Periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias fondato nel 1927

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1 Periodico della Diocesi di Tempio-Ampurias fondato nel 1927 GALLURA NGLONA N Nuova serie - Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/b L. 662/96 - Sassari - 1,00 Gianni Sini Si è consumata l ennesima strage del mare in cui sono morte trenta persone e alla vigilia dell inizio del semestre di presidenza italiana dell UE. C è chi lo ha già ribattezzato mare mortum, perché ormai le cronache ci hanno abituati non solo a sentire di sbarchi di immigrati, ma soprattutto di tanti che in quel canale hanno trovato la morte. Ora si pone il problema: riuscirà l Italia ad ottenere qualcosa di più per far muovere anche le altre nazioni europee? Per Mons. Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni, il peccato originale dell Europa è che non è costruita attorno agli uomini, è costruita attorno all economia e alla finanza. Fino a quando l Europa sarà un grande salvadanaio non possiamo aspettarci che l uomo abbia l attenzione che si merita; saranno i soldi, se ci sono o non ci sono, che permetteranno determinate azioni o determinati movimenti da parte di tutte le nazioni. Nessuno può sognare che queste morti finiscano, fino a che questi viaggi continuano, e accoglienza non è soltanto raccogliere gli immigrati sulla terra ferma e dare un piatto, e dare un tetto; è anche far sì che la loro vita venga riconosciuta come una vita meritevole di attenzione, e sono persone che hanno una dignità. Occorrerebbe semmai una maggiore collaborazione con gli stati del nord Africa, per dare assistenza a queste persone proprio là, nei loro paesi, evitando che mercanti di morte speculino sulla vita degli altri. Di loro si conoscono i nomi e i porti di partenza, ma purtroppo tanti stati che sono là sono corrotti: ma da chi sono sostenuti? Chi li ha fatti formare? In certe nazioni sarà Il terrorismo è un fenomeno aberrante del nostro tempo che sta causando morte e distruzione in Africa. Dalla Somalia al Kenya, dalla Nigeria alla Repubblica Centrafricana, per non parlare della tormentata regione maliana dell Azawad, è un continuo succedersi di notizie che, direttamente o indirettamente, parlano di azioni difficile la collaborazione, in Libia non c è un governo: come si farà a dialogare? Con chi? Dal semestre europeo affidato all Italia, si attende un piano europeo contro i mercanti di morte, un sostegno concreto all Italia, nell ambito delle risorse disponibili per far fronte alle nuove emergenze e un appello deciso agli Stati membri affinché contribuiscano a fornire posti di reinserimento per i rifugiati in Europa, alleggerendo la situazione dei centri di accoglienza in eversive perpetrate da cellule jihadiste. Viene allora spontaneo chiedersi: cui prodest?, a chi giova? Sarà anche vero che al Qaeda, disponendo d ingenti risorse finanziarie delle confraternite salafite, ha foraggiato alacremente in questi anni una miriade di gruppi armati preesistenti in molti Paesi della fascia Subsahariana. Ciò non toglie che se gli al Shabaab in Somalia, i Boko Haram in Nigeria e Camerun o al Qaeda nel Magreb Islamico (Aqmi) tra Algeria e Mali, sono liberi di fare il bello e il cattivo tempo, non è solo questione di fanatismo islamico. Si tratta, piuttosto, di una strumentalizzazione della religione per fini eversivi legati ad interessi, più o meno, occulti all opinione pubblica internazionale. Come mai l offensiva dei Boko Haram, che infestano le regioni settentrionali e centrali della Nigeria, si è acuita con l elezione del presidente Goodluck Jonathan (cristiano), avvenuta il 6 maggio del 2010? La risposta, a detta degli analisti, è che egli è inviso alle oligarchie islamiche che vorrebbero avere il pieno controllo del potere politico ed economico del Paese. E cosa dire del fatto che il 6 aprile scorso il National Bureau of Statistics nigeriano ha diffuso i nuovi dati sul Prodotto interno lordo da cui si evince che la Nigeria ha superato il Sudafrica diventando così la più grande economia del continente africano? Il Pil nigeriano, per il 2013, sarebbe pari a 509,9 miliardi di dollari contro i EnnEsima strage in mare speranza da semestre italiano UE Italia. Basti pensare che le autorità italiane negli ultimi giorni hanno portato al salvataggio circa cinquemila persone. Le recenti vittime dimostrano che i criminali non hanno alcun rispetto per la vita umana e dobbiamo aumentare urgentemente i nostri sforzi per combattere le loro attività di morte. È una vera e propria emergenza. Anche se i fatti degli ultimi giorni non fanno ben sperare, noi ci mettiamo di mezzo la fede, perché crediamo che Dio può tutto. Africa: non solo terrorismo, ma nuovi grandi interessi 370,3 del Sudafrica. Contemporaneamente, però, i Boko Haram hanno scagliato una vigorosa offensiva contro il governo di Abuja, culminata, nella notte tra il 14 e il 15 aprile, con il sequestro di oltre duecento studentesse da un liceo a Chibok, nello stato del Borno. E da allora non passa giorno in cui non vi siano azioni terroristiche che insanguinano il Gigante africano. Sul versante opposto, in Kenya, le cellule jihadiste colpiscono, costantemente, la costa del Paese che si affaccia sull Oceano Indiano. Come nel caso del centro di Mpeketoni, non lontano dalla popolare isola di Lamu, località turistica e sito protetto dall Unesco. Ma in gioco vi sono anche altri interessi, come quelli della nuova generazione di imprenditori arabi che considerano strategiche le riserve petrolifere del Corno d Africa. Attenzione, inoltre, ai difficili equilibri geostrategici tra Cina e Stati Uniti, nel controllo delle commodities africane (fonti energetiche e materie prime) che rendono lo scenario molto più complesso di quanto possa sembrare all osservatore sprovveduto.

2 Nuova Serie Aut. Trib. Tempio Pausania n. 4 del Proprietà: Diocesi di Tempio-Ampurias Amministratori Gavino Fancellu Direttore responsabile: don Giovanni Sini Redazione: Franco Fresi Andrea Muzzeddu Giuseppe Pulina Gianni Satta Pietro Zannoni Tomaso Panu Gavino Fancellu AbboNAMeNTi 12 MeSi ITALIA ordinario 2 sostenitore 3 benemerito 5 ESTERO + spese di spedizione PubbliciTà Tariffe 2012 Commerciali con secondo colore redazionali a cmq 1,00 a modulo mm 25 x colonna 8,00 a pagina intera 80 a mezza pagina (orizzontale) 43 Istituzionali: -20% Promozionali: -25% Prima pagina: a modulo 15,00 Ultima pagina (solo riquadri settori commerciali) a cmq 1,00 a modulo mm 25 x colonna 1,00 Sconti, non cumulabili, per formato, frequenza, invito. I prezzi sono al netto di IVA. La Redazione si riserva la facoltà di rifiutare inserzioni pubblicitarie Direzione Redazione e Amministrazione Via episcopio, Tempio Pausania c. P c. c. P. n Tel e Fax Impaginazione e grafica GiANNi caria Stampa TAS P. Niedda sud strada Sassari Tel Fax Questo numero di Gallura Anglona è stato consegnato alle Poste, per la spedizione, il. sinodo Sinodo dei vescovi Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell evangelizzazione Presentato l Instrumentum Laboris Presentazione Instrumentum laboris L 8 ottobre 2013 Papa Francesco ha convocato la III Assemblea Generale Straordina-ria del Sinodo dei Vescovi sul tema: Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell evangelizzazione. La Segreteria Generale del Sinodo ha iniziato la preparazione con il l invio del Documento Preparatorio, che ha suscitato un ampio riscontro ecclesiale nel popolo di Dio, raccolto nel presente Instrumentum Laboris. Il Santo Padre, considerata l ampiezza e la complessità del tema, ha stabilito un itinerario di lavoro in due tappe, che costituisce un unità organica. Nell Assemblea Generale Straordinaria del, i Padri sinodali valuteranno e approfondiranno i dati, le testimonianze e i suggerimenti delle Chiese particolari, al fine di rispondere alle nuove sfide sulla famiglia. L Assemblea Generale Ordinaria del 2015, maggiormente rappresentativa dell episcopato, innestandosi sul precedente lavoro sinodale, rifletterà ulteriormente sulle tematiche affrontate per individuare adeguate linee operative pastorali. L Instrumentum Laboris nasce dalle risposte al questionario del Documento Preparatorio, reso pubblico nel mese di novembre 2013, strutturato in otto gruppi di domande riguardanti il matrimonio e la famiglia, cui è stata data ampia diffusione. Le risposte, numerose e dettagliate, sono pervenute dai Sinodi delle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, dalle Conferenze Episcopali, dai Dicasteri della Curia Romana e dall Unione dei Superiori Generali. Sono pure giunte direttamente alla Segreteria Generale risposte dette osservazioni da un numero significativo di diocesi, parrocchie, movimenti, gruppi, associazioni ecclesiali e realtà familiari, nonché quelle di istituzioni accademiche, specialisti, fedeli ed altri, interessati a far conoscere la propria riflessione. Il testo è strutturato in tre parti e riprende, secondo un ordine funzionale all Assemblea sinodale, le otto tematiche proposte nel questionario. La prima parte è dedicata al Vangelo della famiglia, tra disegno di Dio e vocazione della persona in Cristo, orizzonte entro il quale si rileva la conoscenza e la ricezione del dato biblico e dei documenti del Magistero della Chiesa, incluse le difficoltà, tra le quali la comprensione della legge naturale. La seconda parte tratta le varie proposte di pastorale familiare, le relative sfide e le situazioni difficili. La terza parte è dedicata all apertura alla vita e alla responsabilità educativa dei genitori, che caratterizza il matrimonio tra l uomo e la donna, con particolare riferimento alle situazioni pastorali attuali. Il presente documento, frutto del lavoro collegiale proveniente dalla consultazione delle Chiese particolari, che la Segreteria Generale del Sinodo, insieme al Consiglio di Segreteria, ha raccolto ed elaborato, è messo nelle mani dei Membri dell Assemblea sinodale come Instrumentum Laboris. Esso offre un ampio quadro, sia pur non esaustivo, della situazione familiare odierna, delle sue sfide e delle riflessioni che suscita. I temi che non sono compresi nel documento, alcuni dei quali sono stati segnalati dalle risposte al n. 9 (varia) del questionario, saranno trattati nell Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo del Bartolomeo al Papa: Camminiamo verso la nostra piena comunione Conservo nel mio cuore, come un tesoro prezioso, il ricordo dei nostri recenti incontri a Gerusalemme e a Roma, che hanno ulteriormente rinnovato e sigillato i nostri legami fraterni, confermando il comune desiderio di continuare il cammino verso la nostra piena unione e comunione voluta dal Signore. Così il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I scrive a papa Francesco in una lettera fatta pervenire alla festa dei santi apostoli Pietro e Paolo tramite la delegazione ufficiale del Patriarcato. Il Patriarca torna all abbraccio con Papa Francesco avvenuto in maggio nella Basilica del Cenacolo a Gerusalemme percorrendo la strada sulle orme dei predecessori Papa Paolo VI e il Patriarca Ecumenico Atenagora, le cui iniziative audaci hanno aperto il periodo di avvicinamento e di riconciliazione per le nostre Chiese. Parlando poi dell iniziativa dell invocazione alla pace promossa in vaticano all inizio di questo mese con i Presidenti di Israele e Palestina, il Patriarca sottolinea l importanza di lavorare insieme per far prevalere la pace in una regione del Medio Oriente lacerata da conflitti. Un incontro profondamente e personalmente commovente - dice Bartolomeo - che ha trasmesso un messaggio di pace di cui il mondo contemporaneo ha così tanta sete. Il Patriarca esprime la sua gratitudine a papa Francesco e la sua preghiera affinché possa continuare la sua preziosa leadership e servizio nel mondo moderno.

