Programma Ittico Annuale

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1 PROVINCIA DI FORLÌ-CESENA Servizio Agricoltura Spazio Rurale Flora e Fauna FORLI Piazza G.B. Morgagni 2 - tel. 0543/ fax [email protected] PROGRAMMA ITTICO ANNUALE ANNO 2015 (art.5, punto 1 della L.R.11/2012) APPROVATO CON DECRETO PRESIDENZIALE N.45 PG /2014 DEL 19/12/2014 Nell'ambito gestionale provinciale dell'attività alieutica, come formulato dalla L.R. n. 11del 7/11/2012 e in accordo con i contenuti del Piano Ittico Regionale e del Piano Provinciale Ittico di Bacino, si sviluppano le proposte di previsione inerenti al programma ittico annuale per l'esercizio Il relativo programma, formulato ai sensi dell'art.5 della L.R. n.11/2012, riporta, in primo luogo, la delimitazione delle zone ittiche omogenee, a seguire l'analisi e valutazione dei principali popolamenti ittici con il resoconto dei ripopolamenti integrativi effettuati nel corso dell'anno 2013, a cui fanno seguito gli indirizzi di programmazione dell'attività alieutica e si conclude con l'indicazione degli oneri inerenti le spese di intervento per la realizzazione delle deleghe in materia di pesca, tenendo conto, in termini complessivi, delle risorse finanziarie disponibili. Le proposte di riferimento sono articolate per bacini idrografici e per zone omogenee nelle quali realizzare la gestione ittica, secondo la classificazione delle acque interne di pertinenza prevista dalla normativa vigente. 1

2 DELIMITAZIONE DELLE ZONE ITTICHE OMOGENEE Nell'ambito dei Bacini idrografici sono state delimitate dalla giunta Regionale, con deliberazione n.1554 del 26/04/1994, su proposta dell'amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena, le seguenti zone ittiche omogenee: Zona "A" (ex bacino della bassa Forlivese) (lungh. complessiva km 29) Caratteristiche generali E caratterizzata dalla presenza di canali di scolo e di espansione, facenti capo al Consorzio di Bonifica della Romagna, nei quali è praticata la pesca ricreativa con bilancione. Il popolamento ittico è basato sulla presenza di specie ittiche d'acqua salmastra quali: varie specie del genere Gobius, il Latterino, l'anguilla, il Cefalo e poche altre specie reperibili in rapporto alle condizioni del mare, cui sono direttamente o indirettamente collegate. La gestione della zona esclude interventi di ripopolamento ittico e si esaurisce nella programmazione, organizzazione e regolamentazione dell'esercizio di pesca, nell espletamento degli aspetti autorizzativi, nel tabellamento e nella vigilanza. Zona B (comprendente la fascia medio-bassa dei bacini idrografici del Savio, Fiumi Uniti e Lamone, nonché le acque del Canale Emiliano Romagnolo) (lungh. complessiva km 460) Comprende la parte planiziare del territorio provinciale, oltre alle acque di bonifica del C.E.R., pertanto i corsi d acqua risultano caratterizzati da: modesta corrente, massima portata ma soggetta ad ampie oscillazioni stagionali, notevole carico di inquinanti e spesso elevata torbidità legata al trasporto solido. Durante i periodi di magra tratti di corso d acqua tendono a impaludarsi, con abbondante sviluppo di vegetazione igrofila (idrofite e elofite), anche a causa dell aumentata concentrazione di nutrienti disciolti, spesso in associazione con fenomeni di ipossia. La fauna ittica risulta pertanto caratterizzata da specie decisamente tolleranti in termini generali e in particolare per quanto riguarda la quantità di ossigeno disciolto, quali la Carpa, la Tinca, l Anguilla. Da segnalare negli ultimi anni la presenza sempre più diffusa e costante di specie ittiche alloctone, quali il Gambero della Luisiana (Procambarus clarckii) e il Siluro (Silurus glanius), delle quali risulta alquanto difficile il contenimento e/o l eradicazione. Le problematiche gestionali di tale zona sono pertanto riconducibili soprattutto agli aspetti ambientali, in quanto la pressione piscatoria non sembra essere un fattore prioritario nel determinare lo status e la dinamica del popolamento ittico. A tale proposito si ritiene di intervenire in quelle zone ove puntualmente nei periodi di carenza idrica si viene a creare uno stato di criticità per la fauna ittica, con prelievi e traslocazioni in altri corsi d acqua. Tra le specie di interesse biologico e alieutico che potrebbero rivestire rilevanza in termini di un possibile programma di recupero va certamente annoverato il Luccio, specie di elevato livello trofico divenuta ormai molto rara in ambito provinciale. In questo senso un miglioramento qualitativo potrebbe essere tentato attraverso l'immissione di moderate quantità di novellame in porzioni fluviali predefinite. In considerazione della attività alieutica, del regime torrentizio dei corsi d'acqua, della presenza di specie alloctone, dell impatto negativo degli inquinanti e di altri fenomeni antropici potrebbe risultare necessario procedere ad immissioni integrative di specie quali Anguilla, Carpa e Tinca. Zona C (comprendente la fascia medio-alta dei bacini idrografici del Savio, Fiumi Uniti e Lamone) (lungh. complessiva km 1330) La zona comprende la maggiore parte delle acque interne provinciali e ospita il maggior numero di specie ittiche. Il popolamento ittico è costituito prevalentemente da anguille, cavedani, barbi, lasche, vaironi, carpe, tinche e altre specie di minore interesse alieutico. 2

3 L attività gestionale in questa fascia intende privilegiare, tra le specie di interesse alieutico, soprattutto il Barbo, il Vairone e la Lasca, in quanto lo status del Cavedano appare quasi ovunque più che soddisfacente. Per queste specie di Ciprinidi reofili occorre valutare attentamente il problema costituito dalla impossibilità di una risalita naturale nei tratti posti a monte a causa della presenza di ostacoli quali briglie, chiuse, ecc. Un altro aspetto da considerare assai utile per la tutela di queste popolazioni è l individuazione e la successiva tutela, sulla base di studi preliminari, di zone aventi buone caratteristiche in relazione alle necessità ecologiche di ciascuna specie e quindi in grado di sostenere popolazioni autosufficienti. Tali popolazioni possono essere utilizzate per il prelievo regolare di riproduttori da immettere in altri tratti fluviali a scopo di ripopolamento, ad esempio in zone non raggiungibili dai pesci attraverso irradiamento naturale a causa della presenza di barriere fisiche insormontabili. Si ritiene che in questa fascia la costituzione di una adeguata rete di zone aventi tali caratteristiche possa garantire un sufficiente approvvigionamento di materiale ittico di provenienza locale, certamente da preferirsi rispetto al materiale allevato. Nel caso del bacino di Quarto, le immissioni di novellame di Luccio negli anni precedenti, ha ricreato una popolazione di elevato interesse biologico e alieutico che porta ad una sospensione delle immissioni integrative di detta specie al fine di verificare l'evoluzione del popolamento. Zona "D" (comprendente l'alta fascia dei bacini idrografici del Savio, Fiumi Uniti e Lamone) (lungh. complessiva km 840) La zona comprende le acque di maggiore pregio alieutico, prevalentemente popolate da salmonidi (trote fario) ma con presenza, localmente anche significativa, di ciprinidi reofili. Le condizioni ecologiche dei corsi d acqua sono mediamente buone o, in molti casi, ottime, pertanto il fattore di gran lunga predominante nel determinare lo status e la dinamica del popolamento ittico va individuato nella pressione piscatoria, che risulta sempre molto elevata. Occorre tuttavia sottolineare l impatto estremamente negativo costituito dalla presenza diffusa di barriere quali briglie e altri manufatti, che, impedendo la risalita del pesce, determinano una frammentazione degli ecosistemi fluviali, con grave compromissione delle potenzialità riproduttive delle popolazioni. L elevata pressione di pesca, unitamente alla modesta capacità ittiogenica di questa fascia, determina la necessità di una attenta e costante gestione, tesa in primo luogo a impedire il depauperamento delle popolazioni di trota, attraverso l immissione regolare di trote a vari stadi di sviluppo. Tali interventi devono peraltro essere programmati e attuati sulla base dei dati emersi dalla realizzazione della Carta ittica, nonché coinvolgendo esperti scientifici per alcune attività finalizzate di monitoraggio e ricerca. Una ulteriore fonte di informazioni può essere costituita dall'elaborazione dei dati potenzialmente ottenibili dall'utilizzo, in tale zona, del tesserino regionale per la pesca controllata. Un importante strumento ai fini della conservazione, tutela e incremento della Trota fario è costituito dalla istituzione di zone da assoggettarsi a protezione integrale o comunque a regime speciale, così come fondamentale sarebbe l attuazione graduale della programmazione della pressione di pesca in funzione della capacità ittiogenica di ciascun bacino. In questo senso l attuale regolamentazione, basata su un tesserino che consente l accesso libero e incontrollato in tutte le acque regionali di categoria D, appare insufficiente a consentire una adeguata programmazione e un efficace controllo della pressione alieutica. 3

