CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO. Processo verbale dell'adunanza del 15 aprile 2004

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1 CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO Processo verbale dell'adunanza del 15 aprile 2004 Addì, quindici aprile duemilaquattro, in Milano, nell'aula consiliare di via Vivaio n. 1, si è riunito il Consiglio provinciale per la trattazione degli argomenti iscritti all Ordine del Giorno ordinari e supplementari dall uno al sedici diramati in data 15, 22, 29 gennaio, 12, 19, 25 febbraio, 4, 18, 25 marzo, 1, 8 e 15 aprile 2004 con atti provinciali n. 4120/2931/99. A norma dell'art. 34 dello Statuto, la Presidenza dell'adunanza viene assunta dal Presidente del Consiglio provinciale, Dr. Roberto Caputo. Partecipa alla seduta il Segretario generale della Provincia, Dr. Salvatore Corrado. Alle ore 17.20, il Presidente del Consiglio invita il Segretario a procedere all'appello nominale dei presenti. Rispondono all'appello i seguenti trentasei Consiglieri: Caputo Roberto Accame Pietro Angiuoni Pierluigi Bertolini Almina Bonasegale Pietro Borgio Roberto Caccavale Felice Cipolla Renato Clerici Michele Clerici Roberto Cremaschi Gian Luigi Alberto Dapei Bruno De Simone Mauro Di Valerio Marco Dioli Irma Elli Enrico Fanchin Claudio Foglia Giuseppe Fontana Alessandra Fossati Ambrogio Fratus Gianbattista Gavazzi Attilio Giordano Francesco Giuliante Luca Gussoni Maurizio Jean Gaspare Lionetti Giuseppe Matteucci Paolo Mezzi Pietro Nitti Fabio Aldo Nucci Flavio Ortolina Vincenzo Pizzarelli Antonio Tamberi Livio Turci Massimo Vitali Gian Mario Sono altresì presenti gli Assessori provinciali: Vermi, Cadeo, Cocchiaro, Frassinetti, Gravina, Marzullo e Vittadini. Constatato che l adunanza è valida per legalmente deliberare, il Presidente del Consiglio dichiara aperta la seduta e così si esprime: Ringrazio i Consiglieri presenti. Martedì 6 aprile ci ha lasciato Giovanni Marra, il Presidente del Consiglio comunale di Milano, una persona mite, leale, molto legato e molto attento al rispetto delle istituzioni. Marra se n è andato così, sommessamente, pochi sapevano che era gravemente malato, non voleva assolutamente che questo suo dolore venisse confidato ad altri, erano in pochi a conoscere la sua malattia, quindi ci ha lasciato improvvisamente, un momento credo doloroso per tutti. Marra era un politico, aveva iniziato la sua attività, pur mantenendo il suo posto di lavoro, nella D.C., aveva fatto il Consigliere di zona, poi aveva aderito a Forza Italia, è stato eletto Consigliere comunale, era 1

2 Presidente della Commissione bilancio, per poi arrivare a presiedere il Consiglio comunale di Milano. Era una persona che non alzava mai la voce, era molto diverso da me, eravamo molti diversi in questo, pur ricoprendo lo stesso ruolo, lui era una persona introversa, non si lasciava mai andare a espressioni forti, cercava sempre di mitigare le sue scelte. Anche quando si scontrava con qualcuno, quasi questo lo faceva penare gli rincresceva, dopo 10 minuti chiamava: vediamoci, parliamone. Così l ha ricordato anche in Consiglio comunale Marilena Adamo, era uno dei momenti caratteriali di Giovanni Marra, era una persona attenta soprattutto al rispetto delle regole. Lui era stato ufficiale dei carabinieri e aveva una stima rispetto a quello che era la Politica con la P maiuscola - una concezione importante della Politica. Soprattutto nei rapporti con i suoi colleghi, aveva un ottimo rapporto con tutti i Consiglieri comunali, ma aveva un ottimo rapporto con le altre rappresentanze delle istituzioni milanesi e provinciali. Io credo abbia lasciato un segno importante, e anche la sua morte io credo che abbia colpito tutti. Non era un politico che urlava, era un politico che discuteva, dibatteva, era un politico io credo, si poteva essere d accordo o non d accordo con le cose che diceva, però tutti gli riconoscevano una grande lealtà, una grande onestà intellettuale, soprattutto un grande equilibrio. Questo ultimo anno l ha passato dolorosamente, perché gli è stata imputata una vicenda di cui lui non era assolutamente il responsabile. Lui l ha vissuta male questa cosa proprio per il suo attaccamento alle istituzioni e alle regole, quindi anche la malattia l ha vissuta individualmente, personalmente, in maniera silenziosa, non ha mai fatto menzione tranne che con pochi. A me ha lasciato un vuoto particolare, eravamo molto amici, assolutamente diversi, completamente diversi, forse anche per quello si andava molto d accordo e c era una stima reciproca assolutamente non conflittuale, malgrado i ruoli. Io credo abbia lasciato un grosso vuoto e sarà difficile sostituirlo in Consiglio comunale di Milano. Ha lasciato un vuoto nella politica milanese, ha lasciato un vuoto umano a tutti, a me come amico ma credo a tutti voi e a tutti coloro che si sono stretti intorno a lui. Devo dire che si è capito che era molto amato dall affetto con cui i suoi colleghi, ma molti milanesi, l hanno salutato nell ultimo atto, quando la sua bara ha lasciato Palazzo Marino, la sede del Consiglio comunale. Penso che lo ricorderemo tutti. Un saluto a Giovanni. E morto anche, proprio nei giorni scorsi, un altro politico milanese, Leonardo Banfi. Leonardo Banfi è un vecchio politico milanese, è stato operaio dell Innocenti, è stato segretario della Fiom, segretario della Camera del lavoro di Milano ed è stato Consigliere comunale del Partito Comunista in Consiglio comunale di Milano, poi ha concluso la sua attività politica dando vita al Circolo Iniziativa Riformista, un importante iniziativa politica milanese. Banfi lo ricordo anche lui per questo suo equilibrio, questa sua tradizione operaia che trasferiva nell attività politica, il fatto di avere lavorato per anni e di avere quindi fatto una grande fatica poi a trasmettere questa sua condizione di lavoratore per poi diventare un dirigente politico. E stato uno dei più importanti segretari della Camera del Lavoro di Milano nel dopoguerra, molto presente, molto attento alle questioni sociali, molto attento a Milano, sempre presente nell attività politica milanese. Anche Leonardo lascia un vuoto politico nella vita milanese e credo anche di Leonardo noi ci ricorderemo, sia per la sua attività di lavoratore sindacalista ma anche per la sua attività politica indefessa, sia da Consigliere comunale ma anche per quello che ha prodotto intellettualmente dopo che aveva abbandonato i banchi di Palazzo Marino. Anche alla sua famiglia un affetto sincero da parte di tutto il Consiglio provinciale. Ieri sera la televisione ha dato la notizia che in Iraq uno dei 4 ostaggi, Fabrizio Quattrocchi, era stato brutalmente assassinato. Quattrocchi era in Iraq, aveva 36 anni, di origine siciliana viveva a Genova con la famiglia. In questa situazione drammatica è morto, come hanno fatto vedere le ultima immagini, con coraggio e grande dignità. Penso che anche la notizia 2

3 dell assassinio di Quattrocchi abbia sconvolto tutti, abbia colpito tutti per la sua drammaticità, per la sua barbarie. Ci sono altri tre ostaggi, il pensiero va ovviamente a loro, alle loro famiglie. Questa è una situazione assolutamente drammatica, di emergenza, ma credo che su questo dobbiamo essere molto uniti, molto attenti e comunque anche questo è uno di quei drammi che ha colpito tutta la comunità italiana e ha colpito ovviamente, soprattutto le istituzioni e tutti noi milanesi, attenti a quello che succede nel mondo e a quello che succede nel nostro Paese. Un ricordo quindi di tre vite umane, tre persone, che ci hanno lasciato, che credo vadano onorato da parte di tutti noi, da parte del Consiglio provinciale, con grande affetto, soprattutto un pensiero alle famiglie che ci unisce nel loro dolore in un momento come questo. Vi prego di osservare un minuto di silenzio, grazie. Nel frattempo sono entrati in aula gli Assessori Grecchi e Maerna e i Consiglieri Menegatti, Morelli e Occhionorelli. (presenti 39) Il Consiglio provinciale osserva un minuto di silenzio. Consigliere Dapei: In realtà devo fare solo una comunicazione di servizio, approfittando della presenza di tutti i colleghi. Si terrà lunedì prossimo, 19 aprile, a Vicenza, alla presenza tra gli altri del Ministro Lunardi, un incontro sul tema dell alta capacità merci e passeggeri, Lione, Torino, Milano, Genova, Venezia, Trieste, Lubiana. Gli organizzatori si sono rivolti al Presidente Caputo per proporgli di organizzare una delegazione del Consiglio provinciale di Milano, loro propongono 5 Consiglieri. Il Presidente Caputo mi ha incaricato di organizzare. Se ci sono dei colleghi, in prima istanza della Commissione trasporti, se non arriviamo a 5 l invito è rivolto a tutto il Consiglio, interessati a partire lunedì mattina per Vicenza, i lavori iniziano alle 9,30 e proseguono per tutto il pomeriggio, alla presenza di una serie di autorevoli esperti ed autorità. Io chiederei a chi è interessato di contattare l aula della Commissione 1^, in modo che ci possiamo organizzare perché questa delegazione parta e ritorni in giornata, con una o più macchine. Io lascio a Laura il programma dell iniziativa e invito i colleghi che fossero interessati a prendere accordi con lei. Consigliere Cremaschi: L occasione era per ringraziare il comandante della polizia provinciale e la Giunta provinciale, il Presidente Colli. La polizia provinciale, proprio questa sera andremo a votare una delibera, cambierà sede, si trasferirà in Via Principe Eugenio n. 51. Questo perché grazie alla Giunta provinciale, ad Ombretta Colli, ad Alleanza Nazionale, a Forza Italia, il corpo della polizia provinciale è diventato effettivamente un corpo degno di questo nome. Abbiamo circa 130 agenti, 4 anni fa ce n erano a malapena 40, quindi la vecchia struttura di Viale Piceno è diventata inadeguata, bisognava dare alla polizia provinciale una sede molto più adeguata, moderna, con gli spazi per trattenere tutte quelle attrezzature. Noi sappiano che la polizia provinciale è impegnata in un operazione molto interessante che si chiama Operazione Magut, vale a dire seguire tutti quegli autocarri che alle 5 di sera, finiti i cantieri, raccolgono le masserizie, raccolgono i detriti e poi hanno la pessima abitudine di scaricarle o sulle strade urbane della città di Milano, oppure sulle strade extraurbane, creando quelle micro discariche abusive, che sono brutte da vedere e non certo salubri. Ecco che la polizia provinciale è al servizio dei cittadini, sta cercando di arginare con successo questo spiacevole fenomeno, educando i camionisti a non scaricare più sulla pubblica via i detriti e multando laddove il fenomeno si dovesse ripetere. Un altra cosa per cui devo ringraziare il comandante per la disponibilità, è l intervento fatto nella zona della Bovisa, in Via Maffucci, angolo Via Caianiello, dove esisteva una di queste discariche ormai da 4 o 5 anni e grazie all intervento della polizia provinciale e dell Amsa è stata ripulita tutta la zona, è stata sanzionata la persona che scaricava questi detriti e sono stati 3

