MORIE E SPOPOLAMENTI DEGLI ALVEARI: COMPORTAMENTI ISPETTIVI E GESTIONE

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MORIE E SPOPOLAMENTI DEGLI ALVEARI: COMPORTAMENTI ISPETTIVI E GESTIONE"

Transcript

1 Dr. Filippo Bosi - Veterinario Dipendente (AUSL Ravenna) - - MORIE E SPOPOLAMENTI DEGLI ALVEARI: COMPORTAMENTI ISPETTIVI E GESTIONE Nottola di Montepulciano,

2 Legge n 313 Disciplina dell apicoltura Art. 1: riconosce L APICOLTURA COME ATTIVITA DI INTERESSE NAZIONALE utile per la conservazione dell ambiente naturale, dell ecosistema e dell agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche. L apicoltura è una attività zootecnica minore, ma le sue ricadute sul sistema produttivo e sull ecosistema, sono ingenti; prima ancora della sola produzione del miele, la sua importanza è appunto legata all effetto pronubo; l'84% delle specie di piante e il 76% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dalle api, per cui il valore economico dell'impollinazione risulta tra 7 e 10 volte maggiore del valore del miele prodotto, (da Risoluzione del Parlamento UE sulla situazione nel settore dell Apicoltura, 2010) 2

3 OBBLIGO DI DENUNCIA DI MALATTIE O MORTE DI ANIMALI T.U.LL.SS. N del 1934, art. 264 (Delle misure contro la diffusione delle malattie infettive degli animali) I veterinari, i proprietari o detentori di animali domestici, debbono denunziare immediatamente al podestà del luogo, qualunque caso di malattia infettiva diffusiva del bestiame, accertata o sospetta, o qualunque caso di morte improvvisa di animale, non riferibile a malattia comune già accertata. 3

4 NORMATIVA SANITARIA DPR 320/1954 Regolamento di Polizia Veterinaria Art.1- le malattie soggette a denuncia, relativamente alle api sono: Peste Europea, Peste Americana, Nosemiasi*, Acariasi poi successivamente sono state aggiunte Varroasi (O.M O.M ) Aethina tumida e acaro Tropilaelaps, (O.M ) * La nota del Ministero Salute del , con oggetto RPV - misure per nosemiasi, chiarisce che per Nosemiasi si deve intendere solamente la forma clinica da Nosema apis 4

5 DPR 320/1954 Regolamento di Polizia Veterinaria Art. 2: obbligo di denuncia al Servizio Veterinario AUSL, di tutte queste malattie, anche per il solo sospetto, indipendentemente dalle variabili del caso inoltre qualunque nuovo caso di malattia o morte improvvisa che si verifica entro 8 giorni da un caso precedente non riferibile a malattia comune già accertata. 5

6 Art. 2: obbligo di denuncia, in relazione al settore apistico: Sono tenuti alla denuncia: veterinari, sia dipendenti pubblici che libero-professionisti, proprietari e detentori di animali, presidi delle facoltà di medicina veterinaria direttori di istituti e/o laboratori ove si accertino le malattie, forze dell ordine, agenti al servizio delle province e comuni., guardie dell ente per la protezione degli animali)... I Veterinari devono sempre fare la denuncia per iscritto. 6

7 Obbligo di denuncia: Per quanto il DPR320/1954 non nomini gli Esperti Apistici, questi sono ugualmente tenuti alla denuncia, ai sensi del RDL 2079/1925 (Provvedimenti per la difesa della Apicoltura) e successivi decreti attuativi Analogamente, non possono sottrarsi a questo obbligo, le persone che a vario titolo svolgono servizi per conto di Istituzioni, Enti di Ricerca o altri organismi Pubblici ; se non procedono essi stessi alla denuncia, devono darne comunicazione ai loro Responsabili, i quali sono tenuti all obbligo di denuncia significativa è la nota del Ministero della Salute, del , con oggetto Denuncia di malattia infettiva ai sensi del RPV DPR 320/1954, che richiama agli obblighi di legge. 7

8 DPR 320/1954 Regolamento di Polizia Veterinaria Seguono poi le indicazioni da seguire in caso di malattia degli animali: modalità per fare la denuncia, misure cautelari da adottare da parte dei proprietari/detentori, accertamento della diagnosi, inchiesta epidemiologica, istruzioni circa la gestione del focolaio e adozione di apposita ordinanza da parte del Sindaco - autorità competente-, revoca delle misure adottate Per la lotta contro le malattie degli animali, i veterinari pubblici si avvalgono degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, occorrendo dei laboratori provinciali di igiene e profilassi; possono richiedere la consulenza delle Facoltà di Medicina Veterinaria. Per la lotta contro le malattie delle api si avvalgono anche degli Istituti specializzati in apicoltura (art. 67). 8

9 RPV - Art 154: malattie delle api Nei casi di malattie delle api, il sindaco ricevuta la denuncia, dispone i seguenti provvedimenti. - mediante apposita ordinanza da notificarsi per iscritto ai detentori degli animali - l Autorità Sanitaria cui spetteranno questi compiti, in futuro potrebbe essere individuata all interno della AUSL (con possibilità di accelerare i tempi di applicazione); in alcune Regioni è già così. 9

10 RPV - Art 154: malattie delle api: provvedimenti a carico del detentore/apicoltore 1) Divieto di: a) lasciare a portata delle api il miele, i favi e qualsiasi materiale possibile veicolo di contagio; b) rimuovere, vendere o comunque alienare o occultare le api, le arnie, gli attrezzi ed il materiale in genere degli apiari infetti o sospetti; c) asportare il miele e la cera se non sottoposti ad appropriata sterilizzazione; d) rinnovare o di immettere nuove famiglie nell apiario infetto prima che i relativi impianti siano stati disinfettati 2) Obbligo di chiusura delle arnie vuote 10

11 RPV - Art 154: malattie delle api Sono da considerare sospetti tutti gli apiari situati nel raggio di volo delle api, calcolato in almeno 3 Km dall apiario infetto. Commento Per le malattie delle api, non sono comunque previste Zone infette o di Protezione/Sorveglianza. difficoltà ad assicurare il controllo del territorio (superficie di un cerchio di 3 km di raggio = 28 KmQ!!!) specialmente se in aree ad elevata densità di allevamenti; per agevolare tale operazione, è molto utile la georeferenziazione degli apiari, all atto del censimento. 11

12 RPV - Art.155: provvedimenti particolari per peste europea peste americana Aethina tumida (piccolo scarabeo dell alveare) acaro Tropilaelaps A completamento dei provvedimenti precedenti (art. 154) può essere ordinata la distruzione delle famiglie delle arnie infette*. * Arnie infette : applicare questo criterio alla lettera, in caso di Peste Americana, può portare a distruggere tutte le famiglie, in quanto spore di Paenibacillus larvae, sono facilmente rinvenibili con analisi laboratorio, tanto sulle api, che nel materiale, ma non necessariamente danno malattia. 12

13 RPV-Art.155: provvedimenti particolari Le api così uccise nonché i favi ed i bugni villici che hanno contenuto covate o resti di larve devono essere bruciati, i favi privi di covata fusi, le arnie e gli attrezzi disinfettati. Il terreno circostante deve essere vangato o disinfettato. Se la malattia è allo stato iniziale, possono essere consentiti opportuni trattamenti curativi. L apiario trattato deve essere tenuto in osservazione e sottoposto ad esami di controllo sino a risanamento accertato. 13

