Enti Locali Resilienti: La normativa UE e Roadmap Elaborazione a cura di: Piero Pelizzaro Kyoto Club 1

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1 Enti Locali Resilienti: La normativa UE e Roadmap 2050 Elaborazione a cura di: Piero Pelizzaro Kyoto Club 1

2 Negli ultimi anni diversi comuni hanno sperimentato attività volte alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti coniugando localmente gli obiettivi derivanti dal protocollo di Kyoto. Con quali risultati? Si evidenzia generalmente una certa distanza tra la formulazione degli obiettivi, la realizzazione delle azioni e i risultati conseguenti. 2

3 UN PROBLEMA RICORRENTE DA AFFRONTARE PER GLI ENTI LOCALI Elevati (o elevatissimi) costi di gestione, spesso caratterizzati da evidenti sprechi VS Difficoltà o reale impossibilità di investire in risparmio energetico e/o ricorso alle fonti rinnovabili di energia 3

4 L esperienza maturata durante questa prima fase sperimentale deve fare emergere una seria riflessione sul fenomeno che si vuole gestire e sulle stesse modalità di gestione. Il mix di obiettivi di riduzione implica uno sforzo sempre più elevato che deve tradursi in una attenta organizzazione delle azioni da intraprendere. E necessario un graduale sviluppo di strategie integrate più standardizzate e di più vasto respiro. 4

5 Parallelamente si sono sviluppate diverse iniziative programmatorie e legislative a carattere sovraordinato (europeo, nazionale e regionale). Ad esempio: Direttiva 2002/91/CE e Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell edilizia Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell uso dell energia da fonti rinnovabili Regolamento CE n. 443/2009 che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove Decisione n. 406/2009/CE concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra. 5

6 La Decisione del Parlamento Europeo 406/2009 ribadisce ulteriormente, benché indirettamente, il ruolo degli enti locali nella definizione delle politiche di risparmio energetico per il prossimo decennio. Stabilisce, nella declinazione degli obiettivi nazionali, una riduzione delle emissioni dei settori caratterizzati da impianti emissivi diffusi (come il residenziale, commerciale, trasportistico e della piccola media impresa non soggetti allo schema dell emission trading). Proprio in virtù del carattere diffuso sul territorio di tali emissioni, il ruolo giocato a livello locale dalle amministrazioni cittadine assume un importanza di assoluto rilievo. 6

7 Il contesto Il percorso degli orientamenti della politica energetica europea si è mosso su 3 dimensioni: 1. Volontà di apertura dei mercati e avvio della concorrenza 2. Consapevolezza della debolezza strutturale dell Europa 3. Definizione di obiettivi orientati all efficienza energetica e allo sviluppo sostenibile 10 Gennaio 2007 Comunicazioni Commissione Europea the point of departure for a European energy policy is thereefold : combating climate change, limiting the EU s external vulnerability to imported hydrocarbons, and promoting growth and jobs, thereby provinding secure and affordable energy to consumer (Communication from the Commission to the European Council and the European Parliament An Energy Policy for Europe 7

8 8-9 Marzo 2007 Consiglio Europeo Energy Police for Europe (EPE) : adozione di un Action Plan ( ) It develops clear orientations for an effective European international energy policy speaking with a common voice Legame clima energia innovazione 8

9 Internal Market for Gas and electricity: unbundling (societario); armonizzazione normativa; definizione regole cross-border; crescita coordinamento TSO; standard tecnici; investimenti per lo sviluppo delle interconnessioni; garanzie per consumatori finali Security of supply: diversificazione delle fonti energetiche e di trasporto; meccanismi per affrontare emergenze; incremento trasparenza informazioni; analisi della disponibilità e costi stoccaggio;creazione di un osservatorio International Energy Policy : approccio comune consumatori-produttori, consumatoriconsumatori e consumatori-paesi di transito; incremento relazioni e partnership con paesi produttori Energy efficiency and renewable energies : riduzione emissioni CO2 del 20% rispetto al 1990 al 2020; riduzione consumi del 20% rispetto a previsioni attuali al 2020; ricorso alle energie rinnovabili per il 20% dei consumi al Energy Tecnology : sostengo alla ricerca e definizione nel corso del 2007 di European Strategic Energy Tecnology Plan 9

