Lo stato dell arte del catalogo

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1 Lo stato dell arte del catalogo

2 Argomenti Il Catalogo nel mondo Il Catalogo in Italia Perché il Catalogo del patrimonio

3 Quale patrimonio? Il patrimonio culturale si può suddividere in due categorie: beni culturali territoriali beni librari e archivistici

4 Tratteremo solo i beni territoriali siti, complessi e monumenti storici e archeologici reperti archeologici e oggetti storico-artistici testimonianze demoetnoantropologiche

5 Lo stato dell arte Uno studio dell UNESCO del 2002, presentato ad Alessandria d Egitto, ha analizzato 40 istituzioni, statali e non, che nel mondo si occupano di documentare il patrimonio culturale.

6 Lo stato dell arte Ogni istituzione, per realizzare il catalogo autonomamente, usa un proprio metodo originale che risulta essere e differente da tutti gli altri.

7 Questa diversità è una risorsa o si tratta di una vera e propria babele degli standard che porta all incomunicabilità?

8 Il Catalogo nel mondo

9 Chi cataloga nel mondo? Istituti statali Enti locali di vario livello Istituzioni, pubbliche e private (musei, istituti religiosi, ecc.)

10 Il CATALOGO nel mondo Le istituzioni statali più antiche e prestigiose sono in Europa: 1. Germania 2. Regno Unito 3. Francia 4. Italia

11 Germania Essendo uno stato federale, tutela e catalogazione sono affidate ai singoli Laender, ciascuno dei quali ha un Ufficio beni Culturali.

12 nel Baden Wuerttemberg Il primo catalogo risale al 1877 (Baden). Si occupa di architettura, oggetti artistici e archeologia. Un primo inventario rapido seguito dal catalogo scientifico.

13 Regno Unito La Royal Commission on the Historical Monuments opera dal Dal 1999 è unificata all English Heritage, che decide sulla conservazione di siti e monumenti.

14 Regno Unito La RCHM individua e cataloga i monumenti archeologici e storici, e i siti dove sono stati trovati reperti archeologici. Non si occupa di beni mobili.

15 Regno Unito La RCHM realizza il National Monuments Records, usa personale proprio e specialisti a contratto, coordina altri organismi nazionali.

16 Francia L INVENTAIRE GENERAL, creata nel 1964, dipende dal Ministère de la Culture e dal 1998 è unificato alla Direction de l Architecture e du Patrimoine. Usa personale proprio.

17 Francia L INVENTAIRE GENERAL, con il precatalogo ed il catalogo documenta oggetti artistici, siti e monumenti storici e archeologici. Non sono documentati i reperti archeologici, i libri e la musica.

18 Il Catalogo nel Italia

19 In Italia Due istituti ministeriali si occupano del patrimonio culturale: Istituto Centrale del Restauro Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione

20 In Italia L ICR dal 1939 eroga consulenza tecnico-scientifica agli organi periferici del Ministero e agli enti locali per la conservazione del patrimonio culturale.

21 In Italia ICCD realizza il Catalogo Unico Nazionale. Nel 1975 subentra all Ufficio Centrale per il Catalogo che si occupava già della documentazione dei monumenti.

22 In Italia L ICCD opera sul territorio attraverso 7 Istituti speciali e 70 Soprintendenze che usano personale esterno a contratto.

23 In Italia L Ufficio Catalogo di ogni Soprintendenza documenta il patrimonio di competenza entro precisi ambiti territoriali.

24 In Italia L Ufficio Catalogo procede utilizzando tre livelli di documentazione progressiva: Inventario, Precatalogo e Catalogo.

25 In Italia Gli enti locali e gli enti religiosi concorrono alla documentazione del patrimonio culturale italiano, sotto il coordinamento dell ICCD.

26 In Italia Il coordinamento dell ICCD garantisce: 1. Metodologia Generale 2. Normative per compilare le schede di catalogo 3. Programmi di Utilità

27 Beni Mobili OA-D: oggetti d arte e disegni OAC: opere d arte contemporanea S-MI: stampe e matrici d incisione F: fotografie

28 Beni Mobili STS: beni storico-scientifici SMO: strumenti musicali-organi

29 Beni Mobili RA: reperti archeologici TMA: tabella materiale archeologico NU: numismatica

30 Testimonianze demoetnoantropologiche BDM: beni materiali BDI: beni immateriali

31 Beni Immobili A: monumenti e manufatti storici PG: parchi e giardini MA-CA: monumenti e complessi archeologici

32 Beni Urbanistico-Territoriali T: territorio comunale SU: settori urbani TP: settori extraurbani CS: centri storici SI: siti archeologici

33 Archivi AUT: autore BIB: bibliografia DSC: scavo RGC: ricognizione SAS: saggio stratigrafico

34 Programmi di utilità T3 data entry TDF.. trasmissione dati-foto Mercurio controllo schede Apollo stampa schede

35 In Italia È possibile scaricare dal sito web dell ICCD gli standard e i Programmi di utilità che possono essere usati da tutti.

36 Questo è possibile perché da 30 anni l ICCD cura la manutenzione del METODO UNICO NAZIONALE

37 Perché il Catalogo del patrimonio

38 Il patrimonio culturale, di proprietà statale e privata, appartiene all intera comunità nazionale e, quindi, deve essere protetto e valorizzato.

39 Occorre riconoscere, descrivere e certificare gli oggetti che compongono il patrimonio culturale nazionale.

40 Sarà compito dello Stato TUTELARE e VALORIZZARE il patrimonio culturale nazionale: sarà quindi suo compito realizzare il CATALOGO.

41 Tutela Conoscere la posizione esatta dei siti e dei monumenti sul terreno è basilare per la pianificazione urbanistica e per il governo degli interventi sul territorio.

42 Proprietà pubblica e privata La tutela dei beni pubblici è esercitata direttamente dallo Stato, mentre per tutelare i beni dei privati occorre imporre delle precise limitazioni all esercizio dei diritti di proprietà.

43 I limiti alla proprietà I proprietari privata non possono intervenire sui beni culturali con: la trasformazione la vendita l esportazione

44 Manutenzione e trasformazione Lo Stato verifica i progetti dei privati per poter suggerire le metodiche d intervento più opportune dal punto di vista del restauro scientifico.

45 Vendita ed esportazione Lo Stato non può impedire la vendita, ma può esercitare il diritto di prelazione. L esportazione è prevista e disciplinata dalla legge.

46 La legislazione Le limitazioni all esercizio della proprietà sono imposte mediante Decreti di protezione che applicano la legislazione per la tutela del patrimonio culturale di cui ogni stato moderno è dotato.

47 Il riconoscimento del valore Il valore artistico e/o storico di un manufatto deve essere documentato mediante una scheda, foto e rilievi fatti da un tecnico abilitato, sotto il controllo di una istituzione pubblica.

48 La vigilanza da parte dello Stato Per controllare il patrimonio culturale, lo Stato deve conoscerne la consistenza, i proprietari e la posizione sul territorio del Paese e all estero (ambasciate, ecc.).

49 Per realizzare il CATALOGO statale 1 legislazione sulla tutela 2 metodo scientifico ed operativo 3 organizzazione diffusa sul territorio

50 Fine

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