Approvato il Libro Bianco sulle pensioni. termine e migliorare e diversificare

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1 Approvato il Libro Bianco sulle pensioni Europa e pensioni Giuseppe Rocco - Esperto previdenza In attesa di comprendere quali saranno le prossime iniziative che il Governo Letta intenderà assumere in materia previdenziale, con particolare riferimento alla necessità di ridare slancio alla previdenza complementare, è molto utile osservare che l Europa è sul tema in una fase di particolare dinamismo. Il Parlamento europeo ha infatti approvato il 21 maggio il Libro Bianco sulle pensioni, proposto dalla Commissione europea nel marzo 2012 come evoluzione del percorso avviato nel 2010 con il Libro Verde. Nell ambito poi del percorso preliminare che prelude alla revisione della Direttiva Epap (Direttiva n. 2003/41/Ec) l Eiopa, l Autorità di vigilanza europea in materia assicurativa e previdenziale, in attesa di elaborare i risultati definitivi, ha cominciato a rendere noti i risultati preliminari dei Qis, gli studi di impatto quantitativo condotti sui fondi pensione in otto Paesi europei. Sulla base delle relative risultanze il Commissario europeo al mercato interno e ai servizi, Michel Barnier, ha annunciato che presenterà una proposta legislativa nel prossimo autunno sulla governance, la trasparenza e i requisiti di reporting dei fondi pensione occupazionali. Grande attenzione è prestata poi al ruolo dei fondi pensione quali investitori istituzionali. La Commissione europea ha infatti adottato uno specifico Libro Verde, in pubblica consultazione, sui modi per promuovere l offerta di finanziamenti a lungo termine e migliorare e diversificare il sistema dell intermediazione finanziaria per gli investimenti a lungo termine in Europa. In periodo di credit crunch vi è infatti sempre più un grande bisogno di investimenti a lungo termine, essenziali per favorire la crescita sostenibile. Last but not least l Europa ha acceso il faro della propria attenzione sul terzo pilastro dei sistemi previdenziali, vale a dire la previdenza individuale. In primo luogo con uno specifico Documento in pubblica consultazione sulle soluzioni di terzo pilastro con l obiettivo di migliorare la qualità dei prodotti finanziari di risparmio per pensioni individuali non legate all occupazione migliorando l informazione e la protezione dei consumatori. L Eiopa, ha inoltre pubblicato un Discussion Paper con una serie di proposte tese a definire cosa si intenda per soluzioni previdenziali di terzo pilastro al fine di favorire la relativa creazione di un mercato unico dal momento che la diffusione e la struttura del terzo pilastro variano da uno Stato membro all altro. Il Libro Bianco delle pensioni Dopo un lungo iter che ha preso le mosse dalla comunicazione della Commissione del 7 luglio 2010 dal titolo «Libro Verde verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa» ed è proseguito con la comunicazione della Commissione del 16 febbraio 2012 con la elaborazione dello specifico «Libro Bianco», tale documento è stato definitivamente approvato dal Parlamento europeo. Giova in primo luogo rammentare come, se gli Stati membri sono i responsabili primi della struttura dei loro regimi pensionistici, tuttavia, il trattato sul funzionamento dell Unione europea assegna alla Ue il compito di sostenere e integrare le attività degli Stati membri nel campo della protezione sociale (articolo 153) e di tenere conto di un adeguata protezione sociale quando essa definisce e attua le proprie politiche. Quali sono i messaggi del Libro Bianco rimodellato dal Parlamento europeo? Le linee guida raccomandate sono rappresentate dalla «sostenibilità finanziaria» dei sistemi previdenziali e dalla «adeguatezza» delle prestazioni erogate. È necessario cioè in primo luogo che i sistemi previdenziali dei Paesi membri siano in «equilibrio dinamico» dal punto di vista finanziario in maniera tale da potere mantenere le proprie «promesse pensionistiche» ai propri cittadini. È poi indispensabile che l obiettivo dei regimi pensionistici sia quello di fornire un reddito adeguato che consenta ai futuri anziani di mantenere un tenore di vita dignitoso e un indipendenza economica. Partendo da un inquadramento di carattere demografico viene rappresentato come la popolazione europea sia costituita prevalentemente da ultracinquantacinquenni (36,5% nel 2010) con una aspettativa di vita Fondi pensione DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO n /

