SMART ENVIRONMENT Acquario Civico, Sala Vitman Viale Gadio 2 Mercoledì 19 febbraio 2014 h.9.30 REPORT DEL TAVOLO

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1 SMART ENVIRONMENT Acquario Civico, Sala Vitman Viale Gadio 2 Mercoledì 19 febbraio 2014 h.9.30 REPORT DEL TAVOLO L attività del Tavolo Environment si è svolta dalle 9.30 alle 13.00, è stato aperto dall Assessore Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua pubblica, Energia del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, Paolo Pipere della Camera di Commercio di Milano e Caterina Sarfatti per il Comune di Milano. Dopo una breve introduzione da parte dei facilitatori (Gisella Bassanini e Massimo Cella), sul metodo e sugli obiettivi, si sono formati spontaneamente due gruppi; ogni partecipante ha, infatti, scelto autonomamente all interno di quale gruppo portare il proprio contributo. Gli esiti del lavoro dei due gruppi sono stati in seguito presentati in plenaria. Di seguito sono riportati sinteticamente i risultati del lavoro svolto. Gruppo 1: Le azioni per l efficienza energetica e le linee di indirizzo del Piano d Azione per l Energia Sostenibile (PAES) - Illuminazione pubblica - Edifici ad emissioni quasi zero - Ciclo dei rifiuti - ICT come strumento di integrazione Gruppo 2: Le azioni per consolidare e favorire lo sviluppo delle imprese, dei professionisti e dei centri di ricerca milanesi e lombardi che operano nel settore ambientale. - Fare rete: la creazione di occasioni strutturate di collaborazione e cross-fertilization - Come attuare il trasferimento tecnologico verso le PMI - Buone pratiche/spunti su Green Economy e Sharing Economy REPORT GRUPPO 1 Facilitatore: Massimo Cella MACROTEMA Le azioni per l efficienza energetica e le linee di indirizzo del Piano d Azione per l Energia Sostenibile (PAES) Temi strategici: - Illuminazione pubblica - Edifici ad emissioni quasi zero - Ciclo dei rifiuti - ICT come strumento di integrazione Il gruppo particolarmente numeroso e prolifico, ha partecipato molto attivamente alla produzione di proposte da sottoporre all attenzione dell Amministrazione, in particolare sono stati riportati numerosi esempi e best practice nazionali e internazionali a cui riferirsi. 1

2 1 - TEMA STRATEGICO Illuminazione pubblica - Diversamente dal passato non è più sufficiente cambiare le lampadine, servono interventi più radicali. - Nuovi progetti illuminotecnici di strada 2 - TEMA STRATEGICO Edifici a emissione quasi zero (NZEB) Il tema dell efficienza energetica degli edifici è stato quello che ha registrato il maggiore interesse, tra i temi proposti, i principali punti affrontati sono stati: l analisi dei dati di efficienza energetica, la sensibilizzazione degli utenti finali per innescare logiche della domanda, gli strumenti utilizzabili, il raggiungimento di masse critiche di intervento (dal condominio al quartiere) e il ruolo del pubblico in questo processo. - la media delle emissioni e consumi delle residenze è intorno al 37% del totale; - sempre meno nuove costruzioni, esiste un immenso patrimonio edilizio anni 50/60 sui quali bisogna intervenire, problema della finanziabilità (banche) degli interventi di efficientamento; - non si conoscono sufficientemente le prestazioni energetiche degli edifici ed è difficile interpretare i flussi di dati disponibili e reperibili; - il Paes non orienta a sufficienza le azioni dei privati, i consumatori non sono sufficientemente sensibilizzati sui risparmi che posso ottenere, pertanto non agiscono in tal senso, gli sportelli energia non sono sufficienti; - vi è una evidente difficoltà a realizzare gli interventi di efficientamento energetico dei condomini, per scarsa sensibilita dei singoli e in quanto le banche non finanziano (interessi alti, basse garanzie, tempi lunghi di erogazione); - esiste un problema di massa critica di intervento, la sola frazione energetica sugli edifici non è sufficiente per avere il budget sufficiente per riqualificarlo. - bisogna misurare, con metodologie di analisi dei dati ( data mining ), individuare cosa misurare e perché, come gestire e analizzare i dati, come distribuire e diffondere l informazione, valutazione del benessere ambientale degli edifici; - maggiore informazione agli utenti sull uso corretto occupant behaviour, tariffe progressive rispetto al consumo; - promuovere e diffondere gli indicatori necessari per definire NZEB Fabbisogno energetico per riscaldamento, raffrescamento, acqua calda, illuminazione (alte prestazioni dell involucro); Impatto sulla rete, (domanda di energia dell edificio e produzione locale di rinnovabili coincidono, oppure si trasferiscono sulla rete pesanti costi di accumulo, trasferimento; 2

