Il Progetto Cóndor: dall'argentina all'iraq passando per l'italia

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1 Il Progetto Cóndor: dall'argentina all'iraq passando per l'italia 8 March 2013 Author: Francesco G. Leone & Martina Zannotti Language: Italiano Keywords: Military ofargentina Program Condor Rocketry

2 2 Abstract This research describes the origin of the Argentine Condor II missile program, the international context in which this plan was carried out by the government ofbuenos Aires and the collaboration with Egypt and Iraq during the beginning of the 1980s, pointing out the missile proliferation in those years. The plan was to develop this missile further in Argentina and then pass the technology and design on to Egypt and Iraq. Egypt promised to procure additional technology whilst Iraq had to provide the financing. Because ofdisputes, US political pressures and the intervention ofmissile Technology Control Regime (MTCR) the collaboration with Iraq and Egypt ended in late 1988, after which Baghdad tried to complete the project alone by dealing directly with the supplier companies and relying on its own capabilities. By the way the research surveys the implication of Italian Banca Nazionale del Lavoro in financing the Condor II project during the regime ofsaddam Hussein. Analyzing the origin and the development of this missile program could help us to better understand current possible expansions in the area of space programs, especially in Argentina. I S S N : Authors Francesco G. Leone is Director of "Latin America" Research Program for the Institute of Advanced Studies in Geopolitics and Auxiliary Sciences (IsAG). Martina Zannotti is Associate Researcher of IsAG. Authors would like to thank Guillerme Descalzo for his contribution to this report and for the diagrams realized by Carlos Daneri and Jorge Nevesnik.

3 3 Introduzione Tra il 1975 e il 1995, l'argentina costruì e smantellò probabilmente il più avanzato programma missilistico della storia sudamericana. Il progetto iniziale del governo argentino, negli anni '70, ruotava attorno alla costruzione di missili balistici che fungessero da deterrente nei confronti di Cile e Regno Unito con cui l'argentina aveva da tempo delle dispute territoriali in sospeso. Già dalla metà degli anni '80, il programma pianificato da Buenos Aires aveva superato di gran lunga quello del suo rivale più vicino, il Brasile, grazie anche al fatto che era riuscito ad attrarre finanziamenti e aiuti tecnologici dall'egitto e dall'iraq1. Lo scopo principale delle attività missilistiche di Brasilia fu contrastare il programma Cóndor. Alcune imprese come Avibras e Orbita cercarono invano di sviluppare missili balistici ma furono costrette a rinunciare per l insostenibilità dei piani finanziari. Ricordiamo che il Brasile in questo ambito, ha sviluppato alcuni vettori come il Sonda IV ed il VLS (Veiculo Lançador de Satélites) capaci di essere trasformati in missili ma che vengono utilizzati come vettori spaziali. Si può affermare, dunque, che preoccupazioni di natura regionale, questioni di prestigio nazionale, la rivalità tecnologica con il Brasile e i finanziamenti provenienti dall'iraq furono tutti fattori che incoraggiarono l'argentina a produrre missili in casa propria. Fu così quindi che dal 1984 l'iraq si decise ad avviare uno sforzo congiunto con l'egitto e l'argentina al fine di sviluppare un sistema missilistico di alta tecnologia a due stadi con una gittata di 1000 chilometri dal nome di BADR 2000 in Iraq e in Egitto e Cóndor II in Argentina2. Alcune imprese e filiali bancarie italiane operanti all estero hanno collaborato al progetto fornendo tecnologia all Argentina e concedendo finanziamenti all Iraq. A continuazione analizzeremo nel dettaglio il progetto missilistico, il ruolo delle nazioni che furono a vario titolo coinvolte, le cause del suo fallimento e l ipotetico sviluppo che il programma avrebbe avuto nel corso degli anni. Il contesto internazionale Ufficialmente il governo argentino informò che il progetto Cóndor II faceva parte di un programma pacifico destinato alla messa in orbita di satelliti, completamente al di fuori degli scopi militari. In realtà, dopo la pesante sconfitta contro il Regno Unito per il controllo delle isole Malvinas/Flaklands nel 1982 l'obiettivo del governo argentino era quello di mettere a punto un programma missilistico più avanzato ed ambizioso che superasse il programma Cóndor I (vedi appendice I, punto 1). Le intenzioni di Buenos Aires suscitarono diverse critiche a livello internazionale; l'inghilterra, ad esempio, manifestò grande preoccupazione e malcontento rispetto alla gittata di 1000 chilometri dei missili che avrebbero potuto raggiungere facilmente le coste delle isole Falkland/Malvinas e anche Israele non sembrava tollerare il progetto, temendo in particolare le intenzioni argentine di esportare il programma missilistico in Egitto e Iraq. Addirittura, nel tentativo di allontanare l'argentina dal vendere il programma all'egitto, Tel Aviv offrì a Buenos Aires dodici aerei Dagger, ma i suoi sforzi non valsero a nulla3. Sviluppo del programma in Argentina Il progetto iniziale prevedeva che i missili fossero prodotti e testati inizialmente in Argentina e successivamente la tecnologia e l'attrezzatura utilizzata sarebbe passata ai governi di Egitto e Iraq. Il programma avrebbe dovuto essere realizzato in stretta collaborazione con la Lega Araba per lo sviluppo industriale (ALIDO) con sede a Baghdad. Immediatamente, il Ministro della Difesa egiziano, dopo aver ricevuto l'accordo dei funzionari iracheni, stipulò il contratto con l'argentina per la produzione di missili. Secondo il contratto l'argentina avrebbe dovuto garantire lo sviluppo del sito di produzione (vedi appendice II, punti 1 e 2), l'iraq forniva i finanziamenti (vedi il punto 6) e l'egitto avrebbe dovuto

