Software SICUREZZA DEI TUNNEL FERROVIARI. Nell ambito della sicurezza ferroviaria e, in particolare, con riferimento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Software SICUREZZA DEI TUNNEL FERROVIARI. Nell ambito della sicurezza ferroviaria e, in particolare, con riferimento"

Transcript

1 I modelli di simulazione per la quantificazione della gravità delle conseguenze associate ai possibili scenari incidentali Gallerie & Tunnelling SICUREZZA DEI TUNNEL FERROVIARI Salvatore Leonardi* Marco Santo Spinelli** In molti settori dell ingegneria si sta gradualmente diffondendo un approccio sistemico alla progettazione e alla gestione delle rispettive infrastrutture entro determinati limiti di sicurezza. Alla logica prescrittiva, in pratica, si sta sostituendo quella prestazionale (obiettivi da raggiungere, metodologia analitica di verifica, sistema di gestione), con la conseguenza di rendere indispensabile l identificazione, la quantificazione, la verifica e il monitoraggio continuo del livello di sicurezza di progetto adottato, anche ai fini della pianificazione dell emergenza in situazioni incidentali. Nell ambito della sicurezza ferroviaria e, in particolare, con riferimento alle prestazioni di sicurezza dei tunnel, il criterio prestazionale è stato introdotto per la prima volta in Italia dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 28 Ottobre 2005 Sicurezza nelle Gallerie Ferroviarie e riconfermato dalla più recente Specifica Tecnica di Interoperabilità (STI) relativa alla Sicurezza nelle Gallerie Ferroviarie adottata con la decisione della Commissione Europea 2008/163/CE del 20 Dicembre L attuale panorama normativo di riferimento, con l introduzione dell analisi di rischio, mette a disposizione degli Enti gestori e dei tecnici della sicurezza uno strumento essenziale per la definizione dell insieme degli eventi pericolosi possibili per il sistema galleria, per la valutazione della loro probabilità di accadimento e per la stima delle loro conseguenze. In questo processo di analisi di rischio quantitativa è pertanto possibile definire rischio la quantità seguente: dove: s i = i-esimo scenario incidentale del sistema galleria ferroviaria; n = numero totale degli scenari incidentali del sistema galleria ferroviaria; P(s i ) = probabilità di accadimento di s i ; M(s i ) = magnitudo delle conseguenze di s i. Figure 1A e 1B - Alcuni esempi di incendi ferroviari all interno dei tunnel 70

2 Il termine P(s i ) può essere valutato mediante le usuali tecniche dell albero dei guasti e dell albero degli eventi, mentre il termine M(s i ) è determinato attraverso l analisi quantitativa di scenario, ossia l analisi quantitativa delle conseguenze di scenari incidentali opportunamente identificati, per la quale generalmente ci si avvale o di modelli analitici che assumono la forma di relazioni matematiche fra le grandezze di interesse, o di modelli simulativi che rappresentano l andamento del fenomeno fisico attraverso una sua ricostruzione al calcolatore. Con il presente contributo, gli autori analizzeranno preliminarmente le peculiarità dei modelli automatici di simulazione numerica per lo studio degli scenari incidentali di progetto e delle relative condizioni di esodo, con specifico riferimento ai codici di calcolo denominati FDS ed EVAC. Verranno poi specificati i parametri di input e i valori a essi associati, idonei a impostare compiutamente il processo di simulazione, garantendo un livello di attendibilità coerente con le esigenze associate alla precisione dei risultati e con quelle derivanti dalla lunghezza della durata temporale dei cicli di simulazione ritenuti necessari. I modelli numerici di simulazione di incendio e di esodo La cosiddetta Fluidodinamica Computazionale (CFD - Computational Fluid Dynamics), si basa su un approccio matematico rigoroso e su leggi fisiche della fluidodinamica relative al trasferimento di calore e alla combustione e, come tale, richiede complesse analisi numeriche, supportate da elaboratori elettronici. Le due principali classi di modelli di CFD sono i modelli a zone (l ambiente all interno del quale avviene l incendio è comunemente suddiviso in una zona superiore, una inferiore e una di comunicazione tra le due precedenti) e i modelli di campo (l evoluzione del fuoco viene stimata in ogni istante di tempo e per tutti i punti dello spazio tridimensionale attraverso la risoluzione del campo fluidodinamico che risulta dall incendio). In ogni caso, il parametro di input più importante per i suddetti modelli è il valore della potenza termica rilasciata dall incendio o HRR (Heat Release Rate) che identifica la taglia del fuoco e la sua propagazione nel tempo; i valori di output, invece, sono rappresentati dalle grandezze fondamentali del fenomeno (velocità, concentrazioni, temperatura) in un certo numero di sottospazi nei quali l ambiente viene suddiviso (ogni sottospazio è descritto da un nodo della maglia di calcolo; per gli altri punti, si ricavano i dati per interpolazione). A fianco dei modelli di simulazione dell incendio, si sono sviluppati - ma solo di recente - i modelli di simulazione dell esodo. La capacità di evacuazione di una infrastruttura in sotterraneo, in fase di progetto o verifica, fino a non molto tempo addietro, poteva essere valutata esclusivamente sulla base di criteri, relativamente semplici, basati sulla larghezza e sulla lunghezza dei percorsi di esodo. Questi criteri si fondano principalmente sulle lezioni apprese dagli incidenti del passato e sui risultati di esperimenti su scala reale: gli occupanti sono considerati prossimi alle uscite fin dal primo istante di evacuazione e il calcolo dei tempi di esodo è dedicato generalmente alle sole interfacce di connessione tra le varie parti della struttura, e tra questa e l esterno. Al fine di ottenere schematizzazioni più realistiche della realtà, la ricerca scientifica ha cominciato a dedicare una notevole attenzione alla modellazione numerica anche nel campo dell esodo, allargando l ambito di esplorazione della sicurezza a strutture in cui sono presenti centinaia o migliaia di individui. Negli ultimi anni, pertanto, si è assistito allo sviluppo dei cosiddetti modelli di movimento condizionato dal comportamento, ossia basati, oltre che sul movimento, anche sul comportamento reciproco degli individui, simulato istante per istante anche in condizioni ambientali variabili nel tempo. I codici numerici FDS ed EVAC Il codice FDS (Fire Dynamics Simulator) versione 5.20, sviluppato e distribuito dall ente americano NIST (National Institute of Standards and Technology), è un software di tipo Open Source; appartiene alla famiglia dei sistemi CFD per l analisi numerica degli incendi, ed è l implementazione in FORTRAN di un modello avanzato che offre la potenza di un modello di campo, ma che contemporaneamente può gestire altri aspetti importanti del fenomeno incendio, tra cui l esodo degli occupanti la struttura, attraverso la recente implementazione del modulo EVAC. Il modello matematico è stato elaborato per lo studio del campo fluidodinamico che si determina in un incendio e prevede due modalità di calcolo distinte: DNS (Direct Numerical Simulation) e LES (Large Eddie Simulation). La sostanziale differenza è che la modalità DNS prevede il calcolo dei termini dissipativi dovuti alla viscosità in maniera diretta (con tempi di elaborazione che possono risultare proibitivi), mentre la modalità LES trascura i fenomeni di piccola scala utilizzando un approccio semi-empirico semplificato (ciò porta a una drastica riduzione dei tempi di calcolo che permette l analisi di fenomeni di durata maggiore). Le reazioni di combustione dei gas possono essere modellate in due modi: attraverso un approccio detto mixture-fraction che traccia il percorso del solo combustibile durante le sue trasformazioni dalla superficie di origine al processo di combustione; attraverso un criterio alternativo detto finite-rate dove tutte le specie individuali coinvolte nella combustione sono definite e tracciate individualmente (trattasi di un approccio decisamente più complicato e costoso del precedente in termini di costo computazionale). All interno dell approccio mixture fraction esistono due metodi per modellare un fuoco: il primo consiste nello specificare l HRR per unità di superficie, HRRPUA (Heat Release Rate Per Unit Area); il secondo prevede l indicazione di un calore di reazione, HR (Heat of Reaction), insieme alle altre proprietà termodinamiche di un materiale e, in tal caso, il tasso di combustione della superficie sarà funzione dell apporto di calore del sistema alla superficie stessa. E inoltre necessario specificare la reazione di combustione predominante, considerando la stechiometria di base del processo. Nel caso in cui queste informazioni non siano fornite, il software, per default, considererà la reazione del propano come reazione di riferimento. Qualora non vengano fornite ulteriori indicazioni, FDS considera l ambiente come ben ventilato (esistono però ulteriori opzioni per considerare l effetto di condizioni di sotto-ventilazione). Per la simulazione delle condizioni di esodo, si può impiegare il codice EVAC versione 2.0, sviluppato dal VTT (Technical Research Centre of Finland) e distribuito nella forma Open Source pre-accorpato al codice FDS. Il codice EVAC considera le vere forze fisiche che si generano tra la folla in condizioni di congestione. Queste forze includono le forze di contatto tra i corpi e le forze d attrito tra i vari soggetti e tra questi e i muri laterali o gli ostacoli. La modellazione di queste forze richiede che il dominio matematico dell evacuazione sia continuo nello spazio. In definitiva, dunque, in EVAC a ogni evacuante è associata un equazione di moto. In base a tale approccio, ogni individuo è trattato come un agente autonomo caratterizzato da proprietà personali e proprie strategie di fuga. Il modello a base dell algoritmo di movimento implementato da EVAC è il modello di forza sociale presentato da Helbing e Molnár, con i cambiamenti introdotti da Langston per includere una migliore descrizione della forma del corpo umano e considerare i gradi di libertà della rotazione. 71

