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2 3. Lettera del parroco alla comunità parrocchiale - 5. Il canto nella Celebrazione Eucaristica 6. L unnici di jnnaru gennaio Momenti di vita parrocchiale Il vescovo incontra i fidanzati della Diocesi 12. L Africa non è solo l africa XX Giornata del malato Coppie in cammino Catechismo 18. La Settimana Santa ad Assoro Oratorio Giovanni Paolo II Cos è l oratorio? 22. Centro di ascolto Caritas Parrocchiale Taccuino parrocchiale Forse non tutti sanno che... Si ringraziano quanti hanno collaborato per la realizzazione del Bollettino per i testi e gli articoli forniti, Franco Speranza per le foto. Inviare il materiale all indirizzo di posta elettronica

3 Lettera del Parroco alla Comunità Parrocchiale 3 Carissimi sorelle e fratelli Carissime famiglie della Parrocchia San Leone in Assoro, vi saluto e vi offro gli auguri più cordiali di Buona Pasqua. E la festa più grande per i cristiani, ma è entrata tanto nella sensibilità di tutti da farne una cosa sola con la gioia, infatti diciamo: felice come una Pasqua. Per aiutarci insieme a vivere sempre più consapevolmente questa gioia, il Vescovo con la sua lettera pastorale a tutta la Diocesi ci aiuta a incontrarci tra sacerdoti, religiosi e religiose, movimenti e laici di tutte le parrocchie e tutti in Parrocchia a scoprire Il fascino della Parola di Dio. La Parola di Dio è strettamente collegata con la Bibbia, che unisce tutti i cristiani cattolici, ortodossi, protestanti, ed è un libro pieno di grandi ispirazioni per l uomo e per moltissimi popoli. Dio ci parla attraverso suo Figlio, Gesù Cristo, Parola (Verbo) del Padre, e ci parla nello Spirito, che ha ispirato ed assistito gli Autori della Bibbia. Attraverso la Bibbia continua a parlare a ciascuno di noi. Perché questa Parola non venga fraintesa o dispersa, Dio l ha affidata alla Chiesa, che ne costituisce la garanzia, non l alternativa: nel senso che le parole della Chiesa, della comunità cristiana e dei suoi responsabili non sostituiscono la Parola di Dio, ma ce ne assicurano una trasmissione sicura e attuale. E bello e importante, dunque, sapere che attraverso la Bibbia e nell ambito della comunità Dio continua a parlarci, a mostrarci il figlio, Parola fatta carne, ci svela il nostro essere fratelli, impegnandosi concretamente, come ha fatto Gesù Cristo a rendere effettiva la fraternità, quindi a prenderci cura di ogni uomo che si trova nella necessità, fino a creare quella comunità fraterna che è dono dello Spirito. Questo Spirito di verità e di amore ci aiuterà ad assolvere sempre meglio la Parola da Lui ispirata, e a costruire una società basata sulla giustizia, generatrice di solidarietà e di pace per tutti gli uomini. Per questo nella lettura della lettera del Vescovo Il fascino della Parola che ci deve preparare con forza a vivere la Missione popolare che inizia in questo 2012 e nel pellegrinaggio in Terra Santa nel prossimo luglio, scoprendo nella Parola di Dio aspetti particolari: >>>>>

4 4 - Aprirci alla fede, cioè alla risposta personale e fiduciosa a Dio che ci chiama; - Confermarci tra noi fratelli, uniti dalla Parola dell unico Padre; - Rendere concreta la fraternità predicata da Gesù Cristo. Sapere che Dio ci parla, ci guida, ci sostiene, dovrebbe portarci ad amare, a valorizzare di più la Bibbia (a cominciare dai Vangeli), ascoltandola con più attenzione nella liturgia e leggendola di più nelle nostre famiglie e personalmente. Nella lettura della Parola di Dio, essere pieni di speranza che il Signore ci porti a convinzioni e decisioni fruttuose, a impegni coraggiosi di solidarietà, di amore in noi stessi, nelle nostre famiglie, nella società dove siamo inseriti e viviamo e nel mondo intero. E un augurio fraterno che rivolgo a tutti voi in questo cammino quaresimale con la gioia verso la Pasqua, culmine del dono di Dio che dà a noi in Cristo Risorto, con il suo messaggio d Amore e di Pace, ancora invitandovi a seguire con la vostra attenzione e la vostra preghiera ad accogliere i suggerimenti come un dono del Signore. Con affetto don Salvatore Minuto Preghiamo Gesù Maestro, la tua Parola è spirito di vita. Aiutaci, con la tua grazia, ad essere non solo uditori, ma operatori e servi della verità. Tu che sei venuto nel mondo ad annunziare L amore del Padre per tutti gli uomini, accresci la nostra fede. Tu che proclami beato chi ascolta la Parola di Dio E la mette in pratica, fa che sull esempio della Vergine Maria custodiamo nel cuore il tuo messaggio. Donaci la sapienza dello Spirito, perché a somiglianza dei piccoli del Vangelo possiamo conoscere i misteri del Regno. Suscita tra noi nuovi apostoli e tesimoni, perché la tua Parola si diffonda e sia glorificata su tutta la terra. Amen.