14 Art 156: idem per Nosemiasi e Acariasi Le norme stabilite per le pesti apiarie valgono, in quanto applicabili, per la nosemiasi e per l acariasi. Gli apiari infetti o sospetti possono essere sottoposti ad opportuni trattamenti curativi. Art.157: In casi particolari possibilità di autorizzare il trasferimento di alveari sani, da località infette, previo accertamento sanitario. Art. 158: Dei provvedimenti sanitari adottati e della loro revoca deve essere data comunicazione all Ispettorato provinciale dell agricoltura e, dove esiste, al Consorzio Apistico Provinciale. 14

15 Norme per la profilassi della varroasi O.M Ordinanza Min. Sanità Art. 1: nei casi di varroasi, il Sindaco ricevuta la denuncia dispone: a) divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive e di introdurre nell apiario infestato nuove famiglie prima che i relativi impianti siano stati disinfestati b) esecuzione di opportuni trattamenti disinfestanti o distruzione nei casi di infestazione incontrollabile Art.2: esecuzione di interventi diagnostici/disinfestanti agli apiari circostanti per un raggio di almeno 5 Km Art. 3: revoca i provvedimenti dopo l accertamento ufficiale degli interventi effettuati (o dopo la distruzione) Art. 4: abroga l art. 3 dell O.M

16 In apicoltura, le denunce di malattie e mortalità sono rare e quindi la fotografia della situazione reale, non la si può desumere dalle stime ufficiali, né per le malattie soggette a denuncia, né per qualunque nuovo caso di malattia o morte improvvisa che si sia verificato entro 8 giorni da un caso precedente non riferibile a malattia comune già accertata. Anche la mancanza di un sistema di Anagrafe unico, non aiuta a quantificare l incidenza delle malattie; siamo in attesa dell attivazione dell Anagrafe Apistica Nazionale. 16

17 Mortalità: in apicoltura può assumere due significati, cioè si può assistere alla morte della famiglia oppure a mortalità significativa delle singole api, senza che la famiglia venga a morte si tenga presente che: il DPR 320/1954 è un regolamento generale, nel quale l apicoltura e le sue problematiche, sono state appena considerate, senza entrare nel merito dei vari aspetti molto specifici, pertanto assimila le api alle altre specie di interesse zootecnico l alveare è l unità zootecnica (non le singole api), pertanto a fini statistici di interesse per il DPR320/1954 (es. Mod.1), dovendo quantificare il N dei morti, ci si deve riferire ad essi ; Qualora si manifesti mortalità significativa delle singole api (ma senza che la famiglia sia estinta), la stessa è da considerare alla pari di un sintomo di malattia e non va comunque sottovalutata; 17

18 Morie e spopolamenti, in apicoltura: moria è un termine generico, appunto legato a mortalità significative e preoccupanti Con spopolamento ci si riferisce alla drastica riduzione delle api di una famiglia, (che può arrivare fino alla totale scomparsa), in particolare descritta nella CCD (Colony collapse disorder, o sindrome da spopolamento degli alveari) Questi termini, sono stati utilizzati dal progetto Apenet ( , finanziato dal MIPAFF, con lo scopo di migliorare le conoscenze ed il controllo del settore apistico) nel quale era evidenziata l importanza che gli episodi di morie e spopolamenti, fossero resi noti; nel progetto Apenet era stata introdotta la dizione segnalazione, tuttavia almeno nei casi di Malattie denunciabili o mortalità improvvisa, ci si deve riferire al termine denuncia. 18

19 Denunce di malattia & mortalità Da quando si è diffusa la varroa, il settore apistico convive con diffusi fenomeni di mortalità di famiglie, spesso ad andamento ciclico, che hanno anche determinato negli anni, l abbandono dell attività, da parte di molti addetti. Ugualmente, anche i casi di mortalità generica, (ad eziologia non nota e il più delle volte non indagata), o di altre malattie, sono diffusi ampiamente e sono spesso entrati a far parte dello standard di allevamento di molti apicoltori, che in conseguenza hanno aumentato il tasso di rimonta, per rimpiazzare le perdite periodiche; A fronte di mortalità ingenti, si è sviluppato un commercio di famiglie (nuclei, sciami) destinato a sopperire alle perdite, soprattutto per garantire il servizio di impollinazione. 19

20 Malattie: dati ufficiali e stime I dati ufficiali sono infatti ampiamente sottostimati (anche per probabile perdita di dati nei flussi informativi, in quanto operazioni saltuarie e quindi poco rodate ). Al contrario, gli episodi di alcune malattie denunciabili, soprattutto Varroasi, Peste Americana (e in alcuni areali, Peste Europea), con conseguente mortalità ad esse riferibili, sono diffusi su tutto il territorio nazionale; in genere vengono appunto stimati, anche sulla base di dati ottenuti da questionari, richiesti in diversi modi, agli apicoltori. 20

21 Altre Cause di malattia/mortalità o di danni alle famiglie, di diversa natura, (oltre alle malattie già viste, soggette a denuncia): Virosi, in genere associate alla varroasi Amebiasi Spopolamenti da Nosema ceranae Micosi (covata calcificata e covata pietrificata) Intossicazioni da veleni vegetali (mal di maggio??) Insetti (Senotaina tricuspis, tarme della cera, Vespe e calabroni, formiche, coleotteri.) Saccheggi da parte di altre famiglie di api Uccelli (Gruccione, picchio..) Mammiferi (topi, ricci, volpi, orso.) Furti o atti vandalici Danni derivati da calamità naturali, eventi climatici estremi, mutamento del clima 21

22 Altre Cause di malattia/mortalità o di danni alle famiglie di diversa natura : Orfanità della famiglia, da cause varie Stress termici per prolungata clausura (nomadismo, altre cause.) Carenze o squilibri alimentari (anche da colture OGM?) Problemi legati allo svernamento (esaurimento delle scorte, collocazione non adeguata degli alveari.. ) Tecniche apistiche non adeguate Abbandono degli apiari da parte dell apicoltore Apicidio operato dall apicoltore, per il recupero del miele Mortalità conseguente ai trattamenti antivarroa, spesso condotti con spirito empirico, (effetti collaterali negativi, o mancata efficacia, anche di alcuni medicinali veterinari autorizzati) Sindrome da spopolamento delle famiglie (CCD, a probabile eziologia polifattoriale). Avvelenamenti da agrofarmaci/fitofarmaci 22

23 In molte di queste situazioni è corretta la denuncia o segnalazione, al Servizio Veterinario della Ausl, quanto meno per escludere la presenza di malattie denunciabili, o di elementi comunque di interesse ai fini della Sanità Pubblica. In alcune situazioni, il Servizio Veterinario, può essere chiamato ad intervenire (non sempre per motivi strettamente sanitari), su richiesta di una Autorità o di altri Organi di Controllo o per interesse di una parte. Oltre agli obblighi derivanti dal DPR 320/1954, in particolare vanno considerati gli episodi riferibili a segnalazione di sospette reazioni avverse o mancata efficacia dei medicinali veterinari, che rientrano nella Farmacovigilanza (art. 91 DLgs 193/2006) Episodi di mortalità di api, per sospetto avvelenamento degli alveari, sia per uso di fitofarmaci, che per possibili atti dolosi 23

