Apre a Genova lo sportello Inail-Cip: orientamento e promozione della pratica sportiva

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1 Apre a Genova lo sportello Inail-Cip: orientamento e promozione della pratica sportiva Inail Liguria: "Vogliamo sostenere e promuovere, tra i disabili da lavoro, la pratica sportiva e le associazioni che la rendono possibile, per favorire il reinserimento sociale e superare le problematiche conseguenti a un infortunio" Sarà attivo a partire da giovedì 7 giugno presso la sede Inail di Genova, in via D Annnunzio, 76, lo sportello informativo Inail-Cip (Comitato italiano paralimpico). Presso lo sportello aperto il primo e il terzo giovedì del mese in orario 10.00/ sarà possibile acquisire informazioni in merito alle discipline sportive praticabili, le società sportive presenti in ambito territoriale e le modalità per accedere alle lezioni di prova. All inaugurazione prevista alle ore interverranno le principali autorità cittadine oltre ai responsabili dei due enti: per Inail, il Direttore Regionale Liguria, Alessandra Lanza, il Direttore della sede di Genova, Giuseppe D Antonio e Flavio Giacinti, Dirigente Medico dell Inail provinciale, per Cip, il presidente regionale, Gaetano Cuozzo oltre ad atleti e testimonial paralimpici di rilievo tra cui il campione mondiale nella disciplina handbike, Vittorio Podestà. Porterà la sua benedizione, il responsabile dell Ordine dei Cappellani del lavoro, Mons. Luigi Molinari. Di particolare valenza il contribuito e la testimonianza di Vittorio Podestà e Massimiliano Tonon, campione paralimpico nazionale. L apertura di uno sportello informativo in collaborazione con il Cip risponde ad uno degli obiettivi cui l Inail Liguria attribuisce particolare importanza: sostenere e diffondere, tra i disabili da lavoro, la pratica sportiva e le associazioni che la rendono possibile ai fini di favorire il reinserimento sociale e l efficace superamento delle problematiche connesse ad un infortunio. Le esperienze riabilitative INAIL hanno dimostrato, infatti, che la pratica sportiva assume grande rilevanza nel percorso volto al benessere psicofisico del disabile. Il Cip, Comitato italiano paralimpico, assume valore di interlocutore privilegiato in quanto è l ente individuato dalla legge quale responsabile dello svolgimento della pratica sportiva da parte della popolazione disabile a qualunque livello e per qualsiasi tipo di disabilità. Inail e Cip, in tale ottica, auspicano che lo sportello informativo diventi un utile strumento per l integrazione sociale dei disabili che chiama in gioco la sinergia e la logica di rete tra istituzioni e rappresentanze sociali. fonte: redattoresociale.it 6 giugno 2012

2 La sfida di Anna Maria si chiama Lis Tube : nasce il canale web per i sordi Lis Tube è uno dei pochissimi esempi di canali per non udenti redatto con il linguaggio dei segni. E tra le "madri" ideatrici di questo grande progetto c è anche una ragazza di Larino. Anna Maria Di Palma, studentessa universitaria, dopo aver conosciuto casualmente una persona affetta da sordità, ha deciso di accostarsi a questo mondo iscrivendosi al corso da interprete generico Lis dell istituto Infobasic di Pescara. Quindi, assieme ad Andreana Cioffi e Teresa Armiento (quest ultima fondatrice e coordinatrice del progetto) è venuto fuori questo web di informazione nel quale, attraberso il linguaggio dei segni, sono affrontati i più disparati argomenti, passando dalla cronaca alle favole per bambini. Tre giovani studentesse e il loro amore per un mondo a cui, pur non appartenendo direttamente, hanno deciso di dedicarsi. Il mondo è quello dei non udenti e gli ingredienti dello straordinario progetto sono semplici ed essenziali. "Lis Tube" nasce da qui, un sito web d informazione per il quale Anna Maria Di Palma, molisana originaria di Larino e le due abruzzesi Andreana Cioffi e Teresa Armiento (quest ultima coordinatrice, ndr) curano la registrazione di video in lis (lingua dei segni) affrontando i più disparati argomenti, passando dalla cronaca alle favole classiche che hanno accompagnato l infanzia di ognuno. fonte: primonumero.it 6 giugno 2012

