La tassa di soggiorno. Un valore per il territorio e il turismo? Servizio Turismo e Promozione del Territorio

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1 La tassa di soggiorno. Un valore per il territorio e il turismo? Servizio Turismo e Promozione del Territorio

2 SOMMARIO Sommario... 1 Premessa... 2 L Imposta di Soggiorno in Italia... 4 L Imposta di Soggiorno in Toscana... 6 L imposta di soggiorno in provincia di Lucca... 8 I regolamenti e le misure adottate... 8 Comune di Lucca Comune di Pietrasanta Comune di Viareggio Analisi dei flussi turistici pre-post introduzione dell imposta di soggiorno nei tre comuni della provincia Confronto con altre località toscane che hanno attivato l imposta di soggiorno Brevi considerazioni Appendice statistica

3 PREMESSA Per contributo di soggiorno si intende una tassa di scopo chiesta ai turisti che pernottano nelle strutture ricettive situate in comuni ad elevata densità turistica, finalizzata ad interventi pubblici di miglioramento dell ambiente turistico del territorio ospitante medesimo. Sono molte le amministrazioni locali, in Italia e all estero, che hanno preso in considerazione l opportunità di introdurre una tassa diretta per chi soggiorna temporaneamente sul proprio territorio, perché è sicuramente allettante l idea di poter raccogliere flussi finanziari soprattutto esteri senza gravare di ulteriori oneri la popolazione residente. Ad una riflessione più meditata, però, la concreta applicazione di siffatta politica è stata ritenuta effettivamente conveniente solo in alcuni contesti, in particolare negli Stati Uniti, a Parigi, a Vancouver, ecc. In generale, il consenso più o meno diffuso verso la tassa di soggiorno è dovuta al fatto che: a) il suo peso è sopportato dai turisti piuttosto che dai residenti; b) produce per l amministrazione locale un beneficio finanziario diretto effettivamente consistente; c) gli introiti sono da destinare ad interventi di miglioramento dell ambiente locale per i non residenti, ma di fatto anche dei residenti. D altra parte, però, l introduzione del contributo di soggiorno fa e ha fatto molto discutere, non solo in Italia, perché la concreta realizzazione dell intervento non è immune da rischi che minacciano la sostenibilità strutturale dell economia locale che li applica. La principale preoccupazione degli operatori economici è che l impatto causato sull industria turistica da un aumento del prezzo di mercato dei servizi sarebbe trascurabile solo se la domanda risultasse anelastica rispetto al prezzo. Infatti, secondo la teoria economica, l aumento del prezzo del soggiorno provocherebbe una diminuzione della domanda e di conseguenza diminuirebbero i ricavi netti - degli imprenditori. Però, a fronte del dettato teorico, gli studi empirici sull impatto della tassa di soggiorno hanno portato a risultati non sempre convergenti, spesso condizionati dai differenti contesti ambientali, che in qualche modo hanno contribuito ad alimentare la discussione circa la validità di questo tipo di intervento di politica 2

4 finanziaria turistica. Da non trascurare che a Vancouver (in Canada) sono stati proprio gli operatori della ricettività a farsi direttamente promotori per chiedere al governo locale l introduzione della tassa di soggiorno. Non mancano gli studi scientifici che, sulla base di rilevazioni successive all applicazione della tassa di soggiorno, non hanno riscontrato effetti negativi sul ricavo reale degli operatori. La sostanziale anelasticità della domanda rispetto al prezzo riscontrata negli studi è riconducibile a fattori diversi: 1. la mancata consapevolezza, da parte dei consumatori-turisti, dell introduzione della tassa; 2. il fatto che una quota considerevole di domanda è costituita dagli acquirenti di pacchetti turistici all-inclusive, cioè comprensivi sia del costo del viaggio sia del soggiorno; 3. altre destinazioni direttamente concorrenti hanno introdotto tasse di soggiorno nello stesso periodo, che di fatto hanno cancellato gli effetti di variazione di prezzo della specifica destinazione turistica; 4. le destinazioni hanno adottato la tassa di soggiorno su impulso degli stessi operatori locali, al fine di lanciare rilanciare l economia turistica con risorse mirate e completamente dedicate. Ciò detto, però, va ricordato che la tassa di soggiorno è stata in vigore in Italia dal 1910 al 1989 e fu abolita perché costava più ad essere amministrata rispetto agli introiti e produceva, e la tematica a tutt oggi non ha perso di spessore. Si tratta allora di verificare se le condizioni ipotizzate quale causa della sostenibilità dell imposizione della tassa di soggiorno, in ambienti in cui questa pare che non abbia prodotto effetti negativi, sono effettivamente riscontrabili anche nella provincia di Lucca. 3