10 Pressione per contrastare i cambiamenti climatici Obiettivo al 2020 dell Unione Europea Riduzione del 20% dei gas serra (rispetto al 1990) Almeno il 20% dell energia primaria (elettricità, riscaldamento/raffreddamento e carburanti per autotrasporto) deve essere prodotta da fonti rinnovabili Incremento dell efficienza energetica del 20% (rispetto a scenario tendenziale) Ed inoltre: La quantità di bio-combustibile deve raggiungere il 10% del combustibile utilizzato nel settore dei trasporti Misure che incideranno profondamente sia sul modo di produrre che consumare energia e che costituiranno per i paesi dell Unione una grande sfida per la competitività della propria economia 10

11 Obiettivo efficienza energetica La Commissione stima il potenziale globale di risparmio energetico nei principali settori di uso finale in percentuali comprese tra il 25% e il 30% e definisce un quadro di interventi incentrato sull obiettivo di riduzione degli sprechi per inefficienza che vengono valutati nella misura di oltre il 20% dei consumi totali di energia. Il Consiglio del 9 marzo ha individuato 5 settori attraverso i quali conseguire i risparmi: 1. Un azione sui trasporti 2. L introduzione di requisiti minimi nelle apparecchiature energetiche 3. La sensibilizzazione verso comportamenti virtuosi in tema di consumi 4. Un maggior ricorso a tecnologia e innovazione 5. Una maggiore attenzione all efficienza nell edilizia 11

12 Obiettivo fonti rinnovabili Per rilanciare una politica volta allo sviluppo delle fonti rinnovabili, la Commissione individua la necessità di nuovo quadro legislativo di riferimento in materia di promozione e di utilizzo, al fine di garantire le condizioni necessarie per piani di investimento in questo settore. Per conseguire l obiettivo la Commissione ha previsto un costo medio aggiuntivo anno tra il 2005 e il 2020 compreso, in funzione essenzialmente del prezzo del petrolio, tra 10 e 18 miliardi di Euro. Il Consiglio Europeo ha invitato la Commissione ad elaborare entro il 2007 una proposta di direttiva che contenga disposizioni in merito agli obiettivi nazionali degli Stati membri, agli obiettivo settoriali per fonte e alle misure per il loro conseguimento, nonché disposizioni per garantire la produzione e l uso sostenibile di biomassa evitando i conflitti tra i diversi usi. 12

13 Previsione consumi per fonti (EU 27) Elaborazione Aiee su fonte Primes EU 13

14 Produzione per fonte (EU 27) Elaborazione Aiee su fonte Primes EU 14

15 Protocollo di Kyoto e rinnovabili Anche il rispetto o meno del protocollo di Kyoto (primo strumento negoziale per la riduzione concordata a livello internazionale delle emissioni del gas a effetto serra) inciderà sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Obiettivo Kyoto : riduzione delle emissioni di CO2 del 6,5% al 2012 rispetto al livello del 1990 In Italia, le emissioni per il settore energetico : 1990 : 400 milioni di tonnellate 2003 : 459 milioni di tonnellate (+15%, di cui circa il 35% pari a 160 Mt, derivanti dalla sola produzione e trasformazione di energia) 20% : riduzione da realizzarsi da oggi al 2012, conseguibile con una riduzione del consumo di combustibili fossili tra il 15 e il 20% a cui, tra il resto, si aggiunge il sistema di Emission Trading, ETS, (negoziazione e traferimento di diritti all emissione di CO2) che interessa il 45% delle emissioni all interno dell Unione (esclusivamente rivolto al settore industriale) 15

16 16

17 Fonti rinnovabili: criticità Elevate barriere di natura amministrativa derivanti principalmente da : Assenza di criteri di localizzazione e coordinamento a livello nazionale, nonché regionale che hanno, sinora, creato forti ritardi nel rilascio delle autorizzazioni (il tempo medio per un impianto eolico è attualmente 27 mesi) Dalla ripartizione delle competenze e dai conflitti tra politiche di tutela del territorio e quelle di promozione delle energie rinnovabili Dalle problematiche legate alla tempistica ed allo sviluppo delle infrastrutture di rete Quadro normativo per le incentivazioni (ma anche in generale) ancora incerto ed in evoluzione 17