24 I segnali che possiamo trarre dall apicoltura: l apicoltura è una realtà complessa che fa da cerniera tra regno animale e vegetale e le sue sofferenze non vanno sottovalutate, Queste ci possono infatti segnalare problemi degli apiari colpiti, con probabilità rappresentativi dello stato sanitario degli apiari del territorio circostante Ci possono segnalare la presenza di possibili problemi nell ambiente circostante, in particolare pratiche agronomiche non accettabili, con possibili conseguenze non solo sugli alveari, ma anche su altri organismi sensibili e poco visibili, inseriti nell ecosistema 24

25 SOSPETTI AVVELENAMENTI - SPOPOLAMENTI Che fare?? Come per tutte le patologie apistiche, queste segnalazioni sono abbastanza rare, ma hanno incominciato ad esserci. In passato gli avvelenamenti erano legati soprattutto alla frutticoltura, ma negli ultimi anni, molte colture sono diventate a rischio (Mais, girasole, vite, meloni, angurie, zucche, colza, nocciolo frumento, olivo, agrumi.), tanto che alcuni (Barbero, 2011), parlano di Nomadismo da fuga, appunto da queste colture. Particolarmente importanti sono stati gli episodi legati alle semine del mais (anni ), trattato con concianti a base di neonicotinoidi I neonicotinoidi sono insetticidi sistemici molto efficaci e il loro utilizzo è molto diffuso, non solo in campo agricolo, ma anche in ambiente urbano/domestico, o su alcuni animali domestici. 25

26 SOSPETTI AVVELENAMENTI Spesso nelle varie aree agricole ci sono periodi critici ricorrenti, in base alle colture prevalenti e ai calendari dei rispettivi trattamenti fitosanitari; le variabili che possono incidere nel determinare mortalità nelle api, sono molteplici e non è detto che tutti gli anni la situazione si ripeta con uguale intensità o caratteri, tutti gli anni. La sensazione è che quanto appare, sia solo la punta dell iceberg; spesso l apicoltore se ne accorge solamente dopo vari giorni, talvolta preferisce sopportare, per non perdere i buoni rapporti di vicinato o non perdere la postazione. Attualmente il trattamento di concia delle sementi con i neonicotinoidi, è sospeso in via cautelativa, in base al principio di precauzione, fino al (DM ); da quando ne è stato sospeso l utilizzo nel mais, come conciante, le segnalazioni di avvelenamenti in questa coltura, sono diminuite in maniera significativa. 26

27 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CHE FARE? Al Veterinario Ausl spetta il compito di verificare la situazione e accertare le possibili cause gli aspetti operativi ed il contesto in cui agire possono essere complessi, trattandosi di problematiche abbastanza nuove, almeno per i Servizi Veterinari. Purtroppo le indicazioni operative destinate ai Servizi, su come muoversi in tali situazioni, sono molto scarse, benché in molti atti sia stata indicata l opportunità di migliorare la conoscenza dei fenomeni. (Regione Emilia Romagna, 2 note del 2004, ma che hanno dimostrato molti limiti operativi) Nota del Min. Salute del , con oggetto Episodi di morie di api, che richiama la necessità di una azione coordinata di monitoraggio del fenomeno - Direttiva 210/21/UE del , che indica disposizioni specifiche relative ai neonicotinoidi ( Gli Stati membri provvedono affinché: - le etichette delle sementi trattate includano l indicazione che le sementi sono state trattate con clothianidin e indichino le misure di attenuazione dei rischi di cui all autorizzazione, - le condizioni per l autorizzazione, in particolare per le applicazioni a spruzzatura, includano, ove necessario, misure di attenuazione dei rischi per la protezione delle api da miele, - siano introdotti programmi di monitoraggio per verificare l esposizione effettiva delle api da miele al clothianidin in aree molto utilizzate da api bottinatrici o da apicultori, ove e come necessario.»; - DM di sospensione dei concianti.. Apenet, beenet Progetti vari 27

28 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CHE FARE? E necessario intervenire in tempi brevi, possibilmente entro le 24 ore dall inizio dei sintomi, perché alcuni principi attivi si possono degradare facilmente ; assumere le informazioni dagli apicoltori, circa: - lo stato delle famiglie e le tecniche apistiche adottate negli ultimi tempi, trattamenti, alimentazione.. - gli eventuali problemi analoghi avuti in passato - gli eventuali sospetti su possibili trattamenti insetticidi effettuati nei paraggi, in relazione alle colture presenti; in genere gli apicoltori segnalano trattamenti con fitofarmaci, effettuati a breve distanza dagli apiari. Spesso gli episodi che vengono segnalati, sono nelle immediate vicinanze delle abitazioni degli apicoltori 28

29 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CHE FARE? Se possibile, fotografare, sia degli alveari, che l ambiente circostante, in particolare la flora, sia coltivata che spontanea e la presenza di eventuali fiori, sia sulle piante probabilmente trattate, che sottostanti /circostanti possibilmente annotare il tipo di polline che le api stanno immagazzinando, per avere indicazioni circa le specie floreali visitate non tutti gli alveari sono colpiti allo stesso modo (i più forti, spesso subiscono maggiori danni). se le condizioni climatiche ed operative lo consentono, procedere al controllo dei nidi, sia per accertare le condizioni del nido, che per escludere altre patologie intervenendo in tempi rapidi, si troveranno api morte e moribonde, o con difficoltà a volare, intorpidite; le api morte da poco, hanno aspetto lucido e colori accesi, quelle morte da tempo ed esposte agli agenti esterni, si presentano più opache, inscurite 29

30 30

31 31

32 SOSPETTI AVVELENAMENTI è fondamentale il campionamento di api (e/o di altre matrici dell alveare) per la ricerca dei fitofarmaci prelevare almeno api morte/moribonde, raccolte anche in pool davanti agli alveari o sul fondo dell arnia, cercando di evitare contaminazione con erba, terra.; in presenza di molti alveari/molte api morte, eventualmente raccogliere anche più campioni, per facilitare le analisi al laboratorio. la raccolta è resa difficile se c è erba alta. utilizzare uno o più contenitori rigidi, adatti allo scopo, confezionare il campione e allegare verbale di prelievo con tutte le informazioni cliniche ed anamnestiche, Possibilmente fare campione di api anche per analisi classiche (virosi, nosema..), da inviare al laboratorio diagnostico 32

33 SOSPETTI AVVELENAMENTI Per monitorare l andamento della mortalità, e facilitare la raccolta dei campioni, può essere utile porre davanti agli alveari un telo di nylon o altro materiale, che non contaminino però le api; il campione va congelato in breve o consegnato direttamente al laboratorio (IZS); Può essere utile, campionare miele fresco, non opercolato, specialmente se si assiste a spopolamenti, senza apprezzabile mortalità davanti agli alveari, o quando il prelievo è tardivo e le api sono state esposte agli agenti atmosferici. 33

