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1 Centro di Ricerca Erba Sacra Problematiche relative alla tossicodipendenza D.ssa Tania Liberatore D.ssa Luisiana Pascucci Progetti Sociali Centro di Ricerca Erba Sacra Viale Appio Claudio 289, Roma Marzo 2006

2 Premessa Nell immaginario collettivo il termine DROGA richiama d immediato una serie di drammatiche realtà, dalla criminalità diffusa fra i tossicodipendenti, al dilagare di malattie mortali veicolate da siringhe infette, dal disagio giovanile al difficile recupero di chi ha deciso di smettere. La gravità di questi fenomeni rende evidente la necessità di sensibilizzare i cittadini, soprattutto giovani, ad acquisire conoscenze chiare, reali, scientifiche sulle droghe, sulle sostanze d abuso e sugli effetti sui processi somatici e su quelli mentali. Il Centro di Ricerca Erba Sacra, nell ambito delle sue attività di servizio sociale in collaborazione con gli Enti Locali e le scuole, con questo progetto, si propone di divulgare le più importanti informazioni scientifiche sul fenomeno della droga e su quello della dipendenza, ad essa strettamente correlato. L intento è quello di fornire ai destinatari del progetto, attraverso la spiegazione e il confronto, i mezzi necessari per renderli informati e consapevoli sulle droghe, sulla loro pericolosità e sul loro potere distruttivo sulla vita dell uomo. DROGA E TOSSICODIPENDENZE Droga è un termine con diversi significati. In Farmacologia (scienza che studia i farmaci naturali e di sintesi), quando si parla di droga si fa riferimento a quella parte della pianta in cui sono contenuti i principi attivi che vengono utilizzati per preparare farmaci. Sono sostanze dotate di attività biologica. Il termine droga ha la sua origine etimologica dall olandese droge: vegetali secchi importati dalle Indie Olandesi. In inglese la parola Drug corrisponde sia a droga come sopra esposto, sia a farmaco, un termine che secondo l O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) si applica a qualunque sostanza naturale e di sintesi capace, quando introdotta in un organismo vivente, di modificarne una o più funzioni. (1969) Nel linguaggio comune per droga s intende qualsiasi sostanza di origine animale o vegetale con proprietà stupefacenti allucinogene, o psicostimolanti dotata di effetti psichici piacevoli, desiderabili e talvolta perfino utili, ma associati a rischi di abuso, di tossicodipendenza, di tolleranza e di altre conseguenze negative sul piano individuale e sociale. La droga in senso generale ha la capacità di liberare la mente dai controlli e dai freni che ci mantengono sul terreno angusto, ma collaudato e sicuro, dei comportamenti normali. Essa affievolisce i segnali del pericolo, provoca un senso di piacere, di fiducia in sé, di evasione. Stimola la tendenza ad abbandonarsi al corso degli eventi, a sopravvalutare le proprie forze, a perdersi. 2

3 La scienza, gli studiosi, hanno da sempre cercato di individuare delle risposte che potessero spiegare la tendenza dell uomo ad avvicinarsi alle droghe. L osservazione dei comportamenti umani nelle diverse civiltà, nel corso della storia ha evidenziato come l uomo si è sempre sentito incuriosito dalla droga, spinto verso la droga. A questo proposito scrive Daniele Bovet intorno agli anni 50 La droga accompagna il cammino dell uomo da sempre, in tutte le civiltà. Deve quindi corrispondere ad un bisogno profondo, che ha le radici nella natura umana. Il pensiero di Bovet invocava la presenza di sostanze endogene capaci di riprodurre effetti simili alle droghe esogene e acquietare gli stati di animo come la sofferenza della mente e del corpo, il bisogno di emergere, la paura ed il desiderio di evadere dal grigiore della vita quotidiana. Nel 1973, un importante scoperta evidenzia la presenza nell organismo di recettori specifici per gli oppioidi (ovvero tutti i prodotti morfino-simili). Due anni dopo circa, un altra importante ricerca evidenzia l esistenza di fattori interni, endogeni simil-oppiacei. Questi fattori sono i liganti naturali dei recettori degli oppioidi (ovvero sostanze naturali che si legano con i recettori specifici antecedentemente individuati). Tali fattori sono chiamati peptidi oppiodi e sono le: Endorfine Encefaline Dinorfine Oggi è noto che gli oppioidi agiscono mimando le sostanze naturali chiamate peptidi oppioidi. Queste sostanze sono i liganti naturali dei recettori degli oppioidi. I peptidi oppiodi, hanno in comune con le droghe esogene il loro punto di attacco e le proprietà fondamentali. Queste ultime una volta somministrate sostituiscono nei recettori quelle endogene corrispondenti e ne riproducono gli effetti. Alla luce di tali scoperte possiamo oggi affermare che l attrazione verso la droga è riconducibile ad esigenze e motivazioni del tutto personali e profondamente radicate nella natura stessa dell uomo. 3