3 chiesa 3 Mons. Angelo Becciu Più martiri nella Chiesa che nei primi secoli L Asia è il continente dove sono maggiormente perseguitati Celebrata la giornata per la carità del Papa Con un gesto semplice si aiuta Pietro ad aiutare i più poveri Le persecuzioni al tempo di Nerone Èvero che sono stati tanti i cristiani perseguitati al tempo di Nerone, ma oggi non ce ne sono meno. Lo ha ricordato Papa Francesco, nell omelia della Messa a Santa Marta, nel giorno in cui si fa memoria dei Santi protomartiri della Chiesa romana, uccisi per ordine di Nerone dopo l incendio di Roma nel 64. Pensiamo al Medio Oriente, cristiani - ha precisato il Papa - che devono fuggire dalle persecuzioni, cristiani uccisi dai persecutori. Anche i cristiani cacciati via in modo elegante, con i guanti bianchi: anche quella è una persecuzione. Oggi ci sono più testimoni, più martiri nella Chiesa che nei primi secoli. Papa Francesco ha evidenziato il legame tra martirio e testimonianza. Quando la testimonianza arriva alla fine, quando le circostanze storiche ci chiedono una testimonianza forte, lì - ha detto - ci sono i martiri, i più grandi testimoni. E quella Chiesa viene annaffiata dal sangue dei martiri. E questa è la bellezza del martirio. Incomincia con la testimonianza, giorno dopo giorno, e può finire come Gesù, il primo martire, il primo testimone, il testimone fedele: con il sangue. In questa Messa - ha concluso -, facendo memoria dei nostri gloriosi antenati, qui a Roma, pensiamo anche ai nostri fratelli che vivono perseguitati, che soffrono e che con il loro sangue fanno crescere il seme di tante Chiese piccoline che nascono. Preghiamo per loro e anche per noi.. Una bella iniziativa: i seminaristi del seminario diocesano partiranno per Santiago de Compostela il 24 Luglio e rientreranno in Diocesi il 12 Agosto accompagnati dal rettore don Paolo Pala. Percorreranno un tratto del percorso chiamato francese, da Leon (Spagna) a Santiago (Spagna) compiendo a piedi un tragitto di circa 320 km, scandito in tappe diurne da circa 22 km. Il pellegrinaggio nasce come desiderio di compiere un percorso antico, spirituale, e con una forte intonazione vocazionale se a questa parola affidiamo anche il significato di scoperta o riscoperta, della nostra identità umana, cristiana, della nostra fede e del nostro progetto di vita. Faranno parte del gruppo i seminaristi del diocesano e il rettore, e si uniranno a loro un gruppo di ragazzi e ragazze, più qualche adulto, pellegrini che condivideranno tutta la fatica del pellegrinaggio. L esperienza del cammino di Santiago sarà preparata da due incontri: uno di carattere spirituale e l altro più tecnico-pratico per affrontare al meglio il nostro itinerario verso il luogo dedicato al culto di San Giacomo il Maggiore, patrono di Spagna, e antichissima meta di devozione per tutta l Europa. Nel cammino seminaristico, certamente, questa sarà una tappa determinante. Oltre che rafforzare i legami del gruppo da la possibilità di riflettere e di verificare la propria vocazione, mettendosi in cammino, liberi da qualsiasi fardello e condizionamento, proprio come ha chiesto Gesù ai suoi discepoli. Monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede ha spiegato il senso di questo gesto: L auspicio è che possa essere un occasione di vicinanza a Papa Francesco da parte di tutti i fedeli, e che l offerta vada unita alla preghiera per lui. È questa una carità che il Santo Padre non si stanca di chiedere a tutti coloro che incontra: nessuno è così povero da non potergliela donare. Una pratica molto antica che arriva fino ad oggi. È l Obolo di San Pietro, la colletta realizzata in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. La colletta rimanda alle origini del cristianesimo quando vengono sostenuti materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi cura dei più bisognosi. Monsignor Giovanni Angelo Becciu ha aggiunto: Direi che il motivo principale è quello di compiere un gesto semplice, capace però di unire concretamente ogni fedele al Successore di Pietro aiutandolo a dilatare la sua carità, quella carità che in ragione del suo ministero abbraccia la Chiesa ed il mondo intero. Aiutare Pietro ad aiutare: è un atto di amore verso il Papa e verso la Chiesa. Naturalmente le iniziative di carità sono moltissime, a tutti i livelli, e di questo ci dobbiamo rallegrare. L Obolo di San Pietro ha di specifico questo: partecipare concretamente alla sollecitudine del Papa per tutte le Chiese. Dunque l invito che faccio è quello di partecipare tutti, ciascuno nei limiti di quanto può dare, e di vivere questo semplice gesto come un atto di amore al Papa. Persecuzione cristiani una petizione proposta da osservatorio su cristianofobia Una petizione per una giornata contro le persecuzioni sui cristiani nel mondo: è questa l iniziativa consegnata alla Commissione europea per le petizioni da Silvio Dalla Valle, direttore dell Osservatorio sulla cristianofobia e promotore dell appello Fermiamo la cristianofobia. Al momento la Commissione ha confermato la ricezione dei documenti e sono in corso le procedure di valutazione per l approvazione. I tempi purtroppo non saranno brevi, ma questa comunicazione ufficiale è il primo passo verso una possibile presa di coscienza delle istituzioni europee della situazione che si trovano a vivere migliaia di cristiani nel mondo. Siamo molto fiduciosi - dichiara Dalla Valle - che gli organi competenti, i rappresentanti europei e il presidente del Parlamento europeo tengano seriamente in considerazione le nostre sollecitazioni e la proposta dell istituzione di una giornata europea contro la cristianofobia. Nell attesa di un riscontro definitivo e positivo - conclude il direttore dell Osservatorio - continueremo a monitorare e denunciare le violenze fisiche, psicologiche e sociali e tutte le discriminazioni che i cristiani devono affrontare quotidianamente in ogni parte del mondo. I seminaristi pellegrini sul Cammino di Santiago D. Paolo Pala con il gruppo impegnato nella pastorale vocazionale

4 4 messaggi Giornata missionaria Papa Francesco: non lasciamoci rubare la gioia dell evangelizzazione Non lasciamoci rubare la gioia dell evangelizzazione!. È l appello che Papa Francesco lancia nel messaggio per la 88ª Giornata missionaria mondiale che si celebra domenica 19 ottobre. Oggi - scrive il Santo Padre - c è ancora moltissima gente che non conosce Gesù Cristo. Rimane perciò di grande urgenza la missione ad gentes, a cui tutti i membri della Chiesa sono chiamati a partecipare, in quanto la Chiesa è per sua natura missionaria: la Chiesa è nata in uscita. Papa Francesco invita di nuovo la Chiesa ad andare soprattutto verso gli ultimi e verso le periferie perché - ricorda - Dio ha nascosto i misteri del suo Regno a coloro che sono troppo pieni di sé e pretendono di sapere già tutto. Sono come accecati dalla propria presunzione e non lasciano spazio a Dio. Il Papa aggiunge: Si può facilmente pensare ad alcuni contemporanei di Gesù che egli ha ammonito più volte, ma si tratta di un pericolo che esiste sempre, e che riguarda anche noi. Invece, i piccoli sono gli umili, i semplici, i poveri, gli emarginati, quelli senza voce, quelli affaticati e oppressi, che Gesù ha detto beati. Si può facilmente pensare a Maria, a Giuseppe, ai pescatori di Galilea, e ai discepoli chiamati lungo la strada, nel corso della sua predicazione. Il grande rischio del mondo attuale - osserva Papa Francesco -, con la sua Messaggio CEI molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Ecco perché - aggiunge - l umanità ha grande bisogno di attingere alla salvezza portata da Cristo. I discepoli sono coloro che si lasciano afferrare sempre più dall amore di Gesù e marcare dal fuoco della passione per il Regno di Dio, per essere portatori della gioia del Vangelo. Tutti i discepoli del Signore sono chiamati ad alimentare la gioia dell evangelizzazione. Secondo il Papa, la gioia di comunicare Gesù Cristo si esprime tanto nella preoccupazione di annunciarlo nei luoghi più lontani, quanto in una costante uscita verso le periferie del proprio territorio, dove vi è più gente povera in attesa. Se in molte regioni scarseggiano le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, è perché - fa notare il Papa - manca nelle comunità un fervore apostolico contagioso, per cui esse sono povere di entusiasmo e non suscitano attrattiva. La gioia del Vangelo scaturisce dall incontro con Cristo e dalla condivisione con i poveri. Da qui l appello di Papa Francesco per la Giornata missionaria di quest anno: Incoraggio, pertanto le comunità parrocchiali, le associazioni e i gruppi a vivere un intensa vita fraterna, fondata sull amore a Gesù e attenta ai bisogni dei più disagiati. Vi invito - conclude Francesco - ad immergervi nella gioia del Vangelo, ed alimentare un amore in grado di illuminare la vostra vocazione e missione. Vi esorto a fare memoria, come in un pellegrinaggio interiore, del primo amore con cui il Signore Gesù Cristo ha riscaldato il cuore di ciascuno, non per un sentimento di nostalgia, ma per perseverare nella gioia. Giornata del creato: educare alla custodia della terra L inquinamento, gli eventi meteorologici estremi e la mancanza di una vera cultura preventiva sono le tre aree critiche individuate nel Messaggio per la 9ª Giornata per la custodia del creato, reso noto dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro e dalla Commissione episcopale per l ecumenismo e il dialogo della Cei. La Giornata si celebra il 1 settembre. Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri Paesi e delle nostre città è il titolo del Messaggio, che domani sarà pubblicato da Avvenire. Viviamo con terrore l inquinamento, che in vaste aree del pianeta si fa sempre più pervasivo - si legge nel testo -. Non sempre le attività produttive sono condotte con il dovuto rispetto del territorio circostante. La sete del profitto, infatti, spinge a violare tale armonia, fino alla diffusione nell ambiente di veri e propri veleni. Con situazioni estreme, che diventano purtroppo fonte di tumori. Non sempre ci accorgiamo subito di questa violenza contro il territorio. Anzi, spesso è mistificata ed altre volte viene addirittura giustificata. Di fatto, la consapevolezza davanti a questi comportamenti criminali richiede tempi lunghi. Matura sempre lentamente, spesso solo tramite la dedizione, eroica, di chi, facendo il proprio lavoro con serietà, è come se si immolasse per creare tra la gente una adeguata coscienza della gravità del problema. Anche gli eventi meteorologici estremi hanno conseguenze disastrose. La cosa più grave - si osserva - è la carente consapevolezza da parte della comunità civile nazionale circa le vere cause che a monte determinano questi tristi eventi! Restiamo sì addolorati, ma poco riflettiamo ed ancor meno siamo disposti a cambiare, per mettere in discussione il nostro stile di vita!. Inoltre, manca una vera cultura preventiva davanti ai tanti disastri. Comunque oggi la coscienza ecologica è in consolante crescita, ovunque e questa accresciuta consapevolezza del dono ricevuto da Dio ci spinge a garantire un ambiente sostenibile, per noi e per i nostri figli. La parola chiave è custodire. Anche in vista del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015 attorno al nuovo umanesimo basato su Cristo, il Messaggio suggerisce alle Chiese italiane tre impegni: la coscienza di un impegno culturale; la denuncia davanti ai disastri; la rete di speranza nel futuro. Innanzitutto, la custodia della terra ci chiede di amarla, vigilando con matura consapevolezza. La terra ci appartiene. Tutti siamo chiamati a questo compito che si fa premura già nelle scuole accrescendo la coscienza ecologica viva tra i giovani. Si tratta di concretizzare quella conversione ecologica che ci porta a ritrovare il gusto per la bellezza della terra e lo stupore davanti alle sue meraviglie. È necessaria anche la capacità critica per cogliere le ingiustizie presenti in un modello di sviluppo che non rispetta l ambiente. Abbiamo cioè bisogno di un economia capace di generare lavoro senza violare la terra. Si pensi alla interconnessione tra rispetto dell ambiente, agricoltura, turismo e benessere sociale. Solo insieme si cresce. Solo insieme saremo competitivi, proprio perché rispettosi della tipicità con cui Dio ha costruito l armonia dei colori, delle lingue, delle culture e dei volti. In questo senso è importante il ruolo della catechesi: Arte e catechesi sono sempre state in stretta alleanza con la liturgia per quel gusto della bellezza che diventa la prima coscienza contro ogni inquinamento e quell energia vitale che ci permette di ricostruire i territori violati dai disastri ambientali. Ma la custodia del creato è fatta anche di una chiara denuncia nei confronti di chi viola quest armonia del creato. È una denuncia che spesso parte da persone che si fanno sentinelle dell intero territorio, talvolta pagando di persona. Siamo loro profondamente grati, perché ci hanno insegnato un metodo: ci vuole sempre qualcuno che, come sentinella, coglie per primo i problemi e rende consapevole tutta la comunità della gravità della situazione. Specie davanti ai rifiuti. Chi ha tristemente inquinato, deve consapevolmente pagare riparando il male compiuto. In particolare, si legge nel Messaggio, va bloccata la criminalità che ha speculato sui rifiuti, seppellendoli e creando occasione di morte, distruggendo la salubrità dell ambiente. Ma anche le nostre piccole violazioni quotidiane vanno segnalate, quando siamo poco rispettosi delle regole ecologiche. Infine, siamo chiamati a fare rete lasciandoci coinvolgere in forme di collaborazione con la società civile e le istituzioni. Va maturata insieme una rinnovata etica civile. Per questo è preziosa la dimensione ecumenica con cui è vissuta la giornata della custodia del creato. È importante che nessuno resti spettatore, ma tutti attori, vigilando con amore, pregando intensamente lo Spirito di Dio, che rinnova la faccia della terra e accrescendo la cultura ecologica. Matureremo così una vera cultura preventiva, trovando la forza per riparare le ferite in modo fecondo. Solo così, tramite questa rete, potremo andare alle radici profonde dei disastri sociali ed ecologici, superando la superficiale emozione del momento. Di qui l invito: Tanti nostri stili di vita vanno cambiati, per assumere la sobrietà come risposta autentica all inquinamento e alla distruzione del creato. Del resto, una terra custodita è la prima fonte di lavoro per i giovani!.

