CONFIMI. Rassegna Stampa del 08/10/2014

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1 CONFIMI Rassegna Stampa del 08/10/2014 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE CONFIMI 08/10/2014 Corriere di Romagna - Ravenna 8 «Meno pressione fiscale e burocrazia» 08/10/2014 L'Arena di Verona 10 Brevi 08/10/2014 Prima Pagina - Modena 11 Internazionalizzazione, il ruolo di Simest CONFIMI WEB 07/10/ :17 13 Incontro tra Confimi Impresa Ravenna ei rappresentanti dell'unione 07/10/ :04 14 CONFIMI Impresa Ravenna ha incontrato i rappresentanti dell'unione dei Comuni SCENARIO ECONOMIA 08/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 16 I cinesi comprano l'olio toscano Sagra e Berio al fondo di Pechino 08/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 17 Moleskine, i taccuini e l'integrazione con il web Adobe 08/10/2014 Corriere della Sera - Nazionale 18 Crediop, 90 anni di storia e i sindacati oggi in Bankitalia 08/10/2014 Il Sole 24 Ore 19 Volkswagen, robot al posto di chi va in pensione

3 08/10/2014 Il Sole 24 Ore 20 Il piccone di Renzi e la verità dei fatti 08/10/2014 Il Sole 24 Ore 21 Ora la frenata è strutturale 08/10/2014 La Repubblica - Nazionale 22 Manovra da 24 miliardi tutta destinata alla ripresa metà verrà dal deficit più alto 08/10/2014 La Repubblica - Nazionale 24 In Mediobanca gli stipendi parlano inglese Bonus a Londra Milano a secco 08/10/2014 La Repubblica - Nazionale 25 Telecom stringe sull'argentina per conquistare la brasiliana Oi E Vodafone punta Fastweb 08/10/2014 La Repubblica - Nazionale 27 La Camusso resta in trincea: noi in piazza, non finisce qui* 08/10/2014 La Repubblica - Nazionale 29 Eni, l'accusatore ai pm "Tangenti anche ai politici"* 08/10/2014 La Stampa - Nazionale 31 "Il problema di Bruxelles non è il debito pubblico ma quello delle banche" 08/10/2014 MF - Nazionale 33 Fondazione Mps batte cassa alle banche per il prestito del /10/2014 MF - Nazionale 34 La rivoluzione del Fmi che torna a scoprire Keynes. Finalmente 08/10/2014 MF - Nazionale 35 Ma Weidmann insiste sul nein 08/10/2014 MF - Nazionale 37 Il Job act fa più forte Renzi, ma in un vertice nel quale non si affrontano i veri nodi 08/10/2014 MF - Nazionale 38 Anche Amazon nel mirino Ue per il Lussemburgo 08/10/2014 MF - Nazionale 39 Iol non fa sconti e rinuncia all'ipo** 08/10/2014 MF - Nazionale 40 Fiat a Wall Street, la Famiglia adesso è solo una famiglia 08/10/2014 MF - Nazionale 42 Con le riforme l'india può diventare il nuovo peso massimo del mercato mondiale dei bond

4 08/10/2014 MF - Nazionale 44 DAL CASO ITALIAONLINE DUE BRUTTI SEGNALI PER IL SISTEMA-PAESE SCENARIO PMI Il capitolo non contiene articoli

5 CONFIMI articoli

6 08/10/2014 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 14 «Meno pressione fiscale e burocrazia» Incontro tra Confimi e Unione, richieste delle imprese della Bassa Romagna MASSA LOMBARDA. Una numerosa delegazione di Confimi ha incontrato a Massa Lombarda il presidente dell' Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Luca Piovaccari, per una serata all' insegna della condivisione e del confronto. All' incontro conviviale hanno partecipato anche i sindaci di Massa (Daniele Bassi), di Alfonsine (Mauro Venturi), di Conselice (Paola Pula), di S. Agata sul Santerno (Enea Emiliani) e di Fusignano (Nicola Pasi), per uno scambio di riflessioni. Tra gli argomenti affrontati dal presidente di Confimi, Gianni Lusa, in primo luogo la necessità di «continuare nell' opera di snellimento burocratico e di semplificazione, razionalizzando metodi e snellendo strumenti e modalità per tornare a essere attrattivi nei confronti degli investimenti». Un cenno è stato rivolto anche alla fiscalità locale, in particolare alla nuova tassa sui rifiuti Tari («Indispensabile mantenere aperto il confronto con le amministrazioni locali») e al cosiddetto Piano d' ambito, il documento in cui figura l'organizz azione generale del servizio pubblico dei rifiuti, che andrà in discussione nelle prossime settimane nei rispettivi consigli comunali e che delineerà i criteri di gestione del servizio fino al Al centro del confronto anche il dibattuto progetto Matrix, per il quale l' Unione si è espressa in termini di inopportunità di localizzare l' impianto in quel particolare territorio caratterizzato da una fortissima vocazione agro-alimentare. Posizione totalmente in linea con quella dell' associazione che, nei mesi scorsi, ha pubblicamente contestato il metodo utilizzato in fase preparatoria che, associato a una carente informazione preliminare da parte degli organi preposti, ha dato origine a discussioni e aspri contrasti sociali, politici ed economici. «Le amministrazioni locali ha sottolineato Lusa - assolvono una vera e propria funzione sociale perché devono creare le condizioni migliori per favorire la crescita e lo sviluppo di una comunità, accrescendone la sicurezza e il rispetto della legalità: per fare ciò è necessario mantenere aperto il confronto con i soggetti economici e sociali che su quel territorio operano». Luca Piovaccari e Gianni Lusa

