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1 COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI AREE EX FALCK E SCALO FERROVIARIO PROPOSTA DI PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO PROPONENTE SESTO IMMOBILIARE S.p.A. Sede legale: Via Boschetti, Milano Unità locale: V.le Italia, Sesto San Giovanni (MI) MAGGIO PROGETTO URBANISTICO GENERALE RPBW RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP MANAGEMENT COMPANY IN COLLABORAZIONE CON PROJECT & CONSTRUCTION MANAGEMENT Sede legale: Via Borgogna, Milano Unità locale: V.le Italia, Sesto San Giovanni (MI) CONSULENTI MOBILITA': CENTRO STUDI TRAFFICO S.a.s Via C.Correnti Milano TRM ENGINEERING S.r.l. Via della Birona Monza - MB SYSTEMATICA S.p.A. Via Lovanio MILANO PAESAGGIO: Arch. FRANCO GIORGETTA Via Fiori Chiari Milano ATELIER MICHEL CORAJOUD Rue Sébastien Mercier 23 - Paris SOTTOSERVIZI: SPIT ENGINEERING S.r.l. Via V. Buonarroti Milano ENERGIA: HILSON MORAN ITALIA S.p.A. Corso Sempione 66/ Milano AMBIENTE: MONTANA S.r.l. Via G.Cadolini Milano RILIEVI: Geom. EMANUELE MORELLI C.so di Porta Nuova Milano PIANO ECONOMICO FINANZIARIO: S.T.F. Società Tecniche Finanziarie S.p.A.: Via Marco Emilio Lepido, 182/ Bologna Titolo: SOTTOSERVIZI TECNOLOGICI - RELAZIONE TECNICA Codice elaborato: SSG-SSGX-SPI-SO-R Tavola: 5a.10 Nome file: 5a.10_SSG-SSGX-SPI-SO-R Fase del processo: PII Redazione: SPI Livello Progettazione: - Revisione : 2

2 2 / 15 INDICE PREMESSA PAG IL SISTEMA DEI SOTTOSERVIZI IN GENERALE PAG LE RETI DEI SOTTOSERVIZI PAG LE RETI FOGNARIE IN GENERALE PAG LA RETE FOGNATURA BIANCA PAG LA RETE FOGNATURA NERA PAG LA RETE ACQUEDOTTO POTABILE PAG LA RETE ACQUEDOTTO NON POTABILE E IL RECUPERO ACQUE METEORICHE DEGLI EDIFICI PAG LA RETE ENERGIA ELETTRICA PAG LA RETE TELECOMUNICAZIONI PAG LA RETE GAS PAG LA RETE DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA STRADALE PAG DATI TECNICI PRINCIPALI PAG RETE FOGNATURA BIANCA PAG RETE FOGNATURA NERA PAG RETE ACQUEDOTTO NON POTABILE PAG. 12 ALLEGATO A PAG. 14

3 3 / PREMESSA Il sistema dei sottoservizi individuato nella presente Proposta di Programma Integrato di Intervento per le urbanizzazioni delle Aree ex Falck nel Comune di Sesto S. Giovanni, è da considerarsi, allo stato, esclusivamente come linea guida finalizzata: a chiarire nel modo più esaustivo possibile, a tutti gli interessati, i principi informatori che saranno adottati nelle successive Progettazioni Preliminari, Definitive ed Esecutive a consentire di effettuare una macrostima indicativa dei costi delle opere che peraltro non rappresentano, così come oggi calcolati, l esatto ammontare in ordine al quale avverrà lo scomputo, perché questo emergerà dalla Progettazione Definitiva (sulla base del Progetto Architettonico ed Urbanistico Definitivo) che dovrà essere accettata ed asseverata al momento opportuno dall Amministrazione Comunale, a consentire la successiva definizione precisa dei componenti e della loro ubicazione Si precisa quindi che le scelte effettuate in questa fase, ancorchè già ampiamente illustrate e discusse con l Amministrazione Comunale, non sono da considerarsi definitive e conclusive, ma, al momento, solo propositive, da verificare, discutere e eventualmente modificare prima di renderle operative nelle successive fasi di Progettazione. Il sistema dei sottoservizi proposto è finalizzato a servire le aree all interno del perimetro di intervento, salvo i necessari e indispensabili interventi all esterno che sono prettamente funzionali alle opere dell area di trasformazione. I principi informatori che hanno condotto alle soluzioni proposte sono sostanzialmente la flessibilità e la agevole fruibilità dei sottoservizi da parte di tutti gli utenti, il riguardo alla accessibilità per le operazioni di gestione e manutenzione e la sicurezza di cose e persone. Si segnala sin da ora che la presente Relazione ha una valenza prevalentemente descrittiva per individuare i principi informatori assunti a base di questa Proposta. I calcoli e i predimensionamenti che è stato necessario effettuare già in questa fase per consentire l elaborazione dell intera proposta di PII per quanto riguarda i sottoservizi, sono da intendersi del tutto preliminari. I progetti Preliminari, Definitivi ed Esecutivi saranno ispirati all utilizzo della prassi consolidata, nonché delle tecniche di calcolo e tecnologie in uso al momento della redazione dei progetti IL SISTEMA DEI SOTTOSERVIZI IN GENERALE I sistemi di sottoservizi proposti all interno del perimetro di intervento si suddividono, dal punto di vista tipologico in due classi ben distinte: i sottoservizi che avranno vita autonoma all interno del perimetro; fanno parte di questa tipologia la Rete Fognatura Bianca, la Rete Acquedotto non Potabile e la Rete Illuminazione Pubblica Stradale i sottoservizi che saranno collegati (vuoi per necessità di alimentazioni o di recapito, vuoi per continuità delle reti con quelle dell adiacente contesto urbano) ai sottoservizi omologhi presenti al contorno; fanno parte di questa tipologia la Rete Fognatura Nera, la Rete Acquedotto Potabile, la Rete Polifore Energia Elettrica, la Rete Polifore Telecomunicazioni, la Rete Gas Metano. Poiché l area nella sua totalità è discontinua (in buona sostanza il collegamento tra tutta la zona a Sud- Ovest e tutta la zona a Nord-Est è esterno al perimetro) e poiché il tessuto urbano esistente al contorno dell area (densamente abitato e servito), si presenta, per l intrinseca conformazione della stessa, a macchie di leopardo che, in certi casi, si incuneano all interno del perimetro d intervento, anche tutte le reti dei sottoservizi non possono essere omogeneamente collegate tra loro, ma si presentano anch esse, ovviamente, come complessi di reti parzialmente a sé stanti.