4 ANALISI E VALUTAZIONE DEI PRINCIPALI POPOLAMENTI ITTICI Attraverso gli studi effettuati nell ambito delle Carte Ittiche dei tratti dei corsi idrici classificati a «zona B» «zona C» e «zona D» della Provincia di Forlì-Cesena è stata ottenuta una definizione dei popolamenti ittici per quanto concerne la composizione specifica e le caratteristiche strutturali delle principali popolazioni. Il popolamento a Ciprinidi limnofili Le specie ittiche rilevate sono state 19. Sei di queste, considerate alloctone, costituiscono il 42% in numero e il 36% in peso del totale delle catture. La specie più frequente in numero è risultata il cavedano con il 17%; seguono la lasca (16%), l'abramide (13%), il lucioperca e il carassio (10%). Percentuali comprese tra lo zero e l'uno sono raggiunte nell'ordine da pseudorasbora, carpa, muggine, cefalo, triotto, barbo, rovella e rutilo. Le rimanenti specie hanno fatto registrare percentuali inferiori all'unità. In termini di biomassa la specie prevalente è stata la carpa, con il 48%; seguono il carassio (19%) e l'abramide (10%). Qualche unità percentuale viene raggiunta da cavedano, lucioperca, lasca, muggine, rutilo, cefalo, barbo; tutte le altre specie si mantengono al di sotto dell'unità percentuale. Prendendo in considerazione le 5 stazioni individuate sulle aste fluviali, le specie catturate sono risultate 14 di cui cavedano, lasca, alborella, carpa, triotto, barbo, rovella, scardola e, solo per la stazione individuata sul Rubicone, muggine, cefalo, passera, considerate autoctone. Gli esemplari delle due specie alloctone, carassio e pseudorasbora, ammontano al 22% in numero e al 9% in peso. Gli indici di biodiversità sono risultati relativamente elevati e abbastanza simili in 4 stazioni (Montone-Terra del Sole: 2.1; Montone-Ponte Vico: 2.3; Ronco-Oasi di Magliano: 2.2; Rubicone-Capanni: 2.3). La stazione sul Bevano (Case Murate) ha fatto registrare un indice di biodiversità molto più basso, pari a 1. Sulle stazioni campionate sul Cer sono state catturate 9 specie ittiche di cui carpa, cheppia, alborella e scardola autoctone. Gli esemplari di abramide, lucioperca, rutilo, carassio e acerina, considerati alloctoni, ammontano al 94% in numero e al 62% in peso. L'indice di biodiversità si mantiene su valori più bassi di quelli registrati sulle stazioni fluviali di Montone, Ronco e Rubicone (Cer-Ponte Vico: 1.9; Cer-Case Murate: 1.6; Cer-San Giorgio: 1.4). Dal complesso dei dati raccolti, considerando in termini comparativi l'indice di biodiversità, il numero delle specie, la componente alloctona dei popolamenti, l'articolazione dimensionale esistente nei campioni sembra possibile formulare alcune considerazioni generali. L'indice di biodiversità sembra essere correlabile con le dimensioni e la morfologia degli invasi. Infatti, i valori più elevati nelle aste fluviali di Montone, Ronco e Rubicone, decrescono nelle stazioni del Cer a rive cementate e nel tratto arginato del Bevano. Il numero di specie, variabile da un minimo di 2 nel Bevano ad un massimo di 9 nella stazione a monte del Montone ed in quella del Rubicone, sembra correlato alla dimensione della massa idrica e al grado di naturalità delle sponde, essendo critiche le situazioni del Bevano per la scarsità della portata e della stazione del Cer a rive verticali cementate. La componente alloctona dei popolamenti risulta contenuta nelle aste fluviali e rilevante nelle stazioni del Cer dove supera 1'80%. In queste ultime l'elevato grado di artificialità dell'ambiente sembra favorire la presenza di specie opportuniste ed euriecie a discapito delle componenti autoctone a maggiore specializzazione trofica e riproduttiva. L'articolazione dimensionale dei popolamenti, valutata in numero di classi di lunghezza di un centimetro presenti nei campioni, varia da un minimo di 3 nel Bevano, ad un massimo di 31 nel Rubicone. La presenza di un ampio intervallo di variazione dimensionale sembra correlata ancora una volta alla dimensione e alla morfologia degli invasi. Campioni costituiti esclusivamente da individui di piccola taglia sono stati rinvenuti nel Bevano e nella stazione del Cer con rive verticali cementificate. 4

5 Il popolamento a Ciprinidi reofili I campionamenti hanno complessivamente permesso di rilevare la presenza di 14 specie appartenenti a 5 famiglie. Una sola specie, la trota di torrente, è tipica dello strato ecologico a salmonidi. Delle altre, 11 specie sono proprie dello strato ecologico a ciprinidi reofili. Due, la carpa e la pseudorasbora, appartengono allo strato dei ciprinidi limnofili; la pseudorasbora è specie alloctona, originaria dell Europa orientale. Riguardo ai tratti con popolamento a ciprinidi reofili, un giudizio di qualità sulle singole stazioni può essere basato sulla composizione del popolamento e sulla struttura del campione ottenuto, secondo un modello articolato di indice di qualità ittica complessiva. Possono essere considerate buone Montone 228, Montone 150, Montone 74; Rabbi 110. Sono discrete per la presenza limitata di anomalie Tramazzo 205 e Bidente 200; Hanno qualità media le stazioni Acerreta 250, Bidente 70, Borello 180, Borello 125, Borello 75, Rabbi 64, Savio 170, Tramazzo 105. Sono di qualità mediocre Savio 55 e Voltre 80. Sono di bassa qualità Ibola 257 e Ibola 200, Pisciatello 93, Rubicone 63. Sono prive di popolamento ittico Rubicone 155 e Rubicone 115. Nell insieme dei campionamenti i parametri dei popolamenti maggiormente deficitari sono risultati il numero di specie, i valori di densità ponderale e la presenza di piccoli bentonici stanziali, al di sotto delle attese nel 68% delle stazioni, e la densità numerica, carente nel 57% dei casi. La discontinuità e l intervallo dimensionale sono anomale rispetto al modello di condizione normale nel 46% dei casi, mentre la carenza di taglie grandi ha un incidenza del 43%. Carenze di novellame si verificano del 29% dei campioni. Meno frequenti risultano la mancanza di specie tipiche dello strato (barbo, cavedano, lasca) la risalita di specie di strato inferiore, la presenza di specie alloctone e di quadri patologici. Le situazioni di bassa qualità o addirittura prive di popolamento ittico incidono su corsi d acqua di modeste dimensioni e sono riferibili a prolungate carenze idriche estive. Nel complesso la classificazione amministrativa delle acque coincide molto bene con i popolamenti ittici, tutti ascrivibili allo strato dei ciprinidi reofili. Il popolamento a Salmonidi I campionamenti hanno complessivamente permesso di rilevare la presenza di 10 specie appartenenti a 6 famiglie. Una sola specie, la trota di torrente è tipica dello strato ecologico a salmonidi, cui la classificazione amministrativa delle acque di categoria D dovrebbe fare riferimento. Delle altre 9 specie, 8 sono autoctone e proprie dello strato ecologico a ciprinidi reofili. Una, il persico sole è specie alloctona, di origine americana. Nel complesso dei rilevamenti condotti sulle acque classificate di Categoria D della provincia di Forlì-Cesena, la trota costituisce il 47% della biomassa ittica, essendo gli altri contributi dati dal cavedano (28%), dal barbo (15%), dal vairone (7%), dall anguilla (2%) e per la rimanente unità percentuale dalle altre 5 specie (rovella, lasca, cobite, ghiozzo e persico sole). La distribuzione altitudinale della trota è compresa fra i 1070 metri del torrente Alferello e i 300 metri del fiume Montone con una media di 618 metri s.l.m.. Tuttavia il quadro generale può essere disaggregato in due blocchi principali di cui uno, riferibile a 22 stazioni, ubicate tra lo spartiacque (o i confini meridionali della Provincia) e i 450 metri di altitudine, con popolamenti in cui la trota di torrente prevale nettamente e quindi classificabili all interno dello strato a salmonidi della zonazione ittiologica dei fiumi. In tali stazioni la densità ponderale della trota ammonta in media a 6,1 grammi /mq pari al 96,5% della biomassa ittica totale; seguono il vairone con 0,14 grammi /mq (2,3%), l anguilla, il barbo e il cavedano, con quantità e percentuali bassissime. 5

6 Le altre 24 stazioni, poste ad altitudini comprese tra i 600 e 300 metri, presentano popolamenti nei quali la trota è minoritaria o è addirittura assente (in due casi) e prevalgono invece il barbo, il cavedano o il vairone, consentendo quindi l inclusione nello strato a ciprinidi reofili della suddetta zonazione ittica. Nel complesso di queste stazioni il cavedano ha densità medie di 4,2 grammi/mq, pari al 45,6% della biomassa ittica, seguito dal barbo con 2,2 grammi/mq (24,3%), dalla trota con 1,5 grammi /mq (16,1%), dal vairone con 1,0 grammi/mq (10,5%) e dall anguilla con 0,2 grammi/mq (2,4%); le altre 5 specie (rovella, lasca, ghiozzo, cobite e persico sole) contribuiscono insieme per una unità percentuale. Riguardo ai tratti con popolamento a salmonidi, un giudizio di qualità sulle singole stazioni può essere basato essenzialmente sulla struttura più o meno ampia e articolata delle popolazioni di trota e sulla presenza o meno delle specie (barbo e vairone) che, almeno nella fascia più bassa dello strato, sono simpatriche della trota. In tal senso possono essere considerate buone stazioni alte con popolamenti monospecifici a trota, con strutture articolate, novellame presente, anche se con qualche limite nelle taglie medio alte: Alferello 1070 e 952, Forcone 800, Bidente di Celle 725, Bidente di Campigna 666, Fosso della Sega 646. Parimenti possono essere ritenute buone le stazioni ad altitudini più basse con prevalenza di trota a struttura di popolazione ben articolata e nelle quali sono presenti anche vairone e/o barbo: Rabbi 645, Bidente di Pietrapazza 600, Borello 565, Bidente di Campigna 550, Riborsia 450. Anche in queste stazioni si riscontra qualche carenza sulle taglie medio alte di trota. Di media qualità possono essere considerate le stazioni situate al di sotto dei 650 m di quota, con popolamento a trota, con strutture di buona articolazione, ma con mancanza delle specie simpatriche: Alferello 600, Tramazzo 600 e 550, Radice 590, Rio Destro 500. Il popolamento monospecifico di queste stazioni potrebbe esse imputato a ripopolamenti sovradimensionati e tali da aver eliminato le presenze potenziali di ciprinidi. Qualità mediocre può essere attribuita alle stazioni con popolamenti compositi, ma con struttura di popolazione di trota discontinua e carente, soprattutto riguardo al reclutamento del novellame: Troncalosso 600, Fiumicello 570, Rabbi 550 e 500, Borello 430. Infine possono essere ritenute di cattiva qualità le stazioni a popolamento monospecifico a trota, con evidenti difetti nella struttura di popolazione: Fiumicello 650. Considerando i tratti con popolamento a ciprinidi reofili può essere ritenuto di buona qualità un gruppo di stazioni a quota relativamente alta, con rilevante presenza di barbo e di vairone e con strutture di popolazioni sufficientemente articolate: Bidente di Celle 525, Borello 510, Bidente di Pietrapazza 450 e 400, Bidente di Ridracoli 410. Altrettanto buone possono essere ritenute le stazioni a quota più bassa con prevalenza di cavedano e con buona articolazione strutturale di questa e delle altre specie principali (barbo e vairone): Bidente di Corniolo 450 e 395, Bidente di Ridracoli 400, Mazzi 360, Para 360, Tramazzo 350, Borello 306, Montone 300. Stazioni con popolamenti di mediocre qualità sono quelle in cui immissioni sovradimensionate di trota in ambiti a vocazione ciprinicola, hanno provocato alterazioni riduttive e anomalie di struttura delle popolazioni di barbo e cavedano: Borello 400, Fiumicello 590, Acquacheta 500, Montone 450, 400 e 350, Tramazzo 450, Bidente di Corniolo 310, Savio 590, 550 e 500. Un confronto dei dati raccolti con le distribuzioni specifiche proposte nelle Osservazioni preliminari sulla capacità ittiogenica delle acque interne della provincia di Forlì del 1986 e negli Elementi per la predisposizione di una Carta Ittica della Regione Emilia Romagna del 1992 è stata possibile per 20 dei corsi d acqua studiati nell ambito della realizzazione della carta ittica Zona D. In generale, a fronte delle 10 specie riscontrate attraverso monitoraggio diretto, le indicazioni raccolte a suo tempo, attingendo alle esperienze dei pescatori e degli operatori, ne prevedevano solo 8, con un bilancio generale di 6 conferme (trota fario, cavedano, barbo, vairone, anguilla e lasca), di 2 specie previste e non rinvenute (barbo canino e carpa) e di 4 specie riscontrate e non previste (ghiozzo, cobite, rovella e persico sole). Mettendo a confronto stazione per stazione le indicazioni sulla distribuzione delle specie ittiche ricavate dalle succitate pubblicazioni e i valori di densità ponderali riscontrati direttamente nella presente occasione si osserva che su un totale di 6

