Corso di Educazione Finanziaria. Lezione 5 Previdenza (1 a parte)

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1 Corso di Educazione Finanziaria Lezione 5 Previdenza (1 a parte)

2 Indice (1/2) Argomenti trattati in queste lezioni sulla previdenza: 1 a parte (Lezione 5) Introduzione al sistema pensionistico Classificazione dei sistemi pensionistici (modalità di finanziamento, modalità di computo della pensione, ) Il sistema a tre pilastri della Banca Mondiale Storia del sistema pensionistico italiano Il sistema previdenziale italiano 1 pilastro (continua ) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 2

3 Indice (2/2) ( continuazione) 2 a parte (Lezione 6) Il sistema previdenziale italiano 2 pilastro Il sistema previdenziale italiano 3 pilastro I fondi pensione (categorie, fasi, costi, tassazione, ) Simulazione in Excel di un piano pensionistico completo Appendice 1 (diagramma di flusso con le opzioni a disposizione del lavoratore dipendente) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 3

4 Introduzione al sistema pensionistico (1/5) Definizioni (sistema pensionistico) [ ] Il sistema pensionistico è un meccanismo di grandissimo rilievo quantitativo con il quale si trasferiscono risorse fra le generazioni dei lavoratori attivi e quelle che hanno ormai cessato l attività lavorativa. [ ] (Dizionario della Finanza, Garzanti) Meccanismo che redistribuisce risorse correntemente prodotte da coloro che sono attivi sul mercato del lavoro a favore delle seguenti categorie di individui: 1. coloro che hanno cessato l attività lavorativa per raggiunti limiti di età (anagrafica e/o contributiva) pensioni di vecchiaia e pensioni di anzianità; 2. coloro che hanno cessato l attività lavorativa per sopravvenuta incapacità al lavoro pensioni di inabilità; 3. coloro che sono legati da rapporti familiari con persone decedute che hanno fatto parte della popolazione attiva sul mercato del lavoro pensioni ai superstiti; 4. coloro che sono sprovvisti di un reddito sufficientemenete elevato e non sono in grado di lavorare pensioni assistenziali o sociali. Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 4

5 Introduzione al sistema pensionistico (2/5) Definizioni (pensione) prestazione economica periodica e continuativa, imposta dalla legge in presenza di determinate condizioni, a favore di determinati soggetti che versino in condizioni di bisogno normativamente definite. [ ] (Dizionario della Finanza, Garzanti) Rendita permanente o temporanea che lo stato o gli istituti di previdenza corrispondono ai lavoratori del settore pubblico o privato, oppure ai loro familiari o ad altri aventi diritto, in relazione a un pregresso periodo di servizio o di attività lavorativa, per lo più in occasione del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età, o anche a seguito di eventi che abbiano determinato la morte o uno stato di grave menomazione fisica o psichica [ ] (Vocabolario Treccani, Istituto dell Enciclopedia Italiana) Etimologia della parola (pensione) dal lat. pensio -onis, propriamente «pagamento» (da fare in un giorno fissato, quindi anche «pigione, fitto»), derivato di pendĕre «pagare» (Vocabolario Treccani, Istituto dell Enciclopedia Italiana) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 5

6 Introduzione al sistema pensionistico (3/5) Funzioni del sistema pensionistico Implicite nella definizione di sistema pensionistici vi sono le seguenti funzioni che questo svolge: FUNZIONE ASSISTENZIALE assicurare a tutti i cittadini un reddito minimo FUNZIONE PREVIDENZIALE mantenere anche dopo il pensionamento il tenore di vita che un individuo ha raggiunto nell ultima fase della sua carriera lavorativa FUNZIONE ASSICURATIVA (o di income smoothing ) trasferire risorse nel tempo assicurando l individuo contro la caduta di reddito dovuta alla cessazione dell attività lavorativa N.B. In queste lezioni (Lezione 5 e Lezione 6) si approfondirà solamente la Funzione Previdenziale Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 6

