Le notizie flash: in seconda pagina le brevissime sui dati più interessanti in quarta pagina le valutazioni dello Spi-Cgil nazionale.

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1 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 1 I pensionati italiani: quanti sono, quanto percepiscono, dove risiedono i pensionati di nord, centro, sud, estero le pensioni sociali in Lombardia La presentazione dei dati sulle prestazioni pensionistiche iniziato con la pubblicazione nella precedente scheda n. 23 dei dati riguardanti i trattamenti pensionistici viene ora completato dai principali risultati delle elaborazioni effettuate da Istat e Inps, sulle caratteristiche dei titolari delle prestazioni pensionistiche (con riferimento al 31 dicembre 2005). Le informazioni provengono dal Casellario centrale dei pensionati, nel quale l Inps raccoglie i principali dati sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali italiani, sia pubblici sia privati. Il Casellario non è in grado di fornire dati più recenti a causa delle notevoli difficoltà che incontra nella raccolta e l aggiornamento di dati presso vari enti al di fuori dell Inps. Comunque questi dati vengono ritenuti significativi, tenuto conto dell andamento normale dei pensionamenti avvenuti successivamente. I dati raccolti sono stati utilizzati per stimare il numero dei beneficiari dei trattamenti pensionistici e l importo del loro reddito lordo annuo da pensione. Non è compresa la componente relativa agli assegni familiari, in quanto di natura non pensionistica. Le notizie flash: in seconda pagina le brevissime sui dati più interessanti in quarta pagina le valutazioni dello Spi-Cgil nazionale Sommario 1. Quanti sono i beneficiari di pensione e quanti sono i trattamenti pensionistici. 2. Qual è il costo per il pagamento delle pensioni. 3. I pensionati maschi: minori di numero ma con redditi più elevati. 4. I pensionati che percepiscono più di un trattamento pensionistico. 5. La distribuzione territoriale dei pensionati. 6. Il rapporto tra pensionati, popolazione e occupati. 7. Gli importi medi dei redditi pensionistici per territorio, età e fascia di reddito. 8. Quanti sono i beneficiari dei vari tipi di pensioni. 9. complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per i vari tipi di pensione. 10. I beneficiari di pensioni di vecchiaia (e anzianità): - dislocazione territoriale; - rapporto percentuale con abitanti; - suddivisione per età dei redditi. 11. I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità: - rapporto tra abitanti e pensionati di invalidità; - diminuzione dei beneficiari; - dislocazione territoriale; - distribuzione dei redditi pensionistici. 12. I beneficiari di pensioni ai superstiti: - numeri e redditi in aumento; - dislocazione territoriale; - rapporto con gli abitanti; - distribuzione dei redditi pensionistici. 13. I titolari di pensioni indennitarie: - calo delle pensioni; esiguo aumento economico; -dislocazione territoriale; -rapporto con gli abitanti; - suddivisione per età e per redditi. 14. I beneficiari di pensioni di invalidità civile, ai non vedenti e ai non udenti civili e/o indennità di accompagnamento: - aumentano di numero e livello di reddito; -dislocazione territoriale; - rapporto percentuale con gli abitanti; -suddivisione per età e redditi. 15. I titolari di pensioni o assegni sociali: - confronti tra gli anni; - le pensioni sociali in Lombardia e nelle altre regioni 16. I beneficiari di pensioni di guerra. pagina

2 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 2 notizie flash: le brevissime sui dati più interessanti Quanti sono? I beneficiari di uno o più trattamenti pensionistici erogati da tutti gli enti previdenziali sono al 31 dicembre 2005 n , con una diminuzione di n. 721 unità dal 2004 e con aumenti del 1,2% dal 2003, del 1,3% dal 2002, dello 0,7% dal I trattamenti pensionistici sono stati n : in Lombardia n Che età hanno? Il 68,7% dei pensionati ha più di 65 anni (nel 2004 era il 67,6%) e il 19,2% più di 79 anni (nel 2004 era il 18,6%). Il 27,7% ha un età compresa tra 64 e 40 anni (era il 28,8% nel 2004) e il 3,6% ha meno di 40 anni di età: aumentano di più gli ultra 79. Gli over 80 In tre anni i pensionati con più di 80 anni sono aumentati di 343 mila unità: il 12% in più, mentre gli ultra 65enni sono incrementati di 543 mila, con un aumento più ridotto del 5%. Quanto costano? A fine 2005 l importo complessivo dei redditi da pensione ammonta a circa 215 miliardi di euro, con un incremento di 7 mila miliardi (+ 3,32%) dall anno precedente. E in Lombardia? Aumentano i redditi medi individuali: Infatti il costo complessivo è stato di euro (+ 9,79% dal 2004), con un aumento percentualmente inferiore a quello nazionale del numero dei trattamenti e con, invece, un incremento percentuale molto più elevato del loro costo. Più euro per gli uomini Ai pensionati uomini redditi pensionistici superiori del 30% nei confronti di quelli assegnati alle donne: differenza equivalente mediamente a euro l anno. Più di una pensione Un terzo dei pensionati riceve più di una pensione. Quante donne? Il 53% dei pensionati sono donne. Quasi la metà dei pensionati risiede al nord. Abitanti e pensionati Nelle regioni settentrionali ogni mille abitanti vi sono 273 pensionati, nelle regioni centrali sono 265 ed al sud 263. Occupati e pensionati In rapporto alla popolazione occupata vi sono 71 pensionati ogni 100 occupati (erano 72 nel 2004). L incidenza dei pensionati sale a 78 ogni 100 occupati al sud, mentre scende a 67 nel settentrione e 71 nel Centro. Il rapporto pensionati-occupati migliora dal 2000 con riduzioni di 3 pensionati ogni 100 occupati in ogni area geografica. questi dati di costante miglioramento nell incidenza della presenza dei pensionati nei confronti della popolazione attiva devono essere valutati a fronte di previsioni catastrofiste. Più euro agli uomini anziani Un pensionato di 65 anni ha euro all anno in più della pensionata coetanea, con più di 80 anni ha euro in più della pensionata con la stessa età. Meno di mille euro 9 milioni 381 mila pensionati ricevono una pensione inferiore a euro mensili (306 mila soggetti in meno del 2004). 3 milioni 618 mila percepiscono invece più di euro al mese (259 mila pensionati in più dal 2004). Però 3 milioni 940 mila pensionati usufruiscono di un reddito inferiore a 500 euro mensili (erano 4 milioni 115 mila nel 2004). Chi sale e chi scende Aumentano tra il 2004 e il 2005 i beneficiari delle pensioni di vecchiaia e delle pensioni per i superstiti e per gli invalidi civili, nonché gli assegni sociali. Diminuiscono invece i pensionati per invalidità e le pensioni indennitarie e di guerra. La distribuzione I 214 miliardi di euro che vengono distribuiti ogni anno per spesa pensionistica, vanno per i due terzi a pensioni di vecchiaia e anzianità, mentre il restante terzo va a prestazioni di sostegno e riconoscimento sociale, nonché per trattamenti di invalidità professionale. Importi mensili in euro Pensionati/ In % Importi mensili in euro Pensionati/ In % e Fino a ,8 Da 1500 a ,9 Da 500 a , e più ,9 Da 1000 a ,4 Totale Vecchiaia: Quanti sono? I pensionati titolari di pensione di vecchiaia (e anzianità) (*) sono 10 milioni 900 mila, gli uomini sono il 55,4%. Quanti euro alle donne? Nei trattamenti pensionistici per vecchiaia (e anzianità) gli uomini ricevono mediamente euro annui in più delle donne. Dove abitano? Sei milioni di pensionati di vecchiaia (e anzianità) risiedono nelle regioni settentrionali (il 55%), due milioni (il 18%) nelle regioni centrali, due milioni e mezzo (il 23%) al sud, 320 mila all estero. Sono di più a Nord Il Nord è il serbatoio dei pensionati di vecchiaia (e anzianità) con 207 pensionati ogni mille abitanti: 72 in più del Sud e 35 in più del Centro. e