4 4 procurarsi la tecnologia necessaria. rete di appalti del Cóndor II coinvolse praticamente le stesse compagnie che parteciparono alla realizzazione del programma Cóndor I infatti, tra il 1982 e il 1984, circa centocinquanta ingegneri e venti aziende dell'europa occidentale si associarono ai tre paesi in un consorzio che gestì alcune parti del Progetto 395. Il Gruppo elvetico Consen gestì gli aspetti tecnici del programma, la MMB della Germania dell'est fornì sistemi di orientamento, di simulazione e integrazione, l'italiana SNIA-Bpd garantì le competenze per i motori e per l'orientamento tecnologico mentre la MAN della Germania dell'ovest fornì i lanciatori mobili. Con il passare del tempo e con i primi progressi del programma missilistico anche diverse aziende statunitensi cominciarono ad affiancarsi al progetto dei tre paesi, la Honeywell, ad esempio, acconsentì a fornire testate esplosive per i missili balistici. La tecnologia e l'attrezzatura di matrice americana furono utilizzate per costruire parte delle infrastrutture necessarie ai funzionari iracheni per la produzione di massa di missili Cóndor II. Fig. 1: Il missile Cóndor II4 Sviluppo del programma in Medio Oriente Nel 1985, secondo quanto riportò la stampa dell'epoca, l'iraq spese circa 400 milioni di dollari per costruire impianti di produzione e, a partire del 1989, ricevette un impianto per la produzione di prodotti chimici necessari per la fabbricazione di motori a razzo a combustibile solido e una fabbrica per la costruzione dei componenti e l'assemblaggio dei missili. I progressi del programma missilistico furono molto lenti in parte a causa della necessità di acquisire segretamente materiali e tecnologie utilizzate per la produzione di missili balistici all'estero. A partire del 1987, Saddam Hussein manifestò il suo malcontento relativo alla lentezza del progetto e non celò i sospetti che i suoi partners si stessero appropriando di alcuni dei miliardi investiti dal regime iracheno. In seguito ad alcune controversie tra i paesi aderenti al Progetto 395, il 1988 fu l'anno della svolta per l'iraq che pose fine all'accordo di cooperazione con il governo egiziano e argentino, dichiarando di voler procedere autonomamente al completamento del proprio progetto missilistico BADR2000; così facendo l'iraq si spianò la strada per la firma di accordi diretti con le imprese fornitrici. Il progetto 395 aveva all'epoca almeno tre siti di produzione in Iraq, ognuno dei quali aveva una diversa funzione. Nonostante tutti gli sforzi, però, il Cóndor II non fu prodotto in massa in tempo per l'invasione del Kuwait nell'agosto del 1990, ma consentì comunque all'iraq di importare attrezzatura altamente tecnologica per la produzione di missili BADR Nonostante ciò, il regime di Saddam Hussein riuscì a celare alle Nazioni Unite la produzione di missili e di componenti necessarie alla loro fabbricazione, negando addirittura di aver ricevuto missili e altro materiale dall'estero6. Fig. 2: Il missile BADR Il fallimento del programma Tuttavia già dal 1989, il progetto 395 incontrò una fase di stallo in seguito a diverse pressioni

