Prof.ssa GIAMBO MARIA DISPENSA DI ANATOMIA E

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1 Prof.ssa GIAMBO MARIA DISPENSA DI ANATOMIA E

2 PRONTO SOCCORSO ANATOMIA Con il termine ANATOMIA (anatomè = dissezione) parleremo della scienza che studia la FORMA e la STRUTTURA degli organismi. Distinguiamo : l ANATOMIA COMPARATA che è lo studio delle relazioni tra esseri diversi o organi di esseri diversi; l ANATOMIA UMANA che è lo studio limitato ad una specie animale (l essere umano).

3 Dal punto di vista medico, l anatomia umana consiste nella conoscenza dell esatta forma, posizione, misura e interrelazione della varie parti del corpo umano (ANATOMIA DESCRITTIVA o topografica). Dal punto di vista morfologico, l anatomia umana rappresenta un affascinante studio scientifico che ha come oggetto la scoperta delle cause che hanno portato all attuale struttura dell essere umano. Dal punto di vista patologico, l anatomia umana, consiste nello studio degli organi malati (ANATOMIA PATOLOGICA). CELLULA La più piccola unità degli organismi viventi capace di lavorare in modo autonomo TESSUTO Cellule specializzate nello stesso tipo di lavoro: cellule simili tra loro per forma e struttura; esistono 4 tipi di tessuti: tessuto epiteliale che ricopre alcuni organi all interno del corpo umano si chiama mucosa; il tessuto epiteliale che ricopre il nostro corpo all esterno si chiama epidermide (pelle). tessuto connettivo: sostiene il corpo (ossa e cartilagine) accumula energia (adipe o grasso) trasporta sostanze (sangue) tessuto muscolare (muscoli) ci permette di muoverci

4 tessuto nervoso (cervello e midollo spinale) è formato da cellule (neuroni) in grado di creare impulsi elettrici; attraverso questi impulsi le cellule si trasmettono informazioni. ORGANI E APPARATI Un organismo è una grande unità strutturale formata da entità minori, integrate tra loro sia morfologicamente che funzionalmente: gli ORGANI. Essi sono un insieme di tessuti aventi una stessa funzione in quanto è responsabile di un lavoro o di una funzione necessaria al corpo. Distinguiamo: ORGANI CAVI hanno una forma tubulare o sacciforme e sono costituiti da una cavità o lume direttamente o indirettamente comunicante con l ambiente esterno (es. lo stomaco); ORGANI PIENI caratterizzati dalla predominanza di un tessuto o parenchima, sostenuto da uno stroma, spesso costituito da setti che suddividono l organo in varie parti più o meno comunicanti (es. il rene). Gli ORGANI, sulla base della loro funzione, si raggruppano in: APPARATI sono un insieme di organi diversi sia per struttura che funzione; SISTEMI sono un insieme di organi omogenei sia per struttura e funzione. I principali APPARATI del corpo umano sono: APPARATO CIRCOLATORIO o CARDIOCIRCOLATORIO; APPARATO RESPIRATORIO; APPARATO MUSCOLARE APPARATO SCHELETRICO o LOCOMOTORE APPARATO DIGERENTE

5 APPARATO URINARIO APPARATO GENITALE I principali SISTEMI del corpo umano sono: SISTEMA NERVOSO SISTEMA ENDOCRINO SISTEMA ESOCRINO SCHEMA

6 molli Locomozione combinata con i muscoli MUSCOLI SCHELETRICI Spostamento ai segmenti ossei MUSCOLO CARDIACO Pompaggio del sangue CARDIOVASCOLARE SANGUE, ARTERIE, Trasporto ai tessuti di VENE, CAPILLARI, nutrimento e ossigeno, CUORE liberazione dai prodotti tossici RESPIRATORIO CAVITA' NASALI, LARINGE, Passaggio di ossigeno FARINGE, TRACHEA, dall'atmosfera ai tessuti BRONCHI, POLMONI interni e passaggio di anidride carbonica dai tessuti interni all'atmosfera SISTEMA NERVOSO CERVELLO, Controlla e coordina tutte le azioni MIDOLLO SPINALE, dell'organismo umano ORGANI DI SENSO Riceve stimoli dall'ambiente esterno e li elabora fornendo velocemente delle risposte E' sede della memoria, del pensiero e delle emozioni CENNI SUL CORPO UMANO Se osserviamo il nostro corpo, definiremo CAPO o testa l estremità superiore dove noteremo: OCCHI ORECCHIE

7 NASO BOCCA Inferiormente troviamo il COLLO che collega il CAPO al TRONCO, ad esso sono attaccati gli ARTI ed è diviso in una parte superiore definita TORACE ed una inferiore chiamata ADDOME. L insieme COLLO TRONCO è definita BUSTO. L ARTO SUPERIORE è composto da: BRACCIO dalla SPALLA al GOMITO; AVAMBRACCIO dal GOMITO al POLSO; MANO L ARTO INFERIORE è composto invece da: COSCIA dall ANCA al GINOCCHIO; GAMBA dal GINOCCHIO alla CAVIGLIA; PIEDE APPARATO LOCOMOTORE : LE OSSA E costituito da una struttura di sostegno, lo SCHELETRO, con funzione di sostegno e protezione; esso è formato da ossa, collegate tra loro da ARTICOLAZIONI. Le OSSA del corpo umano sono più di 200 e hanno svariate forme e dimensioni; molte di esse sono simmetriche, cioè sono presenti sia nella metà destra che in quella sinistra del corpo.

8 La funzione principale delle ossa è quella di sostegno e protezione dei TESSUTI MOLLI, quindi hanno una funzione statica in quanto sopportano il peso del corpo e una funzione essenziale per il movimento, fungendo da supporto per i muscoli e formando le articolazioni; esse costituiscono una riserva di Sali minerali e si rinnovano continuamente. A seconda della dimensione prevalente, le OSSA, vengono definite: OSSA LUNGHE come il FEMORE; OSSA PIATTE come la SCAPOLA; OSSA CORTE come le OSSA del CARPO Sono tutte circondate da una sostanza esterna, dura, detta PERIOSTIO e in prossimità delle ARTICOLAZIONI troviamo le CARTILAGINI ARTICOLARI formate da tessuto meno duro così da proteggerle dagli attriti; all interno è presente una sostanza molle detta MIDOLLO OSSEO, importante per la produzione di globuli rossi e alcuni tipi di globuli bianchi, che attraverso i VASI passano al sangue. Le OSSA presentano PROTUBERANZE dette APOFISI e presentano delle CAVITA che possono essere: ARTICOLARI se fanno parte di un articolazione come il GINOCCHIO; NON ARTICOLARI possono offrire inserzione ai tendini o accogliere organi e rendere l osso più leggero senza diminuirne la resistenza come il PIEDE. Nello SCHELETRO possiamo distinguere : una parte costituita dalla testa, dalla Colonna vertebrale e dalla cassa toracica; una parte costituita dagli arti superiori ed inferiori e dalle ossa che li uniscono al tronco; queste ultime vengono definite cinture che si dividono in: SCAPOLARE formata da clavicola e scapola, per gli arti superiori; PELVICA formata dalle ossa del bacino, per gli arti inferiori. In relazione alla loro disposizione scheletrica, le ossa costituiscono:

