DIRER Sabato, 12 aprile 2014

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1 DIRER Sabato, 12 aprile 2014

2 Sabato, 12 aprile 2014 Pubblica Amministrazione 12/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 4 Renzi: lotta violenta contro la burocrazia 1 12/04/2014 La Repubblica Pagina 38 RICCARDO LUNA La rivoluzione comincia dal sud 3 12/04/2014 Milano Finanza Pagina 31 MARIA MONNI I primi 50 del mainframe 4 12/04/2014 Corriere della Sera Pagina 2 G. San. False residenze, 8 mila all' anno «Così evadono il ticket /04/2014 La Stampa Pagina 6 FABIO POLETTI Renzi rilancia la "guerra ai burocrati" 8 Normativa Comuni 12/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 NUOVO RUOLO Le funzioni Il nuovo Senato delle autonomie, nel Ddl di /04/2014 La Repubblica Pagina 2 Spesa corrente fuori controllo, premi e incentivi in spregio ai contratti /04/2014 La Repubblica Pagina 10 GIOVANNA VITALE I bilanci falsi di Alemanno "Un buco da 500 milioni" Ma Marino non si salva 13 12/04/2014 Milano Finanza Pagina 18 Il fisco Usa agita i fondi immobiliari 15 12/04/2014 Italia Oggi Pagina 24 VALERIO STROPPA Rimborsi chilometrici esenti da imposte 16 12/04/2014 Italia Oggi Pagina 27 MAURIZIO DELFINO Tari più manovrabile da parte dei comuni 17 12/04/2014 Corriere della Sera Pagina 10 Diego Colombo È dell' Inps che non la usa Odissea dell' ex clinica rivenduta e Normativa Enti Locali 12/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2 ROSSELLA BOCCIARELLI Padoan: no manovra Fmi: siano strutturali i tagli di spesa e tasse 21 12/04/2014 La Repubblica Pagina 30 GIOVANNI VALENTINI RISCOPRIAMO IL TESORO NASCOSTO DEI BENI CULTURALI 23 12/04/2014 Italia Oggi Pagina 27 FRANCESCO CERISANO Una moneta lombarda 25 Sindacati 12/04/2014 Il Messaggero Pagina 9 «I sindacati devono cambiare serve una Pensionati 12/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 1 Una dichiarazione su due con moduli precompilati 29 12/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3 LA PRIMA TAPPA 30 12/04/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3 GIOVANNI PARENTE Una dichiarazione su due precompilata 31

3 Pagina 4 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Le vie della ripresa. Renzi: lotta violenta contro la burocrazia Il premier al Salone del Mobile: no a manovra bis, nei prossimi anni restituiremo «Lunedì le nomine» Emilia Patta MILANO «Qui c' è un pezzo di economia che l' Italia ha il diritto di incoraggiare attraverso alcuni punti fermi come una violenta lotta contro la burocrazia. Non abbiamo alternative. E parlando di violenta lotta alla burocrazia, la politica deve partire da se stessa». Matteo Renzi cala al Nord, e davanti agli imprenditori che lo ascoltano alla Fiera di Rho dove è in corso il Salone del Mobile mena fendenti contro banche, manager pubblici strapagati e politici che non vogliono cedere la poltrona. Torna ad escludere che sarà necessaria una manovra bis («per la prima volta si restituisce invece che prendere, per la prima volta facciamo una manovra che taglia e restituisce i soldi. In molti non sono abituati ma è bene che se ne facciano una ragione perché per i prossimi anni sarà così». E dopo aver annunciato che lunedì o al massimo martedì il governo presenterà la lista dei nomi dei candidati per il rinnovo dei consigli di amministrazione delle società partecipate, tocca le corde sensibili di chi fa impresa ricordando i progetti in campo per ridare competitività al Paese: fisco («il vero problema dell' Italia è l' F24 più che gli F35, bisogna riformare il fisco perché il nostro Paese non ha un sistema fiscale all' altezza degli altri grandi Paesi del mondo»); mercato del lavoro («la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro ma affondata nelle rendite, occorre ridare dignità e valore al lavoro nella consapevolezza che semplificare non vuole dire precarizzare»); accesso al credito per le Pmi («le banche, alle quali stiamo chiedendo un sacrificio per restituire in busta paga a chi non ce la fa, diano il fido anche al piccolo artigiano e non solo alle grandi aziende: serve una più forte attenzione per il credito alle Pmi»); e appunto sburocratizzazione («i manager cercheranno di farcela pagare, ma su questa vicenda andremo avanti fino alla fine»). Musica per le orecchie dei produttori. Che naturalmente attendono il governo alla prova dei fatti. Da qui il timing serrato che si dà Renzi: «Non sono qui a scaldare la sedia, se il Palazzo di Roma mi trasformerà, allora vuol dire che non sono adatto», è l' impegno che prende il premier nella sua prima trasferta a Milano. «O ci sono risultati o vorrà dire che anche noi siamo dei chiacchieroni». Pubblica amministrazione, giustizia e fisco saranno appunto le grandi riforme delle prossime settimane, fino a giugno. La sfida è grande e piena di rischi. Ma il premier non si fa intimorire. Sta al gioco dei giornalisti che, davanti al gate di Expo 2015, gli fanno notare che è il Continua > 1

