Riccardo. Il Centro Sportivo Shotokan di Acireale emerge tra le migliori societa Siciliane. La Shotokan e stata rappresentata in una fantastica esibizione dai suoi atleti di levatura internazionale Aidala Manuel, Quattrocchi Andrea e Grippali Nicola, che hanno mostrato eccellenti doti tecniche, prestanza atletica ed eleganza. All inizio della gara si sono esibiti tutte le forze di polizia diretti dall attenta guida del Maestro D Agostino Sebastiano. La manifestazione perfettamente organizzata ha ottenuto notevoli consensi da parte dal pubblico.. NUOVA APERTURA C.so Umberto, 20 - ACIREALE

6 6 sabato 9 Giugno 2007 Ufficio Marketing e Pubblicità Akis - Franco Pulvirenti - tel Grafica: MP AKIS Salvatore Trovato e la battaglia di Capo Spada Il 19 luglio 1940, dopo appena un mese e mezzo dall'entrata in guerra dell'italia, al largo dell'isola di Creta si svolgeva una battaglia navale che passerà alla storia come "la battaglia di Capo Spada". Due nostri incrociatori leggeri, il "Colleoni" ed il "Bande Nere", verranno tratti in una sorta d'imboscata navale degna delle più antiche leggende marinare, i cui retroscena non sono ancora del tutto chiariti. Si parlò addirittura di alto tradimento da parte di un comandante italiano che - stranamente - dopo la guerra venne premiato dalle forze anglo-americane per i grandi servigi resi (!). Il combattimento contro gli inglesi fu una vera trappola con tanto di allodole da richiamo cui i nostri incrociatori abboccarono, finendo nelle fauci del lupo. Il risultato fu che il nostro incrociatore "Bartolomeo Colleoni" venne colpito e affondato, portando con sé in fondo al mare 121 uomini. Ma altri 525 marinai italiani vennero recuperati e tra- U n a s t o r i a a c e s e sferiti poi nei campi di prigionia inglesi in India. Tra questi c'era anche l'acese Salvatore Trovato. L'incrociatore Bartolomeo Colleoni L'incrociatore leggero Bartolomeo Colleoni, battezzato così in onore del capitano di ventura del XIV secolo, apparteneva insieme all'alberto di Giussano, all'alberico da Barbiano e al Giovanni dalle Bande Nere, alla classe "Condottieri" (le prime due saranno affondate nel 1941 nella Battaglia di Capo Bon mentre la terza al largo di Stromboli). Si trattava di un nuovo tipo di incrociatori, pesantemente armati (8 cannoni da 152 mm), ma dotati di scarsa protezione, al fine di aumentarne la velocità e potere così fronteggiare le nuove navi francesi (che non incontrarono mai). In realtà la scarsa corazzatura le rese molto vulnerabili negli scontri diretti sostenuti con gli avversari di pari calibro. Il Colleoni venne costruito dai Cantieri Ansaldo di Genova tra il 1928 e il Lungo 170 metri poteva raggiungere i 37 nodi di velocità. Disponeva di due idrovolanti per la ricognizione aerea (sarebbero stati la sua salvezza) che non furono invece usati. Effettuerà 6 missioni: 3 per ricerca di navi nemiche, 2 per protezione di convogli ed 1 per posa di mine. Fino al fatidico 19 luglio 1940 quando, dopo appena 41 giorni di guerra, viene affondato. Salvatore Trovato aveva 18 anni quando s'imbarca sul Colleoni, e certamente non poteva immaginare che quella nave l'avrebbe portato fino in Cina, visto che subito l'incrociatore viene mandato a sostituire il "Raimondo Montecuccoli" di stanza in Estremo Oriente. Partono dalla Spezia il 16 novembre 1938 e raggiungono Shanghai il 23 dicembre dopo aver sostato a Napoli, Port Said, Suez, Massaua, Colombo ed Hong Kong. Durante la sua permanenza in Estremo Oriente Salvatore visita Tsingtao, Chefoo, Chingwantao, Dairen, Kobe, Yokohama, Nagasaki, Wei-Hai-Wei, Petaiho. Abbiamo qui una bella serie di foto di Salvatore durante questi giorni felici. Ma il 1 ottobre 1939, dopo l'attacco della Germania alla Polonia, il Colleoni riceve l'ordine di rimpatriare e lascia Shanghai, giungendo a Gaeta il 28 ottobre, passando per Singapore, Colombo e Massaua. Il 10 giugno 1940, giorno stesso della dichiarazione di guerra, viene mandato a proteggere un'operazione di posa di mine nel Canale di Sicilia. Dal 2 al 4 luglio partecipa alla scorta di un convoglio (piroscafo Esperia e motonave Victoria) partito da Tripoli per Napoli. Fra il 6 e l'8 luglio assicura la scorta ad un convoglio diretto da Napoli a Bengasi. Dopodichè la Seconda Divisione (Colleoni e Bande Nere) viene dislocata a Tripoli. Supermarina decide quindi che la sera del 17 luglio gli incrociatori si dovessero trasferire alla base di Leros, nel Mar Egeo (colonia italiana e sede di una base navale), per effettuare scorrerie contro il traffico navale inglese. Il viaggio comincia senza intoppi ma non vengono inviati in avanscoperta gli idrovolanti, perchè il