3 In Puglia i Tg avranno la Lis La Giunta regionale ha approvato un regolamento per la concessione di contributi alle emittenti televisive locali per la promozione della lingua italiana dei segni nei telegiornali, mediante l'impiego di professionisti qualificati BARI - Tra qualche tempo in Puglia sarà possibile per le persone audiolese, seguire, come tutti, i telegiornali locali. A compiere questo grande passo avanti nell'accessibilità di tutti all'informazione, diritto fondamentale, è l'assessorato regionale al Welfare che finanzierà le emittenti televisive locali che intenderanno realizzare telegiornali con la lingua dei segni, la LIS. Al momento l'assessorato regionale al Welfare ha provveduto alla redazione di un regolamento regionale per la concessione di contributi alle emittenti televisive locali per la promozione della lingua italiana dei segni (Lis) nei telegiornali, mediante l'impiego di professionisti qualificati come traduttori della lingua Lis, in possesso di qualifiche conseguite con corsi di formazione professionali riconosciuti, in applicazione a quanto stabilito dall'art. 42 della legge regionale 31 dicembre 2010, n. 20. I passi successivi saranno l'approvazione del regolamento in Consiglio e la pubblicazione dell'avviso per la concessione dei contributi alle emittenti televisive. Secondo il regolamento appena approvato dalla Giunta regionale, saranno privilegiate le emittenti televisive a carattere regionale, la cui periodicità dell'informazione con la lingua dei segni sia giornaliera e che dedichino oltre 15 minuti all'informazione con la Lis, nella fascia di punta dalle 19 alle 21. La disponibilità finanziaria è di 600mila euro complessivi. "L'inclusione sociale delle persone con disabilità - ha chiarito l'assessore regionale al Welfare Elena Gentile - non è solo assegni di cura e assistenza diretta. Ci sono forme di esclusione dai diritti fondamentali che sono più subdole ma non meno discriminanti, come il diritto all'informazione. Riteniamo che rendere accessibile l'informazione locale alle persone con problemi di udito, con compromissioni più o meno gravi, sia un dovere, un obbligo, per valicare quei confini che già fisicamente impongono alla persona audiolesa un allontanamento dalla vita cittadina e dunque dalla partecipazione. Questo per noi è il reale welfare inclusivo, far sì che ciascuno possa conoscere e dunque cimentarsi nell'esercizio della partecipazione, la pratica vera della democrazia". fonte: superabile.it 7 giugno 2012

4 Esami di stato conclusivi degli studi superiori: novita' per gli allievi con DSA Previste misure compensative per gli allievi che abbiano seguito percorsi ordinari e prove differenziate per chi accede alla sola attestazione L'Ordinanza del MIUR n. 41/12 dell'11 Maggio scorso ha definito i criteri degli Esami di Stato conclusivi degli studi superiori. Il documento non presenta particolari novità per gli allievi disabili, ma vi è un intero articolo (17 bis) dedicato agli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA). Prove differenziate e prove equipollenti - Gli allievi con certificazione di disabilità, che abbiano seguito un Piano Educativo Individualizzato (PEI), sono valutati in base ad esso, come previsto dall'ordinanza ministeriale n. 90/01. Sono perciò ammessi a sostenere gli esami su prove differenziate, finalizzate esclusivamente al rilascio dell'attestazione, come indicato dal DPR n. 323/98. La commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, predispone invece prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati, se si ritiene che il candidato abbia raggiunto una preparazione idonea per il rilascio del diploma attestante il superamento dell'esame. E' previsto in questo caso l'utilizzo di ausili, mezzi tecnici o modi diversi, o lo sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti. Anche gli allievi con DSA che, in base al DM n.5669/11, abbiano seguito un percorso didattico differenziato, sono valutati in base ad esso. Sono cioè ammessi a sostenere gli esami di Stato su prove differenziate, finalizzate esclusivamente al rilascio dell'attestazione, come previsto dal citato DPR 323/98. Le novita' per gli allievi con DSA - La Commissione d'esame terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive degli allievi con DSA, in particolare le modalità didattiche e le forme di valutazione per i percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Le commissioni dovranno predisporre adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. I candidati potranno utilizzare strumenti compensativi, dispositivi per l'ascolto dei testi della prova registrati in formati mp3 o potranno usufruire delle presenza di un lettore. Per i candidati che utilizzeranno la sintesi vocale, la Commissione provvederà alla trascrizione del testo su supporto informatico. Saranno consentiti tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte e vi sarà un'attenzione particolare alla predisposizione delle prove per l'accertamento delle competenze nella lingua straniera. Al candidato potrà essere consentita l'utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici. Per i candidati con DSA che abbiano seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di prova scritta, dovrà sottoporre i candidati a prova orale, sostitutiva di quella scritta. fonte: disabili.com 7 giugno 2012

