Manutenzione delle aree verdi: bosco, piante legnose e alberi singoli

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Manutenzione delle aree verdi: bosco, piante legnose e alberi singoli"

Transcript

1 Editore: I-AT-IU Data d'emissione: Entrata in vigore: Attribuzione: -- Classificazione: ITF/mandatario Elaborata da: I-AT-IU-UWA von Fellenberg Laurence Distribuzione: I-AT, I-PJ, I-IH, I-RSQ, I-B, IM, ATG Approvata: I-AT L Sostituisce: W-AM 14/01 vom Lingue: d f i Numero di pagine: 35 R_I-20025_i_ doc Manutenzione delle aree verdi: bosco, piante legnose e alberi singoli Indice 1 Scopo di questo documento Estensione, potenziale di pericolo Oggetto Campo d'applicazione Basi giuridiche Scopo, principi e definizioni Scopo e obiettivi Principi Definizioni Concetto di manutenzione e gestione Stabilità dei popolamenti boschivi e degli alberi Distanze minime e linee di profilo (PSLV) Casi speciali Provvedimenti di cura Principi di cura Categoria 1: tratte speciali Categoria 2: linee principali Categoria 3: linee secondarie Categoria 4: casi speciali Catasto Pianificazione e controllo Pianificazione Controllo Esecuzione e sicurezza Organizzazione Sicurezza Allegato A: Classificazione delle specie arboree in classi di altezza Allegato B: Regola generale per le distanze delle piantagioni nella costruzione di pareti antirumore Allegato C: Distanze per le piante legnose secondo il diritto cantonale dei rapporti di vicinato Allegato D: Pianta sinottica Tutti i diritti su questo documento riservati alle FFS

2 Regolamenti e documenti complementari Designazione Classificazione Contenuto Manutenzione delle aree verdi negli impianti ferroviari: erbe e arbusti Manutenzione delle aree verdi negli impianti ferroviari: erbe e arbusti (istruzione complementare a NS ) NS I-AM13/01 Manutenzione della vegetazione erbacea e cespugliosa lungo i binari (zone di manutenzione) Organizzazione, esecuzione, divieto d'incenerimento degli scarti vegetali Controllo della vegetazione sulla rete I Uso degli erbicidi e protezione delle acque Istruzione sul controllo chimico della vegetazione sulle installazioni ferroviarie per gli anni Manuale per la progettazione: spazi verdi negli impianti ferroviari UFT Bau GD (1994) Uso degli erbicidi e protezione delle acque Conformazione e pianificazione di spazi verdi negli impianti ferroviari Conformazione dei manufatti W 40/92 Estetica delle opere di ingegneria Profilo di spazio libero per lo scartamento normale e metrico Ordinanza sulla costruzione e l'esercizio delle ferrovie (Ordinanza sulle ferrovie [Oferr]) Disposizioni esecutive all'ordinanza sulle ferrovie (DE-Oferr) RTE SR (emissione ) SR (emissione ) Indicazioni tecniche sul profilo di spazio libero Istruzioni complementari alla Lferr Art b:durata della visibilità dei segnali principali e avanzati Ordinanza sulle linee elettriche (OLEI) SR Art. 15 e 35: Distanza dagli alberi Codice civile svizzero (CCS) SR 210 Art. 670, 687, 688 Disposizioni relative ai rapporti di vicinato. Regolamentazione delle distanze minime delle piante legnose dai confini delle proprietà. Prescrizioni cantonali. Leggi cantonali di applicazione del Codice civile svizzero Alberi e cespugli nell ambito del diritto di vicinato: disposizioni di legge federali e cantonali in diagrammi e tabelle Jardin Suisse (www.agrarrecht. ch/nachbarrecht/ uebersicht_kt.htm) Distanze minime di alberi e cespugli dai confini delle proprietà limitrofe Distanze minime di alberi e cespugli dai confini delle proprietà limitrofe Emissione: / 35 - FFS

3 1 Scopo di questo documento 1.1 Estensione, potenziale di pericolo Boschi, boschetti, alberi singoli, giardini e parchi confinano con i binari delle FFS su una lunghezza di ca km. La maggior parte di questi oggetti sono di proprietà di terzi. Penetrando nel profilo di spazio libero, coprendo i segnali e cadendo al suolo, alberi e rami possono mettere in pericolo la sicurezza dell'esercizio ferroviario. In particolare in situazioni meteorologiche estreme (tempeste, neve bagnata) possono verificarsi perturbazioni dell esercizio e danni agli impianti ferroviari. 1.2 Oggetto Il presente regolamento definisce gli obiettivi e i requisiti per i boschi, le piante legnose e gli alberi situati all'interno della fascia di sicurezza lungo i binari. Si indirizza al personale incaricato della gestione del bosco e dei singoli alberi situati all interno della fascia di sicurezza. 1.3 Campo d'applicazione Gestione di boschi, piante legnose, gruppi di alberi e alberi singoli lungo i binari delle FFS (di proprietà FFS o di terzi). Persone incaricate della pianificazione delle aree verdi. Piantagioni nuove o sostitutive nella fascia di sicurezza (di proprietà FFS o su terreni di terzi). Delimitazione: La manutenzione della vegetazione erbacea e cespugliosa sulle scarpate ferroviarie e su altre aree verdi delle FFS è regolata dalla Norma Svizzera , Manutenzione delle aree verdi negli impianti ferroviari: erbe e arbusti. Gestione Pianificazione Piantagioni nuove o sostitutive NS Manutenzione delle aree verdi 2 Basi giuridiche Legge sulle ferrovie (LFerr) Art. 19, 21: Misure di sicurezza L impresa ferroviaria deve prendere tutte le misure per garantire la sicurezza dell esercizio della ferrovia e per evitare che persone o cose siano esposte a pericolo. Se la sicurezza della ferrovia viene pregiudicata da alberi di terzi, su richiesta dell azienda ferroviaria bisogna porvi rimedio. Nei casi di grande urgenza, l azienda ferroviaria può adottare i provvedimenti opportuni alla rimozione del pericolo. I relativi costi sono a carico dell azienda ferroviaria ove non comprovi il dolo del terzo responsabile. Sicurezza dell esercizio ferroviario Emissione: / 35 - FFS

4 Ordinanza sulle ferrovie (OFerr) Art. 3: Considerazioni di altri interessi Gli interessi della protezione della natura e del paesaggio devono essere presi in considerazione già all atto della progettazione. Protezione della natura e del paesaggio Legge forestale, (LFo) Art. 1, 3, 16, 20, 22; Ordinanza sulle foreste (Ofo), leggi e ordinanze cantonali sulle foreste: protezione e cura della foresta Protezione della foresta: L'area forestale deve essere conservata. La foresta deve essere amministrata in modo che possa espletare le sue funzioni (utilizzazione, protezione e svago) in modo duraturo (sostenibilità). Le utilizzazioni dannose sono vietate. Cura della foresta: I Cantoni emanano prescrizioni per la gestione. L abbattimento di alberi deve essere autorizzato dai servizi forestali secondo le legislazioni cantonali. I tagli rasi sono vietati. Conservazione della foresta Sostenibilità Obbligo di autorizzazione per l abbattimento Divieto di taglio raso Legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN) Art. 18: Protezione delle siepi e dei boschetti Prescrizioni cantonali e comunali (zone naturalistiche e paesaggistiche protette, ordinanze sulla protezione degli alberi) Prima di qualsiasi intervento su alberi, siepi e boschetti protetti, è necessario verificare lo stato di protezione e richiedere le necessarie autorizzazioni. Protezione di alberi e siepi 3 Scopo, principi e definizioni 3.1 Scopo e obiettivi La gestione di boschi, piante legnose, alberi singoli e gruppi di alberi all'interno della fascia di sicurezza deve essere realizzata e ottimizzata secondo i seguenti criteri: rispetto delle condizioni quadro d esercizio e delle direttive allo scopo di: - garantire la disponibilità degli impianti ferroviari; - garantire la sicurezza degli impianti; - ridurre i costi nella cura di boschi e alberi singoli gestione professionale del bosco e degli alberi singoli rispetto delle leggi vigenti (LFerr, LFo, LPN, CCS) Disponibilità Sicurezza Economicità Gestione professionale Leggi vigenti Emissione: / 35 - FFS

5 3.2 Principi Per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti si applicano i principi elencati. I diversi interessi e criteri devono essere ponderati tra di loro, mettendo in primo piano la sicurezza e il mantenimento dell esercizio. Alberi e boschi devono trovarsi a una distanza minima dagli impianti e la loro stabilità deve essere mantenuta e consolidata mediante interventi mirati. Il popolamento arboreo sano deve essere conservato e rafforzato mediante l'incentivazione delle specie adatte al sito (autoctone). Ciascun intervento deve essere eseguito in modo tale da garantire il rispetto delle prescrizioni di sicurezza (distanze, stabilità) fino all'intervento successivo. Lo stato deve essere controllato regolarmente. È necessario ottimizzare l'economicità mediante la realizzazione di interventi mirati, semplici e tempestivi, l'impiego di personale specializzato, l'utilizzo di macchinari e attrezzi idonei, un uso razionale dei materiali, garantendo la viabilità forestale. Si devono rispettare le esigenze di protezione della natura e del paesaggio. Gli alberi e i cespugli sui terreni di terzi devono rispettare le distanze minime dai confini delle proprietà, secondo le disposizioni vigenti in materia nell'ambito del diritto dei rapporti di vicinato (allegato C). Le esigenze di terzi vanno tenute in considerazione nella misura in cui non compromettano la disponibilità e la sicurezza degli impianti. 3.3 Definizioni Ponderazione degli interessi Distanze minime e stabilità Ecologia Controllo Ottimizzazione Protezione della natura e del paesaggio Distanze minime dai confini delle proprietà Fascia di sicurezza (si vedano le figure 1, 2, 3) Spazio adiacente ai binari all interno del quale alberi o parti di alberi possono costituire un pericolo per l esercizio e gli impianti ferroviari. La fascia di sicurezza si suddivide in: - zona di manutenzione intensiva (= zona libera da boschetti) - zona di crescita limitata - zona boschiva stabile - zona di controllo Profilo (di spazio libero) per la vegetazione (PSLV) (si vedano le figure 1, 2, 3, 4) Zona libera da boschetti; Il profilo di spazio libero per la vegetazione definisce la distanza minima e l altezza massima delle piante legnose rispetto all asse del binario, per evitare che arbusti o alberi sporgenti o caduti mettano in pericolo l esercizio ferroviario (si veda NS ). Zona di crescita limitata (si vedano le figure 1, 2) Zona della fascia di sicurezza nella quale, mediante idonei provvedimenti, si limita la crescita delle piante legnose a un'altezza definita. La zona di crescita limitata è circoscritta dalla linea di profilo. Zona boschiva stabile (si vedano le figure 2, 3) Zona della fascia di sicurezza nella quale, mediante interventi periodici, si tengono sotto controllo la stabilità e la vitalità degli alberi, in modo tale da garantire la sicurezza dell esercizio ferroviario. Emissione: / 35 - FFS Terzi