5 5 internazionali che portò ad una stagnazione del programma sia in Argentina che in Egitto. Gli Stati Uniti, sin dal 1982, furono tra i primi a cercare di imporre un regime di controllo sulla proliferazione missilistica. In pratica l'amministrazione Reagan emanò la Direttiva 70 del Consiglio Nazionale di Sicurezza con la quale si cercava di controllare e limitare il trasferimento di tecnologia missilistica all'estero. Per tutto il periodo di attività del programma 395, gli Stati Uniti lavorarono alacremente per stabilire degli accordi multilaterali sul controllo della proliferazione missilistica e pressarono le compagnie dell'europa occidentale a ritirarsi dai consorzi missilistici all'estero. Fu da questo tentativo che nell'aprile del 1987 nacque il Missile Technology Control Regime (MTCR), frutto di un accordo tra Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna e Italia destinato a contrastare la produzione dei missili e dei velivoli non pilotati. Il MTCR non si configurava come un trattato formale, ma solo come un accordo informale, che si concretizzava nella condivisione di linee guida da applicare al trasferimento di missili e tecnologie correlate, completo di una lista dei componenti e sistemi sottoposti a controllo. Le indicazioni e le raccomandazioni finalizzate al controllo delle esportazioni erano strutturate in modo da ostacolare e rallentare i programmi missilistici degli Stati proliferanti8. Oltre ai rigidi controlli del MTCR, la prosecuzione del programma missilistico da parte del governo egiziano venne pesantemente scoraggiata dalle pressioni statunitensi che riuscirono ad ottenere, nel 1989, il ritiro della partecipazione egiziana ed argentina dal programma Cóndor II. A far precipitare l'interesse e il fascino del programma in Argentina fu soprattutto il cambiamento radicale delle prospettive dei costi del programma che quadruplicarono anche in conseguenza del ritiro dei finanziamenti provenienti dall'iraq. L'aumento dei costi del progetto furono determinati anche da alcune questioni tecniche emerse durante un primo volo di prova del prototipo realizzato in Iraq durante il quale si evidenziarono dei problemi legati al sistema di guida dei missili che necessitavano procedure più all'avanguardia. Secondo l'opinione dell'esperto di proliferazione missilistica Dinshaw Mistry il proseguimento del programma senza i fondi egiziani e iracheni sarebbe costato all'argentina circa sei miliardi e mezzo di dollari9. Oltre alla questione dei costi esorbitanti si aggiunse il fatto che nel 1988 gli Stati Uniti cominciarono a richiedere esplicitamente all'argentina di ritirarsi dal programma; in un incontro presso la Casa Bianca nel settembre del 1989, il Presidente George Bush intimò al neo Presidente argentino Carlos Saúl Menem di abbandonare il progetto pena l'allontanamento dell'argentina dal Fondo Monetario Internazionale e la riduzione di tutti i fondi statunitensi destinati a Buenos Aires. Le preoccupazioni principali della diplomazia nordamericana ruotavano attorno alle eventuali conseguenze negative relative alla questione della proliferazione missilistica che tale programma avrebbe potuto avere sia nella regione sudamericana che in altre regioni ancora più calde, come il Medio Oriente, ad esempio. Per gli Stati Uniti era inconcepibile che l'argentina detenesse un piano missilistico costituito proprio da missili che sia Washington che Mosca si erano impegnati precedentemente a smantellare. Tali divergenze in materia di politica nucleare avrebbero potuto compromettere seriamente la relazione bilaterale tra Washington e Buenos Aires, proprio per questo le pressioni statunitensi tra la fine del 1989 e il 1990 furono particolarmente insistenti10. Le minacce di Washington sortirono l'effetto sperato. L'amministrazione Menem, desiderosa di rilanciare le relazioni con gli Stati Uniti annunciò lo smantellamento del programma, nonostante le pressioni interne avanzate dai gruppi più nazionalisti del suo paese e dai membri dell'aeronautica Militare Argentina che non volevano assolutamente piegarsi alla volontà statunitense di distruggere il piano missilistico più all'avanguardia che l'argentina avesse mai detenuto e che avrebbe dato lustro al prestigio nazionale del paese sudamericano. Un rapporto della CIA del 1990 segnala come l'allora Presidente argentino abbia compiuto i primi passi verso lo smantellamento del programma in modo da riavvicinarsi agli Stati Uniti e rilanciare l'immagine internazionale dell'argentina. In cambio di questa decisione, Menem si aspettava dagli Stati Uniti una maggiore cooperazione nel settore aerospaziale e l'appoggio necessario per garantire l'ingresso dell'argentina nel MTCR Nel maggio del 1991, il governo argentino dichiarò di aver distrutto il programma Cóndor II ritenuto

6 6 responsabile di aver causato instabilità a livello globale, di aver danneggiato il prestigio nazionale dell'argentina e di aver accresciuto, piuttosto che ridotto, la vulnerabilità militare del paese. Il Presidente Bush si congratulò con il Presidente Menem per la decisione presa nell'ambito della non proliferazione. Lo smantellamento del piano Condor, affermava Bush, aiuterà l Argentina ad integrarsi nella comunità internazionale in maniera costruttiva11. Nonostante i significativi progressi che l Argentina registrò nello smantellamento di tutti gli impianti vincolati al programma, alcuni componenti non furono registrati e distrutti come richiesto. L Aeronautica Militare Argentina possedeva ancora la tecnologia necessaria per iniziare il progetto da capo ed i contatti per cederla ad altri paesi. Gli Stati Uniti trasmisero all Argentina la lista con i componenti che dovevano essere distrutti per sedere all interno del MTCR. I membri del MTCR avrebbero deciso di accogliere l Argentina una volta ultimata l effettiva distruzione del materiale elencato12. Così come per l'argentina anche per l'egitto il 1989 fu l'anno in cui Hosni Mubarak decise di ritirarsi dal programma Cóndor, lasciando all'iraq la possibilità di procedere autonomamente nel piano di proliferazione missilistica. L'Iraq di Saddam Hussein desiderava un missile a lungo raggio già dagli inizi degli anni '80 quando acquistò più di ottocento missili SCUD B dall'unione Sovietica. La partecipazione irachena al programma missilistico Cóndor II confermava dunque il desiderio di Saddam Hussein di possedere un arsenale missilistico a lungo raggio con una gittata stimata tra i 750 e 1000 chilometri13. In realtà, ben presto, il governo iracheno riconobbe che nonostante i 400 milioni di dollari spesi nel programma missilistico BADR 2000, sarebbe stato praticamente impossibile procedere al completamento del progetto 395 e ottenere un arsenale missilistico. Gli stessi ispettori delle Nazioni Unite poterono confermare quanto sostenuto dal regime di Saddam Hussein. Fig. 3: Evoluzione del missile Scud14 Fig. 4: Grafico che ritrae il missile Al Samoud15. Fallito il progetto 395, agli inizi degli anni novanta, il governo iracheno continuò a lavorare su due sistemi balistici a corto raggio: il razzo Al Samoud, a combustibile liquido e il missile Ababil 100 a propellente solido. L'Al Samoud è una copia in piccola scala del missile sovietico SCUD ed era in grado di superare il raggio limite dei 150 chilometri previsto dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n 687, raggiungendo i 180 chilometri. Al fine di risolvere i problemi legati alla stabilità di volo dei missili, i tecnici iracheni decisero di aumentare il diametro dei missili da 500 a 750 millimetri ma incontrarono l' opposizione delle Nazioni Unite che proibirono all'iraq di produrre missili con diametro superiore ai 600 millimetri. Il programma Al Samoud venne definitivamente distrutto nel 2003 per volere dei commissari delle Nazioni Unite che ordinarono la distruzione di tutti i missili del programma16. L'Iraq Survey Group, alla fine degli anni '90, rilasciò una dichiarazione in cui affermava che le sanzioni dell'onu e i continui monitoraggi delle aziende irachene implicate nella produzione di missili avevano effettivamente distrutto la capacità dell'iraq di acquistare o produrre missili balistici a lungo raggio, anche