5 L IMPOSTA DI SOGGIORNO IN ITALIA L imposta di soggiorno è stata introdotta con decreto legislativo n. 23 del 14 marzo Al comma 1 dell articolo 4 si stabilisce che i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Nell aprile 2012, per i comuni con sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori, in alternativa all imposta di soggiorno viene concessa la possibilità di istituire l imposta di sbarco, da applicare fino ad un massimo di 1,50 euro. Considerando i requisiti richiesti dalla normativa, in Italia si contano oltre 3 mila e 900 comuni in grado di poter applicare l imposta di soggiorno (fonte: L imposta di soggiorno Osservatorio sulla fiscalità locale - gennaio 2014, a cura di ISTA e Mercury per Federalberghi), ovvero quasi la metà degli oltre 8 mila comuni. Secondo lo studio di Federalberghi, i principali aspetti applicativi dell imposta sono: La maggioranza dei comuni ha definito la misura dell imposta in funzione della tipologia di struttura ricettiva e della categoria; in pochi casi è stata determinata in rapporto al prezzo pagato dal cliente; Ad agosto 2014 il numero dei comuni italiani che hanno introdotto l imposta di soggiorno o la tassa di sbarco è stimato in 649 unità (fonte: Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno agosto 2014 a cura di JFC di M. Ferruzzi), circa 150 in più da inizio anno. In pratica, l 8% del totale dei comuni italiani ha applicato l imposta nel corso dell ultima stagione turistica e il 16% dei comuni dotati dei requisiti per poterlo fare. Il gettito previsto per questa imposta per l anno 2014 è stimato in circa 382 milioni di euro (+33% rispetto ai 287 milioni di euro attesi nel 2013). Le regioni con la più alta presenza di comuni con imposta di soggiorno/tassa di sbarco sono la Toscana e il Piemonte, seguono la Valle d Aosta e la Lombardia. La propensione all applicazione del tributo è più elevata nelle località ad interesse artistico-culturale e quelle balneari. L indagine ha indagato anche la percezione che hanno i turisti dell imposta di soggiorno. Le perplessità più interessanti che sono emerse fanno riferimento all utilizzo e alla effettiva destinazione delle risorse in attività di valorizzazione turistica. Tuttavia non la considerano una discriminante per la scelta della destinazione. 1 Per il solo comune di Roma, l imposta era stata istituita già a partire dall anno precedente (decreto legge n. 78 del maggio

6 Le principali esenzioni che i comuni italiani hanno adottato con proprio regolamento riguardano: - residenti nel comune o in uno dei comuni dell Unione; - minori (solitamente con età inferiore a 10 anni ma che può variare dai 2 ai 18 anni), più raramente ospiti senior (con più di 65 anni); - autisti di pullman ed accompagnatori turistici che prestano attività di assistenza a gruppi organizzati (talvolta è previsto un limite minimo di componenti del gruppo); - persone che praticano terapie presso strutture sanitarie site nel territorio comunale e loro accompagnatori; - portatori di handicap non autosufficienti, con idonea certificazione medica, e loro accompagnatori; - lavoratori dipendenti delle strutture ricettive; - studenti in viaggio di istruzione o che soggiornano per ragioni di studio, per periodi di formazione professionale attestati dalle università, scuole o enti di formazione; - appartenenti alle forze di polizia statali e locali, nonché al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che pernottano nel comune per esigenze di servizio; - volontari che offrono il proprio servizio in occasione di eventi e manifestazioni o per emergenze ambientali; - inoltre sono previste esenzioni per scolaresche, soggiorni presso rifugi, strutture ricettive comunali, religiosi, pellegrini della Via Francigena, ritiri sportivi, organizzatori, ospiti e artisti in occasione di eventi e manifestazioni locali, frequentatori delle terme in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, Per quanto riguarda le riduzioni dell imposta vengono adottati prevalentemente i seguenti requisiti: - tipologia della struttura, con misure tendenzialmente più alte per il comparto alberghiero rispetto agli altri esercizi ricettivi; - stagionalità con riduzioni della tariffa nei mesi di minor afflusso turistico (in molti comuni l applicazione del imposta riguarda esclusivamente il periodo di alta stagione); Per favorire i soggiorni più lunghi, molti comuni hanno stabilito dei limiti di durata all applicazione dell imposta di soggiorno, fissato nella maggior dei casi tra le 5 e le 7 notti continuative. 5