3 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 3 Quanti euro al pensionato giovane? I pensionati di vecchiaia (e anzianità) con età tra i 40 ed i 64 anni ricevono trattamenti pensionistici che mediamente superano di euro annui quelli percepiti dai pensionati compresi nella fascia anni. Più euro agli uomini a tutte le età Sempre tra i pensionati di vecchiaia (e anzianità) 40-64enni gli uomini godono di un reddito pensionistico medio superiore del 63% di quello che ricevono le donne pensionate della stessa fascia di età. Nell area anagrafica dei pensionati di vecchiaia 65-79enni gli uomini hanno trattamenti pensionistici che, mediamente, superano la fascia di donne coetanee di euro l anno. segue alla pagina successiva seguito delle brevissime sui dati più interessanti: Vivere con meno di 500 euro I pensionati di vecchiaia (e anzianità) che devono vivere con meno di 500 euro al mese sono 1 milione 800 mila, il 70% di sesso femminile. Tra i pensionati della stessa categoria che hanno trattamenti pensionistici superiori a euro mensili (più di tre milioni di soggetti), il 72% sono uomini Invalidità: Quanti sono? I titolari di pensioni di invalidità (*) (pensioni di inabilità od assegni ordinari di invalidità) sono 2 milioni 100 mila, il 56,7% sono donne, il 56,4% cumula la pensione di invalidità con altri tipi di pensione. Gli invalidi diminuiscono I pensionati di invalidità sono in costante diminuzione: nel Sud 55 pensionati per invalidità ogni mille abitanti, al Centro sono 38, al Nord 23. Abitano a Sud Poco meno di un milione di pensionati di invalidità risiede al Sud (il 47%), 630 mila al Nord (il 30%). Il 61% degli invalidi residenti al Nord sono donne, che diventanto il 53% al Sud. Rendite scarne I pensionati di invalidità sono ultra 64enni (per l 80%). Il 63% riceve meno di mille euro mensili e, tra loro, il 21% meno di 500 euro. A 434 mila pensionati vengono riconosciute meno di 500 euro mensili, a 64 mila più di duemila euro mensili, a 871 mila rendite tra 500 e mille euro Superstiti: Quanti sono? I titolari di pensione di reversibilità ai superstiti (*) sono quattro milioni seicento mila, l 87% sono donne. In Italia vi sono 73 pensionati di reversibilità ogni mille abitanti. Seicentomila ricevono meno di 500 euro mensili Rendite indennitarie Rendite indennitarie: a quanti vanno? Sono poco più di un milione i titolari di rendite per infortuni sul lavoro e malattie professionali, denominate pensioni indennitarie. (*) Il 75% dei beneficiari è costituito da uomini. 450 mila abitano a Nord, 320 mila al Sud, 240 mila al Centro. Il 14,5% (era il 13,4%) ha più di 80 anni di età, il 7,1% meno di 40. Dove risiedono? In rapporto alla popolazione residente, il numero più alto di titolari di rendite indennitarie sono al Centro, con 20 pensionati ogni mille abitanti, in Meridione sono 17, al Nord 16. Le rendite più basse un quarto dei beneficiari (263 mila) riceve ogni mese meno di 500 euro Invalidi civili: Quanti sono? I beneficiari di pensioni di invalidità civile, ai non vedenti e ai non udenti civili e/o indennità di accompagnamento(*)sono 2 milioni 200 mila. Il 62% sono donne, il 43% risiede al Sud e il 37% al Nord. Numeri in salita per le invalidità civili: I titolari di trattamenti pensionistici per invalidità civile sono in aumento: crescono del 6,2% tra il 2004 e il I connessi redditi aumentano del 9,6%. La maggior parte dell incremento numerico è dato dalle donne (+ 6,3%). Abitanti e invalidi Ogni mille abitanti 36 usufruiscono di una pensione di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento: diventano 48 ogni mille abitanti al Sud, 36 al Centro, 28 al Nord. Il 36,8% ha più di 80 anni di età ed è composto solo da titolari di indennità di accompagnamento e pensioni ai non vedenti (per gli altri al compimento del 65 anno di età si trasformano in pensioni sociali), con un reddito medio di euro annuali nei confronti dei euro del reddito medio generale della categoria. 600 mila invalidi ricevono meno di 500 euro al mese Pensioni sociali: Quanti sono? I titolari di pensioni o assegni sociali (*) sono (erano nel 2004). Per il 59,8% rappresenta l unico reddito di tipo pensionistico, mentre il 40,2% lo cumula con altri tipi di trattamento pensionistico. Le donne sono il 71,3% ed il 32,6% di loro percepisce anche altre prestazioni. Situazione Lombardia In Lombardia i beneficiari di pensioni o assegni sociali sono , equivalente al 9,57% del totale nazionale. Le pensioni sociali del Sud La suddivisione per zone geografiche evidenzia la forte incidenza del Sud con il 51,2% dei titolari di pensione o assegno sociale, seguono il Nord con il 28% e il Centro con il 20,7%. Quanto ricevono? Il 43% riceve meno di 500 euro mensili, per il 37% la pensione varia tra 500 e Pensioni di guerra: Quanti sono? I titolari di pensioni di guerra (*) sono 407 mila, l 88,3% riceve anche altre prestazioni pensionistiche. Le donne rappresentano il 62,3%. Con meno di 500 euro mensili il 7,9%.