7 08/10/2014 L'Arena di Verona Pag. 9 (diffusione:49862, tiratura:383000) Brevi APINDUSTRIA CREDITO, TERRITORIO E SVILUPPO: CONVEGNO COL SINDACO TOSI Domani, alle 17,30, nella sala convegni di Apindustria convegno «Credito Territorio Sviluppo»», organizzato da Unità Sindacale - Falcri Silcea. Relatori il sindaco Tosi, il presidente di Apindustria Alberti, i segretari Unisin-Falcri Peretti e Emilio Contrasto e Maccagnani di Fondazione.M.Tr. TRASPORTO AEREO MERIDIANA: POSSIBILE RIASSORBIMENTO DI PARTE DEGLI ESUBERI Durante l'incontro ieri al ministero del Lavoro, Meridiana ha detto di non avere risorse per incentivare gli esodi ma che forse, ottimizzando le risorse, potrebbe riassorbire una parte degli esuberi. All'incontro non ha preso parte l'ad di Meridiana, Roberto Scaramella. Il prossimo il 9 ottobre. TERZO SETTORE ISTAT: IN VENETO REALTÀ NON PROFIT (+37,6% DAL 2001) Il settore del non profit conosce una robusta crescita in Italia nell'ultimo decennio e il Veneto è tra le regioni che mostra i maggiori tassi di sviluppo. Secondo l'ultimo censimento Istat (fine 2011) in 10 anni gli addetti son aumentati 39,4%. In Venet ci sono organizzazioni (+37,6% sul 2001).

8 08/10/2014 Prima Pagina - Modena Pag. 22 Parla l'amministratore delegato di Simest Massimo D'Aiuto. Oggi pomeriggio convegno a Modena INTERVISTA Internazionalizzazione, il ruolo di Simest «Possiamo contribuire a superare i limiti dimensionali delle aziende italiane» AD Massimo D'Aiuto: «Simest può acquisire partecipazioni di minoranza nelle imprese all'estero sia investendo direttamente, che attraverso il Fondo pubblico di Venture Capital» «Adesso ripartiamo. Simest e le Pmi per la crescita e l'inter nazionalizzazione». E' questo il titolo del convegno che si terrà oggi pomeriggio a partire dalle all'a u d itorium di Apmi Confimi in via Pasolini a Modena. Un incontro al quale parteciperà il presidente di Confimi Modena Gi ovanni Gorzanelli, il direttore generale di Confimi Impresa Fabio Ramaioli, l'a mministratore delegato di Simest Massimo D'Aiuto e il vicepresidente nazionale di Confimi Dino Piacentini. A riguardo abbiamo intervistato lo stesso ad D'A i u t o. Ingegner D'Aiuto, Simest nasce nel 1991, a quale scopo? «La legge 100 del 1990 istituisce SIMEST con lo scopo di promuovere società miste all'estero, fuori dell'unione Europea, e di sostenerle sotto il profilo tecnico e finanziario. Nel corso degli anni poi la Società ha allargato la propria attività, assumendo la gestione di tutti i principali strumenti finanziari pubblici a sostegno dell'i nter nazionalizzazione». Quali sono le principali attività e strumenti con cui operate? «Simest può acquisire partecipazioni di minoranza nelle imprese all'e s t e ro sia investendo direttamente, che attraverso il Fondo pubblico di Venture Capital. Dal 2011, poi, possiamo acquisire a condizioni di mercato e senza agevolazioni, partecipazioni di minoranza nel capitale sociale di imprese italiane o loro controllate nell'unione europea che sviluppino investimenti produttivi e di innovazione e ricerca, con effetti positivi sia sulle esportazioni che sull'o c c upazione. Questa nuova linea di attività ha avuto un notevole successo tra le imprese italiane, raggiungendo volumi interessanti e ci ha permesso di assumere il ruolo di finanziaria per lo sviluppo della competitività delle aziende italiane. A questo affianchiamo la gestione dei fondi pubblici finalizzati all'inter nazionalizzazione delle imprese italiane per lo sviluppo commerciale, gli studi di fattibilità, l'export credit, il supporto alla patrimonializzazione delle PMI e la partecipazione a fiere internazionali. La nostra attività, infine, è rivolta anche alla consulenza e assistenza per tutte le attività legate all'i n t e rnazionalizzazione». Quando si pensa a Simest si immagina spesso azioni mirate per grandi imprese. Per le aziende medie e piccole Simest prevede azioni specifich e? «Le PMI rappresentano la maggioranza delle aziende che lavorano con noi in termini di numero. E gli strumenti che mettiamo a loro disposizione sono spesso tarati proprio sulle esigenze delle aziende di piccole e medie dimensioni che, più di altre, vanno accompagnate e sostenute in un momento come quello attuale. Gran parte dei nostri strumenti agevolativi, infatti, sono prevalentemente rivolti alle PMI, che possono ottenere condizioni più favorevoli rispetto alle GI e, uno di questi, ovvero il finanziamento per la patrimonializzazione, è solo per le PMI esportatrici che, attraverso questo strumento, possono consolidare la propria struttura finanziaria. Se un numero sempre crescente di aziende si rivolge a noi è perché possiamo contribuire a superare i limiti dimensionali delle aziende italiane aumentando gli sforzi anche in direzione dell'ulteriore sviluppo dei processi di aggregazione fra le imprese». L'inter nazionalizzazione può giocare un ruolo per aiutare le aziende a trovare nuovi m e r c at i? «Sicuramente l'inter nazionalizzazione (sia come sviluppo commerciale che come investimento produttivo) è stata fondamentale per molte imprese, e continua ad esserlo, per mantenere quote di mercato in Italia. Il nostro impegno è anche rivolto, infatti, alla ricerca di mercati sempre più promettenti nei quali poter offrire alle imprese italiane interessanti opportunità di sbocco, grazie anche alla collaborazione e alle sinergie con le altre componenti del "Sistema Italia"».