7 173 confronti sono state ottenute 89 conferme tra previsioni e rilevamenti, a fronte di 43 previsioni non confermate e di 41 rilevamenti non previsti. Il bilancio appare piuttosto positivo e sottolinea una buona corrispondenza tra le indicazioni raccolte a suo tempo sullo stato qualitativo dei popolamenti ittici e i rilevamenti diretti eseguiti recentemente. Gli indici di abbondanza e i dati di densità invece sono generalmente discordanti. 7

8 ZONE DI PROTEZIONE DELLA FAUNA ITTICA Sulla base dell'art.10 della LR 11/2012 le Zone di tutela della fauna ittica possono essere individuate come segue: 1) Zone di Ripopolamento e Frega (ZRF) (L.R. 11/2012 art. 10, c. 2) Istituite nelle località dove le specie di interesse gestionale svolgono le fasi essenziali del ciclo biologico, sono finalizzate a: favorire la riproduzione naturale delle specie ittiche, consentire l'ambientamento, la crescita e la riproduzione delle specie ittiche immesse per il ripopolamento del corso d'acqua, fornire, mediante cattura, specie ittiche per il ripopolamento di altri tratti o corsi d'acqua. Nelle ZRF vige il divieto di qualsiasi attività di pesca, mentre sono ammessi i ripopolamenti e le attività di recupero; 2) Zone di Protezione Integrale (ZPI) (L.R. 11/2012 art. 10, c. 3) Istituite e gestite in corsi d'acqua, o in parte di essi, che abbiano particolare rilievo naturalistico ed ambientale, e nei rivi secondari dove esistano condizioni ittiogeniche favorevoli o presenza di specie o varietà ittiche autoctone di rilevante pregio e rarità, allo scopo di salvaguardarne la presenza e l'incremento naturale. Nelle ZPI vige il divieto di qualsiasi tipo di intervento sulla fauna ittica (pesca, disturbo, ripopolamento) al fine di preservare l'intero ecosistema; 3) Zone di Protezione delle Specie Ittiche (ZPSI) (L.R. 11/2012 art. 10, c. 4) Istituite e gestite in corsi d'acqua, o in parte di essi, che abbiano particolare rilievo naturalistico ed ambientale, e nei rivi secondari dove esistano condizioni ittiogeniche favorevoli o presenza di specie o varietà ittiche autoctone di rilevante pregio e rarità, allo scopo di salvaguardarne la presenza e l'incremento naturale. Nelle ZPSI vige il divieto temporaneo di pesca, in funzione della tutela di una o più specie ittiche bersaglio; sono ammesse le attività di ripopolamento e di recupero. Il periodo di divieto corrisponde a quello riproduttivo delle specie in questione o, altrimenti, è istituito in seguito a ripopolamento per permettere agli animali di acclimatarsi e ridistribuirsi; 4) Zone a Regime Speciale di Pesca (ZRSP) (L.R. 11/2012 art. 10, c. 5) Istituite dal Presidente della Provincia per ragioni di pubblico interesse, sono finalizzate a limitare o vietare l attività di pesca, l uso di attrezzi, la quantità e varietà delle esche. Ne fanno parte le Zone a rilascio obbligato del pescato (No Kill), nelle quali, in provincia di Forlì-Cesena, la pesca è consentita con una sola esca artificiale, con amo singolo senza ardiglione e obbligo di rilascio immediato del pescato; 5) Zone a Divieto Permanente di Pesca (L.R. 11/2012 art. 12, c. 4 lettera b) Sono relative alle opere idrauliche in cui l'attività alieutica è vietata. Nel corso del 2014 è stata istituita una nuova ZRF denominata Terra del Sole che interessa un tratto del fiume Montone a partire dalla chiusa di Villa Rovere in comune di Forlì (a valle), fino al ponte delle terme nell'abitato di Castrocaro Terme (a monte) per una lunghezza di km 5,400 circa, in acque di zona omogenea B, con durata del vincolo a tempo indeterminato fino a revoca. Nel contempo sono stati revocati due ambiti di protezione in quanto non più rispondenti alle caratteristiche per cui erano stati istituiti e precisamente: ZPSI Fiume Montone - tratto compreso fra il ponte sulla S.S. n. 67 Tosco Romagnola (a valle) e il ponte sulla Via G. Mazzini (a monte), entro l abitato di Rocca San Casciano, per una lunghezza di km 0,4 circa, in acque di zona omogenea C ; ZRF Ponte Fantella - tratto compreso tra il ponte della S.P. 24 in località San Zeno (a valle) e il ponte sulla S.S. 9 ter in località Ponte Fantella (a monte), negli ambiti territoriali dei comuni di Galeata e Premilcuore, lunghezza km 3,550, in acque di zona omogenea C. 8

9 ELENCO STRUTTURATO PER BACINI IDROGRAFICI DELLE ZONE DI TUTELA DELLA FAUNA ITTICA ESISTENTI IN PROVINCIA DI FORLI -CESENA BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME LAMONE Sottobacino idrografico del fiume Marzeno Tramazzo ZONE DI PROTEZIONE DELLE SPECIE ITTICHE Torrente Tramazzo - tratto compreso fra la passerella di Molino Minosse (a valle) e il ponte del Convento (a monte), incluso l'affluente Rio Tuzzano dalla confluenza alle sorgenti per una rispettiva lunghezza di km 2,100 e km 3,00 circa in acque di zona omogenea "C"; DIVIETO DI PESCA NEL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA DI CHIUSURA E LA DATA DI APERTURA ALLA PESCA ALLA TROTA FARIO. (Ordinanza del Presidente della Giunta Provinciale n de 0l/06/1992) ZONE DI PROTEZIONE INTEGRALE Ponte *- Tratto compreso fra le sorgenti del Torrente Tramazzo (a monte) e l immissione nel lago di Ponte (a valle), nell ambito territoriale del comune di Tredozio per una lunghezza di km 2,390 in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Fosso del Bagno e affluenti - Tratto compreso fra le sorgenti (a monte) e il punto di confluenza nel torrente Tramazzo (a valle), nell ambito territoriale del comune di Tredozio, per una lunghezza di km 6,946, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) Fosso Pian di Stantino - Tratto compreso fra la sorgente (a monte) e la confluenza nel torrente Tramazzo (a valle), nell ambito territoriale del comune di Tredozio per una lunghezza km 2,800, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) 9

10 BACINO IDROGRAFICO DEI FIUMI UNITI Sottobacino idrografico del Fiume Montone ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Fiume Montone Forlì tratto del fiume Montone compreso fra l immissione dello scolo Cerchia a NE dell abitato di Forlì (a monte) e la carraia che dal fondo Cassirano conduce al fiume (a valle) per una lunghezza di km 2,00 circa in acque di zona omogenea B. Durata del vincolo: a tempo indeterminato fino a revoca DIVIETO DI PESCA ASSOLUTO (Delibera di Giunta Provinciale n.4873/27 del 27/01/2009) Rio Destro * - Tratto del fiume Montone compreso fra la confluenza con il torrente Troncalosso, nell abitato di San Benedetto, fino al ponte sulla strada vicinale Monte Gemelli per una lunghezza di circa km 1,500, in acque di zona omogenea D. DIVIETO DI PESCA ASSOLUTO (Delibera della Giunta Provinciale n /260 del 19/05/2009) Santo Stefano Tratto del fiume Montone compreso fra il ponte dei Tirli a valle dell abitato di Portico (a Monte) ed il ponte di Santo Stefano a monte dell abitato di Rocca San Casciano (a valle) per una lunghezza di km 2,4 circa in acque di zona omogenea D. DIVIETO DI PESCA ASSOLUTO (Delibera di Giunta Provinciale n /45 del 16/02/2010) Terra del sole - tratto del fiume Montone a partire dalla chiusa di Villa Rovere in comune di Forlì (a valle), fino al ponte delle terme nell'abitato di Castrocaro Terme (a monte) per una lunghezza di km 5,400 circa, in acque di zona omogenea B. Durata del vincolo: a tempo indeterminato fino a revoca DIVIETO DI PESCA ASSOLUTO (Delibera di Giunta Provinciale n.5253/22 del 21/01/2014) ZONE A REGIME SPECIALE DI PESCA (NO KILL) Brusia - tratto compreso fra il ponte della Brusia in località Bocconi (a valle) e i ruderi dell'ex mulino in località Gorgoni (a monte), in Comune di Portico e S. Benedetto per una lunghezza km 3,425 in acque di zona omogenea "D". REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n /07 del 28/12/2007) 10

11 Sottobacino idrografico del Fiume Rabbi ZONE DI PROTEZIONE DELLE SPECIE ITTICHE Fiume Rabbi - tratto compreso fra il ponte della S.P. 24 in località San Zeno (a monte) e il ponte della via Forlì in località Tontola (a valle), negli ambiti territoriali dei Comuni di Galeata e Predappio, per una lunghezza di km 7,75 in acque di zona omogenea "C". DIVIETO DI PESCA DAL 14/04 AL 01/06 DI OGNI ANNO. (Delibera di Giunta Provinciale n. 5030/27 del 27/01/2004) Ontaneta - tratto compreso fra il ponte sulla S.S. 9 -TER in località Ponte Fantella (a valle) e il punto di confluenza con il fosso del Rè in località Ontaneta (a monte), negli ambiti territoriali dei comuni di Galeata e Premilcuore per una lunghezza di km 4,450 in acque di zona omogenea "C. DIVIETO DI PESCA NEL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA DI CHIUSURA E LA DATA DI APERTURA ALLA PESCA ALLA TROTA FARIO. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Fosso del Forcone *- tratto compreso fra il confine di Regione in località Ponte dei Tramiti (a monte) e il punto di confluenza nel fiume Rabbi (a valle), nell ambito territoriale del comune di Premilcuore per una lunghezza di km 4,100, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) ZONE A REGIME SPECIALE DI PESCA (NO KILL) Fantella - tratto compreso fra le sorgenti del torrente Fantella (a monte) e la confluenza con il fiume Rabbi (a valle), nell ambito territoriale del comune di Premilcuore per una lunghezza di km 13,920, in acque di zona omogenea D REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n /2007 del 28/12/2007) Poderina *- tratto del fiume Rabbi e relativi affluenti a partire dal ponte a raso adiacente al podere Casaccia (a valle), fino al confine con la provincia di Firenze (a monte) per una lunghezza di km 4,700 circa, in acque di zona omogenea D REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n /2012 del 13/11/2012) 11