4 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 4 (*) La somma del numero dei pensionati appartenenti alle diverse tipologie non coincide con il totale del numero delle persone titolari di una o più prestazioni pensionistiche ( ) in quanto, per effetto della possibilità di cumulo da parte dello stesso soggetto di più pensioni anche appartenenti a diverse tipologie, esso viene conteggiato in ogni tipo di prestazione ricevuta. Le valutazioni dello SPI Cgil nazionale sui dati forniti da Istat e Inps: crescono le pensioni ma non i pensionati. Non crescono i titolari di pensione al 31 dicembre 2005, rispetto allo stesso periodo del 2004: risultano, infatti, essere , mentre l'importo annuo dei redditi da pensione percepiti ammonta a 214,881 miliardi di euro, con un tasso di variazione del +3,3% rispetto all'anno precedente. Lo ha reso noto l'istat in uno studio su "I beneficiari delle prestazioni pensionistiche". La maggior parte dei pensionati - continua l'istat - sono più frequentemente di genere femminile; tuttavia gli uomini, pur essendo il 47% dei pensionati, percepiscono il 55,9% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio delle loro entrate pensionistiche ( euro rispetto ai euro percepiti in media dalle donne). La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni ricevute mostra che il 68,4% percepisce una sola pensione, il 24,2% ne cumula due e il 7,4% è titolare di almeno tre pensioni. Rispetto al 2004 è leggermente aumentata la quota dei percettori di due pensioni e di quelli con almeno tre pensioni (+0,2 punti percentuali). La platea dei pensionati risiede per il 47,2% nelle regioni settentrionali (oltre 7,8 milioni), per il 30,2% nelle regioni meridionali e insulari, mentre per il 19,5% in quelle centrali. A questi numeri vanno aggiunti 510 mila pensionati residenti all'estero (3,1% del totale). La distribuzione territoriale del numero dei beneficiari delle prestazioni pensionistiche e del relativo importo delle pensioni dipende prevalentemente dalle differenze nella struttura per età della popolazione e dall'evoluzione nel tempo dell'occupazione nelle diverse aree geografiche. In particolare, dal rapporto Istat, emerge che, in rapporto alla popolazione, il numero dei pensionati residenti nelle regioni settentrionali (273 per mille abitanti) è superiore sia a quello medio nazionale (268 per mille), sia a quello riferito alle regioni centrali (265 per mille abitanti) e del Mezzogiorno (263 per mille abitanti). Complessivamente, oltre la metà dei pensionati percepisce un assegno inferiore ai euro al mese, pari al 54,8%. Quasi un quarto del totale (il 23,8% )ha un trattamento inferiore ai 500 euro al mese, mentre solo il 9,9% del totale dei pensionati può contare su più di euro. Rispetto all'età anagrafica dei pensionati, l'istat conferma una percentuale altissima di persone molto anziane: il 68,7% ha più di 65 anni e il 19,2% supera i 79 anni. In questo quadro resta,comunque, significativa la percentuale di coloro che hanno un'età inferiore ai 65 anni: infatti, il 27,7% dei pensionati ha un'età compresa tra 40 e 64 anni e il 3,6% ha meno di 40 anni. Tuttavia, precisa l'istat, i pensionati più giovani ricevono per lo più prestazioni di tipo indennitarie e assistenziali (la quota è divisa in 4,3% maschi e 2,9% ). Per quel che riguarda gli importi, il più elevato valore medio dei redditi pensionistici è percepito da chi ha un'età compresa tra 40 e 64 anni ( euro, cifra superiore del 5,8% a quello medio generale). Mentre, per i pensionati ultrasessantaquattrenni i valori medi sono molto vicini a quelli del complesso dei beneficiari, per gli under 40 il dato non raggiunge il 40% della media. La differenza - avverte l'istat - è dovuta alla natura assistenziale della prestazione che ricevono(per esempio, invalidità). Nella pagina successiva: 1. Quanti sono i beneficiari di pensione e quanti sono i trattamenti pensionistici.

5 Serie schede tematiche gennaio n cod pag Quanti sono i beneficiari di pensione e quanti sono i trattamenti pensionistici. Al 31 dicembre 2005 il numero dei titolari di pensione è pari a Diminuisce di n. 721 unità nei confronti del Le variazioni percentuali rispetto agli anni precedenti sono state di +1,2% rispetto al 2003; +1,3% nei confronti del 2002;+0,7% con il In una analisi per classe di età si rileva che la quota maggiore di beneficiari di trattamenti pensionistici è naturalmente collocata nella parte alta della piramide delle età. Il 68,7% dei pensionati ha 65 anni e più (nel 2004 era il 67,6%) e il 19,2% del totale è costituito da persone con età superiore a 79 anni (nel 2004 era il 18,6%). Tuttavia, una quota consistente di percettori ha un età inferiore a quella normalmente individuata come soglia della vecchiaia. Infatti, il 27,7% dei pensionati ha un età compresa tra 40 e 64 anni (era il 28,8% nel 2004) e il 3,6% ha meno di 40 anni. Quest ultima quota resta superiore per i maschi (4,3%) rispetto alle (2,9%). In tre anni i pensionati con più di 80 anni sono aumentati di 343 mila unità: il 12% in più, mentre gli ultra 65enni sono 543 mila in più, con un aumento più ridotto del 5%. Le fasce di pensionati più giovani sono in calo, con una accentuazione quindi dell invecchiamento progressivo della popolazione pensionata. Classi di età:anni 0-14 anni anni anni anni 80 anni e più Totale Pensionati per classe di età e sesso (sono esclusi i casi non ripartibili) Anno 2005 Anno 2004 Anno 2002 Anno 2003 maschi maschi e maschi e maschi e numero % numero % numero % numero % numero % , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , (*) sono esclusi i casi non ripartibili. I trattamenti pensionistici: in Italia, al 31 dicembre 2005, sono stati erogati n trattamenti pensionistici, con incrementi di: n nel 2005 (+ 0,47%), n nel 2004 (+ 1,40%), di n nel 2003 (+0,79%), di n nel 2002 (+1,07%). In Lombardia, sempre a fine 2005, sono stati erogati n trattamenti pensionistici con incrementi del 0,19% nel 2005, del 1,42% nel 2004 (+1,40% nazionale), del 0,81% nel 2003 (+ 0,79% nazionale), del 1,51% nel 2002 (+ 1,07% nazionale) L incremento progressivo annuo del numero dei trattamenti pensionistici,nella regione Lombardia, nel 2005 è nettamente inferiore a quello nazionale, diversamente dagli anni precedenti e comunque nell ambito di variazioni percentuali molto contenute. La quasi totalità delle pensioni viene erogata da istituzioni pubbliche, con 23,2 milioni di prestazioni, equivalenti a più del 98%.

6 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 6 Nella pagina successiva: 2. Qual è il costo per il pagamento delle pensioni. 2. Quale è il costo per il pagamento delle pensioni. L importo complessivo annuo dei redditi da pensione ammonta a fine 2005 a 214 miliardi e 881 milioni di euro. con un tasso di variazione del 3,3% rispetto all anno precedente, di più 9% con il 2003, di più 13,5% nei confronti del I redditi pensionistici sono aumentati di miliardi di euro nel 2005, di miliardi di euro nel 2004, di nel In Lombardia il costo complessivo dei redditi a fine 2005 è di euro, con un Tasso di variazione del 9,17% dal I pensionati maschi: minori di numero ma con redditi più elevati. La maggior parte dei beneficiari di pensione sono di genere femminile, tuttavia: Il 47% dei pensionati maschi percepisce il 55,9% dei redditi pensionistici, a causa del maggior importo medio delle loro entrate pensionistiche ( rispetto ai euro percepiti mediamente dalle donne). Pensionati e importo complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per sesso anno 2004 anno 2005 importo importo pensionati/e complessivo Pensionati/e complessivo numero % milioni % numero % milioni % di euro di euro Maschi , , , ,9 Femmine , , , ,1 Maschi e Femmine Ai pensionati uomini redditi pensionistici superiori del 30% nei confronti di quelli assegnati alle donne: differenza equivalente mediamente a euro l anno. 4. I pensionati che percepiscono più di un trattamento pensionistico. La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni ricevute mostra che: Il 68,4% percepisce una sola pensione (n pensionati); Il 24,2% ne cumula due (n pensionati); Il 6,1% è titolare di tre pensioni (n pensionati); L 1,3% riceve quattro trattamenti pensionistici (n pensionati). Rispetto al 2004 è leggermente aumentata la quota di percettori di due pensioni e di quelli con almeno tre pensioni.