4 4 / 15 Il sistema dei sottoservizi sarà realizzato in modo tradizionale (sostanzialmente sottoservizi interrati inferiormente alle strade) ma saranno perseguiti elevati livelli progettuali; la decisione di prevedere un sottoservizio da un solo lato piuttosto che da entrambe i lati delle strade è stata presa su indicazioni dell Amministrazione Comunale. E opportuno evidenziare che in alcune zone le pubbliche vie o comunque i sedimi di posa dei sottoservizi presentano inferiormente dei manufatti interrati (es. parcheggi). Conseguentemente il coordinamento di posa tra i vari sottoservizi (in special modo le fognature che devono prevedere ovviamente le pendenze) determinerà anche la quota di franco tra il piano finito e l extradosso dei manufatti interrati, franco che potrà essere anche abbastanza elevato specie se si considera in alcune zone la concorrenza di contingenze sfavorevoli quali la pendenza del terreno ed i recapiti obbligatoriamente contrapposti della fognatura bianca e della fognatura nera. Data la complessità e l estensione delle reti, i sottoservizi, in alcuni casi, dovranno obbligatoriamente essere posati inferiormente al Parco o comunque inferiormente ad aree verdi; si precisa che in questi casi i sottoservizi saranno ubicati ove possibile inferiormente ai percorsi all interno delle aree verdi e che quindi la loro rappresentazione sulle tavole grafiche è da considerarsi schematica. Da ultimo segnaliamo che alcune strade/rotonde esterne al perimetro di intervento saranno oggetto di sistemazione superficiale: dal punto di vista dei sottoservizi questo comporta il rifacimento dell illuminazione pubblica e dei pozzetti di raccolta acque stradali che recapiteranno nei sistemi di raccolta (fognature/tombinature) già presenti visto che le strade sono già esistenti. Circa la realizzazione in fase 1 di una porzione dell edificio previsto in fase 4 prospiciente via Edison (11A), sarà necessario prevedere allacciamenti provvisori ad eccezione di un tratto dell acquedotto potabile lungo via Edison tra viale Rimembranze e via Adige che, previo accordi col CAP, sarà realizzato in fase 1. Per quanto riguarda gli allacciamenti provvisori della porzione di edificio avremo (sono tutte situazioni ipotetiche da verificare al momento opportuno con i vari Enti): - acque bianche e nere allacciate provvisoriamente alla fognatura esistente di via Edison - energia elettrica derivata provvisoriamente dalla rete esistente di via Edison - per le telecomunicazioni dovrà essere richiesto un allacciamento provvisorio ai gestori (Telecom o Metroweb) presenti nelle vicinanze in via Edison ma non nel tratto prospiciente l edificio - per il gas, qualora l edificio ne avesse necessità, dovrà essere richiesto un allacciamento provvisorio che potrebbe pervenire dall intersezione Rimembranze/Edison La realizzazione in fase 1 della porzione dell edificio in parola comporta anche la realizzazione del tratto di nuova strada a ovest dell edificio. Tutti i sottoservizi presenti in tale tratto di strada saranno realizzati in fase 1 anche se, sino al completamento della fase 4, potranno non essere attivi (posati in bianco per consentire la finitura del tratto di strada senza dover scavare nuovamente in fase 4). Gli unici sottoservizi attivi saranno l illuminazione pubblica provvisoriamente allacciata alla rete di via Edison e la fognatura bianca per la raccolta acque stradali che recapiterà provvisoriamente in via Edison e, successivamente, sarà deviata verso il sistema disperdente n LE RETI DEI SOTTOSERVIZI LE RETI FOGNARIE IN GENERALE L area all interno del perimetro d intervento occupato degli ex Stabilimenti Falck è attualmente in gran parte servita, per quanto riguarda gli scarichi di acque reflue e meteoriche, da una rete mista non Comunale che, sino a qualche tempo fa, convogliava tutte le acque di drenaggio nere e meteoriche dell area all impianto di depurazione Falck denominato TRAI dove, attraverso manufatti ripartitori, venivano in parte trattate e poi scaricate nel Fiume Lambro attraverso la Roggia Parpagliona ed in parte (l eccedenza rispetto alla portata sottoposta a trattamento) scaricate direttamente nel Fiume Lambro.

