4. Spendiamo meno, mangiamo meglio

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1 4. Spendiamo meno, mangiamo meglio 1

2 Strade in Transizione 4.2 Introduzione I FATTI Parliamo di cibo Un efficiente sistema agricolo e alimentare locale è indispensabile per rendere una comunità più resiliente e meno dipendente dal petrolio, il cui prezzo influenza direttamente quello del nostro cibo. Ultimamente le risorse di cui abbiamo bisogno diventano ogni giorno più scarse e la nostra dipendenza dalle importazioni di cibo a basso costo e dai trasporti su gomma si intensifica. È importante quindi fermarsi a ragionare su come possiamo assicurare a tutti la possibilità di nutrirsi in modo sano, buono e ad un costo ragionevole. Nel passato Monteveglio era molto più autonoma per quanto riguarda la produzione di cibo. Molti dei nostri alimenti di base come cereali, ortaggi, carne e latticini erano prodotti a pochi chilometri da qui. Oggi, nonostante il grande potenziale agricolo del nostro territorio, la situazione è mutata e ciò che manca localmente proviene dalle altre regioni Italiane o da tutto il mondo, servendosi del trasporto su gomma, marittimo o aereo (in Italia il 91% del trasporto merci avviene su gomma). Siamo quindi molto più vulnerabili in termini di sicurezza alimentare. Ad esempio, dipendiamo fortemente dai supermercati, le cui scorte di cibo possono durare al massimo dai 3 ai 5 giorni. I supermercati dipendono a loro volta dal trasporto su gomma, tanto che anche una piccola o temporanea interruzione nei rifornimenti può significare scaffali vuoti e un improvvisa scarsità di cibo (ricordate durante la lunga nevicata del 2011?). In Italia, la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), controlla oggi più del 70% del mercato alimentare. Le filiere di cibo a Km 0, al contrario, contribuiscono a proteggere e a creare nuovi posti di lavoro sostenendo così l economia locale. Non c è bisogno di emettere CO2 e inquinanti per trasportare il cibo per centinaia di chilometri, di costruire sempre più strade, congestionare il traffico e bruciare petrolio. Possiamo scegliere di mangiare una grande varietà di cibo fresco, sano, saporito, di stagione, appena raccolto, libero da trattamenti e da inutili confezioni, spesso in modo anche più economico. Questo non significa che tutto debba essere prodotto localmente (è difficile coltivare banane a Monteveglio), ma ha senso cercare di produrre qui tutto ciò che possiamo prima di attingere a risorse esterne. Se pensiamo un attimo al vero costo che ha mangiare fragole durante tutto l arco dell anno, le rende beh, un pochino meno saporite.!2

3 Strade in Transizione 4.3 Cosa possiamo fare? QUINDI? CHE CI POSSIAMO FARE Ognuna di queste azioni può assicurare cibo saporito e fresco ad un costo minore, può tagliare le emissioni di CO2 e il consumo di energia da fonte fossile, diminuendo così l impatto sociale e ambientale,e può aiutarci a costruire un forte sistema alimentare locale. Il tutto ci costerà poco o niente portando notevoli vantaggi. Discutiamo brevemente in gruppo ognuno dei seguenti argomenti. Decidiamo quali di questi abbiamo intenzione di affrontare personalmente e quando. Registriamo il nostro piano d azione sulla pagina alla fine di questa sezione a pag.18 Comprare cibo locale e di stagione (4.4.)! Ridurre gli imballaggi del cibo (4.8.)! Minimizzare gli sprechi (4.10)! Scegliere il biologico (4.12)! Coltivare il proprio cibo (4.14)! Carnivori consapevoli (4.16)! Per ulteriore ispirazione scopri il progetto Alimentazione Sostenibile di Monteveglio Città di Transizione: bit.ly/1je5bpi e scarica il Decalogo che può guidare le tue decisioni sul cibo. Il prezzo del cibo Il settore agricolo italiano sta reggendo ancora piuttosto bene alla crisi economica. Eppure anche questo settore comincia ad accusare colpi: le famiglie italiane risparmiano sempre più in cibo per fronteggiare gli aumenti dei costi delle bollette, della benzina e della vita in generale (cibo compreso). Ma se parliamo con i nostri nonni ci accorgiamo che la gran parte dei loro sforzi servivano semplicemente a procurarsi il cibo. A fine 800 un operaio spendeva in cibo circa il 70% del suo reddito, negli anni 60 circa il 40%, mentre oggi spendiamo poco più del 15%. Stiamo forse dando troppo poco valore a questa parte fondamentale della nostra vita?!3