7 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 7 Un terzo dei pensionati riceve più di una pensione. Nella pagina successiva:5. La distribuzione territoriale dei pensionati 5. La distribuzione territoriale dei pensionati. Il 47,2% dei pensionati risiede nelle regioni settentrionali (n. 7,8 milioni di persone), il 30,2% nelle regioni meridionali e insulari (n. 5 milioni di pensionati), il 19,5% nelle regioni centrali (n. 3,2 milioni di pensionati), il 3,1% dei pensionati risiede all estero (n. 500 mila). Pensionati per ripartizione geografica e sesso Anno 2005 Anno 2004 Ripartizioni geografiche maschi maschi e maschi e numero % numero % numero % numero % Nord , , , ,3 Centro , , , ,5 Mezzogiorno , , , ,1 Italia , , , ,9 Estero , , , ,1 Non ripartibili Totale Il 53% dei pensionati sono donne. Quasi la metà dei pensionati risiede al nord. Istat e Inps rilevano che la distribuzione territoriale del numero dei beneficiari delle prestazioni pensionistiche e del relativo importo delle pensioni dipende prevalentemente dalle differenze nella struttura per età della popolazione e dall evoluzione nel tempo dell occupazione nelle diverse aree geografiche. 6. Il rapporto tra pensionati, popolazione e occupati. In rapporto alla popolazione abitante in Italia, il numero dei pensionati residenti nelle regioni settentrionali (n. 273 per mille abitanti) è superiore alla media nazionale (268 per mille abitanti), ed ai residenti nelle regioni centrali (n. 265 per mille abitanti) e nel Mezzogiorno (n. 263 pensionati per mille abitanti). Se si rapporta il numero dei pensionati alla popolazione occupata, nel 2005 si rilevano in Italia 71 pensionati ogni 100 occupati (nel 2004 erano 72). Il carico relativo è maggiore nel Mezzogiorno dove il rapporto è di 78 pensionati ogni 100 occupati ed inferiore nelle regioni settentrionali, dove il rapporto di dipendenza è di 67 a 100 (nel 2004 erano 69). In generale, tra il 2000 e il 2005 il rapporto è diminuito, passando da 74 a 71 pensionati ogni 100 occupati. Il rapporto tra pensionati e lavoratori occupati migliora dall anno 2000: 3 pensionati in meno ogni 100 occupati in tutta Italia, con riduzioni uniformi nel nord, nel centro e nel mezzogiorno. Naturalmente questi dati di costante miglioramento nell incidenza della presenza dei pensionati nei confronti della popolazione attiva devono essere valutati attentamente a fronte di grida e previsioni catastrofiste. pensionati/e per 100 occupati, per ripartizione geografica Anno 2000 Anno 2001 Anno 2002 Anno 2003 Anno 2004 Anno 2005 Nord

8 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 8 Centro Mezzogiorno Italia Nella pagina successiva: 7. Gli importi medi dei redditi pensionistici per territorio, età e fascia di reddito. 7. Gli importi medi dei redditi pensionistici per territorio, età e fascia di reddito. I redditi medi pensionistici variano nelle differenti aree geografiche del Paese. Essi sono più elevati nelle regioni settentrionali (105,4% della media nazionale) e in quelle centrali (106,4%), mentre sono inferiori nelle regioni del Mezzogiorno (87,5 % rispetto alla media nazionale). lordo medio annuo dei redditi pensionistici per ripartizione geografica (*) e per sesso (Numeri indice: base totale = 100) anno 2005 Anno 2004 anno 2003 anno 2002 maschi maschi e maschi e maschi e maschi e Nord. 106,9 103,8 105,4 105,5 105,6 105,5 Centro. 107,5 104,6 106,4 106,1 105,8 106,1 Mezzogiorno 84,5 91,0 87,5 87,4 87,4 87,4 Italia (*) sono esclusi i pensionati residenti all estero e i casi non ripartibili. Il più elevato importo medio dei redditi pensionistici è percepito dai pensionati in età compresa tra 40 e 64 anni ( euro, valore superiore del 5,8% a quello medio generale). Per i pensionati ultra 64enni, gli importi medi hanno valori molto vicini a quelli del complesso dei beneficiari, mentre per i pensionati in età inferiore a 40 anni gli importi medi non raggiungono il 40% della media, anche in connessione ad una concentrazione nella classe dei beneficiari di prestazioni di importo medio annuo più basso (indennitarie e assistenziali). lordo medio annuo dei redditi pensionistici per classe di età (*) E sesso del titolare: Anni Anno 2005 Anno 2004 Maschi Maschi e Maschi e Femmine % % % % 0-14 anni , , , , anni , , , , anni , , , , anni , , , ,6 80 anni e più , , , ,3 Totale (*) sono esclusi i casi non ripartibili. Un pensionato di 65 anni ha euro all anno in più della pensionata coetanea. Il pensionato con più di 80 anni ha euro in più della pensionata con la stessa età. La distribuzione dei pensionati per classe di importo medio mensile delle prestazioni presenta frequenze più elevate nelle classi che includono i valori più bassi. Il gruppo più numeroso di pensionati (5,1 milioni di pensionati, il 31% del totale) riceve una o più prestazioni per un

9 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 9 importo medio mensile compreso tra 500 e euro. Il secondo gruppo per numerosità (3,9 milioni di pensionati, pari al 23,8% del totale) percepisce meno di 500 euro mensili. Un ulteriore gruppo, 23,4% di pensionati, riceve pensioni comprese tra e euro mensili e il restante 21,9% usufruisce di pensioni di importo mensile superiore a euro. Le due distribuzioni per maschi e mostrano differenze consistenti: gli uomini presentano quote più elevate nelle classi di importo mensile più alto;le donne in quelle di importo più basso. segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: Gli importi medi dei redditi pensionistici. Pensionati per classe di importo lordo medio mensile dei redditi pensionistici e sesso Anno 2005 Anno 2004 Classi di Maschi maschi e maschi e importo mensile numero % numero % numero % (euro) % Fino a 499, , , , , , , , , , , , , , , , , e , , , ,9 Totale milioni 75 mila pensionati ricevono una pensione inferiore a mille euro mensili (però nel 2004 erano mila). 3 milioni 618 mila percepiscono invece più di mille cinquecento euro al mese (anche qui con un miglioramento nei confronti del 2004, quando erano mila). Da notare infine che ancora 3 milioni 940 mila pensionati usufruiscono di un reddito inferiore a cinquecento euro mensili (erano mila nel 2004). Nella pagina successiva: 8. Quanti sono i beneficiari dei vari tipi di pensioni.

