Efficacia delle mediatrici culturali per migliorare l adesione agli interventi di prevenzione per donne e bambini immigrati

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1 Efficacia delle mediatrici culturali per migliorare l adesione agli interventi di prevenzione per donne e bambini immigrati Adriano Cattaneo, Tea Burmaz, Michela Villani Unità per la Ricerca sui Servizi Sanitari e la Salute Internazionale IRCCS Burlo Garofolo, Trieste

2 Ipotesi: Le donne e i bambini immigrati stanno peggio delle donne e dei bambini italiani ed hanno più bisogno di interventi preventivi MORTALITA' INFANTILE NESSUN CONTROLLO NEL 1 TRIMESTRE DI GRAVIDANZA Africa Centrale Nord Africa e Medio Oriente Immigrate Rom Italia Italiane X 1000 NATI VIVI % PARTO PRETERMINE BASSO PESO ALLA NASCITA (< 2500 gr.) Immigrate Africa Centrale Estremo Oriente Italiane Rom % Italiane % Fonte: Osservatorio Epidemiologico del Lazio ( )

3 Obiettivi Valutare l efficacia relativa dei servizi sanitari e di mediatrici culturali formate nella promozione di interventi preventivi: Vaccinazioni Allattamento al seno Posizione nel sonno Fumo attivo e passivo Pianificazione famigliare Descrivere accesso ed uso dei servizi per la gravidanza, il parto ed il puerperio da parte di donne e bambini immigrati

4 Metodi Popolazione: donne gravide di Trieste e Bologna 4 gruppi linguistici: Cinese Serbo/croato Maghrebino Urdu Campione: 150 donne, considerando 20% di perdite Arruolate prima della 32 a settimana tra 11/03 e 02/05 Randomizzate (min), dopo consenso informato, a: Controllo Opuscolo Mediatrice culturale

5 I tre interventi 1. Controllo: Assistenza offerta di routine dai servizi sanitari 2. Opuscolo: Assistenza di routine + materiale scritto sugli interventi preventivi (tradotto in 4 lingue) 3. Mediatrice culturale: Assistenza di routine + materiale scritto + 5 visite domiciliari (32 a e 36 a settimana di gravidanza; 1 a, 3 a e 6 a settimana dopo il parto) da parte di 8 (3 a Trieste, 5 a Bologna) mediatrici culturali formate con un corso di 5 giorni a dare informazioni, sostegno ed eventuale aiuto per l uso dei servizi sanitari

6 Raccolta e analisi dei dati Al momento dell arruolamento Dati sociali e demografici Storia ostetrica e riproduttiva Comportamenti di salute Alla dimissione dopo il parto Parto e neonato Allattamento e consigli A circa 3 mesi di età del bambino A circa 6 mesi di età del bambino Comportamenti di salute Analisi univariata e multivariata con Stata 7

7 163 donne arruolate Problemi con i dati Dati disponibili di 142 (87%) donne I dati non sono completi: 139 (98%) donne hanno compilato il 1 questionario 73 (51%) il 2 (dimissione) 123 (87%) il 3 (3 mese) 99 (70%) il 4 (6 mese) Vari motivi: parto fuori città, raccolta dati nelle maternità disorganizzata, trasloco, ritorno al paese d origine, budget per le mediatrici limitato, coordinamento tra e a Trieste e Bologna non ottimale Nemmeno i dati di ogni questionario sono completi, ma le risposte principali sono ben rappresentate

8 Le donne: in generale 48 (34%) maghrebine (in maggioranza marocchine, alcune tunisine, un algerina) di Bologna 45 (32%) serbo/croate (in maggioranza serbe, poche croate e bosniache) di Trieste 38 (27%) cinesi, 28 di Bologna e 10 di Trieste 10 (7%) pakistane di Bologna Età: anni, media 28 anni, 99% sposate o conviventi Istruzione: 0-19 anni, media 9 anni, 12 donne non hanno mai studiato (meno istruite le cinesi, più istruite le serbo/croate) Numero di conviventi: 0-9, ma la maggioranza non vive in ambienti affollati

9 Le donne: immigrazione e lavoro Arrivo in Italia: , in media nel % parlano italiano (più le serbo/croate, un po le maghrebine, quasi nulla le cinesi e le pakistane) 10% irregolari, 24% con richiesta di regolarizzazione, 66% regolari (più irregolari le cinesi, poi maghrebine e serbo/croate, tutte le pakistane sono regolari) 41% lavora (più le cinesi, poi le serbo/croate, nessuna pakistana lavora), le cinesi tornano al lavoro dopo il parto prima delle altre