7 7 se lo stesso report dell'isg rendeva noto che la volontà di Saddam Hussein era quella di non arrendersi alla realizzazione di un progetto missilistico iracheno su larga scala. Al contrario del regime di Hussein, i governi successivi non hanno dichiarato pubblicamente di voler proseguire un'opera di proliferazione missilistica anche se questo scenario potrebbe andare incontro a dei cambiamenti, soprattutto dopo che le truppe dell'esercito statunitense hanno abbandonato il suolo iracheno nel Il coinvolgimento dell Italia nel programma Il 4 agosto del 1989 il Federal Bureau of Investigations (FBI) irruppe negli uffici della Banca Nazionale del Lavoro (BNL) ad Atlanta. L accusa fu pesante: l aver concesso finanziamenti illeciti all Iraq per quasi tre miliardi di dollari arginando l auditing interno e le procedure di controllo previste dalla leggi americane. Tali finanziamenti avrebbero permesso a Saddam Hussein di sostenere finanziariamente il progetto Cóndor II e BADR La notizia fece subito scalpore perché a quei tempi lo Stato italiano deteneva il totale controllo azionario sulla banca. Perciò ben presto divenne uno scandalo di proporzioni colossali. Un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica18 del 22 novembre del 1989 riportò la notizia che i servizi segreti americani furono al corrente dei traffici tra la filiale della banca incriminata e l' Iraq. Sapevano anche che Baghdad intendeva sviluppare un potente missile balistico e che aveva creato un network internazionale per procurarsi le tecnologie idonee. Ma nonostante queste informazioni Washington non fece nulla per interrompere le forniture industriali all Iraq provenienti dai paesi occidentali. Il Senato della Repubblica, durante la decima legislatura, istituì una Commissione d Inchiesta per fare luce su quanto accaduto19. Secondo i documenti che riportano l audizione dell allora presidente della BNL, dottor Pedde, egli sarebbe venuto a conoscenza dei crediti illegalmente concessi dalla filiale di Atlanta alle banche irachene il giorno 5 agosto del 1989 alle a seguito delle informazioni fornite dal direttore generale della Banca d Italia. Pedde decise di inviare a Baghdad due delegazioni: una il 9 e l altra il 26 agosto La prima ritornò in Italia con una dichiarazione formale del Governo iracheno di riconoscimento del debito. La seconda iniziò le negoziazioni per la sistemazione del credito, che furono vicinissime alla conclusione, si interruppero e furono poi concluse a Ginevra il 20 gennaio La vicenda presentò, da subito, contorni poco chiari. Non si capì in effetti come la filiale di Atlanta riuscì ad arginare i controlli serrati imposti dal rigoroso sistema bancario americano pur avendo ricevuto il maggior numero di ispezioni allora effettuati. L allora deputato americano Henry B. Gonzalez, presidente della Commissione Banche, Finanze ed Affari Urbani della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti interpellato nelle audizioni del 9 ottobre 1990, 4 febbraio 1991 e 21 febbraio 1991 dichiarò di aver ricevuto un memorandum dal quale risultava che un alto funzionario governativo sapeva che la BNL era in realtà un canale iracheno per l'acquisto di materiale bellico. Secondo Gonzalez, nel referendum fu scritto che " nella peggiore delle ipotesi le inchieste svolte dal Congresso o da altri avrebbero rilevato un legame diretto con il finanziamento del bilancio militare dell'iraq ed in particolare del missile Cóndor". Il contenuto sorprendente del memorandum rivelò che da parte dell'amministrazione e del Federal Reserve Board sono stati compiuti sforzi volti ad ostacolare le indagini sulla BNL20. Addirittura Gonzalez asserisce di aver inviato al presidente americano George Bush documenti che dimostravano il coinvolgimento di alcune ditte americane ed europee nello sviluppo dei missili balistici Cóndor II21. Un verbale risalente al 3 febbraio del 1992, redatto dalla Commissione da lui presieduta, svela come l italianissima BNL ed altre ditte occidentali, con il compiacimento del governo degli Stati Uniti, avrebbero contribuito a sostenere materialmente e finanziariamente il programma Cóndor. Le sue parole furono lapidarie: However, it is clear that much was done, and that BNL loans were vital to the program, and that numerous Western sources, including companies from Europe and the United States took part. La linea di credito che la BNL aprì in favore di Baghdad spiegherebbe la rilevante e rinvigorita capacità

