Centro Studi C.N.I marzo 2013

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1 Centro Studi C.N.I marzo 2013

2 INDICE RASSEGNA STAMPA Centro Studi C.N.I marzo 2013 PAGAMENTI PA Sole 24 Ore 19/03/13 P. 2 Il Governo accelera sul decreto Resta il nodo certificazioni Dino Pesole 1 INVESTIMENTI PUBBLICI Sole 24 Ore 19/03/13 P. 5 Decreto per accelerare 12 miliardi Giorgio Santilli 2 PEC Sole 24 Ore 19/03/13 P. 21 La Pec impone la notifica online Federica Micardi 4 ENERGIA Sole 24 Ore 19/03/13 P. 18 L'Agenzia: fotovoltaico con sconto del 50% 5 ICT Repubblica Roma 19/03/13 P. XI "Industrie e università devono lavorare insieme" 6 INNOVAZIONE E RICERCA Repubblica Roma 19/03/13 P. X Lazio, la sfida dell'alta tecnologia per diventare la Siicon valley italiana Daniele Autieri 7 ENERGIA Sole 24 Ore 19/03/13 P. 39 Non si arresta la domanda di idrocarburi 9 INGEGNERI Italia Oggi 19/03/13 P. 22 L'ingegnere della salute Irene Greguoli Venini 10 AVVOCATI Sole 24 Ore 19/03/13 P. 21 Parametri per gli avvocati: la Giustizia «tira il freno» Giovanni Negri 12 Mondo 22/03/13 P. 865 Per favore, non diventi un avocat definitivi 13 Indice Rassegna Stampa Pagina I

3 Il Governo accelera sul decreto Resta il nodo certificazioni Moavero: pronti ad azioni immediate - Tecnici al lavoro Dino Pesole ROMA =M Soluzioni rapide, promette Mario Monti, e dunque anche l'eventuale ricorso a un decreto legge che dovrebbe puntare in primo luogo a risolvere la questione della certificazione dei crediti ed evitare eventuali abusi. Tecnici al lavoro, dunque, dopo la dichiarazione congiunta dei commissari europei Olli Rehn e Antonio Tajani: la liquidazione dei debiti pregressi delle amministrazioni pubbliche (dai 7o ai loo miliardi) potrebbe rientrare tra i «fattori attenuanti» previsti dal Patto di stabilità e dunque non incapperebbe nelle maglie della disciplina di bilancio europea. Il presidente del Consiglio assicura che il governo lavorerà con la Commissione europea «per identificare le soluzioni tecniche per avviare la liquidazione del debito» nei confronti delle imprese «nel più breve tempo possibile». Monti apprezza l'intenzione della Commissione rispetto all'interpretazione «dei margini di flessibilità esistenti in sede di valutazione dei bilanci pubblici», ed esprime apprezzamento per la «rapidità» con cui l'esecutivo comunitario ha risposto all'«orientamento del Consiglio europeo del14 marzo». Una questione, quella dei pagamenti, posta da mesi da Confindustria all'attenzione delle forze politiche e del governo, la cui soluzione è stata sollecitata la scorsa settimana dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Anche il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi ritiene che il governo debba agire subito: «Due importanti opportunità si sono, finalmente, aperte per l'italia con le conclusioni dell'ultimo Consiglio europeo e con la dichiarazione dei commissari Rehn e Tajani». Atti che coronano «un lungo, intenso lavoro di riflessione operativa. Il Governo èpronto ad adottare, neitempi più rapidi, misure consonanti con quanto è stato ora chiarito essere possibile in sede europea». Anche in riferimento a quanto sostenuto da Antonio Tajani («non è merito di Monti, perché la questione non è di competenza del Consiglio Europeo»), dapalazzo Chigi si sottolinea come fin dalla primavera dello scorso anno il presidente del Consiglio avesse posto la o La sol o e afio s La liquidazione dei debiti pregressi rientrerebbe tra i «fattori attenuanti» del Patto di stabilità questione all'attenzione dei partner europei, così da pervenire a una «soluzione europea del problema dei debiti della Pa verso le imprese». E Moavero conferma che l'impatto dei debiti pregressi della Pa sul debito verrà considerato a livello contabile «ma verrà valutato come uno dei fattori rilevanti. Non è uno scorporo, maunavalutazione con occhio diverso». A questo punto la palla torna al governo, che dovrà dipanare la matassa, tenendo conto che, come rilevato dal Sole 24 Ore del iz febbraio e del 6 marzo scorsi, nel primo mese sono pervenute certificazioni per soli 3 milioni, relative a 71 operazioni certificate a fronte di 467 istanze presentate e cinque richieste di nomina del commissario ad acta. Secondo l'abi, le banche non sono in grado di verificare se i crediti certificati telematicamente siano statioggetto diprecedenti operazioni di compensazione o di smobilizzo. E ritardi si riscontrano nei tempi con i quali la Consip ha fornito al consorzio Chi le informazioni necessarie. Critica che la Consip respinge, quando sottolinea di aver «pienamente supportato il ministero dell'economia rispondendo apieno atutte le scadenze condivise dal gruppo di lavoro composto anche da Abi ed Equitalia». Questione complessa, come si vede, che rischia tra mille pastoie burocratiche e ritardi tipici del nostro paese di confliggere con l'urgenza di avviare rapidamente la trattativa con Bruxelles. Il punto relativo alle certificazioni è anello fondamentale dell'intera catena, perché è proprio con la certificazione che l'azienda può ottenere l'anticipazione, la cessione in banca o la compensazione fiscale del credito. La piattaforma elettronica di certificazione crediti è operativapresso la Ragioneria dali8 ottobre 2012, male amministrazioni finora paiono poco motivate all'utilizzo dello strumento. Nell'attuale meccanismo non sono previste sanzioni in caso di mancata comunicazione dei crediti vantati dai fornitori nei confronti delle singole amministrazioni pubbliche. Un aspetto sul quale l'eventuale decreto del governo dovrà evidentementefare chiarezza. Pagamenti PA Pagina 1

