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1 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 75 Nelle immediate vicinanze dell impianto, secondo la simulazione sul dominio 4x4km, i risultati sono quelli di figura Figura Superamenti di 0,05 µg/m 3 di concentrazione di Pb nel dominio ristretto. I superamenti relativi al limite di 0,01 µg/m 3 sono evidenziati in figura 3.37 secondo la simulazione sul dominio allargato (20x20km) e nelle figure 3.38 e 3.39 secondo la simulazione sul dominio ristretto (4x4km).

2 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 76 Figura Superamenti di 0,01 µg/m 3 di concentrazione di Pb. Figura Superamenti di 0,01 µg/m 3 di concentrazione di Pb nel dominio ristretto.

3 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 77 Figura 3.39 Superamenti di 0,05 µg/m 3 di concentrazione di Pb nel dominio ristretto, visualizzati in forma più compatta. Come si nota dalle visualizzazioni grafiche riportate, si può concludere che sostanzialmente il termovalorizzatore, con i fattori di emissione scelti (che comunque risultano cautelativi rispetto alle condizioni prestazionali raggiunte con i più attuali sistemi di processo e di controllo), non dà contributi sostanziali durevoli nel tempo relativamente ai limiti normativi di qualità dell aria. Si può infatti notare come le stime eseguite (mediante l applicazione di un primo modello di calcolo diffusionale) permettono di verificare come i superamenti delle soglie predisposte per l analisi qualitativa delle aree di impatto, sono limitati ad un numero di ore sempre comunque limitate Conclusioni Complessivamente l analisi effettuata ha permesso di evidenziare le aree sottoposte al maggiore carico ambientale e quindi maggiormente sensibili alla localizzazione dell impianto di termovalorizzazione. La finalità con cui è stato applicato un modello diffusionale di tipo preferred (secondo le indicazioni dell US-EPA), ma non adatto alla valutazione delle condizioni di diffusione in campo di terreno complesso e non in grado di simulare condizioni di flusso di vento non monodimensionali, è quella della individuazione di relazioni spaziali tra impianto e ambiente circostante, in grado di poter fornire informazioni idonee alla determinazione dell area su cui impostare uno studio di dettaglio.

4 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 78 I risultati ottenuti, anche se non validi in termini quantitativi, permettono comunque di prefigurare (rispetto al modello di dettaglio applicato in seguito) comunque uno stato di basso impatto al suolo sia rispetto alle condizioni di carico medio nel lungo periodo che rispetto al carico di punta (condizioni di picco massimo di impatto determinato da particolari condizioni meteorologiche). Le diverse metodologie di analisi dei dati di ricaduta hanno permesso di evidenziare comunque la presenza di una caratteristica di diffusione che indica entro i 4-5 km di raggio le aree oltre le quali gli impatti risultano non apprezzabili. Inoltre è stato possibile anche evidenziare come comunque gli impatti relativi più significativi (da valutarsi con un modello diffusionale di maggiore dettaglio ed idoneo al caso specifico preso in esame di presenza di calme di vento e di condizioni orografiche anche complesse) si abbiano entro i 2,5 km dal baricentro di localizzazione dell impianto. Tale estensione areale deve essere considerata quella di applicazione delle analisi di dettaglio sanitario Tali definizioni areali sono di estrema utilità per la definizione di due aree territoriali: 1. area di approfondimento per la raccolta dei dati di stato sanitario preesistente (definizione dello stato di salute e georeferenziazione dei dati raccolti, curato dall Agenzia Regionale di Sanità); 2. area di approfondimento per la caratterizzazione delle ricadute al suolo di inquinanti e della caratterizzazione della qualità dell aria.

