Manovre di corda (Febbraio 2009)

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1 Manovre di corda (Febbraio 2009)

2 Prefazione Le manovre di corda fanno parte del DNA degli alpinisti e degli speleologi. In questo breve trattato sono presentate le sole manovre di base che possono rendersi utili nelle attività di protezione civile. Non verranno quindi presentate operazioni particolarmente complesse e pericolose, rimandando ai professionisti tali compiti. Inevitabilmente faremo conoscenza con alcuni semplici attrezzi quali moschettoni, discensori ed imbraghi indispensabili per le operazioni di base. Dopo avere imparato ad eseguire i nodi oggetto del precedente corso ora ci addentriamo nelle tecniche di utilizzo ricordando che ogni operazione deve esse fatta solo se si è nella piena consapevolezza di poterla fare correttamente e senza esitazioni, un errore anche minimo potrebbe infatti risultare fatale e mettere a forte rischio l incolumità nostra e dei nostri compagni. Sarà quindi opportuno, qualora l argomento trattato sia di interesse, non limitarsi alla lettura del presente fascicolo ma esercitarsi, dapprima con persone esperte, e successivamente ripetere fino alla nausea le singole operazioni per non farsi trovare impreparati nel momento del bisogno. Le più comuni manovre di corda Introduzione Nel corso di questo trattato riprenderemo in maniera più approfondita alcune nozioni sulle corde, rivedremo alcuni nodi ed impareremo a combinarli insieme e prenderemo visione con alcuni strumenti tipici di chi percorre vie verticali. Il risultato non sarà quello di diventare dei provetti alpinisti ma di poter eseguire in sicurezza alcune manovre che spesso ci capita di dover fare o meglio prendere coscienza che alcune cose non vanno assolutamente fatte. Nella redazione di questo manuale mi sono avvalso della mia modesta esperienza alpinistica e di alcuni testi tecnici in uso nelle scuole di alpinismo. Riconoscendo l incontestabile fattore di pericolosità che queste manovre comportano, e che, spesso, la non osservanza delle regole di sicurezza ha causato incidenti anche fatali, l autore declina ogni responsabilità in caso di incidente. Tutte le manovre inserite presentano la descrizione delle singole fasi di esecuzione ed alcune di esse sono correlate anche dalle immagine a supporto delle singole descrizioni. Molti anni fa le corde erano costruite con fibre naturali quali la canapa e la manila. Corde del genere erano assolutamente inaffidabili, dal momento che raramente non si spezzavano in caso di sollecitazione. Inoltre essendo statiche facevano subire al corpo dell assicurato un notevole urto a termine dello strappo; in caso di pioggia o gelo diventavano quasi inutilizzabili. Questa situazione perduro finche dopo la seconda guerra mondiale comparvero e prime corde in fibra sintetica. Queste erano intrecciate come un cavo d acciaio con tre grossi trefoli attorcigliati. Sebbene certamente migliori, anche queste corde avevano grossi difetti quali un eccessivo allungamento e la tendenza ad attorcigliarsi a causa del sistema di costruzione. Quest ultimo difetto faceva si che una vota appesi nel vuoto si girasse in continuazione. Le corde da arrampicata come le conosciamo oggi nacquero negli anni 50. Queste corde sono formate da una calza o guaina che avvolge un anima interna, formata da numerosi (10-12) fili paralleli formati a loro volta da fibre intrecciate. La finzione della calza e quella di proteggere l anima a cui spetta il compito più importante e cioè quello di sopportare le sollecitazioni di eventuali cadute. Diametri e lunghezze delle corde da alpinismo Esistono corde cosiddette singole e mezze corde. Le prime hanno diametri variabili dai 10 ai 12 mm e possono essere usate singolarmente per arrampicare. Le mezze corde hanno diametri da 8 a 9 mm e per offrire garanzie di sicurezza devono essere usate in coppia. I capi delle corde sono in genere marcati con a dicitura 1 o 1/2 ad indicare la categoria alla quale appartengono. In genere la lunghezza cella corda varia da 45 a 50 metri e quest ultima misura sta oggi andando per la maggore sia per le scalate alpine che per quelle in falesia. Ci sono anche corde da 55 o 60 metri che anno usi più specifici e si usano spesso sulle arrampicate su ghiaccio. 2

