Informativa al Pubblico Pillar III
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- Bonifacio Fiori
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1 ai sensi delle Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche Circolare Banca d Italia n. 263 del 27 dicembre 2006 e successive modifiche 31 dicembre 2012
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3 Banca Popolare dell Etruria e del Lazio Società Cooperativa Sede Legale e Direzione Generale in Arezzo via Calamandrei, 255 Codice Fiscale e numero di Iscrizione nel Registro delle Imprese di Arezzo Aderente al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi Iscritta all Albo delle Banche al n Capitale Sociale e Riserve al 31/12/2012 Euro
4 INDICE INTRODUZIONE... 5 PREMESSA... 7 TAVOLA 1 - REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 9 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE TAVOLA 3 COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA TAVOLA 4 ADEGUATEZZA PATRIMONIALE Tavola 5 RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI GENERALI RIGUARDANTI TUTTE LE BANCHE - INFORMAZIONI TAVOLA 6 RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO E ALLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE SPECIALIZZATE ED IN STRUMENTI DI CAPITALE NELL AMBITO DEI METODI IRB TAVOLA 8 TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO TAVOLA 9 RISCHIO DI CONTROPARTE TAVOLA 10 OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE TAVOLA 12 RISCHIO OPERATIVO TAVOLA 13 ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE: INFORMAZIONI SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO TAVOLA 14 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO TAVOLA 15 - SISTEMA E PRASSI DI REMUNERAZIONE E INCENTIVAZIONE Glossario Contatti
5 INTRODUZIONE I rischi del Gruppo sono oggetto di continuo monitoraggio da parte delle strutture dedicate a tale attività, in particolare la Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance attua mediante le specifiche funzioni preposte la quotidiana supervisione degli eventi che impattano o possono influire sulla Banca Capogruppo e/o sulle Società controllate, in coerenza con quanto previsto nelle Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche (Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 emanata da Banca d Italia) e successivi aggiornamenti che recepiscono gli ordinamenti in materia di convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali. Tali disposizioni, così come emendate e integrate nel corso del tempo rappresentano la disciplina prudenziale per banche e gruppi Basilea II, basata su tre pilastri. Primo Pilastro, che definisce la metodologia di calcolo dei requisiti per fronteggiare i rischi tipici dell attività bancaria. Sono considerati Rischi Rilevanti di Primo Pilastro il rischio di credito e di controparte, il rischio di mercato e il rischio operativo. La metodologia di calcolo dei requisiti connessi a tali rischi utilizzata dal Gruppo Banca Etruria è la seguente: Metodologie di calcolo dei requisiti patrimoniali Rischio di Credito Rischio di Controparte Rischi di Mercato Rischio Operativo Metodo Standardizzato Metodo del Valore Corrente per Derivati OTC 1 ; Metodo Integrale per Operazioni SFT 2 Metodologia Standardizzata Metodo Standardizzato in combinazione con il Metodo Base Secondo Pilastro, che richiede alle banche di dotarsi di strategie e processi di controllo volti ad assicurare l adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica. Il processo interno di determinazione dell adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process- ICAAP) si sostanzia nella misurazione del profilo di rischio e nella determinazione del capitale disponibile. Accanto a tale processo si pone quello della revisione e valutazione prudenziale eseguito dall Organo di Vigilanza, volto ad assicurare una corretta identificazione del rischio ed una giusta allocazione del capitale. I Rischi Rilevanti di Secondo Pilastro per il Gruppo Banca Etruria sono sia quelli individuati come altri rischi dall allegato A del Titolo 3) capitolo I della Circolare Banca d Italia n. 263, ovvero: rischio di concentrazione, rischio di tasso d interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione, rischio di liquidità, rischio residuo, rischio derivante da cartolarizzazioni, rischio strategico e rischio reputazionale che quelli individuati dal Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria, in qualità di Capogruppo del Gruppo Banca 1 Cfr. glossario. 2 Cfr. glossario. 5
6 Etruria, in relazione alla specifica attività del Gruppo invero il rischio assicurativo e fino all esercizio 2012 il rischio immobiliare. Terzo Pilastro, che introduce gli obblighi di informativa al pubblico riguardanti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi delle banche e dei gruppi bancari e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo. Banca Etruria, in qualità di Capogruppo del Gruppo Banca Etruria, nel rispetto della normativa vigente e nell adempimento delle funzioni di coordinamento e controllo attribuitele, adempie agli obblighi di trasparenza informativa mediante il presente documento, nel quale sono illustrate le strategie connesse alla gestione dei rischi ai fini del rispetto dei requisiti di informativa di cui al Terzo Pilastro. Compito della Capogruppo è la valutazione dell adeguatezza anche in termini di modalità e frequenza della diffusione delle informazioni assicurandone la completezza, la correttezza e la veridicità. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo formalizza le strategie e le procedure volte ad assicurare il rispetto dei requisiti d informativa. La Banca d Italia verifica l esistenza di presidi organizzativi idonei a garantire l affidabilità dei processi di produzione, elaborazione e diffusione delle informazioni. Il presente documento è articolato per aree informative declinate in specifiche tavole così come illustrato nella citata Circolare Banca 263/2006 Titolo IV Capitolo 1 Allegato A e fornisce evidenza delle informazioni qualitative e quantitative definite dalla normativa stessa. Inoltre, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa, non vengono rappresentate le tavole che non sono applicabili in considerazione dell operatività del Gruppo. In calce al documento è presente un Glossario che definisce e/o chiarisce taluni termini e abbreviazioni presenti nel corpo del testo. Il Gruppo Banca Etruria pubblica l informativa al pubblico ed i successivi aggiornamenti sul proprio sito Internet all indirizzo nella apposita sezione dedicata nella parte Gli Investitori. Note Metodologiche 1. Tutti gli importi, se non specificatamente indicato, sono da intendere in migliaia di euro. 2. Le informazioni sono riferite all area di consolidamento prudenziale. 3. Le informazioni vengono rese disponibili almeno annualmente entro i tempi previsti per la redazione del bilancio. 6
7 PREMESSA Si riporta una breve sintesi di quanto nel corso dell informativa verrà illustrato nell ambito delle singole tavole. Contenuti dell informativa 3 Tavola 1 Requisito informativo generale Fornisce obiettivi e politiche di gestione per ciascuna categoria di rischio. Tavola 2 Ambito di applicazione Descrive la composizione del gruppo bancario cui si applicano gli obblighi di informativa, esplicitando le differenze nelle aree di consolidamento rilevanti per fini prudenziali e di bilancio. Tavola 3 Composizione del patrimonio di vigilanza Informa sulle principali caratteristiche contrattuali degli elementi patrimoniali e rende noto l ammontare del patrimonio di base, del patrimonio supplementare e di terzo livello, del patrimonio di vigilanza e degli elementi negativi di quest ultimo. Tavola 4 Adeguatezza patrimoniale Illustra sinteticamente il metodo applicato dal Gruppo per la valutazione dell adeguatezza patrimoniale, fornendo inoltre misura del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito e di controparte, di mercato e di quello operativo e dei coefficienti patrimoniali. Tavola 5 Rischio di credito: informazioni generali riguardanti tutte le banche Fornisce ulteriori informazioni sul rischio di credito e di diluizione, oltre a dati quantitativi inerenti le esposizioni creditizie lorde totali distinte per tipologia di esposizione e controparte, la distribuzione delle esposizioni per aree geografiche e per settore economico o tipo di controparte, la distribuzione dell intero portafoglio per vita residua, le esposizioni deteriorate e le rettifiche di valore, la dinamica di queste ultime. Tavola 6 Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato e alle esposizioni creditizie specializzate e in strumenti di capitale nell ambito dei metodi IRB ( IRB ) Elenca le agenzie esterne di valutazione del merito di credito prescelte e le classi regolamentari di attività per le quali ciascuna di esse è utilizzata; fornisce per ciascuna classe regolamentare di attività i valori delle esposizioni associati alle varie classi di merito e di quelle dedotte dal patrimonio di vigilanza. 3 In ottemperanza da quanto previsto dalla Circolare 263/2006 di Banca d Italia, che invita le banche ad evitare di pubblicare tavole prive di informazioni se non applicabili, le tavole 7 Rischio di credito: informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB e 11 Rischi di mercato: informazioni per le banche che utilizzano il metodo dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio e per il rischio di posizione in merci ( IMA ) non sono rappresentate perché da ritenersi non pertinenti in considerazione dell operatività del Gruppo. 7
8 Tavola 8 Tecniche di attenuazione del rischio Descrive le principali tipologie di garanzie reali accettate, le politiche e i processi per la valutazione e la gestione delle stesse ed esplicita i tipi di garanti. Fornisce per ciascun segmento regolamentare di attività il valore delle esposizioni coperte da garanzie reali finanziarie a da altre garanzie reali e di quelle coperte da garanzie personali. Inoltre sono presenti informazioni sulle concentrazioni del rischio di mercato o di credito nell ambito degli strumenti di attenuazione del rischio di credito adottato. Tavola 9 Rischio di controparte Descrive le politiche relative alle garanzie e alle valutazioni sul rischio di controparte, nonché al rischio di correlazione sfavorevole e la metodologia utilizzata per assegnare i limiti operativi relativi alle esposizioni. Fornisce informazioni quantitative quali il fair value ( fair value ) lordo dei contratti, le garanzie reali detenute, il fair value positivo al netto degli accordi di compensazione. Tavola 10 Operazioni di Cartolarizzazione Illustra le operazioni di cartolarizzazione poste in essere, con spiegazione dei cambiamenti significativi avvenuti nel periodo di riferimento, e le politiche contabili che vengono seguite, nonché gli obiettivi per i quali tali operazioni sono state intraprese e la natura dei rischi sottesi ivi compresi i ruoli svolti nel processo. Tavola 12 Rischio operativo Illustra il metodo adottato per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo. Tavola 13 Esposizioni in strumenti di capitale: informazioni sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Descrive le metodologie di contabilizzazione e valutazione, nonché la differenziazione delle esposizioni in base agli obiettivi perseguiti. Fornisce il valore di bilancio e fair value degli strumenti in parola, gli importi delle esposizioni distinguendo tra le varie tipologie. Tavola 14 - Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Illustra la natura del rischio di tasso di interesse, chiarendo pure la frequenza di misurazione di questa tipologia di rischio e le ipotesi di fondo utilizzate nella misurazione e gestione dello stesso. Fornisce misura dell aumento/diminuzione degli utili o del capitale economico (o di altri indicatori rilevanti) nell ipotesi di uno shock dei tassi verso l alto o verso il basso. Tavola 15 Sistemi e prassi di remunerazione e incentivazione Illustra il processo decisionale seguito per definire le politiche di remunerazione e incentivazione ed il collegamento tra queste ultime ed i risultati tenuto conto dell adeguatezza dei rischi assunti. Fornisce altresì informazioni quantitative aggregate sulle remunerazioni del personale più rilevante 4 suddivise in componenti variabili e fisse. 4 Cfr glossario. 8
9 TAVOLA 1 - REQUISITO INFORMATIVO GENERALE Informazione qualitativa Allo scopo di rafforzare la disciplina di mercato, la Circolare 263/2006 di Banca d Italia ha introdotto obblighi di pubblicazione di informazioni di natura qualitativa e quantitativa riguardanti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all identificazione, misurazione e gestione di tali rischi. Al fine di predisporre quanto necessario per assicurare il rispetto degli obblighi di disclosure previsti dalla normativa, è stato predisposto il Regolamento sull informativa al pubblico Pillar III, con l obiettivo di disciplinare il processo di formazione e pubblicazione delle informazioni richieste dalla normativa in oggetto, attribuendo compiti e responsabilità alle funzioni di Gruppo coinvolte. Il Regolamento viene approvato e modificato dal Consiglio di Amministrazione. La gestione ed il controllo dei rischi nel Gruppo Banca Etruria: governance La gestione integrata dei rischi connessi all attività bancaria rappresenta uno degli elementi più delicati cui l Autorità di Vigilanza e le istituzioni creditizie pongono notevole attenzione. Il Gruppo Banca Etruria, per la corretta misurazione e gestione del complesso ambito dei rischi cui potenzialmente ciascuna azienda è sottoposta nell esercizio della specifica attività si è dotato di strutture organizzative, ha definito processi e costituito presidi per sviluppare ed aggiornare metodologie e strumenti connessi alla identificazione, valutazione e controllo dei rischi al fine di minimizzarne l esposizione e garantire una corretta allocazione del capitale. In coerenza con il modello di governance tradizionale, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo rappresenta l organo con funzione di supervisione strategica e di gestione cui è attribuito il ruolo guida nell assicurare, attraverso l attività di direzione e coordinamento, la coerenza complessiva dell assetto di governo del Gruppo. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria, in qualità di Capogruppo, delibera gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio a livello di Gruppo, tenendo conto delle specifiche operatività e dei connessi profili di rischio di ciascuna Società e provvedendo al loro riesame periodico al fine di assicurarne l efficacia nel tempo. Definisce, inoltre, le linee generali del processo di valutazione dell adeguatezza patrimoniale in relazione ai rischi assunti, ne assicura l adeguamento tempestivo in relazione a modifiche significative delle linee strategiche, dell assetto organizzativo, del contesto operativo di riferimento e promuove il pieno utilizzo delle risultanze a fini strategici e nelle decisioni d impresa. Inoltre, lo stesso, cura la diffusione della cultura del rischio sia tra le varie funzioni della Capogruppo che tra le controllate. Per lo svolgimento delle attività sopra definite, il Consiglio di Amministrazione è supportato dal Comitato Controllo e Rischi, costituito in seno allo stesso Consiglio ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza Banca d Italia 5 e del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana. La Capogruppo esercita le proprie prerogative di direzione e coordinamento fra le varie Società del Gruppo per assicurare unitarietà alla complessiva gestione del sistema e per garantire il 5 Documento in consultazione. 9
10 rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, realizzando, in tal modo, all interno del Gruppo una politica di gestione del rischio integrata e coerente. Le strutture che in prevalenza coadiuvano alla realizzazione delle strategie di gestione dei rischi sono: Comitato Rischi: organo collegiale tecnico istituito presso la Capogruppo, con lo scopo di attuare gli indirizzi strategici e di gestione dei rischi. Nell ambito del Comitato il Direttore Generale garantisce l istituzione ed il mantenimento di un efficiente sistema di gestione e controllo dei rischi. In particolare al Direttore Generale è demandato il compito di informare il Consiglio di Amministrazione sull andamento della gestione dei rischi, sia considerati individualmente che nel loro complesso. Spetta al Comitato Rischi verificare l adeguatezza delle prove di stress e delle relative modalità di conduzione, informando in merito il Consiglio di Amministrazione. Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance: è la struttura che coordina e gestisce i processi di formazione e monitoraggio del budget, di gestione dei rischi e di compliance. Il Direttore della Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance assume il ruolo di Risk Manager di Gruppo e di Compliance Officer di Gruppo. Dipartimento Risk Management: recepisce ed attua le linee guida strategiche in materia di gestione del rischio stabilite dall organo di supervisione strategica, tenendo conto degli specifici ambiti di regolamentazione e vigilanza prudenziale, delle peculiarità operative e dei connessi profili di rischio delle singole Società componenti il Gruppo Banca Etruria ad eccezione del rischio reputazionale, per il quale le attività di presidio e gestione sono svolte dal Dipartimento Compliance. Infatti determina, nell ambito del perimetro di vigilanza, il requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi, contribuisce al calcolo dei requisiti a fronte dei rischi di credito e di mercato e il capitale interno a fronte dei rischi di Secondo Pilastro quantificabili. Il Dipartimento Risk Management, inoltre, definisce gli scenari di stress e le modalità di conduzione delle relative prove. Nel calibrare gli scenari di stress, il Dipartimento Risk Management tiene conto del principio di proporzionalità sancito dalla vigente normativa di vigilanza, predisponendo modelli che sottopongono a tensione i principali parametri su cui si articola la dinamica dei singoli rischi autonomamente identificati e considerati rilevanti ai fini degli stress test, riflettendo le dimensioni operative del Gruppo, il grado di sofisticatezza della propria operatività, la specificità dei portafogli, delle tipologie di esposizione e delle relative fonti di rischio. Le risultanze dell attività di analisi delle prove di stress sono inserite nella reportistica direzionale. Il Dipartimento Risk Management si articola in due servizi specifici, per la gestione del rischio: Capital Management e Credit Risk e Rischi Finanziari e Operativi, che, ciascuno per propria competenza, definiscono, implementano e gestiscono i modelli per l identificazione, la misurazione ed il controllo dei rischi rilevanti per il Gruppo. Il Servizio Capital Management e Credit Risk, determina il patrimonio di vigilanza individuale, consolidato e per le singole società del gruppo bancario, garantendo il rispetto delle disposizioni normative in materia di computabilità degli elementi patrimoniali nel patrimonio di vigilanza ed elaborando analisi a supporto della gestione attuale e prospettica del capitale; inoltre coordina la definizione e l implementazione dei modelli di identificazione, misurazione, controllo, gestione e reporting sui rischi di credito, di concentrazione e sul rischio residuo. Il Servizio Rischi Finanziari e Operativi coordina la definizione e l implementazione dei modelli di 10
11 identificazione, misurazione, controllo, gestione e reporting sui rischi di mercato, di controparte, di liquidità, di tasso di interesse e operativo; nel complesso la funzione Risk conta di numero undici risorse dedicate, oltre al Direttore di Direzione Centrale che, come sopra specificato assume il ruolo di Risk Manager. Il Dipartimento Risk Management, inoltre, verifica la coerenza del profilo di rischio di Gruppo, della Capogruppo e delle controllate rispetto agli obiettivi prefissati e in conformità ai vincoli normativi, in una logica di gestione integrata del rischio, relazionando in merito il Risk Manager di Gruppo e curandone altresì l attività di reporting. Dipartimento Compliance: è responsabile della classificazione e dell individuazione dei presidi del rischio reputazionale. In materia di presidio del rischio di riciclaggio, il Direttore del Dipartimento Compliance ha il ruolo di Responsabile della Funzione Antiriciclaggio di Gruppo, mentre il Responsabile del Servizio Antiriciclaggio è Delegato alla segnalazione delle operazioni sospette di Gruppo. Il Dipartimento si articola in tre Servizi ossia, Monitoraggio e Presidio Normativo, Controlli Finanziari e Antiriciclaggio. Conta complessivamente di tredici risorse dedicate oltre al Direttore. Gli Organi Aziendali delle Società Controllate vengono periodicamente informati circa le decisioni assunte dagli Organi di vertice della Capogruppo relativamente al sistema di gestione e controllo dei rischi per l operatività di propria competenza. In particolare, il Consiglio di Amministrazione delle Società Controllate assicura l attuazione, per la parte di propria competenza, delle politiche di gestione del rischio deliberate a livello di Gruppo, ne monitora l efficacia nel tempo e prende atto dei rischi cui la Società si espone e delle modalità di rilevazione e valutazione degli stessi. In tale ambito garantisce, per il tramite di un Referente Risk Management interno alle singole Società, l efficacia ed efficienza del sistema di gestione dei rischi stessi, assicurando il supporto alle funzioni di Risk Management. Il Gruppo ha inoltre adottato delle risk policies che hanno l obiettivo di esplicitare il complessivo impianto normativo aziendale relativo al sistema di gestione, controllo e governo di ciascun rischio rilevante per il Gruppo, attraverso la definizione del modello di governance, dei processi e metriche di misurazione/valutazione, gestione e controllo del rischio, di un sistema di deleghe e limiti operativi/soglie di sorveglianza volti al contenimento del rischio. Le policies di gestione dei rischi consentono di declinare le decisioni strategiche, in materia di governo dei rischi, in decisioni operative sui rischi stessi, coerentemente con il livello di propensione al rischio di Gruppo. Il Sistema dei Controlli Interni Il Sistema dei Controlli Interni è l insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative che mirano ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali e il conseguimento dell efficacia e dell efficienza dei processi aziendali, la salvaguardia del valore delle attività e l affidabilità e l integrità delle informazioni contabili e gestionali nonché ad assicurare la conformità delle operazioni con l apparato normativo esistente. Il Sistema dei Controlli Interni del Gruppo Banca Etruria risulta conforme a quanto previsto dalla Circolare Banca d Italia 229/99 (Titolo IV Capitolo 11 Sez. II). Il modello organizzativo del Gruppo tende, nell ambito del sistema dei controlli interni, all accentramento presso la Capogruppo di attività rilevanti di controllo di II e III livello. Il Collegio 11
12 Sindacale della Capogruppo è l organo con funzione di controllo che riveste un ruolo di vertice nell assicurare l adeguatezza, l efficienza e l efficacia del Sistema dei Controlli Interni del Gruppo. Il Collegio Sindacale, tra le altre cose, vigila sull adeguatezza e sulla rispondenza del sistema di gestione e controllo dei rischi, del processo ICAAP e del processo di formazione e pubblicazione dell informativa al pubblico ai requisiti stabiliti dalla normativa. La Direzione Centrale Internal Audit della Capogruppo svolge l attività di revisione interna sulle Società del Gruppo in qualità di funzione di audit della Capogruppo e svolge in qualità di service, come da accordi di servizio in vigore, le attività di revisione interna per le Società stesse. In particolare, la funzione di audit ha il compito di provvedere alla valutazione dell adeguatezza del sistema dei controlli interni, all individuazione dei comportamenti e andamenti anomali, nonché delle eventuali violazioni delle procedure e delle regolamentazioni, alla verifica periodica dei sistemi di gestione dei rischi rilevanti ed all effettuazione della revisione interna sul processo ICAAP. Ai sensi della normativa di vigilanza il Dipartimento Risk Management effettua un accurata identificazione dei rischi ai quali il Gruppo Bancario è esposto, avuto riguardo alla propria operatività e ai mercati di riferimento. A tal fine, vengono valutati i rischi sia di Primo che di Secondo Pilastro, come previsti della normativa di riferimento; vengono, altresì, condotte analisi per l individuazione di ulteriori rischi potenziali ai quali potrebbe essere esposto il Gruppo Bancario. In considerazione di tali analisi il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo approva il Catalogo dei Rischi Rilevanti con cadenza annuale. Il Dipartimento Compliance, nell ambito del perimetro di riferimento, è deputato al presidio del rischio di non conformità alle norme dei processi, dei regolamenti e della normativa interna, svolgendo la gap analysis di tale rischio e proponendo eventuali mitigazioni del rischio. Nello svolgimento dei compiti assegnati, il Dipartimento Compliance si interfaccia con gli Organi di Amministrazione e Controllo (Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale, Organismo di Vigilanza ex 231/01). Rischi Rilevanti: strategia e gestione In coerenza con il modello di governance tradizionale, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo rappresenta l organo con funzione di supervisione strategica e di gestione cui è attribuito il ruolo guida nell assicurare, attraverso l attività di direzione e coordinamento, la coerenza complessiva dell assetto di governo del Gruppo. Pertanto è il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo che delinea le specifiche strategie e identifica le linee guida cui attenersi in termini di politiche gestionali (credito, commerciale, finanza, personale, investimenti, ecc.) da parte di tutte le Controllate; in particolare, delibera le politiche e strategie di governo e gestione dei rischi. Nell ambito del processo di allocazione del patrimonio, è deliberato annualmente dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo un sistema di soglie di tolleranza al rischio in grado di cogliere globalmente gli aspetti di rischio in funzione della stabilità patrimoniale del Gruppo, al fine di presidiarne il valore economico. Tale sistema è elaborato in conformità al limite di Tier I ratio gestionale prestabilito, nonché in coerenza con un rapporto minimo fra capitale complessivo e capitale interno complessivo fissato dal Consiglio di Amministrazione stesso. 12
