Agroalimentare: il Perù propone nuove opportunità

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1 Pagina 1 di 37 Agroalimentare: il Perù propone nuove opportunità Modena - Nell'ambito dei progetti "Deliziando" e "America Latina", Unioncamere Emilia-Romagna e il sistema camerale regionale a supporto di PromoFirenze - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze, promuovono la partecipazione delle imprese del settore agroalimentare a una collaborazione con la catena peruviana di supermercati Supermercados Peruanos SA, che fa parte del gruppo Interbank ed è presente sul mercato con due diversi marchi: Vivanda e Plaza Vea. L'iniziativa è finalizzata all'inserimento di prodotti a scaffale per la durata di due settimane nel secondo semestre 2015 all'interno degli otto punti vendita di Vivanda, il marchio che si rivolge a un target di prodotto medio alto. Alle aziende interessate vengono richieste documentazioni (scheda tecnica dei prodotti; immagini; listino prezzi indicativi -fob-), per la selezione da parte dei responsabili della catena peruviana di supermercati. La presentazione dei documenti richiesti e la prima valutazione è gratuita per tutte le aziende che decideranno di candidarsi. Il termine ultimo per la raccolta delle candidature è fissato per mercoledì 5 agosto.

2 Pagina 2 di 37 «Legacoop impegnatissima per Open.Co» Il direttore Gianluca Verasani fa il punto sulle attività in corso per salvaguardare i posti di lavoro di: Serena Arbizzi Modena - Tutte le proposte che arriveranno per salvare Open.Co, il soggetto nato un anno fa dalla fusione di Coop Legno Castelvetro e della reggiana Cormo, ora in concordato preventivo, saranno ben accette e analizzate attentamente e la questione è sotto i riflettori di Legacoop. Lo afferma Gianluca Verasani, direttore di Legacoop Modena, dopo le sollecitazioni arrivate dal vice presidente di Open.Co, Erio Cavazzoni, per cercare di salvare gli oltre 500 posti di lavoro a rischio dopo che il processo di riorganizzazione di Open. Co e della ferrarese Lavoranti Legno non è andato in porto. Per domani il sindacato Fillea Cgil ha indetto un nuovo sciopero di 8 ore in concomitanza con il tavolo di crisi convocato presso la Regione. I lavoratori di Open. Co e della ferrarese Lavoranti Legno sciopereranno uniti per l intera giornata di fronte alla sede di Legacoop regionale: «Prendiamo amaramente atto del più totale silenzio» - dice Fillea regionale. Al termine dell incontro in Regione è possibile si tenga un assemblea per informare gli addetti dell esito del tavolo di confronto. «La questione Open. Co non è assolutamente caduta nel dimenticatoio. Ci stiamo lavorando ed è sicuramente il primo tra i pensieri che abbiamo oltre a Cpl - spiega Verasani - Sappiamo di avere pochissimo tempo a disposizione per decidere il da farsi e non ci sono tante risorse ma non abbiamo ancora alzato bandiera bianca. La cabina di regia è a livello regionale, ma, ovviamente, anche Modena si sta impegnando con assiduità per ricercare una soluzione: sul tema Open. Co facciamo un incontro al giorno e l ultima riunione c è stata lunedì sera. La situazione non è semplice sia per le dimensioni dell impresa sia per la gravità della crisi: nel serramentistico è venuto a mancare il mercato». Quanto serve per salvare Open.Co? E cosa ne pensa di scinderla per ricreare Cormo e Coop Legno come realtà distinte, seguendo il suggerimento di Cavazzoni? «Dipende - dice Verasani - dalla soluzione che si trova sulla base degli input provenienti dalla cooperativa. Sul dividere Cormo da Coop Legno sono perplesso: la situazione precedente alla fusione era di gravissima difficoltà. C erano motivi ben precisi per unire le due cooperative. Ovvero, provare a creare sinergie e risparmi. Tutto il progetto si reggeva sulla possibilità di stare sul mercato e sulla ripresa. Purtroppo il mercato delle abitazioni e del serramento non ha dato segni di risveglio. Devono decidere i dirigenti della coop che non sono soggetti passivi». Quali sono le soluzioni più immediate per mettere a riparo i posti di lavoro? «Bisogna salvaguardare i lavoratori tramite ammortizzatori sociali che garantiscano una copertura di lungo periodo degli addetti che non possono subito trovare collocazione nel processo riorganizzativo».

3 Pagina 3 di 37 Copagri aderisce ad Agrinsieme Antonio Dosi succede a Garagnani alla guida dell associazione Modena - Due le novità per Agrinsieme Emilia Romagna che annuncia l adesione di un nuovo partner, Copagri Emilia Romagna, e il cambio alla guida del coordinamento: Antonio Dosi (Cia) succede a Guglielmo Garagnani (Confagricoltura) e resterà in carica un anno. L assessore regionale all agricoltura Simona Caselli riguardo all ingresso di Copagri in Agrinsieme ha espresso apprezzamento «per il fatto che Agrinsieme riunendo sei organizzazioni, va nella giusta direzione e contribuisce autorevolmente alla semplificazione della rappresentanza». Agrinsieme Emilia Romagna - il coordinamento nato due anni fa con la firma dello statuto associativo da parte delle organizzazioni agricole regionali di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare rafforza così la propria rappresentanza sindacale passando da 40 a quasi 50mila imprese associate. «La frammentazione organizzativa mina da sempre la forza competitiva della nostra agricoltura ma noi l abbiamo superata dando vita ad un soggetto unico che cresce e si consolida, aperto a tutte le rappresentanze che credono nell unità del mondo agricolo, con l obiettivo di sostenere le imprese in questa difficile congiuntura e sviluppare forme di aggregazione economica», ha dichiarato Guglielmo Garagnani, passando il testimone ad Antonio Dosi. «Continua l'azione avviata e perseguita negli anni scorsi culminata, appunto, con il flash mob per l'abolizione dell'imu precisa il neo coordinatore Dosi - e per tutte le altre attività a tutela dell'agricoltura e del territorio. In tal senso valuto positivamente la dichiarazione del premier Renzi per abolire l'imu sui terreni agricoli, oltre ad una riduzione della pressione fiscale per le imprese e i cittadini».