6 Zona di controllo (si vedano le figure 2, 3) Zona della fascia di sicurezza all interno della quale la caduta di alberi può mettere in pericolo la ferrovia a causa di un «effetto domino» o lo scivolamento o rotolamento degli alberi caduti. Bosco o foresta Tutte le superfici considerate bosco (o foresta) ai sensi di legge. La definizione varia a seconda della specifica legge cantonale. Bosco di protezione (secondo la definizione FFS) Bosco che ha la funzione di proteggere dai pericoli naturali (valanghe, frane, accumulo di acqua nel terreno, ecc.). Piante legnose Tutte le piante soggette a lignificazione. Alberi singoli / gruppi di alberi Tutti gli alberi situati all'interno della fascia di sicurezza rilevanti per la sicurezza delle ferrovie che non sono considerati boschi/foreste ai sensi della Legge sulle foreste, non sono siepi e non rientrano nella NS Parchi e viali alberati I parchi e i viali alberati sono aree verdi in cui gli alberi sono disposti secondo una precisa pianificazione. Tali aree hanno funzione decorativa. Piantagioni nuove o sostitutive Nuove piantagioni di piante legnose e boschi; piantagioni sostitutive per il rimboschimento di aree in rinnovazione o per la sostituzione di alberi singoli. Linee principali (categorie di tratte secondo la pianta sinottica all'allegato D) Linee della rete principale e del traffico regionale con elevati volumi di traffico. Linee secondarie (categorie di tratte secondo la pianta sinottica all'allegato D) Tratte del traffico regionale o linee del traffico a lunga percorrenza con modesti volumi di traffico. Linee particolari (categorie di tratte secondo la pianta sinottica all'allegato D) 160 km/h o con esigenze elevate, dovute alle specifiche circo- Linee con velocità di tratta stanze locali. Emissione: / 35 - FFS

7 4 Concetto di manutenzione e gestione Il concetto, finalizzato al mantenimento di boschi e di popolamenti di alberi sani, si basa sulla valutazione individuale della stabilità e dell altezza appropriata (distanze minime e linea di profilo) e viene concretizzato attraverso una manutenzione tempestiva e regolare. L utilità di un provvedimento (aumento della sicurezza) deve essere opportunamente ponderata rispetto ai relativi costi. I provvedimenti (sulla base della valutazione di stabilità, stato di salute, distanza, altezza, ecc.) non devono essere valutati singolarmente, ma sempre nel quadro del loro effetto generale. Si devono tenere in considerazione anche la topografia ed eventuali pretese di terzi, a condizione di garantire la sicurezza dell esercizio ferroviario. Le indicazioni quantitative devono essere adeguate alle specifiche circostanze locali. Per gli interventi sul bosco di protezione è necessario ponderare e ottimizzare il rapporto tra l'aumento della sicurezza ferroviaria ottenuto mediante l'intervento e la possibile riduzione della funzione protettiva del bosco (eventualmente da compensare con provvedimenti integrativi). Stato di salute Stabilità Altezza massima Costi/ benefici Visione globale Effetto generale Bosco di protezione 4.1 Stabilità dei popolamenti boschivi e degli alberi Principi In tutte le zone non soggette alla limitazione costante della crescita (si veda NS ), mediante manutenzione regolare si deve garantire la stabilità dei popolamenti e dei singoli alberi contro tempeste e altri pericoli naturali (rotture di rami causati dalla neve e dal ghiaccio). Il bosco all'interno della fascia di sicurezza deve essere composto da esemplari singoli o piccoli gruppi stabili composti da specie idonee al sito. Per motivi di sicurezza la rinnovazione deve essere avviata precocemente (negli stadi di fustaia 1 e 2), in modo tale da permettere un rimboschimento graduale e duraturo nel rispetto del profilo del limite del bosco. I provvedimenti di cura (cap. 5) si devono realizzare prima che la concorrenza tra gli alberi ne comprometta la stabilità. Qualora non sia possibile garantire la stabilità di un popolamento o di un albero singolo fino al successivo intervento, il popolamento o l'albero in questione deve essere abbattuto. Se non è possibile garantire o migliorare la sicurezza dell esercizio ferroviario tramite provvedimenti di cura, è necessario ricostituire i popolamenti. Manutenzione regolare Stabilità degli alberi singoli Rinnovazione Cura preventiva della stabilità Ricostituzione Emissione: / 35 - FFS

8 4.1.2 Indicatori nella zona di crescita limitata La limitazione della crescita degli alberi varia a seconda del profilo fino a un massimo di 60 m dall'asse del binario ed è circoscritta dalla linea di profilo Interventi tempestivi e regolari volti a favorire e conservare la stabilità e la vitalità degli alberi singoli e dei cespugli Costituzione di un profilo graduale del limite del bosco Preferenza alle specie di alberi e cespugli autoctone, ovvero adatte al sito Preferenza agli alberi e ai cespugli la cui altezza naturale rientra nel profilo (allegato A) Lunghezza della chioma > 1/3 dell altezza dell albero Possibili eccezioni: gli alberi stabili e vitali possono stare più vicino ai binari di quanto sarebbe consentito in base alla loro altezza Se il bosco o il limite del bosco svolge una funzione di protezione dalle frane in conformità a quanto stabilito dal GIS: rimboschimento fitto con un numero elevato di esemplari (governo a ceduo) Crescita limitata Interventi preventivi Profilo del limite del bosco Specie idonee al sito Lunghezza della chioma Eccezioni Indicatori nella zona di bosco stabile Indicatori di una buona stabilità sono in particolare: crescita eretta rapporto A/D per latifoglie < 120, per conifere < 80 (rapporto tra l altezza dell albero e il diametro del tronco all altezza di 1,3 m dal suolo) lunghezza della chioma > 1/3 dell altezza dell albero assenza di putrefazione assenza di lesioni o presenza di vecchie lesioni completamente rimarginate (controllo delle lesioni) buona vitalità (indicatori di perdita di vitalità: perdita di aghi e foglie, rami secchi) specie idonee al sito posizione (scarsa esposizione al vento, profondità del terreno, assenza di tracce di erosione, assenza di compattamento e saturazione idrica) ramificazione naturale (assenza di biforcazioni o rami che rischiano di spezzarsi) se il bosco svolge una funzione di protezione dalle frane in conformità a quanto stabilito dal GIS: rimboschimento fitto con un numero elevato di esemplari (governo a ceduo) Indicatori nella zona di controllo popolamento stabile e vitale assenza di alberi pesanti e instabili Emissione: / 35 - FFS

9 4.1.5 Particolarità del bosco di protezione all'interno della fascia di sicurezza Per gli interventi nel bosco di protezione è necessario tenere in considerazione non solo il guadagno in termini di sicurezza dell'esercizio ferroviario, ma anche il danno alla funzione protettiva del bosco, cercando di ottimizzare il rapporto tra l'aumento della sicurezza e la perdita di protezione contro i pericoli naturali. Processo di ottimizzazione: - mantenimento o miglioramento della funzione protettiva dai pericoli naturali - miglioramento del popolamento boschivo Lasciare le ceppaie tagliate alte, sistemare i tronchi trasversalmente, eventualmente e- dificare opere di protezione 4.2 Distanze minime e linee di profilo (PSLV) In base al potenziale di danni e ai requisiti di sicurezza, le linee ferroviarie si classificano in tre categorie (allegato D) e un profilo speciale. Il profilo speciale definisce le distanze per gli alberi singoli, i gruppi di alberi e gli alberi di parchi e viali che, in virtù della loro particolare valenza (ad es. urbanistica), non possono rispettare le distanze minime della categoria 3. Categoria 1: tratte speciali per velocità 160 km/h e con condizioni particolari Categoria 2: linee principali (tratte molto frequentate) Categoria 3: linee secondarie (tratte poco frequentate) Categoria 4: profilo per casi speciali Le descrizioni dei profili (PSLV; si vedano le figure 1-4) definiscono lo spazio minimo da tenere libero da vegetazione per ogni categoria. Il PSLV corrisponde a una fascia di ampiezza compresa tra 5 m (all altezza del binario) e 7 m (dall altezza di 4 m) misurata dall asse del binario. Devono sempre essere rispettate le distanze minime di visibilità degli impianti di segnalazione (DE-OFerr Art b). I cespugli e gli arbusti devono essere piantati in modo tale da lasciare libera una distanza di almeno 2 m (misurata dai tronchi) dalla zona di manutenzione intensiva. Il profilo 4 regola i casi speciali riducendo le distanze minime dei rami più esterni di un albero/arbusto rispettivamente a 3 m dal palo della linea di contatto o a 5,5 m dall'asse del binario sul lato su cui non si trova il palo. L'ampiezza minima di 5 m (all'altezza del binario) dall'asse del binario della fascia senza vegetazione legnosa deve sempre essere rispettata (profilo 4). Devono sempre essere rispettate le distanze minime di visibilità degli impianti di segnalazione. Per le categorie 1 e 2 sono definite delle linee di profilo che indicano anche una limitazione della crescita della vegetazione: Categoria 1: limitazione fino alla distanza di un albero* Categoria 2: limitazione fino a 20 m* * Distanza orizzontale dall asse del binario all ubicazione (tronco) dei primi alberi con crescita normale. Categorie di tratte PSLV Emissione: / 35 - FFS