13 Al fine di garantire un costante monitoraggio dei rischi e, se del caso, predisporre tempestivi interventi è prodotta periodicamente adeguata reportistica per gli Organi Aziendali relativa all andamento dei principali fenomeni di rischio esaminati, alle principali dinamiche di rischio attuali e prospettiche ed al trend degli scostamenti di periodo. Di seguito vengono esposti i Rischi Rilevanti del Primo Pilastro, del Secondo Pilastro e gli ulteriori Rischi Interni che il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di considerare rilevanti e che sono stati inseriti nel Catalogo Rischi Rilevanti per l esercizio 2012: Tabella 1.1 Catalogo rischi rilevanti per l esercizio 2012 RISCHI DI PRIMO PILASTRO Tipologia di Rischio RISCHIO DI CREDITO RISCHIO DI CONTROPARTE RISCHIO DI MERCATO RISCHIO OPERATIVO RISCHI DI SECONDO PILASTRO Tipologia di Rischio RISCHIO DI CONCENTRAZIONE RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE DERIVANTE DA ATTIVITÀ DIVERSE DALLA NEGOZIAZIONE RISCHIO DI LIQUIDITÀ RISCHIO RESIDUO RISCHI DERIVANTI DA CARTOLARIZZAZIONI RISCHIO STRATEGICO Definizione Rischio che nell'ambito di un'operazione creditizia il debitore non assolva, anche solo in parte, agli obblighi di rimborso del capitale e di pagamento degli interessi. Rischio che la controparte di una transazione avente a oggetto determinati strumenti finanziari risulti inadempiente prima del regolamento della transazione stessa. Rischio di posizione di concentrazione con riferimento al portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza e rischio di regolamento, cambio e di posizione su merci con riferimento all'intero bilancio. Rischio di subire perdite derivanti dall inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. Nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione. Definizione Rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica. Rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse. Rischio di non essere in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento per l incapacità sia di reperire fondi sul mercato sia di smobilizzare i propri attivi. Rischio che le tecniche riconosciute per l attenuazione del rischio di credito utilizzate dal Gruppo risultino meno efficaci del previsto. Rischio che la sostanza economica dell operazione di cartolarizzazione non sia pienamente rispecchiata nelle decisioni di valutazione e di gestione del rischio Rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa 13
14 RISCHIO REPUTAZIONALE reattività a variazioni del contesto competitivo. Rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell immagine della banca da parte di clienti, controparti, azionisti della banca, investitori o autorità di vigilanza. ULTERIORI RISCHI INTERNI DEFINITI COME RILEVANTI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA CAPOGRUPPO Tipologia di Rischio RISCHIO ASSICURATIVO RISCHIO IMMOBILIARE Definizione Rischio riferito all'incertezza inerente l'accadimento di eventi, il loro ammontare e la tempistica degli impegni di natura assicurativa riferiti all'attività prodotta dalle società di assicurazioni. Rischio di riduzione del valore del patrimonio immobiliare Rischio di Credito Il Servizio Capital Management e Credit Risk della Capogruppo, così come ristrutturato a partire da febbraio 2013, è la funzione demandata alla misurazione del rischio di credito. L approccio seguito per la misurazione del rischio di credito nell ambito delle Società del Gruppo Bancario Banca Etruria, che ricalca quanto disposto nella specifica disciplina di Primo Pilastro prevista dall Accordo di Basilea II, è quello relativo alla Metodologia Standardizzata applicato per tutti i segmenti di clientela. Nel corso dell esercizio 2012 sono proseguite le attività previste nell ambito dell approccio Standardizzato, con particolare riferimento sia all utilizzo degli strumenti gestionali utilizzati per la stima ed il monitoraggio degli assorbimenti patrimoniali che al consolidamento ed ulteriore efficientamento dei processi interni di gestione delle garanzie ai fini dell utilizzo delle tecniche di Credit Risk Mitigation. In particolare, nel corso del secondo semestre dell esercizio sono stati avviati specifici progetti di ottimizzazione degli assorbimenti patrimoniali, il cui proseguimento è previsto anche nel corso dell esercizio 2013, in termini soprattutto di sistemazione delle garanzie ipotecarie pregresse non ancora eleggibili e di razionalizzazione della gestione delle poste relative ai valori contabili ed ai valori fuori bilancio. La trattazione dei processi relativi alla gestione dei singoli comparti di garanzia si trova nella Tavola 8. Per quanto riguarda il sistema di rating interno, da tempo utilizzato a livello gestionale da tutte le Banche del Gruppo ed integrato nell ambito dei principali processi aziendali, nel corso dell esercizio 2012 sono state svolte le seguenti attività: perfezionamento di uno specifico processo di gestione delle posizioni di clientela relative alle imprese del settore orafo avviato nella parte finale dell esercizio 2011, al fine di tenere conto nell analisi del profilo di rischio delle peculiari caratteristiche delle stesse; conclusione del progetto di revisione complessiva dello stesso sistema di rating in termini di maggiore coerenza con i requisiti normativi Basilea II ed avvio delle attività propedeutiche all implementazione del nuovo modello ed all integrazione dello stesso nell ambito sia del sistema informativo che dei processi aziendali interessati; consolidamento dell utilizzo del suddetto sistema di rating per il monitoraggio periodico delle principali variazioni del portafoglio di clientela. È inoltre proseguito l utilizzo di precedenti implementazioni che, consolidatesi nel corso del tempo, consentono di associare aspetti di natura qualitativa a parametri di tipo quantitativo, 14
15 migliorando la capacità discriminante del sistema con riferimento a specifiche tipologie di finanziamento. Il processo di override, consolidatosi all interno di tutte le Banche del Gruppo in termini di analisi individuale delle singole posizioni, risulta da tempo a regime anche in termini di analisi a livello di gruppi economico-giuridici di clientela. Nel corso dell esercizio 2012 è inoltre proseguito, da parte delle Società del Gruppo, l utilizzo dello strumento gestionale di stima e monitoraggio degli assorbimenti patrimoniali e di verifica e controllo delle garanzie in essere e del relativo livello di eleggibilità. La disponibilità e l utilizzo di tali strumenti gestionali (sistema di rating interno, da un lato, e strumenti di stima e monitoraggio degli assorbimenti patrimoniali, dall altro lato) permettono una costante attività di analisi e controllo del livello di merito creditizio del portafoglio crediti, oltre che un continuo monitoraggio del livello di eleggibilità del portafoglio garanzie acquisite. A tale proposito, periodicamente viene sottoposta all attenzione del Comitato di Indirizzo, del Comitato Rischi e del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo l analisi del rischio di credito a livello di Gruppo, sulla base delle risultanze dei suddetti strumenti gestionali. L analisi individuale delle singole Società viene poi sottoposta all attenzione dei rispettivi Consigli di Amministrazione. Sono in fase di definitivo consolidamento sia un modello di stima del Credit VaR di Gruppo, in termini di analisi del profilo di rischio a livello complessivo di portafoglio ed a livello di singole posizioni di clientela il cui profilo di rischio risulta essere maggiormente impattato dall effetto di contagio infra-gruppo che un modello interno di pricing-risk-adjusted differenziato per tipologia di esposizione, di controparte e di garanzia. Nel corso del 2012 è stato implementato anche un modello di re-pricing delle condizioni basato sulle variazioni del merito creditizio della clientela. Infine il Servizio Capital Management e Credit Risk svolge costantemente un attività di formazione nei confronti della Rete Commerciale di tutte le Banche del Gruppo in merito sia alle principali caratteristiche del sistema di rating interno che ai principi fondamentali dell Accordo Basilea II, nell ottica di diffondere una cultura aziendale sempre più improntata alla gestione, al monitoraggio ed alla riduzione del rischio di credito. Con riferimento alla gestione del rischio di credito, si precisa inoltre che: le Società del Gruppo Banca Etruria, in fase di valutazione, erogazione, gestione e recupero del credito, seguono il Regolamento del Credito, il quale disciplina l intero processo nel rispetto di specifiche regole di comportamento che garantiscono la possibilità di quantificare il rischio, valutarne la qualità e seguirne l andamento nel tempo; per Banca Etruria e Banca Federico Del Vecchio è stato attuato il Piano del Credito riferito all esercizio 2012 predisposto, con periodicità annuale e deliberato dal Consiglio di Amministrazione delle due Banche. In particolare, a partire dall esercizio 2010, le politiche aziendali in materia creditizia e l indirizzo per le iniziative di sviluppo e governo del rischio di credito sono state definite nell ambito del processo di budgeting, svolto sulla base di analisi integrate da parte delle diverse funzioni aziendali interessate e volto, da un lato, a recepire gli indirizzi strategici individuati a livello di Piano Industriale e, dall altro lato, a definire le linee operative in termini sia di politiche commerciali e creditizie sia di impatti a livello economico e patrimoniale. 15
16 Per quanto concerne, in particolare, il processo di concessione e di gestione del credito, dettagliatamente disciplinato nell ambito del citato Regolamento del Credito, questo si articola nelle seguenti principali fasi: Selezione Erogazione Revisione Gestione delle posizioni che presentano situazioni di deterioramento Il processo di selezione del credito trova concreta attuazione nell istruttoria della pratica di fido che si articola, a sua volta, nella seguenti fasi: - raccolta informazioni, - analisi del cliente, - analisi dell operazione, - analisi di contribuzione. La fase di selezione del credito ha subito una decisa evoluzione con l introduzione della piattaforma PEF 6 nel 2011, in ottica di maggiore semplificazione operativa e sviluppo dei processi valutativi e deliberativi. L introduzione della nuova piattaforma ha permesso di gestire attraverso un processo standardizzato e guidato, le varie attività necessarie al completamento dell istruttoria sostituendo l operatività svolta in precedenza in modo manuale e riducendo le possibilità di errore ed il dispendio di tempo. La PEF inoltre ha permesso di differenziare l iter di selezione sulla base della controparte analizzata e del tipo di operazione. Il processo di erogazione rappresenta la fase di gestione operativa del credito, in cui deve essere espletato l iter di formalizzazione degli affidamenti accordati e delle garanzie ricevute, in vista del successivo perfezionamento. Il processo di revisione del rapporto creditizio rappresenta l attività periodica di verifica interna della permanenza delle condizioni di merito creditizio che avevano determinato la concessione delle facilitazioni richieste. La fase di revisione del rischio di credito viene attivata direttamente dalla Banca interessata o su iniziativa del cliente e comporta la manutenzione e l aggiornamento delle informazioni acquisite, in modo tale da rinnovare la decisione di affidabilità precedentemente assunta oppure di modificare il quadro degli affidamenti concessi e/o delle garanzie ricevute. Per quanto concerne, infine, la gestione delle posizioni che presentano situazioni di deterioramento, questa è demandata per ogni Società del Gruppo Banca Etruria ad una struttura specificatamente preposta al monitoraggio delle posizioni creditizie ed alla rilevazione delle posizioni problematiche. Tali strutture delle singole Società collaborano con i Servizi della Capogruppo ai quali compete il giudizio circa il grado di deterioramento che si traduce in una classificazione specifica del credito analizzato, fatti salvi i casi in cui la classificazione avviene in automatico (es. incagli oggettivi). Una volta che è stato definito lo status di deterioramento, mediante interventi specifici coordinati con la rete commerciale, sono svolte azioni mirate a ricondurre le posizioni nello status 6 Cnf glossario. 16
17 di performing ; laddove questo non risulti possibile, le posizioni sono classificate come posizioni in sofferenza e, conseguentemente, sono attivate iniziative specifiche a tutela del credito. A partire da settembre 2011, la Direzione Centrale Crediti ha visto un aggiornamento della propria struttura organizzativa. Il nuovo modello ha garantito un maggior presidio della filiera del credito tramite la gestione dell Erogazione, del Monitoraggio e del Recupero nell ambito di un coordinamento unitario. Da febbraio 2012, la Direzione Centrale Crediti ha visto l attivazione di proprie strutture territoriali dedicate alla concessione e alla gestione del credito. La creazione di strutture periferiche nell ambito della Direzione Centrale Crediti risponde all esigenza di rafforzare il presidio del rischio a livello di territorio e alla volontà di garantire una sempre crescente diffusione della cultura creditizia. Inoltre, sempre in ottica di presidio creditizio, è previsto un supplemento d'istruttoria sulle pratiche di fido di rischio rilevante delle Società controllate del Gruppo. Il controllo consiste, allo stato attuale, nella valutazione delle proposte tramite una valutazione del merito creditizio in ottica di rischio comune. Nei mesi conclusivi del 2012 è avvenuta l internalizzazione di Etruria Leasing e ConEtruria nella Capogruppo. Le attività operative delle due società sono state portate all interno della Direzione Centrale Crediti tramite l avvio di presidi dedicati alle esposizioni in leasing già in essere e alla gestione proattiva delle posizioni relative a clienti privati morosi. Questa scelta strategica è coerente con la volontà di indirizzare in modo unitario e coordinato l operatività creditizia del Gruppo. Rischio di Controparte L analisi dell andamento del rischio di controparte è demandata al Servizio Rischi Finanziari e Operativi che determina tra l altro le modalità di calcolo della correzione dei valori di bilancio dei derivati in ragione del rischio di controparte (c.d. Credit Risk Adjustment o CRA) e della stima del potenziale incremento prospettico del rischio attraverso un analisi di sensitivity. Il CRA per i derivati negoziati con clientela è stimato attraverso l utilizzo di fattori quali la probability of default PD e la loss given default LGD che dipendono rispettivamente dal rating della controparte, dalla tipologia di rapporto e dalla tipologia delle garanzie acquisite, mentre per gli strumenti con controparti istituzionali la stima avviene sulla base del costo di protezione sull esposizione desunto dal mercato dei Credit Default Swap. A livello regolamentare il rischio di controparte relativo ai derivati OTC e alle operazioni con regolamento a lungo termine è calcolato applicando il metodo del valore corrente, mentre a partire dalla competenza del 31 dicembre 2012, in un ottica di evoluzione verso metodologie più avanzate di gestione di tale comparto, è utilizzato il metodo CRM metodo integrale con rettifiche di vigilanza per volatilità per le operazioni SFT. Nella negoziazione di strumenti derivati negoziati over-the counter la selezione della controparte istituzionale delle operazioni è limitata a quelle per le quali sussiste idonea linea di fido e nei limiti della relativa disponibilità. La gestione delle linee di fido è svolta all'interno del Dipartimento Finanza, con autonomie deliberative gerarchicamente assegnate in funzione dell importo. Le negoziazioni con controparti istituzionali avvengono in presenza di un contratto di Credit Support Annex (CSA) destinato alla mitigazione del rischio controparte. 17
18 Una volta rispettati tutti i vincoli relativi alle linee di fido e all eventuale presenza di CSA, la selezione della Controparte avverrà, nel rispetto di una logica di diversificazione, a favore della miglior offerta in termini di prezzo. Viene prodotta al Consiglio di Amministrazione e Comitato Rischi della Capogruppo apposita reportistica con cadenza trimestrale. In merito all andamento del rischio di controparte ed alla sua composizione, viene prodotta al Consiglio di Amministrazione ed al Comitato Rischi della Capogruppo apposita reportistica con cadenza trimestrale. Rischio di Mercato Il rischio di mercato è il rischio che il valore economico o i flussi di uno strumento finanziario cambino per effetto di variazioni di fattori di mercato. Il rischio di mercato riguarda il rischio di tasso di interesse, il rischio di cambio e altri rischi di prezzo. L attuale impostazione di controllo e misurazione è basata sia sugli assorbimenti patrimoniali che sul rispetto di limiti di Value at Risk - VaR modulati secondo i poteri delegati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Ai fini della normativa di vigilanza, il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di mercato è effettuato utilizzando la metodologia standardizzata e il metodo delta-plus per il trattamento delle opzioni. Il rischio di mercato sul portafoglio di negoziazione interessa esclusivamente la Capogruppo in quanto le altre Società del Gruppo non detengono portafoglio da trading. Il controllo del rischio di mercato viene effettuato attraverso il VaR (Value at Risk) 7 che rappresenta una stima della massima perdita potenziale del portafoglio di riferimento in un determinato arco temporale e con un prefissato livello di probabilità. Il VaR è calcolato attraverso la piattaforma informatica denominata ObjFin e si riferisce alla massima perdita che il portafoglio di riferimento può subire in 10 giorni con una probabilità del 99%. Per uno specifico comparto di portafoglio rappresentato da fondi è utilizzato un VaR di simulazione storica. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo definisce annualmente i limiti di VaR. Ai fini del contenimento del rischio di liquidità, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di mantenere un portafoglio rappresentato prevalentemente da attività prontamente monetizzabili sul mercato o che possano essere oggetto di operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea, stabilendo un obiettivo quantitativo in termini di disponibilità immediata di titoli. Il portafoglio da trading, pertanto, ha presentato nel corso del 2012 profili di rischiosità estremamente contenuti. Il processo di controllo dei rischi di mercato si articola su più livelli e viene effettuato, su base giornaliera, per il primo livello dal Dipartimento Finanza, mentre per il secondo livello dal Dipartimenti Risk Management della Capogruppo. Quotidianamente è prodotto un report con i VaR dei portafogli che è inviato alla Direzione Generale, al Risk Manager e al Responsabile del Dipartimento Finanza e al Direttore Centrale della Direzione Centrale Internal Audit della Capogruppo. 7 Cfr. glossario. 18
19 Il Dipartimento Risk Management produce trimestralmente una reportistica per il Comitato Rischi e trimestralmente per il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Per quanto riguarda nello specifico il rischio di cambio, le esposizioni del Gruppo derivano principalmente dall operatività in valuta con clientela. Il monitoraggio del rischio di cambio viene effettuato dalle strutture di front office della Capogruppo attraverso l utilizzo di apposita procedura settoriale nonché all interno della posizione complessiva soggetta a limiti di VaR. Il Servizio Tesoreria della Capogruppo effettua operazioni a copertura del rischio cambio attraverso la negoziazione di divisa a pronti, a termine e con strumenti derivati quali cross currency swap e opzioni. Rischio Operativo Il Gruppo Bancario Banca Etruria ha adottato a partire dall anno 2008 il metodo Standardizzato combinato con il metodo Base per il calcolo del requisito patrimoniale consolidato a fronte dei rischi operativi implementando un sistema di gestione dei rischi operativi a livello di Gruppo Bancario nel rispetto dei requisiti organizzativi, qualitativi e quantitativi definiti da Banca d Italia con la Circolare n. 263/2006. Il metodo Standardizzato è adottato dalla Capogruppo Banca Etruria e da Banca Federico Del Vecchio, mentre per le altre Società appartenenti all area valida per il calcolo del requisito patrimoniale viene utilizzato il metodo Base. La valutazione all esposizione al rischio operativo è rimessa al Servizio Rischi Finanziari e Operativi della Capogruppo. Il sistema di gestione dei rischi operativi, avente come obiettivi principali il contenimento delle perdite operative e il miglioramento dei processi interni ritenuti critici, prevede l effettuazione di molteplici attività demandate principalmente al Servizio Rischi Finanziari e Operativi della Capogruppo, nell ambito di un apposito modello organizzativo che formalizza compiti e responsabilità delle diverse funzioni coinvolte nelle attività. Di seguito le attività svolte ai fini del sistema di gestione dei rischi operativi: - raccolta perdite operative e relativi recuperi di tipo assicurativo e di altro tipo (Loss Data Collection), normata a livello di Gruppo dal Regolamento segnalazione perdite operative all interno del quale sono disciplinate in maniera organica e sistematica, per singola Società Controllata e Unità Organizzativa interessata, competenze di segnalazione e connessi adempimenti; - rilevazione stime soggettive (Risk Self Assessment), parte qualitativa del sistema, consistente in un preventivo processo di risk mapping e nella successiva rilevazione di stime soggettive per singole aree di rischio rilevanti, fornite da esperti delle singole aree, volte a valutare l impatto di scenari sperimentati e potenziali; - calcolo requisito e valutazione esposizione ai rischi operativi, la valutazione dell esposizione ai rischi operativi, complessiva a livello di Gruppo Bancario e per segmento di operatività rilevante 8, viene effettuata attraverso l elaborazione delle stime 8 Per segmento di operatività rilevante si intende ogni Società Controllata soggetta a requisito patrimoniale individuale a fronte dei rischi operativi. 19
20 soggettive di cui sopra e utilizzata gestionalmente per monitorare il rispetto dei limiti di tolleranza al rischio operativo; - reporting e mitigazione, costituita dalla produzione periodica di una serie di report con livelli di dettaglio diversificati in funzione del destinatario di riferimento (tra cui Consiglio di Amministrazione delle Società del Gruppo Bancario, Comitato Rischi della Capogruppo, Referente Risk Management delle Società del Gruppo diverse dalla Capogruppo) e contengono, tra l altro, proposte di interventi di mitigazione poi discussi in appositi Comitati; - valutazione della qualità del sistema e rispondenza ai requisiti normativi, alle esigenze operative aziendali e all evoluzione del mercato di riferimento. La stessa viene effettuata almeno annualmente attraverso un processo di autovalutazione che prende in considerazione gli elementi caratterizzanti del sistema di gestione dei rischi operativi e che viene periodicamente sottoposto alla funzione di revisione interna. È stato promosso l utilizzo gestionale dei risultati delle analisi, sia qualitative che quantitative, svolte dalla funzione di ORM della Capogruppo al fine di intervenire sui processi maggiormente critici con specifiche proposte di mitigazione (ad esempio miglioramenti procedurali, revisioni normative, attività formative). A tal proposito il Gruppo ha stipulato polizze assicurative volte a coprire rischi operativi. E sistematicamente effettuata l attività di segnalazione verso l Osservatorio DIPO promosso dall ABI, cui il Gruppo Banca Etruria aderisce dal Il Gruppo Banca Etruria attua una politica tradizionale di trasferimento del rischio operativo mediante la stipula di specifiche polizze assicurative finalizzate ad attenuare gli impatti delle potenziali perdite operative scaturenti da eventi pregiudizievoli rientranti nel perimetro dei rischi operativi. E altresì attivo un piano di emergenza e di continuità operativa (Business Continuity Management - B.C.M.), volto ad assicurare la capacità del Gruppo Bancario ad operare su base continuativa e a limitare le perdite operative in caso di gravi interruzioni dell operatività. Rischio di Concentrazione La misurazione del rischio di concentrazione viene elaborata dal Servizio Capital Mangement e Credit Risk e riguarda la determinazione sia della concentrazione di tipo single-name che della concentrazione geo-settoriale. La misurazione del rischio di concentrazione di tipo single-name è elaborata facendo riferimento al modello iniziale previsto da Banca d Italia ed ai successivi aggiornamenti dello stesso (Allegato B del Titolo III, Capitolo 1 della Circolare 263/2006); il rischio di concentrazione geo-settoriale, invece, viene misurato secondo la metodologia proposta dallo specifico gruppo di lavoro attivato in sede ABI - Associazione Bancaria Italiana ed i successivi aggiornamenti della stessa. La strategia di gestione del rischio di concentrazione single-name, secondo le attuali disposizioni di Banca d Italia, ricomprende solo le esposizioni riferite alla clientela Imprese (sulla base della 20