5 sanità 5 Delegazione del Qatar Santino Cimino - Direttore ufficio diocesano pastorale sanitaria Emanuela Vinai IMMINENTE LA RIAPERTURA DEL SAN RAFFAELE DI OLBIA Non potevano proprio aspettare una legge che legalizzi l eutanasia senza se e senza ma. E nemmeno sono riusciti a trovare un medico sufficientemente compiacente e povero di scrupoli. Così, in quel della provincia torinese, madre e figlio hanno pensato che il fai-da-te è sempre una soluzione. A fronte dell ostinazione della vecchia zia Placida (di nome e di fatto), novantasettenne che non voleva saperne di morire, il duo memore dell esperienza di Arsenico e vecchi merletti si è affidato con fiducia al topicida, versato con dovizia nel caffè e nella gelatina di frutta. Ma nonostante l età, la demenza senile e tutti gli acciacchi del caso, la nonnina mitridatizzata ha resistito al veleno ed è pervicacemente rimasta attaccata a questa vita. Il resto l hanno fatto l attenzione del personale della clinica, che ha notato i valori alterati del sangue e il troppo sopore sospetto dell anziana. Infine sono stati i filmati della cimice piazzata dai carabinieri a condurre all arresto dei parenti/serpenti, stufi di aspettare un eredità che non arrivava. Fin qui la notizia. Che potrebbe anche essere racconto farsesco, visto il lieto epilogo. La cronaca però si accompagna al filotto di dichiarazioni a mezzo stampa elargite dai due illustri luminari della medicina che, dalla Sardegna e dalla Capitale, hanno rivelato una spiccata propensione all accompagnamento definitivo all altro mondo dei propri pazienti. E lo hanno fatto senza trattenere l orgoglio, sicuri di incassare il plauso della collettività per un opera sociale meritoria: l eliminazione definitiva della sofferenza. Facciamo qui sommessamente notare che questo è uno strano modo di sopperire alla carenza di applicazione della legge 38 sulla terapia del dolore, interpretando elasticamente le possibilità offerte dalla sedazione palliativa. Al netto dei giudizi etici confessionali, anche per la logica più laica eliminare le sofferenze è un conto ed eliminare il sofferente continua ad essere tutta un altra cosa. Non solo. Le polemiche seguite alle rivelazioni hanno riguardato una presunta modalità Si riaccendono, questa volta positivamente, i riflettori sul San Raffaele, la gigantesca struttura ospedaliera alle porte della città di Olbia. In un tempo di crisi che pare intensificarsi sempre di più senza segnali di ripresa, le notizie relative alla ripartenza dei lavori per ultimare e dare avvio al famoso progetto di don Verzè, sembrano ravvivare uno spiraglio di luce non solo nel territorio gallurese, ma anche in quello dell intera isola sarda. L inizio dell opera risale niente di meno che al lontano 1998 accompagnato inevitabilmente da tante aspettative e progetti che, però, pian piano, con il graduale declino dell impero del religioso veneto, andarono scemandosi. A distanza di sedici anni si assiste a nuova e decisiva svolta operata non solo dall impegno della politica locale e regionale, ma anche dall intervento provvidenziale e miracoloso di uno degli stati più ricchi della penisola arabica, quello del Qatar. Un felice connubio, questo, che ha spinto la figura più autorevole dello stato arabo, lo sceicco Bin Thani Al Thani, a investire sulla struttura sanitaria la somma di circa un miliardo di euro. Ovviamente non bastano i soldi per far decollare una delle risorse più sofisticate nel settore della salute, occorrono competenze mediche di alto livello e adeguati strumenti tecnologici, e per realizzare questo importantissimo versante, a dare una man forte sarà uno dei più famosi e specializzati centri di ricerca sanitaria appartenenti alla chiesa, quello del Bambin Gesù di Roma. Dinanzi a questa conveniente rivoluzione, anche la giunta regionale, guidata dal neo eletto presidente Francesco Pigliaru, non intende assolutamente sciupare una occasione così più unica che rara, e non è solo l assessore alla sanità Luigi Arru a sventolare la bandiera dell ottimismo, ma l idea che la Sardegna possa beneficiare di un ospedale di eccellenza che punti alla cura di vecchie, nuove e sempre più diffuse patologie, trova concordi buona parte dei politici. Anche il sindaco di Olbia, Giovannelli, non nasconde il suo fervore e orgoglio di primo cittadino sostenendo un opera di cui la città ha solo da vantarsi. Insomma, è arrivata una ventata favorevole per la sanità sarda che, stando al progetto promosso e, si auspica, tra breve attuato dai più alti vertici della politica, potrà navigare nel vasto campo della medicina mondiale. Una delle novità più importanti è dettata dal fatto che l obiettivo che il nuovo San Raffaele vuole perseguire non è soltanto finalizzato all intervento sulle più diverse e complesse malattie, ma anche alla prevenzione attraverso lo studio, la ricerca scientifica,laboratori di indagine che mirino al miglioramento della salute. Credo che si debba lavorare sopratutto su questo impegno per la prevenzione poichè se nel passato non ci si preoccupava troppo di proteggere la salute nè di garantirla, oggi quest ultima non può solo essere concepita come il risultato di un intervento medico a rimedio di uno stato patologico, ma è necessario che sia pensata sempre più nella logica di un progetto di recupero e di mantenimento del benessere fisico, psichico e sociale della persona. Il progetto del nuovo San Raffaele ovviamente non può solo interessare le politiche governative atte ad assicurare, come è giusto che sia, il diritto alla salute per tutti, e a incrementare sviluppo e lavoro, ma diventa anche provocazione per una più accorta e sensibile pastorale ecclesiale che educhi, sostenendo una formazione umana e spirituale, medici, operatori sanitari, volontari, al rispetto, San Raffaele di Olbia di eutanasia surrettizia, condivisa e sottaciuta, che interessa altri non meglio identificati ospedali italiani coinvolgendo svariati specialisti cui è stato chiesto di fare, in un certo senso, coming out, provocando la risposta sdegnata della categoria. Un Italia di cacciatori di lasciti testamentari? O di medici che hanno perso di vista non solo il bene dei propri assistiti, ma soprattutto il primo dei comandamenti della medicina: primum non nocere? In entrambi i casi si aprono scenari inquietanti al pensiero di portare un anziano congiunto in ospedale che, da luogo di cura, potrebbe trasformarsi in salvacondotto per l aldilà. E senza passare dal via. Guardare all estero aiuta a farsi un idea di quello che potrebbe trovare rapidamente terreno fertile anche qui. In Inghilterra il Protocollo Liverpool, eufemisticamente definito come un sistema per tagliare i costi della sanità pubblica, ha fatto sì che migliaia di ignari pazienti anziani siano stati terminati a forza, con o senza consenso dei familiari. Alcuni parenti più accorti e certuni vecchietti più coriacei hanno fatto sì che alla valorizzazione e difesa della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte, considerando tra l altro i difficili problemi di etica e bioetica che emergono nell attuale contesto sociale e culturale. Un altro significativo apporto della Pastorale della salute riguarda l apertura all orizzonte ecumenico. Oggi gli ospedali, sopratutto quelli delle grandi città, presentano uno scenario sempre più interculturale, internazionale e interreligioso, una sfida e una nuova dimensione da vivere ogni giorno, sopratutto nei momenti critici dell esistenza quali la sofferenza, la morte, il lutto. Il cristiano può farsi presente per stimolare la carità e offrire quelle mediazioni umane e spirituali che l ammalato gradisce, specie dove gli mancassero i necessari supporti della propria pastorale. l eutanasia trova strade nuove? Il caso della novantasettenne salvata nel Torinese. Invece della sofferenza si elimina il sofferente non fosse più possibile ignorare l ecatombe silenziosa, conducendo alla sospensione del protocollo e all istituzione di una commissione d indagine. In Olanda, Paese in cui dal 2001 le richieste di eutanasia sono aumentate del 73%, l assicurazione sulla vita non è più una priorità: ora c è quella per l eutanasia. La compagnia assicurativa olandese Menzis già dal 2012 ha proposto una copertura dei costi per coloro che soddisfano i criteri della clinica speciale del gruppo Nvve, nota lobby pro eutanasia. Della barbarie dell eutanasia per i bambini in Belgio già abbiamo avuto modo di parlare diffusamente, ci limitiamo quindi ora a sottolineare un paio di dati recenti e significativi sulla banalizzazione delle procedure per gli adulti. Nel solo 2013 sono stati registrati qualcosa come 1816 decessi eutanasici: 150 al mese, 5 al giorno. Di questi, l 80% sono persone sopra i 65 anni. Vivere è diventato così terribile? Il falso rimedio, socialmente accettabile, per arginare il temuto tsunami d argento sembra voler passare per una dolce morte decisamente molto amara.