5 Liquidweb, innovazione solidale Start up al fianco dei disabili. Con il progetto BrainControl, la società senese ha conquistato l'interesse di investitori cinesi e statunitensi. Il suo fondatore, però, vorrebbe restare in Italia. "Il nostro scopo è migliorare la vita di chi soffre di Sla, sclerosi e tetraplegia. Fondamentale il rapporto con le associazioni" QUANDO si affacciano alla finestra, le sei giovani menti che compongono Liquidweb 1, una delle start up più promettenti del panorama italiano, hanno di che rigenerarsi. Da un lato, il verde gentile delle colline senesi. Dall'altro, il mosaico di tetti che abbraccia Piazza del Campo. Pasquale Fedele, fondatore e amministratore delegato della società, è fiero di mostrare quant'è bella questa terra, forse anche per ricordarsi perché abbia deciso di restare. La sua start up, operante nel settore Ict su tecnologie pervasive e mobili, ha ricevuto offerte da investitori cinesi e statunitensi: "Se fate i bagagli e venite da noi, vi finanziamo al 100%". Loro, però, tenteranno di restare in Italia, scegliendo semmai di aprire una seconda sede a San Francisco l'anno prossimo. Uno dei motivi - racconta Pasquale - è l'entusiasmo con cui le associazioni dei malati hanno accolto il nostro programma di punta, BrainControl 2. Malati, sì, perché la missione con cui nasce il progetto è di aiutare le persone affette da patologie come sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla e tetraplegia a vivere nel migliore dei modi possibili. Nascita di una start up. "Cinque anni fa, nell'ambito di un progetto di ricerca presso l'università di Siena, mi è capitato di lavorare sull'elettroencefalografia (Eeg), una tecnologia che esiste da moltissimo tempo, applicata all'interazione uomo-macchina basata sull'intercettazione di segnali neurali", spiega Pasquale (o meglio, l'ingegner Fedele). "La tecnica capta l'attività elettrica del cervello e la utilizza per interagire con il computer. Così mi è venuto in mente di utilizzare un sistema basato sull'eeg per aiutare le persone disabili a controllare delle tecnologie per l'assistenza mediante il pensiero". Forte della sua esperienza universitaria e di una precedente (ma non facile) avventura di spin off, Fedele ha dunque deciso di riprovarci, mettendo insieme un manipolo di ingegneri informatici, una neolaureata in business e una biologa. Sei persone in tutto, età media 28 anni. "L'altra volta ci eravamo arenati nella ricerca di finanziamenti", ricorda Fedele. "Questa volta abbiamo scelto di finanziarci facendo consulenza su tecnologie mobili e pervasive, portando avanti il progetto a prescindere dalla disponibilità di eventuali investitori". I primi risultati incoraggianti sono arrivati nel Da lì è stato un crescendo di piccoli e grandi traguardi, finalmente accompagnati da offerte di finanziamento. Eeg, wireless e tablet. La struttura del sistema è relativamente semplice. Gli ingredienti chiave sono tre: un caschetto commerciale dotato di sensori Eeg (gli stessi che si utilizzano per gli encefalogrammi), connessione wireless via bluetooth e un tablet. "Finora siamo riusciti a 'mappare' dodici pensieri utilizzando quattordici sensori", spiega l'ingegnere. "Ad oggi - prosegue - è possibile identificare con chiarezza percorsi di segnali neurali legati al movimento (quando si pensa di spostare o ruotare un oggetto nello spazio) e alle espressioni facciali (muovere le sopracciglia, fare un sorriso, strizzare l'occhio). È un campo della ricerca in continua evoluzione: ogni tanto salta fuori qualche ricercatore che aggiunge un pezzo al puzzle, come ad esempio la possibilità di mappare una singola parola". Concentrandosi sul sottoinsieme di pensieri legati al movimento, Pasquale e i suoi hanno messo a punto un sistema che funziona come una sorta di joystick mentale: il paziente pensa "destra/sinistra/in alto/in basso" e l'interfaccia del tablet reagisce di conseguenza, facendogli selezionare la voce di un menù piuttosto che il tasto di una tastiera virtuale. "In questo modo - precisa Fedele - abbiamo creato un primo semplice comunicatore che permette all'utente di esprimersi se interrogato su qualsiasi argomento".