21 segmentazione normativa Basilea II), escludendo le esposizioni riferite alle altre tipologie di controparti per alcune delle quali, in considerazione della particolare rilevanza, sono state definite specifiche soglie in termini di importo massimo dei crediti da concedere ed è stato implementato uno specifico processo di controllo. A tale proposito, è stata emanato un aggiornamento della normativa interna volta alla definizione dei criteri per la valutazione del merito creditizio dei singoli Consorzi di Garanzia, per la determinazione dei singoli plafond in termini di esposizioni garantite e per il monitoraggio degli stessi nel rispetto dei limiti di concentrazione stabiliti internamente per tali tipologie di affidamenti. La strategia di gestione del rischio di concentrazione geo-settoriale, invece, ricomprende le esposizioni riferite a tutte le controparti di clientela residenti, indipendentemente dal segmento di appartenenza, con esclusione di quelle verso gli intermediari vigilati. E stato, infine, istituito un processo di controllo puntuale avente l obiettivo di verificare, per ogni nuova operazione di concessione del credito, l impatto in termini di concentrazione sia a livello single-name che a livello geo-settoriale ed il rispetto dei limiti di tolleranza definiti dal Consiglio di Amministrazione; tale processo, che è stato ulteriormente affinato nel corso del 2012, consente anche di controllare e monitorare la dinamica delle esposizioni di particolare rilevanza. Nel corso del 2012 inoltre è stata aggiornata la normativa interna in merito alla gestione delle connessioni economico-giuridiche dei gruppi di clientela, in un ottica di razionalizzazione della stessa e di maggiore aderenza alle disposizioni normative. Periodicamente viene sottoposta all attenzione del Comitato Rischi e del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo l analisi del rischio di concentrazione sia a livello singlename che a livello geo-settoriale. Infine, periodicamente vengono sottoposte all attenzione del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo e del Consiglio di Amministrazione delle altre Banche del Gruppo rispettivamente le principali posizioni di clientela a livello consolidato ed a livello individuale. Rischio di Tasso di Interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione Il rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio bancario attiene alle perdite che possono generarsi per effetto di uno sfavorevole andamento dei tassi di mercato e si riferisce alla mancata coincidenza delle date di scadenza e di riprezzamento (repricing risk) e al diverso andamento dei tassi di riferimento delle poste attive e passive (basis risk). All interno della Capogruppo è stato delineato un puntuale processo di definizione, gestione e controllo del rischio di tasso di interesse sul portafoglio bancario, che vede coinvolte diverse funzioni aziendali, a ciascuna delle quali sono attribuiti compiti specifici in materia. La misurazione del rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario è elaborata dal Servizio Rischi Finanziari e Operativi. Ai fini della misurazione del rischio di tasso su portafoglio bancario è stato adottato un modello interno che utilizza un approccio di analisi di sensitivity attraverso il quale è stimata la diminuzione del valore economico del Gruppo in presenza di una prestabilita variazione della curva dei tassi alla data di riferimento. 21
22 Le simulazioni sono effettuate dal Servizio Rischi Finanziari e Operativi con cadenza trimestrale a livello di Gruppo; specifici report vengono sottoposti con cadenza trimestrale al Comitato Rischi ed al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Le stesse analisi sono condotte trimestralmente anche a livello individuale sulle Società del Gruppo e sottoposte con specifica reportistica ai relativi Consigli di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria ha deliberato un sistema di controllo, nell ambito della più ampia strategia di gestione del rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario, basato sul monitoraggio delle poste patrimoniali significative in tema di rischio di tasso di interesse con l obiettivo di verificare periodicamente il rischio di tasso di interesse che il Gruppo sostiene. È stato definito un limite operativo di Capitale Interno di Gruppo ed indicatori di early warning, sia a livello di Gruppo che di singole Società, in grado di anticipare condizioni di particolare stress. Il processo di mitigazione del rischio di tasso di interesse viene effettuato attraverso operazioni volte a stabilizzare le variazioni di valore economico delle poste patrimoniali per intervalli temporali in modo da poter passare da una gestione equilibrata overall, ad una gestione più stabile per buckets temporali. Interventi in tal senso hanno riguardato le coperture di prestiti obbligazionari e investimenti su asset di medio-lungo termine a tasso fisso con un basso grado di rischio specifico. Rischio di Liquidità Il rischio di liquidità consiste nella possibilità di non riuscir a far fronte ai propri impegni di pagamento per l incapacità sia di reperire fondi sul mercato (funding liquidity risk) sia di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk). La misurazione del rischio di liquidità è demandata al Servizio Rischi Finanziari e Operativi. La gestione della posizione finanziaria del Gruppo è integralmente accentrata presso la Capogruppo al fine di ridurre il rischio di liquidità e di garantire una più efficiente gestione. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo Banca Etruria ha deliberato una strategia di gestione del rischio di liquidità che prevede un sistema di sorveglianza basato su uno scadenziario (c.d. maturity ladder), che consente di valutare l equilibrio di flussi di cassa attesi, e su un analisi della concentrazione e del tenore delle fonti di finanziamento delle controparti istituzionali. Banca Etruria gestisce sia la liquidità operativa che la liquidità strutturale. La liquidità operativa si riferisce all insieme di posizioni di tesoreria e mercato monetario in un periodo temporale di tre mesi, mentre la liquidità strutturale attiene alle poste a vista e a tutte le posizioni a scadenza che producono flussi di liquidità anche a più lunga scadenza. Esiste un sistema di controllo che prevede da un lato l elaborazione di un sistema di sorveglianza della posizione finanziaria netta al fine di verificare periodicamente il rischio di liquidità, e dall altro la previsione di un piano di emergenza che individua, tra l altro, le strategie di intervento e le responsabilità delegate agli organi aziendali in caso di condizioni anomale (contingency plan). 22
23 Nel monitoraggio del rischio di liquidità sono anche prese in considerazione le attività finanziarie detenute in portafoglio opportunamente ponderate in funzione del proprio grado di liquidabilità in base ai parametri utilizzati dalla Banca Centrale Europea. Nell ambito del sistema di sorveglianza sono stati stabiliti dei limiti operativi (attinenti ai flussi di cassa attesi nel breve periodo) e strutturali (riferibili a poste attive e passive a prescindere dalla loro durata, nonché a rapporti impieghi/raccolta da clientela), nonché indicatori di early warning. Gli indicatori di early warning, in grado di monitorare e/o anticipare condizioni di particolare tensione, riguardano informazioni attinenti a parametri di sistema e parametri specifici della Capogruppo. I limiti operativi, monitorati almeno settimanalmente, si riferiscono al mantenimento di saldi liquidi nel brevissimo termine e di una posizione finanziaria netta complessiva positiva a un mese. I limiti operativi sono oggetto di controllo anche quotidiano. Sono previste soglie di sorveglianza dei limiti connessi alla liquidità operativa con gestione di poteri di delega in capo al Direttore del Dipartimento Finanza, tali limiti sono monitorati con frequenza almeno settimanale; in caso di superamento delle soglie di sorveglianza il Dipartimento Risk Management informa il Direttore del Dipartimento Finanza dell avvenuto sconfinamento per la presa visione della situazione di liquidità operativa. In merito agli indicatori di early warning, sono previste due famiglie di indicatori ognuna delle quali contribuisce alla creazione di un indicatore sintetico idiosincratico (relativo al Gruppo) e sistemico. Per ciascun indicatore sono previste soglie tali da evidenziare una situazione tranquilla, di attenzione o di pericolo. Infine, sono definiti anche degli scenari di stress per preventivare possibili situazioni di crisi di liquidità e per gestire al meglio potenziali momenti di particolare tensione del mercato, quali crisi di sistema o crisi specifica del Gruppo ovvero entrambi, ipotizzando significative variazioni nei volumi di specifiche poste patrimoniali. Nell ambito degli scenari sono previsti deflussi di liquidità per prelievi inattesi da clientela, mancati rinnovi di depositi interbancari, utilizzo di linee di credito disponibili da parte della clientela e impatti sulle riserve di liquidità sia per un andamento avverso dei fattori di mercato da cui dipende il valore dei titoli sia per ipotizzati tagli di rating degli emittenti dei titoli del portafoglio, che determinano un aumento delle garanzie richieste dalla Banca centrale con conseguente diminuzione del valore della riserva utilizzabile. Il Servizio Rischi Finanziari e Operativi predispone adeguata reportistica che consente una complessiva visione dei limiti e che viene presentata periodicamente al Comitato di Indirizzo, al Comitato Rischi ed al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo. Rischio Residuo In considerazione della rilevanza che gli strumenti di attenuazione del rischio di credito, fra cui la copertura dell esposizione attraverso garanzie reali e personali, rivestono nelle politiche creditizie a livello di Gruppo, il Dipartimento Risk Management della Capogruppo periodicamente verifica il grado di efficacia delle tecniche di mitigazione del rischio di credito con riferimento sia ai presidi esistenti che in termini di impatto delle stesse tecniche CRM. I principali strumenti di attenuazione del rischio residuo sono rappresentati dai presidi organizzativi che a livello di Gruppo fissano norme operative uniformi in materia di acquisizione, gestione, monitoraggio e conservazione delle garanzie reali ipotecarie, delle garanzie reali finanziarie e delle garanzie 23
24 personali, definendo, fra l altro, l iter per la verifica della potenziale eleggibilità e le modalità di controllo. Inoltre, sono da tempo consolidati gli strumenti gestionali per la stima ed il monitoraggio degli assorbimenti patrimoniali che permettono anche un costante controllo del livello di eleggibilità del portafoglio garanzie acquisite. Le risultanze gestionali in termini di eleggibilità del portafoglio garanzie sono parte integrante della reportistica predisposta periodicamente per il Comitato Rischi ed il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo e per i Consigli di Amministrazione delle singole Società del Gruppo. Infine nel corso del 2012 il processo di rilevazione e segnalazione degli eventi di mancata o parziale escussione delle garanzie è stato oggetto di ulteriore affinamento, attraverso un attività di analisi interfunzionale incentrata sull implementazione di una nuova procedura per la raccolta degli eventi. L introduzione della procedura, disponibile nell Intranet Aziendale, consente di rendere maggiormente efficaci ed efficienti le fasi di identificazione e gestione dei principali fattori che potrebbero inficiare il recupero delle garanzie a livello di Gruppo e determinare l elaborazione di eventuali azioni correttive rivolte alla revisione dei processi e degli strumenti operativi a supporto dell attività di gestione del credito. Rischi derivanti da Cartolarizzazione Tutte le operazioni di cartolarizzazioni originate da Banca Etruria sono state realizzate ai sensi e per gli effetti della legge 130/99 mediante la cessione di attività a società veicolo appositamente costituita (Special Purpose Vehicle - SPV): Mecenate S.r.l. e Etruria Securitisation SPV S.r.l. ( Etruria SPV ). Banca Etruria ha realizzato complessivamente cinque operazioni di cartolarizzazione di mutui in bonis 9, di cui quattro attualmente in essere. Le operazioni realizzate per il tramite delle SPV hanno riguardato mutui ipotecari e chirografari erogati a clientela privata, SME e piccoli operatori economici. L operazione perfezionata nel 2007 è stata realizzata per ottimizzare la gestione del portafoglio crediti e la diversificazione delle fonti di finanziamento; quella conclusa agli inizi dell esercizio 2009 ha avuto come obiettivo quello di diversificare e potenziare le fonti di funding attraverso la trasformazione di crediti ceduti in titoli rifinanziabili. L operazione Mecenate 2011 ha come obiettivo, oltre alla diversificazione delle fonti di finanziamento a medio/lungo termine anche quello di una gestione diversificata del costo del funding. Parimenti con Etruria SVP la Banca ha voluto beneficiare della trasformazione degli attivi e potenziare le fonti di funding. Per tutte le operazioni ed i relativi portafogli a Banca Etruria è stato affidato l incarico di Servicer, di Corporate Services Provider e di Collection Account Bank, regolati da specifici contratti: Contratto di Servicing, Contratto di Corporate Servicer Provider e Agency and Account Agreement. 9 La prima operazione di cartolarizzazione è stata perfezionata nel marzo 2002 è stata chiusa nell aprile 2009 mediante il rimborso di tutte le Notes ancora in essere, essendosi verificatesi le condizioni per il relativo unwinding (clean-up call). 24
25 Le specifiche attività di Servicer sono svolte all interno del Servizio Finanziamenti a Medio e Lungo Termine di Banca Etruria, da parte di un nucleo di specialisti dedicati, che funge da raccordo con le altre funzioni aziendali coinvolte per le specifiche attività di competenza. Le strutture aziendali di Banca Etruria, proprio in conseguenza del ruolo svolto nell ambito delle operazioni di cartolarizzazione, sono state debitamente istruite, attribuendo compiti e relative responsabilità, con disposizioni emanate tramite circolari interne del Direttore Generale. Banca Etruria è anche Subordinated Loan Provider di Mecenate e di Etruria SVP, avendo fornito, per ciascuna operazione, finanziamenti diretti per la costituzione della Cash Reserve e dell Expenses Account e, con riferimento ad Etruria SPV, anche per la Commingling Reserve. Periodicamente gli Organi Aziendali di governo e di gestione della società Originator sono informati sull evoluzione delle operazioni di cartolarizzazione e sono portati a conoscenza di tutti quegli eventi che necessitano o possono necessitare l attuazione di azioni correttive volte a garantire la buona performance delle stesse, nel rispetto dei vincoli contrattuali e delle obbligazioni assunte. Rischio Strategico Per la gestione del rischio strategico, il Gruppo Banca Etruria ha confermato due dimensioni di analisi: - rischio strategico puro o di medio-lungo periodo (rischio che le scelte strategiche di medio-lungo periodo non producano i risultati attesi penalizzando il raggiungimento degli obiettivi economico-patrimoniali di lungo periodo o addirittura compromettendo i livelli economico-patrimoniali futuri); - rischio commerciale o di breve periodo (rischio di volatilità degli utili relativi all attività con la clientela). Per quanto riguarda il rischio strategico puro o di medio-lungo periodo il Gruppo Banca Etruria si è dotato di un complesso organico di regole organizzative e di governance per la definizione degli obiettivi strategici pluriennali ed annuali. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo è l organo deputato alla definizione degli obiettivi strategici a livello di Gruppo ed è supportato in tale attività dalle unità organizzative della Capogruppo attraverso le quali si articola il processo di pianificazione di Gruppo. La Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance, in particolare, avvalendosi anche di altre funzioni specialistiche della Capogruppo, supporta la Direzione Generale nella definizione ed attuazione del processo di pianificazione. In materia di pianificazione annuale, il processo di budgeting rappresenta il meccanismo di programmazione e di coordinamento delle attività svolte dalle singole unità organizzative, con la principale finalità di individuare le potenzialità di impiego delle risorse umane e patrimoniali che si ipotizzano disponibili per il raggiungimento degli obiettivi economici e di crescita pianificati su base pluriennale nel Piano Industriale. Il coordinamento del processo annuale di budgeting a livello di Gruppo è affidato alla Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance della Capogruppo. Viene previsto uno specifico sistema di monitoraggio dello stato di attuazione delle strategie rispetto ai risultati attesi. Per quanto riguarda il rischio strategico rischio commerciale o di breve periodo, al fine di assicurare che l introduzione di nuovi prodotti/servizi e conseguenti cambiamenti siano gestiti in 25
26 maniera strutturata e controllata, il Gruppo Banca Etruria si è dotato di un processo formalizzato che regolamenta la creazione e l approvazione di un nuovo prodotto/servizio. Il sistema di monitoraggio dell andamento della produzione commerciale del Gruppo è affidato alla Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance la quale relaziona in merito, con periodicità settimanale, alla Direzione Generale della Capogruppo e, con periodicità mensile, al Comitato Esecutivo della Capogruppo. La previsione di idonei strumenti di analisi e diffusione dei dati sull andamento delle variabili chiave che caratterizzano la gestione, realizzato attraverso processi di reporting, rappresenta un significativo presidio di mitigazione sia del rischio strategico puro sia del rischio strategico commerciale. Viene pertanto predisposta specifica reportistica periodica come informativa agli organi di governance, da parte della Direzione Centrale Pianificazione, Risk e Compliance della Capogruppo in merito agli scostamenti in termini economico/patrimoniali, allo stato di avanzamento del Piano Industriale ed in merito alla esposizione ai rischi. Rischio reputazionale Il rischio di reputazione, si concretizza nel rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell immagine della banca da parte dei clienti, controparti, azionisti della banca, investitori o autorità di vigilanza 10. L attenzione agli aspetti reputazionali del Gruppo viene esplicitata sin dalla definizione delle linee strategiche generali con le quali si intende preservare il ruolo di ogni Entità appartenente al Gruppo Banca Etruria all interno dl contesto economico e sociale di riferimento. A presidio di questa tipologia di rischio, l Organo con funzione di Supervisione Strategica ha posto la funzione di Compliance, individuata come unità responsabile del monitoraggio organico e sistematico della reputazione del Gruppo. In questa sua attività la Compliance tiene conto di fattori esogeni ed endogeni che possono generare elementi in grado di produrre ricadute negative sulla reputazione del Gruppo. Per quanto riguarda i fattori esogeni, si tiene conto, in linea generale, del contesto normativo, economico e sociale esterno, della percezione del sistema bancario da parte dell opinione pubblica e dell andamento dei mercati finanziari; inoltre, in particolare, vengono sistematicamente effettuati: a) il monitoraggio della performance delle azioni Banca Etruria rispetto all andamento dell indice di Borsa Italiana FTSE IT All-Share Banks, operativamente condotto dal Dipartimento Risk Management, il quale riferisce periodicamente al Dipartimento Compliance. b) il monitoraggio dei media, operativamente condotto dal Dipartimento Comunicazione, il quale periodicamente e in situazioni di particolare criticità ed importanza riferisce al Dipartimento Compliance. 10 Cfr Circolare Banca d Italia 263 del 27 dicembre 2006 e successive modificazioni Titolo III Capitolo 1 Allegato A 26
27 Il monitoraggio della reputazione attraverso l analisi dei fattori endogeni si articola come segue: - identificazione dei fattori potenziali che, sulla base dell attuale operatività del Gruppo Banca Etruria, possono generare un danno per la sua reputazione; - valutazione della potenziale rischiosità connessa ad ogni area di vulnerabilità individuata in ragione delle caratteristiche dell articolato sanzionatorio nonché di eventuali ulteriori considerazioni aventi specifica valenza reputazionale; - ricognizione, per ciascuno dei fattori identificati, del sistema dei controlli posti in essere e dei presidi esistenti a livello di Gruppo; - valutazione dell adeguatezza e dell efficacia dei presidi organizzativi e di controllo posti in essere come prevenzione degli eventi che possono portare un danno reputazionale per la Capogruppo e per le controllate bancarie e finanziarie; - evidenza delle eventuali aree di criticità e/o degli interventi correttivi da porre in essere per migliorare il sistema dei controlli e/o dei presidi esistenti. Il Dipartimento Compliance cura l attività di monitoraggio sopra indicata mediante la partecipazione a Comitati e Gruppi di Lavoro Interni e mediante verifiche in loco e a distanza, avvalendosi a tal fine di un apposita check list alimentata ed aggiornata a cura del Dipartimento anche con il contributo delle altre strutture del Gruppo competenti in ragione dello specifico ambito di rilievo. La check list è soggetta a possibili variazioni qualora il Dipartimento Compliance, a seguito della propria ordinaria attività di monitoraggio, individui, anche su indicazione delle strutture coinvolte in ragione dello specifico ambito, nuovi o mutati elementi di potenziale criticità. Il Dipartimento Compliance ha il compito di verificare ed analizzare la presenza di aree di vulnerabilità al rischio reputazionale, proponendo eventuali azioni per la risoluzione di quanto emerso in fase di analisi, monitorando gli esiti delle risoluzioni adottate. I Responsabili delle strutture interessate, di volta in volta interpellati dal Dipartimento Compliance nel corso delle attività di monitoraggio della reputazione del Gruppo Bancario, dovranno fornire alla medesima i supporti informativi, gli elementi documentali e le valutazioni necessarie alla compilazione della check list. La funzione di Compliance presidia nel continuo la reputazione del Gruppo e relaziona semestralmente il Consiglio di Amministrazione, individuato quale Organo di Supervisione Strategica e di Gestione, sull esito del monitoraggio sui fattori esogeni ed endogeni, evidenziando le aree di criticità ed i risultati degli interventi correttivi posti in essere al fine della mitigazione e/o della risoluzione delle criticità emerse. Analoga informativa è garantita al Comitato Rischi. Rischio Assicurativo In considerazione della rilevanza della partecipazione che la Capogruppo Banca Etruria detiene nelle compagnie assicurative BancAssurance Popolari e BancAssurance Popolari Danni, è stato istituito presso. Il Dipartimento Risk Management della Capogruppo un presidio per la verifica periodica del grado di esposizione del Gruppo al rischio assicurativo, inteso come rischio riferito all'incertezza inerente l ammontare e la tempistica degli impegni di natura assicurativa riferiti all'attività prodotta dalle società di assicurazioni. Le preposte funzioni delle compagnie assicurative sopra citate trasmettono al Dipartimento Risk Management della Capogruppo le informazioni e i dati relativi al proprio margine di solvibilità. 27
28 Successivamente il Dipartimento Risk Management provvede a quantificare il grado di esposizione al rischio assicurativo sulla base di un modello interno che si fonda sulla valutazione del margine di solvibilità comunicato all Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo (IVASS), infatti, il margine in questione può essere considerato come garanzia della solvibilità dell impresa assicurativa, poiché si risolve nell obbligo per l impresa stessa di mantenere un eccedenza delle attività rispetto alle passività proporzionata al volume di affari. Le compagnie assicurative controllate da Banca Etruria si sono dotate di un modello di governance, di una struttura operativa e di criteri funzionali coerenti con le linee strategiche e gestionali dettati dalla Capogruppo e con le disposizioni di vigilanza del settore. Le unità organizzative di BancAssurance Popolari e BancAssurance Popolari Danni operano all interno del quadro normativo di Gruppo e sono dotate di regolamenti e di funzioni interne che consentono loro un efficiente controllo della propria attività e dei relativi rischi. La mitigazione del rischio assicurativo viene attuata grazie ai limiti ed alle regole già imposte dall IVASS atte a regolare l intero settore nonché attraverso l utilizzo a fini gestionali delle risultanze della specifica attività di stress testing operata in seno alla Capogruppo. Il Consiglio di Amministrazione ed il Comitato Rischi ricevono informativa sul rischio due volte all anno. 28