4 Decreto per accelerare 12 miliardi Investimenti pubblici: fuori dai vincoli del patto di stabilità i cofinanziamenti ai fondi Ue Giorgio Santilli ROMA La prima bozza del decreto legge per accelerare gli investimenti pubblici sostenuti dal cofmanziamento nazionale dei fondi strutturali Ue è già pronta. L'obiettivo è anzitutto quello di liberare dai vincoli del patto di stabilità interno i 12 miliardi di cofmanziamenti nazionali -che ancora restano da spendere da qui all'ottobre Sono 2,6 miliardi nel 2013, 4,6 miliardi nel 2014, 5,1 miliardi nel 2015: è il 39,7% dei 31 miliardi di investimenti complessivamente finanziati dai fondi strutturaliue che restano" da fare nei prossimi trentamesi all'interno della programmazione La direzione di marcia è segnata e la conferma arriva dalla lettera recapitata personalmente dal premier Monti al Presidente del Consiglio Ue e ai capi di stato riuniti a Bruxelles 1114 e 15 marzo scorso. Negli «ulteriorimargini diflessibwtà» del Patto che possono consentire di creare crescita e posti di lavoro a un'italia in piena regola con i conti, Mario Monti mette al primo posto proprio «la quota di cofmanziamento nazionale per i fondi strutturali, -in modo da sbloccare gli investimenti pubblici produttivi, per progetti in linea con le priorità concordate in sede Ue». Si tratta di capire ora se il Governo deciderà diutilizzare subito i«marginiulteriori di flessibilità» e se il provvedimento predisposto, ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, andrà effettivamente all'esame del prossimo Consiglio dei ministri. Barca lavora da tempo all'accelerazione della spesa Ue e alla specifica questione della "liberazione" di queste risorse dal patto di stabilità interno: d'altra parte, già fu parzialmente affrontata, con successo, nellaprimamanovra del Governo Monti, il «decreto salva-italia». Allora furono liberati, con l'articolo 3 del decreto legge, tre miliardi di cofmanziamento nazionale dai vincoli del patto di stabilità: un miliardo per ciascuno degli anni2012, 2013 e Un succes-... II. P ECEDE TE Barca fece approvare già nel «salva-italia» una norma che liberava investimenti per tre miliardi dai vincoli dei patto. La quota.2012 «tirata» al100% CEi;:'f ar, J*ar., o o, Ifondi srutturali Ue devono essere accompagnati da fondi nazionali di cofinanzía mento destinati agli stessi programmi. Il cofinanziamento nazionale può oscillare fra il25%e il50%del totale della spesa prevista dai programmi. La quota italiana tradizionalmente è stata vicina al 50%, ora è scesa al 39,7 per cento. so di velocizzazione, visto che la quota per è stata "tirata" al 1oo% dalle Regioni interessate. Allora fu registrato il consenso di Bruxelles su quella norma una tantum. In concomitanza con l'approvazione del «Piano azione coesione» '- che riprogrammava risorse incagliate in opere bloccate per destinarle alle priorità infrastrutturali strategiche e al tempo stesso riduceva la quota di cofmanziamento per rendere più agevole il raggiungimento dei target posti da Bruxelles - Barca fece infatti passare la norma sull'accelerazione della spesa con il consenso del commissario Ue alle politiche regionali, Johannes Hahn. In quel caso «per compensare gli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento netto» che si venivano a creare fu istituito presso il ministero dell'economia un, «fondo di compensazione per gli interventi volti a favorire lo sviluppo»,-con una dotazione esattamente pari alla somma liberata dal patto. Noli era stata posta, infatti, l'altra questione della sterilizzazione di quelle somme rispetto al deficit. Questa questione si potrebbe porre ora, anche se su questo punto approvazioni formali da Bruxelles non sono venute ancora. Se anche questa questione, oltre a quella dell'accelerazione, si ponesse nel decreto legge in arrivo, non ci sarebbe bisogno delle risorse stanziate dall'economia per coprire gli effetti. Ma per ora su questo nessuno si pronuncia. C RIPRODUZIONE RISERVATA aa e Barca Il ministro ha predisposto le misure per dare subito attuazione alle aperture di Bruxelles Fìno a ottobre 2015 Previste spese per 2,6 miliardi nel 2013, 4,6 miliardi nel 2014 e 5,1 miliardi nel 2015 Investimenti pubblici Pagina 2

5 I finanziamenti in campo RISORSE FINANZIARIE DISPONIBILI Dati in milioni di euro relativi a luglio ,60 Cofinanzìamento nazionale ai programmi 2y.27, 7Qa operativi dei Fondi strutturati 22465OO` Fondi strutturali IIE (POR, PON, POIN) ,80 Delibere CIPE o ex lege, a singoli progetti speciali Fondi nazionali (FSC ) ) 6.432,50 PAR delle Regioni dei Centro -Nord (eccetto il Lazio), Abruzzo e Molise e alcuni utilizzi disposti con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM ) o ex lege < 10:178,90 Delibere CIPE settoriali 1.044,00 Obiettivi di servizio Mezzogiorno 4.345,40 Dìsponibìlita da programmare Piano dì Azione Coesione (PAC) < 5006,30 Interventi del PAC con programmazione propria COFINANZIAMENTO ANCORA DA SPENDERE Dati in miliardi , t 4, S,1 Investimenti pubblici Pagina 3

