Migrazione dei dati di storage senza interruzioni: eventi pianificati con EMC VPLEX

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1 Migrazione dei dati di storage senza interruzioni: eventi pianificati con EMC VPLEX Best practice di pianificazione Riepilogo In questo white paper vengono discusse le best practice da utilizzare con EMC VPLEX in caso di migrazione dei dati di storage in blocco, per scopi di aggiornamento tecnologico o di avvicendamento hardware, oppure nel caso in cui la mobilità senza interruzione dei dati sia una modifica imposta dai requisiti di availaibility e delle prestazioni. Maggio 2010

2 Copyright 2010 EMC Corporation. Tutti i diritti riservati. Le informazioni contenute nel presente documento sono accurate alla data di pubblicazione. Le informazioni sono soggette a modifica senza preavviso. LE INFORMAZIONI CONTENUTE NELLA PRESENTE DOCUMENTAZIONE VENGONO FORNITE COME SONO. EMC CORPORATION NON RICONOSCE ALCUNA GARANZIA DI NESSUN GENERE INERENTE LE INFORMAZIONI RIPORTATE NELLA PRESENTE PUBBLICAZIONE, TRA CUI GARANZIE IMPLICITE DI COMMERCIABILITÀ O IDONEITÀ AD UN DETERMINATO SCOPO. L uso, la copia e la distribuzione del software EMC descritto nella presente pubblicazione richiedono una licenza software valida. Per un elenco aggiornato dei nomi di prodotti di EMC, vedere i marchi di EMC Corporation sul sito web di italy.emc.com. Tutti gli altri marchi utilizzati in questo documento appartengono ai rispettivi proprietari. P/N h7065 Best practice di pianificazione 2

3 Sommario In sintesi...4 Il problema della migrazione dei dati... 5 Introduzione...5 Destinatari... 5 Aggiornamento tecnologico...5 EMC VPLEX... 6 Architettura di clustering di EMC VPLEX... 8 Migrazione dei dati assistita con EMC VPLEX...10 Operazione di migrazione dei dati Considerazioni successive alla migrazione Altre considerazioni...17 Conclusioni...18 Bibliografia...18 Best practice di pianificazione 3

4 In sintesi I clienti richiedono livelli di servizio sempre più elevati, cercando al contempo di ridurre il più possibile costi operativi e di capitale. Per soddisfare tali requisiti, in costante evoluzione, i data center devono adeguarsi ai continui rinnovamenti tecnologici. Negli ultimi anni, il consolidamento dei server e delle risorse di storage si è rivelato utile per ridurre i costi, migliorare l utilizzo e fornire maggiore flessibilità. La sfida maggiore consiste nel riuscire a trarre vantaggio dalle nuove tecnologie senza compromettere il livello di servizio offerto agli utenti. Il termine cloud viene spesso impiegato per indicare infrastrutture IT fluide e dinamiche. Il cloud può essere definito come la dissociazione dall infrastruttura fisica dei servizi IT forniti agli utenti. Si può parlare di un istanza cloud quando i server vengono virtualizzati e i servizi ottimizzati su tutti i server nell ambiente, connessi allo storage appropriato e quando sono accessibili da qualsiasi punto dell infrastruttura IT. Per cloud si intende anche un ambiente in cui i servizi possono essere ricollocati agevolmente in funzione delle esigenze. Nella Figura 1 viene illustrata un infrastruttura di private cloud in cui gli utenti e i servizi forniti dall IT sono associati in modo duttile e in cui le relazioni tra servizi, elaborazione e storage sono dinamiche e flessibili. Figura 1. Servizi IT forniti da qualsiasi server, connesso a qualsiasi storage, ovunque La tecnologia odierna consente di creare un infrastruttura IT simile al cloud. EMC, leader del settore nello storage di classe enterprise, ha recentemente lanciato EMC VPLEX, una soluzione che offre local federation e distributed federation dello storage, consentendo l accesso completo in lettura e scrittura alle LUN e lo spostamento trasparente dei dati all interno di un data center e da un data center all altro. Inoltre, la storage federation di VPLEX permette l integrazione ottimale di nuove tecnologie come Symmetrix VMAX con Enginuity o con gli storage array CLARiiON senza compromissione dei livelli di servizio forniti agli utenti dalle applicazioni critiche. Best practice di pianificazione 4