29 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE Informazione qualitativa La presente informativa è riferita al Gruppo Bancario Banca Etruria, di cui Banca Etruria è Capogruppo. Il Gruppo Bancario al 31 dicembre 2012 è composto dalle seguenti Società: Comparto Bancario 1) Banca Popolare dell Etruria e del Lazio Società Cooperativa, Capogruppo del Gruppo Banca Etruria (BE) 2) Banca Federico Del Vecchio S.p.A. (BFDV) 3) Banca Popolare Lecchese S.p.A. (BPL) 11 Comparto Informatico 4)Etruria Informatica S.r.l. (EI) Comparto dei servizi finanziari 5) Mecenate S.r.l. (Mecenate) Si specifica che la Capogruppo e le altre Controllate soggette a requisiti prudenziali, non presentando il Gruppo deficienze patrimoniali a livello consolidato, riducono il proprio requisito individuale del 25%, ai sensi delle disposizioni di vigilanza in vigore. Le partecipazioni di controllo in società assicurative, a fini prudenziali, vengono consolidate con il metodo del patrimonio netto e dedotte integralmente dal patrimonio di vigilanza. Inoltre, la Società di Servizi Oro Italia Trading S.p.A., detenuta integralmente da Banca Etruria, viene consolidata ai soli fini di vigilanza con il metodo del patrimonio netto. All interno del Gruppo non vi sono impedimenti che ostacolino il rapido trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi. 11 Il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria in data 2 febbraio 2012 ha deliberato l avvio del processo di fusione per incorporazione di Banca Lecchese. 29
30 Tabella Gruppo Banca Etruria Livello di Consolidamento denominazione Sede Tipo di Rapporto Metodologia di Consolidamento Settore di attività Rapporto di Partecipazione IAS Consolidato di Vigilanza Impresa Partecipante Quota % BFDV Firenze 1 Integrale Integrale BE 100 Settore Bancario BL Lecco 1 Integrale Integrale BE 54,21 Settore Bancario Gruppo Bancario EI Arezzo 1 Integrale Integrale BE 100 Società Strumentali Società controllata non del gruppo Mecenate Arezzo 1 Integrale Integrale (*) BE 95 BAP Arezzo 1 Integrale BAP Danni Arezzo 1 Integrale Oro Arezzo 1 Integrale Società Collegate Assieme Arezzo 2 Patrimonio netto Deduzione con metodo del patrimonio netto BE 89,53 Deduzione con metodo del patrimonio netto BE/BAP 46/49 Attività ponderate per il rischio con metodo del patrimonio netto BE 100 Deduzione con metodo del patrimonio netto BAP 51 Settore Finanziario Settore Assicurativo Settore Assicurativo Altre società non finanziarie Settore Assicurativo (*) non considerata ai fini del calcolo dei requisiti per il rischio operativo conformemente a quanto previsto dalla normativa di riferimento. Legenda BAP = BancAssurance Popolari S.p.A. BAP Danni = BancAssurance Danni S.p.A. Oro = Oro Italia Trading S.p.A. Tipo di rapporto 1= maggioranza dei diritti di voto nell assemblea ordinaria 2= influenza dominante nell assemblea ordinaria Fonte: elaborazione interna 30
31 TAVOLA 3 COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA Informazione qualitativa La gestione del patrimonio riguarda l insieme delle politiche e delle scelte necessarie per definirne la dimensione, nonché la combinazione ottimale tra i diversi strumenti alternativi di capitalizzazione atta ad assicurare che il patrimonio ed i relativi ratios patrimoniali siano coerenti con il profilo di rischio assunto e rispettino i requisiti di vigilanza. La qualità ed il dimensionamento delle risorse patrimoniali delle singole aziende del Gruppo vengono definite nell ambito degli obiettivi più generali di Gruppo. Il patrimonio di vigilanza ed i coefficienti patrimoniali vengono determinati sulla base dei valori patrimoniali e del risultato economico definiti con l applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS e tenendo conto delle Istruzioni di Vigilanza. Il patrimonio di vigilanza, calcolato come somma di componenti positive e negative, in base alla loro qualità patrimoniale, è costituito dal patrimonio di base che rappresenta gli elementi patrimoniali di qualità primaria, tra cui sono ricomprese il capitale e le riserve, al netto della somma algebrica dei filtri prudenziali positivi e negativi (il Gruppo Banca Etruria non ha effettuato emissioni di strumenti innovativi di capitale e di quelli non innovativi), e dal patrimonio supplementare. Quest ultimo è costituito da una serie di elementi positivi, tra cui gli strumenti ibridi di patrimonializzazione, le passività subordinate e una serie di elementi negativi. Per ciò che riguarda le passività subordinate emesse dal Gruppo vi sono dei titoli cui presumibilmente verranno applicate le regole di salvaguardia (grandfathering) in vista dell introduzione dei nuovi dettami normativi previsti dagli accordi di Basilea. Specificatamente i titoli in oggetto risultano essere: - Lower Tier II da 100 milioni di euro emesso nel luglio 2006 con scadenza luglio 2016 per il quale nel corso del 2011 è stata effettuata una OPS alla quale è stato aderito per 70,35 milioni di euro. Non è più prevista la possibilità di rimborso anticipato dei titoli rimasti in circolazione. - Upper Tier II da 60,5 milioni di euro emesso a settembre 2007 con scadenza settembre Upper Tier II da 12 milioni di euro emesso a maggio 2008 con scadenza maggio Lower Tier II da 5 milioni di euro emesso ad ottobre 2009 con scadenza ottobre 2015 e rimborso del capitale a rate annuali costanti negli ultimi cinque anni di vita del titolo. - Lower Tier II da 11 milioni di euro emesso ad ottobre 2009 con scadenza ottobre 2016 e rimborso del capitale a rate annuali costanti negli ultimi cinque anni di vita del titolo. - Lower Tier II da 20 milioni di euro emesso a dicembre 2010 con scadenza dicembre 2017 e rimborso del capitale a rate annuali costanti negli ultimi cinque anni di vita del titolo. - Lower Tier II da 12 milioni di euro emesso a marzo 2008 con scadenza marzo Il Gruppo Banca Etruria ha adottato l approccio previsto dal provvedimento di Banca d Italia del 18 maggio 2010 con il quale viene concessa la possibilità, nella trattazione delle riserve da rivalutazione relative ai titoli di debito emessi da Amministrazioni Centrali di paesi appartenenti all Unione Europea contenuti nel portafoglio Attività finanziarie disponibili per la vendita, di neutralizzare completamente sia le plusvalenze che le minusvalenze associate. L attuale Piano Industriale ( ) del Gruppo Banca Etruria è stato costruito basandosi tra l altro, su assunzioni inerenti il patrimonio di vigilanza coerenti con i drivers del Piano stesso. La 31
32 prima parte è stata realizzata attraverso l operazione di conversione del prestito subordinato e l operazione di conferimento degli immobili alla società consortile Palazzo della Fonte. Di seguito è presentata la composizione del patrimonio di vigilanza suddivisa per i vari elementi del patrimonio base e del patrimonio supplementare che lo compongono. Tabella 3.1 Patrimonio Vigilanza PATRIMONIO DI VIGILANZA importi in migliaia di euro Saldo ELEMENTI POSITIVI DEL PATRIMONIO DI BASE Capitale Sovrapprezzi di emissione Riserve Utile del periodo - FILTRI PRUDENZIALI: INCREMENTI DEL PATRIMONIO DI BASE - Totale degli elementi positivi del patrimonio di base ELEMENTI NEGATIVI DEL PATRIMONIO DI BASE Azioni o quote proprie Avviamento Altre immobilizzazioni immateriali Perdita del periodo FILTRI PRUDENZIALI: DEDUZIONI DAL PATRIMONIO DI BASE Fair value option: variazioni del proprio merito creditizio Riserve negative su titoli disponibili per la vendita: Titoli di capitale e quote di O.I.C.R Titoli di debito - Altri filtri negativi Totale degli elementi negativi del patrimonio di base PATRIMONIO DI BASE AL LORDO DEGLI ELEMENTI DA DEDURRE ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO DI BASE Partecipazioni in società di assicurazione Totale elementi da dedurre TOTALE PATRIMONIO DI BASE ELEMENTI POSITIVI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE Riserve da valutazione: Leggi speciali di rivalutazione Riserve positive su titoli disponibili per la vendita: - Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. - Titoli di debito 227 Strumenti ibridi di patrimonializzazione Passività subordinate di 2 livello FILTRI PRUDENZIALI: INCREMENTI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE - Totale degli elementi positivi del patrimonio supplementare ELEMENTI NEGATIVI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE Altri elementi negativi
33 FILTRI PRUDENZIALI: DEDUZIONI DAL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE Quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita: Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. Titoli di debito 113 Totale degli elementi negativi del patrimonio supplementare PATRIMONIO SUPPLEMENTARE AL LORDO DEGLI ELEMENTI DA DEDURRE ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE Partecipazioni in società di assicurazione Totale elementi da dedurre TOTALE PATRIMONIO SUPPLEMENTARE ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO DI BASE E DAL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE Partecipazioni in società di assicurazione Totale elementi da dedurre PATRIMONIO DI VIGILANZA PATRIMONIO DI TERZO LIVELLO (TIER 3) - PATRIMONIO DI VIGILANZA INCLUSO IL PATRIMONIO DI TERZO LIVELLO Fonte: elaborazione interna Patrimonio Vigilanza 13 PATRIMONIO DI VIGILANZA importi in migliaia di euro Saldo ELEMENTI POSITIVI DEL PATRIMONIO DI BASE (saldo iniziale 01/01/12) Capitale Sovrapprezzi di emissione -107 Riserve Utile del periodo FILTRI PRUDENZIALI: INCREMENTI DEL PATRIMONIO DI BASE - Totale degli elementi positivi del patrimonio di base (saldo finale 31/12/12) ELEMENTI NEGATIVI DEL PATRIMONIO DI BASE (saldo iniziale 01/01/12) Azioni o quote proprie Avviamento Altre immobilizzazioni immateriali Perdita del periodo FILTRI PRUDENZIALI: DEDUZIONI DAL PATRIMONIO DI BASE Fair value option: variazioni del proprio merito creditizio Riserve negative su titoli disponibili per la vendita: Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. 924 Titoli di debito Altri filtri negativi Totale degli elementi negativi del patrimonio di base (saldo finale 31/12/12) PATRIMONIO DI BASE AL LORDO DEGLI ELEMENTI DA DEDURRE (saldo finale 31/12/12) La tabella è stata inserita a seguito della pubblicazione del documento Enhancing the risk dislosures of banks redatto da un Gruppo di lavoro internazionale -EDTF- che contiene raccomandazioni volte a rafforzare la trasparenza informativa delle banche sui profili di rischio. 33
34 ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO DI BASE (saldo iniziale 01/01/12) Partecipazioni in società di assicurazione 801 Totale elementi da dedurre (saldo finale 31/12/12) TOTALE PATRIMONIO DI BASE (saldo finale 31/12/12) ELEMENTI POSITIVI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (saldo iniziale 01/01/12) Riserve da valutazione: Leggi speciali di rivalutazione Riserve positive su titoli disponibili per la vendita: Titoli di capitale e quote di O.I.C.R Titoli di debito 227 Strumenti ibridi di patrimonializzazione Passività subordinate di 2 livello FILTRI PRUDENZIALI: INCREMENTI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE - Totale degli elementi positivi del patrimonio supplementare (saldo finale 31/12/12) ELEMENTI NEGATIVI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (saldo iniziale 01/01/12) Altri elementi negativi -361 FILTRI PRUDENZIALI: DEDUZIONI DAL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE Quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita: Titoli di capitale e quote di O.I.C.R Titoli di debito 113 Totale degli elementi negativi del patrimonio supplementare (saldo finale 31/12/12) PATRIMONIO SUPPLEMENTARE AL LORDO DEGLI ELEMENTI DA DEDURRE (saldo finale 31/12/12) ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (saldo iniziale 01/01/12) Partecipazioni in società di assicurazione 801 Totale elementi da dedurre (saldo finale 31/12/12) TOTALE PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (saldo finale 31/12/12) ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO DI BASE E DAL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE (saldo iniziale 01/01/12) Partecipazioni in società di assicurazione Totale elementi da dedurre (saldo finale 31/12/12) PATRIMONIO DI VIGILANZA (saldo finale 31/12/12) PATRIMONIO DI TERZO LIVELLO (TIER 3) (saldo finale 31/12/12) - PATRIMONIO DI VIGILANZA INCLUSO IL PATRIMONIO DI TERZO LIVELLO (saldo finale 31/12/12) Fonte: elaborazione interna 34
35 Patrimonio di Base Il Gruppo Banca Etruria non ha in essere alcuno strumento innovativo o non innovativo di capitale. Patrimonio supplementare Nella successiva tabella 3.2 vengono illustrate le principali caratteristiche degli strumenti obbligazionari subordinati che entrano nel calcolo del patrimonio supplementare. Patrimonio di terzo livello Il Gruppo Banca Etruria non ha attualmente in essere alcuno strumento di tipo Tier III. Tabella 3.2 Strumenti obbligazionari subordinati Titoli in circolazione : titoli subordinati Tipologie/Voci Data di emissione Data di scadenza Divisa Valore nominale valori in migliaia di euro all emissione Prestito subordinato tipo UpperTier II set-07 dic-17 Euro Variabile Tasso Apporto al patrimonio di vigilanza Prestito subordinato tipo UpperTier II mag-08 mag-18 Euro Variabile TOTALE UPPER TIER II Prestito subordinato tipo Lower Tier II ott-09 ott-15 Euro Variabile Prestito subordinato tipo Lower Tier II (1) lug-06 lug-16 Euro Variabile Prestito subordinato tipo Lower Tier II ott-06 ott-16 Euro da 3,75 a 4,25% Prestito subordinato tipo Lower Tier II dic-07 dic-17 Euro da 4,50 a 5% Prestito subordinato tipo Lower Tier II ott-09 ott-16 Euro da 5,5%a 4,0% Prestito subordinato tipo Lower Tier II dic-10 dic-17 Euro da 3% a 7% Prestito subordinato tipo Lower Tier II (2) Mar-08 Mar-18 Euro Variabile TOTALE LOWER TIER II Fonte: Elaborazione interna (1) Titolo oggetto di OPS nel corso del 2011 con una adesione pari a 70,35 milioni di euro. (2) Titolo del quale, a seguito della fusione per incorporazione di Etruria Leasing in Banca Etruria, sono state annullate le quote in precedenza riacquistate da parte dell emittente Etruria Leasing nonché quelle sottoscritte da Banca Etruria per un ammontare complessivo di 7 milioni di Euro mentre la quota rimanente è detenuta per la sua totalità dalla Controllata Banca Federico del Vecchio. Il titolo prevede la possibilità di rimborso anticipato a partire dal 5 anno e step up della cedola. L emissione come sopra specificato è interamente collocata all interno del Gruppo. 35
36 TAVOLA 4 ADEGUATEZZA PATRIMONIALE Informazione qualitativa L adeguatezza del capitale è oggetto di costante monitoraggio da parte della Capogruppo sia nelle fasi di rendicontazione degli andamenti gestionali (verifiche di budget e documenti contabili annuali e infrannuali), sia nell ambito del processo di Pianificazione. I momenti di verifica/rendicontazione e programmazione sono tra loro strettamente connessi in quanto la fase previsionale non può prescindere dalla conoscenza della situazione in essere per quanto attiene in particolare alla misurazione dei rischi di Primo Pilastro. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo definisce il livello massimo di rischio accettabile in rapporto al patrimonio di vigilanza attraverso la fissazione di coefficienti di patrimonializzazione minimi più stringenti rispetto a quelli individuati dalla normativa di Banca d Italia e attraverso la fissazione di un rapporto massimo tra capitale complessivo 14 e capitale interno complessivo 15. L attività di determinazione degli elementi caratterizzanti il patrimonio di vigilanza è svolta dal Dipartimento Risk Management della Capogruppo, conformemente al dettato normativo fornito dalle circolari n. 263/2006 e 155/1991 della Banca d Italia, agli orientamenti della vigilanza che individuano nel patrimonio l elemento centrale nella gestione aziendale e nel presidio della stabilità del Gruppo, e sulla base dei principi generali forniti dalla normativa europea ed internazionale. Il Dipartimento Risk Management si avvale del supporto e delle specifiche informazioni trasmesse dalle competenti funzioni della Dipartimento Amministrazione e Contabilità della Capogruppo, in particolare per quanto riguarda le controllate che rientrano nel perimetro di consolidamento contabile, ma che non appartengono al Gruppo Bancario. Il Consiglio di Amministrazione definisce, su proposta del Comitato Rischi, le modalità di determinazione del capitale complessivo e di riconciliazione tra lo stesso ed il patrimonio di vigilanza. Ai fini della quantificazione del capitale interno complessivo, il Consiglio di Amministrazione ha stabilito che lo stesso venga determinato come somma dei capitali interni a fronte dei singoli rischi (approccio building block). 14 Cfn glossario. 15 Cfn glossario. 36
37 Informazione quantitativa Tabella Requisiti Patrimoniali Requisito Patrimoniale RISCHIO DI CREDITO E CONTROPARTE Metodologia standard esposizioni verso o garantite da amministrazioni e banche centrali 0 esposizioni verso o garantite da enti territoriali 396 esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo 0 esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati esposizioni verso o garantite da imprese esposizioni al dettaglio esposizioni garantite da immobili esposizioni scadute esposizioni appartenenti a categorie ad alto rischio 197 esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio altre esposizioni cartolarizzazioni: metodologia standardizzata: posizioni verso la cartolarizzazione TOTALE RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE (*) RISCHI DI MERCATO Metodologia standard rischio di posizione generico (titoli di debito e di capitale) 116 rischio di posizione specifico (titoli di debito e di capitale) 140 rischio di posizione OICR 26 opzioni 0 rischio di cambio 0 rischio di posizione in merci 0 TOTALE RISCHI DI MERCATO 282 RISCHIO OPERATIVO metodologia base Metodologia standardizzata TOTALE RISCHI OPERATIVI ALTRI REQUISITI REQUISITO PATRIMONIALE COMPLESSIVO Fonte: Elaborazione interna. (*) la quota imputabile al rischio di controparte risulta pari a
38 Coefficienti Patrimoniali I Gruppi Bancari devono costantemente mantenere un ammontare minimo di Patrimonio di Vigilanza pari all'8 per cento del complesso delle attività ponderate in relazione ai rischi di perdita per inadempimento dei debitori (rischio creditizio). Inoltre, i Gruppi Bancari devono detenere costantemente un ammontare di Patrimonio di Vigilanza (incluso il patrimonio di 3 livello) non inferiore al requisito patrimoniale complessivo, che è pari alla somma dei requisiti patrimoniali prescritti a fronte dei rischi di credito, controparte, mercato ed operativo. Nel 2002 è stato richiesto al Gruppo Banca Etruria di mantenere un rapporto tra patrimonio di base ed attività ponderate per il rischio pari ad almeno il 6%, nonché un rapporto tra patrimonio di vigilanza ed attività ponderate per il rischio di credito pari ad almeno il 10%. Tali requisiti specifici vengono posti nella voce Altri requisiti. Il Gruppo si è posto l'obiettivo di raggiugere un rapporto tra patrimonio di base ed attività di rischio ponderate pari al 7,5% in considerazione della rilevanza strategica dell'adeguatezza patrimoniale. Nella tabella che segue i coefficienti patrimoniali sono calcolati tenendo conto dei suddetti requisiti specifici: Tabella 4.2 Coefficienti patrimoniali Importi COEFFICIENTI PATRIMONIALI AL 31 DICEMBRE 2012 ponderati/requisiti C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA C.1 Attività di rischio ponderate C.2 Patrimonio di base /Attività di rischio ponderate (Tier 1 Ratio) 6,6% C.3 Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate (Total Capital Ratio) 8,4% Fonte: Elaborazione interna. Nella tabella che segue attività di rischio e coefficienti di vigilanza sono riclassificati ai fini gestionali, per renderli comparabili con quelli degli altri intermediari vengono evidenziati i valori al netto dei requisiti specifici sopra descritti: Tabella 4.3 Coefficienti patrimoniali al netto dei requisiti specifici Importi Dati riclassificati a fini gestionali al 31 DICEMBRE 2012 ponderati/requisiti C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA C.1 Attività di rischio ponderate C.2 Patrimonio di base /Attività di rischio ponderate (Tier 1 Ratio) 8,1% C.3 Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate (Total Capital Ratio) 10,2% Fonte: Elaborazione interna. 38
39 Tavola 5 RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI GENERALI RIGUARDANTI TUTTE LE BANCHE - INFORMAZIONI Informazione qualitativa Il portafoglio crediti è segmentato in funzione delle caratteristiche andamentali delle relative esposizioni, nonché dell intensità di rischio ad esse corrispondente, con l obiettivo di monitorare costantemente l andamento delle posizioni critiche. Per le Banche del Gruppo Banca Etruria è stata operata, a livello gestionale, una classificazione della clientela in specifici segmenti, secondo i criteri previsti dal sistema di rating interno: Privati consumatori, Small Business, PMI e Corporate, Società Finanziarie ed Istituzioni. È stata altresì elaborata la classificazione della clientela in otto classi di rating: dalla AAA alla CC, dove sono raggruppate le posizioni in bonis, e tre classi rappresentanti le posizioni in default, in particolare C+ (inadempienti persistenti), C (incaglio) e D (sofferenza). Il Gruppo non presenta rischio di diluizione. Esposizioni anomale e deteriorate La classificazione delle esposizioni nelle diverse categorie di rischio è effettuata coerentemente alle disposizioni di vigilanza, integrata con disposizioni interne che fissano criteri e regole per il passaggio dei crediti nell ambito delle specifiche categorie di rischio. La disciplina interna è normata dal Regolamento del Credito attuato da ciascuna società del Gruppo interessata all attività di erogazione. I crediti critici sono pertanto classificati in: a) Credito Anomalo (i) Potenziale Past Due (ii) Sotto controllo b) Credito Deteriorato (i) Esposizioni scadute (ii) Incagli (iii) Crediti ristrutturati (iv) Posizioni in sofferenza La gestione ed il passaggio dei crediti nelle diverse categorie di rischio avviene per alcune categorie in modo automatico, per altre mediante proposta delle strutture aziendali competenti in base ai poteri di autonomia attributi dagli organi deleganti. Tuttavia l acquisizione dello status di Incaglio Oggettivo, ai sensi di quanto previsto dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d Italia, è automatico qualora ne ricorrano i presupposti e non richiede l esercizio di deleghe. 39
40 Criteri di valutazione Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito o aumentato della differenza tra l ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, dai costi e dai proventi imputabili direttamente al singolo credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l effetto economico dei costi e dei proventi lungo la vita residua attesa del credito. Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti la cui breve durata fa ritenere trascurabile l effetto dell applicazione della logica di attualizzazione che vengono valorizzati al costo storico. Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca. Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale viene effettuata una ricognizione dei crediti volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, incaglio e ristrutturato per svalutazione analitica coerentemente ad un modello di stima, secondo le attuali regole di Banca d Italia, coerenti con la normativa IAS. Detti crediti deteriorati sono oggetto di un processo di valutazione analitica e l ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario. Per quanto concerne le esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni sono soggette a rettifiche di valore specifiche determinate sulla base di una metodologia statistica di stima. La rettifica di valore è iscritta a conto economico. Il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengono meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. La ripresa di valore è iscritta a conto economico e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita e cioè, di norma, i crediti in bonis, sono sottoposti alla valutazione di perdita di valore su base collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche, fondate su elementi osservabili alla data della valutazione, che consentono di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti i. In particolare sono state determinate su base statistica la PD 16 (Probability of Default) e la LGD 17 (Loss Given Default), previste nell ambito delle Metodologie Avanzate Basilea II e che sono in linea con le esigenze di rilevazione previste dagli IAS/IFRS. 16 Cnf Glossario. 17 Cnf Glossario. 40