4 1. TIPI DI DROGHE ED EFFETTI DROGHE MORFINICI PSICOSTIMOLANTI PSICHEDELICI I DERIVATI DELL OPPIO (OPPIACEI) I COMPOSTI CORRELATI ALL OPPIO (OPPIODI). COCAINA ANFETAMINE KAT ALLUCINOGENI: LSD, MESCALINA, PSOLCIBINA, MDMA (ECSTASY METILENDIOSSIM ETAMFETAMMIN A), PCP Le droghe si suddividono in tre classi fondamentali: a) MORFINICI b) PSICOSTIMOLANTI c) PSICHEDELICI a) Morfinici Il termine morfina viene da Morfeo, Dio pagano del sonno e dell oblio ed indica tutte quelle sostanze deprimenti utilizzate come rimedio alla sofferenza ed alle sue manifestazioni. Tra i morfinici troviamo: i derivati dell oppio (oppiacei), che a sua volta si distinguono in naturali: morfina, codeina, tebaina, papaverina (miorilassante); 4

5 semisintetici: eroina, metadone, apomorfina, naloxone e naltrexone (antagonisti); i composti correlati all oppio (oppiodi): hanno gli stessi effetti dei derivati dell oppio. Sono inclusi in questa categoria i cannabinoidi, l alcool, i tranquillanti, i sedativi, gli ansiolitici che a dosi abnormi riproducono effetti morfino-simili. L oppio, estratto dal PAPAVER SOMNIFERUM, è ottenuto dal lattice che sgorga per incisione delle capsule seminifere immature del papavero. Il succo è essiccato e polverizzato per ottenere l oppio, da cui si ricavano circa 20 alcaloidi. L uso degli alcaloidi piuttosto che le preparazioni di oppio grezzo si diffuse nel mondo della medicina alla fine del diciannovesimo secolo. La ricerca scientifica tenta di liberarlo del suo veleno, ma questo è insito nelle caratteristiche che lo rendono desiderabile. Tra i derivati dell oppio naturale c è, come sopra elencato, la morfina, che trova un ampio impiego nella terapia del dolore. L assorbimento è rapido, viene metabolizzato nel fegato, è escreto attraverso il rene con le urine. Il 90% della sua concentrazione è eliminato durante le prime ventiquattrore, si ritrovano tracce nelle urine e nelle feci anche dopo diversi giorni dall ultima assunzione. Ha un emivita di circa due ore negli adulti. La sua azione è breve a causa della distribuzione nel sistema circolatorio. La morfina non persiste nei tessuti e nelle ventiquattrore la concentrazione tissutale è notevolmente ridotta. L eroina, che è un derivato semisintetico dell oppio (diacetilmorfina) è più liposolubile della morfina e penetra nel cervello più rapidamente. Il metadone, anch esso di derivazione semi sintetica, ha proprietà farmacologiche simili a quelle della morfina e trova un ampio impiego nella terapia sostitutiva all eroina per combattere la tossicodipendenza. Ha tra le sue azioni farmacologiche attività analgesiche, facilita altresì la soppressione duratura dei sintomi di astinenza negli individui con dipendenza fisica. E efficace la somministrazione orale, viene metabolizzato dal fegato ed escreto con le urine. Il metadone è legato alle proteine in molti tessuti, compreso il cervello. In seguito a somministrazioni ripetute si osserva un accumulo graduale nei tessuti. Sospesa la somministrazione, si ritrovano basse concentrazioni di metadone nel plasma, a causa del lento rilascio da parte dei siti di legame extravascolari; questo processo giustifica la sindrome di astinenza lieve ma prolungata. Per ciò che concerne invece le sostanze correlate all Oppio (oppioidi) tra le più diffuse troviamo i cannabinoidi ovvero la droga estratta dalla Cannabis. La Cannabis, pianta da cui si estrae la canapa, è coltivata da sempre sia per la produzione della canapa (industria tessile), sia per le sue proprietà medicinali e psicoattive. Il fumo derivante dalla combustione delle foglie e del suo succo contiene molti alcaloidi tra cui il più potente D-9-tetraidrocannabinolo. 5