2 che continua ad aumentare: per gli uomini, da 76,7 anni (2010) a 78,6 anni (2020) e per le donne da 82,5 anni (2010) a 84 anni (2020). Il tasso di natalità nell Ue rimane basso (1,6) ed il numero di ultrasessantacinquenni sul totale della popolazione aumenterà dal 16% nel 2010 al 19,1% nel Interessante osservare anche, per cogliere la dinamica evolutiva, come nel 2010 l età media alla quale le persone nell Ue smettevano di lavorare era pari a 61,4 anni e se nel 2008, per ogni pensionato c erano 4 persone attive nel mercato del lavoro; nel 2060 vi sarà un pensionato ogni due persone che lavorano. Nel 2010 poi la partecipazione al mercato del lavoro degli ultracinquantacinquenni era pari in media al 46,3%. Questi sviluppi sono osservabili in tutta l Ue, malgrado vi siano delle differenze. L aspettativa di vita in Romania, per esempio, è pari a 70 anni per gli uomini e a 77,5 anni per le donne, mentre nel Benelux è pari a 77,9 anni per gli uomini e a 82,7 anni per le donne. Anche il tasso di partecipazione al mercato del lavoro degli ultracinquantacinquenni varia notevolmente dal 73,9% in Svezia al 61,1% in Danimarca al 56% nei Paesi Bassi al 50,8% in Spagna fino al 39,1% in Belgio. Quali sono allora le osservazioni del Parlamento europeo? Viene sottolineato in primo luogo come i regimi pensionistici pubblici del primo pilastro restano la principale fonte di reddito per i pensionati (che rappresentano una parte significativa e crescente della popolazione Ue, sono 120 milioni pari al 24%) con forti differenze di genere. Se infatti le persone di età superiore a 65 anni hanno un reddito pari a quasi il 94% di quello medio della popolazione totale, il 22% circa delle donne di età superiore a 75 anni cade al di sotto della soglia del rischio di povertà. Viene poi deplorato come nel Libro Bianco la Commissione non affronti adeguatamente l importanza di regimi pensionistici del primo pilastro universali che proteggano almeno contro la povertà durante la vecchiaia. Si invitano poi le parti sociali e gli Stati membri, conformemente agli obiettivi della strategia Europa 2020 sull incremento dell occupazione e la lotta contro la povertà, a continuare ad adoperarsi per conseguire strategie più attive e inclusive a livello del mercato del lavoro, onde ridurre l indice di dipendenza economica tra persone inattive e persone occupate; gli Stati membri devono associare tali riforme al miglioramento costante delle condizioni di lavoro e all attuazione di programmi di formazione lungo tutto l arco della vita che permettano carriere professionali più sane e più lunghe sino all età pensionabile stabilita per legge, aumentando cosi il numero di persone che versano contributi pensionistici, in vista altresì di evitare che i costi delle pensioni pubbliche mettano a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche. Il Parlamento raccomanda anche agli Stati membri di riformare i loro sistemi del primo pilastro in modo che anche il numero di anni contributivi sia preso in considerazione e a valutare attentamente la necessita di attuare riforme dei loro sistemi del primo pilastro, tenendo conto dell evoluzione dell aspettativa di vita. Viene ribadito poi l invito a collegare strettamente le prestazioni pensionistiche agli anni lavorati e ai contributi versati («equità attuariale»), per garantire che lavorare di più e più a lungo fornisca ai lavoratori il vantaggio di una pensione migliore, tenendo in debita considerazione i periodi trascorsi al di fuori del mercato del lavoro per assistere persone dipendenti e raccomanda che gli Stati membri, in consultazione con le parti interessate, vietino un età pensionabile obbligatoria quando si raggiunge l età pensionabile stabilita per legge, al fine di