4 Pagina 4 < Segue Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione quarto premier ad occuparsi dell' esposizione universale: «Il quinto sarà meglio», ironizza. Ma dopo l' incontro con i vertici dell' esposizione universale ribadisce la centralità di Expo 2015: «Anche in questo caso bisogna evitare che la burocrazia blocchi tutto, rispettando tutte le regole: noi rispetteremo tutte le regole». Oggi seconda tappa nel cuore del Nord con Torino, dove Renzi e il Pd apriranno ufficialmente la campagna elettorale per le amministrative e naturalmente per le europee puntando proprio sulla "reconquista" del Piemonte in mano alla Lega con la candidatura dell' ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Piemonte e Abruzzo le Regioni al voto nell' election day del 25 maggio. Oltre a 4mila Comuni italiani, di cui 26 capoluoghi. «Il centrodestra governa in 12 capoluoghi, e noi puntiamo a conquistarne una buona parte spiega Stefano Bonaccini, responsabile Enti locali del partito. In Lombardia e Veneto, in particolare, il centrodestra governa in tutti e sei i capoluoghi chiamati al voto: vincere nella metà di queste città è il nostro obiettivo. Così come molta della nostra attenzione è concentrata su Sassuolo in Emilia Romagna e Prato in Toscana, città passate al centrodestra nel pieno della crisi economica. Riconquistarle, assieme al Piemonte, sarebbe il segnale dell' inversione di tendenza nel cuore produttivo del Paese». Quanto alle europee, l' asticella è fissata ufficialmente un punto in più del 2009 (ossia 27%). Ma si sa che Renzi punta a raggiungere, e se possibile superare, la cifra tonda del 30%. RIPRODUZIONE RISERVATA a pagina 21 L' approfondimento sulle nomine. 2

5 Pagina 38 La Repubblica Pubblica Amministrazione TEMPI MODERNI. La rivoluzione comincia dal sud IL VIDEO sta su YouTube. Si chiama Piazze d' Italiaed ha dietro una storia che anticipa una rivoluzione. È il video "istituzionale" dell' Enit, il polveroso ente del turismo. E poteva essere la solita roba inutile strapagata. E invece, non si sa bene come e perché, si sono rivolti ad una piccola agenzia digitale di Matera, Can' t forget Italy, creata anni fa da Mikaela Bandini, una donna bella e tosta arrivata in Basilicata dal Sud Africa per amore. La piccola agenzia lucana aveva dimostrato un eccezionale talento nel creare "diari digitali" delle varie località turistiche italiane. E anche per Enit ha fatto centro: la Bandini si è rivolta a dieci artisti videomaker che hanno ripreso le piazze d' Italia in 45 città. Il risultato? Un video opera collettiva che in tre minuti racconta l' Italia reale, quella fatta di piazze e persone vere. Senza trucchi, senza attori, senza ritocchi. Ma la rivoluzione è un' altra: Piazze d' Italiaè la prima opera realizzata per la pubblica amministrazione a rinunciare al copyright per adottare la licenza creative commons NC, che vuol dire che quel video può essere ripubblicato ovunque e da chiunque ma non per fini commerciali. Ovvio? Sì, visto che si tratta di promuovere l' Italia, ma è la prima volta che succede. Le rivoluzioni iniziano dove meno te lo aspetti a volte. A Matera. RIPRODUZIONE RISERVATA. RICCARDO LUNA 3

6 Pagina 31 Milano Finanza Pubblica Amministrazione I primi 50 del mainframe hi techla piattaforma tecnologica inaugurata mezzo secolo fa da Ibm con la Serie/360 festeggia il compleanno con prospettive di crescita significative. Trainate da cloud, smartphone e big data. Poche tecnologie riescono a tagliare il traguardo dei 50 anni nella stessa forma smagliante del mainframe, l' architettura tecnologica nata il 7 aprile del 1964 con il lancio della serie System/360 di Ibm. Le parole usate dall' allora presidente del colosso statunitense, Thomas Watson, che aveva definito il sistema come «l' inizio di una nuova generazione, non solo di computer, ma di applicazioni nell' impresa, nella scienza e nella pubblica amministrazione», si sono infatti rivelate esatte. Il mainframe è per molti versi il naturale complemento del cloud computing, la nuova architettura It che permette di fruire di software e applicazioni in una logica nuova e basata su costi proporzionali all' effettivo consumo, senza quindi dover fare carico di immobilizzazioni di capitale per hardware, software e servizi di gestione e manutenzione. Uno scenario che si espande quindi in maniera significativa rispetto a quello in cui il mainframe ha dimostrato la propria validità negli ultimi 50 anni, che lo hanno visto protagonista discreto di molti dei servizi più diffusi e utilizzati. Dal bancomat alle previsioni meteorologiche, dalla gestione dei biglietti aerei sino al sistema di logistica dei grandi corrieri, i mainframe hanno infatti consentito di costruire architetture capaci di elaborare enormi quantità di dati con un grado di affidabilità prima impensabile e a un prezzo per operazione incredibilmente contenuto. Pensati per lavorare senza sosta e per essere sfruttati al massimo delle proprie capacità, i mainframe sfruttano le risorse dello hardware in maniera significativamente superiore rispetto ai server, consentendo così di ottimizzare i costi complessivi per le società. «Dietro un mainframe Ibm ci sono un' enorme quantità di ricerca e sviluppo, e l' integrazione di tutte le tecnologie più avanzate. E questo lo rende una realtà unica: oggi nel nostro mercato non esiste nulla di paragonabile, in termini di scalabilità, affidabilità e sicurezza», ha dichiarato Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, «noi non ce ne rendiamo conto ma il mainframe è uno strumento che usiamo quasi tutti i giorni, come lo smartphone o il tablet che abbiamo sempre in tasca. Certo è meno visibile ma, per fare un esempio, quando paghiamo una bolletta o usiamo l' applicazione di home banking dal nostro smartphone stiamo parlando con un mainframe. Continua > 4