41 Nella determinazione della PD si tiene conto delle caratteristiche del prenditore che trovano la propria sintesi nel rating ad esso attribuito, mentre nella determinazione dell LGD si tiene conto delle caratteristiche del credito e delle eventuali garanzie presenti. Le rettifiche di valore determinate su base collettiva sono imputate nel conto economico. Ad ogni data di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali le eventuali rettifiche aggiuntive o riprese vengono ricalcolate in modo differenziale con riferimento all intero portafoglio di crediti in bonis alla stessa data. A decorrere da fine esercizio 2009, è stato definito ed applicato un modello di stima interno dei parametri di PD ed LGD in base al quale lo status di scaduto o sconfinante da oltre 90 giorni viene considerato come default. In particolare, secondo tale modello la PD viene stimata con riferimento alla classe di rating e mediante l utilizzo della funzione di regressione logistica, mentre l LGD viene stimata con riferimento alla probabilità di passaggio tra i diversi status di default ed alle relative previsioni di recupero sulla base delle risultanze interne. Al 31 dicembre 2012 è stato effettuato un aggiornamento sia delle stime di PD che di LGD al fine di poter tenere in considerazione le dinamiche in termini di rischio di credito rilevate nel corso dell anno, con l obiettivo di una maggiore coerenza con l attuale profilo di merito creditizio del portafoglio di clientela. Nel corso del 2012 inoltre è stata sviluppata un attività interna di ricalibrazione della stima di Probabilità di Default e di Loss Given Default al fine dell allineamento delle stesse alla scadenza normativa dei past due a 90 giorni anziché a 180 giorni. 41
42 Informazione quantitativa Le tabelle riportate nella presente sezione, salvo diversamente indicato, sono state tratte dal Bilancio consolidato al 31 dicembre 2012 Parte E della Nota Integrativa e tutti i valori ivi indicati sono espressi in migliaia di euro. Esposizioni creditizie lorde totali distinte per tipologia di esposizione di controparte Tabella 5.1 A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) Gruppo bancario Altre imprese Portafogli/qualità Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Altre attività Deteriorate Altre Totale 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Attività finanziarie valutate al fair value Attività finanziarie in corso di dismissione Derivati di copertura Totale 31/12/ Totale 31/12/
43 Tabella 5.2 A.1.3 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore specifiche Rettifiche di valore di portafoglio Esposizione netta A. ESPOSIZIONI PER CASSA a) Sofferenze b) Incagli c) Esposizioni ristrutturate d) Esposizioni scadute f) Altre attività Totale A B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO a) Deteriorate b) Altre Totale B TOTALE A+B
44 Tabella 5.3 A.1.6 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore specifiche Rettifiche di valore di portafoglio Esposizione netta A. ESPOSIZIONI PER CASSA A.1 Gruppo bancario a) Sofferenze b) Incagli c) Esposizioni ristrutturate d) Esposizioni scadute f) Altre attività B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO TOTALE A B.1 Gruppo bancario a) Deteriorate b) Altre TOTALE B
45 Distribuzione delle esposizioni creditizie per aree geografiche significative Tabella 5.4 B.2 Gruppo bancario - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio) Italia Altri Paesi europei America Asia Resto del mondo Esposizioni/Aree geografiche Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifichev alore complessive Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifichev alore complessive A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Incagli A.3 Esposizioni ristrutturate A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni Totale B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Incagli B.3 Altre attività deteriorate B.4 Altre esposizioni Totale Totale 31/12/ Totale 31/12/
46 Tabella 5.5 B.3 Gruppo bancario - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche (valore di bilancio) Italia Altri Paesi europei America Asia Resto del mondo Esposizioni/Aree geografiche Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifiche valore complessive Espos. netta Rettifiche valore complessive A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Incagli A.3 Esposizioni ristrutturate A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni Totale B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Incagli B.3 Altre attività deteriorate B.4 Altre esposizioni Totale Totale 31/12/ Totale 31/12/
47 Distribuzione per settore economico Tabella 5.6 B.1 Gruppo bancario - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio) Governi Altri enti pubblici Società finanziarie Imprese di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Esposizioni/Controparti Espos. Netta Rettifiche val. specifiche Rettifiche val. di portafoglio Espos. netta Rettifiche val. specifiche Rettifiche val. di portafoglio Espos. netta Rettifiche val. specifiche Rettifiche val. di portafoglio Espos. netta Rettifiche val. specifiche Rettifiche val. di portafoglio Espos. netta Rettifiche val. specifiche Rettifiche val. di portafoglio Espos. netta Rettifiche val. specifiche Rettifiche val. di portafoglio A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze A.2 Incagli A.3 Esposizioni ristrutturate A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni X Totale A B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Incagli B.3 Altre attività deteriorate B.4 Altre esposizioni Totale B Totale (A+B) 31/12/ Totale (A+B) 31/12/
48 Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie Tabella 5.7 Voci/Scaglioni temporali a vista da oltre 1 giorno a 7 giorni da oltre 7 giorni a 15 giorni da oltre 15 giorni a 1 mese da oltre 1 mese fino a 3 mesi da oltre 3 mesi fino a 6 mesi da oltre 6 mesi fino a 1 anno da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni Durata Indeterminata Attività per cassa A.1 Titoli di Stato A.2 Altri titoli di debito A.3 Quote O.I.C.R A.4 Finanziamenti banche clientela Passività per cassa B.1 Depositi e conti correnti banche clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni "fuori bilancio" C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale posizioni lunghe posizioni corte C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale posizioni lunghe posizioni corte C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere posizioni lunghe posizioni corte C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi posizioni lunghe posizioni corte C.5 Garanzie finanziarie rilasciate C.6 Garanzie finanziarie ricevute C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale Posizioni lunghe Posizioni corte
49 Distribuzione per tipo di controparte di esposizioni deteriorate e scadute e rettifiche di valore Tabelle 5.8 A.1.7 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde Causali/Categorie Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute A. Esposizione lorda iniziale di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.1 ingressi da crediti in bonis B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate B.3 altre variazioni in aumento C. Variazioni in diminuzione C.1 uscite verso crediti in bonis C.2 cancellazioni C.3 incassi C.4 realizzi per cessioni C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate C.6 altre variazioni in diminuzione D. Esposizione lorda finale di cui: esposizioni cedute non cancellate A.1.8 Gruppo bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive Causali/Categorie Sofferenze Incagli Esposizioni Esposizioni scadute Ristrutturate A. Rettifiche complessive iniziali di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.1 rettifiche di valore B.1 Bis perdite da cessioni B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate B.3 altre variazioni in aumento C. Variazioni in diminuzione C.1 riprese di valore da valutazione C. 2 riprese di valore da incasso C.2 Bis utili da cessioni C.3 cancellazioni C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate C.5 altre variazioni in diminuzione D. Rettifiche complessive finali di cui: esposizioni cedute non cancellate
50 TAVOLA 6 RISCHIO DI CREDITO: INFORMAZIONI RELATIVE AI PORTAFOGLI ASSOGGETTATI AL METODO STANDARDIZZATO E ALLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE SPECIALIZZATE ED IN STRUMENTI DI CAPITALE NELL AMBITO DEI METODI IRB 18 Informazione qualitativa Ai fini della determinazione del requisito patrimoniale per il rischio di credito tramite la Metodologia Standardizzata, le scelte intraprese dal Gruppo Banca Etruria (in riferimento a Banca Etruria, Banca Federico Del Vecchio, Banca Popolare Lecchese) in merito all impiego delle valutazioni di ECAI 19 (External Assessment Credit Institution) sono di seguito riepilogate: Tabella 6.1 Controparte ECAI Classe di esposizioni ECAI scelta Amministrazioni Centrali e Banche Centrali FITCH RATINGS 20 Banche Multilaterali di Sviluppo Imprese ed altri soggetti Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) Esposizioni a breve verso Imprese Cartolarizzazioni STANDARD & POOR S RATING SERVICES STANDARD & POOR S RATING SERVICES STANDARD & POOR S RATING SERVICES STANDARD & POOR S RATING SERVICES STANDARD & POOR S RATING SERVICES Informazione quantitativa La tabella di seguito riportata illustra la distribuzione delle esposizioni soggette a rischio di credito e controparte sulla base dei fattori di ponderazione, secondo le regole di compilazione delle segnalazioni di vigilanza definite dalla vigente normativa in materia. Non vengono riportate in tabella le esposizioni che hanno rischio basso il cui fattore di conversione creditizia è pari a zero per cento. 18 Cnf Glossario. 19 Cnf Glossario. 20 In data 14 marzo il Consiglio di Amministrazione Banca Etruria ha deliberato l adozione dell Ecai DBRS Ratings Limited per le esposizioni verso o garantite da Stati Sovrani con competenza al 31 marzo 2013 a valere per tutte le Banche del Gruppo. 50
51 Tabella 6.2 Distribuzione delle esposizioni soggette a rischio di credito e di controparte RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE Fattore di ponderazione importi in migliaia di euro altre Metodologia Standard 0% 20% 35% 50% 70% 75% 100% 150% 200% ponderazioni deduzione dal PdV esposizioni verso o garantite da amministrazioni e banche centrali esposizioni verso o garantite da enti territoriali esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati esposizioni verso o garantite da imprese esposizioni al dettaglio esposizioni garantite da immobili esposizioni scadute esposizioni appartenenti a categorie ad alto rischio esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio altre esposizioni cartolarizzazioni: metodologia standardizzata: posizioni verso la cartolarizzazione TOTALE RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE (esposizioni) TOTALE RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE ( RWA) Fonte: Elaborazione interna 51
52 TAVOLA 8 TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO Informazione qualitativa Il Gruppo Banca Etruria non applica processi di compensazione delle esposizioni a rischio di credito con partite di segno opposto in ambito di bilancio o fuori bilancio, per quanto concerne il portafoglio commerciale. Il Gruppo Banca Etruria adotta invece politiche di riduzione del rischio di controparte con controparti istituzionali, stipulando accordi di compensazione (netting agreement) e accordi di collateralizzazione (collateral agreement), sia per derivati che per repo (repurchase agreement). Gli accordi di compensazione relativi a operazioni in bilancio e fuori bilancio stipulati non sono fatti valere ai fini contabili e segnaletici di vigilanza data la loro non significatività. Con l obiettivo di ridurre i rischi insiti nella concessione di affidamenti alla clientela, gli stessi sono mitigati con la richiesta di garanzie, sia reali (ipoteca e pegno) sia personali (fideiussioni, comprese quelle consortili e le controgaranzie), sia di tipo assicurativo, che rappresentano una copertura essenziale del rischio assunto a fronte del credito erogato. Tutte le garanzie sono richieste su base selettiva in funzione della valutazione del merito creditizio del cliente affidato e sulla base della tipologia di operazione, al fine di ridurre il rischio di credito e considerandone gli impatti in termini di requisiti patrimoniali. Inoltre, è presente un gruppo di lavoro interfunzionale a livello di capogruppo volto al costante aggiornamento dei processi interni di acquisizione gestione e monitoraggio delle varie tipologie di garanzie in ottica di continuo adeguamento delle stesse con la normativa prudenziale. Politiche e processi per la valutazione e gestione delle garanzie reali L erogazione del credito con acquisizione di garanzie reali è soggetta a norme e processi interni formalizzati per l acquisizione e conservazione della documentazione, la valutazione del bene, il perfezionamento della garanzia ed il monitoraggio del valore nel tempo. L eventuale realizzo forzoso della garanzia è curato da strutture specialistiche deputate al recupero del credito. La presenza di garanzie reali non esime, in ogni caso, da una valutazione completa del rischio di credito, incentrata principalmente sulla capacità del prenditore di far fronte alle obbligazioni assunte indipendentemente dall accessoria garanzia. Riguardo le garanzie ipotecarie, il processo interno di acquisizione, gestione e monitoraggio delle stesse prevede regole specifiche e ben definite, uniformi per tutte le Società del Gruppo, tali da garantire l efficacia e la validità delle garanzie acquisite sia come strumento di protezione del credito che come strumento di mitigazione in termini di assorbimento patrimoniale. Ai fini della valutazione dei beni è previsto, a seconda della tipologia del mutuatario e dell importo del finanziamento, principalmente l utilizzo di perizie di tecnici esterni. Il Gruppo si avvale di società del settore riconosciute a livello nazionale. Le suddette società hanno certificato, attraverso formale documentazione, la loro adesione alle Linee Guida ABI per la Valutazione degli Immobili in Garanzia, garantendo una prassi in grado di agevolare gli intermediari nell applicazione dei criteri generali di valutazione e di sorveglianza sugli immobili a garanzia di esposizioni creditizie, in attuazione delle disposizioni di vigilanza della Banca d Italia. 52
53 Nella fase di concessione del credito, la valutazione degli immobili è basata sul valore di mercato prudenziale o, per gli immobili in corso di realizzazione, sul costo di costruzione. A copertura dei rischi residuali, il prenditore è tenuto a stipulare una polizza assicurativa contro i danni di incendio e scoppio per un importo quanto meno pari al costo di ricostruzione dell'immobile. Inoltre è previsto un processo di monitoraggio degli immobili a garanzia sia nel caso di crediti deteriorati che non, che si realizza attraverso metodi statistici o con attività di rivalutazione del valore degli immobili tramite nuova perizia. Una specifica funzione della Sede Centrale della Capogruppo effettua un controllo accentrato delle garanzie ipotecarie con particolare riferimento alla completezza della documentazione acquisita, al rispetto dei requisiti normativi in termini di eleggibilità deli immobili ed al corretto caricamento procedurale della garanzia. Tale funzione provvede inoltre ad alimentare il database informativo sugli immobili oggetto di garanzia, nel quale sono registrate le informazioni necessarie al fine di garantire il monitoraggio del mantenimento dei requisiti nel tempo. Inoltre, nel corso del secondo semestre dell esercizio 2012, è stata eseguita un attività massiva di sistemazione ed allineamento delle garanzie ipotecarie pregresse secondo i requisiti normativi di eleggibilità, che proseguirà anche nel corso dell esercizio Per quanto concerne invece il comparto delle garanzie pignoratizie, anche in tale caso il processo interno di acquisizione, gestione e monitoraggio prevede regole specifiche e ben definite, uniformi per tutte le Società del Gruppo, tali da garantire l efficacia e la validità delle garanzie acquisite sia come strumento di protezione del credito che come strumento di mitigazione in termini di assorbimento patrimoniale. A partire dallo scorso esercizio è stato definito un nuovo processo di gestione delle garanzie pignoratizie che prevede un accentramento dell operatività presso una specifica funzione della Sede Centrale della Capogruppo, al fine di standardizzare a livello di Gruppo un iter che segue fin dall inizio la garanzia, verificandone l eleggibilità, la raccolta e l invio della documentazione, il caricamento procedurale, la sua archiviazione e infine il successivo monitoraggio. La valutazione delle garanzie pignoratizie è basata sul valore reale, inteso quale valore di mercato per gli strumenti finanziari quotati in un mercato regolamentato, o diversamente, da un valore di stima basato sul valore di presunto realizzo. Il valore delle garanzie pignoratizie acquisite viene costantemente monitorato dalla suddetta funzione della Capogruppo appositamente individuata. Al fine di limitare i rischi di insussistenza o cessazione della protezione sono previste specifiche tutele, quali il reintegro della garanzia in presenza di una diminuzione del valore iniziale e l estensione del pegno sulle somme rivenienti dal rimborso degli strumenti finanziari. Infine, ai fini del trattamento in ottica di vigilanza prudenziale, per le garanzie pignoratizie, a partire dalla competenza del 31 dicembre 2012, è stato attuato il passaggio dal metodo semplificato al metodo integrale con rettifiche standard di volatilità in un ottica di evoluzione verso metodologie più avanzate di gestione di tale comparto. 53
54 Definizione dei principali tipi di garanzie reali accettate Le garanzie reali accettate dal Gruppo Banca Etruria sono: - garanzie reali finanziarie; - garanzie reali immobiliari; - altre garanzie reali (pegni su polizze vita) Nelle seguenti tabelle di dettaglio sono illustrate le principali tipologie di garanzie reali finanziarie e garanzie reali immobiliari che il Gruppo ammette a fini dell applicazione delle tecniche CRM 21 : Tabella 8.1 Garanzie reali finanziarie/altre garanzie reali* Tipo di garanzia Titoli quotati Titoli di Stato Certificati di deposito Saldo in conto corrente (in Euro o in valuta) Pegno di polizza Assicurative I e V ramo Pegno di polizza Assicurative III ramo Obbligazioni quotate (espresse in valuta diversa da Euro, espresse in Euro, Obbligazioni Gruppo Banca Etruria) Libretti di deposito Quote di fondi italiani e Sicav Italiani Oro finanziario in conto corrente *Sono presenti ed accettate dal Gruppo Banca Etruria ulteriori garanzie per non essendo eligibili ai fini prudenziali in base alla normativa vigente. Tabella 8.2 Garanzie reali ipotecarie* Tipologia finanziamento FONDIARIO EDILIZIO Tipologia controparte PRIVATI IMPRESE PRIVATI IMPRESE IMMOBILE RESIDENZIALE Tipologia immobile accettato in garanzia IMMOBILE NON RESIDENZIALE TERRENI RESIDENZIALI EDIFICABILI FINANZIAMENTI S.A.L. PER LA REALIZZAZIONE DI IMMOBILI RESIDENZIALI FINANZIAMENTI S.A.L. PER LA REALIZZAZIONE DI IMMOBILI NON RESIDENZIALI *Sono presenti ed accettate dal Gruppo Banca Etruria ulteriori garanzie per non essendo eligibili ai fini prudenziali in base alla normativa vigente. 21 Cnf. Glossario. 54
55 Il Gruppo Banca Etruria non opera in derivati su crediti. La principale concentrazione di garanzie reali ipotecarie è legata ai finanziamenti per mutui alla clientela, tuttavia considerato il frazionamento del rischio implicito nella tipologia e caratteristica dei finanziamenti, nonché i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione in tema di concentrazione del rischio, non si rilevano concentrazioni di garanzie significative. Per quanto concerne invece le garanzie reali finanziarie, la maggior concentrazione di queste è rappresentata da obbligazioni emesse da Banca Etruria e dai pegni in denaro; pertanto il livello di concentrazione di questi strumenti può ritenersi non significativo. Politiche e processi per la valutazione e gestione delle garanzie personali * Nell'ambito del comparto delle garanzie personali, i garanti sono rappresentati nella maggior parte dei casi dai Consorzi Fidi ed in via residuale da banche ed enti. In particolare, i Confidi iscritti nell elenco speciale ex art 107 T.U.B, ai fini regolamentari, sono pertanto ritenuti idonei ad offrire garanzie in grado di mitigare il rischio di credito in sede di calcolo dei requisiti patrimoniali. A tale proposito a partire dallo scorso esercizio è stato introdotto, per tutte le Banche del Gruppo Banca Etruria, un nuovo processo di accentramento della gestione amministrativa delle garanzie consortili finalizzato a: - minimizzare i rischi operativi in termini di mancata eleggibilità di tali garanzie; - standardizzare le attività previste, con una specializzazione delle competenze ed un più efficace monitoraggio e gestione delle posizioni interessate; - semplificare la gestione operativa della rete commerciale; - individuare un unica funzione aziendale di interscambio delle informazioni con i principali Consorzi di Garanzia convenzionati. Nel corso del 2012 è stata avviata un ulteriore fase di sviluppo del processo relativo alle garanzie consortili. Più nel dettaglio: - sono state avviate le attività di gestione e recupero delle pratiche pregresse in quanto anteriori all entrata in vigore delle nuove modalità operative sopra descritte; - è entrato a regime il processo di gestione e caricamento procedurale delle controgaranzie rilasciate dal fondo MCC, in un ottica oltre che di razionalizzazione ed efficientamento, anche di poter beneficiare della maggiore mitigazione del rischio di credito prevista a livello normativo. Inoltre è in via di emanazione un aggiornamento della normativa interna volta alla definizione dei criteri per la valutazione del merito creditizio dei singoli Consorzi di Garanzia, per la determinazione dei singoli plafond in termini di esposizioni garantite e per il monitoraggio degli stessi nel rispetto dei limiti di concentrazione stabiliti internamente per tali tipologie di affidamenti. La principale concentrazione di garanzie personali è rappresentata da quelle di tipo consortile; la stessa tuttavia può ritenersi non significativa tenuto conto sia del frazionamento del rischio tra le esposizioni di riferimento, che dei limiti definiti internamente in tema di concentrazione del rischio per singolo Consorzio. Nel corso dell esercizio 2012, inoltre, nell ambito del comparto delle garanzie personali, è stata svolta un attività di sistemazione delle garanzie acquisite a fronte delle operazioni di cessione del quinto, al fine dell applicazione alle stesse delle tecniche di Credit Risk Mitigation nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. *Sono presenti ed accettate dal Gruppo Banca Etruria ulteriori garanzie per non essendo eligibili ai fini prudenziali in base alla normativa vigente 55
56 Informazione quantitativa Nella tabella di seguito riportata sono illustrate, per classe regolamentare di attività, le esposizioni del Gruppo Bancario considerate ai fini del rischio di credito metodo standardizzato coperte da garanzie reali finanziarie e da garanzie personali, determinate secondo le regole di vigilanza prudenziale. La tabella non include, pertanto, tutti i tipi di garanzia rilasciate comunque dalla clientela, ma solo le garanzie ammissibili ai fini della mitigazione del rischio. Ad esempio, non sono incluse le esposizioni garantite da immobili che sono garanzie non riconosciute ai fini della mitigazione del rischio e che non sono quindi direttamente rappresentate nell omonima classe evidenziata nella tabella 6.2 della presente informativa. Tabella 8.3 Rischio di credito e di controparte: distribuzione delle esposizioni coperte da garanzie reali e personali per classi regolamentari di attività RISCHIO DI CREDITO E CONTROPARTE garanzie reali garanzie garanzie assimilate alle personali TOTALE Metodologia standard importi in migliaia di euro finanziarie personali - esposizioni verso o garantite da amministrazioni e banche centrali * esposizioni verso o garantite da enti territoriali esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati esposizioni verso o garantite da imprese esposizioni al dettaglio esposizioni garantite da immobili esposizioni scadute esposizioni appartenenti a categorie ad alto rischio esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio altre esposizioni TOTALE RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE Fonte: Elaborazione interna * Inclusiva di una singola operazione verso C.D.P. Il valore riportato nella voce altre esposizioni è relativo principalmente ai pronti contro termine utilizzati come garanzie reali. 56
57 TAVOLA 9 RISCHIO DI CONTROPARTE Informazione qualitativa Il Gruppo pone attenzione al monitoraggio del rischio controparte inteso come il rischio che la controparte di una transazione, avente ad oggetto determinati strumenti finanziari (quali derivati OTC, operazioni SFT e operazioni con regolamento a termine), risulti inadempiente prima del regolamento della transazione. Sulla base delle disposizioni normative, la modalità di rilevazione applicata è quella riferita alla metodologia del valore corrente per i derivati OTC 22 e per le operazioni con regolamento a termine, che consiste nella determinazione dell esposizione corrente e potenziale attraverso la modalità standard regolamentare, utilizzando il valore di mercato come esposizione attuale dello strumento e l impostazione regolamentare per rappresentare, in modo semplificato, l esposizione potenziale futura. E utilizzato il metodo CRM metodo integrale con rettifiche di vigilanza per volatilità per le operazioni SFT. Il capitale interno per questa tipologia di rischio coincide con il requisito patrimoniale. Nella negoziazione di strumenti derivati negoziati over-the counter la selezione della controparte istituzionale delle operazioni è limitata a quelle per le quali sussiste idonea linea di fido e nei limiti della relativa disponibilità. La gestione delle linee di fido è svolta all'interno del Dipartimento Finanza e le relative autonomie deliberative vanno, in funzione dell'importo, dal Responsabile Dipartimento Finanza, al Direttore Generale, fino al Comitato Crediti. Nella selezione della controparte istituzionale si assume come elemento determinante nella scelta l'eventuale presenza di un contratto di Credit Support Annex (CSA) destinato alla mitigazione del rischio controparte. Una volta rispettati tutti i vincoli relativi alle linee di fido e all eventuale presenza di CSA, la selezione della Controparte avverrà, nel rispetto di una logica di diversificazione, a favore della miglior offerta in termini di prezzo. La Capogruppo Banca Etruria ha, nel mese di febbraio 2012, rinunciato al rating, pertanto, non risente di impatti associati ad un giudizio negativo nei propri confronti nei termini di effetti sulle garanzie in essere. Non sono previste delle politiche rispetto alle esposizioni al rischio di correlazione sfavorevole. 22 Cfr glossario 57