7 L IMPOSTA DI SOGGIORNO IN TOSCANA La Regione Toscana con la delibera della Giunta regionale n. 903 del 24/10/2011, ha definito le procedure per la costituzione e l aggiornamento dell elenco delle località ad economia prevalentemente turistica e delle città d arte ai fini dell istituzione, da parte dei Comuni, dell imposta di soggiorno. In particolare, i Comuni devono provvedere a: fare richiesta per l istituzione di un Osservatorio Turistico di Destinazione (O.T.D.) procedere alla costituzione del Panel di indirizzo, ovvero una consulta composta da esperti che a vari livelli operano nel settore del turismo; sottoporre al Panel di indirizzo la proposta di iscrizione nell elenco delle località turistiche o città d arte e contestualmente le modalità e i criteri per la quantificazione dell imposta di soggiorno e la ripartizione delle relative entrate; adottare e trasmettere alla Giunta regionale la relativa delibera per l iscrizione nell elenco regionale delle località turistiche o città d arte e gli orientamenti per la quantificazione e destinazione dell imposta di soggiorno. All Unione di Comuni è concessa la possibilità di attivare un unico O.T.D. al quale possono aderire i Comuni dell Unione. Per gli altri Comuni privi di O.D.T. è prevista la possibilità di fare riferimento a quello della Provincia di appartenenza. A gennaio 2014, i Comuni toscani che avevano attivato l imposta di soggiorno risultavano 102 (fonte: Federalberghi). Di questi, 40 sono localizzati in provincia di Firenze (il 95% del totale dei comuni provinciali), 21 nella provincia di Siena (il 58%), 17 nella provincia di Livorno (l 85%). La provincia di Lucca, con tre sole attivazioni, si posiziona all ultimo posto della classifica, con un incidenza rispetto al totale dei comuni provinciali dell 8,8%. Nelle 102 località sono inseriti anche i 10 comuni in cui è in vigore la tassa di sbarco (8 comuni dell Isola d Elba, di Capraia Isola e dell Isola del Giglio). Inoltre sono presenti tre Unioni di Comuni (Unione Montana dei Comuni del Mugello, Unione dei Comuni di Valdarno e Val di Sieve, Unione dei Comuni del Circondario Empolese-Val d Elsa) che hanno deliberato un unico regolamento per l applicazione dell imposta di soggiorno valido per tutte le Amministrazioni aderenti. 6

8 Rispetto alla risorsa turistica prevalente, fra i comuni che hanno istituito l imposta di soggiorno prevalgono le località balneari (25,5% del totale) e di campagna/collina (24,5%). Seguono le destinazioni classificate d arte/affari (22,5%), ad altro interesse (16,7%), le località termali (8,8%). Le località di montagna rappresentano solo il 2%. Comuni Toscani con imposta di soggiorno 40 Comuni con IdS FI LI 85,0% 95,2% SI 58,3% FI SI LI GR PI AR LU MS PT GR PI MS AR PT LU 13,5% 11,8% 10,8% 9,1% 8,8% 28,6% Incidenza % su totale com uni dellla provincia Con riferimento al movimento turistico del 2013, è importante segnalare che nei 102 comuni toscani dove è stata applicata l imposta di soggiorno si è registrato l 83% delle presenze complessive di tutta la regione. Il valore sale all 86% del totale se si considerano i pernottamenti della clientela straniera, mentre per le presenze della clientela italiana si attesta all 80%. Se invece consideriamo l offerta ricettiva, nei comuni con l imposta di soggiorno si concentrano il 64% degli esercizi e il 77% dei posti letto complessivi di tutta la Toscana. 7