6 L azione farmacologica varia con la dose, la via di somministrazione, la vulnerabilità agli effetti psicoattivi e alle condizioni di utilizzo. L intossicazione induce cambiamenti nell umore, nelle percezioni e nelle motivazioni. Tra gli effetti desiderati abbiamo: stato di euforia definito HIGH e un senso di allegria definito MELLOWING OUT. Lo stato di HIGH può protrarsi per circa due ore. Durante questo periodo vi è compromissione delle funzioni cognitive e della percezione, del tempo di reazione, dell apprendimento, della memoria, del comportamento coordinato e bilanciato. Cambiamenti comportamentali quali incostanza e aumento del desiderio di cibo, in particolare di dolci; aumentato desiderio sessuale e un superiore senso di consapevolezza di sé. Si possono verificare anche reazioni spiacevoli come il panico, allucinazioni, psicosi e ansia. Queste modifiche hanno ovvie implicazioni nella conduzione di veicoli, nella capacità lavorativa e scolastica. Una delle maggiori implicazioni connesse all uso dei cannabinoidi è l induzione da sindrome da demotivazione. L abuso della droga comporta un lento allontanamento da tutte le attività sociali, con una riduzione dell interesse nella scuola, nel lavoro e nelle attività finalizzate in generale. La droga è sotto accusa per queste modificazioni comportamentali, anche se non sono state dimostrate le relazioni. Non esiste evidenza di un danneggiamento delle cellule cerebrali, anche se dopo l interruzione dell uso cronico di alte dosi di marijuana, compare un graduale miglioramento nello stato mentale. A livello terapeutico trova impiego contro la nausea ed il vomito nella chemioterapia tumorale, miorilassante, anticonvulsivo, ipotensivo, utile anche nel glaucoma. Questi effetti terapeutici sono sempre accompagnati da effetti collaterali indesiderati che limitano il loro uso in medicina. L astinenza si manifesta con irrequietezza, irritabilità, leggera agitazione, insonnia, disturbi nell elettroencefalogramma durante il sonno, nausea e crampi. In linea generale possiamo dire che i morfinici riducono la percezione di alcuni segnali di allarme a contenuto spiacevole come dolore, ansia, paura che l organismo attiva quando viene a contatto con situazioni avverse reali o psichiche. Non eliminano le avversità ma riducono la percezione della loro pericolosità. Usata per non affrontare le difficoltà della vita, la droga, in questi casi conduce in un paradiso artificiale che finisce per aggravare la circostanza. A parte le conseguenze negative degli effetti psicotropi e della tossicodipendenza, terribili ma passeggeri sono i disturbi dell astinenza e la depressione del sistema immunitario che riduce le difese contro le infezioni. Per ciò che concerne gli effetti a livello psichico essi determinano analgesia, sonnolenza, offuscamento mentale. Riducono la percezione del dolore (alcuni pazienti sperimentano uno stato di euforia), senza perdita di coscienza. Leniscono il dolore fisico e psichico. Rasserenano. A livello somatico gli oppiodi influenzano il sistema endocrino, riducono la temperatura corporea, determinano ipotensione. Abbassano la frequenza, il polso ed il ritmo cardiaco. Determinano vasodilatazione periferica. Riducono la digestione, la 6

7 motilità. Aumentano il tono della parete intestinale e degli sfinteri fino allo spasmo. Riducono sensibilmente la diuresi. b) Psicostimolanti Questa classe di sostanze psicoattive comprende la cocaina e i suoi derivati (amfetamine), e tutte quelle sostanze che presentano effetti simil-cocaina, come khat, the, caffè, alcol e nicotina. L attività anestetica della cocaina è stata scoperta casualmente alla fine del XIX secolo. Isolata nel 1860 Albert Nieman notò, dopo averla assaggiata, che induceva insensibilità alla lingua. Essa viene estratta dalle foglie di un piccolo arbusto, spontaneo del Sud America, ERYTROXYLON COCA ed è masticata da sempre dagli abitanti delle Ande come stimolante. La cocaina assunta per inalazione ha un emivita di 50 minuti circa. Lo stato euforico è associato alla concentrazione plasmatica, massima entro i primi minuti nella somministrazione inalata. Da qui l esigenza di ripetute inalazioni da parte degli utilizzatori di cocaina, fino all esaurimento della droga stessa. La cocaina aumenta la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Migliora l attenzione, lo stato di vigilanza. Il senso di benessere, che è accompagnato da euforia aumenta il desiderio della droga. A dosi elevate compare attività motoria involontaria, comportamento stereotipato e paranoia, irritabilità fino ad un atteggiamento aggressivo e violento. La cocaina e gli psicostimolanti in genere hanno un azione stimolante anche sulla parte adrenergica del sistema neurovegetativo: eccitano e accelerano i processi mentali e attenuano il senso della fame, della fatica e della sete, disattivano il segnale del dolore che ci avverte di fermarci e recuperare. Permettono sforzi impossibili fino all abuso della propria resistenza. Gli oppiacei sono le droghe per chi ricerca la pace interiore e l oblio, mentre la cocaina sorregge chi vuole emergere e teme di non riuscire, chi ama la lotta, chi cerca l autoaffermazione. La cocaina viene metabolizzata nel fegato ed eliminata con le urine. Si ritrova nelle urine fino a cinque giorni dopo l ultima assunzione, nei grossi consumatori fino a 10 giorni. Spesso è associata all uso di tranquillanti e di bevande alcoliche, per ridurre l instabilità psico-fisica che si manifesta nell uso di forti dosi di cocaina. E facile in questo modo instaurare dipendenza dall alcol e sedativi. Esiste una potente interazione tra alcol e cocaina. Assunte contemporaneamente, la cocaina è esterificata dall alcol formando un composto il COCAETILENE, molto più volatile e più velocemente assorbito a livello cerebrale; i suoi effetti sono immediati e molto potenti. Il kat è un vegetale, masticato nell Africa orientale e nello Yemen. Le sue proprietà stimolanti, sono dovute alla presenza di un alcaloide, il catinone simile alle 7

