Capitolo 7. DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE. a cura di

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Capitolo 7. DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE. a cura di"

Transcript

1 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE Capitolo 7 DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE a cura di Vittoria Perrotti Giovanna Orsini Guido Novello Antonio Scarano Maurizio Piattelli Orazio Martini Fabrizio Morelli Lorenzo Ravera 69

2 Implantologia Pratica 70

3 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE LE ATROFIE OSSEE DEI MASCELLARI a cura di Vittoria Perrotti Giovanna Orsini 71

4 Implantologia Pratica Introduzione Le ossa mascellari si distinguono dagli altri distretti dell organismo poiché presentano un caratteristico riassorbimento dei processi alveolari. Infatti, in assenza di riabilitazione protesica, in una bocca totalmente edentula si innescano una serie di alterazioni morfologiche, che hanno come risultato un atrofia cosiddetta da non uso (fig. 1-3). La prima formazione ad essere interessata da queste modificazioni è il processo alveolare, che va incontro ad una riduzione, prima in ampiezza e poi in altezza, a carattere progressivo ed in senso centripeto. L entità del riassorbimento ha la massima espressione nei primi tre mesi dopo un estrazione, si riduce dopo sei mesi e tende ad una relativa stabilizzazione tra il primo e il secondo anno. Se l atrofia è di grado moderato, il processo alveolare assume forma a U ed è ricoperto da osso compatto; in caso di atrofia più accentuata, diviene sottile e acuto; se infine l atrofia è grave, può scomparire completamente 1. 72

5 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE Classificazione e Anatomia dei mascellari atrofici Nella letteratura scientifica degli ultimi anni sono state proposte numerose classificazioni del riassorbimento osseo nei mascellari edentuli 2-7. La più versatile, da un punto di vista clinico, resta quella di Cawood e Howell 8 del 1988, in base alla quale, sia nella mandibola che nel mascellare superiore, si possono distinguere sei classi: * Classe I: alveolo con elemento dentario; * Classe II: alveolo post-estrattivo; * Classe III: cresta alveolare post-estrattiva tardiva; * Classe IV: cresta a lama di coltello, di altezza adeguata, ma spessore insufficiente; * Classe V: cresta piatta sia in altezza sia in spessore; * Classe VI: cresta depressa. Come precedentemente accennato, la perdita di elementi dentari provoca un evoluzione in senso atrofico dei tessuti di sostegno, caratterizzata da modificazioni scheletriche che portano ad una considerevole alterazione nella configurazione delle ossa residue in corrispondenza del mascellare superiore e della mandibola. Il riassorbimento osseo ha un andamento centripeto nel mascellare superiore e centrifugo nella mandibola, poiché viene condizionato dal diverso sviluppo morfologico che i processi alveolari hanno nelle due arcate Questo processo involutivo della cresta ossea comporta, inoltre, modificazioni nella qualità e nella quantità dei tessuti molli di rivestimento, con riduzione o perdita totale della gengiva fissa cheratinizzata ed esuberanza di mucosa alveolare mobile 11. In corrispondenza del mascellare superiore, si osserva spesso un restringimento dell arcata dentale. Nella regione molare questo restringimento è di solito trascurabile, mentre risulta molto pronunciato nella regione premolare, canina e incisiva. La riduzione del raggio di curvatura dell arcata superiore è determinata dall obliquità vestibolare del processo alveolare, che segue l inclinazione assiale degli elementi dentari 1. Nella mandibola, il riassorbimento del processo alveolare ha un andamento centrifugo, che provoca un allargamento dell arco residuo nella regione dei molari, determinato dall inclinazione linguale dei molari mandibolari e dei loro processi alveolari. Nella regione anteriore della mandibola, le modificazioni dell arcata variano individualmente in seguito alla diversa inclinazione dei canini e degli incisivi inferiori 1. Se l atrofia da non uso coinvolge altre regioni del mascellare superiore e della mandibola, l osso residuo può entrare in rapporto con formazioni che normalmente sono molto lontane dal processo alveolare. In corrispondenza del mascellare superiore, la spina nasale anteriore può trovarsi a sporgere quasi all estremità anteriore della cresta residua ed il processo zigomatico può partire direttamente dai suoi settori latero-posteriori. In corrispondenza delle porzioni posteriori, l atrofia può spingersi così indietro da raggiungere l uncino del processo pterigoideo e farlo divenire sporgente al di sotto della cresta alveolare. In casi di atrofia estrema, il pavimento del seno mascellare può presentarsi assottigliato e discontinuo in più punti. Nel processo alveolare inferiore, quando l atrofia si estende alla parte superiore del corpo della mandibola, la cresta ossea può scendere fino a livello della protuberanza mentoniera in avanti, e a livello delle spine mentali al Fig. 1 e 2 Atrofia del processo alveolare del mascellare superiore. Si osserva osso maturo con ampi spazi midollari. Colorazione eseguita con blu di toluidina e fucsina acida. 10X Fig. 3 Atrofia del mascellare superiore. Sono presenti scarse trabecole ossee. Colorazione eseguita con blu di toluidina e fucsina acida. 4X 73

6 Implantologia Pratica di dietro della lamina mentale. Nella regione distale, questo processo involutivo può raggiungere la linea obliqua e, in casi di estrema atrofia da non uso della mandibola, il margine superiore dell osso può avvicinarsi gradualmente a livello del canale mandibolare e del foro mentoniero. La parete superiore del canale mandibolare può divenire estremamente sottile e discontinua in più punti. Se l atrofia mandibolare raggiunge un grado estremo, la cresta alveolare può scendere al di sotto del fondo del solco sottolinguale e le ghiandole sottolinguali possono anche sporgere sopra il livello della cresta alveolare. In casi di atrofia pronunciata, anche i frenuli e le inserzioni muscolari possono assumere una posizione superficializzata 12. Eziopatogenesi delle atrofie dei mascellari La causa principale delle atrofie dei mascellari è rappresentata dalla perdita degli elementi dentari, che può avvenire in seguito a carie, affezioni parodontali, combinazione delle precedenti e restauri traumatici (otturazioni, corone, protesi); mentre il numero dei denti perduti in seguito a motivi puramente chirurgici è modesto. Con il passare degli anni, aumenta il contributo delle affezioni parodontali alla perdita di elementi dentari, mentre pare diminuire il contributo apportato dalla carie. Per quanto riguarda le influenze sistemiche è fondamentale valutare il metabolismo del calcio e i fattori ad esso correlati, ossia tutte le situazioni in cui si ha un diminuito apporto di questo elemento: diete povere di calcio, malattie da malassorbimento e patologie connesse ad inadeguato assorbimento della vitamina D. Gli organi deputati all assorbimento del calcio sono rappresentati dal fegato, dai reni e dall intestino: qualsiasi alterazione della funzionalità di questi apparati è in grado di creare malassorbimento della vitamina D, elemento indispensabile per l utilizzo del calcio a livello osseo. Molto importante è il ruolo del metabolismo dell ormone paratormone, anche se paradossalmente uno studio condotto da Lekkas non è stato in grado di evidenziare una correlazione significativa tra iperparatiroidismo e altezza residua della cresta alveolare 13. È altresì nota la stretta correlazione esistente tra osteoporosi e menopausa, che si traduce in una relazione diretta tra diminuzione di 17 beta estradiolo, ormone di produzione ovarica, e densità ossea. Gli estrogeni svolgerebbero anche un azione positiva, promuovendo la trasformazione di calcifediolo in calcitriolo, che è il metabolita più efficace nello stimolare l assorbimento intestinale del calcio. Il bilancio negativo delle donne in menopausa potrebbe essere correlato anche ad un aumentata produzione di interleuchina1(il-1), che rappresenta un potente stimolatore del riassorbimento osseo Principi Guida per il Trattamento Terapeutico Le attuali possibilità riabilitative dei pazienti con mascellari atrofici di classe IV, V, VI prevedono l impiego di tecniche di rigenerazione ossea, da sole o combinate a diverse tecniche accrescitive (trattate in capitoli specifici), al fine di ottenere un ripristino dei tessuti andati perduti in parte o totalmente e quindi consentire un adeguata metodica implantare (fig. 4, 5). Brusati e coll. hanno evidenziato come sia essenziale ristabilire i rapporti tridimensionali scheletrici maxillo-mandibolari, ripristinando i tessuti di sostegno prima o contemporaneamente al posizionamento di impianti 16. È necessario inoltre scegliere accuratamente il protocollo chirurgico da applicare, anche perché ci si può trovare di fronte a quadri clinici estremamente eterogenei in cui, in zone diverse dell arcata di uno stesso paziente, ci sono diversi gradi di riassorbimento Per quanto riguarda la scelta di una metodica implantare, essa dipenderà dall orientamento clinico del chirurgo e dalle diverse esigenze protesiche Il trattamento implanto-protesico rappresenta il trattamento principe nella riabilitazione della mandibola edentula 22. In particolare, la zona di elezione è rappresentata dalla regione frontale o interforaminale, che generalmente conserva una sufficiente quantità d osso in altezza per consentire l inserimento di impianti dentari 20. Nei casi gravemente atrofici è spesso necessario ricorrere alla terapia di rigenerazione ossea guidata e ad innesti di osso autologo o biomateriali alloplastici. Queste metodiche possono essere utilizzate in combinazione. Fig. 4 e 5 Mascellare superiore post sinus lift a 3 mesi. Il tessuto osseo si presenta maturo e ricco di lacune osteocitarie. Colorazione eseguita con blu di toluidina e fucsina acida. 4X 74