loro lancio rallenterebbe la navigazione mettendo le navi a rischio di attacco sommergibili. Il giorno della battaglia La mattina del 19 luglio 1940 il Colleoni ed il Bande Nere arrivano a poco più di sei miglia da Capo Spada (punta nord ovest di Creta). Alle 06:17 i due incrociatori italiani avvistano a poppa quattro cacciatorpediniere britannici (Hasty, Hero, Hyperion, Ilex) e decidono di inseguirli ed attaccarli. La maggiore potenza di fuoco italiana avrebbe permesso di colpire gli inglesi da una distanza maggiore e quindi di non correre rischi. Gli inglesi scappano alzando una spessa cortina fumogena che nasconde però il vero obiettivo della manovra che sarà quello di portare gli italiani nella trappola, visto che dietro la cortina fumogena si nasconde l'incrociatore australiano HMAS Sydney, di corazzatura superiore alla nostra. La sensazione sarà quella di un vero agguato, come se effettivamente gli inglesi ci stessero aspettando, ben sapendo del nostro arrivo (!). La ricognizione aerea avrebbe invece permesso di scoprire la presenza del Sidney ed evitare la sciagura. Appena giunti a tiro il Sidney con due cannonate distrugge prima il timone e poi la sala macchine del Colleoni che, immobilizzato, resta in balia degli avversari. Intanto il Giovanni dalle Bande Nere riesce a fuggire. Due cacciatorpediniere britannici si apprestano quindi al lancio dei siluri e, contro un bersaglio immobile, non possono sbagliare. Sono le ore 09:00 ed il Colleoni affonda a 5 miglia per 250 da Capo Spada, portando con se 4 Ufficiali, 17 Sottufficiali e 100 Sottocapi e Comuni. L'arrivo di alcuni aerei da guerra italiani non fa che peggiorare le operazioni di soccorso inglese ai naufraghi italiani. Il Comandante del Colleoni, il C.V. Umberto Novaro, gravemente ferito, morirà il 23 luglio ad Alessandria d'egitto e verrà seppellito dagli Inglesi con gli onori militari (le sue spoglie riposano nel Cimitero Militare Italiano di El Alamein). Salvatore Trovato verrà invece raccolto in mare e trasferito, insieme ad altri 525 suoi compagni, nei campi di prigionia inglesi di Ranghar (India) da cui riuscirà poi a tornare a casa, la sua amata Acireale. Lorenzo Bovi La libreria di AKIS La voce delle formiche! Chi l'ha mai sentita? Qualcuno ha mai sentito la voce delle formiche? Forse le formiche non hanno una voce o, se ce l'hanno, è così infìnitamente flebile che è impossibile all orecchio umano perce-pirla. Ma il non riuscire a percepirla non è sicurezza assoluta che le formiche non debbano avere una voce. D'altra parte, la nostra voce è simile alla loro, irifìnitamente fioca. Chi ci sente? Per quanto acuto sia l'urlo di protesta o di dolore degli esseri umani, nessuno lo ascolta. Forse nessuno lo sente. Sicuramente non lo sentono i potenti della terra. Ma allora è inutile anche parlare di pace? Che io sia Le parole dei saggi ascoltate nella tranquillità valgono più delle grida di chi domina fra gli stolti. Salomone amante della pace mi pare abbastanza evidente in alcune di queste mie poesie e credo che il mio pensiero sia palese e il mio messaggio chiaro. Ma è sufficiente "parlare" di pace o si deve anche lottare per ottenerla? Quaalcuno ha detto che, per ottenere la pace, bisogna fàre la guerra. A volte, spaventato da queste parole, mi sono rifugiato nel mondo della poesia, come una luma-ca che si ritrae dentro il guscio,' ma ho sempre trovato corifòrto nelle paro-le di Gesù che dice :Io vi do la mia pace, non quella che vi dà il mondo. In una delle mie poesie ho detto a me stesso: «Parla! Forse sarai quel piccolo fiammifèro che incendia l'immensa foresta dell indifferenza... " lo ho parlato. Non sta a me giudicarmi. Sarà la mia la voce delle fòrmiche? Dipenderà dall'orecchio di chi ascolta. Un popolo esotico nella vecchia e cara Europa Tutti noi abbiamo una conoscenza vaga dei Lapponi, popolo della Scandinavia settentrionale a nord del Circolo Polare Artico, famoso perchè alleva le renne. Pochissimi sanno però qualcosa in più di queste poche e schematiche cognizioni. L interessante studio etno antropologico I Sami Ultimi primitivi d Europa edito da Bonanno ci permette di approfondire la conoscenza di questo popolo, che l autore del libro, lo studioso Salvatore Patanè, accosta agli Indiani Pellirosse americani. Già nel titolo la prima sorpresa: i Sami, chi sono costoro? L Autore ci spiega che così questa popolazione si è sempre chiamata e che il termine Lapponi ha avuto origine e si è diffuso al di fuori di essi ed è usato dalle genti a loro limitrofe per indicarli. Per lo stesso motivo egli sostituisce il nome Lapponia con Sameland. Quattro le parti del libro; nella prima si ha