12 Sottobacino idrografico del Fiume Ronco-Bidente ZONE DI PROTEZIONE DELLE SPECIE ITTICHE Foreste di Campigna e della Lama" *- tutti i corsi d'acqua interessati alla zona Demaniale della Foresta di Campigna e della Lama, istituita con D.M. 13/12/1950, in acque di zona omogenea "D". "Laghetto Matteo e fosso di Verghereto" Tratto: nelle acque del laghetto denominato "Matteo" compreso un tratto di circa m 200 del fosso di Verghereto, in località Valbonella di Corniolo, in comune di Santa Sofia. (Delibera di Consiglio Provinciale n.10577/348 del 29/07/1982) Tutti i corsi d'acqua immissari dell'invaso artificiale costituito dalla Diga di Ridracoli, dalla sorgente alla foce" *. (Ordinanza del Presidente della Giunta Provinciale n del 31/12/1987) Tutte le acque dell'invaso artificiale costituito dalla Diga di Ridracoli delimitate lungo la linea perimetrale del bacino a quota 564 m (s.l.m.), compreso un tratto del fiume Bidente omonimo, fra il ponte in località Ridracoli (a valle) e lo sbarramento costituente la diga medesima (a monte) *. DIVIETO DI PESCA, FATTA ECCEZIONE PER LE POSTAZIONI APPOSITAMENTE ALLESTITE NEL PERIMETRO DELLA DIGA, DOVE LA PESCA È CONSENTITA IN SUBORDINE ALLE PREROGATIVE GESTIONALI DELL'INVASO DA PARTE DEL CONSORZIO ACQUE, ORA ROMAGNA ACQUE S.P.A., IN VIRTÙ DELLA DESTINAZIONE PRIMARIA DELLE RELATIVE ACQUE. (DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE N. 335/12 DEL 22/1/1987) (Delibera di Consiglio Provinciale n.8237/186 del 17/05/1984) Fiume Ronco - tratto compreso fra il ponte in località Selbagnone sulla S.P. Para - Forlimpopoli (a valle) e la centrale elettrica in località Qualchiera di Meldola (a monte), nell ambito territoriale dei comuni di Forlì e Meldola, per una lunghezza km 4,00 circa, in acque di zona omogenea "B". DIVIETO DI PESCA DAL 14/04 AL 01/06 DI OGNI ANNO. (Ordinanza del Presidente della Giunta Provinciale n.3279 del 20/03/1981) Fiume Bidente : tratto compreso fra il ponte sulla S.P. n. 4 del Bidente nell abitato di Santa Sofia (a valle), risalendo fino al confine di zona omogenea C e D in località Isola (a monte), nell ambito territoriale dei comuni di Santa Sofia e Bagno di Romagna, per una lunghezza di km 3,92 in acqua di zona omogenea C : Durata del vincolo: a tempo determinato, fino a revoca. DIVIETO DI PESCA NEL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA DI CHIUSURA E LA DATA DI APERTURA ALLA PESCA ALLA TROTA FARIO. (Delibera della Giunta Provinciale n. del 15911/87 del 25/02/2003) 12

13 Bidente Fiumicino : tratto compreso fra la confluenza con il fiume Bidente in località Campaccio (a valle), risalendo fino al confine di zona omogenea C e D in località Molino di Valbona (a monte), nell ambito territoriale del comune di Bagno di Romagna, per una lunghezza di km 3,02, in acque di zona omogenea C. DIVIETO DI PESCA NEL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA DI CHIUSURA E LA DATA DI APERTURA ALLA PESCA ALLA TROTA FARIO. (Delibera della Giunta Provinciale n /68 del 01/03/2010). ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Fosso Bidente di Campigna - Balzette *- tratto compreso fra la briglia di presa di Romagna Acque S.p.A. in località Campaccio (a monte) e il punto di confluenza con il fosso Bidente delle Celle in località Lago di Corniolo (a valle), nell ambito territoriale del comune di Santa Sofia, per una lunghezza di km 1,680, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) Rio Riborsia - tratto compreso fra le sorgenti (a monte) e la confluenza nel fiume Bidente di Corniolo (a valle), nell ambito territoriale del comune di Santa Sofia per una lunghezza di km 5,096, in acque di zona omogenea "D". (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) Ponte dei Veneziani - tratto compreso fra il ponte dei Veneziani nell'abitato di Meldola (a valle) e l'immissione del fosso dell'olmo (a monte), per una lunghezza di km 1,390 circa, in acque di zona omogenea C. (Delibera di Giunta Provinciale n.24686/89 del 16/03/2010) Fiume Ronco tratto compreso fra lo scolo delle acque campestri in corrispondenza di Cà Faentini in località La Grotta (a valle) e la strada poderale che fiancheggia Ca Spersa (podere Magliano II) dirigendosi al fiume (a monte) nei ambiti territoriali dei comuni di Forlì e Forlimpopoli, per una lunghezza di circa km 4, in acque di zona omogenea B. Durata del vincolo: a tempo indeterminato e comunque fino a quando sarà in essere l oasi di sosta e protezione della fauna. (Delibera di Consiglio Provinciale n. 1096/8 del 28/01/1988) 13

14 ZONE A REGIME SPECIALE DI PESCA (NO KILL) Fosso Bidente delle Celle - tratto compreso i confini della zona demaniale delle foreste di Campigna e della Lama istituita con D.M. 13/12/1950 (a monte) e la confluenza con il Fosso Bidente di Corniolo (a valle), compresi gli affluenti, nell ambito territoriale del comune di Santa Sofia per una lunghezza di km 19,44, in acque di zona omogenea D. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n /2007 del 28/12/2007) Strabatenza e Pietrapazza - Tratto compreso fra i confini della zona demaniale delle foreste di Campigna e della Lama istituita con D.M. 13/12/1950 (a monte) e il ponte del mulino di Pontevecchio (a valle), compresi gli affluenti, nell ambito territoriale del comune di Bagno di Romagna, per una lunghezza di km 51, in acque di zona omogenea D. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n /2007 del 28/12/2007) Bidente - tratto del fiume Bidente a partire dall'immissione del fosso dell'olmo in comune di Meldola (a valle), fino al ponte sulla S.P. n.4 nell'abitato di S. Sofia (a monte) per una lunghezza di km 32 circa, in acque di zona omogenea C. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE E OBBLIGO DI RILASCIO IN VIVO DEL PESCATO AL TERMINE DELL'ATTIVITA' DI PESCA. (Delibera di Giunta Provinciale n /530 del 18/12/2012 modificata con DGP n.5173/2014) ZONE A REGIME SPECIALE Torrente Voltre : tratto compreso fra la briglia in località Zotto a monte di Voltre (a valle), risalendo fino ai confini della zona D, all altezza del ponte sulla S.P. n.76 Civorio/Civitella di Romagna (a monte), nell ambito territoriale del comune di Civitella di Romagna, per una estensione di km 10,500, in acque di zona omogenea C. PESCA CONSENTITA SOLO NEI PERIODI E SECONDO LA NORMATIVA VIGENTE PER LE ACQUE CLASSIFICATE DI ZONA OMOGENEA D. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n /2007 del 28/12/2007). 14

15 BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SAVIO ZONA DI PROTEZIONE DELLE SPECIE ITTICHE Cesenatico - la zona si estende lungo i due tratti del canale vena paralleli e adiacenti alla s.s. 304, immediatamente a monte del sottopasso in corrispondenza della tangenziale di Cesenatico, all ingresso del centro storico. La zona comprende inoltre, per una lunghezza di circa 200 m ciascuno, i due canali perpendicolari alla strada 304, situati a monte e a valle dell isola formata dal canale Vena. La lunghezza totale risulta pertanto di 1371 m. (Delibera di Giunta Provinciale n.51209/206 del 29/05/2007) Sottobacino idrografico del torrente Borello ZONE DI PROTEZIONE DELLE SPECIE ITTICHE Torrente Borello - tratto compreso fra il ponte sulla S. P. Borello-Ranchio in corrispondenza del ristorante Molino (a valle) e il ponte sulla strada per Rullato (a monte), nell ambito territoriale dei comuni di Sarsina e Mercato Saraceno per una lunghezza km 3,5 circa, in acque di zona omogenea "C"; DIVIETO DI PESCA NEL PERIODO COMPRESO FRA LA DATA DI CHIUSURA E LA DATA DI APERTURA ALLA PESCA ALLA TROTA FARIO. (Ordinanza del Presidente della Giunta Provinciale n del 20/08/1984). ZONA DI PROTEZIONE INTEGRALE Rio Trove - tratto compreso fra le sorgenti (a monte) e la confluenza nel T. Borello (a valle), nell ambito territoriale del comune di Bagno di Romagna per una lunghezza di km 5,458, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Ponte degli Ortali - tratto compreso fra il guado sul torrente Borello in prossimità del punto di confluenza con il Rio Greppa (a valle) e il ponte degli Ortali (a monte), nell ambito territoriale del comune di Santa Sofia per una lunghezza di km 1,561, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) 15

16 ZONE A REGIME SPECIALE DI PESCA (NO KILL) Bucchio - Tratto compreso fra il ponte per Bucchio in località Pian di Bora (a valle), risalendo fino al ponte sulla S.P. n.127 Civorio Spinello sul Rio Greppa e la passerella in disuso sul torrente Borello, in prossimità a monte della confluenza del Rio Greppa medesimo, nell ambito territoriale del comune di Santa Sofia, per una lunghezza di km 2,536, in acque di zona omogenea D. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n del 20/02/2008). Sottobacino idrografico del fiume Savio ZONE DI PROTEZIONE DELLE SPECIE ITTICHE Borgo Paglia - tratto compreso fra la chiusa di Molino di Cento (a monte) e l'attraversamento della condotta verde dell'acquedotto in prossimità dell'abitato di Cesena (a valle), nell ambito territoriale del comune di Cesena per una lunghezza km 3,960 circa in acque di zona omogenea "B". DIVIETO DI PESCA DAL 14/04 AL 01/06 DI OGNI ANNO. (Delibera della Giunta Provinciale n.20920/74 del 06/03/2012) ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Fosso Gualchiere - tratto compreso fra le sorgenti (a monte) e il punto di confluenza nel fiume Savio (a valle), nell ambito territoriale del comune di Bagno di Romagna per una lunghezza di km 7,696, in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.8935/124 del 07/03/2000) Fosso di Becca - tratto del fosso di Becca, affluente di sinistra del Savio, compreso fra le sorgenti (a monte) e la cascata (a valle) per una lunghezza di km 3,050 circa in acque di zona omogenea D. (Delibera di Giunta Provinciale n.17110/83 del 22/02/2011) Montecastello - tratto del fiume Savio compreso fra il ponte dello Zincone in località Montecastello (a valle) ed il primo viadotto della E45 (a monte), per una lunghezza di km 1,750, in acque di zona omogenea C. (Delibera di Giunta Provinciale n.24967/90 del 16/03/2010) 16