3 Ancora qualche nozione sulle corde Costruzione Una corda è fatta da una serie di cordini paralleli formati a loro volta da fibre intrecciate e dalla calza, anch essa di fibra sintetica e tessuta attorno all anima [fig. 1]. L anima e la responsabile dalla maggior parte della forza e del peso (70-75%) della corda e anche delle proprietà dinamiche che in pratica consistono nella capacita di allungamento sotto carico. La calza, di diversi colori, protegge l anima e conferisce le caratteristiche di maneggevolezza alla la corda, essa deve essere costruita in modo da non scivolare lungo l anima. Una calza dalla trama molto fitta e stretta rende una corda piu rigida ma più resistente all abrasione, viceversa una calza la cui trama è più lenta si maneggia più facilmente ma subisce una maggiore abrasione sulla roccia. Inoltre e possibile che la polvere penetri all interno danneggiando anche l anima. Una calza soffice scivola anche più facilmente sull anima e questo può produrre rigonfiamenti ben visibili e fastidiosi. L anima in genere è bianca perché la colorazione delle fibre ne riduce le caratteristiche. La calza invece è colorata e questo fatto rende ben visibile la corda, inoltre permette di riconoscere subito eventuali tagli dai quali si evidenzia il biancore dell anima. Le corde possono essere anche idrorepellenti qualora le fibre siano trattate con paraffina, teflon o silicone. Questa caratteristica permette di evitare l aumento di peso dato dalle fibre impregnate d acqua. Tenuta della corda Il carico di rottura di una modena corda e molto al di sopra della sollecitazione che essa riceve nel caso di caduta. Una corda da 11 mm ha un carico di rottura di circa 2300 kg e una da 9 mm di circa 1500 kg. La presenza di nodi causa una diminuzione delle prestazioni massime valutabile dal 25% al 45% in relazione al nodo utilizzato. Anche lo scorrimento della corda su uno spigolo abbassa la tenuta (circa il 30% su uno spigolo con un raggio superiore ai 55 mm quale quello di un moschettone). Più lo spigolo è tagliente minore è la tenuta della corda. Questo accade perchè tutto lo sforzo tende a concentrarsi nel punto di attrito invece di essere distribuito su tutta la lunghezza della corda. Tuttavia una corda moderna e ben tenuta si romperà ben difficilmente e, se questo dovesse accadere, succederà più facilmente a causa di uno spigolo affilato. Acqua e gelo diminuiscono notevolmente le caratteristiche meccaniche delle fibre e indeboliscono la corda. 3

4 Assorbimento dell energia La capacita di una corda di assorbire l energia creata da una caduta dipende dalla sua capacità di allungamento; questa a sua volta dipende dalle fibre e da come sono intrecciate e assemblate. L energia di caduta viene cambiata dall attrito in calore e così dissipata. Una corda che ha un buon allungamento arresterà una caduta con dolcezza; diversamente si comporterà una corda con minore elasticità. La massima forza espressa sulla corda al momento dell arresto e detta forza di impatto e l allungamento conseguente è l allungamento massimo. Una bassa forza di impatto vuol dire un grande allungamento. Ciò significa che più una corda si allunga minore e lo shock subito dal corpo e da tutte le parti del sistema di assicurazione. Per contro però maggiore è l allungamento e maggiore sarà la caduta dell arrampicatore, aumentando la possibilità di urti su cenge sottostanti o sul terreno. In una caduta di media entità l allungamento ottimale varia da 10 a 15 per cento. Il carico di rottura è molto meno importante della forza d impatto. Una corda potrebbe essere fortissima ma se ciò si ottiene a scapito di un arresto dolce in caso di caduta le conseguenze che ne derivano risultano inaccettabili al nostro organismo. Teoricamente il corpo umano può sopportare per brevi periodi una forza pari a volte il suo peso. Per questo la massima forza di impatto di una corda deve essere 1200 kg. Fattori di caduta I fattori di caduta sono un concetto utile per comprendere le forze implicate in una caduta. Mentre l energia sviluppata in una caduta e proporzionale all altezza della caduta stessa, la capacità della corda di assorbire questa energia è proporzionale alla lunghezza di corda sollecitata. Il fattore di caduta è dato dal rapporto fra la lunghezza della caduta e la lunghezza della corda interessata ed in condizioni normali è variabile fra O e 2 [fig. 1]. Per esempio se il capocordata cade da un altezza di 5 metri al di sopra del punto di sosta e senza protezioni intermedie, il volo complessivo sarà di 10 metri e il rapporto fra questi due valori è 2. Lo stesso è per una caduta di 30 metri iniziata a 15 metri dalla sosta; tuttavia se nel tratto interessato 1 arrampicatore avesse utilizzato una protezione intermedia, ad esempio 5 metri sotto il punto di caduta, quest ultima sarebbe stata di 10 metri con 15 metri di corda interessata e quindi con un fattore di caduta uguale a 0,6. Il fattore di caduta può essere aumentato sopra il 2 se durante la caduta si recupera della corda. Il fattore di caduta dà un indicazione della severità di una caduta; minore esso è, minore la forza implicata. Fattori di caduta maggiori di 1 sono da considerarsi seri. Se quanto appena detto e un utile mezzo per capire che cosa accade in una caduta, tuttavia non ne offre un immagine completa. Un volo assai lungo aumenta il tempo di impatto, il tempo di arresto e di conseguenza il tempo di sollecitazione della catena di sicurezza. Inoltre maggiore è la caduta più aumentano le possibilità di impatto con la roccia. fig. 1: Fattori di caduta a) Fattore 2. lunghezza del volo 8 metri, diviso per la corda sfilata. b) Fattore 1: 4 metri di caduta con 4 metri di corda sfilata. c) Fattore 0,5: caduta di 2 metri. 4