6 iustk'a. La Cassazione fa perno sulla legge di stabilità 2012 e dà impulso alla posta elettronica certificata La Pec impone la notifica online Censurata la comunicazione in cancelleria e non alla casella del legale n>;&e3ú 9.coiln SU INTERNET - No al Licenziamento durante l'aspettativa Al lavoro in moto? Nessun indennizzo Disponibili sul sito i testi delle sentenze Federica Micardi Un incentivo all'uso della Pec, laposta elettronica certificata, arriva dalla sesta sezione civile della Cassazione. La suprema Corte, conl'ordinanza 6752 depositata ieri, dà ragione all'avvocato che ha ottenuto il rinvio del processo perché «il decreto di fissazione dell'udienza con la relazione del giudice relatore non è stato ritualmente notificato». L"'irritualità" in questo caso consiste nel fatto che la notifica è stata fatta. presso la Cancelleria e non alla posta elettronica certificata del professionista. La legge di stabilità 2012, la numero 183 del 2011, all'articolo 25, ha infatti modificato l'articolo 366 del Codice di procedura civile e previsto che la notifica non deve essere più fatta presso la Cancelleria quando il professionista «ha comunicato al proprio ordine l'indirizzo diposta elettronica certificata». Comunicazione che nel caso trattato dalla suprema Corte era stata fatta. Di qui la decisione di dare ragione all'avvocato del ricorrente e di concedere il rinvio a nuovo ruolo della causa. Sempre ieri la Cassazione ha preso posizione sui tempi di prescrizione dei crediti contributivi da versare alla Cassa forense. Con la sentenza 6729, la suprema Corte chiarisce che la prescrizione dei crediti contributivi decorre dall'invio'della dichiarazione dei redditi all'ente previdenziale, anche se la dichiarazione non corrisponde al vero. Il dipendente che alla fine del periodo di comporto unisce l'aspettativa per malattia non può essere licenziato pri ma che scada l'intero periodo. La corte di Cassazione, con la sentenza 6711 del 18 marzo, considera illegittima la massima sanzione intimata da un'impresa di pulizie nei confronti di un'operaia. Nel caso trattato, l'ente previdenziale, attraverso il controllo incrociato con l'anagrafe tributaria, ha scoperto che un professionista iscritto alla Cassa aveva dichiarato al fisco un reddito diverso, e più alto, di quello comunicato all'ente per gli anni 1987,1988 e Nel presentare ricorso, la Cassa sosteneva che la comunicazione del reddito non rispondente al vero doveva essere equiparata alla mancata comunicazione del reddito, interpretazione che però la Cassazione non ha accolto. Un altro importante chiarimento della sentenza di ieri è relativo all'applicazione o meno della legge di riforma dell'ordinamento forense, la numero 274/2012, entrata in vigore il 2 febbraio La suprema Corte chiarisce che «la nuova normativa va applicata unicamente per il futuro nonché alle prescrizioni non ancora maturate nel regime precedente». No alla rendita da infortunio in!ti nereseil lavoratore poteva arrivare al lavoro con in autobus o a piedi. A stabilirlo è la Cassazione, con la sentenza n di ieri: i giudici non hanno riconosciuto il risarcimento a un lavoratore vista la vicinanza del luogo di lavoro dall'abitazione e la possibilità di utilizzare mezzi di trasporto pubblico perspostarsi. In merito ai nuovi termini di prescrizione per i contributi, è del 21 febbraio scorso la delibera della Cassa forense che adotta il nuovo termine di prescrizione, riportato aio anni dall'articolo 66 della legge 247 del 31 dicembre 2012,. Si tratta di una norma "anacronistica" di cui si sentiva la nec es sità negli anni passati, quando la norma sulla prescrizione dei crediti previdenziali aveva un'interpretazione non uniforme sul territorio, problema poi risolto dalla Cassazione che ha stabilito nel 2008 che la legge 335/1995 (sulla riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare), che prevedeva la prescrizione quinquennale, era prevalente rispetto alla legge 576/1980, articolo 19 sul sistema di riforma del sistema previdenziale forense (prescrizione decennale). RIPRODUZIONE RISERVATA Sul sito dei Sole 24 Ore sono disponibili nuovi articoli: nella, sezione "NormeeTributi"è possibile leggere gli articoli riguardanti le due sehtenzecitate. qui accanto. In più, nellasezikne "Documenti" sono consultabili e. scaricabili tutti i testi delle sentenze citate negli articoli contenuti in questa pagina, oltre al altri documenti utili :. Pec Pagina 4

7 La conferma L'Agenzia: fótovoltaico con sconto del 50% Le Entrate confermano: per gli impianti fotovoltaici di può beneficiare delladetrazione dall'irpef del5oper cento. La soluzione proposta dall'anie (Federazione imprese elettroniche ed elettrotecniche) è stata accolta i114marzo 2013 dall'agenzia, che si è così mantenuta sulla linea adottata con il parere (protocollato 2012/137364) dello scorso dicembre, in risposta a un quesito posto dal Gestore dei servizi elettrici e anticipato sul Sole 24 Ore del3ldicembre 2012 e del 30 gennaio Le Entrate hanno ricordato che l'articolo 16 bis del Tuir ha chiarito che tra gli interventi agevolabili al 50% (per le spese bonificate sino al 30 giugno 2013) e al 36% (per ibonifici con data successiva) ci sono quelli «relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia». Le Entrate hanno chiesto allo Sviluppo economico se gli impianti fotovoltaici rientrassero in questa definizione e il ministero ha chiarito che senza dubbio il fotovoltaico vi rientra. E anche lo «scambiosulposto» è agevolabile. L'importante è che l'impianto siaposto «direttamente al servizio dell'abitazione dell'utente». «La rispostava incontro alle aspettative del settore - ha dichiarato Maria Antonietta Portaluri, direttore generale dianie -Infatti l'agenziariconosce che l'installazione diimpianti fotovoltaici rientra tra gli interventi che possono fruire delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e segnatamente tra quelli finalizzati a conseguire un risparmio energetico. Peraltro-prosegue Portaluri - il contribuente che intende beneficiare della detrazione non dovrà produrre particolare documentazione che attesti il risparmio energetico, in quanto, anche in base alle indicazioni dello Sviluppo economico, la realizzazione dell'impianto a fonte rinnovabile comporta in sé un miglioramento dellaprestazione energetica dell'edificio e quindi. non è necessario produrre alcuna certificazione, con notevoli effetti quindi di semplificazione e riduzione di oneri». Energia Pagina 5