9 La testa situata superiormente al collo ed articolata mediante l osso occipitale alla 1 vertebra cervicale; si suddivide in: NEUROCRANIO cioè la parte superiore e posteriore composta da 8 ossa; SPLANCNOCRANIO cioè la parte anteriore formata da 14 ossa. Il tronco presenta: La COLONNA VERTEBRALE che è l asse longitudinale del corpo umano, è formata da vertebre e presenta una curvatura ad S. Partendo dal capo si possono distinguere queste zone: CERVICALE, con convessità anteriore, formata da 7 vertebre; DORSALE, con convessità posteriore, formata da 12 vertebre; LOMBARE, con convessità anteriore, formata da 5 vertebre; SACRALE, con leggera convessità posteriore formata da 5 vertebre; COCCIGEA, costituita da 4 o 5 vertebre. Le convessità anteriori si definiscono LORDOSI, mentre quelle posteriori CIFOSI. Le OSSA DEL CINTO TORACICO sono il collegamento tra l arto superiore e il tronco ed è costituito da clavicola e scapola; La GABBIA TORACICA è l insieme delle ossa che costituiscono lo scheletro della regione toracica ed è formata da: VERTEBRE DORSALI COSTOLE STERNO Il BACINO è un complesso osseo formato dalle 2 OSSA ILIACHE e dall OSSO SACRO, su cui si articolano gli arti inferiori e la colonna vertebrale. La parte inferiore dell osso iliaco viene detto PUBE. ARTI SUPERIORI ARTI INFERIORI

10 ARTICOLAZIONI L ARTICOLAZIONE, per definizione, è il punto d incontro tra due o più ossa. Si possono distinguere: ARTICOLAZIONI FISSE quando l unione tra queste ossa è più salda da non permettere il reciproco movimento tra le sue componenti; ARTICOLAZIONI SEMIMOBILI quando tra le due ossa si stabilisce un tramite anatomico che permette piccoli movimenti; ARTICOLAZIONI MOBILI quando si possono fare movimenti molti ampi. I componenti di un ARTICOLAZIONE MOBILE sono: i CAPI ARTICOLARI cioè le estremità delle due ossa che devono scorrere l uno sull altro e sono rivestiti di CARTILAGINE che ne permette lo scivolamento; superiormente troviamo un manicotto chiamato CAPSULA ARTICOLARE che oltre ad avere funzione di contenimento, secerne un liquido lubrificante, detto SINOVIA, che riveste come una sottile pellicola i capi articolari. MUSCOLI O APPARATO MUSCOLARE Il MUSCOLO è l organo contrattile che svolge una funzione motoria negli animali. Il tessuto muscolare trasforma l energia chimica posseduta dall organismo in energia meccanica, quindi in movimento. Si distinguono due tipi di muscolo: MUSCOLI LISCI che sono presenti negli organi interni (Tubo digerente, arterie, vene, ecc.), che si caratterizzano per la loro contrazione lenta indipendenti dalla nostra volontà;

11 MUSCOLI STRIATI invece si contraggono più velocemente e più intensamente e sono sotto il controllo della volontà (il cuore è l unico muscolo striato). I muscoli sono più di 600 e rappresentano il 40% del nostro peso corporeo; essi contribuiscono a dare al corpo una straordinaria capacità di movimento grazie alla possibilità di contrarsi e rilasciarsi. APPARATO DIGERENTE E costituito da 2 gruppi di organi: ORGANI DEL TRATTO GASTRO INTESTINALE: Bocca o cavità orale è formata da: Labbra Guance Palato duro Palato molle Lingua Faringe Esofago Stomaco Intestino tenue Intestino crasso ORGANI ANNESSI: Denti Lingua Ghiandole salivari Fegato

12 Cistifellea Pancreas L APPARATO DIGERENTE è deputato alla: Ingestione Secrezione Mescolamento e propulsione Digestione Assorbimento Escrezione La BOCCA è superiormente delimitata dal palato sul bordo del quale è inserita l arcata dentaria superiore, lateralmente dalle guance e inferiormente dalla mandibola nella quale è inserita l arcata dentaria inferiore, e dalla lingua. La lingua è un organo accessorio; i muscoli linguali manipolano il cibo per la masticazione, lo compattano e lo spingono sul retro della bocca per la deglutizione. Le ghiandole salivari sono organi annessi situati esternamente alla bocca; rilasciano le loro secrezioni nei dotti, che si aprono nella cavità orale. La saliva è composta per il 99,5% di acqua e per lo 0,55% di soluti, tra cui enzimi e muco. La salivazione è controllata dal sistema nervoso autonomo, infatti la produzione di saliva è continua ed aumenta in seguito a stimoli nervosi generati dal contatto dei cibi con la mucosa o da immagini, odori ecc. I denti sono organi accessori collocati in alveoli ossei, che sono cavità contenute nelle ossa mascellari e nella mandibola. Sono costituiti da corona, radice, colletto composti principalmente da dentina in parte ricoperta dallo smalto.

13 All interno del dente la cavità pulpare è ripiena di polpa, innervata e irrorata da vasi sanguigni. La digestione meccanica nella bocca è dovuta all atto della masticazione in cui il cibo viene impastato dalla lingua, triturato dai denti e mescolato dalla saliva per formare il BOLO ALIMENTARE. Il cibo ingerito passa dalla bocca alla faringe, un condotto imbutiforme comune sia al tubo digerente che alle vie respiratorie; infatti essa (la faringe) si estende dalle coane (il naso) all esofago, alla laringe. E diviso in OROFARINGE, RINOFARINGE, LARINGOFARINGE. Con la deglutizione si ha una temporanea chiusura di una valvola (chiamata epiglottide) situata all inizio della laringe in modo tale da impedire che il Bolo proveniente dalla bocca si infili nelle vie respiratorie anziché nell esofago. L esofago è un tubo muscolare che decorre posteriormente alla trachea e permette il passaggio del bolo alimentare dalla bocca allo stomaco grazie ai suoi movimenti peristaltici. La deglutizione, il passaggio del cibo dalla bocca allo stomaco, è facilitata dalla saliva e dal muco e avviene in 3 passaggi: FASE ORALE: il bolo è spinto sul retro della cavità orale dal movimento della lingua e del palato ( FASE VOLONTARIA) FASE FARINGEA: il palato molle e l ugola si sollevano per chiudere il naso faringe; il bolo passa attraverso l orofaringe FASE ESOFAGEA: il cibo è spinto attraverso l esofago.