10 4.3 Casi speciali Per le piante legnose sui terreni di terzi è prioritario verificare che siano stabili e che rispettino il profilo (PSLV) della categoria di tratta corrispondente. In determinati casi (costi eccessivi, zone abitate o protette, aree su tratte di montagna) è consentito che gli alberi superino l'altezza massima rispetto alla distanza dal binario. Devono tuttavia rimanere garantite la sicurezza dell'esercizio e il rispetto del profilo (PSLV) della categoria 4. I rami più esterni di un albero o un filare di alberi devono avere una distanza minima di 3 m dal palo della linea di contatto. Se i pali si trovano su un solo lato del binario, la distanza minima sul lato senza pali deve essere di almeno 5,5 m dall'asse del binario. Le distanze minime stabilite per rami e alberi rispetto al palo della linea di contatto devono essere mantenute operando gli opportuni tagli. Si deve garantire una manutenzione costante. Si devono rispettare le disposizioni relative alle distanze delle piante contenute nel CCS (Art. 670, 687, 688) e nelle Leggi cantonali di applicazione del Codice civile svizzero (allegato C). 5 Provvedimenti di cura 5.1 Principi di cura Tutti i provvedimenti sono volti a mantenere o migliorare la stabilità dei singoli esemplari fino al successivo intervento di cura. Allo stesso tempo si deve garantire il rispetto della linea di profilo (PSLV) stabilita fino al successivo intervento. Il costo degli interventi da effettuare deve essere mantenuto entro limiti ragionevoli. Si deve valutare il rapporto costi/benefici. La cura deve essere eseguita prima che la stabilità degli alberi si riduca per effetto della concorrenza tra gli alberi stessi. Gli obiettivi di cura e i singoli provvedimenti dipendono dalla categoria della tratta, dalla zona di manutenzione e dallo stato dei singoli oggetti. Nella zona del bosco di protezione si devono prendere i provvedimenti necessari a garantire la protezione dagli eventi naturali (disposizioni di «Continuità nel bosco di protezione», Progetto NaiS). Emissione: / 35 - FFS

11 R I Categoria 1: tratte speciali (ad es. tratte con velocità ³ 160 km/h) (profilo figura 1) Principi Principi di cura Obiettivo Nessuna perturbazione dell'esercizio causata direttamente da alberi e formazioni arboree Obiettivo di cura Garantire il rispetto del PSLV e delle altezze massime; preferenza alle specie che rispettano naturalmente l'obiettivo di cura; preservare la funzione protettiva del bosco di protezione (ev. governo a ceduo) Concetto di cura Limitazione della crescita > Zona di crescita limitata... Fino all altezza massima degli alberi raggiungibile in loco, dal bordo della massicciata > Zona di bosco stabile. decade > Zona di controllo. decade PSLV Tabella 1: Altezza massima: altezza degli alberi distanza dal bordo della massicciata Deve sempre essere garantita la distanza minima di 3 m dagli impianti ad alta tensione (OLEI art. 15 e 35) v. fig. 1 Principi di cura per la categoria Profilo di spazio libero per la vegetazione, categoria 1 La linea di profilo minima da rispettare (PSLV) è rappresentata nella figura 1. Figura 1: Limitazione della crescita (PSLV ); categoria 1 Emissione: / 35 - FFS

12 5.2.3 Singoli provvedimenti Zona di crescita limitata (Fino all altezza massima degli alberi raggiungibile in loco, dal bordo della massicciata) Rimozione degli alberi instabili che costituiscono una minaccia per l'esercizio ferroviario (incremento della stabilità) Sostegno di un profilo del limite del bosco graduale Preferenza alle specie di alberi e cespugli autoctone, con crescita lenta, adatte alle condizioni locali e che rispettino naturalmente le altezze massime Liberazione degli esemplari singoli sani e stabili per mantenere la lunghezza della chioma Crescita limitata Limite del bosco Stabilità Piantagioni nuove e sostitutive Le piantagioni nuove e sostitutive devono essere realizzate in modo tale che i profili di spazio libero necessari (PSLV:: distanza minima e altezza massima) siano sempre rispettati dalle piante. Nella Tabella 2 sono indicate le distanze minime da rispettare per gli alberi di ciascuna classe di altezza. La classificazione degli alberi è consultabile nell'allegato A. La regola base delle distanze per il rinverdimento (allegato B) definisce le distanze minime per le piantagioni nuove e sostitutive dietro le pareti antirumore. Altezza massima Distanza minima Classi di altezza Regola base per il rinverdimento Classe di altezza Altezza massima dalla base Distanza minima della pianta dall'asse del binario Classe di altezza V 3 m 9 m Classe di altezza IV 37m 10 m Classe di altezza III 8-15 m 18 m Classe di altezza II m 27 m Classe di altezza I > 25 m altezza massima raggiungibile dell'albero più 3 m Tabella 2: Classi di altezza degli alberi e relative distanze minime; categoria 1 Emissione: / 35 - FFS

13 R I Categoria 2: linee principali (profilo figura 2) Principi Principi di cura Obiettivo Riduzione al minimo delle perturbazioni Obiettivo di cura Bosco stabile e graduato; limitazione della crescita fino a 20 m dall'asse del binario; preservare la funzione protettiva del bosco di protezione (ev. governo a ceduo) Concetto di cura Stabilità e limitazione dell'altezza > Zona di crescita limitata. Fino a 20 m di distanza orizzontale dall'asse del binario. Altezza massima: altezza dell'albero distanza dal bordo della massicciata. Deve sempre essere garantita la distanza minima di 3 m dagli impianti ad alta tensione (OLEI art. 15 e 35) > Zona di bosco stabile... Fino all altezza massima degli alberi raggiungibile in loco, dall'asse del binario Popolamento stabile formato da specie adatte al sito Avvio precoce della rinnovazione > Zona di controllo. Distanza dall'asse del binario pari a 1-1,5 volte l'altezza massima raggiungibile degli alberi; adiacente alla zona di bosco stabile Popolamento stabile per evitare l effetto domino o la caduta di alberi. PSLV Tabella 3: v. fig. 2 Principi di cura per la categoria Profilo di spazio libero per la vegetazione, categoria 2 La linea di profilo minima da rispettare (PSLV) è rappresentata nella figura 2. Figura 2: Limitazione della crescita (PSLV) e popolamento stabile; categoria 2 Emissione: / 35 - FFS

14 5.3.3 Singoli provvedimenti Zona di crescita limitata (fino a 20 m dall'asse del binario) Rimozione degli alberi instabili che costituiscono una minaccia per l'esercizio ferroviario (incremento della stabilità) Sostegno di una struttura del limite del bosco graduale Preferenza alle specie di alberi e cespugli autoctone, con crescita lenta, adatte alle condizioni locali e che rispettino naturalmente le altezze massime definite dal profilo Liberazione degli esemplari singoli sani e stabili per mantenere la lunghezza della chioma Zona di bosco stabile (da 20 m dall'asse del binario fino all'altezza raggiungibile degli alberi) Controllo dello stato: se la sicurezza d esercizio non può essere garantita o migliorata con provvedimenti di cura, bisogna avviare precocemente una rinnovazione. Garantire la stabilità con i provvedimenti previsti nella Tabella 4. Crescita limitata Limite del bosco Stabilità Miglioramento della stabilità Stadio di sviluppo Stabilità Provvedimenti Novellame stabile Promuovere le specie di alberi adatte al sito Spessina / Perticaia Fustaia giovane Fustaia adulta Fustaia matura da stabile a labile Cura della stabilità; promozione di singoli esemplari resistenti o di piccoli gruppi (2-5 alberi); preferenza delle specie di alberi adatte al sito da stabile a media labile da stabile a media labile da stabile a media labile Diradamento mirato alla stabilità; promozione della stabilità dei singoli alberi e della stratificazione Sgombero fino all altezza albero dal margine della massicciata Avviare e favorire la rinnovazione; conservare le piante madri stabili per l'avvio della rinnovazione Obiettivo: rimboschimento permanente senza legname grosso, buona miscela di varie classi di diametro Sgombero fino all altezza albero dal margine della massicciata; rinnovazione naturale o piantagioni nuove a distanze minime secondo le classi di altezza Avviare la rinnovazione; ev. conservare alcune singole piante madri stabili; Soprassuolo vecchio da eliminare entro 5-10 anni Sgombero fino all altezza albero dal margine della massicciata Piano dei provvedimenti per il mantenimento della stabilità nella zona di bosco stabile; catego- Tabella 4: ria 2 Emissione: / 35 - FFS

15 Zona di controllo (Distanza dall'asse del binario pari a 1-1,5 volte l'altezza massima raggiungibile dell'albero) Controllo dello stato: valutare se in caso di caduta di alberi possa innescarsi un effetto domino o possano cadere alberi sul sedime ferroviario (ev. eliminazione degli alberi instabili) Piantagioni nuove e sostitutive Le piantagioni nuove e sostitutive devono essere realizzate in modo tale che i profili di spazio libero necessari (PSLV: : distanza minima e altezza massima) siano sempre rispettati dalle piante. Nella Tabella 5 sono indicate le distanze minime per gli alberi di ciascuna classe di altezza. La classificazione degli alberi è consultabile all'allegato A. La regola base delle distanze per il rinverdimento (allegato B) definisce le distanze minime per le piantagioni nuove e sostitutive dietro le pareti antirumore. Altezza massima Distanza minima Classi di altezza Regola base per il rinverdimento Classe di altezza Altezza massima dalla base Distanza minima della pianta dall'asse del binario Classe di altezza V 3 m 7 m Classe di altezza IV 3-7 m 10 m Classe di altezza III 8-15 m 18 m Classe di altezza II m 27 m Classe di altezza I > 25 m 28 m Tabella 5: Classi di altezza degli alberi e relative distanze minime; categoria Categoria 3: linee secondarie (profilo figura 3) Principi Principi di cura Obiettivo Obiettivo di cura Concetto di cura > Zona di crescita limitata > Zona di bosco stabile Riduzione al minimo delle perturbazioni a fronte di costi ragionevoli Bosco stabile e stratificato ovvero alberi singoli o gruppi di alberi sani; mantenere il PSLV libero da piante legnose; preservare la funzione protettiva del bosco di protezione Distanza minima; stabilità. decade. Fino all altezza massima degli alberi raggiungibile in loco, dall'asse del binario. Popolamento stabile formato da specie adatte al sito con avvio precoce della rinnovazione. Deve sempre essere garantita la distanza minima di 3 m dagli impianti ad alta tensione (OLEI Art. 15 e 35) > Zona di controllo. Distanza dall'asse del binario pari a 1-1,5 volte l'altezza raggiungibile degli alberi; adiacente alla zona di bosco stabile. Popolamento stabile per evitare l effetto domino o la caduta di alberi PSLV v. fig. 3 Tabella 6: Principi di cura per la categoria 3 Emissione: / 35 - FFS

