"Con...Tatto" PROGETTO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA RESIDENZIALITA' PROTETTA per disabili gravi e/o gravissimi e loro famiglie

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2 "Con...Tatto" PROGETTO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA RESIDENZIALITA' PROTETTA per disabili gravi e/o gravissimi e loro famiglie PREMESSA La Residenza Protetta di Corinaldo gestita dalla cooperativa Casa della Gioventù, in convenzione con il Cogesco è rivolta a soggetti con insufficienza mentale grave e gravissima e con disturbi del comportamento e si pone come una soluzione abitativa assistenziale-educativa per la tutela, l'assistenza, la cura e il mantenimento cognitivo e affettivo-relazionale dei suoi ospiti. La struttura è unica nel suo genere a livello territoriale locale, non esistono infatti altre Residenze Protette per disabili gravi nello stesso ambito e, ove presenti, anche fuori ambito, esse accolgono un numero più elevato di utenti, configurandosi, a differenza del servizio di Corinaldo, più come Istituti, che come ambienti familiari. Nonostante ciò, e nonostante la presenza sul territorio di disabili gravi con famiglie sempre più anziane e/o in difficoltà, da più di un anno, la struttura, che ha una capienza di tredici utenti, risulta sottoutilizzata. Partendo dall'esigenza di sfruttare al massimo la potenzialità della struttura anche nell'ottica di ottimizzazione delle risorse del territorio, e in seguito ad analisi dei bisogni di molte famiglie con figli disabili gravi, molti attualmente frequentanti centri diurni (CSER) dello stesso ambito sociale, e a numerosi contatti con le stesse famiglie, abbiamo rilevato la difficoltà di quest'ultime ad affrontare il distacco dai propri figli disabili in tempi troppo rapidi e con modalità definitive. Infatti, nonostante la gestione di un figlio/parente con gravi problematiche sia davvero gravosa a livello emotivo ed organizzativo, molte famiglie sono restie ad accettare di separarsi dai figli in maniera definitiva pensando a tale distacco come ad un abbandono, pur essendo altrimenti, una soluzione di possibile benessere psico-fisico per tutti i soggetti coinvolti. Il progetto, rappresenta, dunque, una soluzione al problema del "dopo di noi", non tanto come offerta di un servizio aggiuntivo, ma piuttosto come possibilità di sperimentare un diverso approccio ad un servizio residenziale esistente, affrontando una situazione delicata e dolorosa, con "tatto", appunto, e sensibilità. 2

3 Il tema del "dopo di noi", infatti, rappresenta un tema caro a molte famiglie, che va affrontato, laddove possibile, "durante noi", per tutte le famiglie che, pur presenti, sono impossibilitate ad occuparsi della cura e assistenza del figlio/parente con problematiche fisiche e/o comportamentali gravi, troppo onerose per essere affrontate autonomamente, con poche ore di assistenza domiciliare o in un Centro Socio-Educativo. FINALITA' E CARATTERISTICHE Il progetto, da svolgersi presso la Residenza Protetta per disabili di Corinaldo, si configura per rispondere a più esigenze: - si rivolge alle famiglie dei soggetti gravissimi e ai soggetti disabili stessi, per consentire loro di accostarsi in maniera graduale all'idea della separazione permettendo una conoscenza e una sperimentazione della struttura prima solo diurna e successivamente residenziale. - prepara con cura le famiglie anche al "dopo di noi" nel momento del "durante noi" quando ancora è possibile far sperimentare in maniera "dolce" passaggi di separazione poi inevitabili nella vita. - si configura, in alcuni casi, come una soluzione "soft" con cui allontanare un utente da un contesto familiare multiproblematico non idoneo, che non lo tutela abbastanza e lo mette a rischio. - avvia una procedura che si riterrà valida per ogni nuovo inserimento presso la struttura come periodo di conoscenza e valutazione reciproca tra Servizio e famiglia, esclusi i casi di soggetti gravissimi con emergenza abitativa. Il progetto denominato non a caso "Con...Tatto" si caratterizza per: riattivare i contatti e la voglia di Esserci di ciascun utente rivitalizzandolo, soprattutto se rimasto per lungo tempo a casa senza stimolazioni o cure adeguate; agire con sensibilità e tatto verso le famiglie bisognose di sollievo psicofisico ma spesso inconsapevoli di esserlo o piene di senso di colpa solo per aver pensato al distacco; essere punto di contatto tra normalità e disagio; essere in contatto con il territorio permettendo un'integrazione con il contesto in cui la struttura è inserita; 3