9 CONFIMI WEB 2 articoli

10 07/10/ :17 Sito Web Incontro tra Confimi Impresa Ravenna ei rappresentanti dell'unione pagerank: 4 Ieri a Massa Lombarda una numerosa delegazione di CONFIMI Ravenna ha incontrato il presidente dell'unione dei Comuni della Bassa Romagna, Luca Piovaccari, per una serata all'insegna della condivisione e del confronto. Alla serata conviviale hanno partecipato anche i sindaci di Massa Lombarda - Daniele Bassi, di Alfonsine - Mauro Venturi, di Conselice - Paola Pula, di S. Agata sul Santerno - Enea Emiliani e di Fusignano - Nicola Pasi, per uno scambio di riflessioni sui temi più cogenti per il territorio. Tra gli argomenti affrontati dal presidente di Confimi Ravenna, Gianni Lusa, in primo luogo la necessità di continuare nell'opera di snellimento burocratico e di semplificazione, razionalizzando metodi e snellendo strumenti e modalità per tornare a essere attrattivi nei confronti degli investimenti. Un cenno è stato rivolto anche alla fiscalità locale, in particolare alla nuova tassa sui rifiuti Tari, ritenendo indispensabile mantenere aperto il confronto con le amministrazioni locali, e al cd. Piano d'ambito, il documento in cui figura l'organizzazione generale del servizio pubblico dei rifiuti, che andrà in discussione nelle prossime settimane nei rispettivi consigli comunali e che delineerà i criteri di gestione del servizio fino al Al centro del confronto anche il dibattuto progetto Matrix, per il quale l'unione si è espressa in termini di inopportunità di localizzare l'impianto in quel particolare territorio caratterizzato da una fortissima vocazione agro-alimentare. Posizione totalmente in linea con quella dell'associazione che, nei mesi scorsi, ha pubblicamente contestato il metodo utilizzato in fase preparatoria che, associato a una carente informazione preliminare da parte degli organi preposti, ha dato origine a discussioni e aspri contrasti sociali, politici ed economici. Le amministrazioni locali - ha più volte sottolineato Lusa - assolvono una vera e propria funzione sociale perché devono creare le condizioni migliori per favorire la crescita e lo sviluppo di una comunità, accrescendone la sicurezza e il rispetto della legalità: per fare ciò è necessario mantenere aperto il confronto con i soggetti economici e sociali che su quel territorio operano. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 08/10/