7 Introduzione al sistema pensionistico (4/5) Definizioni (previdenza) Qualità di chi è previdente, di chi, presagendo le necessità future, prende per tempo le misure adatte a fronteggiarle e superarle, sia come atteggiamento abituale sia come comportamento adottato in particolari circostanze [ ] (Vocabolario Treccani, Istituto dell Enciclopedia Italiana) Etimologia della parola (previdenza) dal latino tardo praevidentia, derivato di praevĭdens -entis «previdente» (Vocabolario Treccani, Istituto dell Enciclopedia Italiana) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 7

8 Introduzione al sistema pensionistico (5/5) Una citazione [ ] La pensione di vecchiaia è tuttavia un povero surrogato di quel più alto tipo di società nella quale essa è inutile perchè il vecchio possiede nella casa propria, nel podere ereditato o costrutto a pezzo a pezzo, nel patrimonio formato col risparmio volontario, nell affetto di una famiglia saldamente costituita il presidio sicuro contro l impotenza della vecchiaia. [ ] [Luigi Einaudi (1975). Lezioni di politica sociale. Torino: Einaudi.] Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 8

9 Classificazione dei sistemi pensionistici (1/8) Introduzione I momenti importanti di un sistema pensionistico sono due: FINANZIAMENTO fase in cui i finanziatori del sistema versano i contributi COMPUTO DELLA PENSIONE fase in cui l aderente al sistema passa da finanziatore a percettore di pensione Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 9

10 Classificazione dei sistemi pensionistici (2/8) Introduzione Ciascun momento può essere strutturato in differenti modalità/metodi. Questi sono elencati di seguito e saranno analizzati in dettaglio nelle slide successive. MODALITÀ DI FINANZIAMENTO Capitalizzazione Ripartizione MODALITÀ DI COMPUTO DELLA PENSIONE Metodo retributivo Metodo contributivo Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 10

11 Classificazione dei sistemi pensionistici (3/8) Modalità di finanziamento (capitalizzazione) Le pensioni di ciascuna generazione sono finanziate dai contributi precedentemente versati e investiti sui mercati finanziari dalla generazione stessa. Per questo, il diritto a ricevere la pensione deriva dall avere accantonato e investito sui mercati finanziari i contributi sociali. La formula che esprime la condizione di equilibrio finanziario è la seguente = 1+ dove = pensioni pagate al tempo t + 1 = contributi pagati al tempo t = tasso di rendimento dei contributi Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 11

12 Classificazione dei sistemi pensionistici (4/8) Modalità di finanziamento (ripartizione) I contributi raccolti in un periodo vengono utilizzati per finanziare le pensioni erogate nel medesimo periodo. Per questo, il diritto a ricevere la pensione deriva dall avere finanziato, attraverso i contributi sociali, le pensioni delle generazioni precedenti; vi è quindi un vero e proprio patto tra generazioni. La formula che esprime la condizione di equilibrio finanziario è la seguente = dove = pensioni pagate al tempo t = contributi pagati al tempo t Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 12

13 Classificazione dei sistemi pensionistici (5/8) Modalità di computo della pensione (metodo retributivo) La pensione è funzione della storia retributiva del lavoratore. La pensione (P) è quindi una certa percentuale (β) della retribuzione pensionabile (R p ), moltiplicata per il numero di anni di contribuzione (L). P = Solitamente la retribuzione pensionabile (R p ) è la media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro. Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 13

14 Classificazione dei sistemi pensionistici (6/8) Modalità di computo della pensione (metodo contributivo) La pensione è funzione dei contributi versati durante la vita lavorativa e del tasso di interesse al quale sono stati investiti questi ultimi. Si procede quindi al calcolo di un montante contributivo (MC), che è ottenuto capitalizzando i contributi versati ad un dato tasso di interesse. Dal montante contributivo alla pensione La pensione (P) è poi calcolata uguagliando il montante contributivo (MC) al valore attuale al momento del pensionamento del flusso delle prestazioni pensionistiche. Quest ultimo dipende dal tasso a cui si scontano le prestazioni future e dall aspettativa di vita al momento del pensionamento. dove ( ) M = = ( ) = aspettativa di vita al momento del pensionamento = tasso a cui sono scontate le prestazioni future (continua ) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 14

