AZIONI di COORDINAMENTO ORGANISMI REGIONALI ANFFAS ONLUS. programmi e stato dell arte. Consigliere Nazionale Cesarina Del Vecchio

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1 AZIONI di COORDINAMENTO ORGANISMI REGIONALI ANFFAS ONLUS programmi e stato dell arte Consigliere Nazionale Cesarina Del Vecchio 1

2 PROGRAMMA APPROVATO DALL ASSEMBLEA ASSEMBLEA MAGGIO 2010: Per quanto concerne l azione l relativa agli Organismi Regionali Anffas Onlus, Anffas Nazionale proseguirà nelle azioni di impulso affinché tali livelli diventino sempre più adeguati rispetto al ruolo essenziale che debbono svolgere. 2

3 IN QUESTA DIREZIONE Anffas Onlus si è impegnata con interventi volti a promuovere, realizzare e consolidare i Livelli Regionali, ricordiamo ad esempio che: Ha stanziato un contributo economico annuale; Ha programmato Assemblee Annuali; Ha promosso e realizzato eventi e formativi. 3

4 IL CDN, nella seduta del luglio 2010, HA DELIBERATO: il conferimento di apposito incarico di coordinamento per il: Funzionamento dei Livelli Regionali al Consigliere Nazionale Cesarina Del Vecchio, coadiuvata dalla dott.ssa Emanuela Bertini, Direttore Generale 4

5 l OBIETTIVO è uno solo: AVERE UNA RETE DI ORGANISMI REGIONALI CHE FUNZIONI NEL RISPETTO DELLE REGOLE ASSOCIATIVE 5

6 INFATTI ARTICOLO 19 STATUTO ANFFAS ONLUS Anffas Onlus promuove, tra le Associazioni locali socie, la costituzione di Organismi Regionali con compiti di coordinamento in ambito regionale e rappresentanza politica associativa, nel rispetto del principio di sussidiarietà,, delegando a tali organismi la rappresentanza di Anffas rispetto ai rapporti con la Regione di appartenenza, con le relative Province e con qualsiasi Organismo pubblico con competenza sovraprovinciale,, limitatamente al territorio della Regione di riferimento, 6

7 ANCORA L ARTICOLO L 19 nonché compiti di verifica, con l obbligo l di segnalare ad Anffas Onlus l eventuale mancato rispetto dei requisiti previsti per il mantenimento della qualifica di socio da parte delle Associazioni locali socie 7

8 PARIMENTI ARTICOLO 3 bozza standard statuti ANFFAS locali: L Associazione persegue il proprio scopo, anche attraverso lo sviluppo di attività atte a: stabilire e mantenere rapporti con gli Organi Politici ed Amministrativi locali e Regionali, con Centri pubblici e privati operanti nel settore della disabilità, nel rispetto del ruolo primario degli Organismi Regionali di cui all art. art. 19 dello statuto di Anffas Nazionale.. 8

9 ARTICOLO 3.1.Le attività di cui all Art. 3 sono esercitate in coerenza con le indicazioni fornite da Anffas Nazionale. L Associazione ha piena autonomia giuridica e conserva, pertanto, la propria autonomia decisionale, gestionale, operativa e patrimoniale secondo il presente Statuto, delegando gli interventi per le attività regionali agli Organismi Regionali rappresentativi delle Associazioni Locali Socie e sovraregionali ad Anffas Onlus Nazionale, concordandone i modi nelle sedi associative opportune 9

10 E ancora: L Associazione locale si obbliga all osservanza dell atto costitutivo, dello Statuto, dei regolamenti e delle deliberazioni adottate dai competenti organi sociali dell Anffas Nazionale nonché a punto 5) dell elenco: costituire, aderire e partecipare agli Organismi Regionali rappresentativi delle Associazioni locali socie del territorio della Regione di riferimento 10

11 Allo stesso modo ARTICOLO 3 bozza standard statuto Associazioni Regionali:...l Associazione inoltre: esprime, nell Assemblea, appositamente convocata, dal Presidente di Anffas Onlus, tramite il proprio rappresentante, parere consultivo in tema di linee di indirizzo politico di Anffas Onlus; promuove, nell ambito della propria regione di appartenenza, le linee e i relativi deliberati associativi nazionali, esercitando un ruolo di trasmissione delle finalità e direttive politiche nazionali verso le Strutture Associative locali 11