58 Informazione quantitativa Nelle tabelle che seguono è illustrato il dettaglio delle operazioni in derivati in essere al 31 dicembre Per quanto concerne il valore nozionale dei derivati di credito di copertura del rischio di controparte, occorre rilevare che il Gruppo bancario non ha registrato operatività in derivati di credito. Tabella 9.1 Rischio di controparte: strumenti derivati derivati finanziari A.5 Derivati finanziari: portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione Contratti non rientranti in accordi di compensazione Governi e Banche Centrali Altri enti pubblici Banche Società finanziarie Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti 1) Titoli di debito e tassi d'interesse valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura - 2) Titoli di capitale e indici azionari valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura ) Valute e oro valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura ) Altri valori valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura
59 A.7 Derivati finanziari: portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione Contratti rientranti in accordi di non compensazione Governi e Banche Centrali Altri enti pubblici Banche Società finanziarie Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti 1) Titoli di debito e tassi d'interesse valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura ) Titoli di capitale e indici azionari valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura ) Valute e oro valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura ) Altri valori valore nozionale fair value positivo fair value negativo esposizione futura
60 Si segnala che non sono in essere derivati di copertura del rischio di controparte. Non sono presenti derivati di credito di copertura del rischio di controparte. Tabella Rischio di controparte: valore dell'esposizione e valore delle garanzie reali ammesse a mitigazione del rischio Tipo contratti Valore dell'esposizione (equivalente creditizio/valore corretto per PCT) Valore garanzie reali Contratti derivati PCT 533 Altre operazioni SFT e con regolamento a lungo termine Totale Fonte: Elaborazione interna Esistono accordi di compensazione per le posizioni aperte in derivati con controparti istituzionali. 60
61 TAVOLA 10 OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE Informazione qualitativa Le operazioni di cartolarizzazione sono state realizzate da Banca Etruria (Originator) ai sensi e per gli effetti della Legge 130/1999, mediante la Società Veicolo (SPV) Mecenate S.r.l. e Etruria Securitisation SPV S.r.l., all uopo costituite. Il capitale sociale di Mecenate S.r.l. è detenuto per il 95% da Banca Etruria, mentre il restante 5% del capitale sociale è di proprietà di Finanziaria Italiana S.p.A. con sede ad Arezzo. Etruria Securitisation SPV S.r.l. è partecipata dal socio unico Stichting Etruria, società di dritto olandese con sede in Olanda. Al 31 dicembre 2012 risultavano attive le operazioni effettuate nel 2007 (Mecenate #2), nel 2009 (Mecenate #3) e nel 2011 (Mecenate #4) e nel 2012 (Etruria SPV 2012). Le operazioni di cartolarizzazione Mecenate realizzate da Banca Etruria hanno riguardato rispettivamente mutui residenziali in bonis, originati da Banca Etruria e da altre banche dalle quali Banca Etruria aveva acquisito tali crediti; mentre l operazione Etruria SPV, realizzata da Banca Etruria, ha riguardato mutui ipotecari e chirografari erogati a SME e piccoli operatori economici. Con riferimento alle operazioni realizzate ed in essere al 31 dicembre 2012 si evidenzia che quella perfezionata nel 2007 è un operazione di cartolarizzazione tradizionale, nella definizione data dalla normativa di vigilanza Circolare 263 Titolo II Capitolo 2 Parte Seconda Sezione I, con la quale è stato attuato all emissione il significativo trasferimento del rischio; mentre quelle perfezionate nel 2009, nel 2011 e nel 2012, definite autocartolarizzazioni, nelle quali tutti i titoli obbligazionari emessi nell ambito dei rispettivi portafogli da Mecenate e Etruria SPV sono stati completamente sottoscritti all emissione da Banca Etruria, non hanno comportato il trasferimento del rischio e non sono pertanto riconducibili, ai fini della normativa richiamata, come esposizioni verso la cartolarizzazione. Il Gruppo non ha in essere operazioni c.d. cartolarizzazioni sintetiche. Banca Etruria non effettua operazioni di market-making su titoli RMBS e su quelli ABS collegati alle operazioni di cartolarizzazione originate dalle società del Gruppo. ORIGINATOR BANCA ETRURIA S.C. Motivazioni della cartolarizzazione L operazione Mecenate #2 del 2007 è stata realizzata con l obiettivo di ottimizzare la gestione del portafoglio crediti e la diversificazione delle fonti di finanziamento. L operazione Mecenate #3 del 2009 è stata realizzata con l obiettivo di diversificare e potenziare le fonti di funding attraverso la trasformazione di crediti ceduti in titoli rifinanziabili. L operazione Mecenate #4 del 2011 è stata realizzata con l obiettivo, oltre alla diversificazione delle fonti di finanziamento a medio/lungo termine, di gestione diversificata del costo del funding. L operazione Etruria SPV 2012 è stata realizzata per la diversificazione delle fonti di finanziamento e trasformazione degli attivi. 61
62 Sistemi interni di misurazione e controllo Rischio di mercato, di credito e di liquidità Tipologia di coperture Le attività di controllo sono demandate alle funzioni interne della struttura aziendale di Banca Etruria, che per competenza, effettuano verifiche sull andamento degli incassi, del controllo del credito e dell amministrazione contabile. Banca Etruria è il Servicer ed il Corporate Services Provider di Mecenate S.r.l. e di Etruria Securitisation SPV S.r.l. per tutte le cartolarizzazioni. Queste ultime sono costantemente monitorate, attraverso l analisi periodica dei rispettivi servicing report trimestrali. Il Comitato Rischi è periodicamente informato sulla performance delle operazioni di cartolarizzazione e sui potenziali rischi eventualmente connessi. Conformemente alle previsioni di cui al contratto di Servicing, Banca Etruria ha nominato PriceWatherhouseCoopers S.p.A. (PWC) come società di revisione contabile incaricata di predisporre e fornire a Mecenate S.r.l., con cadenza annuale ed entro la data di approvazione del bilancio della SPV, un certificato attestante: (a) la conformità dei dati contenuti in due report scelti dalla società di revisione con le scritture contabili tenute da Mecenate S.r.l.; (b) l idoneità delle procedure degli Incassi adottate da Banca Etruria per assicurarne la puntuale e corretta imputazione. In Etruria SPV 2012 non è previsto un monitoraggio della società di revisione dei report trimestrali, sebbene nell ambito dell attività di revisione del bilancio, la società di revisione incaricata (PWC) estenda le proprie verifiche anche alle informazioni contenute nei servicing reports. Tenuto conto delle caratteristiche delle cartolarizzazioni descritte, i rischi di mercato, di credito e di liquidità sono gestiti nell ambito delle specificate attività previste per tali rischi. Mecenate S.r.l. ha sottoscritto con la società UBS Ltd contratti Swap a copertura delle oscillazioni di tasso sui crediti cartolarizzati delle operazioni Mecenate 2007 e Mecenate 2009, mentre relativamente a Mecenate 2011 il contratto di copertura sui tassi di interesse è stato sottoscritto con la controparte Credit Suisse International. Contemporaneamente è stato sottoscritto un contratto di Back To Back tra Banca Etruria e Credit Suisse International. Per l operazione Etruria SPV 2012, tenuto conto della composizione del portafoglio, rappresentato per circa l 82% da mutui a tasso variabile, è stato ritenuto di non procedere ad alcuna copertura del rischio derivante dalle oscillazioni di tasso e pertanto non sono stati sottoscritti contratti swap. Conformemente alle disposizioni di vigilanza non sono considerate esposizioni verso la cartolarizzazione quelle che non realizzano l effettivo trasferimento del rischio e comunque non concorrono alla determinazione del requisito patrimoniale delle posizioni verso la cartolarizzazione quelle per le quali il valore ponderato per il rischio di tutte le posizioni verso una medesima cartolarizzazione risulta superiore al valore ponderato delle attività cartolarizzate calcolato come se queste non fossero mai state cartolarizzate (cap test). Considerate le tipologie di cartolarizzazioni attive, il rischio esplicito è trattato all interno del rischio di credito, calcolato con il metodo standardizzato. Analogamente il rischio di liquidità è gestito nell ambito più ampio della posizione complessiva di Gruppo. Relativamente all operazione Mecenate 2007 il rischio complessivo e massimo cui Banca Etruria potrebbe essere soggetta in caso di inadempimento dei soggetti finanziati con i mutui cartolarizzati è rappresentato dal totale dei finanziamenti concessi (prestito subordinato e debito per rateo di interessi non ancora riscossi) e dall ammontare dei titoli della Classe D, oltre l'ammontare dei titoli delle altre Classi acquistati da Banca Etruria per complessivi 80,7 milioni di euro di valore nominale, di cui 54,8 milioni di euro relativi alla Classe A (dati al 20 gennaio 2013). Alla stessa data sono inoltre presenti nel portafoglio della Banca circa euro 25,9 milioni di valore nominale relativi ai titoli di Classe B e C dell emissione Mecenate
63 Ai fini del calcolo del patrimonio di vigilanza, le esposizioni detenute verso la cartolarizzazione Mecenate #2 non sono rilevate in quanto il requisito posizioni verso la cartolarizzazione risulta superiore al requisito attività cartolarizzate. Si evidenzia infatti un requisito, al 31 dicembre 2012, pari a 16,9 milioni di euro calcolato come di seguito illustrato relativamente alle posizioni verso la cartolarizzazione : posizioni verso la cartolarizzazione ammontare ponderazione requisito finanziamento in conto corrente % Titolo Junior % Margine di Conto corrente % - Totale Importi in migliaia di euro ed un requisito relativo alle attività cartolarizzate pari a 8,9 milioni di euro: attività cartolarizzate esposizione valore ponderato requisito Cassa Fuori bilancio Totale Importi in migliaia di euro Il rischio potenziale è completamente assunto da Banca Etruria per quanto concerne Mecenate #3, Mecenate #4 e Etruria SPV Nella tabella che segue sono illustrate le caratteristiche del portafoglio oggetto delle tre cartolarizzazioni realizzate da Banca Etruria ed ancora in essere: Caratteristiche del Portafoglio alla data della loro realizzazione (2007, 2009, 2011 e 2012) MECENATE#4 Etruria SPV CARATTERISTICHE MECENATE#2 MECENATE# Current Balance( ) Importo medio dei crediti ( ) Numero di crediti (#) Media ponderata del valore del credito cartolarizzato rispetto al valore originario all emissione (%) n.d. 45,11 93,34 Spread medio ponderato sui mutui a tasso variabile (%) 1,28 1,21 1, Mutui a tasso variabile (%) 84,78 48,26 60, Tasso fisso medio ponderato sui mutui a tasso fisso (%) 4,99 5,36 4, Percentuale dei mutui a tasso fisso (%) 13,71 50,14 36, Durata media ponderata (mesi) 170,76 211,05 253, Le operazioni Mecenate #2 e Mecenate #4 sono caratterizzate da un portafoglio prevalentemente a tasso variabile, a differenza dell operazione Mecenate #3, dove invece circa metà del portafoglio presenta crediti aventi tasso fisso. Il portafoglio Etruria SPV 2012 è invece prevalentemente caratterizzato da mutui a tasso variabile. Tale composizione ha fatto ritenere non necessaria una specifica copertura del rischio di tasso di interesse. 63
64 Diversamente di quanto invece realizzato per i portafogli cartolarizzati Mecenate, dove data la loro composizione, al fine di proteggere l Emittente dalle oscillazioni di tasso la società ha sottoscritto specifici contratti di swap. Nello specifico sono stati sottoscritti con UBS Ltd contratti Swap a copertura delle oscillazioni di tasso sui crediti cartolarizzati delle operazioni Mecenate 2007 e Mecenate 2009, mentre relativamente a Mecenate 2011 i contratti di copertura sono stati sottoscritti con Credit Suisse International. I contratti swap relativi a Mecenate #2 e Mecenate #3 sono mark-to-market, mentre per Mecenate #4 è stato sottoscritto un contratto di Back To Back tra Banca Etruria e Credit Suisse International. I mandati conferiti a Banca Etruria, sia in qualità di Servicer che di Corporate Services Provider, sono a titolo oneroso e prevedono specifiche commissioni, liquidate trimestralmente ad ogni data di pagamento (IPD), fino alla durata dell operazione medesima cui si riferiscono. Commissioni per attività di Servicing Commissioni trimestrali Mecenate #2 Mecenate #3 Mecenate #4 Etruria SPV 2012 Attività di incasso dei Crediti in bonis* Attività di amministrazione e gestione dei Crediti in bonis* Attività di recupero relativa ai Crediti ad Incaglio** Attività di recupero relativa ai crediti in sofferenza** Attività di recupero dei Defaulted Claims** Attività di consulenza ed assistenza tecnica 0,15% 0,15% 3,00% 0,07% 0,08% 3,00% 1.000,00 0,07% 0,08% 1,00% 3,00% 0,80% 1.000,00 Note alla tabella: * calcolate in percentuale degli incassi ** sul valore recuperato Defaulted Claims: Crediti con riferimento ai quali risultino almeno 6 rate insolute (nel caso di rateizzazione mensile) ovvero almeno 2 rate insolute (nel caso di rateizzazione trimestrale o semestrale) o che siano stati classificati Crediti in Sofferenza. 0,07% 0,08% Non prevista 3,00% 0,80% 1.000,00 Commissioni per attività di Corporate Services Provider Commissioni annuali per portafoglio Mecenate a favore di Banca Etruria Corporate Servicer provider ,00 Etruria SPV 2012 a favore di Banca Etruria ,00 Per le operazione di cartolarizzazione perfezionate nel 2007 e nel 2009 Mecenate S.r.l. ha nominato Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. quale Back-up Servicer in caso di scioglimento del contratto di Servicing per qualsiasi motivo. Il mandato è a titolo oneroso ed impegna Banca Etruria al pagamento di una commissione annuale da corrispondersi il 30 Ottobre ed il 30 giugno di ciascun anno rispettivamente per Mecenate #2 e per Mecenate #3. 64
65 Commissioni per attività di Back-Up Servicer e/o Stand-By Servicer BackUp Servicer Provider Mecenate#2 e Mecenate#3 Commissioni annuali per portafoglio Mecenate #2 Banca Etruria a favore di Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. Mecenate #3 Banca Etruria a favore di Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. Back-up Servicer provider , ,00 Ai fini dell operazione di cartolarizzazione perfezionata nel 2011 Mecenate S.r.l. ha nominato Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. quale Stand-by Servicer mediante un mandato a titolo oneroso che grava sulla SPV stessa. Stand by Servicer Mecenate#4 Commissioni annuali Mecenate a favore di Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. Stand by Servicer ,00 Etruria Securitisation SPV S.r.l. ha nominato Stand-by Servicer del portafoglio SME 2012 Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., sottoscrivendo con quest ultima uno specifico contratto di Stand-by Servicer a titolo oneroso: Stand by Servicer Etruria SPV 2012 Commissioni annuali Etruria SPV 2012 a favore di Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. Stand by Servicer ,00 L analisi del rischio derivante da cartolarizzazione ha evidenziato che è ipotizzabile presumere che lo stesso possa essere influenzato direttamente ed indirettamente anche da altre categorie di rischio. Tra le componenti di diretta influenza si individuano: - rischio connesso al downgrading o al fallimento della parte swap. Relativamente alla parte UBS, tale rischio è mitigato dalla presenza di uno Swap Guarantor (UBS AG) 23 che ha rilasciato garanzia relativamente alle obbligazioni assunte dalla controparte swap (UBS Ltd) e dalle previsioni contenute nello specifico contratto di swap che prevedono, in caso del verificarsi di tale evento, l obbligo della swap counterparty di intraprendere determinate azioni, tra le quali il trasferimento dei propri diritti ed obblighi ad un altra parte swap che abbia i requisiti richiesti o la nomina di un altra società avente i requisiti richiesti che assumi il ruolo di co-obligor. Relativamente alla parte Credit Suisse è previsto contrattualmente l obbligo di intraprendere definite azioni e più specificatamente in alternativa: (a) trasferire i propri diritti ed obblighi derivanti dai contratti swap ad un altra parte swap che abbia i requisiti richiesti di eligibilità definiti dalle agenzie di rating; (b) fare in modo che un altra controparte swap eligibile diventi co-obbligata o garante con riferimento agli obblighi nascenti dai sottoscritti contratti swap; o 23 UBS AG ha un merito creditizio a lungo termine di A2 da Moody s, A da S&P e A da Fitch. 65
66 (c) trasferire una adeguata somma a garanzia (collateral) secondo i termini stabiliti contrattualmente. - rischio connesso al downgrading di Banca Etruria del merito creditizio a medio lungo termine ed a breve termine attribuito da Fitch. Conseguenza diretta del verificarsi dell evento è la revoca del mandato di Collection Bank conferito a Banca Etruria, salvo soluzioni diverse accettate dall Agenzia di Rating Fitch. Tale rischio è disciplinato in tutti i contratti delle tre operazioni di cartolarizzazioni dei portafogli Mecenate; in particolare in quelle originate prima del 2011 il livello minimo previsto per il merito creditizio a lungo termine era pari a BBB- e quello a breve termine ad F2, mentre essendosi verificata tale ultima condizione, nella operazione di Mecenate #4 il livello del merito creditizio è stabilito almeno pari a BBB- per il lungo termine e F3 per il breve termine. La decisione di Banca Etruria di ritirare l incarico a Fitch, avvenuta nel mese di febbraio 2012, non produce alcun effetto sulle operazioni di cartolarizzazione, essendo il rischio di commingling già coperto. Tra le altre componenti di indiretta influenza possono essere annoverati il rischio strategico per quanto attiene alla eventuale pianificazione errata dell operazione; il rischio reputazionale legato al mancato adempimento degli obblighi contrattuali, in particolare, in capo al Servicer, con conseguente sostituzione del Servicer medesimo. ***** L operazione Mecenate #2 è stata caratterizzata da un portafoglio di n mutui ipotecari e fondiari, erogati alla clientela privata nel periodo compreso tra il 31 marzo 1998 ed il 30 giugno 2006, per un valore complessivo di euro 633 milioni, rappresentato per il 62,51% da mutui a tasso variabile, per il 13,71% a tasso fisso e per il 22,27% da mutui modulari (tasso fisso per i primi due anni e tasso variabile per i successivi). Il portafoglio crediti risultava concentrato nell Italia Centrale con un 98,34%, tra cui il 59,48% in Toscana ed il 23,98% del Lazio. Il 2 marzo 2011 Moody s ha rilasciato una press release informando di aver sottoposto a review per un potenziale downgrade del rating 131 tranches relative a 78 operazioni europee di RMBS, al fine di verificare la conformità di tali operazioni con le metodologie di cui al Global Structured Finance Operational Risk Guidelines di Moody s, pubblicato dall agenzia di rating in pari data. Banca Etruria ha verificato la rispondenza della struttura della cartolarizzazione alla suddetta metodologia per renderla, qualora necessario, conforme alle indicazioni di Moody s. Con nota del 20 luglio 2011, Moody s ha confermato il rating attribuito alla Classe A Aaa e alla Classe B Aa2, grazie anche alla nomina di un Back-Up Servicing in conformità con gli Operational Risk Criteria della citata Agenzia di Rating. Mecenate S.r.l. ha infatti nominato Cassa di Risparmio di Volterra quale Back-Up Servicer dell operazione Mecenate Con nota del 20 luglio 2011, Moody s confermava il rating attribuito alla Classe A Aaa e alla Classe B Aa2. Tuttavia, a seguito del downgrade del rating sovrano dell Italia assegnato da Moody s ed in coerenza con le linee guida dell Agenzia di Rating, la stessa ha provveduto, in data 21 febbraio 2012, a ridurre il livello del massimo rating assegnabile alle obbligazioni RMBS relative ad operazioni di cartolarizzazione di mutui residenziali originate in Italia. Conseguentemente, per oltre 220 classi most senior degli RMBS Italiani è stato ridotto il rating dai livelli Aaa e Aa1 al 66
67 livello Aa2, definito da Moody s il massimo rating raggiungibile viste le condizioni del Paese Italia. I titoli con rating Aaa di Moody s emessi da Mecenate portafoglio 2007 hanno pertanto subito la suddetta riduzione e più precisamente la Class A è stata retata, dal 21 febbraio 2012, al livello Aa2. Successivamente, in data 13 luglio 2012, Moody s ha abbassato di nuovo il rating delle obbligazioni governative italiane da A3 a Baa2 e di conseguenza ha fissato il massimo rating ottenibile per le emissioni di obbligazioni da parte di soggetti italiani pari ad A2. L effetto di tale riduzione ha comportato automaticamente l abbassamento del rating attribuito anche alle emissioni RMBS e ABS Italiane e tale situazione ha avuto impatto anche nella Class A e nella Class B di Mecenate 2007 che dal 2 di agosto 2012 risultano con rating A2. In data 6 marzo 2013, l agenzia Fitch ha: - confermato il rating attribuito alla Classe A AAAsf e conferma dell Outlook Negative; - confermato il rating attribuito alla Class B da AAsf e conferma dell Outlook Stable; - confermato il rating attribuito alla Class C BBBsf e conferma dell Outlook Negative. In data 11 marzo 2013 in conseguenza della riduzione del livello del rating attribuito all Italia da parte di Fitch a BBB+, l Agenzia di Rating ha stabilito come livello massimo delle emissioni titoli italiani al livello AA+sf, dal livello AAAsf. Tale manovra ha avuto riflessi su 99 emissioni strutturate di titoli italiani, tra cui anche le emissioni relative alle cartolarizzazioni ed in particolare le Classi con rating AAA, oltre ad attribuire a tutte le emissioni outlook negative. Quindi il rating attribuito alla Class A di Mecenate 2007 è stato automaticamente ridotto a AA+sf. A partire dalla data di pagamento degli interessi di gennaio 2009, come previsto contrattualmente, è iniziato l ammortamento dei Titoli di Classe A che conseguentemente ammontano a circa euro 158,3 milioni (20 gennaio 2013). Al 6 gennaio 2013 (data di rilevazione) il portafoglio dei mutui cartolarizzati ancora in essere ammontava a circa euro 226,2 milioni in quota capitale; mentre l ammontare complessivo dei Titoli è di circa 213,6 milioni di euro. L operazione Mecenate #3 è stata caratterizzata da un portafoglio n contratti di mutuo con clientela privata per un valore complessivo di circa 497 milioni di euro, rappresentato per il 48,26% da mutui a tasso variabile, per il 50,14% a tasso fisso. I mutui, fondiari ed ipotecari, tutti in proprietà di Banca Etruria, sono stati originati da Banca Etruria, da Italfondiario e Credit Fonciér de France. Sotto il profilo territoriale il 49,90% dei mutui è concentrato nella Regione Toscana ed il 29,28% nella Regione Lazio. L 8,62% del portafoglio è rappresentato da mutui concessi a dipendenti del Gruppo Banca Etruria. Tutti i titoli emessi nell ambito di tale operazione sono stati interamente sottoscritti da Banca Etruria, in contropartita del pagamento del prezzo di cessione. I titoli di Classe A sono stati inseriti nell elenco dei titoli eleggibili utilizzabili per operazioni di rifinanziamento presso la BCE. Al fine di rispondenza ai criteri di elegibilità per l utilizzo dei titoli senior alle operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea entrati in vigore da marzo 2011, in data 20 gennaio 2011 i titoli di Classe A hanno ottenuto l attribuzione del secondo rating a livello di Aaa dall Agenzia Moody s. 67