consentire agli individui, che possono e desiderano farlo, di decidere se continuare a lavorare al di la dell età pensionabile stabilita per legge o andare gradualmente in pensione, poiché prolungando il periodo contributivo e accorciando al contempo il periodo per l ammissibilità alla prestazione pensionistica i lavoratori possono colmare rapidamente eventuali disparità pensionistiche. Profilo di particolare importanza è rappresentato poi dalla opportunità di una diversificazione del rischio previdenziale da parte dei cittadini con un approccio pensionistico multipilastro, che consista in una combinazione di: 1) un sistema universale di pensione pubblica a ripartizione; 2) una pensione complementare professionale a capitalizzazione, risultante da accordi collettivi a livello nazionale, settoriale o di impresa o risultante dalla legislazione nazionale, accessibile a tutti i lavoratori interessati; 3) una pensione individuale del terzo pilastro basata su risparmi privati con incentivi equi destinati ai lavoratori a basso reddito, ai lavoratori indipendenti e alle persone il cui numero di anni contribuitivi sia incompleto dal punto di vista del sistema di pensione relativo al loro impiego DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO n /2013

3 come investitori istituzionali Come recentemente messo in risalto dal Financial Times gli equilibri finanziari globali spostano sempre più il proprio baricentro dall Europa verso le nuove economie definite come BRICS (Brasile- Russia, India Cina, Sud Africa) che hanno recentemente alleggerito la propria esposizione proprio dell area euro. In periodo di credit crunch l Europa ha allora sempre più un grande bisogno di investimenti a lungo termine, essenziali per favorire la crescita sostenibile. Per finanziarli, le amministrazioni pubbliche, le imprese e le famiglie hanno bisogno di avere accesso a fonti affidabili di finanziamento a lungo termine. In Europa infatti il rapporto investimenti/pil e risparmi/pil sono entrambi positivi rispetto ad altre regioni. Tuttavia, il quadro generale nasconde gli alti livelli di incertezza, di avversione al rischio e di sfiducia sia dei risparmiatori che degli investitori, a causa della debolezza della situazione macroeconomica e delle relative prospettive. Potrebbero derivarne effetti duraturi che creerebbero ostacoli permanenti all offerta di finanziamento a lungo termine. In questa direzione va il Libro Verde della Commissione europea che si pone l obiettivo di promuovere l offerta di finanziamenti a lungo termine e migliorare e diversificare il sistema dell intermediazione finanziaria per gli investimenti a lungo termine in Europa. La finalità è quella di attenuare la dipendenza, storicamente forte, dal finanziamento bancario incrementando invece il finanziamento diretto attraverso i mercati dei capitali e una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali (in particolare i fondi pensione), o ad altre alternative. Il dibattito in corso cerca cioè di trovare un mix equilibrato tra il modello renano (banca/ impresa) a quello invece di tipo più prettamente anglosassone con un accesso diretto dell impresa al mercato dei capitali, il tutto con un attenzione particolare alle piccole e medie imprese. Si intende favorire attraverso un più efficiente sistema finanziario, osserva la Commissione europea, un miglioramento della capacità produttiva dell economia in settori quali l energia, le infrastrutture di trasporto e di comunicazione, gli impianti industriali e di servizio, le tecnologie di adattamento ai cambiamenti climatici e di ecoinnovazione, nonché istruzione e ricerca e sviluppo. Il profilo economico si fonde poi con un reale progresso sociale generando benefici pubblici di più ampia portata sostenendo servizi essenziali e accrescendo il tenore di vita. Il Libro Verde approfondisce una serie di profili, dalla definizione delle caratteristiche degli investimenti a lungo termine alla disamina della capacità degli investitori istituzionali alle norme di carattere prudenziale per imprese assicurative e fondi pensione fino al ruolo dei mandati e degli incentivi