15 Classificazione dei sistemi pensionistici (7/8) Modalità di computo della pensione (metodo contributivo) ( continuazione) Il tasso di rendimento a cui sono stati investiti i contributi (e con il quale vengono capitalizzati per calcolare il Montante Contributivo) può essere di due tipi: Di mercato nel caso i contributi siano investiti sul mercato dei capitali e capitalizzati in base al tasso effettivamente ottento (modalità tipica dei sistemi pensionistici privati) Non di mercato nel caso i contributo non siano investiti sul mercato dei capitali, ma vengano piuttosto capitalizzati ad un tasso fissato convenzionalmente (modalità tipica dei sistemi pensionistici pubblici) N.B. l ananlisi di questo aspetto verrà approfondita quando si analizzerà il sistema previdenziale presente in Italia (sia pubblico che privato). Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 15

16 Classificazione dei sistemi pensionistici (8/8) Pensione di anzianità pensione di vecchiaia La differenza tra pensione di anzianità e pensione di vecchiaia consiste nella tipologia di requisiti che si sfrutta per ottenere la pensione*. Pensione di anzianità (contributiva) Si ottiene avendo raggiunto un determinato numero di anni di contributi e un età anagrafica minima. Ad esempio, 35 anni di contribuzione e 57 anni di età. Pensione di vecchiaia (anagrafica) Si ottiene avendo raggiunto un età anagrafica minima (anche se è necessario aver un numero minimo di anni di contribuzione; ad esempio 20). (*) Questa distinzione sarà utile nella descrizione del sistama previdenziale italiano Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 16

17 Il sistema a tre pilastri della Banca Mondiale (1/2) Introduzione Nel 1994 la Banca Mondiale ha pubblicato un report dal titolo Averting the Old Age Crisis. In quel documento suggeriva l adozione di un sistema previdenziale formato da tre pilastri ( a three pillars system ), che sono i seguenti: 1. Primo pilastro Pensione pubblica obbligatoria, finanziata da contributi obbligatori versati allo stato e gestiti da un organismo pubblico. 2. Secondo pilastro Pensione privata obbligatoria, gestita da fondi pensioni privati (aperti o chiusi). 3. Terzo pilastro Pensione privata volontaria, gestita da fondi pensioni privati (aperti). Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 17

18 Il sistema a tre pilastri della Banca Mondiale (2/2) Descrizione Il primo pilastro (come è applicato in Italia) sarà descritto a partire dalla slide 23. Il secondo ed il terzo pilastro saranno oggetto della prossima lezione (Lezione 6), che tratterà la seconda parte dell argomento Previdenza. Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 18

19 Storia del sistema pensionistico italiano (1/4) Breve cronistoria per punti In questa parte si elencano i principali passi evolutivi del sistema pensionistico italiano; i più importanti saranno poi approfonditi successivamente Estensione della pensione per invalidità, vecchiaia, e superstiti a tutti gli impiegati civili e militari dello Stato Introduzione di una forma di previdenza volontaria per i dipendenti privati Introduzione dell obbligo di assicurazione per invalidità e vecchiaia per i dipendenti privati Istituzione della pensione di reversibilità ai superstiti. (continua ) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 19

20 Storia del sistema pensionistico italiano (2/4) Breve cronistoria per punti ( continuazione) 1950 Estensione della pensione a tutti gli impiegati Introduzione dell assicurazione obbligatoria per coltivatori diretti, mezzadri e coloni Estensione della previdenza obbligatoria agli artigiani Estensione della previdenza obbligatoria ai commercianti Introduzione delle pensioni sociali riservate ai cittadini anziani privi di qualsiasi forma di reddito. (continua ) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 20