6 Al fianco dei malati. In realtà, lo scenario a cui punta il team di Liquidweb è molto più ambizioso. "Il nostro software gira su tablet e consente, in via teorica, di integrare qualsiasi tipo di dispositivo", precisa Fedeli. "A titolo dimostrativo, la prima applicazione è stata quella di controllare il volo di un elicottero radiocomandato con la forza del pensiero. Gli obiettivi finali sono almeno due: da un lato creare un sistema capace di controllare la sintesi di messaggi vocali o la comunicazione via , social network e sms; dall'altro integrare le funzionalità di domotica, così da garantire a queste persone un po' di autonomia e controllo sul loro ambiente domestico" (ad esempio svegliarsi la mattina e poter accendere la luce, tirare su le tapparelle, muovere la carrozzina elettrica). L'idea del comunicatore è arrivata, paradossalmente, solo dopo l'incontro con il mondo delle associazioni, a cominciare da Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e Lo Spirito di Stella. "Con loro abbiamo capito che la priorità assoluta, in realtà, era la comunicazione. Per questi pazienti, comunicare vuol dire vivere, dimostrare il proprio affetto, mantenere i legami con gli amici e le persone care. Ci sono studi che dimostrano come l'aspettativa di vita aumenti nel momento in cui si riesce a sbloccare l'impossibilità comunicativa", ha aggiunto Fedele. Negli stadi più avanzati di queste patologie, si parla di sindrome "locked-in", in quanto si è completamente imprigionati nel proprio corpo ma la mente rimane attiva. La persona, in questo caso, è cosciente e sveglia, ma non riesce a trasmettere all'esterno alcun tipo di segnale. Aggiungendo al sistema dei feedback sonori, gli ingegneri di Liquidweb hanno intenzione di utilizzare il comunicatore anche per valutare i casi di coma apparente, quando una persona sembra in coma mentre in realtà è vigile a livello mentale. Dalla Silicon Valley a Nanchino, and back to Italy. In un anno e mezzo di attività, la start up ha portato a casa diversi riconoscimenti: dal primo premio a "Smau Percorsi dell'innovazione" alla partecipazione a "Mind the Bridge", che li ha portati a San Francisco e Berkeley, fino alla recente premiazione al "Talento delle Idee" e alla finale di "Start up dell'anno 2012" del PNICube 5. Poi un salto in Cina, a Shanghai e Nanchino, grazie al programma "Italia degli Innovatori" promosso dall'agenzia per il trasferimento tecnologico della Presidenza del Consiglio. "Il progetto ha suscitato un fortissimo interesse sia a San Francisco che a Shanghai", racconta Fedele. "Abbiamo trovato dei venture capitalist interessati a finanziarlo, ma con la richiesta di spostare tutta l'attività all'estero". Un'ipotesi che, almeno per il momento, l'azienda ha scelto di non prendere in considerazione. "Ovviamente ci stiamo scontrando con le difficoltà di creare da zero un prodotto così innovativo nel contesto italiano", ammette. "Però ce la stiamo mettendo tutta e i risultati iniziano ad arrivare, anche grazie al preziosissimo contributo delle associazioni". Uno dei punti critici riguarda la scarsa diffusione del private equity in Italia. "A San Francisco a ogni angolo della strada c'è l'ufficio di un business angel o di un venture capitalist, con la stessa frequenza con cui da noi ci sono sportelli di banche", ironizza Fedele. E poi mancano strumenti intelligenti in grado di prevenire che una start up "si ingessi" nel momento in cui deve usufruire del supporto di diversi investitori. Negli Stati Uniti questo ruolo è svolto dai convertible notes, impegni con cui si promette agli investitori una quota della società, ma solo al raggiungimento di determinati obiettivi. "In generale - conclude Fedele - l'italia deve lavorare sodo per trovare una sua strada all'innovazione. Di idee e creatività, però, ne ha da vendere". Come pure un po' di sana cocciutaggine. fonte: repubblica.it 13 giugno 2012

7 Cini. Smile Train Italia entra nel Network L'organizzazione si occupa della cura dei bambini affetti da labio-palatoschisi Smile Train Italia è entrato a far parte del Cini, il Coordinamento Italiano Network Internazionali - composto da Actionaid, Amref, Save the Children, Terre des hommes, VIS e World Vision. Smile Train Italia è un organizzazione internazionale, indipendente, impegnata nella cura di bambini e pazienti affetti da labio-palatoschisi. In Italia dal 2007, è partner di Smile Train International, la più importante organizzazione umanitaria dedicata alla chirurgia delle labio-palatoschisi ed è parte del network internazionale Medicus Mundi con sede a Ginevra e che raccoglie numerose organizzazioni internazionali che lavorano nel campo sanitario della cooperazione internazionale e dell advocacy e il cui principio è We share know how and join forces towards Health for All!. Rivolgendo il suo caloroso benvenuto ai nuovi soci, la portavoce del Cini, Maria Egizia Petroccione ha affermato: «Sono certa che l ingresso di Smile Train Italia consentirà di ampliare e rafforzare l impatto e l efficacia delle attività del CINI sia a livello nazionale che internazionale». «Come Smile Train siamo molto orgogliosi di entrare a far parte di un network così prestigioso, costituito da importanti organizzazioni umanitarie che, ognuna nel proprio campo, davvero creano la differenza per popolazioni e Paesi con minori risorse ed opportunità. Questo ancor di più alla luce dell ampliamento dello spettro delle nostre attività umanitarie. Abbiamo chiesto di partecipare a questo network, perché riteniamo essenziale unire e coordinare energie e sforzi per offrire un servizio di sempre maggiore efficacia ed efficienza e il Cini rappresenta, in assoluto, l esempio di come ci si possa organizzare insieme per lavorare e collaborare sinergicamente e, nello stesso tempo, favorire un indirizzo di interventi e di proposte legislative che possano sostenere e dare propulsione ai principi di cooperazione e sviluppo» ha dichiarato Fabio Abenavoli, residente di Smile Train Italia. fonte: vita.it 14 giugno 2012