17 ZONE A REGIME SPECIALE DI PESCA (NO KILL) Bagno di Romagna tratto del fiume Savio compreso fra il ponte del sentiero degli Gnomi in località Bagno di Romagna (a valle) e la confluenza del fosso Malagamba (a monte), in comune di Bagno di Romagna per una lunghezza di km 5,300 in acque di zone omogenee C e D REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale prot. n.23707/2012. del 08/03/2012) Sottobacino idrografico del torrente Para ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Petruschio - tratto del torrente Alferello compreso fra il ponte della Straniera a valle, a risalire fino alle sorgenti compresi gli affluenti, nell ambito territoriale del comune di Verghereto, in acque di zona omogenea D : (Delibera di Giunta Provinciale n. 8935/124 del 07/03/2000, così come modificata dalla delibera di Giunta Provinciale n. 2595/15 del 15/01/2008) ZONE A REGIME SPECIALE DI PESCA (NO KILL) Torrente Para Tratto compreso fra lo sbocco del fiume Savio in corrispondenza dell invaso di Quarto (a valle), risalendo fino al confine della zona omogenea C e D in località Para (a monte), nell ambito territoriale dei comuni di Bagno di Romagna, Sarsina e Verghereto per una lunghezza di km 4,90, in acque di zona omogenea C. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n. 5710/2005 del 25/01/2005) Tavolicci Tratto del Torrente Para compreso fra il confine della zona omogenea C e D in località Para (a valle), risalendo fino al ponte sulla S.P. n. 135 Tavolicci (a monte), compresi gli affluenti, nell ambito territoriale del Comune di Verghereto, in acque di zona omogenea D, per una lunghezza di km 14,09. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n. n. 8892/2005 del 07/02/2006) 17

18 La Cascata Tratto del torrente Alferello compreso fra la confluenza con il torrente Para e risalendo fino alla cascata in località Alfero, nell ambito territoriale del comune di Verghereto per una lunghezza di km 2, in acque di zona omogenea D. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n. 5140/08 del 18/01/2008) Rio Mazzi Tratto del torrente Rio Mazzi compreso fra la confluenza con il torrente Para, in località Para, risalendo per circa km 0,900, fino al ponte in località Mazzi, nell ambito territoriale del comune di Verghereto, in acque di zona omogenea D. REGIME SPECIALE DI PESCA: PESCA CONSENTITA CON UNA SOLA ESCA ARTIFICIALE, CON AMO SINGOLO SENZA ARDIGLIONE, OBBLIGO DI RILASCIO IMMEDIATO DEL PESCATO. (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n. 5140/08 del 18/01/2008) Sottobacino idrografico del fiume Rubicone ZONE DI RIPOPOLAMENTO E FREGA Fiume Rubicone Tratto del fiume Rubicone compreso fra il ponte della ferrovia in località Gatteo Mare (a valle) e la briglia posta tra la località Casetti e Spino Bianco (a monte) nell ambito territoriale dei comuni di Gatteo Mare e Savignano sul Rubicone per una lunghezza di km 4,42 in acque di zona omogenea A e B. (Delibera di Giunta Provinciale n.27433/91 del 19/03/2007) ZONA OMOGENEA C E D DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA Zona di protezione della specie ittica Barbus meridionalis : tutta la zona omogenea C e D della Provincia di Forlì Cesena Durata del vincolo: a tempo indeterminato, fino a revoca DIVIETO DI PESCA ALLA SPECIE DEL BARBUS MERIDIONALIS IN TUTTA LA ZONA OMOGENEA C E D DELLA PROVINCIA DI FORLI CESENA (Delibera di Giunta Provinciale n /2002/270 del 19/06/2002) * Le zone così contrassegnate ricadono all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi 18

19 Schema riassuntivo zone di tutela della fauna ittica (art. 10 L. R. 11/2012) ZRF Fosso Pian di Stantino Lamone TIPO DENOMINAZIONE BACINO SOTTOBACINO CORSO D'ACQUA LUNGHEZZA (km) ZPSI T. Tramazzo Lamone Marzeno- Tramazzo T. Tramazzo 5,10 ZPI Ponte Lamone Marzeno- Tramazzo T. Tramazzo 2,39 ZRF Fosso del Bagno e affluenti Lamone Marzeno- Tramazzo Fosso del Bagno 6,94 Marzeno- Tramazzo Fosso Pian di Stantino 2,80 TOT 17,23 ZRSP Torrente Voltre Fiumi Uniti Ronco-Bidente T. Voltre 10,50 ZRSP no kill Brusia Fiumi Uniti Montone F. Montone 3,42 ZRSP no kill Fantella Fiumi Uniti Rabbi T. Fantella 13,92 ZRSP no kill Poderina Fiumi Uniti Rabbi Fiume Rabbi 4,70 ZRSP no kill Fosso Bidente delle Celle Fiumi Uniti Ronco-Bidente Bidente delle Celle e affl. 19,44 T. Bidente di Pietrapazza e affluenti 51,00 ZRSP no kill Strabatenza e Pietrapazza Fiumi Uniti Ronco-Bidente ZRSP no kill Bidente Fiumi Uniti Ronco-Bidente Bidente 32 ZPSI Fiume Rabbi Fiumi Uniti Fiume Rabbi Fiume Rabbi 7,75 ZPSI Ontaneta Fiumi Uniti Rabbi F. Rabbi 4,45 Diga Ridracoli + Bidente di Ridracoli Fiumi Uniti Ronco-Bidente Bidente di Ridracoli 2,67 ZPSI ZPSI Fiume Bidente Fiumi Uniti Ronco-Bidente Fiume Bidente 3,92 ZPSI Bidente Fiumicino Fiumi Uniti Ronco-Bidente Fiume Bidente 3,02 ZPSI Fiume Ronco Fiumi Uniti Ronco-Bidente F. Ronco 4 ZPSI Foreste di Campigna e Lama Fiumi Uniti Ronco-Bidente T. Bidente delle Celle - di Campigna - di Pietrapazza e affl. 22,81 ZPSI immissari Diga di Ridracoli Fiumi Uniti Ronco-Bidente immissari Diga di Ridracoli 54,77 Laghetto Matteo e Fosso di ZPSI fosso di Verghereto Fiumi Uniti Ronco-Bidente Verghereto 0,20 Fiume Montone - ZRF Forlì Fiumi Uniti Montone F. Montone 2,00 ZRF Rio Destro Fiumi Uniti Montone Rio Destro 1,50 ZRF Santo Stefano Fiumi Uniti Montone F. Montone 2,40 ZRF Terra del Sole Fiumi Uniti Montone F. Montone 5,4 ZRF Fosso del Forcone Fiumi Uniti Rabbi Fosso del Forcone 4,10 ZRF Bidente di Campigna - Balzette Fiumi Uniti Ronco-Bidente F. Bidente di Campigna 1,68 ZRF Fiume Ronco Fiumi Uniti Ronco-Bidente F. Ronco 4,00 ZRF Rio Riborsia Fiumi Uniti Ronco-Bidente Rio Riborsia 5,09 ZRF Ponte dei Veneziani Fiumi Uniti Ronco-Bidente F. Bidente 1,39 TOT 266,13 19

20 ZRSP no kill Tavolicci Fiume Savio Fiume Para T. Para e affluenti 14,09 ZRSP no kill Torrente Para Fiume Savio Fiume Para T. Para 4,90 ZRSP no kill La Cascata Fiume Savio Fiume Para T. Alferello 2,00 ZRSP no kill Rio Mazzi Fiume Savio Fiume Para T. Rio Mazzi 0,90 ZRSP no kill Bagno di Romagna Fiume Savio Fiume Savio Fiume Savio 8,55 ZRSP no kill Bucchio Fiume Savio Torrente Borello T. Borello 2,53 ZPI Rio Trove Fiume Savio Torrente Borello Rio Trove 5,45 ZPSI Borgo Paglia Fiume Savio Fiume Savio Fiume Savio 3,96 ZPSI Torrente Borello Fiume Savio Torrente Borello T. Borello 3,50 ZRF Petruschio Fiume Savio Fiume Para T. Alferello e affluenti 9,64 ZRF Montecastello Fiume Savio Fiume Savio Fiume Savio 1,75 ZRF Fosso delle Gualchiere Fiume Savio Fiume Savio Fosso delle Gualchiere 7,69 ZRF Ponte degli Ortali Fiume Savio Torrente Borello T. Borello 1,56 ZRF Fosso di Becca Fiume Savio Fiume Savio Fosso di Becca 3,050 ZRF Fiume Rubicone Fiume Savio Fiume Rubicone Rubicone 4,42 TOT 73,99 ZPSI Cesenatico Canali bonifica 1,37 TOTALE 358,72 Riepilogo principali parametri gestionali provinciali LUNGH. CORSI ACQUA CON AFFL. DI 1 E 2 LIV. (km) BACINI LACUSTR I (kmq) SUP. TERRITORIO PROV. (kmq) ZONE DI TUTELA DELLA FAUNA ITTICA (km) CAMPI GARA (km) ZONA OMOGENEA D (km) 2659,37 1, ,33 358,72 0,81 840,52 20

21 RIPOPOLAMENTI I ripopolamenti ittici si prefiggono lo scopo di migliorare, ricostruire e potenziare il patrimonio ittico nelle acque pubbliche. L esigenza degli interventi di ripopolamento nasce come conseguenza dell esistenza di importanti fattori limitanti che agiscono sui popolamenti ittici, sia eventi naturali come alluvioni torrentizie o siccità prolungate sia eventi di origine antropica, come scarichi inquinanti, derivazioni d'acqua eccessive, interruzioni della continuità fluviale, o prelievo alieutico sovradimensionato. Per far fronte a questi eventi o condizioni negative, le Province di norma predispongono programmi di ripopolamento con specie ittiche soprattutto di interesse alieutico. I programmi dovrebbero sempre essere basati su corrette conoscenze tecniche e ispirarsi al miglior rapporto costi benefici, oltre che tenere in debito conto gli eventuali impatti che la fauna ittica potrebbe esercitare sulla conservazione di altri gruppi, quali ad esempio gli Anfibi. Linee generali di intervento per la provincia di Forlì-Cesena Anguilla: nel rispetto degli indirizzi regionali, potranno essere immesse sia in zona B sia in C (in particolare a monte delle briglie), con esemplari di misura non superiore a 25 cm; Ciprinidi: la capacità produttiva naturale delle acque correnti dove insistono popolazioni di ciprinidi reofili come il barbo, il cavedano e maggiormente per quelle a ciprinidi fitofili risulta di norma considerevolmente elevata, pertanto, in generale, non sono programmati ripopolamenti. Eventuali traslocazioni possono essere attuate ad esempio nel caso di tratti fluviali soggetti a secca estiva, utilizzando quindi materiale catturato in loco. Salmonidi: è prevista l immissione sia di stadi giovanili sia di adulti. Per questi ultimi è opportuno mantenere la modalità che prevede l immissione annuale in tre periodi distinti. E comunque necessario calibrare attentamente i quantitativi delle varie tipologie di materiale ittico (trotelle, adulti) in funzione delle caratteristiche dei corsi d acqua, della disponibilità idrica, in molti torrenti e sempre più scarsa, e in generale delle effettive necessità. Particolare attenzione va posta alle potenziali interazioni tra ittiofauna ed Anfibi, in quanto, come noto, la predazione esercitata dai salmonidi può minacciare specie vulnerabili quali la Rana appenninica (Rana italica), la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), la Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata). Segnatamente, dovranno essere evitate immissioni: - nei tratti iniziali/sorgentizi/montani dei corsi d acqua storicamente (e attualmente) privi di ittiofauna, così da essere conservati come reali o potenziali siti di rilevanza locale e/o regionale per la riproduzione degli Anfibi; - nei tratti iniziali/sorgentizi/montani dei corsi d acqua delimitati da barriere naturali (es: cascate) o artificiali (es: briglie; dighe) che non permettono la risalita ai pesci; - in ogni caso ad altitudine superiore a 750 m slm. Luccio: Eventuale valutazione della fattibilità di un programma di reintroduzione in aree vocate. 21