9 L IMPOSTA DI SOGGIORNO IN PROVINCIA DI LUCCA Ad oggi 2014 sono solo 3 i comuni della provincia che hanno attivato l imposta di soggiorno: Incidenza arrivi/presenze, sul totale provincia, nei 3 comuni con IdS Lucca (dal 1/04/2013), Pietrasanta (dal 01/06/2012) e Viareggio (dal 25/07/2012). Rispetto ad altre province toscane, dunque, quella di Lucca sembra essere al momento la meno interessata all introduzione del contributo di soggiorno, sebbene i tre comuni rappresentano le principali destinazioni turistiche del territorio. In termini di flussi turistici, nel 2013 queste località hanno intercettato il 60% degli arrivi complessivi e circa il 58% dei pernottamenti totale registrati in tutta la provincia. L importanza 64,2% 59,1% 56,7% 60,3% 56,7% 57,9% delle tre destinazioni emerge anche dalla valutazione del patrimonio ricettivo, pari a circa il 40% degli esercizi e il 58% dei posti letto. In particolare a Lucca, Viareggio e Pietrasanta si concentra il 48% dei posti letto alberghieri e addirittura il 69% della capacità ricettiva extralberghiera. Italiani Stranieri Totale I REGOLAMENTI E LE MISURE ADOTTATE Dall osservazione delle misure e dei regolamenti adottati dalle singole Amministrazioni, si riportano di seguiti i principali elementi di differenziazione: A Lucca e Viareggio l imposta è attiva tutto l anno (a Viareggio sono previste riduzioni per i mesi di media e bassa stagione), mentre a Pietrasanta il periodo di applicazione è compreso tra giugno e settembre. In Toscana circa i due terzi delle Amministrazioni prevedono l applicazione dell imposta in tutto l anno e il rimanente la limita al periodo di alta stagione. 8

10 A Pietrasanta e Viareggio le misure dell imposta variano in funzione della tipologia ricettiva, alla categoria e sono commisurate al numero di pernottamenti. Invece, a Lucca le fasce sono associate al prezzo sostenuto per il soggiorno di una notte. A livello regionale la maggior parte dei Comuni ha adottato la prima soluzione con una casistica molto ampia sia di suddivisione dei diversi tipi di esercizio e categorie (talvolta la suddivisione per categoria viene utilizzata anche per le tipologie extralberghiere che la prevedono), sia di ammontare dell imposta. In tutta la regione ad inizio anno si contavano solamente tre comuni, oltre a Lucca, con importi determinati in riferimento al prezzo di una notte pagato dal cliente, mentre in altri quattro casi l esborso richiesto è un ammontare fisso a prescindere dalla sistemazione e dalla categoria della struttura ricettiva. Gli importi variano da un minimo di 1 ad un massimo di 3 in funzione della fascia di prezzo a Lucca, mentre a Pietrasanta e Viareggio si sale fino a 4 per gli alberghi a 5 stelle. La durata di applicazione dell imposta è di 3 notti a Lucca (scende ad 1 notte nei mesi di bassa stagione, ma può salire a 6 notti in caso di ripetuti pernottamenti non consecutivi nello stesso mese e nella stessa struttura), di 7 notti a Pietrasanta e Viareggio (per soggiorno continuativo). Anche in Toscana la quasi totalità dei Comuni prevede un limite al periodo di applicazione dell imposta, che si attesta mediamente tra 4 e 7 notti, ma che in alcuni casi può arrivare fino ad un massimo di 30 giorni. Sempre a livello regionale si segnalano alcuni casi in cui l imposta viene applicata cumulando le diverse permanenze anche non consecutive nell arco di un periodo prefissato, altri in cui la durata varia per i soggiorni dovuti a motivi di lavoro, altri ancora in cui la durata si differenzia a seconda della tipologia ricettiva (con periodi più lunghi per i soggiorni in strutture extralberghiere). Le esenzioni previste dai regolamenti riguardano i residenti, minori, autisti e accompagnatori di gruppi, i soggetti che assistono degenti in strutture sanitarie situate nel comune, clienti diversamente abili non autosufficienti compresi accompagnatori, appartenenti alle forze dell ordine, ai Vigili del Fuoco in servizio. Tra le diverse esenzioni che si ritrovano negli altri comuni toscani si segnalano quelle per gli ospiti che soggiornano per motivi di lavoro, per i dipendenti delle strutture ricettive, per gli studenti universitari, per i residenti in altri comuni appartenenti alla stessa Unione di Comuni. 9