5 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag Caratterizzazione delle sorgenti antropiche di inquinanti presenti nell area Sorgenti puntuali significative La caratterizzazione delle emissioni antropiche presenti entro l area di interesse o comunque in grado di avere impatto sull area di interesse, sono state definite sulla base di base di dati esistenti, parzialmente rivisti, rielaborati e validati. Per sorgenti puntuali di inquinanti atmosferici si intendono con riferimento all inventario della Provincia di Firenze - sostanzialmente i camini che hanno una produzione di emissioni su base annua, riferita ad almeno uno dei macroinquinanti (NOx, SOx, Polveri), superiore ad una soglia stabilita a 25 t/anno. Secondo tale classificazione, non sono presenti sorgenti puntuali all interno della zona di interesse (quadrato con lato 10 km). Tale classificazione, infatti, esclude dalla caratterizzazione dettagliata, un numero molto elevato di piccole-media aziende, che seppure non superanti la soglia posta come limite, singolarmente, contribuiscono pesantemente nel complesso a peggiorare la qualità dell aria della zona in esame, in termini di effetto cumulato. Alla luce di questa considerazione, è stato scelto di superare la definizione adottata per la redazione dell inventario provinciale i cui scopi ed obiettivi sono sostanzialmente diversi da quelli del presente studio - e caratterizzare come puntuali, ai fini dello studio modellistico (vale a dire posizionare geograficamente il punto emissivo e definirne le caratteristiche del camino), anche sorgenti con produzioni annue di macroinquinanti inferiori alla soglia stabilita, definendo nuovi valori di soglia per la selezione, sulla base del confronto con le produzioni di inquinanti prodotte dal termovalorizzatore. Per la definizione delle soglie di definizione delle sorgenti di interesse, si è anche tenuto conto del fatto che le emissioni di macroinquinanti dal termovalorizzatore vengono rilasciate ad altezze piuttosto elevate (60-80 m). Sulla base di semplici valutazioni, cautelative, di tipo diffusivo, si è quindi tenuto conto dell effetto di quota di emissione diversa (rispetto a sorgenti aventi quota di emissione inferiore) in termini di potenziale carico ambientale trasferito al suolo. Le valutazioni effettuate hanno permesso di stimare nell ordine di Il rapporto di carico al suolo determinato da emissioni introdotte in atmosfera dall impianto di termovalorizzazione, rispetto ad emissioni introdotte in atmosfera a quote inferiori. La valutazione effettuata permette di stimare, in via del tutto cautelativa e con la sola finalità di individuare delle soglie di classificazione delle sorgenti antropiche, quindi che l effetto di una quantità definita di inquinante emesso alla quota definita per il termovalorizzatore, possa avere un effetto paragonabile a quello di un camino ad altezza inferiore (5-10 m risulta essere tipicamente l altezza di camini di processi industriali aventi piccole-medie dimensioni), che emetta una quantità ridotta di un fattore Aggiungendo a questo criterio di selezione - riferito ai macroinquinanti il principio di inclusione di tutte quelle attività che hanno rilascio di sostanze microinquinanti (Hg, Pb, Cd, BTX, PCDD/PCDF, IPA), per il quali criteri di soglia di emissione risultano essere non cautelativi della necessità di valutare anche i fenomeni di accumulo, sono state selezionate circa 50 sorgenti di emissione, caratterizzate nel dettaglio del quadro emissivo, con riferimento ad un area quadrata (centrata sulla localizzazione ipotetica del termovalorizzatore) con lato 10 km.