5 Manutenzione della corda La corda è un pezzo vitale dell attrezzatura. Per prima cosa si dovrebbero usare solo corde che portano il marchio UIAA e l arrampicatore deve conoscere la storia della sua corda. Numerosi fattori influenzano la durata di una corda e, sebbene non marcisca, una corda di nylon si deteriora col tempo, non importa in che condizioni è stata conservata. Altri tipi di danni meccanici derivanti dall uso sono inevitabili. Il nylon ha un punto di fusione molto basso (circa 250 C) e quindi può facilmente essere fuso da fiamme, metalli roventi o semplicemente da una violenta frizione quale quella di due corde che si accavallano in un punto durante una caduta. Le corde doppie e l alta velocità di discesa danneggiano particolarmente la calza che potrà presentare dei settori più irrigiditi i quali rendono poco piacevole la manipolazione della corda. Anche i prodotti chimici possono essere dannosi e quindi tenete lontana la corda da acidi, alcali, oli, petrolio e simili. In particolare l acido delle batterie delle macchine ha causato la rottura di corde da arrampicata. Le radiazioni ultraviolette rovinano il nylon indebolendolo. Conservate le corde in luoghi asciutti e bui, freschi e ventilati: il vetro non annulla i raggi 11V. Di conseguenza fate attenzione ad usare vecchie corde rimaste su pareti soleggiate e magari nei pressi del mare: potrebbero essere danneggiate dai raggi 11V e dalla salsedine. Ovviamente il deterioramento aumenta con la quota in quanto l atmosfera protegge meno dai raggi 11V. La prima cosa che si nota dopo qualche tempo di uso della corda è la sottile peluria che si forma sulla calza; questa può generare qualche perdita di forza ma più che altro migliora le caratteristiche di maneggevolezza. Alcune corde hanno subito un trattamento chimico al fine di rallentare la formazione di questa peluria la cui quantità può essere una buona spia per valutare come e quanto una corda e usata [fig. 1]. Le corde sono rapidamente abrase o tagliate dallo sfregamento su spigoli vivi e quindi cercate se possibile di toglierle da simili posizioni. La polvere di roccia penetra tra le fibre fino ad arrivare all anima causando un azione abrasiva quando la corda è sollecitata e compressa. Non camminate sulla corda e siate particolarmente attenti se avete i ramponi. Le corde sporche sono più difficili da annodare e maneggiare. Le corde possono essere lavate in acqua ad una temperatura non superiore ai C con un sapone per tessuti delicati e sintetici. Il lavaggio è fattibile a mano o in lavatrice con un programma per tessuti delicati. Ovviamente l asciugatura si compie lontano da fonti di calore o dalla luce diretta del sole. Una volta sostenuta una caduta le corde hanno subito un forte danno poiché le fibre sono irreversibilmente stinte. Ciò è ben visibile nei test di caduta dove la corda perde progressivamente la sua capacita di assorbire l urto arrivando infine a rompersi. Dopo una caduta bisogna dare il tempo (almeno 10 minuti) alla corda di recuperare parte dell elasticità persa; se possibile, sciogliete e rifate ogni nodo sollecitato per ripristinarne la capacita di assorbire energia. Sarebbe infine auspicabile legarsi al capo opposto della corda qualora il fattore di caduta sia stato superiore allo 0,5. Le corde sono più maneggevoli se prive di nodi e attorcigliamenti creatisi attorno all asse longitudinale. Questo inconveniente è frequente ed è peggiorato da un cattivo uso della corda o dallo scorrimento della stessa su angoli che non siano perpendicolari all asse longitudinale. L azione di avvitamento dovuta a casi simili si ripercuote sulla corda manifestandosi in attorcigliamenti più o meno gravi. L inconveniente viene rimediato sospendendo la corda nel vuoto per la lunghezza oppure asciandola stesa ad esempio in un prato. In questo modo le fibre attorcigliate avranno modo di scaricare la torsione. Lo stato di usura della corda dipende dal numero di ore di utilizzo, dalla roccia sulla quale la si è usata, dalle condizioni climatiche e dalle sue caratteristiche costruttive. Se una corda è tagliata, non deve più essere usata o tutt al più accorciata al punto dove è tagliata, I capi tagliati vanno bruciati oppure si può usare un coltello arroventato. Non usate più una corda venuta a contatto con sostanze chimiche. Le porzioni che risultano più morbide e soffici del resto devono ingenerare sospetto. Una corda che ha sopportato una caduta con fattore superiore a 1 deve essere tolta dalla circolazione. Nessuna corda con più di cinque anni d anzianità deve essere considerata sicura, Al massimo, una corda trattata bene può essere usata per un paio d anni, se impiegata solo nei fine settimana, ma con un uso intensivo dovrebbe essere cambiata ogni tre mesi - un anno. Le corde dismesse possono ancora essere usate per altri scopi quali l arrampicata con assicurazione dall alto (moulinette o toprope) e le corde doppie. fig 1) Tre mezze corde una corda nuova da 9 mm una corda dello stesso dametro alla fine della sua vita ed una corda danneggiata da una caduta su uno spigolo affiato. 5