5 IL CANTO NELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA Il Coro è un gruppo di persone che scelgono, nel contesto della Comunità parrocchiale, di svolgere il servizio di Animazione della liturgia, utilizzando come strumento la propria voce o l abilità tecnica nell utilizzo di uno strumento musicale. Come tale il Coro funziona con le stesse modalità e dinamiche di un gruppo vero e proprio. Fondamentale quindi è l aspetto di continuità dell impegno, sia nelle prove che nelle celebrazioni. Da sempre i canti liturgici accompagnano ed animano le varie celebrazioni e le messe domenicali. Difficilmente si può pensare ad una liturgia non animata dal canto. Il canto liturgico ha un ruolo molto importante, soprattutto nella liturgia dei bambini e dei giovani che tanto sono "vicini" alla musica e sensibili alle emozioni che essa trasmette. Il coro che anima la messa con dei canti liturgici si pone alcuni obiettivi importanti: - Aiutare l assemblea a vivere pienamente la liturgia aiutandola nei momenti che lo richiedono a raggiungere il giusto raccoglimento per favorire la meditazione e la preghiera; - Enfatizzare i momenti della liturgia che esprimono gioia; - Rafforzare e sostenere la sacralità del Rito; - Aiutare l assemblea ad entrare in comunione con il Signore; - Veicolare messaggi evangelici, di gioia, speranza, carità, Amore, solidarietà; - Rendere più chiari aspetti del Rito ed il senso delle letture dalla Parola di Dio. E evidente che questi obiettivi richiedono un grande impegno ed una piena consapevolezza che il Servizio che si sta svolgendo è importante per se stessi e per tutta la Comunità. Il repertorio ed i brani scelti in un panorama molto ampio di canti liturgici è un aspetto fondamentale. E evidente che scegliere un canto liturgico per una messa dei bambini non è decisamente equivalente alla scelta di un canto liturgico per l animazione della liturgia frequentata in prevalenza da persone persone più anziane. Il coro della nostra comunità parrocchiale anima principalmente le due messe celebrate le domeniche e nelle solennità in Chiesa Madre, organizzato in modo tale che chi anima la messa della mattina la settimana successiva animerà la messa del pomeriggio e come si diceva prima, fondamentale è l aspetto della continuità dell impegno. In celebrazioni particolari il coro anima con un gruppo unico. Comunque anche le altre due celebrazioni domenicali alla Chiesa dello Spirito Santo e alla Chiesa dell Aiuto sono ugualmente animate con canti, la prima dalle suore, la seconda dalla comunità Scout. S. B. 5

6 L unnici di Jinnaru a vintun ura Si vitti e nun si vitti Terranova Una lapide nella Basilica di San Leone e presisamente nella cappella del SS. Crocifisso riporta questa frase, a ricordare che anche Assoro fu colpito dal devastante terremoto dell 11 gennaio 1693, e che malgrado tutto, la forte scossa non provocò nessuna vittima, dove i minatori uscirono indenni dalle gallerie delle miniere in cui stavano lavorando. Quel giorno i fedeli si riversarono tutti in chiesa a ringraziare il SS. Crocifisso per aver salvato Assoro dal terremoto. Da allora, per il popolo assorino, l 11 gennaio è una data che è stata ricordata di anno in anno fino ad oggi. Quest anno il nostro vescovo Salvatore Muratore ci ha onorati della sua presenza celebrando la S. Messa di ringraziamento. Di seguito viene riportato il testo originale della poesia dove sono state estrapolate le frasi del nostro detto. All unnici jnnaru e non ni stornu pp aviri affisu Diu tantu supernu n tempu n mumentu, si vitti ntro gnornu Morti, Giudiziu, Paradisu e Nfernu. L unnici di Jnnaru a vintun ura A Jaci senza sonu s abballava Cu sutta i petri, cu sutta li mura E cu misericordia chiamava Santa Vennira nostra prututtura Sutta di lu so mantu ni salvava Si vitti e nun si vitti Terranova Vittoria sprufunnau ntra la sciumara Commisu persi la so vita cara e Viscari lu chiantu ci rinnova tuttu Scicli trimau ntra na vaddata e Modica muriu tra li timpuna Ragusa prestu cascau tra li cavuna E a Chiaramunti nun restau casata