7 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE PROCEDURE CHIRURGICHE RIABILITATIVE a cura di Guido Novello 75

8 Implantologia Pratica Introduzione e classificazione dei difetti ossei Nell obiettivo di mantenere il principio dell implantologia guidata protesicamente e quindi di garantire solide basi strutturali ad impianti di adeguate dimensioni per una protesi congrua che ripristini funzioni ed anche estetica, abbiamo spesso la necessità di utilizzare alcune tecniche chirurgiche accessorie per compensare difetti ossei, di svariate origini, che interrompono la continuità dell arcata alveolare o non danno sufficienti dimensioni quali e quantitative per ospitare gli impianti preposti al carico masticatorio. L origine di questi difetti può essere traumatica, da avulsione dentarie con o senza fratture alveolari; iatrogena, dall uso incongruo di protesi mobili a supporto mucoso, in particolare nelle malocclusioni (2 a e 3 a classe scheletrica con riassorbimenti dei gruppi frontali inferiori e superiori); esito di parodontopatie, le più frequenti e ad andamento più rapido perché supportate da infezioni batteriche; metaboliche, esito di malattie sistemiche (osteoporosi, diabete, menopausa, paratiroidismi, fumo) che interessano il metabolismo del calcio. Il risultato è un cambiamento morfologico delle ossa mascellari, con un abbassamento strutturale dell anatomia della cresta alveolare sui tre piani dello spazio, che crea, in funzione del distretto interessato, abbassamenti verticali della cresta, assottigliamenti in spessore fino a ridurla alle corticali, avvallamenti trasversali con difetti monocorticali o andamenti a becco della cresta. Dal punto di vista biodinamico la conseguenza più eclatante che rileviamo negli abbassamenti verticali è l aumento dello spazio interocclusale, soprattutto nei settori diatorici, che nelle riabilitazioni protesiche può portare all inversione del rapporto corona-radice (1/3 : 2/3). Questo richiederà particolare attenzione in fase di progettazione protesica, per la distribuzione dei carichi in funzione del numero degli impianti, delle dimensioni della struttura protesica, degli spessori e forma della travata. Il difficile compromesso sarà di natura estetica per l aumentata dimensione dei denti, per la perdita del profilo corticale, per la riduzione del supporto labiale e alterati profili di emergenza che richiedono particolari manovre igieniche di mantenimento. Ora se è possibile accettare compromessi di natura estetica al fine di ottimizzare la funzione nei settori diatorici, non ci è concesso nei gruppi frontali che partecipano nei rapporti relazionali nel principio del sorriso. Logica conseguenza sarà il nostro impegno, nell ambito di una progettazione riabilitativa, di ricostruire quei difetti ossei e mucosi che possono compromettere l estetica dei gruppi frontali e la funzione dei settori masticanti. Tra le molte classificazioni proposte in letteratura ritengo quella HVC di Wang 1 (fig. 1) la più semplice e di immediata lettura ai fini dell orientamento terapeutico da adottare per la soluzione dei casi (tab. 1). Questi difetti ossei li possiamo classificare in: 1) verticali per una insufficiente altezza della cresta alveolare; 2) trasversali per difetti in larghezza della cresta alveolare; 3) misti che contemplano entrambe le esigenze. Fig. 1 Classificazione HVC dei difetti della cresta.(tratto da Hom-Lay Wang, Khalaf Al-Shammari Classificazione HVC di difetti della cresta: una classificazione ad orientamento terapeutico. Int J Periodontics Restorative Dent 2002; 22: ). 76

9 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE Classe di difetto Protesi fissa Impianto H-s Procedura di arrotolamento Procedura a borsa Innesto di tessuto molle inlay Procedure di espansione della cresta Innesti monocorticali a inlay/onlay GBR H-m Procedura a borsa Innesto di tessuto molle inlay Innesti monocorticali a inlay/onlay GBR H-l Innesto di tessuto molle inlay Innesto interposizionale Innesti monocorticali a inlay/onlay GBR V-s Innesto interposizionale Estrusione ortodontica GBR V-m Innesto interposizionale Innesto di tessuto molle inlay Estrusione ortodontica GBR Innesti ossei onlay Distraction osteogenesis V-l Innesto interposizionale Innesto di tessuto molle inlay (scarsa prevedibilità) GBR Innesti ossei onlay Osteogenesi a distrazione C-s Combinazione di procedure d innesto del tessuto molle Innesti monocorticali a inlay/onlay GBR C-m C-l Combinazione di procedure d innesto del tessuto molle (scarsa prevedibilità) Difficile da correggere. Si può migliorare trasformandolo in un piccolo difetto con procedure combinate di innesto del tessuto molle Combinazione di GBR, innesti monocorticali inlay/onlay e osteogenesi a distrazione Difficile da correggere Grandi innesti in blocco extraorale (tibia, costola, volta del cranio). Necessarie procedure multiple Tab. 1 Classificazione HVC e orientamento terapeutico da adottare per la risoluzione dei casi. (Tratto da Hom-Lay Wang, Khalaf Al-Shammari Classificazione HVC di difetti della cresta: una classificazione ad orientamento terapeutico. Int J Periodontics Restorative Dent 2002; 22: ). 77

10 Implantologia Pratica 78

11 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE TECNICHE rigenerative 79

12 Implantologia Pratica 80

13 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE I biomateriali a cura di antonio Scarano maurizio Piattelli 81

14 Implantologia Pratica L elevata percentuale di successi ottenuta in pazienti riabilitati con impianti osteointegrati, ha determinato un interesse della ricerca verso metodiche via via sempre più raffinate, che mirano alla possibilità di inserire impianti in zone dove vi sia un insufficiente quantità d osso 1-3. Per fare questo occorre rigenerare l osso distrutto da processi di riassorbimento utilizzando dei materiali che favoriscono la rigenerazione ossea. La perdita e l insufficienza funzionale del tessuto osseo rappresentano i problemi più frequenti nelle riabilitazioni implanto-protesiche complesse. La perdita di tessuto osseo può essere compensata con un innesto di osso autologo o trapianto di osso vascolarizzato, in alternativa il chirurgo deve ingegnarsi per ricostruire, utilizzando i tessuti residui o con ciò che viene messo a disposizione dalla Bioingegneria. è a questo punto che si inserisce l Ingegneria Tissutale, un nuovo campo multidisciplinare che applica i principi dell ingegneria e delle scienze biomediche per elaborare prodotti artificiali o biologici in grado di ripristinare o comunque mantenere la funzione di tessuti ed organi danneggiati 4-5. Ciò che caratterizza tali tessuti è la distinzione, durante il processo di produzione, di tre momenti fondamentali: - prelievo del tessuto naturale - procedure di ingegnerizzazione del tessuto - realizzazione vera e propria del sostituto biologico ingegnerizzato. In queste tre fasi, il passaggio innovativo ed essenziale è rappresentato proprio dalla ingegnerizzazione che determina la trasformazione sostanziale del tessuto di origine, fino ad ottenere un prodotto finale che risulti impiantabile sull uomo e che sia in grado di favorire o determinare in modi diversi la riparazione tessutale. Il campo dell ingegneria tessutale elabora dunque prodotti di origine biologica fino a creare dei derivati completamente nuovi, con caratteristiche tali da essere usati durante la pratica clinica nella guarigione e nella ricostruzione ossea. Proprio nel campo della ricostruzione ossea si sono verificati negli ultimi venti anni, significativi miglioramenti con l introduzione dei sostituti ossei 6. Si definisce biomateriale un materiale concepito per interfacciarsi con i sistemi biologici per valutare, dare supporto o sostituire un qualsiasi tessuto, organo o funzione del corpo (International Consensus Conference on Biomaterials, Chester, Gran Bretagna, 1991). Il biomateriale è dunque un materiale destinato a stare a contatto con i tessuti biologici allo scopo di sostituire un organo o un tessuto. L uso dei biomateriali ha consentito, negli ultimi 15 anni, di risolvere con successo i problemi clinici odontoiatrici relativi alla carenza di supporto osseo in parodontologia, protesi e implantologia 7-8. A livello implantologico, l utilizzo dei sostituti ossei osteoconduttori, cioè con funzione di substrato per la successiva rigenerazione ossea, ha determinato una modificazione nelle procedure chirurgiche in presenza di creste alveolari inadeguate per altezza, spessore e qualità. I sostituti ossei hanno il compito di facilitare la rigenerazione ossea sfruttando soprattutto l effetto osteoconduttivo. La rigenerazione ossea sfrutta tre meccanismi: osteogenesi, osteoconduzione ed osteoinduzione. La rigenerazione ossea utilizza questi meccanismi e qualora si faccia ricorso all uso di biomateriali si sfrutta soprattutto l effetto osteoconduttivo del biomateriale. I biomateriali possono essere classificati in base alla reazione tissutale in: - biotollerati: il biomateriale è circondato da una capsula fibrosa e non da osso, è il caso degli acciai. - bioinerti: il biomateriale è circondato da osso che appare in intimo contatto, ma non esiste alcuno scambio ionico. - bioattivi: esiste un legame con l osso circostante con il quale esiste anche uno scambio ionico, è il caso dell idrossiapatite, biovetri e fosfato-tricalcico. Un altro modo per classificare i biomateriali è la loro riassorbibilità, si possono quindi distinguere biomateriali riassorbibili, non riassorbibili e parzialmente riassorbibili. Altra distinzione molto importante è la derivazione dei biomateriali che possono essere di origine biologica o sintetica. I biomateriali di origine biologica possono essere di origine autologa, omologa ed eterologa. Si definiscono biomateriali di origine autologa quando provengono dallo stesso paziente, si definiscono di origine omologa quando derivano da un individuo diverso ma della stessa specie ed infine di origine eterologa il biomateriale, che deriva da una specie diversa, come ad esempio di origine bovina, suina ecc. Vari materiali sono stati utilizzati per la rigenerazione, con elevate percentuali di successo degli impianti inseriti nelle aree trattate, tuttavia pochi studi hanno messo in evidenza la quantità e la qualità dell osso rigenerato, fondamentali per l osteointegrazione degli impianti posizionati. Il materiale da innesto, utilizzato in questa procedura, dovrebbe essere totalmente riassorbibile ed essere sostituito da osso vitale I biomateriali maggiormente utilizzati sono: osso autologo (frammenti ossei prelevati dalla cresta iliaca, dalla mandibola, dalla tuberosità mascellare, dalla teca cranica); sostituti ossei (tricalcifosfati, osso spugnoso disidratato, demineralizzato o congelato, idrossiapatite porosa, osso bovino inorganico, proteine osteoinduttive), oppure una combinazione di questi materiali. Il materiale maggiormente utilizzato e giudicato il gold standard è l osso autologo, prelevato sia da zone intraorali che extraorali L uso dell osso autologo presenta tuttavia degli svantaggi: la quantità prelevabile da siti intra-orali è limitata ed è per questo che trova scarse indicazioni nel rialzo di seno mascellare. Per reperire una maggiore quantità di osso si sono sviluppate tecniche chirurgiche che prevedono il prelievo di osso da siti extra-orali. Queste tecniche non sono però scevre da rischi post-operatori, rendendo più difficile l approccio psicologico con il paziente che deve essere sottoposto ad 82