11 COMUNE DI LUCCA Decorrenza Misura Periodo di applicazione Esenzioni Note 1 aprile 2013 Fascia di prezzo (escluso iva 10%) Imposta Da 1,00 a 29,99 1,00 Da 30,00 a 69,99 1,50 Da 70,00 a 99,99 2,00 Da 100,00 a 129,99 2,50 Da 130,00 in su 3,00 Annuale Fino a 3 notti consecutive in alta stagione (dal 1 aprile alla 1 domenica di novembre), ad 1 notte in bassa stagione Residenti Minori < 14 anni 1 autista di pullman e 1 guida per gruppo (> 25 unità) Soggetti (max. 2 per paziente) che assistono degenti presso strutture sanitarie del comune Portatori di handicap non autosufficienti con accompagnatore Nel caso di ricorrenti e ripetuti pernottamenti non consecutivi, effettuati nello stesso mese e nella stessa struttura, l imposta è dovuta per sei notti Nel caso di camere vendute non direttamente dalla struttura, l imposta va corrisposta sulla base del prezzo a cui la camera è stata venduta al tour operator o all agenzia di viaggio COMUNE DI PIETRASANTA Decorrenza Misura Periodo di applicazione Esenzioni Note 1 giugno 2012 Struttura ricettiva Imposta Albergo ***** 4,00 Albergo **** 3,00 Albergo *** 1,50 Albergo ** 1,00 Rta 1,50 Strutture Extralberghiere 1,50 1 giugno - 30 settembre Fino a 7 notti consecutive Residenti Minori < 12 anni Soggetti (max. 1 per paziente) che assistono degenti presso strutture sanitarie Genitori di minori degenti ricoverati presso strutture sanitarie Appartenenti alle forze dell ordine, ai Vigili del Fuoco che soggiornano per esigenze di servizio 10

12 COMUNE DI VIAREGGIO Decorrenza Misura Periodo di applicazione Esenzioni Note 25 luglio 2012 Struttura ricettiva Imposta Albergo ***** 4,00 Albergo **** 3,00 Albergo *** 1,50 Albergo * e ** 1,00 Rta 3,00 Campeggi 0,50 Annuale Fino a 7 notti consecutive Residenti Minori < 12 anni Genitori di minori degenti ricoverati presso strutture sanitarie Appartenenti alle forze dell ordine, ai Vigili del Fuoco che soggiornano per esigenze di servizio 1 autista di pullman e 1 accompagnatore per gruppo (> 25 unità) Nei mesi di febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, febbraio l imposta è ridotta del 40%, mentre nei mesi di gennaio, novembre e dicembre è ridotta dell 80% Agriturismo, Caf, Cav e affittacamere 1,50 11