7 Pagina 31 < Segue Milano Finanza Pubblica Amministrazione Oggi l' 80% dei dati aziendali mondiali si trova sul mainframe, e questo vale anche in Italia». I dati sul loro utilizzo del resto vedono un impiego massiccio in ogni settore industriale, con un trend di crescita legato all' esplosione dei dati. Già oggi, infatti, 92 delle prime 100 banche utilizzano il mainframe per fornire ai clienti servizi bancari a portata di mouse, mentre 23 delle prime 25 aziende del settore retail a livello mondiale utilizza il mainframe per assicurare ai loro clienti un servizio personalizzato. Non stupisce, proprio per la mole e la criticità delle informazioni trattate, che le autorità governative di tutto il mondo siano tra i più grandi utilizzatori di mainframe: oltre 225 enti pubblici statali e locali si affidano a questi strumenti a livello globale per sostenere i dipartimenti di polizia e i vigili del fuoco, le utility e la raccolta dei rifiuti, i parchi e gli ospedali. Proprio fenomeni come il cloud e i big data, ovvero l' accumulazione di miliardi di informazioni provenienti dagli ambiti più disparati, dagli scontrini del supermercato ai commenti sui social network, che vengono poi correlate per moltiplicarne il valore commerciale, stanno facendo letteralmente esplodere la fame di capacità elaborativa delle aziende. Un fenomeno che si intreccia inoltre con la moltiplicazione di strumenti come gli smartphone e i tablet che, avendo una capacità di calcolo e di gestione delle informazioni inferiore a quella dei pc, devono costantemente appoggiarsi a sistemi centrali che compiono buona parte del lavoro di elaborazione stessa e trasmettono poi i risultati al dispositivo mobile. Gli assistenti digitali come Siri di Apple e Cortana di Microsoft, per esempio, non sono software residenti su iphone o Windows Phone ma semplici tool che registrano gli ordini vocali degli utenti, li trasmettono via internet ai potentissimi centri di elaborazione di Apple e Microsoft che elaborano le richieste e restituiscono le risposte in una frazione di secondo. Uno scenario che vede quindi un futuro ancora più radioso degli ultimi 50 anni per i mainframe, a cui Ibm sta rispondendo con il lancio di nuove linee di prodotti pensate proprio per soddisfare queste esigenze. «Quando parliamo di consolidamento, di ottimizzazione dei costi e di semplicità di gestione parliamo di fattori di competitività per ogni tipo di azienda. C' è ancora tanto da fare in queste aree, e questo significa nuove opportunità per il mainframe», ha proseguito Ciniero, «Pensiamo per esempio al settore pubblico: ai primi punti dell' agenda digitale c' è la razionalizzazione dei server nella pubblica amministrazione. È un lavoro enorme: si parla di migliaia di server, con costi ormai insostenibili. Non credo si potrà portare avanti in tale progetto senza avere nel mainframe un punto di riferimento. Le nostre priorità oggi si chiamano Cloud, Analytics, Mobile, Social e Security: tutti ambiti in cui il mainframe rappresenta un vantaggio competitivo». La piattaforma zenterprise di Ibm, la famiglia attuale di mainframe del colosso statunitense, consente alle aziende di innovarsi e di gestire in maniera ottimizzata le risorse grazie alla possibilità di gestire fino a 100 mila server virtuali, accelerando il time to market, abbattendo al tempo stesso i costi rispetto a soluzioni di tipo distribuito. Per la realizzazione di un cloud privato su zenterprise rispetto a uno pubblico, il costo totale di acquisizione è inferiore del 79% mentre il costo di totale possesso è più basso del 68%. (riproduzione riservata) MARIA MONNI 5