14 LO STOMACO E una dilatazione del tubo digerente a forma di fagiolone sotto il diaframma; ha la funzione di una camera di mescolamento e di magazzino di contenimento. E costituito da 4 regioni principali: CARDIAS FONDO CORPO PILORO Quando lo stomaco è vuoto la mucosa si solleva in larghe pieghe chiamate RUGHE. La mucosa gastrica contiene numerose ghiandole formate da 3 tipi di cellule: CELLULE MUCOSE DEL COLLETTO: secernono muco CELLULE PRINCIPALI: secernono pepsinogeno CELLULE PARIETALI: producono acido cloridrico Una volta che il cibo ha raggiunto lo stomaco, le pareti si stendono, il PH aumenta e si avviano le onde di mescolamento. Esse macerano il cibo che, mescolato con il succo gastrico diventa chimo. La durata della permanenza del chimo nello stomaco dipende dalla sua composizione: un chimo liquido, o ricco di proteine rimane nello stomaco per un tempo relativamente più breve di un chimo ricco di lipidi (grassi). A livello dello stomaco si verifica un limitato assorbimento di alimenti, soprattutto di acqua, di alcuni sali e alcuni farmaci. Con il riempirsi dello stomaco, il contenuto viene spinto dai movimenti peristaltici verso il piloro, che comincia a rilassarsi e a lasciar passare piccole quantità di chimo verso la prima parte dell intestino tenue.

15 L INTESTINO TENUE E diviso in 3 porzioni: Il DUODENO, che è collegato al piloro; Il DIGIUNO, lungo 1 metro; L ILEO, che si collega all intestino crasso attraverso lo sfintere ileocecale. Nell intestino tenue avvengono i principali processi della digestione e dell assorbimento; la parete dell intestino tenue è costituita da 4 strati: TONACA MUCOSA (nel suo spessore sono inserite delle ghiandole intestinali che secernono succo enterico); SOTTOMUCOSA (contiene ghiandole duodenali che secernono muco alcalino per neutralizzare l acidità del chimo); MUSCOLARE SIEROSA Gli enterociti sono cellule caratterizzate dalla presenza di microvilli, che digeriscono e assorbono i nutrienti presenti nel chimo. Nell epitelio si trovano anche le cellule caliciformi, mucipare, che secernono muco. Nella mucosa dell intestino tenue abbiamo speciali caratteristiche strutturali che facilitano i processi digestivi: Le pieghe circolari, sono creste permanenti della mucosa e della sottomucosa che aumentano l assorbimento ampliando l area superficiale; I villi, sono proiezioni digitiformi della mucosa, aumentano la superficie di assorbimento dell epitelio intestinale; I microvilli, sono proiezioni presenti sulla superficie degli enterociti che aumentano la capacità di assorbimento dei nutrienti.

16 Il succo enterico secreto dalle ghiandole intestinali è un liquido acquoso, limpido e giallognolo leggermente alcalino. Nell intestino tenue vi sono 2 tipi di movimenti che contribuiscono alla sua mobilità: Segmentazione sono contrazioni localizzate che rimescolano il chimo Peristalsi spinge il chimo in avanti per un breve tratto all intestino tenue. Il chimo entra nel tenue, contiene i carboidrati e proteine parzialmente digerite. Il completamento della digestione avviene per l azione combinata del succo pancreatico, della bile e del succo enterico. Il processo d assorbimento nell intestino tenue è il trasferimento di molecole di nutrienti nel sangue e nei vasi linfatici attraverso le cellule epiteliali della mucosa per diffusione semplice, ma anche per diffusione facilitata, per osmosi e per trasporto attivo. INTESTINO CRASSO Si estende dall ileo all ano e presenta 4 regioni principali: CIECO COLON RETTO CANALE ANALE Lo SFINTERE ileocecale, permette il passaggio regolato del contenuto dell intestino tenue nell intestino crasso. Il colon, diviso in ascendente, trasverso e discendente, termina con il retto il cui tratto terminale prende il nome di canale anale, provvisto di un orifizio, l ano, circondato da uno sfintere interno di muscolatura liscia e da uno esterno di muscolatura scheletrica.

17 Il chimo viene completamente digerito ad opera di batteri presenti nel lume del colon. I batteri intestinali sono in grado di dividere le proteine in aminoacidi e di decomporre la bilirubina in pigmenti più semplici. Per l assorbimento dell acqua il chimo acquista una consistenza solida o semisolida e prende il nome di feci. I movimenti peristaltici spingono le feci dal colon al retto, le cui pareti distendendosi, stimolando i recettori dello stiramento innescano il riflesso di defecazione finalizzato allo svuotamento del retto. IL PANCREAS E situato al di sotto dello stomaco: le sue secrezioni vengono immesse nel duodeno attraverso il dotto pancreatico. E costituito da piccoli raggruppamenti di cellule epiteliali, ghiandolari, dette acini; essi costituiscono la porzione esocrina dell organo: le cellule all interno secernono il succo pancreatico; la parte rimanente è organizzata in isolotti di Langherans. Il succo pancreatico è un liquido incolore, con un PH leggermente alcalino l amilasi la lipasi pancreatica IL FEGATO E LA CISTIFELLEA Il FEGATO è il secondo organo più grande del corpo umano, è situato al di sotto del diaframma e ricoperto da tessuto connettivo; è diviso in lobi, i quali, a loro volta, sono

18 costituiti da molte unità funzionali, chiamate lobuli, ognuno dei quali è composto da cellule epiteliali chiamate epatociti. Le principali funzioni del fegato sono: METABOLISMO DEI CARBOIDRATI METABOLISMO LIPIDICO METABOLISMO DELLE PROTEINE ELABORAZIONE DI FARMACI E ORMONI ESCREZIONE DI BILIRUBINA DEPOSITO DI SALI MINERALI E VITAMINE ATTIVAZIONE DELLA VITAMINA D La cistifellea è un piccolo sacco a forma di pera che pende verso il basso dal bordo anteriore del fegato. I dotti biliari si fondono a formare il dotto epatico destro e sinistro e che si uniscono e fuoriescono nel dotto epatico comune; più avanti questo si unisce al dotto cistico, che proviene dalla cistifellea, per formare il dotto biliare comune o COLEDOCO. I sali biliari presenti nella BILE favoriscono l emulsione dei grassi. Il principale pigmento biliare è la bilirubina proveniente dalla demolizione dei globuli rossi vecchi. APPARATO URINARIO L APPARATO URINARIO è costituito da due reni, due ureteri che scendono verso la vescica e dall uretra. Il rene ha una forma di fagiolo e possiede una faccia anteriore, una faccia posteriore, un margine laterale e un margine mediale.