ai gestori fino all integrazione tra reporting finanziario ed extrafinanziario. È importante anche evidenziare come l iniziativa della Commissione europea si colloca nell alveo degli input forniti dal G20. In questa prospettiva anche il Libro Bianco delle pensioni evidenzia e riconosce il potenziale degli organismi che erogano pensioni professionali e individuali quali investitori a lungo termine importanti e affidabili nell economia dell UE. Sottolinea poi il contributo atteso dagli stessi per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 relativi alla crescita economica sostenibile, alla creazione di posti di lavoro più numerosi e migliori e alla creazione di società inclusive. Il Parlamento europeo invita la Commissione a stilare un bilancio degli effetti cumulativi della legislazione in materia di mercati finanziari, ad esempio il regolamento sulle infrastrutture del mercato europeo (Emir), la direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari (MiFID) e la direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD IV), sui fondi pensione del secondo pilastro e della loro capacita di investire nell economia reale. Revisione della Direttiva Epap Particolare attenzione del Parlamento europeo è rivolta anche al processo di revisione della Direttiva Epap sulle attività e la supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali. Si sottolinea in primo luogo come tale Provvedimento dovrebbe prefiggersi di garantire che le pensioni professionali in tutta Europa siano adeguate, sostenibili e sicure, creando un ambiente che stimoli ulteriori progressi dei mercati nazionali e internazionali in tale settore, offrendo una maggiore protezione ai pensionati attuali e futuri e adattandosi in modo flessibile alle notevoli differenze transfrontaliere e intersettoriali dei regimi esistenti. In questa prospettiva si ritiene essenziale garantire l ottemperanza Ue dei regimi del secondo pilastro a una solida normativa prudenziale al fine di raggiungere un elevato livello di protezione per i membri e Fondi pensione DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO n /

4 beneficiari e rispettare il mandato del G20 in base al quale tutte le istituzioni finanziarie devono essere soggette a un adeguata regolamentazione e vigilanza. Il Parlamento Ue chiede però che le iniziative legislative dell Ue rispettino le scelte fatte dagli Stati membri relativamente ai fondi pensionistici del secondo pilastro nel rispetto del principio di sussidiarietà e sottolinea che ogni ulteriore attività normativa dell Ue concernente le misure prudenziali deve basarsi su una solida analisi d impatto che comprenda una disposizione in base alla quale prodotti simili siano soggetti alle stesse norme prudenziali e prevedano risorse adeguate. Viene poi sottolineato che ogni attività normativa dell Ue concernente le misure prudenziali deve essere altresì basata su un dialogo attivo tra le parti sociali e gli altri soggetti interessati, nonché su un effettiva conoscenza e rispetto delle specificità nazionali nel rispetto del principio di proporzionalità soppesando le finalità e i vantaggi rispetto agli oneri finanziari, amministrativi e tecnici conseguenti e considerare il giusto equilibrio tra costi e benefici. Si ritiene poi opportuna, per quanto concerne le garanzie qualitative, l emanazione di raccomandazioni relative al rafforzamento del governo societario e della gestione dei rischi congiuntamente alle proposte relative alla maggiore trasparenza, agli obblighi di informazione cosi come alla divulgazione dei costi e alla trasparenza in merito alle strategie di investimento. Passaggio molto importante è poi quello in cui si afferma che non si ritiene, alla luce delle informazioni attualmente disponibili, che siano opportuni requisiti a livello europeo relativi al capitale proprio o alla valutazione dello stato patrimoniale; respinge, in linea con questa logica, qualsiasi revisione della direttiva Epap che si prefigga tale obiettivo. Il Parlamento europeo sostiene poi che è opportuno un ulteriore sviluppo dei modelli di solvibilità a livello dell Ue, come ad