Istituto Comprensivo Pio Fedi. Grotte S. Stefano-Viterbo PROTOCOLLO D ISTITUTO

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1 Istituto Comprensivo Pio Fedi Grotte S. Stefano-Viterbo PROTOCOLLO D ISTITUTO INTEGRAZIONE-INCLUSIONE ALUNNI DIVERSAMENTI ABILI Premessa Questo documento denominato PROTOCOLLO D'ISTITUTO: integrazioneinclusione alunni diversamente abili è una guida informativa e procedurale riguardante l'accoglienza, l'integrazione e l'inclusione degli alunni diversamente abili. Le molteplici situazioni individuali degli allievi, i diversi livelli socio-culturali, le differenti modalità di acquisire ed elaborare informazioni, i personali ritmi e stili d'apprendimento rendono necessario un lavoro individualizzato e la progettazione d interventi e azioni mirate, attivando tutte le risorse possibili. Lo sguardo sarà focalizzato sui punti di forza, sulle potenzialità sulle quali progettare cammini di lavoro, sintetizzati nel PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO- PROGETTO DI VITA. Il protocollo è stato redatto dai membri della Commissione Integrazione e, dopo essere stato deliberato dal Collegio dei Docenti, annesso al POF. Il protocollo: contiene principi, criteri ed indicazioni riguardanti le procedure e pratiche per un inserimento ottimale degli alunni con bisogni educativi speciali; definisce i compiti e i ruoli delle figure operanti all'interno dell'istituzione scolastica; traccia le linee delle possibili fasi dell'accoglienza e delle attività di facilitazione per l'apprendimento; Costituisce uno strumento di lavoro e pertanto viene integrato e rivisitato periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate. L'adozione del Protocollo d'istituto consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative contenute nella Legge quadro n. 104/92 e successivi decreti applicativi per gli alunni diversamente abili e nelle Note Ministeriali del 5/10/04, 5/01/05 e 5/05/07 e delle Linee Guida per l'integrazione scolastica del 2009.

2 Il documento si propone di: Definire pratiche condivise tra tutto il personale all'interno della nostra scuola; Facilitare l'ingresso a scuola e sostenere gli alunni nella fase di adattamento al nuovo ambiente. Promuovere iniziative di comunicazione e di collaborazione tra scuola, famiglia e enti. territoriali(comune, ASL, cooperative, Enti di Formazione). Favorire l integrazione promuovendo le abilità sociali e l acquisizione di competenze. SCUOLA FAMIGLIA SERVIZI DEL TERRITORIO PROGETTO INTEGRAZIONE E INCLUSIONE

3 Le risorse della scuola Compiti e funzioni La Commissione Integrazione Elabora, integra e modifica il protocollo. Promuove ed elabora progetti d Istituto d inclusione/integrazione per gli alunni disabili e gestisce i progetti e i laboratori d Istituto e di rete (Laboratori scolastici integrati). Attiva azioni di monitoraggio sulle procedure previste dal protocollo I. Organizza la fase di pre-accoglienza degli alunni d.a. Richiede l acquisto di materiali e sussidi e attrezzature per gli alunni con bisogni educativi speciali. Cura uno specifico inventario dei materiali, sussidi e attrezzature per gli alunni con bisogni educativi speciali. In collaborazione con la commissione continuità elabora progetti specifici per il passaggio degli alunni d.a. da un ordine all altro. Effettua la rilevazione dei bisogni di alunni e docenti. Elabora procedure e modelli unitari relativamente a valutazioni, verifiche e alla programmazione individualizzata. Il Dirigente scolastico Ricopre il ruolo di garante nel processo d integrazione/inclusione dell alunno d.a. Forma le classi, assegna gli insegnanti di sostegno e cura i rapporti con gli Enti coinvolti nel processo d integrazione. Promuove attività di formazione e di aggiornamento rivolte a tutto il personale della scuola sui temi dell integrazione. Propone azioni di supporto al ruolo genitoriale. Si attiva per il reperimento di ausili, attrezzature, materiali e spazi in caso di specifiche esigenze degli alunni d.a. Il referente per l integrazione o la funzione strumentale