6 6 caritas sardegna BILANCIO E NUOVI INTERVENTI DELLA CARITAS PER LE FAMIGLIE ALLUVIONATE Maria Chiara Cugusi Si è svolta il 23 giugno nel Salone San Tommaso d Aquino della parrocchia N.S. de La Salette, a Olbia, la conferenza stampa in cui la Delegazione regionale Caritas Sardegna e Caritas Italiana, hanno fatto il punto sulla mappatura dei bisogni e sulle risposte attivate finora nelle Diocesi colpite a favore delle popolazioni sarde alluvionate. «Come Chiesa sarda - ha sottolineato Don Marco Lai, delegato regionale Caritas Sardegna - abbiamo pensato fosse importante ritrovarci a Olbia, la città più colpita, per fare il punto sulla situazione, perché la trasparenza fa parte della Caritas, della Chiesa, sempre, e ancora di più in occasioni difficili come questa. Inoltre, vogliamo sostenere e far sapere alle famiglie colpite che si sta continuando a fare tutto il possibile, come segno di prossimità, vicinanza, per promuovere percorsi di risalita nel tempo, secondo lo stile Caritas». Mons. Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio- Ampurias ha ricordato che ciò che ha caratterizzato questa emergenza è stata una grande solidarietà tra le Chiese diocesane colpite. Inoltre, la funzione della Chiesa, come mediatrice: «I veri eroi sono coloro che hanno avuto fiducia nella Chiesa, che hanno donato una piccola offerta da mettere a disposizione di chi ha subito danni: il poco che la gente aveva lo ha messo a disposizione per gli altri, e ha reso possibile il nostro lavoro, ma non possiamo sostituirci allo Stato. Aspettiamo ancora l intervento delle istituzioni, Stato e Regione, affinché diano quello che hanno promesso, secondo le necessità». Un impegno che continuerà nel tempo: «Sappiamo - ha detto il vescovo - che in queste situazioni il lavoro vero è quello successivo, della ricostruzione, accompagnare le comunità, imprese e famiglie al ritorno a una vita normale». E ancora, mons. Sanguinetti ha sottolineato:«i fondi raccolti sono stati completamente messi a disposizione per gli alluvionati. Certo, le cifre messe in campo sono irrisorie rispetto alle necessità reali». Solo ad Olbia, ha ricordato il vescovo, 1500 case colpite, danni alle abitazioni tra i mila euro, senza parlare delle imprese artigiane, negozi, infrastrutture. «Secondo lo stile Caritas - ha detto il vescovo - ci siamo rivolti alle famiglie più bisognose, assicurando un valore aggiunto, costituito dalla prossimità, una rete di vicinanza che consente alla gente di non sentirsi sola». Inoltre, il vescovo ha sottolineato che la sfida della Chiesa è «far emergere l enorme solidarietà e generosità che spesso costituiscono un mondo sommerso», per elevare la qualità della vita di tutti. E ha ricordato l azione svolta dai parroci, che «hanno aperto le Chiese, sono entrati nelle abitazioni, hanno incontrato le famiglie, svolgendo un opera straordinaria». Le cifre in entrata e in uscita sono state fornite da Don Andrea La Regina, responsabile ufficio macro-progetti di Caritas Italiana. La colletta complessiva della Chiesa è di euro (a cui ammontano le offerte giunte dalle diocesi a Caritas Italiana e Caritas Sardegna); colletta che arriva a con il milione stanziato subito dalla CEI (attraverso fondi 8 per mille). Per quanto riguarda le cifre in uscita, euro per interventi di emergenza e primo aiuto (attraverso la Caritas Sardegna); per interventi a sostegno di famiglie e piccole imprese, di cui già approvati e finanziati per le diocesi di Tempio- Ampurias, Nuoro e Ales-Terralba. Inoltre, già finalizzati al microcredito, 25mila per attrezzature varie. Le risorse rimanenti (oltre 100mila euro) saranno usate per progettualità sociali (per fasce deboli) o per incrementare il fondo per il microcredito. «L organismo pastorale della Caritas - ha spiegato don Andrea La Regina - si muove secondo il criterio di ispirazione evangelica. La solidarietà degli italiani è quella di chi vuole essere prossimo, vicino, in un criterio di dono; questo incontro nasce come volontà di restituzione a tutti i cittadini che hanno dato la loro offerta». Inoltre, «Le istituzioni devono fare la loro parte, occorre riscoprirsi come comunità coese, capaci di farsi carico dei bisognosi». Durante la conferenza, i direttori delle Caritas di Tempio-Ampurias, Nuoro, Ales-Terralba, hanno presentato i progetti portati avanti dalle loro diocesi; inoltre, sono stati fornite alcune informazioni relative alla Diocesi di Oristano (in allegato). Suor Luigia Leoni, direttrice Caritas Tempio, ha spiegato il potenziamento dei servizi Caritas, tra cui il magazzino della distribuzione viveri per le parrocchie, l ufficio del coordinamento, l attività di ascolto attraverso gli sportelli di ascolto, sostegno psicologico, sostegno al reddito. La gente ha bisogno di supporto psicologico - ha detto - e presso le parrocchie continua l opera di ascolto delle famiglie. Inoltre, la direttrice ha ricordato che «per far ripartire l economia olbiese, gli acquisti dei viveri vengono fatti a Olbia, e le squadre degli operai sono composte da persone alluvionate». Don Angelo Pittau, direttore Caritas Ales-Terralba, ha ricordato il lavoro di rete svolto da centri parrocchiali e Comune, e che, oltre ai danni materiali, la Caritas ha dato risposte a quelli psicologici, attraverso la creazione di un équipe Conferenza stampa ad Olbia socio-psicolgica; inoltre, gli aiuti sono stati destinati anche ad artigiani, allevatori, agricoltori che hanno perso tutto, ma che, seppur nella difficoltà, hanno mostrato grande solidarietà tra di loro. Don Francesco Mariani, direttore Caritas Nuoro, ha ricordato i danni soprattutto alle infrastrutture e alle aziende agro-pastorali; è stata avviata una collaborazione con la Coldiretti per seguire le aziende alluvionate, e sono stati supportati gli allevatori di bestiame registrati ufficialmente. Inoltre, sono stati distribuiti voucher e borse di studio per i giovani, con l obiettivo di mettere in moto le aziende, per farle ripartire. A Bitti non sono stati chiesti interventi riguardanti viveri, ma specialisti di categoria (ingegneri, agronomi, etc.) per interventi strutturali sull ambiente: il direttore ha ricordato che c è un milione di euro che non può essere speso per via del patto di stabilità.

7 vita diocesana 7 la Maddalena, la fede di un popolo nelle processioni Domenico Degortes Domenica 22 si è celebrato la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. La sera si è concelebrata la Messa interparrocchiale. Don Domenico ha ricordato nell omelia che quest anno ricorre il 750 anniversario della istituzione della festa del Corpus Domini in seguito al miracolo di Bolsena. Un sacerdote durante la Messa, spezzando l ostia consacrata, vide uscire del sangue che macchiò il corporale. Il Papa Urbano IV che in quel periodo si trovava ad Orvieto, fatti i dovuti accertamenti, venne da Orvieto in processione per ricevere quel corporale che contemporaneamente era portato in processione da Bolsena. Quella fu la prima processione del Corpus Domini. Il corporale oggi è custodito ad Orvieto nella cappella più bella del duomo che fu costruito in ricordo di questo grande miracolo eucaristico. Da noi la processione eucaristica si è svolta dopo la Messa. Quella processione è la più solenne dell anno perché non si porta una statua ma il Corpo e Sangue di Cristo presente misteriosamente ma realmente nell ostia consacrata. Con la processione si ricorda a tutti i cristiani che Cristo è Dio con noi, è l Emmanuele, è con noi dove viviamo, amiamo, giochiamo, lavoriamo, soffriamo. Ci sono state tre soste, stazioni eucaristiche una per ogni parrocchia, quella militare presso la banchina dell ammiragliato con la presenza del picchetto che faceva onore al Re dei re, l altra, della parrocchia di Moneta fatta nel terrapieno del nuovo oratorio San Giovanni Bosco, di fronte all ospedale, la terza della parrocchia di Santa Maria Maddalena in piazza S.Maria Maddalena. Hanno partecipato quasi tutte le autorità, dal Sindaco al Comandante delle Scuole e degli altri comandi. Era presente anche un gruppo di marinai che si sono alternati con i volontari civili a portare il baldacchino, che sovrastava il Santissimo Sacramento. Anche la partecipazione dei fedeli è stata buona. La Banda cittadina apriva il corteo, la festa di San Giovanni battista a Moneta Lo spettacolo della fogarina Eanche quest anno la tradizione è stata rispettata! Lunedì 23 Giugno, vigilia della festa di S. Giovanni Battista, in cui si ricorda la sua natività, come ogni anno è stata celebrata la S. Messa nella piazza Don Giuseppe Riva. Ha celebrato il parroco Don Andrea Domanski ed hanno reso più solenne la liturgia i canti gioiosi del coro Giovanni Paolo II e la presenza della Confraternita del Getsemani. Nell omelia D. Andrea ha messo in risalto la grandezza di Giovanni Battista, il precursore del Messia, che lo battezzò nelle acque del Giordano e che fu più di un profeta perché suggellò la sua testimonianza con il sangue. Ma il parroco ha voluto porre l attenzione sul padre di Giovanni, Zaccaria, che pur reso muto per nove mesi, riacquistando la parola, non fece altro che lodare Dio per manifestare la sua gloria. Terminata la Messa, la piazza ha cominciato piano piano a riempirsi così che per la cena, preparata dal Comitato delle Feste Patronali S. Maria Maddalena e Maria Bambina classe 1964, ha visto la partecipazione di 300 persone alle quali se ne sono aggiunte poi almeno 200 lasciandosi coinvolgere dalla musica di Pasqualino con balli singoli e di gruppo, rendendo l atmosfera allegra e divertente. Ma forse qualcuno voleva creare un altro tipo di atmosfera, perché i lampioni nella piazza erano spenti, e molti lampioni addirittura mancavano. Di chi è la responsabilità? Fatto sta che questo succede ogni anno e in una festa dove si vedono già arrivare i primi turisti,non credo sia una bella pubblicità. Se qualcuno non avesse prestato al Comitato il gruppo elettrogeno, non si sarebbe potuta fare la festa o ci saremmo dovuti illuminare dalle fiamme del fuoco? Detto questo, possiamo dire che la fogarina è stata a dir poco spettacolare! Quel vento che soffiava durante la messa, si è poi calmato, consentendo alle fiamme di creare un effetto magico, con mille scintille che scoppiettavano nel cielo in mezzo al fumo che si alzava immenso, per la gioia di tutti, ma in special modo dei bambini, che tutti seduti in prima fila, guardavano estasiati quel singolare spettacolo. È sempre affascinante la fogarina che un tempo si faceva in ogni quartiere dell isola, mentre ora si svolge solo a Moneta, portando avanti così un antica tradizione, sicuramente da non perdere e da incoraggiare. Naturalmente si ringrazia il comitato e tutti quelli che hanno lavorato per la buona riuscita della festa e a chi fino alle 3 del mattino (compreso il parroco) è rimasto a sgomberare e pulire la piazza. Grazie anche ai Vigili del Fuoco che fanno sempre un lavoro encomiabile. Otto suore emetteranno la professione perpetua Sono Figlie di Gesù Crocifisso La Congregazione Missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso è lieta di annunciare che Domenica 13 luglio alle ore 18.30, nella Chiesa Cattedrale di S. Pietro Apostolo in Tempio Pausania nel corso della solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall Ordinario S.E. mons. Sebastiano Sanguinetti. Suor Rita da Puríficação Chimbonze (Angola); Sr Angela Orunesu (Italia); Suor Chantal Mongbala Monganza (RDC); Suor Claudine Kenge Kungu (RDC); Suor Dénise Kotongo Esengo (RDC); Suor Marie Christine Dubele Leba (RDC); Suor Rachel Idama Azanga (RDC); Suor Agnese María Depau (Italia) emetteranno la Professione Perpetua nelle mani della Superiora Generale Suor Feliciana Moro. Stazione eucaristica nella piazza dell ammiragliato per la prima volta dopo molti anni, seguiva la Confraternita del Getsemani. I bambini della Prima Comunione col vestito bianco erano vicini al SS. Sacramento. I ragazzi del catechismo di Moneta in gita a Viddalba Maria Vitiello Le attività nella Parrocchia di Moneta sono molteplici e questo grazie al parroco Don Andrea Domanski e a tutto il gruppo di animatori che si impegnano consapevolmente, proponendo e portando avanti nuove iniziative. Ormai è diventata tradizione di chiudere in bellezza l anno catechistico con una gita. Quest anno è stata organizzata venerdì 20 giugno una gita a Li Reni-Viddalba a cui hanno partecipato i bambini e i ragazzi del catechismo. Erano accompagnati dal Parroco, le catechiste, il coro Giovanni Paolo II e alcune mamme. La prima sosta ha avuto luogo al Santuario di Mater Purissima, dove i ragazzi hanno preparato dei cartelloni che hanno presentato poi durante la S. Messa celebrata da Don Andrea e animata proprio dai ragazzi e dal coro. Siamo rimasti tutti affascinati dalla bellezza di quella Chiesa e dalla dolcezza di due anziane suore che se ne occupano, le quali ci hanno raccontato che la Chiesa è sorta grazie alla richiesta della Madonna apparsa ad una loro cugina, la Serva di Dio Madre Maria Paola Muzzeddu che ha dato vita ad un opera di apostolato della virtù cristiana della purezza per la gioventù. Dopo il pranzo di condivisione avvenuto in una splendida terrazza in mezzo al verde, davanti al superbo panorama del mare con la vista dell isola dell Asinara, i ragazzi e le catechiste hanno gustato attimi di rilassamento e di gioia con giochi divertenti, coinvolgendo anche due piccolini di sei e quattro anni Giada e Francesco. Ci siamo poi recati in una pittoresca valle a visitare le Terme di Castel Doria dalle acque sorgive benefiche. Una splendida giornata dunque trascorsa in allegria e amicizia. Grazie a chi ha lavorato portando tavoli e sedie e a chi ci ha ospitati mettendo a disposizione la loro casa e relativa terrazza e in special modo alle catechiste che sanno stimolare la gioia e la comunicazione riuscendo a coinvolgere grandi e piccini. I ragazzi di Moneta a Viddalba