15 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE un secondo intervento chirurgico 12. Da non sottovalutare, inoltre, che l incidenza di complicazioni post-chirurgiche del sito donatore ammonta al 10% 12. guarigione ossea in presenza di biomateriali La guarigione ossea è un processo complesso e dinamico che si conclude con il ripristino della continuità anatomica e funzionale. Qualora si verifichi una lesione, si innesca una cascata di eventi che portano all iniziale deposizione di fibrina e alla formazione di un coagulo ematico 14. Le piastrine rappresentano la componente piu importante in questa fase iniziale. Il reticolo di fibrina non solo intrappola le cellule sanguigne e arresta il sanguinamento, ma lega anche vari fattori di crescita e citochine che promuovono la risposta di guarigione 15. Nelle prime ore le cellule che accorrono sono soprattutto neutrofili. Successivamente si riscontrano prevalentemente macrofagi 16. In questa fase avviene la maggiore attivazione di segnali chimici, rappresentati da citochine e fattori di crescita 2. Si assiste infatti alla liberazione di numerosi GFs, tra cui PDGF ( Platelet-Derived Growth Factor ) e TGF ( Transforming Growth Factor ). Questi GFs, per esempio, controllano l afflusso di fibroblasti nel sito ove si è verificata la lesione. Altri fattori di crescita coinvolti nel processo possono essere le interleuchine, FGF ( Fibroblast Growth Factor ), TNF ( Tumor Necrosis Factor ), IGF ( Insulin-like Growth Factor ), EGF ( Epidermal Growth Factor ). Dopo alcuni giorni si ottiene la riparazione del danno e la riepitelizzazione 17. Nel caso della riparazione del tessuto osseo, le piastrine rilasciano numerosi mediatori chimici, tra cui TGF che, durante l iniziale fase infiammatoria del processo di guarigione ossea, danno inizio alla formazione del callo osseo. In questo modo, alla fase di formazione dell ematoma come immediata risposta alla lesione, può seguire una fase di formazione intramembranosa e/o un ossificazione di tipo endocondrale, con ricostituzione della continuità del tessuto 18. Tali fenomeni includono complesse interazioni che si stabiliscono tra numerosi fattori regolatori locali e sistemici, quali fattori di crescita e differenziazione, ormoni, citochine, e componenti della matrice extracellulare. In presenza di biomateriali, i fattori di crescita vengono assorbiti o bagnano semplicemente la superficie del sostituto osseo consentendone l integrazione con il tessuto osseo. La rigenerazione ossea guidata mediante l utilizzo di riempitivi (biomateriali) rappresenta ormai una tecnica consolidata da decenni di sperimentazione chirurgica. Essendo un processo che comunque avviene anche senza l intervento di farmaci, la funzione di un biomateriale è quella di coadiuvare, e possibilmente velocizzare, la naturale formazione endogena di tessuto osseo provocando: * Effetto tenda. * Riduzione del volume cavitario. * Effetto conduttivo. * Effetto induttivo (stimolazione rigenerativa). Lo schema riassume le fasi di guarigione ossea di un difetto osseo riempito con biomateriale. Intervento chirurgico Sanguinamento (il sangue riempie il difetto e bagna la superficie del biomateriale) Liberazione dei fattori di crescita osteoinducenti (proteine non collageniche) Stimolazione delle cellule mesenchimali nella porzione centrale del difetto Stimolazione delle cellule endosteali della parete ossea residua Produzione tridimensionale del collagene, posizionamento tridimensionale delle cellule ossee, mineralizzazione della fibra collagena tramite cristalli di idrossiapatite e la fosfatasi alcalina. Rimodellamento osseo sotto l influenza del carico Si assiste dunque ad una fase infiammatoria, proliferativa e riparativa. Le caratteristiche ideali di un biomateriale sono: * Assenza di reazione da corpo estraneo * Totale riassorbimento * Effetto osteoconduttivo/osteoinduttivo * Accelerazione dei processi fisiologici di guarigione * Prevenzione dei processi di infiammazione ed infezione * Turnover uguale a quello dell osso * Rispetto della fisiologia ossea dal punto di vista meccanico e omeostatico. Pochi dei numerosi biomateriali presenti sul mercato pos- 83

16 Implantologia Pratica seggono tutte le caratteristiche sopra menzionate. Ottenuta l integrazione ossea del sostituto osseo, si assiste ad una graduale sostituzione dello stesso da parte di tessuto osseo. Il processo di riassorbimeto e di sostituzione da parte di nuovo osso avviene solitamente nell arco di qualche anno. Biomateriali di origine biologica I biomateriali di origine biologica, sia omologa che eterologa, prima di essere usati in clinica vengono sottoposti ad una serie di trattamenti aventi lo scopo di ridurre o eliminare il rischio di risposta antigenica e di trasmissione di patologie dovute ad agenti patogeni Una volta prelevato il tessuto si esegue: * lavaggio con acqua ossigenata, alcool o altri solventi * delipilidizzazione * liofilizzazione * congelamento * deproteinizzazione * trattamento ad alte temperature ( C) * sterilizzazione con calore o con raggi a 2,5 Mrad Non è possibile sottoporre il tessuto osseo a sterilizzazione in autoclave, in quanto il tessuto, contenendo ancora notevoli quantità di sostanza organica, subirebbe un processo di macerazione favorita dall apporto di vapore in forma satura che porterebbe al disfacimento dello stesso in tempi rapidi. Il trattamento con acidi, alte temperature 300 C per ore e la disidratazione con azoto liquido (-70 C) consentono di variare la componente organica rispetto alla componente inorganica. Il trattamento con i metodi sopra descritti consente di eliminare il rischio di trasmissione di patologie virali o secondarie a priori. Ovviamente il trattamento ad alte temperature determina delle modifiche strutturali dell idrossiapatite dell osso di partenza, modificandone anche le proprietà biologiche, che spesso risultano peggiorate se paragonate alle proprietà del materiale di partenza. Il trattamento ad alte temperature determina prima la calcinazione del materiale di partenza, producendo una forma allotropica del cristallo di idrossiapate e poi un processo di ceramizzazione. Aspetti Biologici dei Biomateriali Osso autologo L osso autologo è il materiale di prima scelta in quanto promuove tutti e tre i meccanismi di riparazione ossea 11. A differenza degli xenoinnesti ed alloinnesti, presenta gli stessi antigeni di istocompatibilità e pertanto non determina una risposta immunitaria. L osso autologo, prelevato da osso intraorale ed extra-orale e successivamente innestato, istologicamente si presenta con un aspetto simile a quello dell osso ospite. In una biopsia di tessuti duri, contenente osso autologo, si osserva che tutte le particelle sono circondate da nuovo osso (fig. 1, 2, 3). Da ciò si può dedurre che l osso innestato si comporta come un materiale osteoconduttivo. L osso autologo è considerato il miglior materiale da innesto, per tale motivo riteniamo uti- Fig. 1 Numerose particelle di osso autologo unite da osso giovane neoformato. Blu di toluidina e fucsina acida 40X. Fig. 2 L osso neoformato circonda l osso autologo neoformato. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. Fig. 3 Tutte le particelle di osso sono in evidente stato di rimodellamento e di sostituzione da parte di nuovo osso. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. 84