4 Strade in Transizione 4.4 Compriamo cibo locale e di stagione LA SFIDA ALIMENTARE DUBBI I km del cibo Il cibo sta viaggiando come mai prima d ora, spesso viene distribuito a centinaia o migliaia di km dal luogo di produzione. Le piccole fattorie, i macelli, gli impianti di lavorazione, i sistemi di distribuzione e i piccoli negozi locali stanno scomparendo, incapaci di competere nel mercato globale odierno. La grande distribuzione ha comportato una grande perdita di nostre peculiarità, tradizioni, cultura, cibo locale e senso di comunità. Inoltre, i soldi vengono drenati dalla nostra economia verso le grandi aziende, spesso accusate di far pressione sui piccoli agricoltori per ottenere prezzi più bassi, mentre le emissioni di CO2 aumentano via via che il cibo viene trasportato verso tavole lontane dal luogo di produzione. COSTO RISPARMIO IMPEGNO RISPARMIO CO2 nessuno basso basso basso/medio Cercare le soluzioni Non dobbiamo considerare cibo locale solo quello che viene prodotto a pochi chilometri da noi, ma anche quello che viene prodotto e distribuito in modi che contribuiscono positivamente all economia locale. Idealmente, le comunità dovrebbero essere in grado di comprare quanto più possibile cibo a km0, e le reti agricole e alimentari locali potrebbero essere d aiuto in questo processo: Creando posti di lavoro e sostenendo le reti commerciali. Distribuendo direttamente il cibo nella nostra area ed evitando (o trasformando) la grande distribuzione. Creando legami sociali solidi e, nel contempo, fornendo cibo sano, fresco e di stagione. Sì,ma certi cibi non possono essere prodotti localmente. Il commercio è vitale e molto raramente una regione può essere completamente autosufficiente. Il commercio inoltre, se portato avanti in maniera equa, può avere impatti molto positivi sulla qualità della vita di ognuno di noi e quindi sulla comunità. È inoltre normale e giusto comprare ciò che non può essere prodotto localmente, ma dobbiamo cercare di assicurarci che sia prodotto in modo sostenibile, indipendentemente dalla provenienza.!4

5 Strade in Transizione 4.5 Compriamo cibo locale e di stagione RISPARMI E BENEFICI È buono e fa bene Il cibo prodotto in una fattoria locale ha più probabilità di essere sano, fresco, di stagione, e soprattutto con un sapore migliore. A volte è anche meno caro, ma non sempre il vero prezzo del cibo è visibile in uno scontrino. I costi nascosti (inquinamento, salute, iniquità sociale) si pagano altrove, quindi bisogna cercare di fare ragionamenti ampi rispetto a questo argomento. C è anche l opportunità e la gioia di conoscere i negozianti e costruire con loro un rapporto di fiducia reciproca. Primi passi e piccoli trucchi Iniziamo con una piccola parte della nostra spesa alimentare: proviamo con la macelleria, il fruttivendolo, il fornaio locali. Scopriamo tutti i prodotti disponibili sul territorio, informiamoci, potremmo anche creare una guida che li raccoglie e semplifica le ricerche. Se possibile facciamo la spesa a piedi o in bici, possiamo usare un carrellino per aiutarci a trasportala se è troppo pesante. Sosteniamo i negozi alimentari locali. Chiediamo di inserire sempre più prodotti locali nei loro scaffali (molti ci sono già). Acquistiamo il cibo direttamente dalla fattoria, dalla cascina o dai mercati locali scegliendo preferibilmente prodotti biologici (certificati o autocertificati se conosciamo il produttore). Visitiamo una fattoria biologica locale e scopriamo come viene coltivato il cibo. Facciamo attenzione nel prendere soprattuto cibi di stagione e proviamo a familiarizzare con il concetto di Alimentazione Sostenibile (bit.ly/ 1je5BPi). Chiediamo di partecipare a incontri di approfondimento su questo tema. Ragioniamo sull ipotesi di usare lo SCEC (o un altra forma di moneta locale) per sostenere i produttori e rendere più accessibile il cibo di alta qualità.!5

6 Strade in Transizione 4.6 Compriamo cibo locale e di stagione GAS E AGRICOLTORI Il locale in cassetta Nella nostra zona è possibile acquistare ortaggi frutta e anche altri prodotti con la formula in cassetta. È una modalità tipica dei Gruppi d Acquisto Solidale, ma ci sono anche aziende agricole che possono offrire direttamente questo tipo di opzione. Questa modalità permette ai produttori di programmare meglio il loro lavoro e, a parità di qualità di prodotto, può anche consentire un certo risparmio economico. Di solito la cassetta ha un prezzo fisso e varia nel contenuto a seconda della stagione. Con una formula simile, o attraverso quella del Gruppo d Acquisto Solidale, è possibile inoltre rifornirsi di pasta, conserve, olio e molti altri prodotti alimentari non reperibili sul territorio. Ogni GAS ha una sua politica rispetto alla tipologia e ai criteri di scelta degli alimenti, ma normalmente si privilegia il biologico e la relazione di fiducia e sostegno verso il produttore. Anche per i prodotti che provengono da una certa distanza (ad esempio le arance della Sicilia durante l inverno) c è un attenzione alle modalità di trasporto e si cerca di minimizzarne l impatto. Questa logica di acquisto apre la strada anche a esperimenti più avanzati, come quelli di Agricolura Sostenuta dalla Comunità (CSA) in cui un gruppo di famiglie fanno accordi con un azienda di produzione agricola (o addirittura la creano da zero) e ne sostengono l attività consumandone i prodotti e partecipando alle decisioni strategiche dell azienda stessa. Da dove cominciare Associazione Streccapogn GAS Baz Molte aziende agricole della vallata vendono verdure e frutta direttamente in azienda o in piccoli spacci è importante esplorare il territorio, capire i metodi agricoli usati, conoscere le persone e farlo in gruppo è anche divertente.!6