8 Pagina 2 Corriere della Sera Pubblica Amministrazione Anagrafe Fra i trucchi più usati l' uso di documenti appartenuti a familiari defunti. False residenze, 8 mila all' anno «Così evadono il ticket Area C» Il Comune: controlli in corso, denunceremo i responsabili. Primo, cercare di capire il «movente». Perché, ogni anno, tra i 5 e gli 8 mila milanesi imbrogliano sul cambio di residenza? In sintesi, dichiarano di essersi trasferiti in una casa dove non in realtà non vivono. I motivi sono diversi, ma in generale hanno a che fare con il tentativo di nascondersi da un ente pubblico che li cerca (per multe, cartelle esattoriali, ingiunzioni di pagamento) o di acquisire benefici ai quali non avrebbero diritto. In questa seconda categoria rientrano i truffatori del ticket: milanesi che vivono al di fuori di Area C, ma che provano ad accreditarsi come residenti all' interno per ottenere le agevolazioni (40 ingressi gratuiti in centro, un sostanzioso sconto sui successivi; più un pass per il parcheggio gratuito). L' altra domanda fondamentale, a questo punto, sarebbe: ma quanti sono questi avventurieri del piccolo raggiro anti ticket? Non è chiaro, neanche il Comune è in grado di fare una stima, ma allo stesso momento indica una tendenza. Si sa, ad esempio, che sei persone si sono presentate negli uffici per chiedere pass per la sosta e agevolazioni Area C presentando (come se lo stessero facendo per delega) il documento di un parente defunto che risiedeva all' interno dei Bastioni. Sono stati scoperti: agevolazioni cancellate. E denuncia. Perché chi prova a mescolare le carte, è giusto che si sappia, sta commettendo un reato (dichiarazioni false a pubblico ufficiale e truffa alla pubblica amministrazione). Reati previsti dal codice penale, non violazioni amministrativa. Tra chi aveva provato a fare «il colpo», i tecnici dell' anagrafe hanno scoperto anche la pratica di un tizio che aveva dichiarato la sua residenza in piazza della Scala, 2. L' indirizzo del Comune. Nei giorni scorsi il programma Tv Striscia la notizia s' è occupato della vicenda con un paio di servizi, mostrando quanto sarebbe facile «navigare» tra le pieghe della burocrazia per ottenere una (falsa) residenza in centro che dia diritto ai vantaggi. Le regole sono queste: chi cambia residenza va in anagrafe e lo dichiara con un modulo. Se non arriva un controllo nel nuovo indirizzo, dopo 45 giorni l' operazione si considera conclusa. Ogni anno i cambi di residenza sono circa 80 mila. Per circa una metà di questi casi, si tratta di persone o famiglie che si Continua > 6

9 Pagina 2 < Segue Corriere della Sera Pubblica Amministrazione trasferiscono da fuori Milano. In questo caso vanno verificati tutti, come prevede la legge, attraverso il controllo del messo comunale. Per gli altri 40 mila cambi (interni a Milano), il controllo scatta sempre se la famiglia si divide e c' è un bambino. Nel resto, si va a campione. Il risultato di questa attività dell' anagrafe è che 5 8 mila pratiche l' anno vengono bloccate, in quanto le nuove residenze sono false. Ci sono conviventi con due appartamenti che si separano (sulla carta) per risultare domiciliati sempre in una prima casa e risparmiare sulle tasse. Altri, e probabilmente sono i più numerosi, provano a «giocare» con le residenze per mettere in difficoltà il meccanismo di notifica di multe, ingiunzioni, cartelle esattoriali. E infine i furbi del ticket, che puntano alle agevolazioni. Per questo il Comune sta ricalibrando il sistema di controlli: sempre più, in futuro, gli addetti si concentreranno su chi sposta la residenza verso il centro, passando dall' esterno all' interno di Area C. Obiettivo: se il movente è la frode, bloccare la migrazione. G. San. G. San. 7

10 Pagina 6 La Stampa Pubblica Amministrazione Renzi rilancia la "guerra ai burocrati" Visita al Salone del mobile. Ottimismo sull' Expo: sarà una sorpresa. Lunedì nomine nelle società pubbliche. Il Salone del mobile lo attraversa a passo di carica. Elargisce sorrisi, regala strette di mano e spande ottimismo Matteo Renzi nella sua prima visita da premier a Milano: «L' Italia è un Paese produttore e portatore sano di bellezza. Non sono qui per scaldare la seggiola ma per cambiare l' Italia». Applausi dalla platea. Scatti di fotografie a ripetizione con gli smartphone. «Batte pure Berlusconi in entusiasmo...», giura la signora in spolverino bianco che sgomita fino al palco della Fiera di Rho Pero, dove Matteo Renzi cerca di mettere il turbo al Paese. I mobilieri lo ascoltano attenti, dal buio profondo della crisi. Il premier infonde sicurezza: «Qui c' è un pezzo di economia che l' Italia ha il diritto e dovere di incoraggiare». Ma a questa platea le promesse non bastano. Meglio andare sul concreto. E Renzi lo fa senza troppi giri di parole giurando che il toro vuole prenderlo per le corna: «Il governo deve avviare una violenta lotta alla burocrazia. E parlando di questo i politici devono cominciare la lotta da loro stessi». Per lunedì promette le nomine ai vertici degli enti pubblici. Di mollare sul taglio degli stipendi per i grand commis non se ne parla: «Sento che si parla tanto di F35 ma il vero problema sono gli F24». La riforma della pubblica amministrazione con i nuovi incarichi promette di farla entro quindici giorni. A maggio giura che interverrà sul fisco. Poi sulla giustizia civile: «Cercheremo di mettere mano pure alle scuole e alle regole europee». Il rullino di marcia lo snocciola come sempre. Cambia la platea. Ma alla fine cambia niente. Maurizio Martina il ministro delle Politiche agricole che lo accompagna insieme a Maurizio Lupi tiene il passo: «E' sempre così con lui...». «Se fallisce crolla tutto...», dice una in tacco 12 di ordinanza, mentre il premier corre tra gli stand. Una ragazza turca vorrebbe un selfie. Il caldo o l' emozione la rallentano. Matteo Renzi prende e scatta in multiplo sorriso. Allo stand della Kartell si informa dell' andamento del mercato. A quello della Molteni si trova davanti il signor Molteni in persona. Gli stringe la mano e poi gli spara a bruciapelo: «Numeri? Come vanno i numeri?». Il salone è affollato. Qualche giapponese si informa per capire. Una ragazza spagnola spiega all' amica che «el presidente» non ha nemmeno quarant' anni. Il sottosegretario Graziano Del Rio rassicura altri imprenditori: «Ce la Continua > 8