11 07/10/ :04 Sito Web CONFIMI Impresa Ravenna ha incontrato i rappresentanti dell'unione dei Comuni pagerank: 4 07/10/ Ieri a Massa Lombarda una numerosa delegazione di CONFIMI Ravenna ha incontrato il presidente dell'unione dei Comuni della Bassa Romagna, Luca Piovaccari, per una serata all'insegna della condivisione e del confronto. Alla serata conviviale hanno partecipato anche i sindaci di Massa Lombarda - Daniele Bassi, di Alfonsine - Mauro Venturi, di Conselice - Paola Pula, di S. Agata sul Santerno - Enea Emiliani e di Fusignano - Nicola Pasi, per uno scambio di riflessioni sui temi più cogenti per il territorio. Tra gli argomenti affrontati dal presidente di Confimi Ravenna, Gianni Lusa, in primo luogo la necessità di continuare nell'opera di snellimento burocratico e di semplificazione, razionalizzando metodi e snellendo strumenti e modalità per tornare a essere attrattivi nei confronti degli investimenti. Un cenno è stato rivolto anche alla fiscalità locale, in particolare alla nuova tassa sui rifiuti Tari, ritenendo indispensabile mantenere aperto il confronto con le amministrazioni locali, e al cd. Piano d'ambito, il documento in cui figura l'organizzazione generale del servizio pubblico dei rifiuti, che andrà in discussione nelle prossime settimane nei rispettivi consigli comunali e che delineerà i criteri di gestione del servizio fino al Al centro del confronto anche il dibattuto progetto Matrix, per il quale l'unione si è espressa in termini di inopportunità di localizzare l'impianto in quel particolare territorio caratterizzato da una fortissima vocazione agro-alimentare. Posizione totalmente in linea con quella dell'associazione che, nei mesi scorsi, ha pubblicamente contestato il metodo utilizzato in fase preparatoria che, associato a una carente informazione preliminare da parte degli organi preposti, ha dato origine a discussioni e aspri contrasti sociali, politici ed economici. Le amministrazioni locali - ha più volte sottolineato Lusa - assolvono una vera e propria funzione sociale perché devono creare le condizioni migliori per favorire la crescita e lo sviluppo di una comunità, accrescendone la sicurezza e il rispetto della legalità: per fare ciò è necessario mantenere aperto il confronto con i soggetti economici e sociali che su quel territorio operano. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 08/10/

12 SCENARIO ECONOMIA 21 articoli

13 08/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 28 (diffusione:619980, tiratura:779916) I cinesi comprano l'olio toscano Sagra e Berio al fondo di Pechino Salov passa alla controllata del gruppo Yimin (14 mila supermercati) L'allarme Coldiretti: marchi storici per 10 miliardi sono in mani straniere D. Pol. Da Shanghai a Lucca per assicurarsi l'olio made in Italy. C'è riuscito il governo di Pechino che attraverso la controllata Bright Food ha rilevato la maggioranza del gruppo Salov. Come dire uno dei maggiori produttori nazionali di olio d'oliva e semi con i marchi Sagra e Filippo Berio per un giro d'affari stimato a quota 330 milioni. A cedere la maggioranza sono i tre rami familiari, quarta generazione del produttore toscano, le storiche famiglie di Dino Fontana e Filippo Berio. Da tempo la Salov cercava una sponda cui attraccare l'attività per darle nuovo impulso e facilitare il passaggio generazionale. Numerosi sono stati i candidati acquirenti dell'azienda che produce 330mila litri di olio al giorno ed è proprietaria di 270mila metri quadrati di terreni. Ma l'alchimia giusta il presidente Alberto Fontana l'ha trovata con Wu Tonghong, presidente della Yimin, la controllata nella distribuzione del colosso che macina 17 miliardi di dollari. Vero e proprio braccio armato del Governo di Pechino nell'alimentare. Complice l'intermediazione dell'advisor di Salov, Mediobanca ma soprattutto il prezzo che ha battuto le offerte dei concorrenti. Ma anche i numeri di Bright Food: 14mila supermercati e che faranno arrivare sugli scaffali cinesi i marchi Sagra e Berio. L'intenzione degli acquirenti è mantenere le produzioni in Italia e canalizzare i prodotti su tutta la Greater China. Con l'obiettivo di migliorare l'alimentazione della popolazione ma anche per afferrare la nascente passione dei consumatori cinesi per i marchi made in Italy. Per Salov è l'opportunità di sbarcare su un mercato che cresce del 5-6% l'anno, con picchi del 50% nell'olio di oliva. In allarme la Coldiretti che spiega come superi i 10 miliardi «il valore dei marchi storici dell'agroalimentare italiano passati in mani straniere dall'inizio della crisi -. Il mercato dell'olio Made in Italy è sempre più straniero dopo l'acquisizione di Bertolli, Carapelli e Sasso da parte del fondo Cvc». Dura la reazione della Confederazione agricoltori che ha parlato di «scippo da parte straniera». Salov sarà un polo per nuove acquisizioni - spiegano fonti vicine a Bright Food - anche in altri settori dell'alimentare. La campagna acquisti non è finita. RIPRODUZIONE RISERVATA Gli investimenti cinesi in Europa Dati in miliardi di dollari Fonte: rielaborazione su Heritage Foundation d'arco Agricoltura Energia Finanza Immobiliare Tecnologia Trasporti Altro TOTALE ITALIA Francia Germania Spagna Regno Unito 0,6 0,5 6,6 0,5 0,9 2,3 0,7 1,0 0, ,1 3,5 0,5 2,4 0,5 2,4 0,9 1,5 2,3 4,9 4,8 0,2 1,7 2,7 7 10,6 5,9 2,4 7,1 23,6 I brand La Bright food è il secondo gruppo alimentare cinese. Ha comprato l'inglese Weetabix nei cereali, in Australia la Manassen negli alimenti per l'infanzia e la Synlait in Nuova Zelanda. 310 milioni Il giro d'affari del gruppo toscano Salov registrato quest'anno 330 mila litri di olio al giorno la produzione dei marchi Sagra e Berio 16

