L ARENA DEL 28 GENNAIO 2014 ALLARME Nel quartiere Sacra Famiglia tre intossicazioni negli ultimi mesi in via Vigasio

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1 L ARENA DEL 28 GENNAIO 2014 ALLARME Nel quartiere Sacra Famiglia tre intossicazioni negli ultimi mesi in via Vigasio Veleno al parco giochi. Paura per bimbi e cani Gli animali hanno ingerito il lumachicida sparso attorno alla recinzione. «Mettete le segnalazioni» martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 19 Tre cani intossicati da veleno per lumache e lucertole negli ultimi mesi stanno facendo salire l'allarme a Sacra Famiglia. Per gli animali, ma anche per i bambini che frequentano la zona. Perchè il materiale sospetto - come ci ha segnalato la lettrice Giulia Torneri - si trova tra il parcheggio condominiale di via Vigasio 83 e l'angolo del parco giochi. La metaldeide, lo ricordiamo, è un prodotto chimico comunemente utilizzata come componente principale nei lumachicidi e si presenta sotto forma di esche granulari azzurro-verdastre. Tali esche sono nocive sia nel caso vengano ingerite, sia tramite contatto con la pelle. La signora, oltre che a L'Arena, si è rivolta al parlamentino di Borgo Roma e poi, su suggerimento del presidente in quinta, Fabio Venturi, ha mandato una comunicazione formale, corredata di documentazione fotografica, a polizia municipale, carabinieri, Comune, Amia e Ulss20. Riferendo di avere ritrovato un quantitativo esagerato del lumachicida, la cittadina fa presente che «l'ingestione di pochi granuli per via orale di metaldeide può essere molto pericolosa anche per i bambini che frequentano il parco giochi, non solo per i cani che ci passano solamente vicino dall'esterno». E aggiunge: «Fortunatamente, per quanto riguarda i nostri amici a quattro zampe, al momento la tragedia è stata solamente sfiorata, ma temo che si tratti di questione di tempo. Ritengo opportuno, dunque, che le aree interessate dallo spargimento del veleno siano tempestivamente e debitamente segnalate con appositi cartelli visibili da tutti». L'invito a tenere gli occhi aperti va naturalmente anche ai cittadini. «Probabilmente si tratta di qualcuno che vuole colpire gli animali. Chi avesse un cane vittima di intossicazione è bene che si faccia fare anche una certificazione dal proprio veterinario. Gli altri devono stare guardinghi, mentre gli organi preposti valuteranno come intervenire».c.bazz. Acqua calda per indurre il vomito martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 19 Cosa fare prima di andare dal veterinario, se si sospetta che il cane o il gatto abbia ingerito sostanze tossiche o velenose? La prima mossa può essere quella di indurre il vomito all'animale, facendogli bere acqua calda molto salata, oppure una chiara d'uovo montata a neve. Mai e poi mai bisogna far bere del latte all'animale. Importante è altresì evitare qualsiasi stimolo sonoro o visivo che possa contribuire a

2 scatenare una crisi convulsiva. E una volta giunti dal veterinario, non resta che aspettare. E sperare che il veleno non abbia fatto danni. Brevi martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 19 AMAZZONIA SCOPERTA SPECIE RARA DI DELFINO DI FIUME, RISCHIA L'ESTINZIONE Il mammifero marino, chiamato "Inia araguaiensis" (dal nome dal fiume Araguaia in cui è stato trovato) ha una particolarità: i lunghi becchi che consentono di cacciare i pesci nei fondali fangosi dei corsi d'acqua. Secondo i ricercatori ne rimangono un migliaio di esemplari, concentrati nella zona di Tucurui. ALIMENTAZIONE NEGLI STATI UNITI SONO DI NUOVO IN VENDITA GLI SNACKS PERICOLOSI Sono stati riconosciuti nocivi alla salute, ma gli snack made in China il mese prossimo saranno di nuovo in vendita. Dal 2007 ad oggi avrebbero causato la morte di circa 600 cani e l'intossicazione di altri L'Enpa chiede controlli serrati e l'applicazione del principio di precauzione per salvare le vite di tanti cani. GROSSETO TARES SCONTATA A CHI ADOTTA UN CANE ANZIANO La proposta dell'enpa è stata portata all'esame della Giunta, che sta studiando come graduare lo sconto rispetto all'età del cane che verrà adottato. La proposta mira altresì ad incentivare le adozioni, anche a fronte dei 600mila euro di spesa annui che il comune di Grosseto deve sostenere per il canile sanitario. APPELLO Ha avuto un infarto del midolllo Zampe paralizzate, «ma Pequeño potrà riprendersi» I padroni volevano sopprimerlo I volontari: «Aiuti per le terapie» martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 19 Pequegño, cagnolino di 7 anni, improvvisamente è rimasto paralizzato agli arti inferiori e alle vie urinarie. La famiglia ha reagito nel peggiore dei modi, prenotando la soppressione dal veterinario. La notizia da Pordenone è arrivata a Verona, alle volontarie dell'associazione Orme nel cuore onlus che hanno deciso di andare a prendere lo sfortunato cagnolino. Spiega la presidente, Laura Della Valle: «Non sapevamo nulla delle sue condizioni, ma non volevamo pensare che non ci fosse niente