7 Strade in Transizione 4.7 Compriamo cibo locale e di stagione AL BANCO Il mercato locale A Monteveglio ogni giovedì c è il mercato nella piazza principale, dove sono presenti anche alcuni banchi di agricoltori locali e il banco degli Streccapogn dove è possibile acquistare prodotti biologici, locali, farine e prodotti da grani antichi reintrodotti sul territorio, ecc. Monteveglio dispone inoltre di negozi locali di qualità, frutta, verdura, pane e prodotti da forno e di pasticceria, macelleria e salumi, rosticceria e pasta fresca, possono essere acquistati senza ricorrere alle grandi catene della distribuzione organizzata e rinforzando l economia locale. Spesso sono disponibili prodotti del territorio, ma se non c è quello che cerchiamo, o che ci soddisfa, si può instaurare una relazione con il negoziante, provare a capire quali sono le esigenze e trovare assieme una soluzione. I prezzi sono normalmente più alti di quelli dei supermercati, ma bisogna riflettere bene sui costi indiretti che non appaiono negli scontrini della grande distribuzione e che paghiamo comunque in altre forme. A Bazzano (al mercato del sabato mattina) ci sono altre possibilità e, normalmente, una buona presenza di coltivatori biologici con i loro banchetti di verdure, formaggi, miele e altri prodotti di qualità. Gli Streccapogn A Monteveglio l Associazione e Azienda Agricola Streccapogn porta avanti un progetto sull Alimentazione Sostenibile. L idea è di cercare di produrre sul territorio cibo di alta qualità, riscoprendo varietà trascurate ma dall alto valore nutrizionale ed ecologico e con il minor impatto ambientale possibile. Si tratta in un progetto sociale che mira alla diffusione di informazioni precise e non deformate dalle esigenze di mercato sulla qualità del cibo e sul ruolo che questo ha nella nostra società complessa. Grazie al contributo di aziende agricole e privati gli Streccapogn possono disporre di terreni da coltivare che attualmente producono cereali pregiati e ortaggi. I prodotti possono essere acquistati in cassetta o ai banchetti del mercato del giovedì. Di solito il banco Streccapogn è presente anche il martedì pomeriggio al chiosco del Parco Arcobaleno (nella bella stagione) e in piazza d inverno.!7

8 Strade in Transizione 4.8 Riduciamo gli imballaggi alimentari UN ALTRA SFIDA COSTO RISPARMIO IMPEGNO RISPARMIO CO2 nessuno nessuno basso basso/medio Cibo o scatole? Ci troviamo con borse della spesa stracolme, bidoni della spazzatura traboccanti. Siamo letteralmente sommersi dagli imballaggi. Come se non bastasse più della metà della spesa alimentare media di una famiglia italiana se ne va in scatole, bottiglie, pacchi e confezioni, che arrivano a costituire circa il 40% di tutta la spazzatura prodotta ogni anno in Italia. DUBBI Sì ma... i supermercati e i grossisti? Che cosa stanno facendo loro? È vero, la quantità di imballaggi inutili deve essere ridotta. Cavoli e cetrioli avvolti nelle pellicole, mele e banane in vassoi di polistirolo e tubetti di salsa di pomodoro in confezioni di cartone sono tipici esempi di imballaggi non necessari. Stiamo facendo passi avanti anche a livello nazionale: la conversione obbligatoria ai sacchetti in mater-bi ci fa capire quanto questo problema sia sentito. Si tratta però solo del sacchetto che usiamo per portare gli altri prodotti che restano confezionati alla vecchia maniera. Occhio all imballaggio Comprando locale gli imballaggi si riducono (meno viaggio = meno imballo) o diventano riutilizzabili, possiamo portare la sporta da casa e lo stesso vale per cassette e piccole scatole quando servono. Quando è possibile scegliamo prodotti con imballaggio minimo (al dentifricio non serve davvero un astuccio in cartone) e cerchiamo di evitare gli imballaggi non gestibili dalla raccolta differenziata (materiali accoppiati e non separabili). Attenzione anche alle trappole sui prezzi, a volte è possibile scegliere tra cibo sfuso e quello già imballato (ad esempio le patate in sacco) il secondo ha spesso un costo più alto.!8