8 Luigi Capello (EnLabs): "Abbinare capitali privati e agevolazioni pubbliche" "Industrie e università. devono lavorare insieme" ANDREA RUSTICHELLI OMA è ricca di poteri- (j zialità, è la città universitaria piùgranded'europa. Ma il settore pubblico deve fare di più per le start-up: occorrono infrastrutture e strumentifinanziari per attrarre gli investimenti». Luigi Capello, talent scout dell'innovazione e cofondatore di En- Labs, incubatore di impresa, con una sede di 2 mila metri quadri alla stazione Termini. «Le strutture dedicate allatecnologiae alle start-up non stanno piùfuori dalle città: nelle maggiori capitali dell'innovazione centri simili si trovano dentro il tessuto urbano, ben collegati alle linee della metropolitana e alle università». Ilsistemaregionale èunterreno fertile perle start-up? «In regione operano aziendeimportanti, come Telecom, Cisco o Wind, che fanno da substrato tecnologico. Questo è indubbiamente un buon punto di partenza. Ma c'è bisogno diun distretto dedicato alle tecnologie: bisogna concentrare risorse e obbiettivi in un quartiere dedicato a queste attività». Il Tecnopolo sulla via Tiburtina non è già abbastanza? «Il Tecnopolo va bene, peccato che si siano dimenticati di farci ar- L'importante è lanciare forme di investimento il più possibile simili al venture capital Usa Luigi Capello rivare la linea della metropolitana. Le infrastrutture di collegamento sono fondamentali per simili iniziative». Cosa dovrebbe fare la nuova giunta dizingaretti? «Partiamo da una constatazione pragmatica: si può faretutto, sipossono avere idee brillanti, ma senza capitali privatinon siva danessuna parte. Occorrono agevolazioni per gli investitori: il settore pubblico li deve attrarre, deve costruire una cornice che li seduca. Bisogna abbattere la burocrazia e creare strumenti di co-investimento con iprivati. I fondi pubblici dovrebb ero investire dentro i venture capital per portarli aroma. In sintesi, laregione deve lavorare su infrastrutture e strumenti finanziari mirati». Quali sono, oggi, i settori più promettenti per le start-up? In generale, è inevitabile guardare al web. Vanno molto forte il mondo delle applicazioni e quello dei videogame. Ottimi esempi del fermento che c'è in questi ambiti li forniremo col nostro "Luiss En- Labs", un'iniziativa che parte il 4 aprile, in joint-venture con l'ateneo di Confindustria. Ë un vasto incubatore e acceleratore d'impresa al primo piano della stazione Termini. I ragazzi possono affittare luoghi di lavoro ma soprattutto ricevere una consulenza per il loro progetto di azienda. I migliori saranno selezionati, formati e inseriti in un percorso: li aiutiamo con 30 mila euro e poi cerchiamo di trovare finanziamenti importanti, mezzo milione o un milione. Lo ri badisco, la presenza dei venture capital è fondamentale». C RIPRODUZIONE RISERVATA ICT Pagina 6