8 amfetamine. E stato sintetizzato in laboratori clandestini un congenere con gli stessi effetti stimolanti: il metcatinone. I sintomi da astinenza sono: disforia, depressione, sonnolenza, astenia, craving (forte risposta alla sola vista della droga, ancora prima della somministrazione; tale reazione consiste in un allerta fisiologica e un aumentato desiderio ardente di lei), bradicardia. Un discorso a parte meritano due sostanze quali l etanolo e la nicotina che, a bassi dosaggi hanno un effetto psicostimolante, mentre ad alti dosaggi hanno un effetto deprimente e si comportano in modo morfino simile. Etanolo L uso dell alcol etilico preparato per fermentazione di zuccheri, amidi e carboidrati risale ai primordi della storia. Classificato come deprimente, produce sonno e sedazione. Gli effetti iniziali sono spesso percepiti come una stimolazione, dovuta alla soppressione di sistemi inibitori. L alcol danneggia la memoria recente, ad alte dosi induce un fenomeno definito black out, per il quale la persona che ha assunto l alcol non ha ricordo del proprio comportamento mentre era intossicato. L astinenza determina appetizione patologica e compulsiva di alcol, tremore fino al delirium tremens (attacchi convulsivi dopo ore dall ultima assunzione) irritabilità, disturbi del sonno, tachicardia, ipertensione, sudorazione, distorsioni percettive, grave agitazione, confusione, nausea, vomito e pupille dilatate, allucinazioni visive. L alcol viene metabolizzato dal fegato per induzione enzimatica, è tossico per lo stesso fegato, l apparato cardiocircolatorio e gastrointestinale. Nelle donne in gravidanza, passa la barriera placentare producendo Sindrome Alcolica Fetale causa frequente di ritardo mentale. L alcol produce tolleranze crociate con altri sedativi. La combinazione con le Benzodiazepine è pericolosa. Altre combinazioni deleterie sono: SPEED BALL: eroina e cocaina. CRACK: cocaina in forma libera mescolata al tabacco e inalata con il fumo. Nicotina E un alcaloide isolato nel 1828 dalle foglie di Nicotiana Tabacum. Essa riveste una rilevante importanza medica per la sua tossicità latente, la presenza nel tabacco e la tendenza ad indurre dipendenza nei consumatori abituali. La dipendenza può essere duratura come lo testimoniano l alto tasso d insuccesso di fumatori che tentano di smettere. Diversamente dalla cocaina e dall alcol sono pochi gli individui che si limitano a poche sigarette per evitare la dipendenza. La nicotina di per sé induce rinforzo; ogni aspirazione, infatti, provoca effetti sul sistema nervoso nel brevissimo tempo di sette secondi. L abitudine della gestualità rinforza una dipendenza, fra le più pericolose, sebbene i suoi effetti sono di potenza minore. 8