3 Usando FDS come piattaforma di calcolo, EVAC ha facile accesso a tutte le proprietà dell incendio, come la temperatura dei gas, la densità dei fumi e dei gas, e i livelli di radiazione termica. Il fuoco influenza le condizioni di evacuazione: esso può rendere inabili gli occupanti e in alcuni casi bloccare i percorsi d uscita principali. Contemporaneamente gli evacuanti possono influenzare il fuoco, aprendo porte e finestre e attuando vari dispositivi di protezione. La versione di EVAC attualmente distribuita permette di considerare esclusivamente l effetto del fumo sul movimento e l influenza dei principali gas tossici sull organismo umano attraverso il calcolo della FED (Fractional Effective Dose) o dose frazionaria debilitante: per ogni valore del tempo di esposizione, restituisce il rapporto tra il valore della dose accumulata e il relativo valore critico di soglia che conduce a inabilità. Il software consente poi di implementare agevolmente differenti comportamenti per diverse categorie di occupanti. Questo è possibile intervenendo sulla velocità indisturbata di esodo e sulla direzione: in definitiva, nel modello di calcolo EVAC, ogni evacuante osserva la posizione degli altri individui e seleziona il proprio percorso d uscita valutando quello apparentemente più veloce; la selezione dell uscita è modellata come un problema di ottimizzazione, per il quale ogni evacuante tenta di selezionare l uscita che minimizza il tempo di evacuazione. La validazione del codice FDS+EVAC Il primo passo da compiere quando si utilizza un software di simulazione è la corretta definizione del modello di rappresentazione dello scenario oggetto di studio: i livelli di incertezza interni agli algoritmi di calcolo e le indeterminazioni sperimentali nella misura dei parametri fisici, nonché gli elevati tempi di elaborazione dei modelli estremamente sofisticati, impongono di limitare la raffinatezza del calcolo a favore di risultati meno precisi ma che comunque risultino affidabili, coerenti e adeguati agli scopi prefissati. Nel caso specifico, si è proceduto con la taratura del codice FDS+EVAC, attraverso un processo di manipolazione dei dati di input finalizzato alla determinazione di quei valori in grado di conferire al modello un assetto finale quanto più idoneo a rappresentare adeguatamente e correttamente le dinamiche d incendio nei tunnel ferroviari, sia in termini di aderenza della rappresentazione del fenomeno fisico, che di accuratezza matematica. Per ciò che attiene al modello EVAC di simulazione dell esodo, poiché non è stato possibile testarlo globalmente sulla base di dati derivanti da report su esercitazioni di emergenza condotte dal vivo in gallerie ferroviarie, si è ritenuto opportuno, laddove in letteratura non fossero disponibili i singoli input richiesti dal codice di calcolo, mantenere invariati i valori di default. In tali condizioni, secondo accurati studi di sensitività condotti dagli autori del software, la minore precisione potenzialmente riscontrabile su percorsi di evacuazione in piano, dovuta ai valori attribuiti ai parametri che governano le forze di interazione sociale e la forza motivazionale, condurrebbe a un errore di calcolo ricompreso nell ordine del 40% su base assoluta. Figura 2 - La visualizzazione 3D del processo di esodo con scala policromica della FED Viceversa, il dominio bidimensionale nel piano orizzontale di evacuazione è stato discretizzato adottando una griglia quadrata di lato 0,15 m, compatibile con la rappresentazione dell ambiente in cui si svolge l esodo e pressoché ininfluente nella definizione degli errori di calcolo e dei tempi globali della simulazione (Figura 2). Considerazioni più articolate e complesse devono essere svolte invece in merito al codice di calcolo FDS, in cui un ruolo fondamentale nella definizione dei parametri geometrici è svolto proprio dalla dimensione della griglia di calcolo. Al diminuire delle dimensioni di cella corrispondono precisioni diverse degli output, maggiori tempi di calcolo e maggiore flessibilità geometrica, ovvero maggiore capacità di modellazione geometrica delle forme presenti. Se è ovvio che al diminuire delle dimensioni della griglia aumentano notevolmente la flessibilità geometrica e i tempi di calcolo, non è altrettanto ovvio che nella stessa direzione vada la precisione degli output. In altre parole, non è sempre detto che a griglie più fitte corrispondano elaborazioni più precise. Infatti, l approccio LES (Large Eddie Simulation) - che è l unico approccio praticamente utilizzabile nello studio di fenomeni di larga scala - è composto da algoritmi che lavorano su valori medi a scala macroscopica. Questa impostazione fa sì che esista una dimensione di griglia ottimale, al di sotto della quale si tende a precisioni inferiori piuttosto che maggiori. In generale, è opportuna una modellazione iniziale impostata con celle relativamente grandi, seguita dalla rifinitura graduale del livello di dettaglio finché non si misurano apprezzabili differenze nei risultati. Nel caso di simulazioni che studiano l evoluzione degli incendi, una misura del livello di precisione ottenibile è fornita dall espressione seguente: dove: D car = diametro caratteristico del fuoco; δx = dimensione nominale di ciascuna delle celle componenti la griglia di calcolo. La quantità D car, non coincidente con il diametro fisico del fuoco, si può stimare con diverse formulazioni presenti in letteratura in funzione dell HRR totale del fuoco. Il rapporto D car /δx fornisce quindi il numero di celle di calcolo che interessa il diametro caratteristico del fuoco. 72