7 11 Gennaio Una domenica di trecentodiciannove anni fa, e precisamente l 11 gennaio 1693, la Sicilia orientale fu sconvolta da una delle peggiori catastrofi della storia. Un terremoto con una potenza pari all XI grado della Scala Mercalli, corrispondente a un magnitudo 7,4 della scala Richter, si abbattè nella Val di Noto. Di fatto è in assoluto il terremoto più forte mai registrato nell'intero territorio italiano. Il sisma provocò la distruzione totale di oltre 45 centri abitati, interessando una superficie di circa 5600 km2 e causando un numero complessivo di circa vittime. La prima forte scossa, circa VIII grado della Scala Mercalli, una delle tante scosse sismiche di questo terremoto, arrivò la sera del venerdì 9 gennaio1693 alle ore 21 circa. Crollarono numerosi edifici un po' dappertutto e vi furono anche delle vittime, altri edifici si lesionarono seriamente. Dato che il giorno dopo, il sabato, passò senza forti scosse, la gente si illuse che tutto fosse finito. Purtroppo la domenica mattina, 11 gennaio, alle ore 9 si ebbe una nuova forte scossa ed un'altra circa un'ora dopo. Ma l'evento principale, XI grado della Scala Mercalli, la tremenda e distruttiva scossa, scoccò alle 13,30 provocando l'immane distruzione e l'innesco del successivo maremoto. Lo sciame sismico con le scosse di assestamento, anche forti, si protrasse ancora per altri 2 anni con un numero elevatissimo di repliche, circa eventi. Il tributo più elevato di vittime è stato pagato dalla città di Catania nella quale morirono persone su una popolazione di circa , Ragusa perse circa persone su 9.950, Lentini contò vittime su abitanti, ed ancora si contarono vittime ad Occhiolà (l'antica Grammichele), Siracusa, Militello, Mineo, Licodia Eubea, Palazzolo Acreide, Buscemi e tantissimi altri centri urbani. Anche la Val Demone, a nord del Simeto, dove ne faceva parte il territorio dell attuale provincia di Enna e quindi anche Assoro, fu duramente colpita con il VII grado della Scala Mercalli. S. B.

8 8 MOMENTI DI VITA PARROCCHIALE Festa della Famiglia Festa della Famiglia Notte di Natale 11 gennaio Via Lucis 11 gennaio

9 9 Carnevale Carnevale Carnevale Incontro giovani Missionari 6 TGG Incontro TGG Incontro TGG Incontro TGG

10 10 Terzo corso Mistagogia Quarto corso Mercoledì delle Ceneri Laboratorio oratorio Laboratorio oratorio Laboratorio oratorio Laboratorio oratorio

11 11 IL VESCOVO INCONTRA I FIDANZATI DELLA DIOCESI P rosegue l itinerario di fede in preparazione al matrimonio, che ha visto il suo inizio nell ottobre scorso. Sono quindici le coppie iscritte che si stanno preparando alla celebrazione consapevole del Sacramento che li unirà indissolubilmente. Il percorso è pensato con l obiettivo di far riscoprire la fede attraverso la via dell amore e del matrimonio. L itinerario prevede, oltre agli incontri tematici a cadenza settimanale, delle celebrazioni liturgiche. La terza, in ordine di tempo, è stata quella vissuta domenica 4 marzo in Cattedrale a Nicosia, alla presenza del nostro Vescovo, che ha espressamente voluto questo appuntamento con tutti i fidanzati della Diocesi, durante la quale i ragazzi sono stati chiamati a compiere il rito dell adesione alla Chiesa, culla della loro fede. Il Vescovo ha invitato tutte le coppie a seguire la via di Gesù, a camminare sulle sue orme nella fede della Chiesa, sposa di Cristo e popolo santo di Dio, per essere luce e testimonianza verso gli altri. Anche gli accompagnatori sono stati spronati ad annunciare e far conoscere Cristo, il vivente, obiettivo primario di tutto il cammino di preparazione. La celebrazione è stata significativa ed emozionante, alla fine tutti i presenti hanno avuto l opportunità di salutare personalmente il Vescovo e di fare anche delle foto di gruppo. Durante questo tempo quaresimale, altri riti significativi sono previsti per le nostre coppie, perché possa essere un tempo prezioso di rinnovamento e di conversione, le accompagneremo con la testimonianza, insieme ai nostri sacerdoti e a tutta la comunità che si è impegnata a pregare, affinché si educhino a costruire il loro amore nella verità, per fare del loro matrimonio un segno dell amore che Dio ha per tutti gli uomini. Marisa Birriolo