4 Controlla la documentazione in ingresso e predispone quella in uscita. Coordina i lavori della commissione Integrazione. Attiva azioni di monitoraggio sulle procedure previste dal protocollo I. Rendiconta al Collegio Docenti sulle attività della commissione. Mantiene i contatti con le altre commissioni d Istituto. Attiva le azioni di monitoraggio delle procedure previste dal protocollo Promuove l attivazione di progetti e laboratori specifici. Docente per le attività di sostegno E una risorsa aggiuntiva assegnata alla classe. Deve svolgere la sua azione per funzioni esclusivamente connesse ai processi d integrazione e non può essere impegnato in attività di sostituzione (così come indicato nelle linee guida). Svolge il ruolo di mediatore dei contenuti programmatici, relazionali e didattici. Assume la con titolarità delle sezioni e delle classi in cui opera. Partecipa a pieno titolo alle operazioni di valutazione con diritto di voto. Cura i rapporti con la famiglia dell alunno d.a., con gli operatori specialisti e gli assistenti comunali. Coordina l elaborazione del P.D.F., del P.E.I. e le attività in esso previste. Partecipa al GLH e lo coordina Compila il registro personale per le attività di sostegno. Insegnante curricolare (della classe con alunno d.a.) Partecipa all elaborazione del P.E.I. e alla valutazione finale dell alunno. Partecipa al GLH operativo. Cura i rapporti con la famiglia dell alunno d.a., con gli operatori specialisti e gli assistenti comunali. Predispone la programmazione disciplinare per la classe e, nell ambito della stessa, concorda con l insegnante per le attività di sostegno concorda strategie e metodologie specifiche per l alunno d.a. Collabora strettamente con l insegnante per le attività di sostegno rendendo possibile lo scambio dei ruoli. Personale ATA Si rende disponibile per l assistenza fisica agli alunni disabili in ambiente scolastico. Tali compiti sono oggetto d incentivazione in sede di contrattazione. Tra il personale di segreteria viene individuato un referente che conserva aggiorna e verifica il fascicolo personale.

5 L assistente per la comunicazione e l autonomia (fornito dai comuni.) Viene fornito dal comune competente su esplicita richiesta della scuola. La richiesta viene formalizzata in sede di G.L.H.I. e trasmessa al comune di competenza. Collabora alla stesura del PEI Collabora con gli insegnanti per realizzare gli obiettivi previsti dal P.E.I. Favorisce la partecipazione dell alunno a tutte le attività scolastiche e formative. Si attiva per il potenziamento dell autonomia e della comunicazione dell alunno. L intervento dell assistente viene organizzato dall equipe pedagogica in modo funzionale al progetto educativo. Il G.L.H. d Istituto Si riunisce in genere due volte l anno ed è composto dal D.S., dagli insegnanti di sostegno, da almeno un insegnante curricolare delle classi che accolgono alunni d.a. e dai rappresentanti dei genitori, degli enti locali, dei servizi sociali e sanitari e del personale ATA. Analizza le varie realtà presenti nell Istituto, valuta e destina le risorse disponibili. Delibera le richieste degli assistenti agli enti locali. Verifica il livello e la qualità dell integrazione nell Istituto. Il G.L.H. operativo Si riunisce almeno due volte l anno ed è composto dal D.S., dall équipe pedagogica, dai genitori dell alunno d.a., dall assistente dell alunno (se presente), e dagli operatori specialisti che hanno preso in carico l alunno. Elabora e verifica il progetto educativo e di vita del bambino (PEI.) METODOLOGIE E STRATEGIE DIDATTICHE Gli insegnanti devono assumere comportamenti non discriminatori, essere attenti ai bisogni di ciascuno, accettare le diversità presentate dagli alunni disabili e valorizzarle come arricchimento per l intera classe, favorire la strutturazione del senso d appartenenza, costruire relazioni socio-affettive positive. La progettazione degli interventi da adottare riguarda tutti gli insegnanti perché l intera comunità scolastica è chiamata ad organizzare i curricoli in funzione dei diversi stili o delle diverse attitudini cognitive e adottare le strategie didattiche in relazione ai bisogni degli alunni. La progettualità didattica orientata all inclusione comporta l adozione di strategie e metodologie favorenti, quali: La suddivisione del tempo scuola dell alunno d.a. in tempo debole(classe), tempo medio (gruppo) e tempo forte (individuale).

6 L apprendimento cooperativo. Il tutoring. Il lavoro di gruppo e a coppie. L apprendimento per scoperta. L utilizzo di mediatori didattici, di attrezzature e ausili informatici, di software e sussidi specifici. LA VALUTAZIONE La valutazione in decimi va rapportata al P.E.I.. che costituisce il punto di riferimento per le attività educative a favore dell alunno con disabilità. La valutazione in questione dovrà essere sempre considerata come valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance. I criteri che ispireranno la valutazione sono: Considerare la situazione di partenza e la differenza con quella di arrivo. Valutare positivamente i progressi, anche minimi, ottenuti in riferimento alla situazione di partenza e alle potenzialità. Considerare gli ostacoli frappostisi al processo di apprendimento (malattia, interruzione delle lezioni. ) Considerare gli elementi fondamentali della vita scolstica: partecipazione, socializzazione, senso di responsabilità, collaborazione alle iniziative, capacità organizzative, impegno, volontà. La valutazione non mirerà pertanto solo ad accertare le competenze possedute, bensì l evoluzione delle capacità logiche, delle capacità di comprensione e produzione, delle abilità espositive e creative al fine di promuovere attitudini ed interessi utili anche per future scelte scolasticoprofessionali. La famiglia La partecipazione delle famiglie degli alunni con disabilità al processo di integrazione avviene mediante una serie di adempimenti previsti dalla legge 104/92, la famiglia ha infatti diritto di partecipare alla formulazione del P.D.F. e del P.E.I., nonché alle loro verifiche. La famiglia rappresenta un punto di riferimento essenziale per la corretta inclusione scolastica dell alunno con disabilità, sia in quanto fonte di informazioni preziose sia in quanto luogo in cui avviene la continuità fra educazione formale ed educazione informale. Documentazione Diagnosi clinica E redatta dalla ASL o da medico privato convenzionato e definisce la patologia specifica di cui il disabile è riconosciuto. Il suo aggiornamento è previsto con scadenza biennale. E compito della scuola, all inizio di ogni anno, accertare la regolarità delle certificazioni fornite.