13 ANALISI DEI FLUSSI TURISTICI PRE-POST INTRODUZIONE DELL IMPOSTA DI SOGGIORNO NEI TRE COMUNI DELLA PROVINCIA Al termine della sintetica indagine conoscitiva sul contributo richiesto ai turisti, in questa parte del lavoro viene presentata un analisi del movimento turistico relativo ai comuni interessati, al fine di valutare se l introduzione dell imposta di soggiorno ha determinato eventuali condizionamenti del mercato o se invece le dinamiche della domanda sono rimaste slegate dall applicazione del tributo. Per la diversa tempistica nell introduzione e per le differenti modalità di applicazione, l analisi ha previsto un confronto con più riferimenti temporali, utilizzando prima i dati annuali dal 2010 al 2013, cioè periodi antecedenti e successivi all introduzione dell imposta, comparando l andamento dei singoli comuni con quello di altri comuni provinciali; successivamente l osservazione è stata limitata ai periodi/mesi effettivi di applicazione dell imposta. Infine, le tendenze sono state raffrontate con i risultati conseguiti in altre realtà toscane assimilabili. Il primo elemento che emerge dall osservazione dei dati annuali è il risultato contrapposto nelle tre diverse località. Infatti, osservando gli arrivi e le presenze nel comune di Lucca per il 2013 (anno di introduzione dell imposta), si rileva un aumento dei valori rispetto al 2012: +7,3% per gli arrivi e + 1,3% per le presenze. Anche se nel 2013 i mesi di applicazione del tributo sono stati solo otto, almeno dal trend rilevato si potrebbe affermare che non vi è stata alcuna ripercussione sul mercato. Invece, a Pietrasanta e a Viareggio i risultati del 2012 (anno di introduzione dell imposta) e soprattutto del 2013 sono stati caratterizzati dal segno negativo. A Pietrasanta, a fronte di una leggera crescita del numero di arrivi (0,2%) si è registrato un calo del 2,5% di presenze, mentre a Viareggio nel 2013 diminuiscono sia gli arrivi (-5%) sia le presenze (-12,2%). Variazione movimenti turistici nei 3 comuni con IdS 10,8% 11,2% Lucca 7,3% 1,3% -5,0% -8,5% Pietrasanta 4,1% 2,8% 0,2% -0,8% -2,3% -2,5% 7,9% Viareggio 0,2% -0,3% -2,5% -5,0% -12,2% 12

14 Sulla base delle variazioni rilevate appare pertanto difficile affermare se il dato negativo di Pietrasanta e Viareggio sia stato determinato dall introduzione dell imposta o da altre tendenze congiunturali, ma se allarghiamo l osservazione ai risultati degli altri comuni dove non è stato introdotto il tributo emerge un trend sostanzialmente analogo. In particolare, anche per gli altri comuni della Versilia si rilevano valori negativi e il decremento della domanda è stato accertato anche per i flussi dell intero territorio provinciale, ad eccezione dell area lucchese. Pertanto, il calo della domanda potrebbe essere ricondotto ad una temporanea difficoltà di posizionamento dell area/prodotto sul mercato. Infatti, negli stessi anni in cui i due comuni balneari della Versilia hanno registrato la contrazione della domanda, in Toscana tutta l area della costa ha registrato il -3-5% e il -0,9% di presenze rispettivamente nel 2012 e nel Variazione movimenti turistici nelle aree senza IdS e in provincia di Lucca Area Lucca senza IdS 3,3% 1,8% 1,9% 0,1% -2,1% -1,9% Versilia senza IdS 1,8% -1,0% -1,7% -1,1% -5,4% -7,6% 5,6% Provincia di Lucca 0,9% -1,5% -0,5% -3,1% -5,4% Scendendo nel dettaglio del comparto alberghiero, le tendenze dei flussi rilevate per i comuni di Pietrasanta e Viareggio rispecchiano in linea di massima gli stessi risultati visti in precedenza. In particolare, si registra un calo dei pernottamenti sia nel 2012 che nel 2013, più marcato per Viareggio, che però anche in questo caso viene confermato dalla dinamica riscontrata nelle altre località versiliesi che non prevedono l imposta di soggiorno. Lucca nel 2013 chiude con un saldo negativo di presenze alberghiere (-2,9%), a differenza degli altri comuni dell area lucchese che non hanno introdotto l imposta di soggiorno (+4,4%). Anche in questo caso appare difficile individuare una correlazione tra diminuzione dei flussi e applicazione del tributo. Infatti, nel comune di Lucca gli importi sono determinati sul prezzo del soggiorno, senza distinzione tra strutture alberghiere ed extralberghiere. Proprio quest ultime nello stesso anno di riferimento conseguono un +8,7% di presenze e un +12,6% di arrivi. 13