9 Strade in Transizione 4.9 Riduciamo gli imballaggi alimentari VANTAGGI Cosa ci guadagnamo? Perché pagare per ciò che buttiamo subito via? Sapendo poi che pagheremo anche per lo smaltimento dei rifiuti e per le conseguenze del loro impatto sull ambiente. La raccolta differenziata migliora notevolmente le cose, ma non risolve il problema. Ricordiamoci sempre che la soluzione al problema dei rifiuti è non produrne più. Inoltre, il cibo già lavato e lavorato dura meno e costa di più, mentre comprare l insalata fresca, sfusa e lavarla e tagliarla a casa può farci risparmiare parecchio, mangiare più gustoso e assumere nutrienti di migliore qualità. Primi passi e piccoli trucchi Meglio se compriamo frutta, verdura, carne e altri prodotti sfusi o in sacchetti di carta, ovviamente nei negozi locali. Portiamo con noi le borse per la spesa. Portiamo sempre una busta in più per le spese non programmate! Se possibile evitiamo i prodotti imballati in porzioni individuali Compriamo un contenitore grande (es: yogurt) e travasiamolo in contenitori non usa e getta di dimensioni più piccoli. Compriamo ricariche di detersivo per la lavatrice e altri detergenti o usiamo detersivi alla spina (Lavasecco Arcobaleno, v.le Costituzione, 12 Monteveglio) Cerchiamo imballi biodegradabili, ad esempio di cartone o a base di amido di mais. Acquistiamo latte locale alla spina (Caseificio Valsamoggia via di Vagno, 1 Monteveglio) Chiediamo ai titolari dei negozi cosa stanno facendo per ridurre gli imballaggi e aiutiamoli ad incrementare i loro sforzi. Riusiamo o ricicliamo il più possibile gli imballaggi: molti contenitori, ad esempio, possono trasformarsi in ottimi vasetti per giardinaggio! Possiamo trovare informazioni interessanti su:

10 Strade in Transizione 4.10 Minimizziamo gli sprechi QUELLO CHE BUTTIAMO DUBBI Il peso dei rifiuti Buttiamo nella spazzatura almeno un terzo di tutto il cibo che compriamo, nonostante buona parte di questo sia ancora utilizzabile. Ridurre lo spreco di cibo è una questione importante e non riguarda solo quello che finisce nella spazzatura. Sprecare il cibo costa alla famiglia media italiana centinaia di euro ogni anno e ha anche gravi implicazioni ambientali: se tutti smettessimo di buttare il cibo che avremmo potuto mangiare, il risparmio di CO2 sarebbe equivalente a togliere dalla circolazione 1 auto su 5 e i benefici per il portafogli decisamente considerevoli. COSTO RISPARMIO IMPEGNO RISPARMIO CO2 nessuno medio basso medio Ecco perché Le cause che portano a questo problema sono molte: Non organizziamo la nostra spesa: compriamo più di quanto ci serve (spesso siamo sedotti da offerte tipo 3x2) e non stiamo attenti alla data di scadenza. Non sappiamo come conservare i cibi in modo corretto, e questi finiscono per andare a male più velocemente. Non siamo molto abili nel riutilizzare e cucinare gli avanzi, o nel preparare le giuste porzioni in modo da ridurre gli avanzi stessi. Ci confondiamo sulle date di scadenza, ad esempio sulle espressioni consumare entro il e da consumarsi preferibilmente entro il. Naturalmente è inevitabile buttare via alcune porzioni di cibo. Per minimizzare l impatto di questi scarti utilizziamo la raccolta differenziata dell umido o organizziamoci per il compostaggio domestico richiedendo la compostiera al Comune. Sì ma... mi piace il cibo e non voglio fare rinunce! Ridurre lo spreco non significa sopprimere il piacere di mangiare. Anzi l idea è quella di mangiare cibo di migliore qualità (biologico, fresco, locale) grazie al risparmio che deriva dalla riduzione dello spreco, si tratta di un gioco vincente per l ambiente, le tasche e il palato.!10