17 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE le sottolineare le differenze esistenti con altri biomateriali. La differenza più significativa con i materiali artificiali (HA, carbonato di calcio) consiste nel fatto che la particella circondata da nuovo osso è vitale, mentre le differenze esistenti con l osso mineralizzato sembrano essere veramente minime 22. L esame istomorfometrico dimostra che la percentuale di osso neoformato è del 42%, gli spazi midollari rappresentano il 40%, mentre l osso autologo residuo il 18%. Accanto a numerosi vantaggi economici e biologici occorre sottolineare l unico vero svantaggio dell osso autologo: sottoporre il paziente ad un secondo intervento chirurgico con aumentata morbilità. Occorre che il chirurgo abbia una maggiore esperienza, soprattutto se si ricorre a siti donatori extraorali. osso demineralizzato (DFDba) La demineralizzazione ed il freeze-drying del materiale osseo da innesto, determinano l eliminazione della componente mineralizzata e la liberazione delle BMP (Bone Morphogenetic Protein) che inducono la differenziazione di cellule mesenchimali in osteoblasti, aumentandone così le potenzialità osteogenetiche 23. Le particelle di osso demineralizzato che si trovano localizzate vicino all osso pre-esistente, sembrano partecipare all attività osteogenetica (fig. 4, 5), mentre le particelle localizzate a distanza maggiore non mostrano segni di processi di rimineralizzazione od osteogenesi 24. In altre zone è possibile osservare particelle ancora non rimineralizzate all interno dell osso neoformato, prodotto da osteoblasti in fase attiva. Fenomeni di rimineralizzazione sono presenti all interfaccia tra l osso neoformato e la matrice demineralizzata. All interno della matrice demineralizzata sono presenti nuclei di mineralizzazione, i quali tendono a fondersi tra loro, facendo assumere alla particella di osso demineralizzato una colorazione simile all osso normale. In qualche caso la particella di osso demineralizzato è completamente circondata da osso neoformato. Le trabecole di osso neoformato Fig. 4 La porzione di osso demineralizzato a contatto con la superficie di osso preesistente è andata incontro a mineralizzazione (OS), mentre la restante parte (D) non presenta zone di mineralizzazione. Non si osservano zone di neoformazione ossea. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. mostrano differenti aspetti microscopici: alcune hanno un aspetto di osso lamellare osteonico maturo, mentre altre hanno l aspetto di tessuto mineralizzato distrofico, non lamellare, simile alla dentina interglobulare e con presenza di ampie lacune osteocitiche. Le particelle di DFDBA possono determinare una risposta infiammatoria, sono scarsamente riassorbibili e vanno incontro ad una parziale mineralizzazione 24. Uno studio comparativo eseguito su pazienti ha dimostrato come il processo di demineralizzazione altera la risposta ossea 25. L esame istomorfometrico dimostra che la percentuale di osso neoformato è del 29%, gli spazi midollari rappresentano il 37%, mentre le particelle di DFDBA rappresentano il 34%. osso bovino inorganico L osso bovino inorganico rappresenta un biomateriale di origine ossea bovina la cui matrice organica è stata dena- Fig. 5 In ultrastruttura si evidenziano numerose fibre collagene con scarse zone di mineralizzazione. Fig. 6 Particella di osso bovino inorganico osservata alla microscopia elettronica a scansione a trasmissione. 85

18 Implantologia Pratica Fig. 7 Prelievo di osso bovino inorganico prelevato dopo 8 mesi in rialzo di seno mascellare. In microscopia elettronica a scansione si osservano differenti tessuti a contatto con il biomateriale. Fig. 8 Si osserva osso neoformato (ON) a diretto contatto con la superficie dell osso bovino inorganico. Non si osservano zone di riassorbimento o spazi otticamente vuoti. Fig. 9 In un campo si osserva una cellula multinucleata (M) in corrispondenza di una zona di riassorbimento (R) della particella di osso bovino inorganico (B). Fig. 11 Deposizione di matrice osteoide sulla particella di osso bovino inorganico in microscopia ottica (in alto a sinistra) ed in microscopia elettronica (a destra). Fig. 10 Interfaccia tra osso bovino inorganico ed osso giovane neoformato in ultrastruttura. turata ed eliminata, rimane soltanto la porzione mineralizzata (fig 6). Innestato in difetti ossei umani appare, dopo il periodo di guarigione, circondato da osso neoformato (fig. 7, 8). Le lacune osteocitarie presenti nelle particelle disposte più perifericamente sembrano essere sempre riempite da osteociti, mentre nelle particelle disposte in una zona più centrale, all interno delle lacune osteocitarie (fig. 9, 10), si osservano cellule con caratteristiche morfologiche differenti dagli osteociti; solo in alcuni casi le lacune osteocitarie appaiono vuote 26. Mancano spazi otticamente vuoti all interfaccia tra osso neoformato e osso bovino inorganico (fig. 11). Dalle osservazioni istologiche si evince come l osso bovino inorganico sia un materiale scarsamente riassorbibile 27. Studi a lungo termine eseguiti sul rialzo del seno mascellare mettono in evidenza la scarsa riassorbibilità del materiale. L esame istomorfometrico dimostra che la percentuale di osso neoformato è del 39%, gli spazi midollari rappresentano il 34% mentre l osso bovino inorganico residuo è del 27%. 86

19 Capitolo 7 - DOVE L OSSO NON C è OVVERO LA RICOSTRUZIONE DELLE CRESTE ALVEOLARI ATROFICHE Idrossiapatite L idrossiapatite Ca 10 (PO 4 )(OH) 2 nella sua forma naturale, estratta dai coralli marini, è molto porosa; viceversa le forme sintetiche sono ceramiche la cui porosità e solubilità chimica risultano molto ridotte e possono essere controllate alla produzione. La maggior parte delle particelle di idrossiapatite sono circondate da osso (fig. 12). In alcune zone le particelle sembrano essere cementate da osso neoformato di spessore variabile. Piccoli spazi midollari sono presenti tra le particelle e, all interno di questi spazi, si osservano cellule mesenchimali ed alcuni capillari (fig. 13). è da considerarsi un biomateriale scarsamente riassorbibile 28. L esame istomorfometrico dimostra che la percentuale di osso neoformato è del 41%, gli spazi midollari rappresentano il 30%, mentre l idrossiapatite residua è del 31%. Fig. 12 Granuli di idrossiapatite in osso neoformato. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. Fig. 13 Alcune particelle di HA in fase di sostituzione ossea. Blu di toluidina e fucsina acida 400X. Fig. 14 Particelle di carbonato di calcio (B) in parte circondate da osso ed in parte in fase di riassorbimento. Blu di toluidina e fucsina acida 200X. Carbonato di calcio è un biomateriale costituito soprattutto da carbonato di calcio sotto forma di aragonite (97-98%), stronzio, fluoruro, magnesio, sodio, potassio. Possiede una porosità di più del 45%, con pori di circa 150 µm di diametro. Le particelle di carbonato di calcio sono unite da tessuto osseo neoformato. All interfaccia tra carbonato di calcio ed osso neoformato non è possibile osservare la presenza di spazi otticamente vuoti (fig. 14). In alcune porzioni, dalla superficie del granulo di carbonato di calcio si riscontrano delle aree di riassorbimento. La formazione di osso sembra iniziare direttamente sulla superficie esterna del biomateriale: in alcuni casi, vicino alle particelle del biomateriale, è possibile osservare la presenza di cellule mesenchimali che si trasformano in pre-osteoblasti ed osteoblasti e la presenza di matrice osteoide. In nessun campo si individuano cellule infiammatorie 29. Occasionalmente sono presenti piccoli capillari negli spazi midollari che si trovano tra Fig. 15 Trabecole ossee (O) che colonizzano le particelle di carbonato di calcio. Blu di toluidina e fucsina acida 200X. 87