9 Lazio, la sfida dell'alta tecnologia per diventare la Silicon valley italiana Elettronica, spazio,sofhroare: tantestarmp da valorizzare INNOVAZIONE e tecnologia: lo sviluppo dell'economia laziale passa oggi attraverso queste due parole. E con esso anche una buona parte della credibilità del nuovo presidente Nicola Zingaretti che alla guida della provincia diroma avevafatto degli investimenti nell'economia innovativa un punto centrale del suo mandato. Del resto, lo dice anche l'europa, il cammino di crescita del Lazio può passare solo attraverso questo binario. E infatti il prossimo programma di sviluppo comunitario (quello che dovrà essere capitalizzato al massimo dalla giunta Zingaretti) impone che l'80% dei fondi stanziati sia investito in progetti innovativi. Una sfida continentale alla quale il Lazio si è fatto trovare pronto. Mentre l'industria arranca, il commercio e l'edilizia crollano, i servizi tentennano, l'innovazione tecnologica vive oggi nella regione un fermento inedito,forte diun intrecci ovirtuoso di interessi e soggetti differenti. Da un lato i distretti tecnologici come quello dell'aerospazio, quello innovativo e dei software cresciuto intorno a Rieti o ancora dell'elettronica sviluppato sulla Tiburtina; dall'altro le istituzioni, sia accademiche come l'esempio di successo del laboratorio "Sapienza Innovazione", che imprenditoriali, rappresentate dagli ottimi risultati del Tecnopolo. Al centro inumeri: il fatturato delle imprese raccolte nei poli tecnologici laziali (Ict, aeronautico e farmaceutico) è il 28,2% di quello realizzato su scala nazionale (6 contro 21 miliardi di euro) e nei primi nove mesi del 2012 è cresciuto del20% rispetto allo stesso periodo del Le nostre imprese innovative vivono soprattutto delle vendite all 'estero: la Francia è il primo mercato di sbocco, con un export pari a 926 milioni di euro, seguono il Giappone (517 milioni) e la Germania (509 milioni). Questo però non basta per sedersi sugli allori e parlare di innovazione e tecnologia come traino dell'economialaziale. La spesa in ricerca e sviluppo è ancoramolto bassa (3 miliardi di euro contro i 16 diparigi, i 3,8 dimadrid, i 3,4 di Londra e i 3,3 di Berlino ) e lo stesso vale per il numero di brevetti calcolato su un milione di abitanti (11,2 per illazio, 76,5 per Berlino, 95,9 per Parigi, 35,7 per Amsterdam). «Quello che serve - spiegaal eardo Furlani, fondatore e titolare di Innova - è meno burocrazia e processi più snelli. L impensabile che i progetti finanziati dalla regione nel partano solo nel Questo rende ogni sforzo innovativo su- perato». Innova è una delle 60 aziende che lavorano dentro il Tecnopolo Tiburtino, una realtà partita in sordina e divenuta nel tempo un polo di eccellenza per la ricerca avanzata. L'azienda è impegnata in tre rami: ricerca finanziatori per i progetti più validi, fornisce attività di consulenza nel settore, e fa ricerca vera e propria. «Il Labor-prosegue Furlani- il nostro laboratorio scientifico dove lavorano circa 30 persone, è la terza realtà europea per numero di progetti realizzati. Ma quello che serve, oggi, a noi e a tutti gli altri soggetti che operano nel settore, è che la Regione riconosca ilvalore strategico di questo comparto». la gestione Polverini aveva sottovalutato la portata del settore, lasciando solo alla società controllata Filas il compito di finanziare qualche progetto di sviluppo. Qualcosa di più l'ha fatto l'altra società, Bic Lazio, dando vita a cinque incubatori d'impresa sparsi sul territorio regionale. I numeri tuttavia restano marginali: al giugno 2012 le imprese dell'incubatore hi-tech erano solo 16 con un fatturato di 2,1 milioni di euro. Troppo poco per parlare di economia dell'innovazione e per ambire a competere con le grandi città metropolitane europee come Parigi, Amsterdam o Londra. Questa è la vera sfida che attende la Regione di Nicola Zingaretti: non lasciare che le eccellenze laziali siano costrette a combattere sui mercati internazionali solo con le loro forze, ma contri - buire a creare un sistema capace di supportarle e di alimentare la nascita di un modello di sviluppo solido e veramente innovativo. (3- continua) i '. k1a bi I If J(d 1. k d d rv Ä.Y 1 Y YY1Y I 1.1 I.k dl A 1 A.1 li 1 r i r r Innovazione e ricerca Pagina 7

10 investimenti in RicercadcSviluppo Maggiori aree metropolitane europee, in milioni di euro F'A.7R 1t3: 1F3 U, DR1D 3.89`J LGNDFtA i:`._'tit kno ROMA t,1STLRDAM, ßUìLLI-ES 994 ATENE 681 Fonte Rapporto 2013 Eures L'export dei poli tecnologici laziali Variazioni % ,6 13, II trim. '12 li' i 2 Gen.-set. '12 Fonte esuf 'r - ic>n 1 - >'; das IstaY Gli azioslaist dfi easlabs In% 1x LVENTURE META GROUP m ENEL "La rivoluzione energetica americana" con l'ad di Enel Fulvio Conti e il vice ambasciatore Usa Douglas Hengel (ore 9,30, viale Regina Margherita 125). SACE "Le opportunità commerciali in Tunisia, Egitto e Libia" con il presidente della Sace Giovanni Castellaneta e Paolo Magri (Ispi), Ore 16,30, piazza Poli 42. ROBOTICA LIBRI & ECONOMIA ASSOCARBONI Festival della Robotica con il "L'intelligenza del denaro" di Forum "Strategia energetica presidente di Mondo Digitale Alberto Mingardi con il nazionale" con Andrea Clavarino Gennaro Sangiuliano e quello di vicedirettore generale della (Assocarboni), (foto); e Pasquale Asset Camera Stefano Venditti Banca d'italia, Salvatore Rossi De Vita, (Unione Petrolifera). Ore (ore 9,30, via del Quadraro 102). (ore 17,15, via Caetani 32) 9, via XXIV Maggio 43. Innovazione e ricerca Pagina 8