14 08/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 28 (diffusione:619980, tiratura:779916) La Lente Moleskine, i taccuini e l'integrazione con il web Adobe Fabio Savelli Dal taccuino griffato Moleskine al software di ritocco Adobe Photoshop il passo (da oggi) può essere breve. L'intermediazione tra i due linguaggi (analogico-digitale) passa per un'applicazione mobile in grado di catturare le realizzazioni impresse su carta trasferendole su un dispositivo mobile in grado di modificarle mediante i programmi più conosciuti della software house americana, come Illustrator e, appunto, Photoshop. Potremmo chiamarle «prove di convergenza creativa» e passano soprattutto per il nuovo corso inaugurato dall'azienda californiana che ha appena lanciato una serie di applicazioni per il sistema operativo di Apple. Tutte in chiave di cloud computing (la nuvola informatica, in sostanza la possibilità di virtualizzare le memorie dati). Tecnologia in grado di far "girare" (non appesantendo il dispositivo di approdo) anche l'articolato Premiere Pro (programma di montaggio video) su smarthphone. In teoria sarà possibile prendere appunti sulla famosa agendina made in Italy, parole, testi, ritratti che diventeranno semplicemente bit pronti per la (loro) trasformazione digitale. A una lettura più approfondita potremmo affermare che si tratti di un altro esempio di alleanza tra marchi italiani e hi-tech americane, dopo quello recente tra Luxottica e Google per gli occhiali a realtà aumentata di Mountain View. Anche qui vecchio e nuovo mondo insieme. A sorpresa. RIPRODUZIONE RISERVATA 17

15 08/10/2014 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 33 (diffusione:619980, tiratura:779916) Sussurri & Grida Crediop, 90 anni di storia e i sindacati oggi in Bankitalia ( c.d.c. ) Era stata fondata nel 1919, mentre Gabriele d'annunzio guidava l'impresa di Fiume e la Germania firmava il trattato di Versailles addossandosi la responsabilità della prima guerra mondiale. E oggi Crediop, la banca italiana entrata a far parte dal 1999 del gruppo Dexia, rischia grosso. Mentre la capogruppo francobelga si sta avviando alla cessazione delle attività, le organizzazioni sindacali stanno chiedendo che Crediop «continui nella sua attività creditizia e che vengano tutelati i livelli occupazionali che la banca ha creato in oltre 90 anni di attività». Oggi i sindacati del Dexia Crediop saranno ricevuti in Banca d'italia per trovare possibili soluzioni «affinché - hanno fatto sapere - la decisione della Commissione europea, che ha imposto al gruppo franco-belga la cessazione delle attività, non porti alla cessazione della controllata Italiana con un'ulteriore perdita di attività e di posti di lavoro nella Regione Lazio». RIPRODUZIONE RISERVATA Montanino all'atlantic Council (a. pu.) Andrea Montanino ( nella foto ) se ne va dal Fmi, ma resta a Washington con incarico apicale nel super-pensatoio Atlantic Council: unico italiano ai vertici di un think-tank americano. Dal primo novembre l'ex dirigente generale del Tesoro lascerà a Carlo Cottarelli, commissario alla spending review in uscita da via XX Settembre, il posto di direttore esecutivo per l'italia al Fondo monetario internazionale. Se anche il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, avesse anche scelto di offrirgli un incarico in Italia, Montanino - che a Washington ha trasferito casa e figli - avrebbe scelto, dice chi gli è vicino, di proseguire l'esperienza internazionale in solitaria. Non sembra cascare male. Sarà infatti il direttore del Global programme business & economics, il programma di analisi economica di Atlantic Council. Che è l'organismo indipendente delle analisi politico-economiche a un passo dalla Casa Bianca, con 150 occupati. Presieduto da Fred Kempe, 30 anni al Wall Street Journal, l'atlantic Council è stato di recente citato dal New York Times per il modello dei finanziamenti con donazioni private: da aziende come Chevron, Coca Cola, Allianz, ma anche benestanti privati cittadini. O governi come la Norvegia e il Qatar. Montanino dovrà fare fund raising, raccogliere cioè finanziamenti. Per fare opinione. Suo obiettivo è l'espansione delle analisi economiche all'europa e anche nello specifico all'italia. È atteso in visita, venerdì 10, il presidente dell'eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. RIPRODUZIONE RISERVATA Fondi Ue, 20 miliardi non spesi ( an.duc.) Uno sforzo enorme per spendere 20,2 miliardi di euro al più presto. In Italia l'inefficienza delle amministrazioni pubbliche continua a frenare l'utilizzo dei fondi Europei. Le cifre non lasciano dubbi. «Il residuo al 16 settembre, che va speso entro il 31 dicembre 2014, è di 20,2 miliardi di cui 15,3 miliardi nelle regioni di convergenza». A ribadirlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. E, intanto, in ballo c'è anche la ridefinizione della quota di cofinanziamento italiano ai Fondi europei per la programmazione del periodo RIPRODUZIONE RISERVATA 18