5 Il problema della migrazione dei dati Per un professionista dello storage uno dei maggiori problemi da affrontare, se non il più critico, è la migrazione dei dati. Spesso la migrazione dei dati è necessaria durante le operazioni di aggiornamento della tecnologia in uso, in cui sistemi di storage come Symmetrix VMAX sostituiscono le soluzioni di storage precedenti. La ricollocazione dei dati può essere necessaria anche per spostare i dati tra livelli di storage che risiedono su sistemi di storage differenti, in base alla variazione dei requisiti relativi a prestazioni e availability. Durante il ciclo di vita delle informazioni, i dati possono assumere per l organizzazione un valore differente e il cambiamento dei requisiti di availability e prestazioni può renderne necessario lo spostamento a livelli di storage superiori o inferiori. Ad esempio, quando un applicazione viene sviluppata le prestazioni e l availability non sono critiche come nella fase di produzione, di conseguenza gli ambienti di test e sviluppo possono utilizzare risorse di storage più economiche. Quando un applicazione passa in produzione, i requisiti di disponibilità dei dati e delle prestazioni aumentano e impongono solitamente uno spostamento dei dati su un livello superiore. Con l incremento della produzione, i livelli di servizio necessari sono ancora maggiori e quindi alcuni o tutti i dati possono richiedere l impiego di risorse di storage che garantiscano prestazioni del massimo livello, come quelle consentite dalle unità Flash di classe enterprise. Se si può disporre di queste risorse di storage ad altissime prestazioni all interno dello stesso sistema di storage, funzionalità come la tecnologia Virtual LUN possono essere utilizzate per spostare i dati con facilità all interno dell array. Se invece le stesse risorse di storage sono collocate in un sistema di storage diverso, è necessario procedere alla migrazione dei dati da un sistema all altro. Sono disponibili molti strumenti diversi per semplificare lo spostamento dei dati tra sistemi di storage differenti. Alcuni sono basati su host, come EMC Open Replicator o PPME Copy, altri sono funzionalità integrate negli LVM (Logical Volume Manager) degli host. Anche se in alcuni casi si rivelano adeguati, si tratta comunque di strumenti che non utilizzano le risorse dell host e che richiedono il coinvolgimento degli amministratori dei server e delle applicazioni. Altri strumenti sono basati su array, come SAN Copy e Open Migrator. EMC VPLEX offre una terza opzione, basata su SAN, che consente di spostare i dati senza interruzioni da un array all altro e non richiede il diretto coinvolgimento dell host o del sistema di storage. Introduzione Nel presente white paper vengono discusse le best practice per l utilizzo di EMC VPLEX al fine di spostare i dati senza interruzioni per consentire l aggiornamento tecnologico o l avvicendamento hardware oppure per eseguire operazioni di migrazione dei dati senza interruzioni quale parte della gestione del ciclo di vita delle informazioni. Destinatari Il white paper è destinato agli architetti di storage e agli amministratori responsabili della pianificazione e dell implementazione di EMC VPLEX per la mobilità e la migrazione dei dati a scopo di aggiornamento tecnologico. La comprensione dei concetti esposti presuppone la conoscenza generica e la dimestichezza operativa con: Sistemi di storage EMC CLARiiON e Symmetrix Progettazione e funzionamento di reti SAN Fibre Channel Concetti relativi a VPLEX e utilizzo della CLI per la gestione di base Aggiornamento tecnologico Molti data center gestiscono un processo definito evergreening che implica la sostituzione periodica di risorse hardware e software. Tuttavia, non si tratta semplicemente della sostituzione di prodotti obsoleti con prodotti nuovi. Oggi sono disponibili funzionalità che non esistevano quattro anni fa (quattro anni è il tempo medio per la sostituzione delle tecnologie in uso). Attualmente si possono utilizzare funzionalità Best practice di pianificazione 5