34 Non essendoci indicazioni specifiche, da parte di vari Servizi Veterinari Regionali, circa i comportamenti da tenere, talvolta ci possono essere difficoltà ad inviare i campioni di api, ai laboratori (IZS), per cui non è escluso il rischio che il costo dell analisi venga addebitato all apicoltore o comunque ci siano problemi di percorso. eventualmente contattare il CRA-Api (sul sito compaiono istruzioni specifiche, compreso un Questionario ad hoc) o l IZS di Padova. E consigliabile che i Servizi Veterinari adottino procedure in proposito, anche per facilitare l operato di personale che debba operare in turni di Pronta Disponibilità (giornate festive..), da riverificare (specie per l invio dei campioni), prima di ogni stagione agricola/apistica; 34

35 Un aspetto importante, conseguente a questi episodi, è quello delle informazioni che è opportuno assicurare, sia all interno del proprio Servizio, che all esterno. Oltre che al Servizio Provinciale Agricoltura/ Servizio Fitosanitario, è opportuno darne comunicazione al Dr. Claudio Porrini (Università di Bologna, DiSTA), che nell ambito del progetto APENET /BEENET raccoglie questi dati, che altrimenti non sempre vengono raccolti dai Servizi Veterinari. 35

36 36

37 SOSPETTI AVVELENAMENTI: CAMPIONARE I VEGETALI? Nell ambito delle indagini, qualora sia possibile individuare la probabile causa dell episodio in un trattamento con agrofarmaci, sarebbe ovvio prelevare contestualmente anche vegetali (presumibilmente trattati), o altre matrici (acqua di pozzanghere, acqua prelevata dagli atomizzatori.) per accertare in maniera diretta le responsabilità, Tuttavia, senza procedure operative specifiche, le difficoltà procedurali sono molto grandi: a chi spetta intervenire? chi deve fare il campione (e sostenerne i costi) Chi deve valutare la conformità del trattamento, da parte dell utilizzatore del fitofarmaco e sanzionarlo, in caso di utilizzo non conforme? Veterinario Ausl?* *eventualmente in sopralluogo congiunto Personale del Servizio di Igiene (SIAN SIP Sanità Pubblica e Igiene del Territorio) dell USL?* Servizio Provinciale agricoltura o Servizio Fitosanitario Regionale? o altri Servizi presenti sul territorio (Arpa?, Forestale?); 37

38 Un aspetto importante è quello comunque di intervenire in breve, garantendo la necessaria appropriatezza e tutti gli aspetti formali, compreso il diritto della difesa. Campione in 5 aliquote, di almeno 100 g l una, anche di erbe spontanee sottostanti, se in fioritura. Difficoltà (ancora maggiori rispetto al campione di api), ci potrebbero essere nell invio del materiale vegetale, per cui è raccomandabile attenersi alle procedure (ove presenti) o concordarne in maniera preventiva, tra i vari Servizi- Enti, che potrebbero intervenire. Gli interventi per gli accertamenti della conformità dei trattamenti, dovrebbero essere fatti, anche in base alle indicazioni del Pacchetto Igiene (Reg. CE 852/2004 sull igiene dei prodotti alimentari e Reg. CE 882/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali). Se il settore apistico è ancora lontano dal raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pacchetto Igiene, anche il sistema di controllo ufficiale, si deve riprogrammare, anche ridefinendo le proprie e altrui competenze. 38

39 Legge 313/2004, Disciplina dell Apicoltura - Art. 4 Disciplina dell uso dei fitofarmaci Al fine di salvaguardare l azione pronuba delle api le regioni individuano le limitazioni e i divieti, cui sottoporre i trattamenti antiparassitari.. sulle colture.. durante il periodo di fioritura, stabilendo le relative sanzioni. Le varie Regioni, hanno emanato norme che tutelano le api, dagli avvelenamenti, in genere vietando i trattamenti con prodotti nocivi per le api, in presenza di fioriture sia sulle piante oggetto di trattamento, che sulle piante eventualmente fiorite, sottostanti; queste ultime devono pertanto essere sfalciate, prima di fare il trattamento. Occorre comunque riferirsi alle singole norme regionali. E da considerare anche l Art del C.C. Responsabilità per l esercizio di attività pericolose: chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un attività pericolosa.. è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure per evitare il danno. 39

40 Il rischio chimico da fitofarmaci, per i prodotti dell alveare Negli avvelenamenti da fitofarmaci, fino ad ora il pericolo di trasferimento di residui al miele era stato giudicato minimo, per morte stessa delle api, ma recenti indagini danno meno sicurezze, soprattutto in relazione ai neonicotinoidi (Fedrizzi, 2011); Anche nell ambito del progetto Apenet, le analisi sulle api o su altre matrici dell alveare, indicano la presenza di residui, a volte a concentrazioni abbastanza elevate è un aspetto che merita di essere approfondito, per valutare meglio i possibili pericoli connessi al miele (o agli altri prodotti dell alveare) ed eventualmente poter adottare le misure più adeguate; 40

41 Dal momento che l attuale legislazione sanitaria non è rispondente alle necessità, sarebbe auspicabile un suo corposo aggiornamento, che inoltre la allinei alla legislazione relativa alla sicurezza alimentare (Reg. Ce 178/2002 e Pacchetto Igiene) l evidenza ufficiale delle problematiche che assillano l apicoltura, è il primo passo perché si concretizzino azioni, per affrontare e gestire tali problemi; E pertanto necessario sensibilizzare gli apicoltori e le loro Associazioni, a non sottovalutare essi stessi gli episodi di malattie/morie e a denunciare in forma ufficiale la loro presenza e permettere il controllo del territorio. in ambito locale, può essere utile concordare protocolli operativi, tra le parti in causa, per applicare le misure igienico sanitarie indispensabili, senza penalizzare eccessivamente il nomadismo (o l impollinazione) e il commercio; importanza di abbreviare i tempi di intervento e ove possibile, snellire le pratiche burocratiche 41

42 anche il personale deputato ai controlli ufficiali (Veterinari e altre professionalità) o impegnato in altre azioni di controllo o sostegno dell allevamento apistico, deve essere pronto a raccogliere le sofferenze dell apicoltura, in quanto appunto possono evidenziare problemi maggiori di quelli inizialmente dimostrati Il controllo ufficiale, in accordo con il Reg. Ce 882/2004, deve quindi considerare tutta la filiera apistica, ad iniziare dalla fase di allevamento e gestione degli alveari, anche in quanto inseriti nel contesto ambientale e in un sistema produttivo, in particolare di tipo agricolo. Il Pacchetto Igiene considera l igiene degli alimenti, abbinata alla sanità & benessere degli animali, la salubrità dell ambiente: le azioni richieste sono unidirezionali e devono vedere impegnati diversi attori. 42

43 Oltre quindi al DPR 320/1954 (e successive modifiche ed integrazioni), chi effettua il controllo degli alveari, deve quindi considerare anche le altre normative che possono avere interesse, per il settore: RDL 2079/1925 e successivi decreti attuativi, per quanto ancora di interesse, se non in contrasto con le norme successive, es. Esperto Apistico Legge 313/2004, Disciplina dell Apicoltura DLgs 158/2006, sul controllo dei residui DLgs 193/2006 sui medicinali veterinari Reg. CE 178/2002 principi generali della legislazione alimentare Reg. CE 852/2004 sull igiene dei prodotti alimentari Reg. CE 882/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali DLgs 193/2007 che individua l Autorità competente ad esercitare i controlli Norme delle singole Regioni, a tutela dell apicoltura 43