16 08/10/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 1 (diffusione:334076, tiratura:405061) VINCOLO DEMOGRAFICO E COMPETITIVITÀ Volkswagen, robot al posto di chi va in pensione Andrea Malan «Quando gli operai nati con il baby boom andranno in pensione li sostituiremo (almeno in parte) con dei robot». L'annuncio shock arriva da Horst Neumann, capo del personale della Volkswagen, il quale - in un articolo per la "Sueddeutsche Zeitung" - spiega che tra il 2015 e il 2030 Vw in Germania perderà per pensionamento 32mila dipendenti più che nella media di lungo periodo. «Per questo abbiamo la possibilità di sostituire le persone con i robot e ciononostante di assumere giovani ai livelli attuali» spiega Neumann. Andrea Malan Il manager Volkswagen ricorda sì che i robot sostituiscono per lo più compiti monotoni e fisicamente pesanti («Non bisogna rimpiangerli, se ci sono alternative migliori»); ma il motivo della sostituzione è naturalmente economico: «Non potremmo rimpiazzare tutti questi lavoratori con altri assunti» perché occorre contenere i costi. «Nell'industria automobilistica tedesca il costo del lavoro è superiore ai 40 euro all'ora, nell'europa dell'est sono 11, in Cina 10 - scrive Neumann -: ma già oggi il costo di un sostituto meccanico per lavori di routine in fabbrica si aggira intorno ai cinque euro. E con la nuova generazione di robot diventerà presumibilmente ancora più economico». La sostituzione del lavoro manuale con i robot non è naturalmente una novità; generalmente avviene per ondate tecnologiche ed è correlata al costo relativo dell'automazione rispetto alla manodopera (più elevata dove la manodopera costa di più). Il conto di Volkswagen sui robot comprende tutti i costi, e Neumann ricorda come il progresso nei robot stessi li renderà in grado in futuro di svolgere compiti sempre più delicati, come per esempio alcune attività di montaggio all'interno della vettura. Quanti sono i lavoratori alle catene di montaggio di Volkswagen? «Circa metà di quelli che lavorano alla produzione». Il "buco demografico" della forza lavoro in Germania arriva dunque a proposito per il gruppo: permetterebbe infatti a Vw di sostituire gli operai con i robot senza aumentare il tasso di disoccupazione. Il titolo dell'articolo di Neumann ("Una grossa chance per il lavoro: nei prossimi anni i baby boomers andranno in pensione") suona però ironico, se si pensa agli anni - lontanissimi - in cui a Wolfsburg affluirono decine di migliaia di italiani, turchi e slavi a produrre il Maggiolino. Il discorso di Neumann ha due spiegazioni. Da un lato, pur con una quota dominante in Europa, Vw ha margini non molto superiori alla concorrenza (c'è chi li stima vicini al pareggio), proprio a causa dell'inefficienza delle fabbriche tedesche. Dall'altro Neumann (che essendo nato nel 1949 andrà in pensione prima di tutti i baby boomers) può permettersi di fare un discorso simile poiché Volkswagen ha le fabbriche che girano in Germania, se non a pieno regime, almeno a una velocità tale da non ingolfare i conti: l'utilizzo della capacità produttiva nel 2014 è stimato all'82% dai consulenti di AlixPartners, contro un 46% in Italia. RIPRODUZIONE RISERVATA 19