8 8 finanziaria del governo iracheno nei confronti del programma Cóndor nonostante il paese fosse sull orlo della bancarotta come conseguenza delle ingenti spese belliche sostenute contro l Iran. Possibili ulteriori sviluppi Dunque, nonostante il fatto che il programma Cóndor nacque come il più avanzato progetto missilistico del Sudamerica e uno dei più desiderati dal Medio Oriente, non ebbe lunga vita in nessuno dei tre paesi che lo appoggiarono. Attualmente, l'argentina, da cui tutto partì, ha una limitata capacità di produzione di missili balistici e recenti iniziative, tra cui la proposta per la realizzazione di un'agenzia spaziale sudamericana, hanno posto le basi per una partnership tecnologica con il Brasile basata essenzialmente sulla fine della storica rivalità tra i due paesi in materia di proliferazione missilistica. Quest ultimo paese, a seguito della fine del programma Cóndor II e della disfatta delle forze militari dell Iraq durante la campagna militare tempesta del deserto, si concentrò nello sviluppo di un vettore civile raggiungendo risultati discreti nonostante alcuni gravi incidenti avvenuti nel 1999 e nel Alcuni esperti23 ritengono che una ipotetica prosecuzione del programma Cóndor II e successiva evoluzione avrebbe portato alla costruzione di altri tre nuovi vettori. Al primo, Cóndor II-A a tre stadi iniziali, si sarebbe aggiunto un altro per il trasporto di piccoli satelliti nelle orbite basse. Il secondo razzo, il Cóndor III, a quattro stadi, sarebbe servito per il lancio di satelliti nelle orbite medie ed infine il Cóndor LSA, vettore per il Lancio di Satelliti Argentini sempre di quattro fasi, con quattro propulsori addizionali avrebbe consentito il posizionamento di grandi satelliti nelle orbite medio/alte. Il governo argentino, a partire del 2003, ha dato un nuovo slancio al programma nazionale spaziale aumentando i fondi a disposizione ed inquadrando la ricerca scientifica dei vettori e dei razzi nell ambito di un progetto integralmente civile per scopi pacifici. Fig. 5: Grafico che riporta l ipotetica evoluzione del programma Cóndor.

9 9 APPENDICE I: CARATTERISTICHE TECNICHE DEI VETTORI Missile Cóndor I Il Cóndor I, con una longitudine di 8 metri e 0,8 di diametro, fu un vettore monofase a combustibile solido realizzato con compositi di HTPB (Hidoxil Terminated Poly Butadiene) gli stessi utilizzati nei boosters Thiokol dello Space Shuttle. Il combustibile si fabbricava in Argentina, presso gli impianti industriali situati nella cittadina di Falda del Carmen, provincia di Córdoba (vedi appendice II, punto 1). Il sistema di direzione, di matrice inerziale-aerodinamico con alette posteriori, solo realizzava un volo stabile in forma verticale o dipendente dall angolo di lancio e non possedeva alcun sistema di guida intelligente. Il Cóndor I era preordinato allo sviluppo di un motore-razzo da utilizzare eventualmente per la ricerca atmosferica con una portata di 300 chilometri ed un carico di circa chilogrammi. I collaudi statici del motore furono realizzati nel Fig. 6: Schema del missile Cóndor I24 Fig. 7: Foto d archivio che ritrae il Cóndor I presso il Centro di Sperimentazione di Villa Chamical (La Rioja, Argentina)

10 10 Fig. 8: Fotografia che ritrae il missile Cóndor I presso il Museo Universitario di Tecnologia Spaziale (Córdoba, Argentina). Missile Cóndor II Il Cóndor II era un vettore con una longitudine di 16 metri e 0,8 di diametro a due stadi con una gittata da mille chilometri che poteva trasportare un carico di trecento fino a cinquecento chili. La versione militare era accompagnata da un vettore per il lancio di piccoli satelliti che comprendeva uno stadio ulteriore. Alcuni esemplari sono stati ultimati ma non fu mai testato in volo sebbene alcuni giornali argentini abbiano riportato la notizia nel mese di marzo del L intera catena di produzione fu smantellata e spedita negli Stati Uniti per la sua distruzione nel Fig. 9: Planimetria del missile Cóndor II. 25

11 11 Fig. 10: Fotografia che mostra alcuni particolari del missile Cóndor II26.

12 12 APPENDICE II: I LUOGHI DI PRODUZIONE Falda del Carmen (Provincia di Córdoba, Argentina) Si tratta di una piccola cittadina distante 30 chilometri dal capoluogo di provincia, nel cuore dell Argentina. In questo luogo ebbero inizio le ricerche del programma Cóndor I e II. Attualmente la località ospita il Centro Spaziale Argentino Teofilo Tabanera sede del commando di controllo dei satelliti argentini e della recezione, catalogazione e raccolta dei dati provenienti dallo spazio. Fig. 11: Fotografia del complesso Centro Spaziale Argentino Teofilo Tabanera 27. Fig. 12: Veduta satellitare del Centro Spaziale Argentino Teofilo Tabanera. 28