9 La depressione dell umore è sempre associata alla dipendenza che aumenta significativamente durante l astinenza. Questo spiega, forse, il fenomeno delle ricadute. La nicotina viene assorbita velocemente attraverso la pelle, le mucose ed i polmoni e viene metabolizzata da fegato e polmoni e secreta rapidamente attraverso i reni. La sua emivita è di circa due ore. In media una sigaretta contiene da 6-11 mg di nicotina e permette un assunzione sistemica di circa 1-3 mg. La dose letale acuta di nicotina, si aggira intorno a 60 mg di base. La nicotina induce modificazioni complesse e spesso imprevedibili. Possiede un azione stimolante su di una gran varietà di siti effettori e una contemporanea azione desensibilizzante nei confronti d altri recettori. La risposta finale in ciascun sistema è considerata la sommatoria degli effetti avvincenti e inibitori della nicotina. Stimola l impulso nervoso, aumenta il rilascio di dopamina, e di altre ammine piogene che danno quella particolare sensazione di piacere. Aumentano le concentrazioni di glucocorticoidi e catecolamine a basso dosaggio. Provoca lieve analgesia iniziale, tremori e convulsioni a dose elevate. La depressione e la morte intervengono sia per blocco centrale della respirazione sia per blocco periferico dei muscoli respiratori. Produce vasocostrizione, rialzo significativo della pressione arteriosa della frequenza del ritmo cardiaco. Aumenta il tono la motilità intestinale. Il suo principio attivo non comporta di per sé un rischio apprezzabile di abuso. Secondo studi fatti, gli effetti della nicotina si traducono in un senso di calma, in un miglioramento dell attenzione e della memoria, in un insieme di effetti contemporanei calmanti e stimolanti. ( Daniel Bovet Premio Nobel) Nello stesso tempo di è dimostrato che danneggiano le pareti vasali, la riduzione del trasporto di ossigeno determina il formarsi di placche ateromatose, facilita la trombosi, le ischemie perifireriche, gli Infarti. Alto è anche il livello di carcinogenicità dei prodotti di combustione. La scienza e la tecnologia potrebbero cercare di risolvere questo problema senza privare il fumatore dei piaceri offerti dalla nicotina. La carcinogenicità e la sua manifestazione clinica è come una bomba ad orologeria, che può esplodere anni dopo essere innescata. I tumori sono causati dai prodotti di combustione che si fumano e si respirano soprattutto con la sigaretta. L astinenza determina irritabilità, impazienza, ostilità, ansia, umore disforico o depresso, difficoltà di concentrazione, irrequietezza, riduzione della frequenza cardiaca, aumento di appetito e di peso. c) Psichedeliche Sono gli allucinogeni: LSD (dietilamide dell acido lisergico), MESCALINA, PSOLCIBINA, MDMA (ecstasy metilendiossimetamfetammina), PCP (fenciclidina), KETAMINA, DMT (N, N-dimetiltriptamina) e molte altre sostanze sintetiche e naturali che a dosi massicce presentano tali effetti (amfetamine, scopolamina, atropina, oppio, dopamina, marijuana). 9

10 Sono usati anche, in combinazione con sedativi illegali come flunitrazepam o GHB (gamma idrossibutirrato); quest ultimo particolarmente efficace nel compromettere la memoria, è stato spesso utilizzato nei date rapes (appuntamenti con stupro). Effetto primario degli psichedelici, anche a basse dosi, è la distorsione percettiva della realtà. La loro caratteristica distintiva è di svincolare la mente dalla realtà; quella che si percepisce attraverso i sensi e possiamo toccare e influenzare con le nostre mani, consentendo cosi di viaggiare liberamente nello spazio e nel tempo. La droghe psichedeliche danno le ali a chi vuole evadere dalla quotidianità. Conferiscono poteri straordinari (percezione extrasensoriale) e possono aumentare o ripristinare la creatività artistica. Le sensazioni procurate dagli allucinogeni sono paragonabili ad avventure in mondi sconosciuti detti viaggi o trip. Alcuni agenti psichedelici riproducono abbastanza fedelmente i sintomi di malattie mentali. Le droghe psichedeliche consentono alla mente di svincolarsi dai limiti ristretti entro i quali è normalmente confinata. Tali limiti, percepiti come prigionia, restrizione della libertà segnano il confine del terreno sul quale la mente può muoversi senza correre rischi eccessivi. Non procurano felicità, ne danno la sferzata che consente di affrontare gli ostacoli insormontabili. Sono le mongolfiere che si alzano nel cielo ondeggiando nel vento dove neppure i sogni, la fantasia e l immaginazione possono arrivare. Procurano immagini fantasmagoriche, percezioni e intuizioni, negate all uomo comune. Sono il risveglio di poteri psichici occulti o assopiti. Il rischio è di confondere la realtà con la sua rappresentazione psichica, di strappare il filo sottile che collega l uno con l altra. Per ciò che concerne l LSD, essa produce allucinazioni prevalentemente visive. E il farmaco allucinogeno più potente. E venduta sul mercato illegale in diverse forme. Un sistema consiste nell impregnare fogli di carta delle dimensioni di un francobollo con varie dosi di LSD ( mcg). Effetti significativi sono già presenti in una dose di mcg. Tali effetti sono variabili, anche nello stesso individuo, in tempi diversi. Compaiono nei primi minuti, la droga, rapidamente assorbita, dopo somministrazione orale, raggiunge il massimo della concentrazione tra le due e quattro ore, ritornando ai livelli basali tra le sei e otto ore. I sintomi a dosaggi di 100 mcg sono: distorsione percettiva e allucinazioni visive, cambiamenti di umore, ebbrezza, paranoia e depressione, intensa eccitazione e alcune volte senso di panico. Sintomi che indicano l assunzione di LSD sono a livello somatico: dilatazione pupillare, aumento della pressione arteriosa e tachicardia, salivazione, lacrimazione, e riflessi pronunciati. Gli effetti visivi sono rilevanti, i colori sembrano più intensi e le figure possono apparire alterate; il soggetto può focalizzare l attenzione su dettagli insoliti, come per esempio la distribuzione dei peli sulla mano. L uso frequente di farmaci psichedelici può dare grave agitazione da richiedere l intervento farmacologico. Parlare con il soggetto in modo rassicurante (talking down) si è dimostrato efficace. Queste droghe inducono un effetto tardivo Disordine 10