11 Strade in Transizione 4.11 Minimizziamo gli sprechi IL COSTO Cosa ci guadagnamo? Secondo i dati ISTAT una famiglia italiana spende circa euro all anno per l alimentazione (cibo e bevande), quindi anche solo un risparmio del 10% si trasforma rapidamente in una cifra non trascurabile (circa 540 euro), ma le potenzialità di risparmio, visti i livelli di spreco, potrebbero essere anche più alte. Primi passi e piccoli trucchi Misuriamo meglio le porzioni quando stiamo cucinando. Ad esempio, una porzione di riso equivale a circa 80g. Spesso sprechiamo alimenti ricchi di carboidrati: riso, pasta, patate e pane. Teniamo il pane in freezer e scongeliamo mezza pagnotta alla volta. Troppa zuppa o risotto? Congeliamoli: torneranno comodi quando non avremo voglia di cucinare. Programmiamo tutti i pasti per 2 settimane e facciamo la lista della spesa di conseguenza. Risparmieremo tempo e denaro. Teniamo sempre gli ingredienti essenziali nella dispensa, nel frigo e nel freezer per non rischiare di dover andare a fare la spesa per un singolo prodotto. Data di scadenza: consumare entro il = dopo questa data decadono le garanzie di sicurezza alimentare del produttore, spesso però il prodotto rimane perfettamente mangiabile, ma facciamo attenzione, non andiamo troppo oltre. Da consumare preferibilmente entro il : si può ancora mangiare ma il prodotto potrebbe avere un sapore meno buono (perdere croccantezza, sapore, ecc.). Teniamo d'occhio le date dei prodotti e consumiamoli in tempo, altrimenti, congeliamoli. Seguiamo sempre le istruzioni di conservazione scritte sulla confezione. Assicuriamoci che il frigo sia abbastanza freddo (1-5 C), ma inutile tenerlo troppo freddo. Impariamo a riutilizzare gli avanzi: proviamo a cercare ricette gratis in Internet (un sito fra mille scambiamocele di persona, usiamo la nostra creatività.!11

12 Strade in Transizione 4.12 Ecco perché passare al biologico LA QUALITÀ DEL CIBO COSTO RISPARMIO IMPEGNO RISPARMIO CO2 nessuno nessuno basso medio Pasiamo al biologico L agricoltura biologica è un primo passaggio verso la sostenibilità alimentare. Non permette l uso di OGM e di prodotti chimici come pesticidi e fertilizzanti pericolosi per noi e per l ambiente. I fertilizzanti azotati sono tra i principali responsabili di emissioni di gas serra: per produrne una tonnellata serve una tonnellata di petrolio, si emettono sette tonnellate di gas serra e si consumano 100 tonnellate di acqua. Il cibo biologico evita additivi controversi come l aspartame, il glutammato e i grassi idrogenati. Il latte biologico, ad esempio, contiene in media il 68% in più di acidi grassi essenziali Omega3. Ricordiamoci che non basta lavare con cura frutta e verdura trattate chimicamente per rimuoverne i residui (anche se sono in quantità previste dalla legge). Negli allevamenti biologici non si utilizzano antibiotici. L agricoltura biologica porta benefici all ambiente: si stima che convertendo al biologico piccole e medie fattorie, il suolo sarebbe in grado di immagazzinare carbonio a sufficienza da compensare le emissioni di automobili. Ma costa troppo! Il cibo biologico in effetti costa spesso di più, a seconda di cosa decidiamo di comprare e dove, ma ciò dipende molto dal venditore. Le ragioni di questa differenza di prezzo sono dovuti soprattutto ai costi di produzione, ma è pur vero che molti fornitori di cibo come i supermercati nascondono il vero prezzo del cibo importando dall estero prodotti più economici. Di conseguenza il reale costo del nostro cibo è offuscato. Non vediamo le sostanze chimiche che scorrono dai campi nei nostri fiumi, non consideriamo il legame tra l uso di pesticidi e le malattie, i danni ambientali, le conseguenze sociali di un agricoltura sottopagata o sovvenzionata deformando i mercati. Se teniamo conto di tutti questi aspetti nascosti il cibo a buon mercato non è poi così conveniente come pensiamo. Quindi, chi sta pagando il prezzo reale?!12

13 Strade in Transizione 4.13 Ecco perché passare al biologico QUALE BIOLOGICO? Biologico, ma quale? In una fattoria biologica si trova una varietà di piante, insetti e uccelli maggiore del 50% rispetto a una che pratica agricoltura industriale. L agricoltura biologica si affida a queste specie per controllare i parassiti naturali, e questo permette loro di prosperare, fintanto che non vengono intaccate dai fertilizzanti, dalle sostanze chimiche e dai pesticidi usati nelle fattorie non biologiche. Non dimentichiamo che queste sostanze sono pericolose anche per gli uomini - soprattutto per gli stessi agricoltori causando cancro ad altre malattie. Nei supermercati! Compriamo prodotti certificati, sono comunque meno impattanti di quelli non certificati, ma teniamo in considerazione che è molto probabile che si tratti di biologico industriale. Questo tipo di produzione rimane spesso intensiva e su ampia scala, il produttore è spesso sottoposto alla pressione contrattuale delle grandi catene Certificato o non certificato?! Le certificazioni possono essere utili quando non si conosce bene il produttore e forniscono un certo livello di garanzia. È chiaro che sono onerose per l agricoltore, soprattutto se è molto piccolo. Se è possibile instaurare un rapporto di fiducia reciproca con chi coltiva, attraverso la conoscenza diretta e la programmazione condivisa della produzione (come accade spesso nei GAS), si può anche fare a meno delle certificazioni ufficiali. Riflessioni utili L agricoltura industriale (non biologica) esiste nella sua forma attuale solamente da 70 anni. In precedenza tutti i metodi tradizionali erano biologici. Forse dovremmo pensare al cibo biologico come normale, tradizionale o senza chimica o semplicemente cibo. È quello che mangiamo ora che è qualcosa di diverso. I pesticidi sono associati ad una maggiore incidenza di cancro, Parkinson, difetti congeniti e casi di morte in tutto il mondo. Il fenomeno è evidente soprattutto nei paesi più poveri, dove non vi è alcuna regolamentazione e gli operai lavorano spesso scalzi e senza abbigliamento COSTO protettivo. RISPARMIO IMPEGNO RISPARMIO CO2!13