4 Pagina 4 di 37 Euro 3, Comune all angolo chiede aiuti alla Regione Mentre monta la protesta l assessore Guerzoni scrive alla collega Gazzolo sottolineando i disagi e l urgenza di fondi per sostenere il progetto con incentivi di: c.g. Modena - Piano Aria: il Comune annuncia in luglio che da ottobre auto di modenesi resteranno ferme 5 giorni su 7, comprese quelle diesel Euro 3 (quasi 8mila) in base al Pair (Piano regionale integrato per la qualità dell Aria ) della Regione. Per ora, per chi non ha abbastanza soldi per un auto nuova, l alternativa è tra il bus o la pool car. E ora, a fronte delle proteste che stanno montando da parte di molti modenesi, la giunta scrive, come annunciato alla Regione per chiedere incentivi e un aiuto. Ma la Regione non ha ancora approvato il Pair... «Nei territori e nelle città sentiamo la necessità di un forte investimento regionale sul trasporto pubblico, sulle infrastrutture della ciclabilità, sugli incentivi per le conversioni dei veicoli a gpl/metano e sui progetti di mobilità elettrica. Solo con questi elementi in campo, e in sinergia con le azioni dei Comuni, è possibile immaginare uno scatto in avanti per migliorare la qualità dell aria». Lo afferma l assessore all Ambiente del Comune di Modena Giulio Guerzoni nella lettera che ha inviato all assessora regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo. «Sono il primo a essere consapevole prosegue Guerzoni che la limitata disponibilità economica della Regione e dei Comuni permette pochi spazi di manovra ma, senza investimenti di supporto, le limitazioni ai veicoli inquinanti rischiano di pesare solo sulle categorie più in difficoltà». L assessore Guerzoni sottolinea che «la sfida sta nel non permettere che vi sia contrapposizione tra la convenienza economica individuale del momento e l obiettivo collettivo del miglioramento della qualità dell aria». Ed è anche per questo motivo, aggiunge Guerzoni, che Modena ha proposto, attraverso la discussione in Regione, di ridurre l ampiezza delle aree interessate dalla limitazione rispetto a quella inizialmente prevista e non adotterà misure aggiuntive come invece hanno fatto altri Comuni emiliani. Aggiunge il responsabile Ambiente della Segreteria provinciale del Pd, Simone Tosi: «La nostra è l'unica regione dell'area padana a non essere incorsa nelle procedure di infrazione europee proprio in materia di qualità dell'aria, avendo ripetutamente messo in campo negli anni misure concrete per contrastare l'inquinamento. Tuttavia non sfuggono gli aspetti problematici di un Piano così ambizioso ed articolato, per questo come Pd condividiamo il contenuto della lettera inviata dall'assessore Guerzoni, alla Regione. Lettera nella quale si chiede di approntare un adeguato sistema di incentivi che possa sostenere il necessario aggiornamento del parco veicoli, sia privato che pubblico, così da evitare che il provvedimento incida eccessivamente su categoria già in difficoltà a causa della crisi».

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6 Pagina 6 di 37 Cisl: «Diktat senza discussioni: carenza di personale tutti i giorni, come fare anche le domeniche?» Federconsumatori: «Meno salute per milioni di italiani». 5 Stelle: «Più assunzioni, meno convenzioni» «Tempi brevi? No, soldi a privati» Ausl e liste d attesa, siamo in coda di: s.c. Modena - Modena resta la maglia nera in regione nei tempi di prenotazione per le visite specialistiche anche se da una rilevazione di maggio ad oggi alcune cose sono cambiate. In meglio o in peggio, dipende dai reparti presi in considerazione nelle analisi dell Ausl che assieme alle altre dell Emilia Romagna riporta su un apposito sito i giorni di attesa per le visite, specialità per specialità. Si tratta di una cinquantina di prestazioni, di cui riportiamo nelle tabelle qui sotto una larga parte; nel mare di cifre riportate ne abbiamo selezionate due, quelle che riguardano i limiti massimi di attesa e l attesa media per visita. In ogni caso alcuni tempi sono stati ridotti, e di parecchio; altri no, ma per ogni realtà andrebbero indagate le risorse, le macchine disponibili e il personale a disposizione. La manovra di convenzioni e promesse assunzioni però viene contestata frontalmente. Il sospetto da parte degli oppositori alla manovra controfirmata dal presidente Bonaccini e che si sia lasciata allo sbando la sanità pubblica riducendo il personale all osso e creando apposta un emergenza che ora viene sfruttata. Da chi? «Si mette la sanità in mano ai privati e la si paga a caro prezzo» dicono a una sola voce Cisl, Federconsumatori e Cinquestelle. «Un operazione di scarsa trasparenza, in cui non si dice chi realizza tempi d attesa accettabili e chi costringe a tempi inaccettabili spingendo i cittadini verso la sanità privata». La reazione della Cisl è secca e contesta premesse e obbiettivi del piano preparato dalla Regione. «In Emilia Romagna - scrive in una nota - non è mai successo che l assessorato regionale non abbia cercato la collaborazione sulle delibere negando persino il confronto preventivo. Abbattere le attese? Ottimo, ma perchè alcune Ausl ci sono già riuscite e altre no? La carenza di personale è cronica negli ospedali tutti i giorni della settimana? Si fa fatica a reggere l attività ordinaria, figurarsi quella straordinaria». «Con un tratto di penna si abbassano i livelli di assistenza a milioni di cittadini - rincara la Federconsumatori dell Emilia Romagna - Altro che riforme, sono tagli preconfezionati visti i casi recenti come i farmaci per l epatite C o il farmaco Avastin:gli sprechi rimarranno così come i tagli a esami, analisi, visite e degenze ospedaliere». «In questi anni sono stati fatti risparmi fatti sulle pelle del personale sanitario - protestano i 5 Stelle - Per abbattere le liste d'attesa non serve aprire i laboratori nei week end ma aumentare il numero di lavoratori. La giunta attui al più presto lo sblocco del turnover in sanità e metta in campo tutte le misure necessarie per la stabilizzazione del personale medico precario. E subito le penali: quando i tempi massimi non vengono rispettati le Ausl devono risarcire i cittadini».