8 8 8xmille Diocesi di Tempio-Ampurias Rendiconto relativo alla erogazione delle somme attribuite alla diocesi dalla Conferenza Episcopale Italiana Ex art.47 della legge 222/1985 per l anno 2013 Erogazione delle somme derivanti dall otto per mille dell irpef per l esercizio ) ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE A. ESIGENZE DEL CULTO l. Nuovi complessi parrocchiali 2. Conservazione o restauro edifici di culto già esistenti o altri beni culturali ecclesiastici 3. Arredi sacri delle nuove parrocchie 4. Sussidi liturgici 5. Studio, formazione e rinnovamento delle forme di pietà popolare 6. Formazione di operatori liturgici B. ESERCIZIO CURA DELLE ANIME 1. Attività pastorali straordinarie 2. Curia diocesana e centri pastorali diocesani 3. Tribunale ecclesiastico diocesano 4. Mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale 5. Istituto di scienze religiose 6. Contributo alla facoltà teologica 7. Archivi e biblioteche di enti ecclesiastici 8. Manutenzione straordinaria di case canoniche e/o locali di ministero pastorale 9. Consultorio familiare diocesano 10. Parrocchie in condizioni di straordinaria necessità 11. Enti ecclesiastici per il sostentamento dei sacerdoti addetti 12. Clero anziano e malato 13. Istituti di vita consacrata in straordinaria necessità 14. Affitto locali Seminario C. FORMAZIONE DEL CLERO 1. Seminario diocesano, interdiocesano, regionale 2. Rette di seminaristi e sacerdoti studenti a Roma o presso altre facoltà ecclesiastiche 3. Borse di studio seminaristi 4. Formazione permanente del clero 5. Formazione al diaconato permanente 6. Pastorale vocazionale D. SCOPI MISSIONARI 1. Centro missionario diocesano e animazione missionaria 2. Volontari Missionari Laici 3. Cura pastorale degli immigrati presenti in diocesi 4. Sacerdoti Fidei Donum E. CATECHESI ED EDUCAZIONE CRISTIANA 1. Oratori e patronati per ragazzi e giovani 2. Associazioni ecclesiali (per la formazione dei membri) 3. Iniziative di cultura religiosa nell ambito della diocesi F. CONTRIBUTO SERVIZIO DIOCESANO 1. Contributi al servizio diocesano perla promozione del sostegno economico della diocesi G. ALTRE ASSEGNAZIONI/EROGAZIONI 1. Diaconi al servizio della Diocesi , , a) TOTALE DELLE EROGAZIONI EFFETTUATE NEL ,60

9 8xmille GALLURA ANGLONA 9 RIEPILOGO TOTALE DELLE SOMME DA EROGARE PER L ANNO ,60 Riportare la somma di cui al quadro 1, lett. a) del rendiconto delle assegnazioni A DEDURRE TOTALE DELLE EROGAZIONI EFFETTUATE NELL` ANNO 2013 (fino al 31/03/) ,60 Riportare la somma di cui al rigo a) del presente rendiconto DIFFERENZA L importo differenza è così composto: - Fondo diocesano di garanzia (fino al 10% del contributo dell anno 2013) - Fondo diocesano di garanzia relativo agli anni precedenti Totale Fondo diocesano di garanzia (da riportare nel rendiconto assegnazioni ) - Somme impegnate per iniziative pluriennali anno in corso - Somme impegnate per iniziative pluriennali negli esercizi precedenti Totale iniziative pluriennali (da riportare nel rendiconto assegnazioni ) Altre somme assegnate nell esercizio 2013 e non erogate al 31/03/ (da riportare nel rendiconto assegnazioni ) INTERESSI NETTI del 30/09/2013; 31/12/2013 e 31/03/ 2.554,19 ASSEGNI EMESSI O BONIFICI EFFETTUATI, MA NON ANCORA CONTABILIZZATI NELL E/C ,75 SALDO CONTO CORRENTE E/O DEPOSITO TITOLI AL 31/03/ ,94 2) INTERVENTI CARITATIVI A. DISTRIB. PERSONE BISOGNOSE 1. Da parte della diocesi 2. Da parte delle parrocchie 3. Da parte di enti ecclesiastici 4. Da parte del Vescovo B. OPERE CARITATIVE DIOCESANE 1. In favore di extracomunitari 2. In favore di tossicodipendenti 3. In favore di anziani 4. In favore di portatori di handicap 5. In favore di altri bisognosi 6. Fondo antiusura (diocesano o regionale) 7. Progetti diocesani: Prestito della Speranza e Microcredito 8. In favore di seminaristi poveri 9. Borse Lavoro 10. Giovani in difficoltà C. OPERE CARITATIVE PARROCCHIALI l. In favore di extracomunitari 2. In favore di tossicodipendenti 3. In favore di anziani 4. In favore di portatori di handicap 5, In favore di altri bisognosi D. OPERE CARITATIVE ALTRI ENTI 1. In favore di extracomunitari 2, In favore di tossicodipendenti 3. In favore di anziani 4. In favore di portatori di handicap 5. In favore di altri bisognosi 6. Gestione Caritas 7. Sostegno alunni famiglie bisognose , ,

10 10 8xmille E. ALTRE ASSEGNAZIONI/EROGAZIONI Studenti poveri Chiese sorelle b) TOTALE DELLE EROGAZIONI EFFETTUATE NEL ,34 RIEPILOGO TOTALE DELLE SOMME DA EROGARE PER L ANNO ,34 Riportare la somma di cui al quadro 2, lett. a) del rendiconto delle assegnazioni A DEDURRE TOTALE DELLE EROGAZIONI EFFETTUATE NELL`ANNO 2013 (fino al 31/03/) ,34 Riportare la somma di cui al rigo a) del presente rendiconto DIFFERENZA L importo differenza è così composto: - Somme impegnate per iniziative pluriennali anno in corso - Somme impegnate per iniziative pluriennali negli esercizi precedenti Totale iniziative pluriennali (da riportare nel rendiconto assegnazioni ) Altre somme assegnate nell esercizio 2013 e non erogate al 31/03/ (da riportare nel rendiconto assegnazioni ) INTERESSI NETTI del 30/09/2013; 31/12/2013 e 31/03/ 2.520,21 ASSEGNI EMESSI O BONIFICI EFFETTUATI, MA NON ANCORA CONTABILIZZATI NELL E/C ,97 SALDO CONTO CORRENTE E/O DEPOSITO TITOLI AL 31/03/ ,18 Si allegano: 1. relazione esplicativa del rendiconto relativo alle somme erogate; 2. fotocopia delle pagine di tutti gli estratti conto bancari dal 01/04/2013 al 31/03/; 3. documentazione dei depositi amministrati o della gestione patrimoniale nel caso in cui le disponibilità siano state temporaneamente investite. Si attesta che: - Il presente Rendiconto è stato sottoposto alla verifica del Consiglio Diocesano per gli affari economici nella seduta in data 29/05/; - Il Rendiconto è pubblicato nel bollettino ufficiale della diocesi, in data giugno. Tempio Pausania, lì 03/06/

11 vita diocesana 11 Èstato un momento di festa per la diocesi di Noto e quella di Tempio-Ampurias il riconoscimento della Chiesa di un nuovo ordine religioso. Il vescovo Staglianò, che ha accolto a Noto la comunità religiosa dei Piccoli frati e Piccole suore di Gesù e Maria, fondata nell aprile del 1999 da fra Volantino Verde, con proprio decreto ha approvato il loro statuto ad experimentum per un periodo di tre anni. È un passo significativo e importante, quello della costituzione di un associazione pubblica, prima di giungere alla erezione canonica di un istituto di vita consacrata. Oggi sono in 18, tra esperienti, probandi, novizi e professi e formano una comunità religiosa che si ispira all ideale Arriva il primo sì dal vescovo di Noto per un nuovo ordine religioso Approvato ad experimentum lo statuto dei Piccoli frati e Piccole suore di Gesù e Maria Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze (Mt 22,9). Il periodo estivo rappresenta tradizionalmente il momento in cui l Azione Cattolica dei ragazzi vive la quarta fase del suo cammino Tempo Estate Straordinaria con i campi scuola. Per i ragazzi diventa il momento migliore per porsi Il Museo Mud A è lieto di annunciare l inizio della programmazione espositiva con l apertura della mostra What About Now? di Gavino Ganau, a cura di Davide Mariani, realizzata dall Istituto di Studi, Ricerche e Formazione Giulio Cossu, diretto da Luigi Agus, in collaborazione con il Liceo Artistico Filippo Figari di Sassari e con il patrocinio e il contributo del Comune di Aglientu. La mostra si presenta come un percorso che prende forma attraverso le opere di Gavino Ganau in una sorta di ricognizione sociologica di quello che appare uno dei periodi più instabili della nostra storia recente come scrive il curatore Davide Mariani nel testo di presentazione: quotidianamente visualizziamo, consciamente e inconsciamente, centinaia di coloratissime e seducenti immagini che entrano a far parte del nostro vissuto ad un ritmo veloce, incessante. Nelle opere di Ganau, grandi e francescano e carmelitano dei primi tempi. L abito stesso e la tonsura particolare, quasi come una corona, destano subito l attenzione dei passanti, ma non vuole essere un modo eccentrico di proporsi, semmai una volontà di vivere nella povertà e nell essenzialità. Viaggiano a piedi o in autostop e l unico intento è quello di predicare il vangelo. Non impongono nulla, ma si propongono con il saluto semplice Pace e bene per incoraggiare ed iniziare un dialogo con le persone che incontrano lungo la strada. Molti di essi hanno studiato o continuano a studiare a Roma nel pontificie università. Nella nostra diocesi sono presenti nella città di Olbia, nella parrocchia della Sacra Famiglia, accanto ai propri coetanei, impegnandosi a tradurre il Vangelo in maniera coinvolgente e contagiosa. Attraverso le esperienze di incontro come il campo scuola, i ragazzi sperimentano la bellezza di appartenere alla Chiesa, comunità di persone riunite dall unica fede in Cristo risorto. In continuità con il percorso vissuto durante l anno, l esperienza del campo scuola costituisce un ulteriore significativa occasione di crescita. Insieme ai ragazzi ripercorreremo le letture degli Atti degli Apostoli e la storia delle prime comunità cristiane. Il Campo Scuola si terrà Piccoli frati e Piccole suore di Gesù e Maria ma si spostano anche nelle altre comunità. Hanno avuto modo di farsi conoscere e apprezzare soprattutto durante l esperienza della Tenda Giovani in cui erano previsti momenti di testimonianze e di missione popolare. Il motto che caratterizza l opera dei frati è: Veniamo dalla strada e parliamo della strada. Tempo d estate, tempo di campi scuola con l A.C.R. piccole tele realizzate con un sapiente utilizzo del bianco e nero, invece succede l esatto opposto: tutto sembra essersi fermato improvvisamente in una sorta di blackout, come se per un attimo qualcuno avesse staccato la spina. Tutto si immobilizza, si spengono le luci e restano solamente dei personaggi raccolti nei loro pensieri e stati d animo. L attitudine diretta e immediata con cui Ganau realizza i suoi lavori ben si sposa con i più moderni mezzi di comunicazione che propongono una verità il cui ruolo è quello di confermare piuttosto che inventare. Una figurazione con un segno preciso, puntale e deciso che riproduce la condizione sociale lasciando sempre aperti eventuali sviluppi. Le gelide atmosfere che avvolgono le opere scatenano una tensione che si trasforma in un presagio come a significare che un episodio cruciale stia per accadere lasciandoci con l interrogativo Cosa succede ora?. nella Località di Porto Istana a Olbia dal 24 luglio al 27 luglio per bambini dai 6 ai 14 anni. Vista la differenza tra le varie età divideremo i ragazzi in gruppi di lavoro differenziando le elementari dalle medie in modo che le tematiche proposte al campo siano affrontate in maniera differente in base alle esigenze di due fasce d età molto diverse. Il costo del campo scuola sarà di 80. Nel prezzo non sono comprese lenzuola o asciugamani, chiediamo ai ragazzi di portare con se un telo mare, un costume e un paio di scarpe da tennis che ci serviranno per Mons. Staglianò svolgere i giochi di movimento. Inoltre ci farebbe piacere che i ragazzi fossero accompagnati da un educatore parrocchiale e che questo possa partecipare alle riunioni di preparazione al campo scuola insieme all equipe diocesana dell ACR. Per consentire una buona organizzazione del campo, sarebbe opportuno che le iscrizioni pervengano al più presto, possibilmente entro e non oltre il 10 luglio. Per qualsiasi informazione rivolgersi ai seguenti numeri: Silvia Pasquesi Silvia Sechi Inizia la programmazione espositiva al museo Mud A di Aglientu espone Gavino Ganau. What About Now? Con oltre 20 opere su tela, la rassegna al Mud A è la prima a rappresentare un ampio spaccato della recente produzione artistica di Gavino Ganau nel territorio locale. Gavino Ganau nasce a Tempio Pausania nel Inizia a dipingere e interessarsi all arte contemporanea durante gli studi universitari. Nel 2001 viene allestita la sua prima significativa mostra personale al MAN di Nuoro. Negli anni successivi espone in numerose mostre e rassegne nazionali e regionali e partecipa a svariate fiere internazionali di arte contemporanea. Finalista in diversi premi nazionali, come la IV edizione del Premio Cairo, il Premio Lissone, e Premio Celeste. La sua pittura in bianco e nero è stata alimentata, per diverso tempo, dal confronto con i linguaggi mass-mediali e le icone popolari della contemporaneità. Attualmente la sua ricerca artistica si concentra verso una modalità più profondamente metaforica. L immagine finale, come condensato di una riflessione esistenziale-sociologica, si produce con spontaneità a partire dalle analisi di teorici come Baumann e Illich, in cui anche l inserimento della parola scritta trova una sua funzione all interno della composizione pittorica. Completerà la mostra un catalogo edito dall Istituto di Studi, Ricerche e Formazione Giulio Cossu con testi di Davide Mariani e Luigi Agus. Informazioni Orari: (lunedì e martedì chiuso) Mail: Sito web: Da luglio saranno sospese le messe a Santa Marta