6 Corde statiche Le corde da arrampicata sono dinamiche ma in certi casi si preferiscono corde statiche. Queste hanno un allungamento minimo sebbene mantengano le caratteristiche di tenuta di una corda normale. Esse sono specialmente usate come corde fisse per risalite e lunghe discese e sono valide anche per il soccorso alpino. Sono particolarmente adatte alla speleologia. Fettucce e cordini Si tratta di spezzoni di corda di diametri variabili da 9 a 3 mm spesso usati nei mezzi di protezione. A differenza delle corde normali esse sono generalmente degli spezzoni di circa un metro che vengono annodati in modo da formare un anello. Data la minima elasticità hanno una scarsa capacità di assorbimento energetico ma sono estremamente resistenti, flessibili e facili da annodare. Altri materiali come il kevlar o lo spectra sono estremamente resistenti e leggerissimi ma tuttavia non possono essere usati come corda di progressione. Le fettucce di nylon sono usate allo stesso modo per protezione ma sono piatte e possono essere costruite in due modi diversi. Esiste la fettuccia detta tubolare, costituita da un cilindro continuo di tessuto che poi viene appiattito; c e poi la fettuccia realmente piatta e cioè formata da un unica trama di filato, intessuto in modo da formare una striscia larga e sottile. Le fibre longitudinali conferiscono resistenza mentre quelle orizzontali mantengono la forma. Le misure variano da 10 a 15 mm e lo spessore da 2 a 3 mm [fig. i]. Alcuni modelli presentano delle sottili strisce longitudinali di colore nero o comunque diverso dal dominante: ciascuna striscia indica 500 kg di tenuta. Cordini e fettucce subiscono il medesimo deterioramento delle corde e vanno trattati alla stessa maniera. in particolare le fettucce a causa della grande superficie sono esposte maggiormente all abrasione e ai raggi 11V. fig 1 Su dei due tipi principali di fettuccia di nylon: la fettuccia bianca è tubolare mentre la fettuccia colorata è piatta. 6

7 Tenuta dei nodi Nonostante i nodi indeboliscano la corda, essi sono necessari e la scelta di uno piuttosto che di un altro varia da situazione a situazione e dalle caratteristiche del nodo scelto. Inoltre esistono altri elementi di indebolimento nella catena di sicurezza. Per una corda singola un importante fattore è il suo stesso diametro. I punti di rottura dei principali nodi sono riportati nella tabella seguente. 7