3 da fare. Tanto più dopo aver visto il suo sguardo implorante. Lo abbiamo portato da un neurologo, che ci ha tranquillizzato: Pequeño non necessita di un intervento chirurgico, ma di tanta fisioterapia. Il cane in pratica ha avuto un infarto del midollo osseo che gli ha provocato questa paralisi improvvisa. Non sente dolore, non deve assumere farmaci, deve soltanto fare sedute di riabilitazione e fisioterapia. Come un essere umano dopo un ictus o un'ischemia». Ma le terapie fisiche costano: «Abbiamo veramente bisogno di aiuto per sostenere le spese e se possibile uno stallo in una casa con giardino, per farlo camminare con calma». Chi volesse può contribuire con un versamento sul c.c. IT15R Orme nel cuoreonlus causale "Pequeño"oppure direttamente dalla Pay Pal sul sito MALTEMPO Centro e Nordest attendono abbondanti precipitazioni. Non sarà così nel nostro territorio È scattato il piano anti-neve. Fiocchi in collina, non in città Alessandro Azzoni Fenomeni nevosi sulle Torricelle e nella Bassa. Pronte 700 tonnellate di sale. Poco freddo in pianura: ci saranno solo piogge martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 12 In Italia arriva la «Big Snow», la grande nevicata. Temperature in calo, fiocchi a volontà anche nel Nordest. Con un mercoledì che potrebbe rivelarsi molto difficile da affrontare sul piano dei disagi, del traffico e delle criticità determinate dall'insorgere di forti precipitazioni a carattere nevoso. Ma a Verona per ora nessuna emergenza. Questo, almeno, quanto emerge in queste ore nella valutazione del quadro climatico in evoluzione. Ben tre eventi perturbati condizioneranno la settimana. Il primo è entrato in azione ieri sera producendo piogge sparse sul Nordest unitamente ad un certo abbassamento termico. Il secondo arriverà domani sera, con piogge in estensione alla notte unitamente a qualche fiocco di neve già sulle Torricelle e nella Bassa. Le previsioni di neve in pianura per domani sera formulate ieri da più fonti non sembrano trovare conferma dalle ultime emissioni modellistiche, in base alle quali Verona e il Veneto di pianura vedranno solo pioggia. Mancano infatti gli ingredienti fondamentali per la caduta della neve al piano: la temperatura al suolo è e rimarrà troppo elevata (ieri massima tra 7 e 8 gradi) e in quota non sarà sufficientemente bassa. Domani sera e nella notte su giovedì i fiocchi cadranno tuttavia con convinzione già oltre i 400 metri, imbiancando la parte più alta delle Torricelle, quindi il Baldo e la Lessinia. È possibile che anche la Bassa veda qualche fiocco tra la pioggia nella serata di domani, ma si tratterà di eventi circoscritti. Improbabili gli accumuli al suolo per le temperature troppo elevate, comprese tra uno e 3 gradi. Dopo la pioggia della notte, oggi il tempo andrà migliorando. Nel pomeriggio potrebbe comparire

4 qualche schiarita unita ad un certo abbassamento termico. Freddo nella prossima notte con deboli gelate in mattinata, quando le nuvole torneranno compatte, anticipo del peggioramento con pioggia dalla serata. Tempo perturbato, infine, giovedì, con piogge prevalenti e diffuse, più intense in serata. Per un parziale miglioramento, unito ad un certo aumento della temperatura dovremo attendere venerdì. Il canale perturbato dall'atlantico a Mediterraneo rimarrà tuttavia aperto: nuove piogge sono attese sabato, pur con temperature più elevate. STATO DI ATTENZIONE. Anche da Amia arrivano parole rassicuranti. A parlare il presidente Andrea Miglioranzi: «La Regione Veneto ha emanato una stato di attenzione che durerà sino alle 12 di oggi. Ma valeva soprattutto per le zone montane. Allo stato attuale delle cose non sono previste nevicate copiose a bassa quota. Quindi, restiamo pronti ma non c'è ragione di attivare nessun piano di emergenza neve. Ieri abbiamo provveduto ad una salatura preventiva di alcune strade situate sopra i 400 metri di altitudine. Questo per evitare disagi alla circolazione. Il contatto con le nostre strutture meteo di riferimento è costante. E ormai siamo in grado di prepararci con ventiquattro ore di anticipo ad eventuali cambi di clima. L'installazione di tre telecamere sopra le colline circostanti la città e collegate nella emissioni dei dati ai telefoni cellulari dei nostri ispettori, ci permette di conoscere in tempo reale il cambio del prospetto climatico. Quindi, crediamo di avere creato una rete di copertura in grado di far fronte alle criticità generate da repentini cambi di clima». VENETO STRADE. Sono circa quattromila le tonnellate di sale che Veneto Strade ha provveduto a spargere sulle strade regionali. Duecento gli addetti ai lavori utilizzati per il Piano neve preventivo, con oltre cento mezzi di pronto intervento interessati all'operazione che ha coinvolto naturalmente tutto il territorio regionale. A Verona sono state destinate settecento tonnellate di sale e venticinque automezzi. «La nostra» dice l'ad di Veneto Strade Silvano Vernizzi è un'attività preventiva per scongiuare qualsiasi problema nelle località di pianura». MENSE NELLA BUFERA Dopo la segnalazione, l'agec ha contestato l'infrazione alla ditta Un insetto negli spinaci. L'ombra del sabotatore Enrico Santi Si tratterebbe di uno scarafaggio Avviate le inchieste: le anomalie sempre nel solito centro cottura Le verdure sono state eliminate martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 13 Uno scarafaggio negli spinaci. È successo ieri mattina alle scuole medie «Mario Mazza» di Borgo Roma. Dopo aver ricevuto la segnalazione dal servizio refezione scolastica del Comune, l'agec, l'azienda che gestisce le mense scolastiche, ha contestato l'infrazione alla ditta fornitrice, l'euroristorazione, aprendo una procedura per infrazione grave. Tale partita di verdure è stata