4 fatti tutta una serie di controlli perché in quell area non si ripetesse questo fenomeno. Quindi, grazie alla sinergia polizia provinciale e Amsa riusciamo a tenere puliti alcuni quartieri della città che in alcuni casi potevano venire dimenticati, soprattutto anche tutte quelle arterie provinciali che portano fuori Milano, che sono il congiungimento con la città e che obiettivamente era brutto vedere la mattina, quando si è in coda, tutti questi detriti ammucchiati, perché poi detrito chiama detrito e quando la cosa diventa molto grande, diventa poi difficile intervenire per bonificare. Quindi ricordiamo la polizia provinciale impegnata per la tutela dell ambiente di Milano e Provincia. Consigliere Dioli: Io volevo intervenire su una questione sulla quale non ho mai fatto altri interventi, anche se ho condiviso molte delle critiche che i colleghi avevano fatto, ed è rispetto alla Provincia in Casa. L ultimo numero di questa bellissima rivista trimestrale della Provincia di Milano, ha come titolo 5 anni passati insieme. A parte che, come sempre, sarebbe da criticare nel merito e nel metodo, perché si pensava che almeno per l ultimo trimestre a disposizione, la Signora Provincia desse la possibilità ai Consiglieri tutti, non parlo solo dell opposizione, poteva essere un servizio curato dalla stessa Presidenza del Consiglio, avere a disposizione la possibilità anche da parte nostra di fare un bilancio di questi 5 anni. Allora, che noi assistiamo ogni volta, così unilateralmente, a delle prese di posizione da parte del Presidente che utilizza questo mezzo, soprattutto adesso che siamo in campagna elettorale quasi, esclusivamente con questo spirito, perché basta che vi legga l editoriale, sembra firmato Berlusconi, cioè finisce: nel luglio del 1999 vi avevamo fatto delle promesse... le abbiamo mantenute. Firmato, Onorevole Ombretta Colli. Ma dà anche un suo giudizio di 5 anni passati insieme che, chiaramente non possiamo condividere, a noi non ce ne importa niente della Signora Colli che scrive affetto. Cosa abbiamo passato insieme in questi anni affetto? il problema è che, rispetto a questi 5 anni, avremmo potuto dare su questo giornale un giudizio chiaramente negativo perché, di fatto, la Provincia non ha né voluto né saputo rispondere ai tantissimi problemi esistenti sul territorio. Infatti, non è neanche riuscita ad elencarli, perché sono talmente tanti quelli ai quali non solo non ha risposto ma che non ha neanche affrontato, che l immagine, l impressione, ancora una volta, è che ci si trovi di fronte ad uno sponsor elettorale, utilizzando come sempre i soldi della Provincia. Ancora una volta si è fatta l ultima propaganda, ma può darsi che il Presidente ci riservi delle sorprese, manca ancora del tempo. Però questa va sicuramente in questa direzione. Una caduta di stile, anche alla fine della legislatura, dove avrebbe potuto fingere di tenere presente il contributo e le idee anche da parte dei Consiglieri, che però vuole invitare l ultima seduta del Consiglio provinciale per passare insieme non abbiamo capito che cosa, visto che lei non si è degnata in questi 5 anni di ascoltarci una volta, di sentire non soltanto le proposte ma di dare anche delle opportunità e delle possibilità che si danno a tutti i Consiglieri, in questo caso provinciali. Tornando a questo tipo di pubblicazione trimestrale, che tra l altro si dice copie, non sono poche, che il Presidente Colli ha utilizzato ancora una volta in questi termini e ancora una volta in spregio della possibilità di partecipare da parte nostra a poter esprimere, per l ultima volta, facendo le corna perché noi pensiamo di tornare in quest aula, magari dall altra parte, almeno delle nostre considerazioni. Questo lo ritengo estremamente negativo e dimostra quello che sta alla base della politica di un governo di centrodestra, la totale chiusura della possibilità di partecipare, non solo da parte nostra ma addirittura da parte dei cittadini ma anche da parte dei Comuni. Naturalmente, il culto della personalità è la logica della sponsorizzazione, della politica come sponsor. Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Rosa. (presenti 40) 4

5 Consigliere Borgio: Presidente, grazie per la parola, mi ricollego al discorso della collega Dioli, sul numero di Provincia in Casa e sul bilancio sociale che domenica scorsa è stato recapitato, almeno così pare, in famiglie. C è da rilevare sicuramente un dato di fatto, innanzitutto quello che è scomparso dalla pubblicazione è il Consiglio provinciale. E in un frontespizio che ho dovuto cercare e nessuno sicuramente avrà letto. E un ennesima dimostrazione di come ormai la politica abbia raggiunto un livello di degrado ai limiti del sopportabile, nel senso che ormai è tutto marketing, tutto promozione e ci si promuove anche con immagini molto giovanili, infatti il Presidente Colli dimostrava sì e no 22 o 23 anni e anche tutti gli Assessori sembravano giocatori del Milan ormai sull orlo del pensionamento. Perché voglio sottolineare questo fatto? Per l ennesima dimostrazione di quale sia stato il ruolo del Consiglio provinciale in questi anni, al di là delle iniziative lodevoli... Se poi qualcuno non mi parla alla mia sinistra o destra, riesco a concertare meglio il discorso. Anche se Cadeo non parlasse lo ringrazierei, Cadeo che poi sembrava l ala destra, con il n. 7 di Shevchenko, molto giovanile, con i capelli non più bianchi. E stato tutto un proscenio. Qual è stato il ruolo del Consiglio provinciale in questi anni, al di là delle iniziative del Presidente Caputo? Per l ennesima volta si è dimostrato che è stato nullo, rispetto alla concezione che ha la Colli di questa istituzione, tanto è vero che ha rilevato Irma Dioli, giustamente, che nessun gruppo politico ha potuto scrivere due righe rispetto agli anni di mandato. Vedo che nessuno mi ascolta, ormai siamo alla fine della legislatura, ci daranno una medaglia, spero non ci siano più pubblicazioni di questo tipo, in modo che Vitali, che non ha scritto niente neanche lui su questo numero, non scriverà neanche nel prossimo, neppure noi. La gente non sa chi è Vitali, la gente sa chi è Colli: la Giunta Colli ha fatto qui, la Giunta Colli ha fatto là, abbiamo rispettato l impegno preso nel C era scritto nella Provincia in Casa: come da documento del Anche questa è una presa in giro dei cittadini, sull onda del berlusconismo che impera, nel documento del 1999 quello che voi avete riportato nella Provincia in Casa e nel bilancio sociale non esiste, l avete scritto a posteriori, chiaro che questo il cittadino non lo può sapere, come non può sapere che molte delle iniziative che ha fatto la Provincia erano già state messe in cantiere, come il cittadino non può sapere che non è vero quanto affermato sugli edifici scolastici che erano in pessime condizioni. E stata una grande operazione di mercato, una grassa promozione, rispetto alla quale Gesù Bambino sicuramente ha fatto la figura del dilettante. Chiudo con una breve nota simpatica, che prendo in prestito da Cuore, qualcuno se lo ricorda quando c era ancora il P.C.I.: se Dio esiste e non si chiama Colli, impara qualcosa. Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Bollina. (presenti 41) Consigliere Lionetti: Vorrei portare all attenzione del Consiglio un argomento di cui si è parlato molto sulla stampa in questi giorni, però il Consiglio non è stato minimamente investito. Mi riferisco alla proposta dell Assessore Frassinetti di intitolare l aula magna del liceo Carducci a Sergio Ramelli. Credo che l Assessore in questa circostanza si sia comportata come un elefante in una cristalleria, e non è mancanza di rispetto certo nei confronti dell Assessore, ma semplicemente sottolineare come in una vicenda così delicata si sia mossa, a mio parere, in modo maldestro. Fra l altro, mi piacerebbe sapere se è un iniziativa della Giunta nel suo insieme o solo dell Assessore. Il suo agire, senza consultare il preside, gli insegnanti, gli studenti del liceo Carducci, non solo è lesivo dell autonomia dell istituto, ma denota un comportamento da proprietario del vapore. E vero che gli istituti sono di proprietà della Provincia. Della Provincia, appunto, non dell Assessore alla partita, di tutti noi. Forse la vicenda è andata ben oltre le sue intenzioni, forse nelle sue dichiarazioni lei parlava di riconciliazione, forse qualcuno ha preso la mano su questa vicenda. L uccisione di Sergio Ramelli da parte di un gruppo di ragazzi poco più grande di lui, è una delle storie più simboliche della violenza degli anni 70. Oggi, riemerge in modo sbagliato, è 5