4 secondi e in condizione di un vento longitudinale di 1 m/s tra i portali (aperti e a pressione atmosferica). La sezione trasversale della galleria cui si è fatto riferimento in questa fase è la sezione tipo prevista dal gestore italiano della rete ferroviaria (R.F.I.) per gallerie naturali con scavo meccanizzato per linee a interesse locale e velocità di esercizio minori o uguali a 150 km/h (Figura 3). Le cinque simulazioni sono state costruite su griglie cubiche di dimensioni variabili nei cinque casi da 0,20 m a 0,50 m, secondo la progressione 0,20-0,25-0,30-0,40-0,50 (Tabella 1). Simulando una rete di termocoppie capaci di misurare la temperatura, posizionate pochi centimetri sotto il soffitto e distribuite in senso longitudinale, è stata studiata l influenza della risoluzione della griglia di calcolo sulla temperatura massima raggiungibile nelle condizioni di studio prescelte (Figure 4 e 5). Figura 3 - La sezione trasversale reale e relativa discretizzazione nei cinque casi di studio Maggiore è il numero di celle che interessa lo spazio caratteristico del fuoco, migliore sarà la risoluzione del calcolo. E dunque opportuno valutare in prima approssimazione la qualità della suddivisione del dominio in termini di questo parametro adimensionale, piuttosto che in assoluto. Poiché un importante parte del calcolo FDS usa, nelle direzioni Y e Z, un risolutore di Poisson basato sulle trasformate veloci di Fourier (FFTs), la seconda e la terza dimensione della maglia dovrebbero essere della forma: Figura 4 - La visualizzazione 2D con scala policromica delle temperature simulate dove: l, m e n = numeri interi. Per esempio, 64 = 2 6, 72 = e 108 = sono buone divisioni di maglia, ma 37, 99 e 109 non lo sono. Il numero di celle lungo l asse X, non usa le FFTs e non ha bisogno di essere dato come un prodotto di piccoli numeri. Al fine di ottimizzare i tempi di calcolo è dunque di primaria importanza avere un numero di celle nel piano YZ multiplo di 2, 3 e 5. Nell ambito del presente studio si è proceduto con cinque simulazioni elementari su un tratto di galleria a singola canna lungo 120 m, interessato da un HRR di kw a crescita istantanea (circa 1 secondo) valutato nel tempo totale di 240 Figura 5 - L andamento delle temperature calcolate analiticamente e simulate N Griglia Dimensioni massime Numero celle (N) Ottimizzazione piano YZ Celle totali (m) griglia (m) X Y Z NX NY NZ NYZ FDS - FFT NXYZ 1 0, , , , , ,1 7, , , , No Tabella 1 - I dati relativi alle griglie di calcolo adottate per le simulazioni 73

5 Figura 6 - Il test n 2 nel Runehamar Tunnel nel 2003 L inviluppo delle temperature misurate dalle termocoppie virtuali, cioè i valori misurati da FDS nei punti di monitoraggio, sono stati confrontati con i corrispondenti valori di temperatura calcolati mediante le principali formulazioni analitiche presenti in letteratura relative alla previsione dell evoluzione spaziale degli incendi in ambienti confinati (Alpert, Alpert & Ward, Heskestad, Heskestad & Delichatsios, Kurioka) per comprendere, in primo luogo gli effetti della sola variazione della griglia e, secondariamente, l aderenza maggiore o minore di ognuno dei cinque casi simulati alle temperature calcolate. Osservando la Figura 5 si può notare come i casi 0,20 m, 0,30 m e 0,40 m forniscano risultati in buon accordo tra loro. Si può notare inoltre come le differenze tra i vari casi siano più o meno rilevanti nella zona prossima al fuoco e invece trascurabili nelle zone di campo da essa lontane; ciò è in accordo con i risultati di alcuni studi che assicurano la validità delle previsioni FDS nelle zone lontane dall origine del fuoco anche con griglie di dimensioni grandi, pari alla metà del diametro fisico del fuoco. Tuttavia, nelle zone di campo lontane dall incendio, pur riducendosi a valori trascurabili il gap tra le misure delle termocoppie nei cinque casi, resta elevato quello tra i valori misurati e i valori empirici forniti dalle tre relazioni di Alpert, Heskestad & Delichatsiosis e Alpert & Ward. Ciò è probabilmente dovuto alla non perfetta coincidenza formale tra le esperienze a base delle relazioni analitiche di calcolo (derivate dalla correlazione delle risultanze empiriche dei test all uopo condotti) e il caso studiato in questa sede. Nessuna delle tre esperienze è stata sviluppata, infatti, a partire da configurazioni confinate come in una galleria, in cui può essere rilevante l effetto forno che si genera nella parte alta a causa della conformazione concava e della bassa conducibilità termica del calcestruzzo. Dunque può ipotizzarsi per tutte le relazioni empiriche considerate una sottostima della temperatura dovuta proprio a questo fatto. Anche la formula di Kurioka, pur essendo l unica elaborata a partire da esperienze in galleria, non tiene opportunamente conto di questo fenomeno essendo stata sviluppata principalmente su esperimenti con galleria a sezione rettangolare. N Griglia (m) Indice di precisione D car / δx Tempo di calcolo (ore) 1 0,2 6,27 11,98 2 0,25 5,02 4,44 3 0,3 4,18 2,21 4 0,4 3,14 0,63 5 0,5 2,51 0,82 Tabella 2 - Le griglie di calcolo e il confronto tra precisione e tempo di calcolo Il miglior compromesso in termini di precisione e tempi di elaborazione, è stato individuato nel caso 3, con griglia cubica di lato pari a 0,30 m (Tabella 2). Il caso 4, griglia 0,40 m, potrebbe essere considerato per valutazioni di massima, discostandosi non molto dal caso 3; mentre il caso 5 - non ottimizzato in relazione alle trasformate veloci di Fourier - ha bisogno di un tempo di calcolo superiore a quello richiesto dal caso 4. Stabilita la dimensione ottimale della griglia in 0,30 m, si è successivamente proceduto alla simulazione attraverso FDS ed EVAC di un test reale in vera grandezza effettuato presso il Runehamar Tunnel in Norvegia, test 2, di cui le principali caratteristiche sono sinteticamente rappresentate in Figura 6. Le serie di test del Runehamar Tunnel, condotte nel 2003 in associazione con il programma di ricerca UPTUN (cost effective, sustainable and innovative UPgrading methods for fire safety in existing TUNnels), sono le più recenti tra quelle a disposizione della comunità scientifica internazionale e come tali sono state prese a riferimento nel formulare le raccomandazioni proposte dal rapporto tecnico, pubblicato nel 2007, dal network tematico europeo FIT (Fire in Tunnels) in relazione al dimensionamento degli scenari di incendio in gallerie ferroviarie, metropolitane e stradali, nonché alla progettazione della loro sicurezza antincendio e della relativa gestione delle emergenze. Fissata la posizione del focolaio centralmente alla galleria e a una altezza pari al piano di calpestio di un vagone ferroviario (Figura 7), si è svolta una serie di simulazioni allo scopo di determinare, per successive iterazioni, al variare della superficie e per confronto con i valori di Figura 7 - Il tratto longitudinale della griglia di calcolo del Runehamar Tunnel (area del focolaio in rosso) 74