una breve descrizione del Sameland, area che ricade amministrativamente sotto gli stati della Norvegia, della Svezia, della Finlandia e della Russia, del suo clima, della fauna e della flora e della lingua same che fa parte del gruppo linguistico ugro-finnico. Nella seconda, Preistoria e Storia del popolo Same, si narra di come questo popolo è stato rappresentato nei secoli da viaggiatori e studiosi. I primi insediamenti umani nell area datano intorno al a.c., mentre scritti sulle popolazioni dell Estremo Nord si hanno da alcuni poeti, mitografi e storici della Classicità, della tarda Antichità e del periodo Alto-Medievale. Già nella tradizione ellenica Patanè ritrova due raffigurazioni dei popoli dell Estremo Nord ; la prima la riscontra nell Odissea allorquando Ulisse deve attraversare la terra dei Cimmeri, per giungere al fiume Oceano; i Cimmeri pare abitassero le pianure dell odierna Russia meridionale. L altra riguarda gli Iperborei, cioè coloro che abitano oltre il vento del nord in una terra in cui si alternano sei mesi di luce continua e sei di notte profonda. Prosegue, quindi, il percorso storico parlando di Vichinghi e Finnici, dei Sami nel Medioevo e nell Età Moderna fin quando si arriva al periodo in cui questi vengono considerati il popolo più esotico d Europa nel XVIII secolo. Particolare importanza assume il periodo della colonizzazione subita iniziata nel XVI secolo, specialmente in Svezia ed in Finlandia, dove si ebbe un processo di fusione tra le popolazioni same e finnica. La scoperta di giacimenti minerari comportò un flusso migratorio di coloni, agevolato dalla politica della Corona svedese, l occupazione da parte di questi di vaste aree del Sameland ed addirittura la riduzione in schiavitù di interi gruppi di Sami. Nel frattempo nei territori montani della Svezia, in cui abitavano i cosiddetti Sami di Montagna o Migratori, prevalse il nomadismo tipico di chi era dedito all allevamento delle renne, mentre sulle coste centrosettentrionali della Norvegia i Sami del Mare a causa della dipendenza dall ambiente marino divennero stanziali, sebbene essi seguitarono ad effettuare spostamenti stagionali, trasferendosi dalle zone interne dei fiordi all imboccatura di questi. Il semi-nomadismo contraddistinse anche i gruppi delle foreste ricche di fiumi e laghi della Svezia e della Finlandia settentrionali. Nella terza parte è descritta la vita spirituale dei Sami, l importanza dello sciamanismo nell area circumpolare ed il ruolo della mitologia. L Autore ci spiega l attività dello sciamano (Noaide) e la rilevanza del suo tamburo (runebon) che adoperava per giungere allo stato estatico durante i suoi viaggi in cerca delle anime. I riti e le credenze dei Sami furono soppiantati dal Cristianesimo, a cui essi si convertirono a causa di una lunga opera di evangelizzazione iniziata nel tardo Medioevo e conclusasi nel XVIII secolo. La parte dedicata all aspetto religioso si conclude col profilo del pastore luterano Lars Levi Laestadius ( ), propugnatore del movimento il Risveglio spirituale, che si diffuse e radicò in moltissimi settori della società. Il Laestadianesimo ha mostrato le fondamenta della religiosità same, che rimandano al passato in cui il Noaide batteva ritmicamente il runebon al cui centro figurava il Beive (Dio Sole), dispensatore della vita. L ultima parte è dedicata al libro del 1910 Vita del Lappone di Johan Turi, un same che ha descritto il proprio mondo dopo aver conosciuto l artista ed appassionata antropologa danese Emilie Demant. Salvatore Patanè è nato e risiede a Linera, frazione di Santa Venerina, ed è interessato da sempre alle discipline etno-antropologiche, ha conseguito la Laurea in Lettere e Filosofia presso l Università di Firenze con una tesi in Etnologia. Attualmente sta svolgendo ricerche riguardo la Antropologia Religiosa. Rodolfo Puglisi La reazione alla moda della valutazione dei costi della politica è arrivata in fretta anche in periferia. Nella nostra periferia locale ha subito attecchito provocando, con l'aggancio alla moda nazionale, la promozione di un dibattito che dovrà coinvolgere il Consiglio Comunale, l'amministrazione Comunale con in testa il Sindaco e, ritengo, tutte le forze politiche e sociali della città.con abile tempismo il Sindaco ha raccolto la sollecitazione ed ha rassegnato subito la disponibilità ad affrontare il tema in pubblico lanciando un segnale dal sapore "minaccioso" a tutti gli operatori della politica promettendo di rendere pubblici i costi che la comunità acese sostiene in nome della democrazia. Per quanto ovvio tutti hanno assentito alla pubblicazione integrale dei costi. Cosa