7 Pagina 7 di 37 M5S: «I soldi ci sono: la Casa della Salute vada alle Fonderie» Modena - «Il recupero delle ex Fonderie potrebbe arrivare dall'ausl: ci sono già i 5 milioni di euro per il recupero dello stabile. Amministrazione comunale e Ausl hanno poche scuse per dire no, a settembre apriamo un tavolo di confronto per realizzare subito la Casa della Salute». Il Movimento 5 Stelle di Modena lancia il sasso nello stagno e punta il dito contro Muzzarelli e i suoi predecessori. La contestazione punta il dito contro l abbandono delle Ex Fonderie, contestato da tutti e fonte di degrado per la città. La proposta? Spostare gli stanziamenti fatti per la Casa della Salute in via Fanti e dirottarli sul recupero delle Fonderie: la proprietà di quel simbolo della storia di Modena è già in mano pubblica. «Invitiamo anche Simona Arletti - dicono i 5 Stelle - ad appoggiare la nostra idea della Casa della Salute alle ex Fonderie. Non è lei che ha dichiarato pubblicamente che occorre riqualificare gli edifici pubblici dismessi, le aree verdi inutilizzate e altri vuoti urbani? Ora i fatti, non restiamo agli slogan.sulle ex fonderie le amministrazioni precedenti hanno sprecato oltre 500mila euro di soldi pubblici per niente». «I cinque milioni dell'ausl - continuano - per la Casa della Salute di Modena nord in via Fanti devono essere spostati sulle ex Fonderie alla Crocetta distanti poco meno di un chilometro. Oltre a recuperare un edificio di profondo interesse storico per tutta la città, sarebbe la collocazione naturale in un punto strategico per il quartiere dell Area Nord e risolvere una situazione di degrado senza fine. Alle ex Fonderie già ci sono i parcheggi e l'illuminazione pubblica, e già in passato si parlava di una possibile sede sanitaria». «Nel 2008 il gruppo di ricerca Dast aveva ipotizzato 5 milioni di euro per il recupero delle ex Fonderie concludono i consiglieri comunali pentastellati - Anche la realizzazione ex novo della Casa della Salute in via Manfredo Fanti costa 5 milioni di euro, più l'acquisto del terreno privato per cui sono stati spesi 1,6 milioni di euro di soldi pubblici. Il M5S propone una serie di passaggi pratici, ovvero che l'ausl venda il terreno acquistato e sposti i 5 milioni sulle ex Fonderie. La somma complessiva così facendo si aggirerebbe intorno ai 6 milioni di euro, poiché il terreno nella precedente compravendita è stato sopravvalutato. Ciò consentirebbe con buona probabilità di superare i limiti rivelati dal fatto che il primo bando per la nuova Casa della Salute sia andato deserto, in quanto comporterebbe un aumento di fondi o una rivisitazione del progetto. È una soluzione di buon senso, che sicuramente i cittadini modenesi appoggerebbero con entusiasmo».

8 Pagina 8 di 37 Due multe a una disabile, controllore Seta sotto accusa Modena - Ancora una volta controllori e autisti degli autobus sotto accusa. La vicenda, in due puntate, risale al 6 e al 22 luglio scorsi e a raccontarla è Valentina Pensato, 31enne che lavora presso un attività commerciale di Modena. «Ho una sorella disabile - dice Valentina - che ha 44 anni e a prima vista potrebbe apparire normale perchè non presenta particolari handicap fisici. Ma chiunque, dopo pochi istanti che le parla, è in grado di rendersi facilmente conto delle sue disabilità di altro tipo. Per raggiungere il centro di cura che la segue alla mattina sale sull autobus di Seta della linea 3 e per questo le paghiamo l abbonamento. Il giorno 22 scorso arriva a casa, dove abita con nostra mamma, piangendo disperata e raccontando quello che era successo sull autobus». «Solo in quel momento - continua Valentina - siamo venute a conoscenza dell antefatto di un paio di settimane prima, esattamente il giorno 6. In quell occasione il controllore del bus le aveva contestato l abbonamento effettivamente scaduto: non ci eravamo rese conto di questo problema perché sulla tessera è scritto scadenza giugno 2016 ma con riferimento alla scadenza della tessera e non dell abbonamento periodico. Errore nostro, quindi nulla da eccepire. In ogni caso il controllore le rilascia il verbale della multa. Mia sorella a casa non dice nulla e così si arriva al giorno 22». E qui il racconto diventa particolare e si presta a svariate interpretazioni riguardo il comportamento del controllore e dell autista. «Accade che il 22 - dice Valentina - lo stesso controllore, sullo stesso autobus e alla stessa ora, più o meno le 12.30, le contesta che l abbonamento ovviamente non è stato regolarizzato, appunto perché ancora non ne sapevamo nulla. Il controllore chiede i documenti, mia sorella si rifiuta di esibirli e lui dice all autista di fermare l autobus per farle il verbale e farla scendere. A quel punto mia sorella, poverina, vedendo la multa tira fuori quella di due settimane prima come per dire ma guarda che me l hai già data. Il controllore e l autista non si scompongono, viene redatto il secondo verbale copiando i dati dalla multa precedente ma almeno non la fanno scendere: sarebbe stato un disastro perché, per capirci, mia sorella a piedi non è in grado di tornare a casa. Così arriva a casa piangendo e racconta tutto». Ora Valentina correttamente chiarisce: «Dobbiamo pagare 162 euro e, se inevitabile, pagheremo. Ma la vicenda mi sembra comunque grave. Un accanimento del genere verso una persona palesemente disabile non saprei come commentarlo. Piuttosto credo che Seta dovrebbe sensibilizzare e preparare meglio il proprio personale per queste situazioni. Non solo: ho chiamato il numero verde per reclamare e mi hanno detto che l unica cosa era compilare un modulo on line. Complimenti a Seta».