8 Lombardia, accolto l appello dei disabili: ripristinato il fondo da 70 milioni La risposta della regione al corteo contro i tagli al sociale che si è svolto ieri a Milano: si torna alla cifra prevista per il Ledha: "Sono stati recuperati 30 milioni, ma ne mancano almeno altri 70" MILANO Il fondo sociale della Regione, destinato a disabili e persone in difficoltà, ammonterà nel 2012 a 70 milioni di euro. Si torna così alla cifra prevista nel 2011, che quest'anno era stata ridotta a 40 milioni, in seguito ai tagli del governo. La buona notizia l'hanno data oggi Margherita Peroni, assessore regionale al Commercio, Turismo e Servizi e i consiglieri Carlo Borghetti (Pd) e Carlo Saffioti (Pdl), rispondendo all'appello delle oltre 50 associazioni in difesa dei disabili e di volontariato, che stamattina hanno manifestato a Milano contro i tagli al sociale sotto il palazzo della Regione. Sono stati recuperati 30 milioni, ma ne mancano almeno altri 70 sottolinea la Ledha, che insieme alla Fand ha organizzato l'iniziativa Chiediamo alla Regione di compensare le risorse che non arrivano dallo Stato, per mantenere almeno i servizi esistenti. Il corteo di oltre 3 mila persone - secondo gli organizzatori ha sfilato da piazza Duca d'aosta fino a Palazzo Lombardia allo slogan: No ai tagli! Sì alla vita indipendente e all'inclusione nella società. Tra i manifestanti anche rappresentanti di Cgil e Cisl, il sindaco di Cernusco sul Naviglio e Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano. In piazza sono intervenuti Fulvio Santagostini presidente di Ledha, Franco Bomprezzi, portavoce dell'associazione e Nicola Stilla, presidente di Fand, federazione tra le associazioni nazionali dei disabili. Il presidente della Ledha ha sottolineato che oltre al ripristino dei fondi necessari, è importante che gli interventi rivolti alle persone con disabilità siano orientati all'inclusione sociale. Infine una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta da Giulio Boscagli, assessore alla Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale della Regione. Questo pomeriggio la Ledha presenterà al prefetto di Milano una richiesta indirizzata al governo, perché riduca i tagli. fonte: redattoresociale.it 14 giugno 2012

9 Il consiglio dei ministri approva il contrassegno europeo Eccomi di ritorno dall Olanda con tante storie da raccontare. La prima, assolutamente banale, mi permette di introdurre una piccola riflessione che porta con sé anche una notizia. Giusto una settimana fa infatti mi trovavo a Leida, una bella cittadina universitaria, regno incontrastato di biciclette e studenti. Il centro storico, come spesso accade, è chiuso al traffico automobilistico, con dissuasori elettronici con telecomando, così decido di lasciare la vettura su un posto riservato alle persone con disabilità. Espongo il contrassegno, quello arancione per intenderci e mi accingo a fare il tratto di strada che mi separa dal centro. Poi voltandomi indietro vedo che accanto alla mia macchina è ferma la polizia Avranno visto la targa straniera penso e controlleranno il contrassegno. Torno così sui miei passi, si fa per dire, mentre vedo un poliziotto che scende a vedere sul cruscotto. Li raggiungo e in inglese dico che la vettura è mia e come possono vedere sono un portatore di disabilità. Con educazione mi raccontano che loro non riconoscono il contrassegno italiano e mi chiedono perché non espongo quello europeo chiamato Cude (Contrassegno unificato disabili europeo). Provate voi a fargli capire che dal 4 giugno del 1998 (data in cui fu pubblicata la raccomandazione del consiglio europeo per l unificazione del contrassegno) ad oggi l Italia non aveva ancora trovato il tempo di ratificarlo e adattarsi. Provate a spiegare che per una norma legata alla legge sula privacy in Italia si adotta il cartoncino arancione e negli altri paesi europei quello blu. Tutto si risolve, ma mi dicono che in altre città mi avrebbero potuto fare la multa (cosa che in realtà poi non è successo). Ma a qualcuno è successo di prendere multe all estero per questo problema? Tornato in Italia, la bella scoperta il 25 maggio, il consiglio di ministri ha dato il via libera al Cude (alla lettera G) un piccolo passo verso l Europa. fonte: corrieredellasera.it 14 giugno 2012