3 Indicatori di confort di lungo periodo (EN 15251); bilancio netto annuo di energia primaria; Includere tutti gli usi finali, come quelli elettrici (pc, elettrodomestici); - occorre avere politiche proattive verso le persone (utenti finali), si potrebbero inventare logiche di Smart metering anche attraverso telefonini per avere contezza in tempo reale dei consumi, in modo da divulgare meglio la consapevolezza energetica. - il Comune, nel Paes, deve fornire una definizione precisa che possa orientare le azioni dei singoli e deve promuovere l efficienza energetica degli edifici attraverso le proprie partecipate; - demolizione-ricostruzione di edifici è da considerare (caso Bologna, utilizzando invenduto per ricollocare persone, molto interessante, per dimensione, per le banche). - incentivare il cambio di prospettiva (da costo di efficientamento a investimento); - occorre una visione più olistica che coinvolga politiche pubbliche sulle volumetrie e sul regolamento edilizio che inducano trasformazioni di quartieri, che partano da casi esemplari con una politica della domanda che convinca i proprietari; - zero emissioni di tutti gli inquinanti (non solo CO2) per fare questo bisogna ridurre al minimo il fabbisogno di energia complessiva partendo da quella di ciascuno; - promuovere le reti di amministratori di condominio per formare gli amministratori ai temi energetici (es. Lodi all interno del PAES ha pagato la diagnosi, ha convocato gli amministratori e ha fatto rete, poi vanno trovate le ESCO e i finanziamenti). - efficienza energetica per i condomini va spinto con figure come Energy manager, creando associazioni di Energy manager ; - utilizzo di contratti EPC (Energy Performance Contracting): investire sugli edifici con i risparmi ottenuti tramite ESCO (Energy service company) o banche; - per avviare progetti di efficientamento è necessario raggiungere masse critiche di interventi tali per cui divenire interessanti per soggetti finanziatori come Esco o Banche (es. San Francisco con gli ospedali Amstredam con massa critica di residenziale, commerciale, uffici, parti pubbliche Londra con contratti standard - Parma, all interno del Paes con il progetto Condominio sostenibile, istituendo un soggetto facilitatore (Agenzia) che opera da intermediario tra: condominio, banca, audit (professionista), il Comune individua le banche che possono attivare un fondo rotativo (il Comune mette a disposizione una garanzia iniziale di 1 ML ), la banca in questo modo e garantito e finanzia l intervento, in ultimo la Esco realizza l intervento. 3 - TEMA STRATEGICO Ciclo dei rifiuti Attuale raccolta: Comune di Milano 3,11 Kg/ab, Provincia di Milano 5,11 Kg/ab, Obiettivo ipotizzabile 11 Kg/ab. - basso coinvolgimento dei cittadini alla raccolta differenziata; - è necessario introdurre una logica premiale studiando dei sistemi di incentivazione che premino comportamenti virtuosi di condomini ed esercizi commerciali; - migliorare la comunicazione degli utenti finali sui nuovi comportamenti richiesti; - tracciabilità dei rifiuti (es. caso di Boston); - promuovere la riduzione dei rifiuti partendo dall invenduto di grande distribuzione e ristoranti; - incrementare la raccolta differenziata, incrementando i luoghi di conferimento; 3