22 RESOCONTO ATTIVITA DI RIPOPOLAMENTO SVOLTA IN ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE 2014 Il ripopolamento finalizzato al riequilibro delle acque pubbliche interne con specie ittiche autoctone nel Piano ittico annuale 2014, prevedeva le seguenti immissioni: trotelle fario cm. 3/5 n *; trotelle fario mediterranee 4/6 n ; trote fario adulte cm. 26/29 q. 18 **; *comprensive delle quale fornitura integrativa di ENEL e Romagna Acque quale indennizzo per l'impatto ambientale dato dalle proprie opere idrauliche ** comprensive di q 6 quale fornitura integrativa di Romagna Acque quale indennizzo per l'impatto ambientale dato dalle proprie opere idrauliche I ripopolamenti ittici dei corsi d'acqua della provincia di Forlì-Cesena, sono stati attuati grazie ad una convenzione con le Associazioni piscatorie F.I.P.S.A.S. e A.I.C.S., nelle giornate di sabato, fra l' 8 marzo e il 7 luglio 2014, utilizzando mezzi e atrezzature messe a disposizione dalle ditte fornitrici del pescato. Oggetto del ripopolamento è stata tutta la zona omogenea D, vocata a salmonidi, come si evince dall'allegata cartografia e tabella riassuntiva (pag.40), con esemplari di Trota atlantica e mediterranea nello stadio di vita, giovane dell'anno e adulto. Si precisa che il ripopolamento effettuato nei corsi d acqua situati all interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, M. Falterona e Campigna ha rispettato le limitazioni contenute nell apposito nulla osta prot.n del 10/02/1014, rilasciato dall Ente medesimo, ovvero interessando le aste principali dei fiumi Tramazzo, Montone, Rabbi, Bidente di Pietrapazza, Bidente di Campigna situati a quota non superiore ai 750 m slm e nell'invaso di Ponte, esclusivamente con trotelle di 3/5 e 4/6 cm di lughezza. Il ripopolamento con i 18 q di trote fario cm. 26/29 è stato suddiviso in tre distinti periodi: marzo, maggio e giugno, al fine di prolungare fino all'estate la possibilità di pesca di qualche soggetto e far si che eventuali esemplari sfuggiti alla cattura possano fungere da riproduttori. A marzo si sono svolte le seguenti immissioni: sabato 8, fiume Savio e affluenti, nonché fiume Tevere e torrenti Para, Borello e Alferello, con un quantitativo pari a Kg 250; sabato 15, fiume Bidente, con 250 Kg, quale fornitura di Romagna Acque, nei rami di Corniolo e Ridracoli, nonchè nel fosso di Camposonaldo e nel torrente Suasia; sabato 22, fiumi Rabbi, nel tratto da valle di Premilcuore a Ridolla con 100 kg di trote; Fiume Montone dalla località Portico alla località Bocconi con 150 kg e torrente Tramazzo in località Tredozio con 50 kg, per un totale di 300 kg. Nel mese di maggio si è svolto un secondo ripopolamento, che ha tenuto conto dell'istituzione delle due aree di pesca regolamentata in località Portico e Premilcuore, con la conseguente non immissione di trote in questi due tratti di fiume: sabato 10, fiume Rabbi, a monte e a valle di Premilcuore, con 50 kg di trote adulte; fiume Montone da Bocconi a S.Benedetto, con 70 kg e torrente Tramazzo con 30 kg; sabato 17, fiume Bidente, con 200 Kg, quale fornitura di Romagna Acque, nei rami di Pietrapazza, fuori Parco, Corniolo e Ridracoli, nonchè nel fosso di Camposonaldo; sabato 24, fiume Savio e affluenti, nonché fiume Tevere e torrenti Para, Borello e Alferello, con un quantitativo pari a Kg 250. Una terza immissione è stata effettuata nel corso del mese di giugno e precisamente: sabato 7, fiume Rabbi, a monte e a valle di Premilcuore, con 35 kg di trote adulte; fiume Montone da Bocconi a S.Benedetto, con 45 kg e torrente Tramazzo con 20 kg; 22

23 sabato 14, fiume Bidente, con 150 Kg, quale fornitura di Romagna Acque, nei rami di Pietrapazza, fuori Parco, Corniolo e Ridracoli, nonchè nel fosso di Camposonaldo; sabato 21, fiume Savio e affluenti, e nel torrente Alferello, con un quantitativo di Kg 150. Il previsto ripopolamento con trotelle (cm 3/5), vedeva interessati i tratti più a monte della zona omogenea D. L'immissione del suddetto materiale avveniva nel corso dei mesi di giugno e di luglio e precisamente: sabato 7 giugno è stato ripopolata l'asta principale del Bidente di Pietrapazza, interna al Parco, utilizzando trotelle; sabato 14 si è completato il ripopolamento del fiume Bidente, nei rami di Corniolo, Ridracoli e Campigna, nonchè nel torrente Suasia, con le trotelle fornite da ENEL e Romagna Acque; sabato 21, utilizzando trotelle, sono stati ripopolati, le aste principali dei fiumi Rabbi (6.000), Montone (6.000) e torrente Tramazzo (3.000); sabato 28, si è completato il ripopolamento dei precedenti corsi d'acqua con trotelle nel Rabbi, nel Montone e nel Tramazzo; sabato 5 luglio, sono state immesse trotelle nel bacino del fiume Savio e Tevere. Precisamente: nel torrente Borello, lungo il Savio e affluenti, nel torrente Alfero e Para, e nel Tevere. Nella loro complessità, le operazioni di immissione sono avvenute in modo soddisfacente. Le ditte fornitrici si sono presentate con regolarità agli appuntamenti e provviste di quanto indicato nel contratto. Il materiale ittico, stante i verbali di semina, risultava essere di buona qualità e vitale. Le operazioni di immissione, affidate per convenzione alle associazioni piscatorie FIPSAS e AICS, si sono svolte nel rispetto di quanto indicato in convenzione. Le prescrizioni indicate dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (PNFC) sono state applicate letteralmente a quanto disposto nel nulla osta. 23

24 Tabella Ripopolamento Ittico 2014 Trotelle n. Adulte kg Tramazzo asta principale a valle di Isola (38) 100 asta principale a monte di Isola (1) lago di ponte (2) fosso del Bagno (3) fosso di Stantino (4) Montone asta principale Portico-S.Benedetto (37) 265 Troncalosso (5) Le Spugne (6) Rabbi asta principale Premilcuore (36) 185 fosso le Poderine (7) torrente Fantella (8) Bidente torrente Suasia (9) di Corniolo da Isola a Corniolino (35) 300 fosso di Camposonaldo (39) 35 fossi Villaneta e Berleta (11) delle Celle (12) di Ridracoli Ridracoli (13) Biserno (34) 95 Spugna (10) di Campigna S. Agostino-Fiumari (14) di Pietrapazza (15) entro PNFC fuori PNFC 135 Savio torrente Borello Ranchio-Ortali (33) 110 sorgente (16) rio Greppa (17) asta principale S.Piero-Malagamba (32) fosso S.Silvestro (18) fosso Arpina (30) 5 Fossatone (19) fosso la Valle (20) Rio Becca (21) fosso Gualchiere (22) fosso S.Alessio (23) torrente Para Alferello (24) Petruschio- Radice (25) fosso la Mula (26) fosso le Capanne (27) fosso Montioni (31) Pereto (39) 15 Tevere Tevere (28) Teveriola (29)

25 MISURE MINIME E PERIODI PER LA PROVINCIA DI FORLI'-CESENA Nell ambito degli interventi tesi a una migliore tutela della fauna ittica, vengono individuate per il territorio provinciale le seguenti limitazioni in termini di misure minime e periodi di divieto di pesca, in sostituzione o a integrazione di quelle regionali. SPECIE Misura minima Reg Periodo di divieto Reg Misura minima FC Periodo di divieto FC Anguilla 30 nessuno 40 - Barbo comune 16 1/4-31/ Barbo tiberino 22 1/4-31/5 Barbo canino 16 1/4-31/5-1/1-31/12 Carpa 30 15/5-30/6 - - Cavedano 16 nessuno - - Cefalo 20 nessuno - - Cobite - 1/1-31/12 Gambero 1/1-31/ Ghiozzo di fiume 1/1-31/ Gobione - 1/1-31/12 Granchio di fiume 1/1-31/ Lasca - 1/1-31/12 Luccio 40 15/12-15/ Muggini 20 nessuno - - Passera pianuzza 12 nessuno - - Persico trota 16 nessuno - - Rovella - - Savetta - 1/1-31/12 Scardola - 1/1-31/12 Spinarello - 1/1-31/12 Tinca 25 15/5-30/6 - - Triotto - 1/1-31/12 Trota fario 22 1dom10-ult dom Vairone - 1/1-31/12 Le suddette limitazioni potrebbero subire ulteriori modifiche nel corso del prossimo anno a seguito dell'approvazione da parte della Regione Emilia Romagna del regolamento di attuazione previsto dall'art. 26 della LR n.11 del 8/11/

26 LAGHETTI PER LA PESCA A PAGAMENTO La pesca a pagamento, nell'ambito della Regione Emilia Romagna, può essere praticata solo in acque ricadenti all'interno di proprietà private anche comunicanti con acque pubbliche ed è subordinata ad autorizzazione dell'ente territorialmente competente. I laghetti a pagamento sono, per la maggior parte dei casi, specchi d'acqua artificiali che si sono formati al termine di attività estrattive di inerti. Le loro dimensioni di superficie e di profondità, sono molto diversificate e quasi tutti non sono in comunicazione con acque superficiali pubbliche. In essi la pesca viene praticata in rispetto all'art. 19 della L.R. 11/2012. L'autorità competente che rilascia apposita autorizzazione, stabilisce la durata della stessa, le specie ittiche che possono essere immesse, le condizioni di carattere sanitario da osservare disposte dall'ausl, nonchè gli accorgimenti tecnici da mettere in atto affinchè non vi siano fuoriuscite accidentali di materiale ittico. Queste strutture rappresentano un'importante realtà: economica, per gli addetti del settore ittico, visto il numero di frequentatori che ne fanno uso; alieutica per i pescatori, che qui hanno la possibilità di pescare in ogni periodo dell'anno, sia come momento di svago, sia come momento agonistico. Non esistendo una regolamentazione provinciale integrativa, ci si attiene alla norma regionale, quale la già citata L.R. n.11/2012 e la DG.R n.5463/1993 che definisce le specie ittiche che possono essere immesse per la pesca a pagamento. Al fine di evitare eventuali traslocazioni di esemplari di specie alloctone in acque pubbliche, si stabilisce che il gestore delle strutture a pagamento, oltre a verificare che non vi sia asportazione di pescato vivo come previsto dalla normativa, trattenga ai fini della distruzione eventuali esemplari di specie per le quali la Del. di G.R. 5463/93 non ammette l'immissione nei laghi per pesca a pagamento. Devono inoltre essere comunicate alla provincia le immissioni di specie autorizzate ma classificate alloctone. PESCA CON BILANCIONE FISSO L'art. 3 del R. R. n. 29 del 16/08/1993 "Attrezzi consentiti per la pesca sportiva e per la pesca ricreativa" indica al punto c), il bilancione. Il bilancione è un attrezzo di pesca costituito da una rete quadrangolare montata su un sistema di sollevamento fisso con piattaforma di manovra. Il sistema di sollevamento e l'attiguo capanno può essere montato su palafitta o su galleggiante ancorato al terreno. L'uso del bilancione viene considerata una tipologia di pesca ricreativa con origini antiche che ha subito nel corso delgi anni notevoli modifiche. La tipica struttura è composta dalla rete detta bilancione e da un ricovero di varia tipologia comunemente chiamato capanno. E' una forma di pesca che può essere svolta in acque di categoria A e lungo i canali di bonifica ed è disciplinata per quanto riguarda la Provincia di Forlì-Cesena da regolamento provinciale approvato con Del. di Giunta n /1471 del 02/11/1993 e ss. mm. 26