12 12 vita diocesana la confraternita del Getsemani a Monti Maria Vitiello Moneta. Per la Confraternita del Getsemani, lunedì 2 Giugno, è stata una giornata straordinaria! E stata protagonista a Monti di un evento religioso, culturale e sociale: il primo raduno delle Confraternite sarde, il cui tema era Cammino. Difficile descrivere le emozioni che abbiamo provato in questa giornata così speciale: bisognava essere lì e viverla. Nella grande piazza centrale e verdeggiante del paese, verso le nove del mattino, arrivavano una dopo l altra le confraternite provenienti da tutta l Isola a bordo di 35 pullman e decine di macchine e vi assicuro che era una festa di colori: ogni gruppo aveva un abito diverso. Alcuni indossavano la mantellina bianca, altri rossa, nera, azzurra, celeste, bordeaux, qualcuno con il copricapo di pizzo, altri ancora con il cappello e anche con il cappuccio. Davanti ad ogni gruppo, lo stendardo o la croce o altri simboli particolari che li distingueva. Non avevamo mai visto tante confraternite insieme, per la precisione 102, un numero impressionante! Quando è partita la processione per le vie del paese lo spettacolo era indescrivibile. Ai componenti delle confraternite si sono aggiunti i familiari e gli amici in un Cammino di fraternità (2.600 persone). Seguiva un nutrito gruppo di sacerdoti con il nostro vescovo di Tempio e Amministratore Apostolico di Ozieri Mons. Sebastiano Sanguinetti e il Vescovo di Tivoli mons. Mauro Parmeggiani, assistente nazionale, il Presidente Nazionale della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d Italia, Francesco Antonetti e il suo vice Mario Spano. Questa manifestazione è stata realizzata grazie ad una felice intuizione dell ex parroco di Monti Don Luca Saba e portata avanti poi dal nuovo parroco Don Pier Luigi Sini, con l approvazione del direttivo nazionale della Confederazione di Roma. Per la buona riuscita di questo evento sono stati formati gruppi di lavoro provenienti da 9 associazioni locali, che hanno messo in campo 350/400 volontari coordinati dai membri della Confraternita di San Gavino Martire di Monti e l organizzazione era perfetta. Il Cammino della processione era verso l Eucaristia, infatti nell Anfiteatro comunale ha avuto inizio sotto un sole cocente, la S. Messa, presieduta dal nostro vescovo, concelebrata dal vescovo di Tivoli e da tutti i sacerdoti provenienti anch essi da ogni parte dell Isola. Ha animato la celebrazione la Confraternita locale di S. Gavino, con i canti Iª edizione Mercatino delle idee dei bambini della Scuola Primaria plesso di Moneta Mattea Lattarulo - Responsabile del progetto Aconclusione di una bellissima giornata di festa, condivisa da alunni, famiglie, scuola e territorio, desideriamo complimentarci per l impegno profuso, per la determinazione con la quale tutti insieme abbiamo collaborato alla riuscita dell iniziativa. I risultati sono andati ben oltre le aspettative, le offerte volontarie ammontano a 198 e saranno interamente devolute al Centro Umanitario di La Maddalena gestito dalla Protezione Civile. È stato bellissimo vedere una partecipazione così forte, anche perché il risultato dell azione educativa della scuola è positivo solo se subordinato ad un lavoro comune, condiviso in tutti i suoi aspetti e condotto insieme con energia e fermezza. Un sincero ringraziamento a tutti coloro che, a titolo diverso, hanno contribuito al positivo risultato della mostra: - Agli alunni che si sono entusiasmati manifestando grandi capacità artistiche, senso di responsabilità e correttezza; - Alle famiglie e cittadini dell isola che con la loro sensibilità e generosità hanno saputo coinvolgere attivamente gli alunni e il territorio; - Al Dirigente Scolastico che ha consentito all iniziativa di ottenere risultati positivi; - All Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco Angelo Comiti che ha dato la disponibilità e il supporto, condividendo l importante valenza educativa della giornata; - Alla Protezione Civile che ha collaborato per l allestimento della mostra; - A tutti i docenti che si sono impegnati nel creare interesse e coinvolgimento nei bambini con lavori tutti veramente apprezzabili, opportunità per le famiglie e il territorio di verificare la positività dell azione culturale ed educativa della scuola. Ricordiamo che le offerte volontarie consentiranno alle persone meno fortunate di fare la spesa per almeno un mese e mezzo. Confrtaternita Getsemani in lingua sarda ai quali ha partecipato tutta l assemblea. Sembrava di essere allo stadio per inneggiare, non a una squadra, ma a Gesù, sicuramente presente in mezzo a noi. L anfiteatro offriva un colpo d occhio spettacolare con quelle migliaia di persone accorse per devozione a questo raduno. La Messa si è conclusa solennemente con il canto Deus ti salvet Maria, cantato all unanimità da tutti i presenti, formando così un coro grandioso. Dopo la Messa, sotto i gazebo (messi a disposizione dalla Pro Loco di La Maddalena) nella piazza antistante la Cantina sociale del vermentino, quella marea di persone ha potuto gustare in allegria lo squisito pranzo, terminato con l offerta di tantissimi dolci fatti in casa,una vera prelibatezza. Al pranzo è seguito un convegno e l esibizione di quindici cori. La Confraternita di S. Gavino ha svolto un lavoro egregio ed è stata il motore e l anima di molti avvenimenti in Sardegna, sostenuta dalla Confederazione Nazionale dalla quale ha ottenuto il riconoscimento Episcopale. Le Confraternite hanno il compito di dare sostegno e aiuto alle iniziative pastorali, sia per i riti della Settimana Santa che per opere di carità, dimostrando che la Chiesa in Sardegna è viva ed esprimono con le loro tradizioni, che vanno avanti da sette secoli, un esempio di continuità e di fede autentica.

13 storia e tradizioni 13 Un gemellaggio ricco di emozioni Aglientu e Ponza uniti come un tempo S.D. La seconda edizione della manifestazione Domos abbeltas, a Luras, è andata in archivio con successo. Sarà, sicuramente, un evento che si ripeterà nel tempo, ormai a cadenza annuale. Nei piani degli amministratori, Domos Abbeltas Sebastiano Depperu Aglientu e Ponza uniti come un tempo da un fili invisibile, trama della memoria che mai si cancellerà. Lo scorso anno i ponzesi sono arrivati in Sardegna. Quest anno, neanche un mese fa, i sardi hanno restituito la visita e sono stati accolti come delle star. I fuochi di artificio e la banda musicale, infatti, hanno preceduto lo sbarco della delegazione sarda che, si è recata a Ponza per il gemellaggio tra Aglientu e l isola laziale. Ma la visita nell isola laziale è corsa sul filo delle emozioni per tutti, per tanti. Sia per chi in Sardegna c è stata, sia per chi ne ha solo sentito parlare dalla bocca dei proprio genitori o nonni. Quelle più grandi sicuramente le ha vissute l aglientese Cecilia Lutzu che ha incontrato il vecchio amico Raffaele Vitiello, dopo 57 anni. Raffaele era uno dei ragazzi che hanno consumato tante stagioni della loro giovinezza nella spiaggia di Vignola. Cecilia viveva negli stazzi prossimi alla spiaggia. I due si sono detti emozionatissimi. Il gemellaggio ha voluto sancire l antico legame che legava i pescatori ponzesi alle coste sarde dove hanno vissuto, edificato chiese e stretto legami. E stato molto importante per noi ricevere gli amici sardi - ha commentato il presidente della Pro loco di Ponza, Emilio Aprea - è importante riscoprire la memoria storica dell isola, soprattutto, perché le nuove generazioni non conoscono questa storia. Per la prima volta, a Ponza hanno collaborato tutti perché si sentivano coinvolti direttamente o indirettamente in questa manifestazione. Tutti hanno riscoperto in un certo Folla di visitatori a Luras senso le loro origini. Dalla Sardegna è partita quasi tutta la Pro loco di Aglientu, i sindaci di Trinità e Aglientu, la presidente della Pro loco di Trinità, amministratori di maggioranza e minoranza e un gruppetto da Santa Teresa Gallura. Sono stati giorni indimenticabili ed emozionanti quelli vissuti a Ponza - è stato il commento di Quinti Zizi, presidente della Pro infatti, la manifestazione farà da apripista per altre estive in paese. Lo scorso 7 e 8 giugno, oltre 10 mila persone hanno invaso Luras. Le vie del paese hanno brulicato di turisti, vacanzieri, semplici curiosi e tantissimi sardi. Si parla di numeri da record, mai visti prima a Luras, neanche nelle migliori edizioni delle feste patronali. Un successo clamoroso senza precedenti. Credo di non aver mai visto Luras, gli anziani confermano, con così tanti visitatori - commenta l assessore al turismo Giovanni Usai, anima della manifestazione - Un risultato molto ricercato con grande impegno e con l adozione di accorgimenti (cartelli con scritte in sette lingue, l info point e la gigantografia della cartina) che, sotto il profilo turistico e della organizzazione, hanno determinato la differenza sul piano della qualità. Ritengo che si possa parlare di piena riuscita non solo per il numero straordinario di ospiti, ma per il risultato raggiunto da tutte le domos. Mi arrivano complimenti da tutte le direzioni e mi godo questo momento. Ritengo, tuttavia, e di questo vado fiero, che più che per me questo sia un bel momento per Luras e per l orgoglio di tutti i luresi. Un grazie di cuore a tutti. La zuppa gallurese è andata a ruba, così come sa cozzula in su fundheddhu, le anguille, i panini con la salsiccia, il formaggio arrosto, gli gnocchetti, la carne arrosto, la pecora e i tanti dolci e vini. Graditi anche tutti gli artigiani da quelli dei coltelli, a quelli del legno, alle lavorazioni artistiche (pitture, terracotta) e tanti altri. La domo più visitata, anche per il, è stato loco di Aglientu - gli amici ponzesi ci hanno accolto con mille onori. In poche parole: è stato un viaggio a ritroso per capire le ragioni di quei pescatori che, ogni anno, si fermavano per diversi mesi sulle coste del nord della Sardegna e che hanno continuato a farlo per tantissimi anni. Il rispetto e l affetto che c era tra loro e le e i sardi è stato recuperato. Domos abbeltas Luras ha accolto oltre 10 mila visitatori Su tzilleri, la riproduzione del vecchio bar. Lì si è concentrato il maggior numero di giovani (e non solo), sancendo il successo di un idea arrivata lo scorso anno dall associazione Custessora di Luras. Il boom è stato durante il passaggio dei mammuthones, la domenica pomeriggio (8 giugno). Anche il sindaco Marisa Careddu commenta soddisfatta e guarda avanti: Un grande successo, un evento nascente già molto positivo ma da valorizzare ancora di più per le creazioni artistiche che sono state numerose e straordinarie, di grande inventiva e che hanno coinvolto anche molti giovani. Il turismo delle zone interne, settore sul quale puntiamo, deve poter trovare a Luras un paese ordinato e accogliente, ricco di spunti e di creatività con punti di ristoro di prodotti tipici. Solo così, il turismo può trascinare con sè il settore produttivo agricolo, artigianale, dei vini e dell allevamento. Non bastano due giorni. Occorre lavorare ad un programma di eventi per tutta la stagione dove domos abbeltas dovrà essere l apertura. Luras. Rinasce la Pro Loco dopo quattro anni La delegazione sarda a Ponza S.D. La Pro Loco di Luras è rinata. E venerdì sera ha eletto il proprio consiglio direttivo che durerà in carica per quattro anni. Il presidente è Domenico Scanu (noto Memeco), il più votato dai soci che sono circa 120. Suo vice è Giovanni Antonio Brundu. Cassiere Giorgio Addis. I consiglieri sono Sebastiano Depperu e Gianni Pinna. Segretario Paolo Mariotti. I proviviri sono Egidio Pinna e Vittorio Careddu (Pier Mario Bellu, sostituto). Maria Giovanna Cabras è la revisore dei conti (Rita Loriga, sostituta). Venerdì sera, dopo un ora e mezza di votazione, hanno espresso le loro preferenze in 85 che, così, sono andati ad eleggere il nuovo consiglio direttivo dell associazione di volontari. Sono grato della stima che i soci hanno riposto in me - è stato il commento di Domenico Scanu - inizieremo a lavorare già da subito per organizzare delle manifestazioni in paese. Ci riuniremo al più presto per stabilire e determinare programmi e calendari di eventuali manifestazioni. Le operazioni di voto sono state presiedute e supervisionata da Tonino Pirrigheddu (presidente provinciale dell Unpli e della pro loco di Tempio) e da Gabriella Varchetta (vice presidente provinciale dell Unione Nazionale delle pro loco italiane, nonché presidente della Pro Loco di Golfo Aranci e membro nazionale dell Unpli). Il nuovo gruppo è già pronto con nuove idee per il paese. A Luras, la Pro Loco mancava da diversi anni. Sicuramente, il primo evento o manifestazione non sarà lontano.