9 Pagina 9 di 37 «Obiettivi centrati su occupazione e fondi europei» Bonaccini promette: «Nessun aumento per le tasse nel 2016» Dal Patto per il lavoro all arrivo di due miliardi e mezzo di: Marcello Radighieri Modena - Sono stati «mesi impegnativi», durante i quali «abbiamo lavorato dal lunedì alla domenica, come è giusto che sia». E, alla fine, «siamo riusciti a fare più cose di quelle che speravamo». Stefano Bonaccini stila un primo bilancio. Ad un semestre esatto dal suo insediamento ufficiale al vertice della Regione lo scorso 26 gennaio è giunto il momento di dare un occhiata al programma elettorale, vedere quante promesse sono state mantenute e, perché no, togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Alla fine, stando a sentire il Governatore, ne esce un quadro più che positivo, perché «abbiamo portato a casa tutto quello che volevamo fare, e anche qualcosa in più». «Per carattere si schernisce non sono mai soddisfatto». Ma Giunta ed Assemblea hanno lavorato bene. Soprattutto, hanno lavorato speditamente, all insegna della #velocità decantata in campagna elettorale. «Perché oltre al rigore morale e all onestà», spiega Bonaccini, il riavvicinamento dei cittadini alla politica passa anche per «l ottenimento di risultati in tempi ragionevoli». Risultati che il Presidente sintetizza in un lungo elenco. A partire dal vero e proprio mantra della sua campagna: l occupazione. E quindi dal Patto per il lavoro che punta, forte dello stanziamento di 15 miliardi di euro da qui al 2020, a dimezzare la disoccupazione (portandola al 4,5%) - approvato pochi giorni fa, grazie al quale il Governatore può prendersi una rivincita su quanti, in campagna elettorale, avevano sorriso. Non credendo, evidentemente, che «saremmo riusciti a farlo in tempi così brevi e soprattutto con la firma di tutti». In seconda battuta, arriva un altro dei fiori all occhiello della Giunta. E cioè, arrivano i 2 miliardi e mezzo di Fondi Europei ottenuti «a pochi mesi dall insediamento». Un risultato che Bonaccini ha sottolineato a più riprese, e che permetterà di destinare 482 milioni di euro al rafforzamento delle imprese, alla crescita dell export e alla cultura. O, ancora, arriva l Expo, su cui l ente regionale sembra puntare molto per «valorizzare a livello internazionale le eccellenze che contraddistinguono il territorio». Sull evento milanese sono investiti 7 milioni di euro il doppio rispetto a quanto previsto in un primo momento. Un investimento, si precisa, che dovrà essere valutato sui prossimi anni. «Credo veramente che l'expo potrà segnare un fatto importante e che avremo una ricaduta che potrà essere misurata». Ma nel calderone finisce di tutto: dal programma regionale di sviluppo rurale al piano per la riduzione delle liste d attesa, passando per la legge sull inclusione di Rom e Sinti, la sburocratizzazione nella ricostruzione post sisma e il taglio di 15 milioni di euro sui costi della politica e dell amministrazione. E ci scappa anche qualche promessa. Ad esempio, nel 2016 «non aumenteremo di un euro le tasse», come del resto già promesso e mantenuto per l anno in corso. Ridurle sarà più difficile, anche se Bonaccini non lo esclude a priori: «Vedremo in corso d opera se ci saranno i margini». Tra le priorità del prossimo semestre, poi, compaiono anche l impegno ad approvare il Piano regionale sui rifiuti e la riforma del sistema di governo territoriale. Sulle aree vaste, in particolare, Bonaccini precisa di non voler produrre un nuovo «neocentrismo regionale».un modo per dire che «spetta ai territori decidere come aggregarsi. La Romagna è ormai già pronta, Ferrara sembra intenzionata a guardare a Bologna». Il vero problema arriva sul fronte emiliano, dove Modena fatica a trovare ospitalità, con una Reggio più interessata a guardare verso ovest. «Decideranno loro. L importante è che non si blocchi il processo di aggregazione». «Entro l anno, poi, vorrei veder chiusa qualche partita sulle grandi infrastrutture», a partire dalla Cispadana. Certo, non è tutto oro quello che luccica. Ci sono anche i capitoli spinosi, capaci di suscitare non poche polemiche. Su tutti, il via libera alle nuove attività di esplorazione ed estrazioni di idrocarburi. «Le indagini scientifiche hanno fugato ogni dubbio sulla sicurezza». E in ogni caso, aggiunge Bonaccini, «le aziende concessionarie dovranno attenersi a stringenti Linee guida». C è anche tempo per qualche ringraziamento. Quelli di rito, dovuti a Giunta e maggioranza. Ma anche quelli - tutt altro che scontati rivolti alle opposizioni. Che hanno sempre mantenuto un certo «rispetto per le istituzioni».

10 Pagina 10 di 37 Lo approva solo il Pd Unione, 5 milioni l avanzo di Bilancio: ecco gli investimenti Carpi - Il Bilancio dell Unione Terre d Argine mette a referto un avanzo consistente. Il rendiconto 2014 dell'ente ha infatti mostrato 5 milioni e 125 mila euro di avanzo: di questi 1 milione e 200 mila andranno a costituire un Fondo crediti di dubbia esigibilità e passività potenziali (ad esempio per le rette non incassate dei servizi scolastici), 350 mila euro serviranno per il settore personale e 387 mila per gli investimenti. Come ha spiegato in aula il dirigente del settore Finanze, Bilancio e Controllo di gestione dell'unione Antonio Castelli «rimane così disponibile un avanzo di 3 milioni e 267 mila euro, non ci sono debiti fuori bilancio e il saldo di cassa è di poco più di 10 milioni». Rispetto all'assestamento di Bilancio le differenze di parte corrente su entrate e uscite hanno mostrato come le prime siano state di 104 mila euro in meno (imputabili ai servizi scolastici) mentre rispetto alle seconde si sono verificati esborsi maggiori delle previsioni dei mesi scorsi per gli alunni assistiti con handicap (+ 160 mila), per il personale (+ 325 mila, soprattutto per assunzioni a tempo determinato in nidi e scuole d'infanzia), per i servizi sociali (+ 67 mila), per il servizio Economato (+ 218 mila). Con l'avanzo 2014 verranno finanziati i 690 mila euro di sbilancio. Rispetto alla parte Investimenti poi la Variazione di assestamento prevede un aumento di 1 milione e 158 mila euro: si è deciso di anticipare al 2015 il progetto di copertura del cortile interno e la costruzione di una palestra e di una sala polivalente all'interno del plesso scolastico formato dalle secondarie Pio e dalle primarie Fanti, a Carpi: 180 mila euro serviranno poi ad incrementare gli stanziamenti per il Servizio Informativo Associato (SIA) dell'ente. Si acquisterà un veicolo riservato al trasporto dei disabili (50 mila euro) e si finanzieranno con 100 mila euro le maggiori spese di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Ricordiamo che il Bilancio dell'unione delle Terre d'argine per il 2015 si aggira attorno ai 61 milioni di euro. Il recente dibattito sul tema in Consiglio ha visto, tra l altro, le critiche di Monica Medici del Movimento 5 Stelle: «Sono troppi a mio parere gli stanziamenti ulteriori per il SIA, dopo gli 800 mila euro del 2014». Il dirigente Castelli ha replicato che «Rispetto alle spese per il SIA stiamo parlando di un progetto pronto nel 2014 ma che abbiamo dovuto rifinanziare visto che non l'abbiamo portato a termine l'anno scorso». Numerosi altri interventi e controrepliche dai vari assessori nel corso del Consiglio dell Unione. Sono intervenuti nel corso del dibattito anche i consiglieri Giovanna Zironi (Rilanciamo Soliera nelle Terre d'argine), Luca Severi (M5S) e Marco Bagnoli (capogruppo Partito democratico), Roberto Benatti (Forza Italia)... Dopo le dichiarazioni di voto la delibera è stata approvata dal gruppo del Partito democratico, contrari tutti i gruppi di opposizione.