21 Storia del sistema pensionistico italiano (3/4) Breve cronistoria per punti ( continuazione) 1970 Definitiva attivazione delle pensioni di anzianità liquidabili a tutti coloro che avevano versato 35 anni di contribuzione a prescindere da ogni riferimento all età anagrafica Riforma Amato Riforma Dini Riforma Maroni. (continua ) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 21

22 Storia del sistema pensionistico italiano (4/4) Breve cronistoria per punti ( continuazione) 2011 Riforma Monti/Fornero. Le riforme Amato, Dini, Maroni e Monti/Fornero saranno descritte nelle prossime slide, dedicate alla descrizione del sistema pensionistico italiano Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 22

23 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (1/9) Introduzione In questa sezione di descrive l evoluzione del sistema previdenziale italiano, a partire dalla Riforma Amato in poi (vedere slide 21 e 22). Verrà descritto solamente il primo pilastro; il secondo e il terzo saranno oggetto della Lezione 6. Le caratteristiche principali del sistema verranno descritte, prima e dopo ogni riforma e fino ad arrivare all attuale sistema. Ecco le riforme che saranno descritte: 1992 Riforma Amato 1995 Riforma Dini 2004 Riforma Maroni 2011 Riforma Monti/Fornero Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 23

24 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (2/9) Linea del tempo Le riforme elencate in precedenza sono posizionate nella linea del tempo Riforma Amato Riforma Dini Riforma Maroni Riforma Monti/Fornero Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 24

25 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (3/9) Sistema pre riforma Amato Prima della riforma Amato (quindi pre 1992) il sistema era retributivo a ripartizione, con le seguenti caratteristiche: La retribuzione pensionabile (R p ) era la media degli stipendi degli ultimi 5 anni rivalutati al costo della vita Il coefficienteβera (in generale) il 2% L età minima per ottenera la pensione di vecchiaia era 55 anni per le donne e 60 anni per gli uomini Nessuna indicizzazione delle pensioni all inflazione Per la definizione di Rp e di β si veda la slide 13 Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 25

26 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (4/9) Riforma Amato Con la Riforma Amato (1992) il sistema è rimasto retributivo a ripartizione; sono però state introdotte le seguenti modifiche: La retribuzione pensionabile (R p ) diventa la media degli stipendi dell intera vita lavorativa rivalutati al costo della vita (+1% per ogni anno) L età minima per ottenere la pensione di vecchiaia passa a 60 anni per le donne e 65 anni per gli uomini Le pensioni vengono indicizzate all inflazione Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 26

27 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (5/9) Riforma Dini Con la Riforma Dini (1995) il sistema è stato deciso un passaggio graduale dal sistema retributivo (a ripartizione) a quello contributivo (a capitalizzazione). Ecco le principali caratteristiche: L aliquota contributiva è fissata al 33% Il rendimento (non di mercato) dei contributi è pari alla media mobile quinquennale del tasso di crescita del PIL nominale I coefficienti di trasformazione dal montante contributivo alla pensione sono calcolati in base all aspettativa di vita al momento del pensionamento e possono essere aggiornati ogni 10 anni L età minima per ottenere la pensione di vecchiaia varia da 57 a 65 anni, sia per gli uomini che per le donne L indicizzazione all inflazione viene ridotta (continua ) Per la descrizione del sistema contributivo si veda la slide 14 Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 27

28 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (6/9) Riforma Dini ( continuazione) Il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo è stato previsto come graduale, con l applicazione di differenti sistemi a seconda dell anzianità contributiva. Ecco le caratteristiche della gradualità, a seconda degli anni di contributi versati al 31 dicembre 1995: > 18 anni applicazione del sistema retributivo < 18 anni applicazione di un sistema misto o pro rata (retributivo fino al 31 dicembre 1995, contributivo successivamente) Prima contribuzione successiva al 31 dicembre 1995 sistema contributivo Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 28