20 Implantologia Pratica le particelle (fig. 15). L esame istomorfometrico dimostra che la percentuale di osso neoformato è del 42%, gli spazi midollari rappresentano il 40%, mentre il biomateriale residuo il 18%. Biovetri I Biovetri (BV) sono costituiti da particolari granuli di vetro attivo e amorfo, di µm di diametro, costituiti a loro volta dal 45% in SiO 2, dal 24,5% in CaO, dal 24,5% in NaO 2 e dal 6% in P 2 O 5, conosciuti come 45S5. Il BV diventa adesivo dopo essere venuto a contatto col sangue, il che ne facilita la manipolazione e può essere applicato direttamente nel sito del difetto o mischiato precedentemente al sangue del paziente. Le particelle di biovetro si presentano circondate da osso neoformato e l osservazione ad alto ingrandimento dell interfaccia osso-biovetro non ha rivelato nessuno spazio otticamente vuoto, tanto che alcune volte è impossibile distinguere la particella dall osso a contatto con essa. L osso neoformato unisce tutte le particelle tra loro. In nessun campo si è osservata la cavitizzazione delle particelle con neoformazione di osso, che viene invece a formarsi attorno alle porzioni più esterne dei granuli (fig. 16). È un biomateriale che si riassorbe nell arco di mesi (fig. 18) 30. L esame istomorfometrico dimostra che la percentuale di osso neoformato è del 40%, gli spazi midollari rappresentano il 42%, mentre l osso autologo residuo 18%. Acido polilattico/acido poliglicolico Si tratta di un materiale sintetico, riassorbibile, formato da un polimero di acido polilattico e poliglicolico, che viene degradato nel giro di giorni. Nelle biopsie è presente osso corticale, maturo, con segni di rimodellamento nel terzo apicale, mentre nella parte centrale e coronale si riscontra osso più trabecolare. In alcune aree è possibile osservare Fig. 16 Granuli di biovetro in fase di riassorbimento, scarse le trabecole ossee in neoformazione. Blu di toluidina e fucsina acida 400X. Fig. 17 Residui di acido polilattico/acido poliglicolico (freccia) in osso neoformato. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. Fig. 18 L osso neoformato ha completamente sostituto i granuli di biovetro. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. Fig. 19 Osso in rimodellamento, scarsa la quantità di acido polilattico/acido poliglicolico residuo. Blu di toluidina e fucsina acida 100X. 88

Riabilitazione totale mediante protesi fissa mediante impianti inclinati a 35 evitando la zona atrofica postpost foraminale. (Acocella A.

Riabilitazione totale mediante protesi fissa mediante impianti inclinati a 35 evitando la zona atrofica postpost foraminale. (Acocella A. Alessandro Acocella comunque ci sono solo studi con un follow-up follow up non ancora elevato e comunque i casi vanno accuratamente selezionati evitando parafunzioni e ricordando che gli impianti corti

Dettagli

Dispensa di ANATOMIA DENTALE a uso delle classi prime di indirizzo odontotecnico CAVITÀ ORALE

Dispensa di ANATOMIA DENTALE a uso delle classi prime di indirizzo odontotecnico CAVITÀ ORALE Dispensa di ANATOMIA DENTALE a uso delle classi prime di indirizzo odontotecnico CAVITÀ ORALE La bocca o cavità orale (Fig. 1) è il primo tratto dell apparato digerente. È un organo cavo, di forma ovoide

Dettagli

Milano 2015. RIPARLIAMO DI IMPLANTOLOGIA.indd 1. Giovedì, Giovedì, RIPARLIAMO DI. Milano 2015

Milano 2015. RIPARLIAMO DI IMPLANTOLOGIA.indd 1. Giovedì, Giovedì, RIPARLIAMO DI. Milano 2015 Giovedì, Giovedì, RIPARLIAMO DI IMPLANTOLOGIA RIPARLIAMO DI IMPLANTOLOGIA 26 marzo - 16 aprile - 7 maggio 18 giugno - 9 luglio - 24 settembre 8 ottobre - 19 novembre Relatori Dr. Alessandro Ceccherini,

Dettagli

Corsi p e r O d o n t o i a t r i

Corsi p e r O d o n t o i a t r i corsi accreditati ECM Corsi p e r O d o n t o i a t r i 2015 20 marzo Approccio Razionale alla Terapia Implantare dalla pianificazione del caso alla realizzazione protesica 22 maggio Rialzo del Pavimento

Dettagli

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro

Apparato scheletrico. Le funzioni dello scheletro Apparato scheletrico Le funzioni dello scheletro Lo scheletro ha la funzione molto importante di sostenere l organismo e di dargli una forma; con l aiuto dei muscoli, a cui offre un attacco, permette al

Dettagli

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott.

OSTEOPOROSI. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI. *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* Resp. Dott. C. I. D. I. M. U. CENTRO PREVENZIONE DIAGNOSI e TERAPIA DELL OSTEOPOROSI Resp. Dott. Antonio Vercelli OSTEOPOROSI *Come prevenirla* *Come curarla* *Consigli pratici* *Cos è l osteoporosi?* L osteoporosi

Dettagli

PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE FORMA DIRETTA CERTIFICATO DEFINITIVO PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE

PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE FORMA DIRETTA CERTIFICATO DEFINITIVO PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE Allegato 5 FONDO ASSISTENZA SANITARIA DIRIGENTI AZIENDE FASDAC COMMERCIALI Via Eleonora Duse, 14/16-00197 Roma PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE FORMA DIRETTA Spazio per l etichetta con il codice a barre (a cura

Dettagli

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua.

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua. La DIGESTIONE Perché è necessario nutrirsi? Il corpo umano consuma energia per muoversi, pensare, mantenere la temperatura costante, ma anche solo per riposarsi. Il consumo minimo di energia è detto metabolismo

Dettagli

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D)

VADEMECUM PER MISURA DELLA VITAMINA D (25-idrossivitamina D e 1,25-diidrossivitamina D) DAI Diagnostica di Laboratorio - Laboratorio Generale - Direttore Dr. Gianni Messeri Gentile Collega, negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento delle richieste di dosaggio di vitamina D (25-

Dettagli

Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio

Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio Vitamina D, PTH ed omeostasi del calcio Funzioni principali della vit D Stimolazione dell'assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale; Regolazione, in sinergia con l'ormone paratiroideo,

Dettagli

Nuove acquisizioni patogenetiche nell osteodistrofia renale.

Nuove acquisizioni patogenetiche nell osteodistrofia renale. Nuove acquisizioni patogenetiche nell osteodistrofia renale. Sequenza di eventi patogenetici (seconda metà anni 70 seconda metà anni 90) IRC deficit di attivazione ridotta escrezione della vitamina D di

Dettagli

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE

PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE PREVENZIONE E SALUTE GLOBALE SI PARTE DALLA VITAMINA D Relatore dr Donata Soppelsa Medico di medicina generale Associato alla Società Italiana di Nutriceutica Quali domande? E sufficiente l integrazione

Dettagli

La Salute dei denti e della bocca nel paziente oncologico.

La Salute dei denti e della bocca nel paziente oncologico. La Salute dei denti e della bocca nel paziente oncologico. Per migliorare il grado di informazione dei pazienti su alcuni importanti argomenti (quali ad esempio le terapie svolte, l alimentazione da seguire

Dettagli

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI

LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI LA MALNUTRIZIONE NELL ANZIANO E LE SINDROMI CARENZIALI Daniela Livadiotti Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita INVECCHIAMENTO L invecchiamento può essere definito come la regressione

Dettagli

INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA

INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA INTERVENTO DI ARTROPROTESI D ANCA Particolare dell incisione chirurgica Componenti di protesi d anca 2 Immagine di atrosi dell anca Sostituzione mediante artroprotesi La protesizzazione dell anca (PTA)

Dettagli

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Ruolo biologico: Messaggero del segnale cellulare Molecola regolatoria nel sistema cardiovascolare Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Componente

Dettagli

Dott. Mauro Rota Medico Chirurgo Iscritto all Albo dei Medici e Chirurghi

Dott. Mauro Rota Medico Chirurgo Iscritto all Albo dei Medici e Chirurghi Dott. Mauro Rota Medico Chirurgo Iscritto all Albo dei Medici e Chirurghi STUDIO MEDICO DENTISTICO ROTA - Ripa - 20800 - BASIGLIO (MI) Tel: 02 90753222 Fax: 02 90753222 E-mail:maurorota2002@libero.it P.IVA

Dettagli

Oggi l odontoiatra si confronta con pazienti informati

Oggi l odontoiatra si confronta con pazienti informati Protesi removibile ancorata su barra con utilizzo di attacchi calcinabili micro Introduzione Carlo Borromeo Oggi l odontoiatra si confronta con pazienti informati che sempre più spesso arrivano con richieste

Dettagli

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la INFIAMMAZIONE Risposta protettiva che ha lo scopo di eliminare sia la causa iniziale del danno cellulare (es. microbi, tossine etc), sia i detriti cellulari e le cellule necrotiche che compaiono a seguito

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

ELENCO DRG AD ALTO RISCHIO DI NON APPROPRIATEZZA IN REGIME DI DEGENZA ORDINARIA

ELENCO DRG AD ALTO RISCHIO DI NON APPROPRIATEZZA IN REGIME DI DEGENZA ORDINARIA ELENCO DRG AD ALTO RISCHIO DI NON APPROPRIATEZZA IN REGIME DI DEGENZA ORDINARIA Codice Descrizione DRG 006 Decompressione tunnel carpale Allegato 6 A 008 INTERVENTI SU NERVI PERIFERICI E CRANICI E ALTRI

Dettagli

Le profilassi del lattante: la vitamina D, la vitamina K e la carie?