11 Pagina 11 di 37 Mirandola approva il nuovo Psc: «Stop al consumo di suolo» MIRANDOLA - Il Consiglio Comunale ha approvato il Piano Strutturale Comunale (Psc), il nuovo strumento urbanistico che sostituisce il vecchio Piano Regolatore. Sono state 144 le osservazioni presentate da cittadini ed imprese al Psc in 258 punti, tutte tese ad ottenere benefici concreti ai proprietari. Le osservazioni accolte sono state 149 (pari al 57.9%), quelle parzialmente accolte 36 (14%), quelle non accolte 61 (23,6%), le osservazioni non pertinenti 12 (4,6%). «Uno dei nostri obiettivi - assicura l assessore Ganzerli - era proporre una nuova tipologia territoriale nella quale inserire Mirandola: un sistema coordinato e non gerarchico dei Comuni dell Area Nord. La nostra ambizione è quella che questo possa essere l ultimo Psc comunale e che la prossima programmazione sia finalmente di area se non addirittura di un unico Comune della Bassa. Abbiamo proposto un idea di città definita, che consuma meno territorio e mira a riutilizzare quello che c'è, che definisce un nuovo patto tra città e campagna puntando sul completamento e sulla riqualificazione». Parole impegnative, vista una ultracentenaria tradizione e cultura diffusa - ben radicata anche in prospettiva - di tutt altro tenore. Ganzerli afferma che si punterà sul centro storico, altro impegno spinoso: «Abbiamo voluto ascoltare tutti - dice - perché la sfida di una città più moderna ed europea può essere vinta solo lavorando insieme. Solo per citare alcuni esempi, ricordo il laboratorio di urbanistica fatto con l Università di Bologna che ha visto la partecipazione di centinaia e centinaia di cittadini, professionisti, associazioni, imprenditori; le passeggiate in centro e nelle frazioni; il concorso internazionale di idee in collaborazione con l Urban Center di Torino; i tantissimi incontri pubblici. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno fornito il loro prezioso contributo e tutti i tecnici del Comune». Infine l assessore elogia la maggioranza, censurando la mancanza di proposte delle opposizioni.

12 Pagina 12 di 37 Piano della ricostruzione, ok tra demolizioni e spostamenti NOVI - Il consiglio comunale ha approvato il secondo stralcio del Piano della ricostruzione, a seguito delle osservazioni presentate dai cittadini e delle relative controdeduzioni. Si tratta di «modifiche della pianificazione e della morfologia urbana, con interventi di demolizione e ricostruzione con variazioni delle sagome e dei sedimi, nonchè una delocalizzazione per esigenze di miglioramento della funzionalità dei servizi», spiega una nota del Comune: «Si è conclusa l intenzione dell'amministrazione di fornire ai tecnici competenti una concreta cornice di riferimento per ricostruire un Comune più sicuro ed attento alle esigenze dei cittadini», afferma il sindaco Luisa Turci. Il primo stralcio ha modificato la disciplina di tutela degli edifici di interesse storico-architettonico ed è stato approvato il 29 luglio 2014, il secondo ha modificato la pianificazione «per favorire il recupero e la riqualificazione delle aree urbane di Novi, Rovereto e S.Antonio nonché degli insediamenti residenziali sparsi per la ripresa delle attività produttive agricole».

13 Pagina 13 di 37 Cpl, oggi a Roma via libera per la cassa integrazione Le istituzioni pressano il Governo e timbrano l atteso risultato per garantire un posto di lavoro ai 500 esuberi frutto di inchieste e crisi di: ase CONCORDIA - C è una Concordia scossa e perplessa su tutto il cinema degli ultimi mesi, e che alla base continua a tenere attaccato il cordone ombelicale della solidarietà e della riconoscenza con chi ne ha fatto la storia recente, ovvero l ex presidente di Cpl Roberto Casari e i suoi più stretti collaboratori. E ci sono una Concordia e un mondo istituzionale che tentano di staccarlo del tutto, quel cordone ombelicale, per tenere ben attaccato quello parallelo dell occupazione e del lavoro nella supercooperativa. È in questo sbarramento di fuoco mediatico istituzionale che oggi a Roma verranno decisi gli ammortizzatori sociali per salvaguardare tutta l occupazione della cooperativa, specie i 500 esuberi valutati dalla nuova governance. Così tutti si prodigano per auspicare un risultato che il Governo ha già dato per scontato dopo l incontro di martedì in prefettura. Un po per scongiurare improbabili sorprese, un po di più per mettere la firma su quel risultato. Così il sindaco di Concordia Luca Prandini annuncia in una nota congiunta con i colleghi accorsi e Silvestri che oggi «sarà presente all incontro presso il Ministero del Lavoro, affinché possano essere attivati gli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori». «Dopo l assemblea straordinaria dello scorso 29 aprile i soci della cooperativa hanno dimostrato e stanno dimostrando di mettere in pratica tutte le azioni necessarie a segnare una netta discontinuità rispetto al passato», dice tra l altro Prandini. «Siamo fiduciosi che il percorso avviato nel pieno e totale rispetto della legalità saprà restituire a Cpl gli strumenti per un nuovo inizio, fondato sul quel lavoro». «È emersa la concorde e condivisa volontà di salvaguardare il futuro della società, che rappresenta storicamente un segmento importante nel tessuto economico della provincia di Modena, attraverso un impegno comune di tutte le istituzioni pubbliche e delle rappresentanze sindacali». Questo nel comunicato della Prefettura di Modena, che un giorno dopo fa il suo comunicato sul summit di martedì conil presidente dell Anac Raffaele Cantone e le altre parti politiche e sociali coinvolte. Dai ministeri dello Sviluppo economico, lavoro e mef è già arivata la «massima disponibilità a ricercare le soluzioni più idonee a superare i problemi occupazionali». «Siamo vicini a una buona notizia sugli ammortizzatori sociali». Così anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che aveva partecipato al summit: «E noi come Regione abbiamo già detto che faremo la nostra parte». Insomma, Roma non può che fare la sua, di parti.