5 eliminata. «Gli spinaci surgelati utilizzati», si legge tuttavia in una nota dell'agec, «sono stati prodotti da una ditta primaria nel settore e la scelta del prodotto surgelato è stata fatta proprio per evitare problemi legati all'utilizzo del prodotto fresco di difficile mondatura». Il rinvenimento del corpo estraneo nella verdura destinata agli alunni arriva in un momento di fortissima tensione politica, e non solo, sulla gestione delle mense scolastiche. Nei giorni scorsi, la stessa Euroristorazione aveva querelato per procurato allarme il capogruppo dei 5 Stelle in Consiglio comunale Gianni Benciolini. L'esponente grillino aveva denunciato, su un sito web, pesanti irregolarità nel servizio di ristorazione. E all'esposto della ditta aveva poi platealmente risposto in Consiglio ingoiando per protesta un moscerino. Benciolini, a sua volta, ha presentato un esposto alla Procura chiedendo controlli da parte dei Nas. «In due mesi», aveva detto nell'annunciare tale azione, «ci sono state almeno un centinaio di segnalazioni da parte di genitori, insegnanti, operatori». E l'agec, per bocca del presidente Massimo Galli Righi e del direttore generale Maria Cristina Motta, aveva fatto sapere che due multe, di 6 e 9mila euro, sono già state comminate a Euroristorazione per inadempienze. Un clima avvelenato, quindi, tanto che dopo il ritrovamento dello scarafaggio, comincia a serpeggiare l'inquietante ipotesi del boicottaggio. Sempre ieri, tra l'altro, da un controllo fatto dall'ufficio controllo refezione scolastica del Comune alle mense delle elementari Nogarola e Rosani, è emerso un giudizio positivo sul cibo servito. Gli stessi spinaci in tegame sono stati definiti «ottimi» in una scuola e «buoni» nell'altra. Tanto che «molti bambini», recita un comunicato di Palazzo Barbieri, «hanno pure effettuato il bis». Ad alimentare l'ipotesi del boicottaggio sarebbe il fatto che, nonostante la ditta serva buona parte degli ospedali veneti, i problemi sarebbero finora emersi solo nelle mense scolastiche cittadine e che gli spinaci surgelati provengono da una delle più grosse aziende a livello nazionale del settore alimentare. A destare sospetti, infine, sarebbe il fatto che l'insetto, a dispetto dei venti minuti di cottura, sia rimasto perfettamente integro. E qualcuno fa anche rilevare che tutti i cibi destinati alle scuole veronesi vengono preparati in un un unico centro di cottura. PATRIA LONTANA Sono le badanti e domestiche nel Veronese Ucraina in fiamme. «Siamo in ansia per i nostri familiari» Lorenza Costantino «La violenza attuale spaventa, ma il popolo ha ragione. Speriamo che l'europa ci dia una mano» martedì 28 gennaio 2014 CRONACA, pagina 15 Se è stata una sofferenza dover emigrare dal proprio Paese, lo è ancor di più saperlo scosso da proteste violente e sanguinarie repressioni. L'Ucraina sta scivolando verso la guerra civile, innescata dalle manifestazioni di piazza contro il presidente Viktor Yanukovich. Le badanti, domestiche e baby-sitter che hanno lasciato la propria patria per lavorare nel Veronese, a 2mila chilometri da casa, non possono far altro che assistere impotenti alle immagini

6 dei telegiornali e di internet: le strade di Kiev infiammate dalle bombe molotov, i manifestanti rivestiti con corazze artigianali e armati di spranghe, e le forze dell'ordine in tenuta antisommossa, sempre pronte a caricare la folla, anche con armi da fuoco. «Quando mio figlio, attraverso Skype, mi ha detto: "Mamma, non posso più tacere, domani pure io vado a protestare a Kiev", mi sono sentita morire», racconta Vira Sabat, 64 anni, originaria di Leopoli. È a Verona da 11 anni, fa la domestica in centro. In Ucraina ha un marito, due figli già grandi e quattro nipotini. «Ho tanta paura che i miei familiari vengano coinvolti nelle violenze. Tremo, non riesco a dormire. Ci sono già stati dei morti...». Le manifestazioni di massa sono cominciate alla fine di novembre. L'inversione di marcia del presidente Yanukovich nei confronti dell'europa, e la sua politica di avvicinamento all'ex dominatore russo, ha fatto infuriare la maggioranza pro-europea del Paese, che da allora ha occupato «il Maidan», la Piazza dell'indipendenza a Kiev. Le proteste si stanno espandendo anche in altre regioni. Eppure, nonostante la paura, Vira e le altre lavoratrici ucraine stanno dalla parte dei manifestanti e sperano che Yanukovich esaudisca finalmente la richiesta di dimettersi: fatto però alquanto improbabile. «Il nostro popolo è alla fame, il più povero del continente, eppure avremmo una terra dalle mille risorse. Invece lui, il presidente, si sta arricchendo sempre più, e vorrebbe avvicinare il Paese alla Russia del suo amico Putin, anziché alle democrazie europee», si infiamma Vira. «E cosa possiamo provare, soprattutto noi emigranti, se non rabbia? Io, dopo trent'anni da infermiera, sono dovuta andare via per la necessità di lavorare ancora. Sto invecchiando lontana dalla famiglia. I miei figli sono laureati, ma in Ucraina non hanno trovato altro che impieghi come operai. Tutti i sacrifici che ho fatto per farli studiare, a cosa sono serviti?». Domenica, le donne ucraine del Veneto si sono incontrate a Venezia, con le tradizionali corone di fiori in testa e i cartelli in mano: piccola e pacifica succursale della protesta di Kiev. Hanno cantato l'inno nazionale e altre canzoni popolari della loro terra. Sugli striscioni c'era scritto: «Italia, sostieni la protesta ucraina». Ma è raro che le badanti o le domestiche abbiano la domenica libera; perciò molte ucraine di Verona non hanno potuto macinare cento chilometri per partecipare alla riunione in laguna. «Però abbiamo fatto una colletta per sostenere i manifestanti di Kiev», puntualizza Ivanna Buryak, 41 anni, badante, presidentessa di Malve, l'associazione delle donne ucraine che ha sede in Veronetta. «Vent'anni fa il nostro Paese divenne indipendente, ma purtroppo solo sulla carta. La politica autoritaria e pro-russia di Yanukovich lo dimostra», prosegue Ivanna. «Il nostro sogno sarebbe entrare nell'europa democratica, non dover più temere derive dittatoriali, e vedere finalmente l'ucraina risollevarsi. Soprattutto vorremmo tornare a casa dai nostri figli, che sono cresciuti senza le loro madri. Io stessa ne ho uno di 21 anni e uno di 16, li vedo una sola volta all'anno. Se non fossi venuta in Italia a lavorare, però, non avrei potuto farli studiare». «La violenza attuale spaventa: sembra di essere tornati ai tempi in cui gli oppositori venivano spediti in Siberia. Ma il popolo ha ragione», conclude Ivanna. «Speriamo che l'europa e la comunità internazionale ci aiutino».