13 13 Villa Chamical (Provincia della Rioja, Argentina) Nel 1943 il governo Argentino decise di costruire una base aerea militare nei pressi della località di Villa Chamical. La costruzione fu iniziata nel 1944 con lo stanziamento della prima partita di fondi pubblici. Nel 1961 si stabilisce all interno della base il Centro di Sperimentazione e Lancio di Proiettili ad Autopropulsione e col tempo diviene la principale base di lancio del programma spaziale argentino. Dal 1962 fino al 1974 si realizzarono alcuni esperimenti con razzi, vettori e missili. Nel mese di luglio del 2011 fu lanciato il missile Gradicom II che raggiunse i 100 chilometri di portata. Fig. 13: Fotografia satellitare del Centro di Sperimentazione e Lancio di Proiettili ad Autopropulsione presso la cittadina di Villa Chamical (La Rioja, Argentina)29. Fig. 14: Missile Gradicom II presso il complesso Chamical (La Rioja, Argentina)30.

14 14 APPENDICE III: RIASSUNTO DEI DOCUMENTI UFFICIALI CONSULTATI31 La politica nucleare di Alfonsín. Rapporto della CIA del 27 luglio 1984 Il rapporto rivela che l ex presidente Argentino Raúl Ricardo Alfonsín, predecessore di Carlos Saúl Menem, aveva sottoposto il programma nucleare argentino ad un meccanismo di controllo civile, cercando così di contrastare l influenza dei militari sulla Commissione Nazionale per l Energia Atomica (CNEA). Inoltre la CIA sapeva che il margine di manovra dell ex presidente argentino sulle questioni nucleari era limitato. Non solo perché la sua base politica era molto precaria, ma anche per la fragilità delle istituzioni democratiche del paese che, ricordiamo, usciva da una feroce dittatura militare. Gli analisti americani erano consapevoli che se Alfonsín avesse ceduto alle pressioni internazionali, i settori di potere più reazionari della società argentina lo avrebbero accusato di aver compromesso l indipendenza nucleare della nazione. A quei tempi la ratifica del Trattato di Tlatelolco del 1968, un accordo per la messa al bando delle armi atomiche in America Latina, non rientrava fra le priorità né di Alfonsín né del suo ministro degli esteri, dottor Dante Caputo. Per gli americani, le divergenze in materia di politica nucleare, avrebbero compromesso seriamente la relazione bilaterale e Buenos Aires non avrebbe concesso le garanzie necessarie per collaborare con Washington per un solo motivo: non voleva rinunciare a fornire assistenza nucleare alle restanti nazioni in vie di sviluppo. Contatti con gli argentini sul Cóndor II. Lettera indirizzata al Segretario per gli Affari Intermanericani del 25 maggio 1989 La lettera spiegava come gli argentini avevano cercato ingegnosamente di presentare il progetto Cóndor come uno dei tanti programmi pacifici di matrice aerospaziale. Washington non si fidava perché Buenos Aires non aveva mai avuto un piano spaziale sino allora e perché i missili potevano trasportare una carica nucleare di circa 500 chilogrammi a 300 chilometri di distanza. Il supporto fornito dall Egitto e l Iraq non era ben visto dagli analisti americani e l eventuale sviluppo di un programma missilistico in Medio Oriente avrebbe certamente compromesso la stabilità della regione. Neanche il trasferimento di tecnologie avanzate e l ingente quantità di capitali provenienti dal Medio Oriente e dall Europa occidentale era visto di buon occhio dagli americani. Infatti uno dei passaggi più significativi della lettera rifletteva sugli equilibri internazionali: se gli Stati Uniti e l Unione Sovietica avevano firmato un trattato che eliminava questo tipo di missile dalla faccia della Terra, perché avrebbero dovuti svilupparsi in altre parti del mondo?. La lettera suggeriva forme di collaborazione alternative. Se in passato vi furono intese fra gli Stati Uniti e l Argentina in ambito aerospaziale, nulla osta che tali sinergie possano svilupparsi in futuro. Il Dr. Gary Samore evidenzia i rischi della proliferazione nucleare in una riunione col governo israeliano. Cifra dell Ambasciata USA di Israele al Dipartimento di Stato del mese di maggio 1990 Il fonogramma riferisce che un funzionario americano si mostrò sorpreso che l ambasciatore Richard T. Kennedy abbia dato un cenno, col suo beneplacito, agli argentini in occasione della sua visita a Buenos Aires nonostante i rapporti classificati parlassero del supporto della Libia al progetto Cóndor. Un altro funzionario segnalò che in Argentina erano consapevoli dei rischi che correvano fornendo informazioni sensibili all Iraq e all Iran e che si aspettava che fossero cauti