17 08/10/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 1 (diffusione:334076, tiratura:405061) LAVORO E MANOVRA Il piccone di Renzi e la verità dei fatti Guido Gentili Il premier Matteo Renzi, vicino alla volata finale del semestre europeo a timone italiano che oggi ospita a Milano il vertice sul lavoro, s'affaccia sul curvone decisivo. Dove non può fare errori di guida sulla strada promessa del cambiamento. Riforma del lavoro, Legge di stabilità, confronto in Europa. Sono le tre emergenze che si incrociano sullo sfondo di una congiuntura europea in peggioramento, Germania compresa. E lo scontro tra la Bundesbank, contraria alle politiche innovative della Bce, e il Fondo Monetario, che sollecita la Bce in senso inverso, alimenta tensioni e incertezze. In ogni caso, l'italia non può contare sulla sola ciambella monetaria per tirarsi fuori dai guai. Renzi porta a Milano l'elenco delle riforme messe in campo in questi mesi, la ripresa del confronto con sindacati e imprese, l'approvazione in un ramo del Parlamento della delega per la riforma del mercato del lavoro. È un passaggio importante, che buca un muro di conservatorismi diffusi ed è possibile che la Cancelliera Angela Merkel metta sul piatto un incoraggiamento usando una parola che le è cara in questi frangenti: "impressionante". Ma "impressionante" lo sarà davvero, nei fatti, se al momento-chiave della stesura dei decreti non ci saranno compromessi al ribasso, articolo 18 compreso. "Impressionante" sarà la manovra del governo se la Legge di stabilità abbasserà le tasse sul lavoro in modo percepibile e comprimerà le spese. "Impressionante" sarà il risultato se l'oggetto del desiderio dei governi, il Tfr, entrerà nelle tasche dei lavoratori senza procurare danni alle imprese medio-piccole. Un muro bucato non è un muro crollato. Se usato bene, il piccone di Renzi, in Italia come in Europa, può molto. Ma non tutto. Perché i cambiamenti si misurano con i fatti e con i numeri, molti dei quali mancano oggi all'appello della ripresa. E perché l'economia reale si muoverà se ne saranno convinti i protagonisti, a partire da famiglie e imprese. Il loro sostegno è decisivo, e non c'entra la "concertazione". Qui si tratta anzi di nuotare in mare aperto, ciascuno con le sue braccia e le sue idee, ma nella stessa 20

18 08/10/2014 Il Sole 24 Ore Pag. 1 (diffusione:334076, tiratura:405061) L'ANALISI Ora la frenata è strutturale Giorgio Barba Navaretti Sarebbe sbagliato considerare la frenata dell'industria tedesca in agosto come episodica e non strutturale. La deflazione europea e l'assenza di politiche di rilancio della domanda ormai frenano anche la magnifica industria della Germania. Il mercato unico è fondamentale per la crescita di tutta l'industria continentale. E nessuno dei suoi membri può evitare di risentire del passo lento degli altri. Siamo tutti nella stessa barca. Neanche la Germania può fare a meno di considerare una politica seria e a vasto raggio di rilancio dell'economia europea. Sarebbe davvero folle voltare le spalle allo scambio tra flessibilità di bilancio e serie riforme strutturali. Il rallentamento tedesco potrebbe rendere questo compromesso possibile (per quanto le dichiarazioni di ieri di Weidmann contro le recenti mosse della Bce non lascino ben sperare) e bene fa Renzi a perseguirlo presentandosi al summit europeo oggi a Milano avendo fatto passi significativi sulle regole del lavoro. Diversi commentatori derubricano la frenata di agosto a un eccesso di vacanze scolastiche. Ma il crollo persiste anche se si considerano i dati depurati dagli effetti stagionali. Il meno 5,7% negli ordini e il meno 4% nella produzione rispetto a luglio rappresentano le maggiori cadute mensili da gennaio Il dato però più preoccupante è la relativa stagnazione di lungo termine degli indici, che in sostanza sono fermi ai livelli di inizio 2011 e di fine Meglio dell'italia, che continua ad essere circa del 20% sotto, ma non una rampa di lancio. La Germania aveva recuperato a fine 2010 i livelli pre-crisi e con la dinamica delle esportazioni extra- Ue ha superato indenne lo shock dei debiti sovrani. Ma ora che i mercati extraeuropei frenano, il traino dell'europa è essenziale. Il 57% delle esportazioni tedesche vanno nell'unione e la Francia pesa per il 10%. La svalutazione dell'euro non basterà a rilanciare l'export della Germania. Il calo degli ordini di agosto deriva soprattutto da una caduta della domanda internazionale, nonostante nel mese la valuta avesse già iniziato e perdere terreno. I contenuti di qualità e tecnologia delle esportazioni tedesche rendono la loro domanda poco influenzata dalle variazioni dei prezzi internazionali. Infine, se anche le imprese tedesche riuscissero a guadagnare quote di mercato, gli immensi surplus commerciali che hanno già accumulato limitano la capacità del paese di erodere spazio altrui senza creare ulteriori squilibri nell'area. Dunque, la ripresa di ordini e produzione per la Germania può avvenire solo attraverso la crescita del mercato unico nel suo complesso. La frenata dell'industria più dinamica del continente è un ennesima conferma di come la mancanza di crescita sia il primo squilibrio da correggere. L'abbraccio tra riforme strutturali e politiche di rilancio della domanda è ora indispensabile per far ripartire gli investimenti e riqualificare l'offerta. Soprattutto per togliere dalle spalle della costruzione europea il manto di incertezza che il cicaleccio politico e la mancanza di obiettivi condivisi hanno continuato a inspessire. C'è da augurarsi che proprio l'incespicare tedesco possa convincere la politica europea a ritrovare la strada della crescita. RIPRODUZIONE RISERVATA 21