44 La FORMAZIONE La FORMAZIONE di tutti gli APICOLTORI (Biosicurezza & Igiene) e degli AGRICOLTORI (utilizzo agrofarmaci), è un aspetto cruciale per la crescita del settore e dovrà vedere impegnate in primo luogo le Associazioni di categoria. Anche la componente VETERINARIA (nelle sue varie componenti, pubbliche e Lib. Professionale) e le altre figure addette ai controlli, necessitano di formazione, in relazione a questi aspetti, per dare applicazione al Pacchetto Igiene. La sinergia tra le Associazioni di categoria del mondo produttivo, le Autorità di controllo e gli altri Enti preposti, potrà essere un elemento importante, per migliorare le conoscenze degli addetti e far crescere l Apicoltura (attività di interesse nazionale), con maggiori garanzie di igiene. 44

45 La Veterinaria & l Apicoltura La classe veterinaria, salvo eccezioni, ha dimostrato scarso interesse per l apicoltura, anche accettando che funzioni sanitarie di sua competenza, venissero svolte da altri operatori, non sempre adeguatamente titolati/formati. L assenza/carenza, di una formazione apistica di base (a cominciare dal piano formativo universitario, iniziale), è senz altro un motivo della relativa assenza professionale, della professione Veterinaria, nel settore apistico. Da qualche tempo invece, la Veterinaria dimostra interesse per l apicoltura, quasi a voler saldare il debito, che negli anni ha assunto nei suoi confronti (e nei confronti dei consumatori). Questo Corso (ed altri Corsi) ECM, l attività della Fnovi (gruppo Apicoltura ), l Associazione di Patologia Apistica Beepath, l attivazione di un Master specifico, l attivazione di tavoli di confronto (Ministeriali, Regionali ), sono un segno di questo interesse e lasciano ben sperare. 45

Regolamento di polizia veterinaria anagrafe apistica

Regolamento di polizia veterinaria anagrafe apistica GIORNATE DIVULGATIVE SULLA "NORMATIVA APISTICA" Regolamento di polizia veterinaria anagrafe apistica dott. Vanni Floris PROGRAMMA APISTICO REGIONALE Reg. (CE) N. 1234/2008 - AZIONE A4 Argomenti Gli articoli

Dettagli

LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA prima parte

LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA prima parte Dr. Filippo Bosi AUSL Ravenna, ASPV - f.bosi@ausl.ra.it Filippo.bosi.bri@alice.it LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA prima parte CRAAPI, BOLOGNA 23.03.2012 1 L apicoltura è una attività zootecnica minore,

Dettagli

Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna

Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna AGGIORNAMENTI SUL CONTROLLO IGIENICO-SANITARIO DELL APICOLTURA Brisighella (RA) 13 settembre 2013 Evoluzione del controllo dell apicoltura

Dettagli

La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api

La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api Dott Andrea Maroni Ponti Ufficio II Ministero della salute DGASAFV Malattie denunciabili

Dettagli

QUESTIONARIO (Da compilare in caso di mortalità anomali o spopolamento di alveari) Cognome... Nome... Via...Cap... Località... Tel...

QUESTIONARIO (Da compilare in caso di mortalità anomali o spopolamento di alveari) Cognome... Nome... Via...Cap... Località... Tel... Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (DiSTA) (Area di Entomologia) Università degli Studi di Bologna Viale Giuseppe Fanin, 42 40127 BOLOGNA Istituto Nazionale di Apicoltura Via di Saliceto,

Dettagli

LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA- seconda parte

LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA- seconda parte Dr. Filippo Bosi AUSL Ravenna, ASPV - f.bosi@ausl.ra.it Filippo.bosi.bri@alice.it LEGISLAZIONE SANITARIA IN APICOLTURA- seconda parte CRAAPI, BOLOGNA 23.03.2012 1 COMBUSTIONE DELLE FAMIGLIE AMMALATE, sotto

Dettagli

Considerazioni sugli aspetti sanitari sulla nuova legge regionale in apicoltura DR. GIUSEPPE BUCCIARELLI

Considerazioni sugli aspetti sanitari sulla nuova legge regionale in apicoltura DR. GIUSEPPE BUCCIARELLI REGIONE ABRUZZO Direzione Politiche della Salute Servizio Sanità Veterinaria e Sicurezza Alimentare Considerazioni sugli aspetti sanitari sulla nuova legge regionale in apicoltura DR. GIUSEPPE BUCCIARELLI

Dettagli

Sanità e Igiene a tutela del settore apistico: il percorso dell Emilia Romagna

Sanità e Igiene a tutela del settore apistico: il percorso dell Emilia Romagna Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna U16 Sanità e Igiene a tutela del settore apistico: il percorso dell Emilia Romagna Brisighella 13 settembre 2013 1 Diapositiva

Dettagli

L apicoltura in Trentino

L apicoltura in Trentino Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari L apicoltura in Trentino Caldonazzo 9 febbraio 2010 l apicoltura in Trentino I numeri L organizzazione I supporti normativi Le problematiche sanitarie Azienda

Dettagli

Produzione Certificata: il Manuale di Corretta Prassi Operativa (Parte I)

Produzione Certificata: il Manuale di Corretta Prassi Operativa (Parte I) Produzione Certificata: il Manuale di Corretta Prassi Operativa (Parte I) Dr. Giovanni Formato Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana Il nuovo approccio per garantire la salubrità

Dettagli

A) DENUNCIA DEGLI APIARI E DEGLI ALVEARI: Banca dati provinciale

A) DENUNCIA DEGLI APIARI E DEGLI ALVEARI: Banca dati provinciale ALLEGATO A. Direttive per l'attuazione da parte dell'azienda provinciale per i servizi sanitari delle funzioni demandate dal legislatore provinciale in materia di denuncia degli apiari e degli alveari

Dettagli

Incidenza della profilassi e controllo della varroasi sul costo di produzione del miele

Incidenza della profilassi e controllo della varroasi sul costo di produzione del miele Incidenza della profilassi e controllo della varroasi sul costo di produzione del miele Belletti PierAntonio, Università degli Studi di Udine Franco Rosa, Università Studi di Udine Andrea Chicco, Tecnico

Dettagli

OBBLIGHI ED ADEMPIMENTI DEI PRODUTTORI PRIMARI. Dott.ssa Viviana Pisano S.C. Igiene Alimenti e Nutrizione

OBBLIGHI ED ADEMPIMENTI DEI PRODUTTORI PRIMARI. Dott.ssa Viviana Pisano S.C. Igiene Alimenti e Nutrizione OBBLIGHI ED ADEMPIMENTI DEI PRODUTTORI PRIMARI Dott.ssa Viviana Pisano S.C. Igiene Alimenti e Nutrizione PRINCIPALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO Regolamento (CE) n. 178/2002 Regolamento (CE) n. 852/2004 Regolamento

Dettagli

VERBALE DI CAMPIONAMENTO N..