68 A seguito di tale assegnazione, e nel rispetto delle previsioni di cui al Global Structured Finance Operational Risk Guidelines di Moody s, è stata nominata Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. quale Back-up Servicer per l operazione di Mecenate 2009, aumentata la Cash Reserve da euro a euro e sono inoltre state apportate alcune modifiche contrattuali per rendere conforme la documentazione della cartolarizzazione alle citate previsioni. In data 20 gennaio 2011 Banca Etruria ha acquistato da Mecenate S.r.l. crediti che presentavano ritardi nei pagamenti delle rate e classificati in default secondo i termini definiti nei relativi documenti della cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 12,8 milioni di euro. La Classe A ha iniziato il proprio ammortamento (rimborso) ad ottobre 2010, dopo 18 mesi dalla data di emissione; attualmente sono in essere titoli di classe A per un controvalore di circa 150,8 milioni di euro. Alla data del 6 gennaio 2013 (data di rilevazione) il portafoglio dei mutui cartolarizzati ancora in essere ammontava a 255,4 milioni di euro in quota capitale. A seguito del downgrade del rating sovrano dell Italia assegnato da Moody s commentato nel precedente paragrafo, anche la Class A della serie Mecenate portafoglio 2009 ha subito una riduzione ed è stata retata, dal 21 febbraio 2012, al livello Aa2. Il successivo limite massimo di rating fissato il 13 luglio 2012 da Moody s per le obbligazioni italiane ad un livello di A2, come commentato nel precedente citato paragrafo 1., ha comportato la riduzione del livello di rating anche per la Class A di Mecenate 2009 che risulta ora retata A2. In data 6 marzo 2013 Fitch ha confermato il rating attribuito alle due Classi A e B delle RMBS con conferma del rating AAAsf e Outlook Negative per la Classe A e del rating BBB-sf, e outlook Negative. Il downgrade dell Italia a BBB+ da parte di Fitch, come commentato nel paragrafo precedente, ha comportato quindi anche la revisione del rating attribuito alle Classa A del portafoglio Mecenate 2009 che pertanto si trova dall 11 marzo 2013 al livello AA+sf, come tetto massimo per tali emissioni italiane. L operazione Mecenate #4 è stata caratterizzata da un portafoglio n contratti di mutuo con clientela privata per un valore complessivo di circa 465,8 milioni di euro. Sotto il profilo territoriale il 43,9% dei mutui è concentrato nella Regione Toscana ed il 27,3% nella Regione Lazio. A fronte dell acquisto dei crediti e conseguentemente alla sottoscrizione dei suddetti contratti, in data 26 luglio 2011 Mecenate S.r.l. ha emesso i Titoli obbligazionari (RMBS) per un importo complessivo di 465,8 milioni di euro, suddivisi in quattro classi, tre delle quali dotati di rating dalle due agenzie Fitch Ratings e Moody s. Tutti i titoli hanno una scadenza legale 2060 e sono stati interamente sottoscritti da Banca Etruria, in contropartita del pagamento del prezzo di cessione. I titoli di Classe A sono stati inseriti nell elenco dei titoli eleggibili utilizzabili per operazioni di rifinanziamento presso la BCE. La Classe A1 e la Classe A2 incorporano una step-up and call esercitabile a partire da ottobre Banca Etruria ha altresì concesso a Mecenate S.r.l. un finanziamento di circa 17,5 milioni di euro per costituire il fondo denominato Cash Reserve, utilizzato come garanzia, verso i creditori di Mecenate S.r.l. per la soddisfazione delle loro pretese, qualora il flusso di incassi delle rate dei mutui non fosse sufficiente a tale scopo, e per la costituzione di un fondo spese di 50 mila euro. 68
69 Conformemente alla disciplina introdotta con la CDR2, art.122, contemplata anche dalle Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche (aggiornamento delle disposizioni del 28/1/2011), Banca Etruria ha dichiarato il proprio impegno alla sottoscrizione di almeno il 5% degli RMBS ed al mantenimento di tale requisito per l intera durata dell operazione. L informativa di tale impegno è stata data nel prospetto informativo pubblicato per l emissione delle Notes ed è contenuta negli Investor Report pubblicati trimestralmente ( sezione Cartolarizzazioni). Alla data del 6 gennaio 2013 (data di rilevazione) il portafoglio dei mutui cartolarizzati ancora in essere ammontava a 414,6 milioni di euro in quota capitale. Con l entrata in vigore delle disposizioni di cui alla Legge 148/2011, che prevedono l equiparazione del trattamento fiscale dei titoli indipendentemente dalla loro durata ed il conseguente allineamento all aliquota del 20% delle ritenute sugli interessi e sulle rendite finanziarie derivanti da titoli, rispetto alla differenziazione esistente precedentemente per le emissioni inferiori a 18 mesi, Mecenate #4 ha beneficiato di tale normativa, anticipando l inizio dell ammortamento dei titoli di Class A1 ad aprile 2012 rispetto all originaria data di aprile A seguito del downgrade del rating sovrano dell Italia assegnato da Moody s commentato precedentemente, anche la Class A1, Class A2 e Class A3 della serie Mecenate 2011 hanno subito una riduzione e sono state retate, dal 21 febbraio 2012, al livello Aa2 ; e successivamente in data 2 agosto 2012 al livello A2. In data 6 marzo 2013, Fitch ha confermato per tutte le tre Classi A1, A2 e A3 il rating AAAsf e Outlook Negative. Il downgrade dell Italia a BBB+ da parte di Fitch, come commentato nei paragrafi precedenti, ha comportato quindi anche la revisione dei rating attribuiti alle Classi A1, A2 e A3 che pertanto si trovano dall 11 marzo 2013 al livello AA+sf, come tetto massimo per tali emissioni italiane L operazione Mecenate portafoglio 2011 era stata inizialmente strutturata come operazione pubblica, prevedendo la vendita sul mercato istituzionale delle ClassA1 e Class A2; in prossimità del closing (luglio 2012), tenuto conto dell andamento negativo dei mercati, Banca Etruria decise di acquistare tutte le Classi emesse. In data 4 dicembre 2012, data la struttura delle notes, è stato possibile procedere alla vendita ad una controparte istituzionale della Class A1, al prezzo di 100,10% per un controvalore complessivo di 115,645 milioni di euro; permettendo un recupero netto di liquidità di circa euro 27 milioni, calcolato come differenza tra il controvalore ricavato dalla vendita e il controvalore riconosciuto da BCE su l operazione pronti contro termine (REPO), cui normalmente viene fatto ricorso. Stand-by Servicer dell operazione Mecenate portafoglio 2011 è stata nominata Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A.. 69
70 Etruria SPV - Cartolarizzazione di mutui in bonis ipotecari e fondiari e chirografari a piccole e medie imprese e piccoli operatori economici 2012 Il 12 luglio 2012, Banca Etruria ha ceduto, in blocco e pro-soluto, a Etruria Securitisation SPV S.r.l., un portafoglio di n crediti classificati in bonis, derivanti da contratti di mutuo fondiario, ipotecario e chirografario, erogati nel periodo compreso tra il 31 luglio 1998 (incluso) ed il 30 marzo 2012 (incluso), per un ammontare complessivo di debito residuo al 6 luglio 2012 di euro 643,9 milioni. Sotto il profilo territoriale il 67,5% dei mutui è concentrato nella Regione Toscana; l 11,3% nella Regione Lazio ed il 9,2% nella Regione Umbria. Sebbene i Titoli siano stati interamente sottoscritti da Banca Etruria, tuttavia, conformemente alla disciplina introdotta con la CDR2, art.122, contemplata anche dalle Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche (aggiornamento delle disposizioni del 28/1/2011), Banca Etruria ha dichiarato il proprio impegno alla sottoscrizione di almeno il 5% degli ABS ed al mantenimento di tale requisito per l intera durata dell operazione. L informativa di tale impegno è stata data nel prospetto informativo pubblicato per l emissione delle Notes ed è contenuta negli Investor Report pubblicati trimestralmente ( sezione Cartolarizzazioni). L introduzione della Legge 148/2011, uniformando il regime fiscale delle aliquote applicate agli interessi sui titoli, indipendentemente dalla loro durata, ha comportato di fatto la possibilità di iniziare l ammortamento delle obbligazioni sin da subito. Di conseguenza i titoli Classe A emessi da Etruria SPV hanno iniziato ad essere rimborsati alla prima Data di Pagamento degli Interessi avvenuta il 28 gennaio Alla data del 6 gennaio 2013 (data di rilevazione) il portafoglio dei mutui cartolarizzati ancora in essere ammontava a circa 585 milioni di euro in quota capitale. Nella tabella che segue sono riportate in dettaglio le informazioni relative alle tre operazioni di cartolarizzazione mutui residenziali in bonis attive: 70
71 Tabella 10.1 Dettagli delle operazioni di Cartolarizzazione Nome cartolarizzazione Mecenate #2 Mecenate #3 Mecenate #4 Etruria SPV 2012 Originator Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Emittente Mecenate S.r.l. Mecenate S.r.l. Mecenate S.r.l. Etruria Securitisation SPV S.r.l. Servicer Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Corporate Services Provider Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Banca Etruria s.c. Arranger UBS AG London UBS AG London UBS AG London UBS AG London Tipologia attività cartolariz.ne Mutui residenziali in bonis Mutui residenziali in bonis Mutui residenziali in bonis Mutui ipotecari e chirografari a SME e piccoli operatori economici in bonis Data del Closing 11 maggio gennaio luglio ottobre 2012 Valore nominale portafoglio , , , ,44 Prezzo di cessione , , , ,44 Forme di credit enhancements Cash Reserve alla data del closing Cash Reserve in essere Commingling Reserve (data di costituzione) Commingling Reseve in essere Call option BE ha concesso un mutuo ad esigibilità limitata di , ancora in essere , , ,14 Clean-up quando il portafoglio in essere risulti inferiore al 10% del minore tra il valore iniziale del Porta-foglio ed il prezzo di acquisto BE ha concesso un mutuo ad esigibilità limitata di , ancora in essere , , ,99 Clean-up quando il portafoglio risulti inferiore al 10% del minore tra il valore iniziale del Portafoglio ed il prezzo di acquisto BE ha concesso un mutuo ad esigibilità limitata di ,24 ancora in essere , , Clean-up quando il portafoglio risulti inferiore al 10% del minore tra il valore iniziale del Portafoglio ed il prezzo di acquisto BE ha concesso un mutuo ad esigibilità limitata di ancora in essere Clean-up quando il portafoglio risulti inferiore al 10% del minore tra il valore iniziale del Portafoglio ed il prezzo di acquisto Agenzie di Rating Fitch Ratings / Moody s Fitch Ratings / Moody s Fitch Ratings / Moody s DBRS / Moody s Controparte Swap UBS AG London UBS AG London Credit Suisse International Nessuna copertura 71
72 AMMONTARE E CONDIZIONI DEL TRANCHING MECENATE #2 MECENATE # 3 MECENATE # 4 ETRURIA SPV 2012 ISIN IT IT IT IT Tipologia Senior Senior Senior Senior Data di emissione 11 maggio febbraio luglio ottobre 2012 Scadenza legale Ottobre 2048 Ottobre 2047 Aprile 2060 Ottobre 2055 Classe Classe A Classe A Classe A1 Classe A Rating AAAsf /A2(sf) AAA / A2(sf) AAAsf / A2(sf) A (high)(sf)/ A2(sf) Borsa di quotazione Irlanda Irlanda Irlanda Lussemburgo Vita media attesa per 5,3 anni 5,83 anni 2,30 anni 1,80 anni un tasso di estinzione anticipata 6% 6% 6% Tasso EUR3M +13bp EUR3M+20bp EUR3M+190bp da data di emissione ad ottobre 2016 (step-up) EUR3M+380bp da ottobre % EUR3M+50bp Grado di subordinazione Valore nominale emesso , , , ,00 Valore attuale in essere , , , ,90 Sottoscrittori dei titoli Investitori Istituzionali Banca Etruria Banca Etruria * Banca Etruria ISIN IT IT IT IT Tipologia Mezzanine Mezzanine Senior Junior Data di emissione 11 maggio febbraio luglio ottobre 2012 Scadenza legale Ottobre 2048 Ottobre 2047 Aprile 2060 Ottobre 2055 Classe Classe B Classe B Classe A2 Classe B Rating AAsf / A2 BBB- AAAsf / A2(sf) Unrated Borsa di quotazione Irish Stock E-change Irlanda Irlanda No listed Vita media attesa Per un tasso di estinzione anticipata 9,2 anni 6% 10,35 anni 6% 4,94 anni 6% Tasso EUR3M +25bp EUR3M+50bp EUR3M+225bp da data di emissione EUR3M+150bp ad ottobre 2016 (step-up) EUR3M+445bp da ottobre 2016 Grado di subordinazione Sub Class A Sub Class A - - Valore nominale emesso , , , ,00 Valore attuale in essere , , , ,00 Sottoscrittori dei titoli Investitori Istituzionali Banca Etruria Banca Etruria Banca Etruria * La Class A1 è stata venduta da Banca Etruria ad Investitori Istituzionali il 4 dicembre
73 AMMONTARE E CONDIZIONI DEL TRANCHING MECENATE #2 MECENATE # 3 MECENATE # 4 ISIN IT IT IT Tipologia Mezzanine Junior Senior Data di emissione 11 maggio febbraio luglio 2011 Scadenza legale Ottobre 2048 Ottobre 2047 Aprile 2060 Classe Classe C Classe C Classe A3 Rating BBBsf / Baa2 Unrated AAAsf / A2(sf) Borsa di quotazione Irlanda Not listed Irlanda Vita media attesa Per un tasso di estinzione anticipata 9,2 anni 6% - 5,33 anni 6% Tasso EUR3M +57bp EUR3M+150bp EUR3M+35bp Grado di subordinazione Sub Class A e B Sub Class A e B - Valore nominale emesso , , ,00 Valore attuale in essere , , ,00 Sottoscrittori dei titoli Investitori Istituzionali Banca Etruria Banca Etruria ISIN IT IT Tipologia Junior Junior Data di emissione 11 maggio luglio 2011 Scadenza legale Ottobre 2048 Aprile 2060 Classe Classe D Classe Z Rating Unrated Unrated Borsa di quotazione Not listed Not listed Vita media attesa - - Per un tasso di estinzione anticipata Tasso EUR3M+200 bp EUR3M+150bp Grado di subordinazione Sub Class A, B e C Sub Classe A1, A2 e A3 Valore nominale emesso , ,00 Valore attuale in essere , ,00 Sottoscrittori dei titoli Banca Etruria Banca Etruria Note alla tabella: I dati riportati si riferiscono: quanto al valore nominale in essere del portafoglio alle rilevazioni al 6 gennaio 2013; quanto ai valori delle Notes alle relative date di pagamento di ciascuna operazione (gennaio 2013); quanto ai livelli di rating all ultima rilevazione delle Agenzie di Rating (Fitch 6/03/2012 Moody s 2/08/2012 e relativamente a Etruria SPV, DBRS alla data di emissione delle obbligazioni). 73
74 Tutti i titoli dotati di rating di ciascuna operazione Mecenate sono quotati presso la Borsa di Dublino; mentre i titoli ABS emessi da Etruria SPV sono quotati alla borsa del Lussemburgo. In qualità di emittente di valori mobiliari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati dell Unione Europea la Società Veicolo è soggetta agli adempimenti previsti dalla 2004/109/CE (Direttiva Transparency). Mecenate che ha scelto come stato membro di origine l Irlanda, paese in cui ha quotato i propri titoli, è tenuta al rispetto degli obblighi previsti dalla normativa di recepimento della suddetta Direttiva in questo ultimo Stato; mentre Etruria SPV, che ha scelto il Lussemburgo come stato membro di origine, è tenuta al rispetto degli obblighi normativi in materia di tale Stato. Commingling risk A seguito della revisione del rating attribuito da Fitch a Banca Etruria (agosto 2010), al fine di rispondere alla copertura dei rischi di commingling, relativamente a Mecenate 2007 e Mecenate 2009, Banca Etruria ha costituito rispettivamente due depositi (cd. commingling reserve), in essere presso BNP Paribas, per un iniziale ammontare pari a 9,2 milioni di euro per la Commingling Reserve Mecenate 2007 ed a 7,7 milioni di euro per la Commingling Reserve Mecenate Tali importi sono oggetto di un processo di adeguamento trimestrale (attualmente il loro importo è pari rispettivamente a 7,1 milioni di euro ed a 5,7 milioni di euro), sulla base dell ammontare medio delle somme incassate da Mecenate 2007 e Mecenate 2009, relative alle rate dei mutui cartolarizzati. Tali riserve saranno utilizzate solo se (e nella misura in cui) i fondi disponibili (cd. issuer available funds) delle due operazioni non dovessero essere sufficienti per i rispettivi pagamenti. In ogni caso, considerando il regolare ammortamento dei mutui, l ammontare di tali riserve tenderà a diminuire nel corso del tempo, fino alla scadenza delle operazioni. Nella struttura dell operazione Mecenate 2011 il rischio di commingling è già coperto dall attuale livello di Cash Reserve. Il downgrade del rating corporate di Banca Etruria assegnato da Fitch Ratings avvenuto il 25 novembre 2011 non ha comportato alcun impatto operativo per le operazioni Mecenate 2007 e Mecenate 2009, mentre per Mecenate 2011 è stato previsto un meccanismo di trasferimento degli incassi per renderli direttamente disponibili sui conti correnti accesi da Mecenate presso BNP Paribas Londra. Relativamente a Etruria SPV 2012 il rischio di commingling è coperto dalla specifica riserva appositamente costituita. Loan by Loan data Con l obiettivo di migliorare il processo di trasparenza delle informazioni a supporto delle decisioni di investimento, la Banca Centrale Europea ha emanato una serie di disposizioni che prevedono la costituzione di un sistema informativo, cui tutti gli emittenti di titoli (es. ABS e RMBS) a fronte di operazioni di cartolarizzazioni (e gli originator) devono aderire. In sintesi, il sistema informativo consiste nella predisposizione di un data base per ciascun portafoglio crediti, sottostante alla relativa emissione titoli, in cui sono raccolti dati ed informazioni inerenti ciascun mutuo cartolarizzato ( loan by loan data ). 74
75 Tutti i titoli, per i quali il data base relativo al portafoglio crediti sottostante è stato correttamente compilato e popolato con le relative informazioni obbligatorie, possono ottenere l elegibilità per l ammissione alle operazioni di finanziamento presso la Banca Centrale Europea. L obbligatorietà dell invio del loan by loan data è entrata in vigore dal primo gennaio 2013; ed il suo aggiornamento è previsto con cadenza trimestrale fino alla scadenza delle obbligazioni emesse dalla società veicolo. Banca Etruria ha inviato a Banca Centrale Europea per ciascun portafoglio Mecenate 2007, Mecenate 2009, Mecenate 2011 e Etruria SPV 2012 i relativi loan by loan data base, ottenendo il rating di elegibilità dei titoli ABS e RMBS emessi dalle due società veicolo. Cartolarizzazioni - aspetti contabili Le operazioni di cartolarizzazione con le quali vengono ceduti crediti a società veicolo ed in cui, anche in presenza del formale trasferimento della titolarità giuridica dei crediti, viene mantenuto il controllo sui flussi finanziari derivanti dagli stessi e la sostanzialità dei rischi e benefici, non danno luogo alla cancellazione dei crediti oggetto dell operazione. Pertanto i crediti ceduti sono mantenuti, registrando nel passivo i titoli emessi dalla società veicolo al netto di quelli riacquistati dal cedente. Anche il conto economico riflette gli stessi criteri di contabilizzazione. L operazione di cartolarizzazione Mecenate #2 segue tale trattamento contabile. Per quanto attiene alle c.d. operazioni di auto-cartolarizzazione, ovvero nei casi in cui l Originator sottoscriva interamente - all atto dell emissione - la totalità delle tranches dei titoli emessi dalla società veicolo, ai fini della rappresentazione di bilancio, le stesse non sono considerate né come operazioni di cartolarizzazione né come cessioni di attività. Infatti, in tali circostanze, le attività che formalmente sono oggetto di cessione, continuano a figurare nel bilancio dell Originator come attività proprie a tutti gli effetti (senza essere pertanto riclassificate come attività cedute e non cancellate), in quanto la sottoscrizione da parte dell Originator di tutte le passività della società veicolo rende, di fatto, l operazione come mai avvenuta. A livello contabile, il suddetto risultato si ottiene consolidando, de facto, il patrimonio separato della società veicolo nel bilancio separato dell Originator. Rientrano in questo contesto l operazione Mecenate #3, Mecenate #4 ed Etruria SPV ***** Le tabelle di seguito riportate si riferiscono alle operazioni in essere al 31 dicembre 2012 originate da Banca Etruria. La fonte delle tabelle è la Parte E della Nota Integrativa del Bilancio Consolidato al 31 dicembre
76 Tabella 10.2 C.1.1 Gruppo bancario - Esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione distinte per qualità delle attività sottostanti Esposizioni per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Qualità attività sottostanti/esposizioni Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta Esposizione lorda Esposizione netta A. Con attività sottostanti proprie a) deteriorate b) altre B. Con attività sottostanti di terzi : a) deteriorate b) altre Tabella 10. C.1.2 Gruppo bancario - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipo di esposizioni Esposizione per cassa Garanzie rilasciate Linee di credito Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior Tipologia attività cartolarizzate/esposizioni Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Valore di bilancio Rettifiche/riprese di valore Esposizione netta Rettifiche/riprese di valore Esposizione netta Rettifiche/riprese di valore Esposizione netta Rettifiche/riprese di valore Esposizione netta Rettifiche/riprese di valore Esposizione netta Rettifiche/riprese di valore Esposizione netta Rettifiche/riprese di valore A. Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio B. Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio C. Non cancellate dal bilancio C.1 - Mecenate S.r.l mutui in bonis
77 Tabella 10.4 C.1.5 Gruppo bancario - Ammontare complessivo delle attività cartolarizzate sottostanti ai titoli junior o ad altre forme di sostegno creditizio Attività/Valori Cartolarizzazioni tradizionali Cartolarizzazioni sintetiche A. Attività sottostanti proprie A.1 Oggetto di integrale cancellazione Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Altre attività - - A.2 Oggetto di parziale cancellazione Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Altre attività - - A.3 Non cancellate Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Altre attività B. Attività sottostanti di terzi - - B.1 Sofferenze - - B.2 Incagli - - B.3 Esposizioni ristrutturate - - B.4 Esposizioni scadute - - B.5 Altre attività - - Tabella 10.5 C.1.7 Attività di servicer - incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo Attività cartolarizzate Incassi crediti realizzati nell'anno Quota percentuale dei titoli rimborsati (dato di fine periodo) Senior Mezzanine Junior Servicer Società veicolo Deteriorate In bonis Deteriorate In bonis Attività Deteriorate Attività in bonis Attività Deteriorate Attività in bonis Attività Deteriorate Attività in bonis Banca Etruria Mecenate S.r.l. (2^ cartolarizzazione) ,75% (4^ cartolarizzazione) ,99% 77
78 TAVOLA 12 RISCHIO OPERATIVO Informazione qualitativa Il Gruppo Bancario Banca Etruria, a partire dalla segnalazione con data di riferimento 30 giugno 2008, ha adottato il metodo Standardizzato (Traditional Standardized Approach TSA) in uso combinato con il metodo Base per il calcolo del requisito patrimoniale consolidato a fronte dei rischi operativi. Il metodo Standardizzato è stato adottato in maniera integrale dalla Capogruppo e da Banca Federico Del Vecchio (a far data dal 30/06/2010); mentre per le altre Società appartenenti all area valida per il calcolo del requisito patrimoniale viene utilizzato il metodo Base. Non sono incluse nel calcolo le società assicurative BancAssurance Popolari, Bap Danni e la società Oro Italia Trading. Parimenti non è inclusa nel perimetro di calcolo la società veicolo Mecenate s.r.l. in quanto con riferimento alla normativa specifica, il contributo di tale società è già analizzato a livello di rischio di credito. Per quello che concerne le entità giuridiche interessate dal Metodo Standardizzato, il contributo al requisito patrimoniale consolidato viene determinato applicando al margine di intermediazione coefficienti regolamentari distinti per ciascuna delle linee di business (c.d. business lines - BL) in cui è suddivisa l attività aziendale ed è pari alla media delle ultime tre osservazioni su base annuale del contributo TSA così calcolato. L attribuzione del margine di intermediazione alle varie attività/business line, condotta dalla funzione di ORM con il supporto della funzione Controllo di Gestione della Capogruppo, si basa su criteri di natura contabile e gestionale. In particolare, nel processo di ripartizione, si è fatto ricorso sia alle dirette risultanze dei mastri che alimentano il bilancio sia ai dati presenti nel sistema Controllo di Gestione come driver per l attribuzione delle parti di margine di intermediazione riferibili a più attività/bl. Per le entità giuridiche cui è applicato il metodo Base (tutte le Società appartenenti all area valida per il calcolo del requisito patrimoniale consolidato diverse dalla Capogruppo, da Banca Federico Del Vecchio e da Etruria Leasing), il contributo al requisito patrimoniale consolidato è pari al 15 per cento della media delle ultime tre osservazioni su base annuale del rispettivo contributo al margine di intermediazione consolidato. Infine il Gruppo ha stipulato polizze assicurative volte a coprire rischi operativi quali, tra le altre, le polizze BBB (tra cui infedeltà, furti e rapine), Responsabilità Civile Professionale, Globale Fabbricati, Responsabilità Civile verso terzi, dipendenti e prestatori di lavoro, Infortuni professionali ed extra professionali, D&O (responsabilità civile individuale di amministratori e/o dirigenti; All risk (beni artistici). 78
79 TAVOLA 13 ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE: INFORMAZIONI SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO Informazione qualitativa Tutti gli investimenti in strumenti di capitale sono stati effettuati sulla base di motivazioni di natura strategica. Le esposizioni in strumenti di capitale possono riguardare sia attività finanziarie disponibili per la vendita sia le partecipazioni propriamente dette. Attività finanziarie disponibili per la vendita Criteri di classificazione Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie non derivate non diversamente classificate come crediti, attività finanziarie detenute per la negoziazione o attività finanziarie detenute sino alla scadenza. In particolare vengono incluse in questa voce, oltre ai titoli obbligazionari che non sono oggetto di attività di trading e che non sono classificati tra le attività detenute sino alla scadenza o tra i crediti, anche le interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, inclusi gli investimenti di private equity. Criteri di iscrizione L iscrizione iniziale dell attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito o di capitale. All atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Se l iscrizione avviene a seguito di riclassificazione delle Attività detenute sino alla scadenza, il valore di iscrizione è rappresentato dal fair value al momento del trasferimento. Criteri di valutazione Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie disponibili per la vendita sono valutate al fair value, con la rilevazione a conto economico del valore corrispondente al costo ammortizzato, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto, sino a quando l attività non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto economico. I titoli di capitale per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile, sono mantenuti al costo. La verifica dell esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore viene effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale. Se sussistono tali evidenze, l importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. 79