14 Pagina 14 di 37 «Impossibile convivere con il deposito bus» La rabbia dei residenti per corriere rumorose e inquinanti dall alba alla sera: «Fate controlli» di: Enrico Vincenzi VIGNOLA - Chiasso ed inquinamento quotidiani insidiano da tempo la vita di chi, a Vignola, abita vicino alle autorimesse Seta. A raccontare il disagio stavolta è Oualid El Housni: «I rumori cominciano la mattina alle 5. A quell ora arrivano i primi autisti e fanno uscire le corriere per parcheggiare le auto nei garage, cosa che non potrebbero fare. Poi le corriere vengono tenute accese per molto tempo prima della loro effettiva partenza, mentre per scaldare il motore a sufficienza basterebbero pochi minuti. Però in molti le accendono prima, o non le spengono addirittura tra un servizio e l altro durante la giornata». L accensione prolungata e contemporanea di molte corriere produce un rumore assordante: «Magari uno si sveglierebbe alle 7, per andare a lavoro - continua Oualid - Ma con il rumore che c è uno è obbligato a svegliarsi già alle 5. Il rumore, poi, non è causato solo dagli autisti, ma anche dalla scarsa manutenzione e dal personale che inizia a fare dei lavori sempre alle 5, quando dovrebbe iniziare alle 8. Ormai viene da vivere con i loro ritmi: dormire alle 9 di sera per svegliarsi alle 5 di mattina». Al rumore, nel disturbare gli abitanti, si aggiunge poi l inquinamento degli scarichi degli automezzi: «La sera - racconta Oualid - viene giù l aria fresca dalle colline, e terremmo le finestre aperte. Solo che, con l accensione delle corriere, uno si trova la casa invasa dai gas di scarico». Il problema, secondo Oualid, si risolverebbe facendo più controlli: «I vigili possono fare poco, perché sono a corto di personale. In questo modo, gli autisti si comportano come vogliono. C è chi si saluta col clacson, chi fuma a bordo della vettura...». Oualid non è certo stato con le mani in mano, ma anzi da tempo denuncia la situazione, anche tramite video postati su Youtube; si è anche rivolto spesso alle istituzioni locali coinvolte: «Già altri prima di me avevano provato a segnalare i problemi, ma non è cambiato nulla. Quando ci sono stati problemi simili con la Tpa, in passato, è bastato poco per risolverli; Seta, invece, per del tempo non si è fatta sentire sull argomento, e dei gran controlli da parte sua non ci sono stati. È ultimamente che sembra stia cominciando ad interessarsi alla cosa. Altre istituzioni come Ausl o Arpa si sono passate spesso la palla a vicenda. Mi sono anche fatto sentire in Comune, che deve parlarne con l azienda». A questo proposito, dalla segreteria del sindaco fanno sapere che «la situazione è ancora del tutto in divenire. È stato però contattato dal Comune il responsabile marketing di Seta, persona puntuale che ha notato che in questo contesto ci sono stati dei comportamenti non ammessi, e che è stata avviata un indagine interna a proposito».

15 Pagina 15 di 37 Urbanistica, nuove regole per altezze e zone rurali Il consiglio approva il recupero dei fabbricati per chi non è agricoltore. E in zona B2 fissato il limite dei 13,5 metri. Presto il cambio delle aree edificabili di: Marco Pederzoli VIGNOLA - Cambiano le regole urbanistiche di Vignola, e ulteriori modifiche sono previste anche il prossimo autunno. Il consiglio comunale ha preso infatti due importanti decisioni all unanimità: da una parte il via libera a nuove opportunità per il recupero di fabbricati agricoli che non siano ad uso abitativo, dall altra è stata posta un altezza fissa (13,5 metri) ai fabbricati residenziali che si trovano in area cosiddetta B2. Ad annunciare queste novità è lo stesso primo cittadino, Mauro Smeraldi, che ha spiegato: «Si tratta di un importante risultato, che ha ottenuto un approvazione all unanimità tra le forze politiche, e che mette chiarezza su alcuni punti dell urbanistica cittadina. Per quanto riguarda le zone agricole, ora i fabbricati che non abbiano un uso abitativo (cioè vecchie stalle, ricoveri attrezzi, etc.) potranno essere recuperati non solo da parte di agricoltori, come avveniva fino ad oggi, ma anche da industrie del settore agroalimentare, che producano però prodotti tipici del territorio». L altra importante novità aggiunge il primo cittadino riguarda le altezze dei fabbricati in zona B2, sui quali finora c è stata poca chiarezza sull altezza massima che potevano raggiungere, tanto che è ormai nota la situazione venutasi a creare con due immobili residenziali di via Per Spilamberto, che dal Consiglio di Stato sono stati dichiarati troppo alti (e per i quali il Comune, vista la situazione piuttosto delicata, sta pensando a una sorta di sanatoria, ndr). La normativa precedente prevedeva infatti che le altezze degli edifici dovesse essere calcolata sulla base delle altezze medie degli edifici circostanti. Ora, invece, è stata stabilita un altezza fissa per queste zone B2: 13,5 metri di altezza massima. Se è stato possibile raggiungere questi risultati chiude Smeraldi peraltro all unanimità, un grazie va al lavoro dei tecnici che vi hanno lavorato, in particolare agli architetti Gianferrari e Turchi e al geometra Tremosini». E come detto a settembre ci saranno altre importanti iniziative in materia di urbanistica che dovranno essere adottate dal consiglio comunale. L amministrazione, infatti, ha intenzione di togliere l edificabilità ad alcuni terreni edificabili su cui da anni non è mai stato fatto alcun intervento e di renderne invece edificabili altri, che non lo sono mai stati, sempre mantenendo però invariato l indice di edificabilità globale per l area vignolese. Ma di questo tema delicato se ne discuterà solo tra qualche settimana.