VERBALE DI CAMPIONAMENTO N.. VERBALE DI CAMPIONAMENTO N.. Data... Servizio Veterinario dell USSL o ASL di. All IZS di Prelievo effettuato da Azienda apistica...in qualità di... codice aziendale sub codice Telefono Luogo del campionamento:

Dettagli

Commissione Regionale per la lotta agli avvelenamenti degli animali ai sensi della D.G. 520/07

Commissione Regionale per la lotta agli avvelenamenti degli animali ai sensi della D.G. 520/07 Giunta Regionale Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti Commissione Regionale per la lotta agli avvelenamenti degli animali ai sensi della D.G. 520/07

Dettagli

PARAMETRI IGIENICO-SANITARI DEL LATTE BOVINO: PROBLEMATICHE CONNESSE CON IL IL CONTROLLO E L AUTOCONTROLLO

PARAMETRI IGIENICO-SANITARI DEL LATTE BOVINO: PROBLEMATICHE CONNESSE CON IL IL CONTROLLO E L AUTOCONTROLLO PARAMETRI IGIENICO-SANITARI DEL LATTE BOVINO: PROBLEMATICHE CONNESSE CON IL IL CONTROLLO E L AUTOCONTROLLO Reggio Emilia, 21-22 aprile 2010 Bologna, 19-20 maggio 2010 Dr.ssa Lucia Nocera Servizio Veterinario

Dettagli

Campagna federale per la verifica delle ditte attive nel settore delle disinfestazioni risultati per il Ticino

Campagna federale per la verifica delle ditte attive nel settore delle disinfestazioni risultati per il Ticino Campagna federale per la verifica delle ditte attive nel settore delle disinfestazioni risultati per il Ticino Introduzione La lotta a organismi infestanti quali roditori o insetti, viene spesso eseguita

Dettagli

Gestione dell apiario: aspetti tecnici e sanitari. Montepulciano, 25/11/ 2011 Luciano Ricchiuti

Gestione dell apiario: aspetti tecnici e sanitari. Montepulciano, 25/11/ 2011 Luciano Ricchiuti Gestione dell apiario: aspetti tecnici e sanitari Montepulciano, 25/11/ 2011 Luciano Ricchiuti Introduzione Anche per gli apiari, come per tutte le aziende zootecniche, la corretta gestione dell allevamento

Dettagli

Art. 2 (Finanziamento)

Art. 2 (Finanziamento) L.R. 21 Novembre 1988, n. 75 Norme per l' incremento ed il potenziamento dell' apicoltura laziale (1) Art. 1 (Obiettivi generali) 1. Ai fini di razionalizzare e potenziare l' attivita' apistica, nel quadro

Dettagli

Allegato I. Parte A Obiettivi formativi

Allegato I. Parte A Obiettivi formativi Allegato I Parte A Obiettivi formativi Tenuto conto dei contenuti formativi riportati nell Allegato I del decreto legislativo n. 150/2012, si riportano di seguito i contenuti comuni degli specifici corsi

Dettagli

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Obiettivi: - evitare o ridurre il fenomeno della sciamatura - conservare le api nell alveare o nell apiario (sciamatura temporanea) I metodi sono diversi

Dettagli

Dott. Luigi Palmieri esperto apistico ED ANAGRAFE APISTICA. www.palmieri.cc www.mielepalmieri.it

Dott. Luigi Palmieri esperto apistico ED ANAGRAFE APISTICA. www.palmieri.cc www.mielepalmieri.it L ATTIVITA APISTICA L. R. Marche 19 novembre 2012, n. 33 DISPOSIZIONI REGIONALI IN MATERIA DI APICOLTURA Pubblicata nel B.U. Marche 29 novembre 2012, n. 114 ED ANAGRAFE APISTICA Dott. Luigi Palmieri esperto

Dettagli

Autocontrollo e Sicurezza Alimentare. Dr. Maurizio Mangelli Venerdì 18 Febbraio 2005

Autocontrollo e Sicurezza Alimentare. Dr. Maurizio Mangelli Venerdì 18 Febbraio 2005 Autocontrollo e Sicurezza Alimentare Dr. Maurizio Mangelli Venerdì 18 Febbraio 2005 SOMMARIO Lo scenario attuale della legislazione alimentare igienico sanitaria DL 155/97: Autocontrollo e sicurezza alimentare

Dettagli

LEGGI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO

LEGGI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO MODULO 6 IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO LEGGI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO Introduzione La prevenzione degli infortuni lavorativi e delle malattie professionali è stata sempre al centro dell interesse

Dettagli

PREVENZIONE IN AGRICOLTURA --- 000 ---

PREVENZIONE IN AGRICOLTURA --- 000 --- Allegato n.1 PREVENZIONE IN AGRICOLTURA --- 000 --- DI RICERCA IN MATERIA DI PREVENZIONE IN AGRICOLTURA DENOMINATO Rilevazione Delle Malattie Professionali nelle aree Del Fucino e Valle Peligna ALLEGATO

Dettagli

Consiglio Regionale della Puglia

Consiglio Regionale della Puglia LEGGE REGIONALE 14 NOVEMBRE 2014, N. 45 Norme per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dell'apicoltura" 2 LEGGE REGIONALE Norme per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile

Dettagli

NOTIZIARIO N 1. (gennaio-marzo 2013)

NOTIZIARIO N 1. (gennaio-marzo 2013) Le Nostre Api Associazione Apicoltori Felsinei Sede Legale Via IV Novembre n 83 40056 Crespellano Bologna Cell 377 1802294-346 5790104 NOTIZIARIO N 1 (gennaio-marzo 2013) Gentilissime socie e gentilissimi

Dettagli

Assistenza tecnica in apicoltura nel Lazio

Assistenza tecnica in apicoltura nel Lazio gli speciali di apitalia gli speciali di apitalia gli speciali di apitalia gli spec Assistenza tecnica in apicoltura nel Lazio (I Parte) Nella Regione Lazio, per l anno 2010, l Assistenza tecnica in apicoltura

Dettagli

[ ] Per garantire questo, negli organi che decidono sulla

[ ] Per garantire questo, negli organi che decidono sulla Organismi di Certificazione [ ] ORGANISMI D I CERTIFICAZIONE O C IL SISTEMA DI CONTROLLO L agricoltura biologica rappresenta uno dei primi esempi di certificazione di filiera : ogni fase del processo produttivo

Dettagli

Progetto pilota europeo di sorveglianza sulla mortalitàdegli alveari

Progetto pilota europeo di sorveglianza sulla mortalitàdegli alveari Progetto pilota europeo di sorveglianza sulla mortalitàdegli alveari Franco Mutinelli Centro di referenza nazionale per l apicoltura Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie 35020 Legnaro (PD)

Dettagli

CONVEGNO FAI L UNIVERSO APE IN PERICOLO. Resoconto preliminare

CONVEGNO FAI L UNIVERSO APE IN PERICOLO. Resoconto preliminare CONVEGNO FAI L UNIVERSO APE IN PERICOLO ---------------------------- Resoconto preliminare L importanza di una rete di monitoraggio Al fine di avere idee precise sulla natura e sull entità degli spopolamenti

Dettagli

Esposizione ad agenti biologici

Esposizione ad agenti biologici Esposizione ad agenti biologici Il Titolo X corrisponde al Titolo VIII del D.Lgs. 626/94 di attuazione della direttiva 90/679/CEE, relativa alla protezione di lavoratori contro i rischi derivanti dall

Dettagli

PRODOTTI FITOSANITARI: IL NUOVO PATENTINO dott.ssa Lisanna Billeri U.F. Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Az.