10 Le donne: gravidanze e figli 30% primipare, 30% alla seconda gravidanza, il resto con 3 9 gravidanze (pakistane e maghrebine con più gravidanze) 28% con almeno un aborto spontaneo 23% con almeno un aborto provocato (1-3 volte) 6% hanno avuto da 1 a 4 parti in casa (più le pakistane, seguite da maghrebine e cinesi, nessuna serbo/croata) 8% con 1-3 parti cesarei 7% con 1-2 nati morti 3% con 1 figlio poi morto Delle 75 donne con altri figli, 70 (93%) hanno allattato il figlio precedente, 32 (46%) per 6 mesi o più, 7 (10%) per 2 mesi, 22 (31%) meno di 1 mese

11 Risultati: gravidanza 93% hanno fatto 1 11 visite prenatali (consultorio 58%, ospedale 58%, privato 15%), maghrebine e cinesi di Bologna più in consultorio, serbo/croate di Trieste più in privato e in ospedale Circa metà delle donne durante le visite prenatali erano accompagnate dalla mediatrice culturale (sempre 34%, qualche volta 14%), a Bologna quasi 100%, a Trieste 3% Durante le visite prenatali hanno parlato di: vaccinazioni 55 (42%), 9% a Trieste, 70% a Bologna allattamento 48 (38%), 22% a Trieste, 55% a Bologna fumo 43 (35%), senza differenze tra Trieste e Bologna posizione nel sonno 20 (16%), 9% a Trieste, 27% a Bologna

12 Risultati: vaccinazioni 95% avevano deciso di vaccinare il figlio, 3% di non vaccinare, 2% di indecise (soprattutto cinesi) A 3 mesi, 11 (9%) bambini non ancora vaccinati, più frequentemente i cinesi (24%), seguiti da maghrebini (6%), serbo/croati (2%) e pakistani (0%) Tutti i bambini vaccinati hanno fatto il vaccino esavalente A 6 mesi 2 bambini (cinesi) non hanno ancora avuto nessun vaccino, 11 hanno ricevuto solo la prima dose (più maghrebini e pakistani), il restante 87% anche la seconda dose

13 Risultati: allattamento 73% avevano deciso di allattare al seno, 8% di non allattare, 19% di indecise (le cinesi, seguite dalle pakistane, decidono più frequentemente di non allattare) A 3 mesi, 76 (62%) dei bambini sono allattati al seno, nessuna differenza tra gruppi di intervento, ma grandi differenze tra gruppi linguistici: Maghrebine 33 (92%) Pakistane 9 (90%) Serbo/croate 26 (62%) Cinesi 8 (24%) A 6 mesi il 7% dei bambini è allattato esclusivamente al seno, il 57% continua con l allattamento, il 43% ha smesso; maghrebine (76%) e pakistane (88%) continuano ad allattare più di serbo/croate (61%) e cinesi (26%)

14 Alimentazione a 3 mesi (%) EBF PBF FBF CBF BF NBF Mag Pak Ser Cin TOT

15 Risultati: alimentazione a 3 mesi 48 (40%) bambini prendono acqua o altri liquidi 64 (54%) prendono latte artificiale 14 (12%) prendono latte di latteria (più maghrebini 33%, e serbo/croati 10%) 9 (8%) prendono pappe e cibi solidi (più a Trieste, i serbo/croati) 51 (43%) usano il biberon (più a Trieste 58% che a Bologna 30%; più i serbo/croati e i maghrebini) 66 (54%) usano il ciuccio

16 Risultati: posizione nel sonno a 3 mesi 60 (51%) dormono sulla schiena 36 (30%) dormono sul fianco 22 (19%) dormono sulla pancia Posizione sulla schiena per gruppo di intervento: Opuscolo 64% Mediatrice culturale 51% Controllo 31%

17 Risultati: fumo In gravidanza: 14% fumano (soprattutto le serbo/croate), più di metà meno di 10 sigarette al giorno 52% dei partner fumano (cinesi e maghrebini di più), in maggioranza più di 10 sigarette al giorno A 3 mesi: 15 (12%) donne fumano (quasi tutte serbo/croate), 13 di queste fumano meno di 10 sigarette al giorno Solo una donna (serbo/croata) dichiara di fumare in presenza del bambino Il 32% (37) delle donne hanno altre persone in casa che fumano davanti al bambino (più cinesi 69%, poi maghrebini 25%, pakistani 22% e serbo/croati 12%)