12 Visto quindi l incarico l conferito si è adottato un apposito programma di lavoro, condiviso anche con gli stessi livelli regionali in occasione dell Assemblea annuale degli Organismi Regionali (Roma 27-28/11/10) 28/11/10) 12

13 PROGRAMMA BIENNIO Fasi di lavoro: 1 fase fino a dicembre 2010: Analisi dati e documentazione già a disposizione 2 fase intero 2011 e primo semestre 2012: Programmazione e realizzazione di incontri con tutti i livelli regionali 13

14 3 fase secondo semestre 2012: Programmazione e realizzazione di un incontro congiunto con tutti i livelli regionali e solo successivamente: Riprogrammazione interventi da realizzare nel 2 BIENNIO DI MANDATO ( ) 2014) 14

15 STATO DELL ARTE: Oltre ad aver concluso la prima fase di studio ed analisi preventiva, si è dato inizio alla seconda fase, di conoscenza e confronto in loco, con incontri presso i singoli Organismi Regionali 15

16 Incontri già realizzati: STATO DELL ARTE: ABRUZZO e MOLISE Pescara 27/09/10 PIEMONTE Torino 5/02/11 TOSCANA Firenze 11/02/11 MARCHE Macerata 20/04/11 16

17 Prossimi Incontri: STATO DELL ARTE LAZIO SICILIA VENETO LIGURIA PUGLIA EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA CAMPANIA CALABRIA SARDEGNA TRENTINO LOMBARDIA 17

18 Un primo bilancio ferme restando le peculiarità di ciascun Organismo territorio, già i primi incontri realizzati hanno consentito di far emergere problematiche comuni e/o prioritarie, nonché alcuni interessanti spunti di riflessione sia per quanto attiene alle singole strutture locali sia per quanto riguarda i livelli regionali. 18

19 problematiche emerse strutture locali difficoltà a gestire gli aspetti più prettamente burocratici dell essere associazione; difficoltà a dedicarsi alle attività prettamente e puramente associative nelle strutture che gestiscono direttamente servizi; problema del reperimento delle risorse reperimento delle risorse economiche che finanzino le attività associative; 19

20 problematiche emerse strutture locali difficoltà al coinvolgimento di più soggetti/soci nella nelle attività e nella gestione associativa e conseguente difficoltà nel cd. ricambio ai vertici; difficoltà ad avere nuovi soci soprattutto familiari e giovani. 20

21 rispetto alla partecipazione Livello Regionale E forte e percepito il radicamento/ sentimento di appartenenza ad Anffas. Ed è certamente evidente la consapevolezza dell utilit utilità e dell importanza del ruolo dell Organismo Regionale nel sistema. 21

22 Permangono peraltro difficoltà rispetto alla consapevolezza del contributo attivo che ciascuna Associazione puo e deve dare alle attività ed al funzionamento dell Organismo Regionale di appartenenza. 22

23 Infatti il Livello Regionale deve divenire sempre più un luogo agito e sostenuto da tutte le strutture locali. Solo così potremo essere attori dei cambiamenti politici, culturali e sociali necessari sul e per il territorio. 23

24 certamente non è facile nén in alcuni casi possibile trovare o fornire risposte e soluzioni a tali criticità/difficolt /difficoltà. Si può però ragionare insieme e adottare interventi comuni o simili. In ogni caso Anffas Nazionale intende garantire il proprio sostegno ed affiancamento alle strutture che condividono il percorso. 24

25 In questo senso quindi vanno tutti gli interventi programmati indicati e non solo il piano d azione, sin qui sintetizzato, ma anche: Report degli incontri fornito alle Strutture interessate; Proposte ed idee progetti; Azione del CS&FA; Eventi formativi ed informativi; Azioni di monitoraggio etc i 25

26 i Naturalmente siamo oggi al primo step di un percorso che ci vedrà impegnati insieme (Anffas Nazionale Regionali Locali), tuttavia ribadiamo la convinzione e la volontà che, anche grazie ad azioni di reciproco confronto ed impulso, otterremo che tutti livelli associativi diventino adeguati al ruolo essenziale che debbono svolgere! 26

27 G R A Z I E

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