8 Legarsi ad una corda Legatura in vita La prima cosa da imparare nell uso delle corde è quella di sapersi legare ad essa correttamente. Esistono diversi metodi di legarsi alla corda e in genere differiscono per il tipo di nodo usato e per la presenza o meno di un imbracatura. Assolutamente da sconsigliarsi se non in situazioni in cui non si possa agire diversamente. Il sistema consiste nel legare direttamente la corda attorno alla vita usando un nodo a otto doppio o un bulino doppio. Anche pochi minuti di completa sospensione con una simile legatura generano senso di soffocamento e dolore. In caso di caduta i danni subiti possono essere assai gravi soprattutto a carico della spina dorsale e degli organi interni. Nei Paesi anglosassoni per evitare la legatura diretta della corda attorno alla vita si usa la Swami Belt, cintura ottenuta con più giri di fettuccia alla quale viene poi legata la corda [fig. 1]. Tuttavia avendo della fettuccia è più opportuno legarsi diversamente: con circa tre metri di fettuccia formate un anello e, tenendolo aperto, partendo da dietro, passatene una parte attorno alla vita. Avrete così due anse che dovete tenere unite con la mano. La rimanente parte dell anello si troverà a penzolare fra le gambe, sul didietro. Prendete anche questa parte e portandola sotto le gambe riunitela all anello della vita. Avrete in questo modo tre anse che devono essere unite con un moschettone a ghiera oppure direttamente con la corda. Per evitare che l imbracatura così ottenuta si sposti oppure possa scivolare dalla vita è possibile bloccare le due anse della cintola con due asole nelle quali far passare la corda (che comunque deve passare anche nell ansa inferiore). Tale espediente permette anche di regolare meglio la misura del tratto di vita. fig. 1. Cintura Swami di fettuccia larga passata tre volte attorno atta vita e bloccata con un nodo di fettuccia. Le estremità del nodo dovrebbero essere sufficientemente lunghe da eliminare ogni possibilità di loro risucchio La corda viene unita con un bùlino. 8

9 Nelle figure che seguono vengono evidenziati altre modalità di legatura alla corda in assenza di imbracature. Nodo bulino infilato con due giri alla vita, asola a due metri circa dal capo della corda. Da utilizzarsi solo su terreno facilissimo. 9

10 Nodo bulino doppio con bretella. Lunghezza della corda di circa 2 metri doppia. Da usarsi solo su terreni facili. 10

11 Imbracatura delle guide alpine Viene eseguita con tre bracciate di corda partendo dal bulino doppio con bretella, avvolgendo le due cosce e terminando infilando nuovamente il bulino doppio. Da usarsi su terreni medio - difficili. 11

12 Alcuni particolari della costruzione dell imbracatura delle guide alpine. 12

13 Imbracature Per eliminare gli inconvenienti e le scomodità di una imbracatura di emergenza è sempre meglio poter disporre di una vera e propria imbracatura. Le imbracature oggi in commercio hanno raggiunto un alto grado di perfezione e si dividono in due grandi categorie: quelle cosiddette basse e quelle con legatura alta. In genere oggi tutti preferiscono le basse ma esistono parecchie controindicazioni all uso di queste imbracature, soprattutto se si opera in alta montagna. I modelli esistenti differiscono per le soluzioni tecniche adottate ma sostanzialmente sono tutti formati da fettuccia larga, magari imbottita nel tratto della cintola per dare maggior comfort. Alcuni modelli sono completamente regolabili con sistemi di fibbie, sia in vita che sui cosciali; altri sono regolabili solo in vita e altri ancora, soprattutto gli imbraghi da arrampicata sportiva, non lo sono affatto. Le principali caratteristiche di una imbracatura devono essere: facilità di vestizione, estrema comodità anche per sospensioni prolungate, leggerezza, capacità di distribuire l urto di un eventuale caduta su tutto il corpo. I sistemi di chiusura dell imbracatura possono essere ottenuti mediante una fibbia, oppure con sistemi di fettucce. I metodi di legatura dipendono dai gusti ma in genere sono limitati al bulino o all otto [fig. sotto]. Sebbene diano una grande libertà di movimento, le imbracature basse sono poco sicure nel caso si porti un peso sulla schiena e in cadute piuttosto lunghe. In entrambi i casi il pericolo maggiore è dato dal ribaltamento e dalla conseguente caduta a testa in giù con tutti i rischi prevedibili del caso. Sono dette così quelle imbracature che alla parte bassa uniscono delle spalline. In apparenza dunque tutte le imbracature complete sono più sicure, ma ciò non è assolutamente vero. La sicurezza di un imbrago del genere non dipende tanto dal fatto di avere le spalline quanto dalla posizione del punto di legatura della corda. Infatti se la legatura sarà all altezza della vita l imbracatura si comporterà come un imbracatura bassa e non correggerà eventuali capovolgimenti. Affinché un volo a testa in giù sia efficacemente corretto occorre infatti che il punto di legatura sia per lo meno a livello dello sterno. Per questo motivo stanno prendendo piede le soluzioni che prevedono l abbinamento di una parte alta, costituita in genere da un semplice anello di fettuccia ad otto, con imbracatura bassa. Queste ultime intatti eccellono per la comodità che offrono e una soluzione come quella descritta permette di poter disporre di un unica imbracatura sia per terreni medio difficili che su terreni impegnativi. 13