esempio il modello di bilancio olistico (Holistic Balance Sheet - Hbs) (vedi infra), solo quando la loro applicazione, sulla base di un approfondita analisi d impatto, si riveli realistica in termini pratici ed efficace in termini di costi e benefici, in particolare considerando la diversita degli Epap negli Stati membri e tra di essi. Si evidenzia ancora come qualsiasi ulteriore sviluppo delle varianti di Sovency II o del modello Hbs non deve perseguire l obiettivo di introdurre in maniera pedissequa disposizioni che si rifanno a Solvency II considerando la particolare natura sociale dei fondi pensione. Sul medesimo profilo va anche evidenziato come il Commissario europeo al mercato interno e ai servizi, Michel Barnier, ha annunciato che presenterà una proposta legislativa nel prossimo autunno sulla governance, la trasparenza e i requisiti di reporting dei fondi pensione occupazionali. La notizia segue l annuncio fatto dallo stesso Barnier in un convegno ad Amsterdam di volere posticipare l implementazione del primo pilastro di Solvency II nella Direttiva Epap in revisione. È importante rammentare come l impianto normativo di Solvency II, in analogia a quanto previsto per Basilea 2 per le banche, si articola su tre pilastri. Un primo pilastro relativo ai requisiti finanziari, un secondo pilastro incentrato su requisiti di tipo qualitativo e sull attività di vigilanza e un terzo pilastro dedicato all informativa e alla disciplina di mercato. Come osservato da Barnier l estensione delle regole di Solvency II ai fondi pensione si proponeva di migliorare il settore ma non di costituire una forma punitiva. La decisione della Commissione europea discende dallo studio del recente documento pubblicato dall Eiopa che rappresentava i risultati preliminari dello Studio di impatto quantitativo (Qis) relativo ai fondi pensione). Il Qis in esame - preparato su richiesta della Commissione europea nell ambito della revisione della Direttiva sui fondi pensione (Direttiva n. 2003/41/ Ec) e condotto da Eiopa, aveva come scopo il calcolo e la valutazione della solvibilità, su basi coerenti e comuni, dei fondi pensione occupazionali in otto Paesi europei (Belgio, Germania, Irlanda, Olanda, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito) tra ottobre e dicembre L Autorità di Vigilanza europea ha proposto un holistic balance sheet approach quale strumento, testato appunto attraverso il Qis, per rendere i bilanci prudenziali degli Epap più trasparenti e facilmente confrontabili (attualmente, invece, gli Epap sono soggetti a regole prudenziali e a obblighi diversi a seconda del paese di appartenenza). I fondi partecipanti hanno provveduto ad effettuare i calcoli dei valori di bilancio sulla base di tre scenari. Nello scenario utilizzato come benchmark, solo i fondi di Svezia e Germania risultano avere un eccedenza di attività rispetto alle passività, nonché un surplus di capitale rispetto al requisito patrimoniale (Scr). Per quanto riguarda la composizione degli attivi, il peso degli immo DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO n /2013

5 bili varia dal 15% per le PensionKassen in Germania al 60% in Irlanda. I fondi in Germania, Svezia e Norvegia risultano avere un incidenza superiore alla media di covered bonds. La valutazione market-cosistent delle riserve tecniche implica un sensibile aumento dei valori, ad eccezione della Norvegia, dove le riserve sono più elevate del solo 4%, e della Svezia, dove addirittura diminuiscono (-1%). I valori dello sponsor support variano dall 1% delle passività in Belgio al 31% nel Regno Unito. I risultati definitivi dello stress test verranno resi noti a metà del Giova poi rammentare come tra le ragioni di fondo per cui la Commissione europea ritiene di intervenire, a questo punto con la necessità di ulteriori approfondimenti, sulla Direttiva vigente (2003/41/Ce) nasceva proprio dal bisogno di introdurre, anche nell ambito dei fondi pensione, una regolamentazione e una vigilanza basata sul rischio (riskbased), simile a quella in essere per gli altri intermediari finanziari nonché il desiderio di integrare la