15 15 Lo sviluppo missilistico iracheno. Rapporto della CIA del 29 maggio 1990 La CIA rivela alcuni retroscena della cosiddetta impresa cooperativa fra l Argentina, l Egitto e l Iraq. Segnala che nel 1984 l Iraq non poteva permettersi di avviare un piano missilistico proprio a causa della carenza d infrastrutture ma soprattutto per le spese sostenute durante la guerra con l Iran. Proprio per questi motivi Saddam Hussein collaborò al progetto Cóndor: l Egitto e l Iraq avrebbero reperito finanziamenti in cambio della consegna dei primi missili. Baghdad finanziò il programma in Argentina per circa tre anni. In questo lasso di tempo gli iracheni rintracciarono i materiali necessari per la produzione dei missili in Iraq. Di fatto il rapporto spiega che solo a partire dal 1987 l Iraq cominciò a costruire le sue istallazioni missilistiche. Gli analisti concludono che il programma Cóndor II entro in crisi a metà del 1989 dovuto principalmente alle pressioni internazionali, al regime di controllo della tecnologia missilistica (MTCR) ed alcune difficoltà tecniche risconte. Il programma Cóndor ad un punto critico. Rapporto della CIA del 01 agosto 1990 Il rapporto segnala come l allora presidente argentino Carlos Saúl Menem, nonostante le pressioni interne avanzate dai gruppi più nazionalisti del suo paese, abbia compiuto i primi passi verso lo smantellamento del programma. In questo modo avrebbe potuto migliorare l immagine internazionale dell Argentina e rilanciare la relazione bilaterale con gli Stati Uniti. Il rapporto avvertiva le autorità americane circa le resistenze da parte dei membri dell Aeronautica Militare Argentina e la fuga di informazioni e materiali al Medio Oriente. A cambio Menem si aspettava dagli Stati Uniti una maggiore cooperazione nel settore aerospaziale e, naturalmente, l appoggio necessario per portare a termine le sue riforme economiche. La situazione del programma missilistico argentino Cóndor II. Memorandum del 27 novembre 1990 Le autorità americana erano costantemente aggiornate circa gli sviluppi. Infatti il memorandum in questione, riferiva che l allora presidente argentino Carlos Saúl Menem aveva firmato il decreto che pose fine al programma e che autorizzava lo smantellamento delle strutture. Alcuni membri dell Aeronautica Militare Argentina, si organizzarono autonomamente con lo scopo di reperire fonti alternative di finanziamento. L intenzione era quella di proseguire lo sviluppo missilistico. Il Ministero degli Affari Esteri argentino aveva chiesto al governo americano assistenza tecnica per la redazione di norme interne efficaci relative al trasferimento di alta tecnologia. Buenos Aires propose inoltre di creare una nuova organizzazione civile per controllare lo sviluppo della tecnologia spaziale e balistica. Il governo americano auspicava cautela da parte di Menem onde evitare una ondata nazionalistica all interno delle Forze Armate e fra i membri del Parlamento. Riunione del Segretario alla Difesa con i membri della Commissione Difesa del Parlamento Argentino, Cifra dell Ambasciata Americana di Buenos Aires al Dipartimento di Stato nel mese di febbraio 1992 Questa cifra illustra alcuni particolari che emersero durante l audizione dell allora Segretario alla Difesa, Dick Cheney, in Commissione Difesa del Congresso Argentino. Cheney spiegò ai membri della Commissione che il proposito del suo viaggio era ringraziare l Argentina per la sua partecipazione alle operazioni nel Golfo Persico. I membri dell opposizione, invece, lamentarono la fine del programma Cóndor, il blocco delle forniture nucleari all Iran e, naturalmente, anche l invio di navi della Marina Militare Argentina al Golfo Persico. Il deputato Conrado Storani, manifestò che la cancellazione del programma missilistico avrebbe compromesso seriamente lo sviluppo e la produzione in loco di un

16 16 programma pacifico per il lancio di vettori spaziali. Riunione del sottosegretario Bartholomew con l ambasciatore argentino sul programma Condor. Cifra del Dipartimento di Stato all Ambasciata Statunitense in Argentina, marzo del 1992 La cifra riferisce che durante l incontro fra l ambasciatore Carlos Ortiz de Rozas ed il sottosegretario Reginald Bartholomew, quest ultimo riferì che la fine del Cóndor avrebbe favorito un contesto propizio per iniziare negoziati strategici fra i due paesi. Ortiz de Rozas spiegò che le istallazioni e le postazioni missilistiche passarono sotto il controllo della Commissione Nazionale per l Energia Atomica (CNEA) la quale procedette con l inventario. L ambasciatore argentino, si raccomandò affinché i benefici della relazione commerciale potessero placare l allora persistente sentimento nazionalista. Bartholomew rassicurò il suo interlocutore spiegando che gli Stati Uniti offriranno maggiore assistenza all Argentina. Incontro fra Bernard W. Aronson con il Ministro della Difesa Antonio Érman González. Cifra del Dipartimento di Stato all Ambasciata Statunitense in Argentina, luglio 1992 Durante l incontro il ministro González ringraziò Aronson, funzionario della sottosegreteria di Affari Interamericani, per le recenti forniture militari ottenute e si auspicò di riceverne altre in futuro. Il ministro sottolineò l idea di una sempre più fattiva collaborazione con la NATO e con le forze americane impegnate nelle missioni di pace delle Nazioni Unite. Informò altresì che i negoziati con la Banca Mondiale erano in uno stato avanzato e che la privatizzazione delle imprese militari quasi ultimata. Aronson precisò che l offerta degli aerei A-4 da parte del governo americano era un segnale di fiducia verso l operato dal presidente Menem. Lettera del presidente americano George Bush al presidente argentino Carlos S. Menem. Cifra del Dipartimento di Stato all Ambasciata Americana in Argentina, novembre 1992 Il messaggio riportava il ringraziamento di Bush a Menem per il compromesso raggiunto dal governo argentino nell ambito della non proliferazione. Lo smantellamento del piano Condor, scriveva Bush, aiuterà l Argentina ad incorporarsi nella comunità internazionale in maniera costruttiva. Relazione sul Cóndor II. Documento segreto del 22 luglio 1993 Nonostante i significativi progressi che l Argentina registrò nello smantellamento di tutti gli impianti vincolati al programma Cóndor, alcuni componenti non furono registrati e distrutti come richiesto. L Aeronautica Militare Argentina possedeva ancora la tecnologia necessaria per iniziare il progetto da capo ed i contatti per cederla ad altri paesi. Gli Stati Uniti trasmisero all Argentina la lista con i componenti che dovevano essere distrutti per sedere all interno del Missile Technology Control Regime (MTCR). I membri del MTCR avrebbero deciso di accogliere l Argentina una volta ultimata l effettiva distruzione del materiale elencato. Le aspettative argentine per l entrata nel MCTR. Rapporto della CIA del 29 ottobre 1993 Negli ultimi mesi, riferisce il rapporto, l Argentina realizzò considerevoli progressi adempiendo alle condizioni imposte per l ingresso al MTCR. Buenos Aires si aspettava da Washington un aiuto concreto al fine di ottenere la qualifica di membro pieno entro la fine di novembre. Caso contrario, il fallimento