7 INCENERITORE Un balzello per i cittadini martedì 28 gennaio 2014 NECROLOGI, pagina 18 È scandaloso che una ditta di proprietà del Comune di Verona al 100% faccia ricorso al Tar del Lazio contro una legge dello Stato che ha recepito delle direttive europee quando invece la logica vorrebbe che il ricorso fosse fatto dalla ditta vincitrice del bando. Ma è corretto tutto questo o non rischia di essere un'iniziativa a vantaggio di un privato utilizzando denaro che alla fine è dei veronesi? E nel caso il ricorso venga rigettato le spese legali sostenute dai chi saranno pagate? Sotto quale voce saranno ribaltate sulle bollette degli utenti? È anche grave che il sindaco Tosi abbia detto pubblicamente che il ricorso era stato fatto da Urbaser. Un sindaco può permettersi di esser disinformato su una cosa così importante dove è in ballo la salute dei cittadini e l'attivazione di un impianto che dovrà funzionare per 25 anni? Adesso è chiaro perché in tutti questi anni e nonostante le continue richieste da parte di chi si oppone alla riattivazione dell'inceneritore non è mai stato reso pubblico il piano economico finanziario dell'opera. Perché sarebbe stato immediatamente evidente che senza i contributi statali (e quindi con un ulteriore balzello a carico dei cittadini) il progetto non stava in piedi. Inoltre il direttore generale di Agsm dovrebbe spiegare come mai è stato assegnato il bando di gara ad un progetto che ha un piano economico finanziario basato su un elemento aleatorio come i Cip6 che erano ritenuti già all'epoca della gara non coerenti con le direttive dall'ue. E se come è scritto nel bando di gara, i Cip6 che dovrebbero essere ancora a disposizione del vecchio inceneritore di Ca' del Bue avranno una durata di 4 anni, come saranno coperti i costi per gli altri 21 anni di funzionamento previsti? Daniele Nottegar VERONA ARCOLE Adottata dalla maggioranza. Interventi, attacco del Pd alla prima variante del Piano. Bonvicini: «È stata approvata la distruzione del territorio» martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 21 Venti nuovi interventi residenziali sono stati inseriti nella prima variante al Piano degli interventi, redatta dall'architetto Emanuela Volta, appena adottata a maggioranza dal Consiglio comunale. Sulla quale c'è stata una dura presa di posizione del gruppo consiliare del Pd. La variante al Pi ha contemplato 24 manifestazioni di interesse a intervenire nei fondi propri. Venti di queste riguardano interventi a carattere edilizio: sia espansioni residenziali dell'esistente, che nuove costruzioni abitative. Una cosa non di poco conto, in un momento in cui il settore dell'edilizia è fermo. Le altre quattro proposte in variante riguardano la realizzazione di un maneggio in una zona a servizi F3, la costruzione di un distributore di carburante in zona produttiva e due aree agricole trasformate in

8 produttive (zone D), ma legate all'attività delle aziende agricole già insediate. «Si tratta di proposte e accordi fatti con i privati tra ottobre e novembre», ha detto il sindaco, Giovanna Negro, «giunti in municipio, dopo la pubblicazione dell'avviso per l'apertura dei termini». «Molte di queste richieste sono giustificabili», ha ammesso il capogruppo del Pd, Igino Bonvicini, «ma altre sono da respingere. A Gazzolo, dove risiedo, si va ad approvare una colossale colata di cemento. Non trovo traccia di recupero di edifici fatiscenti, capannoni dismessi o dell'edilizia abbandonata, come auspicato in sede di approvazione del Piano». «Con questa variante la maggioranza approva la distruzione del territorio», ha affermato Bonvicini. «A Gazzolo ci sono aree da edificare che non si riescono a vendere, non ne servono altre. Con questa variante condizionerete le amministrazioni per i prossimi anni». «Bisognerebbe aver seguito la fase istruttoria delle manifestazioni di interese per dare giudizi», ha detto Maffeo Giavarina, consigliere comunale del Pd. «Si prospettano 5-6 nuovi ambiti di edificazione residenziale non di poco conto. Certo si poteva aspettare un po' a dare il via libera a questi interventi data la situazione non favorevole del settore delle costruzioni». I consiglieri di minoranza Stefano Canazza, Maffeo Giavarina e Igino Bonvicini si sono astenuti dall'adottare la variante. Z.M. Sostegno al Made in Italy martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 21 L'amministrazione comunale lupatotina si schiera a fianco di Coldiretti nella tutela del Made in Italy. La giunta ha adottato un ordine del giorno che assicura appoggio «anche per la necessità di tutelare gli interessi delle imprese della filiera agroalimentare del territorio lupatotino». Il provvedimento votato all'unanimità prevede una serie di iniziative. La prima è il sollecito al ministero delle Politiche agricole e a quello della Salute per l'attivazione dell'obbligo di indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza con riferimento alle carni suine. La seconda punta a impedire l'uso improprio di risorse pubbliche per finanziare progetti o imprese che possano alimentare il fenomeno del finto Made in Italy. «La Coldiretti vuole un'etichettatura trasparente che consenta al consumatore di comprendere dove sono stati allevati i suini e dove sono state lavorate le carni», dice il consigliere comunale Gianluigi Piccoli, presidente Coldiretti lupatotina. «Bene ha fatto la giunta a muoversi su questa strada. È una forma di tutela per le aziende lupatotine, e sono numerose, che operano nel settore dell'allevamento». R.G. IL MOVIMENTO Nato nell'est veronese, raggruppa trenta direttivi locali e punta a unire professionisti e amministratori. Il gruppo «Gente e territori» mette radici in Valpolicella