11 Pagina 6 < Segue La Stampa Pubblica Amministrazione facciamo, di sicuro». Non si capisce se si riferisce al sistema Paese o al fatto di uscire vivi da qui. Dove se non bastassero i giornalisti e gli uomini della sicurezza ci si mettono pure i passanti. La seconda tappa del pomeriggio di Matteo Renzi assai veloce, è all' Expo Gate in Largo Cairoli, quella struttura tutta angoli e vetro che sembra due volte la piramide del Louvre. Una coppia di gay lo avvicina e gli chiede quando potranno sposarsi. Lui rassicura: «A Grosseto si fa veloce ho visto». Il turbo ci vorrebbe anche per Expo 2015 visto che mancano 385 giorni. L' incontro con il Governatore Roberto Maroni, il sindaco Giuliano Pisapia e l' ad di Expo Giuseppe Sala fila veloce. Le criticità non mancano, Matteo Renzi convince tutti: «Bisogna evitare che la burocrazia blocchi tutto. Vi garantisco che sarà una sorpresa anche per i pessimisti. Questo è un altro pezzo dell' Italia che funziona». FABIO POLETTI 9

12 Pagina 8 Il Sole 24 Ore Normativa Comuni NUOVO RUOLO Le funzioni Il nuovo Senato delle autonomie, nel Ddl di riforma costituzionale,... NUOVO RUOLO Le funzioni Il nuovo Senato delle autonomie, nel Ddl di riforma costituzionale, rappresenta le istituzioni territoriali e concorre alla funzione legislativa; non è più titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita un raccordo tra lo Stato, le regioni, le città metropolitane e i comuni. Approva le leggi costituzionali, partecipa alla formazione degli atti normativi dell' Ue, verifica e l' attuazione delle leggi La composizione È formato dai Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, dai sindaci dei comuni capoluogo di regione e di provincia autonoma. Ma anche da due consiglieri regionali e due sindaci per ciascuna regione. Insieme ai rappresentanti delle Autonomie siederanno 21 cittadini illustri nominati dal Presidente della Repubblica. 10

13 Pagina 2 La Repubblica Normativa Comuni IL CASO GIOVANNA VITALE S RIPRODUZIONE RISERVATA. Spesa corrente fuori controllo, premi e incentivi in spregio ai contratti collettivi SPESAcorrente fuori controllo: più 900 milioni in cinque anni e comunque sempre di molto superiore alle entrate. Contratti di servizio gonfiati fino a triplicare l' importo del Premi e incentivi a pioggia versati ai dipendenti comunali in spregio a ogni norma e contratto collettivo. Assunzioni viziate da «evidenti irregolarità», spesso a beneficio di «soggetti sprovvisti dei requisiti» e, specie quelle di staff, con stipendi «doppi rispetto alla retribuzione tabellare». E' lunghissimo l' elenco delle contestazioni mosse dagli ispettori del Tesoro alla gestione Alemanno. Il quale, nonostante appena eletto avesse gridato al buco lasciato da Veltroni, ne ha poi ricalcato le orme, accumulando un debito da mezzo miliardo in una sola consiliatura. Come? Utilizzando in modo sistematico, «così come era già avvenuto nel 2007, entrate straordinarie per il raggiungimento dell' equilibrio di parte corrente» si legge nella relazione. Risultato? «Il vantaggio ottenuto dall' ente a seguito dell' accollo da parte dello Stato degli oneri a servizio del debito contratto antecedentemente al 28 aprile 2008», giorno dell' elezione di Alemanno, «si è tradotto in un incremento della spesa corrente che negli anni successivi ha proseguito la sua costante crescita». Non hanno dubbi gli ispettori: «E' stata evitata ogni decisione volta ad adeguare il livello e il costo dei servizi forniti dall' ente alle reali disponibilità di bilancio, riproducendo quei comportamenti che avevano portato ad uno stato di sostanziale default nell' anno 2008». E ciò a dispetto di un precedente rapporto della Ragioneria generale che aveva già «evidenziato palesi violazioni alle norme di legge e contrattuali, in particolare per quanto riguarda il trattamento accessorio del personale dipendente» e «le assunzioni». Alemanno, in sostanza, non ha intrapreso «alcuna iniziativa per riportare la gestione nell' ambito della legalità». Ma non è tutto. «Particolarmente gravi appaiono» agli occhi degli 007 del Tesoro «la modalità di affidamento dei servizi legati al sociale e in favore della società Multiservizi», avvenuti «in palese contrasto con il contesto normativo vigente e con modalità ben poco trasparenti». Una pessima gestione della spesa, dunque, neppure compensata da una gestione virtuosa delle entrate patrimoniali, le cui «percentuali di riscossione risultano estremamente basse». Tutti comportamenti che, insieme «alla sempre più massiccia emersione di debiti fuori bilancio», hanno infine prodotto «un disavanzo di circa 485 milioni di euro». Amara la conclusione degli ispettori. «Quanto rappresentato evidenzia chiaramente come per il proprio risanamento Roma Capitale abbia fatto totalmente affidamento sull' intervento statale, senza realizzare in proprio alcuno sforzo per riportare in equilibrio i conti, nemmeno quando si trattava di far cessare comportamenti illegittimi». E Marino, finora, non è stato da meno. «A seguito del cambio dell' amministrazione, la situazione non sembra aver fatto registrare particolari miglioramenti» si legge nella relazione. «E' stato infatti verificato che le strutture hanno continuato a ricevere servizi anche senza che venissero assunti i relativi impegni finanziari» e il personale dipendente «le medesime somme degli anni precedenti». Ancora: «Le procedure di affidamento degli appalti dei servizi relativi al sociale e al global service nelle scuole si sono mantenute al di fuori del perimetro di legalità». Insomma «l' attuale amministrazione, in linea con i comportamenti precedenti ha dimostrato una notevole celerità nell' avanzare richieste di supporto finanziario allo stato mentre ben poco ha fatto per attivare le entrate proprie». Riferimento esplicito al Salva Roma, appena approvato alla Camera. «E' di tutta evidenza concludono gli ispettori che l' assegnazione di risorse, senza la richiesta di porre in essere puntuali interventi finalizzati a ridurre la spesa o a sanare i comportamenti irregolari, così da raggiungere uno stabile equilibrio di bilancio, è una modalità operativa che difficilmente può innescare comportamenti Continua > 11