6 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag. 80 I dati relativi alle sorgenti puntali, così selezionate, provengono sostanzialmente dal database delle procedure di autorizzazione alle emissioni in atmosfera (DPR 203/88) della Provincia di Firenze. Tali dati, essendo relativi alle soglie limite ammissibili massime di gestione dei camini, sono state anche verificati e rielaborati sulla base dei dati relativi alle condizioni reali di gestione del processo, ricavabili dalle documentazioni relative ai controlli e agli autocontrolli effettuati sui diverse camini. Tale analisi di dettaglio per la validazione del quadro emissivo dei diversi soggetti antropici presi in esame come sorgenti puntuali, compreso il lavoro di selezione delle sorgenti da prendere a riferimento, è stato effettuato in maniera congiunta dai tecnici della Provincia di Firenze e di ARPAT, col supporto dei tecnici ASL. Il database da cui sono stati estratti i dati include l archivio delle sorgenti di emissione in atmosfera- nella Provincia di Firenze - per cui la legge prevede secondo il DPR 203/88 la necessità di richiedere autorizzazione all amministrazione provinciale per dare inizio all esercizio dell attività stessa. Il D.P.R. 203/88 e successive modifiche ed integrazioni sottopone a disciplina gli impianti industriali di produzione di beni o servizi, ivi compresi gli impianti di imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, nonché agli impianti di pubblica utilità, che diano luogo ad emissioni inquinanti convogliate o tecnicamente convogliabili. Sono esclusi dal campo di applicazione del decreto gli impianti termici non inseriti in un ciclo di produzione industriale, ivi compresi gli impianti inseriti in complessi industriali, ma destinati esclusivamente a riscaldamento dei locali, nonché gli impianti di climatizzazione, gli impianti termici destinati al riscaldamento di ambienti, al riscaldamento di acqua per utenze civili, a sterilizzazione e disinfezioni mediche, a lavaggio di biancheria e simili, all'uso di cucine, mense, forni da pane ed altri pubblici esercizi destinati ad attività di ristorazione. Sono esclusi altresì gli impianti di distribuzione di carburante per autotrazione, nonché gli impianti di produzione di energia elettrica tramite sistemi eolici, fotovoltaici e solari. Sono escluse dal campo di applicazione del 203/88, a seguito dell'emanazione del DPCM 21 luglio 1989, le attività che producono un inquinamento atmosferico poco significativo (indicate nell'allegato 1 del DPR 25 luglio 1991); mentre le attività a ridotto inquinamento atmosferico (individuate nell'allegato 2 al DPR 25 luglio 1991) sono soggette a procedure semplificate. Dunque il database delle autorizzazione 203/88 della Provincia di Firenze include tutti quei camini, ricadenti nella categoria individuata sopra, attivi nel territorio provinciale e che abbiamo proceduto alla pratica autorizzativa prevista a termini di legge. E necessario sottolineare che il riferimento della concentrazione degli inquinanti al camino, per parte dei casi (laddove cioè siano risultante non soddisfacenti le documentazioni di caratterizzazione mediane controllo o autocontrollo), è comunque dato dal limite di concentrazione previsto dall autorizzazione all esercizio. Ovviamente, l utilizzo della concentrazione limite porta a sovrastimare la produzione di inquinanti rispetto alla condizione media di gestione degli impianti, fornendo comunque una valutazione cautelativa della situazione. Riassumendo, i dati che caratterizzano il quadro emissivo di una sorgente puntuale, così come descritta nel database autorizzazioni 203, sono organizzati come: - numero identificativo del camino - codice indentificativo del processo a cui ogni camino corrisponde (ad ogni stabilimento possono corrispondere più camini) - inquinanti per cui si ha l imposizione di un limite di concentrazione (o di flusso) dalla pratica autorizzativa

7 Capitolo 3 Caratterizzazione delle sorgenti pag limite di concentrazione imposto dalla autorizzazione alle emissioni [mg/nm 3 ] (o limite di flusso) - coordinate UTM dello stabilimento o dei singoli camini di emissione - portata di flusso gassoso dei singoli camini [Nm 3 /h] - altezza del camino [m] - temperatura del flusso gassoso al camino [ C] - area dello sbocco del camino [m 2 ] - velocità di uscita del flusso allo sbocco [m/s] - durata dell emissione in ore al giorno - durata dell emissione in ore all anno - valore di concentrazione degli inquinanti dagli autocontrolli [mg/nm 3 ]. Su tale area (coordinate Gauss-Boaga maggiori di X , Y e minori di X , Y ), il numero delle aziende selezionate è pari a 57, corrispondenti ad un numero di singoli camini superiore (alcune aziende hanno due o più punti di emissione). Dalla lista ottenuta dalla Provincia sono state selezionate le sorgenti di emissione dei seguenti inquinanti: - Ossidi di azoto - Ossidi di zolfo - Polveri (come PTS) - Cadmio - Mercurio - Piombo - Composti di Tabella A1 classe III (D.M. 12 luglio 1990 Linee guida per il contenimento delle emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione ), rappresentativi del benzene - Composti di Tabella D classe IV (D.M. 12 luglio 1990 Linee guida per il contenimento delle emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione ), rappresentativi di toluene e xilene - IPA (riportati come tali fra le emissioni fornite dalla Provincia) - PCDD-PCDF (riportati come tali fra le emissioni fornite dalla Provincia)

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