RIMINI 14 NOVEMBRE Daniela Lucangeli IL POTENZIAMENTO DELLE FUNZIONI COGNITIVE Daniela Lucangeli - Atti Convegno Erickson

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1 RIMINI 14 NOVEMBRE 2009 Daniela Lucangeli IL POTENZIAMENTO DELLE FUNZIONI COGNITIVE

2 Lev Semenovic Vygotskij Lo sviluppo cognitivo ed il concetto di potenziamento prossimale

3 Zona di sviluppo prossimale La differenza tra ciò che il b. sa fare da solo e ciò che è in grado di fare con l aiuto ed il supporto di una persona più competente Zona di Sviluppo Prossimale

4 Zona di sviluppo prossimale Dalla Ricerca Psicologica Compiti che si situano al di sotto della zona di sviluppo prossimale non determinano alcun apprendimento dal momento che il bambino è già capace di eseguire questi compiti Compiti al di sopra della zona di sviluppo prossimale non determinano alcun apprendimento perché non possono essere risolti neanche con l aiuto di un adulto. Causano frustrazione e fallimento

5 Scienze dello Sviluppo meccanismi biologici di natura universale meccanismi psicologici di natura individuale spazio di INTERVENTO EDUCATIVO

6 Potenziamento cognitivo POTENZIAMENTO SVILUPPO PROSSIMALE (Vygotsky) NEUROSCIENZE PLASTICITÀ CEREBRALE

7 Il neurone plastico Neurons grown in culture and labeled to measure plasticity in a living system. (Image courtesy of Liu Laboratory, MIT Department of Brain and Cognitive Sciences.) Lo sviluppo dei circuiti cerebrali è legato. alla programmazione genetica. alle esperienze postnatali

8 Plasticità neurale Plasticità neurale Le esperienze postnatali influenzano la formazione di ramificazioni dendritiche e sinapsi, e scolpiscono il cervello. Le relazioni umane influenzano la creazione di connessioni sinaptiche tra le cellule nervose (plasticità neurale).

9 Plasticità neurale Plasticity is a remarkable feature of the brain, allowing it adapt to its environment. Diseases that disrupt neural plasticity can lead to mental retardation. Using cultured neurons, Anne West and colleagues in the Greenberg laboratory are working to characterize the molecules that allow neurons to adapt to environmental stimuli, and to understand how alterations of these molecular machines may lead to learning disorders.

10 Plasticità neurale Stroke. 2002;33:

11 Plasticità neurale

12 L intervento per il Potenziamento Ottimale

13 L intervento educativo Il sistema neuropsicologico basale si organizza in maniera da rispondere agli stimoli ambientali e di istruzione: è modellizzabile modellizzabile. Fasi per il Potenziamento 1) Conoscere lo sviluppo tipico 2) Analisi del profilo individuale 3) Potenziamento dominio specifico Facilitare per ogni competenza la conquista della fase successiva di sviluppo.

14 L intervento educativo OBIETTIVI SELEZIONE di 131 bambini/ragazzi con difficoltà di apprendimento segnalati dalle Scuole (Primarie e Secondarie di I grado), dalle famiglie o dai pediatri PROGRAMMI INDIVIDUALIZZATI di recupero Periodo: Anni

15 METODOLOGIA L intervento educativo 1. Valutazione dello stato degli apprendimenti attraverso prove standardizzate: possibilità di misurare la difficoltà (tot. 131 bambini) 2. Stesura di profili individuali e di programmi mirati di intervento potenziamento specifico individuale e in piccolo gruppo 3. RE-TEST TEST: valutazione intermedia dopo 4 mesi e finale dopo 7/8 mesi di intervento (possibilità di misurare il cambiamento)

16 EFFICACIA INTERVENTI LETTURA AREA DI INTERVENTO: LETTURA N=62 DISTURBI 33/62 (53%) DIFFICOLTA 29/62 (47%) NORMALIZZAZIONI 4/33 (12%) MIGLIORAMENTI 25/33 (76%) CAMBIAMENTI NON SIGNIFICATIVI 4/33 (12%) NORMALIZZAZIONI 12/29 (41%) MIGLIORAMENTI 16/29 (55%) CAMBIAMENTI NON SIGNIFICATIVI 1/29 (4%) EFFICACIA NEI DISTURBI 29/33 (88%) EFFICACIA NELLE DIFFICOLTA 28/29 (97%) DISTURBI DI LETTURA DIFFICOLTA DI LETTURA 12% 12% 4% 76% 55% 41% NORMALIZZAZIONI MIGLIORAMENTI MIGLIORAMENTI NON SIGNIFICATIVI

17 EFFICACIA INTERVENTI SCRITTURA AREA DI INTERVENTO: SCRITTURA N=30 DISTURBI 9/30 (30%) DIFFICOLTA 21/30 (70%) NORMALIZZAZIONI 2/9 (22%) MIGLIORAMENTI 1/9 (11%) CAMBIAMENTI NON SIGNIFICATIVI 6/9 (67%) EFFICACIA NEI DISTURBI 3/9 (33%) NORMALIZZAZIONI 5/21 (24%) EFFICACIA MIGLIORAMENTI 13/21 (62%) 3/21 (14%) NELLE DIFFICOLTA 18/21 (86%) CAMBIAMENTI NON SIGNIFICATIVI DISTURBI DI SCRITTURA DIFFICOLTA DI SCRITTURA 22% 24% 14% 67% 11% 62% NORMALIZZAZIONI MIGLIORAMENTI MIGLIORAMENTI NON SIGNIFICATIVI

18 EFFICACIA INTERVENTI CALCOLO AREA DI INTERVENTO: CALCOLO N=68 DISTURBI 9/68 (13% ) DIFFICOLTA 59/68 (87%) NORMALIZZAZIONI 3/9 (33%) MIGLIORAMENTI 4/9 (45%) CAMBIAMENTI NON SIGNIFICATIVI 2/9 (22%) NORMALIZZAZIONI 16/59 (27%) MIGLIORAMENTI 38/59 (64%) CAMBIAMENTI NON SIGNIFICATIVI 5/59 (9%) EFFICACIA NEI DISTURBI 7/9 (78%) EFFICACIA NELLE DIFFICOLTA 54/59 (92%) DISTURBI DEL CALCOLO DIFFICOLTA DI CALCOLO 22% 9% 33% 27% 45% 64% NORMALIZZAZIONI MIGLIORAMENTI 2009 Daniela Lucangeli - Atti Convegno MIGLIORAMENTI Erickson NON SIGNIFICATIVI

19 EFFICACIA DEL POTENZIAMENTO AREE EFFICACIA (N=131) DISTURBI DIFFICOLTA EFFICACIA COMPLESSIVA LETTURA 29/33 (88%) 28/29 (97%) 57/62 (92%) SCRITTURA 3/9 (33%) 18/21 (86%) 21/30 (70%) CALCOLO 7/9 (78%) 54/59 (92%) 61/68 (90%) COMPRENSIONE /50 (80%) 40/50 (80%)

20 Analisi del cambiamento (tot 131 bambini/ragazzi) INTERVENTI TOT.efficacia NORMALIZZAZIONI LETTURA 57/62 (92%) SCRITTURA 21/30 (70%) CALCOLO 61/68 (90%) COMPRENSIONE 40/50 (80%) 16/62 (26%) 7/30 (23%) 19/68 (28%) 26/50 (52%)

21 CONCLUSIONI

22 QUESTIONI APERTE

23

24 Grazie per l attenzione!

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