Impianto di combustione rifiuti di stabilimento. Opuscolo informativo. Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI)

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1 Impianto di combustione rifiuti di stabilimento Opuscolo informativo Fabbrica Italiana Sintetici Stabilimento di Montecchio Maggiore (VI)

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3 Impianto di combustione rifiuti stabilimento Introduzione F.I.S. - Fabbrica Italiana Sintetici SpA è un industria chimica specializzata nella produzione di principi attivi per l industria farmaceutica su scala internazionale. Ha due stabilimenti in Italia e tre sedi operative all estero. Lo stabilimento di Montecchio Maggiore, sede principale, ospita le attività di ricerca, sviluppo e produzione di prodotti in esclusiva e generici. La continua crescita della produzione di rifiuti di origine industriale impone di cercare e valutare tecniche di gestione, ed in particolare di termovalorizzazione, che siano più ambientalmente compatibili e, allo stesso tempo, anche economicamente sostenibili e socialmente accettabili. Pag. 1 Nel corso dell anno 2009 la Società FIS ha presentato, per il proprio stabilimento di Montecchio Maggiore, il progetto di Revamping dell impianto di combustione dei rifiuti liquidi, solidi e correnti gassose. Con DGR (Decreto Giunta Regionale) della Regione Veneto n.424/11 del 12 aprile 2011 si è concluso positivamente l iter di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) di tale progetto ed è stata rilasciata contestualmente l Autorizzazione Integrata Ambientale.

4 Fabbrica Italiana Sintetici Si tratta del trattamento termico dei rifiuti: una tecnica di smaltimento ben nota, particolarmente adatta per smaltire in modo sicuro e rispettoso dell ambiente rifiuti speciali contaminati con sostanze chimiche. L incenerimento corrisponde all ossidazione dei rifiuti organici ad anidride carbonica, acqua e sostanze inorganiche residue smaltibili in modo sicuro e talvolta riutilizzabili. Tali processi presentano aspetti vantaggiosi in termini di recupero di materia e di energia, di impatto ambientale ma sono per larga parte poco conosciuti dalla popolazione e rischiano di avere un accettabilità sociale compromessa in modo pregiudiziale. Questo opuscolo ha lo scopo di dare un quadro esaustivo sul funzionamento di tale impianto e sul suo impatto nel territorio. Di seguito vengono descritti il contesto normativo di riferimento, il funzionamento, i sistemi di sorveglianza e monitoraggio adottati. La conoscenza consente di avere un metro di giudizio responsabile. Pag. 2 Cenni normativi L Unione Europea ha disciplinato compiutamente il tema dell incenerimento dei rifiuti con la Direttiva 2000/76/CE e con le successive modifiche e integrazioni. Obiettivo della Direttiva 4 è stato quello di limitare, per quanto consentito dalla ricerca scientifica e tecnologica, gli effetti negativi dell incenerimento e del coincenerimento dei rifiuti sull ambiente, in particolare l inquinamento dovuto alle emissioni nell atmosfera, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee nonché i rischi per la salute umana che ne risultino. La normativa nazionale in tema di recepimento della Direttiva 2000/76 è il Decreto Legislativo 11 maggio 2005 numero 133. Tale Decreto è stato recentemente incluso, dal D.Lgs. 46/2014 e sarà abrogato definitivamente a partire dal L obiettivo è quello di definire le misure e le procedure atte a prevenire e ridurre gli eventuali effetti negativi delle attività di incenerimento con particolare riferimento alle emissioni in aria, nel suolo, nell ambiente idrico al fine di conseguire un elevato livello di protezione dell ambiente e di tutela della salute umana. In accordo all art. 178 del Testo Unico Ambientale, le attività di gestione dei rifiuti devono essere effettuate