14 Pagina 2 < Segue La Repubblica Normativa Comuni virtuosi da parte di un ente». 12

15 Pagina 10 La Repubblica Normativa Comuni I bilanci falsi di Alemanno "Un buco da 500 milioni" Ma Marino non si salva La relazione della Ragioneria generale dello Stato mette sotto accusa il precedente sindaco e i conti attuali. ROMA. Quando, appena eletto, il sindaco Ignazio Marino chiese agli ispettori della Ragioneria generale dello Stato di calcolare l' esatta entità del buco lasciato dal suo predecessore, tutto si aspettava tranne che la due diligence sui conti del Campidoglio gli si sarebbe ritorta contro. E invece la "Relazione sulla verifica amministrativo contabile a Roma Capitale", 326 pagine che Repubblica è in grado di anticipare, non solo alza il velo sul Sistema Alemanno che, a colpi di bilanci aggiustati e spese folli, ha trasformato l' amministrazione comunale in una gigantesca vacca da mungere ma denunciano come la giunta di centrosinistra abbia finora operato in assoluta continuità con quella di centrodestra. «Anche a seguito dell' insediamento dell' attuale consiliatura», scrivono infatti gli ispettori nelle conclusioni finali, «la situazione non appare migliorata, essendosi ripetuti i medesimi comportamenti registrati negli anni precedenti». Un atto di accusa durissimo che, oltre a interessare la magistratura contabile, rischia di finire dritta alla procura della Repubblica. Basta aprire la relazione a pagina 317: «I documenti contabili» relativi al periodo «espongono dati che non rappresentano in maniera veritiera la condizione in cui versa l' ente. La presenza di debiti fuori bilancio, la conservazione di resi dui attivi non supportati da titolo giuridico e l' inadeguato accantonamento di somme dal fondo di svalutazione crediti» ha creato «un effettivo disavanzo di amministrazione di quasi 500 milioni di euro». Il dato che balza subito agli occhi degli ispettori è l' incoerenza dissipatrice di Alemanno che, una volta eletto, con una mano chiede aiuto al governo Berlusconi per coprire il buco ereditato da Veltroni (9 miliardi e rotti), con l' altra spende e spande oltre le sue possibilità, arrivando a triplicare i trasferimenti alle municipalizzate. Dove, nel frattempo, aveva piazzato i fedelissimi a furia di assunzioni facili e commesse sospette. «L' esame dei dati di bilancio», osservano gli ispettori «ha dimostrato come l' ente, nonostante le difficoltà finanziarie che hanno indotto nell' anno 2008 lo Stato ad accollarsi il debito pregresso del Comune di Roma, abbia continuato ad aumentare progressivamente la spesa corrente». Schizzata dai 3,2 miliardi del 2007 ai 4,1 del 2012 e Continua > 13