14 14 cultura Presentato in campania e basilicata il signore della malvagità Mariateresa Conte Salerno. Successo per il tour campano di presentazione del volume Il signore della malvagità. Viaggio nell inferno sulla Terra edito dalla casa editrice Sugarco di Milano e scritto da Marcello Stanzione, Gianni Sini ed Enrica Perucchietti. L evento che ha visto diverse tappe in Campania tra cui Palomonte, Pertosa, Salerno e Ravello e in Basilicata a Potenza, ha coinvolto giornalisti,testate Rai e emittenti regionali, scrittori e studiosi. Vaste platee hanno dunque, accolto gli autori, Don Marcello Stanzione, angelologo e rifondatore della Milizia di San Michele Arcangelo a Campagna e Don Gianni Sini, esorcista sardo. In Italia ogni anno si rivolgono all esorcista circa 500mila persone, credenti e non, per essere liberati dal maligno. Secondo l esorcista Don Gianni Sini, i casi di vera possessione si attestano intorno al 2%, altri invece, sono classificabili come disturbi diabolici e tra queste, l infestazione dei luoghi, riconoscibile con il verificarsi di fenomeni anormali i quali avvengono con una certa frequenza e con particolari manifestazioni in luoghi, case e animali; le vessazioni diaboliche che si manifestano sul corpo della persona con lividi, battiture ecc. e le ossessioni. «Se tutte le epoche storiche hanno additato e dipinto il demonio come la sorgente di ogni male, occorre prendere atto di questo dato che altro non è che l esperienza e la sapienza accumulata dai nostri predecessori spiega Don Sini È proprio la inesplicabile dismisura di atrocità, perversioni, infamie di questo Intervista a Rai3 mondo che spinge ad evocare una presenza demoniaca, una potenza negativa, un signore delle tenebre, un regista occulto». L arte di nuocere all uomo, distruggerlo e creare scompiglio, è questo dunque, l obiettivo del demonio. Secondo don Sini infatti, l unica arma per combatterlo è una vita di fede attraverso la preghiera, il rosario, le benedizioni, l eucarestia e la confessione, in alcuni casi però, è necessario anche l esorcismo. L esorcismo è una preghiera accompagnata dall aspersione dell acqua benedetta, dall ostensione del crocefisso, dall imposizione delle mani sul capo, che può pronunciare esclusivamente un sacerdote autorizzato dal vescovo o il vescovo stesso, che impone al demonio in nome di Cristo di lasciare la persona posseduta. «Incontri ravvicinati del terzo tipo», così infatti, Don Sini definisce l esorcismo, quando durante il rito, il demonio parla e agisce con violenza fisica attraverso la persona posseduta, insultando il sacerdote, strappandogli con forza le pagine del rito e colpendolo o graffiandolo, le mani di Don Sini, infatti, ne portano i segni e la testimonianza. «Le possessioni diaboliche sono il livello più grave -commenta-. Vanno ritenuti segni di possessione: parlare correntemente lingue sconosciute o capire chi le parla, rivelare cose occulte e lontane, manifestare forze superiori all età o alla condizione fisica. Occorre perciò fare attenzione anche ad altri segni, soprattutto di ordine morale e spirituale: forte avversione a Dio, a Gesù, alla Beata Vergine Maria, ai santi, alla Chiesa, alla Parola di Dio, alle realtà sacre, soprattutto ai sacramenti e alle immagini sacre». Per distinguere una persona affetta da disturbi diabolici, Don Sini si avvale della collaborazione di psicologi, medici e psichiatri: «Quando il problema di cui una persona è affetta non è spiegabile dal punto di vista scientifico e non vi è una causa logica, allora si osservano altri fattori che il rituale degli esorcisti elenca, fatta un attenta valutazione anche personale, si procede all esorcismo». Significativa è la testimonianza, all interno del libro, di Francesco Vaiasuso, il giovane siciliano rimasto vittima di un patto di sangue all età di 4 anni e inconsapevolmente ha vissuto la sua vita posseduto da satana, da 27 legioni di demoni. Francesco scrive: «Satana esiste ed io l ho incontrato», una storia triste, ma con un lieto fine, possibile grazie alla preghiera e all esorcismo. «È necessario - commenta don Sini - ritornare ad una fede autentica e priva di contaminazioni, riscoprendo l amore di Gesù liberatore». La nuova politica dell Egitto Rosalba Bugini L Egitto oggi è diverso, tante cose sono successe; ora al di là di tutto esiste una Costituzione migliore di quella scritta dai Fratelli Musulmani nel 2012, tuttavia i pericoli restano e le speranze di un cambiamento reale rischiano di bruciare nel forno della politica. Il modo migliore per far andare male le cose è continuare a credere che continueranno ad andare male, filosofia spesso adottata dai Paesi occidentali che troppo spesso sono rimasti a guardare o si sono voltati dall altra parte. L Egitto all indomani del voto per la Costituzione è un paese stanco, è tre anni che si cerca, senza trovarlo, un equilibrio politico ed economico. Il turismo e gli investimenti esteri sono crollati, con conseguenze enormi sull occupazione. Occorre trovare una soluzione definitiva, la gente attende una specie di miracolo, qualcuno che venga a salvare il proprio Paese, sperando nelle capacità dell uomo della provvidenza, personificato dal generale Al- Sisi. Oggi l Egitto è anche un paese spaccato, c è una divisione grave dopo la cacciata del presidente Morsi. Penso che i leader della Fratellanza Musulmana abbiano avuto una forte responsabilità, avendo chiesto ai propri sostenitori di resistere sino al martirio, senza trovare negoziazioni. D altra parte siamo di nuovo dentro la tradizione che vede dal tempo di Nasser i militari al potere; Nasser, Sadat, Mubarak del resto erano tutti generali dell esercito. Anche questo non è sano: non siamo all interno di una negoziazione politica normale. Il governo ha dichiarato i Fratelli Musulmani un organizzazione terroristica, alcuni saranno anche terroristi, viste le violenze che ci sono state, ma non lo sono tutti. La loro esclusione non favorisce un ammorbidimento delle loro posizioni. Le ultime elezioni democratiche hanno portato al potere chi non era democratico, così la gente ha reagito al pericolo che sotto Morsi si realizzasse un regime islamista non intenzionato a cedere il potere. I Fratelli Musulmani sono stati cacciati per volontà della stragrande maggioranza degli egiziani. Questo particolare è difficile da far capire al di fuori dell Egitto; in Occidente infatti ci si scandalizza per il golpe militare, certo, a deporre Morsi sono stati i militari, ma è stato il popolo a chiederlo. Il testo della nuova Costituzione si differenzia parecchio da quello della Costituzione del 2012 la quale ultima aveva un impronta Islamista molto forte. Il vecchio testo era pervaso dalla religione, non parliamo solo dell articolo 2 che riguarda il ruolo della legge Islamica, ma anche dell articolo 219 che lasciava la libera interpretazione della Costituzione ai giudici con il rischio di una lettura islamista della legge. Tutto questo ora non c è più. Anche in questo caso in Occidente si dice che il potere dei militari è più forte con la nuova Costituzione, questo è vero ma allo stesso tempo c è meno religione nella visione politica. Poi molto dipenderà da come i principi verranno applicati nella prassi, tuttavia è un passo importante in un Paese a maggioranza musulmana. Il fatto che si voglia un tipo di Costituzione non islamica significa che si sta compiendo un passo in avanti verso un processo di modernità. La rabbia dei Fratelli Musulmani da un lato penso sia comprensibile: hanno atteso ottant anni per andare al potere, poi dopo un anno sono stati ricacciati nella clandestinità. Tuttavia anche loro devono fare autocritica, devono comprendere perché gli egiziani non li hanno più voluti. Sono stati due gli errori: il settarismo e l incompetenza. Hanno cercato il monopolio del potere e non hanno portato risposte adeguate alle richieste del popolo egiziano. Hanno parlato di religione e ideologia quando il popolo voleva scuole, ospedali e lavoro. I Fratelli Musulmani dovrebbero riflettere su questo, perché fanno parte del passaggio politico ed è giusto che partecipino attivamente alla vita di questo Paese. Per arrivare a una democrazia come la pensiamo noi in Occidente, ci vuole tempo. Qualcuno pensava che in due o tre anni si sarebbe riusciti ad uscire da un sistema che è andato avanti per quarant anni. Tuttavia anche se occorre ancore del tempo, si sono fatti notevoli passi in avanti: la gente per esempio ha iniziato ad andare a votare; il risultato dell affluenza alle urne è stato più che positivo, si è arrivati a un 38%. In passato in pochi andavano a votare perché era inutile e l affluenza si fermava al % ; questo è un dato importante, significa che il popolo ha iniziato a credere alla vita politica di questo paese. Penso che sia necessaria ora più che mai un educazione alla politica che però deve essere applicata poco a poco, passo dopo passo. La maggior parte degli egiziani dicono che il nuovo presidente l ex generale Al- Sisi, ma io temo che se quest uomo che incarna il miracolo dell Egitto, se non compirà passi decisivi nei primi mesi del suo mandato, i Fratelli Musulmani avranno buon gioco nel dire: Vedete? L alternativa a noi non funziona, ciò è pericoloso perché si potrebbe ritornare nel caos. A questo punto sarà l economia e la solidarietà internazionale la chiave di volta per la rinascita dell Egitto. Negli ultimi tempi l Europa e l America hanno criticato la destituzione di Morsi con l aiuto dei militari, mettendo in discussione gli aiuti economici. Penso che oggi più che mai l Occidente debba continuare ad aiutare questo paese, perché non vorrei che rimanessero solo gli aiuti dei Paesi del Golfo, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait. L Occidente dovrebbe iniziare a smettere di comportarsi come ha fatto negli ultimi tempi, come se fosse una maestrina che bacchettava il suo alunno, e iniziare invece a promuovere per primo il dialogo politico, unica alternativa alla violenza.