14 Strade in Transizione 4.14 Coltiviamo il nostro cibo FAI DA TE basso medio medio medio-basso Riscoprire l orto Coltivando il nostro cibo diventiamo più resilienti e meno dipendenti dalla grande distribuzione, un sistema nel quale i prezzi continuano a salire, non abbiamo controllo su eventuali interruzioni nella fornitura e non è facile capire come venga prodotto, lavorato e trasportato il cibo. DUBBI Riusciremo a vivere senza supermercati? Riusciamo ad elaborare un sistema alternativo? Se i loro scaffali si svuotassero, avremmo la possibilità di trovare altro cibo? Provare per credere Chiunque può coltivare da sé una quota di frutta e verdura, anche con poco spazio a disposizione. Vasi, fioriere e aiuole possono essere trasformati in piccoli orti e fornire prodotti deliziosi. In più, mangiare quello che abbiamo coltivato con le nostre mani è meraviglioso e ci fa sentire bene (non sottovalutate questo aspetto, potrebbe sorprendervi). Poi c è la soddisfazione nel sapere che non stiamo bruciando combustibili fossili. È facile da fare e può farci risparmiare. Ecco alcune verdure facili da coltivare perfino sul balcone: Patate: rincalziamole man mano che le foglie crescono. Le potremo conservare in vasche o vecchi sacchi. Aglio: si conserva per tutto l anno. Insalata: le varietà da taglio o in caspo sono ottime e facili. Fagioli rampicanti: sono molto belli da vedere quando si arrampicano su canne o rametti (e ovviamente buoni da mangiare). Pomodori: ce ne sono mille varietà, si può scegliere quella più adatta allo spazio disponibile, dai ciliegini ai cuori di bue. Poi ovviamente ci sono le aromatiche più comuni, basilico, erba cipollina, salvia, timo, menta, ecc Vorrei coltivare qualcosa ma non ho proprio spazio. Potremmo decidere di dar vita ad un progetto di orti comuni. Le persone che hanno uno spazio in giardino ma non lo usano lo potrebbero offrire a giardinieri appassionati in cambio di una piccola parte di prodotto. O si più decidere di chiedere l uso di alcuni terreni pubblici per questo scopo.!14

15 Strade in Transizione 4.14 Coltiviamo il nostro cibo BUONO E SANO Cosa ci guadagnamo? Dipende da molti fattori, primo fra tutti la disponibilità di terreno. Certo è che una bustina di semi di lattuga, ad esempio, costa pochi euro e permette potenzialmente di produrre oltre 200 lattughe. Se compriamo lo stesso prodotto il costo è molto più elevato (tra 1 e 2 euro per ogni cespo). Ci si guadagna inoltre una qualità del cibo (sapore incluso) quasi incomparabile. Nulla è come mangiare verdure appena colte, totalmente integre e complete di tutti i micronutrienti che non si perderanno o deterioreranno durante il trasporto o la trasformazione. Semplicemente impagabile per la nostra salute (e per il palato). Sì ma... serve un sacco di lavoro! È vero, serve tempo e energia per curare il proprio orto, grande o piccolo che sia, ma se lo progettiamo bene, può richiedere manutenzione molto bassa - e se cerchiamo tra i principi della permacultura, troveremo diverse fonti d ispirazione. A Monteveglio imparare è facile, basta rivolgersi a Monteveglio Città di Transizione o agli Streccapogn per essere aiutati in questo. Primi passi e piccoli consigli Coltivare tutto in maniera biologica (no pesticidi e prodotti chimici) e scopriamo l Orto Sinergico Ci sono mille manuali, ma i principi di base sono semplici: le piante sanno già quel che devono fare (anche senza leggere i manuali). Quindi non facciamoci prendere dal panico e accettiamo qualche fallimento iniziale. Ricordiamo che ogni anno, ogni stagione, ogni raccolto sarà diverso Se serve aiuto chiediamo a Monteveglio Città di Transizione e Streccapogn di organizzare un corso per noi. Scoprite la permacultura e i suoi principi Visitiamo altri orti, scambiamo semi, sorrisi ed esperienza. Impariamo a conservare il prodotti dell orto per l inverno Se non abbiamo tempo, spazio e voglia, cerchiamo di far partire uno progetto di Agricoltura Sostenuta dalla Comunità!15