19 La funzione principale dell apparato urinario è quella di controllare la composizione dei fluidi corporei e ciò include la rimozione di tutte le sostanze non necessarie e i prodotti di scarto del corpo umano. I RENI quindi servono a purificare il sangue da tutte le sostanze come calcio, cloro, tossine che vengono eliminate dall apparato urinario. L URINA che proviene da ogni rene (dove è prodotta) scende verso la VESCICA tramite gli URETERI e qui viene immagazzinata. Al confine tra uretere e vescica vi è una valvola che aiuta a prevenire un ritorno dell urina dalla vescica agli ureteri; l urina, una volta immagazzinata (nella vescica), viene espulsa attraverso l uretra. Per l uomo, l uretra è lunga circa 25 cm ed attraverso essa passa anche il liquido seminale; nella donna è lunga 2,5 cm. I reni sono organi pieni e si trovano nella cavità addominale; il rene di destra si trova 3-4 cm più in basso del rene sinistro perché c è il fegato. Dal punto di vista microscopico la parte esterna dei reni, detta CORTICALE, contiene un sistema di canali che filtrano il sangue separandolo dalle sostanze di rifiuto; il liquido filtrato passa nella zona più interna del rene, detta MIDOLLARE, nella quale vengono riassorbite alcune sostanze per mantenere costante nell organismo il livello di acidi, sali e acqua. La VESCICA è un organo elastico; è un muscolo che immagazzina l urina finché i recettori elastici, presenti sulla vescica, non indicano al cervello che è piena; infatti la vescica invia impulsi nervosi al cervello, il quale, invia impulsi inibitori che tengono chiusi gli sfinteri uretrali. Una volta che viene presa la decisione di urinare, il cervello invia lo stimolo all apparato urinario (minzione): la parete muscolare della vescica si contrae mentre gli sfinteri uretrali si rilassano, in questo modo l urina esce dalla vescica passando attraverso l uretra. Le principali funzioni dell apparato urinario sono: Rimozione di prodotti di scarico dal sangue e eliminazione tramite l urina; Mantenimento del normale bilancio tra sali e acqua dei liquidi del corpo; Influenza della pressione sanguigna controllando il volume del sangue nel corpo.

20 SISTEMA NERVOSO Per sistema nervoso s intende un unità morfo funzionale caratterizzata da un tessuto altamente specializzato. E costituito da formazioni deputate a ricevere stimoli dall ambiente interno o esterno, a registrarli, a valutarli e ad emettere risposte adeguate sotto forma di impulsi coordinati, che inducono attività o variazioni funzionali nei vari distretti dell organismo. Il sistema nervoso è la sede dell assunzione, elaborazione e trasmissione delle informazioni relative a tutto il corpo umano, in altre parole è il sistema di regolazione delle funzioni corporee. Le funzioni del sistema nervoso comprendono: Fornire sensazioni sull ambiente interno ed esterno; Integrare le informazioni sensoriali ; Coordinare le attività volontarie e involontarie; Regolare e controllare le strutture e gli apparati periferici Il sistema nervoso viene diviso anatomicamente in 2 parti: Il sistema nervoso centrale Il sistema nervoso periferico Il sistema nervoso centrale (S.N.C. ) è costituito da: ENCEFALO racchiuso nella scatola cranica MIDOLLO SPINALE contenuto invece nel canale vertebrale L encefalo e il midollo spinale, formati da tessuti soffici e molto fragili accolti e protetti in cavità ossee, sono avvolti da 3 strati di tessuto connettivo, chiamati meningi, che procedendo dall esterno all interno sono:

21 La dura madre L aracnoide La pia madre Tra l aracnoide e la pia madre è compreso uno spazio, detto spazio subaracnoideo, riempito dal liquido cefalorachidiano che occupa anche le cavità interne dell encefalo e il sottile canale che percorre il midollo spinale. Sia l encefalo che il midollo spinale macroscopicamente sono costituiti da 2 tipi di sostanza: Sostanza grigia Sostanza bianca Il SNC è responsabile dell integrazione, analisi e coordinazione dei dati sensoriali e dei comandi motori. E anche la sede di funzioni più importanti quali l intelligenza, la memoria, l apprendimento e le emozioni. Il Sistema nervoso periferico (SNP) è costituito da tutto il tessuto nervoso al di fuori del SNC e svolge essenzialmente la funzione di trasmissione del segnale attraverso fasci di conduzione. Il Cervello è la parte più voluminosa dell interno sistema nervoso centrale, è formato da due emisferi (destro e sinistro) separati da una profonda scissura; la superficie degli emisferi presenta solchi e rilievi. Nel SNC abbiamo, oltre al cervello, anche il cervelletto ( diviso in 2 emisferi laterali), troncocerebrale (formato da ponte e bulbo), midollo spinale. Il midollo spinale è l ultima porzione del sistema nervoso centrale; è contenuto nel canale vertebrale e svolge la funzione di trasmissione del segnale attraverso fasci di conduzione. Si estende dal forame occipitale fino a raggiungere la prima vertebra lombare. Il midollo spinale è molto più breve della colonna vertebrale ma è costituito da tanti segmenti quanti sono i corpi vertebrali.