11 Stime ExxonMlobiL: nel 2040 la richiesta sarà superiore del 35% circa ai livelli attuali Non si arresta la domanda di idrocarburi Nei prossimi trent'anni la domanda di energia è destinata a crescere parecchio e nel 2040 sarà di circa il 35% in più rispetto al Sarà determinante la crescita dèmografica ed economica dei paesi non Ocse in seguito al miglioramento delle condizioni di vita in questi paesi che rappresentano l'8o% della popolazione mondiale. È, questo, uno dei punti del rapporto sugli scenari energetici (The outlook for energy: a view to 2040) che il senior energy advisor della ExxonMobil Todd Onderdonk ha presentato ieri nel corso di un convegno organizzato da Confindustria Siracusa di cui Exxon è una delle associate perché presente,nelterritorio aretuseo ormai da parecchi anni. Previsioni che saranno ripe l' EVOLUZIO NE Il petrolio continuerà a essere la fonte più sfruttata, mentre la crescita più impetuosa riguarderà il gas naturale tute oggi all'università Ca' Foscari di Venezia alla presenza, tra gli altri, del presidente di Esso Italia Giancarlo Villa. Secondo Onderdonk, il petrolio continuerà a «essere la fonte più utilizzata e si prevede che, nel 2025, il gas naturale che è il combustibile con la crescita più veloce tra le fonti principali, supererà il carbone, andandosi a posizionare come seconda fonte di energia. La domanda di gas naturale aumenterà di circa il 65% da qui al 2040 e il 2o% della-produzione globale avverrà in Nord America, sostenuta dalla crescita dell'offerta di gas non convenzionale». Altro dato: secondo l'outlook ExxonMobil, nel 2025 il NordAmericapotrebbe diventare esportatore netto di energia. «Nel corso dei prossimi due decenni - ha spiegato Onderdonk - oltre la metà dell'aumento dell'offerta di gas naturale non convenzionale avrà luogo in Nord America e offrirà una solida base per spingere ulteriormente la crescita economica negli Stati Uniti». Una crescita, quella della domanda di energia, che sarà determinatain granparte «dal comparto commerciale - trasporto pesante, aereo, marittimo e ferroviario - al passo con la maggiore movimentazione di merci determinata dalla crescita economica e del commercio internazionale». Questi i dati globali su cui si inserisce la valutazione sulle condizioni italiane non sempre facili per gli impianti di estrazione o produzione. «La strategia energetica nazionale appena approvata - dice Ivan Lo Bello, vicepresidente naziona-- le di Confindustria con delega all'educational presente all'incontro - era molto attesa. Essa rappresenta il documento programmatico che definisce le linee generali di indirizzo in campo energetico. Ora per favorire la crescita e la competitività del nostro sistema Paese occorre incentrare l'impegno su temi quali l'efficienza energetica, la maggiore competitività del mercato del gas e delle relative infrastrutture, lo sviluppo diun mercato elettrico efficiente, la diversificazione delle fonti, la modernizzazione della rete di distribuzione carburanti e l'importanza del ruolo nel settore della raffinazione». Come si evince dagli scenari della ExxonMobil la sfida energetica è enorme ed è chiaro che, per vincerla, come ha sottolineato il direttore della Raffineria Esso di Augusta Fernando Salazar, «l'efficienza energetica svolgerà un ruolo fondamentale soprattutto nel contenere l'aumento della domanda». N.Am. 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Energia Pagina 9

12 La vita, la carriera e le passioni di Massimo Fini, amministratore delegato di SisTer L'ingegnere della salute La nostra missione è migliorare la vita dei pazienti Così abbiamo vinto la sfida della globalizzazione DI IRENE GREGUOLI VENI«a testardaggine e una volontà ferrea mi hanno consentito di riportare l'azienda sui binari dell'eccellenza». Così Massimo Fini sintetizza lo spirito con cui guida da dieci anni SisTer, T mpresa che produce dispositivi perla dialisi, cui è approdato dopo un percorso molto dinamico in diverse realtà biomedicali. Tutto comincia quando, laureato in ingegneria, Fini viene contattato, nel 1980, da Mario Veronesi, «mio padre professionale e creatore dell'industria biomedicale di Mirandola (in provincia di Modena, ndr), per lavorare in Dideco, in cui mi sarei occupato dei dispositivi per la cardiochirurgia. Nel giro di tre annida 30 dipendenti siamo passatia 200, con prodotti che cominciavano a diventare interessanti», racconta. Dopo che, nel 1986, l'azienda viene venduta a Pfizer, Fini decide di cogliere l'opportunità di creare un'impresa, Cortek, quasi immediatamente acquisita al 51 % da Sorin (produttrice di apparecchi medicali ). «In questo modo avevamo le risorse per sviluppare prodotti monouso per tenere in vita il paziente durante la circolazione extracorporea. Nel 1991 Sorin poi chiuse le altre linee di prodotto che aveva per puntare tutto su di noi e io diventai respoñsabile di tutta la ricerca per quanto riguarda la cardiochirurgia». Il destino però riporta l'ingegnere ad avere a che fare con Dideco nel 1992: Sorin infatti acquisisce Shiley (l'impresa che controllava Dideco), ceduta da Pfizer in seguito alla crisi di Shiley a causa di alcune valvole cardiache difettose. «Mi sono trovato a dover lavorare con l'azienda che era il mio concorrente principale e da cui me ne ero andato: fu un periodo molto duro», sottolinea. Nel 1997 arriva però un'altra proposta di Veronesi, che al tempo guidava Dar (specializzata in articoli medicali, dell'americana Mallinckrodt), per diventarne direttore tecnico. «Accettai, cambiando settore, visto che l'azienda si occupava di anestesia e rianimazione. Nel 2000 Dar nominò me e un collega entrambi a.d., ma dopo circa sei mesi il gruppo Mallinckrodt fu acquisito integralmente da Tyco Healthcare e io diventai direttore ricerca e sviluppo per l'europa». Lasciata l'azienda e dopo un periodo da consulente, all'ingegnere viene offerto il posto di a.d. in SisTer. Così, dopo 22 anni passati a lavorare a Mirandola (dove comunque continua a vivere), Fini nel 2002 si sposta vicino a Cremona, dove ha sede l'azienda. SisTer, che nel 2012 ha fatturato 68 milioni di euro, è specializzata nella produzione di articoli medicali, dispositivi monouso, per il trattamento di pazienti con insufficienza renale cronica ; è parte di Fr esenius Medical Care (del gruppo tedesco Fresenius), che ha come obiettivo «provvedere alla cura e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da questa malattia con i trattamenti di emodialisi e la dialisi peritoneale. Siamo talmente verticalizzati da partire quasi dalle materie prime, producendo per esempio il granulo per fare il tubo, fino ad arrivare a fornire i servizi attraverso le cliniche», spiega Fini, che diventa anche responsabile dello stabilimento turco (Novamed Gmbh) e a.d. di Dialifiuids, specializzata in dialisi peritoneale ; inoltre è responsabile del product center di Fresenius Medical Care Emea. «In questi dieci anni abbiamo riportato la produzione all'interno quasi del tutto, con l'effetto di un costante aumento dei risultati sia in termini di fatturato sia di penetrazione di mercato, sia di miglioramento della qualità dei prodotti. Sono molto orgoglioso del team che ho creato e dei grandi passi fatti nell'organizzazione della produzione, grazie a una maggior efficienza nell'utilizzo delle risorse, coinvolgendo gli operai nelle attività di miglioramento», aggiunge l'a.d. «La sfida iniziale era la sopravvivenza di una azienda manifatturiera in un contesto globalizzato competitivo. Credo che questa sfida sia stata vinta attraverso la trasformazione della tipologia di lavoro, da prettamente manuale a fortemente automatizzato. La crescita del livello di automazione in SisTer in questi dieci anni ne è evidente dimostrazione». Riproduzione riservat Ingegneri Pagina 10