5 5 / 15 I collettori principali di tale sistema, denominati Collettore Falck Nord e Collettore Falck Sud, hanno un andamento NO-SE verso appunto la zona del TRAI. Successivamente, con progetto Progetto di Variante Finale alla C.E. del 19/07/02, prot. Gen , prot. Sez Progetto Edilizio n 88/02, variante del 11/12/03, esaminato ed approvato nella seduta di Concessione Edilizia del 21/01/04, sono stati realizzati due manufatti sfioratori (scolmatore Nord e scolmatore Sud), posti all interno del perimetro di intervento, che intercettano i due collettori principali e provvedono, in tempo di pioggia, a inviare le portate nere diluite (portate nere più l aliquota ammessa delle portate meteoriche) attraverso il nuovo collettore di Via Edison alla fognatura Comunale di Via G. Cantore. Il collettore di Via G. Cantore recapita quindi all impianto di depurazione comunale (tra l altro, recentemente potenziato). Si precisa che le opere relative ai manufatti sfioratori ed al collettore i via Edison sono state realizzate da precedenti Proprietari delle aree come anticipo sugli oneri dovuti. Le portate di piena vengono sostanzialmente ancora inviate al Fiume Lambro. Negli intendimenti progettuali precedenti (superati dall attuale proposta di PII), era previsto di considerare, in fase successiva, il controllo delle portate di piena generate dal bacino stesso e la loro laminazione all interno del TRAI, al fine di poter scaricare nel Fiume Lambro portate compatibili con il Piano Regionale di Risanamento delle Acque. Ovviamente, tutto questo sistema fognario non comunale a servizio degli ex stabilimenti Falck interni al perimetro di intervento, sarà probabilmente in tutto o in parte demolito o dismesso, a causa dell attività di bonifica e perché non rispetta i livelli progettuali che il presente Programma Integrato di Intervento si prefigge. Le attuali fognature di piccole aree di terzi esterne al perimetro (Edison e Villaggio Falck) che recapitano appunto in tale sistema dovranno quindi essere oggetto di modifica previo i necessari approfondimenti da effettuarsi in una fase successiva (indicativamente verrà realizzato, nell ambito dell intervento, un nuovo collettore di tipo misto che, partendo dalla zona Edison e Villaggio Falck raggiungerà il manufatto scolmatore Nord). Gli attuali recapiti dello scolmatore Nord (portata di tempo asciutto nell attuale fognatura di via Edison, portata di piena nella roggia) dovranno essere ripristinati nel rispetto del nuovo lay-out. Piccole parti dell area ex Falck scaricano invece, e continueranno a scaricare, nella fognatura Comunale esistente al contorno. Le fognature Comunali esistenti al contorno sono di tipo misto. Giova ricordare che esiste uno studio (novembre 1999) commissionato dal Comune di Sesto S. Giovanni alla Società ETATEC s.r.l. (Prof. Paoletti) che, oltre ad evidenziare lo stato di parziale insufficienza di alcuni collettori misti esistenti nel territorio Comunale, individua, come limite massimo ancora recepibile dal collettore misto Comunale di Via G. Cantore da parte delle aree Falck interne al perimetro di intervento e attualmente servite dai collettori Falck Nord e Sud, una portata pari a 550 l/s (vedi Allegato A). Giusta questa doverosa premessa, le reti fognarie che saranno previste all interno del perimetro di intervento, su indicazione ed in accordo con Amministrazione Comunale e CAP Holding saranno di tipo duale (rete nera e rete bianca) in quanto, come sopra accennato, il sistema fognario misto Comunale non sarebbe in grado di recepire tutti gli scarichi di acque reflue e meteoriche provenienti dall area LA RETE FOGNATURA BIANCA All interno dell area sarà prevista una rete fognaria bianca, realizzata con tubazioni in CLS armato. A prescindere dalla risultanza dei calcoli idraulici, il diametro minimo dei collettori sarà pari a 400 mm. La rete sarà dotata delle opportune camerette ad anelli prefabbricati con il fondo opportunamente rivestito. Le camerette saranno ovviamente previste in tutti gli incroci e cambiamenti di direzione; inoltre saranno previste ogni circa 50 m per condotti Ø 400 mm; ogni circa 60 m per condotti 400 mm < Ø 700 mm;

6 6 / 15 ogni circa 80 m per condotti 700 mm < Ø 1100 mm; ogni circa 120 m per condotti 1100 mm < Ø 1600 mm; ogni circa 200 m per condotti Ø > 1600 mm. Qualora alcuni tratti della nuova rete dovessero essere interessati da zone di rispetto di pozzi di emungimento acqua potabile, la tenuta sia dei collettori che delle camerette, in forza al D.G.R. 10/04/03 n 7/12693, sarà garantita con l impiego di manufatti in materiale idoneo e valutandone le prestazioni nelle condizioni peggiori di esercizio, riferite ad un livello di riempimento pari al livello dell intradosso dei chiusini camerette. In buona sostanza sarà garantito il rispetto della norma UNI EN 1610/99 per quanto riguarda le prove di verifica alla tenuta. La nuova rete fognaria bianca avrà pendenze indicativamente non minori del 1. Laddove saranno presenti incroci complanari non evitabili tra fognatura bianca e fognatura nera, la fognatura bianca sarà sifonata. Il regime delle acque bianche sarà sostanzialmente il seguente: Strade pubbliche o asservite, parcheggi impermeabili pubblici o asserviti, piazze, ed in generale tutte le aree impermeabili pubbliche o assimilabili: raccolta delle acque bianche, desoleazione immediatamente a valle dei parcheggi delle sole acque raccolte nei parcheggi (ovviamente non nei parcheggi a pettine o in linea facenti parte delle strade), collettamento alla pubblica rete fognaria bianca che recapiterà in zone pubbliche ove saranno realizzati sistemi disperdenti. Nelle successive fasi di progettazione sarà esplorata la possibilità di ridurre le dimensioni