9 Camilla Madinelli Valerio Avesani è il presidente: «Siamo mossi da un forte spirito civico e sosteniamo chi si spende per il bene della popolazione» martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 22 Cerca di mettere radici anche in Valpolicella «Gente e territori», nata nel 2012 per mettere in rete liste civiche di diversi Comuni e unire amministratori locali e cittadini. Un fenomeno che non si arresta per un'associazione che intende conquistare municipi in tutta la provincia, nata nell'alveo del centrodestra e dall'esperienza di amministratori che hanno poi abbandonato la politica partitica in senso stretto, come lo stesso presidente Valerio Avesani, sindaco di San Martino Buon Albergo. Attualmente sono una trentina i direttivi locali di «Gente e territori»: dall'est veronese, dove opera lo «zoccolo duro», al Lago di Garda e all'entroterra baldense, dalla Bassa alla Valpolicella, aree di nuova espansione. E sono oltre gli associati: il primo febbraio, per la prima volta, si troveranno per una cena di gruppo a Mezzane. Tra gli iscritti ci sono sindaci già al lavoro come Paola Boscani di Bussolengo, Luca Sebastiano di Lazise, Diego Ruzza di Zevio, oltre ad assessori e consiglieri comunali. Ma col 2014 l'associazione intende aggiungerne altri e guadagnare altro spazio. Dopo il successo della Boscaini, vuole sedurre anche la terra di Amarone e Recioto: qui si rinnoveranno, la prossima primavera, tutte le amministrazioni comunali. A San Pietro in Cariano la sede locale è nata lo scorso autunno, con presidente Davide Zanzi, e si è presentata alla popolazione il 28 novembre, mentre la lista civica guidata da Carlo Battistella ha già sposato la causa «Cittadini per», dicitura dei gruppi legati a «Gente e territori». A Negrar una sede locale esiste già, ma non c'è stato ancora un incontro pubblico. A Pescantina è attiva quella guidata da Emilio Morandini. Come funziona «Gente e territori»? È formata da 12 centri studi, su altrettanti temi: ambiente, edilizia, attività produttive, economia e lavoro, cultura, sociale e famiglia, infrastrutture, sanità, sicurezza, sport, turismo e diritto. «Partiamo dai progetti, non dalle ideologie», spiega Avesani. «Vi partecipano professionisti qualificati, che donano tempo e capacità per sviluppare piani innovativi e aiutare le famiglie più bisognose e le aziende, cioè i due capisaldi dell'economia italiana e del vivere civile. E poi ci sono gli amministratori locali che trovano supporto per realizzare le iniziative». In pratica, si fa un progetto e si condivide. Ecco alcuni esempi: «Medici e territori», con visite specialistiche gratuite offerte dai medici a persone in difficoltà economica; «Città cardioprotetta», che promuove l'utilizzo dei defibrillatori nei luoghi più frequentati o «a rischio» dei paesi, in collaborazione con l'ordine dei medici; «Pane quotidiano», per recuperare alimenti e donarli a famiglie bisognose. Ogni progetto viene divulgato attraverso e messo in rete a supporto degli enti locali. «Da qui è nata la necessità delle sedi nei paesi», prosegue il vicepresidente e responsabile Territori, Lorenzo Antonini, consigliere in Terza Circoscrizione a Verona (San Massimo-Chievo-Borgo Milano). «Lo scopo è adottare e mettere a disposizione dei cittadini i nostri progetti. Sia le sedi che i responsabili dei Centri Studi hanno un ruolo di primo piano perché raccolgono istanze della popolazione». Continua Avesani: «L'associazione è sempre aperta al confronto ed è mossa da un forte spirito

10 civico, che ci ha spinto in diverse occasioni a sostenere persone che intendono spendersi per il bene della gente e che hanno idee affini alle nostre, in particolare su sociale, turismo e innovazione». Così sono nate alcune liste civiche con il nome di «Cittadini per»: prima a San Martino Buon Albergo, poi a Verona in Settima Circoscrizione (San Michele-Porto San Pancrazio) e a Bussolengo. E ora a San Pietro, in Valpolicella. Il presidente ricorda che «Gente e territori» è pronta a essere a fianco di chi vuole impegnarsi per il bene del proprio paese. «Per questo, recentemente, abbiamo sostenuto candidati come Boscaini e lo stesso faremo in altri Comuni, nelle prossime tornate elettorali. I sindaci, anche alla luce dell'incostituzionalità dell'attuale legge elettorale, sono gli unici rappresentanti eletti in modo legittimo dai cittadini: è nelle loro mani che vogliamo mettere i nostri progetti, affinché migliori la qualità della vita dei cittadini». RIPRODUZIONE RISERVATA BUSSOLENGO Adesione bipartisan alla mozione anti-slot machine Sì al Manifesto dei sindaci: «Stop al gioco d'azzardo» Lino Cattabianchi Paola Boscaini: «Spetta a noi amministratori decidere la posizione delle sale gioco e i loro orari» martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 22 Adesione bipartisan al Manifesto dei sindaci contro il gioco d'azzardo: approvata dal Consiglio la mozione di Stefano Ceschi e Ugo Piccoli. «La delibera», spiegano i due firmatari, «impegna il sindaco a provvedere alla sottoscrizione del Manifesto dei Sindaci a contrasto del gioco d'azzardo e a sostenere la promozione di interventi educativi e d'informazione, culturali, formativi e regolativi per la prevenzione dalla dipendenza del gioco d'azzardo». Nel documento si evidenzia che nel Veneto per il gioco d'azzardo si spendono 503 milioni di euro con una spesa per abitante di 103,55 euro all'anno, considerati tutti gli abitanti. Il gioco d'azzardo è la terza industria italiana, con il 4% del Pil nazionale, aziende, 120mila addetti, 400mila slot machine, oltre il 15% del mercato europeo e oltre il 4,4% del mercato mondiale. Nel 2011 sono stati giocati miliardi di euro. Sono 15 milioni i giocatori abituali, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800mila i giocatori già malati. Sono necessari 5-6 miliardi l'anno per curare i dipendenti dal gioco, mentre le tasse incassate dallo Stato sono solo 8 miliardi. Il gioco d'azzardo, inoltre, è un mercato così diffuso in modo capillare da richiamare la presenza delle mafie anche nel gioco legale. Il settore dove si concentrano i clan è comunque quello delle slot, fatto che desta enorme preoccupazione alle amministrazioni locali. «Da qui la necessità di una modifica della legislazione vigente in modo che venga dato ai sindaci e alle giunte un reale potere di controllo sulla diffusione dei numerosi strumenti di gioco, per la responsabilità sanitaria che compete ai sindaci». E proprio il sindaco Paola Boscaini conclude: «I