6 Figura 8 - La determinazione dell area del focolaio equivalente di poliuretano Conclusioni Con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 28 Ottobre 2005 Sicurezza nelle Gallerie Ferroviarie, anche in Italia è stato per la prima volta introdotto l approccio prestazionale alla valutazione della sicurezza d esercizio ai fini antincendio delle opere in sotterraneo a servizio delle infrastrutture ferroviarie. Nel presente studio sono stati analizzati i codici di calcolo FDS ed EVAC, considerati dalla comunità scientifica come fra i più adeguati ai fini di poter condurre l analisi quantitativa delle conseguenze degli scenari incidentali da incendio, permettendo, tra l altro, di superare il tipico disaccoppiamento tra incendio ed evacuazione riscontrabile nella gran parte dei modelli analitici e statistici tradizionalmente impiegati. Si è quindi proceduto con la validazione dei suddetti modelli, in relazione agli scenari incidentali di interesse all interno degli ambienti confinati costituiti dalle gallerie ferroviarie. Il risultato finale, consistente nella determinazione dei parametri di input maggiormente adatti per una agevole caratterizzazione degli scenari di incidente da incendio all interno dei tunnel ferroviari, rappresenta il primo passo per potere successivamente valutare la magnitudo delle conseguenze da incendio e per potere svolgere l analisi prestazionale delle misure di sicurezza antincendio (strutturali, impiantistiche ed operative) adottabili allo scopo. Figura 9 - La determinazione della frazione in massa equivalente di produzione di CO FED derivanti dal test reale, le dimensioni dell area della pozza equivalente al solo poliuretano (materiale individuato quale più rappresentativo e maggiormente pericoloso in un incendio di una carrozza ferroviaria) e il conseguente tasso equivalente di produzione di monossido di carbonio (nel test reale il combustibile è costituito sia da materassini in poliuretano che da pallet in legno, accatastati a formare una configurazione geometrica simile a quella di un carro merci ferroviario o di un cassone di un trattore stradale). Come evidenziato dalla Figura 8, si è giunti alla determinazione di una dimensione pari a 27 m 2 (9x3 m) per il focolaio equivalente di poliuretano: non essendoci un andamento ben definito nella corrispondenza tra area del focolaio e FED, è stata scelta la soluzione che risultasse intermedia tra quelle studiate. Successivamente, come mostra la Figura 9 si è ricavata una frazione in massa equivalente di produzione di CO per ogni grammo bruciato di poliuretano pari a 0,11 g/g. Poiché il modello è stato globalmente testato sulla base di una prova reale in vera grandezza, si ritiene di poter affermare che la simulazione dell evoluzione spazio-temporale degli incendi simulati con FDS, restituisca soluzioni di output con una accuratezza accettabile. Tuttavia, tale accuratezza si valuta conservativamente, in un errore di calcolo nell ordine del 20% su base assoluta (accuratezza minima consentita da FDS escludendo errori nell impostazione degli input). * Ricercatore Universitario e Docente di Infrastrutture Viarie Urbane e Metropolitane dell Università degli Studi di Catania ** Dottore di ricerca in Ingegneria delle Infrastrutture Viarie dell Università degli Studi di Catania BIBLIOGRAFIA [1]. Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 28 Ottobre Sicurezza nelle Gallerie Ferroviarie. G.U.R.I. n 83 dell 8 Aprile [2]. Decisione della Commissione Europea 2008/163/CE del 20 Dicembre 2007 Specifica Tecnica di Interoperabilità (STI). Sicurezza nelle Gallerie Ferroviarie. G.U.C.E. L 64 del 7 Marzo [3]. K. McGrattan, S. Hostikka, J. Floyd, H. Baum, R. Rehm - Fire Dynamics Simulator (version 5): Technical Reference Guide. NIST Special Publication , U.S. Government Printing Office, Washington [4]. T. Korhonen, S. Hostikka - Fire Dynamics Simulator with Evacuation FDS+EVAC (FDS v , EVAC v ): Technical Reference and User s Guide, VTT (Technical Research Centre of Finland), [5]. J. Brekelmans, R. Van Den Bosch - Summary of Large Scale Fire Tests in the Runehamar Tunnel in Norway, Settembre [6]. A. Haack, B. Brousse, N. P. Hoj, G. Micolotti, D. Gabay, A. Marchais, N. Rhodes, M. MacDonald - Technical Report Part 1, Part 2, Part 3, Thematic Network FIT (Fire in Tunnels), 5 Programma Quadro della Comunità Europea, Ottobre

FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile, PhD Direttore del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco

FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile, PhD Direttore del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco DIPARIMENTO DEI VIGLI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVULE Ordine degli Ingegneri Provincia di Latina FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile,

Dettagli

Simulazioni accoppiate 1D-3D per scenari d incendio

Simulazioni accoppiate 1D-3D per scenari d incendio Simulazioni accoppiate 1D-3D per scenari d incendio Applicazione a tunnel stradali e linee metropolitane Luca Iannantuoni Dipartimento di Energia - Politecnico di Milano 29 Ottobre 2009 Luca Iannantuoni

Dettagli

Computing-ANalysis-Technologies ENErgy Saving CASE STUDIES

Computing-ANalysis-Technologies ENErgy Saving CASE STUDIES Computing-ANalysis-Technologies ENErgy Saving CASE STUDIES MUSEO SCIENZE NATURALI TRENTO COMMITTENTE: RPBW S.P.A (RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP) L'attività di CANTENE è stata svolta con il contributo dell'ing.giuseppe

Dettagli

ANALISI DI RISCHIO INCENDIO IN STAZIONI METROPOLITANE PROFONDE

ANALISI DI RISCHIO INCENDIO IN STAZIONI METROPOLITANE PROFONDE ANALISI DI RISCHIO INCENDIO IN STAZIONI METROPOLITANE PROFONDE A. Raffetti *, B. Faragona D Appolonia SpA, via San Nazaro 19, Genova Introduzione I parametri progettuali ed i processi di gestione determinanti

Dettagli

FSE: QUANDO APPLICARLA

FSE: QUANDO APPLICARLA Caratteristiche Tecniche FSE: QUANDO APPLICARLA In presenza di vincoli urbanistici, architettonici, strutturali o produttivi che rendono impossibile il rispetto delle norme tecniche prescrittive o nei

Dettagli

Procedure di prevenzione incendi con l approccio. ingegneristico alla sicurezza antincendi Modena 26 Giugno 2007

Procedure di prevenzione incendi con l approccio. ingegneristico alla sicurezza antincendi Modena 26 Giugno 2007 Procedure di prevenzione incendi con l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendi Modena 26 Giugno 2007 Ing. Gianfranco Tripi Direzione Regionale Vigili del Fuoco Emilia Romagna gianfranco.tripi@vigilfuoco.it

Dettagli

Corso di alta formazione

Corso di alta formazione Corso di alta formazione Fire Safety Engineering: dal prescrittivo al prestazionale Applicazione della FSE per lo studio del fenomeno incendio, simulazione ed evacuazione delle persone verso luogo sicuro

Dettagli

IL MINISTERO DELL INTERNO. della Difesa Civile

IL MINISTERO DELL INTERNO. della Difesa Civile IL MINISTERO DELL INTERNO tramite Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Emana le norme contenenti le misure di Prevenzione e di Protezione contro gli Incendi che

Dettagli

FIRE SAFETY ENGINEERING E CODICE DI PREVENZIONE (RTO): LE NUOVE FRONTIERE PER AFFRONTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO Prof. Ing.

FIRE SAFETY ENGINEERING E CODICE DI PREVENZIONE (RTO): LE NUOVE FRONTIERE PER AFFRONTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO Prof. Ing. Approccio ingegneristico alla sicurezza contro il rischio di incendio FIRE SAFETY ENGINEERING E CODICE DI PREVENZIONE (RTO): LE NUOVE FRONTIERE PER AFFRONTARE LA SICUREZZA ANTINCENDIO LA NECESSARIA EVOLUZIONE

Dettagli

Prevenzione Incendi L APPROCCIO PRESTAZIONALE

Prevenzione Incendi L APPROCCIO PRESTAZIONALE Prevenzione Incendi LA NUOVA NORMATIVA IN MATERIA DI RESISTENZA AL FUOCO DELLE COSTRUZIONI E DI CLASSIFICAZIONE AI FINI DELLA RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE L APPROCCIO PRESTAZIONALE I REQUISITI DELLE

Dettagli

Procedure di calcolo implicite ed esplicite

Procedure di calcolo implicite ed esplicite Procedure di calcolo implicite ed esplicite Il problema della modellazione dell impatto tra corpi solidi a medie e alte velocità. La simulazione dell impatto tra corpi solidi in caso di urti a media velocità,

Dettagli

Tecnologie avanzate e modelli matematici a garanzia della sicurezza equivalente negli edifici storici

Tecnologie avanzate e modelli matematici a garanzia della sicurezza equivalente negli edifici storici Tecnologie avanzate e modelli matematici a garanzia della sicurezza equivalente negli edifici storici Due sono le esigenze che la relazione tenterà di conciliare: da un lato l obbligo di garantire la protezione

Dettagli

Modelli matematici avanzati per l azienda a.a. 2010-2011

Modelli matematici avanzati per l azienda a.a. 2010-2011 Modelli matematici avanzati per l azienda a.a. 2010-2011 Docente: Pasquale L. De Angelis deangelis@uniparthenope.it tel. 081 5474557 http://www.economia.uniparthenope.it/siti_docenti P.L.DeAngelis Modelli

Dettagli

Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms. adacher@dia.uniroma3.it

Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms. adacher@dia.uniroma3.it Automazione Industriale (scheduling+mms) scheduling+mms adacher@dia.uniroma3.it Introduzione Sistemi e Modelli Lo studio e l analisi di sistemi tramite una rappresentazione astratta o una sua formalizzazione

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli

Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN) Via di Vallerano, 139-00128 - Roma

Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN) Via di Vallerano, 139-00128 - Roma Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN) Via di Vallerano, 139-00128 - Roma Programma di Ricerca sulla sicurezza per il triennio 2006-2008 Rapporto INSEAN 2006-017 Previsione

Dettagli

CAODURO spa - Cavazzale (VI) Via Chiuppese fraz. Cavazzale 36010 Monticello C. Otto tel. 0444.945959 fax 0444.945164 info@caoduro.it - www.caoduro.