27 ELENCO CANALI O TRATTI DI ESSI NEI QUALI E' CONSENTITA LA PESCA REGOLAMENTATA CON BILANCIONI FISSI NEI LIMITI DELLE RICETTIVITÀ ACCERTATE CANALI IMPIANTI AMMESSI FOSSATONE N.22 Postazioni Consorziali dal n. 1 al n. 22 ALLACCIAMENTO N. 59 Postazioni Consorziali dal n. 90 al n. 104 dal n. 150 al n. 181 MESOLA DEL MONTALETTO dal n. 200 al n. 211 N. 8 Postazioni Consorziali dal n. 106 al n. 113 SCOLMATORE N. 7 Postazioni Consorziali n.186/6-187/5-188/4-189/2-191/1-192/3-195/7 LA VENA Limitatamente al tratto fra il ponte della ferrovia Ravenna - Rimini e il ponte della SS. n. 16 Adriatica N. 4 Postazioni Consorziali dal n. 24 al n. 27 IMPIANTI ESISTENTI DISPONIBILITA' PER TRASFERIMENTI E NUOVI IMPIANTI N. 20 N. 2 N. 40 N. 19 N. 5 N. 3 N. 6 N.1 Da portare ad esaurimento con pesca a giorni alterni N. 1 N. 3 TOTALI N. 100 N. 72 N. 28 La Provincia rilascia apposita autorizzazione alla pesca con bilancione a seguito di istanza di parte corredata da concessione rilasciata dal Consorzio di Bonifica della Romagna che norma tutto quanto riguarda il capanno, gli ancoraggi e quant'altro abbia a che fare con l'argine e l'alveo. A norma di regolamento provinciale, la rete non può superare i m. 9. di lato e la maglia non può essere inferiore a mm. 24. Al centro di detta rete può ne essere montata una con maglia non inferiore a mm. 6 con un lato non superiore a m.2. La Provincia di Forlì-Cesena ha provveduto, in intesa con il Consorzio di Bonifica della Romagna, ad individuare i siti recettivi all'installazione dei bilancioni, tenendo conto del piano di recupero posto in essere dal Comune di Cesenatico per motivi di ordine urbanistico, paesaggistico e ambientalistico, in quanto comune territorialmente interessato all'ubicazione di dette strutture. I corsi d'acqua sui quali può essere esercitata la pesca mediante bilancione rientrano in acque di bonifica ricadenti in fascia A e precisamente: Fossatone, Allacciamento, Mesola del Montaletto, Scolmatore e Vena. Lungo essi sono state individuate 100 postazioni delle quali attualmente solo 72 sono state attivate. 27

28 ATTIVITA' AGONISTICA L'attività agonistica riveste un ruolo importante dal punto di vista sociale ed economico. Essa oltre ad essere svolta in strutture private quali i laghetti a pagamento, viene praticata anche in acque pubbliche. Le gare di pesca in acque pubbliche della regione Emilia Romagna, è disciplinata dall'art.18 della L.R. n. 11/2012. Campi gara In ambito provinciale i campi gara sono disciplinati dal Regolamento provinciale n /1355 del 12/10/1993 e successive modifiche ed integrazioni, sulla base del quale la gestione dei campi di gara, permanenti e temporanei, da parte di una o più Associazioni concessionarie, è subordinata al rispetto dei seguenti vincoli: Campi di gara permanenti a) I campi di gara permanenti devono essere debitamente segnalati con apposite tabelle fornite a cura della Provincia; b) Parimenti, a cura dell Associazione o delle Associazioni, devono essere segnalate le gare in corso con l indicazione: - della data di esecuzione, - dell'orario di svolgimento della gara, - del periodo d'inibizione del campo al libero esercizio della pesca, - delle generalità e recapito dell'ente o Associazione organizzatrice, le segnalazioni devono essere rimosse a fine stagione agonistica e puntualmente aggiornate nel caso di modifica delle date di esecuzione delle gare; c) quando non sono in corso gare, l'esercizio della pesca è libero; d) il campo di gara deve essere mantenuto in condizioni di decoro, chi lo gestisce è pertanto responsabile della pulizia del medesimo e delle sue immediate adiacenze; e) eventuali ripopolamenti integrativi devono essere preventivamente autorizzati dalla Provincia, la quale, peraltro, per motivi di equilibrio dell'ecosistema acquatico potrà disporre sospensioni all'esercizio della pesca da attuarsi a cura delle Associazioni concessionarie. Campi di gara temporanei f) i campi di gara temporanei ricadenti nel fiume Rabbi e fiume Montone non devono essere utilizzati, nel corso di una stagione agonistica, per più di cinque competizioni sportive; i campi di gara temporanei ricadenti nel fiume Bidente e fiume Savio non devono essere utilizzati, nel corso di una stagione agonistica, per più di due giornate al mese. Nell immediatezza del caso di mancato svolgimento della competizione sportiva devono essere rimosse le apposite tabelle segnaletiche e deve essere data diretta comunicazione ai competenti servizi provinciali; la competizione verrà recuperata in data da destinarsi, previa comunicazione ai medesimi servizi; g) l'inibizione alla libera pesca deve essere applicata per il tempo strettamente necessario allo svolgimento della gara e segnalata con apposite tabelle, nel rispetto dei vincoli imposti alla precedente lettera b); h) devono essere parimenti rispettati i disposti di cui alle precedenti lettere c) e d); i) è tassativamente vietata ogni forma di ripopolamento integrativo. Norme di gestione dei campi gara Le competizioni di pesca sportiva devono svolgersi adottando tutti gli accorgimenti e le tecniche idonee al mantenimento in vita del pescato, salvaguardandone al meglio l'integrità ai fini della reimmissione nelle acque del medesimo campo, eccezion fatta per gli eventuali individui morti. 28

29 Le pasturazioni devono essere il più possibile contenute, limitate alle sostanze consentite e, comunque, rientrare nei limiti e nei vincoli imposti dalle norme vigenti. La pesca durante la gara è consentita in deroga ai limiti quantitativi, di misura e di periodo, solo nel caso in cui è previsto il ripristino della situazione preesistente con la reimmissione del pescato. Dovrà comunque osservarsi il divieto di pesca negli ambiti protetti vigenti lungo il campo di gara. L Associazione o le Associazioni concessionarie devono rendere pubblico, per tempo, le modalità d uso dei campi (permanenti o temporanei), concordarne l utilizzo con le eventuali altre associazioni e predisporre un calendario delle gare inerente all intera stagione agonistica da rendere pubblico. Il calendario annuale delle gare deve essere presentato al competente servizio provinciale che previa verifica di conformità alle direttive regionali e provinciali, rilascia il benestare per l effettuazione delle attività. Il numero massimo di pescatori ammessi per ogni gara è stabilito in n La congruità degli oneri relativi alle iscrizioni e alla partecipazione alle gare di pesca è definita sulla base delle effettive spese gestionali e al valore economico della premiazione. Campi gara provinciali: In provincia di Forlì-Cesena sono attualmente in essere: Un campo gara permanente che interessa il tratto del fiume Savio, compreso fra il ponte vecchio, nell'abitato di Cesena, e la struttura di supporto della condotta dell'acquedotto della Romagna, in località Borgo Paglia, per una lunghezza di circa m 800, in acque di categoria B, e Cinque campi gara temporanei che interessano: tratto del fiume Savio compreso fra il ponte in località S. Carlo, in comune di Cesena e il ponte in località Tranripa, in frazione Valbiano in comune di Sarsina, in acque di categoria C, per una lunghezza di km 31,256; tratto del fiume Bidente compreso fra il ponte dei veneziani, nell'abitato di Meldola e lo sbarramento in cemento sito a valle della confluenza fra i rami del Bidente di Corniolo e Pietrapazza in comune di S. Sofia, in acque di categoria C, per una lunghezza di km 35,50; tratto del fiume Rabbi compreso fra la località San Lorenzo in Noceto, in comune di Forlì, e il ponte in località S. Zeno in comune di Galeata, per una lunghezza di km 21, in acque di categoria C; tratto del fiume Rabbi compreso fra il ponte in località S. Zeno in comune di Galeata e la briglia in località Ontaneta in comune di Premilcuore, per una lunghezza di circa km 6, in acque di categoria C, esclusivamente per gare su salmonidi. (previsto dal comma 8 dell'art 23 della L.R.11/93, su Trota iridea, purchè il limite del campo sia ad almeno 1 km dai confine della zona D; tratto del fiume Montone compreso fra il ponte in località Ladino in comune di Forlì e il ponte sulla strada per Santo Stefano a monte di Rocca San Casciano per una lunghezza di circa km 21, in acque di categoria B e C. Come previsto dalla normativa, la gestione delle suddette strutture è attualmente affidata mediante convenzione pluriennale all'associazione di pesca sportiva FIPSAS, che provvede al mantenimento della tabellazione, all'informazione del calendario gare mediante affissione di apposite tabelle lungo i corsi d'acqua interessati, nonchè all'organizzazione e al controllo delle gare. Complessivamente vengono svolte una ventina di gare all'anno in un arco temporale che va dal mese di aprile al mese di ottobre, con la partecipazione di varie centinaia di pescatori. 29