12 12 Perché l Africa non è solo l africa Perché l Africa non è solo l africa 1. Questo modo di dire mi è tanto piaciuto che ne ho voluto fare il titolo di questo articolo. Parlare dell Africa al plurale, con i suoi misteri ma anche con il suo fascino, richiederebbe un approfondimento analitico ed intenso, necessiterebbe uno spazio più ampio, rispetto a quello che mi è dato in questo quadro. Voglio premettere sin dal principio che non sono un esperto dell Africa. Vi confesso che non conosco l Africa. Ho imparato a conoscere l Africa da quando sono in Europa. Anche se sarebbe illusorio dire che si conosce un continente per intero. Vi chiedo dunque scusa. L Africa non è solo l africa, un concetto da ridurre a quanto ci viene proposto dagli schermi televisivi, dotata di vaste superfici con animali selvaggi o buona per il rally dove è possibile vivere l esperienza del safari o dell esotico. L Africa non è solo l africa, cioè una terra infetta da guerre e da malattie (HIV e malaria). L Africa non è solo l africa, assimilata agli sbarchi e quindi sinonimo di povertà e miseria. L Africa non è solo l africa, dove si pensa ancora che si dorma sugli alberi e si viva nudi e cos altro ancora? Voglio parlarvi in altri termini dell Africa, cominciando a guardare a questo continente in maniera diversa da quanto fatto finora. Vorrei solo presentarvi l Africa vista da uno che viene dall Africa ed innamorato dalla sua terra. Vi racconterò delle sue ferite e delle sue sofferenze mostrandovi questo continente che, dai dati scientifici, resta la culla dell umanità. Pur godendo del tasso di crescita annua più alto, oltre il 2,3% e quindi con il maggiore numero di bambini e di giovani, l Africa resta il continente meno popoloso, solo 15-16% della popolazione mondiale e dispone della densità demografica più bassa del pianeta, ab/kmq su una superficie immensamente grande 2. L Africa è stata devastata dalla tratta degli schiavi 3, fenomeno che durò tanti secoli e decimò l intero continente. Raramente o solo superficialmente questo dramma, a lungo occultato o sconosciuto, è menzionato in qualche manuale scolastico di storia. Di conseguenza, è ovvio che nessun sia in grado di parlarne in maniera concreta ed esauriente. In pochi sanno che il 23 agosto viene celebrata la giornata della memoria, memoria di questo dramma di un continente e della sua popolazione anzi, come scritto: «vi è il rischio che questa giornata della memoria voluta dall UNESCO, per ricordare una tragedia dell umanità, trascorra in sordina, in questo periodo estivo» 4. Dopo l abolizione della tratta degli schiavi, l altra grande piaga che ha afflitto l Africa è stata la colonizzazione da parte dell occidente. Politicamente avviata con la conferenza di Berlino, organizzata da Bismarck ( ), la colonizzazione e la tratta degli schiavi restano tutt oggi cause di rovina del continente Africano. Questa conferenza decise della spartizione e della divisione territoriale dell Africa, riducendola a pelle di pantera, divisa in 54 Stati di dimensioni sproporzionate e disuguali con delle frontiere artificiali che non >>>>>

13 13 hanno tenuto conto di etnie, lingue, culture. Da allora, i popoli ed i politici africani sono stati tenuti sempre fuori ed esclusi da ogni dibattito sulla nostra sorte. Ancora ai nostri giorni la colonizzazione politica, prima e dopo la proclamazione delle indipendenze - tutte recenti intorno agli anni 60 - prosegue celata sotto i volti dell aiuto e della cooperazione di solidarietà internazionale. Non esiste nazione che non abbia un interesse per l Africa, ma a fine di lucro: lo sfruttamento delle ricchezze minerarie e forestali, quindi ricchezze proprio del nostro suolo e sottosuolo, per non tacere dello sfruttamento delle risorse umane, artistiche e spirituali. Basta solo guardarsi intorno sia nei piccoli paesi che nelle città dell Occidente per vedere quanti Africani colorano le strade, le aziende, le squadre di gioco o quante comunità ecclesiali rifioriscono grazie all apporto di uomini e donne di fede che vi giungono dall Africa. Ormai, ogni congregazione religiosa attinge ai giovani Africani per sopravvivere all agonia e alla morte evidente per asfissia di vocazione. L Africa è la mucca da latte di tutti gli altri continenti, Europa e USA in primis. Quante ingiustizie e violenze ancora nei nostri giorni in nome della presunta democrazia? L Africa continua ad essere martoriata. Quasi tutte le guerre, in questo momento in atto in terra africana, non sono altro che il riflesso di interposti interessi tra potenze estere, ovvero degli Stati ricchi del Nord del Mondo, con continue forniture di armi e il finanziamento delle varie fazioni in lotta. Sì, l Africa non è solo l africa! Certo lo è. Ma, non è soltanto quello che si dice di lei. É ben di più. Perché non guardare all Africa nell ottica della bottiglia mezza piena piuttosto che mezza vuota? L esempio ci viene da Benedetto XVI che dice: «un tesoro prezioso è presente nell anima dell Africa, in cui scorgo un immenso polmone spirituale per un umanità che appare in crisi di fede e di speranza, grazie alle straordinarie ricchezze umane e spirituali dei suoi figli, delle sue culture multicolori, del suo suolo e del suo sottosuolo dalle immense risorse» 5. Spero aver l occasione di parlarvi prossimamente della bellezza dell Africa. Anzi, venite e vedrete (Gv 1, 39). Vi invito a venire in Africa, a scoprire la sua bellezza, la bellezza del clima, della storia, delle culture, delle persone. Forse anche voi avrete il male dell Africa, perché l Africa non è solo l africa. Sac. Ernest DEGUENONVO 1 Questa affermazione è di Filippo Mammano, sacerdote della nostra diocesi di Nicosia in missione pastorale a Ilula nella diocesi di Iringa in Tanzania, Africa orientale. 2 Viene in seconda posizione dopo l Asia e costituisce tre volte la superficie dell Europa. 3 Per la durata e per il numero delle vittime, questo dramma resta un crimine contro l umanità. La tratta occidentale e il commercio triangolare furono un fenomeno orribile e di grande ampiezza. Il commercio triangolare tra l Europa, l Africa e l America è durato quattro secoli (1441 a 1850). Per l unica tratta atlantica si stima a 5 milioni di morti, 22 milioni di africani sarebbero stati catturati, 10 milioni saranno deportati in America e 7 milioni sarebbero restati schiavi in Africa (Cfr BENEDETTO XVI., ESORTAZIONE APOSTOLICA PO- STSINODALE Africa Munus, 13. a - Paese di provenienza di padre Ernest b - Diocesi di appartenenza di Padre Ernest a b