16 R I Profilo di spazio libero per la vegetazione, categoria 3 La linea di profilo minima da rispettare (PSLV) è rappresentata nella figura 3. Figura 3: Popolamento stabile e distanze minime (PSLV); categoria Singoli provvedimenti Zona di bosco stabile (dalla zona di manutenzione intensiva all'altezza raggiungibile degli alberi in loco misurata dall'asse del binario) Controllo dello stato: se la sicurezza d esercizio non può essere garantita o migliorata con provvedimenti di cura, bisogna avviare precocemente una rinnovazione. Assicurare il rispetto del PSLV con l eliminazione di tutte le piante legnose che supereranno la linea di profilo (zona libera da boschetti) (fig. 3) prima dell'intervento successivo Promozione di una struttura di limite del bosco con arbusti e alberi di margine che rispettano naturalmente la linea di profilo Liberare gli esemplari singoli stabili per poter mantenere una lunghezza della chioma pari ad almeno 1/3 dell altezza dell albero Garantire la stabilità con i provvedimenti previsti nella Tabella 7. Emissione: / 35 - Miglioramento della stabilità FFS

17 Stadio di sviluppo Stabilità Provvedimenti Novellame stabile Promuovere le specie di alberi adatte al sito Spessina / Perticaia Fustaia giovane Fustaia adulta Fustaia matura da stabile a labile Cura della stabilità; promozione di singoli esemplari o di piccoli gruppi stabili (2-5 alberi); preferenza delle specie di alberi adatte al sito da stabile a media labile da stabile a media labile da stabile a media labile Diradamento mirato alla stabilità: promozione della stabilità dei singoli alberi e della stratificazione Sgombero fino all altezza albero dal margine della massicciata Avviare e favorire la rinnovazione; conservare le piante madri stabili per l'avvio della rinnovazione Obiettivo: rimboschimento permanente senza legname grosso, buona miscela di varie classi di diametro Sgombero fino all altezza albero dal margine della massicciata; rinnovazione naturale o piantagioni nuove a distanze minime secondo le classi di altezza conservare le piante madri stabili per l'avvio della rinnovazione; soprassuolo vecchio da eliminare entro 5-10 anni Sgombero fino all altezza albero dal margine della massicciata Piano dei provvedimenti per il mantenimento della stabilità nella zona di bosco stabile; catego- Tabella 7: ria 3 Zona di controllo (Distanza dall'asse del binario pari a 1-1,5 volte l'altezza massima raggiungibile dell'albero) Controllo dello stato: valutare se in caso di caduta di alberi possa innescarsi un effetto domino o possano cadere alberi sul sedime ferroviario (ev. eliminazione degli alberi instabili) Piantagioni nuove e sostitutive Le piantagioni nuove e sostitutive devono essere realizzate in modo tale che i profili di spazio libero necessari (PSLV: : distanza minima e altezza massima) siano sempre rispettati dalle piante. Nella Tabella 8 sono indicate le distanze minime da rispettare per gli alberi di ciascuna classe di altezza. La classificazione degli alberi è consultabile all'allegato A. La regola base delle distanze per il rinverdimento (allegato B) definisce le distanze minime per le piantagioni nuove e sostitutive dietro le pareti antirumore. Altezza massima Distanza minima Classi di altezza Regola base per il rinverdimento Emissione: / 35 - FFS

18 Classe di altezza Altezza massima dalla base Distanza minima della pianta dall'asse del binario Classe di altezza V 3 m 7 m Classe di altezza IV 3-7 m 10 m Classe di altezza III 8-15 m 12 m Classe di altezza II m 15 m Classe di altezza I > 25 m 20 m Tabella 8: Classi di altezza degli alberi e relative distanze minime; categoria Categoria 4: casi speciali (ad es. alberi singoli, gruppi di alberi/alberi di parchi e viali) (profilo fig. 4) Principi Obiettivo Obiettivo di cura Principi di cura Riduzione al minimo delle perturbazioni Alberi singoli sani e stabili Concetto di cura. Conservare la stabilità degli alberi. Garantire il rispetto delle distanze minime. Deve sempre essere garantita la distanza minima di 3 m dagli impianti ad alta tensione (OLEI Art. 15 e 35) PSLV v. fig. 4 Tabella 9: Principi di cura per la categoria Profilo di spazio libero per la vegetazione, categoria 4 La linea di profilo minima da rispettare (PSLV) è rappresentata nella figura 4. Figura 4: Distanze minime (PSLV) dalle parti di impianto sotto tensione, indipendentemente dal confine della parcella FFS; categoria 4 Emissione: / 35 - FFS

19 5.5.3 Singoli provvedimenti Verifica della stabilità dei singoli alberi; promozione della stabilità mediante provvedimenti mirati. Rimozione degli alberi instabili che costituiscono una minaccia per l'esercizio ferroviario. Interventi preventivi volti a garantire il rispetto delle distanze minime (3 m) dalle parti di impianto sotto tensione (palo della linea di contatto, cavo di terra, linea di contatto) sul lungo periodo (tenere in considerazione la crescita di alberi e rami). Rimozione dei rami morti e spezzati. Verifica della presenza di malattie e parassiti degli alberi. Stabilità Distanza minima Vitalità Stato di salute Piantagioni nuove e sostitutive Le piantagioni nuove e sostitutive devono essere realizzate in modo tale che i profili di spazio libero necessari (PSLV: : distanza minima e altezza massima) siano sempre rispettati dalle piante. Nella Tabella 10 sono indicate le distanze minime da rispettare per gli alberi di ciascuna classe di altezza. La classificazione degli alberi è consultabile all'allegato A. La regola base delle distanze per il rinverdimento (allegato B) definisce le distanze minime per le piantagioni nuove e sostitutive dietro le pareti antirumore. Altezza degli alberi Specie Distanza minima Classi di altezza Regola base per il rinverdimento Classe di altezza Altezza massima dalla base Distanza minima della pianta dall'asse del binario Classe di altezza V 3 m 7 m Classe di altezza IV 3-7 m 7 m Classe di altezza III 8-15 m 12 m Classe di altezza II m 15 m Classe di altezza I > 25 m 20 m Tabella 10: Classi di altezza degli alberi e relative distanze minime; categoria 4 Emissione: / 35 - FFS

20 6 Catasto Tutti le superfici boschive rilevanti ai fini della sicurezza (fascia di sicurezza) sono censite in un catasto delle aree verdi (IVEG). Dall'analisi qualitativa e quantitativa del complesso dei boschi e degli alberi singoli situati all'interno della fascia di sicurezza si ricavano i dati per la pianificazione a breve e medio termine dei provvedimenti e il controllo dello sviluppo della vegetazione. Oltre ai dati della DfA (Banca dati degli impianti fissi), il catasto contiene anche le seguenti informazioni: localizzazione delle superfici tipo di vegetazione (tra cui specie di alberi) estensione della superficie interventi di cura e urgenza stabilità rapporti di proprietà La documentazione consiste in un sistema informativo territoriale completo di banca dati, planimetrie e tabelle. Il catasto deve essere aggiornato una volta all'anno. Principio Obiettivo Contenuto Documentazione Aggiornamento 7 Pianificazione e controllo 7.1 Pianificazione Si devono realizzare delle pianificazioni annuali e su più anni per ogni tratta e per tutta la rete delle FFS. Pianificazione delle cure Su tali pianificazioni si basano le convenzioni sulle prestazioni tra i responsabili degli impianti e i servizi preposti alla manutenzione. Gli interessi delle FFS devono essere rappresentati in modo attivo nei confronti di terzi, in particolare dei servizi forestali e dei proprietari di boschi e alberi (sulla base della LFerr). Per garantire a lungo termine gli obiettivi di sicurezza, nelle pianificazioni regionali forestali dei Cantoni le fasce di sicurezza devono essere delimitate come zone o oggetti speciali. Nei confronti di terzi, a seconda dell oggetto e del proprietario, sono possibili le seguenti soluzioni: acquisto di boschi da parte delle FFS contratto di servitù (limitazione della gestione del bosco iscritta a registro fondiario per 25 anni) contratto di gestione (accordo sugli interventi e sugli obiettivi senza iscrizione a registro fondiario, con relativa pianificazione dei termini e dei provvedimenti) convenzione per singoli casi (singolo intervento di cura) Contratti Interessi delle FFS Pianificazione cantonale dello sviluppo boschivo Contratti con terzi Emissione: / 35 - FFS

CREST. Centro Ricerche in Ecologia e Scienze del Territorio

CREST. Centro Ricerche in Ecologia e Scienze del Territorio CREST Centro Ricerche in Ecologia e Scienze del Territorio CREST s.n.c. di Perosino Gian Carlo & c. 10136 Torino (Italia) - Via Caprera, 15 - E-mail info@crestsnc.it - tel. 011/3299419/3299165 r.a. - fax

Dettagli

REGOLAMENTO SULL USO FORESTALE DEL TERRITORIO DEL PARCO NATURALE REGIONALE SIRENTE-VELINO

REGOLAMENTO SULL USO FORESTALE DEL TERRITORIO DEL PARCO NATURALE REGIONALE SIRENTE-VELINO Qui proteggiamo natura e cultura REGOLAMENTO SULL USO FORESTALE DEL TERRITORIO DEL PARCO NATURALE REGIONALE SIRENTE-VELINO Approvato con delibera di Consiglio Direttivo n 25 del 21/04/1999 Modificato con

Dettagli

NATURSIMUL MACERATI GLICERINATI

NATURSIMUL MACERATI GLICERINATI Macerati glicerinati Natursimul www.natursimul.it ABIES PECTINATA gemme (Abete bianco gemme) - MG - 1DH Vol. Alc. 30 % (idrato anidro 15 ml) Ingredienti: acqua, alcol etilico*, stabilizzante: glicerina

Dettagli

REGOLAMENTO EDILIZIO PER LA DISCIPLINA DELLA SALVAGUARDIA E DELLA FORMAZIONE DEL VERDE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO EDILIZIO PER LA DISCIPLINA DELLA SALVAGUARDIA E DELLA FORMAZIONE DEL VERDE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI REGOLAMENTO EDILIZIO PER LA DISCIPLINA DELLA SALVAGUARDIA E DELLA FORMAZIONE DEL VERDE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (oggetto) 1. Il presente regolamento disciplina la salvaguardia e la formazione

Dettagli

Comune di Cusano Milanino Provincia di Milano. Regolamento del verde

Comune di Cusano Milanino Provincia di Milano. Regolamento del verde Provincia di Milano Regolamento del verde Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 27 del 25.2.2000 INDICE GENERALE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento pag. 1 Art.