15 Variazione movimenti turistici ALBERGHIERI nei 3 comuni con IdS 7,6% 9,5% Lucca 4,5% 3,4% 2,7% Pietrasanta 0,5% 9,2% 6,0% Viareggio -2,9% -6,3% -10,3% -0,7% -2,5% -2,7% -1,6% -5,0% -4,7% -6,7% Variazione movimenti turistici ALBERGHIERI nelle aree senza IdS e in provincia di Lucca 1,2% Area Lucca senza IdS 1,2% 4,4% 1,8% Versilia senza IdS 4,6% 2,8% Provincia di Lucca -3,0% -4,5% -1,1% -0,6% -2,2% -3,2% -4,6% -5,7% -3,9% -1,6% -3,9% -3,6% Per quanto riguarda il comparto extralberghiero il risultato del 2012 del comune di Lucca, quindi prima dell introduzione dell imposta, si è attestato su valori negativi, per recuperare ampie quote di mercato nel corso dell anno successivo. Per Pietrasanta e Viareggio, sia nel 2012 sia nel 2013, gli andamenti sono stati contrastanti, con una significativa diminuzione nell ultimo anno di Viareggio, per effetto di valori particolarmente negativi registrati in alcuni campeggi. Al netto di questi valori, probabilmente l andamento del comparto sarebbe risultato positivo. 14

16 Variazione movimenti turistici EXTRALBERGHIERI nei 3 comuni con IdS 18,0% 14,5% Lucca 12,6% 8,7% 13,8% Pietrasanta Viareggio 4,7% 4,7% 5,8% -2,7% -4,8% 3,6% 0,0% -2,4% 0,3% -4,8% -9,5% -4,8% -18,6% Variazione movimenti turistici EXTRALBERGHIERI nelle aree senza IdS e in provincia di Lucca Area Lucca senza IdS 9,1% 3,4% 0,1% 1,0% 2,2% -1,2% Versilia senza IdS 22,0% 5,4% 1,7% -6,3% -15,9% -24,4% 9,5% Provincia di Lucca 4,2% 3,6% -0,1% -3,4% -9,7% Una ulteriore analisi sui flussi turistici nei periodi pre e post attivazione dell imposta di soggiorno è stata effettuata mettendo a confronto non i dati dell anno solare, ma quelli dei periodi perfettamente corrispondenti (un anno per Lucca e Viareggio, 4 mesi per Pietrasanta) all applicazione dell imposta. Nel comune di Lucca, dove l imposta è stata introdotta nel mese di aprile 2013, sono stati confrontati i dati da aprile 2013 a marzo 2014 con quelli medi calcolati negli stessi periodi prima dell applicazione del tributo. Dalla comparazione emergono valori di crescita per gli arrivi e una sostanziale stabilità nelle presenze. Lo stesso confronto sui dati dei due comparti ricettivi, ha evidenziato come il calo delle presenze sia stato registrato esclusivamente nelle strutture alberghiere (-5,9%), a fronte di una crescita sostenuta in quelle extralberghiere (+8,9%). 15

17 Confronto arrivi e presenze turistiche tra i periodi con IdS e senza IdS nel comune di Lucca Periodo Aprile 2010 Marzo Aprile 2011 Marzo Aprile 2012 Marzo Aprile 2013 Marzo Diff. % con media periodi precedenti +2,3% -0,7% Confronto arrivi e presenze turistiche nei periodi con IdS e senza IdS nel comune di Lucca per tipologia ricettiva Periodo Alberghiero Extra Aprile 2010 Marzo Aprile 2011 Marzo Aprile 2012 Marzo Aprile 2013 Marzo Diff. % con media periodi precedenti -3,5% -5,9% 14,3% 8,9% Nel comune di Pietrasanta l imposta è stata introdotta nel giugno 2012 ed è richiesta solo nei mesi di maggior afflusso turistico, ovvero fino a settembre. Pertanto l analisi si è concentrata su questi mesi e nel 2012 il periodo estivo si è chiuso con il +1,5% di arrivi e -0,3% di presenze. Stessa dinamica nel 2013, quando gli arrivi hanno segnato il +4,8% e le presenze il -0,8%. 16