10 Serie schede tematiche gennaio n cod pag Quanti sono i beneficiari dei vari tipi di pensioni. I beneficiari di trattamenti pensionistici, nelle rilevazioni che vengono pubblicate di seguito, vengono suddivisi secondo la tipologia di prestazione ricevuta. Va ricordato che i titolari di prestazioni pensionistiche possono beneficiare di più pensioni appartenenti anche a tipologie diverse e possono pertanto essere inclusi in più di uno dei gruppi considerati. Ad esempio: un titolare di una pensione di vecchiaia che beneficia anche di una pensione ai superstiti si troverà incluso sia nella tipologia vecchiaia ( pensionati) sia nella tipologia superstiti ( pensionati). Il 26,8% (n ) del totale dei beneficiari riceve più tipologie di prestazioni pensionistiche, mentre il 73,2% (n ) riceve una o più pensioni appartenenti alla stessa tipologia. Nel 2005 i titolari di pensioni di vecchiaia (10,8 milioni) rappresentano il gruppo più numeroso di pensionati: di essi il 25,5% (2,7 milioni) riceve anche altre prestazioni pensionistiche. Il secondo gruppo in termini di numerosità è costituito dai titolari di pensioni ai superstiti (4,6 milioni), che nel 65,8% dei casi beneficia anche di altri tipi di pensione. Seguono i percettori di pensioni di invalidità (2,1 milioni, di cui il 56,4% è titolare anche di altre pensioni) e i beneficiari di pensioni di invalidità civile (2,2 milioni, di cui il 65,3% è titolare anche di altre pensioni). Il numero dei titolari di pensioni indennitarie è pari a poco più di un milione: il 73% circa di essi cumula tale prestazione con altre tipologie di pensioni. I beneficiari di pensioni e/o assegni sociali sono 769 mila: il 40,2% di essi ( ) è anche titolare di altre prestazioni. Il gruppo meno numeroso di pensionati è rappresentato dai titolari di pensioni di guerra ( ): di essi l 88,7% ( ) beneficia anche di altre pensioni. pensionati per tipologia di pensione (*) anni 2004 e tipologie In assenza In presenza Totale In assenza In presenza Totale di cumulo di cumulo di cumulo Di cumulo Vecchiaia (VEC) Invalidità (INV) Superstiti (SUP) Indennitarie (IND) Invalidità civile (CIV) Pensioni/Assegni Sociali (SOC) Guerra (GUE) Totale (*) La somma del numero dei pensionati appartenenti alle diverse tipologie non coincide con il totale del numero delle persone titolari di una o più prestazioni pensionistiche in quanto, per effetto della possibilità di cumulo allo stesso soggetto di più pensioni anche appartenenti a diverse tipologie, un pensionato può ricadere in più tipologie a seconda delle prestazioni ricevute.

11 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 11 Aumentano tra il 2004 e il 2005 i beneficiari delle pensioni di vecchiaia e delle pensioni per i superstiti e per gli invalidi civili, nonché gli assegni sociali. Diminuiscono invece i pensionati per invalidità e le pensioni indennitarie e di guerra. Nella pagina successiva: 9. complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per i vari tipi di pensione. 9. complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per i vari tipi di pensione. Al 31 dicembre 2005, il totale lordo annuo della spesa pensionistica ammonta a milioni di euro ( milioni nel 2004). Le variazioni percentuali sono cresciute del 3,32% tra 2004 e 2005 e del 5,53% nell anno precedente. Il 68,2% della spesa è destinato ai titolari di pensione di vecchiaia ( milioni di euro), i quali, tuttavia, percepiscono anche 18,6 milioni di euro per pensioni cumulate di altre tipologie. I beneficiari di pensioni ai superstiti usufruiscono di una quota pari al 15,6% della spesa complessiva: milioni di euro (+ 2,68% dal 2004). Ad essi vengono erogati anche altri 26,7 milioni di euro per trattamenti di altre tipologie. I percettori di pensioni di invalidità assorbono il 6,4% della spesa: milioni di euro (- 3,79% dal 2004). Questi pensionati percepiscono altri 8,8 milioni di euro per altre tipologie di pensione. La spesa restante si divide tra le altre tipologie di pensionati con quote che vanno dal 5,3% del totale, nel caso dei titolari di pensioni di invalidità civile ( milioni di euro), allo 0,7% del totale, nel caso dei beneficiari di pensioni di guerra (1.562 milioni di euro). complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per tipologia di pensione (a) anni 2004 e 2005 (milioni di euro) Tipologie Pensione e/o Altre Totale Pensione e/o Altre Totale Indennità Pensioni Indennità Pensioni Vecchiaia (VEC) Invalidità (INV) Superstiti (SUP) Indennitarie (IND) Invalidità civile (CIV) Pensioni/Assegni Sociali (SOC) Guerra (GUE) Totale spesa * * * * pensionistica (a) Gli importi complessivi relativi alla voce Altre pensioni non possono essere sommati tra di loro poiché, a causa della possibilità di cumulo di più pensioni appartenenti anche a tipologie diverse, il beneficiario può essere incluso in uno o più di uno dei gruppi considerati. Di conseguenza non è possibile effettuare la somma del totale dei redditi pensionistici per tipologia. I 214 miliardi di euro che vengono distribuiti ogni anno per spesa pensionistica, vanno per più di due terzi a pensioni di vecchiaia e anzianità, mentre il restante terzo va a prestazioni di sostegno e riconoscimento sociale, nonché per trattamenti di invalidità professionale. Nella pagina successiva: 10. I beneficiari di pensioni di vecchiaia (e anzianità).

12 Serie schede tematiche gennaio n cod pag I beneficiari di pensioni di vecchiaia (e anzianità). (*) I titolari di pensione di vecchiaia sono 10,9 milioni: > il 74,5% riceve unicamente pensioni di vecchiaia > il 25,5% beneficia anche di altre prestazioni pensionistiche. Gli uomini sono il 55,4% e percepiscono il 64,2% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio delle loro entrate pensionistiche ( euro rispetto agli euro percepiti in media dalle donne). L importo annuo lordo dei redditi pensionistici ammonta a milioni di euro, di cui milioni derivano solo da pensioni di vecchiaia. Rispetto al 2004, il numero dei pensionati aumenta del 1,2% (fu del 2,7% fra 2003 e 2004), mentre l importo annuo dei loro redditi pensionistici cresce del 4,2%. Si riportano di seguito le variazioni percentuali intervenute tra il 2004 e il 2005 (e confronto con 2003/2004) per quanto riguarda i beneficiari di pensioni di vecchiaia e l importo lordo annuo, complessivo e medio, dei redditi pensionistici suddivisi per sesso annuo Sesso Pensioni di Altre totale medio Pensionati/e vecchiaia pensioni Maschi +1,0% (03/04:+2,6) +3,9% (03/04:+6,6) +5,3% (03/04:+6,7) +4,0% (03/04:+6,6) +3,0% (03/04:+3,9) Femmine +1,5% (03/04:+ 2,8) +4,2% (03/04:+ 6,7) +6,1% (03/04:+8,1) +4,6% (03/04:+7,0) +3,1% (03/04:+4,1) maschi e +1,2% (03/04:+ 2,7) +4,0% (03/04:+ 6,7) +5,9% (03/04:+7,8) +4,2% (03/04:+6,8) +3,0% (03/04:+4,0) Nel 2005 l incremento del numero dei pensionati di vecchiaia (e anzianità) è più che dimezzato nei confronti dell aumento registrato nel La diminuzione è rilevante anche per quanto riguarda l importo lordo annuo di costo dei redditi pensionistici. Beneficiari di pensioni di vecchiaia e importo complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per sesso e numero di pensioni. Anno 2005 complessivo annuo pensioni (milioni di euro) medio Pensionati/e Pensioni Altre Totale (in euro) vecchiaia pensioni Maschi Una pensione di vecchiaia (43,0%) o più pensioni vecchiaia (3,0%) Cumulo con altre pensioni (9,4%) Totale (55,4%) Femmine Una pensione di vecchiaia (27,9%) o più pensioni vecchiaia (0,7%) Cumulo con altre pensioni (16,1%) Totale (44,6%) Maschi e Una pensione di vecchiaia (70,9%) o più pensioni vecchiaia (3,6%) Cumulo con altre pensioni (25,5%) Totale (100%)