significa, ci si può chiedere, il costo integrale della politica? Per comprendere meglio questa definizione (o perimetro) basterà sommare i costi delle voci di bilancio relative alle remunerazioni ed aggiungervi i rimborsi a vario titolo ed i costi di esercizio e quindi suddividerli per il numero degli addetti. Un facile esercizio che somma tutto e divide per ogni singolo, producendo un valore aritmetico che non consegna un visione valutabile dei costi; Il difetto di questo procedimento, se seguito, consiste nel perseguire l'obbiettivo di rendere "responsabile" i singoli che oggi stanno nelle istituzioni, scivolare nel singolo caso che alimenterà inutili polemiche e crocifissioni mediatiche e non affronterà la radice della questione. La politica sta obbiettivamente pesando troppo in rapporto a ciò che rende in termini di servizio e democrazia? Forse si, ma non bisognerà mai perdere di vista il concetto base che il fatturato politico delle istituzioni è misurabile nel benessere di una comunità, nell'impegno dei suoi amministratori, nella quantità e qualità dei servizi offerti ed accessibili a tutti. Infine credo che valga la pena (come richiamato ne LA STAN- ZA DEGLI SPECCHI del 29/05) di ricordare che l'argomento si presta alle speculazioni populistiche che bisogna rifuggire. Pubblichiamo in fretta tutto quanto si ritiene utile alla pubblica valutazione dei costi e con buona pace di tutti un'ulteriore importante passo di democrazia sarà compiuto! Nello Catalano "Al di là della porta del mare" Nel mio racconto c'è la poesia d'amore di un uomo per la madre e per la sua amata terra, la sua tensione verso la libertà dell'anima e l'arrendersi al destino che immancabilmente lo possiede e lo divora. In questa calda mattina di luglio il mio destino si compie, finalmente posso arrendermi a me stesso, ascoltare la mia coscienza, e con dignità afferrare l'ultimo momento di libertà e chiedere perdono. Mi rigiro nel letto attorcigliandomi tra le candide lenzuola di lino ripetendomi quelle parole continuamente. La luce che entra dalle persiane è fioca ma sufficiente ad illuminare la stanza, così tutte le cose riaffiorano dalle tenebre della notte. Tutto intorno è profumo di gelsomino e ginestre, dalla finestra i raggi del sole filtrano dalle bianche tendine di pizzo ed entrano prepotentemente nella stanza riscaldandomi il viso, lentamente, rapito dalle braccia di Morfeo, volo lontano con lo sguardo della mente, e vengo catturato dallo scintillio e dal canto del mare; ne sento il sapore, riesco a distinguere persino i colori delle barche, che scivolando a filo d'acqua, giungono al porticciolo con il frutto prezioso di una dura notte di lavoro.nella mia immaginazione tutto prende forma, ogni pennellata di colore dipinge questi incantevoli luoghi, mi sembra di volare via leggero come nuvola, sopra i tetti di Catania, in ogni vicolo del centro storico, tra le linee perfette di ogni centimetro della maestosa Cattedrale di Sant'Agata, tra le insenature della spiaggia di scogli e gli agrumeti in fiore, alle prime luci dell'alba, ancora dorme la mia Bella Signora, ma il suo grande cuore non smette mai di battere. Conosco questi suoni, questi profumi, la mia gente, quelle immagini che negli anni di lontananza hanno coccolato la mia anima e appagato totalmente questa lunga attesa. Ogni angolo è casa per me, è tutta una poesia la mia amata terra, uno spicchio di natura, un frutto prezioso che manifesta prepotentemente tutta la sua fragile grandezza. In questo nuovo giorno che si appresta a giungere, il sentimento ardente di vivere ancora questi i momenti finalmente non è più un agognato desiderio. In me si affollano sensazioni e sentimenti dimenticati e tutte le lacrime soffocate, giù in fondo al cuore, si riaffacciano prepotentemente. Troppo il tempo vissuto in solitudine, condiviso con quella compagna fedele e devota, che negli anni di lontananza ha tenuto banco nella mia vita, troppo doloroso pensare che sia stata l'unica a fotografare, spudoratamente, la mia giovinezza diventare vecchiaia. Il vibrare di queste intense emozioni mi riporta alla realtà ma la mia preghiera, indifferente, vola via leggera come nuvola, lontana verso l'infinito. Continua Katya Marletta