4 non perdere il contatto con la propria famiglia e il proprio ambiente d'origine ritenuti in molti casi risorse preziose e imprescindibili. OBBIETTIVI Per l'utente permettere all'utente di accettare in maniera non traumatica il cambiamento di vita; assicurare ai soggetti disabili gravi o gravissimi, un ambiente di vita dalle caratteristiche di comunità familiare in grado di sostituirsi eventualmente al nucleo famigliare di provenienza; favorire lo sviluppo di autonomie residue, l'integrazione sociale e le relazioni con l'ambiente esterno, mantenendo i rapporti con il nucleo familiare di provenienza; garantire un intervento assistenziale ed educativo personalizzato, continuativo e globale Per le famiglie permettere alla famiglie di avvicinarsi gradatamente all'accettazione della residenzialità e alla separazione dai propri figli; favorire una scelta di residenzialità consapevole, in linea col percorso assistenziale ed educativo offerto del Ssrvizio; permettere alle famiglie un'accoglienza emotivamente positiva della residenzialità per agevolare anche nel figlio il processo di accettazione della nuova condizione di vita. Per il servizio valutazione dell'idoneità o delle modalità di inserimento in struttura con approfondita conoscenza delle condizioni sanitarie, dello stato psico fisico, del residuo potenziale cognitivo, dei bisogni assistenziali e del potenziale affettivo relazionale; fare evolvere le strutture di tipo residenziale, in genere catalogate, nell'immaginario comune come "istituti" (nel senso dispregiativo del termine), verso un modello di intervento più flessibile e più sostenibile a livello emotivo ed economico. 4

5 DESTINATARI Soggetti con Insufficienza mentale grave o gravvissima e/o disturbi comportamentali con elevata necessità di assistenza e limitate capacità di autonomia per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile o contrastante con il progetto individualizzato, così come indicato dalla L.R.20/02 e dal relativo Regolamento n. 1 del 08/03/04 e successive modifiche ed integrazioni. Sono esclusi soggetti con patologie ad elevata assistenza sanitaria e soggetti psichiatrici. Età MODALITA' E TEMPI DI ACCESSO L'accesso alla struttura, in qualsiasi modalità, temporanea o definitiva, è determinato in base alla valutazione multidisciplinare del bisogno (UMEA) e definito in sede di P.E.I. che precede l'ingresso, in accordo con i servizi sociali, l'ente titolare del servizio e l'ente gestore. Sono previste diverse tipologie di sperimentazione, tenendo conto di esigenze diverse, per soggetti che frequentano già un un altro servizio di tipo semi residenziale, o per soggetti che presentano carattere di urgenza temporanea (es. ricovero di un genitore). 1. MODALITÀ DI FREQUENZA DIURNA Rappresenta la modalità maggiormente in linea con il concetto di "avvicinamento" alla residenzialità, rivoltà ai soggetti per i quali è possibile prevedere, nel breve periodo, un passaggio definitivo alla residenzialità. Il progetto di avvicinamento e sperimentazione della struttura ha la durata massima complessiva di 8 mesi: primo mese - frequentazione parziale, diurna del servizio, dal lunedi al venerdi dalle 8.30 alle 14.00, pranzo incluso; dal secondo al sesto mese - frequentazione diurna del servizio dal lunedi al venerdi dalle 8.30 alle Pranzo incluso. Cena esclusa. Settimo mese - inserimento residenziale da lunedi a venerdi. Sabato e domenica ritorno a casa. Ottavo mese inserimento residenziale completo, con rientri a casa programmati in 5

6 accordo con la famiglia. 2. MODALITÀ SOLO PERNOTTAMENTO DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ Rivolto solo a soggetti che frequentano già un servizio diurno, per i quali si prospetta comunque, nel lungo periodo una residenzialità (per il discorso "dopo di noi"), la cui famiglia si renda disponibile a sperimentare, in maniera graduale, una separazione che sarà poi inevitabile nella vita. Per questa modalità si prevede un periodo massimo consecutivo di tre mesi, ripetibili ma non consecutivi e programmati, ferma restando la disponibilità di posti letto all'interno della struttura. L'accesso è consentito dopo le 18,00 e fino alle 8,30 del mattino, a partire dal lunedì e fino all'ultima uscita del sabato mattina. Cena, colazione e igiene mattutina compresi. 3. MODALITÀ RESIDENZIALE FINE SETTIMANA Rivolto agli stessi soggetti di cui al punto due. Modalità abbinabile a quella prevista al punto due. Anche per questa modalità si prevede un periodo massimo consecutivo di tre mesi, ripetibili ma non consecutivi e programmati, ferma restando la disponibilità di posti letto all'interno della struttura. L'accesso è consentito dalle 8,30 del sabato fino alle 8,30 del lunedì. Pasti compresi. Lavanderia inclusa solo in modalità due e tre abbinate. RAPPORTI CON UMEA Al fine di un miglior raccordo tra Servizio, famiglia e Umea, si ritiene necessario un PEI propedeutico all'avvio della sperimentazione, uno di verifica dopo i primi sei mesi di inserimento e per l'avvio del residenziale e uno alla fine della sperimentazione per verificarne l'esito e i successivi passi da prevedere. SERVIZI OFFERTI assistenza nell'igiene, (doccia, capelli, barba, altro); 6