Le profilassi del lattante: la vitamina D, la vitamina K e la carie? L allattamento al seno esclusivo è il nutrimento ideale per il bambino, sufficiente per garantire un adeguata crescita per i primi 6 mesi; il latte materno è unanimemente considerato il gold standard in

Dettagli

Un legame stabile. Oliver Brix. Oliver Brix - Eris for E2 - Special Edition

Un legame stabile. Oliver Brix. Oliver Brix - Eris for E2 - Special Edition Oliver Brix Un legame stabile file:///c /infodental.it/articoli/oliver%20brix/art1/art1.html (1 of 17)28/07/2006 16.11.35 Dal 1998 esiste il sistema di ceramica a termopressione IPS Empress 2 per la realizzazione

Dettagli

Maggiore libertà, maggior controllo

Maggiore libertà, maggior controllo Maggiore libertà, maggior controllo Semplicità in implantologia con stabilità, resistenza e velocità Il nostro desiderio in Neoss è sempre stato di offrire ai professionisti del settore dentale una soluzione

Dettagli

Un offerta di materiali e una gamma di applicazioni di prim ordine. Straumann CARES CADCAM

Un offerta di materiali e una gamma di applicazioni di prim ordine. Straumann CARES CADCAM Un offerta di materiali e una gamma di applicazioni di prim ordine Straumann CARES CADCAM INDICE Offerta di materiali di prim ordine 2 Panoramica applicazioni 6 Caratteristiche e vantaggi Resina nanoceramica

Dettagli

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Le necessità del nostro corpo Cibo e bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per le sue attività vitali.

Dettagli

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Facoltà di Medicina Veterinaria Embriologia e Terapia Genica e Cellulare Le cellule staminali adulte:

Dettagli

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS)

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Che cos é? Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) La sindrome di Blau è una malattia genetica. I pazienti affetti presentano rash

Dettagli

ORGAN ON A CHIP. Un promettente sostituto alla sperimentazione animale

ORGAN ON A CHIP. Un promettente sostituto alla sperimentazione animale ORGAN ON A CHIP Un promettente sostituto alla sperimentazione animale 1 1.Fasi di sviluppo di un farmaco La ricerca e lo sviluppo di un farmaco sono indirizzate al processo dell identificazione di molecole

Dettagli

INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE

INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE INTERVENTO DI RICOSTRUZIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA E TRATTAMENTO DEL CONFLITTO SOTTOACROMIALE Acromioplastica a cielo aperto Lesione della cuffia dei rotatori Sutura della cuffia dei rotatori

Dettagli

esami sono stati eseguiti ed interpretati con una tecnica di studio ecografico non perfettamente idonea. Scopo di questa presentazione è quello di

esami sono stati eseguiti ed interpretati con una tecnica di studio ecografico non perfettamente idonea. Scopo di questa presentazione è quello di L ecografia delle anche: una review Giuseppe Atti Centro Marino Ortolani per la diagnosi e la terapia precoce della Lussazione Congenita delle Anche Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara email:

Dettagli

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 36 1. ZUCCHERI E SAPORE DOLCE Tutti gli zuccheri sono fonti di energia e non

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

Cuscinetti SKF con Solid Oil

Cuscinetti SKF con Solid Oil Cuscinetti SKF con Solid Oil La terza alternativa per la lubrificazione The Power of Knowledge Engineering Cuscinetti SKF con Solid Oil la terza alternativa di lubrificazione Esistono tre metodi per erogare

Dettagli

scaricato da www.sunhope.it

scaricato da www.sunhope.it SECONDA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI I CLINICA NEUROLOGICA Direttore:Prof. R. Cotrufo Fisiopatologia dei disordini della sensibilità, con particolare riguardo al dolore neuropatico 2009 Organizzazione

Dettagli

FIACCHEZZA, STANCHEZZA, MALESSERE MORALE. Carenza di ferro molto diffusa e spesso sottovalutata

FIACCHEZZA, STANCHEZZA, MALESSERE MORALE. Carenza di ferro molto diffusa e spesso sottovalutata FIACCHEZZA, STANCHEZZA, MALESSERE MORALE Carenza di ferro molto diffusa e spesso sottovalutata Cari pazienti! Vi sentite spesso fiacchi, stanchi, esauriti o giù di morale? Soffrite facilmente il freddo?

Dettagli

INFLUENZA. Che cos è

INFLUENZA. Che cos è INFLUENZA Che cos è L influenza è una malattia infettiva provocata da virus del genere Othomixovirus che colpiscono le vie aeree come naso, gola e polmoni. I soggetti colpiti nel nostro Paese vanno dai

Dettagli

L ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA PER IL PODISTA. Dott.ssa Elisa Seghetti Biologa Nutrizionista - Neurobiologa

L ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA PER IL PODISTA. Dott.ssa Elisa Seghetti Biologa Nutrizionista - Neurobiologa L ALIMENTAZIONE ANTINFIAMMATORIA PER IL PODISTA Dott.ssa Elisa Seghetti Biologa Nutrizionista - Neurobiologa L atleta moderno ha bisogno di un maggior numero di adattamenti metabolici all esercizio fisico.

Dettagli

Informazioni ai pazienti per colonoscopia

Informazioni ai pazienti per colonoscopia - 1 - Informazioni ai pazienti per colonoscopia Protocollo informativo consegnato da: Data: Cara paziente, Caro paziente, La preghiamo di leggere attentamente il foglio informativo subito dopo averlo ricevuto.

Dettagli

Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Reumatologia Dott. Carlo Salvarani - Direttore ARTRITI DA

Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Reumatologia Dott. Carlo Salvarani - Direttore ARTRITI DA Dipartimento Medicina Interna e Specialità Mediche Reumatologia Dott. Carlo Salvarani - Direttore LA GOTTA ED ALTRE ARTRITI DA CRISTALLI REGGIO EMILIA,, APRILE 2007 La Gotta ed altre Artriti da Cristalli

Dettagli

Citochine dell immunità specifica

Citochine dell immunità specifica Citochine dell immunità specifica Proprietà biologiche delle citochine Sono proteine prodotte e secrete dalle cellule in risposta agli antigeni Attivano le risposte difensive: - infiammazione (immunità

Dettagli

Microchirurgia apicale Parte I: Preparazione del paziente. Incisione e sollevamento atraumatico del lembo

Microchirurgia apicale Parte I: Preparazione del paziente. Incisione e sollevamento atraumatico del lembo L INFORMATORE ENDODONTICO Estratto dal Vol. 2 n 4, 1998 Microchirurgia apicale Parte I: Preparazione del paziente. Incisione e sollevamento atraumatico del lembo JOHN J. STROPKO, DDS IL TRIDENTE EDIZIONI

Dettagli

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Proteine: 1-1,2 g/kg/die; Calorie: 20-30/kg/die Es.: anziano di 60 kg 60-72 g di proteine; 1200-1800

Dettagli

Glossario. Allogeniche Indica le cellule ottenute da un donatore e idonee per l'infusione in un'altra persona.

Glossario. Allogeniche Indica le cellule ottenute da un donatore e idonee per l'infusione in un'altra persona. Glossario Il seguente glossario è stato concordato da numerose nazioni europee coinvolte nel progetto Eurocet con l intento di armonizzare la terminologia utilizzata nel settore della donazione e del trapianto

Dettagli

COS E LA BRONCOSCOPIA

COS E LA BRONCOSCOPIA COS E LA BRONCOSCOPIA COS E LA BRONCOSCOPIA La broncoscopia è un esame con cui è possibile osservare direttamente le vie aeree, cioè laringe, trachea e bronchi, attraverso uno strumento, detto fibrobroncoscopio,

Dettagli

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d

Dettagli

-Composti organici essenziali per la vita

-Composti organici essenziali per la vita -Composti organici essenziali per la vita -La maggior parte dei vertebrati (tra cui l uomo) non sono in grado di sintetizzarle (come gli amminoacidi essenziali) -Sono assunte con la dieta -Alcune malattie

Dettagli

VOCE DI CAPITOLATO "RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA- MENTO DA SALI -

VOCE DI CAPITOLATO RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA- MENTO DA SALI - VOCE DI CAPITOLATO "RISANAMENTO DI MURATURE IN DETERIORA MENTO DA SALI RIDUZIONE DEI SALI A LIVELLI DI SICUREZZA MEDIANTE ESTRAZIONE CON IMPACCO " DESCRIZIONE LAVORI E VERIFICA La seguente Tabella

Dettagli

BORTEZOMIB (Velcade)

BORTEZOMIB (Velcade) BORTEZOMIB (Velcade) POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI Le informazioni contenute in questo modello sono fornite in collaborazione con la Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti ed amici ; per maggiori

Dettagli

LA MEMBRANA PLASMATICA

LA MEMBRANA PLASMATICA LA MEMBRANA PLASMATICA 1. LE FUNZIONI DELLA MEMBRANA PLASMATICA La membrana plasmatica svolge le seguenti funzioni: 1. tenere concentrate tutte le sostanze indispensabili alla vita: è proprio la membrana

Dettagli

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio.