PRODOTTI FITOSANITARI: IL NUOVO PATENTINO dott.ssa Lisanna Billeri U.F. Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Az. PRODOTTI FITOSANITARI: IL NUOVO PATENTINO dott.ssa Lisanna Billeri U.F. Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro Az. USL 3 Pistoia ABSTRACT Ci sono novità per i prodotti fitosanitari, a decorrere

Dettagli

CRITICI LEGATI AL CONTROLLO DELLA DELLA PESTE AMERICANA

CRITICI LEGATI AL CONTROLLO DELLA DELLA PESTE AMERICANA Profilassi della peste americana: dal monitoraggio preventivo al risanamento Progetto di ricerca e sperimentazione nel contesto del Piano integrato igienico sanitario dell Emilia Romagna 1. PREMESSA Il

Dettagli

PROGRAMMA Formazione e aggiornamento degli utilizzatori professionali e dei consulenti fitosanitari

PROGRAMMA Formazione e aggiornamento degli utilizzatori professionali e dei consulenti fitosanitari PROGRAMMA Formazione e aggiornamento degli utilizzatori professionali e dei consulenti fitosanitari Tenuto conto dei contenuti formativi riportati nel PAN, nell Allegato I del decreto legislativo n. 150/2012,

Dettagli

SERVIZIO VETERINARIO SERVIZIO VETERINARIO AREA "A"

SERVIZIO VETERINARIO SERVIZIO VETERINARIO AREA A SERVIZIO VETERINARIO Il Servizio Veterinario è costituito da una Area di Coordinamento e da tre Aree Funzionali: > AREA A: sanità animale; > AREA B: igiene della produzione, trasformazione e trasporto

Dettagli

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ORDINANZA Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati. IL

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 2825 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa della senatrice DE PETRIS COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L 8 MARZO 2004 Norme per la tutela dell apicoltura TIPOGRAFIA DEL SENATO

Dettagli

D.I.A. Dichiarazione Inizio attività (Registrazione Attività Produttive)

D.I.A. Dichiarazione Inizio attività (Registrazione Attività Produttive) D.I.A. Dichiarazione Inizio attività (Registrazione Attività Produttive) CON DECRETO Assessorato Regionale Sanità del 27/02/2008 sono state emanate le linee di indirizzo attuative del Regolamento CE n.

Dettagli

Apicoltura Biologica

Apicoltura Biologica Apicoltura Biologica Malattie delle Api e Cure Per APICOLTURA BIOLOGICA si intende l allevamento di famiglie d api, secondo regole ben precise, stabilite dalle normative emesse dalla Comunità Europea in

Dettagli

PACCHETTO IGIENE. 853, 854 e 882 emanati nell anno 2004.

PACCHETTO IGIENE. 853, 854 e 882 emanati nell anno 2004. PACCHETTO IGIENE L Unione Europea ha da sempre attribuito molta importanza all attività legislativa diretta a regolamentare la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, con l obiettivo primario di tutelare

Dettagli

BeeNet Apicoltura e ambiente in rete

BeeNet Apicoltura e ambiente in rete BeeNet Apicoltura e ambiente in rete Proposta di ampliamento e di ristrutturazione della rete nazionale di monitoraggio, del sistema delle segnalazioni e della Squadra di Pronto Intervento Apistico (SPIA)

Dettagli

INFORMAZIONI PERSONALI

INFORMAZIONI PERSONALI C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Indirizzo Città e CAP Telefono Fax E-mail PEC P.IVA 02881870733 Dott. SILVESTRE FABIO Codice Fiscale SLVFBA80L15L049I Nazionalità Italiana Data

Dettagli

BIOSICUREZZA IN ALLEVAMENTI SUINI

BIOSICUREZZA IN ALLEVAMENTI SUINI CASTELNUOVO RANGONE (MO) 12-13 maggio 2010 FORLI 3-4 giugno 2010 BIOSICUREZZA IN ALLEVAMENTI SUINI Silvano Natalini Servizio Veterinario e Igiene Alimenti MOTIVAZIONI E OBIETTIVI DELL INIZIATIVA FORMATIVA

Dettagli

SPEZIE ED ERBE AROMATICHE

SPEZIE ED ERBE AROMATICHE Marchio di qualità con indicazione di origine Marchio di qualità Südtirol/Alto Adige DISCIPLINARE per il settore SPEZIE ED ERBE AROMATICHE Decreto del Direttore della Ripartizione Economia n. 833 del 26.11.2014

Dettagli

Tecniche di gestione dell alveare

Tecniche di gestione dell alveare Tecniche di gestione dell alveare Problematiche periodo postproduzione 2014 in FVG Scarsa o nulla produzione (trattamenti in ritardo) Pessimo andamento meteo 1. Poca efficacia evaporanti (timoli, formico)

Dettagli

VISTO il Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e s.m.i.: Testo unico delle leggi sanitarie ;

VISTO il Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e s.m.i.: Testo unico delle leggi sanitarie ; VISTO il Regio Decreto n. 1265 del 27 Luglio 1934, e s.m.i.: Testo unico delle leggi sanitarie ; VISTO l art. 32 della Costituzione; VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 320 del 8 Febbraio

Dettagli

1953-2014: da oltre 60 anni al servizio dell Apicoltura italiana. Audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato Roma, 21 Ottobre 2014

1953-2014: da oltre 60 anni al servizio dell Apicoltura italiana. Audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato Roma, 21 Ottobre 2014 1953-2014: da oltre 60 anni al servizio dell Apicoltura italiana CRT- Centro di Riferimento Tecnico per l Apicoltura - A.4 Salvaguardia dell Ape Italiana Servizio di assistenza tecnica attivato con il

Dettagli

Le nuove tecnologie nel soccorso dei grandi eventi

Le nuove tecnologie nel soccorso dei grandi eventi Le nuove tecnologie nel soccorso dei grandi eventi _NICOLA COMODO Dipartimento di Sanità Pubblica Università degli Studi di Firenze L IL RUOLO DELLA SANITA PUBBLICA NELLE GRAVI EMERGENZE LA SORVEGLIANZA

Dettagli

LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELL INFESTAZIONE DA VARROA DESTRUCTOR PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2013 PREMESSA

LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELL INFESTAZIONE DA VARROA DESTRUCTOR PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2013 PREMESSA LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELL INFESTAZIONE DA VARROA DESTRUCTOR NELLA REGIONE VENETO PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2013 PREMESSA Le caratteristiche delle tecniche di lotta nei confronti di Varroa destructor

Dettagli

VIGILANZA SUGLI INCIDENTI CON DISPOSITIVI MEDICI

VIGILANZA SUGLI INCIDENTI CON DISPOSITIVI MEDICI VIGILANZA SUGLI INCIDENTI CON DISPOSITIVI MEDICI L'articolo 11 del D.Lgs. 507 del 1992 (concernente i dispositivi medici impiantabili attivi) e gli articoli 9 e 10 del D.Lgs. 46 del 1997 (concernente tutti

Dettagli

CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI ORGANISMI DI CONSULENZA AZIENDALE DELLA REGIONE UMBRIA

CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI ORGANISMI DI CONSULENZA AZIENDALE DELLA REGIONE UMBRIA ALLEGATO A CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI ORGANISMI DI CONSULENZA AZIENDALE DELLA REGIONE UMBRIA 1. Premessa Il Reg. (CE) n. 1782/2003 ha stabilito, in via obbligatoria, l istituzione da parte degli