14 14 XX GIORNATA DEL MALATO Ministri Straordinari dell Eucaristia: compagni di strada fonte e ricchezza Nonostante le condizioni atmosferiche non incoraggiassero lo spostamento, numerose associazioni di volontariato, provenienti dai paesi della Diocesi: Unitalsi, Avulss, Associazioni Medici Cattolici, Scout, Uciim, ma soprattutto tanti Ministri straordinari dell Eucaristia e alcuni ammalati, hanno voluto condividere e unirsi alla celebrazione della XX Giornata del Malato che si è svolta l 11 febbraio, memoria dell apparizione della nostra signora di Lourdes, nella Chiesa San Paolo Apostolo di Nicosia. L incontro è stato introdotto dal nostro parroco Don Salvatore Minuto responsabile Diocesano della pastorale della Sanità. Cappellano per circa quattro anni presso l ospedale di Leonforte, esortava come la vicinanza di tante persone che ha incontrato e che continua a incontrare, favorisce e auspica la necessità della comunione con regolarità, favorendo così la vicinanza e l amicizia con questi fratelli e sorelle che assieme alle famiglie deve trovare risposta, nelle comunità, nei gruppi di volontariato, nelle case, nelle strutture sanitarie del territorio, nelle varie case di cura e di accoglienza, la presenza e la testimonianza delle Suore della nostra comunità confermava tale attestazione. CEI - Giornata del Malato 2012 Alzati e va, la tua fede ti ha salvato (Lc 17,19) Padre, sorgente di ogni dono, a Te affidiamo la nostra vita, nella certezza del Tuo amore. Accresci la nostra fede peché possiamo riconoscere in Gesù il nostro unico Salvatore. La grazia del Tuo Spirito risani le nostre ferite e sostenga la nostra speranza. Maria, Salute degli infermi, veglia sul nostro cammino e intercedi per noi. Amen. A tal proposito, faceva notare come le due comunità diocesane Nicosia e Leonforte stanno vivendo il dramma della possibile soppressione del servizio ospedaliero causando non pochi problemi e danni all utenza, negandole così i diritti non solo prioritari, ma soprattutto primordiali. La pastorale della salute nella nostra diocesi ha ormai avviato una capillare presenza ed impegno in questo ambito così importante e decisivo per la vita degli ammalati e delle loro famiglie. Anche con la presenza sempre più numerosa dei Ministri straordinari dell Eucaristia servizio svolto con attenzione, con discrezione e con capacità di ascolto delle fatiche, dei problemi, dei dubbi e delle angosce, aiuta il malato e i suoi familiari a scoprire le risorse positive, che si sprigionano nella sofferenza, per poterla così affrontare con forza, rendendo anche questa prova fonte di solidarietà e di amore per tutti. Il tema nazionale che la C.E.I. ha proposto per la XX Giornata del Malato alzati e và, la tua fede ti ha salvato Lc 17,19 è stato ampiamente sviluppato da Don Michele Pitronaci parroco dell omonima chiesa e Vicario Episcopale per la pastorale della famiglia, affermando che Gesù, nel suo agire verso i malati, pone sempre molta attenzione alla loro fede, sottolineando in diversi casi che è appunto la fede dell ammalato che lo ha salvato o invitando esplicitamente ad avere fede in Lui se si vuole ottenere la guarigione. Senza la fede non avviene alcun miracolo e la preghiera non viene esaudita, da Bartimeo, il cieco di Gerico, che riacquista la vista con la sua insistente preghiera. È la fede, intesa come fiducia, che esige >>>>>