6 un destino maledetto quello di questo giovane neofascista, quello di non poter vedere il suo nome associato ad un idea di conciliazione, sostenitore di un ideologia totalitaria, assassinato da un ideologia totalitaria. Egli potrebbe diventare una memoria che fa pensare, che induce a stringersi insieme attorno alla sacralità della vita umana, al valore della libertà. Invece, ecco che per ricordarlo si usa un gesto di autorità purissima: intitolare l aula magna di una scuola che non era la sua, contro il parere di una parte rilevante della comunità coinvolta, che sente su di sé anziché l ossigeno della cultura e della civiltà, l alito pesante della propaganda di partito. Quale vittoria, quale soddisfazione morale può esservi nell imporre a qualcuno, in forme gerarchiche Gradirei essere ascoltato. Quale vittoria, quale soddisfazione morale può esservi nell imporre a qualcuno, in forme gerarchiche, la memoria di un altra persona?... Mi sembrava una persona molto tranquilla e rilassata! Non sono Giuda. Presidente, gradirei continuare. Questa é la sua democrazia, Consigliere Turci! Dicevo che questo atto di imperio ha già suscitato reazioni incontrollate, viste alcune scritte che fioriscono sui muri della città. Quindi, ci ripensi il nostro Assessore, altrimenti questa vicenda invece di provocare orrore in tutti, Consigliere Turci, rischia di ingenerare nuovi e feroci fenomeni di violenza. E questo che si vuole? Possibile che i lutti di allora non si possono superare con un idea alta di conciliazione? Con una riflessione che senz altro ogni scuola di Milano e Provincia sarebbe disponibile ad affrontare? Possibile che attorno al nome di una vittima e di più vittime non possa trionfare il principio del dialogo e del consenso? Queste sono le domande cui rispondere. Poco importa se l Assessore ha parlato di intitolare anche altri luoghi, a Fausto e Iaio, non mi appassiona la lottizzazione dei morti. Io, che ho vissuto in prima persona quegli avvenimenti non posso dimenticare i Varalli, i Zibecchi, i morti della strage di Brescia, quelli di Piazza Fontana ancora impuniti. Su questa vicenda invece sappiamo tutto. Tutto è chiaro, chi è la vittima e chi sono i colpevoli. Smettiamola di speculare sui morti! Facciamoci carico di indicare alle nuove generazioni il valore della vita, della libertà e della giustizia. Consigliere Jean: Anch io probabilmente solleverò notevoli critiche, in quanto non posso non parlare di Ramelli. Direi per prima cosa che l idea di intitolare l ex aula magna del liceo Carducci a Sergio Ramelli viene resa pubblica in un momento sicuramente non favorevole, di alta tensione politica e sociale. In particolare, nelle scuole, dove la legge Moratti da un lato e i tagli alla finanziaria dall altro, rischiano di ridurre le potenzialità didattiche dei vari istituti, e vanificare il lavoro di docenti che per decenni hanno cercato di qualificare la scuola al massimo possibile. La morte di Sergio Ramelli va inquadrata in un periodo duro di lotta più ideologica che politica, di cui a farne le spese sono stati soprattutto giovani di destra e sinistra che venivano spinti da sedicenti maestri a compiere atti violenti, che spesso andavano oltre le loro iniziali intenzioni. Le critiche di professori e studenti del Carducci sono state centrate sul fatto che Ramelli non ha avuto alcun rapporto con il liceo Carducci e che la scuola non è stata interpellata, che altre figure di primo piano della cultura italiana sono state professori e studenti al Carducci. Basti ricordare una persona amata molto nella ex zona 11 di Milano, che è Divona, che è stato fucilato a Inzago nel 1944, insigne latinista che ha insegnato al Carducci. C è una scuola sì, ma lui aveva insegnato al Carducci. Inoltre, sempre al liceo Carducci si teme che l idea di intitolare a Ramelli l aula magna abbia il rischio di riaccendere inutilmente gli animi. La condanna dell assassinio di Ramelli, prima che giuridica - qui va ricordato che i responsabili hanno avuto la codardia di non confessare il delitto e solo alla capacità del giudice Salvini sono stati scoperti - è stata politica. Voglio ricordare che nel 1975 il P.C.I. aveva definito gli aggressori di Ramelli come nemici giurati e tetri cultori di una violenza ottusa che porta acqua al mulino della reazione. Questa era stata la condanna politica fatta dall allora P.C.I. L intento dell Assessore Frassinetti di ricordare Ramelli da un lato, e Fausto e Iaio dall altro, va ben oltre le celebrazioni della morte di Ramelli. E vero che sono tutti ragazzi vittime di 6

7 una violenza, ma metterli assieme, rischia di confezionare una marmellata ideologica. Non si può pensare infatti che ci siano punti di contatto tra chi voleva cristallizzare la società italiana in una divisione classista, forse anche con un sogno suo corporativo, e chi invece voleva mobilità sociale, ridistribuire più equamente la ricchezza, liberare la donna, combattere contro l autoritarismo tra generazioni, tra docenti e studenti, tra padri e figli, e antagonizzare il burocratismo sindacale con i consigli di fabbrica. E difficile, però vedo che l Assessore, sull ultimo articolo de Il Corriere della Sera ha modificato un po questa visione di mettere tutti quanti sullo stesso piano e vuole fare un tentativo di intitolare a Ramelli la sua scuola, l Istituto Molinari, cosa che almeno da questo punto le critiche di professori e studenti non potranno esserci. Consigliere Elli: Le due persone che mi hanno preceduto hanno trattato un tema complementare al mio. Io volevo soffermarmi sulla campagna di liberazione per Sofri che è partita da parecchio tempo, con scioperi della fame e altro. Tutti ricordano e pubblicizzano sui giornali: Pannella e chi per lui digiuna, la fame, la sete, ecc. Ma nessuno ricorda che sta digiunando anche uno dei figli di chi è stato ucciso dal suo movimento politico. C è un figlio di questi uccisi che sta digiunando proprio perché sia rispettata e data giustizia alle persone assassinate. Posso continuare? Grazie. Stavo ricordando c è in atto una campagna per la liberazione di Sofri, con scioperi della fame più o meno veri, e nessuno ricorda lo sciopero del figlio di chi è stato ucciso dal movimento politico cui Sofri si richiama e di cui è stato leader. Noi siamo ovviamente insieme al figlio della vittima, che digiuna perché siano rispettate le sentenze, credo 8 di fila, che hanno sempre condannato Sofri. Io non voglio entrare nel merito, so che c è una sentenza, anzi sono state più volte ribadite queste sentenze in 8 giudizi, se ricordo bene, e devono essere rispettate. Ricordo alla sinistra, che sta facendo un gran cancan su questo problema, che loro stessi hanno insegnato, ma evidentemente quando sono al governo vale una cosa, quando sono all opposizione ne vale un altra, che le leggi ad personam sono sbagliatissime. Ebbene, la legge ad personam per Sofri è sbagliatissima. La sinistra, così come si sta mobilitando in Francia per difendere un assassino (credo Persichetti), si sta mobilitando in Italia per difendere un assassino, una persona che ha ucciso a sangue freddo e che è stato ovviamente condannato, ma questo è un dettaglio. Ci sono anche qui segni di insofferenza rispetto a questo mio parlare. Purtroppo, un assassino è tale anche se si nasconde in Francia, così come l assassino che è stato estradato in Italia alcuni mesi fa, credo si chiamasse Persichetti, è stato rimesso subito in libertà, purtroppo questo è lo schema del pensiero unico. Il pensiero unico che sta montando una gravissima campagna scandalistica contro Castelli, che ha un solo merito, dal nostro punto di vista è un merito, dal loro punto di vista un demerito: quello di non essere asservito al pensiero unico dominante che, purtroppo, vige in questa terra. Chiaramente noi siamo per Castelli, siamo per la legalità e vogliamo che sia rispettata sempre, quando ci sono diversi gradi di giudizio, e siano rispettate le sentenze soprattutto quando sono confermate. Ci spiace vedere, anche se non ci sorprende affatto, tutto un gruppone, un listone di sinistra che va contro il buonsenso, che va a proteggere degli assassini solo perché si sono ammantati di pseudosinistrismo. Io termino sottolineando che Castelli ha un merito preciso: quello di mostrare un azione limpida anche se è contro il pensiero unico più o meno dominante, pensiero che speriamo sparisca dalla scena politica. Consigliere Morelli: Cerchiamo di stemperare un momentino, per questo voglio fare una premessa, per ricordarvi che anche l ultima squadra italiana è uscita dalle Coppe, mi spiace per gli interisti, ma ormai erano abituati a perdere, comunque anche la Juventus ultimamente ha abituato i propri sostenitori a risultati negativi. L unica sorpresa è stata quella del Milan che ha fatto un bell uovo di Pasqua a tutti i suoi con 4 sorpresine, proprio quando nessuno se l aspettava. Quindi Presidente Caputo, le mie condoglianze per il suo Milan. 7

8 Passando a cose più serie, voglio evidenziare, qui in questo Consiglio, quanto sta succedendo al riguardo della questione rifiuti. Per questo leggo un pezzetto di un articolo di giornale, dal quale si può evidenziare una realtà che alcuni fanno finta di non conoscere: L allarme del commissario governativo dell emergenza rifiuti in Campania, è il segno più evidente che nella Regione governata da Antonio Bassolino, che è stato anche commissario straordinario per i rifiuti, e nella città guidata dall ex Ministro dell Interno Rosa Russo Jervolino, da 10 anni non si è fatto nulla per la trasformazione e la riduzione dei rifiuti solidi urbani. I Verdi, che a Napoli possono contare su Alfonso Pecoraro Scanio e hanno avuto per anni Massimo Scalia, che si è occupato a tempo pieno politicamente dei problemi relativi allo smaltimento dei rifiuti, non sono stati in grado di programmare e realizzare una sola iniziativa, tanto che nonostante il gran rumore che il problema sta suscitando in tutto il Paese, proprio i Verdi, quelli napoletani in particolare, di questa vicenda ne parlano pochissimo. Al di là delle azioni politiche e dei presidi territoriali che sono stati fatti, nessun partito e soprattutto quelli che si considerano ambientalisti hanno mosso un dito a favore di una situazione che invece li avrebbe dovuti vedere in prima linea. Ieri anch io ero a Trezzo D Adda, ho parlato con delle persone che fanno parte del comitato anti-discarica di Inzago, e proprio loro mi hanno fatto notare che erano presenti solo uomini della Lega e nessun altro. Si vede che la discarica di Inzago è una cosa, invece aumentare i rifiuti in un altra zona va bene, perché quei rifiuti sono un caso emergente. Poi, se c è tempo, parlerò anche di questo. Oggi ho mandato alla Direzione Centrale dell Ambiente della Provincia di Milano una lettera in cui si dice: Impianto smaltimento rifiuti della società Prima, sita nel Comune di Trezzo sull Adda. In merito al conferimento di rifiuti nell impianto in oggetto, a partire dal , come conseguenza dell accordo intercorso fra la Regione Lombardia e il commissario per l emergenza rifiuti della Regione Campania, in esecuzione dell ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, i sottoscritti richiedono con carattere d urgenza: a) copia dei formulari di entrata, nonché dei registri di carico e scarico tenuti nell impianto in oggetto all osservanza del decreto... a decorrere dal sino al conferimento del quantitativo totale di rifiuti campani, indicato nella nota del direttore generale dei servizi pubblica utilità della Regione Lombardia; b) copia della dichiarazione della società Prima sui codici CER autorizzati dalla Regione Lombardia per l impianto in oggetto; c) di conoscere se nell impianto in oggetto si effettuano le analisi per stabilire il contenuto di clorurati nei rifiuti da trattare; d) copia dell elenco dei codici CER dei rifiuti campani che arrivano nell impianto di trattamento di Trezzo sull Adda; e) di sapere se i codici di certificazione nel punto precedente siano compatibili con quelli dell impianto in oggetto. Sono certo che aver chiesto all assessorato della Provincia queste rassicurazioni fa parte del compito dei Consiglieri e mi aspetto che mi sia data una risposta urgente, in quanto posso testimoniare che all interno dei camion c erano rifiuti di ogni tipo che perdevano liquame che oltre ad essere maleodorante, lasciava traspirare il dubbio che ci fosse anche del materiale nocivo che di solito, per motivi di sicurezza, i termodistruttori non ritirano. Noi, oggi, dobbiamo pagare per un emergenza che non è tale in quanto é da 10 anni che il territorio campano è in emergenza. Solo 3 anni fa la Giunta Bassolino ha ricevuto dallo stato 320 miliardi, da impiegare nello smaltimento dei rifiuti, ancora oggi non é stato fatto nulla, i soldi sono spariti, tutto ciò non è giusto. La Lega Nord ha preso una posizione che va contro il continuo assistenzialismo, nel rispetto dell ambiente e di una società fatta di persone che sono stufe di pagare gli errori degli altri. Noi della Lega quando abbiamo costruito il termodistruttore di Dalmine abbiamo pagato alle coalizioni di centrosinistra, la perdita dell amministrazione. La decisione di costruire un termodistruttore é stata un attenzione verso 8