14 Esistono in commercio imbracature complete in un solo pezzo che tuttavia non consentono flessibilità d uso e sono generalmente più pesanti e meno comode. Imbracature complete A seconda del tipo di imbracatura utilizzata avremo i seguenti comportamenti qualora si rimanga appesi alla corda. 14

15 Con una semplice cintura attorno alla vita. La cintura scivola sotto il torace e porta velocemente al soffocamento. Con un imbracatura bassa il corpo è sostenuto per la maggior parte del peso sùlle cosce, ma piì mantenere questa posizione solo con i muscoli in tensione. Se si è privi di coscienza e si indossa un imbracatura bassa si rimarrà appesi in questo modo a meno che il punto di attacco sia al di sopra del baricentro Una posizione di questo tipo piì essere estremamente pericolosa e causare danni alla colonna vertebrale 15

16 Con una imbracatura completa il punto di attacco alto consente una buona posizione di sospensione. Moschettoni I moschettoni sono essenziali quanto la corda. Essi sono gli anelli apribili mediante i quali si attuano tutti i procedimenti di assicurazione sia al punto di sosta sia durante la progressione. I moschettoni possono essere d acciaio o in lega d alluminio; quelli d acciaio sono ormai in disuso in quanto troppo pesanti. Ci sono essenzialmente tre tipi di moschettoni: il normale, il superleggero e il ghiera e virtualmente sono intercambiabili fra loro. Tuttavia alcuni modelli sono più adatti di altri a certi scopi. Il diametro della barra metallica che li compone può variare da 9 a 12 mm e comunque tutti devono essere privati di sbavature o angoli taglienti che potrebbero avere effetti disastrosi sulle corde. La barretta di apertura non deve essere ne troppo dura ne troppo facile da muovere, inoltre deve avere una molla di ritorno che ne consenta la chiusura automatica. Alcuni moschettoni sono anodizzati o hanno la barretta di apertura colorata. L apertura della barretta deve consentire un agevole inserimento della corda. 16

17 Le forme dei moschettoni Benché la tenuta di un moschettone sia strettamente legata al materiale di cui è fatto, un importante fattore di resistenza e dato anche dalla forma che esso può avere. Esistono moltissime forme ma essenzialmente esse sono riducibili a quattro e fra queste la più in uso è quella a D. Moschettoni ovali È a forma più classica e senza dubbio anche la migliore in quanto consente un estrema facilità in tutte le manovre di corda Privo come è di angoli, sarebbe il moschettone perfetto se non avesse il difetto di distribuire il carico equamente fra la barra posteriore, più forte, e quella anteriore di apertura, più debole. Nonostante ciò è adattissimo per l arrampicata artificiale e proprio per quel suo difetto, anche per l arrampicata con due corde, che proprio per la larghezza della base di scorrimento non subiscono accavallamenti o compressioni, dannose in caso di volo. Moschettoni a D La forma conferisce grande tenuta ma, a causa dell angolo, sono piuttosto difficili le manovre di corda. Sempre per questo motivo se ne sconsiglia l uso con due corde. Moschettoni a base larga Sono in pratica moschettoni a D con uno dei due punti di curvatura più ampio dell altro. Moschettoni a pera Hanno la stessa caratteristica dei precedenti ma hanno barrette simmetriche. Moschettoni ad apertura curvata In questi moschettoni l ampiezza di apertura è maggiorata facendo in modo che la corsa della barretta di apertura non si arresti contro la barra posteriore ma prosegua dilato. Moschettoni a ghiera I moschettoni a ghiera generalmente sono a D o a base larga a causa dell alta tenuta data da queste forme. Principalmente sono utilizzati nelle manovre di assicurazione a corda doppia e in tutte le manovre nelle quali bisogna assolutamente evitare aperture accidentali della barretta (ad es. soccorso alpino). Il bloccaggio può essere dato da un anello che con alcuni brevi avvitament i sale a chiudere il punto di apertura della barretta oppure da un anello che scorre lungo la barretta fino al punto di apertura della stessa per poi essere bloccato con un sistema a baionetta. Quest u timo sistema e il migliore sia perc1 è attivabile usando una mano sola sia perchè è esente da bloccaggi accidentali. La ghiera a vite può infatti dar luogo a inconvenienti quando è chiusa con il moschettone sotto carico; in questo caso, molto spesso la successiva apertura del moschettone può essere difficoltosa o impossibile. Il rimedio consiste nel caricare di nuovo il moschettone e quindi aprire la ghiera. 17