13 Il computer Sono un utilizzatore di Macintosh della prima ora, dal 1985 RICHARD N GQ RT H PATTE RSO N IL PRI/LO 1,1 LL.^. SCI t ta..f-, La lettura I miei libri preferiti sono i romanzi di Clavell ambientati in Cina-Giappone e tutti quelli di Richard North Patterson ihn Il Vino Il mio preferito è lo champagne (nella foto, il Vueve Clicquot Ponsardin, ma apprezzo anche il Franciacorta. Non disdegno neanche un buon lambrusco 13 aprile professione amministratore delegato di SisTer Ilta let Sono pássato di recente all'ipad mini che trovo molto comodo L'auto Non sono un appassionato di macchine sportive, ma sono molto soddisfatto della mia Audi A6 berlina Ingegneri Pagina 11

14 Ai ministero si sottolinea che la competenza ora è del Cnf Parametri per gli avvocati: la Giustizia «tira il freno» Giovanni Negri MILANO., Frenata sui parametri. O meglio sulla possibilità dìpotere disporre di nuovi importi in tempi brevi Nei giorni scorsi il Consiglio nazionale forense aveva aperto alla possibilità di un decreto ministeriale urgente che rivedesse almeno gli elementi più critici degli attuali valori. Facendo salvala titolarità dello stesso Cnf a formulare..una proposta di revisione più ampia e complessiva, sulla base di quanto stabilito dalla nuova legge forense. Ora, però, dal ministero della Giustizia si fa sapere che neppure questa ipotesi minimalista è percorribile. La soluzione ponte che aveva preso corpo nell'apertura del Cnfsi espone infatti arischi eccessivi di disapplicazione da parte dei giudici. L'accento da parte del ministero viene oggi messo proprio sul cambiamento del percorso procedurale che è stato introdotto con il nuovo ordinamento forense. Non è cioè possibile adottare un regolamento sulla base di una disciplina, quella precedente la riforma, che deve essere considerata abrogata. Se si procedesse in questa direzione, sarebbe elevato ilpericolo di esporre il decreto a una sistematica disapplicazione da parte dei giudici, provocando, con l'aggravante di farlo in una materia assai delicata, una forte confusione sulla liquidazione degli onorari professionali. Per il ministero questo porterebbe al moltiplicarsi delle impugnazioni e a una sicura nuova rimessione alle Sezioni unite della Cassazione, aprendo un potenziale conflitto con altri organi della giurisdizione come il Consiglio di Stato e la Corte dei conti. E neppure - si sottolinea in viaarenula-può essere condivisa lá proposta avanzata per esempio dall'oua di ritenere Perplessa. Paola Severino non abrogato l'articolo 9 del decreto legge n. i del 2012, in maniera tale da permettere un margine di intervento al ministero, dal momento che l'ordinamento forense ora prevede una procedura specifica e diversa. A questo punto, pure se è condiviso il disappuñto delle IL NUOVO LAVORO Domani lo speciale dei Sole I contratti, i giovani e le aziende: Guida alle novità operative. llni,u I )ro In vendita a 0,50 euro oltre al prezzo del quotidiano associazioni forensi per non avere visto concludersi un percorso di revisione che era stato avviato in autunno, non si può che attendere il progetto del Consiglio nazionale forense Però, con una vena di puntigliostànon disgiunta da un sottofondo polemico, alla Giustizia si ricorda che a febbraio il ministro Severino aveva invia-- to al Cnflabozza di decreto ministeriale messa a punto all'ésito del confronto autunnale con le associazioni, suggerendo che (forse) proprio quel confronto con il mondo forense poteva essere considerato assorbente la formale iniziativa del Cnf stesso alla luce del nuovo quadro normativo. Tutto questo, si spiega, avveniva nella piena consapevolezza del carattere "sostanzialista" del suggerimento, ma giustificandolo proprio conlafortevolontà divenire incontro alle esigenze dell'avvocatura e nel presupposto che la dialettica che aveva preceduto la formulazione della bozza di decreto ministeriale potesse rappresentare unutile elemento divalutazione per lo stesso Cnf. All'invio del decreto seguiva a stretto giro di posta però una risposta negativa da parte del Consiglio nazionale forense, il quale ribadiva che a quell'altezza di tempo (era l'11 febbraio, 9 giorni dopo l'entrata in vigore della riforma), il percorso era semmai inverso: non più dal ministero al Cnf, ma da Cnf al ministero. La bozza del Consiglio forense è in questi giorni all'attenzione degli Ordini e delle associazioni che, entro il 5 aprile, dovranno formulare le proposte di correzione. O RIPRODUZIONE RISERVATA APPROFONDIMENTO ONLINE Proposte sui parametri a confronto Avvocati Pagina 12