16 Pagina 10 < Segue La Repubblica Normativa Comuni perennemente superiore alle entrate. Fra le voci «che più hanno inciso sull' incremento» si cita «il costo del contratto di servizio di trasporto», ovvero i soldi dati all' Atac, l' azienda di Parentopoli, «passato dai 198 milioni del 2007 ai 576 del 2009 (271 milioni al netto del trasferimento regionale), per poi crescere ulteriormente sino a raggiungere nel 2012 l' importo di 668 milioni (480 milioni al netto del trasferimento regionale)». Ma c' è dell' altro. «Evidenti irregolarità» sono state rilevate «nelle procedure di affi damento degli appalti di servizi e nella corresponsione del trattamento accessorio al personale dipendente, in palese violazione del contesto normativo e contrattuale vigente». Significa centinaia di milioni elargiti a pioggia per incentivi e premi. Mentre «criticità molto significative» presentano «le procedure di reclutamento del personale», fisso e a termine. Tra i beneficiari, «un gran numero di soggetti privi dei requisiti», spesso titolari di stipendi «doppi rispetto al trattamento tabellare». Un vizio contagioso, dal momento che «le medesime irregolarità» sono state rilevate sui «contratti sottoscritti nella seconda parte del 2013» da Marino. Non l' unico: «Anche le procedure di affidamento degli appalti dei servizi relativi al sociale e al global service nelle scuole si sono mantenuti fuori dal perimetro della legalità». E a riprova che la differenza con Alemanno è sottile, gli ispettori concludono: «L' attuale amministrazione, in linea con i comportamenti precedenti, ha dimostrato una notevole celerità nell' avanzare richieste di supporto finanziario allo Stato, mentre ben poco ha fatto per attivare entra te proprie». RIPRODUZIONE RISERVATA "I bilanci dimostrano come l' ente, nonostante le difficoltà finanziarie, abbia continuato ad aumentare la spesa corrente" FOTO:ANSA SINDACI Sul balcone del Campidoglio, il passaggio delle consegne fra Alemanno e Marino: entrambi sono finiti sotto accusa dalla Ragioneria generale per i conti comunali. GIOVANNA VITALE 14

17 Pagina 18 Milano Finanza Normativa Comuni Il fisco Usa agita i fondi immobiliari Il rischio è di essere più realisti del re, ovvero di obbligare il sistema italiano a una normativa più stringente e dispendiosa di quella che sarebbe necessaria e richiesta. Danneggiando, in particolare, l' industria dei fondi immobiliari, che vale 45 miliardi e sta già vivendo un periodo difficile per la perdurante crisi del mattone. Le regole in questione sono quelle dell' accordo intergovernativo sottoscritto il 10 gennaio scorso tra l' Italia e gli Stati Uniti (il cosiddetto Iga Italia), che hanno l' obiettivo di consentire a Washington di scovare risorse sfuggite al Fisco e investite all' estero in strumenti finanziari da cittadini americani. Per dare concreta attuazione a queste nuove regole, che entreranno in vigore il 1 luglio, c' è ora bisogno di emanare la legge di ratifica e, a seguire, del decreto attuativo del ministero dell' Economia. E mentre praticamente tutta l' industria del risparmio, dalle assicurazioni alle Poste, dalle banche alle sim, sa già che sarà obbligata ad allinearsi ai nuovi obblighi assunti dal governo italiano (che prevedono l' identificazione del cliente e la comunicazione delle informazioni all' amministrazione fiscale italiana), con un aggravio importante di costi, c' è un comparto che sta aspettando di capire, non senza fibrillazioni, se riuscirà a schivare il colpo. Si tratta appunto dei fondi immobiliari che, a differenza dei fondi comuni e delle sicav (questi ci rientrano), non investono in strumenti finanziari e quindi potrebbero, almeno in teoria, restare fuori dalle nuove regole. A deciderlo sarà però il ministero dell' Economia e le incognite non mancano. Perché se da una parte l' Iga ha incluso i fondi immobiliari tra gli strumenti obbligati ad allinearsi alle regole, la stessa normativa fiscale americana un anno fa (nei Final Regulations), aveva fatto salvi gli stessi fondi, con una posizione esattamente opposta. E anche le regole seguite dal modello di scambio automatico di informazioni sui conti finanziari, cui hanno intenzione di aderire tutti i paesi dell' Ocse (Crs) hanno tenuto fuori i fondi che investono nel mattone. L' ultima parola spetta quindi al Tesoro. «È importante che nella normativa interna di attuazione dell' Iga Italia sia recepita la stessa definizione di entità di investimento contenuta nelle Final Regulations e nel modello Ocse», sostiene Arianna Immacolato, direttore del settore fiscale di Assogestioni, «altrimenti si verrebbe a creare tra l' altro la paradossale situazione in cui un fondo italiano investito prevalentemente in beni immobili sia considerato in maniera diversa da due normative che regolano la stessa materia». (riproduzione riservata) 15

18 Pagina 24 Italia Oggi Normativa Comuni sportivi dilettanti. Rimborsi chilometrici esenti da imposte Rimborsi chilometrici esenti da imposte per gli sportivi dilettanti. Ma solo se le spese di viaggio sostenute dall' atleta per raggiungere il luogo di esercizio dell' attività con il mezzo proprio sono documentate e la prestazione è avvenuta fuori dal territorio comunale. Viceversa gli importi rientrano nei redditi diversi, imponibili ai fini Irpef al superamento della franchigia di euro prevista dall' articolo 69 del Tuir. È quanto ha chiarito l' Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 38/E di ieri. L' amministrazione finanziaria, dopo aver ricostruito la normativa fiscale applicabile agli sportivi non professionisti, ricorda che per rientrare tra le spese documentate le indennità chilometriche non devono essere forfetarie, ma «necessariamente quantificate in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa». Con riguardo al primo punto si deve far riferimento alle tabelle elaborate annualmente dall' Aci. Per quanto concerne i km percorsi, invece, rileva la distanza tra la residenza o dimora abituale dell' atleta e il luogo di svolgimento della gara. La risoluzione conferma quindi gli orientamenti già resi dal ministero delle finanze con le circolare n. 72/1986. VALERIO STROPPA 16