9 le problematiche ambientali, oggi la Provincia di Bergamo sa dove smaltire i propri rifiuti. I partiti di sinistra che ci accusavano di rovinare l ambiente sono gli stessi che oggi, solo per una questione elettorale, in considerazione del fatto che la Campania é guidata dalla sinistra, fanno finta di nulla e si sono ben defilati dalle proprie responsabilità. Nel frattempo è entrato in aula l Assessore Volonté. Consigliere Fossati: Ero preso dalla discussione dei due pessimi interventi che mi hanno preceduto, dalla parte che ho a destra e che riguarda la sinistra, veramente di cattivo gusto su una questione che ho vissuto personalmente e che so giudicare con la mia testa e per la quale capisco l inalberatura degli elementi di Alleanza Nazionale. Al di là di una disapprovazione, non voglio dire altro, perché probabilmente erano anni in cui si sono rischiate davvero le libertà democratiche, altro che pensiero comune, altro che esprimere parole di comprensione che sono apparse in qualche caso irrisorie. Il mio intervento riguardava la sicurezza, ma devo fare una chiosetta per quello che ho visto ieri sera a Trezzo. Ieri sera a Trezzo ho visto 4 camion nuovi fiammanti, e spero che ci si limiti solo a questi 4 camion. Sembrerebbe quasi che i proventi che sono stati mandati a fiume per combattere il problema dell immondizia a Napoli siano stati capitalizzati solo nei mezzi di trasporto. E qualcosa di vergognoso, io non capisco dove siano i Verdi! Ieri ho potuto notare su questi veicoli, ho potuto anche sentire dall olezzo, una tipologia di rifiuto che molto probabilmente non è possibile sia accettata dall inceneritore in condizioni normali. Quindi, la pericolosità del momento è visibile a tutti. Nel mio intervento vorrei produrre un appendice alla serata dei giorni scorsi, in cui tutto un quartiere ha portato la solidarietà alla famiglia Maiocchi, che si è vista, purtroppo e suo malgrado, protagonista di un episodio delittuoso, che pone a noi tutti la questione della sicurezza. Se è vero che le parole calmieratrici da parte del questore e del prefetto sul numero dei delitti, in presunta diminuzione sul territorio, può porre qualcuno nelle condizioni di accettare una condizione di questo genere, sicuramente percettivamente la gente ritiene che il problema della sicurezza rappresenti ancora una questione di gravità eccezionale, se è vero che vi è stata questa adesione fortissima alle reazioni di chi è costretto ormai ad autodifendersi, in quanto la crudeltà perpetrata da coloro che sono rivolti a offendere il senso comune e le normative di legge, raggiunge apici che molto probabilmente la popolazione percepisce in modo drammatico. Quindi, non solo una questione della sicurezza della persona, ma vorrei fare un discorso ampio, ricordando che vi è la sicurezza anche contro le cose. Le sedi della Lega vengono attaccate sempre più frequentemente, sappiamo benissimo le matrici, se non sono i bravi ragazzi dei centri sociali sono comunque delle frange estremiste della sinistra che si rivalgono sulle sedi di chi parla chiaro e non ha paura a esternare il proprio pensiero. Ultima delle sedi attaccate e incendiate è in quella civilissima città di Trieste, e questo è qualche cosa che dovrebbe far pensare tutti. Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Bergami. (presenti 42) Preside il Vice Presidente Vicario del Consiglio Nucci. Consigliere Occhionorelli: Il prossimo mese di maggio, a Roma, ci sarà un convegno del Forum delle Associazioni Cattoliche. Il tema riguarda il problema della famiglia. Quest anno, il 2004, è stato dedicato alla famiglia, non solo tutti i partiti hanno dedicato a questo argomento ampi dibattiti sul ruolo della famiglia e sulla necessità di aiutare le famiglie, ma il discorso del Capo dello Stato in occasione della giornata delle donne del 8 marzo, è andato proprio in questa direzione, di maggiore aiuto in particolare alle donne che del coordinamento della famiglia sono le artefici principali. Io faccio parte di una commissione e di un gruppo di 9

10 lavoro che vede le problematiche connesse ai servizi erogati alle famiglie e, drammaticamente, cosa è emerso soprattutto nella nostra Provincia? Che la richiesta di servizi, che sono nidi, asili, assistenza per i minori, riguarda soprattutto il periodo estivo e il periodo festivo, nel senso che le giovani madri, le famiglie si trovano ad affrontare il problema di vacanze scolastiche che vanno da metà giugno fino ai primi di settembre. Siamo l unico Paese in Europa che ha un periodo così ampio di vacanze, non perché è ragazzi non debbano avere un periodo ampio, ma questo non coincide con la disponibilità dei genitori e, drammaticamente, si pone il problema a chi affidare i minori in questi periodi, come nei periodi durante l anno di maggiore necessità. Sono state create delle strutture anche in Lombardia, grazie ad alcuni finanziamenti della legge regionale, in collaborazione con associazioni, per accogliere anziani, perché il problema delle famiglie non riguarda dolo i minori ma riguarda gli anziani che, a volte, sono autosufficienti, che vivono nel nucleo familiare ma che nel periodo estivo e feriale non possono essere non solo allontanati dalla famiglia ma neppure lasciati incustoditi. Se noi parliamo di aiuto alla famiglia, dobbiamo arrivare a dire che il quadro non è certamente roseo. Io ho visto in questi giorni alcuni cartelli, siamo sotto elezioni e un cartello, non so di che partito fosse, diceva: non arrivi alla fine del mese? Io credo che questo, drammaticamente, riguardi moltissime famiglie. Il problema delle famiglie oggi di non arrivare alla fine del mese e questo è certamente un problema di avere, soprattutto per le giovani coppie, un lavoro precario che non consente loro di progettare il futuro, ma soprattutto è la mancanza di servizi flessibili che devono essere resi alle famiglie. Io mi auguro che veramente, nella prossima tornata elettorale, che vedrà impegnate tutte le forze politiche, al di là delle polemiche e delle prese di posizione di parte, si faccia un punto su quella che noi riteniamo un istituzione importante come la famiglia, perché non si può parlare di famiglia, non possiamo parlare di problemi dell adolescenza, abbandono e soprattutto denatalità se non affrontiamo alla radice alcuni problemi. Quindi io mi auguro che veramente nella prossima tornata elettorale le istituzioni, soprattutto quelle che hanno competenza territoriale, come la Provincia, i Comuni, e quant altro, possano veramente essere mobilitate a seconda delle rispettive competenze, a creare struttura di accoglienza per i minori e gli anziani. E stato sperimentato in Olanda l asilo degli anziani. Le famiglie, così come portano i bambini al nido o all asilo, portano gli anziani, anzi gli anziani vengono presi con un pulmino e portati in un luogo dove possono rimanere tutta la giornata, poi essere riportati a casa quando i familiari ritornano. Io trovo che questo sia un sistema molto civile di affrontare i bisogni delle famiglie. Altro problema, nella vicina Francia, sono stati creati dei luoghi per l accoglienza dei minori ad ore, dove personale specializzato si occupa dei bambini, naturalmente dietro pagamento, per periodi che possono essere di un ora, due ore, secondo delle necessità familiari, perché a volte una madre o un padre deve andare a trovare un familiare in ospedale, non può portare il bambino in ospedale ma non può neanche lasciarlo al primo che passa per la strada. L esperienza di questi giorni insegna che, rispetto ai figli minori, certamente non ci si può fidare della prima persona incontrata, dell amico di famiglia o di quant altro, ma devono esistere strutture pubbliche dove c è la garanzia che il personale sia idoneo alla custodia dei minori. Io mi auguro che la prossima campagna elettorale, se pure non sarà una vera e propria campagna, perché le politiche saranno successivamente, veda l impegno di tutti i partiti a risolvere i problemi e non a fare barricate, dicendo: io sono il più bravo. Purtroppo, i problemi della gente non si risolvono in questo modo, ma si risolvono creando le strutture necessarie per affrontare i reali bisogni della società. Consigliere Turci: In politica, Signor Presidente, c è l abitudine di pensare che tutto possa essere oggetto di mediazione, di concertazione, di raffronto, di dialogo. Non è vero, non è 10