7 Diagnosi Funzionale Descrive i livelli di funzionalità raggiunti e la previsione di possibile evoluzione dell alunno certificato, è redatta dagli operatori ASL o specialisti privati convenzionati con la ASL e viene rilasciata alla scuola con la diagnosi clinica. Profilo Dinamico Funzionale Indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali dell alunno, le capacità possedute, da sollecitare e progressivamente da rafforzare. Devono essere evidenziate le aree di potenziale sviluppo sotto ilprofilo riabilitativo, educativo didattico e socio-affettivo. E redatto dagli operatori socio-sanitari, i docenti curricolari e di sostegno ed i genitori dell alunno. Viene aggiornato alla fine della scuola dell infanzia, primaria, Secondaria di Primo grado e durante la Secondaria di Secondo grado. Piano Educativo Individualizzato E il documento nel quale vengono descritti integrati ed equilibrati tra loro gli interventi predisposti per l alunno. Evidenzia gli obiettivi, le esperienze, gli apprendimenti e le attività da realizzare nel corso dell anno scolastico. Viene elaborato dagli insegnanti curricolari e di sostegno, dagli operatori sociosanitari e dai genitori; viene formulato nei primi due mesi di ogni anno scolastico.

8 ACCOGLIENZA E CONTINUITÀ Fasi, tempi e modalità di accoglienza, inserimento, inclusione degli alunni diversamente abili. Fase Tempi Attività Continuità Da novembre in poi dell ultimo anno di un corso di studi Attività di continuità da svolgersi sotto forma di progetti e /o laboratori. Iscrizione ingresso in Gennaio Viene effettuata nel mese di gennaio/febbraio. Nell ambito dei percorsi di continuità tra scuole di diverso ordine, l alunno e la sua famiglia possono visitare la scuola ed avere un primo contatto conoscitivo: La famiglia procede con l iscrizione dell alunno presso la segreteria della scuola entro i termini stabiliti. Pre-accoglienza Maggio Settembre 1) Incontro con i genitori per individuare varie necessità, accogliere indicazioni specifiche e illustrare il funzionamento dell Istituto. 2) Incontro tra gli insegnanti delle scuole di diverso ordine per acquisire informazioni sull alunno e sull azione educativa svolta nel precedente ordine di scuola. Riunione di glh d istituto per definire le linee organizzative pedagogiche e didattiche a livello d integrazione. In base alla documentazione pervenuta e ai dati raccolti dall insegnante delegata si elabora la proposta di inserimento nella classe, tenendo conto dei criteri

9 approvati dal collegio docenti e delle situazioni didattiche delle singole classi. Il Dirigente, valutata la proposta, definisce l iscrizione, assegnando l alunno ad una sezione. Il GLH individua percorsi per facilitare l integrazione. Condivisione Inserimento e Fine settembre Riunione di GLH operativo interno a livello organizzativo (condivisione di linee pedagogiche, proposta di progetti, acquisto libri, strumenti e materiale di facile consumo). Presentazione del caso dell alunno diversamente abile agli insegnanti del consiglio di classe. Durante la prima settimana verranno proposte attività per le classi coinvolte, finalizzate ad un positivo inserimento nella nuova scuola. Successivamente vengono contattati gli operatori ASL per costruire un primo percorso pedagogico-didattico. Riunione del GLh finalizzato all elaborazione del PEI Ottobre Approvazione dei progetti per l integrazione A partire dal mese di ottobre Attuazione dei progetti per l integrazione

10 Eventuale riunione del Gruppo h per verificare l andamento educativo e didattico. Maggio Riunione di GLHO e di Istituto per la verifica del PEI. Verifica dei progetti e stesura delle relazioni finali. Eventuale predisposizione della documentazione di uscita (nel caso di passaggio a diverso ordine).

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