16 Pagina 16 di 37 «Niente aumenti di tasse nel Pd, avanti al voto con Sel e civici» Bonaccini a ruota libera, dal bilancio alle alleanze future di: Saverio Migliari BOLOGNA - TASSE BLOCCATE per un altro anno, aree vaste entro dicembre e una nuova spinta per le infrastrutture. Nel suo ufficio al 17esimo piano di una delle torri della Regione Stefano Bonaccini snocciola i risultati raggiunti in sei mesi di mandato. Poi promette di non alzare le tasse nel 2016 (l addizionale Irpef era già stata ritoccata negli ultimi mesi del 2014 da Errani) e di continuare a smontare, pezzo per pezzo, il policentrismo. Il governatore parte proprio da qui, quando dice che «la legge sul riordino sarà il confine entro il quale muoversi». E per questo è ora di «abbandonare il concetto di piccolo e bello», andando verso la fusione tra i comuni e l istituzione delle aree vaste. Ma Modena fa fatica a digerire l ipotesi di unirsi in un area con Reggio Emilia. Lei, che è modenese, cosa ne pensa? «L Emilia deve decidere come stare insieme: se in un unica aggregazione, da Piacenza a Modena, oppure con un altra soluzione. La Romagna è già pronta. Ferrara, dai segnali che ho, si richiamerà molto a Bologna». Capitolo bilancio. Ci saranno novità l anno prossimo? «Non aumenteremo le tasse. Il nostro bilancio è solido. Ridurle? Non prometto ciò che non posso mantenere. Potessi ridurle, magari. Vedremo in corso d opera nella discussione sul bilancio cosa possiamo fare». Intanto deve gestire una maggioranza che a volte sussulta per le frizioni tra Pd e Sel. Cosa pensa di fare? «Credo che la sensibilità di Sel, in molti provvedimenti che abbiamo adottato, ci stia dentro e la possano rivendicare. Sel è adulta a sufficienza per decidere da sola come comportarsi. Ma io penso che si possa ritrovare pienamente nell azione di governo che abbiamo messo in campo». Però sui provvedimenti della vicepresidente Gualmini ci sono stati molti attriti. Sel ha avvertito che l appoggio non è scontato. «Gualmini sta lavorando davvero bene. Penso che sia stata fatta un ottima legge sui campi per sinti e rom, che non è populista ma affronta un problema serio di gestione di quegli spazi. Sulle occupazioni sapete il mio netto giudizio: non devono trovare solidarietà di nessun tipo». In Assemblea legislativa il Pd potrebbe governare da solo, con i numeri che ha. Perché mantenete l alleanza? «Il Pd non si deve isolare, per quanto forte e robusto possa essere. Ora non è più il mio ruolo, ma credo che anche il segretario regionale Paolo Calvano l abbia spiegato molto bene. Un centrosinistra nuovo può essere fatto, ancor più che in passato, dalle forze politiche che ci sono, insieme a quei movimenti e liste civiche che non vogliono condannarsi solo alla protesta. Io credo che si debba provare a costruirla così, che nei territori si possa fare. E questo può voler dire anche alleanze differenti territorio per territorio». Infrastrutture: quali gli obiettivi? «Vorrei vedere sciolto il nodo simbolico del People Mover (la navetta per l aeroporto di Bologna; ndr): significherebbe scrivere un sì dopo tanti anni a Bologna».

17 Pagina 17 di 37 Cna, Reggio lavora alla fusione con Parma BOLOGNA - La Cna di Reggio Emilia «sta lavorando da tempo, in silenzio ma concretamente, con la Cna di Parma per dare vita a una Cna dell Emilia Nord». Un primo step «al quale potrebbero aggiungersi altre associazioni provinciali e importanti collaborazioni con Cna fuori dai confini regionali». Lo annuncia Fabio Bezzi, direttore della Cna di Reggio Emilia

18 Pagina 18 di 37 Confartigianato, patto per i servizi Una nuova federazione nel triangolo Bologna-Ferrara-Imola di: Enrico Agnessi BOLOGNA - UNA NUOVA federazione da 10mila associati, capace di abbracciare una trentina di sedi territoriali e oltre 200 collaboratori attraverso un asse lungo 70 chilometri. Siglato ieri il protocollo d intesa che ha come obiettivo la nascita, prevista per l autunno, della prima federazione interprovinciale di Confartigianato in Emilia-Romagna. L accordo riguarda l associazione di Ferrara e la Confartigianato Assimprese Bologna Metropolitana, nata nell Imolese negli anni Novanta e oggi presente in tutto il territorio del capoluogo emiliano. Un passaggio imporante, nel panorama regionale, che segue la strada intrapresa anche da Unindustria, a sua volta pronta a dar vita a un soggetto unico per Bologna, Modena e Ferrara. DI CERTO la nuova realtà ha i numeri per una più efficace rappresentanza sindacale, potendo dialogare ai livelli metropolitano e regionale. I primi punti in agenda? Neanche a dirlo, la riduzione della burocrazia e della pressione fiscale, «veri fardelli che ogni giorno frenano la corsa delle imprese», assicurano da Confartigianato. A siglare il protocollo che darà il via alla nuova federazione, il cui nome è ancora allo studio, sono stati l imolese Amilcare Renzi (Confartigianato Assimprese Bologna metropolitana) e Giuseppe Vancini (Confartigianato Ferrara). «Nell idea che sostiene il nostro progetto avverte Renzi la Città metropolitana esercita un ruolo propulsivo per un territorio che, sul piano delle relazioni commerciali, non si limiterà più alla sola cerchia dei vecchi confini provinciali, ma avrà un respiro ancor più ampio sul piano logistico e turistico». Dal canto suo, Vancini parla di «operazione di fondamentale importanza, alla quale abbiamo lavorato a lungo e alacremente, con l obiettivo di inserire Ferrara e le imprese associate in un circuito che, di fatto, rappresenta il cuore dell economia, con particolare riferimento alla manifattura». SECONDO Vancini si tratta infatti di «offrire alle aziende nuove opportunità sul fronte dei servizi, guardando all export, al mercato europeo e internazionale, uscendo dalla territorialità». Il tutto in un «percorso che, con lungimiranza, affronta il rischio isolamento dovuto riforma e alla soppressione delle Province».