La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Che cos è la Degenerazione Maculare correlata all Età (DME)? La degenerazione maculare correlata all età (DME) è una malattia della retina, nel fondo dell occhio. Essa porta a una limitazione o alla perdita

Dettagli

OMEOSTASI DEL Ca 2+ e FOSFORO

OMEOSTASI DEL Ca 2+ e FOSFORO OMEOSTASI DEL Ca 2+ e FOSFORO Metabolismo del calcio Il calcio è il minerale più rappresentato nell organismo umano (1000-1200 gr) Il 99% del Ca corporeo si trova nello scheletro e nei denti, per lo più

Dettagli

INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE

INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE INTERVENTI DI CHIRURGIA DEL PIEDE CORREZIONE DELL ALLUCE VALGO 5 METATARSO VARO CON OSTEOTOMIA PERCUTANEA DISTALE Intervento Si ottiene eseguendo una osteotomia (taglio) del primo metatarso o del 5 metatarso

Dettagli

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE

ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE ANEURISMA AORTA TORACICA ASCENDENTE Definizione Dilatazione segmentaria o diffusa dell aorta toracica ascendente, avente un diametro eccedente di almeno il 50% rispetto a quello normale. Cause L esatta

Dettagli

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo La dieta, il microbiota intestinale e la salute digestiva sono intrecciati fra loro. Questi legami e il potenziale benefico dei probiotici

Dettagli

VITAMINA D : Nuove evidenze per una vitamina poco conosciuta

VITAMINA D : Nuove evidenze per una vitamina poco conosciuta - WELKOME FITNESS 2013 Evoluzione e ricerca nel mondo degli integratori Vitamina D3: aggiornamenti e nuove applicazioni Dott Marco Neri: Comitato Tecnico Nazionale FIPCF/CONI Comitato scientifico Federazione

Dettagli

Altre informazioni sul papilloma virus (HPV)

Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Questo è un documento di approfondimento sull HPV. Prima di leggerlo guardate le informazioni di base contenute in Alcune informazioni sull esame per il papilloma

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA

2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2. FONDAMENTI DELLA TECNOLOGIA 2.1 Principio del processo La saldatura a resistenza a pressione si fonda sulla produzione di una giunzione intima, per effetto dell energia termica e meccanica. L energia

Dettagli

Liponax Sol. Innovativa formulazione LIQUIDA. ad elevata biodisponibilità. Acido R (+) a-lipoico

Liponax Sol. Innovativa formulazione LIQUIDA. ad elevata biodisponibilità. Acido R (+) a-lipoico Innovativa formulazione LIQUIDA ad elevata biodisponibilità L acido a lipoico è una sostanza naturale che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo energetico cellulare L acido a lipoico mostra un effetto

Dettagli

informazioni paziente it Che cos'è un trattamento ortodontico? Informazioni per il paziente che lo inizia

informazioni paziente it Che cos'è un trattamento ortodontico? Informazioni per il paziente che lo inizia informazioni paziente it Che cos'è un trattamento ortodontico? Informazioni per il paziente che lo inizia Buon giorno, prima di affrontare un trattamento ortodontico, desideriamo darle alcune informazioni

Dettagli

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è

Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000 L alta incidenza relativa di Emofilia A è Emofilia Malattia ereditaria X cromosomica recessiva A deficit del fatt VIII B deficit del fatt IX Il deficit del fatt VIII prevale (5 volte in più rispetto al IX) Prevalenza nel mondo è di 1:10000-1:50000

Dettagli

SISTEMA DI CHIODI PER ARTRODESI DELLA CAVIGLIA VALOR 141906-2. Le seguenti lingue sono incluse in questa confezione:

SISTEMA DI CHIODI PER ARTRODESI DELLA CAVIGLIA VALOR 141906-2. Le seguenti lingue sono incluse in questa confezione: IT SISTEMA DI CHIODI PER ARTRODESI DELLA CAVIGLIA VALOR 141906-2 Le seguenti lingue sono incluse in questa confezione: English (en) Deutsch (de) Nederlands (nl) Français (fr) Español (es) Italiano (it)

Dettagli

L ESAME RADIOLOGICO DEL BACINO E DELLE ANCHE

L ESAME RADIOLOGICO DEL BACINO E DELLE ANCHE L ESAME RADIOLOGICO DEL BACINO E DELLE ANCHE PROIEZIONE STANDARD ANTERO- POSTERIORE Indicazioni: traumatologia, neoplasie, alterazioni flogistiche e degenerative delle articolazioni. Posizione del paziente:

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

DIVENTA DONATORE di Sangue, Plasma e Piastrine.

DIVENTA DONATORE di Sangue, Plasma e Piastrine. Vinci il muro dell indifferenza, dai più senso alla Tua vita: DIVENTA DONATORE di Sangue, Plasma e Piastrine. INTERCOMUNALE SAN PIETRO Via Cassia 600-00189 Roma Uff. Amm.: Telefax 06 33582700 - Segreteria:

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

acqua Bevi ogni giorno in abbondanza

acqua Bevi ogni giorno in abbondanza 5. acqua Bevi ogni giorno in abbondanza 5. Bevi ogni giorno acqua in abbondanza Nell organismo umano l acqua rappresenta un costituente essenziale per il mantenimento della vita, ed è anche quello presente

Dettagli

14. Controlli non distruttivi

14. Controlli non distruttivi 14.1. Generalità 14. Controlli non distruttivi La moderna progettazione meccanica, basata sempre più sull uso di accurati codici di calcolo e su una accurata conoscenza delle caratteristiche del materiale

Dettagli

Nuovi concetti nelle meccaniche del trattamento ortodontico secondo McLaughlin-Bennet-Trevisi

Nuovi concetti nelle meccaniche del trattamento ortodontico secondo McLaughlin-Bennet-Trevisi In english please En español, por favor Original Article Published on 09-10-98 Nuovi concetti nelle meccaniche del trattamento ortodontico secondo McLaughlin-Bennet-Trevisi Arturo Fortini MD, DDS Massimo

Dettagli

Introduzione. Alessandro Centi

Introduzione. Alessandro Centi Introduzione La PEDIATRICA SPECIALIST nasce nel 2012 e si avvale dell esperienza e del know-how formulativo di Pediatrica, consolidata azienda del settore parafarmaceutico da sempre orientata ai bisogni

Dettagli

L A CLINICA SPECIALIZZ ATA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA E MEDICINA SPORTIVA. Ci muoviamo insieme a voi.

L A CLINICA SPECIALIZZ ATA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA E MEDICINA SPORTIVA. Ci muoviamo insieme a voi. L A CLINICA SPECIALIZZ ATA IN CHIRURGIA ORTOPEDICA E MEDICINA SPORTIVA Ci muoviamo insieme a voi. PREMESSA LA ORTHOPÄDISCHE CHIRURGIE MÜNCHEN (OCM) È UN ISTITUTO MEDICO PRIVATO DEDICATO ESCLUSIVAMENTE

Dettagli

Effetti dell incendio sull uomo

Effetti dell incendio sull uomo Effetti dell incendio sull uomo ANOSSIA (a causa della riduzione del tasso di ossigeno nell aria) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA Essi sono determinati dai prodotti della

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie

Bilancia emostatica. Ipercoagulabilità. Ipocoagulabilità. Normale. Trombosi. Emorragie Coagulazione 1 Bilancia emostatica Ipercoagulabilità Ipocoagulabilità Normale Trombosi Emorragie 2 emostasi primaria emostasi secondaria Fattori coinvolti nell emostasi Vasi + endotelio Proteine della

Dettagli

Cattedra e Divisione di Oncologia Medica. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il Port

Cattedra e Divisione di Oncologia Medica. Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il Port Cattedra e Divisione di Oncologia Medica Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Il Port Dott. Roberto Sabbatini Dipartimento Misto di Oncologia ed Ematologia Università degli Studi di Modena

Dettagli

Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti

Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti Altre informazioni sul virus HPV: informazioni approfondite per le utenti Questo è un documento di approfondimento sull HPV. Prima di leggerlo consultate il documento Alcune informazioni sul virus HPV

Dettagli

IL SISTEMA NERVOSO. Organizzazione e struttura

IL SISTEMA NERVOSO. Organizzazione e struttura IL SISTEMA NERVOSO Organizzazione e struttura IL SISTEMA NERVOSO. è costituito due tipi cellulari: il neurone (cellula nervosa vera e propria) e le cellule gliali (di supporto, di riempimento: astrociti,

Dettagli

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono essere soddisfatti i fabbisogni di nutrienti necessari

Dettagli

Fenomeni di trasporto. Fenomeni di trasporto

Fenomeni di trasporto. Fenomeni di trasporto La comprensione dei processi fisici, chimici e biologici che governano il trasporto di materia e la trasmissione delle forze è di fondamentale importanza per lo studio della fisiologia cellulare e l ingegnerizzazione

Dettagli

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2

SISTEMA CIRCOLATORIO. Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2. , sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 SISTEMA CIRCOLATORIO Permette, attraverso il sangue, il trasporto di O 2, sostanze nutritizie ed ormoni ai tessuti e la rimozione di CO 2 e cataboliti, per mantenere costante la composizione del liquido

Dettagli

Cosa sono le vitamine?