15 15 quell abbandono alla volontà di Dio che Gesù stesso ci mostra nell orto del Getsemani e sulla croce. Dio comunque salva la vita dei suoi amici e dona loro la pienezza del suo amore, che vince anche la morte. Insieme a questo, Gesù chiede anche al malato un esplicita volontà di venire guarito e di non scoraggiarsi mai nei confronti di se stesso e di Dio. È dunque l obbedienza alla Parola del Signore che rende efficace il suo intervento. Si può affrontare la malattia sostenuti dalla fede e dalla preghiera, non considerandola una punizione di Dio, un incomprensibile condanna del destino o una tragedia da cui non si può scampare, ma come un momento proprio della vita. A decodificare questo forte messaggio che Don Michele ha voluto consegnarci ci hanno pensato le testimonianze che il Sig. Fortunato il papà di Loredana che accompagna la figlia da 26 anni nella sedia a rotelle, speranza e serenità il suo cuore sapeva esprimere, la presenza del Padre Misericordioso lo accompagna nella sua quotidiana familiarità dove la permanenza nel piccolo paese di Assoro è stata subordinata alle esigenze che la figlia richiedeva. Pina, Ministro straordinario dell Eucaristia ha evidenziato che la vicinanza al Signore le ha dato la possibilità di saper affrontare le vicissitudini che la sua famiglia era spesso segnata, ne ha voluto farne motivo esistenziale traducendola in servizio a favore dei bisognosi e nel servizio liturgico della parrocchia tanto cara a lei e al gruppo che l accompagnavano. Franca e papà Salvatore leggono nella malattia della figlia Nella un intervento divino, come un opportunità, per mettersi alla sequela di Cristo, tempo di grazia per sé e per tutti, ricco di amore e di purificazione il tempo più prezioso per fare il bene e produrre frutti di vita e di amore. P. Pietro cappellano dell ospedale C. Basilotta di Nicosia e Mario Lo faro componente e socio dell Unitalsi, concludevano le testimonianze, affermando entrambi come la vicinanza a chi soffre, non è solo un fatto spontaneo, ma fa parte di quella spiritualità della sofferenza di cui ogni operatore sanitario, volontario, ministro della consolazione è chiamato a farsi servo e strumento di grazia, sull esempio di Gesù. Tra canti, recita del Santo Rosario, accompagnati dall accensione delle candele, l atmosfera era già pronta per la celebrazione Eucaristica con il nostro Pastore Vescovo. Di particolare sottolineatura è stato l approccio che il nostro Vescovo ha subito instaurato con i malati di tutta la diocesi affermando come la tenerezza di Dio giunge e raggiunge a tutti e come la sofferenza ha una sua carica positiva da valorizzare, dobbiamo quindi educarci per affrontarla con fiducia e speranza. Ci sono famiglie che, coinvolte nella malattia, ne escono più forti e sperimentano la solidarietà e l amore con grande intensità. I parroci e i Ministri straordinari dell Eucaristia si fanno prossimi con una vicinanza cordiale, paziente e continua. È un compito che spetta a chiunque voglia seguire Cristo sulla via del dono totale di sé. A. M.

16 16 Il 25 e 26 febbraio corrente anno presso la parrocchia di Assoro si è tenuto il IV corso per gli sposi Aquila e Priscilla, a cui hanno partecipato coppie della stessa comunità e di altre comunità, quali: Agira, Leonforte ed Enna. Il corso Aquila e Priscilla è un esperienza spirituale di due giorni, proposta alle coppie di sposi cristiani che hanno il desiderio di riscoprire il proprio matrimonio come dono di Dio, come segno visibile della presenza di Dio nella loro relazione, per far emergere il sacramento delle nozze, per dare nuova qualità alla vita familiare. Oggi la famiglia, più di qualsiasi altra istituzione, è stata travolta da ampie, profonde e rapide trasformazioni della società e della cultura. Alcune famiglie scelgono di vivere nella fedeltà di quei valori che sono il fondamento della famiglia cristiana; altre sono divenute incerte e hanno smarrito il loro compito o addirittura sono ignare del significato ultimo della vita coniugale e familiare. In questo contesto la chiesa vuole far giungere la sua voce ed offrire il suo aiuto a chi, da una parte, già conosce il valore del matrimonio e della famiglia, cercando di viverlo fedelmente, rispetto a chi, ancora, è alla ricerca della verità e della conoscenza del progetto che Dio ha sulla coppia. La chiesa, così, ha l arduo compito di riflettere e di impegnarsi affinchè la nuova cultura emergente sia intimamente evangelizzata e siano riconosciuti i veri valori e vengano difesi. La parrocchia di Assoro ha preso consapevolezza dell emergenza famiglia, di conseguenza ha cercato e cerca di dare un piccolo contributo lanciando l iniziativa di un percorso di fede in coppia. Nella Familiaris Consortio n 51 si dice: La famiglia cristiana vive il suo compito profetico accogliendo ed annunciando la parola di Dio, diventando così comunità ogni giorno più credente ed evangelizzante, nella semplicità, nella concretezza della testimonianza quotidiana. Così è nato Aquila e Priscilla, dove protagonisti dei due giorni sono: lo Spirito Santo e la coppia, che con l aiuto di una equipe di laici e sacerdoti, riscopre che il matrimonio-sacramento è la presenza dell amore divino nell amore coniugale, non due, cioè i soli coniugi, ma due in Lui: Gesù Cristo; Dio è presente accanto agli sposi in ogni momento, è un Dio vivo, presente e dell adesso. Le coppie hanno vissuto intensamente e profondamente questa esperienza, i loro volti, i loro sguardi, i loro sorrisi, le loro parole hanno lasciato trapelare che Dio bussando alla porta del loro cuore hanno permesso che Lui vi entrasse, poiché in loro c era la luce e il profumo di Cristo Risorto. Sono entrati presso i locali della chiesa Maria SS dell Aiuto incerti di ciò che dovevano vivere, sono usciti certi che Dio prende gli sposi per mano per sostenerli e guidarli nell avventura della vita. Inoltre, nei due giorni si è creata un atmosfera suggestiva, in quanto le coppie partecipanti, pur appartenendo a comunità diverse, si sono sentite una sola comunità un solo corpo, un solo Spirito, un solo Signore, infatti Dio unisce non separa; hanno vissuto l esperienza forte di essere comunità in Cristo, senza barriere e differenze, ma con la certezza di essere fratelli e sorelle nell amore di Dio. L inizio della Quaresima è stato per gli sposi un tempo di grazia per poter meglio assaporare l amore del Padre nella relazione coniugale e familiare, così come dice una canzone: È tempo di Grazia per noi, è tempo di tornare a Dio. È tempo di credere nella vita che nasce dall incontro con Gesù. Nella Caruso L equipe del corso Aquila e Priscilla Coppie in cammino sulle orme di Aquila e Priscilla e di più...