Dettagli

ELENCO PIANTE AUTOCTONE E INDICAZIONE DELLE PIANTE NON AUTOCTONE, ANTICO INDIGINATO, DELLE PIANTE ESOTICHE E PERIODI PER IL TAGLIO E L IMPIANTO

ELENCO PIANTE AUTOCTONE E INDICAZIONE DELLE PIANTE NON AUTOCTONE, ANTICO INDIGINATO, DELLE PIANTE ESOTICHE E PERIODI PER IL TAGLIO E L IMPIANTO ELENCO PIANTE AUTOCTONE E INDICAZIONE DELLE PIANTE NON AUTOCTONE, ANTICO INDIGINATO, DELLE PIANTE ESOTICHE E PERIODI PER IL TAGLIO E L IMPIANTO ALLEGATO C ENTE PARCO REGIONALE DEL CONERO Via Peschiera

Dettagli

AREA VERDE COMPRESA TRA VIA SPALATO, VIA II GIUGNO E SECONDA TRAVERSA, LOCALITA MILANO MARITTIMA RELAZIONE TECNICO-AGRONOMICA STATO DI FATTO

AREA VERDE COMPRESA TRA VIA SPALATO, VIA II GIUGNO E SECONDA TRAVERSA, LOCALITA MILANO MARITTIMA RELAZIONE TECNICO-AGRONOMICA STATO DI FATTO AREA VERDE COMPRESA TRA VIA SPALATO, VIA II GIUGNO E SECONDA TRAVERSA, LOCALITA MILANO MARITTIMA RELAZIONE TECNICO-AGRONOMICA STATO DI FATTO Dott. Agr. Alessandra Bazzocchi L area verde oggetto di studio,

Dettagli

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE. Seduta del 11/10/2014

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE. Seduta del 11/10/2014 Deliberazione n. 71 del 11/10/2014 COPIA VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE Seduta del 11/10/2014 OGGETTO: APPROVAZIONE DELLO STUDIO PRELIMINARE DEGLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE

Dettagli

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE. Seduta del 26/05/2014

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE. Seduta del 26/05/2014 Deliberazione n. 35 del 26/05/2014 COPIA VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI GESTIONE Seduta del 26/05/2014 OGGETTO: APPROVAZIONE STUDIO DI FATTIBILITÀ DEL PROGETTO: "INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE

Dettagli

La Misura 222 del Programma regionale di Sviluppo rurale

La Misura 222 del Programma regionale di Sviluppo rurale La Misura 222 del Programma regionale di Sviluppo rurale Roberto Zampieri Regione del Veneto Unità di Progetto Foreste e Parchi Legnaro, 20 febbraio 2012 Azione Realizzazione di sistemi silvoarabili (filari

Dettagli

82. Boschi e loro tipologia ORAZIO CIANCIO*

82. Boschi e loro tipologia ORAZIO CIANCIO* 82. Boschi e loro tipologia ORAZIO CIANCIO* Università degli Studi di Firenze Quadro 1 - F. 276 Sez. I - Passo della Consuma - Serie 25 La superficie coperta da boschi, secondo l Inventario Forestale Nazionale

Dettagli

A lb er i e ar bu sti d el l e Pre a lpi

A lb er i e ar bu sti d el l e Pre a lpi World Biodiversity Association onlus è un Associazione no-profit fondata nel 2004 al Museo di Storia Naturale di Verona da un gruppo di naturalisti con il principale obiettivo di studiare e tutelare la

Dettagli

PIANO ATTUATIVO Atr2 AMBITO DI TRASFORMAZIONE RESIDENZIALE

PIANO ATTUATIVO Atr2 AMBITO DI TRASFORMAZIONE RESIDENZIALE CITTA' DI SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII Provincia di Bergamo Committenti: Avv. Gabriele Terzi Gestimont srl Ghisleni Alberto e Belotti Emanuela Costruzioni Agazzi srl Rossi Luca Opera Diocesana San Narno

Dettagli

CHIOMA E PORTAMENTO FOGLIE FIORI FRUTTI FRUTTI FLORA ESOTICA

CHIOMA E PORTAMENTO FOGLIE FIORI FRUTTI FRUTTI FLORA ESOTICA ALBERI I GRANDEZZA (anomala poiché gymnospermae) GINKO BILOBA Ginko biloba FLORA ESOTICA 25-30 m 10 m Eretto nelle piante maschili, espanso nelle femminili Primaverile, poco significativa Carnosi, ovoidali

Dettagli

PERCHé LE PIANTE SONO UTILI NELLA STABILIZZAZIONE DEI VERSANTI?

PERCHé LE PIANTE SONO UTILI NELLA STABILIZZAZIONE DEI VERSANTI? Capitolo 2 PERCHé LE PIANTE SONO UTILI NELLA STABILIZZAZIONE DEI VERSANTI? Le piante possiedono proprietà tecniche e biologiche che, insieme, costituiscono le proprietà biotecniche. Le proprietà tecniche

Dettagli

Intervento comprensivo di ogni onere, macchina operatrice, attrezzatura, terreno vegetale o : esemplari di altezza da 6 m a 12 m 154,562 20,09 134,47

Intervento comprensivo di ogni onere, macchina operatrice, attrezzatura, terreno vegetale o : esemplari di altezza da 6 m a 12 m 154,562 20,09 134,47 descrizione ribasso % costo unitario n. Abbattimento di alberi adulti a chioma espansa in parchi e giardini. Intervento comprensivo di ogni onere, macchina operatrice, attrezzatura, raccolta e conferimento

Dettagli

LEGGE FORESTALE REGIONALE

LEGGE FORESTALE REGIONALE REGIONE MARCHE 1 CONSIGLIO REGIONALE DELIBERAZIONE LEGISLATIVA APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE NELLA SEDUTA DEL 14 FEBBRAIO 2005, N. 224 LEGGE FORESTALE REGIONALE 195-311 REGIONE MARCHE 2 CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

PROGETTO DEL VERDE RELAZIONE DI PROGETTO

PROGETTO DEL VERDE RELAZIONE DI PROGETTO COMUNE DI SAN GIOVANNI IN MARIGNANO PIANO PARTICOLAREGGIATO DI INIZIATIVA PRIVATA COMPARTO C2.4 PROGETTO DEL VERDE RELAZIONE DI PROGETTO Allegati: Esempi di attrezzature per aree gioco Esempi di attrezzature

Dettagli

MANUALE DI INTERVENTO PER GLI INSEDIAMENTI STORICI

MANUALE DI INTERVENTO PER GLI INSEDIAMENTI STORICI PROVINCIA DI TRENTO COMUNE DI VALLARSA MANUALE DI INTERVENTO PER GLI INSEDIAMENTI STORICI REDATTO DA: Melina Benetton COMUNE DI VALLARSA UFFICIO TECNICO Lucca Eccheli Alberto Manica CON LA COLLABORAZIONE

Dettagli

Giornate tecniche 2011

Giornate tecniche 2011 Giornate tecniche 2011 Seminario: Aspetti applicativi della potatura delle piante ornamentali Relatore: dott. agr. Antonio Sagaria Data: 13 febbraio 2011 DICHIO vivai garden DICHIO vivai garden Un albero

Dettagli

CITTA DI GRANAROLO DELL EMILIA Pr ovincia di Bologna

CITTA DI GRANAROLO DELL EMILIA Pr ovincia di Bologna TT 180 SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA (SCIA) INTERVENTI SU ALBERATURE PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE Il/La.sottoscritto/a....... nato/a a... prov...... il...... residente in... c.a.p.....

Dettagli

NOME COMMERCIALE: Pino comune NOMI BOTANICI: Pinus linneo, pinus sylvestris, pinus mugo, pinus cembra, pinus edulis, pinus strobus.

NOME COMMERCIALE: Pino comune NOMI BOTANICI: Pinus linneo, pinus sylvestris, pinus mugo, pinus cembra, pinus edulis, pinus strobus. NOME COMMERCIALE: Pino comune NOMI BOTANICI: Pinus linneo, pinus sylvestris, pinus mugo, pinus cembra, pinus edulis, pinus strobus. PROVENIENZA: si è naturalizzato in Africa meridionale dov è considerata

Dettagli

Il verde, fonte di nutrimento per il benessere dell uomo

Il verde, fonte di nutrimento per il benessere dell uomo Bologna http://www.bo.ibimet.cnr.it Il verde, fonte di nutrimento per il benessere dell uomo Risultati della ricerca scientifica e prospettive applicative RITA BARALDI Convegno Expo Assofloro Lombardia,

Dettagli

Quadro A - Proprietario o Azienda

Quadro A - Proprietario o Azienda DICH-P Pagina 1 di 9 Settore Programmazione Forestale Quadro A - Proprietario o Azienda Sez. 00 - Documenti accessori Sez. 0 - Tipo di dichiarazione (barrare solo una casella) Settore Forestale Dichiarazione

Dettagli

COMUNE DI MOLINELLA REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO. Il consulente per l Ufficio Ambiente Dott. Agr. Roberta Bonora

COMUNE DI MOLINELLA REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO. Il consulente per l Ufficio Ambiente Dott. Agr. Roberta Bonora COMUNE DI MOLINELLA REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO Il consulente per l Ufficio Ambiente Dott. Agr. Roberta Bonora Approvato con deliberazione di C.C. n. 117 del 21/10/2002 INDICE CAPITOLO I Premessa