6 come lo storage ad altissime prestazioni fornito dalle unità Flash di classe enterprise, lo storage a basso costo fornito dalle unità SATA ad elevata capacità, tecniche di gestione dell efficienza come il Virtual Provisioning e la possibilità di impostare policy per lo spostamento dei dati tra tipi di risorse differenti, in base alle esigenze aziendali e alle variazioni dei carichi di lavoro. L impiego di queste funzionalità consente ad EMC di offrire anche ai clienti più esigenti i livelli di servizio più elevati, al costo operativo e di capitale minimo possibile. Inoltre, è necessario il posizionamento adeguato dei data center affinché rispondano rapidamente ai cambiamenti imposti dalle esigenze aziendali e dai cicli di sviluppo della tecnologia, che attualmente durano mesi e non più anni. La virtualizzazione dei server e la federazione delle risorse di storage si sono rivelate utili per raggiungere detti obiettivi. L inserimento di un livello di virtualizzazione tra i sistemi operativi e l hardware server, come nel caso di VMware vsphere, offre un sicuro valore aggiunto per la gestione delle risorse di elaborazione e per la modifica dei livelli di servizio. Analogamente, la storage federation fornisce un livello tra server e storage che consente lo spostamento dei dati tra i sistemi di storage sottostanti completamente trasparente per l ambiente host. EMC ha recentemente lanciato sul mercato la nuova generazione di prodotti di storage federation, EMC VPLEX, che forniscono local federation e distributed federation. Il livello di federazione consente la migrazione senza difficoltà tra sistemi di storage e permette agli amministratori di utilizzare nuove funzionalità di storage che forniscono efficienza ancora maggiore a costo contenuto, senza compromettere i livelli di servizio per gli utenti. EMC VPLEX La famiglia EMC VPLEX è la soluzione di nuova generazione per la mobilità delle informazioni e l accesso all interno, su e tra data center. Si tratta della prima piattaforma al mondo che fornisce sia local federation che distributed federation. La local federation consente la collaborazione trasparente degli elementi fisici all interno di un sito. La distributed federation estende l accesso tra due siti a distanza. VPLEX è una soluzione per la federazione sia dello storage EMC che dello storage non EMC. EMC VPLEX introduce una nuova architettura, che integra tutta l esperienza acquisita da EMC in oltre 20 anni di progettazione, implementazione e perfezionamento di soluzioni di cache intelligente e di protezione distribuita dei dati in ambienti di classe enterprise. Basato su motori di processori scalabili e ad high availability, EMC VPLEX è progettato per poter scalare senza problemi da configurazioni di piccole dimensioni a configurazioni di grandi dimensioni. VPLEX risiede tra i server e le risorse di storage eterogenee e utilizza una speciale architettura di clustering che consente ai server in più data center di avere accesso in lettura e scrittura a storage device in blocchi condivisi. Tra le caratteristiche esclusive di questa nuova architettura vi sono: Hardware clustering scalabile che consente di cominciare con una piccola implementazione iniziale e ampliarla successivamente, con livelli di servizio prevedibili Caching avanzato dei dati che utilizza cache SDRAM su vasta scala per migliorare le prestazioni e ridurre la latenza di I/O e le contese tra array Coerenza della cache distribuita per condivisione, bilanciamento e failover automatici di I/O nel cluster Vista coerente di una o più LUN sui cluster VPLEX, sia a distanza minima all interno del data center sia su data center remoti in modalità sincrona, per nuovi modelli di high availability e riposizionamento dei carichi di lavoro Best practice di pianificazione 6