dei sistemi disperdenti (o di alcuni di essi), sostituendoli con vasche volano a fondo disperdente con scarico regolato (in ragione di una portata da stabilirsi proporzionale alle superfici raccolte), in un collettore recapitante nel fiume Lambro. Questa possibilità potrà però essere presa in considerazione solo dopo una serie di verifiche quali: o La fattibilità realizzativa in funzione delle quote altimetriche all origine ed al recapito (fiume Lambro), in funzione dei possibili percorsi del collettore e della verifica di eventuali impedimenti o ostacoli. o La possibilità di scarico nel fiume Lambro da verificare con l autorità competente in termini di portata, di quota di resa, ecc. o La verifica globale tecnico/economica Edifici privati e pubblici e pertinenze dei medesimi: - raccolta delle acque bianche, separazione della 1 a pioggia e sua restituzione alla fognatura nera nelle more e ove previsto dalla vigente normativa; - dispersione autonoma nel sottosuolo nella misura consentita dall effettiva area drenante disponibile mediante sistemi disperdenti che, per ragioni tecniche cautelative, non saranno realizzati inferiormente ai piani interrati; - laddove l estensione dei manufatti interrati in relazione all estensione delle superfici fondiarie non consentisse (o consentisse solo parzialmente) la realizzazione dei sistemi disperdenti all interno delle superfici fondiarie stesse, i sistemi disperdenti saranno realizzati in idonee aree pubbliche adiacenti alle superfici fondiarie. - tutte le acque bianche che, per qualsivoglia ragione, non potranno essere disperse localmente all interno delle aree fondiarie o nelle aree pubbliche poste nelle immediate vicinanze, saranno volanizzate in vasche, anche queste realizzate all interno delle aree fondiarie (ma non inferiormente a manufatti interrati) o in idonee aree pubbliche adiacenti e restituite alla pubblica rete fognaria bianca in ragione di 20 l/s ha impermeabile. Sarà valutata l opportunità di realizzare vasche volano disperdenti per minimizzare l accumulo effettivo da restituire alla pubblica rete fognaria bianca.

7 7 / 15 - comunque ed in ogni caso, anche laddove tutte le acque bianche potessero essere disperse localmente o nelle immediate vicinanze, sarà previsto un collegamento di troppo pieno d emergenza alla pubblica rete fognaria bianca. Aree interne al perimetro di intervento ma attualmente servite da collettori misti comunali: verranno previste, ove necessario, nuove reti miste recapitanti nei medesimi collettori comunali al contorno. Più specificatamente si intendono l area Vittoria A (peraltro già attualmente edificata) delimitata da viale Italia, via Rimembranze e via XXIV Maggio, l area ove attualmente sorge l asilo Montessori che recapita le fognature bianche e nere in viale Italia e che continuerà ad utilizzare tale recapito anche per il suo ampliamento e l area ove attualmente sorge l Esedra che recapita e continuerà a recapitare nelle fognature miste di viale Italia. Altre situazioni particolari: - Casa del Direttore che recapiterà le acque bianche nel vicino sistema disperdente 10C e le acque nere nella nuova fognatura prevista nella Traversa - Sistemi disperdenti per il Camino Fumo e per il T5 Laminatoio che, ancorchè siano stati rappresentati sulla tavola delle fognature bianche, non concorrono nel monte delle opere a scomputo in quanto i relativi costi saranno inclusi nelle rifunzionalizzazione degli stessi - Centrale Termoelettrica che attualmente recapita per bianche e nere nella fognatura mista di viale Italia, sistema che sarà mantenuto ancorchè sarà presente in parte una futura rifunzionalizzazione pubblica (asilo) - I costi per lo smaltimento delle acque meteoriche che incidono sulla parte di mercato coperto dell Omec saranno reperiti come previsto dalla Convenzione - La cabina controllo carri merci recapiterà nelle nuove fognature bianche e nere previste nell adiacente strada La raccolta acque di strade, parcheggi, piazze ecc. sarà effettuata mediante pozzetti da carreggiata a caditoia o pozzetti da marciapiede a bocca di lupo, sifonati e collegati alle reti fognarie bianche con tubazioni in PVC Ø160 mm o previo la realizzazione di tratti di tombinatura. L area massima di competenza di ogni pozzetto sarà indicativamente pari a circa 400 m 2 con un interdistanza massima pari a 20 m. La desoleazione delle acque dei parcheggi è prevista con sistemi prefabbricati dotati di una sezione di sedimentazione per la separazione fanghi e di una sezione di separazione oli. Nel comparto di sedimentazione avviene la separazione dei solidi e, in generale, del materiale inerte avente densità maggiore dell acqua. Nel settore di desoleazione si separano gli oli dall acqua. Periodicamente si renderà necessario l intervento di Ditta Specializzata per la rimozione e lo smaltimento delle sostanze oleose accumulate. I sistemi drenanti saranno modulari realizzati con elementi a gabbia in materiale plastico a forma di parallelepipedo da assemblare e interrare con rivestimento in fogli di materiale geosintetico per consentire la dispersione dell acqua evitando l intasamento delle maglie plastiche. Il notevole volume di acqua accumulabile nei sistemi drenanti ne consente un dimensionamento che tenga conto anche del quantitativo invasato. I moduli sono realizzati in modo tale da formare dei tunnel all interno dei sistemi drenanti accessibili per videoispezione e, se necessario, per effettuare la pulizia con lancia a pressione onde minimizzare costi e tempi di manutenzione. La rete fognatura bianca recapiterà nei sistemi drenanti (previo il passaggio attraverso sistemi di sedimentazione) mediante appositi pozzetti abbinabili al sistema modulare di dispersione.