11 così. Ci sono delle cose sulle quali non si può transigere, non si può mediare, non si può trattare. E Sergio Ramelli è una di queste. Per quello, quando sento dire, rivolto alla mia parte, e io considero che sia rivolta a me personalmente, che si possa speculare sui morti, su quel morto, io mi arrabbio, io mi incazzo legittimamente, e perdonate questo termine. Sabato scorso, a parlare con mamma Ramelli c eravamo io, Paola Frassinetti e Maurizio Gussoni e noi sappiamo quanto è il nostro travaglio interiore e quanto poco questo sia nei confronti di quella famiglia distrutta. E quando dico famiglia non mi riferisco solo a Sergio, non mi riferisco solo a sua mamma, ma mi riferisco anche al padre, morto in seguito per disturbi legati non solo alla morte del figlio quanto ai 46 giorni di agonia. Ebbene, molte delle frasi che ho sentito questa sera io le rigetto completamente, perché trovo che sia immorale sostenere a mo forse di giustificazione, che talune morti vanno inquadrate in un periodo di lotta, che taluni comportamenti sono stati spinti fortemente da sedicenti maestri, come se questo potesse in qualche modo dare minore importanza, minor valore al gesto in sé. Ma quel che ho sentito di peggio è che forse le morti non sono tutte uguali. Consigliere Jean, io in più circostanze le ho detto quanto la stimo, non posso continuare su questa strada se lei sostiene queste cose che, secondo me, per pura passione, che vorrei dire furore politico, lei ha ritenuto di dire. Vede, la divisione che fa lei dei morti è per ideologia politica, io faccio una divisione tra i morti sì, ma per innocenza e colpevolezza, e le morti sono tutte tremende e sono tutte sbagliate. Ma consentitemi di dire che la morte di Sergio Ramelli e quella di Iaio e Fausto sono diverse da alcune altre, perché queste sono vittime innocenti, e io mi permetto di distinguerle da quelle, ad esempio, di Varalli, che considero egualmente una morte tragica, triste e inutile, ma avvenuta per reazione nel momento in cui Varalli stava attaccando una persona con armi improprie. Considero Iaio e Fausto e Sergio Ramelli diverse dalla morte di Zibecchi, perché nel momento in cui Zibecchi è stato ucciso, ingiustamente, in modo sbagliato, e sicuramente tremendo, stava attaccando la polizia, quindi sapeva di compiere un atto fuori dalla norma, fuori dalla legge, fuori dalla giustizia. Non così per Iaio, Fausto e Sergio Ramelli, e non pensate che io parli così tranquillamente di Iaio e Fausto, perché dentro di me batte un cuore di destra, fortemente allenato alla politica attiva da 30, 35 anni a questa parte, per cui ho difficoltà, ma lo faccio con soddisfazione riconoscere a Iaio e Fausto l innocenza e la verginità nel pensiero, e vorrei che dalla parte della sinistra, qualora io sbagliassi e insultassi Iaio e Fausto nello stesso modo in cui è stato insultato Sergio Ramelli, eppure avrei piacere che qualcuno da sinistra si alzasse e mi sputasse in faccia, a conferma che anche a sinistra ci sono persone degne di credere, di vivere, di vibrare per la passione che dà la politica. Per questo mi arrabbio, perché il gesto di Paola Frassinetti, che è maturato in un clima sostanzialmente anonimo dal punto di vista politico, è stato trasformato per bieca volontà partitico elettorale, questo sì, perché il gesto era di pacificazione. Non mi si vengano a tirare fuori scuse banalissime sui professori del Carducci, qualcuno lo conosciamo e ce lo ricordiamo anche, e ce lo ricordiamo in situazioni che forse non sono dell educatore, forse non sono del professore o del maestro ma sono forse più del facinoroso. Ma, siccome è lecito che la gente cambi, vogliono farci credere che è cambiato Sofri, può darsi che anche quel professore sia cambiato, ebbene diamo atto che la gente possa cambiare, ma non questo, che ci viene a dire in sostanza, agitando gli studenti per quello che può, che l intitolazione di una sala a Sergio Ramelli potrebbe essere motivo per sconvolgere l opinione politica milanese. Gli unici motivi li trova chi non ha intenzione di passare all autentica pacificazione, chi ritiene che Sergio Ramelli, a distanza di 25 anni non possa essere ricordato nella sua città, nel mondo della scuola che è stato l unico mondo che nei suoi 17 anni di vita ha potuto vedere, ebbene questa è una persona falsa e, secondo me, abietta. Devo dire che non posso assolutamente condividere che la diversità fra queste morti sia dettata dalla spinta ideologica che al momento poteva essere dietro le persone che sono state uccise. Io non so cosa avessero in mente Fausto e Iaio prima di morire, voglio pensare che 11

12 avessero sentimenti puri, di cambiare il mondo in meglio. Forse, come dice Jean, pensavano di liberare la donna, o pensavano alla mobilità sociale. Sì, perché non può essere riconosciuta ad un ragazzo di destra la stessa motivazione? Io l ho conosciuto poco Sergio Ramelli, pochissimo. Benissimo l hanno conosciuto i miei cognati e mia moglie, era un amico di famiglia, credo che fosse il bersaglio più vigliaccamente facile che potesse essere colpito in quei giorni. Probabilmente sarebbe stato più importante colpire Riccardo De Corato, Dario Vermi, Paola Frassinetti, Maurizio Gussoni, Nucci, Cremaschi, Turci sicuramente che all epoca faceva parte del direttivo giovanile. Non è stato fatto, perché era più semplice colpire Sergio Ramelli, perché aveva 17 anni, perché non faceva politica attiva, non andava a picchiare i ragazzi della parte opposta davanti alle scuole, ma in effetti è morto per un tema e per aver detto le proprie idee. Pietas è morta, sembrerebbe di voler dire. Noi non la pensiamo così, noi andiamo avanti tenacemente, noi siamo convinti che questi ragazzi, se non vengono ricordati sarebbero morti invano. E così come vogliamo ricordare Iaio e Fausto, con tenacia e forza, faremo in modo che Milano ricordi, e per sempre, Sergio Ramelli. Nel frattempo è entrato in aula l Assessore Iannace. Assessore Frassinetti: Scusate per la voce. Innanzitutto volevo spiegare quali sono state le motivazioni di questa scelta, e sostanzialmente cerco anche di capire come mai certe critiche mi siano state mosse dal Consigliere Lionetti: perché è l unico Consigliere in quest aula che non mi conosce e che non ha avuto modo di avere un rapporto con me. Consigliere Jean, anche se anch io sono d accordo con Turci e non condivido certe motivazioni, lo ringrazio per avere comunque individuato nel Molinari, la scuola dove ricordare Sergio Ramelli. Come ringrazio il senso di responsabilità che in questa vicenda ha contraddistinto Rifondazione Comunista ed il Gruppo dei D.S. Lei non mi conosce, quindi non sa quale sia la metodologia e da dove nascano i miei pensieri. Il fatto che questa notizia sia stata resa pubblica non è colpa mia, perché quando la preside ha spiegato la mia proposta al consiglio d istituto, il Carducci invece di telefonarmi e venire a parlare con me ha iniziato a fare i sit-in e a chiamare i giornalisti. A questo punto, la notizia è diventata pubblica. Penso che questo sia molto importante, perché poteva esserci una discussione tra me e la scuola. In secondo luogo: come mai il mondo della scuola? Perché, come diceva Turci, era il mondo in cui Sergio viveva, Sergio è morto perché è stato espulso dal Molinari e per avere fatto un tema. Noi abbiamo qua dietro un aula dedicata al Consigliere Pedenovi, voluta da Dario Vermi, concessa dal Presidente Tamberi, evidentemente un Consigliere provinciale va ricordato in Provincia, io sono avvocato, vado in tribunale e vedo una lapide per il giudice Galli, vado al liceo Vittorio Veneto, inauguro un auditorium e scopro che c è una lapide che ricorda Roberto Franceschi, studente ucciso durante gli scontri con la polizia davanti alla Bocconi, vado all Istituto Turistico e vedo che si chiama Varalli, perché Varalli frequentava quell istituto. Domani mattina sono a Bollate a presentare un progetto sportivo, e il centro scolastico si chiama Varalli. E voi siete qui, ancora oggi, a fare polemica perché si vuole mettere una targa al Molinari, perché attenzione, la mia richiesta di due anni fa è stata al Molinari. Ho detto: preside mettiamo una targa in questa scuola. Mi è stato risposto, laconicamente, che il clima era cambiato e che, di conseguenza, non poteva essere stata messa nessuna targa. Capendo che c era una malafede di fondo e che nel mondo della scuola andava ricordato, ho pensato di intitolare un auditorium per non dover passare attraverso i consigli di istituto, perché con questo tipo di malafede avrebbero sicuramente negato l intitolazione. Lo riconosco, sono stata ingenua, non pensavo che dopo 29 anni ci potessero essere i sit-in e questo si potesse tramutare in un caso nazionale. Non pensavo che dei ragazzi arrivassero a dire: abbatteremo quella targa. Quando una mamma in questi giorni legge i giornali, la mamma di Tinelli mi ha telefonato e mi ha personalmente ringraziato per questo gesto, un 12