7 Figura 2. Capacità del sistema EMC VPLEX di eseguire la storage federation in ambienti eterogenei AccessAnywhere, disponibile con VPLEX, è l innovativa tecnologia EMC che supporta la condivisione, l accesso e il riposizionamento a distanza di una singola copia di dati. EMC GeoSynchrony è il sistema operativo di VPLEX. La famiglia VPLEX comprende due prodotti: VPLEX Local e VPLEX Metro. VPLEX Local fornisce gestione semplificata e mobilità dei dati senza interruzioni tra array eterogenei. VPLEX Metro fornisce mobilità e accesso ai dati tra due cluster VPLEX dislocati in data center remoti, in modalità sincrona. Figura 3. Soluzioni della famiglia EMC VPLEX e caratteristiche delle rispettive architetture Grazie alla speciale architettura completamente scalabile, il caching avanzato dei dati e la coerenza della cache distribuita del sistema VPLEX consentono massima resilienza e condivisione automatica dei carichi di lavoro, bilanciamento e failover dei domini di storage, nonché accesso locale e remoto ai dati con livelli di servizio prevedibili. VPLEX Local supporta ora la local federation. VPLEX Metro fornisce funzionalità di distributed federation ed estende l accesso tra due siti remoti in modalità sincrona. VPLEX Metro utilizza AccessAnywhere per consentire la condivisione, l accesso e il riposizionamento a distanza di una singola copia di dati. L utilizzo congiunto di un data center virtualizzato e di EMC VPLEX consente ai clienti di risolvere i problemi IT con metodi innovativi e introdurre al contempo nuovi modelli di elaborazione. In particolare, i clienti saranno in grado di: Spostare le applicazioni virtualizzate sui data center Eseguire il bilanciamento e il riposizionamento dei carichi di lavoro tra siti Aggregare data center e garantire i servizi IT in modalità 24 x forever Best practice di pianificazione 7

8 Architettura di clustering di EMC VPLEX VPLEX utilizza una speciale architettura di clustering per consentire ai clienti di eliminare le barriere fisiche nei data center e permettere ai server in più data center di avere accesso in lettura/scrittura a storage device in blocchi condivisi. Una configurazione VPLEX Local è definita da un massimo di quattro motori VPLEX, integrati in un unica immagine cluster, mediante le interconnessioni complete e ridondanti delle fabric tra i motori. Questa funzionalità di interconnessione del cluster consente di aggiungere on-line motori VPLEX, fornendo scalabilità eccezionale sia per la configurazione VPLEX Local che per la connessione VPLEX Metro. La connettività tra i nodi cluster di VPLEX e sulle configurazioni di VPLEX Metro è totalmente ridondante e garantisce protezione dai single point of failure. Un cluster VPLEX è completamente scalabile: sia mediante l aggiunta di più motori, sia tramite la connessione di cluster in un sistema Metro-Plex (due cluster VPLEX Metro connessi alle distanze supportate). VPLEX consente lo spostamento e la condivisione trasparenti dei carichi di lavoro (inclusi gli host virtualizzati), il consolidamento dei data center e l ottimizzazione dell utilizzo delle risorse sui data center. Inoltre, fornisce mobilità dei dati senza interruzioni, gestione dello storage eterogeneo e availability migliorata delle applicazioni. VPLEX Metro supporta un massimo di due cluster, che possono risiedere all interno dello stesso data center, in due diversi siti, entro distanze sincrone (fino a un massimo di 100 chilometri circa). Figura 4. Local federation e distributed federation con EMC VPLEX Local e VPLEX Metro EMC VPLEX soddisfa le aspettative dei clienti in termini di availability dello storage high-end. L availability high-end è molto più di una semplice ridondanza, significa operazioni e aggiornamenti senza interruzioni e possibilità di essere sempre on-line. EMC VPLEX fornisce: AccessAnywhere, con connettività completa delle risorse sui cluster e le configurazioni di Metro-Plex Opzioni di migrazione e mobilità dei dati sugli storage array eterogenei Capacità di preservare funzionalità e livelli di servizio con la crescita del consolidamento Controllo semplificato per il provisioning in ambienti complessi Bilanciamento dinamico del carico dei dati tra risorse degli storage array. Un cluster VPLEX è composto da uno, due o quattro motori. Il motore è responsabile della federazione del flusso di I/O ed effettua il collegamento agli host e allo storage utilizzando connessioni Fibre Channel per il trasporto dei dati. Un singolo cluster VPLEX è costituito da un motore con i componenti principali seguenti: Due director, che eseguono il software GeoSynchrony e si collegano a storage, host e altri director nel cluster con connessioni Fibre Channel e gigabit Ethernet Un alimentatore SPS (Standby Power Supply), che fornisce alimentazione di emergenza per supportare il motore in caso di interruzioni di corrente temporanee Due moduli di gestione, che contengono interfacce per la gestione remota di un motore VPLEX. Best practice di pianificazione 8