8 8 / 15 Immediatamente a monte dei sistemi drenanti saranno previsti pozzetti per consentire il prelievo di campioni di acqua. Ancorché le dimensioni dei sistemi drenanti individuate nelle tavole grafiche emergano da predimensionamenti effettuati sulla base di prove per la determinazione del coefficiente di permeabilità del terreno eseguite in alcuni punti significativi dell area, nelle successive fasi di progettazione verranno effettuate prove mirate, nei punti ed alle profondità appropriate in funzione dei vari sistemi LA RETE FOGNATURA NERA All interno dell area sarà prevista una rete fognaria nera, realizzata con tubazioni in gres o in CLS armato internamente rivestito con resine o con materiali plastici (es. liner polipropilenico). A prescindere dalle risultanze dei calcoli idraulici, il diametro minimo dei collettori sarà pari a 300 mm. La rete sarà dotata delle opportune camerette ad anelli prefabbricati con il fondo opportunamente rivestito. Le camerette saranno ovviamente previste in tutti gli incroci e cambiamenti di direzione; inoltre saranno previste ogni circa 50 m per condotti Ø 400 mm; ogni circa 60 m per condotti 400 mm < Ø 700 mm; ogni circa 80 m per condotti 700 mm < Ø 1100 mm; ogni circa 120 m per condotti 1100 mm < Ø 1600 mm; ogni circa 200 m per condotti Ø > 1600 mm. Qualora alcuni tratti della nuova rete dovessero essere interessati da zone di rispetto di pozzi di emungimento acqua potabile, la tenuta sia dei collettori che delle camerette, in forza al D.G.R. 10/04/03 n 7/12693, sarà garantita con l impiego di manufatti in materiale idoneo e valutandone le prestazioni nelle condizioni peggiori di esercizio, riferite ad un livello di riempimento pari al livello dell intradosso dei chiusini camerette. In buona sostanza sarà garantito il rispetto della norma UNI EN 1610/99 per quanto riguarda le prove di verifica alla tenuta. La nuova rete fognaria nera recapiterà nella rete mista comunale esistente al contorno, privilegiando, ove possibile, quale recapito, i collettori principali esistenti (e non quelli secondari). Compatibilmente con le quote di recapito le pendenze saranno indicativamente non minori del 4. Sempre compatibilmente con le quote di recapito dei collettori esistenti, sarà previsto, ove possibile, un salto di quota tra collettore affluente e collettore recettore. I principi sopra descritti sono già stati ampiamente illustrati nel corso di specifici tavoli tecnici all Amministrazione Comunale ed agli Enti Preposti. Se necessario saranno previsti manufatti di lavaggio (sistemi con elettrovalvole temporizzate) che invieranno, per una durata ed ad intervalli liberamente programmabili, acqua attinta dall acquedotto nei collettori neri. Si evidenzia che alcune aree (essenzialmente Vittoria A e fascia a Nord-Ovest della ferrovia nei pressi della stazione) interne al perimetro di intervento ma attualmente servite da collettori misti comunali non saranno dotate di fognature duali ma verranno previste, ove necessario, nuove reti miste recapitanti nei medesimi collettori comunali al contorno LA RETE ACQUEDOTTO POTABILE Sarà realizzata, su progetto di CAP Holding una nuova rete acquedotto potabile a servizio dell area, alimentata dalle adeguate nuove fonti di approvvigionamento idrico e adeguatamente interconnessa con la rete al contorno. Sono state fornite a CAP Holding le caratteristiche dell urbanizzazione, sia a livello planimetrico che a livello qualitativo e quantitativo delle tipologie insediative; CAP Holding ha elaborato una planimetria della rete che è stata solo leggermente implementata per adeguarla alle evoluzioni che nel frattempo subiva il Master Plan.