22 Il sistema nervoso periferico è costituito dai nervi periferici che collegano il cervello e il midollo spinale al resto del corpo, compresi i muscoli, gli organi di senso e gli organi del sistema digerente, respiratorio, urinario e circolatorio. E formato da 12 paia di nervi cranici, in parte sensitivi, in parte motori; e da 31 paia di nervi spinali, sensitivo-motorio. La porzione motoria del sistema nervoso periferico può essere suddivisa in 2 parti: Il sistema nervoso somatico Il sistema nervoso autonomo I motoneuroni del sistema nervoso somatico stabiliscono connessioni con i muscoli scheletrici e controllano il movimento volontario. I motoneuroni del sistema nervoso autonomo controllano invece le risposte involontarie; essi stabiliscono connessioni con il cuore, i muscoli lisci e le ghiandole. Si usa suddividere il sistema nervoso autonomo in : sistema nervoso simpatico sistema nervoso parasimpatico Il sistema nervoso simpatico agisce sugli organi interni in modo da preparare l organismo ad affrontare un attività logorante o dispendiosa da un punto di vista energetico: il cuore batte più velocemente, il sangue passa dal sistema digerente per poter meglio irrorare i muscoli, le pupille si dilatano per ricevere una maggiore quantità di luce e le vie aeree nei polmoni si espandono in previsione di un maggiore afflusso di ossigeno. Il sistema nervoso parasimpatico è invece associato ad attività caratteristiche dei momenti di ozio. Sotto il suo controllo la muscolatura liscia del sistema digerente entra in piena attività il battito cardiaco rallenta e le vie respiratorie si restringono. Il tessuto nervoso comprende 2 popolazioni cellulari distinte:

23 le cellule nervose o neuroni; le cellule di sostegno o neuroglia Le cellule di sostegno isolano i neuroni e forniscono una rete di sostegno; sono più numerose dei neuroni e costituiscono circa la metà del volume del sistema nervoso. I neuroni sono invece i responsabili del trasferimento e dell elaborazione delle informazioni nel sistema nervoso. Il neurone tipico possiede: un corpo cellulare, o soma; molte diramazioni chiamate dendriti; un lungo assone che termina in uno o più stazioni sinaptiche. A livello di ciascuna sinapsi il neurone è in rapporto con altre cellule; i miliardi di neuroni del sistema nervoso presentano notevoli diversità strutturali. Ogni neurone svolge 5 funzioni fondamentali: riceve informazioni dall ambiente esterno o interno, oppure da altri neuroni; integrare le informazioni ricevute e produrre un adeguata risposta in forma di segnale; condurre il segnale al suo terminale di uscita; di trasmettere il segnale ad altre cellule nervose, ghiandole o muscoli ; coordinare le proprie attività metaboliche, mantenendo l integrità della cellula. APPARATO CARDIO VASCOLARE L apparato cardio-vascolare provvede alla circolazione del sangue in tutto l organismo. Le sue principali funzioni sono quelle di trasportare:

24 l ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti gli ormoni delle ghiandole endocrine a tutti i tessuti sostanze nutritive dall apparato digerente a tutte le cellule e ai tessuti di deposito i prodotti di rifiuto dai tessuti agli organi deputati alla loro escrezione contribuire alla difesa dell organismo dall azione dei micro organismi patogeni contribuire al mantenimento dell equilibrio idrico dei tessuti contribuire al mantenimento dell equilibrio della temperatura corporea Quindi le 3 funzioni principali sono: NUTRITIVA DEPURATIVA DIFENSIVA L APPARATO CARDIO VASCOLARE è costituito da: CUORE ARTERIE VENE CAPILLARI SANGUE Il SANGUE è l unico tessuto liquido dell organismo ; per il 55% circa è costituito dal plasma (presenta un colore giallino e trasporta alcune sostanze come proteine, ormoni e vitamine) e per il 45% è costituito dalla parte corpuscolata, formata da globuli rossi, piastrine e globuli bianchi. Il sistema circolatorio comprende 3 tipi principali di vasi sanguigni: Le Arterie: sono un insieme di vasi che partendo dal cuore, portano il sangue ai tessuti (quindi vanno dal cuore alla periferia) I Capillari sono vasi sottilissimi che consentono lo scambio tra il sangue e i tessuti Le Vene portano il sangue dalla periferia del corpo al cuore

25 Il CUORE è situato in una cavità del corpo corrispondente allo spazio tra i due polmoni e lo sterno; è un organo muscolare, poco più grosso di un pugno, CAVO, posto al centro del torace subito dietro lo sterno tra i punti di inserzione della 2 fino alla 6 costa davanti alla colonna vertebrale toracica e sopra il diaframma; il suo peso va da grammi. La faccia inferiore del cuore riposa sul diaframma mentre i margini destro e sinistro convergono in basso in un punto detto APICE che si trova a sinistra della linea mediana e la sua base si trova sotto la 2 costa. Le pareti del cuore sono costituite da un particolare tipo di tessuto muscolare striato, detto miocardio, e rivestite da 2 membrane epiteliali che hanno una funzione protettiva: ENDOCARDIO (all interno) PERICARDIO (all esterno) Il Cuore presenta 4 cavità: Le 2 cavità superiori sono rappresentate dall atrio destro e dall atrio sinistro Le 2 cavità inferiori sono rappresentate dal ventricolo destro e ventricolo sinistro Abbiamo anche un setto che divide le cavità destre da quelle sinistre; esso, a livello di parte superiore è chiamato setto interatriale, a livello di parte inferiore è chiamato setto interventricolare. Tra gli ATRI e i VENTRICOLI sono delle valvole che permettono il passaggio del sangue e si chiamano: VALVOLA TRICUSPIDE (tra atrio destro e ventricolo destro) VALVOLA MITRALE (tra atrio sinistro e ventricolo sinistro) Nell atrio destro entra sangue che proviene dai tessuti attraverso la vena cava superiore e la vena cava inferiore. Nell atrio sinistro arriva sangue ossigenato dai polmoni attraverso le vene polmonari.

26 Nel ventricolo sinistro il sangue proviene dall atrio sinistro e da qui si dirige verso i tessuti del corpo attraverso l aorta. Nel ventricolo destro il sangue proviene dall atrio destro e da qui si dirige ai polmoni attraverso l arteria polmonare che conduce sangue venoso quindi non ossigenato, al polmone. Normalmente le arterie portano sangue ossigenato (sangue arterioso) da distribuire ai tessuti, mentre le vene portano sangue non ossigenato (sangue venoso) proveniente dai tessuti che hanno consumato ossigeno. Come si può notare, fanno eccezione l arteria polmonare, che conduce sangue venoso quindi non ossigenato, al polmone e le vene polmonari, che portano al cuore sangue arterioso, quindi ossigenato, proveniente dai polmoni. La circolazione che porta il sangue venoso dal cuore ai polmoni si chiama circolazione polmonare o piccola circolazione, mentre quella che porta il sangue dal cuore a tutto il corpo è chiamata circolazione sistemica o grande circolazione. La prima inizia nel ventricolo destro, passa per il tronco polmonare, raggiunge gli alveoli, scambia i gas e finisce la corsa nell atrio sinistro, attraverso le 4 vene polmonari. La seconda inizia nel ventricolo sinistro, passa nell aorta e raggiunge tutto il corpo, scambia i gas e finisce la corsa nell atrio destro, attraverso la vena cava superiore e la vena cava inferiore. CICLO CARDIACO Il CICLO CARDIACO che porta il cuore dallo stato di contrazione allo stato di riposo e quindi allo stato di contrazione, è detto rivoluzione cardiaca. Il ciclo cardiaco comprende le 2 fasi essenziali nelle quali si svolge l attività del cuore: diastole sistole