9 Ogni cluster è costituito anche di: Un management server, che gestisce il cluster e fornisce un interfaccia da una stazione di gestione remota Un cabinet EMC 40U standard che contiene tutte le apparecchiature del cluster In aggiunta, i cluster che contengono più di un motore sono dotati anche di: Una coppia di switch Fibre Channel utilizzata per le comunicazione da un director all altro, tra diversi motori Una coppia di alimentatori universali che fornisce alimentazione di emergenza agli switch Fibre Channel e consente al sistema di superare le interruzioni di corrente temporanee VPLEX è logicamente simile ad altri sistemi di storage, con porte front-end che si connettono all host e porte back-end che si connettono ai sistemi di storage. Dello storage presentato al back-end viene effettuato il provisioning all host mediante front end. Opzioni di provisionig avanzate consentono di eseguire lo striping, il mirroring e il concatenamento dei dispositivi, in base a quanto richiesto dall host e dall ambiente applicativo. La figura e i termini che seguono illustrano gli oggetti di configurazione utilizzati per VPLEX e le relazioni tra essi. Volumi di storage: un volume di storage è un dispositivo o una LUN su un sistema di storage collegato che è visibile a VPLEX. La capacità disponibile su un volume di storage viene utilizzata per creare estensioni, dispositivi e volumi virtuali. Estensioni: un estensione è un qualsiasi sottoinsieme (anche tutti) della capacità su un volume di storage. Dispositivo: i dispositivi vengono configurati da una o più estensioni in una configurazione RAID 1, RAID 0 o in una configurazione concatenata (RAID-C). Volume virtuale: i volumi virtuali sono dispositivi di cui viene eseguito il provisioning all host. Porte VPLEX: le porte VPLEX sono porte front-end utilizzate da un host per accedere ai volumi virtuali. Le porte sono aggiunte quando viene creata una visualizzazione di storage per definire la connessione tra initiator e volumi virtuali. Initiator registrato: un initiator registrato è un HBA (Host Bus Adapter) che è stato identificato su VPLEX. Visualizzazione di storage: una visualizzazione di storage è un raggruppamento logico di porte, initiator e volumi virtuali che viene eseguito per scopi di mapping e masking delle LUN. Una visualizzazione di storage è simile agli storage group utilizzati su CLARiiON e alle visualizzazioni masking utilizzate in Symmetrix VMAX. Best practice di pianificazione 9

10 Figura 5. Oggetti di configurazione di VPLEX Quando viene aggiunto un sistema VPLEX tra i server e i sistemi di storage, i volumi dei dati esistenti vengono incapsulati e conservano tutti i dati precedenti. Se si utilizza VPLEX per la migrazione durante un aggiornamento della tecnologia, i volumi di storage di origine e di destinazione vengono presentati a VPLEX e viene creata una sessione di migrazione. Lo spostamento effettivo dei dati avviene dall array di origine e tramite VPLEX raggiunge l array di destinazione, completamente trasparente per i server collegati. I dispositivi di origine e di destinazione possono essere di diverso tipo per quanto concerne la protezione RAID e appartenere a differenti livelli di storage, nonché essere costituiti da storage array EMC e non EMC. Inoltre, il dispositivo di destinazione può avere maggiore capacità rispetto al dispositivo di origine, consentendo le modifiche alle dimensioni del volume durante la migrazione. VPLEX supporta lo spostamento all interno di un data center o tra data center locali e remoti, se VPLEX è configurato come ambiente Metro-Plex. In una configurazione a più cluster, VPLEX consente di presentare lo stesso volume a host che si trovano sia nel sito locale che nel sito remoto, conservando l ordine di scrittura originario e la coerenza della cache. Ciò consente lo spostamento non solo dello storage, ma anche delle risorse di elaborazione tra i data center. VPLEX offre numerose funzionalità, tra cui il provisioning avanzato, che consente ai volumi di essere suddivisi o aggregati, nonché di fornire capacità e prestazioni appropriate. Non è quasi mai possibile eseguire le migrazioni in una sola volta. Con VPLEX integrato nell infrastruttura IT lo spostamento dei dati tra livelli e tra data center diversi, in base alle variazioni delle esigenze aziendali e dei carichi di lavoro, diventa semplice. L interfaccia di gestione per VPLEX include una solida CLI e un interfaccia grafica intuitiva basata sul web. Migrazione dei dati assistita con EMC VPLEX Con EMC VPLEX, lo storage presentato agli host può essere spostato senza interruzioni su livelli di storage differenti all interno e tra gli storage array back-end. Al fine di illustrare il processo, verrà utilizzato Best practice di pianificazione 10