9 9 / 15 Le nuove fonti di approvvigionamento idrico (pozzi potabili) interne all area individuate da CAP Holding sono indicate sulle tavole grafiche. Il quantitativo di pozzi a servizio dell intera area è stato indicato dall Amministrazione Comunale; si è preso atto di questa indicazione senza alcuna verifica in merito. Da informazioni ricevute da CAP Holding la rete dovrà essere realizzata con tubazioni in acciaio con giunti a saldare rivestite esternamente in PEAD ed internamente con resine epossidiche. Gli idranti stradali sottosuolo, su precisa richiesta di CAP Holding, sono alimentati dalla rete acquedotto potabile salvo nelle limitate zone servite solo dalla rete non potabile ove ovviamente gli idranti sono alimentati da tale rete. La rete sarà ovviamente provvista di saracinesche di sezionamento, direttamente interrate LA RETE ACQUEDOTTO NON POTABILE E IL RECUPERO ACQUE METEORICHE DEGLI EDIFICI La scelta di realizzare una rete acquedotto non potabile alimentata esclusivamente dal sistema di messa in sicurezza della falda, ancorché non estesa a tutta l area ma alla gran parte di essa raggiungibile dalla rete così come richiesto e condiviso dall Amministrazione Comunale, è improntata ad una politica di sostenibilità ambientale proiettata anche verso situazioni ambientali ed economiche che potrebbero verificarsi nel breve e medio termine. Tale distribuzione privilegia la zona del parco (Unione e Concordia) ove è previsto il massimo consumo di acqua per l irrigazione. Si precisa peraltro che dovrà essere analizzata preventivamente e prioritariamente la convenienza economica alla realizzazione e alla fruizione; se del caso dovranno essere assunte specifiche decisioni nelle opportune sedi. Si tratta comunque di una visione di rispetto allargato di un bene prezioso verso situazioni ambientali che, ancorché non specifiche dell area Milanese, sono rappresentative del contesto globale. La rete acquedotto non potabile, pensata, in questa fase, del tutto autonoma all interno di quasi tutta l area, trarrà origine da un accumulo e relativa stazione di pompaggio che attingerà dal sistema dei pozzi di bonifica. Sarà indicativamente realizzata con tubazioni in PEAD e sarà provvista di saracinesche di sezionamento, direttamente interrate. La rete sarà a servizio dei seguenti fabbisogni: Utilizzi non potabili edifici ( idrantini di lavaggio/innaffiamento, antincendio, irrigazione, ecc.; sarà esaminata e valutata anche la possibilità di alimentare i WC). Utilizzi non potabili a servizio della collettività (irrigazione verde pubblico, eventuali fontane, ecc.). Il Piano, oltre a prevedere il mantenimento di alcuni edifici industriali storici rendendoli fruibili, prevede anche il mantenimento di due torri dell acqua. Il rispetto del principio di rifruizione del patrimonio storico e non del solo mantenimento quale memoria, porterà ad esplorare la possibilità di riutilizzare anche tali manufatti quali serbatoi di compenso/accumulo/emergenza, ovviamente previo una verifica tecnico/economica. Da ultimo si evidenzia che, sempre nell ottica di preservare un bene prezioso quale è l acqua, si valuterà la possibilità, nelle zone prive della rete acquedotto non potabile, di accumulare l acqua piovana in vasche per gli utilizzi non potabili degli edifici LA RETE ENERGIA ELETTRICA La rete energia elettrica M.T. e B.T. a servizio dell intera sarà interfacciata e alimentata dalle reti ENEL esistenti al contorno nonché dalla nuova cabina di trasformazione primaria che l Ente realizzerà nella zona Edison o prospiciente. Da tale zona, così come richiesto da ENEL, trarranno infatti origine le 4 polifore principali e più precisamente: N 2 polifore a 14 fori Ø 160 mm, una verso viale Italia, l altra verso via Edison

10 10 / 15 N 2 polifore a 10 fori Ø 160 mm, entrambe verso viale Italia Queste polifore saranno dotate di camerette di ispezione. Tutte le strade dell area saranno poi percorse, da un solo lato (gli allacciamenti di edifici dall altro lato saranno effettuati mediante traversanti), da una coppia di polifore di distribuzione, a 4 fori Ø 160, l una ad uso ENEL, (con pozzetti da cm 60 x 60 a carattere provvisorio posti solo nei cambiamenti di direzione, nelle derivazioni e negli incroci), l altra ad uso Amministrazione Comunale (con pozzetti da cm 60 x 60 a carattere definitivo posti, oltre che nei cambiamenti di direzione, nelle derivazioni e negli incroci, anche ogni circa 30 / 40 m). A completamento delle reti energia elettrica si evidenzia che, in corrispondenza di ogni incrocio sarà prevista la posa di due tubazioni plastiche corrugate Ø110 mm direttamente interrate in senso trasversale alla carreggiata (predisposizione per installazioni semaforiche, telecamere o quant altro), mentre in corrispondenza di ogni rotonda saranno posate tubazioni plastiche corrugate Ø110 mm direttamente interrate sull anello esterno ed alcuni attraversamenti verso la rotonda centrale. Tutte le tratte di tubazioni predisposte di cui sopra faranno capo a pozzetti d ispezione