18 Confronto arrivi e presenze turistiche con periodo precedente nel comune di Pietrasanta Periodo Giugno 2010 Settembre Giugno 2011 Settembre Giugno 2012 Settembre Var. % con periodo precedente 1,5% -0,3% Giugno 2013 Settembre Var. % con periodo precedente 4,8% -0,8% Confronto arrivi e presenze turistiche con periodo precedente nel comune di Pietrasanta per tipologia ricettiva Periodo Alberghiero Extra Giugno 2010 Settembre Giugno 2011 Settembre Giugno 2012 Settembre Var. % con periodo precedente 1,4% -0,4% 3,0% -0,3% Giugno 2013 Settembre Var. % con periodo precedente 5,2% -1,0% 0,4% 1,6% Infine, il comune di Viareggio ha introdotto l imposta nel luglio I periodi presi in esame vanno dunque da luglio 2012 a giugno 2013 e da luglio 2013 a giugno In entrambi i casi si sono registrati segni negativi, sia per gli arrivi sia per le presenze, con pochissime differenziazioni tra i due comparti ricettivi. 17

19 Confronto arrivi e presenze turistiche con periodo precedente nel comune di Viareggio Periodo Luglio 2010 Giugno Luglio 2011 Giugno Luglio 2012 Giugno Var. % con periodo precedente -1,5% -5,4% Luglio 2013 Giugno Var. % con periodo precedente -0,2% -6,0% Confronto arrivi e presenze turistiche con periodo precedente nel comune di Viareggio per tipologia ricettiva Periodo Alberghiero Extra Luglio 2010 Giugno Luglio 2011 Giugno Luglio 2012 Giugno Var. % con periodo precedente -3,2% -5,2% 2,9% -5,5% Luglio 2013 Giugno Var. % con periodo precedente 1,1% -2,3% -3,3% -9,2% 18

20 CONFRONTO CON ALTRE LOCALITÀ TOSCANE CHE HANNO ATTIVATO L IMPOSTA DI SOGGIORNO Un ulteriore approfondimento sui dati è stato condotto attraverso l analisi comparativa dei flussi nei tre comuni della provincia di Lucca e quelli di altre destinazioni toscane equiparabili, estendendo l osservazione sia ai periodi pre sia post attivazione dell imposta di soggiorno. La scelta delle località si è basata in primo luogo sulla risorsa turistica prevalente, ma anche sulle caratteristiche principali della domanda. Per il comune di Lucca sono stati presi in esame i dati di altre città d arte, ovvero Firenze, Pisa e Siena. Per Pietrasanta e Viareggio il confronto è avvenuto con altre località balneari toscane, cioè Castiglione della Pescaia, Follonica, Castagneto Carducci e San Vincenzo. Per quanto riguarda Lucca e le altre città d arte toscane, il trend delle presenze turistiche pre e post introduzione dell imposta (Var.% in rosso e anno di riferimento in evidenza nel grafico) confermerebbe l assenza di condizionamenti del mercato e di impatti negativi sulla domanda. Se si esclude Pisa, che ha registrato due anni consecutivi di contrazione dopo l introduzione dell imposta, in tutte le altre città le variazioni si sono attestate su valori positivi, con l eccezione di Firenze che nel secondo anno di applicazione segna un -1%. 19

21 Un giudizio analogo emerge anche dall osservazione dei dati delle località balneari scelte per il confronto con Pietrasanta e Viareggio. Infatti, ad eccezione proprio dei due comuni della provincia di Lucca, che segnano una flessione in due anni consecutivi, nelle altre località non emerge una tendenza del tutto negativa dall introduzione dell imposta. A Castiglione della Pescaia, il primo anno di applicazione si registra una crescita del 5,6% di presenze e a Castagneto Carducci addirittura del 10,6%. Al contrario, Follonica e San Vincenzo chiudono il primo anno con una contrazione delle presenze rispettivamente del 12,7% e del 4,1%, seguito però da un periodo di crescita. I dati pertanto sembrano confermare come il tributo richiesto agli ospiti delle strutture ricettive non determini ripercussioni sul mercato e le flessioni sembrano imputabili ad altri fattori congiunturali. Anche per le località della provincia di Lucca dai dati ottenuti non si può affermare, ma nemmeno escludere con certezza, che l imposta di soggiorno abbia condizionato l andamento del mercato turistico. 20

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