CAODURO spa - Cavazzale (VI) Via Chiuppese fraz. Cavazzale 36010 Monticello C. Otto tel. 0444.945959 fax 0444.945164 info@caoduro.it - www.caoduro. Le Prove di GENT Prove realizzate nella primavera del 1998 a Gent in Belgio in un edificio lungo 50 m, largo 20 m e alto 12 m costruito appositamente per prove di grandi incendi. Dotato di impianto di

Dettagli

Progetto SOLAR. Prototipo Eliostato realizzato dall'unità Operativa di Catania

Progetto SOLAR. Prototipo Eliostato realizzato dall'unità Operativa di Catania Progetto SOLAR Prototipo Eliostato realizzato dall'unità Operativa di Catania L Unità Operativa di Catania, afferente al Dipartimento di Ingegneria Industriale, nell ambito del progetto SOLAR prevede lo

Dettagli

Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione. Foronomia

Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione. Foronomia Idrostatica Correnti a pelo libero (o a superficie libera) Correnti in pressione Foronomia In idrostatica era lecito trascurare l attrito interno o viscosità e i risultati ottenuti valevano sia per i liquidi

Dettagli

IL LEGNO: REAZIONE AL FUOCO

IL LEGNO: REAZIONE AL FUOCO PREMESSA Il legno è un materiale che, impiegato nelle costruzioni con diverse finalità (ad es. strutturali, decorativi o di arredamento ecc.), ha sempre posto il problema della sua combustibilità, intesa

Dettagli

Osservatorio per l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio

Osservatorio per l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Osservatorio per l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Segnaliamo infine che il decreto introduce un organo destinato al monitoraggio dell uso del nuovo approccio a livello nazionale, l

Dettagli

Riproduzione della frattura tramite simulazioni numeriche supportate da sperimentazioni di laboratorio

Riproduzione della frattura tramite simulazioni numeriche supportate da sperimentazioni di laboratorio Riproduzione della frattura tramite simulazioni numeriche supportate da sperimentazioni di laboratorio Marco Domaneschi Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Politecnico di Milano Tubi commerciali in

Dettagli

u metallurgiau A. Diani, L. Rossetto

u metallurgiau A. Diani, L. Rossetto ANALISI NUMERICA DELLA CONVEZIONE FORZATA DI ARIA IN SCHIUME METALLICHE A. Diani, L. Rossetto Le schiume metalliche sono una promettente classe di materiali cellulari che consistono in una interconnessione

Dettagli

Forum di Prevenzione Incendi Milano, 27 Settembre 2012 Relatore: Roberto Borraccino

Forum di Prevenzione Incendi Milano, 27 Settembre 2012 Relatore: Roberto Borraccino Forum di Prevenzione Incendi Milano, 27 Settembre 2012 Relatore: Roberto Borraccino 1 Com è noto, la straordinaria concentrazione di capolavori d arte nei musei, unitamente all immenso patrimonio culturale

Dettagli

L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE

L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE e L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE I problemi legati alla manutenzione e all adeguamento del patrimonio edilizio d interesse storico ed artistico sono da alcuni anni oggetto di crescente interesse e studio.

Dettagli

Parametri di dimensionamento SENFC

Parametri di dimensionamento SENFC Parametri di dimensionamento SENFC Determinato il gruppo di dimensionamento, è possibile calcolare la Superficie Utile Efficace (SUT), cioè la somma delle superfici utili di apertura degli evacuatori naturali

Dettagli

Generalità sull energia eolica

Generalità sull energia eolica Generalità sull energia eolica Una turbina eolica converte l energia cinetica della massa d aria in movimento ad una data velocità in energia meccanica di rotazione. Per la produzione di energia elettrica

Dettagli

Direttive per l attuazione dell approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio

Direttive per l attuazione dell approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Decreto del Ministro dell interno 9 maggio 2007 (G.U. n. 117 del 22/05/2007) Direttive per l attuazione dell approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Il Ministro dell interno VISTO il decreto

Dettagli

PIANO DI LAVORO A.S. 2013/2014

PIANO DI LAVORO A.S. 2013/2014 ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE PROFESSIONALE E TECNICO COMMERCIALE A. CASAGRANDE F. CESI TERNI PIANO DI LAVORO PROF. SCIULLI PERFILIA CLASSE: I D MATERIA: SCIENZE INTEGRATE (FISICA) sez. F. CESI A.S.

Dettagli

uniformità di indirizzi e di livelli di sicurezza semplicità in fase di progettazione e di controllo

uniformità di indirizzi e di livelli di sicurezza semplicità in fase di progettazione e di controllo L approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio e le procedure di deroga Ing. Gianfranco Tripi 06/09/2013 1 APPROCCIO PRESCRITTIVO VANTAGGI: uniformità di indirizzi e di livelli di sicurezza semplicità

Dettagli

Descrizione e stima dell errore

Descrizione e stima dell errore Descrizione e stima dell errore Raccomandazioni per l analisi di accuratezza di una simulazione CFD: 1 Descrizione e stima dell errore Raccomandazioni per l analisi di accuratezza di una simulazione CFD:

Dettagli

Il progetto PVTRAIN: obiettivi e risultati raggiunti

Il progetto PVTRAIN: obiettivi e risultati raggiunti Il progetto PVTRAIN: obiettivi e risultati raggiunti Il PVTRAIN PhotovoltaicTrain - è un progetto pilota della durata di 3 anni (iniziato il 1 Novembre 2002 e terminato il 31 Ottobre 2005) realizzato dalla

Dettagli

Sintesi delle attività inerenti la Protezione attiva contro gli incendi

Sintesi delle attività inerenti la Protezione attiva contro gli incendi Sintesi delle attività inerenti la Protezione attiva contro gli incendi Giovanni Manzini (Applied Thermal Engineering prof. P. Andreini) Giornata Nazionale UIT dell Ingegneria Antincendio 1 Campi di interesse

Dettagli

Confronto tra i codici di calcolo QUAD4-M e LSR2D

Confronto tra i codici di calcolo QUAD4-M e LSR2D 2 Confronto tra i codici di calcolo QUAD4-M e LSR2D Introduzione Questo documento riporta un confronto tra i risultati di un analisi di risposta sismica locale condotta con il codice di calcolo LSR2D (Stacec

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE TRASPORTI TECNICO SUPERIORE PER LA MOBILITÀ E IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER

Dettagli

Metti a fuoco la tua professionalità! Il processo tecnico normativo nell ambito dell evacuazione fumi e calore. Le più recenti novità

Metti a fuoco la tua professionalità! Il processo tecnico normativo nell ambito dell evacuazione fumi e calore. Le più recenti novità Metti a fuoco la tua professionalità! Il processo tecnico normativo nell ambito dell evacuazione fumi e calore. Le più recenti novità Ing. GIUSEPPE GIUFFRIDA ZENITAL Associazione italiana sistemi di illuminazione

Dettagli

Conversione a biomassa di centrali a olio combustibile: Risultati delle simulazioni 3D. Lucia Giovannini -Sandro Merlini

Conversione a biomassa di centrali a olio combustibile: Risultati delle simulazioni 3D. Lucia Giovannini -Sandro Merlini Conversione a biomassa di centrali a olio combustibile: Risultati delle simulazioni 3D Lucia Giovannini -Sandro Merlini Attività svolte Messa a punto di strumenti di calcolo per la simulazione di sistemi

Dettagli

Ing. Simone Giovannetti

Ing. Simone Giovannetti Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni Ing. Simone Giovannetti Firenze, 29 Maggio 2012 1 Incertezza di Misura (1/3) La necessità di misurare nasce dall esigenza

Dettagli

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

VALUTAZIONE DEL RISCHIO VALUTAZIONE DEL RISCHIO PROFILO DI RISCHIO VITA Esempio: Determinazione profilo di rischio per attività ufficio aperto al pubblico R vita = B2 VALUTAZIONE DEL RISCHIO PROFILO DI RISCHIO BENE SI CALCOLA

Dettagli

Massimo Rundo Politecnico di Torino Dipartimento Energia Fluid Power Research Laboratory

Massimo Rundo Politecnico di Torino Dipartimento Energia Fluid Power Research Laboratory La simulazione delle pompe oleodinamiche Massimo Rundo Politecnico di Torino Dipartimento Energia Fluid Power Research Laboratory Politecnico di Torino Dipartimento Energia Macchine a fluido Laboratorio

Dettagli

STRUMENTO PER LA LOCALIZZAZIONE DI CAMPI EOLICI. Eolo-CISMA

STRUMENTO PER LA LOCALIZZAZIONE DI CAMPI EOLICI. Eolo-CISMA STRUMENTO PER LA LOCALIZZAZIONE DI CAMPI EOLICI Eolo-CISMA è un sistema di previsioni meteorologiche messo a punto da CISMA srl che ci permette di disporre di previsioni del potenziale eolico di un sito

Dettagli

- per l individuazione delle misure di sicurezza compensative, in caso di deroghe.