10 Tai-chi «da carrozzina» per il benessere dei disabili Stando a un sondaggio condotto negli Stati Uniti, il 73 per cento di chi è costretto su una sedia a rotelle non fa alcuna attività fisica o comunque non si muove abbastanza. È partendo da questo dato che Zibin Guo, docente all'università di Chattanooga in Tennessee e, in passato, consulente per le Paralimpiadi di Pechino 2008, ha deciso di mettere a punto un programma di Tai-chi "da carrozzina", pensato apposta per i disabili. Posizioni Il nuovo metodo per praticare questa antichissima arte marziale orientale è stato descritto da Guo in un recente numero della rivista Technology and Innovation Proceedings of the National Academy of Inventors. «Barriere culturali e sociali impediscono troppo spesso ai disabili di partecipare ad attività di fitness dice Guo. Il Tai-chi da sedia a rotelle può essere praticato da seduti e prevede esercizi semplici e a basso impatto per la parte superiore del corpo, integrando il movimento della carrozzina con i movimenti fluidi e leggeri del classico Tai-chi. Tutto questo risolleva lo spirito e dà ai disabili la sensazione di poter controllare meglio i propri movimenti nello spazio». Il Tai-chi modificato per chi è costretto in sedia a rotelle prevede 13 delle 24 posizioni della disciplina, che hanno soprattutto lo scopo di trasformare la carrozzina da un mezzo di assistenza a una persona in difficoltà a uno strumento per esprimersi e sentirsi meglio. Vantaggi Tutto ciò ha un impatto non da poco sul benessere di chi pratica questa forma di Tai-chi, di cui è possibile vedere una dimostrazione su YouTube dall'eloquente titolo Dancing in the chair : «I disabili costretti in sedia a rotelle hanno una minore autostima e sono più sottoposti ad ammalarsi di depressione spiega Guo. Il Tai-chi è una disciplina con documentati benefici sulla salute e il benessere psicologico di chi lo pratica, è inoltre accessibile e a basso costo, in genere molto gradito a chi lo prova; per tutti questi motivi ho pensato di modificarlo per renderlo fruibile a chi ha deficit di movimento, sperando che si potessero ottenere gli stessi benefici». Ed è così: la pratica di questa forma di Tai-chi prevede movimenti delle braccia, della schiena e del bacino che migliorano la circolazione e la mobilità della parte superiore del corpo. Si tratta di esercizi lenti, che però rinforzano molto i diversi gruppi muscolari coinvolti migliorando resistenza e flessibilità della schiena, delle spalle e delle braccia. Senza contare gli effetti benefici sul benessere psicologico, che Guo sottolinea in modo particolare: persone che hanno abbandonato del tutto l'idea di poter fare sport in questo modo possono di nuovo dedicarsi a un'attività fisica, sentendosi in grado di esprimere il loro potenziale in maniera anche artistica, con movimenti che sembrano una vera danza. E tutto questo ha indubbi vantaggi sull'autostima e l'umore di chi pratica il Tai-chi da sedia a rotelle. fonte: corriere.it 19 giugno 2012

11 Dall'Agenzia delle Entrate, nuove agevolazioni per i veicoli delle persone disabili Iva al 4% per l'acquisizione in leasing, sia per i canoni di locazione sia sul prezzo del riscatto. E' quanto prevede la risoluzione 66/E appena pubblicata. L'agevolazione si limita al contratto di locazione finanziaria che preveda il riscatto del bene Da oggi, le persone con disabilità potranno beneficiare di una nuova agevolazione per i veicoli: è stato infatti pubblicata dall'agenzia delle Entrate la risoluzione 66/E, che si riferisce ai contratti di locazione e prevede l'iva al 4% sia per i canoni di locazione corrisposti sia sul prezzo di riscatto. Le agevolazione previste per l'acquisto dei veicoli si estendono così anche al contratto di locazione finanziaria, ma solo nel caso in cui quest'ultimo sia di tipo traslativo, cioè caratterizzato dalla volontà di riscattare il bene alla fine della locazione. "Per fruire dell'iva al 4 % - fa sapere l'agenzia - all'atto della stipula del contratto di leasing, devono essere soddisfatte le condizioni già richieste dalla legge in caso di acquisto. In particolare, per quanto riguarda l'intestazione del veicolo, in caso di leasing è possibile sostituire questo adempimento con l'annotazione sulla carta di circolazione del nominativo del locatario e della data di scadenza del contratto". Il beneficiario deve presentare alla società di leasing tutta la documentazione per usufruire dell'iva agevolata. Il beneficio decade se il contribuente non mantiene la disponibilità del veicolo per almeno due anni dalla data di stipula del contratto. Il testo della risoluzione è disponibile sul sito fonte: agenziaentrate.it 21 giugno 2012