18 Risultati: contraccezione In gravidanza: 61% non ha mai ricevuto consigli sulla contraccezione 50% ha usato un contraccettivo almeno una volta nella vita, più le cinesi e le maghrebine, meno le pakistane La pillola è stato il metodo più frequente (38%, più le maghrebine e le serbo/croate), seguito dal preservativo (30%, più le cinesi) e dal coito interrotto (22%) A 3 mesi: 61 (50%) donne hanno ricevuto consigli sui contraccettivi, più le maghrebine di Bologna, la maggioranza (73%) in consultorio 58 (48%) donne usano contraccettivi, più le maghrebine (64%) e le cinesi (64%) che le serbo/croate (26%) e le pakistane (22%) Metodo contraccettivo usato: Pillola 22 (39%) Preservativo 19 (33%) Spirale 9 (16%) Coito interrotto 5 (9%) Cinesi e serbo/croate usano di più il preservativo, maghrebine e pakistane la pillola Una donna maghrebina si è sottoposta alla sterilizzazione, una serbo/croata usa il Metodo dell Amenorrea da Lattazione (LAM)

19 Risultati: visite delle mamme a 3 mesi 66 (54%) donne hanno avuto visite mediche, più le serbo/croate (32-76%), seguite da maghrebine (20-56%), pakistane (4-40%) e cinesi (9-26%): 38 (58%) in consultorio (1-6 visite) 22 (34%) dal medico di famiglia (1-3 visite) 22 (34%) in ospedale (1-5 visite) 7 (11%) in privato (1 visita) 4 donne hanno avuto un ricovero (1-7 giorni)

20 Risultati: visite dei bambini a 3 mesi 112 (92%) bambini hanno avuto visite mediche (serbo/croati 100%, maghrebini 92%, cinesi 88%, pakistani 80%): 85 (79%) in consultorio (1-12 visite), più serbo/croati e cinesi 76 (72%) dal pediatra di base (1-10 visite), pakistane 100%, maghrebine 90%, serbo/croate 79%, cinesi 37%; più a Trieste 38 (35%) in ospedale (1-7 visite), più donne del gruppo di controllo e del gruppo opuscolo che donne del gruppo mediatrice culturale 9 (8%) in privato (1-5 visite), più a Trieste (serbo/croate) che a Bologna Nel 56% dei casi la mamma dice di aver capito tutto, nel 34% quasi tutto, cinesi e pakistane hanno capito di meno Per 32 (28%) bambini la mediatrice culturale era sempre presente, per 15 (13%) era presente qualche volta, più a Bologna che a Trieste, più per le cinesi e le pakistane 6 bambini hanno avuto 1-2 ricoveri (2-27 giorni)

21 Discussione Tranne rare eccezioni, non sembrano esserci differenze tra i gruppi di intervento; vi sono invece differenze significative tra gruppi linguistici e tra le due città A causa dell omogeneità all interno dei gruppi linguistici e di residenza, l analisi multivariata non riesce ad isolare altri fattori significativamente associati a diversi comportamenti di salute Alcune tra le possibili domande: Le mediatrici culturali non sono state prese in considerazione dalle donne perché non sono né operatrici sanitarie né peer counselors? La formazione delle mediatrici culturali ed il numero/schema delle visite domiciliari erano insufficienti/inadeguati? Tradizioni e situazioni famigliari hanno un peso maggiore rispetto a quanto raccomandato da operatori sanitari e mediatrici culturali? I servizi sanitari funzionano già in maniera soddisfacente e le mediatrici culturali non aggiungono alcun plusvalore?

22 Conclusioni Si conferma che, in generale e con le dovute distinzioni (per residenza, gruppo linguistico e tipo di intervento preventivo considerato), donne e bambini immigrati sono svantaggiati, in termini di interventi preventivi, rispetto alla popolazione autoctona Lo studio non ha permesso di considerare efficace l uso delle mediatrici culturali formate, anche se non permette nemmeno di considerarlo inefficace Sono necessarie ulteriori ricerche per individuare interventi che possano diminuire le disparità tra donne e bambini immigrati e autoctoni

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