- per l individuazione delle misure di sicurezza compensative, in caso di deroghe. CLAUDIO MASTROGIUSEPPE Il gruppo di lavoro, creato un anno fa, si è proposto di tracciare delle Linee guida per l attuazione del Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio (SGSA), previsto dall approccio

Dettagli

LINEA DI RICERCA 2.8: "Analisi e catalogazione degli esperimenti agronomici di lungo termine: produttività e ciclo del carbonio."

LINEA DI RICERCA 2.8: Analisi e catalogazione degli esperimenti agronomici di lungo termine: produttività e ciclo del carbonio. Relazione II anno Climagri - Cambiamenti Climatici e Agricoltura sottoprogetto 2: Agricoltura Italiana e Cambiamenti Climatici LINEA DI RICERCA 2.8: "Analisi e catalogazione degli esperimenti agronomici

Dettagli

NTC08: ANDILWall si rinnova R. Calliari, CR Soft s.r.l. A. Di Fusco, ANDIL Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi

NTC08: ANDILWall si rinnova R. Calliari, CR Soft s.r.l. A. Di Fusco, ANDIL Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi NTC08: ANDILWall si rinnova R. Calliari, CR Soft s.r.l. A. Di Fusco, ANDIL Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi ANDILWall è un programma di calcolo per la progettazione e verifica sismica

Dettagli

Approccio prestazionale nello sviluppo del progetto Stazione Termini di roma - Ampliamento dell area servizi ai passeggeri

Approccio prestazionale nello sviluppo del progetto Stazione Termini di roma - Ampliamento dell area servizi ai passeggeri Approccio prestazionale nello sviluppo del progetto Stazione Termini di roma - Ampliamento dell area servizi ai passeggeri 1. Aspetti generali Il progetto di ampliamento dell area servizi della stazione

Dettagli

L uso di modelli per la verifica della sicurezza antincendio delle facciate ventilate

L uso di modelli per la verifica della sicurezza antincendio delle facciate ventilate L uso di modelli per la verifica della sicurezza antincendio delle facciate ventilate Ing. Giovanni Longobardo Area V Protezione passiva giovanni.longobardo@vigilfuoco.it Negli ultimi decenni il numero

Dettagli

SECONDO BIENNIO ISTITUTO TECNICO

SECONDO BIENNIO ISTITUTO TECNICO SETTORE DOCUMENTI PER LA DISCUSSIONE ISTITUTO TECNICO INDIRIZZO ARTICOLAZIONE ELETTROTECNICA TECNOLOGICO ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA ESITI DI APPRENDIMENTO (competenze, abilità, conoscenze) Regolamento,

Dettagli

Altri metodi di indicizzazione

Altri metodi di indicizzazione Organizzazione a indici su più livelli Altri metodi di indicizzazione Al crescere della dimensione del file l organizzazione sequenziale a indice diventa inefficiente: in lettura a causa del crescere del

Dettagli

Verifica e Validazione del Simulatore

Verifica e Validazione del Simulatore Verifica e del Simulatore I 4 passi principali del processo simulativo Formulare ed analizzare il problema Sviluppare il Modello del Sistema Raccolta e/o Stima dati per caratterizzare l uso del Modello

Dettagli

Simulazioni acustiche in esterno Andrea Cerniglia hilbert@venus.it

Simulazioni acustiche in esterno Andrea Cerniglia hilbert@venus.it Simulazioni acustiche in esterno Andrea Cerniglia hilbert@venus.it (Estratto da RCI, anno XXV N. 10, ottobre 1998, Tecniche Nuove) Una panoramica sulle opportunità offerte dai programmi di simulazione

Dettagli

Organizzazione e pianificazione delle attività di marketing

Organizzazione e pianificazione delle attività di marketing Organizzazione e pianificazione delle attività di marketing Il continuum delle strutture tra efficienza ed efficacia Struttura funzionale Struttura divisionale Struttura a matrice Struttura orizzontale

Dettagli

Comportamento al fuoco di isolanti termici in poliuretano nelle reali condizioni di esercizio Rita Anni - ANPE

Comportamento al fuoco di isolanti termici in poliuretano nelle reali condizioni di esercizio Rita Anni - ANPE Comportamento al fuoco di isolanti termici in poliuretano nelle reali condizioni di esercizio Rita Anni - ANPE Milano, 17 novembre 2015 ANPE dal 1988 rappresenta: Pannelli con rivestimenti flessibili Pannelli

Dettagli

ARTICOLO TECNICO Smart-MED-Parks: il Software

ARTICOLO TECNICO Smart-MED-Parks: il Software ARTICOLO TECNICO Smart-MED-Parks: il Software Introduzione Da Febbraio 2013, data di lancio del progetto Smart-MED-Parks, sono state realizzate un insieme di azioni al fine di: - Aumentare il livello di

Dettagli

Fare funzionare le città per la gente. Simulare il movimento delle persone.

Fare funzionare le città per la gente. Simulare il movimento delle persone. brochure tecninca di legion Fare funzionare le città per la gente. Simulare il movimento delle persone. Le città di tutto il mondo stanno crescendo a ritmi senza precedenti mettendo governi, enti di trasporto

Dettagli

Sintesi Scopo Metodo

Sintesi Scopo Metodo Sintesi Scopo: analizzare le variazioni aerodinamiche dovute allo sbandamento in una barca a vela monoscafo. Metodo: - definizione di un modello ideale di vela; - simulazione numerica del flusso d aria

Dettagli

IV. ANALISI DI SENSITIVITÀ

IV. ANALISI DI SENSITIVITÀ IV. ANALISI DI SENSITIVITÀ IV.1 SENSITIVITÀ ALLA CRESCITA ECONOMICA La sensitività della finanza pubblica italiana alla crescita economica è valutata simulando il comportamento dell indebitamento netto

Dettagli

Processi e Miglioramento IL PROCESSO AZIENDALE IL PROCESSO AZIENDALE 07/10/2013

Processi e Miglioramento IL PROCESSO AZIENDALE IL PROCESSO AZIENDALE 07/10/2013 Processi e Miglioramento - La gestione per processi - Il miglioramento - Le metodologie del miglioramento 1 L organizzazione di successo è quella vicina al cliente, cioè in grado di fornire elevate prestazioni

Dettagli

VULNERABILITY ASSESSMENT E PENETRATION TEST

VULNERABILITY ASSESSMENT E PENETRATION TEST VULNERABILITY ASSESSMENT E PENETRATION TEST Una corretta gestione della sicurezza si basa innanzitutto su un adeguata conoscenza dell attuale livello di protezione dei propri sistemi. Partendo da questo

Dettagli

REFERENZE Propenta Ingegneria S.r.l. (ex Studio Tecnico di Ingegneria Leonardi)

REFERENZE Propenta Ingegneria S.r.l. (ex Studio Tecnico di Ingegneria Leonardi) REFERENZE Propenta Ingegneria S.r.l. (ex Studio Tecnico di Ingegneria Leonardi) 1997 1998 1999 2000 2001 Oggetto: analisi fisica e statistica dei dati sperimentali nell ambito dei progetti europei SBI

Dettagli

Le tecnologie geospaziali a supporto della pianificazione e della operatività dei sistemi eolici