80 A tale proposito si segnala che, in relazione all identificazione delle perdite di valore dei titoli azionari classificati in tale portafoglio, il Gruppo si è uniformato a quanto richiesto sia dall IFRIC (con proprio documento del maggio 2009) che dalle Autorità di vigilanza (Banca d Italia, Isvap e Consob con un documento del marzo 2010) circa il significato da attribuire ai concetti di diminuzione significativa e prolungata del fair value al di sotto del costo, al fine dell individuazione delle evidenze di impairment. In particolare, si evidenzia come l interpretazione corretta preveda che non sia necessaria la contemporanea presenza di entrambi i criteri, in quanto è sufficiente il verificarsi di una perdita di valore significativa o prolungata per procedere alla svalutazione dell attività finanziaria. Sulla base delle suddette disposizioni, sono stati stabiliti i seguenti indicatori oggettivi di determinazione della perdita durevole relativa agli strumenti di capitale, ai quali sono assimilate le quote o azioni degli organismi di investimento collettivo del risparmio: - criterio di significatività: decremento del fair value alla data di bilancio superiore al 50% del valore contabile originario; - criterio di durevolezza: diminuzione del fair value al di sotto del valore di iscrizione per oltre 36 mesi consecutivi. Nel caso di acquisizione di azioni a seguito di ristrutturazione del debito in precedenza detenuto, in considerazione che tali azioni debbano essere considerate come emesse da soggetto deteriorato, qualsiasi svalutazione rispetto al valore di iscrizione iniziale sarà considerata un impairment a titolo definitivo e, pertanto, determinerà un impatto diretto a conto economico, mentre le eventuali riprese di valore seguiranno i principi generali, fino a che l emittente non sia stato ripristinato allo status di bonis. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla riduzione della perdita di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso di crediti o titoli di debito, ed a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale. L ammontare della ripresa non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. Criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi. Partecipazioni Criteri di iscrizione Il portafoglio partecipazioni include partecipazioni nelle società sulle quali l entità esercita un influenza significativa e comunque pari o superiore al 20% dei diritti di voto. 80
81 Criteri di valutazione - Criteri di rilevazione delle componenti reddituali Il nuovo principio contabile IAS 27 considera obbligatoria l applicazione della teoria dell Economic Entity nella predisposizione del bilancio consolidato. Secondo tale teoria, il gruppo è visto nel suo insieme senza alcuna distinzione delle quote di terzi e pertanto gli scambi tra azionisti sono visti come equity transactions. In particolare, il paragrafo 30 del nuovo IAS 27 stabilisce che le variazioni nell interessenza partecipativa della controllante in una controllata che non comportano la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni sul capitale e che, sulla base del par. 31 dello IAS27R, la differenza tra il corrispettivo pagato o ricevuto e il valore contabile della partecipazione di minoranza deve essere rilevata direttamente nel patrimonio netto ed attribuita ai soci della controllante. Pertanto, l acquisto di successive quote azionarie dopo il raggiungimento del controllo comporta l imputazione a patrimonio netto di gruppo della differenza tra il costo d acquisto e il valore contabile delle quote di minoranza acquisite, contrariamente a quanto disposto dall Orientamento Preliminare Assirevi (OPI) n.3 antecedentemente all entrata in vigore del nuovo IAS 27, che prevedeva l imputazione ad avviamento di tale differenza. Analogamente, in caso di vendita di quote di minoranza l eventuale differenza tra prezzo di vendita e valore contabile va imputata a patrimonio netto di gruppo. Criteri di cancellazione Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi. Informazione quantitativa Tabella Esposizioni in strumenti di capitale Tipologia Esposizioni Livello 1 Quotati Valore di Bilancio Livello 2 Non Quotati Livello 3 Non Quotati Attività finanziarie detenute per la negoziazione Titoli di capitale Quote di Oicr Attività finanziarie disponibili per la vendita Titoli di capitale Di cui al fair value Di cui al costo Quote di Oicr Totale Fonte: Elaborazione interna Totali Le partecipazioni detenute in società quotate nei mercati regolamentati sono valorizzate al prezzo rilevato dal listino ufficiale. Nella tabella che segue sono riportate per i titoli di capitale e gli OICR detenuti dal Gruppo Bancario le movimentazioni intercorse durante l esercizio
82 Tabella 13.2 Movimentazioni Esposizioni in strumenti di capitale Variazioni/ Attività sottostanti Titoli di capitale Quote di OICR Totale Esistenze finali esercizio precedente Effetti delle variazioni dei principi contabili A. Esistenze iniziali B. Aumenti B1. Acquisti B2. Variazioni positive di FV B3. Riprese di valore Imputate al conto economico Imputate al patrimonio netto B4. Trasferimenti da altri portafogli Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie detenute sino a scadenza B5. Altre variazioni C. Diminuzioni (14.296) (28.365) (42.661) - C1. Vendite (3.382) (26.262) (29.644) - C2. Rimborsi C3. Variazioni negative di FV (5.344) (1.690) (7.034) - C4. Svalutazioni da deterioramento (5.439) - (5.439).. Imputate al conto economico (5.439) - (5.439).. Imputate al patrimonio netto C5. Trasferimento ad altri portafogli Attività finanziarie detenute sino a scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela C6. Altre variazioni (131) (413) (544) D. Rimanenze finali Fonte: Elaborazione interna Gli utili complessivamente realizzati nel periodo di riferimento a seguito di cessioni e liquidazioni ammontano a circa 14,879 milioni di euro, mentre le perdite ammontano a circa 302 mila euro. Il saldo netto negativo delle plus/minusvalenze totali non realizzate afferenti al Gruppo Bancario e relative ai titoli di capitale che hanno determinato una riserva da valutazione iscritta nel patrimonio di vigilanza è pari a circa 79 milioni di euro mentre per gli OICR la riserva negativa è circa 846 mila euro per un totale di 924 milioni di euro. Il valore netto positivo delle plusvalenze e minusvalenze sopra descritte è imputato a patrimonio supplementare ed è stato iscritto, coerentemente alla disciplina di vigilanza, un filtro prudenziale pari al 50% del valore. 82
83 Tabella 13.3 Partecipazioni 10.1 Partecipazioni in società controllate in modo congiunto (valutate al Patrimonio Netto) ed in società sottoposte ad influenza notevole: informazioni sui rapporti partecipativi Denominazione Sede Tipo rapporto Rapporto di partecipazione Impresa partecipante Quota % Disponibilità voti % A. Imprese Assieme Srl Arezzo BancAssurance Popolari SpA 45,6% 45,6% 10.2 Partecipazioni in società controllate in modo congiunto ed in società sottoposte ad influenza notevole: informazioni contabili Denominazione Totale attivo Ricavi totali Utile (perdita) Patrimonio netto Valore di bilancio consolidato Fair value A. Imprese valutate al Patrimonio Netto A2. Sottoposte ad influenza notevole Assieme Srl (15) Totale (15)
84 TAVOLA 14 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SULLE POSIZIONI INCLUSE NEL PORTAFOGLIO BANCARIO Informazione qualitativa Il rischio di tasso di interesse è misurato con tecniche di Asset-Liability Management (ALM) con le quali viene stimato l impatto sugli utili e sul valore economico di una determinata variazione dei tassi di interesse. Al fine della determinazione del rischio di tasso di interesse è utilizzato un modello interno con il quale è stimata la diminuzione del valore economico in presenza di una prestabilita variazione della curva dei tassi della data di riferimento. Il modello utilizza un approccio di analisi di sensitivity in cui i flussi di cassa delle poste patrimoniali vengono attualizzati attraverso i tassi della curva corrente e quelli di una curva attesa: la differenza dei valori attuali così ottenuti rappresenta la stima della variazione di valore economico del Gruppo. L analisi di sensitivity è elaborata prendendo a riferimento gli shock di curva dei tassi, sia al rialzo sia al ribasso, di 1, 25, 100 e 200 basis points 24. A ciò si aggiunge anche uno shock personalizzato, frutto di una historic simulation sui tassi di interesse di mercato rilevati negli ultimi sei anni. In particolare, per ciascun tasso di riferimento viene considerato il maggiore tra il 1 e il 99 percentile delle variazioni percentuali annue registrate in un intervallo temporale di 6 anni. L aumento percentuale di ciascun tasso manifestato in corrispondenza del massimo tra il 1 e il 99 percentile rappresenta lo spread applicato a ciascun nodo della curva, sia in caso di rialzo che di diminuzione dei tassi; il valore attuale complessivo di tutte le attività e passività ottenuto con l attualizzazione delle poste ai nuovi tassi viene confrontato con il valore attuale determinato sulla base della curva spot ad una certa data per determinare le variazioni di valore economico del bilancio. Non sono considerate ipotesi di rimborso anticipato dei finanziamenti, mentre è prevista una modelizzazione delle poste a vista connesse ai conti correnti attivi ed ai conti correnti e depositi passivi sulla base di una ripartizione in core e non core di tali componenti e con la costruzione di tassi di decadimento attesi volti a stimare la reale duration del portafoglio. Le simulazioni sono effettuate utilizzando una procedura ad hoc con cadenza tendenzialmente mensile e sottoposte al Comitato Rischi. 24 Il basis point (punto base) esprime la variazione dei tassi di interesse pari ad un centesimo di punto percentuale. 84
85 Informazione quantitativa Tabella 14.1 Analisi di sensitività 31/12/12 Margine d'interesse Valore Economico Poste (+100bps) (-100bps) (+100bps) (-100bps) Attività Passività Poste fuori Bilancio Totale Fonte: Elaborazione interna L informazione di cui alla tabella 14.1 include anche le altre valute la cui singola esposizione non risulta particolarmente significativa. L impatto a margine di interesse dipende anche dall applicazione di parametri di vischiosità delle poste a vista stimati prima dell ultima crisi. L impatto a valore economico è definito adeguando i parametri del modello in recepimento della nota tecnica di Banca d Italia relativa al trattamento sul rischio tasso del finanziamento triennale della Banca Centrale Europea. 85
86 TAVOLA 15 - SISTEMA E PRASSI DI REMUNERAZIONE E INCENTIVAZIONE Informazione qualitativa La definizione delle politiche retributive avviene con il coordinamento del Dipartimento Gestione Risorse Umane in collaborazione con la Direzione Centrale Pianificazione Risk e Compliance (per la rispondenza al quadro normativo e per l eventuale definizione di obiettivi improntati a misurabilità e semplicità nonché per la gestione dei rischi), e il Dipartimento Affari Societari (per quanto riguarda le remunerazione degli Organi Amministrativi). La funzione di revisione interna, invece, verifica con frequenza annuale la rispondenza delle prassi di remunerazione alle politiche approvate. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria ha costituito al proprio interno il Comitato Interno Remunerazione composto da tre Consiglieri, non esecutivi ed indipendenti ai sensi del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate. Il Comitato Interno Remunerazione in ottemperanza alle Disposizioni della Banca d Italia in materia: - ha compiti consultivi e di proposta in materia di compensi degli esponenti aziendali e dei responsabili delle funzioni di controllo interno e compiti consultivi in materia di determinazione dei criteri per la remunerazione del restante personale più rilevante come specificamente individuato; - vigila direttamente sulla corretta applicazione delle regole relative alla remunerazione dei responsabili delle funzioni di controllo interno, in stretto raccordo con il Collegio Sindacale; - cura la preparazione della documentazione da sottoporre al Consiglio di Amministrazione per le relative decisioni; - collabora con gli altri comitati interni al Consiglio di Amministrazione, in particolare con il Comitato di Controllo Interno; - assicura il coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti nel processo di elaborazione e controllo delle politiche e prassi di remunerazione; - si esprime, anche avvalendosi delle informazioni ricevute dalle funzioni aziendali competenti, sul raggiungimento degli obiettivi di performance cui sono legati i piani di incentivazione e sull accertamento delle altre condizioni poste per l erogazione dei compensi; - fornisce adeguato riscontro sull attività da esso svolta agli Organi aziendali, compresa l Assemblea. Ha inoltre elaborato proposte in materia di determinazione: - dei cosiddetti risk takers, nonché sulle modalità di determinazione della componente variabile della relativa remunerazione e gli indicatori utilizzati; - dei compensi degli Organi sociali delle Società controllate che si sono rinnovati nel corso dell esercizio. - della risoluzione del rapporto di lavoro, in adesione all accordo sindacale relativo al c.d. Fondo di Solidarietà stipulato in data 11 agosto
87 Ai fini della predisposizione delle politiche di remunerazione per il 2013 la Banca non ha utilizzato nessun supporto esterno. Da sempre i principi mutualistici tipici delle banche popolari si ritrovano nei meccanismi di remunerazione del Gruppo Banca Etruria dove si incontrano e fondano con gli aspetti di meritocrazia, competenza, professionalità ed eticità. Tutto questo si sposa con una sana e prudente gestione del rischio così come richiesto dalla vigente normativa nonché, in senso più ampio, come lo impone il momento economico-sociale attuale. L efficace gestione di possibili conflitti di interesse, il monitoraggio dei rischi attuali e prospettici, una maggior trasparenza verso il mercato sono solo alcuni degli esempi ai quali una corretta governance della remunerazione deve attenersi nell interesse di tutti gli stakeholders. In particolare, la congiuntura finanziaria ed economica in atto negli ultimi anni ha portato, nel corso del 2012, ad interventi da parte dell Organo di Vigilanza (2 marzo 2012 e 13 marzo 2013) aventi lo scopo di effettuare raccomandazioni ispirate a canoni di prudenza volte al recupero della marginalità per il perseguimento degli obiettivi aziendali e in linea alle attese degli stakeholders. Per tale motivo pur approvando nel corso dell Assemblea Ordinaria del 31 marzo/1 aprile 2012 le Politiche retributive che riportavano meccanismi e peculiarità dei Sistemi Incentivanti per gli Organi Amministrativi, per il cosiddetto personale più rilevante e per il resto del Personale, la Banca ha rinunciato, nel corso dell anno, a qualsiasi forma di incentivazione per tutte le categorie sopraindicate all interno dell intero Gruppo Etruria anche in caso di raggiungimento di parte degli obiettivi economici e finanziari. Nel 2013 il Gruppo Etruria proseguirà nella stessa direzione nell ottica della maggior prudenza ed in linea con gli interessi degli azionisti non attivando nessun sistema incentivante a nessuna categoria di personale. La politica retributiva del Gruppo continuerà, comunque, ad incentrarsi nelle sue componenti fissa e variabile anche se, quest ultima, subirà una sostanziale riduzione rispetto alla media degli altri anni per la mancanza di un Sistema di incentivazione che si rifletterà soprattutto a partire dal Inoltre si fa presente che non esistono assegnazioni di azioni, opzioni o altri strumenti per qualsiasi componente variabile della remunerazione. Informazione quantitativa Le informazioni aggregate sulle le spese per il personale (comprensive dei salari e stipendi, oneri, TFR etc) sono quantificate in circa Euro 139 mln, di cui circa il 59 % si riferiscono all'offerta di servizi bancari e finanziari alla clientela, il 40 % circa alle attività di corporate center ed il restante riconducibile all'attività di gestione del portafoglio di proprietà e di tesoreria. Di seguito, per le diverse categorie del cosiddetto personale più rilevante, si riportano gli importi medi in migliaia di Euro erogati nel 2012: 87
88 CATEGORIA PARTE VARIABILE (ii)* REMUNER.DIFF. (iii) REMUNER.DIFF. (iv) TRATTAM. INIZIO/FINE RAPP (v) TRATT. FINE RAPPORTO (vi) NUME. PARTE di cui: di cui di cui di cui: di cui DESTINATARI FISSA (i) TOTALE CONTANTI AZIONI STRUM.COLL.AZ. ACCORDATO NON ACCORDATO PAGATE RIDOTTE IMPORTO BENEFIC. IMPORTO BENEFIC. IMPORTO PIU ELEV. Amministratori con incarichi esecutivi 6 20** Direttore Generale Resp. Linee di Business, Funz.Aziendali o aree geogr., riporti DG e CdA Controller Altri Risk Takers 0 Fasce retributive elevate 0 *: a titolo esemplificativo: trasferte, integrativo aziendale, ferie e festività non godute, incentivi all'esodo. Nel 2012 non è stato erogato nessun premio relativo a sistemi di incentivazione. **: L Assemblea dei Soci del 3 aprile 2011 ha deliberato di mantenere invariati, rispetto all esercizio precedente, i compensi perla carica e delle medaglie di presenza per l intero triennio 2011/2013 da corrispondere ai componenti il Consiglio di Amministrazione: - Euro ,00 lordi agli Amministratori; - Euro ,00 lordi agli Amministratori componenti il Comitato Esecutivo + [ una componente variabilenella misura del 40% sul citato compenso fisso (euro ) ] - Euro 400 lorde: Medaglie di presenza. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ricopre un ruolo non esecutivo ai sensi delle vigenti Disposizioni di Vigilanza. Ai sensi dell art. 32 le indennità di rappresentanza e funzione percepite ammontano a: Euro lordi al Presidente Euro lordi al Vice Presidente Vicario Euro lordi al Vice Presidente. 88
89 GLOSSARIO Accordo Basilea II Chiamato anche Nuovo Accordo di Basilea definisce, a livello internazionale, i requisiti patrimoniali delle banche in relazione ai rischi assunti dalle stesse. Banca Banca Popolare dell Etruria e del Lazio Soc. Coop. Capitale Complessivo Elementi patrimoniali che la banca ritiene possano essere utilizzati rispettivamente a copertura del capitale interno e del capitale interno complessivo Capitale Interno Capitale a rischio, ovvero il fabbisogno di capitale relativo ad un determinato rischio che la banca ritiene necessario per coprire le perdite eccedenti un dato livello atteso. Capitale Interno Complessivo Capitale interno riferito a tutti i rischi rilevanti assunti dalla banca, incluse le eventuali esigenze di capitale interno dovute a considerazioni di carattere strategico. Capogruppo Banca Popolare dell Etruria e del Lazio s.c. Circolare 263 La Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche emanata da Banca d Italia e successive modifiche e aggiornamenti. Credit Risk Mitigation Tecniche di mitigazione del rischio di credito D.I.P.O. - Database italiano delle perdite operative Base dati che raccoglie, dal gennaio 2003, informazioni sui singoli eventi di perdita operativa subiti dalle banche aderenti, alle quali vengono forniti flussi di ritorno da utilizzare per le stime e la mitigazione del fenomeno. ECAI External Credit Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito. 89
90 Assessment Institution Fair value Corrispettivo al quale un attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta in una transazione libera tra parti consapevoli e indipendenti. Gruppo Gruppo Banca Etruria che comprende le società di cui al Gruppo Bancario e BAP, BAP Danni ed Oro Italia Trading. Gruppo Bancario Comprende le seguenti società: Comparto Bancario: 1) Banca Popolare dell Etruria e del Lazio Società Cooperativa, 2) Banca Federico Del Vecchio S.p.A., 3) Banca Popolare Lecchese S.p.A.; Comparto Informatico: 4)Etruria Informatica S.r.l.; Comparto dei servizi finanziari: 5) Mecenate S.r.l. IAS I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall International Accounting Standards Board (IASB). I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards). ICAAP Internal Capital Adequacy Assessment Process Processo interno di autovalutazione dell adeguatezza patrimoniale, che, sulla base della disciplina di Secondo Pilastro, le banche sono tenute a realizzare per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare, pure in ottica prospettica, ogni tipologia di rischio. IMA (Internal Models Approach) Metodo dei modelli interni, proposto tra i possibili metodi per il calcolo del requisito a fronte dei rischi di mercato. Impairment Con riferimento ad un attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell ammontare recuperabile della stessa. IRB (International Rating Based) Internal Ratings Based approach: sistema di calcolo del requisito a fronte del rischio di credito basato su rating interni. 90
91 ISDA (International Swaps and Derivatives Association) International Swaps and Derivatives Association, i contratti ISDA sono contratti di diritto anglosassone volti a regolamentare l attività in strumenti derivati. Junior In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti. Loss Given Defautl (LGD) Tasso di perdita in caso di default, ossia il valore atteso (eventualmente condizionato a scenari avversi) del rapporto, espresso in termini percentuali, tra la perdita a causa del default e l importo dell esposizione al momento del default. Lower Tier II Identifica le passività subordinate aventi le caratteristiche per la loro inclusione nell ambito del patrimonio supplementare o Tier II. Mezzanine In una operazione di cartolarizzazione è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior. OICR - Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio Ai sensi della lettera m) dell'art. 1 del TUF, Testo Unico della Finanza, sono organismi con forma giuridica variabile che investono in strumenti finanziari o altre attività somme di denaro raccolte tra il pubblico di risparmiatori operando secondo il principio della ripartizione dei rischi. Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio sono: i fondi comuni di investimento, le Sicav (Società di Investimento a Capitale Variabile). Patrimonio di Vigilanza Patrimonio delle banche valido ai fini della normativa di Vigilanza, costituito dall'ammontare complessivo del "Patrimonio base" e del "Patrimonio supplementare", dedotte, con specifiche e dettagliate modalità, le partecipazioni e le altre interessenze possedute in enti creditizi e/o finanziari. Personale più rilevante Per personale più rilevante si intendono gli Amministratori con incarichi esecutivi, il Direttore Generale, i Responsabili delle principali linee di business, funzioni aziendali o aree geografiche, nonché coloro i quali riportano direttamente agli organi con funzione di supervisione 91
92 strategica, gestione e controllo ed i responsabili delle funzioni di controllo interno. Probability of Default (PD) Probabilità che una controparte passi allo stato di default entro un orizzonte temporale di un anno. PEF Piattaforma Elettronica Informatica Rating Valutazione del merito di credito di una società o delle sue emissioni rilasciata, sulla base di aspetti quali solidità patrimoniale e prospettive di sviluppo, da agenzie specializzate (agenzie di rating) o dalla banca (rating interno). Risk Weighted Assets (RWA) Le attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità. RMBS Residential Mortgage Backed Securities, strumenti finanziari il cui rendimento cedolare e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) nel portafoglio dell emittente (solitamente uno SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi con sottostanti mutui residenziali. Senior In una operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Servicer Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che sulla base di un apposito contratto di servicing continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell emissione dei titoli. SPV - Special Purpose Vehicle Le Special Purpose Vehicles sono società appositamente costituite da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione; le SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie me si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell operazione. 92
93 SFT Securities Financing Transactions Operazioni pronti contro termine attive e passive su titoli o merci, operazioni di concessione o assunzione di titoli o merci in prestito e finanziamenti con margini. Stress Test Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l impatto di scenari di mercato estremi sull esposizione complessiva al rischio della Banca. Tier I Ratio Indice di patrimonializzazione riferito al solo patrimonio di base (Tier I). Total Capital Ratio Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi che costituiscono il patrimonio di vigilanza. Upper Tier II Identifica gli strumenti ibridi di patrimonializzazione che rappresentano la parte di qualità più elevata nell ambito del Tier II. VaR Value at Risk Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio, con un determinato livello di probabilità e su un determinato orizzonte temporale, per effetto dell andamento del mercato. 93
94 CONTATTI Banca Popolare dell Etruria e del Lazio Società Cooperativa Sede Legale e Direzione Generale Via Calamandrei, Arezzo Tel Internet: 94
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