17 17 americano sarebbe considerato dall Argentina come un ostacolo per le relazioni bilaterali ed un duro colpo alla credibilità personale del presidente Menem.

18 18 Dinshaw Mistry, Containing Missile Proliferation: Strategy, Technology, Security Regimes, and International Cooperation in Arms Control, Seattle, 2003, p The Nuclear Threat Initiative, Argentina Missiles, [On line] Url:http://www.nti.org. Consultato il 11/01/ Descalzo G., El Programa misilistico Argentino Cóndor, [On line]. Url:http://www.gdescalzo.com.ar/misilcondor.htm. Consultato il 11/01/ Fonte: Url: Consultato il 11/01/ BADR 2000, Project 395, Condor II. [On line] Url: Consultato il 11/01/ Iraq's Missile Program, [On line]. Url: il 11/01/ Fonte: Url: Consultato il 11/01/ Campregher P., Ruolo geopolitico e geostrategico della deterrenza missilistica negli equilibri del grande Medio Oriente, Trieste, 2009, p The Nuclear Threat Initiative, Argentina Missiles, [On line] Url: Consultato il 11/01/ Appendice III. Contatti con gli argentini sul Condor II, Lettera indirizzata al Segretario per gli Affari Interamericani del 25 maggio Tollefson Scott. D., El Condor Pasa: The Demise ofargentina s Ballistic Missile Program, in William Potter and Harland Jencks, eds., The International Missile Bazaar: The New Suppliers Network, Boulder: Westview Press, 1993, pp Appendice III. Relazione sul Condor II, Documento segreto del 22 luglio CIA (Central Intelligence Agency), Iraq's weapons ofmass destruction programs. [On line]. Url:https://www.cia.gov. Consultato il 11/01/ Greg Gerardi and Joseph Bermudez Jr. An Analysis ofthe North Korean Ballistic Missile Testing, Jane s Intelligence Review, Vol. 7, number 4, 1995, pp Fonte: BBC (British Broadcasting Corporation ). Anno The Nuclear Threat Initiative, Iraq Missiles, [On line]. Url:http://www.nti.org. Consultato il 13/01/ Central Intelligence Agency, Comprehensive Report ofthe Special Advisor to the DCI on Iraq's Weapons ofmass Distruction, n 2, del 30 Settembre 2004, p. 1. [On line] Url: Consultato il 13/01/ Articolo di Arturo Zampaglione, sezione economia, del 22 novembre Fonte: Senato della Repubblica, X legislatura, doc. XXII Bis n 4 vol Commissione d Inchiesta sulla filiale di Atlanta della Banca Nazionale del Lavoro. Senato della Repubblica, X legislatura, doc. XXII Bis n 4 vol. 12, p Fonte: U.S House of Representatives. Commissione Banca, Finanza ed Affari Urbani. Memo del 3 febbraio 1992, in atti della Commissione d Inchiesta sulla filiale Atlanta della Banca Nazionale del Lavoro, Senato della Repubblica, X legislatura, doc. XXII Bis n 4, vol. 24, p Nel 2003 il vettore VLS-1 V03 della missione São Luís, esplose improvvisamente provocando la morte ventuno tecnici e distruggendo due satelliti brasiliani, il SATEC, dell Istituto Nazionale di Ricerche Spaziali e l UNOSAT, dell Università Norte de Paraná. 23 Si riportano le conclusioni dell ingegnere Guillermo Descalzo e dei modellisti aerospaziali Carlos Daneri e Jorge Nevesnik che hanno studiato a fondo le questioni tecniche e le problematiche relative al programma Cóndor. 24 Disegno dell ingegnere Guillermo Descalzo, Carlos Daneri e Jorge Nevesnik. 25 Disegno dell ingegnere Guillermo Descalzo. 26 Fonte: Url: Consultato il 13/01/ Fonte: Foto della CONAE (Comisión Nacional de Actividades Espaciales), Buenos Aires, Argentina. 28 Fonte: Google Earth. Anno Fonte: Google Earth. Anno Foto di Dominio Digital TV anno Fonte: Centro de Investigaciones Políticas (CIPOL), Buenos Aires, Argentina. Url: I documenti sono stati declassificati nel

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