12 Anche i disabili mentali potranno stipulare polizze Anche i disabili mentali potranno stipulare una polizza d assicurazione contro il rischio infortuni o malattia, ipotesi finora non contemplata dalle Condizioni generali stabilite dalle compagnie. Che infatti saranno modificate. Lo prevede un accordo raggiunto martedì nella sede romana dell Isvap (l Istituto di vigilanza delle assicurazioni private) e sottoscritto dallo stesso Istituto, dall Ania (Associazione delle imprese assicuratrici), da Progetto Itaca, onlus che opera al fianco delle famiglie dei disabili e dall Unasam (l Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale). Un intesa finora soltanto verbale ma che presto diventerà ufficiale, che mette la parola fine alla discriminazione di una fascia sociale fra le più deboli, traguardo raggiunto anche a seguito della campagna alla quale Avvenire aveva dato spazio e sostegno lo scorso febbraio. Dopo anni di petizioni, raccolte di firme e iniziative di sensibilizzazione, le famiglie dei disabili mentali, che in Italia sono circa 2 milioni (si va dalle dalle forme più leggere alle patologie gravi come schizofrenia, depressione maggiore, disturbo borderline di personalità e disturbo bipolare), sono finalmente riuscite ad ottenere un documento che recepisce le direttive della legge 18 del 3 marzo 2009, che a sua volta ratifica la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottoscritta dal nostro Paese il 30 marzo Nella Convenzione, i cui firmatari si impegnano ad eliminare dalle legislazioni nazionali qualsiasi discriminazione delle persone con disabilità, all articolo 25 si fa espresso riferimento al settore delle assicurazioni, vietando «le discriminazioni delle persone con disabilità, le quali devono poter ottenere, a condizioni eque e ragionevoli, un assicurazione malattia e, nei Paesi nei quali sia consentito dalla legislazione nazionale, un assicurazione sulla vita». Finora, questi erano rimasti soltanto degli auspici, almeno per i disabili mentali, che difatti non erano mai riusciti a farsi assicurare contro gli infortuni o per sottoporsi a cure ospedaliere. Da martedì, invece, le famiglie possono avvalersi di un parere dell ufficio legale di Ania che riconosce non conforme alla legge l esclusione dei disabili mentali dalla possibilità di sottoscrivere un contratto di assicurazione. L iter burocratico della vicenda ora prevede che l Isvap comunichi all Ania, tramite un apposita direttiva, l illegittimità dell esclusione dei disabili mentali, operazione che si dovrebbe concludere entro un mese. Subito dopo, l Ania informerà le compagnie che, appunto, saranno tenute a modificare il testo delle Condizioni generali per eliminare i riferimenti ai disabili mentali reputati discriminanti e non conformi alla legge. Con la fine dell estate, dovrebbe essere possibile stipulare i primi contratti. A questo proposito, nel suo parere l ufficio legale dell Ania scrive che le compagnie non sono autorizzate ad applicare condizioni diverse ai disabili mentali rispetto agli altri clienti, se non in presenza di specifiche statistiche che attestino una più alta incidenza di infortuni o malattie. Questi dati, però, non esistono proprio perché i disabili mentali non hanno mai potuto essere assicurati contro infortuni o malattie. A supporto della propria battaglia, le associazioni delle famiglie dei disabili mentali hanno prodotto anche una serie di pareri scientifici di medici e psichiatri, tutti tendenti a confermare che il malato mentale non è maggiormente soggetto a infortuni rispetto al resto della popolazione. Ictus, cancro e malattie infettive, riferisce in proposito il professor Luigi Benevelli, psichiatra e storico della psichiatria, con oltre quarant anni di esperienza accanto ai malati, «colpiscono le persone con disturbi mentali quanto e come il resto della popolazione», aggiungendo che «è del tutto doveroso e necessario che anche le persone con disturbo mentale grave possano garantirsi la copertura del rischio infortuni e delle patologie somatiche intercorrenti». Sostegno «convinto» alla posizione delle famiglie è stato espresso anche dal professor Carlo Altamura, direttore della Clinica psichiatrica dell Università di Milano e del Dipartimento di Salute mentale dell Ospedale Maggiore Policlinico. fonte: avvenire.it 22 giugno 2012