19 Pagina 27 Italia Oggi Normativa Comuni Tari più manovrabile da parte dei comuni Ancora revisioni sulla tassa rifiuti con le modifiche del dl 16/2014 in conversione, approvate dalla Camera. Una deroga ai coefficienti per il calcolo della tariffa con il metodo normalizzato e una nuova modifica del sistema di riduzioni per i produttori di rifiuti assimilati agli urbani avviati al recupero rendono la nuova Tari più manovrabile dai comuni. In materia di definizione delle tariffe, la legge 147/2013 ha richiamato il consueto metodo normalizzato di cui dpr 158/1999, già previsto in regime di Tares per il 2013 e prima ancora in regime di Tia e strutturato in un' unica metodologia di calcolo applicabile. Già nell' autunno scorso pero' il dl 102/2013 è intervenuto per evitare situazioni di evidente disparità tra le tariffe delle diverse categorie, consentendo l' applicazione di criteri Tarsu in regime giuridico Tares. Poco dopo la legge 147/2013 ha disciplinato un' alternativa all' applicazione del metodo normalizzato (dopo averlo richiamato al comma 651) dando facoltà ai comuni di commisurare la tariffa a quantità e qualità medie di rifiuti prodotti dalle diverse categorie, prendendo in considerazione gli usi e le tipologie di attività svolte (comma 652). Tale disposizione, se da un lato ha lasciato aperte ai comuni più strade, dall' altro non ha definito alcuna modalità operativa della quale gli stessi possano avvalersi, dal momento che in assenza di sistemi di misurazione puntuale e di coefficienti specifici non è semplice definire quantità e qualità medie di rifiuti prodotti da ogni utenza. Per ovviare all' indeterminatezza del comma 652 la camera ora ha proposto il richiamo diretto dei coefficienti previsti attualmente nelle tabelle dell' allegato al dpr 158/1999, derogando ai limiti attualmente previsti. La modifica normativa consentirebbe un duplice utilizzo dei coefficienti contenuti nel provvedimento. Da un lato, operando direttamente all' interno della modulazione delle tariffe con il metodo normalizzato, i comuni avranno la possibilità di superare i range applicati lo scorso anno per una quota pari al 50% in aumento o in diminuzione. La stessa apertura potrà essere usata anche nel caso in cui i comuni volessero graduare le tariffe in base a sistemi alternativi (comma 652), prendendo come riferimento gli stessi coefficienti «derogati», al fine di individuare la produzione da parte delle diverse utenze. Lo sfondamento dei limiti minimi e massimi produrrebbe così una variabilità assoluta nelle mani dei sindaci, che potrebbero decidere di applicare i nuovi coefficienti con l' obiettivo di individuare tariffe più «equilibrate» tra le diverse categorie. Così ad esempio in un comune del centro Italia con popolazione superiore ai abitanti, per le utenze non domestiche si potrebbero applicare coefficienti maggiori per gli alberghi senza ristoranti rispetto ai ristoranti stessi; oppure i negozi di ortofrutta potrebbero, Continua > 17

20 Pagina 27 < Segue Italia Oggi Normativa Comuni sempre rispettando i limiti derogati, scontare una tariffa variabile cento volte superiore rispetto agli stabilimenti industriali. Sarà poi cura dell' ente sfruttare le possibilità concesse dalla modifica normativa per mantenere comunque l' applicazione del principio «chi inquina paga» richiamato anche dalla legge di stabilità 2014 e previsto in tutte le norme succedutesi negli anni a regolare la tassazione sui rifiuti dal decreto Ronchi (dlgs 22/1997) in poi. Sul fronte riduzioni per gli assimilati avviati al recupero, abbiamo assistito dapprima alla coesistenza di due norme contrastanti in legge di Stabilità 2014 (comma 649 secondo periodo e comma 661) una diretta a garantire riduzioni della parte variabile, l' altra a prevedere invece esclusioni. Il dl 16/2014 originario aveva abrogato il comma 649 secondo periodo, disponendo di fatto l' esclusione totale dal tributo in relazione alle quantità documentate, che avrebbe comportato per i comuni il rischio di perdere superfici abbondanti, con conseguenti effetti sulle tariffe di tutte le altre utenze, pur consentendo di contenere i costi (sono i produttori stessi a occuparsi del recupero). Tuttavia la scelta di eliminare la tassazione sulle aree produttive di assimilati avviati a recupero, comporterebbe un evidente problema di fondo, perché la Tari non è destinata solamente alla copertura dei costi relativi alla raccolta trasporto smaltimento dei rifiuti, ma serve a finanziare anche una serie di servizi destinati alla intera collettività, che prescindono dalla quantità di rifiuti conferita al soggetto pubblico e di cui beneficiano anche i produttori di assimilati (lo spazzamento e lavaggio di aree e strade, la bonifica di discariche esaurite, la raccolta dei rifiuti abbandonati sul suolo pubblico, per citarne alcuni). Per ovviare al problema pratico (innalzamento tariffe di altre utenze) e forse anche a quello logico, la camera è tornata sui suoi passi, ripristinando la disposizione che consente l' applicazione della riduzione con l' unica differenza che l' espressione «il comune può prevedere riduzioni» ha lasciato spazio a un meno discrezionale «il comune disciplina riduzioni». Come dire che se l' esenzione tout court salta, è necessario comunque prevederla nel regolamento. MAURIZIO DELFINO 18

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