Direttiva con disposizioni mirate a regolamentare in modo opportuno i fondi pensione a contribuzione definita, nei quali i rischi sono a carico dei partecipanti. La Commissione aveva poi individuato una serie di punti sui quali richiedere il parere Eiopa: gli aspetti legali e definitori, incluso il campo di applicazione della Direttiva; i requisiti di solvibilità patrimoniale; l organizzazione interna dei fondi e l esercizio della vigilanza; l informazione agli iscritti e le regole di investimento, con particolare riferimento ai fondi a contribuzione definita. Dopo processo di pubblica consultazione emergevano forti preoccupazioni circa il fatto che alcuni degli aspetti essenziali della nuova direttiva rischiavano di essere definiti in modo troppo simile alla Direttiva Solvency II relativa alle imprese di assicurazione e, viceversa, poco adatto ai fondi pensione. Anche Eiopa sottolineava come la governance dei fondi pensione, cui spesso partecipano i lavoratori, consente l adozione di meccanismi di condivisione del rischio che, in linea di principio, non sono disponibili per imprese di carattere commerciale, che devono sempre rispondere dei propri impegni nei confronti della clientela. Tali meccanismi, gestibili tramite la contrattazione collettiva, possono giustificare l applicazione ai fondi pensione di requisiti di solvibilità ex ante meno severi e tradursi ex post in un offerta di servizi previdenziali più conveniente per i lavoratori, in termini soprattutto di costi. Sono emerse poi alcune perplessità anche per quanto riguarda la necessità di assicurare una maggiore armonizzazione della normativa in materia di solvibilità dei fondi pensione. Si evidenziava infatti che non sembrava ragionevole prevedere che lo sviluppo di una significativa operatività dei fondi pensione su base transfrontaliera possa avere luogo per i fondi a prestazione definita dal momento che sono invece i piani a contribuzione definita a rappresentare i più probabili candidati per un espansione dell attività. Informativa agli aderenti Forte attenzione è rivolta poi da Parlamento europeo, Commissione europea e Eiopa al tema della informativa agli aderenti. Fornire infatti informazioni sul livello di pensione che il lavoratore può attendersi di percepire è ritenuto essere molto importante. La chiarezza in merito al proprio reddito futuro determina infatti una maggiore comprensione, un atteggiamento più previdente e una maggiore responsabilità da parte delle persone. L accesso alle giuste informazioni e la consapevolezza dei rischi sono fattori necessari per prendere decisioni ponderate, per esempio riguardo ai risparmi per il futuro. Ogni comportamento legato alla previdenza complementare tende infatti naturalmente all inerzia se non adeguatamente stimolato. Un sistema di ricostruzione viene ritenuto essere un modo efficace per informare le persone circa i loro diritti a pensione maturati nel proprio paese o in altri Stati membri. Questa constatazione è facilmente verificabile osservando come le scelte di carattere finanziario degli aderenti durante le crisi dei mercati degli ultimi anni hanno subito cambiamenti poco significativi. Il Parlamento Ue ritiene allora auspicabile incoraggiare tutti gli Stati membri a fornire un quadro pensionistico chiaro. Mediante il collegamento dei servizi di ricostruzione della pensione, il cittadino avrebbe a disposizione tutte le informazioni sulla base delle quali prendere, se del caso, i necessari provvedimenti. In materia di previdenza complementare molta importanza viene poi attribuita all informativa agli aderenti, particolarmente per i fondi pensione a contribuzione definita. Si distingue la informativa pre-enrolment (preadesione) da quella ongoing (periodica cioè). Per la prima l indirizzo è quello di prevedere l adozione di un simil Kiid (Key investment information document Fondi pensione DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO n /