13 gesto che nasce spontaneo non per lottizzare i morti ma per ricordarli tutti insieme, per ricordare i ragazzi che in quella generazione rischiavano perché credevano in qualcosa. Si parla di cultura della memoria, se ne parla tutti i giorni, da Ciampi in giù, però quando si tratta di Sergio Ramelli ricordare fa male. Allora, mettiamoci d accordo, o la cultura della memoria è valida sempre ed è giusto sempre, o non è valida mai. La targa che io non ho ancora affisso contiene una frase semplicissima: A Sergio Ramelli, studente ucciso per le sue idee, perché non accada mai più. Credo che l insegnamento e il messaggio sia sicuramente indicativo. Umberto Gay, mandandomi pubblicamente quella lettera su Il Corriere della Sera, mi ha indotto a fare un altro tentativo nella scuola di Ramelli, il Molinari. Umberto è di Rifondazione Comunista e mi dice: è là che va ricordato. Siccome io non ho voglia di imporre alcunché, non è nel mio stile, assolutamente, né personale né politico, scriverò ancora al preside del Molinari, dicendo: i motivi di ordine pubblico di cui lei parlava non ci sono più, perché se anche Rifondazione Comunista dice che va ricordato al Molinari, se lo dice il capo Gruppo dei Comunisti Italiani, e tutti sono concordi, se lo dicono gli studenti del Carducci, allora facciamo questo gesto e mettiamo la targa in ricordo. Se però, ancora una volta, non sarà possibile, non sarò io a imporre, ma io credo che comunque, come ho scritto su Il Corriere, Sergio Ramelli vada ricordato, che Milano debba ricordare questo studente barbaramente ucciso per una forma, se non di memoria condivisa, quantomeno di memoria accettata. Jean, magari non si può condividere tutti la stessa memoria, ognuno di noi ha i propri morti, ognuno di noi ha le proprie storie alle spalle e io su questo concordo, perché è giusto che ognuno abbia le proprie tradizioni. La differenza è che questa memoria deve essere accettata, perché solo così si supera la guerra civile e solo così si supera quella piccola grande guerra civile degli anni 70 che ci ha coinvolti un po tutti. Di tanti articoli che ho letto in questi giorni, uno mi ha fatto più male, è quello de Il Sole 24 Ore, dice: la generazione che ha fatto gli anni 70 non è matura per fare politica perché le targhe andrebbero date solo ai ragazzi che studiavano. Io, come voi, come l amico Matteucci, magari oltre a studiare facevamo anche politica, e per questo rischiavamo e lottavamo tutti i giorni. Credo che le nuove generazioni debbano sapere quello che di bello c era in quella lotta, che non è tutta da buttare via, che si è tramutata, per fortuna, in confronto civile e democratico e che ci dà l opportunità di essere qua in un Consiglio a dibattere con delle regole civili. Credo che questo sia il messaggio che va dato ai giovani e credo che una targa a Sergio Ramelli potrebbe essere un atto di civiltà e di coraggio. Vicepresidente della Provincia Vermi: Io penso che tacere questa sera sarebbe viltà. Me l hanno chiesto alcuni amici e colleghi di questo Consiglio anche personalmente e li voglio ringraziare per questo. Tacere sarebbe viltà. Ho chiesto di parlare da questo mio vecchio banco, io sono Consigliere in questa Provincia per un motivo specifico, che vi dirò, perché questo è il mio vecchio banco di Consigliere di opposizione, se mi consentite, di Consigliere con tutti i diritti a 360 gradi, come ho imparato anche in questo Consiglio, secondo una lezione di democrazia che ho imparato anche qui, e che voglio rispettare questa sera. E per questo che dico grazie a tutti gli intervenuti, è per questo soprattutto, e vorrei che mi capiste, che dico grazie a quei colleghi di maggioranza o di opposizione che hanno ritenuto di non intervenire, con un intelligenza che va a loro merito e che è anch essa una lezione di democrazia, una lezione di stile e una lezione di umanità. Non voglio parlare dal mio bando di Vicepresidente perché non ne ho parlato con i colleghi di Giunta e non so se posso interpretare o se interpreterei compiutamente il pensiero della Giunta che amministra pro tempore la Provincia di Milano. Allora lo faccio a titolo personale, con l ambizione e la speranza di riuscire a dire quello che tutta la Giunta vorrebbe esprimere anche su questo argomento. E la seconda volta che io chiedo la parola al Presidente di questo Consiglio, e lo voglio ringraziare anche questa sera, su argomenti che non sono di stretta pertinenza del mio mandato amministrativo. Ma, lo ripeto per la terza volta, tacere questa sera sarebbe viltà. 13

14 Chiedo scusa al collega Vittadini se faremo per 5 minuti tardi rispetto ad un compito che certamente è importante per tutti noi. Questa sera devo e voglio ringraziare un giornale cittadino e un uomo di questa Amministrazione. L uomo di questa Amministrazione si chiama Livio Tamberi, è stato il nostro Presidente nello scorso mandato, e il , con un gesto di grande sensibilità e anche di coraggio, e le polemiche vili e sporche di questi giorni danno ragione al suo coraggio di allora, volle premiare la memoria di Enrico Pedenovi, a 20 anni dalla sua scomparsa in quest aula. Un aula che era ancora uguale a quella che aveva vissuto l avventura politica e umana di Enrico Pedenovi, un aula che vedeva riconsacrato per la seconda volta alla città e all Amministrazione provinciale il nome di un Consigliere che aveva ben meritato, e che era stato ucciso per i medesimi motivi abbietti che avevano portato 365 giorni prima all assassinio di Sergio Ramelli. Grazie Livio! Grazie anche a un giornale che ho sempre letto, ammirato, seguito, per nulla amato, sin dalla sua fondazione, quando il direttore Scalfari auguri direttore per i suoi 80 anni iniziava un avventura importante per la democrazia e per il dibattito politico italiano. Ho lamentato presso il nostro ufficio stampa che nella rassegna quotidiana della stampa italiana e milanese soprattutto, un solo articolo riguardo ai fatti di Sergio Ramelli fosse mancato. L articolo, guarda caso, pubblicato da Repubblica, che io rubandovi 5 minuti del vostro tempo e della vostra sensibilità vi voglio leggere riga per riga. Grazie al giornalista Luca Fazzo, che certamente non delle mie idee politiche, certamente combattente per un altra idea della società, ha voluto scrivere con tanta intelligente chiarezza. E intitolato: Una provocazione che fa riflettere. Recita così: Sergio Ramelli era fascista, nutriva cioè idee per le quali la maggior parte della gente non prova simpatia né comprensione né rispetto, e aveva il diritto di nutrire le sue idee, di crescere con esse, di mantenerle o mutarle a seconda dei cambiamenti che gli anni, la vita, le amicizie avrebbero prodotto in lui. Ma questo a Sergio Ramelli non venne permesso. Venne ammazzato a 18 anni neppure dico io con una ferocia che a chi ha avuto la fortuna di non vivere quegli anni a Milano può sembrare irreale, ma che invece era vita quotidiana, una ferocia fatta di fanatismo, di odio per il diverso, di ceca fede nella superiorità dei propri convincimenti. Da una parte e dall altra. Non esiste chi possa sinceramente rimpiangere quei tempi, eppure, a quasi 30 anni di distanza, l idea che l aula di una scuola sia intitolata a Sergio Ramelli solleva gli scudi dello sdegno, come se parlassimo di intitolare un liceo a... e non a un ragazzo massacrato per la tessera che aveva in tasca. E c è persino chi, per definire l idea, rispolvera, in termini che si sperava fosse archiviato per sempre, il termine provocazione. Visto che gli anni trascorsi consentono di uscire dall ipocrisia, bisogna ricordare che un altro giovane, morto di quel 1975, Claudio Varalli, fu ammazzato da un estremista di destra che estrasse la pistola e fece fuoco dopo essere stato circondato da un pattuglione di militanti del movimento studentesco, che in 30 o 40 contro uno, si preparavano a dargli una lezione di antifascismo militante. Così lo chiamavate. Fu comunque una tragedia, ed è giusto che da allora l Istituto Tecnico per il Turismo, frequentato da Claudio Varalli, porti il suo nome. E incomprensibile che lo stesso non possa accadere per Ramelli, che venne atteso sotto casa mentre andava a scuola, da solo, da 8 picchiatori più grandi di lui, tutti universitari di medicina. Nei cortei dell ultra sinistra, nei mesi successivi, uno degli slogan ricorrenti era: tutti i fascisti come Ramelli, con una riga rossa fra i capelli. Intitolare oggi quest aula a Sergio sarebbe, per quel che conta - e lo ripeto anch io, per quel che conta - anche un modesto modo per chiedergli scusa. E firmato Luca Fazzo. Grazie Luca Fazzo. Questo ha dovuto scrivere un giornale di sinistra, ricordando gli imbecilli di sinistra, di centro e di destra, qual è stata la tragedia che ha vissuto questa città in quegli anni, nel nome di un ragazzo assassinato da coloro che volontariamente avevano scelto una facoltà universitaria per frequentare la quale bisogna pronunciare, parola per parola, il giuramento di Ippocrate, quello che consacra la propria vita alla salute, alla salvezza e alla cura di tutti gli uomini. Io vi ho 14

15 parlato perché sono in quest aula a seguito di quegli avvenimenti, perché il un ragazzo di 17 anni veniva assassinato così, perché un anno dopo, forse anche per aver ricordato questa cosa, questo avvenimento, la viltà di una città tutta, la viltà di un governo che non permetteva si celebrasse una messa in ricordo di questo ragazzo, venne assassinato come un cane, sotto casa sua, in Viale Lombardia, alle 8 del mattino. E il 5 maggio di quello stesso anno io entrai qui per continuare la battaglia ideale, non di violenza, di sopraffazione, di voglia di governare che erano stati di Sergio Ramelli, ragazzo certamente non fascista, non sapeva neppure cosa volesse dire né cosa fosse l esercizio della violenza, anche di quella verbale, e di Enrico Pedenovi, repubblichino, repubblicano della Repubblica Sociale Italiana, che aveva ritenuto, come tanti di noi, di dover continuare la propria battaglia facendo politica anche in quest aula. Avrei voluto dirvi tante altre cose, ma il tempo non lo consente, forse anche la vostra pazienza, ma tacere questa sera sarebbe stato viltà. Ringrazio tutti voi, davvero, tutti voi, persino Lionetti, e deve credermi che lo dico sinceramente, credo di averglielo dimostrato prima. Matteucci lo sa, perché ci frequentiamo da tanti anni, che con grande fatica, con grande sforzo, con grande libertà intellettuale, con grande fatica, cerchiamo di perseguire attraverso la politica, sì certo attraverso la politica, questo traguardo, che sarebbe quello, in un Italia così difficilmente costruita in 160 anni di vita comune, vorremmo davvero poter costruire una memoria condivisa. In tutti questi anni così difficili, Consigliere Jean, credo che non ci siamo riusciti e temo, dato il mio dato anagrafico, che non ci riusciremo, almeno noi due non ci riusciremo. Ma non è così importante, l importante, e il dibattito di questa sera forse ci ha aiutato, è quello, cara Paola, cari colleghi del Consiglio provinciale milanese, davvero di poter costruire una memoria accettata per questa nostra Italia, per il nostro futuro di cittadini e, non c è retorica, per i nostri ragazzi. Nel frattempo si sono allontanati dall aula i Consiglieri Dioli e Mezzi. (presenti 40) Il Vice Presidente del Consiglio pone in trattazione lo: ARGOMENTO N. 28 DELL'ORDINE DEL GIORNO Parere in merito al progetto di legge regionale n. 421 Distacco di una porzione di territorio dal Comune di Ossona, provincia di Milano, e relativa aggregazione al Comune di Marcallo con Casone, in provincia di Milano. Assessore Volonté: Il Consiglio provinciale è chiamato ad esprimere un proprio parere su un progetto di legge che è stato deliberato dalla Giunta regionale in data , e ha per oggetto il distacco di una porzione di territorio dal Comune di Ossona al Comune di Marcallo con Casone. In realtà si tratta di una lieve modifica dei confini comunali, e riguarda una piccola porzione di territorio, pari a circa mq, sul quale territorio insiste una sola famiglia. Questa famiglia, di fatto, ha tutti i servizi e tutti gli allacciamenti collegati con il Comune di Marcallo con Casone e quindi ha chiesto alla Regione Lombardia, e questo progetto di legge va in questo senso, affinché venga fatta questa modifica. A suo tempo naturalmente è stata fatta una conferenza dei servizi, in data maggio 2003, ed è stato raggiunto tra le parti un accordo. Dopodiché, il Comune di Ossona, con delibera del Consiglio comunale n. 35 del e il Comune di Marcallo con Casone, con delibera di Consiglio comunale n. 26 del , hanno provveduto nel senso concordato. A seguito dell approvazione di legge regionale, la Provincia sarà chiamata a regolare questi rapporti tra i Comuni, ma non ci sono problemi, dato il pieno accordo che è già intervenuto tra le parti. Pertanto si chiede di esprimere questo parere, che la Giunta pensa non possa che essere positivo. 15