Dettagli

REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale

REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale Anopllophora spp Cerambiiciide o Tarllo asiiattiico Foto 1. Femmina di Anoplophora Gli

Dettagli

N ATURA DAL PASSATO: LEGNI E SEMI NEOLITICI

N ATURA DAL PASSATO: LEGNI E SEMI NEOLITICI L Isolino Virginia si trova a pochi metri dalla riva occidentale del Lago di Varese, nel Comune di Biandronno. Dal 1962, in seguito alla donazione del Marchese Gianfelice Ponti, è proprietà del Comune

Dettagli

REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO DEL COMUNE DI LIVORNO

REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO DEL COMUNE DI LIVORNO REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO DEL COMUNE DI LIVORNO Livorno - NOVEMBRE 2002-1 TITOLO I - NORME GENERALI - Premessa 1 - Il verde urbano si inserisce nel contesto più ampio di valori paesaggistici

Dettagli

Note di Rilascio Versione 6.08

Note di Rilascio Versione 6.08 Sommario Note di Rilascio Versione 6.08 Questo documento descrive le principali modifiche che sono state inserite in Pool Designer 2015 e Photo Designer 2015. Elenco modifiche Collezione PrimaVeraPool

Dettagli

Comune di Cattolica Provincia di Rimini

Comune di Cattolica Provincia di Rimini Comune di Cattolica Provincia di Rimini DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Settore 2 Area P.O. N. 959 DEL 05/12/2014 DETERMINA A CONTRARRE AI SENSI DELL ART. 192 DEL D.LGS. N. 267/2000 PER L

Dettagli

VORREI TAGLIARE IL MIO BOSCO COSA DEVO FARE? Guida ai tagli boschivi secondo il nuovo regolamento forestale regionale

VORREI TAGLIARE IL MIO BOSCO COSA DEVO FARE? Guida ai tagli boschivi secondo il nuovo regolamento forestale regionale VORREI TAGLIARE IL MIO BOSCO COSA DEVO FARE? Guida ai tagli boschivi secondo il nuovo regolamento forestale regionale 1 1. COME SI CONSULTA QUESTA GUIDA Il Regolamento approvato dalla Giunta regionale

Dettagli

COMUNE DI SEGRATE REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TUTELA DEL VERDE URBANO. Approvato con deliberazione consiliare n. 119 del 16.09.

COMUNE DI SEGRATE REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TUTELA DEL VERDE URBANO. Approvato con deliberazione consiliare n. 119 del 16.09. CITTÀ DI SEGRATE COMUNE DI SEGRATE PROVINCIA DI MILANO REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TUTELA DEL VERDE URBANO Approvato con deliberazione consiliare n. 119 del 16.09.2002 SOMMARIO PARTE 1^ 5 Art. 1 - Principi

Dettagli

Siepi in agricoltura biologica

Siepi in agricoltura biologica Siepi in agricoltura biologica Infrastrutture ecologiche In agricoltura biologica (Reg. CE 2092/91) la costruzione di infrastrutture ecologiche (siepi, filari di alberi e fasce inerbite) è necessaria in

Dettagli

Le siepi sono costituite da filari di piante, spesso sempreverdi, e sono utilizzate per vari scopi: segnare il confine e separare le proprietà;

Le siepi sono costituite da filari di piante, spesso sempreverdi, e sono utilizzate per vari scopi: segnare il confine e separare le proprietà; LE SIEPI Le siepi sono esseri viventi che appartengono al mondo vegetale; le loro foglie infatti contengono la clorofilla e altre sostanze. Le siepi possono essere fogliose, lisce, verdi, spinose, diramate,

Dettagli

Corso Riscaldamenti a legna. Claudio Caccia ing. el. STS, consulente energetico dipl. fed.

Corso Riscaldamenti a legna. Claudio Caccia ing. el. STS, consulente energetico dipl. fed. Panoramica e criteri di scelta dei riscaldamenti a legna Corso Riscaldamenti a legna Claudio Caccia ing. el. STS, consulente energetico dipl. fed. AELSI - Associazione per l energia del legno della Svizzera

Dettagli

FORESTAZIONE I FRASSINI SCHEDE DI DIVULGAZIONE

FORESTAZIONE I FRASSINI SCHEDE DI DIVULGAZIONE FORESTAZIONE I FRASSINI Il genere Fraxinus, appartenente alla famiglia delle Oleaceae, è costituito da una sessantina di specie arboree (raramente arbustive) distribuite soprattutto nelle regioni temperate

Dettagli

Populus nigra L. e Populus alba L. (Pioppo nero e pioppo bianco)

Populus nigra L. e Populus alba L. (Pioppo nero e pioppo bianco) SALICACEE Nella famiglia delle Salicacee fanno parte piante per lo più legnose distribuite nelle zone temperate dell'emisfero boreale. Nella flora italiana la famiglia è rappresentata da due generi, Populus

Dettagli

Dr. Arch. Giuliano Visconti. Dr. Arch. Flavia Visconti. Desenzano d/g. 26 settembre 2011

Dr. Arch. Giuliano Visconti. Dr. Arch. Flavia Visconti. Desenzano d/g. 26 settembre 2011 PROGETTO NUOVA PASSEGGIATA A LAGO DAL VICOLO DELLE LAVANDAIE AL CENTRO BALNEARE DEL DESENZANINO ED AMPLIAMENTO ARENILE PROGETTO DEFINITIVO DEFINIZIONE DEI MATERIALI, DELLE FINITURE, DEL VERDE E DELL ARREDO

Dettagli

Assessorato Ambiente. S e r v i z i o C o n s e r v a z i o n e d e l l a n a t u r a e V I A. Provincia di Campobasso

Assessorato Ambiente. S e r v i z i o C o n s e r v a z i o n e d e l l a n a t u r a e V I A. Provincia di Campobasso REGIONE MOLISE Assessorato Ambiente S e r v i z i o C o n s e r v a z i o n e d e l l a n a t u r a e V I A COMUNE DI JELSI Provincia di Campobasso PROGRAMMA REGIONALE DI AZIONI PER L EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBLITA

Dettagli

La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI

La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI La vegetazione dei Monti Simbruini FOTO VEGETAZIONE MONTI SIMBRUINI APPUNTI Il massiccio calcareo dei Monti Simbruini presenta una ben conservata copertura forestale, che occupa il 75% dell intero areale

Dettagli

RELAZIONE VEGETAZIONALE

RELAZIONE VEGETAZIONALE COMUNE DI GARESSIO Committente: Simic s.p.a. Camerana (CN) via Vittorio Veneto P.iva 02121640045 Costruzione ed esercizio di un impianto eolico in località Bric Meriano, Garessio ( CN) RELAZIONE VEGETAZIONALE

Dettagli

Nuovo Piano Regolatore Generale Comunale Norme Tecniche di Attuazione Appendice 2 Parco comunale del Torre

Nuovo Piano Regolatore Generale Comunale Norme Tecniche di Attuazione Appendice 2 Parco comunale del Torre Nuovo Piano Regolatore Generale Comunale Norme Tecniche di Attuazione Appendice 2 Parco comunale del Torre Il Direttore di Dipartimento ing. Luigi Fantini Comune di Udine Dipartimento Gestione del Territorio,

Dettagli

FORESTAZIONE ARBUSTI DI PIANURA SCHEDE DI DIVULGAZIONE

FORESTAZIONE ARBUSTI DI PIANURA SCHEDE DI DIVULGAZIONE FORESTAZIONE ARBUSTI DI PIANURA Gli arbusti comunemente diffusi nelle nostre campagne rivestono un ruolo molto importante per diversi motivi. Ciò che maggiormente colpisce in prima battuta è sicuramente

Dettagli

Settore Infrastrutture, Interventi Strategici e Mobilità

Settore Infrastrutture, Interventi Strategici e Mobilità ALLEGATO 3 Settore Infrastrutture, Interventi Strategici e Mobilità Oggetto Lavori di manutenzione ordinaria del verde, per la rete stradale della Provincia di Monza e Brianza (anno 2012 2013) CUP B86G12000110003

Dettagli

IL POTERE CALORIFICO DEL LEGNO di Bernardo Hellrigl

IL POTERE CALORIFICO DEL LEGNO di Bernardo Hellrigl Torna all indice Foto: A. Raise IL POTERE CALORIFICO DEL LEGNO di Bernardo Hellrigl Relatore Stefano Grigolato Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali Università degli Studi di Padova Progetto

Dettagli

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali

Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Utilizzo della vegetazione ripariale in Alto Adige: biomassa presente, produttività ed aspetti ambientali Francesco Comiti, Daniela Campana Libera Università di Bolzano Sustainable use of biomass in South

Dettagli

Reg. (CE) n.1698/05 - P.S.R. Lazio 2007/2013 REGIONE LAZIO ASSESSORATO AGRICOLTURA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA

Reg. (CE) n.1698/05 - P.S.R. Lazio 2007/2013 REGIONE LAZIO ASSESSORATO AGRICOLTURA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA REGIONE LAZIO ASSESSORATO AGRICOLTURA DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE DEL LAZIO 2007/2013 ATTUATIVO REG. (CE) N. 1698/05 BANDO PUBBLICO MISURA 222 PRIMO IMPIANTO DI SISTEMI

Dettagli

MISURA 216 SOSTEGNI AGLI INVESTIMENTI NON

MISURA 216 SOSTEGNI AGLI INVESTIMENTI NON Allegato n. 3 - Programma Operativo della Misura 216 Azione 3 MISURA 216 SOSTEGNI AGLI INVESTIMENTI NON PRODUTTIVI Reg. (CE) del Consiglio n. 1698/2005 Titolo IV, Capo I, Sezione 2, Articolo 36 lettera

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE

REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE COMUNE DI CASTEL MAGGIORE Provincia di Bologna REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE Approvato con delibera consiliare n. 9 del 24.01.1995 D:\Documenti\Arch-book\Comune\Regolamenti in vigore\verde.doc 1 INDICE

Dettagli

REGIONE LIGURIA Protezione Civile

REGIONE LIGURIA Protezione Civile ALLEGATO 2 REGIONE LIGURIA Protezione Civile INCENDIO DELLE ZONE DI INTERFACCIA DEFINIZIONE SCENARI Febbraio 2007 2 DEFINIZIONE SCENARIO DI INCENDI DI INTERFACCIA Per valutare il rischio conseguente agli

Dettagli

La Carta Forestale è stata realizzata dall INEA in stretto collegamento con l Ufficio

La Carta Forestale è stata realizzata dall INEA in stretto collegamento con l Ufficio 2 METODOLOGIA DI INDAGINE La Carta Forestale è stata realizzata dall INEA in stretto collegamento con l Ufficio Foreste e Tutela del Territorio, del Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità.