17 17 Secondo corso Cara comunità, il gruppo catechistico parrocchiale tiene a farti conoscere il cammino di iniziazione cristiana e il lavoro svolto finora da noi catechisti. L itinerario catecumenale intrapreso 7 anni fa in questa parrocchia, con l obiettivo di portare Gesù in maniera graduale e consapevole ai bambini e alle famiglie, seppure con difficoltà e scetticismo nei confronti del nuovo, oggi comincia a dare buoni frutti. Abbiamo messo in pratica le direttive dei vescovi italiani sul rinnovamento della catechesi, privilegiando il piccolo gruppo con il coinvolgimento delle famiglie, raggiungendole anche nelle loro case, proponendo un cammino parallelo a bambini e genitori con incontri prolungati, uscite, momenti di condivisione ed esperienze di vita cristiana. Il nostro servizio non è quello di fare del catechismo un corso di preparazione ai sacramenti, ma cristiani attivi nella comunità della Chiesa. Il nuovo cammino si struttura in 4 tempi: il tempo della prima evangelizzazione, il tempo del catecumenato, il tempo dell ultima quaresima e il tempo della mistagogia. Questo percorso è scandito da tappe e celebrazioni che segnano la crescita nella fede dei ragazzi. Le più significative sono: il rito di ammissione al catecumenato, le consegne del Credo e del Padre Nostro, la prima riconciliazione e il rito di elezione; ma tu ormai conosci bene questa realtà perché la viviamo insieme durante le celebrazioni eucaristiche! Siamo circa 40 catechisti, suddivisi in 5 corsi, a ricalcare i tempi dell itinerario. Ognuno di noi, in Primo corso modo personale svolge il proprio servizio, ma una cosa ci accomuna tutti: la gioia e il desiderio di espandere ai fratelli il profumo di Cristo. I nostri incontri mensili non sono solo formativi a livello catechistico, ma mirano anche alla nostra crescita spirituale, il tutto in sinergia collaborativa con i sacerdoti della parrocchia, in particolare con il nuovo parroco. Ricorderai sicuramente alcune attività organizzate e svolte insieme ai bambini, non ultima la Via Lucis natalizia, che ti ha coinvolta per le vie cittadine del centro storico, e la celebrazione d inizio Quaresima del Mercoledì delle Ceneri: una Via Crucis a misura di ragazzi, che a fine rito hanno ricevuto la patente per amare : amare sempre, amare gratis, amare senza misura, amare tutti e amare sul serio, che rappresentano le 5 stazioni della speciale via crucis. Queste attività hanno lo scopo di far vivere in maniera gioiosa ai ragazzi i tempi forti dell anno liturgico: Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua. Siamo sicuri che i frutti raccolti e quelli che si raccoglieranno sono stati voluti dal Signore, che non ci ha mai fatto mancare il suo aiuto benedicendo il nostro umile servizio. La nostra risposta alla sua grazia è espandere a tutti e con amore il suo profumo. Cara comunità, per tutte le volte che sei stata presente, grazie; per tutte le volte che ci hai seguito, grazie; per tutte le volte che ci hai accolto, grazie; e per la tua continua e costante collaborazione, grazie! I Catechisti