11 un esempio nel quale i volumi di origine per la migrazione risiedono su un sistema di storage Symmetrix, mentre i volumi di destinazione si trovano su un array CLARiiON CX. L ambiente host consiste in una coppia di ESX Server in una configurazione cluster. La Figura 6 mostra l ambiente utilizzato in questo esempio. Figura 6. Scenario di migrazione di VPLEX Per questo esempio, il sistema VPLEX è stato installato, configurato e connesso sia agli array Symmetrix che agli array CLARiiON. Gli ESX Server ed entrambi i sistemi di storage sono connessi alla fabric Fibre Channel come indicato in precedenza. Poiché lo scenario utilizzato per illustrare il processo è basato su un ambiente ESX, un processo simile verrà seguito per altri ambienti host. Operazione di migrazione dei dati In questo esempio, verrà avviata la migrazione dei dati sui dispositivi di origine che risiedono sul sistema Symmetrix ai dispositivi di destinazione su CLARiiON. L operazione di migrazione è trasparente per gli ESX Server e per le macchine virtuali che risiedono sui datastore. Lo spostamento effettivo dei dati dall origine alla destinazione viene eseguito nel seguente modo: Conversione del volume di origine da una configurazione RAID 0 a una configurazione RAID 1 Aggiunta del dispositivo di destinazione come mirror Sincronizzazione del mirror Dopo la sincronizzazione completa, promozione del dispositivo di destinazione a copia primaria Rimozione del dispositivo di origine per riconvertirlo in una configurazione RAID 0 Questa procedura può essere eseguita manualmente, tuttavia la best practice consigliata consiste nell utilizzare la procedura di migrazione in batch che automatizza le diverse fasi. 1. Sulla console di VPLEX, creare un piano di migrazione in batch. Un piano è un file che identifica i dispositivi di origine e di destinazione e altri attributi. Una volta creata, alla sessione viene Best practice di pianificazione 11

12 assegnato un nome. È possibile creare una sessione manualmente, generando e modificando il file del piano, tuttavia in questo esempio verrà utilizzando il comando riportato di seguito per creare il file del piano automaticamente. Notare che in questo esempio il carattere jolly * è stato utilizzato per specificare i dispositivi di origine e di destinazione. cd /clusters/cluster-2/devices batch-migrate create-plan f Datastore* -t Target_Dev* /tmp/batch_mig_plan Di seguito viene riportato un esempio della finestra di dialogo del comando. Visualizzare il file creato mediante il comando di cui sopra. Il file definisce i dettagli della sessione di migrazione e viene usato con i comandi seguenti. In una finestra principale della console SMS, eseguire il seguente comando. vi /tmp/batch_mig_plan Di seguito viene riportato un esempio del file che è stato creato. 2. Controllare il piano e quindi avviare la sessione di migrazione. Il comando check-plan convalida il piano di migrazione. Con l avvio della migrazione il dispositivo di origine viene convertito in un dispositivo RAID 1, viene aggiunto il dispositivo di destinazione come mirror e viene avviato il processo di sincronizzazione. batch-migrate check-plan /tmp/batch_mig_plan batch-migrate start /tmp/batch_mig_plan Di seguito viene riportato un esempio della finestra di dialogo del comando. Best practice di pianificazione 12