11 Comuni devono poter decidere la distribuzione di sale gioco e slot machine, definendo le distanze ritenute più idonee dai punti sensibili, e stabilendo l'orario di apertura e di chiusura delle sale gioco e dei locali dove sono collocate le slot». BUTTAPIETRA-CASTEL D'AZZANO Continua la protesta nei paesi I residenti vogliono lo stop per i camion sulla statale Fabio Tomelleri Sono ventimila i mezzi che ogni giorno passano per i due centri abitati «La salute è a rischio» martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 24 Residenti, comitati civici e minoranze consiliari tornano a sollecitare il blocco dei camion per fasce orarie, sia a Buttapietra che a Castel d'azzano, in attesa che la realizzazione della Variante alla statale 12 consenta di ridurre il traffico pesante nei due centri e nei quartieri di Verona Sud. Da un'indagine sui flussi veicolari, realizzata per conto di Veneto Strade, è emerso che lungo il tratto della provinciale 25 che attraversa Castel d'azzano transitano in media mezzi al giorno. Va peggio a Buttapietra, lungo la statale 12, dove i veicoli che passano quotidianamente sono ben Per questo gli esponenti dei comitati favorevoli alla nuova bretella e quelli locali, regionali e nazionali del Partito democratico hanno chiesto ai sindaci dei due Comuni confinanti di emanare ordinanze per imporre il blocco dei tir in entrambi i centri. «Il Comune di Buttapietra ha già fatto i passi necessari per avviare il blocco», ha osservato Sergio Mantovani, esponente dei Pro variante, «ma il prefetto non ha ancora dato il suo assenso. Il sindaco di Castel d'azzano, che è un Comune superiore ai 10mila abitanti, può fin da subito emanare il provvedimento. Vengano dunque adottati tutti gli accorgimenti necessari per limitare il passaggio dei bilici e contenere l'inquinamento». «Imporre lo stop ai camion», ha evidenziato Antonello Panuccio, sindaco di Castel d'azzano, «ci esporrebbe ad un mare di denunce e ricorsi. Per questo occorre agire con il supporto dei dati dell'ulss 20, a tutela della sanità pubblica». «Lottare per un nostro diritto è giusto», ha rimarcato Aldo Muraro, primo cittadino di Buttapietra, «ma dobbiamo farlo restando nella legalità. Per questo attendo i risultati definitivi delle indagini ambientali dell'arpav, attesi anche dalla Prefettura per autorizzare un eventuale blocco». «Sulla questione», ha sottolineato Diego Zardini, deputato veronese del Partito democratico, «ho chiesto la convocazione di un tavolo con Prefettura ed enti locali». Per Franco Bonfante, vicepresidente democratico del Consiglio regionale: «Il blocco dei tir è un modo per tutelare immediatamente la popolazione. Tuttavia, si riuscirà a far costruire la Variante solo se Anas e Governo uniranno i loro sforzi». Il comitato Pro variante ha organizzato diverse manifestazioni di protesta per sollecitare la costruzione della strada.

12 LAZISE Il presidente dell'associazione veneta di categoria: «Negativo per i turisti avere disparità di trattamento» Tassa di soggiorno «fai da te». Albergatori contro il Comune Giuditta Bolognesi Bertoncelli: «Ha deciso tariffe più alte degli altri paesi vanificando gli accordi raggiunti dopo lunghi mesi di trattative e incontri» martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 26 Tariffe più alte e differenze nelle esenzioni rispetto agli altri Comuni del lago: il regolamento sulla applicazione della tassa di soggiorno recentemente approvato dall'amministrazione di Lazise non piace affatto a Federalberghi Garda Veneto il cui presidente Corrado Bertoncelli non esita a parlare di una scelta che «spiazza e mette in discussione tutto il lavoro fatto e gli accordi raggiunti in mesi di incontri e confronti tra le amministrazioni gardesane e gli operatori del comparto turistico». A creare tanto scompiglio è il regolamento attuativo dell'applicazione della tassa dal quale, contrariamente a quanto affermato in sede di approvazione in Consiglio comunale, risultano tariffe ben più alte e non omogenee a quelle degli altri paesi della Riviera degli Ulivi. «In questo provvedimento leggiamo una chiara volontà da parte del Comune laziciense di rimanere, per così dire, fuori dal coro e di non voler tenere in considerazione gli accordi fin qui raggiunti e questo non può che dispiacerci molto», sottolinea Bertoncelli. «Anche perché in questo momento di crisi dei consumi, la nostra associazione aveva espressamente chiesto ai sindaci un approccio prudente nei confronti di un'imposta che graverà sui nostri ospiti e con carico maggiore sui nuclei familiari più numerosi». Il timore, tutt'altro che sottaciuto, è che quanto più sarà alta la tassa che si pagherà per alloggiare a Lazise, tanto meno i turisti saranno disposti a spendere nei negozi, bar, ristoranti della località: una ricaduta negativa che, a detta del presidente di Federalberghi Garda Veneto, preoccupa molto gli operatori commerciali e che viene condivisa da Confcommercio Verona dai campeggiatori del luogo. Ma non è solo questo aspetto a preoccupare Bertoncelli. «Riteniamo assolutamente negativa una disparità di trattamento tra paesi confinanti: questa», aggiunge, «é una cosa che va nella direzione esattamente opposta a quella che ci contraddistingue e al principale obiettivo che perseguiamo ovvero che il lago di Garda sia percepito da tutti i nostri ospiti come una destinazione turistica unitaria. Ma se cominciamo con differenze di questo tipo tra un territorio e l'altro, sarà difficile convincere di questo chi viene a visitarci, in particolare i nostri turisti stranieri». E un altro punto critico è il mancato inserimento nel regolamento comunale di Lazise dell'apposita commissione composta da amministratori e operatori e che avrebbe il compito di monitorare l'applicazione dell'imposta di soggiorno e, sulla base delle somme introitate, orientare i progetti di spesa che devono comunque avere finalità turistica. «La concertazione con gli operatori è essenziale soprattutto in ambiti così delicati e strategici per la