16 Strade in Transizione 4.15 Carnivori consapevoli CARNE O NON CARNE? COSTO RISPARMIO IMPEGNO RISPARMIO CO2 nessuno medio-basso basso medio Meno è meglio Recentemente una dichiarazione delle Nazioni Unite ha suggerito di mangiare meno carne per aiutare ad affrontare il cambiamento climatico. Si stima che la produzione di carne sia responsabile di circa un quinto delle emissioni globali di gas serra; l allevamento di animali, inoltre, sta causando deforestazione e perdita di biodiversità. Gli alimenti vegetali - frutta, verdura e cereali - necessitano di poche risorse per essere prodotti: per un chilo di mais usiamo 900 litri di acqua mentre per un chilo di manzo ne usiamo litri. Senza contare che la carne ha bisogno di molta più lavorazione, terreni, prodotti chimici ed energia derivante dal petrolio. Gli animali mangiano cereali che vengono di conseguenza sottratti all alimentazione umana; a parità di terreno potremmo quindi nutrire più persone con la produzione di vegetali che di carne. Secondo l Organizzazione Mondiale per la Sanità, gli italiani mangiano più del doppio delle proteine di cui hanno bisogno. Non abbiamo bisogno di mangiare così tanta carne, potremmo sostituirne una parte con alternative vegetariane che possono farci risparmiare sulla spesa settimanale e contemporaneamente aiutare l ambiente. Oltretutto ISTAT ci dice che quella per la carne è la voce di spesa più pesante nel portafoglio alimentare delle famiglie. Pensare e agire Cerchiamo di fare molta attenzione alla carne che compriamo e teniamo in considerazione l energia che viene spesa durante i processi di produzione. Per esempio, sono necessarie circa 4 calorie di proteine vegetali per ottenere 1 caloria di proteina di pollo, mentre per il maiale questo rapporto sale fino a 17:1, per l agnello 50:1 e per il manzo 54:1. Questo enorme consumo energetico viene soddisfatto dirottando all industria della carne immense quantità di cereali. Proviamo a stare un giorno a settimana senza consumare carne, e poi provando a spingerci a due o tre giorni man mano che scopriamo nuove e deliziose alternative vegetariane.!16

17 Strade in Transizione 4.16 Carnivori consapevoli POCA MA BUONA Cosa ci guadagnamo? Oltre a risparmiare soldi sulla nostra spesa settimanale, e a proteggere l ambiente, mangiando meno carne miglioreremo anche la nostra salute. Naturalmente, il risparmio dipenderà da quanta ne compriamo e di che tipo. Mangiamone meno e di alta qualità, proveniente da allevamenti biologici, allevamenti al pascolo, ecc. Consumando poca carne assumeremo necessariamente più fibre, frutta e verdura, diminuendo l assunzione di grassi saturi. In questo modo ridurremo il rischio di malattie cardiovascolari e di cancro. Prestiamo anche molta attenzione alla carne che costa poco. Come può un chilo di pollo costare quanto un chilo di peperoni, considerando l allevamento dell animale dalla nascita fino alla macellazione? Domandiamoci sempre da dove proviene la carne che mangiamo e il modo in cui è stata allevata e lavorata. Pensare e agire Non dobbiamo rinunciare del tutto alla carne! Proviamo però a ridurre gradualmente il numero di giorni della settimana in cui la mangiamo. Preferiamo la carne bianca (pollo e maiale) a quella rossa. Ha un minore impatto ambientale. Se possibile, mangiamo carne di produzione locale (preferibilmente da pascolo) per evitare le emissioni dovute a trasporti su lunga distanza. Invitiamo i macellai locali a fornirci questo tipo di prodotto. Prendiamo in considerazione le alternative ai latticini formaggi, latte, panna, yogurt ecc. tenendo presente però che anche la soia può aver percorso migliaia di chilometri dal luogo di produzione (spesso in posti dove una volta c era la foresta amazzonica). Proviamo nuove ricette vegetariane e senza latticini. Ci sono molti spunti e idee online, ad esempio su: La prossima volta che andremo fuori a cena, proviamo un ristorante vegetariano rimarremo stupiti da quante deliziose pietanze ci presenteranno.!17

18 Strade in Transizione 4.17 Il mio piano d azione sul cibo LE AZIONI Le azioni suggerite Comprare cibo locale e di stagione (4.4.)! Ridurre gli imballaggi del cibo (4.8.)! Minimizzare gli sprechi (4.10)! Scegliere il biologico (4.12)! Coltivare il proprio cibo (4.14)! Carnivori consapevoli (4.16) Quali altre idee ha il nostro gruppo che non rientrano in quelle viste sopra? Aggiungiamole sotto se pensiamo siano importanti.. Azioni Fatto Quando lo farò Note IN GRUPPO Come possiamo aiutarci a vicenda? Facciamo una lista delle azioni da fare in gruppo qui sotto!18