27 Durante la diastole tutto il cuore è rilassato permettendo al sangue di fluire dentro tutte le 4 cavità attraverso le vene cave il sangue entra nell atrio destro, mentre attraverso le vene polmonari entra nell atrio sinistro. Le valvole atrio ventricolari (tricuspide - mitrale) sono aperte consentendo il passaggio del sangue dagli atri ai ventricoli (ventricoli che si riempiono quasi completamente). La sistole comincia con una contrazione degli atri che determina il riempimento completo dei ventricoli. Quindi si contraggono i ventricoli; la loro contrazione chiude le valvole atrio- ventricolari e apre le valvole semilunari (aorta e arteria polmonare); il sangue povero di ossigeno viene spinto verso i polmoni, mentre quello ricco di ossigeno si dirige verso tutto il corpo attraverso l aorta. La quantità di sangue al minuto che il ventricolo sinistro pompa dentro l aorta è detta gittata cardiaca. La frequenza cardiaca misura i battiti al minuto. Il battito del cuore è composto da 2 colpi: il primo è dovuto alla contrazione dei ventricoli e alla spinta del sangue contro le valvole atrio ventricolari, mentre il secondo colpo proviene dalla spinta del sangue contro le valvole semi lunari. Il battito cardiaco viene fatto dai muscoli cardiaci che formano le pareti degli atri e dei ventricoli. Una regione specializzata del tessuto muscolare cardiaco detta nodo seno atriale o pace maker naturale, mantiene il ritmo di pompaggio del cuore determinando la frequenza con cui esso si contrae. Esso genera impulsi che si diffondono rapidamente attraverso gli atri facendoli contrarre assieme e si trasmettono anche al nodo atrio ventricolare. Qui gli impulsi vengono ritardati di pochi secondi prima di passare nei ventricoli cosicché gli atri si contraggono per primi e si svuotano del sangue che passa nei ventricoli facendoli contrarre e diffondere l impulso ad essi.

28 APPARATO RESPIRATORIO L APPARATO RESPIRATORIO è l insieme di organi che consente lo scambio di gas tra il sangue e l ambiente esterno, in particolare l introduzione di ossigeno e l eliminazione di anidride carbonica, residuo di molte reazioni. L apparato è costituito da un complesso di: canali che permettono il passaggio di aria; cavità (nasali e paranasali) in cui l aria proveniente dall esterno viene parzialmente riscaldata e depurata dal pulviscolo; organi parenchimatosi (i polmoni) all interno dei quali si verificano gli scambi veri e propri tra gas contenuti nel sangue e gas contenuti nell aria inspirata. Nell espirazione la laringe può modulare l aria in transito, consentendo l emissione di suoni. Quindi l apparato respiratorio umano è formato: dalle prime vie respiratorie (naso, bocca) dalla faringe dalla laringe dalla trachea da 2 bronchi che da essa si dipartono e che si ramificano in condotti di calibro via via minore, diventando bronchioli e da due polmoni. Gli organi a livello dei quali avvengono i processi di scambio dei gas respiratori, ossigeno e anidride carbonica, sono i POLMONI ; gli altri organi dell apparato costituiscono vie di conduzione dei flussi di aria in entrata e in uscita. In tal senso, si possono comprendere nell apparato respiratorio anche le vie nasali, la cavità boccale, la faringe e la laringe, che rappresentano le prime vie d ingresso e di uscita dell aria. L apparato respiratorio è costituito da:

29 vie respiratorie o aeree; i polmoni; Le vie aeree o respiratorie hanno lo scopo principale di condurre l aria fino ai polmoni, di riscaldarla e di liberarla dalle impurità; comprendono: naso faringe laringe trachea bronchi e tutte le successive diramazioni Il naso ha una forma di piramide triangolare e presenta: una radice situata tra le sopracciglia, due facce laterali due solchi laterali e una base in cui si aprono le narici. Esternamente è ricoperto dalla cute e dal tessuto sotto cutaneo; internamente è rivestito dalla cute, a livello delle narici, e dalla mucosa nella parte superiore. Il naso partecipa alla respirazione filtrando, riscaldando e inumidendo l aria inspirata, inoltre è sede del senso dell olfatto e partecipa alla fonazione, conferendo un particolare timbro a determinati suoni (nasali). La faringe, o gola, è un condotto imbutiforme comune all apparato respiratorio e digerente. E divisa in 3 porzioni: La rinofaringe L orofaringe L ipofaringe Oltre ad essere una via di transito per aria e cibo costituisce una camera di risonanza per i suoni emessi durante la fonazione e ospita le TONSILLE. La laringe, o scatola della voce, è un organo cavo a forma triangolare di cartilagine, rivestito di mucosa che connette la faringe alla trachea; è il centro principale della voce dove si trovano le corde vocali.

30 La laringe trasforma l aria in suoni, modificando la forma e la disposizione dei suoi anelli cartilaginei; è composta da vari tratti cartilaginei articolati e mobili per azione di muscoli striati. La cartilagine cricoidea è un anello di cartilagine che forma la parete inferiore della laringe ed è attaccata alla 1 cartilagine tracheale. L epiglottide è una porzione della laringe costituita da una cartilagine elastica, mobile situata appena sotto la base della lingua; il suo compito è di chiudere le vie respiratorie durante la deglutizione. L epiglottide è di forma triangolare con base in alto e apice in basso. Al momento del passaggio del bolo alimentare, l epiglottide esegue un movimento all indietro e in basso che chiude l apertura superiore della lingua impedendovi l entrata degli alimenti. La glottide è una parte della laringe compresa tra le due corde vocali e si presenta come una strozzatura; essa si allarga nell inspirazione e si restringe nell espirazione sino a chiudersi, si stringe e si accorcia nei suoni acuti, si allarga e si allunga nei suoni gravi. La trachea è un canale rigido, un tubo, che scende attraverso il collo, fino al torace; è costituita da una parete cartilaginea suddivisa in vari anelli a cui si alternano degli anelli membranosi. In questo modo la trachea riesce ad essere allo stesso tempo resistente, per non disperdere l aria che corre al suo interno, e flessibile per non intralciare i movimenti del tronco e del collo. Gli anelli cartilaginei sono in realtà dei semi anelli; il tratto che manca è compensato da una membrana ricca di fibre muscolari, in questo modo l esofago, che scorre dietro la trachea, non trova una parete resistente che ostacoli la dilatazione al passaggio del bolo alimentare. All interno, la trachea, è rivestita interamente da una mucosa, che mantiene la superficie umida, e da piccole ciglia vibratili che oscillano rimuovendo i granuli estranei e facilitandone con il muco, l espettorazione.