Dettagli

Tecnologie verdi per la mitigazione ambientale urbana e del territorio

Tecnologie verdi per la mitigazione ambientale urbana e del territorio Bologna http://www.bo.ibimet.cnr.it Tecnologie verdi per la mitigazione ambientale urbana e del territorio RITA BARALDI Laboratorio TEMA Technology Environment & Management Mantova, 24 Novembre 2011 IBIMET:

Dettagli

Comune di Inveruno. Città Metropolitana di Milano. Assessorato all Ambiente REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO

Comune di Inveruno. Città Metropolitana di Milano. Assessorato all Ambiente REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO Città Metropolitana di Milano Assessorato all Ambiente REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO a tutela del patrimonio vegetale (approvato con delibera C.C. n. 10 del 27/03/2015) Ed. Rev.

Dettagli

CENSIMENTO e VERIFICA della SICUREZZA del PATRIMONIO ARBOREO DEL COMUNE DI FORLI

CENSIMENTO e VERIFICA della SICUREZZA del PATRIMONIO ARBOREO DEL COMUNE DI FORLI Comune di Forli AREA LAVORI PUBBLICI SERVIZIO OPERE DI URBANIZZAZIONE VERDE E ARREDO URBANO CENSIMENTO e VERIFICA della SICUREZZA del PATRIMONIO ARBOREO DEL COMUNE DI FORLI CONOSCERE SIGNIFICA CENSIRE

Dettagli

Prontuario per la mitigazione ambientale

Prontuario per la mitigazione ambientale GIANLUCA CARRARO Dottore Agronomo REGIONE VENETO PROVINCIA DI ROVIGO COMUNE DI ROVIGO OGGETTO P.U.A. di Iniziativa privata CORTE BENETTI Intervento di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione

Dettagli

P.I. 2^ fase. Prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale. Provincia di Verona. Comune di ZIMELLA.

P.I. 2^ fase. Prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale. Provincia di Verona. Comune di ZIMELLA. Comune di ZIMELLA Provincia di Verona P.I. 2^ fase Elaborato Scala Prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale GRUPPO DI LAVORO Ufficio Tecnico Comunale Geom. Claudio Lovato Progettista

Dettagli

Piano Territoriale Regionale/Piano Paesaggistico Regionale Individuazione degli Ambiti geografici e delle Unità tipologiche di paesaggio regionali, tavola A PTR/PPR approvato con la deliberazione di Consiglio

Dettagli

Possibilità e convenienza della coltivazione di biomasse legnose

Possibilità e convenienza della coltivazione di biomasse legnose Possibilità e convenienza della coltivazione di biomasse legnose Dagli incentivi del prossimo P.S.R. al greening della nuova PAC Relatore: Dott. Alessandro Pasini Una nuova agricoltura compatibile con

Dettagli

PROPONENTE. sede di FIRENZE Via di Soffiano,15 50143 FIRENZE (FI) Tel. 055.7399056 Fax 055.713444

PROPONENTE. sede di FIRENZE Via di Soffiano,15 50143 FIRENZE (FI) Tel. 055.7399056 Fax 055.713444 PROPONENTE sede di CARRARA Via Frassina, 21 54033 CARRARA (MS) Tel. 0585.855624 Fax 0585.855617 sede di FIRENZE Via di Soffiano,15 50143 FIRENZE (FI) Tel. 055.7399056 Fax 055.713444 NOME ELABORATO Interventi

Dettagli

TITOLO I - CONTENUTI DEL PIANO -

TITOLO I - CONTENUTI DEL PIANO - N.T.A. TITOLO I - CONTENUTI DEL PIANO - Art. 1 Il Piano delle aree da destinare agli Insediamenti Produttivi del Comune di San Vito al Tagliamento (PN) riguarda la zona industriale di interesse regionale

Dettagli

Linea Legno. Sistema Tintometrico. La bellezza naturale del legno in 96 nuances.

Linea Legno. Sistema Tintometrico. La bellezza naturale del legno in 96 nuances. Linea Legno Sistema Tintometrico La bellezza naturale del legno in 96 nuances. Legnobel Impregnante Impregnante a effetto satinato che consente di conferire al legno l aspetto delle essenze naturali esaltandone

Dettagli

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA

INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA INTERVENTI POST SISMA TECNICHE DI PREVENZIONE E SICUREZZA OPERE PROVVISIONALI CRITERI GENERALI Le opere di pronto intervento hanno lo scopo di garantire condizioni di sicurezza nelle strutture oggetto

Dettagli

LA GESTIONE FORESTALE NEL PARCO DELL ADAMELLO

LA GESTIONE FORESTALE NEL PARCO DELL ADAMELLO LA GESTIONE FORESTALE NEL PARCO DELL ADAMELLO IL PARCO DELL ADAMELLO POSIZIONE GEOGRAFICA. Il Parco dell Adamello, istituito con Legge Regionale n. 79 del 16 settembre 1983, occupa circa un terzo del territorio

Dettagli

CITTA' DI PINEROLO SETTORE URBANISTICA REGOLAMENTO EDILIZIO Allegato 5 Norme per il Verde Urbano - NV

CITTA' DI PINEROLO SETTORE URBANISTICA REGOLAMENTO EDILIZIO Allegato 5 Norme per il Verde Urbano - NV CITTA' DI PINEROLO SETTORE URBANISTICA REGOLAMENTO EDILIZIO Allegato 5 Norme per il Verde Urbano - NV giugno 2005 Il Sindaco: Alberto Barbero L Assessore all Urbanistica: Flavio Fantone Ripartizione Urbanistica

Dettagli

COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO

COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO COMUNE DI SAN GIORGIO DI PIANO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO Approvato con deliberazione consiliare n. 54 del 29.6.1998, controllata dal CO.RE.CO. in data 29.7.1998

Dettagli

REGIONE PUGLIA. Area Politiche per lo Sviluppo Rurale SERVIZIO FORESTE. Programma Sviluppo Rurale (P.S.R.) F.E.A.S.R. 2007-2013. Reg.

REGIONE PUGLIA. Area Politiche per lo Sviluppo Rurale SERVIZIO FORESTE. Programma Sviluppo Rurale (P.S.R.) F.E.A.S.R. 2007-2013. Reg. 10591 PSR 2007 2013 Regione Puglia Misura 221 Azione 1 Boschi permanenti Misura 221 Azione 2 Fustaie a ciclo medio-lungo Misura 221 Azione 3 Impianti a rapido accrescimento Misura 221 Azione 4 Fasce protettive

Dettagli

Periodo di potature? Fate attenzione...

Periodo di potature? Fate attenzione... Periodo di potature? Fate attenzione... Gli alberi non sono tutti uguali e non si potano tutti allo stesso modo o con la stessa frequenza. La potatura delle specie arboree viene, infatti, effettuata per

Dettagli

Centro Vivaistico Forestale Regionale di Curno. Gli arbusti

Centro Vivaistico Forestale Regionale di Curno. Gli arbusti Gli arbusti LEGENDA Per ciascuna specie sono riportate le caratteristiche ecologiche più importanti e le principali destinazioni d impiego. Ambienti: pianura collina montagna Necessità ecologiche: luce:

Dettagli

CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA CARMELITANI IN TORREPADULI PIXEL RELAZIONE ECONOMICA

CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA CARMELITANI IN TORREPADULI PIXEL RELAZIONE ECONOMICA RELAZIONE ECONOMICA 1 CODICE DESCRIZIONE UNITA DI MISURA PREZZO UNITARIO DIMENSIONI STIMA COSTO INFRASTRUTTURE Inf 01 Inf 01.03 OPERE STRADALI Preparazione e bonifica del piano di posa dei rilevati o della

Dettagli

I sistemi di depurazione naturale per il trattamento delle acque di sfioro delle reti miste: un progetto pilota in Lombardia

I sistemi di depurazione naturale per il trattamento delle acque di sfioro delle reti miste: un progetto pilota in Lombardia I sistemi di depurazione naturale per il trattamento delle acque di sfioro delle reti miste: un progetto pilota in Lombardia Dr. Fabio Masi, Ing. Riccardo Bresciani IRIDRA srl Reggio Emilia 20 gennaio

Dettagli

I NUOVI IMPORTANTI INSERIMENTI nella lista erbe condivisa BELFRIT evidenziate in azzurro le novità:

I NUOVI IMPORTANTI INSERIMENTI nella lista erbe condivisa BELFRIT evidenziate in azzurro le novità: I NUOVI IMPORTANTI INSERIMENTI nella lista erbe condivisa BELFRIT evidenziate in azzurro le novità: Nome volgare Nome Botanico Parte Utilizzata LINEE GUIDA MINISTERIALI DI RIFERIMENTO PER GLI EFFETTI FISIOLOGICI

Dettagli

Contributi regionali per le siepi.