13 3. Verificare lo stato della migrazione. Il comando seguente consente di visualizzare lo stato di tutte le sessioni di migrazione dei dispositivi attive. cd /data-migrations/device-migrations ll Di seguito viene riportato un esempio della finestra di dialogo. È possibile vedere che la migrazione è in corso e che la percentuale di completamento è pari al 7%. Visualizzare la configurazione dei dispositivi. Si vedrà che il processo di migrazione converte il dispositivo di origine in una configurazione RAID 1 e che aggiunge il dispositivo di destinazione come mirror. Utilizzare il comando che segue per visualizzare la configurazione del dispositivo. I dispositivi di origine vengono ridenominati MIGRATE_<Nome della sessione>. Notare inoltre che lo stato del dispositivo durante la sincronizzazione viene indicato come degraded ovvero danneggiato. È uno stato del tutto normale fino al completamento della sincronizzazione del mirror. cd clusters/cluster-2/devices ll Di seguito viene riportato un esempio della finestra di dialogo del comando. Stabilire quanto durerà la migrazione. Eseguire il seguente comando per visualizzare i dettagli relativi al dispositivo di origine che è stato ridenominato MIGRATE_BR0_0. cd /cluster/cluster-2/devices/migrate_br0_0 Best practice di pianificazione 13

14 ll 4. Verificare che la migrazione sia stata completata. Una volta terminata la migrazione, nella colonna PercentageDone che mostra la percentuale di completamento verrà visualizzato 100. Eseguire il seguente comando. cd /data-migrations/device-migrations ll Di seguito viene riportato un esempio di ciò che viene visualizzato dopo il completamento della sincronizzazione. Visualizzare i dettagli sullo stato operativo del dispositivo. Dovrebbe essere visualizzato OK, a indicare che i mirror RAID 1 sono sincronizzati. cd /clusters/cluster-2/devices ll Di seguito viene riportato un esempio di ciò che viene visualizzato una volta completata la sincronizzazione dei mirror. Best practice di pianificazione 14

15 5. Dopo il completamento della sincronizzazione, sarà possibile procedere al commit della sessione di migrazione. Il seguente comando consente di eseguire il commit della migrazione. batch-migrate commit /tmp/batch_mig Dopo il commit, sia il dispositivo di origine che il dispositivo di destinazione saranno visibili, con il dispositivo di destinazione associato al volume virtuale presentato al cluster ESX. Inoltre, la sessione di migrazione viene indicata come committed. cd /data-migrations/device-migrations ll 6. La fase successiva della migrazione in batch consiste nella pulitura, che consente di rimuovere il dispositivo di origine sul volume di storage e di modificare lo stato dello storage device di origine in non richiesto. Utilizzando l opzione di denominazione il volume di destinazione assumerà il nome del volume di origine. Il comando seguente consente di eseguire la pulitura della migrazione. batch-migrate clean -rename-targets /tmp/batch_mig Nell esempio che segue il dispositivo di destinazione della migrazione ha assunto il nome del dispositivo di origine e viene ora associato al dispositivo virtuale. Inoltre, il dispositivo di origine è stato rimosso. Best practice di pianificazione 15

16 Verificare che lo stato del dispositivo di origine sia ora unclaimed, ovvero non richiesto. cd /clusters/cluster-2/storage-elements/storage-volumes ll 7. La fase finale della migrazione in batch consiste nella rimozione di tutte le informazioni relative alla sessione di migrazione da VPLEX. Il comando che segue consente di rimuovere tutte le informazioni sulla sessione di migrazione completata da VPLEX. batch-migrate remove /tmp/batch_mig Di seguito viene riportato un esempio della finestra di dialogo del comando. Le informazioni relative alla sessione non sono più presenti. Best practice: programmare la migrazione dei dati al di fuori degli orari di lavoro, per ridurre al minimo l impatto dell aumentato carico di lavoro sul back-end. Best practice di pianificazione 16