Le tecnologie geospaziali a supporto della pianificazione e della operatività dei sistemi eolici ENERGY SOLUTIONS La forza del vento Le tecnologie geospaziali a supporto della pianificazione e della operatività dei sistemi eolici L energia è diventata una priorità nella politica europea. Fino ad oggi

Dettagli

FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile, PhD Direttore del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco

FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile, PhD Direttore del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco DIPARIMENTO DEI VIGLI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVULE Ordine degli Ingegneri Provincia di Latina FSE, l approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio Ing. Pierpaolo Gentile,

Dettagli

Capitolo 2. Un introduzione all analisi dinamica dei sistemi

Capitolo 2. Un introduzione all analisi dinamica dei sistemi Capitolo 2 Un introduzione all analisi dinamica dei sistemi Obiettivo: presentare una modellistica di applicazione generale per l analisi delle caratteristiche dinamiche di sistemi, nota come system dynamics,

Dettagli

PROSPETTIVE DELLE TECNOLOGIE ENERGETICHE MONDIALI 2050 (WETO-H2) MESSAGGI FONDAMENTALI

PROSPETTIVE DELLE TECNOLOGIE ENERGETICHE MONDIALI 2050 (WETO-H2) MESSAGGI FONDAMENTALI PROSPETTIVE DELLE TECNOLOGIE ENERGETICHE MONDIALI 2050 (WETO-H2) MESSAGGI FONDAMENTALI Lo studio WETO-H2 ha elaborato una proiezione di riferimento del sistema energetico mondiale e due scenari di variazione,

Dettagli

Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali

Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali Scopo della prevenzione incendi è il conseguimento della sicurezza contro gli incendi mediante la determinazione degli strumenti idonei ad ottenere:

Dettagli

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI Articolo 1 (Campo di applicazione) Il presente decreto si

Dettagli

ver 3.1.4 VERSIONE BASE VERSIONE AVANZATA MANUALE UTENTE (01/10/2006 12.25)

ver 3.1.4 VERSIONE BASE VERSIONE AVANZATA MANUALE UTENTE (01/10/2006 12.25) ver 3.1.4 VERSIONE BASE VERSIONE AVANZATA MANUALE UTENTE (01/10/2006 12.25) Sommario 1 DESCRIZIONE... 2 1.1 LIMITI VERSIONE DIMOSTRATIVA... 2 1.2 INSTALLAZIONE... 2 1.2.1 Installazione completa...2 1.2.2

Dettagli

La ventilazione del traforo Internazionale del Gran San Bernardo Risultati delle verifiche prestazionali del sistema di ventilazione

La ventilazione del traforo Internazionale del Gran San Bernardo Risultati delle verifiche prestazionali del sistema di ventilazione GALLERIE E GRANDI OPERE SOTTERRANEE La ventilazione del traforo Internazionale del Gran San Bernardo Risultati delle verifiche prestazionali del sistema di ventilazione Roberto ARDITI SINA Luc DARBELLAY

Dettagli

Le macchine termiche e il secondo principio della termodinamica

Le macchine termiche e il secondo principio della termodinamica Le macchine termiche e il secondo principio della termodinamica ) Definizione di macchina termica È sperimentalmente verificato che nel rispetto del primo principio della termodinamica (ovvero della conservazione

Dettagli

VERNICIAtura Impianti di aspirazione localizzata. 3.6.6.3 (scheda di approfondimento)

VERNICIAtura Impianti di aspirazione localizzata. 3.6.6.3 (scheda di approfondimento) VERNICIAtura Impianti di aspirazione localizzata 3.6.6.3 (scheda di approfondimento) 3.6.6.3 (scheda di approfondimento) VERNICIatura impianti di aspirazione localizzata Le schede che qui vengono riportate

Dettagli

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE

I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE I NUOVI INDIRIZZI DELLA VAS PROPOSTI DALLA ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIETALE Ing Giuseppe Magro Presidente Nazionale IAIA 1 Italia 2 La Valutazione Ambientale Strategica

Dettagli

Condizioni ambientali per le le macchine utensili. Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA)

Condizioni ambientali per le le macchine utensili. Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA) 1 Condizioni ambientali per le le macchine utensili Ing. Gianfranco Malagola Alesamonti Barasso (VA) Condizioni ambientali 2 Per garantire le migliori prestazioni della macchina utensile è necessario mantenere

Dettagli

Relazione di fine tirocinio. Andrea Santucci

Relazione di fine tirocinio. Andrea Santucci Relazione di fine tirocinio Andrea Santucci 10/04/2015 Indice Introduzione ii 1 Analisi numerica con COMSOL R 1 1.1 Il Software.................................... 1 1.1.1 Geometria................................

Dettagli

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO Operare in situazioni reali e/o disciplinari con tecniche e procedure di calcolo L alunno si muove con sicurezza nel calcolo anche con i numeri razionali, ne padroneggia le diverse e stima la grandezza

Dettagli

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi

Appendice III. Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi Appendice III (articolo 5, comma 1 e art. 22 commi 5 e 7) Criteri per l utilizzo dei metodi di valutazione diversi dalle misurazioni in siti fissi 1. Tecniche di modellizzazione 1.1 Introduzione. In generale,

Dettagli

Esercitazioni per il corso di Microonde 2005/2006: CENNI DI TEORIA DELL ERRORE. Ing. Ricci Andrea Simone

Esercitazioni per il corso di Microonde 2005/2006: CENNI DI TEORIA DELL ERRORE. Ing. Ricci Andrea Simone Esercitazioni per il corso di Microonde 2005/2006: CENNI DI TEORIA DELL ERRORE Ing. Ricci Andrea Simone INCERTEZZA DI MISURA - Introduzione X SISTEMA Y Misura > complesso di attività volte alla valutazione

Dettagli

Scuola Primaria Conta oggetti o eventi, a voce e a mente, in senso progressivo e regressivo e per salti di due, tre ;

Scuola Primaria Conta oggetti o eventi, a voce e a mente, in senso progressivo e regressivo e per salti di due, tre ; Primo anno Secondo anno Terzo anno Primo anno MATEMATICA Scuola dell Infanzia Scuola Primaria Conta oggetti o eventi, a voce e a mente, in senso progressivo e regressivo e per salti di due, tre ; legge

Dettagli

IIS D ORIA - UFC. Laboratorio Relazioni di laboratorio Verifiche scritte di laboratorio (elaborazione dati, domande aperte, test a risposta multipla)

IIS D ORIA - UFC. Laboratorio Relazioni di laboratorio Verifiche scritte di laboratorio (elaborazione dati, domande aperte, test a risposta multipla) INDICE DELLE UFC N. DENOMINAZIONE 1 L EQUILIBRIO DEI SOLIDI 2 IL MOVIMENTO: LA VELOCITA 3 IL MOVIMENTO: L ACCELERAZIONE 4 I PRINCIPI DELLA DINAMICA 5 IL LAVORO, LA POTENZA E L ENERGIA 6 LA TEMPERATURA

Dettagli

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili.

Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. REGIONE PIEMONTE BU12 20/03/2014 Codice DB1013 D.D. 12 marzo 2014, n. 52 Metodologie per la misura, il campionamento delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dagli impianti termici civili. Con D.C.R.

Dettagli

SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema

SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema SymCAD/C.A.T.S. modulo Canali Schema Il modulo Ventilazione Standard permette di effettuare la progettazione integrata (disegno e calcoli) in AutoCAD di reti di canali aria (mandata e ripresa). Il disegno

Dettagli

ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI IN GEOTECNICA: UN PRIMO APPROFONDIMENTO

ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI IN GEOTECNICA: UN PRIMO APPROFONDIMENTO ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI IN GEOTECNICA: UN PRIMO APPROFONDIMENTO 2 GENERALITA SUL METODO AGLI ELEMENTI FINITI. Il Metodo agli Elementi Finiti (F.E.M.) è una tecnica avanzata di risoluzione di equazioni

Dettagli

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCIENZE CLASSE 1 a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO INDICATORI DI VALUTAZIONE (Stabiliti dal Collegio Docenti) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA AL TERMINE DELLA CLASSE

Dettagli

SCIENZE INTEGRATE FISICA

SCIENZE INTEGRATE FISICA CLASSE DISCIPLINA ORE SETTIMANALI TIPO DI PROVA PER GIUDIZIO SOSPESO MODULO 1: Il moto e l energia I concetti di sistema di riferimento e le grandezze cinematiche. I diversi tipi di rappresentazione del

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 380/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

RELAZIONE CALCOLO CARICO INCENDIO VERIFICA TABELLARE RESISTENZA AL FUOCO **** **** **** D.M. Interno 09 Marzo 2007 D.M. 16 Febbraio 2007 L.C.