4 - facilitare la raccolta di rifiuti elettronici (11 kg all anno pro capite), ad es. attraverso le scuole, con temi sulla sicurezza e di capillarità della raccolta. 4 - TEMA STRATEGICO ICT come strumento di integrazione - affidabilità tecnologica, difficoltà a garantire qualità del servizio anche a fronte di malfunzionamenti; - tendenza ad inseguire le modetecnologiche (es. soluzioni totalmente wireless in situazioni critiche); - rispetto degli standard internazionali (es. ISO e ISO 50000); - mancanza di consapevolezza sui concetti di Smart city, a rischio quindi il raggiungimento degli obiettivi di efficienza, una città è Smart se chi la vive sarà Smart; - nei bandi pubblici di acquisto di dotazioni informatiche non sempre sono indicate prescrizioni in merito al risparmio energetico; - ICT come strumento di integrazione, particolare attenzione nella progettazione dei sistemi, che devono essere aperti per consentire successivi aggiornamenti, anche a livello dell unità sensoriale; - Utilizzo di strumenti di intelligenza distribuita per garantire: costi contenuti; efficacia nell azione; consumi contenuti; - internet delle cose, sensori per il controllo dell ambiente, attenzione alla affidabilità dei sistemi e alla manutenzione dei sensori o dei meccanismi di controllo; - creare una modalità di certificazione delle Smart City; - aumentare la consapevolezza sul concetto di Smart city con attività di informazione /formazione/divulgazione dei temi e delle proposte, mediante l utilizzo di sistemi ICT fondamentali: sistemi machine to machine attraverso E015; app per smartphone; sistemi Smart metering ; - promuovere la condivisione di informazioni usando linee guida tecnologiche, standard comuni. (es. Servizio E015 con dati del giorno per avere accesso a info aggiornate da parte di una PA, consumi energetici, mappatura potenzialità efficienza energetica; - incentivando la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per l accesso a bandi o finanziamenti diretti (Horizon progetto IRC Ergon di Regione Lombardia e Assimpredil/Ance bando Lighthouse; - Inserimento di prescrizioni sul risparmio energetico in tutti bandi pubblici di acquisto di dotazioni informatiche; REPORT GRUPPO 2 Facilitatrice: Gisella Bassanini Gruppo 2: MACROTEMA 4