17 Best practice: interrompere la migrazione durante le ore dedicate alla produzione e riprenderla in orari non lavorativi. La migrazione dei dati è ora completata. La fase finale prevede alcune considerazioni successive alla migrazione. Considerazioni successive alla migrazione Se il sistema di storage di origine non farà più parte dell ambiente VPLEX, può essere rimosso eseguendo le necessarie operazioni di masking, zoning e apportando alla configurazione le modifiche del caso. Se i dispositivi di origine verranno reimplementati per altri usi nell ambiente VPLEX, le procedure di seguito indicate non saranno necessarie. 1. Su un management server connesso al sistema Symmetrix di origine, eseguire i seguenti comandi per rimuovere la visualizzazione masking, l initiator e gli storage group associati per i dispositivi di origine. symaccess sid <98> delete view name zephyr32 unmap symaccess sid <98> delete name zephyr32 type storage symaccess sid <98> delete name zephyr32 type initiator 2. Rimuovere le aree che definiscono la connessione tra il sistema Symmetrix di origine e VPLEX dalla configurazione dell area. 3. Rimuovere i dispositivi dalla configurazione di VPLEX. Utilizzare il seguente comando per rimuovere i dispositivi di origine dalla configurazione. cd /clusters/cluster-2/storage-volumes storage-volume forget Per impedire l accesso ai dati, è possibile eliminare il dispositivo di origine sullo storage array di origine. In alternativa, si può utilizzare il servizio Secure Erasure di Symmetrix per l eliminazione completa dei dati dall array. Altre considerazioni In un sistema VPLEX è possibile eseguire fino a 25 sessioni di migrazione contemporaneamente. Si possono inoltre definire e accodare per l esecuzione ulteriori sessioni. Dopo il completamento di una sessione, viene avviata una sessione nella coda. Best practice: eseguire la migrazione di un solo server o di un solo cluster alla volta. L impatto sulle prestazioni durante la migrazione e la durata di una migrazione dipendono strettamente dal carico di lavoro durante la migrazione, dalla configurazione dello storage back-end e dalle configurazioni dei collegamenti delle reti SAN e WAN. Un elemento importante da considerare per le prestazioni è rappresentato dalle dimensioni del trasferimento. Il valore predefinito è pari a 2 MB, ma è possibile impostare le dimensioni su valori compresi tra 4 KB e 32 MB. Le dimensioni di trasferimento definiscono le dimensioni di un area sul dispositivo di origine che viene temporaneamente bloccata, letta e quindi scritta sulla destinazione. Se le dimensioni di trasferimento impostate sono notevoli, la migrazione sarà più veloce ma potrebbe avere un impatto negativo sulle prestazioni front-end, soprattutto in caso di migrazione su cluster in una configurazione Metro-Plex. Dimensioni di trasferimento più ridotte avranno un impatto minore a livello front-end, ma impiegheranno più tempo. Best practice: pianificare le migrazioni durante periodi con carichi di lavoro leggeri. Best practice di pianificazione 17

18 Conclusioni Il cambiamento dei requisiti è inevitabile in qualsiasi data center. EMC VPLEX fornisce funzionalità mai prima d ora disponibili, aggiungendo un livello di storage federation tra il server e i sistemi di storage. La federazione consente lo spostamento dei dati senza interruzioni tra array in base al variare dei requisiti delle prestazioni e consente un integrazione ottimale della nuova tecnologia di storage per soddisfare i requisiti più severi relativi ai livelli di servizio. Per le procedure di migrazione delineate nel presente white paper è stato utilizzato un ambiente VMware vsphere con Symmetrix VMAX come array di origine e un sistema CLARiiON CX3-20 come array di destinazione. Tuttavia, è evidente che, anche se i dettagli degli specifici comandi eseguiti possono cambiare (in base all ambiente), lo stesso processo può essere utilizzato con altre combinazioni di ambienti host e di array di origine e destinazione. Bibliografia Per informazioni più specifiche, consultare i seguenti documenti su Powerlink: EMC VPLEX CLI Guide Note tecniche alle best practice per la pianificazione e l implementazione di EMC VPLEX Best practice di pianificazione 18

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