13 "Tutto è Superabile" Un'estate sul network di Gold Tv Partito venerdì 15 giugno dalle ore 21 sul network di Gold Tv l appuntamento televisivo con il nuovo format dedicato interamente alla disabilità, Tutto è Superabile. Pensata e realizzata dal portale informativo e contact center integrato SuperAbile Inail, la trasmissione propone buone prassi, ma anche sport paralimpico e associazionismo. Interamente sottotitolata per i non udenti. Tra gli ospiti in studio, Dario D Ambrosi e il teatro patologico Turismo per tutti, premio europeo città accessibili, il Magazine di Superabile e un intervista al direttore della redazione romana di Superabile.it, il teatro patologico di Dario D Ambrosi, i buoni esempi dall Europa, la pillola dell esperto sulla mobilità e le novità in campo Inail: sono questi i temi che caratterizzano l appuntamento settimanale televisivo di venerdì 15 giugno del nuovo format Tv dedicato interamente alla disabilità, Tutto è Superabile. Giunto alla sua terza puntata, il programma è pensato e realizzato dal portale informativo e Contact center integrato SuperAbile Inail. L appuntamento ha cadenza settimanale e va in onda fino all appuntamento delle Paralimpiadi di Londra 2012 in diretta tutti i venerdì sera dalle 21 alle 22 sulle frequenze del network Gold Tv. La trasmissione è sottotitolata per i non udenti dall associazione CulturAbile. Tutte le puntate sono poi scaricabili attraverso il canale Youtube Superabilenetwork. Il programma, condotto da Andrea Venuto in collaborazione con Erica Battaglia in postazione al desk multimediale e Marco Gaviglia alla co-conduzione della parte relativa allo sport paralimpico e allo sport integrato, è pensato per affrontare il tema della disabilità in ogni suo aspetto: da quello progettuale a quello culturale, da quello sportivo a quello associativo, fino alle problematiche più attuali. In particolare, nella puntata di venerdì 15 giugno si affronta il tema del turismo per tutti insieme all esperta Superabile, Francesca Tulli, e quello dell accessibilità delle principali città europee. In studio, anche Dario D Ambrosi, che ha appena concluso in qualità di direttore artistico il Festival del teatro patologico, e Antonella Patete, responsabile del Magazine Superabile. Le Pillole dell esperto invece rimandano tutte al tema della mobilità: dal contrassegno europeo agli sgravi fiscali per le riparazioni. Spazio poi all Inail e allo sport con apposite rubriche dedicate. Uno sguardo a 360 gradi, dunque, che porta del resto con sé l'anima e la professionalità che in questi anni hanno caratterizzato la produzione giornalistica e la consulenza specializzata del portale informativo e contact center integrato SuperAbile - Inail. In onda dunque venerdi 15 giugno sulle frequenze del network di Gold Tv: canale 128 del digitale terrestre per Piemonte, Val D'Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna, Molise, Umbria; canale 129 per in Campania, Lazio e Piemonte; Silver Tv Sat (bouquet di Sky). fonte: sordionline.com 22 giugno 2012

14 Campania, mostre e musei anche per ciechi e ipovedenti Visite a musei e siti archeologici per 500 ciechi e ipovedenti, accompagnati dai loro accompagnatori e guide: è il progetto «Turismo culturale per disabili visivi», finanziato dal dipartimento per la gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri e presentato a Roma dall'unione italiana dei ciechi. Un'iniziativa che durerà 18 mesi e che si terrà, oltre che in Campania, anche in Lazio e Toscana è che è costata 235mila euro. L'ACCESSO ALLA CULTURA - «Il diritto alla cultura, che i ciechi hanno sempre rivendicato, inizia finalmente ad essere riconosciuto come tale, grazie anche al finanziamento di questo progetto da parte del dipartimento per la gioventù» ha detto Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'uic, nel corso della presentazione del progetto. L'obiettivo è quello di aprire ai disabili visivi l'accesso a iniziative turistiche, e anche sensibilizzare gli operatori del settore (responsabili delle strutture, addetti alla custodia e guide turistiche) alle problematiche dell'approccio dei disabili visivi con le varie forme di arte. «Non un museo per ciechi, quindi, ma la possibilità di accedere ai musei di tutti, in ogni momento in cui il cieco ne ha necessità o interesse» ha spiegato Orlando Paladino, referente operativo del progetto. fonte: corriere.it 28 giugno 2012

15 Invalidità civile, diritto all assegno anche senza carta di soggiorno E discriminatorio non riconoscere il diritto all assegno per l invalidità civile agli stranieri regolarmente presenti in Italia. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, rigettando un che era stato presentato dall Inps contro una sentenza della Corte di Appello di Torino. Lo rende noto una comunicazione dell Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull Immigrazione). Con l ordinanza 10665, la Corte di Cassazione, appellandosi ai principi dichiarati nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali, ha confermato che le prestazioni di invalidità spettano anche agli stranieri disabili regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Nell art. 14 si legge che il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l origine nazionale o sociale, l appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione. Per ottenere l assegno di invalidità non si presentano quindi come requisiti necessari l essere naturalizzati cittadini italiani o l aver maturato i tempi di permanenza richiesti per il permesso per soggiornanti di lungo periodo (l ex carta di soggiorno per cittadini stranieri). Con l ordinanza del 26 giugno, la Corte di Cassazione ha ricordato quanto già affermato con la sentenza n.4110 del 14 marzo Esiste una consolidata giurisprudenza costituzionale secondo cui l assegno di invalidità costituisce una provvidenza destinata non già a integrare il minor reddito dipendente dalle condizioni soggettive, ma a fornire alla persona un minimo di sostentamento, atto ad assicurarne la sopravvivenza. fonte: volontariatoggi.info 28 giugno 2012

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