5 Impianto di combustione rifiuti stabilimento conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di sostenibilità, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti. A tal fine la gestione dei rifiuti deve avvenire secondo criteri di efficacia ed efficienza, garantendo un corretto smaltimento o recupero, di economicità e soprattutto di trasparenza. QUADRO AUTORIZZATIVO L impianto in oggetto risulta soggetto alla normativa in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) disciplinata dalla Parte II- Titolo III bis del Testo Unico Ambientale. L AIA per l impianto è stata rilasciata dalla Regione Veneto congiuntamente all esito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo al progetto di Revamping dell impianto di combustione dei rifiuti liquidi, solidi e correnti gassose. A seguito del rilascio dell AIA è stato inoltre approvato dall Autorità Competente il Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) dell impianto presentato da FIS. Pag. 3 BREVE DESCRIZIONE DELL IMPIANTO DI COMBUSTIONE La realizzazione del nuovo impianto di combustione rifiuti ha comportato una significativa ristrutturazione e ammodernamento dell impianto trattamento rifiuti, con un potenziamento della sezione di combustione e di recupero termico e l introduzione di una nuova sezione di produzione di energia elettrica mediante turbina a vapore per coprire buona parte dei fabbisogni elettrici di stabilimento. Il nuovo impianto di combustione rifiuti è entrato in esercizio nel gennaio 2012 e nel mese di novembre è stato effettuato il collaudo funzionale. Il termocombustore rigenerativo delle correnti gassose è stato spento nel maggio 2012 e successivamente riattivato solo in occasione delle operazioni di manutenzione al forno inceneritore, con puntuali comunicazioni all autorità Competente. Nel corso dell anno 2013 sono stati completati i lavori di installazione della turbina di cogenerazione e nel mese di luglio è stato effettuato il relativo collaudo funzionale.

6 Fabbrica Italiana Sintetici Modalità di funzionamento Pag. 4 L impianto di incenerimento presente nello stabilimento è costituito da quattro unità principali: sezione di termodistruzione rifiuti liquidi, sezione di termodistruzione rifiuti solidi, caldaia a recupero termico con produzione di vapore saturo surriscaldato, sezione di depurazione fumi di combustione. I rifiuti trattati sono per la maggior parte provenienti dalle attività dello stabilimento stesso e solo una piccola quota proviene dallo stabilimento FIS di Termoli (CB), stimata in circa 200 ton/anno. La società non dispone dell autorizzazione per lo smaltimento di rifiuti per conto terzi. Per quanto concerne i rifiuti liquidi, le principali tipologie trattate presso l impianto sono costituite dai seguenti rifiuti provenienti dai reparti produttivi di stabilimento e dai servizi ad essi collegati: soluzioni acquose di lavaggio e acque madri solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri fanghi prodotti dall impianto di trattamento biologico. Altri rifiuti liquidi smaltiti all inceneritore sono gli oli esausti dai macchinari e le soluzioni provenienti dai laboratori di ricerca e di analisi. Per quanto concerne i rifiuti solidi, le principali tipologie di rifiuti trattate presso l impianto sono costituite da: residui di filtrazione, purificazione, prodotti di sintesi (carboni, filtrolite, dicalite), peci residue da lavorazioni di sintesi, carta, legno e polietilene da imballi vari. indumenti contaminati. Al forno inceneritore vengono inoltre conferiti tutti gli sfiati gassosi derivanti dal ciclo produttivo e precedentemente inviati al termocombustore di stabilimento, attualmente mantenuto come impianto di riserva da attivare solo in caso di indisponibilità del forno inceneritore.

7 Impianto di combustione rifiuti stabilimento A monte dell impianto di incenerimento è allestito un deposito funzionale, costituito da serbatoi di stoccaggio per i rifiuti liquidi e aree per la raccolta dei rifiuti solidi inviati a incenerimento. DESCRIZIONE DEL PROCESSO In figura seguente si riporta lo schema a blocchi generale dell impianto. Pag. 5