31 La trachea si biforca nel bronco principale destro e nel bronco principale sinistro. Ogni bronco si suddivide in bronchi sempre più sottili sino ai bronchioli terminali; al termine di queste diramazioni si trovano gli alveoli polmonari. RAMIFICAZIONI DELL ALBERO BRONCHIALE TRACHEA BRONCHI PRINCIPALI BRONCHI SECONDARI BRONCHI TERZIARI BRONCHIOLI BRONCHIOLI TERMINALI POLMONI I POLMONI sono gli organi principali della respirazione, in cui avviene lo scambio tra l ossigeno dell aria e l anidride carbonica del sangue; occupano le due metà della gabbia toracica lasciando libero uno spazio mediano in cui si trova il cuore e scorre l esofago.

32 I polmoni hanno l aspetto di due masse spugnose ed elastiche a forma semi conica con superficie liscia di un colore che varia dal rosa al grigio a seconda dell età. Essi poggiano sul diaframma; alcuni solchi profondi intaccano la superficie polmonare: il polmone di destra è diviso da questi solchi in tre lobi e quello di sinistra in due lobi. La loro struttura è formata da un insieme degli alveoli e da ramificazioni bronchiali e sono rivestiti da una membrana sierosa a doppio strato, detta PLEURA; un muscolo a forma di cupola, il DIAFRAMMA, separa la cavità toracica da quella addominale. La trachea, dividendosi in due canali, dà origine ai bronchi che si ramificano più volte fino alla parte terminale che sono i bronchioli. I bronchioli terminali sono così sottili che il loro calibro arriva a misurare meno di un millimetro ; ciascuno di essi termina con una specie di grappolo detta vescicola polmonare o infundibolo. Ogni grappolo è formato da tante piccole cavità a forma di sacchetti dette alveoli polmonari e possiamo paragonare ogni infundibolo ad un grappolo d uva ed ogni alveolo a uno degli acini. Gli infundiboli sono migliaia e ognuno di questi possiede centinaia di alveoli; in uno spazio relativamente piccolo, grazie ad una particolare disposizione anatomica è racchiusa una superficie enorme e può raggiungere e 200 metri quadrati. Questa è la superficie respiratoria: è sottilissima e dentro di essa si estendono le reti dei capillari sanguigni con cui termina l arteria polmonare. L arteria polmonare porta sangue venoso; è chiamata arteria per il verso con cui procede il sangue (dal sangue alla periferia). Nel suo breve percorso, l arteria si divide in due rami che raggiungono ciascuno un polmone e vi penetrano dentro ramificandosi allo stesso modo delle ramificazioni bronchiali; nel polmone dire che vi sia una doppia, fitta ramificazione: quella bronchiale per il trasporto dell aria e quella vasale per il circolo del sangue.

33 In corrispondenza dei bronchioli capillari, i capillari dell arteria polmonare recanti sangue venoso formano con le loro reti maglie molto strette che sporgono dentro la cavità degli infundiboli piena di aria ossigenata. Il sangue è ora separato dall aria soltanto dall endotelio del capillare e dell epitelio e viene a contatto con l ossigeno. Il sangue abbandona l anidride carbonica e il vapore acqueo e prende l ossigeno. I capillari arteriosi vanno poi a raccogliersi nelle vene polmonari (vene per il fatto che procedono dalla periferia al centro, ma che in realtà contengono sangue arterioso). Le 4 vene polmonari vanno poi a sfociare nell atrio sinistro del cuore, che distribuirà il sangue arterioso per tutto il corpo umano. LA PLEURA Durante la respirazione, la gabbia toracica si amplia e si restringe; il polmone che è racchiuso in essa è obbligato a seguirla. Ciò avviene perché il polmone aderisce alle pareti del torace, in modo tale da consentirgli di restare separato dalle pareti e di strisciare sulle stesse dilatandosi e restringendosi. Ciò si deve ad una membrana sierosa detta PLEURA che da una parte aderisce alla superficie del polmone (pleura viscerale) e dall altra alle pareti toraciche (pleura parietale). La superficie della pleura è liscia, umida e rivestita da endotelio da cui fuoriesce siero.

34 MECCANICA RESPIRATORIA I polmoni e la parete toracica sono strutture elastiche. Normalmente, lo spazio tra i polmoni e la parete toracica non contiene che un sottile strato di liquido. La pressione in questo spazio intrapleurico è inferiore ad un atmosfera e i polmoni strettamente aderiscono alla parete toracica. L inspirazione è un processo attivo: il diaframma si abbassa, mentre i muscoli costali espandono il torace. La pressione intrapleurica, che all inizio è di circa - 2,5 mmhg, scende 6 mmhg: per questi due fattori i polmoni sono obbligati ad espandersi per seguire il movimento della cassa toracica. All interno degli alveoli, e conseguentemente nel resto delle vie aeree, si forma una pressione leggermente negativa, e l aria entra nei polmoni. Terminata l inspirazione, i polmoni si ritraggono con un movimento elastico riportando la parete toracica nella posizione espiratoria. Durante questo processo, che viene chiamato espirazione, la pressione dell aria nei polmoni è leggermente positiva, e ciò determina la fuoriuscita d aria. L espirazione è passiva, nel senso che, nessuno dei muscoli che riducono il volume del torace si contrae. Gli atti respiratori, in condizione di riposo, sono involontari e automatici: si succedono regolarmente al ritmo di al minuto e permettono di introdurre dai 7 agli 8 l d aria al minuto.

35 E tuttavia possibile modificare volontariamente la frequenza e la portata respiratoria: per esempio durante una corsa o un intenso lavoro muscolare o in situazioni di stress, la quantità d aria può essere portata a l al minuto. L attività dei muscoli respiratori modifica il volume della cavità toracica, mentre il movimento dei polmoni è passivo. Solo la fase inspiratoria è il momento attivo della respiratoria, mentre la fase espiratoria risulta passiva, determinata cioè dall elasticità della parete toracica e dei polmoni che tornano alle dimensioni iniziali. I muscoli espiratori agirebbero quindi solo durante l espirazione forzata; l inspirazione è determinata da un doppio meccanismo, diaframmatico e costale; il diaframma, contraendosi e appiattendosi, determina un allungamento della cavità toracica e quindi un suo aumento di volume, mentre contemporaneamente per la contrazione dei muscoli inspiratori che innalzano le coste, la gabbia toracica si amplia. L aumento di volume della cavità toracica è seguito passivamente dall espansione della pleura e del polmone. Tale fenomeno è dovuto alla depressione presente nelle cavità pleuriche, che mantiene distesi elasticamente i polmoni, tanto che anche dopo un espirazione forzata gli alveoli contengono ancora aria. I polmoni, quindi, non si svuotano mai completamente d aria, ha meno di una perforazione del sacco pleurico (pneumotorace), che porta all ingresso d aria maggiore 2-3 l. (riserva inspiratoria) analogamente con un espirazione forzata si può espellere circa ½ l d aria in più rispetto al normale (riserva espiratoria). Viene detta capacità vitale (3,5-5l) la massima quantità d aria che può essere espulsa con un espirazione forzata. Seguita ad un inspirazione forzata, mentre la capacità polmonare (4,5 6,5 l) è la massima quantità d aria che si può introdurre nei polmoni con un inspirazione forzata.