5 Le azioni per consolidare e favorire lo sviluppo delle imprese, dei professionisti e dei centri di ricerca milanesi e lombardi che operano nel settore ambientale. Temi strategici: - Fare rete: la creazione di occasioni strutturate di collaborazione e cross-fertilization - Come attuare il trasferimento tecnologico verso le PMI - Buone pratiche/spunti su Green Economy e Sharing Economy Il lavoro del Gruppo 2, più contenuto nel numero dei partecipanti rispetto al Gruppo 1, ha avuto inizio con una breve relazione di Paolo Pipere, CCIAA Milano, il quale ha posto a riflessione alcune questioni legate ai temi strategici individuati, alcune più specifiche, altre di carattere più generale e trasversale con l obiettivo di supportare e facilitare ulteriormente la discussione. Al termine dei lavori, il Gruppo ha manifestato l interesse a continuare la discussione su questi temi e suggerisce la realizzazione di un calendario di incontri a tema. Paolo Pipere, CCIAA Milano, propone di confermare questo Tavolo come luogo di dialogo e di sviluppo di iniziative e proposte territoriali. 1 - TEMA STRATEGICO Fare rete: la creazione di occasioni strutturate di collaborazione e cross-fertilization - scarsa conoscenza tra le aziende degli elementi incentivanti nell ambito dell efficienza energetica, dei meccanismi di certificazione del prodotto (calcolo del consumo specifico per unità di prodotto); - presenza di un significativo numero di istituzioni pubbliche e private che sul territorio fanno ricerca e formazione a buoni livelli (fattore di positività) ma in modo isolato e frammentato (assenza di una rete); - esistenza di un gap tra mondo della ricerca e innovazione e mondo delle PMI e assenza di una rete di trasferimento della conoscenza dalla ricerca all impresa e al territorio. - creare uno sportello e identificare il soggetto facilitatore in grado di assistere adeguatamente le imprese che voglio investire in questo ambito; - diffondere la cultura scientifica tra le imprese e nel territorio; - individuare un metodo di azione condivisa basato sul ruolo di indirizzo del Pubblico; - attivare un processo di networking tra enti di ricerca e PMI; - creare momenti di incontro e scambio tra imprese/centri di ricerca/territorio, anche attraverso l utilizzo di piattaforme tecnologiche. 2 - TEMA STRATEGICO Come attuare il trasferimento tecnologico verso le PMI - scarsa sensibilità e disponibilità delle piccole aziende nei confronti di progetti innovativi di respiro internazionale a causa della poca propensione ad integrarsi e fare rete (forte individualismo), delle competenze non sempre adeguate (difficoltà ad innovare), delle limitate risorse economiche disponibili (effetto della crisi, del costo dell energia, etc.); 5

6 - mancanza a livello nazionale di un soggetto facilitatore capace di comunicare e diffondere in maniera efficace le informazioni (per es. sull accesso al credito) e in grado di dialogare a livello europeo sulle modalità di attivazione delle linee di finanziamento (per es. nel campo dell efficientamento energetico degli edifici), attività quest ultima che non può essere lasciata all iniziativa dei singoli. - sensibilizzare la piccola impresa sui temi ambientali (creare cultura ambientale); - necessità di semplificazioni le procedure burocratiche e autorizzative (eccessivo numero di passaggi richiesti dalla burocrazia) e individuare meccanismi incentivanti e premianti; - individuare e sviluppare percorsi di accompagnamento e facilitazioni per quelle imprese che intendono investire in questo settore; - raccogliere e diffondere, anche attraverso pubblicazioni, buone pratiche ed esempi di successo in questo ambito; - fare sistema per essere in grado di dialogare con le istituzioni europee ed essere capaci di incidere nelle scelte (dare vita a un soggetto collettivo riconosciuto e autorevole); - creare filiere di finanziamento che favoriscano la collaborazione tra mondo della ricerca e imprese, territorio TEMA STRATEGICO Buone pratiche/spunti su Green Economy e Sharing Economy - costo energia troppo elevato e mancanza di attività e finanziamento per l efficientamento energetico degli edifici; - eccessiva quantità e complessità delle certificazione richieste nelle gare d appalto ( spesso solo esibite ). - informare adeguatamente i cittadini affinché comprendano i benefici che l efficientamento energetico può produrre anche nell ambito della residenza privata; - partecipare all evento Green Week Conference 2014 promosso dalla Commissione Europea/Environment (Brussels, 3-5 giugno 2014); - utilizzare la piattaforma open Eco-Innovation; - creare iniziative smart a supporto di attività green della Pubblica Amministrazione; - canalizzare e orientare la domanda green da parte dei cittadini e delle imprese attraverso una maggiore diffusione delle informazioni e delle conoscenze e un adeguato sistema di comunicazione; - mettere le imprese del settore edile nella situazione di poter fare innovazione in questo settore; - creare un elenco/albo delle imprese del settore edile che operano in maniera virtuosa al fine di supportare la Pubblica Amministrazione in attività di bandi/gare; - le imprese che producono eccellenza in questo settore dovrebbero essere riconosciute dalla Pubblica Amministrazione (e dall opinione pubblica) anche attraverso la creazione di corsie preferenziali, premianti e mediante iniziative di valorizzazione. 6

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