11 percettivo persistente da allucinogeni, espresso da disturbi visivi episodici detti flashback, perché assomigliano alle esperienze dei precedenti viaggi. La sintomatologia comprende false percezioni fugaci nei distretti periferici, lampi di colori, pseudoallucinazioni geometriche e immagini residue. Il disturbo visivo può rappresentare un alterazione permanente, aggravata da diversi fattori come lo stress, l affaticamento, l ingresso in un ambiente scuro, l uso di marijuana, di neurolettici (antagonisti dei recettori dopaminergici), gli stati ansiosi. Anche l Ecstasy determina effetti stimolanti e presunti miglioramenti nelle capacità di comprensione e di autoconsapevolezza. Gli effetti acuti dipendono dalla dose. Si possono avere sintomi come: tachicardia, secchezza delle fauci, contrazione mascellare e dolori muscolari. L intossicazione determina allucinazioni visive, agitazione, ipertermia e attacchi di panico. Nei ratti è stato dimostrato degenerazione dei corpi cellulari e degli assoni di neuroni serotoninergici. 11

12 2. LA TOSSICODIPENDENZA La tossicodipendenza può essere definita come un bisogno irrefrenabile e cosciente, che si manifesta generalmente dopo più somministrazioni, di assumere una droga non più solo per produrne gli effetti iniziali, ma per evitare i disturbi causati dalla sua mancanza e per mantenere uno stato accettabile di benessere fisico e psichico. La tossicodipendenza può riguardare una o più droghe. Non tutte le droghe danno tossicodipendenza (morfinici e psicostimolanti a lungo andare sì gli psichedelici no). La tossicodipendenza dipende da un insieme di aggiustamenti fisiologici che da un lato controbilanciano gli effetti negativi della droga, ma dall altro si traducono in un nuovo instabile equilibrio biologico, che per essere conservato richiede la presenza della droga. Secondo l O.M.S. la tossicodipendenza è uno stato psichico e fisico risultante dall interazione tra un organismo vivente e una droga, caratterizzato da modificazione del comportamento e da altre reazioni, che producono sempre la pulsione ad assumere la droga in maniera continua o periodica al fine di ritrovarne gli effetti psichici ed evitare i disturbi causati dalla sua privazione. La tossicodipendenza può essere vista come avente una funzione protettiva per l organismo. Essa è la risposta organica necessaria dell organismo per mantenere il nuovo equilibrio ottenuto con la droga, in assenza di quest ultima, diventa controproducente. Essa è quindi l espressione dell omeostasi, un meccanismo difensivo che è alla base della vita stessa. Questa capacità consente di salvaguardare il proprio stato interiore mediante adattamenti funzionali e fisiologici, atti a neutralizzare tutto ciò che può perturbarlo. La dissuefazione mira a ripristinare l equilibrio naturale iniziale. L organismo sviluppa così effetti opposti a quelli caratteristici di ciascuna droga. A- Morfinici: analgesia vs ipersensibilità al dolore B- Psicostimolanti: adrenergici vs colinergici Questi aggiustamenti omeostatici, sempre presenti, non sono avvertiti dall organismo, fino a quando la droga li controbilancia. Con il progredire della tossicodipendenza, si osserva un aumentato consumo delle quantità della droga per riprodurre gli effetti iniziali, instaurandosi quel fenomeno che viene definito tolleranza, ovvero la resistenza che si instaura, dopo diverse somministrazioni, agli effetti di una droga. La tolleranza determina il bisogno irrefrenabile di aumentare le dosi con il fine di riprodurre gli effetti iniziali. E strettamente collegata alla tossicodipendenza perché entrambe sono dovute all adattamento funzionale dell organismo agli effetti della droga. Per esempio: 1- Eroina. Pochi milligrammi iniziali a dosi fino 100 volte più elevate 2- Nicotina. Poche tirate della prima sigaretta a 20-40, nei casi estremi 80 sigarette al giorno. Il meccanismo della tossicodipendenza è biologico, non le conseguenze di questo meccanismo. 12