13 nostra economia», riprende Bertoncelli. «Altri Comuni non hanno avuto difficoltà a prevedere questa commissione e non capiamo perché anche su questo aspetto Lazise abbia voluto fare storia a sé. A questo punto a noi non resta altro che chiedere e auspicare, pur nel pieno rispetto dell'autonomia decisionale di un Comune, che il sindaco e gli amministratori laziciensi ripensino questo regolamento in modo da allinearlo a quelli delle altre località lacustri. E da aprire la strada ad un maggiore dialogo con le associazioni di categoria perché l'omogeneità della tassa di soggiorno è un dato positivo per tutti». CAPRINO È un neofita della politica. Nuova lista civica candida Concari «È aperta a tutti» Il programma in preparazione raccoglie le istanze dei cittadini martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 26 Benessere, bene comune, costituzione, partecipazione, legalità, responsabilità, trasparenza, solidarietà: sono le linee guida su cui si basa la lista civica - ancora senza nome - presentata al bar ristorante San Marco. Il candidato sindaco è Graziano Concari, 60 anni, sposato, due figli, originario di Casalmaggiore (Cremona) residente a Caprino da 18 anni, ha lavorato dal 1982 al 2004 al servizio psichiatrico dell'ex ospedale di Caprino, oggi referente del Centro di salute mentale al distretto di Domegliara. L'incontro, presentato da Cristiano Pastorello che ha rimarcato la «caratteristica civica della lista», si è tenuto a ridosso del trasferimento della psichiatria a Bussolengo conseguente alla chiusura del Punto di primo intervento. «Lavoreremo», ha spiegato Concari, «per soluzioni che possano continuare ad assicurare la salute dei cittadini». Ha chiuso l'assemblea Anna Carla Brunelli, segretario Circolo Pd Caprino-Rivoli che appoggia la lista e riconosce in Concari «la persona adatta a attuare una fase di rinnovamento di cui il paese ha bisogno». Il candidato ha proseguito: «Non ho mai fatto politica ma ritengo sia il momento di lavorare per la comunità garantendo partecipazione. Mi rammarica vedere pessimismo e rassegnazione in questo paese che deve trovare una nuova identità: manca una visione ottimista sul futuro, fondamentale per il cambiamento. Stiamo preparando il programma col metodo di gruppi di lavoro centrati su comunicazione, gestione amministrativa e burocratica, sistema economico, sociale, cultura, agricoltura sport turismo, ambiente e territorio. Sono gruppi aperti, ai quali chiediamo la maggior partecipazione possibile, che incentiveremo creando un sito internet. Caprino si è ripiegato su rendita costruita dai nostri predecessori. Oggi deve ricrearsi una nuova identità e centralità. La nostra lista propone un cambiamento. È un treno da non perdere, la lista è apartitica». La sede è in via Garibaldi 2, aperta ogni sabato dalle 9 alle 12. B.B. L'incontro è vietato ai consiglieri martedì 28 gennaio 2014 PROVINCIA, pagina 30 La presentazione delle novità introdotte in Area exp è stata preceduta da un acceso diverbio tra il sindaco Paolo Marconcini e l'esponente della minoranza Moreno Garziera, accompagnato dalla

14 collega Tiziana Comparini. I due volevano prendere parte alla conferenza stampa che si sarebbe tenuta in sala giunta ma, arrivati di fronte alla porta, sono stati respinti con fermezza dal primo cittadino. «Si tratta di un evento riservato agli organi di informazione, se vuole parlare con i giornalisti li convochi per una conferenza stampa», ha dichiarato Marconcini. «Prendiamo atto che lei sindaco sta vietando la presenza dei consiglieri comunali in luogo pubblico, ritengo sia un fatto increscioso», ha ribattuto Garziera, mentre Marconcini replicava, «non me ne frega niente se è consigliere», ribadendo con forza che «l'invito a questo appuntamento è riservato alla stampa». Al termine della conferenza, Garziera, ancora in municipio con Comparini, ha commentato: «volevamo assistere alla presentazione del bilancio di Fabbrica, la prossima volta il sindaco eviti di comunicarlo sul sito del Comune». F.S. Brevi martedì 28 gennaio 2014 ECONOMIA, pagina 33 AGRICOLTURA CREDITO, CONVENZIONE FRA COLTIVATORI ITALIANI E CENTRO SERVIZI Siglata la convenzione tra Centro Servizi e Sviluppo spa con sede a San Martino Buon Albergo e Uci-Unione Coltivatori Italiani, associazione che raccoglie aziende agricole in Veneto. L'accordo prevede la consulenza e l'assistenza per facilitare l'accesso al credito, ad agevolazioni e a contributi per gli associati UCI. FINANZIAMENTI Illustrati dall'assessore regionale Manzato i contenuti finanziari per il periodo dal 2014 al 2020 All'agricoltura del Veneto 3,5 miliardi di euro martedì 28 gennaio 2014 ECONOMIA, pagina 33 Il sistema agricolo Veneto potrà contare su circa 3,5 miliardi di euro di contributi per il periodo Si tratta di tratta di 1,18 miliardi (tra finanziamenti comunitari, nazionali e regionali) per il sostegno agli investimenti delle imprese finalizzati al loro consolidamento e di circa 2,3 (la trattativa nazionale è appena iniziata) che saranno destinati alle aziende per i cosiddetti pagamenti diretti europei (premio unico, sostanzialmente in base alla superficie, e finanziamenti dalle organizzazioni di mercato a seconda del tipo di produzione). «Intanto già nell'anno corrente, di passaggio tra la vecchia e la nuova programmazione agricola», ha dichiarato in una nota Franco Manzato, assessore regionale dell'agricoltura e vicepresidente della giunta, presentando alla stampa i contenuti finanziari e le linee del prossimo periodo di programmazione comunitaria, «abbiamo trovato il modo di destinare 20 milioni di euro ai giovani agricoltori, incentivando la loro permanenza o il loro accesso al settore primario». Il risultato però non convince Manzato. «Non siamo per nulla soddisfatti», ha precisato infatti l'assessore «di come sono andate le cose a Roma, perchè il ministero ha penalizzato le Regioni più efficienti. Il Veneto è stato sostanzialmente penalizzato rispetto alle regioni del Sud: noi disporremo di 1,18 miliardi ma dovremo pescare 202 milioni dal nostro bilancio, mentre la Puglia potrà