7 A K IS Sabato 9 Giugno U PANZARUCCUTU Ricette originali siciliane scelte per Voi da Franco, 'U Panzaruccutu Un piatto la cui ricetta può avere molteplici sfaccettature è sicuramente la zuppa di pesce in quanto si possono utilizzare decine di qualità di pesce e diversi metodi di cottura. Personalmente utilizzo un solo metodo di cottura ma scelgo il pesce in base ai commensali da ospitare, commensali che divido in due categorie: quelli che mangiano il pesce e quelli che hanno la cultura del pesce! Due le ricette, quindi, che vi proporrò oggi ed il prossimo numero di Akis. Oggi la ricetta per i Cultori del pesce. ZUPPA DI PESCE Ingredienti per 4 persone: 4 grossi scorfani 2 tracine 1 pescatrice 4 trance di cernia 1 taccola 12 gamberoni 2 calamari (il tutto rigorosamente fresco!) 1 bicchiere di vino bianco 400 gr. di pelati 4 spicchi d aglio 2 cipollette scalogno prezzemolo tritato 1 peperoncino fresco olio extra d oliva sale q.b. Preparazione: Pulite il pesce e squamatelo accuratamente. Staccate le teste dei gamberoni dalle code e mettetele a bollire in un tegame con 1 lt.d acqua assieme alla taccola. Dopo dieci minuti dalla cottura uscite la taccola, staccate la testa e rimettete quest ultima nel brodo di cottura assieme alle teste dei gamberi; passate quindi al setaccio per ottenere un fumetto che servirà in seguito. In un capiente tegame facciamo dorare la cipolla e l aglio, aggiungendo le code dei gamberi ed i calamari, il vino bianco facendo evaporare per qualche minuto. Aggiungiamo adesso i pelati, il peperoncino, il prezzemolo ed il pesce, qualche mestolo di fumetto e facciamo cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti, avendo cura di aggiungere, man mano, il fumetto, dosando, quindi, il sale. A cottura ultimata sistemeremo il pesce in una capiente zuppiera che porteremo a tavola.gli ospiti si serviranno da soli. Il vino che Gaetano Meli consiglia è un ANGIMBE Bianco delle Cantine Cusumano. Per il gelato non c è problema: rivolgetevi alla gelateria dei Fratelli Patanè (Pozzillo Superiore): vasta scelta di gusti con un unico requisito: la bontà. Buon appetito Akis prova a dare i...numeri Ruota di Palermo 130 anni fa, nel 1877 : anni fa, nel anni fa, nel I FEDERICIANI Un momento dell inaugurazione della nuova sede. Nuovo luogo di ristoro e riposo in via Giuliani Il Palazzetto dello sport di Corso Italia alla memoria dello sportivo acese Arturo Volcan. La proposta è del Cons. Com. Rosario Raneri L ambiente sportivo acese, recentemente, ha subito una gravissima perdita determinata dalla morte dello sportivo acese Arturo Volcan. Arturo era ben conosciuto e soprattutto apprezzato in tutto il panorama sportivo acese ed in particolar modo nell ambiente sportivo a lui più caro, quello del Basket. Volcan è stato esempio di valido amante dello sport che è riuscito a trasmettere in tutti i suoi allievi e a coloro che con lui condividevano la sana disciplina sportiva, esempi di civiltà e di rettitudine morale. Tantissimi atleti più o meno giovani ricordano Arturo Volcan per la sua grande passione sportiva e per la sua nobiltà d animo. Esempio di moralità non solo nell ambiente sportivo ma anche in quello dell associazionismo come quello scoutistico ed ancora esempio di abnegazione e di servizio anche nel mondo del lavoro e mi riferisco alla sua attività presso la Tenda di San Camillo. Prima come atleta e poi come tecnico ha sognato di poter calcare il parquet del costruendo palazzetto dello sport. Ma purtroppo ora che la meta era vicina e il desiderio di Arturo Volcan, come quello di tutti gli sportivi acesi, era prossimo a realizzarsi un male incurabile l ha portato via negandogli un sogno durato decenni. Certamente Arturo Volcan era un uomo che amava poco apparire, lavorava silenziosamente in palestra o nel mondo scoutistico senza chiederne nessun ritorno d immagine. Ma il dolore che ha riempito la nostra città e la grande partecipazione alle sue esequie testimoniano il gran bene che in tutti questi anni egli ha trasmesso con la sua passione sportiva e con il suo lavoro. Alla luce di quanto esposto sopra chiedo alle S.V. di voler dedicare il palazzetto dello sport di Acireale alla memoria dello sportivo acese Arturo Volcan. La pallavolo Acicatena approda in serie D La squadra di mister Franco Pennisi e del vice Ardian Balla con tanta caparbietà raggiunge l ambito traguardo! E stato un anno esaltante vissuto con grande intensità da parte di tutti, siamo state una intera stagione sempre al vertice con sole tre sconfitte in tutto il campionato; ci abbiamo sempre creduto anche quando una nostra compagna Elisa Cavallaro pure lei fautrice della nostra promozione è andata via. Queste le parole del capitano Mary Pulvirenti appena acquisita la promozione. AZIONE GIOVANI E LA RICHIESTA DI UN CAMPO DA BASKET Nel corso di un sopralluogo nella villetta di via Torquato Tasso, è stata presentata dai ragazzi di Azione Giovani Acireale, la richiesta fatta all amministrazione comunale per la realizzazione di un campetto da basket in stile play ground ad un solo canestro, aperto