18 18 La Settimana Santa ad Assoro Quella della Settimana Santa ad Assoro è una tra le festività più sentite nell arco dell anno liturgico dove si arriva all apice il giorno del venerdì santo. Assoro ha mantenuto intatte le tradizioni legate al mistero della passione e morte di Gesù Cristo, infatti tutta la comunità assorina ogni anno rinnova la sua fede stringendosi affettivamente attorno al Crocifisso. La Settimana Santa inizia la domenica delle Palme con la benedizione delle palme alla Chiesa dello Spirito Santo e in processione si va alla Chiesa Madre. Il martedì e il mercoledì si svolge la processione degli angiliaddi, bambini vestiti con un abito bianco che portano in mano ognuno un segno della passione: una piccola urna con il crocifisso, un calice, il gallo, il martello, i chiodi, delle piccole scale, la corona di spine. La sera del giovedì, nella messa in Cena Domini, i rappresentanti della comunità parrocchiale impersonano gli apostoli durante il rito della lavanda dei piedi. I riti della Settimana santa giungono al culmine il venerdì santo. Nel primo pomeriggio, in una chiesa gremita di fedeli, nella massima compostezza, dopo la particolare celebrazione liturgica con la partecipazione dei confrati delle confraternite del SS. Crocifisso e dell Addolorata, viene cantato il Miserere, a quel punto alla fine del canto viene scoperto il Crocifisso, fino a quel momento coperto da una tela e scinninu u Signuri in un momento di intensa suggestione tra il grido di Misericordia dei confrati e il canto del Popolomè. Da quel momento in poi tutti i fedeli, in modo composto, van no a prendere a paci (la pace) andando a baciare il Crocifisso. In serata, dopo che per ultimi i confrati hanno preso a paci, il Crocifisso viene portano fuori dalla chiesa per essere collocato sopra u munti (fercolo). Dal sagrato, il predicatore >>>>>

19 19 fa la tradizionale predica sulla crocifissione che si conclude con l invocazione Misericordia! In un clima di grande silenzio inizia così la suggestiva processione con il Crocifisso seguito dalla Madre Addolorata. I confrati del SS. Crocifisso che portano il fercolo indossano l abitu, una lunga veste bianca dalla vita ai piedi, camminano scalzi durante tutto il percorso e per questo vengono detti nudi. Il percorso della processione è determinato dalle chiese dove ci si ferma per una sosta, inoltre in tre punti stabiliti del centro abitato, si svolge la benedizione delle antiche miniere di zolfo, ormai abbandonate, e particolarmente delle campagne, con il Crocifisso che gira su se stesso mediante una manovella. La processione si conclude in chiesa madre con il rientro del Crocifisso, si canta nuovamente il Miserere, e si ripone nell abside centrale dove viene ricoperto con il manto rosso a tiledda. Il Venerdì Santo di Assoro è un evento di grande fede popolare. Ci si trova a percepire l intimità espressiva di un popolo, che si fa interprete del grande mistero del Dio fatto uomo, che attraverso la sua morte e la risurrezione offre la speranza della salvezza. Se si partecipa con il rispetto dovuto e il desiderio di conoscenza è un occasione straordinaria che coinvolge chiunque. Salvatore Basilotta

20 20 ORATORIO Giovanni Paolo II Una delle più recenti realtà della nostra parrocchia è l oratorio. L oratorio non è soltanto un luogo di aggregazione sociale: è lo strumento educativo della parrocchia, il luogo della missione della parrocchia per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani. In qualità di strumento educativo, il suo obiettivo principale è lo sviluppo dell individualità di ogni ragazzo non solo nella sfera religiosa, ma anche in quella etico morale. Infatti, le varie attività proposte mirano a trasformare ogni individuo in un buon cristiano e un onesto cittadino (S. Giovanni Bosco). Nella nostra parrocchia, l oratorio è nato qualche anno fa dall iniziativa di alcuni giovani che hanno deciso di scommettersi nel servizio verso i più piccoli. Ufficialmente è stato inaugurato e dedicato al beato Giovanni Paolo II il 6 febbraio Il primo anno di attività ha visto coinvolti circa un centinaio di ragazzi. I laboratori (artistico manuale, danza classica, chitarra, cineforum, ludico ricreativo e servizio di sostegno scolastico) sono stati avviati anche grazie al lavoro di 4 giovani volontari del servizio civile che hanno prestato servizio in parrocchia da febbraio 2011 al 31 gennaio Al termine del loro mandato, il gruppo dei giovani, che adesso conta circa 30 animatori, ha garantito la continuità dei laboratori e ha reso possibile la realizzazione di due nuove attività: un laboratorio teatrale e uno di balli di gruppo. L impegno dei giovani non consiste solo nella gestione delle suddette attività, ma in primo luogo curano la loro formazione di animatori seguendo gli insegnamenti di don Bosco e il suo sistema preventivo. Inoltre si occupano dell organizzazione di quegli eventi straordinari che coinvolgono i più piccoli: quest anno, per loro, sono state organizzate 3 serate di carnevale nel salone della chiesa Maria SS.dell Aiuto. Subito dopo le festività pasquali, il gruppo dei giovani animatori si impegnerà nella preparazione del GREST (GRuppi ESTivi o GRande ESTate), che come ogni anno avrà luogo nei locali della nostra parrocchia tra la fine di giugno e la prima settimana di luglio. Rosangela Trovato Calendario settimanale dei laboratori e delle attività Musicale: Lunedì Teatrale: Lunedì Manuale: Martedì Balli di gruppo: Giovedì Danza classica: Venerdì Cineforum: Venerdì Giochi: Sabato

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