13 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 13 (*) Vecchiaia (Pensioni di): pensioni corrisposte dai regimi previdenziali di base e complementare in conseguenza dell attività lavorativa svolta dalla persona protetta al raggiungimento di determinati limiti di età anagrafica e di anzianità contributiva. segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: I beneficiari di pensioni di vecchiaia (e anzianità). La dislocazione territoriale dei beneficiari di pensione di vecchiaia: il 56% dei pensionati di vecchiaia, risiede nelle regioni settentrionali (5,9 milioni di persone), il 24,1% nelle regioni meridionali e insulari, mentre il 19,8% in quelle centrali. Dal calcolo sono esclusi i pensionati residenti all estero (321 mila circa) e i casi non ripartibili geograficamente (n. 79). Ripartizione geografica pensionati vecchiaia maschi maschi e complessivo pensionate complessivo Pensionati/e complessivo (milioni di euro) vecchiaia (milioni di euro) Vecchiaia (milioni di euro) Nord Centro Mezzogiorno Italia Estero Non ripartib Totale segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: La dislocazione territoriale dei beneficiari di pensione di vecchiaia Il rapporto tra abitanti e pensionati di vecchiaia (*): > nel nord ogni mille abitanti vi sono 207 pensionati di vecchiaia (108 maschi e 99 ); > nel Centro 172 pensionati (97 uomini e 75 donne), sempre per mille abitanti; > nel Mezzogiorno 135 pensionati di vecchiaia (79 uomini e 56 donne); > complessivamente in Italia vi sono n. 177 pensionati di vecchiaia ogni mille abitanti (di questi 96 sono uomini e 81 donne). (*) Sono esclusi i residenti all estero e i casi non ripartibili geograficamente. La suddivisione per età dei redditi dei pensionati di vecchiaia: il 71,9% dei pensionati ha più di 65 anni e il 14,9% del totale è costituito da persone con età superiore a 79 anni. Tuttavia, una quota consistente di percettori ha un età inferiore a quella normalmente individuata come soglia della vecchiaia: infatti, il 28,1% dei pensionati di vecchiaia ha un età compresa tra 40 e 64 anni. Beneficiari di pensioni di vecchiaia e importo lordo annuo, complessivo e medio, dei redditi pensionistici per classe di età (*) e sesso: Anno 2005 (importi complessivi in milioni di euro, importi medi in euro) Classi di età (anni) maschi maschi e pensionati Compl.vo medio pensionate Compl.vo medio Pensionati/e Compl.vo medio e Totale (*) Sono esclusi i casi non ripartibili. I pensionati in età compresa tra 40 e 64 anni percepiscono l importo medio più elevato dei redditi pensionistici: euro, valore del 11,3% superiore a quello medio della tipologia;

14 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 14 I pensionati 65-79enni usufruiscono di importi medi con valori inferiori a quelli del complesso dei beneficiari: 93,9% della media; I pensionati con età superiore a 79 anni hanno importi medi superiori del 2% nei confronti della media complessiva; L importo medio dei redditi pensionistici degli uomini è più elevato di quello attribuito alle donne, con la punta massima nella classe di età anni, ove si registra che l importo medio percepito dagli uomini ( euro) supera del 62% quello erogato alle donne ( euro). segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: I beneficiari di pensioni di vecchiaia (e anzianità). Suddividendo i pensionati di vecchiaia per classe di importo medio mensile delle prestazioni si rileva: Che le presenze quantitativamente più elevate di beneficiari sono collocate nelle classi che includono i valori medio bassi; Che il gruppo più elevato di pensionati, pari a 3,1 milioni di persone (il 28,3% del totale), riceve una o più prestazioni per un importo medio mensile compreso tra 500 e euro; Che il secondo gruppo, che assomma 2,8 milioni di pensionati (25,9% del totale) riceve pensioni comprese tra e euro mensili; Il 16% di beneficiari percepisce meno di 500 euro al mese, mentre il 15,6% ottiene pensioni tra e euro ed il restante 14,1% dell area di pensionati considerata riceve pensioni di importo superiore a euro mensili. Beneficiari di pensioni di vecchiaia e importo lordo annuo, complessivo e medio, dei redditi pensionistici per classe di importo mensile e sesso. Anno (importi complessivi in milioni di euro, importi medi in euro) maschi maschi e Classi importo mensile (euro) pensionati compl.vo (milioni euro medio (in euro) pensionate compl.vo (milioni euro) medio (in euro) Pensionati compl.vo (milioni euro medio (in euro) Fino a e più Totale Nella pagina successiva: 11. I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità.

15 Serie schede tematiche gennaio n cod pag I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità. (*) I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità (che d ora in poi sono definiti come pensioni di invalidità) sono 2,1 milioni: il 56,7% sono donne. Il 43,6% percepisce la sola pensione di invalidità, mentre l altro 56,4% cumula la pensione di invalidità con altri tipi di pensione. dei beneficiari di pensione di invalidità e importo complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per sesso e numero di posizioni. Anno 2005 complessivo annuo pensioni (in milioni di euro) medio Pensioni di Altre Totale annuo (in euro) Pensionati/e invalidità pensioni Maschi 1 pensione invalidità (24,1%) o + pensioni invalidità (0,2%) Cumulo con altre pensioni (19,1%) Totale (43,3%) Femmine 1 pensione invalidità (19,3%) o + pensioni invalidità 626 (0,0%) Cumulo con altre pensioni (37,3%) Totale (56,7%) maschi e 1 pensione invalidità (43,4%) o + pensioni invalidità (0,2%) Cumulo con altre pensioni (56,4%) Totale (100%) Il rapporto tra abitanti e pensionati di invalidità: > nel nord ogni mille abitanti vi sono 23 pensionati per invalidità (9 maschi e 14 ); > nel Centro 38 pensionati (16 uomini e 23 donne), sempre per mille abitanti; > nel Mezzogiorno 55 pensionati per invalidità (25 uomini e 30 donne); > complessivamente in Italia vi sono n. 36 pensionati di invalidità ogni mille abitanti (di questi 16 sono uomini e 21 donne). (*) Sono esclusi i residenti all estero e i casi non ripartibili geograficamente. L esame dei dati sopra riportati conferma la maggiore presenza di pensionati di Invalidità nelle regioni del Mezzogiorno, nelle quali si ritrovano 55 beneficiari ogni mille abitanti (36 x mille a livello nazionale). Nelle regioni del Centro l indicatore assume un valore superiore a quello delle regioni settentrionali (38 x mille contro 23 x mille). La diminuzione delle pensioni di invalidità:

