PROGETTAZIONE DELLA PREVENZIONE CONTRO LA CADUTA LIBERA VERSO IL VUOTO. Consulta di Mantova - Relatore Pier Luigi Ghisi

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1 PROGETTAZIONE DELLA PREVENZIONE CONTRO LA CADUTA LIBERA VERSO IL VUOTO

2 OBBIETTIVI PRINCIPALI Sviluppare nei progettisti la cultura della sicurezza Formarli alla previsione progettuale di attrezzature di cui dovranno essere dotate gli edifici in caso di interventi sulle coperture ovvero a ideare strutture più accessibili fruibili e sicure formarli alla scelta dei dispositivi di collegamento in funzione dei DPI da utilizzare

3 IL METODO OPERATIVO PER LA SCELTA DI UN SISTEMA ANTICADUTA E/O SISTEMA DI POSIZIONAMENTO DIPENDE ANCHE Dal progettista che durante la fase di progettazione analizza le situazioni prevedibili di lavoro valutando, rispettivamente alla struttura prevista, nell ordine: Vi è la possibilità di svolgere il lavoro senza pericolo di caduta? Quale dimensione minima ha il campo di lavoro di ogni lavoratore impegnato? E possibile ridurre tale campo di lavoro impiegando scelte progettuali diverse(parapetti fissi su coperture piane o inclinate, ovvero parapetti provvisori avendo preventivamente previsto infissi i supporti per il loro successivo fissaggio evitare lucernari e/o coperture non portanti e conseguentemente non transitabili)? Ove deve essere collocato per ogni lavoratore un punto di ancoraggio fruibile che gli consenta di operare agevolmente? (vedi precedente relazioni) Qual è la distanza tra il punto di ancoraggio e il campo di lavoro di ogni operatore? Qual è il tipo di collegamento che si deve adottare? Qual è il tipo di imbracatura che si adatta meglio al collegamento utilizzato? E necessario di disporre un sistema di posizionamento, ovvero un sistema di protezione contro la caduta libera verso il vuoto? il tal caso l operatore deve indossare una cintura a vita ovvero una imbracatura?

4 Suddivisione Dispositivi Dispositivi di Protezione Individuale Sistemi di Posizionamento Sistema Anticaduta cintura di sicurezza cordino punto di ancoraggio collegamento imbracatura

5 IL SISTEMA DI POSIZIONAMENTO Cintura di sicurezza Serve solo ed esclusivamente per permettere di operare con le mani libere e non deve essere assolutamente usato come sistema anticaduta. Composto da una cintura di sicurezza ed un cordino La cintura si indossa all altezza della vita. Il cordino fisso o regolabile deve essere fissato obbligatoriamente ad entrambi gli anelli laterali della cintura. E idoneo per tutte le postazioni in quota che non implichino lo stazionamento in prossimità di un dislivello Cordino di posizionamento

6 I SISTEMI ANTICADUTA Hanno come obbiettivo quello di arrestare una caduta se e quando si verifichi, nel minor tempo possibile evitando di raggiungere velocità tali da non poter essere fermati in sicurezza evitando danni alla persona per quanto possibile mantenendo la persona eretta senza impedire la respirazione. NB: una persona di circa 80 Kg. che cade per 150 cm. subisce una sollecitazione pari ad 8 KN (800 Kg.). La forza dinamica dovuta al peso ed alla velocità nel caso venga inadeguatamente utilizzata una cintura, si andrebbe a concentrare sul bacino provocando gravi danni, ivi compresa la possibile rottura della colonna vertebrale. Il massimo del carico sopportabile dall essere umano, se equamente distribuito, è pari a 600 KN.

7 PUNTI DI ANCORAGGIO(UNI EN 795) Elemento al quale è collegato il cordino o il sistema anticaduta. Già precedentemente e ampiamente illustrato I punti di ancoraggio unitamente ai connettori ai collegamenti ed alle imbracature costituiscono il sistema di protezione contro la caduta libera verso il vuoto

8 CONNETTORI(UNI EN 362) I connettori servono per collegare fra loro i vari componenti di un sistema anticaduta, in modo che non sia possibile il loro distacco accidentale. Per tale motivo oltre a possedere caratteristiche di resistenza meccanica, si devono poter aprire solamente con almeno due operazioni consecutive ed intenzionali. Sono essenzialmente dei moschettoni in lega leggera o acciaio con forma ed apertura diverse per adattarsi ai vari punti di ancoraggio.

9 Esempi di connettori Connettore in acciaio Inox. Connettore per asta in Moschettone a vite in acciaio Moschettone a vite in alluminio. galvanizzato. alluminio. Pinza in acciaio per aggancio rapido. Moschettone con chiusura automatica in lega d alluminio. Moschettone in lega leggera. Moschettone automatico in in alluminio.