13 La sindrome da astinenza è data da disturbi psichici e fisici causati dalla sospensione di una droga nei cui confronti si è sviluppata una tossicodipendenza. I sintomi di astinenza sono in genere manifestazioni di segno opposto rispetto agli effetti della droga. Solo le droghe sono capaci di instaurare tossicodipendenza perché sono le uniche capaci di disattivare segnali d allarme a contenuto molto spiacevole, come il dolore fisico e mentale. Questi segnali sono anche dotati di una rappresentazione mentale che ne consente il riconoscimento a livello cosciente che è neutralizzato dalla droga. Per tornare al suo stato iniziale l organismo deve iperattivarli. Questo contro adattamento funzionale non è avvertito finché è bilanciato dagli effetti opposti della droga, ma si determina, se quest ultima viene a mancare, un intollerabile sensibilità al dolore e ad altri fenomeni psichici e fisici spiacevoli. Per questo motivo, solo il tossicodipendente in astinenza, collega i suoi disturbi alla mancanza della droga e avverte un bisogno lucido e assillante di procurarsela per evitare la crisi in sua assenza. L organismo, inoltre, ha la capacità di sopportare dosi crescenti di una sostanza, adattandosi ai suoi effetti con aggiustamenti di segno opposto. E per effetto di questo processo che la droga perde la sua efficacia. Per riprodurne gli effetti iniziali deve essere assunta a dosi crescenti, fino ad un limite massimo rappresentato dalla saturazione delle capacità omeostatiche dell organismo (adeguarsi automaticamente ai mutamenti con aggiustamenti fisiologici di segno opposto che li neutralizzano). Esiste uno stretto collegamento tra tolleranza e tossicodipendenza; entrambe sono espressioni del medesimo processo omeostatico, quello che consente alla vita di resistere agli agenti avversi. L intensità della tossicodipendenza dipende dalle caratteristiche dei processi psichici influenzati dalla droga. MORFINICI Primi nella classifica delle droghe che danno tossicodipendenza. Essi deprimono soprattutto il dolore, che è un meccanismo d importanza critica per la sopravvivenza, sempre in funzione ed iperattivato di notte, quando il livello di attenzione si abbassa e altri sensori, come la vista e l udito sono momentaneamente disattivati. Gli oppiacei agendo su un meccanismo difensivo critico, evocano una reazione omeostatica particolarmente pronta e intensa. PSICOSTIMOLANTI Agiscono su meccanismi di allarme che segnalano la fame, la sete, la fatica, il dolore stesso con modalità diverse. Essi richiedono l intermediazione del sistema adrenergico, il cui funzionamento presenta fisiologicamente delle ampie oscillazioni. In altre parole, i sistemi di allarme influenzati rispettivamente dagli oppiacei e dagli psicostimolanti funzionano come termostati; mentre il primo scatta ad ogni variazione di temperatura, i secondi solo quando la temperatura è incandescente. Questo spiega il consumo occasionale di cocaina, senza diventare tossicodipendenti, mentre non avviene per gli oppioidi e per gli oppiacei. 13

14 Viceversa, gli psicostimolanti sono più pericolosi per gli effetti propri, perché i sistemi omeostatici che dovrebbero contrastarli sono meno pronti ad intervenire. Questo dimostra come la tossicodipendenza è un meccanismo di difesa capace di proteggere dalla tossicità propria della droga. ALCOL Le concentrazioni basse di alcol non preoccupano l organismo perché è in grado di difendersi attraverso un meccanismo detto induzione enzimatico, che non comporta tossicodipendenza. E un processo biochimico dovuto all azione di particolari sostanze endogene chiamate ENZIMI, capaci di metabolizzare l alcol e altri composti, trasformandoli in altri composti meno tossici. La risposta omeostatica scatta quando l alcol supera i livelli guardia. La situazione è ulteriormente complicata dalle differenze individuali, che sono ampie e su base ereditaria probabilmente. NICOTINA Agisce sugli aggregati di cellule nervose: gangli nervosi nel sistema nervoso periferico e nuclei nel sistema nervoso centrale. Questi centri sono coinvolti in molti processi mentali memoria, attenzione). Il loro livello di attività presenta delle variazioni sensibili nell arco delle ventiquattro ore, diverse da persona a persona. La regolazione omeostatica, dunque, non è precisa come gli oppioidi ma certamente più intensa di molti psicostimolanti. PSICHEDELICI Ultimi come frequenza e gravità di tossicodipendenza. Queste droghe influenzano dei processi mentali che l organismo è abituato a lasciar fluttuare liberamente. Si tratta degli spazi lasciati alla fantasia, all immaginazione, ai sogni. Si tratta dei momenti nei quali la mente vaga senza costrizioni, svincolandosi dalla realtà circostante. L allarme suona quando si perde la capacità di distinguere tra fantasia e realtà. Oltre questo limite subentrano le allucinazioni, il delirio, la follia. La risposta omeostatica e il rischio di tossicodipendenza sono molto bassi. Al contrario, il pericolo di danni causati dagli effetti propri di queste sostanze è molto elevato. Possiamo affermare che la predisposizione alla tossicomania dipende essenzialmente da due fattori: Forte predisposizione costituzionale (individuale, genetica, ereditaria) Motivazioni psicologiche determinati dall ambiente (famigliari, culturali, sociali e circostanze ambientali). 14