16 Il Vice Presidente del Consiglio nomina come scrutatori i Consiglieri Bertolini, Cremaschi e Ortolina. Nessun Consigliere chiedendo la parola, il Vice Presidente del Consiglio sottopone ai voti del Consiglio il provvedimento proposto dalla Giunta. Indetta dal Vice Presidente del Consiglio la votazione per alzata di mano, i Consiglieri scrutatori riferiscono e il Vice Presidente del Consiglio dichiara approvata la deliberazione con trentatrè voti a favore, non avendo partecipato al voto sette Consiglieri (Dapei, Elli, Fratus, Gussoni, Matteucci, Morelli e Turci). Il Vice Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione. Preside il Presidente del Consiglio Caputo. Il Presidente del Consiglio pone in trattazione lo: ARGOMENTO N. 32 DELL'ORDINE DEL GIORNO Prima variazione al Bilancio di Previsione dell esercizio Assessore Vittadini: Sono trascorsi 4 mesi dal , ossia da quando abbiamo approvato la manovra di bilancio In questi 4 mesi di gestione del bilancio non si sono verificati fatti di natura finanziaria che ci obblighino a rivedere la struttura del nostro bilancio. Si rendono necessari solo alcuni ritocchi, che consentiranno un miglior funzionamento della macchina provinciale. Nel trimestre trascorso, i dati emersi finora riguardanti le entrate e le spese, pur con qualche preoccupazione, non sono tali da far pensare a manovre correttive di un certo rilievo che possano incidere sui valori complessivi del bilancio. E comunque vero che il gettito delle entrate tributarie dà segnale di rallentamento, ma una più puntuale verifica sarà da effettuare dopo almeno un semestre di riscossione dei tributi, ossia verso il mese di luglio, mentre sul fronte delle spese è già stato accertato che la definizione del nuovo contratto per i dipendenti comporterà un maggior onere che l attuale bilancio è in grado di coprire. I ritocchi che si propongono, sono quasi esclusivamente dovuti a diverse assegnazioni da parte dello Stato e della Regione che, essendo finalizzate ad altrettante spese, comportano variazioni anche sul fronte delle uscite. La variazione che si propone riguarda, per la gestione corrente del bilancio, modifiche ai trasferimenti statali per un totale di , in parte dovuti ad una nota del Ministero dell Interno con la quale viene comunicato che ci verranno trasferiti circa sui fondi del federalismo amministrativo, che successivamente dovremo restituire, in quanto rientrano nelle somme che lo Stato pretende in restituzione, ai sensi dell art. 31 della finanziaria Per quanto riguarda i trasferimenti regionali, sono previste più modifiche, con variazioni in meno di , con particolare riferimento alla riduzione del 50% delle assegnazioni di risorse per il trasporto pubblico locale su gomma, e variazioni in aumento per , con riferimento alla formazione professionale, all apprendistato e altre voci minori. Fra le entrate proprie della Provincia sono previsti movimenti in più e in meno, con una prevalenza delle variazioni in aumento per oltre Tra queste, sono da considerare significative le variazioni in aumento di che consentono di recuperare dai residui importi disponibili su opere già ultimate per finanziare altre nuove opere previste sul bilancio 2004, e di per la riscossione, già avvenuta, di maggiori dividendi provenienti dalle società delle quali la Provincia detiene una quota azionaria. Si tratta, in particolare, della 16

17 Milano-Mare S.p.A., che ha versato all inizio del 2004 il saldo dei dividendi dell esercizio 2002, a seguito della modifica statutaria che ha consentito una maggiore ripartizione degli utili. Il complesso delle variazioni delle entrate correnti ha comportato una diminuzione delle risorse per , che è da confrontare con le variazioni in meno apportate alle spese correnti, che ammontano a Ne consegue che le variazioni fra entrate e spese di gestione consentono di disporre di , che vengono destinati al finanziamento degli investimenti. Tra le spese correnti, le variazioni riguardano le stesse voci, in più o in meno, che si sono mosse per le entrate, per effetto dei finanziamenti statali e regionali che si sono modificati, con particolare riferimento alle riduzioni delle dotazioni per il trasporto pubblico locale su gomma. Sono state inoltre incrementate le dotazioni per il personale e per alcune voci di spesa, per sport, turismo, cultura, politiche sociali, e le spese per alcuni servizi generali che nel complesso sono compensate dal totale delle riduzioni. Nella parte degli investimenti sono intervenute variazioni in aumento per Anche in questo caso, la maggior parte delle variazioni sono la conseguenza di altrettanti finanziamenti regionali o statali, che ritengo utile ricordare: - nuovi finanziamenti per l edilizia scolastica, per opere di cui alla legge 23/96, per ; - un finanziamento di per interventi nel campo della sicurezza stradale; - nuove assegnazioni regionali per la riqualificazione del trasporto pubblico locale e per l acquisto di autobus per oltre ; - un secondo acconto della Regione per l esproprio dei terreni interessati dalle opere di viabilità nella zona della fiera; - altri finanziamenti regionali minori, compreso quelli per i contributi per i tetti fotovoltaici, in parte già previsti nelle entrate e spese correnti. Questi finanziamenti superno e coprono una buona parte della maggior spesa, che per la differenza di circa viene coperta da risorse provinciali, in parte provenienti dalle eccedenze di gestione corrente, e in parte dall utilizzo di una quota dell avanzo di amministrazione del consuntivo 2003, che è già stato definito a livello tecnico e, infine, da un ritocco provvisorio dell indebitamento. Le spese di investimento si incrementano, oltre che per le voci di entrata provenienti dalla Regione, che finanziano le relative spese, anche perché vengono aggiornati alcuni progetti o interventi diversi nel campo della viabilità o dell edilizia scolastica, nonché in altri campi dell attività dell ente: ambiente, edilizia varia, ecc. Per le variazioni che riguardano l Idroscalo, vi dovrebbe riferire il collega Cadeo, mentre per l aumento di delle dotazioni finanziarie per l iniziativa a favore degli anziani, denominata Dimore sicure, vi si leggerà una relazione che illustra lo stato e la situazione dell iniziativa stessa. Come avrete notato, non si tratta di modifiche sostanziali al bilancio, che al suo interno mantiene gli equilibri di legge e arriva a destinare un ulteriore quota delle entrate correnti per finanziare gli investimenti. Anche ai fini del rispetto dei parametri del patto di stabilità interno, la variazione che si propone è coerente con la gestione corrente e i suoi saldi finanziari dei valori programmatici 2003 ritoccati dal tasso programmatico di inflazione. I Revisori hanno già esaminato il testo della variazione e hanno rilasciato il loro parere favorevole. Darei lettura delle comunicazioni in merito all aumento delle dotazioni finanziarie per un importo di ai fondi per l iniziativa Dimore Sicure, nell ambito della prima variazione al bilancio Il programma chiamato Dimore Sicure è stato varato con delibera della Giunta provinciale del , allo scopo di favorire la permanenza della popolazione anziana nella propria 17