Cosa sono le vitamine? Cosa sono le vitamine? Le vitamine sono sostanze di natura organica indispensabili per la vita e per l accrescimento. Queste molecole non forniscono energia all organismo umano ma sono indispensabili in

Dettagli

Sistema per Acuti. Ci-Ca La via per una sicura anticoagulazione con citrato

Sistema per Acuti. Ci-Ca La via per una sicura anticoagulazione con citrato Sistema per Acuti Ci-Ca La via per una sicura anticoagulazione con citrato La terapia Ci-Ca Citrato Dialisato Ci-Ca Calcio Modulo Ci-Ca Il sistema Ci-Ca con gestione integrata del citrato e calcio: La

Dettagli

Dall inizio alla fine, un binomio inscindibile: Calcio piu vit. A e D

Dall inizio alla fine, un binomio inscindibile: Calcio piu vit. A e D Dall inizio alla fine, un binomio inscindibile: Calcio piu vit. A e D IL CALCIO La definizione classica per questo elemento e quella di essere un Metallo Alcalino Terroso. Non si trova libero in Natura,

Dettagli

La Terapia con Bifosfonati

La Terapia con Bifosfonati Capire La Terapia con Bifosfonati International Myeloma Foundation 12650 Riverside Drive, Suite 206 North Hollywood, CA 91607 USA Telephone: 800-452-CURE (United States and Canada) 818-487-7455 FAX: 818-487-7454

Dettagli

LO SBIANCAMENTO DEI DENTI (DENTAL BLEACHING)

LO SBIANCAMENTO DEI DENTI (DENTAL BLEACHING) LO SBIANCAMENTO DEI DENTI (DENTAL BLEACHING) Cosa bisogna sapere prima di decidere di fare lo sbiancamento dei denti? In inglese viene definito:dental bleaching 1. L'igiene orale correttamente eseguita

Dettagli

NUOVO! Sempre più semplice da utilizzare

NUOVO! Sempre più semplice da utilizzare NUOVO! NUOVO AF/ARMAFLEX MIGLIORE EFFICIENZA DELL ISOLAMENTO Sempre più semplice da utilizzare L flessibile professionale Nuove prestazioni certificate. Risparmio energetico: miglioramento di oltre il

Dettagli

VITAMINE. Composti organici eterogenei; indispensabili all organismo; non hanno valore energetico; agiscono in dosi minime (LARN: 1-200 mg/die);

VITAMINE. Composti organici eterogenei; indispensabili all organismo; non hanno valore energetico; agiscono in dosi minime (LARN: 1-200 mg/die); VITAMINE Composti organici eterogenei; indispensabili all organismo; non hanno valore energetico; agiscono in dosi minime (LARN: 1-200 mg/die); hanno funzioni specifiche e funzioni comuni, tra cui: - agiscono

Dettagli

Le professioni nello studio medico dentistico

Le professioni nello studio medico dentistico Le professioni nello studio medico dentistico L assistente dentale AFC L assistente di profilassi La segretaria odontoiatrica L igienista dentale SSS L assistente dentale AFC Requisiti Buona formazione

Dettagli

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA)

SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) SUPERAVVOLGIMENTO DEL DNA (ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA) ORGANIZZAZIONE TERZIARIA DEL DNA Il DNA cellulare contiene porzioni geniche e intergeniche, entrambe necessarie per le funzioni vitali della

Dettagli

E SE MI CHIAMANO... DOPO IL PAP TEST?

E SE MI CHIAMANO... DOPO IL PAP TEST? E SE MI CHIAMANO... DOPO IL PAP TEST? Informazioni sui percorsi di approfondimento diagnostico e di cura PROGRAMMA REGIONALE PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI FEMMINILI Coordinamento editoriale e di redazione:

Dettagli

Tecnica chirurgica. Cappello di chiusura per TEN. Per la stabilizzazione assiale e la protezione contemporanea dei tessuti molli.

Tecnica chirurgica. Cappello di chiusura per TEN. Per la stabilizzazione assiale e la protezione contemporanea dei tessuti molli. Tecnica chirurgica Cappello di chiusura per TEN. Per la stabilizzazione assiale e la protezione contemporanea dei tessuti molli. Sommario Indicazioni e controindicazioni 3 Impianti 4 Strumenti 4 Piano

Dettagli

LA MIGLIORE PERFORMANCE IN T UTTE LE CIRCOSTANZE

LA MIGLIORE PERFORMANCE IN T UTTE LE CIRCOSTANZE LA MIGLIORE PERFORMANCE IN T UTTE LE CIRCOSTANZE ProTaper Universal è la nuova versione di strumenti endodontici NiTi più famosi nel mondo + Più facile una sola sequenza operativa per ogni tipo di canale

Dettagli

VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI

VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI 1 Questo schema di cura impiega i seguenti farmaci: vincristina, doxorubicina (adriamicina) o epidoxorubicina, cortisone. Le informazioni contenute in questo modello

Dettagli

Lo screening cervicale.

Lo screening cervicale. Lo screening cervicale. Per migliorare il grado di informazione dei pazienti su alcuni importanti argomenti (quali ad esempio le terapie svolte, l alimentazione da seguire e gli esercizi di riabilitazione)

Dettagli

Na, C, Cl, H2O, CO2, C2H6O ma che lingua è? ATOMI E MOLECOLE: IMPARIAMO IL LINGUAGGIO LA CHIMICA

Na, C, Cl, H2O, CO2, C2H6O ma che lingua è? ATOMI E MOLECOLE: IMPARIAMO IL LINGUAGGIO LA CHIMICA Na, C, Cl, H2O, CO2, C2H6O ma che lingua è? ATOMI E MOLECOLE: IMPARIAMO IL LINGUAGGIO LA CHIMICA Chimica è una parolaccia? Si direbbe di sì, a giudicare dalle reazioni della opinione pubblica che associa

Dettagli

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1)

tanhαl + i tan(ωl/v) 1 + i tanh αl tan(ωl/v). (10.1) 10 - La voce umana Lo strumento a fiato senz altro più importante è la voce, ma è anche il più difficile da trattare in modo esauriente in queste brevi note, a causa della sua complessità. Vediamo innanzitutto

Dettagli

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA INCAPACITA VENTILATORIA (flussi e/o volumi alterati alle PFR) INSUFFICIENZA RESPIRATORIA (compromissione dello scambio gassoso e/o della ventilazione alveolare) Lung failure (ipoossiemia) Pump failure

Dettagli

IMPLANTOLOGIA 3/10. La rivista per il clinico ANNO 8 SETTEMBRE 2010 ORGANO UFFICIALE DELLA SIO SOCIETÀ ITALIANA DI IMPLANTOLOGIA OSTEOINTEGRATA

IMPLANTOLOGIA 3/10. La rivista per il clinico ANNO 8 SETTEMBRE 2010 ORGANO UFFICIALE DELLA SIO SOCIETÀ ITALIANA DI IMPLANTOLOGIA OSTEOINTEGRATA QUINTESSENZA EDIZIONI S.r.l. - Via Ciro Menotti 65-20017 Rho (Mi) - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1, DCB - Milano IMPLANTOLOGIA La rivista per il clinico ORGANO

Dettagli

PROGRAMMAZIONE. Anno Scolastico 2009-10 IGIENE ED EDUCAZIONE SANITARIA

PROGRAMMAZIONE. Anno Scolastico 2009-10 IGIENE ED EDUCAZIONE SANITARIA PROGRAMMAZIONE Anno Scolastico 2009-10 IGIENE ED EDUCAZIONE SANITARIA Classe: 4^ LTS/A - SALUTE Insegnante: Claudio Furioso Ore preventivo: 132 SCANSIONE MODULI N TITOLO MODULO set ott nov dic gen feb

Dettagli