16 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 16 rispetto al precedente anno 2003, il numero dei pensionati di invalidità diminuisce del 6,3% (il 5,8% in meno nel 2004), confermando la tendenza già riscontrata negli anni trascorsi. L importo dei redditi pensionistici associato direttamente alle pensioni di invalidità è di milioni di euro (- 3,8% rispetto al 2004), mentre quello derivante dal cumulo con altre prestazioni pensionistiche è di milioni di euro (- 0,2%). (*) Invalidità (pensione di): pensione erogata in presenza di infermità fisica o mentale tale da provocare una riduzione permanente della capacità di lavoro a meno di un terzo in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore (assegno di invalidità), ovvero tale da provocare un assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro (pensione di inabilità). segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità. La dislocazione territoriale dei beneficiari di pensione di invalidità: il 47,1% dei titolari di pensioni di invalidità risiede al Sud (poco meno di un milione di soggetti), il 30,9% abita nelle regioni settentrionali ed il 22% in quelle centrali. Beneficiari di pensioni di invalidità: importo lordo annuo dei redditi pensionistici per ripartizione geografica e sesso. Anno 2005 Ripartizione Geografica maschi maschi e numero complessivo (milioni euro) numero complessivo (milioni euro) numero complessivo (milioni euro) Nord Centro Mezzogiorno Italia Estero Non ripartibili Totale In rapporto alla popolazione residente si può rilevare che, a fronte di un rapporto di 33 invalidi ogni mille abitanti: - nelle regioni meridionali i beneficiari sono 51 ogni mille abitanti; - nelle regioni centrali i beneficiari sono 35 per mille abitanti; - mentre nelle regioni settentrionali il rapporto cala a 21 invalidi ogni mille abitanti (13 donne e 8 uomini). La distribuzione dei redditi pensionistici per invalidità: Il 79,5% dei beneficiari di pensioni di invalidità ha più di 64 anni ed a loro viene assegnato l 81,2% del reddito pensionistico totale. Il 19,6% dei pensionati di invalidità ha un età compresa tra 40 e 64 anni, mentre il restante 0,9% ha tra 15 e 39 anni. - L 89,6% dei pensionati di invalidità riceve redditi pensionistici di importo inferiore a euro mensili (era il 91% nel 2004); - il 42,1% percepisce importi compresi tra 500 e 999 euro mensili (era il 43,8% nel 2004); - il 26,5% ha pensioni tra e euro (il 24,6% nel 2004); - il 21% usufruisce di un reddito pensionistico inferiore a 500 euro mensili (il 22,6% nel 2004); - il 10,4% rimanente (il 9% nel 2004), che è composto da pensionati di invalidità con redditi pensionistici superiori alle euro mensili, assorbe il 22,5% (il 20,2% nell anno precedente) della spesa pensionistica per tali tipi di pensione.

17 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 17 segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità. 12. I beneficiari di pensioni ai superstiti. (*) I titolari di pensioni di reversibilità per i superstiti sono : Il 34,2% riceve solo pensioni ai superstiti e il 65,8% usufruisce anche di altre prestazioni pensionistiche. Le donne rappresentano l 87,3%, con una incidenza di spesa pari all 85,6%. La parte di donne che percepiscono anche altre prestazioni ammonta al 63,7%, a fronte del 79,7% di uomini. Ne consegue che l importo medio annuo delle entrate pensionistiche delle donne ( euro) è inferiore a quello percepito dagli uomini ( euro). L importo annuo lordo dei redditi pensionistici percepiti dai beneficiari di riversi bilità ammonta a milioni di euro ( nel 2004), dei quali milioni derivano da pensioni diverse da quelle ai superstiti. Beneficiari di pensioni ai superstiti e importo complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per sesso e numero di posizioni. Anno 2005 complessivo annuo pensioni (in milioni di euro) medio Pensioni ai Altre Totale annuo (in euro) Pensionati/e superstiti pensioni Maschi 1 pensione reversibilità (2,4%) o + pensioni reversibilità (0,1%) Cumulo con altre pensioni (10,1%) Totale (12,7%) Femmine 1 pensione reversibilità (29,1%) o + pensioni reversibilità (2,5%) Cumulo con altre pensioni (55,7%) Totale (87,3%) maschi e 1 pensione reversibilità (31,6%) o + pensioni reversibilità (2,6%) Cumulo con altre pensioni (65,8%) Totale (100%) Numeri e redditi in aumento: rispetto all anno 2004 il numero dei pensionati per reversibilità è aumentato dello 0,1% (l 1,7% nel 2004), mentre l importo annuo dei relativi redditi pensionistici è aumentato del 3,5% (era il 5,3% nel 2004), calcolando solo gli importi pensionistici legati ai trattamenti per i superstiti. La dislocazione territoriale dei beneficiari di pensione ai superstiti: il 48,8% dei pensionati ai superstiti risiede nelle regioni settentrionali