29 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (7/9) Riforma Maroni Con la Riforma Maroni (2004) sono stati ristretti i requisiti per accedere alla pensione di anzianità ed è stato introdotto un incentivo (temporaneo) ritardava la pensione pur essendo in possesso dei requisiti: Progressivo innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione di anzianità Dal 2008 erano necessari 60 anni di età (61 per i lavoratori autonomi) e 35 anni di contributi, oppure 40 anni di contributi a prescindere dall età Dal 2010 l età richiesta saliva a 61 anni per gli uomini Dal 2014 l età richiesta saliva a 62 anni per gli uomini Incentivo (temporaneo) per i dipendenti del settore privato che, in possesso dei requisiti per ottenere la pensione di anzianità, l avessero rinviata; il bonus consisteva nel versamento al lavoratore dei contributi previdenziali (esentasse) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 29

30 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (8/9) Riforma Monti/Fornero Con la Riforma Monti/Fornero (2011) il sistema previdenziale è stato ulteriormente modificato, accelerando la transizione verso un sistema contributivo (a capitalizzazione) e l eliminazione delle pensioni di anzianità. Ecco le principali caratteristiche: Dal 1 gennaio 2012 viene introdotto il sistema contributivo (pro rata) per tutti i lavoratori Per accedere alla pensione è necessario avere un anzianità contributiva di almeno 20 anni L'età di pensionamento viene innalzata gradualmente fino a raggiungere (per tutti) 66 anni del 2018 e 67 nel 2021, fatto salvo l adeguamento all aumento dell aspettativa di vita. I requisiti sono innalzati già a partire dal 2012 per alcune categorie (esempio: per le lavoratrici del settore pubblico e per tutte le categorie di lavoratori il requisito è di 66 anni già a partire dal 2012) Da 62 a 70 anni viene introdotto il pensionamento flessibile tramite l'applicazione dei coefficienti di trasformazione calcolati fino a 70 anni (continua ) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 30

31 Il sistema previdenziale italiano - 1 pilastro (9/9) Riforma Monti/Fornero ( continuazione) L'accesso anticipato al trattamento pensionistico (pensione anticipata) è consentito con un'anzianità di 42 anni e un mese per gli uomini e di 41 anni e un mese per le donne. Sono applicate delle penalizzazioni percentuali pari al 1% per ogni anno di anticipo (inferiore a 2 anni) rispetto a 62 anni e pari al 2% per ogni anno di anticipo (superiore a 2 anni) rispetto a 62 anni Graduale aumento dell aliquota contributiva per i lavoratori autonomi (fino a raggiungere il 24% nel 2018) Blocco della rivalutazione/perequazione (adeguamento all inflazione) per il 2012 e il 2013 per le pensioni il cui importo lordo mensile è superiore a 3 volte il trattamento minimo INPS, cioè superiori a 1405 euro lordi mensili) Le pensioni di importo superiore ai 1000 euro non potranno essere erogate in contanti Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 31

32 Per approfondire Manuali Artoni (2005). Elementi di scienza delle finanze quarta edizione. Bologna: Il Mulino. Cesari (2010). I fondi pensione. Bologna: Il Mulino. (anche in formato ebook) World Bank (1994). Averting the Old Age Crisis. Oxford: Oxford University Press. Siti internet Parte del sito della Banca d Italia dedicata all educazione finanziaria (http://www.bancaditalia.it/servizi_pubbl/conoscere/edufin-bi) COVIP guida introduttiva alla previdenza complementare (http://www.covip.it/wp-content/uploads/guida_introduttiva.pdf) Parte del sito Assogestioni dedicata alla previdenza complementare (http://www.assogestioni.it/index.cfm/1,366,0,49,html/previdenza-complementare) Rivista Guida alle Pensioni de IlSole24Ore (http://vetrina.ilsole24ore.com/guidaallepensioni) Guida sintetica alla riforma delle pensioni (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) (http://www.lavoro.gov.it/lavoro/primopiano/ _riforma_pensioni.htm) Lezione 5 Previdenza (1 a parte) 32

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