19 08/10/2014 La Repubblica - Ed. nazionale Pag. 6 (diffusione:556325, tiratura:710716) Le misure Manovra da 24 miliardi tutta destinata alla ripresa metà verrà dal deficit più alto Negoziato tra governo e banche per il Tfr in busta paga assicurata la neutralità fiscale sia per l'irpef che per l'isee ROBERTO PETRINI ROMA. Renzi scopre le carte sulla legge di Stabilità: sarà di 2324 miliardi. Il presidente del Consiglio, incontrando i sindacati Cgil, Cisl e Uil, ha confermato l'architettura della manovra 2015 che era sostanzialmente emersa nei giorni scorsi. Nel frattempo si continua a trattare per l'anticipo del Tfr in bustapaga: restano le perplessità delle banche, già espresse nei giorni scorsi che si troverebbero ad impegnare oltre 10 miliardi per l'anticipo di liquidità alle piccole e medie imprese: proseguono comunque serrati contatti con il governo. «Tfr in busta-paga solo se le banche garantiranno le Pmi e se le piccole imprese saranno d'accordo», ha detto ieri il premier. Intanto l'esecutivo ha assicurato ai sindacati che l'operazione se avverrà avrà la garanzia della "neutralità fiscale" sia ai fini Irpef (si manterrà mensilmente lo schema della tassazione finale: aliquota media degli ultimi cinque anni e imposta sostituiva dell'11 per cento sulla parte rivalutata), sia ai fini Isee che consente di accedere ai servizi sociali; inoltre la tassazione separata farà in modo che sarà salvaguardata la soglia di accesso al bonus degli 80 euro. L'incontro di ieri ha tuttavia visto posizioni «aperturiste» del mondo delle imprese: il presidente della Confindustria Squinzi è tornato sui suoi passi, Rete imprese e l'alleanza delle cooperative hanno ribadito che il via libera ci sarà anche se gli interventi non dovranno togliere liquidità alle imprese. Tornado alla manovra è ormai certa la riconferma del bonus da 80 euro per chi guadagna più di euro al mese (costo 7,2 miliardi più 2,7 che sono già a bilancio). Il pacchetto che riguarda la nuova indennità di disoccupazione costerà 1,5 miliardi; per la scuola sarà stanziato 1 miliardo; per gli investimenti dei Comuni circa 1 miliardo. Poi c'è la nuova riduzione del costo del lavoro che potrebbe richiedere risorse per 2-3 miliardi e articolarsi su un ulteriore taglio dell'irapo su una sforbiciata ai contributi. Da recuperare 5-6 miliardi per le cosiddette spese inderogabili (5 per mille, missioni militari). Infine le ultime entrate nel menù: gli incentivi per gli investimenti in ricerca e la proroga di bonus energetico e ristrutturazioni (in tutto 500 milioni). Come assicurato ieri da Renzi ai sindacati di polizia ci saranno anche le risorse, circa 1 miliardo, per lo sblocco del tetto agli stipendi delle forze di polizia anche se il governo lavora contemporaneamente ad accorpamenti e razionalizzazioni trai vari corpi. Mentre sullo sblocco dei contratti dell'intero comparto degli statali il ministro della Pubblica amministrazione Madia non ha chiuso la porta: "Vedremo se ci sono margini, il discorso è aperto". Sul fronte del recupero delle risorse in primo piano c'è l'operazione di spostamento dell'assicella del deficit del 2015 dal 2,2 tendenziale al 2,9 in modo da recuperare spazio di manovra per 11,5 miliardi. L'operazione di spending review sui ministeri è ancora aperta e potrebbe dare dai 3 ai 6 miliardi, mentre un taglio di 2-3 miliardi arriverà per Regioni e Comuni, si cercano anche milioni dalla sanità e dagli enti previdenziali (500 milioni). Resta da esplorare l'intervento sul fisco: in parte verrà dalla lotta all'evasione con l'introduzione del reverse charge per l'iva delle grosse transazioni, mentre altre risorse verranno dalla rimodulazione delle agevolazioni fiscali (buona parte dell'intervento sulle tax expenditures andrà a coprire la cosiddetta clausola di salvaguardia a meno che non si procederà con i 3-4 miliardi di spending review aggiuntiva lasciata in eredità dal governo Letta). La possibile manovra ,3 22

20 08/10/2014 La Repubblica - Ed. nazionale Pag. 6 (diffusione:556325, tiratura:710716) 1, ,3 0,2 3-4 SPESE Valori in miliardi di Bonus 80 euro TOTALE Sussidio di disoccupazione Scuola Investimenti Comuni Riduzione costo del lavoro Spese inderogabili Bonus ristrutturazione ed energia Incentivi alla ricerca Clausola salvaguardia Letta RISPARMI ED ENTRATE 11, ,7 0,7 2,0 0,7-0,9 Valori in miliardi di TOTALE Margini deþcit-pil Regioni e Comuni beni e servizi Spending review ministeri Revisione agevolazioni Þscali Sanità Enti previdenziali Altro Foto: AL TIMONE Il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan 23

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