19 Strade in Transizione 4.20 Informazioni di riferimento: lo SCEC RIFLESSIONI Buoni solidali Il progetto ŠCEC crea un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando una riduzione percentuale del prezzo rappresentata dai buoni ŠCEC. Sono emessi e distribuiti dall Associazione Arcipelago ŠCEC in nome della collettività e con criteri trasparenti; ogni associato ha diritto alla stessa quantità di ŠCEC. Gli ŠCEC sono la rappresentazione dell atto di fiducia che gli associati si attribuiscono reciprocamente; ovviamente si usano solo insieme agli Euro; rappresentando una diminuzione della spesa, aumentano di fatto il potere di acquisto delle famiglie che partecipano al circuito, ma soprattutto agganciano gli euro al territorio arginando l emorragia di ricchezza e innescando processi economicamente e socialmente virtuosi. Possiamo allora definire gli ŠCEC come una contabilità della reciproca fiducia: metro di misura di una solidarietà fattiva, economicamente circolare e quindi per tutti conveniente. Per motivi di praticità hanno un cambio di 1:1 con l euro (quindi uno ŠCEC equivale ad un Euro ) ma, ovviamente, non sono convertibili, possono solo passare di mano in mano. Al momento dell iscrizione l accettatore ovvero il produttore, il commerciante, l artigiano, il professionista indica liberamente la percentuale di accettazione dei Buoni Locali, valore che si aggira solitamente tra il 5 e il 30% del prezzo del prodotto o del servizio. Percentuale che potrà variare in qualsiasi momento con una semplice comunicazione. Ogni associato, sia esso fruitore che accettatore, riceve, all atto dell iscrizione, 100 ŠCEC. L obiettivo comune è rendere questa distribuzione periodica fino a divenire mensile. Ciò avverrà nel momento in cui il circuito locale sarà in grado di garantire e permettere una circolazione dei Buoni Locali costante e continuativa. Gli ŠCEC si contano e si scambiano anche elettronicamente attraverso il ContoŠCEC: i Buoni Locali elettronici diverranno una quota sempre più importante nella circolazione totale della ricchezza di un territorio, lasciando al cartaceo le funzioni di ordine sociale e lo scambio tra privati. Per ulteriori informazioni: scecservice.org Esistono anche altri meccanismi interessanti come gli schemi di baratto tra aziende, le monete locali classiche, ecc.!19

20 Strade in Transizione 4.21 Cibo, popolazione, petrolio RIFLESSIONI Siamo troppi? Ci sono oggi più di 7 miliardi di persone sulla terra, e questo numero aumenta di circa 80 milioni di persone ogni anno. Oggi la più grande minaccia al benessere umano al nostro cibo, acqua, energia, così come alle altre specie e alla terra per come la conosciamo - potremmo essere noi stessi. Il problema della dimensione della popolazione è controverso, perché ci tocca nelle nostre decisioni più personali. Lo ignoriamo a nostro rischio e pericolo. Una persona su sei nel mondo soffre abitualmente la fame. David Attenborough BBC Horizon Documentary: quante persone possono vivere sulla terra?. Negli anni 20 c erano 2 miliardi di persone sulla terra, oggi ce ne sono quasi 7. È la crescita esponenziale dell ormai enorme popolazione mondiale la sfida più grande che ci aspetta in futuro. I prezzi globali del cibo stanno aumentando fortemente negli ultimi anni. Ciò contribuisce a diffondere e a peggiorare fenomeni di malnutrizione. A partire dagli anni 50, la Rivoluzione Verde ha consentito notevoli aumenti delle rese agricole, incrementando la produzione di cereali di oltre il 250%. Da allora la popolazione mondiale è cresciuta di circa 4 miliardi di persone, mentre la disponibilità di petrolio e gas naturale, da cui questo sistema agricolo dipende per ottenere i fertilizzanti e i pesticidi, è destinata a declinare drammaticamente nei prossimi decenni. Aumento demografico, risorse energetiche in declino e carenza di cibo porteranno ad una tempesta perfetta entro il ha avvertito uno scienziato del governo britannico. Le riserve di cibo sono oggi al livello minimo degli ultimi 50 anni mentre il mondo avrà bisogno del 50% in più di energia, cibo e acqua entro il Il picco della produzione mondiale di petrolio, o Picco del Petrolio, potrebbe mettere seriamente alla prova i nostri attuali sistemi di produzione di cibo. Nel maggio 2008, il prezzo dei cereali (con il prezzo del petrolio a oltre 140$ al barile) si è impennato a causa di diversi fattori fondamentali: aumento delle coltivazioni destinate alla produzione di biocarburanti, aumento della popolazione mondiale, cambiamento climatico, perdita di terreno agricolo a causa dello sviluppo residenziale e industrialee aumento della domanda da parte dei consumatori di tutto il mondo. Rivolte per il cibo sono scoppiate recentemente in diversi paesi del mondo.!20

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