Contributi regionali per le siepi. Contributi regionali per le siepi. Finalmente una buona notizia, specifica per l`agricoltura biologica. Un contributo regionale per siepi, filari ed aree umide. Le aziende biologiche infatti hanno la necessità

Dettagli

AZIONI DI PIANO LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO FORESTALE

AZIONI DI PIANO LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO FORESTALE TITOLO AZIONE PR3 - Valorizzazione di boschi ad elevato valore produttivo Descrizione generale PERIODICITA D INTERVENTO PRIORITA 2 B CATEGORIA Valorizzazione della funzione produttiva AMBITI TERRITORIALI

Dettagli

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA COMUNE DI CISTERNA DI LATINA SETTORE GESTIONE URBANA SERVIZIO ECOLOGIA, IGIENE URBANA ED ENERGIA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE, SALVAGUARDIA E MANUTENZIONE DEGLI ALBERI E DEGLI

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO

REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO INDICE PREMESSA... 4 FINALITÀ DEL REGOLAMENTO... 4 CAMPO DI APPLICAZIONE... 4 RIFERIMENTI LEGISLATIVI... 4 CAPO 1 - NORME GENERALI... 5 Articolo1... 5 SALVAGUARDIA

Dettagli

Manuale per il monitoraggio dei principali organismi regolamentati forestali e altri potenzialmente nocivi

Manuale per il monitoraggio dei principali organismi regolamentati forestali e altri potenzialmente nocivi Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica Manuale per il monitoraggio dei principali organismi regolamentati forestali e altri potenzialmente nocivi a cura di Iris

Dettagli

CORSO DI TECNOLOGIE E TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE

CORSO DI TECNOLOGIE E TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE CORSO DI TECNOLOGIE E TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE PER L ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO Agraria, Agroalimentare e Agroindustria classe seconda PARTE SECONDA Disegno di progetto Unità Didattica:

Dettagli

LABORATORIO C.R.E.A. "S.O.S. NATURA - SPECIALE FORESTE" CLASSE 1 a sez. C a.s. 2010-2011

LABORATORIO C.R.E.A. S.O.S. NATURA - SPECIALE FORESTE CLASSE 1 a sez. C a.s. 2010-2011 LABORATORIO C.R.E.A. "S.O.S. NATURA - SPECIALE FORESTE" CLASSE 1 a sez. C a.s. 2010-2011 NELL ANNO INTERNAZIONALE DEDICATO ALLE FORESTE LA CLASSE 1 a C HA PARTECIPATO AL LABORATORIO C.R.E.A. CON LA SUPERVISIONE

Dettagli

Modello offerta economica/lista delle attività e forniture per l esecuzione del servizio

Modello offerta economica/lista delle attività e forniture per l esecuzione del servizio ALLEGATO 5 Settore Territorio, Servizio Gestione e Manutenzione Strade Oggetto Servizio di manutenzione ordinaria del verde per la rete stradale della Provincia di Monza e Brianza (anno 2015-2016) Data

Dettagli

Legge federale sui binari di raccordo ferroviario

Legge federale sui binari di raccordo ferroviario Legge federale sui binari di raccordo ferroviario 742.141.5 del 5 ottobre 1990 (Stato 1 gennaio 2010) L Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visti gli articoli 22 ter, 26 e 64 della Costituzione

Dettagli

Il legno come combustibile

Il legno come combustibile Approfondimento Il legno come combustibile Le biomasse soddisfano circa il 15% degli usi energetici primari nel mondo; tra esse la più nota è il legno, il più antico combustibile utilizzato dall uomo per

Dettagli

Dicembre. Quarti ere. Via Alberi Tipo di Valutazione. Sostituzione. propensione al cedimento. 1 Acero negundo

Dicembre. Quarti ere. Via Alberi Tipo di Valutazione. Sostituzione. propensione al cedimento. 1 Acero negundo icembre Quarti ere Via Alberi Tipo di 2 Zanchi 28-30 Elem Mantegna 2 Bramante Materna Mirò 2 J. della Quercia Materna Munari 2 Via Crivelli Elem. Leopardi 2 Via Zize Elem. Leopardi 2 J. da Ponte Mat. Mago

Dettagli

Trattamento endoterapico Nuovo Metodo Corradi

Trattamento endoterapico Nuovo Metodo Corradi Trattamento endoterapico Nuovo Metodo Corradi Cristiano Scapini, Marco Bassani GESTIONE ENDOTERAPIA ARBOREA In collaborazione con Gea snc Via Betlemme 39, Lugagnano di Sona (Vr) Italia Tel : (+39) 045

Dettagli

Listino Piante 2011-2012 Vendita al Pubblico

Listino Piante 2011-2012 Vendita al Pubblico Via Ungheresca 12 - Santa Lucia di Piave - 31025 Treviso - Italy Cell 348 06 27 844 Tel/Fax 0438 70 12 07 info@vivaidecontimauro.com - www.vivaidecontimauro.com Listino Piante 2011-2012 Vendita al Pubblico

Dettagli

5.3.2.2.1 Primo imboschimento di terreni agricoli

5.3.2.2.1 Primo imboschimento di terreni agricoli 5.3.2.2.1 Primo imboschimento di terreni agricoli Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (b) (i) e 43 del Reg. (CE) N 1698/2005 Articolo 31 e punto 5.3.2.2.1. dell Allegato II del Reg. (CE)

Dettagli

E dai fiori arrivano i frutti: secchi o carnosi in funzione della strategia di diffusione del seme che contengono

E dai fiori arrivano i frutti: secchi o carnosi in funzione della strategia di diffusione del seme che contengono E dai fiori arrivano i frutti: secchi o carnosi in funzione della strategia di diffusione del seme che contengono Le Conifere hanno i semi nudi, non protette dal frutto (es. i pinoli) in quanto non hanno

Dettagli

GESTIRE I FOSSI PRIVATI

GESTIRE I FOSSI PRIVATI a cura di GESTIRE I FOSSI PRIVATI Regole per una buona manutenzione e linee guida per i Comuni Gestire i fossi privati Regole per una buona manutenzione e linee guida per i comuni a cura di GESTIRE I FOSSI

Dettagli

Università degli Studi di Sassari - Facoltà di Agraria. Corso di Laurea in Ingegneria Agraria e Pianificazione del Territorio Rurale A.A.

Università degli Studi di Sassari - Facoltà di Agraria. Corso di Laurea in Ingegneria Agraria e Pianificazione del Territorio Rurale A.A. Università degli Studi di Sassari - Facoltà di Agraria Corso di Laurea in Ingegneria Agraria e Pianificazione del Territorio Rurale A.A. 2006/2007 Applicazione del sistema ArcGIS 9.2 e rilevamento con

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO (PARZIALE) UNITA' DI N. VOCE DI PREZZO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO (PARZIALE) UNITA' DI N. VOCE DI PREZZO COMPUTO METRICO ESTIMATIVO (PARZIALE) UNITA' DI N. VOCE DI PREZZO QUANTITA' MISURA PREZZO BASE IMPORTO Potatura di rami secchi, escluse le branche principali, in condizioni di minima difficoltà, effettuata

Dettagli

+,-./01,(/120345./65( -,37/8/0(4519.,18/01/

+,-./01,(/120345./65( -,37/8/0(4519.,18/01/ GALLERIA DELLE ESPERIENZE Controllo di Gestione: Best Practices 60491,(5703/(?9@@>/6/(= -,37/8/0(4519.,18/01/ +,-./01,(/120345./65( -,37/8/0(4519.,18/01/!"#$%&'()* +,-./01,(/120345./65(-,37/8/0(4519.,18/01/

Dettagli

ORIGINE ED EVOLUZIONE DI

ORIGINE ED EVOLUZIONE DI UNIVERSITA POLITECNICA DELLE MARCHE Facoltà di Agraria Corso di Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali (L) ORIGINE ED EVOLUZIONE DI RIMBOSCHIMENTI DI CONIFERE NEL SETTORE ORIENTALE DEL PARCO NAZIONALE

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

COMUNE DI OSIMO REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO INDICE PREMESSA

COMUNE DI OSIMO REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO INDICE PREMESSA COMUNE DI OSIMO REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO INDICE PREMESSA CAPITOLO I SPAZI VERDI PUBBLICI Art.1 OGGETTO DELLA SALVAGUARDIA Art.2 ABBATTI MENTI Art.3 MANUTENZIONE Art.4 AREE DI PERTINENZA

Dettagli

Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 3 - Mercoledì 18 gennaio 2012

Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 3 - Mercoledì 18 gennaio 2012 Bollettino Ufficiale 15 D.G. Sistemi verdi e paesaggio Comunicato regionale 9 gennaio 2012 - n. 1 Testo coordinato della d.g.r. 675/2005 con le modifiche ed integrazioni apportate dalla d.g.r. 2848/2011

Dettagli

Ordinanza sulla procedura d approvazione dei piani di impianti ferroviari

Ordinanza sulla procedura d approvazione dei piani di impianti ferroviari Ordinanza sulla procedura d approvazione dei piani di impianti ferroviari (OPAPIF) 742.142.1 del 2 febbraio 2000 (Stato 1 dicembre 2013) Il Consiglio federale svizzero, visti l articolo 97 della legge

Dettagli

GUIDA AL RICONOSCIMENTO DI ALBERI E ARBUSTI DEL PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI

GUIDA AL RICONOSCIMENTO DI ALBERI E ARBUSTI DEL PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI GUIDA AL RICONOSCIMENTO DI ALBERI E ARBUSTI DEL PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI Realizzata con il contributo della Comunità Europea e della Regione Lazio Iniziativa Leader II - fondo FESR PARCO REGIONALE

Dettagli

LA BIOMASSA DAI BOSCHI DELL ALTO ADIGE

LA BIOMASSA DAI BOSCHI DELL ALTO ADIGE LA BIOMASSA DAI BOSCHI DELL ALTO ADIGE contenuto 1. attività della Forestale in Alto Adige 2. situazione boschiva 3. difficoltà di gestione 4. incentivi 5. cippato prezzi contratti 1. attività della Forestale

Dettagli

Capitolo 3 - PRODOTTI DELLA SILVICOLTURA

Capitolo 3 - PRODOTTI DELLA SILVICOLTURA Capitolo 3 - PRODOTTI DELLA SILVICOLTURA Sommario a) Legna da ardere Sezione I Usi generali Distinzione Art. 1 Qualità 2 Pezzatura 3 Stagionatura 4 Provenienza 5 Forma del contratto 6 Prezzo 7 Contrattazione

Dettagli

Comune di Forlimpopoli. R.U.E. Regolamento Urbanistico Edilizio

Comune di Forlimpopoli. R.U.E. Regolamento Urbanistico Edilizio Comune di Forlimpopoli R.U.E. Regolamento Urbanistico Edilizio ALLEGATO H DISPOSIZIONI PER IL VERDE SOMMARIO TITOLO I - ASPETTI GENERALI...3 Art.1 premessa... 3 Art. 2 principi... 3 Art. 3 oggetto... 3

Dettagli