6 previsto dalla Direttiva Ucits IV per i fondi comuni), riveduto e corretto per i fondi pensione. Quindi un documento snello, chiaro e scritto in maniera piana per rendere edotto il potenziale aderente. Tema molto delicato è quello poi della informativa sui rischi. Nel caso della previdenza complementare, il rischio assume infatti connotati diversi a seconda delle caratteristiche del piano previdenziale. Nei piani a prestazione definita (puri) l entità della prestazione pensionistica è stabilita nelle condizioni di partecipazione, in base ai redditi percepiti dall iscritto durante gli anni di carriera lavorativa. Tutte le decisioni sulla gestione del piano sono sostanzialmente poste in capo all impresa sponsor. Il rischio di inadeguatezza della prestazione pensionistica è, pertanto, strettamente legato alla solvibilità del piano, che deve essere assicurata dall impresa sponsor. Viceversa, nei piani a contribuzione definita l iscritto è chiamato ad effettuare una serie di scelte in relazione a diversi aspetti: la contribuzione, il profilo di investimento, i costi, la modalità di fruizione della prestazione pensionistica. Da queste scelte derivano una serie di rischi che influiscono sulla prestazione finale; a questi si aggiungono rischi che dipendono da come viene gestita la forma previdenziale oppure da mutamenti inattesi di condizioni esterne. Tutela delle pensioni e mobilità Ulteriori profili di attenzione sono rappresentati poi dalla necessità di tutela delle pensioni professionali in caso di insolvenza e alla mobilità. Con riferimento al primo aspetto il Parlamento afferma come debbano essere costantemente tutelati i diritti maturati negli Stati membri ai sensi dell articolo 8 della direttiva 2008/94/Ce e si invita la Commissione a delineare una panoramica completa sui regimi e sulle misure di garanzia a livello nazionale e, qualora la valutazione evidenzi importanti carenze, a presentare proposte più efficaci a livello dell Ue al fine di garantire l applicazione in tutta l Unione europea di meccanismi completamente affidabili volti a una protezione dei diritti alla pensione professionale. Viene poi preso in esame il tema della maggiore mobilità professionale raccomandando come i sistemi pensionistici devono essere strutturati in modo tale che i diritti a pensione maturati presso un datore di lavoro, sia esso situato nel proprio Paese o in un altro Stato membro, vadano tutelati. Con questo intendimento si invita poi la Commissione e gli Stati membri interessati a raggiungere un accordo in relazione alle pensioni transfrontaliere, in particolare su come evitare una doppia imposizione esaminando e rimuovendo altresì gli ostacoli di diritto contrattuale. Importanza del terzo pilastro Grande attenzione è rivolta poi in Europa al terzo pilastro dei sistemi previdenziali, vale a dire la previdenza individuale. Nel Libro Bianco il Parlamento ne constata come l importanza, la diffusione e la struttura variano da uno Stato membro all altro, deplorando come tali regimi abbiano in genere costi più elevati e siano più rischiosi e meno trasparenti rispetto ai regimi del primo pilastro. Chiede pertanto anche per il terzo pilastro stabilità, affidabilità e sostenibilità ed esorta la Commissione a collaborare con gli Stati membri sulla base di un approccio fondato sulle migliori pratiche e valutare e ottimizzare gli incentivi per i risparmi per le pensioni private, in particolare per i cittadini che altrimenti non avrebbero una pensione adeguata. Va poi evidenziato come la Commissione europea ha posto in pubblica consultazione un interessante documento sulla previdenza integrativa su base individuale con l obiettivo di migliorare la qualità dei prodotti finanziari di risparmio per pensioni individuali non legate all occupazione migliorando l informazione e la protezione dei consumatori. Recentissimamente la stessa Eiopa ha pubblicato un Discussion Paper, in consultazione fino al 16 agosto, con una serie di proposte tese a definire cosa si intenda per soluzioni previdenziali di terzo pilastro al fine di favorire la relativa creazione di un mercato unico dal momento che la diffusione e la struttura del terzo pilastro variano da uno Stato membro all altro DIRITTO & PRATICA DEL LAVORO n /2013

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