10 COLLEGAMENTI Servono a collegare il punto di ancoraggio con l anello o gli anelli appositamente previsti delle imbracature.

11 IL COLLEGAMENTO DEVE ESSERE 1. IL PIU CORTO POSSIBILE PER ARRESTARE UNA CADUTA NEL PIU BREVE TEMPO POSSIBILE 2. IL PIU LUNGO POSSIBILE PER CONSENTIRE LA LIBERTA DI MOVIMENTO

12 Tipi di collegamento FISSI UNI EN 354 Hanno una lunghezza massima di mt. 2 per evitare cadute di ampiezza eccessiva. Il loro funzionamento dipende dal peso della persona collegata. Sono sempre dotati di dispositivo assorbitore di energia per ammortizzare la forza derivante da un brusco arresto. Sono di basso costo, leggeri e semplici, ma limitano il campo di lavoro. RETTRATTILI - UNI EN 360 I dispositivi di tipo retrattile sono utilizzati quando il raggio operativo concesso dai cordini fissi (2 mt.) non è sufficiente. Essi, infatti, essendo di lunghezza automaticamente variabile consentono un ampio campo di lavoro. Il loro funzionamento è indipendente dal peso della persona collegata, in quanto bloccano la caduta rilevando la velocità di movimento (es cinture di sicurezza dell auto). Sono anch essi dotati di un dispositivo assorbitore di energia per ammortizzare la forza derivante da un brusco arresto oltre all intervento del blocco. Tale dispositivo e collocato internamente. SCORREVOLI UNI EN 353 I dispositivi anticaduta scorrevoli hanno la medesima funzione dei cordini ma la loro particolarità consiste nell esistenza di un supporto essenzialmente verticale o sub verticale (con inclinazione maggiore di 15 fino a 90 ) costituiti da un cavo in nailon, da una fune metallica, da una rotaia o canalina metallica. consentono tutti i movimenti deliberati e lenti verso l alto e/o verso il basso e di bloccarsi non appena avvenga una caduta

13 COLLEGAMENTI FISSI(UNI EN 354) Cordino con assorbitore di energia Cinghia a forcella con assorbitore di energia

14 Importante!!! è necessario che la distanza fra il punto di ancoraggio e l imbraco sia la minore possibile in quanto la caduta deve essere fermata nel più breve tempo possibile. Infatti maggiore è la distanza di caduta libera e maggiore è la forza impressa sul corpo dell operatore in caduta. Per cui il cordino di collegamento fisso deve essere adeguatamente dimensionato. Inoltre occorre tener presente che : 1,50 mt. lunghezza del cordino, 0,50 mt. lunghezza dell assorbitore 1,40 mt. distanza che intercorre fra il punto di aggancio, posta sull imbracatura, e i piedi dell operatore. 0,50 mt. (margine di sicurezza) la freccia di deformazione della linea di vita sollecitata dal carico dinamico; Totale : mt. 3,90 calcolo del tirante d aria libera

15 COLLEGAMENTI RETRATTILI Dispositivo anticaduta retrattile con cavo d acciaio Dispositivo anticaduta retrattile con cinghia in poliestere Dispositivo anticaduta retrattile con fune d acciaio e richiamo automatico

16 Importante!!! La possibilità di grande movimento può far dimenticare che in caso di caduta, potrebbe instaurarsi un movimento a pendolo, il quale porterebbe l operatore collegato a urtare violentemente contro parti della struttura sottostante al piano di calpestio(vedi soluzioni già ampiamente illustrate precedentemente).

17 COLLEGAMENTI SCORREVOLI (UNI EN 353) Se il supporto è in Nailon(fissato solo superiormente), viene consentita una certa libertà di movimenti laterali. Se il supporto è in fune metallica(fissata alle due estremità), non viene consentito alcun movimento laterale. N.B. IN TUTTI I CASI TALI DISPOSITIVI VENGONO COLLEGATI AGLI ANELLI STERNALI O DORSALI DELL IMBRACATURA CON UN MOSCHETTONE. dispositivo anticaduta automatico per cavo dispositivo anticaduta manuale per cavo

18 IMBRACATURE(UNI EN 361) E l ultimo componente di un sistema di protezione contro la caduta libera verso il vuoto. Deve essere scelto solo dopo aver ben definito i punti di ancoraggio e il tipo di collegamento.

19 Tipi di imbracature utilizzabili a secondo delle varie esigenze IMBRACATURA CON ATTACCO DORSALE. IMBRACATURA CON ATTACCO DORSALE E STERNALE. IMBRACATURA CON ATTACCO DORSALE, STERNALE E CINTURA DI POSIZIONAMENTO.

20 FUNZIONI DI UNA IMBRACATURA Arrestare una caduta senza recare danno ad un operatore. Mantenere la persona eretta senza impedirne la respirazione. Consentire un suo eventuale successivo recupero da parte di terze persone.