8 Fabbrica Italiana Sintetici Pag. 6 II forno di incenerimento dei rifiuti liquidi è di tipo cilindrico verticale a fiamma rovesciata con fondo bagnato. Tale tecnologia permette l estrazione in continuo di ceneri e sali sottoforma di fanghi evitando fenomeni di accumulo nel fondo della camera. La temperatura di combustione varia tra 850 C e C, a seconda della tipologia dei rifiuti. I liquidi vengono polverizzati mediante vapor d acqua, mentre i gas sono immessi con eiettori o ventilatore. L impianto di incenerimento dei rifiuti solidi è costituito da un forno a piani multipli realizzato mediante un involucro cilindrico in acciaio, rivestito internamente da uno strato di materiale refrattario, che contiene una serie di piani orizzontali anche essi in materiale refrattario. Il materiale da incenerire viene posto sulle tramogge ed alimentato al piano superiore del forno, mediante nastro trasportatore, quindi sospinto all interno dei piani e movimentato mediante rastrelliere rotanti ai piani inferiori. Il forno vero e proprio presenta tre zone operative diverse. La prima zona (essiccazione) comprende i piani superiori, ove evapora buona parte dell umidità. La seconda zona (combustione) è quella in cui il materiale viene incenerito a temperatura generalmente compresa tra 800 e 900 C. La terza zona (raffreddamento), che comprende i piani inferiori, serve a far raffreddare le ceneri prima dello scarico dal fondo del forno (circa C). I fumi provenienti dalle sezioni incenerimento liquidi e solidi e gas passano attraverso una caldaia a recupero (potenzialità pari a 17,5 ton/h) che alimenta una turbina a vapore a doppio stadio per la produzione di energia elettrica e per l estrazione di vapore da immettere nella rete di stabilimento. A valle della sezione di recupero termico e produzione di energia è presente la sezione di trattamento fumi dell impianto. I fumi in uscita dalla sezione di depurazione vengono quindi emessi in atmosfera mediante un unico camino denominato E1, avente altezza pari a 50 m. Il camino è dotato di un sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo, conforme a quanto previsto dalla vigente normativa.

9 Impianto di combustione rifiuti stabilimento SISTEMI DI SORVEGLIANZA E MONITORAGGIO Nello stabilimento FIS è definito ed implementato un Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC), parte integrante dell Autorizzazione Integrata Ambientale. La finalità principale del sistema di monitoraggio che FIS implementa è la valutazione di conformità rispetto ai limiti emissivi prescritti dalla normativa vigente e dalle autorizzazioni ambientali in essere. A questa si aggiungono le seguenti: realizzare un inventario completo delle emissioni generate dall attività dello stabilimento, valutare le prestazioni dei processi (in particolare degli impianti di trattamento emissioni / reflui / rifiuti) e, nel caso in cui gli esiti dei monitoraggi lo rilevino come necessario, pianificare, gestire e verificare un aumento dell efficienza dell impianto, fornire elementi per meglio indirizzare le ispezioni e le azioni correttive da parte dell Autorità Competente, permettere una gestione ottimale delle attività di manutenzione programmata e straordinaria delle varie componenti degli impianti. Pag. 7 La definizione dei parametri da monitorare nel PMC è stata effettuata identificando i parametri rilevanti in termini di impatto ambientale diretto relazionabile alle attività svolte nell impianto di incenerimento dello stabilimento FIS. In particolare i parametri definiti interessano le seguenti componenti ambientali:

10 Fabbrica Italiana Sintetici Pag. 8 Nell impianto in oggetto sono attivi numerosi monitoraggi dei parametri di processo, molti dei quali in continuo, che direttamente non hanno influenze in termini ambientali, ma che, mantenendo elevata la prestazione dei processi e garantendo un alta efficienza degli impianti, possono influire indirettamente in termini di impatto sulle varie componenti ambientali. Gli esiti dell attività di monitoraggio e controllo vengono trasmessi con frequenza annuale (entro il 30 aprile) all Autorità di Controllo, in accordo a quanto disposto dall Autorizzazione Integrata Ambientale. Con frequenza annuale (entro il 30 giugno) viene inoltre redatta per l Autorità Competente la relazione ex art. 15 del D.Lgs. 133/2005 contenente la descrizione di dettaglio del funzionamento e della sorveglianza dell impianto per l anno di riferimento.

11 Impianto di combustione rifiuti stabilimento ESITI DELL ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO PER GLI ANNI Di seguito vengono riassunti i dati principali del Piano di Monitoraggio e Controllo relativo agli anni di esercizio Pag. 9

12 Fabbrica Italiana Sintetici Pag. 10 Emissioni in atmosfera Il monitoraggio effettuato relativamente al periodo di esercizio dell impianto ha evidenziato il pieno rispetto dei valori limite di emissione sia per gli inquinanti sottoposti a monitoraggio in continuo (NOx, SO2, Polveri, CO, COT, HCl, NH3) sia per gli inquinanti sottoposti a monitoraggio periodico (HF, metalli, IPA, Diossine e Furani). Il dettaglio dei dati è disponibile nelle relazioni tecniche trasmesse alle Autorità di Controllo (PMC e Relazione ex art. 15 del D.Lgs. 133/05 e s.m.i.).