18 abitazione, mettendo a disposizione contributi da un minimo di 500 a un massimo di per l acquisto di beni durevoli afferenti alla sicurezza e alla comodità della dimora dell anziano e della sua famiglia. Tali beni consistono in una tipologia merceologica che va dalle porte blindate, alle centrali termiche di massima sicurezza, dalle apparecchiature per la gestione domestica, come cucina a gas dotata di appropriata strumentazione, e di ausili di tipo sanitario non mutuabili, quali letti e poltrone reclinabili, ortopedici e servizi igienici assistiti. Lo stanziamento complessivo deliberato nel 2003 ammontava a , di cui riservati agli anziani residenti nei Comuni del territorio e riservati agli anziani residenti nella città di Milano. Già alla fine del 2003 emergeva che l ammontare del predetto finanziamento era insufficiente a coprire le domande presentate. Constatato pertanto l indice dei bisogni espresso da questa fascia debole della nostra popolazione, gli anziani appunto, la Giunta decideva di intervenire con fondi aggiuntivi, confermando la validità dell iniziativa sia nell ambito della relazione previsionale e programmatica, sia nel PEG Il 4 febbraio di quest anno, la Giunta ha deliberato il rifinanziamento dell intervento, per una spesa complessiva di I dati aggiornati alla data odierna sul numero complessivo delle domande presentate è il seguente: - domande presentate 1.528, di cui Milano 543 e Provincia 985; - domande accolte 827, rispettivamente Milano 293 e Provincia 534; - domande negate 63, di cui Milano 16 e Provincia 47; - domande in attesa di valutazione 624, di cui Milano 234 e Provincia 390; - valore medio erogato per singolo utente 2.795, calcolato su tutte le domande accolte. Delle suddette domande sono già stati erogati contributi per un importo pari a , in favore di 722 residenti, di cui 476 residenti nei Comuni del territorio e 246 nella città di Milano. Restano da esaminare e soddisfare ancora le richieste di ben 729 utenti di questo programma, più tutte le richieste in via di presentazione, che si stimano essere attorno alle 800 entro il 31 dicembre del corrente esercizio, per un totale di circa ulteriori domande. Di qui l esigenza e la conseguente decisione politica di proporre un ulteriore stanziamento di , in sede della presente prima variazione di bilancio Ci consta pertanto che con uno stanziamento complessivo di si possa intervenire in favore di almeno nuclei di popolazione anziana residente nel territorio. E questo il risultato di una politica sociale che, insieme alla teleassistenza, agli interventi in favore della famiglia, in favore dei minori, ha trovato e trova una reale corrispondenza con i bisogni espressi da quella fascia debole di popolazione sulla quale far convergere la massima attenzione istituzionale e civile. Grazie. Assessore Cadeo: In relazione alle domande del Consigliere Foglia, brevemente la situazione delle concessioni attive riguardante l attività dell Idroscalo, per quanto riguarda la Gei, per intenderci la mitica Punta dell Est, gli ultimi pagamenti effettuati sono stati relativi all anno 2001, secondo semestre, novembre A partire dall anno 2002 a tutt oggi non sono stati fatti più pagamenti. Il debito attuale ammonta a e rotti. A partire dalla primavera del 2002 gli uffici competenti hanno iniziato un opera di monitoraggio, sia sugli aspetti contrattuali, ivi incluso lo stato dei pagamenti, sia sugli aspetti autorizzatori, licenze e permessi comunali. Nel frattempo, i competenti uffici della ragioneria hanno sempre chiesto i canoni di concessione con periodicità semestrale, con maggiorazione dell addebito degli interessi per le rate scadute. A fronte del persistere del mancato pagamento, anche a seguito di solleciti scritti, abbiamo provveduto a passare la pratica all ufficio legale, che ha proceduto nel tentativo di recupero del credito, , inclusi gi interessi con apposito decreto, luglio A questo punto, questa società, nel settembre 2003 citava la Provincia, in opposizione al decreto, dando il via alla causa tuttora in corso. A fronte dell inadempimento si attivava 18

19 presso il garante, Assicurazione Helvetia, per l escussione delle fideiussione, come previsto dal contratto ottobre Dopo una prima resistenza dell assicurazione ai tentativi della società Gei nel bloccare tale procedura in via definitiva, l assicurazione il 4 aprile ci ha comunicato di aver disposto il pagamento delle somme garantite dalle polizze, pari a circa Questo per quanto riguarda la Gei, fra l altro Consigliere Foglia sa che mi fa sempre piacere quando vengo sollecitato a parlare dell Idroscalo, quindi ringrazio anche questa volta. Devo anche dirle che l unica cosa, lei me lo concederà, mi viene da sorridere, siamo in tempo assolutamente utile, come nelle partite di calcio, sapendo e avendo conosciuto in questi anni i titolare della Gei che si sono qualche volta alternati al loro interno, avevano fatto una richiesta di trovare una soluzione accomodante, nel senso veniteci incontro, non siamo in grado di pagare, prolungateci il contratto. Credo che l atteggiamento da parte dell Amministrazione provinciale sia stato, come sempre, estremamente serio, abbiamo escusso quella che era la polizza e abbiamo detto che il contratto riguardava il bando che era stato assegnato, oltre il quale non si poteva andare, quindi pur capendo che la situazione del Paese è tale per cui anche i locali di intrattenimento, di ristorazione o quant altro sono attività di impresa e come ci sono purtroppo nel nostro Paese aziende che vanno male, ci spiaceva ma erano cose che non potevano riguardarci, pur nel rincrescimento. Da questo punto di vista penso che l Amministrazione provinciale, in tutti i suoi uffici e in tutte le sue componenti, non abbia nulla da farsi imputare. Per quanto riguarda invece il concessionario Machine, per intenderci Caffè Solaire, quindi dall altra parte del lago, ha effettuato gli ultimi pagamenti relativi all anno 2002, primo semestre marzo A partire dalla metà del 2002, a tutt oggi, non sono stati fatti più pagamenti, il debito attuale ammonta a Come per Gei, come per la Punta dell Est, a partire dalla primavera 2002 gli uffici competenti hanno iniziato un opera di monitoraggio sia sugli aspetti contrattuali, ivi incluso lo stato dei pagamenti, sia sugli aspetti autorizzatori, licenze e permessi comunali. Nel frattempo, i competenti uffici della ragioneria hanno sempre chiesto i canoni di concessione con periodicità semestrale, con maggiorazione dell addebito degli interessi per le rate scadute. A fronte dei solleciti per il pagamento dei canoni, il concessionario ha concordato con l ufficio ragioneria un piano di rientro del debito, ottobre 2003, che ha fissato i pagamenti dal dicembre 2003 all ottobre Il concessionario ha iniziato i pagamenti nel mese di dicembre Oltre al pagamento del debito accumulato, il concessionario dovrà pagare anche le rate correnti. Il piano di rientro è garantito anch esso da fideiussione. Non abbiamo proceduto all escussione della fideiussione, come previsto del contratto perché, su conforme parere dell ufficio legale, si potrà procedere all escussione solo in caso di ulteriore inadempienza del piano di rientro. Per quanto concerne gli altri concessionari commerciali, questa è la situazione: - società CPRM, con scadenza parcheggio rondò, per intenderci la grande fossa, ; scadenza parcheggio Punta dell Est, ; tutto pagato fino ad oggi; - società Millennium, ex villetta, 10,57, in corso la procedura di fallimento, il debito residuo è di ; - società Affer, quella con la spiaggia in erba, con scadenza , tutto pagato fino al I concessionari sportivi, scadenza per tutti , tranne il CUS e la Federazione Sci Nautico: - Idroscalo Club è stato concordato il piano di rientro per il 2000/2003 per quasi , sono in corso le procedure per il pagamento del canone per il 2004 per quasi ; - Lega Navale Italiana, sono in corso i pagamenti degli anni 2000/2003, e le procedure per il pagamento del canone 2004 per circa ; - Società, sempre tutte società sportive queste, tutto pagato fino al , sono in corso le procedure per il pagamento del canone 2004 per circa 5.000; 19

20 - Associazione Marinai d Italia tutto pagato fino al , sono in corso le procedure per il pagamento del canone 2004 per circa 4.500; - Società Pinna Verde, sono in corso le procedure per il pagamento del canone 2004; - Università degli Studi, CUS, scadenza 2097 una cosa che mi aveva sorpreso però c è un ottima collaborazione il canone annuo è veramente basso, , tutto pagato fino al 2003; - Federazione Sci Nautico, tutto pagato fino al , il canone annuo è di Per quanto riguarda il tempo libero, destinazione capitolo D2122, fondo per iniziative incrementato di L incremento del capitolo è stato richiesto a fronte delle nuove iniziative da realizzare alla villetta. La villetta, approfittando della scadenza del contratto, del quale eravamo stati previdenti perché l avevamo fatto solo di due anni, a seguito anche del fallimento della società Millennium, ho pensato di dedicare quest area dell Idroscalo ad iniziative nel settore sempre dello spettacolo, ma più culturale, non di nicchia, che vanno dal teatro al balletto, al jazz, in accordo con l assessorato alla cultura, proprio per diversificare ulteriormente, accontentando così quella che oggi è un esigenza che mi sembra importante, di offrire al pubblico, non ho nulla contro le discoteche in particolare, ma ho l esperienza di questi anni come cittadino e come operatore settore spettacolo che mi insegna che dobbiamo diversificare per offrire, perché no, anche ai più giovani, una forma di spettacolo e di intrattenimento che arricchisca, a mio modestissimo avviso anche sotto il profilo formativo e culturale. Quindi questi soldi ci serviranno per fare un iniziativa che sono convinto avrà grande successo, perché pur rimanendo un attività piccola di bar e di ristorazione, si potrà svolgere un attività completamente differente da quella che c è stata in questi anni. Per quanto riguarda invece il cap. P2300, in conto capitale, per incarichi professionali esterni per progetti relativi dell Idroscalo, questo capitolo non è nuovo, fra l altro c era stato un errore non ho ben capito se da parte del mio ufficio o da parte della ragioneria, nel senso che era già presente nel 2003 con un importo di , a fronte dei previsti per il Quindi è un errore tecnico, non è stato inserito a bilancio a dicembre, non si tratta quindi di un incremento, anzi da a In questo budget si prevedono specifici incarichi professionali per le pratiche catastali, per l agibilità finale delle strutture realizzate, per la direzione dei lavori per le opere strutturali, i collaudi delle nuove terrazze e dei servizi igienici della spiaggia est, del manufatto canale scaricatore, progettazione strutturale dell illuminazione stradale esterna relativa all opera interventi di riqualificazione della zona ovest, studi ed analisi preparatori anche geologiche per l opera realizzazione passerella ciclopedonale sulla S.P. 15 bis, oltre che per i collaudi statici o amministrativi che nel corso dell anno necessita eseguire. A me non piace leggere, ma ci tenevo ad essere particolarmente preciso su queste cose. Volevo dire al Consigliere Foglia che ha avuto ragione a farmi delle domande, soprattutto quando ci sono delle cose che non sono chiare. Un mio parere, per quello che può valere, per quanto riguarda la mancanza, l atteggiamento, che è un atteggiamento culturale secondo me, da parte spesso, anche se non mi permetto di giudicarlo in quest aula, da parte dei gestori in generale, fa parte un po della storia dell Idroscalo. Lei sa che io non amo polemizzare, quindi lungi da me la polemica, ci sono ancora contenziosi da anni infiniti dei gestori dell Idroscalo perché secondo me, mi permetto di dire, è una cattiva formazione da parte di chi ha rapporti con il pubblico, ma è generalizzata purtroppo nel nostro Paese che, spesso e volentieri, essendo una proprietà e un bene pubblico, chissà perché, anche se si paga dopo o addirittura non si paga, non succede mai niente. Su questo noi siamo stati molto precisi, come i nostri uffici si stanno ancora occupando, addirittura risaliamo a oltre 10 anni prima, di persone che sono scomparse o gestioni che sono fallite, di recuperare delle cose. Lo stiamo facendo con molta puntualità e precisione anche adesso, convinti come siamo che non è detto che perché è un cattivo andazzo si debba proseguire in questo modo. Evidentemente, lo dico con assoluta imparzialità, c è stata una crisi forte nel settore, di questo bisogna renderci conto, come ci 20

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