18 Una tabella di marcia competitiva a basse emissioni di carbonio sino al

19 Obiettivi La scienza richiede che le emissioni globali siano ridotte del 50% entro 2050 rispetto al1990 Obiettivo UE di riduzione delle emissioni di gas effetto serra del 80-95% entro 2050 rispetto al1990, nel contesto delle necessarie riduzioni dei paesi sviluppati Bisogno di una strategia a basso contenuto di carbonio per il 2050, il quadro di riferimento per una azione a più lungo termine Bisogno di fissare stadi intermedi verso l obiettivo del 2050 Bisogno di rivedere gli sviluppi su base regolare 19

20 La prima analisi generale e globale di come l obiettivo a lungo termine possa essere raggiunto : identifica un percorso efficiente dal punto di vista dei costi, con obiettivi intermedi Identifica le tecnologie chiave in grado di guidare R&S Identifica bisogni per investimenti e benefici Identifica opportunità e trade-offs Guida le politiche nazionali e regionali UE Indica la direzione al settore privato per investimenti a lungo termine 20

21 Efficienza energetica sarà l elemento chiave 80% riduzione interna nel 2050 è possibile Con le attuali tecnologie disponibili, Con un cambiamento dei comportamenti indotto dai prezzi Se tutti I settori economici contribuiscono Percorso efficiente: -25% in % in % in % 100% 80% Power Sector 80% Current policy 60% Residential & Tertiary 60% Industry 40% 40% Transport 20% 20% Non CO 2 Agriculture 0% Non CO 2 Other Sectors 0%

22 Efficienza energetica sarà l elemento chiave Efficienza energetica è il contributo singolo più importante in particolare sino al 2020 Essenziale anche a breve termine Politiche attuali risultano solo in un aumento efficienza energetica del 10% La tabella di marcia conferma il ruolo chiave dell efficienza sino al 2020 e oltre Sforzi verso obiettivo efficienza 20% risulteranno in una riduzione gas serra del 25% ETS è uno strumento per produrre l efficienza aggiuntiva 22

23 Tabella di marcia 2050: Investimento nella economia UE Investimento interno aggiuntivo: 270 miliardi anno durante , equivalente a 1.5% del PIL (Investimento totale = 19% del PIL nel 2009), di cui costruzioni (edifici e elettrodomestici): 75 mld trasporti (veicoli e infrastrutture): 150 mld Energia (produzione elettrica, rete): 30 mld Nota: Investimento nella economia e occupazione UE, non è un costo Rinviare l azione aumenta i requisiti dell investimento generale R&S e messa in atto per tempo sono cruciali

24 Tabella di marcia 2050: Benefici per sicurezza energetica e qualità dell aria UE Risparmio sui combustibili: da 175 a 320 miliardi di media per anno nel (rispetto a 270 miliardi di investimenti) Consumo primario di energia circa 30% al di sotto del 2005 senza incidere negativamente sui servizi energetici Rendere l economia UE più sicura dal punto di vista energetico: Dimezzare importazioni di petrolio e gas rispetto alla situazione attuale Risparmiare 400 miliardi of sulle importazioni UE di petrolio oil e gas nel 2050, equivalente a > 3% PIL odierno Salvaguardia contro impatti macroeconomici di rialzi futuri dei prezzi energetici Benefici su qualità dell aria e salute : 27 miliardi nel 2030 e 88 miliardi nel 2050

25 Tabella di marcia 2050: Benefici per l occupazione UE Creazione nuova occupazione Breve termine: ristrutturazione edilizia, produzione di materiali di isolamento, industria delle rinnovabili Potenziale per creazione nuovi posti di lavoro sino a 1.5 milioni entro il 2020 Usare i ricavi delle aste del sistema UE di scambio delle quote di emissione e i ricavi fiscali a seguito della riduzione dei costi occupazionali e aumentare investimenti e R&S Prospettive occupazionali a lungo termine dipendono da condizioni favorevoli del quadro economico, p.es. Spese su ricerca e sviluppo tecnologico, innovazione, imprenditorialità, nuove professioni, investimenti

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