21 ERRORI DA NON COMMETTERE Consentire l uso di una normale cintura a vita collegata ad un dispositivo anticaduta.

22 Altre soluzioni progettuali Dotare le coperture piane di parapetti adeguati ovvero Sanare le situazioni esistenti inadeguate mediante altre soluzioni integrative

23 Scelte Tecniche in fase di progettazione Alla luce di quanto fin ora ampiamente illustrato, nasce l esigenza, in fase di progettazione di analizzare le strutture anche in funzione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che dovranno essere effettuati alle coperture ed agli impianti su di esse collocati, tenendo ben presente che d ora in poi: tali interventi dovranno essere previsti e codificati uno ad uno; per ogni specifico intervento sarà necessario stabilire:

24 Altre soluzioni progettuali Dotare le strutture di adeguati inserti per il fissaggio di parapetti provvisori da installare in caso di necessità

25 Altre soluzioni progettuali

26 Altre soluzioni progettuali

27 Altre soluzioni progettuali Parapetto laterale per tetto in legno Il montaggio viene effettuato stando sul tetto spingendo da oltre il parapetto sotto il travetto e bloccandolo

28 Adeguata preparazione professionale Alla luce di quanto fin ora ampiamente illustrato, nasce l esigenza,che in fase di progettazione il progettista abbia le adeguate conoscenze tecniche, per analizzare le strutture anche in funzione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che dovranno essere effettuati alle coperture ed agli impianti su di esse collocati, tenendo ben presente che d ora in poi: tali interventi dovranno essere previsti e codificati uno ad uno; per ogni specifico intervento sarà necessario stabilire:

29 la squadra tipo(numero di operai coinvolti); comparti di intervento(se in prossimità o meno di punti ove vige il rischio di caduta libera verso il vuoto); punti di salita e modalità di accesso alla copertura; distanze e percorsi predefiniti che intercorrono fra il punto di accesso in quota e le zone interessate agli interventi tipo di attrezzature necessarie per svolgerli; tipo di materiali e prodotti necessari ad eseguirli modalità di trasporto in quota, nelle zone interessate, dei materiali e delle attrezzature Modalità di allontanamento del materiale di risulta

30 Inoltre i progettisti, per essere in grado di adottare gli adeguati sistemi di ancoraggio, dovranno impegnarsi ad approfondire sempre più le proprie specialistiche conoscenze tecniche in materia di: Nuove tecnologie (ausili di protezione fissi o provvisori di cui dotare le coperture disponibili sul mercato); Dispositivi di protezione contro la caduta libera verso il vuoto; Modalità e limiti di impiego degli stessi (linee Guida), in funzione delle zone di stazionamento e del tipo di interventi da eseguire;

31 in quanto, d ora in poi: le coperture dovranno essere ideate tenendo ben presente un fattore aggiuntivo importante, rispetto al passato, consistente nella loro accessibilità, transitabilità e fruibilità, al fine di consentire alle maestranze l esecuzione dei lavori prevedibili in condizioni di sicurezza; in funzione delle scelte tecniche di cui sopra, il progettista dovrà avere le idee chiare, in merito a quanto sopra, in quanto dovrà redigere e fornire un fascicolo, corredato di elaborati grafici e relazione di calcolo, contenente le seguenti informazioni: le caratteristiche del fabbricato e della copertura, le modalità di raggiungimento della stessa, i sistemi di ancoraggio scelti, i DPI utilizzabili, le procedure indicanti le modalità ed i limiti di impiego in funzione degli interventi da svolgere e della ubicazione delle postazioni, La periodicità dei controlli e delle manutenzioni che dovranno effettuate sulle attrezzature di protezione installate sul tetto;

32 ERRORI PIÙ FREQUENTI, LUOGHI COMUNI MENTALITÀ SBAGLIATA Non prevedere alcun tipo di protezione contro la caduta libera verso il vuoto; Disinteressarsi dell argomento in fase di progettazione, e demandare a terzi esperti la definizione delle soluzioni; Demandare le soluzioni tecniche a rivenditori, principalmente interessati a vendere i loro prodotti Adattare soluzioni elaborate da altri professionisti su differenti altre strutture, evitando di analizzare l efficacia delle scelte trasferite sul proprio edificio Affrontare l argomento superficialmente ed adottare soluzioni inadeguate, complesse, pertanto inattuabili e conseguentemente pericolose per gli operatori addetti ad eseguire gli interventi Dimenticare che indipendentemente dagli obbiettivi raggiunti, dalle esperienze maturate e dalle opportunità di lavoro ottenute, è dovere di ogni progettista/professionista mantenere aggiornate le proprie conoscenze tecniche per garantire adeguata competenza nello svolgimento della professione.

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