LA RETE TELECOMUNICAZIONI La rete telecomunicazioni a servizio dell intera area sarà interfacciata alle reti dei vari Gestori presenti esternamente ad essa. La rete sarà costituita da polifore che percorreranno sostanzialmente tutte le strade (saranno posate dal lato strada privo di polifora Energia Elettrica). Le polifore saranno a 4 fori Ø 160 mm più due tritubo, e saranno utilizzate sia dai Gestori delle Telecomunicazioni sia dall Amministrazione Comunale. Saranno presenti pozzetti da cm 60 x 120 ogni circa 50 m nonché nei cambiamenti di direzione e nelle derivazioni LA RETE GAS All interno dell area saranno previste le necessarie reti gas MP e BP concordate con l Ente Erogatore A2A. Le reti MP trarranno origine da una zona che è stata indicata da A2A come ubicazione di una cabina di primo salto. Le reti MP alimenteranno (principalmente tramite l esistente rete MP di Viale Italia) le varie cabine di riduzione pressione MP / BP dalle quali trarrà origine la distribuzione BP per tutta l area. Le reti saranno ovviamente interrate. Le tubazioni sono state considerate di fornitura e posa a carico A2A con scavi e reinterri a carico Operatore. Sono state previste a carico dell Operatore anche le opere morte delle cabine di riduzione MP / BP LA RETE DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA STRADALE La rete illuminazione pubblica stradale sarà alimentata dalle reti FM (ENEL) mediante opportuni quadri d illuminazione pubblica, dai quali saranno alimentati i vari circuiti. Il sistema di gestione dell illuminazione stradale privilegerà l efficienza e la qualità. Nelle successive fasi di progettazione sarà esplorata, previo verifica tecnico/economica, la possibilità di perseguire risparmi energetici sia mediante l adozione di fonti luminose non tradizionali, sia mediante l installazione di sistemi bipotenza o comunque atti alla riduzione notturna dei flussi luminosi, il tutto gestibile da sistema. I circuiti saranno posati in cavidotti plastici direttamente interrati (indicativamente sempre n 2 Ø110, anche se un cavidotto dovesse rimanere vuoto, per riserve o segnali di telecontrollo) ed equipaggiati con n 4 corde da 16 mmq.

11 11 / 15 In corrispondenza di ogni palo di illuminazione pubblica sarà previsto l adeguato pozzetto in cui sarà derivata l alimentazione all apparecchio illuminante mediante apposito kit di giunzione rapida in gel con connessioni riaccessibili. I montanti pali saranno indicativamente in cavo 2x2,5 mmq (una derivazione in pozzetto e un montante per ogni apparecchio illuminante). Gli apparecchi saranno in classe II. I pali saranno inseriti in tubazioni in PVC (a loro volta annegate nei plinti di fondazione) con intercapedine in sabbia e solo collare in CLS per la facile sostituzione del palo. La base del palo sarà rivestita con guaina termo restringente a protezione dall urina dei cani. Gli illuminamenti e le luminanze saranno adeguati alla classe delle strade. Gli apparecchi illuminanti rispetteranno ovviamente le L R. n 17 del 27/03/2000, n 38 del 21/12/2004 e collegati. Indicativamente, ed allo stato, gli apparecchi illuminanti saranno posizionati a circa 4 m/6 m di altezza e l interasse pali, peraltro coordinato al passo alberi, rispetterà le vigenti normative. Comunque l illuminotecnica dovrà essere valutata in base all arredo e le fotometrie degli apparecchi illuminanti dovranno essere tali da rispettare le Leggi Regionali. Tutto l impianto d illuminazione stradale sarà informato agli standard A2A Milano, salvo diverse indicazioni da parte dell Amministrazione Comunale. Anche la restante parte della pubblica illuminazione (parchi, corselli, ecc.) facente parte di altro progetto, trarrà sempre origine da quadri (che potranno essere, in alcuni casi, i medesimi dell illuminazione stradale) e circuiti dedicati DATI TECNICI PRINCIPALI RETE FOGNATURA BIANCA Tubazioni in CLS armato. Diametro minimo collettori = 400 mm Camerette ad anelli prefabbricati con il fondo opportunamente rivestito previste in tutti gli incroci e cambiamenti di direzione e: - ogni circa 50 m per condotti Ø 400 mm - ogni circa 60 m per condotti 400 mm < Ø 700 mm - ogni circa 80 m per condotti 700 mm < Ø 1100 mm - ogni circa 120 m per condotti 1100 mm < Ø 1600 mm - ogni circa 200 m per condotti Ø > 1600 mm Ordine di grandezza della permeabilità del terreno considerato per il predimensionamento dei sistemi drenanti (da prove Lefranc fatte effettuare dall Operatore in alcuni punti e profondità significative dell Area) : m/s Sistemi drenanti, di desolazione e di sedimentazione: il dimensionamento di tali sistemi che sarà effettuato nelle successive fasi di progettazione sarà validato dalla Azienda Produttrice dei sistemi stessi previo la fornitura dei necessari calcoli Metodo di calcolo per la determinazione delle portate acque bianche e per il conseguente dimensionamento dei sistemi drenanti (il metodo di calcolo adottato è in accordo con il Piano Regionale di Risanamento delle Acque, metodo Razionale Anglosassone) Tempo di ritorno = 10 anni Curva di possibilità pluviometrica (Comune di Milano) h = a x t n dove: per t < 60 min a = 53,47 mm/h n = 0,407 per t > 60 min a = 50,06 mm/h n = 0,222