a tutti i giovani che ne vogliano liberamente fare uso, all interno della villetta stessa. La richiesta è stata indirizzata all Ass. allo Sport Cannavò e al Sindaco Garozzo. La villetta in questione pur trovandosi al centro di Acireale, è sita in una zona dove si trova posto per le auto, e dove si riesce facilmente a creare degli spazi parcheggio riservati ai ciclomotori. Crediamo che la realizzazione di un piccolo campo di basket, possa essere il punto di partenza per la nascita di un centro di aggregazione giovanile spontaneo, dove i giovani riescono a fare sport, ad incontrarsi, a comunicare, a confrontarsi, a leggere un libro seduti su una panchina, a fare cioè tutto ciò che accade comunemente in tutte le villette del mondo, e che per svariati motivi non si è mai fatto nella nostra città. Azione Giovani vuole porre la sua attenzione per la realizzazione di spazi per uno sport minore come il basket, con la sicurezza che una ambiente sportivo-giovanile di questo tipo, riesca ad essere anche almeno per un solo giovane, una valida alternativa alle droghe, al bullismo e alle criminalità giovanili e, chissà se non uno spazio dalla quale sfornare nuovi talenti acesi. Antonio Riolo 30 ANNI RADIO ETNA ESPRESSO info line SMS e.mail : ESPRESSO FORTE La foto spiritosa della Settimana con Marcello Muscuso Tel Incontenibile la gioia dei tantissimi tifosi catenoti che hanno affollato la palestra della scuola media di Valverde dove si giocava la partita tra la locale squadra e la Liberamente Acicatena. Al fischio finale, spumante e abbracci per tutti con una chicca dei fuochi d artificio che hanno coronato la bella promozione in un tripudio di luci. Grande la soddisfazione del presidente signora Pina Blanco e del vice Enrico Riccardi. Un ringraziamento particolare allo sponsor Parco di Campeggio di Pozzillo Al Yag. Una bella realtà quella della pallavolo femminile catenota, che smaltita l euforia per la meritata promozione, si metterà subito a lavoro non lesinando risorse per allestire nel nuovo campionato una squadra competitiva che porti il volley femminile ad Acicatena sempre più in alto! Angelo Battiato AK AKIS: Anno III, numero 23 del 9 Giugno 2007, in vendita a Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania GIORNALE Sede e Redazione Akis: via M. di Casalotto Aci S.Antonio - Tel.- Fax e.mail: - Site: DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: ITALGRAFICA - via F. Guglielmino, 40/A - ACICATENA (CT) - Tel Distribuzione e arretrati: ISIL DELLE ACI Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel Pubblicità e Redazionali:

8 8 sabato 9 Giugno 2007 AKIS Spigolature Siciliane Un musical della S.M.S. di Acibonaccorsi ACIBONACCORSI e il suo primo vicesindaco donna ACITREZZA, LE ASSOCIAZIONI DEI CITTADINI PRESENTANO PIANO DI VIABILITA' E SICUREZZA L'associazione dei cittadini Centro Studi Acitrezza, Confraternita San Giovanni Battista e Stella Marina hanno inviato al Sindaco Avv. Silvia Raimondo un dettagliato piano di sicurezza e viabilità per Acitrezza. Nel piano firmato da Giovanni Grasso, Giovanni Valastro e Simone Grasso in rappresentanza delle associazioni ed elaborato dal responsabile del settore territorio e ambiente del CSA Professore Luigi Pistarà, le associazioni cittadine La bomboniera del Teatro L. Sciascia di Aci Bonaccorsi ha ospitato il primo degli spettacoli del Progetto Aiutiamoli a crescere, quello realizzato dalla Scuola Media Statale locale. Spigolature Siciliane, un musical come se ne vedono pochi, nel quale musica, risate, immagini, considerazioni sociali sono stati il campo di battaglia dei piccoli protagonisti. Applausi a scena aperta, spesso, e non si trattava solo delle mamme che avevano i loro figli protagonisti sulla scena, ma di applausi convinti che tutto il teatro, pieno in ogni ordine di posti, ha tributato agli attori ed a coloro che, da mesi, lavorono per plasmare tutto lo spettacolo. Spettacolo, i cui testi sono stati tratti da I santi guardoni di Michele Pricoco (presente in sala la vedova, la signora Laura Ceresia con i nipotini Michela, Martina e Grazia ) ha riscosso un successo particolare per la particolare versatilità dei giovani protagonisti e per la dedizione con la quale gli insegnanti (Bottino Carmela, Bottino Marilina, Cavallaro Raffaella, Leonardi Stefano, Pettinato Mariella, Patrizia Salerno) hanno lavorato per l ottima riuscita dello spettacolo, presentato con garbo e simpatia da Rosa Tosto. Sono intervenuti il sindaco Vito Di Mauro con il suo vice (di fresca, freschissima nomina) Graziella Messina, il dott. Carmelo di Mauro, dirigenti ed assessori del comune, il dott. Salvatore