18 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 18 (2,1 milioni di soggetti); il 31,2% nelle regioni meridionali e insulari; il 20% in quelle centrali. (*) Superstiti (pensione ai): trattamento pensionistico erogato ai superstiti di pensionato o di assicurato in possesso dei requisiti di assicurazione e contribuzione richiesti. segue alla pagina successiva seguito dalla pagina precedente: I beneficiari di pensioni ai superstiti. Il rapporto tra abitanti e pensionati di reversibilità: - nel Nord ogni mille abitanti vi sono 73 beneficiari di pensione ai superstiti (10 uomini e 63 donne); - nel Centro 71 pensionati (9 uomini e 62 donne), sempre per mille abitanti; - nel Mezzogiorno 73 pensionati per mille abitanti; (10 uomini e 63 donne); - complessivamente in Italia vi sono n. 73 pensionati di reversibilità ogni mille abitanti (di questi 10 sono uomini e 63 donne). La distribuzione dei redditi pensionistici ai superstiti: - il 44% dei titolari di pensioni di reversibilità ha un età compresa tra 65 e 79 anni ed a loro viene distribuito il 45,6% delle risorse destinate. - Il 36,6 (erano il 35,4% nel 2004) dei titolari di pensioni di reversibilità sono ultraottantenni, con il 39,2% dei redditi pensionistici erogati. Pensioni ai superstiti e importo lordo annuo, complessivo e medio, dei redditi pensionistici per classe di età (*) e sesso. Anno (importi complessivi in milioni di euro, importi medi in euro) Classi Maschi Femmine maschi e di età (anni) pensionati Compl.vo Medio Pensionate Compl.vo medio pensionati Compl.vo Medio e Totale (*) Sono esclusi i casi non ripartibili. La distribuzione in base alla classe di importo medio mensile a favore dei titolari di pensioni ai superstiti si rileva che: - Il 35,2% dei beneficiari (1,6 milioni di pensionati) riceve una o più prestazioni per un importo compreso tra 500 e euro; - Il 31,6% (1,4 milioni di beneficiari) ha un trattamento compreso tra e euro mensili; - il 13,4% (era il 14,2% nel 2004), interessati 614 mila pensionati, usufruisce di un reddito pensionistico inferiore a 500 euro mensili; - l 11,9% (il 10,8% nel 2004) ha un reddito tra e 1.999; - il restante 7,9% riceve pensioni superiori alle euro. Beneficiari di pensioni ai superstiti e importo lordo annuo, complessivo e medio, dei redditi pensionistici per classe di importo mensile e sesso: Anno (importi complessivi in milioni di euro, importi medi in euro) Maschi Femmine maschi e Classi importo mensile (euro) pensionati compl.vo (milioni di euro) medio (in euro) pensionate compl.vo (milioni di euro) medio (in euro) pensionati compl.vo (milioni di euro) medio (in euro)

19 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 19 Fino a e più Totale Nella pagina successiva: 13. I titolari di pensioni indennitarie. 13. I titolari di pensioni indennitarie. (*) Sono poco più di un milione i titolari di rendite per infortunio sul lavoro e malattie professionali (denominate pensioni indennitarie). Di questi, il 27,3% (n beneficiari) riceve soltanto prestazioni indennitarie (con un importo medio annuo dei redditi pensionistici di euro) e il 72,7% (n soggetti) beneficia anche di altri tipi di pensione (con un reddito medio annuo di euro). Complessivamente l importo annuo lordo dei redditi pensionistici è di milioni di euro, dei quali milioni conseguenti direttamente da pensioni indennitarie. - Il 75,7% dei titolari di pensioni indennitarie sono uomini, con una spesa equivalente al 74,3% del totale. - Il 70% dei beneficiari percepisce anche altre prestazioni, percentuale che sale all 81,3% per le donne. Il calo delle pensioni indennitarie l esiguo aumento delle rendite per infortuni sul lavoro: rispetto al 2004 il numero dei pensionati è diminuito del 4,3%, mentre l importo annuo dei loro redditi pensionistici cala dello 0,6% (meno 1% qualora si considerino solo gli importi relativi alle rendite per infortunio sul lavoro). La dislocazione territoriale dei titolari di rendite indennitarie: risiede al nord il 44,1% di coloro che usufruiscono di rendite indennitarie, mentre il 24,1% risiede al Centro, il 31,7% nel Mezzogiorno e lo 0,5% all estero. Ripartizione geografica Beneficiari di pensioni indennitarie per ripartizione geografica (*) e sesso. Anno Maschi maschi e pensionati complessivo pensionate complessivo pensionati complessivo con rendite (milioni di euro) con rendite (milioni di euro) con rendite (milioni di euro) indennitarie indennitarie indennitarie Nord Centro Mezzogiorno Italia Estero Non ripartib Totale Il rapporto tra abitanti e titolari di rendite indennitarie: in rapporto alla popolazione residente, il numero più alto di titolari di pensioni indennitarie risiede al Centro, con 20 ogni mille abitanti (superiore ai 17x1000 nazionale), seguono il meridione con 17 ogni mille e il settentrione con 16. La suddivisione nazionale tra uomini e donne è di 13 donne e 4 uomini su 17 pensionati per mille abitanti: rapporto che si mantiene pressoché costante nelle varie aree geografiche. La suddivisione per età e per redditi dei titolari di rendite indennitarie: - le percentuali maggiori di pensionati sono nelle due fasce di età comprese tra 65 e 79 anni (41%) e tra 40 e 64 anni (37,4%); - i pensionati con 80 e più anni sono il 14,5% (erano il 13,4% nel 2004), mentre quelli con età inferiore a 40 anni costituiscono il 7,1%.

20 Serie schede tematiche gennaio n cod pag. 20 Gli importi medi mensili più bassi (meno di 500 euro mensili) sono percepiti dal gruppo relativamente più numeroso (il 25,7%, con 263 mila pensionati). Il 20,1% riceve cifre comprese tra 500 e 999 euro (205 mila soggetti); il 24,4% tra e euro (250 mila beneficiari); il 18,4% tra e (188 mila titolari); infine l 11,5% (n. 117 mila interessati) ha rendite superiori a euro medi mensili. (*) Indennitarie (Pensioni): pensioni corrisposte a seguito di un infortunio sul lavoro, per causa di servizio e/o malattia professionale. Nella pagina successiva: 14. I beneficiari di pensioni di invalidità civile I titolari di pensioni indennitarie. 14. I beneficiari di pensioni di invalidità civile, ai non vedenti e ai non udenti civili. (*) Sono i beneficiari di pensioni e/o indennità di accompagnamento a invalidi civili, a non udenti e a non vedenti, così suddivisi: - le donne rappresentano il 62,5% con una spesa equivalente al 62,4% del totale. Il 69,1% di donne percepisce anche altre prestazioni pensionistiche, mentre gli uomini nella stessa posizione reddituale sono il 59%; - per il 34,7% dei beneficiari rappresenta l unico tipo di prestazione, mentre il restante 65,3% riceve anche altri tipi di pensione; - in generale l importo annuo lordo di questo tipo di redditi pensionistici ammonta a milioni di euro, di cui milioni derivano soltanto da pensioni e/o indennità erogate a invalidi civili, a non udenti e a non vedenti. Beneficiari di pensioni di invalidità civile e/o indennità di accompagnamento e importo complessivo lordo annuo dei redditi pensionistici per sesso e numero di pensioni. Anno 2005 complessivo annuo pensioni (in milioni di euro) pensionati Pensioni di Invalidità civ. Altre pensioni Totale Maschi 1 pensione di invalidità civile o + pensioni invalidità civile Cumulo con altre pensioni Totale Femmine 1 pensione di invalidità civile o + pensioni invalidità civile Cumulo con altre pensioni Totale maschi e 1 pensione di invalidità civile o + pensioni invalidità civile Cumulo con altre pensioni Totale medio annuo (in euro) Gli invalidi civili aumentano di numero e si alza il loro livello di reddito: nel confronto dei dati riguardanti l anno 2005 con quelli dell anno precedente si rileva un aumento del numero dei pensionati del 6,2% (+5,9% nel 2004), mentre l importo annuo dei connessi redditi pensionistici cresce del 9,6% (l 8% se si considerano solo gli importi riguardanti le pensioni di invalidità civile e/o le relative indennità di accompagnamento). La maggior parte dell incremento numerico è dato dalle donne (+ 6,3%), mentre il più contenuto aumento degli uomini è del 5,9%.

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