36 LO SCAMBIO E IL TRASPORTO GASSOSO L aria atmosferica è una miscela di gas contenente in massima parte azoto, utile come diluente per l ossigeno, ma inattivo dal punto di vista respiratorio e vapore acqueo. La pressione dell aria è pari a 760 mmhg, e corrisponde alla somma delle pressioni parziali dei singoli gas in essa contenuti. Nel sangue venoso che circola nei capillari alveolari esiste una bassa pressione parziale di ossigeno (O 2 ) ed è un elevata pressione dell anidride carbonica (CO 2 ), mentre l opposto si verifica nell aria alveolare. Tale situazione permette che possa avvenire uno scambio gassoso attraverso la barriera aria-sangue degli alveoli, cioè la fuoriuscita della CO 2 dal sangue e il suo ingresso nell alveolo, e la fuoriuscita dell O 2 dall alveolo nel sangue. Tale scambio non ritiene consumo di energia da parte delle cellule alveolari. A livello dei tessuti si ha un ulteriore scambio gassoso, ma esattamente invertito per le opposte condizioni pressorie dei gas rispetto agli alveoli, per cui l ossigeno abbandona il sangue e la CO 2 abbandona l interstizio. I meccanismi di scambio gassoso non spiegano tuttavia la grande capacità di trasporto di ossigeno posseduta dal sangue, cioè 100 cc di sangue arterioso trasportano 20 cc di ossigeno. Ciò è dovuto al fatto che l ossigeno nel sangue non si trova disciolto, bensì legato all emoglobina, proteina caratteristica degli eritrociti (globuli rossi). Ognuno dei 4 atomi di ferro presenti nella struttura dell emoglobina lega 2 atomi di ossigeno; 100 cc di sangue contengono 15 g di emoglobina, e ogni grammo può legare 1,38 cc di ossigeno.

37 Il legame tra ossigeno e ferro è debole, ed è direttamente proporzionale alla pressione parziale dell ossigeno. CONTROLLO NERVOSO DELLA RESPIRAZIONE L attività dell apparato respiratorio si adatta automaticamente alle necessità dell organismo. Quando aumenta il fabbisogno di ossigeno e la produzione di CO 2, sia il ritmo respiratorio che la frequenza cardiaca aumentano portando a un più intenso scambio gassoso e ad un più rapido trasporto di sangue ossigenato ai tessuti che ne hanno fatto richiesta, e di sangue venoso ai polmoni. Il ritmo di base della respirazione, involontario, ma che può essere modificato volontariamente, è controllato da centri nervosi localizzati nel tronco-encefalico. L inspirazione, l espirazione e il ritmo respiratorio dipendono da una sottile e complessa interazione tra meccanismi biochimici e nervosi. La funzione respiratoria è capace di variare in base alle esigenze dell organismo: ad esempio, rallenta durante il sonno mentre aumenta durante un attività fisica intensa. La regolazione del ritmo respiratorio è di fondamentale importanza perché interviene sull equilibrio dei gas respiratori nel sangue (ossigeno e anidride) sulla produzione di energia e sulle variazioni acido-basiche dell organismo: in questo modo entra in gioco nei meccanismi di compensazione delle alcalosi e delle acidosi.

38 IPERTENSIONE ARTERIOSA L Ipertensione arteriosa oggi è una della malattie maggiormente diffusa nei paesi industrializzati; spesso molti soggetti non sono a conoscenza del loro stato patologico se non prima della comparsa di un evento eclatante. L ipertensione è una patologia caratterizzata da un aumento considerevole della pressione sanguigna con valori oltre la norma. Un individuo viene definito iperteso quando la sua pressione arteriosa sistolica o massima è superiore a 140 mmhg e quella diastolica o minima è superiore a 95 mmhg ; questi valori, tuttavia, variano in continuazione per cui prima di confermare una diagnosi di ipertensione la pressione deve essere misurata più volte. L ipertensione viene classificata in: Lieve Moderata Grave Molto grave Esistono 2 tipi di ipertensione: Primaria o essenziale quando si ha un rialzo abnorme della pressione sanguigna causato da fattori non identificabili, anche se la causa predominante sta nella predisposizione genetica. Secondaria le cui possibili cause, invece, sono ben note; infatti fattori concomitanti e scatenanti sono: L insufficienza renale Le malattie vascolari renali Iperaldosteronismo L uso del contraccettivo orale

39 L obesità L ipertensione è uno dei fattori di rischio dell insorgenza della malattia aterosclerotica, per esempio: L ictus Infarto del miocardio La malattia coronarica Lo scompenso cardiaco Le malattie arteriose periferiche La pompa cardiaca agisce contraendosi ripetutamente, in modo automatico, senza il controllo della volontà. Tali contrazioni vengono chiamate battiti cardiaci e normalmente si ripetono in modo regolare, una dopo l altro, con una frequenza nell adulto a riposo compresa tra le 60 e le 100 volte al minuto. La forza con cui il sangue circola nei vasi si traduce in una pressione sulla parete degli stessi vasi. La pressione nelle arterie può essere facilmente misurata con un apposito apparecchio (sfigmomanometro) posizionato al braccio; i valori così trovati indicheranno la pressione arteriosa omerale. In questo modo troveremo 2 valori della pressione, uno massimo nel momento della spinta cardiaca (pressione arteriosa massima) e uno minimo, tra una spinta e l altra (pressione arteriosa minima). In alcuni punti del corpo alcune arterie scorrono superficiali, poco al di sotto della pelle. In questi punti, appoggiando i polpastrelli delle dita, si possono facilmente apprezzare le ripetute spinte che ogni contrazione cardiaca induce nel sangue contenuto nelle arterie stesse; tali spinte si dicono polsi. Nei vari polsi ricordiamo il polso radiale e il polso carotideo

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