13 Impianto di combustione rifiuti stabilimento Scarichi idrici Il monitoraggio effettuato relativamente al periodo di esercizio dell impianto ha evidenziato il pieno rispetto dei valori limite allo scarico SP1 per tutti gli inquinanti monitorati (Solidi Sospesi, Metalli, IPA, Diossine e Furani). Il dettaglio dei dati è disponibile nelle relazioni tecniche trasmesse alle Autorità di Controllo (PMC e Relazione ex art. 15 del D.Lgs. 133/05 e s.m.i.). PRINCIPALI INTERAZIONI AMBIENTALI La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, conclusasi positivamente con Deliberazione della Giunta Regionale n. 424 del 12/04/2011 della Regione Veneto, ha riconosciuto che l impianto in esame non comporta impatti significativi e negativi per l ambiente. La principale interazione ambientale è costituita dalle emissioni in atmosfera. Per la valutazione del potenziale impatto sulla componente atmosfera è stato condotto, nell ambito della procedura di VIA uno specifico studio diffusionale finalizzato alla valutazione delle ricadute al suolo delle emissioni dei principali inquinanti gassosi emessi dallo stabilimento nella configurazione di progetto. Tale studio, in accordo ad una specifica prescrizione del provvedimento di VIA viene ripetuto con cadenza annuale dall Azienda e reso disponibile alle Autorità allo scopo di mettere a confronto il reale funzionamento dell impianto con l assetto di progetto presentato in sede di VIA che, cautelativamente, considera la massima capacità produttiva dell impianto, ossia l assetto correlabile con il massimo livello di inquinamento potenziale nell ambiente. Il modello diffusionale utilizzato è il CALMET/CALPUFF, che è ad oggi uno dei più importanti modelli ufficiali di qualità dell aria, di validità riconosciuta a livello internazionale. I risultati degli studi effettuati relativamente agli anni di funzionamento dell impianto 2012 e 2013 hanno mostrato che le emissioni dallo stabilimento FIS risultano ampiamente rispettose dei valori limite di qualità dell aria previsti dalla vigente normativa. Le simulazioni effettuate per gli anni di esercizio 2012 e 2013 mostrano, per tutti gli inquinanti emessi, valori di concentrazioni al suolo nettamente inferiori rispetto all assetto di progetto autorizzato. Pag. 11

14 Fabbrica Italiana Sintetici CONCLUSIONI Pag. 12 L Europa è sicuramente uno di quei continenti che possono annoverare degli standard elevati per quanto riguarda l utilizzo e lo sviluppo delle tecnologie di incenerimento dei rifiuti con recupero energetico. La situazione, allo stato attuale, vede le nazioni dell Europa settentrionale in grado di implementare efficacemente l incenerimento. Le problematiche relative alla produzione di rifiuti hanno assunto, negli ultimi decenni, proporzioni sempre maggiori in relazione al miglioramento delle condizioni economiche, al veloce progredire dello sviluppo industriale, all incremento della popolazione e delle aree urbane. La produzione dei rifiuti è progressivamente aumentata quale naturale conseguenza del progresso economico e dei consumi. Le Direttive dell Unione Europea sull incenerimento dei rifiuti pericolosi recentemente hanno posto limiti alle emissioni molto restrittivi, limiti che sono stati prontamente recepiti nella normativa nazionale. Gli impianti di combustione si sono progressivamente trasformati in impianti complessi dove la sezione di depurazione dei fumi ha assunto una crescente rilevanza in termini di consistenza e di costi. L incenerimento costituisce un opportunità importante nel ciclo dei rifiuti. Attraverso l utilizzo di opportune tecniche di abbattimento degli inquinanti negli effluenti prima della loro immissione nell ambiente esterno, è possibile contenere l impatto ambientale ben al di sotto dei limiti imposti dalla attuale normativa vigente, che pure consente la gestione di tali impianti in condizioni di sicurezza pressoché assoluta quanto alla salute delle popolazioni interessate.

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