19 Pagina 19 di 37 ll Tar 'blinda' il Lambrusco Doc: non si può imbottigliare a Reggio Accolto il ricorso del Consorzio di tutela presentato contro il Ministero di: FRANCESCO VECCHI Modena - QUARANTACINQUE chilometri prendendo l autostrada. Meno di un ora per essere sul posto. Stessa Regione, ma la provincia è diversa. Basta questa distanza per andare contro il disciplinare che tutela il Lambrusco Doc di Modena. È sufficiente imbottigliare il vino al di fuori dal territorio modenese, anche di poco come vedremo, per incappare in un provvedimento del tribunale ed essere così bloccati. Dice questo una recente sentenza del Tar del Lazio, pubblicata martedì, che ha accolto il ricorso del Consorzio di tutela del Lambrusco di Modena (rappresentato dall avvocato romano Ferdinando Albisinni) contro il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, nei confronti sia della società Donelli Vini spa, sia della Cantine Riunite & Civ (entrambe emiliane). Il motivo del contenzioso, di ambito puramente amministrativo, sta nel fatto che le società in questione avevano, prima di questa sentenza, l autorizzazione a imbottigliare il Lambrusco di Modena anche a Gattatico, dunque in territorio reggiano e fuori dalla provincia d origine del vino in questione. Ovviamente ciò era permesso esclusivamente a ciclo produttivo concluso. A permetterglielo è stato direttamente il Ministero, concedendo una deroga che era contenuta nel decreto del 3 luglio luglio Ma andiamo con ordine: la questione, ed il doppio ricorso al tribunale amministrativo da parte del Consorzio, nasce nel Quell anno il Lambrusco Modena o di Modena fa un salto qualitativo notevole. Si passa infatti dall Igt (Indicazione geografica tipica) al Doc (Denominazione di origine controllata). Contestualmente il disciplinare di produzione del vino stabilisce ufficialmente che tutti i passaggi dietro una bottiglia di Lambrusco geminiano avvengano nel territorio di competenza. Dal campo alla tavola, per capirci meglio. Le due aziende in questione imbottigliavano il Lambrusco modenese nel reggiano già quando era Igt e grazie al decreto del 2003 avevano appunto ottenuto una deroga per proseguire, nonostante il passaggio al Doc. Per questo si finisce in tribunale. I giudici romani danno ora ragione al Consorzio: «L autorizzazione in deroga di cui si discute è stata adottata in assenza dei requisiti normativi previsti», dice il Tar. Una sentenza che fa riferimento a un precedente noto, ovvero l altro pronunciamento del Tar del Lazio del 2003, che aveva definito il Soave Superiore (divenuto Docg) un prodotto nuovo che prima non esisteva. Per tale ragione il Lambrusco Doc di Modena può essere prodotto ed imbottigliato solo e soltanto entro il territorio d origine. La vicenda è una riproposizione in dimensioni provinciali del famoso caso legato all imbottigliamento del vino Rioja, che ha visto la Corte di Giustizia Europea dare ragione alla Spagna in una lunga battaglia legale col Belgio. «Quando nel 2009 abbiamo ottenuto il Doc dice Ermi Bagni, direttore del Consorzio di tutela del Lambrusco di Modena lo spirito dei produttori era quello di mantenere la titolarità dell attività intera esclusivamente a Modena. Volontà ora blindata dalla sentenza».

20 Pagina 20 di 37 Autobus, rischio sovraffollamento Federconsumatori: «Penalizzati i più poveri» di: Alessandra Codeluppi Modena - LE NUOVE restrizioni varate dalla Regione sulla circolazione delle auto rischiano di avere un pesante impatto anche sul fronte del trasporto pubblico. La flotta di autobus di Seta conta a Modena e provincia 382 mezzi, di cui 158 usati per il servizio urbano. Sul totale, 133 sono mezzi Euro 2 e altri 115 Euro 3: significa che più della metà degli autobus, cioè 248, è datata e non in linea con le più recenti norme antinquinamento (anche se, trattandosi di mezzi pubblici, ovviamente non saranno sottoposti allo stop). Gli Euro 4 sono 14 e gli Euro 5 sono 75, mentre 45 sono Eev, cioè a inquinamento nullo (elettrici ) oppure di classe superiore alla 5 ma non ancora omologati in 6. La flotta dovrebbe arricchirsi con altri tre autobus Euro 6 a metano, i primi ad arrivare nella nostra regione, in settembre: saranno adibiti al trasporto urbano. Circa 22mila famiglie a Modena potrebbero rimanere senza l auto, quasi il doppio del passato: dividendo questo valore per 382, il numero di mezzi a disposizione di Seta, si ottiene come risultato 58, cioè il numero di persone che ogni autobus dovrebbe trasportare in più. Certamente è un calcolo spannometrico e approssimativo, ma evidenzia un possibile problema: trovandosi a piedi negli orari di punta per cinque giorni su sette, molti cittadini potrebbero riversarsi sugli autobus. Da Seta vedono con favore un possibile aumento dei viaggiatori: in passato, di fronte alle manovre antismog, si è assistito a un aumento degli abbonamenti mensili positivo per le casse. Tuttavia non nascondono eventuali criticità a fronte di possibili assalti ai mezzi pubblici. I motivi sono molteplici: innanzitutto, come emerso anche dalle recenti rimostranze dei sindacati della scuola, per il 2014/2015 è previsto un aumento di un migliaio di studenti delle scuole superiori, categoria che rappresenta anche oltre la metà degli utenti di Seta. Se a Modena, su 158 autobus, ne circolano d estate circa sessanta, dall autunno in poi viaggiano il doppio (circa 120): questo significa avere una scorta di una trentina di mezzi. Saranno sufficienti a garantire le domande degli automobilisti appiedati? E come organizzare il servizio, compito che spetta all Agenzia della mobilità, dovendo rispondere anche alle domande di trasporto, svariate e difficilmente prevedibili, di numerosi cittadini in tutto il territorio? Perplesso anche Simone Scagliarini, vicepresidente della Federconsumatori provinciale: «Pur avendo una finalità buona, questa misura penalizza le famiglie in un momento critico. Inoltre siamo d accordo sul fatto di potenziare il trasporto pubblico, ma non certo come soluzione disperata di fronte a un provvedimento simile». La questione approderà a livello regionale: «Faremo un direttivo per vedere quali misure intraprendere».

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