Patti, dirigente dell Istituto Comprensivo di Valverde. Il secondo spettacolo, Aci e Galatea, realizzato dai piccoli alunni della Scuola Elementare, ha avuto luogo qualche giorno dopo (le immagini saranno riportate nel prossimo numero) Nella foto in alto da sx: il dir. Patti, le insegnanti Tosto e Pettinato, il sindaco Di Mauro; al centro la sig.ra Laura Ceresia, ved. Pricoco, nella foto in basso un gruppo di protagonisti dello spettacolo. BUON LAVORO a Graziella Messina CONOSCERE PROGETTO GRAZIA La ricerca sulla Leucodistrofia di Krabbe. Interessante è molto partecipato il convegno svoltosi presso la sala convegni della Provincia Regionale di Catania organizzato dall Associazione Ali nel Silenzio di Valverde e dall Associazione Progetto Grazia di Acireale. Coadiuvati dalla brava giornalista Dominella Santoro hanno relazionato numerosi studiosi sulla Leucodistrofia di Krabbe; tra questi annoveriamo la Dottoressa Giovanna Panuzzo ricercatrice e fondatrice dell Associazione Progetto Grazia, la Dott.ssa Elvira Costantino dell Istituto di Tecnologie Biomediche di Milano, il Prof. Domenico Mazzone del dipartimento di Neuropsichiatria infantile e il Prof. Vincenzo Perciavalle dell Università di Catania. Come testimonial la Signora Rosaria Barbagallo, Presidente della Associazione Progetto Grazia e mamma di Giorgio affetto dalla patologia in esame. La Dottoressa Panuzzo mamma di Grazia, la bimba deceduta a causa di questa rara malattia, senza mezzi termini nel suo intervento afferma tra l altro, che questo tipo di patologia essendo rara, purtroppo, non interessa molto le case farmaceutiche..! Gli organismi dei piccoli colpiti dalla Leucodistrofia sono privi di un enzima che degrada le sostanze tossiche accumulate nella mielina ( sostanza che riveste le fibre nervose ) causandone la rottura. Tutto questo reca notevoli danni alla mielina stessa fino a portare alla morte dei neuroni. I sintomi di questa patologia sono simili a quelli della distrofia muscolare causandone un decesso ancor più rapido della stessa. La Dottoressa Panuzzo nonostante tutto ha voluto mettere a disposizione dei genitori che vivono il suo stesso dramma tutta la sua esperienza di ricercatrice. L obbiettivo degli studi intrapresi dagli studiosi, è quello di rallentare il decorso della malattia e migliorare contemporaneamente la vita dei bimbi attraverso una dieta nella quale si inseriscono, per via orale, una serie di nutrienti che rallentano la formazione delle sostanze tossiche. L'università di Catania, ha iniziato la sperimentazione sul topo twitcher provando alcune sostanze che potrebbero rallentare il decorso della Leucodistrofia di Krabbe e dare un aiuto concreto ai bambini ammalati che soffrono di questo terribile morbo. Lo scopo del progetto è di studiare protocolli appropriati, per i bambini che a causa di una diagnosi tardiva non sono più in grado di essere sottoposti al trapianto di cellule staminali. Lo studio si concentra su nutrienti e sostanze che rallentano il decorso della malattia, consentendo di migliorare le condizioni di vita di questi bambini affetti da tale patologia. A rafforzare questo progetto di ricerca è nata l Associazione Onlus Progetto Grazia con sede ad Acireale coordinata dalla Signora Barbagallo (a destra nella foto) mamma di Giorgio colpito dalla Leucodistrofia. La signora Barbagallo afferma: che l Associazione è nata dalla sua esperienza diretta, avente lo scopo di indirizzare, sostenere, e aiutare tramite la ricerca, le famiglie che si trovano improvvisamente a vivere questo dramma dando loro una fattiva e concreta speranza. Angelo Battiato chiedono l'attuazione di un piano di viabilità che interrompa la continuità del flusso veicolare, prevedendo un circuito a senso unico (utilizzando una parte del Lungomare dei Ciclopi e la Statale 114) che consenta l'accesso ai parcheggi interni e l'istituzione di ben tre isole pedonali. Inoltre viene focalizzata l'attenzione sulla necessità di istituire delle apposite aree funzionali agli operatori portuali. Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza dei cittadini con la presenza di una stazione mobile delle forze dell'ordine fino alle ore Giovanni Grasso e Antonio Guarnera, rispettivamente presidente e vicepresidente del CSA, precisano: << Questa soluzione decongestiona Acitrezza, coniuga sicurezza e vivibilità per i cittadini riportando serenità nella comunità>>. Mario Grasso L antica chiesa di San Salvatore Guido Leonardi La zona in cui sorgeva la chiesa del SS.Salvatore, che si trovava anticamente ai margini del bosco di Aci, costituiva un importante crocevia. Di qui passavano, infatti, due strade: quella che conduceva all attuale zona del Cervo e che proseguiva di nuovo per il bosco e l altra che dall abitato portava al venerato santuario della Madonna di Loreto e di lì alle vicine contrade. Era, dunque, un importante punto di passaggio per uomini e mezzi sulla Consolare che da Messina conduceva a Catania. La stessa decisione di ampliare l antica cappelluzza votiva e di edificare proprio qui, agli inizi del XVII sec., la ecclesia di lo Salvaturi conferma il ruolo strategico di questa struttura, sita lungo il tracciato viario Aci- Mascali, snodo importantissimo, dato che conduceva alle vicine contrade (Loreto, Balatelle e Castelluccio), interessate da un notevole sviluppo agricolo, come si evince dalle numerose concessioni ad enfiteusi di estese aree su cui si appuntarono gli interessi fondiari di alcuni cives honorabiles di Aci. Strada di fondamentale importanza, quindi, anche dal punto di vista commerciale, quella che sbucava dal bosco e conduceva in città. Per questo motivo, i Giurati, al fine di garantirne l agibilità e l efficienza e, quindi, di favorire gli scambi commerciali, pagavano con una certa regolarità dei mastri per la manutenzione della stessa arteria viaria, per la quale i documenti di archivio ricordano che passano tutti li cittadini massari della Chiana di Mascali et li viandanti che vanno alla città di Missina. Dalla Cronaca del Lo Bruno si apprende, inoltre, che proprio da qui, il 2 febbraio del 1637, passò il Viceré Duca di Montalto, il quale, con un nutrito seguito, si recava a Catania per assistere ai festeggiamenti in onore di Sant Agata. La città di Jaci li fece l incontro conveniente ad un viceré. Lo andao ad incontrare al Salvatore, dove smontato dalla lettica, cavalcao ad un cavallo che ci regalò la città, il quale lo havea comprato con tutta la sella onze 60. Gli abitanti di Aci lo aspettarono, dunque, proprio al Salvatore, luogo che costituiva il naturale ingresso a nord dell abitato, e lo accolsero con tutti gli onori, come si conveniva all eminente personaggio. L evento straordinario testimonia quale importanza avesse assunto Aci ed il fasto con cui ricevette il Duca di Montalto volle suggellare il suo riconoscimento come una fra le più importanti città della Val Demone. La somma di oltre 60 onze, spese dal pubblico erario per dare degna ospitalità al Viceré e donargli uno splendido cavallo, dimostra l impegno profuso dai Giurati per dare il giusto risalto all evento. Non casuale, d altra parte, fu la scelta del luogo nel quale accogliere il nobile corteo: il Salvatore, quel piccolo promontorio lavico che dominava dall alto la vasta zona del Fabio ed era da tutti tenuto in considerazione come luogo sacro, punto di riferimento geografico e spirituale, con quella chiesa che palesava, con la sua presenza, un esigenza di aiuto e protezione per merci e uomini in transito per il bosco di Aci. Occorre, poi, sottolineare, soprattutto per quanto riguarda l età più antica, le notevoli difficoltà del percorso; basti solo pensare ai mezzi di trasporto utilizzati dal Vicerè, il quale, come abbiamo visto, dovette smontare dalla lettiga sulla quale viaggiava e proseguire a cavallo. Di carrozze neanche a parlarne! La pietra lavica affiorante in più punti, infatti, creava disagi a uomini e animali, a cavalcature e lettighe, difficoltà che si cercò di eliminare dando incarico, ai soliti mastri nell arte dell intaglio, di livellare il fondo della Consolare Aci-Mascali che passava per il Salvatore. L asperità del terreno di natura vulcanica creava, inoltre, dei salti di altitudine, che vennero eliminati mediante la costruzione di scalazze, di cui periodicamente i Giurati di Aci davano incarico ai mastri di conzare alla bell e meglio per consentire il transito lungo la strada, la cui pericolosità, ancora per tutto il secolo XVII, è testimoniata da alcuni fatti di cronaca nera. Come quello di un mercante messinese, tale Mastro Giovanni che, in viaggio per raggiungere la sua città, passando per lo Bosco, nel fundo dello Sorvo ebbe la sventura di imbattersi in alcuni briganti. Scopertone uno, nascosto dietro un masso, lo uccise con un colpo di arma da fuoco ( li sparao e lo colpio in mezzo la fronte e l ammazzao ), ma, sebbene avesse spronato la propria mula per fuggire dagli aggressori, fu raggiunto e dalli altri ladri ammazzato con doi scopettati. Nonostante tutto, però, l area del Salvatore conservò nei secoli seguenti il suo ruolo di punto nevralgico della viabilità ed ingresso privilegiato della città, come si legge anche in un manoscritto di Salvatore Castorina della prima metà dell 800.

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