15 Dopo la Spagna arriva l'abilitazione dalla Romania Per favore, non diventi un avocat definitiv n conto medio tra 4 e 7 mila euro, un U soggiorno a Bucarest per affrontare pratiche ed esame di Stato, e voilà: iscritti all'albo degli avvocati in Italia. La via rumena alla professione forense per esercitare poi nel Belpaese è rapida e indolore, a parte il prezzo. È l'ultima frontiera per aggirare l'ostacolo dell'accesso nazionale. Nonostante siano oltre 230 mila gli iscritti all'ordine forense in Italia, con redditi in calo e lavoro che scarseggia, la fila di chi vorrebbe aggiungersi cresce di anno in anno. Ma c'è un problema: l'esame di Stato. A dispetto delle riforme avviate per ridurre squilibri di giudizio e irregolarità, l'accesso forense risulta ancora platealmente facile in alcune città, molto selettivo in altre. Un terno al Lotto, viene detto, con candidati che restano esclusi per anni e penalizzati nella professione. Come uscirne? Con l'esame all'estero e poi il rientro in Italia. Da tempo è possibile in virtù di normative comunitarie, recepite dal La strada preferita è stata quella spagnola, degli abogados da convertire in avvocati nostrani. Fino al 2011 non è servito nemmeno sostenere un esame, bastava il tirocinio a Madrid o Barcellona, mentre ora c'è da affrontare Costa tra 4 e 7 mila euro passare attraverso Bucarest per dribblare le selezioni per l'iscrizione all'ordine forense. Ed è tutto regolare A Roma, dove gli iscritti complessivi sono circa 24 mila, gli abogados risultano 750 un master universitario e una prova scritta. La nascente via rumena è ancora più facile: un po' di pratica certificata da studi legali in loco e un esame tranquillo. La fame di abilitazione semplice e veloce ha scatenato intensi rapporti con Bucarest e con altre città della Romania. Forti dell'esperienza con la Spagna, dal 2012 in Italia centinaia di società di consulenza e formazione hanno avviato ulteriori servizi a sostegno di chi vuole diventare a tutti i costi avvocato. Realtà ramificate e navigate, come il Cepu, fino a piccoli operatori fai-da-te. Sul web è un pullulare di offerte che inneggiano a scorciatoie, ma anche di messe in allerta ai candidati da spennare. Tra le migliaia di consulenti c'è di tutto: gente seria, ma anche molti faccendieri, sbroglia pratiche di incerta qualità. Qualcuno si accontenta di 4 mila euro, altri arrivano a 10 mila, in certi casi si supererebbe quota 20 mila. In meno di dieci mesi, viene detto, si chiudono le pratiche ministeriali, poi serve studiare cinque-sei mesi. La procedura prevede che l'aspirante legale ottenga innanzitutto un nulla osta dal governo della Romania oggi guidato da Victor Ponta, ovvero l'autorizzazione per l'equipollenza dei titoli. A quel punto si contatta l'ordine rumeno. Occorre dimostrare di aver svolto un paio d'anni di pratica, anche in Italia, dare prova di conoscere il diritto rumeno e, infine, sostenere l'esame, ritenuto assai più facile di quello italiano. Non lo supera il 100%, ma il successo è quasi garantito: si diventa «avocat definitiv». Dopodiché le carte tornano in Italia, con il neo avvocato che può iscriversi nell'albo speciale dei cosiddetti legali stabiliti, per tre anni, al termine dei quali essere riconosciuto d'ufficio nell'albo ordinario, come tutti gli altri. Già con la via spagnola, gli Ordini locali italiani hanno protestato, reclamato, parlato di raggiro, osteggiato le iscrizioni, Avvocati Pagina 13

16 avviato verifiche per controllare se almeno gli abogados italiani conoscessero la lingua iberica. Ma prima i Tar hanno dato loro torto, poi l'antitrust a inizio 2012 ha aperto un'istruttoria nei confronti di 12 enti di categoria, tra cui quelli di Milano e Roma. Nel dicembre 2011 anche la Cassazione ha confermato la legittimità delle procedure iberiche. Intanto, l'onda ha continuato a crescere: in Italia si stimano oltre 5 mila avvocati sdoganati in Spagna. Solo a Roma, dove gli iscritti complessivi sono circa 24 mila, gli abogados risultano 750, con la previsione di arrivare al migliaio entro il Mauro Vaglio, presidente dell'ordine romano, puntualizza: «Non vogliamo impedire queste iscrizioni, purché siano sincere. Quando sento i prezzi che girano, mi viene qualche dubbio». Anche il Consiglio nazionale forense (Cnf) presieduto da Guido Alpa si è invano battuto a lungo per ostacolare il fenomeno. L'ultimo tentativo risale a inizio febbraio, con la richiesta inviata alla Corte di giustizia europea per capire se si configura abuso del diritto, con riferimento, tra l'altro, all'elusione della disciplina più stringente di uno Stato. Ma le speranze di ottenere qualcosa sono scarse. La nuova strada rumena alimenta appetiti. Le società tutor provvedono a smaltire passaggi burocratici e amministrativi, pensano agli aspetti logistici nelle trasferte a Bucarest e dintorni, a traduzioni e fornitura di materiale didattico. Giuseppe Catalano, amministratore della società Le stanze di Leonardo con sede a Macerata, testimonia: «In un anno abbiamo ricevuto centinaia di domande, da gente insospettabile: figli di parlamentari, di noti avvocati e magistrati, addirittura di presidenti di Ordine». Gli fa eco Emiliano Ronconi, socio della romana Eurolex, che assicura: «C'è molto interesse. Ogni mese riceviamo domande, mentre sono i nulla osta rilasciati dal governo rumeno». Nel 2013 l'attesa è di un forte incremento. Franco Stefanoni Avvocati Pagina 14

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