15 investire 1,6 miliardi con una quota a proprio carico di 194 milioni». «Ma c'è di più», ha sottolineato Manzato, «il ministero ha finanziato il piano irriguo nazionale, che dovrebbe essere di competenza nazionale, e per farlo ha sottratto 300 milioni dalla programmazione agricola regionale». Quanto alle priorità della prossima programmazione, si legge nella nota, queste si riferiscono alla territorializzazione, alla cooperazione, ma soprattutto alla concentrazione e selettività degli investimenti, secondo un percorso condiviso dal partenariato. «Da qui partiamo per predisporre il nuovo Programma di Sviluppo Rurale», ha dichiarato ancora Manzato, «che dovrà permettere alle nostre aziende di affrontare con le proprie forze la sfida della mondializzazione dopo il 2020, quando presumibilmente verranno a mancare gli attuali sostegni comunitari all'agricoltura». URBANISTICA Dopo che il governo ha impugnato il testo davanti alla Corte Costituzionale intervengono le associazioni Guerra sul nuovo piano casa. Ance: è miope volerlo fermare Valeria Zanetti Confindustria, Confartigianato e i costruttori edili appoggiano la Regione: «Nessuna deregulation» Confcommercio: «Un panzer contro l'urbanistica» martedì 28 gennaio 2014 ECONOMIA, pagina 35 Ance e Confidustria Verona, oltre a Confartigianato, a sostegno del piano casa. Confcommercio regionale contro. Non c'è pace per la legge veneta, approvata in Regione a fine novembre su cui categorie produttive, forze politiche e organi istituzionali continuano a scontrarsi. Il conflitto si è intensificato da quando, venerdì scorso, il Consiglio dei ministri ha impugnato il testo davanti alla Corte Costituzionale. La legge regionale 32/2013, che può essere applicata in modo uniforme sul territorio senza prevedere l'intervento dei Comuni, aveva provocato ancora in fase di discussione l'alzata di barricate di Anci Veneto che ha in seguito cercato la via della mediazione con la Regione, nella condivisione di una circolare esplicativa in cui verranno chiariti i dubbi sul testo in generale e su oneri di urbanizzazione e mancati incassi temuti dagli enti locali. Il consiglio comunale di Asiago ha comunque votato per la disapplicazione del piano casa sul proprio territorio. I problemi per il testo però non sono finiti qui dato che nei giorni scorsi i consiglieri del Pd in Regione hanno presentato un progetto di legge per arginare lo scontro tra enti sulle competenze pianificatorie del territorio. Tra le novità, la cancellazione di una delle norme più controverse del testo, cioè la possibilità di costruire e ampliare anche su un altro lotto sino a 200 metri di distanza. Inoltre, la restituzione ai Comuni della facoltà di limitare l'attuazione del piano casa adottando, entro il 30 aprile 2014, specifici limiti di protezione nei centri storici. A completare il quadro, la decisione del Cdm. Ed ecco le reazioni delle categorie produttive. Confcommercio ribadisce la propria contrarietà alla legge. «Il piano casa ter rappresenta un panzer contro l'urbanistica», commenta il presidente,

16 Massimo Zanon. «Le conseguenze della sua applicazione contrasteranno anche con la legge sul commercio. Un ampliamento del 70%-80% del volume, rispettando i parametri del risparmio energetico e del contenuto tecnologico, sarà sostenuto più facilmente da una grande impresa commerciale o direzionale che da un privato cittadino». A favore, invece, Ance e Confindustra scaligere che in una nota congiunta evidenziano come «l'applicazione della norma in modo organico e coerente in tutta la regione, senza che i Comuni possano "personalizzarla" o porre ulteriori vincoli, offrirà le stesse opportunità a chiunque, senza che le regole cambino ogni pochi chilometri». «La normativa non favorisce deregulation e cementificazione», proseguono le due organizzazioni veronesi, «anzi prevede il mantenimento dei vincoli esistenti e la massima attenzione per gli edifici protetti, i centri storici, le zone rurali o ad alto rischio idraulico». Dello stesso parere Confartigianato regionale che definisce l'impugnazione un atto «miope, politico e non tecnico e che rischia di far affogare le amministrazioni locali sotto una pioggia di ricorsi al Tar da parte di cittadini che si considereranno danneggiati». «Senza considerare le conseguenze negative sul settore edile che in regione da lavoro a 110mila addetti solo nell'artigianato», fa notare Silvano Scevaroli, presidente degli edili di Confartigianato Verona. Intanto il Pdl veneto insorge. «Dopo l'affronto sul piano casa ter», dichiarano il capogruppo in Consiglio, Dario Bond e il vice, Piergiorgio Cortellazzo, «chiediamo ai parlamentari veneti di staccare la spina a questo governo a chiara trazione Pd».

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