RELAZIONE CALCOLO CARICO INCENDIO VERIFICA TABELLARE RESISTENZA AL FUOCO **** **** **** D.M. Interno 09 Marzo 2007 D.M. 16 Febbraio 2007 L.C. RELAZIONE CALCOLO CARICO INCENDIO VERIFICA TABELLARE RESISTENZA AL FUOCO **** **** **** D.M. Interno 09 Marzo 2007 D.M. 16 Febbraio 2007 L.C. 15/02/2008 L.C. 28/03/2008 GENERALITA' COMPARTIMENTI La presente

Dettagli

U 1 . - - . - - Interfaccia. U m

U 1 . - - . - - Interfaccia. U m Introduzione La teoria delle reti logiche tratta problemi connessi con la realizzazione e il funzionamento di reti per l elaborazione dell informazione (il termine logico deriva dalla stretta parentela

Dettagli

Il ruolo della fluidodinamica computazionale nella progettazione

Il ruolo della fluidodinamica computazionale nella progettazione w h i t e p a p e r Il ruolo della fluidodinamica computazionale nella progettazione Prefazione Questo paper descrive due dissipatori di calore, un presidio medicale di aspirazione, un forno da cucina

Dettagli

IL PROGETTO E-LEARNING. della Ragioneria Generale dello Stato

IL PROGETTO E-LEARNING. della Ragioneria Generale dello Stato IL PROGETTO E-LEARNING della Ragioneria Generale dello Stato Il Contesto Nel corso degli ultimi anni, al fine di migliorare qualitativamente i servizi resi dalla P.A. e di renderla vicina alle esigenze

Dettagli

Progetto Strategico RISKNAT

Progetto Strategico RISKNAT Progetto Strategico RISKNAT Attività B 7.1 C 7.1 Analisi multirischio sul territorio piemontese. Ricadute operative di Protezione Civile. Postfazione Postfazione Le evoluzioni metodologiche e di gestione

Dettagli

DVD Antonio Del Gallo

DVD Antonio Del Gallo NUOCO CODICE DI PREVENZIONE INCENDI Capitolo S.5 Gestione della sicurezza antincendio DVD Antonio Del Gallo Direzione Interregionale per il Veneto e il Trentino Alto Adige Premessa GSA : misura della Strategia

Dettagli

GUIDA OPERATIVA ALLA REDAZIONE DELLE SIMULAZIONI ECONOMIC0-FINANZIARIE DEL. Business Plan

GUIDA OPERATIVA ALLA REDAZIONE DELLE SIMULAZIONI ECONOMIC0-FINANZIARIE DEL. Business Plan GUIDA OPERATIVA ALLA REDAZIONE DELLE SIMULAZIONI ECONOMIC0-FINANZIARIE DEL Business Plan INDICE GENERALE 1. Introduzione 2. Utilizzo dell applicazione 3. Impostazioni di base 4. Copertina impresa 5. Dati

Dettagli

Fig.1 - n Verifiche Ispettive completate nella Provincia di Ravenna presso gli stabilimenti soggetti all art.6 del D.Lgs 334/99

Fig.1 - n Verifiche Ispettive completate nella Provincia di Ravenna presso gli stabilimenti soggetti all art.6 del D.Lgs 334/99 Legge Regionale 17 dicembre 23 n.26: Verifiche Ispettive sui Sistemi di Gestione della Sicurezza degli stabilimenti soggetti all art.6 del D.Lgs 334/99 della Provincia di Ravenna Risultanze e commenti

Dettagli

ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI INGEGNERE. I a Sessione 2014 SEZIONE A PROVA PROGETTUALE SEZIONE INDUSTRIALE

ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI INGEGNERE. I a Sessione 2014 SEZIONE A PROVA PROGETTUALE SEZIONE INDUSTRIALE ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI INGEGNERE I a Sessione 2014 SEZIONE A PROVA PROGETTUALE SEZIONE INDUSTRIALE Tema 1 Il candidato deve procedere al dimensionamento e

Dettagli

DTI SUPSI. Corso: Produrre energia con il vento - DACD SUPSI. Maurizio Barbato ; Davide Montorfano - DTI SUPSI

DTI SUPSI. Corso: Produrre energia con il vento - DACD SUPSI. Maurizio Barbato ; Davide Montorfano - DTI SUPSI DTI / ICIMSI / PRODURRE ENERGIA CON IL VENTO PROGETTO DTI SUPSI 1 Progetto Generatore Eolico DTI SUPSI Corso: Produrre energia con il vento - DACD SUPSI Maurizio Barbato ; Davide Montorfano - DTI SUPSI

Dettagli

CAPITOLO III CONFRONTI TRA DISTRIBUZIONI

CAPITOLO III CONFRONTI TRA DISTRIBUZIONI CAPITOLO III CONFRONTI TRA DISTRIBUZIONI 3.1 CONFRONTI TRA DISTRIBUZIONI OSSERVATE E DISTRIBUZIONI TEORICHE OD ATTESE. Nella teoria statistica e nella pratica sperimentale, è frequente la necessità di

Dettagli

LIBERA L EFFICIENZA E LA COMPETITIVITÀ DEI TUOI STRUMENTI! Open Solutions, Smart Integration

LIBERA L EFFICIENZA E LA COMPETITIVITÀ DEI TUOI STRUMENTI! Open Solutions, Smart Integration LIBERA L EFFICIENZA E LA COMPETITIVITÀ DEI TUOI STRUMENTI! Open Solutions, Smart Integration COSA FACCIAMO SEMPLIFICHIAMO I PROCESSI DEL TUO BUSINESS CON SOLUZIONI SU MISURA EXTRA supporta lo sviluppo

Dettagli

ArRISK RILASCIO E DISPERSIONE DI GAS TOSSICI O INFIAMMABILI

ArRISK RILASCIO E DISPERSIONE DI GAS TOSSICI O INFIAMMABILI OBIETTIVI. ArRISK È UN SISTEMA MODELLISTICO PER L ANALISI DELLE CONSEGUENZE IN ATMOSFERA DI RILASCI TOSSICI O INFIAMMABILI. È DOTATO DI UN INTERFACCIA GRAFICA CHE PERMETTE ALL UTENTE DI PREDISPORRE ED

Dettagli

Introduzione al Convegno Dott. Ing. Roberto Barzi Direttore Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica

Introduzione al Convegno Dott. Ing. Roberto Barzi Direttore Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica Introduzione al Convegno Dott. Ing. Roberto Barzi Direttore Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica Quando nel 2004, come CNVVF siamo stati chiamati a partecipare alla stesura del Testo Unitario

Dettagli

(B) Finanziamento richiesto dal Cesi (migliaia di euro)

(B) Finanziamento richiesto dal Cesi (migliaia di euro) Tabella n. 1 (A) Denominazione del progetto (B) Finanziamento richiesto dal Cesi (migliaia di euro) (C) Finanziamento ammesso a carico del Fondo (migliaia di euro) SCENARI (1) 16058 11291 GEN 21 (2) 57610

Dettagli

Introduzione all Analisi dei Segnali

Introduzione all Analisi dei Segnali Tecniche innovative per l identificazione delle caratteristiche dinamiche delle strutture e del danno Introduzione all Analisi dei Segnali Prof. Ing. Felice Carlo PONZO - Ing. Rocco DITOMMASO Scuola di

Dettagli

INFORMA - Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale. Seminario di progettazione

INFORMA - Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale. Seminario di progettazione INFORMA - Istituto Nazionale per la Formazione Aziendale Seminario di progettazione RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE. III EDIZIONE D.M. 09.03.2007: Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni

Dettagli