18 Moschettoni del tipo a pera sono particolarmente usati per manovre con il nodo mezzo barcaiolo. Qualora ci si dovesse trovare senza moschettoni a ghiera, è possibile sostituirne la funzione utilizzando due moschettoni sovrapposti con le aperture opposte l una all altra. Con moschettoni ovali o a D è anche possibile mantenere le barrette dallo stesso lato ma disposte l una con l apertura verso l alto e l altra verso il basso. Il punto di forza dei moschettoni e costituto dal loro asse maggiore, quello opposto al lato di apertura, e la tenuta ottimale si ha con il moschettone chiuso. Ciò vuo 1 dire che un moschettone opera correttamente solo se sollecitato con forze che agiscono lungo l asse longitudinale. Una forza esercitata perpendicolarmente all asse longitudinale riduce la tenuta a kg, più di due terzi in meno di quella effettiva, La sezione della barra metallica pii avere diverse forme: ovale, rotonda, a I, grosso modo triangolare o rettangolare. Il raggio della barra, cioè il punto dove la corda lavora, non deve essere inferiore ai 4,5 mm e deve essere ben arrotondato.la barretta di apertura è il punto più debole dell attrezzo, la molla di ritorno garantisce che essa ritorni in posizione automaticamente e in breve tempo anche in caso di aperture accidentali. La tenuta di un moschettone a barretta aperta è un dato molto importante, specie per i moschettoni superleggeri che, se caricati con la barra aperta, mostrano una diminuzione di tenuta di circa il 30%. L apertura accidentale della barretta può avvenire per varie cause e specialmente durante una caduta: in tal caso il moschettone è mosso violentemente e può accadere che, toccando la roccia, un asperità prema sulla barretta aprendola anche solo di poco. 18

19 Come già detto la molla di ritorno garantisce un rapido riposizionamento della barretta di apertura nella sua sede. Tale sede è costituita da un dentino che va ad alloggiarsi attorno ad un piccolo piolo di ferro. Dentino e piolo possono trovarsi rispettivamente sul corpo del mosclettone e sulla parte superiore della barretta d apertura o viceversa. Tutti i moschettoni e in particolare quelli a D sono tanto più resistenti quanto più il carico agisce vicino alla barretta posteriore ma altrettanto sono indeboliti se le forze agiscono in tre direzioni anziché in due. E questo il caso delle fettucce che essendo larghe agiscono su moschettoni a base più stretta distribuendo il peso e quindi lo strappo anche sul più debole lato della barretta d apertura. Tale indebolimento è particolarmente visibile nei moschettoni superleggeri. Per superare e prove di omologazione, un moschettone deve avere un apertura minima di 15 mm e deve poter alloggiare due corde da 12 mm senza che queste ostacolino l apertura. Il carico di rottura deve essere almeno di 22 Kilo-Newtone non devono avvenire deformazioni al di sotto dei 14 KN. I moschettoni sono provati anche per controllare le deformazioni dopo essere stati sotto carico e per valutare la resistenza a sollecitazioni trasversali per le quali devono sopportare almeno 6 KN. Manutenzione dei moschettoni Controllate i moschettoni per eliminare eventuali angoli taglienti o asperit à che si possono generare a contatto con la rocca. Teneteli puliti dalla polvere ed eventualmente lubrificate con silicone il meccanismo di apertura. Un moschettone caduto da grande altezza, o anche solo gettato, su sassi o rocce può aver subito lesioni invisibili ma estremamente gravi. In caso di dubbio non usatelo più nelle manovre normali, anzi, per evitare facili dimenticanze, liberatevene. La salsedine è un nemico dei moschettoni così come lo sono tutte le sostanze corrosive. Dunque pulite sempre i moschettoni venuti a contatto con tali agenti con un bagno in acqua calda. Tenuta dei moschettoni In questa sezione viene presentata una sintetica panoramica dei discensori e dei freni più difffisi.per approfondire le caratteristiche dei freni si rimanda ai manuali dei singoli costruttori, noi ci limiteremo a presentare alcuni degli utilizzi possibili e solo per alcuni di questi strumenti. I freni sono attrezzi che servono per frenare lo scorrimento della corda. Alcuni vengono utilizzati sia per le discese in corda doppia sia per l assicurazione dinamica al compagno. Altri invece sono utilizzati esclusivamente per effettuare discese in corda doppia. Nelle figure seguenti sono mostrati alcuni tipi di discensori. Da sinistra a destra: piastrina multiuso, tuber, robot, otto. Più avanti vengono mostrate le modalità con cui la corda veste un otto e un robot; invece successivamente si vede un tuber usato in una discesa in corda doppia. L otto, rispetto al robot e al tuber, tende ad attorcigliare molto le corde rendendo difficoltoso il loro recupero e riutilizzo in doppie consecutive. Il robot è un attrezzo polivalente che può ffinzionare anche come dispositivo di recupero; come dis censore si adatta a corde di tutti i diametri da 5 a 13 mm. Freni e discensori 19