7 assistenza ai pasti; assistenza sanitaria e somministrazione farmaci tramite infermiere presente in struttura; osservazione, valutazione, progettazione del nuovo inserimento; lavoro educativo laddove possibile per mantenere abilità e piccole autonomie anche attraverso attività individualizzate; momenti di socializzazione e svago interni ed esterni alla struttura; lavanderia solo per il residenziale. GIORNATA TIPO (per modalità di frequenza diurno o residenziale fine settimana) 8.30 alle 9.00 accoglienza colazione / merenda igiene attività: ricreative, uscite, autonomie domestiche, didattiche pranzo igiene (e uscita per il primo mese) riposo attività motorie merenda autonomie domestiche (es. cucina, biancheria, ecc.), uscita, attività creative, attività didattiche (secondo le stagioni) partenza per il rientro a casa per modalità diurna, o cena poi pernottamento per modalità residenziale. Tutte le attività sono strutturate in continuità con quelle previste per la residenzialità. Per quanto riguarda le attività di tipo educativo, la maggior parte di queste sono realizzate nel piccolo gruppo o individualizzate, secondo quanto previsto nel progetto individuale. Il rapporto medio nella giornata è di un operatore ogni tre utenti. SPAZI La struttura, è dislocata su tre piani, distinti a livello funzionale nel seguente modo: piano terra dedicato a refettorio, lavanderia, cucina, dispensa, magazzino, servizi 7

8 igienici; primo piano: ingresso, ufficio del personale, n.2 stanze attrezzate per attività individualizzate o in piccoli gruppi, salone polifunzionale per attività di gruppo, servizi igienici piano secondo: camere e servizi igienici. TRASPORTO Il trasporto tra casa e struttura è a carico della famiglia o del servizio deputato. FIGURE PROFESSIONALI coordinatrice - psicologa educatori assistenti (OSS) infermiere personale ausiliario COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE Incontri tra coordinatrice - psicologa e famiglia, programmati per i primi tre mesi, a cadenza quindicinale e a cadenza mensile per i mesi successivi. Visita settimanale programmata, durante i mesi di residenzialità. Coordinatore disponibile al telefono. L'ottica è quella di istaurare un legame di conoscenza e fiducia tra famiglia e operatori nel rispetto delle regole di vita comunitaria. PROSPETTIVE DEL PROGETTO Residenzialità protetta temporanea La struttura, attualmente autorizzata per tredici posti letto, una volta raggiunto il regime pieno, previa rivisitazione dell'autorizzazione, potrebbe destinare un quattordicesimo posto letto alla pronta accoglienza o accoglienza programmata, come previsto dalla L.R. 20/02, per ospitare temporaneamente soggetti disabili gravi o gravissimi, che necessitano 8

9 di un'accoglienza residenziale per almeno un mese continuativo. Il servizio potrebbe essere rivolto, in particolare, ai soggetti che hanno svolto il progetto "Con...Tatto" e quindi già conosciuti dagli operatori, che hanno rifiutato la residenzialità definitiva. Queste famiglie, pur avendo rifiutato una residenzialità protetta continua, per motivi che possono essere di natura diversa (economica, psicologica o affettiva), potrebbero risultare comunque bisognose di periodi di distacco/sollievo dal disabile e potrebbero accettare di mantenere i contatti con la struttura attraverso forme di accoglienza temporanea (di almeno un mese), previo accordo in sede di Pei, della programmazione degli ingressi in struttura. Questa forma di accoglienza è un modo per mantenere i contatti in vista di un "dopo di noi" e per offrire un servizio più flessibile, emotivamente ed economicamente più accettabile per le famiglie. Lo stesso posto letto, potrebbe essere impiegato per l'accoglienza temporanea di soggetti disabili gravi o gravissimi, con bisogno urgente di residenzialità, come ad esempio il ricovero di un genitore, per un periodo massimo di un mese. Diurno gravissimi Lo stesso progetto, potrebbe rappresentare l'inizio di una sperimentazione di un diurno per disabili gravissimi giovani, da realizzare in futuro, in altri spazi e strutture, qualora ne fosse rilevato il bisogno. Tale servizio potrebbe essere a carico di tutti i Comuni, e avrebbe la finalità di "alleggerire" o "dare sollievo" alle famiglie con disabili gravissimi a carico, per i quali non è possibile la permanenza all'interno dei centri diurni data la gravità, in modo da evitare, o ridurre, il ricorso a Servizi residenziali, quando queste sono ancora in grado di occuparsene in maniera adeguata per almeno una parte del giorno. RINVIO Il progetto rappresenta una integrazione al servizio di Residenza Protetta per disabili di Corinaldo, pertanto, per tutto quanto non direttamente esplicitato nel presente progetto, si fa riferimento alla convenzione stipulata tra Consorzio Solidarietà di Senigallia e il Co.Ge.S.Co e al disciplinare d'appalto, per la gestione del suddetto servizio. 9

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