30 AREE DI PESCA REGOLAMENTATA Programma Ittico Annuale Con l'entrata in vigore della nuova legge regionale 11/2012 prende vita una nuova forma di gestione della pesca nelle acque interne affidata ai Comuni le aree di pesca regolamentata disciplinate dall'art. 20. L'ente territorialmente competente, sentita la Commissione ittica locale e previo nulla-osta della Regione, può istituire, in zone di particolare rilevanza turistica, aree di pesca regolamentata affidate in gestione ai Comuni interessati. Tali aree non possono coprire una percentuale superiore al 40 % della superficie dei singoli corpi idrici, destinati alla pesca, dei Comuni sui quali insistono. L'esercizio della pesca in tali aree rimane vincolato all'obbligo del possesso della licenza di pesca sportiva. La regolamentazione, descritta nell'atto istitutivo, prenderà in esame le tipologie di pesca ammesse, le modalità di prelievo, le forme di ripopolamento, nonché le modalità di rilascio dei permessi a pagamento per l'esercizio della pesca in dette aree. I Comuni a cui è stata affidata la gestione di dette aree, possono a loro volta rimandare la gestione ad associazioni piscatorie o di promozione sociale o di volontariato. La commissione ittica nell'approvazione del PIA 2104, ha dato parere favorevole per l'istituzione di quattro aree ricadenti nelle località Bagno di Romagna, Portico, Premilcuore e S. Sofia. Alla data odierna ne sono sono state istituite tre, e precisamente: Portico, tratto di fiume Montone compreso tra il ponte della strada comunale San Pietro- Bottaquara (a monte) e il guado del Molino di sotto (a valle), in acque di categoria D, per uno sviluppo complessivo di km. 1,800 circa, dove è consentita la pesca alla trota sia in forma no-kill, sia trattenendo il pescato. Premilcuore, tratto di fiume Rabbi compreso tra il ponte dei Carabinieri (a monte) e il ponte delle Piane (a valle), in acque di categoria D, per uno sviluppo complessivo di km. 1,900 circa, dove è consentita la pesca alla trota sia in forma no-kill, sia trattenendo il pescato. S.Sofia, tratto di fiume Bidente compreso tra l'impianto di potabilizzazione di Romagna Acque in località Verdia (a monte) e la briglia Enel posta nell'abitato di S. Sofia (a valle), in acque di categoria C, per uno sviluppo complessivo di km. 2,900 circa, dove è consentita la pesca alla trota sia in forma no-kill, sia trattenendo il pescato. 30

31 RUOLO DELL'ASSOCIAZIONISMO NELL'ORGANIZZAZIONE E NELLA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA' DI GESTIONE Fin dalla prima fase di applicazione della L.R. n. 11/93 e relative norme attuative di cui all'art.16 commi 6 e 7, è stato promosso il coinvolgimento dell'associazionismo piscatorio e protezionistico alle scelte di programmazione, organizzazione e gestione sociale delle attività della pesca nelle acque interne provinciali. A questo fine ci si è avvalsi delle Commissioni ittiche di bacino idrografico nominate con deliberazione della Giunta Provinciale n /615 del 02/12/2008. In merito al diretto coinvolgimento dell'associazionismo nelle attività gestionali si è scelto, fin dalla prima fase applicativa della L.R. n. 11/93, sostituta dalla L.R. 11/2012, di avvalersi dei seguenti apporti tecnico-operativi: 1) Affidamento in gestione alla locale Sezione Provinciale F.I.P.S.A.S e A.I.C.S., tramite convenzione annuale, delle seguenti attività: a interventi di messa in opera, manutenzione e/o eventuale rimozione di tabelle perimetrali e segnaletiche di zone soggette a vincoli pubblici di protezione della fauna ittica e di regolamentazione della pesca nei corsi d'acqua interni di competenza provinciale; b prevenzione e repressione degli illeciti in materia di pesca, avvalendosi di proprie guardie volontarie associate, tramite opportune azioni di vigilanza e controllo programmate e pianificate con la Polizia Provinciale; c interventi di monitoraggio dei bacini idrografici e della fauna ittica; d interventi di recupero, immissione di pesce e di ripopolamento delle acque interne provinciali. 2) Affidamento in gestione dei campi di gara permanenti e temporanei e relativo coordinamento delle competizioni di pesca sportiva, nel rigoroso rispetto delle norme vigenti in materia, delle direttive e dei regolamenti regionali e provinciali circa le modalità, le limitazioni e quant'altro attenga l'utilizzo dei campi e lo stesso svolgimento delle competizioni. Le citate Associazioni operano sulle acque interne della provincia di Forlì-Cesena. Nel contesto di tali attività, svolte dietro il coordinamento della Commissione di bacino, l'amministrazione è impegnata a fornire il materiale occorrente al loro assolvimento, a soprintendere al regolare svolgimento degli interventi con opportune forme di controllo. In ambito di attività promozionali, prezioso è inoltre il contributo delle associazioni nel promuovere iniziative tese a sviluppare particolari tecniche di pesca, momenti di aggregazione in veste dimostrativa, educativa e formativa. 31

32 AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE E DIVULGAZIONE Fra le attività gestionali connesse alla conservazione del patrimonio ittico va opportunamente considerata l'importanza dell'informazione e della pubblicizzazione delle norme, dei provvedimenti, regolamenti e quant'altro formi oggetto di disciplina dell'esercizio di pesca. Data l importanza che riveste la corretta applicazione delle norme, particolare attenzione deve pertanto essere posta nella scelta delle modalità e dei mezzi coi quali curarne la più ampia e capillare diffusione. In questo senso, la Provincia di Forlì-Cesena ha sempre considerato importante e attentamente curato la modalità segnaletica diretta, tramite tabellamento, al fine di rendere pubblici gli aspetti attinenti l'organizzazione delle acque, la dislocazione e la delimitazione degli ambiti protetti, delle zone a regime speciale di pesca e relative modalità d'esercizio, i campi di gara e, dove possibile, la stessa regolamentazione della pesca nelle acque di bonifica. Tuttavia le moderne tecnologie informatiche consentono di mettere a disposizione dell utenza una serie notevole di informazioni e documenti, anche cartografici, con costi pressoché nulli per l Ente pubblico. Su questi aspetti la Provincia di Forlì-Cesena intende impegnarsi al fine di fornire all utenza, tramite il proprio sito istituzionale, il pieno accesso a tutta la documentazione rilevante ai fini dello svolgimento dell attività alieutica, quali cartine planimetriche, elenchi delle zone a regime speciale di pesca, classificazione delle acque interne, delimitazione dei bacini idrografici, ecc. Oltre a tale forma di diffusione, da considerarsi prioritaria e, peraltro, utilizzata per tutti i provvedimenti di un certo rilievo adottati in materia, possono essere utilizzati altri canali di divulgazione, quali i normali organi di stampa, la diffusione di locandine, stampati, pubblicazioni, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili. Infine, se trattasi di specifiche forme di pesca soggette a preventiva autorizzazione del relativo impianto (es. bilancioni fissi), si procede con la trasmissione direttamente ai singoli titolari dei provvedimenti regolamentari che li riguardano, con l'obbligo di conservarli presso l'impianto stesso ed esibirli, su richiesta, al personale di vigilanza abilitato al controllo. INTERVENTI OGGETTO DEL PIANO 2015 E RELATIVA PREVISIONE DI SPESA Zone di tutela della fauna: E' prevista la modifica della ZPSI Fiume Bidente e del tratto della zona no kill Bidente posta all'interno dell'abitato di S.Sofia, in quanto con l'istituzione della locale area di pesca regolamentata, si è venuta a creare una parziale sovrapposizione di istituti. Simile adeguamento verrà attuato sulla zona no kill denominata Bagno di Romagna, qualora venga istituita l'omonima area di pesca regolamentata. Ripopolamenti: Per l'anno 2015 si prevede un ripopolamento delle acque interne provinciali di categoria D, con l'immissione di trote fario adulte (26/30 cm) lungo i corsi d'acqua principali ricadenti al di fuori dei confini del Parco Nazionale e di trotelle di ceppo mediterraneo (4/6 cm) da immettere nei corsi secondari anche all'interno del Parco, previo nulla osta. E' pure programmata un'immissione di tinche (15/20 cm) all'interno della ZRF Terra del Sole e di luccetti (età 0+) nel tratto inurbato dei fiumi Rabbi e Montone. Reintegro di fauna ittica nel tratto del fiume Bidente ricompreso fra le frazioni di Val Francia e Versara, proveniente da recupero lungo il corso del medesimo fiume posto a valle della frazione Castagnolo. Ricerche e monitoraggi: Vista la disponibilità delle Associazioni in convenzione, sono in programma diverse forme di monitoraggi nelle diverse zone ittiche omogenee e precisamente : monitoraggio delle briglie in zona D; 32

33 monitoraggio mediante elettropesca delle zone di tutela faunistica: fosso del Bagno e di Pian di Stantino, fosso del Forcone, rio Riborsia, torrenti Voltre e Trove, rio destro, fossi di Becca e delle Gualchiere e fosso del Petruschio, al fine di valutare l'efficacia della protezione; monitoraggio di fossi e canali in zona B al fine di valutare l'espansione del Gambero della Louisiana. Le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione degli interventi gestionali funzionali al Programma Ittico saranno quelle messe a disposizione annualmente dalla Regione Emilia Romagna per l attuazione delle funzioni in materia di pesca in acque interne. Sono previste le seguenti tipologie di spesa di parte corrente: acquisto e manutenzione attrezzature di servizio; tabellamento ambiti protetti e delle acque in genere; accertamenti sanitari; prestazioni volontarie di vigilanza ittica; verifiche e campionamenti circa l'efficacia delle misure di protezione, riproduzione e conservazione del patrimonio ittico poste in essere; informazione e pubblicizzazione delle norme di gestione, di pesca e conservazione del patrimonio ittico; omologazione annuale apparecchi elettrici di pesca; recupero e immissione del pesce in tutte le circostanze in cui si rende necessario a salvaguardia del relativo patrimonio; oneri per la gestione dei campi di gara permanenti e temporanei allestiti nel territorio della provincia di Forlì-Cesena.; spese per acquisizione pubblicazioni scientifiche e divulgative di aggiornamento; formazione e aggiornamento di addetti alla gestione tecnica della pesca; fornitura di materiale ittico finalizzato al riequilibro delle acque pubbliche interne con specie ittiche autoctone - Specie e quantità programmate: Trote fario adulte cm 26/29 q. 15 Trotelle fario ceppo mediterraneo (macrostigma) cm 4/6 n Tinche 15/20 kg. 50 Luccetti (età 0+) n A integrazione del materiale acquisito dall'amministrazione Provinciale, vanno aggiunte trote fario adulte e trotelle 4/6, come stabilito da accordi intrapresi a suo tempo fra Romagna Acque, ENEL e Provincia di Forlì-Cesena, quale compensazione per il danno ecologico arrecato dalla costruzione di diga e briglie lungo i corsi d'acqua Bidente e Rabbi, da immettersi in detti fiumi e rispettivi affluenti. E' opportuno precisare, per quanto riguarda le trotelle, che sarà richiesta la fornitura di macrostigma, in quanto più idonee agli ecosistemi fluviali del territorio provinciale, privilegiando così l'aspetto qualitativo rispetto a quello quantitativo. La realizzazione delle proposte in programma, dimensionate al minimo fabbisogno locale, comporterà pertanto l'impiego delle risorse finanziarie contenute nel seguente riepilogo generale: TOTALE SPESE CORRENTI

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