12 12 / 15 Tempo di ritorno per il dimensionamento delle volanizzazioni private acque meteoriche = 20 anni Restituzione dalle volanizzazioni private alla pubblica rete fognaria bianca = 20 l/s ha imp privato RETE FOGNATURA NERA Tubazioni in gres o in CLS armato internamente rivestito con resine o con materiali plastici (es. liner polipropilenico). Diametro minimo collettori = 300 mm Camerette ad anelli prefabbricati con il fondo opportunamente rivestito previste in tutti gli incroci e cambiamenti di direzione e: - ogni circa 50 m per condotti Ø 400 mm - ogni circa 60 m per condotti 400 mm < Ø 700 mm - ogni circa 80 m per condotti 700 mm < Ø 1100 mm Metodo di calcolo delle portate acque nere basato sul quantitativo di apparecchi sanitari: Si ipotizza che: o Ogni 100 mq di S.L.P. residenziale siano presenti una cucina, un bagno principale e un bagno di servizio, per un totale di n 10 apparecchi di scarico (n 2 W.C., n 2 lavabi, n 1 bidet, n 1 vasca, n 1 doccia, n 1 lavello, n 1 lavatrice, n 1 lavastoviglie) che corrispondono ad una portata di scarico totale pari a circa 6 l/s o Ogni 100 mq di S.L.P. terziario/commerciale siano presenti n 1 W.C., n 2 lavabi, n 0,3 bidet, per un totale di 3,3 apparecchi sanitari che corrispondono ad una portata di scarico totale pari a circa 3 l/s o Detta R la S.L.P. residenziale [mq]; T la S.L.P. terziario/commerciale [mq]; la portata di scarico massima contemporanea sarà quindi pari a: Q AS SCARICO MAX CONT. = ((R/100)x6 + (T/100)x3) x (1/ ((R/100) x 10 + (T/100) x 3,3)) Metodo di calcolo delle portate acque nere basato sulle dotazioni idriche: Detto PR il numero di utenti residenziali gravanti sulla zona; PT il numero di utenti fluttuanti (terziario) gravanti sulla zona; d la dotazione idrica media annua per abitante espressa in litri/abitante giorno (assunta pari a 400 per la popolazione residenziale, e a 100 per la popolazione fluttuante, valori già depurati del coefficiente che tiene conto dell aliquota che non raggiunge la fogna); si definisce la portata media annua di scarico [l/s]) come: o Q o = dp/ [l/s] o Il coefficiente di portata, definito come rapporto tra la massima portata oraria e la portata media annua viene considerato (Babbit e Baumann, 1958) pari a: o C p = 5/p 1/5 con p pari al numero di utenti espresso in migliaia o Avremmo quindi che la portata di scarico massima contemporanea sarà pari a: o Q DI SCARICO MAX CONT. = ((PRx400+PTx100) / ) x (5 / ((PR+PT) / 1000) 1/5) Di volta in volta, in funzione della estensione della zona in esame, delle SLP e del numero di utenti, verrà valutato il metodo più opportuno da utilizzare RETE ACQUEDOTTO NON POTABILE Utilizzi non potabili, valori medi di riferimento dei consumi per ogni utilizzo, numero di utilizzi medi giornalieri ipotizzati. Con riferimento alle superfici S.L.P. ed alla densità media abitativa pari a : 2 persone / 100 mq S.L.P. residenziale 5 persone / 100 mq S.L.P. terziario Abbiamo:

13 13 / 15 Utilizzo Consumo per ogni utilizzo [ l ] W.C. 12 Utilizzi diversi (idrantini lavaggio, ecc.) 60 UTILIZZI IGIENICI E ASSIMILATI Utilizzi giornalieri procapite [ n ] 10 residenti 7 fluttuanti 0.5 residenti 0.2 fluttuanti Consumo giornaliero procapite residenti [ l ] 120 Consumo giornaliero procapite fluttuanti. [ l ] 12 Totale Coeff. Di maggiorazione 20% Totale consumo giornaliero acqua non potabile escluso servizio antincendio e irrigazione 30 RESIDENTI 180 l/g 84 FLUTTUANTI 116 l/g Utilizzo irrigazione parchi pubblici (ipotizzato) mc/giorno distribuiti in 12 ore Utilizzo irrigazione giardini privati (ipotizzato) 500 mc/giorno distribuiti in 6 ore Utilizzo antincendio E ovviamente un utilizzo particolare, molto ridotto come volume, ma molto rilevante come portata istantanea. In questa fase si è fatta la seguente ipotesi, da verificare comunque successivamente con il locale Comando VV.F., anche in funzione delle strategie antincendio adottate nei singoli edifici (gli edifici saranno, in tutto o in parte, dotati di accumuli locali, ecc.): funzionamento contemporaneo di 8 idranti da 400/l1 cadauno per circa 5 ore quindi utilizzo antincendio: 960 mc distribuiti in 5 ore L utilizzo irrigazione si può supporre sia effettuato nelle ore notturne, e quindi si potrà poi considerare un incidenza, sulla portata massima di punta, pari al 50% (per stare dalla parte della ragione ) e comunque, su una ipotesi sostenibile di numero di abitanti, non ha una grossa incidenza. L utilizzo antincendio è completamente casuale. La portata massima di punta è valutabile, dalla letteratura tecnica, o pari a 3 volte il consumo giornaliero per abitante, rapportato in l/s oppure pari al 10% del consumo giornaliero per abitante, riferito a 1 ora e rapportato in l/s. La portata antincendio va aggiunta alla portata massima di punta.

14 14 / 15 ALLEGATO A

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