15 3. PROFILI DI PERICOLOSITA Caratteristica fondamentale di una droga è la capacità di disattivare i meccanismi che controllano e mantengono entro certi limiti alcuni importanti processi mentali. La pericolosità di una droga, non dipende solo dal suo abuso o dal grado di tossicodipendenza, ma anche da altri elementi di rischio come per esempio la carcinogenicità del tabacco e la neuro-tossicità ed epato-tossicità dell alcol. I fattori principali di pericolosità sono indicati con tre lettere dell alfabeto greco. FATTORE ALFA Risiede negli effetti diretti delle droghe, derivanti dalle loro proprietà psicotrope. FATTORE BETA Consiste nella tossicodipendenza. Appartiene non solo alle proprietà intrinseche della droga, ma è la conseguenza indiretta della contrareazione omeostatica dell organismo. FATTORE GAMMA Indica l insieme dei danni causati da elementi aggiuntivi, quali la modalità di somministrazione, la composizione del prodotto finito, i suoi contaminanti etc. Esiste quindi una differenza sostanziale tra i fattori alfa e beta da un lato e gamma dall altro: sui primi due è possibile intervenire riducendo il consumo della droga, l altro può essere contrastato anche con interventi specifici. In conformità a queste premesse, per ciascuna classe di droga si ha un diverso profilo di pericolosità e si possono individuare i tipi di interventi da adottare. Negli psicostimolanti e negli psichedelici prevale il fattore alfa, ossia la pericolosità negli effetti della droga stessa che li rendono desiderabili. Vanno banditi, salvo alcuni impieghi strettamente medici per alcuni psicostimolanti. Il confronto tra questi ultimi ed i morfinici mostra, che il rapporto tra il fattore alfa ed il fattore beta è inversamente proporzionale, ossia che la tossicodipendenza è espressione di una reazione difensiva agli effetti diretti della droga. Se prendiamo in considerazione l alcol, invece, esso è un esempio di quanto la pericolosità di una droga può dipendere dagli usi, dalle abitudini, dalla cultura e dalla reattività individuale. Fattore alfa: pericolosità intrinseca alla droga stessa con i suoi effetti psicotropi. Fattore beta: reattività soggettiva Fattore gamma: danni derivanti dalla composizione delle bevande (alcol metilico molto tossico, soprattutto a livello del nervo ottico). Tracce significative di pesticidi, conservanti altre sostanze nocive usate in agricoltura. Per completare il quadro, i danni dell ebbrezza alcolica o ubriachezza. Essa è la causa di moltissimi incidenti, molti di più di quelli causati dalle altre droghe. Per quanto riguarda invece la nicotina possiamo vedere che per il Fattore alfa gli effetti diretti della droga sono modesti, per il Fattore beta la tossicodipendenza è molto marcata in alcuni casi, in relazione alle difficoltà obiettive di dissuefazione e molto dipende dalle caratteristiche psicologiche del soggetto, il Fattore gamma invece è elevatissimo. Parafrasando il grande Ippocrate: Gli effetti delle droghe dipendono non solo dalle loro proprietà intrinseche, ma anche dalla reattività individuale della persona che le assume. 15

16 Nella Tabella seguente è evidenziato il profilo di pericolosità di alcune classi di droghe. PROFILO DI PERICOLOSITA DI ALCUNE CLASSI DI DROGHE Fattori di pericolosità Classi Alfa Beta Gamma Oppiacei Psicostimolanti Psichedelici Alcol Tabacco da fumo Alfa, effetti diretti; beta, tossicodipendenza; gamma, aspetti collaterali Il punteggio attribuito alla pericolosità va da (assente) a +++ (massima) 16

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