20 Iniziamo a questo punto a vedere come effettuare le più semplici manovre di corda. In particolare vedremo quelle manovre che con ogni probabilità avremo occasione di mettere in pratica durante la nostra attività e per le quali non è necessario l intervento di personale professionistico. Non è certo una serie di illustrazioni che ci permetteranno di impararle ma occorrerà, una volta apprese le tecniche, eseguire qualche prova pratica. Nel dettaglio vedremo le tecniche per: ( Assicurare un compagno ( Calarsi con una corda ( Risalire su una corda Semplici Manovre di corda ( Recuperare una persona in grado di collaborare Assicurazione di un compagno L assicurazione è fondamentale ed è uno degli aspetti più complessi e delicati della catena di sicurezza. Preparare una assicurazione implica diverse azioni coordinate: trovare o piazzare gli ancoraggi. collegarli e auto-assicurarsi, mettere in sicurezza il compagno e trovare la posizione più comoda per compiere queste operazioni Le primitive tecniche di assicurazione erano a dir poco pericolose e poco efficaci La corda poteva essere passata dietro uno spuntone o una lama oppure, in assenza di ancoraggi naturali, veniva tenuta in mano cercando di trovare una posizione la più salda possibile Ovviamente la scarsa resistenza delle corde di canapa poteva provocarne la rottura sui bordi affilati della roccia e l assicurazione a mano era estremamente pericolosa data la possibilità di essere sbalzati via dalla parete Più tardi si sviluppò 1 assicurazione a spalla che consentiva maggiore stabilita all assicuratore e un certo assorbimento della caduta dato dallo sfregamento della corda attorno al corpo. Questa tecnica di assicurazione e le corde in nylon diedero all arramp icata un maggior grado di sicurezza ma ancora molta strada doveva essere fatta per poter sviluppare un sistema veramente efficace e sicuro Sul finire degli anni 60 comparve la prima piastrina di assicurazione. la Sticht, Fu una grande evoluzione in quanto attraverso questo piccolo oggetto si poteva trattenere qualsiasi caduta senza impiegare eccessiva forza e senza coinvolgere corpo di chi assicurava. Inoltre il sistema guadagnava in dinamicità a tutto vantaggio della sicurezza in quanto materiali e punto di sosta erano molto poco sollecitati. E più o meno dello stesso periodo rintroduzione del nodo mezzo barcaiolo come sistema alternativo alla piastrina; il vantaggio maggiore consiste, in questo caso, nei poter impiegare solo i mezzi che già si hanno a disposizione: corda e moschettoni. I due sistemi descritti sono quelli ancor oggi più in uso anche se se ne conoscono altri. Sistemi di assicurazione Ci sono tre sistemi principali di assicurazione, ciascuno dei quali con diversi vantaggi e svantaggi e con differenti prestazioni di assorbimento dell energia. La figura rappresenta un possibile posizionamento dell assicuratore, fondamentale è che questi sia sempre ancorato ad un punto fisso sul terreno. 20

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