15 attualità 15 La Giornata Mondiale del rifugiato Presentato a Olbia il settore nautico del charter a vela Un comparto che genera 12 milioni di euro di indotto ogni anno solo in Gallura Media Tris Comunicazione Dodici milioni di euro l anno di indotto diretto e indiretto; 16 mila clienti, 100 mila presenze distribuite in una stagione turistica di otto mesi. Sono i numeri del charter velico, un comparto nautico in costante crescita presentato a Olbia, nel corso di una conferenza stampa, dal presidente di Navigo Sardegna, Renato Azara, e da Antonio Barabino, presidente della rete charter a vela. Navigo Sardegna è una rete regionale di imprese del settore della nautica. La Regione tuttora non considera la nautica come un fattore economico legato al turismo e per questo motivo il compito di Navigo Sardegna è quello di far percepire il turismo nautico come una realtà economica e produttiva - ha spiegato Renato Azara oggi presentiamo il comparto del charter a vela, una realtà che da oltre venti anni produce ricchezza e che deve essere valorizzata per rilanciare l economia del mare attraverso programmi di investimento che, dalla base di Portisco, puntino a tutta la Sardegna per vivere il territorio attraverso il mare. Le aziende sarde impegnate nel settore sono 12, di cui 7 con base a Portisco che dispongono di 116 imbarcazioni. Il charter a vela consiste nel noleggio di una imbarcazione a vela (solitamente intorno ai 15, 20 metri) con motore ausiliario, in media da otto posti. Le aziende ricevono le prenotazioni dalla clientela che intende noleggiare la barca e, a richiesta, possono mettere a disposizione anche uno skipper e una hostess. Nella settimana di vacanza che solitamente viene richiesta dai turisti, sono compresi i giorni che decidono di trascorrere in alberghi o resort della Sardegna. Antonio Barabino, presidente della rete delle imprese che lavorano in questo settore, ha illustrato l importanza del comparto. Il charter a vela, in venti settimane all anno, registra 900 presenze alla settimana. Turisti che transitano a Olbia, navigano sulle coste galluresi, con una giornata dedicata alla Corsica. Il noleggio di una barca costa euro a settimana. Una cifra simile viene spesa dall equipaggio durante il soggiorno, generando un indotto di 12 milioni di euro all anno. Cifre relative esclusivamente alle 116 imbarcazioni presenti a Portisco, ma la flotta sarda Un momento della conferenza stampa Elsa De Simone Il 20 giugno si è celebrata in tutto il mondo la Giornata del Rifugiato. La Giornata è stata istituita nel 2000 per ricordare la condizione di milioni di persone in tutti i continenti costrette a fuggire dai loro Paesi e dalle loro case a causa di persecuzioni, torture, violazioni di diritti umani, conflitti. In Italia è attivo dal 2001 il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), composto dalla rete degli enti locali che, con il prezioso contributo delle realtà del terzo settore, realizzano interventi di accoglienza per quanti arrivano sul territorio italiano in cerca di protezione internazionale. L accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati è l occasione per esprimere solidarietà a quanti sono stati costretti a lasciare il loro Paese. Accogliere i migranti forzati ci offre, al tempo stesso, un opportunità per ribadire la centralità dei diritti umani, nonché un occasione di sviluppo, arricchimento e crescita per le nostre comunità. Anche Papa Francesco ha ricordato che dal punto di vista cristiano, anche nei fenomeni migratori, come in altre realtà umane, si verifica la tensione tra la bellezza della creazione, segnata dalla Grazia e dalla Redenzione, e il mistero del peccato. Alla solidarietà e all accoglienza, ai gesti fraterni e di comprensione, si contrappongono il rifiuto, la discriminazione, i traffici dello sfruttamento, del dolore e della morte. A destare preoccupazione sono soprattutto le situazioni in cui la migrazione non è solo forzata, ma addirittura realizzata attraverso varie modalità di tratta delle persone e di riduzione in schiavitù. Il lavoro schiavo oggi è moneta corrente! Tuttavia, nonostante i problemi, i rischi e le difficoltà da affrontare, ciò che anima tanti migranti e rifugiati è il binomio fiducia e speranza; essi portano nel cuore il desiderio di un futuro migliore non solo per se stessi, ma anche per le proprie famiglie e per le persone care. Che cosa comporta la creazione di un mondo migliore? Questa espressione non allude ingenuamente a concezioni astratte o a realtà irraggiungibili, ma orienta piuttosto alla ricerca di uno sviluppo autentico e integrale, a operare perché vi siano condizioni di vita dignitose per tutti, perché trovino giuste risposte le esigenze delle persone e delle famiglie, perché sia rispettata, custodita e coltivata la creazione che Dio ci ha donato. conta 200 natanti, pertanto l indotto è ancora superiore. Già sul finire degli anni 80, i primi clienti europei cominciarono a chiedere il noleggio di barche. La clientela, composta principalmente da svizzeri, inglesi, tedeschi e austriaci, è aumentata notevolmente all inizio degli anni 90, quando il comparto si è attrezzato in maniera professionale per soddisfare tutte le richieste dei turisti. I numeri hanno sempre registrato una crescita continua, sviluppando un indotto importante. Secondo quanto affermato dagli operatori, il turista del charter velico può essere assimilato, per capacità di spesa, alla clientela di un hotel da 3 o 4 stelle. In questi ultimi anni si è verificata una forte richiesta dall Est Europa. Da decenni si continua a sostenere l esigenza di allungare la stagione turistica ha sottolineato Barabino per quanto ci riguarda questo risultato lo abbiamo ottenuto già 25 anni fa. Non ci limitiamo a stare fermi in banchina sperando nel bel tempo, ormai il giocattolo è collaudato: le prenotazioni arrivano con sei mesi di anticipo e noi lavoriamo con agenzie specializzate e broker nautici internazionali di comprovata affidabilità. La stagione turistica, per noi, inizia ai primi di aprile e si conclude ai primi di novembre. Navigo Sardegna intende spingere per fare in modo che si concretizzi una ipotesi avanzata alcuni anni fa: è possibile recuperare alcune aree dismesse del porto di Porto Torres, per destinarle alla nautica e, più in particolare, trasformarle in basi per il charter a vela: queste sono le soluzioni in grado di potenziare il nostro comparto e rendere sempre più fruibile il turismo legato al mare, ha concluso Renato Azara, presidente della rete di imprese Navigo Sardegna.

16 16 varie Sulipano Giosué...il MONDO si muove...se TU ti muovi... La nostra pedagogia trova nella natura non solo un fondamento etico ma anche il contesto dell esperienza di crescita, la base del paradigma stesso dello scautismo: osservare, dedurre, agire. Lo affermano i presidenti del comitato nazionale A.G.E.S.C.I. a poche settimane dalla Route Nazionale dove circa 30mila scout (dai anni) si confronteranno sulla tematica del coraggio; tutti si incontreranno ad agosto a San Rossore, dopo una settimana di route mobile su tutto il territorio nazionale. Contando su decenni di lavoro educativo, in tale direzione, sentiamo di poter dire che a San Rossore arriveranno trentamila giovani, che per un intero anno hanno progettato e realizzato, nei propri territori di appartenenza, azioni di coraggio, sperimentando il più autentico protagonismo nella costruzione del futuro e nella promozione del bene comune. Proprio il tratto tipico della vita all aria aperta ha portato l Agesci a sviluppare protocolli d intesa con Cai, Wwf, Corpo Forestale dello Stato, Ministero dell Ambiente, Legambiente e Protezione Civile. Anche la nostra Diocesi accoglierà, nei primi giorni di agosto, un gruppo di Il concorso è stato istituito dalla famiglia De Roberto-Tognotti, in collaborazione con l associazione Argonauti e la casa editrice Taphros, e con il patrocinio del Comune di Olbia, per ricordare l impegno civile di Alfonso De Roberto nella scuola, nel volontariato e nella politica. I ragazzi si sono confrontati sul tema della disuguaglianza e delle discriminazioni con particolare riferimento alla disabilità. Il concorso era articolato in tre sezioni, letterario-saggistica, grafico-artistica e tecnica. Gli elaborati ritenuti meritevoli dalla giuria (composta da Caterina De Roberto, Ruggero Bogoni, Adelina Doneddu, Dario Maiore e Tino Scugugia) saranno pubblicati in un volume che sarà diffuso in occasione della prossima edizione. Ci sono persone che appartengono alla memoria collettiva ha detto Caterina De Roberto, figlia di Alfonso -. La cosa che lo ha contraddistinto di più è stato l impegno sociale. Perché la Città si migliora solo con l impegno personale. Questo è il messaggio che ci ha lasciato. Il premio è stato strutturato in tre categorie: saggistico-letteraria, grafico-artistica e tecnica. Tutti i lavori presentati dagli studenti hanno colpito nel segno. I giovani hanno declinato il titolo del concorso, Uguali e diversi, in tante sfumature. C è chi ha parlato della disabilità nell alluvione ricordando Anna Ragnedda, morta inchiodata ad un letto in via Lazio; c è chi ha parlato di diversità in generale. C è chi ha affrontato il tema dell autismo e chi invece ha realizzato una casa intelligente per disabili sfruttando la domotica In ogni caso, i ragazzi hanno dimostrato di possedere una Scout provenienti dal Lazio e dalla Campania, che svolgerà nel nostro territorio la route mobile. Ospitati dal Clan Andromeda del gruppo Olbia1, circa 50 ragazzi percorreranno i sentieri galluresi e sulla cima del Limbara scriveranno la loro Carta di Coraggio. Oltre ai faticosi km che percorreranno, i ragazzi avranno l occasione di mettersi al servizio delle comunità che incontreranno, in un percorso, tra boschi e sentieri con panorami mozzafiato i giovani scout visiteranno Olbia, Berchidda, Tempio e concluderanno la loro strada a Luogosanto. Il 5 agosto è fissato l appuntamento con tutti gli scout sardi e non, circa 500 che partiranno da Olbia alla volta di San Rossore. Durante questo intenso anno di preparazione, gli scout di Olbia hanno deciso di impegnarsi sul Coraggio di Amare, la relazione tra le persone e la difficoltà dei gruppi di giovani a confrontarsi e relazionarsi tra loro. Secondo i giovani scout olbiesi una delle cause di questa mancanza di confronto è l omologazione, che purtroppo appiattisce le varie singole personalità. Contro questo, organizzeranno una giornata di sensibilizzazione sulla necessità di impegnarsi per il bene comune. Il loro slogan sarà:...il MONDO si muove...se TU ti muovi... [cit.] Premio Alfonso De Roberto Concorso di idee per le scuole superiori sul tema Uguali e diversi grande sensibilità. Quella sensibilità che possedeva anche Alfonso De Roberto e che lui ha cercato di usare per migliorare la Città. Ecco i nomi di tutti i premiati. Sezione Letteraria - saggistica 1 premio Una storia di ordinaria solitudine Beatrice Pasella 3 a B Liceo Artistico De André; 2 premio Ricominciare Morena Chandra Masala 3 a C Liceo scientifico Mossa; 3 premio ex-aequo Luce negli occhi Antonello Careddu 3 a C Liceo scientifico Mossa; 3 premio ex-aequo Parti uguali fra disuguali Norma Mura 4 a C Liceo scientifico Mossa; Menzione Quando penso alla diversità Matteo Degortes 5 a B Geometri Istituto Deffenu con Luca Fresi, liceo Mossa. Sezione Artistica 1 premio Reportage fotografico Ostacoli (Gruppo di lavoro Argonauti); 2 premio Canzone Voglio un mondo di diversi intorno a me (Salvatore Saba 3 a B Geometri istituto Deffenu); 3 premio ex-aequo Fumetto We are different and we like it (Federica Bilello 1a sub Liceo scientifico Mossa); 3 premio ex-aequo La panchina degli incontri Mihaela Catalina Oprea 2 a B Liceo Artistico De André; Menzione L unica differenza è l età (Fabiana Piccinnu Istituto Deffenu). Sezione tecnica 1 premio Valigia domotica Gruppo di lavoro Ist. Ipia; Premio Comune di Olbia Video La forza della differenza Gruppo di lavoro Ist. Deffenu; 3 premio ex-aequo Luce negli occhi Antonello Careddu 3 a C Liceo Scientifico Mossa. Santino Cimino Castelsardo Eletto il nuovo priore Domenica 22 giugno u.s., Solennità del Corpus Domini, a Castelsardo, nella chiesa di Santa Maria, sede dell Oratorio di Santa Croce, come da antica tradizione, è stato eletto il nuovo priore della Confraternita, il confratello Nicola Brozzu. E stato eletto dalla maggioranza dei membri della plurisecolare associazione, in cui il Signor Brozzu è ben conosciuto e stimato per la sua costante presenza e per il lodevole contributo che sempre ha reso alla Confraternita. Non per niente è la seconda volta che riveste questo importante e impegnativo incarico, a distanza di dieci anni, quando nella stagione aveva già guidato saggiamente e con totale dedizione le sorti di questa grande famiglia religiosa che anima la vita liturgica della comunità per tutto l arco dell anno. A Nicola e alla moglie Tonina giungano i più fervidi auguri di un sereno e fruttuoso anno accompagnato dalla benedizione di Dio e dalla fattiva collaborazione di tutti i confratelli.

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