Dettagli

L.R. 06 Novembre 2006, n. 15 Disposizioni urgenti in materia di organismi geneticamente modificati (1) SOMMARIO

L.R. 06 Novembre 2006, n. 15 Disposizioni urgenti in materia di organismi geneticamente modificati (1) SOMMARIO L.R. 06 Novembre 2006, n. 15 Disposizioni urgenti in materia di organismi geneticamente modificati (1) SOMMARIO Art. 1 Oggetto e finalità Art. 2 Divieti di coltivazione e di allevamento di OGM. Disposizioni

Dettagli

Progetto Api per la Biodiversità Bees for Biodiversity

Progetto Api per la Biodiversità Bees for Biodiversity Progetto Api per la Biodiversità Bees for Biodiversity Premessa L ape mellifera (Apis mellifera) è un insetto autoctono, suddiviso originariamente in numerose sottospecie, in Africa, gran parte dell Europa

Dettagli

progetto pilota per l implementazione di filiere agroalimentari

progetto pilota per l implementazione di filiere agroalimentari P.R.U.S.S.T - CALIDONE PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA E SVILUPPO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO progetto pilota per l implementazione di filiere agroalimentari 1^ annualità Forestali Adempimenti Quadro

Dettagli

Risultati del primo semestre di attività dell indagine sul fenomeno della moria delle api all interno delle aree naturali protette

Risultati del primo semestre di attività dell indagine sul fenomeno della moria delle api all interno delle aree naturali protette Risultati del primo semestre di attività dell indagine sul fenomeno della moria delle api all interno delle aree naturali protette Valter Bellucci 1, Stefano Lucci 1, Francesco Campanelli 1, Roberto Sannino

Dettagli

Obblighi delle imprese oggetto di controlli effettuati dal Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (SIAPZ)

Obblighi delle imprese oggetto di controlli effettuati dal Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (SIAPZ) Obblighi delle imprese oggetto di controlli effettuati dal Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (SIAPZ) ALIMENTAZIONE ANIMALE L impresa (OSM) deve attenersi alle Audit D iniziativa,

Dettagli

Indicazioni operative per i RLS aziendali in caso di infortuni e malattie professionali

Indicazioni operative per i RLS aziendali in caso di infortuni e malattie professionali Indicazioni operative per i RLS aziendali in caso di infortuni e malattie professionali Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, in base al D.Lgs 81/08 riceve le informazioni e la documentazione

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA, DELLA SICUREZZA ALIMENTARE E DEGLI ORGANI COLLEGIALI PER LA TUTELA

Dettagli

Analisi dell impatto sull entomofauna delle trappole selettive impiegate contro Vespa velutina. Premessa del traduttore:

Analisi dell impatto sull entomofauna delle trappole selettive impiegate contro Vespa velutina. Premessa del traduttore: Analisi dell impatto sull entomofauna delle trappole selettive impiegate contro Vespa velutina Premessa del traduttore: Con la presente traduzione abbiamo voluto portare all attenzione del lettore italiano

Dettagli

Progetto pilota per la sorveglianza della mortalità delle colonie di api Italia 2012-2013 Protocollo di campionamento

Progetto pilota per la sorveglianza della mortalità delle colonie di api Italia 2012-2013 Protocollo di campionamento Progetto pilota per la sorveglianza della mortalità delle colonie di api Italia 2012-2013 Protocollo di campionamento Le buone pratiche di campionamento Il prelievo dei campioni: i campioni vengono effettuati

Dettagli

DOPO UN CASO DI PESTE AMERICANA CHE FARE? Dr.ssa Rosanna Rossi USL7 di Siena Dr.ssa Giuliana Bondi USL7 di Siena

DOPO UN CASO DI PESTE AMERICANA CHE FARE? Dr.ssa Rosanna Rossi USL7 di Siena Dr.ssa Giuliana Bondi USL7 di Siena DOPO UN CASO DI PESTE AMERICANA CHE FARE? Dr.ssa Rosanna Rossi USL7 di Siena Dr.ssa Giuliana Bondi USL7 di Siena TUTTO IL MATERIALE CHE È ENTRATO IN CONTATTO CON LE COLONIE AMMALATE DEVE ESSER DISTRUTTO

Dettagli

Obblighi ed Adempimenti dei Produttori Primari. Relatore: Dr. Pierluigi Conte

Obblighi ed Adempimenti dei Produttori Primari. Relatore: Dr. Pierluigi Conte Obblighi ed Adempimenti dei Produttori Primari Relatore: Dr. Pierluigi Conte Concetto di produzione a Tutte le operazioni effettuate sui prodotti a condizione che questi non subiscano alterazioni sostanziali

Dettagli

COMPETENZE ED AZIONI CORRETTO UTILIZZO DEL FARMACO IN APICOLTURA

COMPETENZE ED AZIONI CORRETTO UTILIZZO DEL FARMACO IN APICOLTURA COMPETENZE ED AZIONI CORRETTO UTILIZZO DEL FARMACO IN APICOLTURA Dr.ssa Giuliana Bondi ASL 7 Siena Tab. 1 - COMPETENZE ED AZIONI CORRETTO UTILIZZO DEL FARMACO FIGURA COMPETENTE di animali allevati per

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA TUTELA IGIENICO-SANITARIA DEL SERVIZIO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI 2 ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO 2 ART.

REGOLAMENTO PER LA TUTELA IGIENICO-SANITARIA DEL SERVIZIO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI 2 ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO 2 ART. REGOLAMENTO PER LA TUTELA IGIENICO-SANITARIA DEL SERVIZIO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI 2 ART. 1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO 2 ART. 2 - TUTELA SANITARIA DEL PERSONALE ADDETTO AL SERVIZIO 2 ART. 3 - DISINFEZIONE

Dettagli

Sondrio, Relazione perdita delle colonie produttive di api 2012

Sondrio, Relazione perdita delle colonie produttive di api 2012 Via Carlo Besta, 1 231 Sondrio (SO) Sondrio, Relazione perdita delle colonie produttive di api 212 Come ogni anno, la nostra Associazione ha eseguito un'indagine relativa alla mortalità degli alveari avvenuta

Dettagli

PNAA biennio 2006-2007- Esami condotti nella Regione Lazio sui mangimi per animali destinati alla produzione di derrate alimentari Bovini da latte

PNAA biennio 2006-2007- Esami condotti nella Regione Lazio sui mangimi per animali destinati alla produzione di derrate alimentari Bovini da latte CONTROLLI NELLA FILIERA ALIMENTARE PER LA RICERCA DI RESIDUI DI SOSTANZE INDESIDERATE DA PARTE DEI SERVIZI DI SANITA PUBBLICA VETERINARIA DELLA REGIONE LAZIO Le diossine sono un gruppo di 210 sostanze

Dettagli

L applicazione del D.lgs. 81/08 e s. m. i. nella scuola SGSSL

L applicazione del D.lgs. 81/08 e s. m. i. nella scuola SGSSL L applicazione del D.lgs. 81/08 e s. m. i. nella scuola SGSSL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO SCHEDE DI APPROFONDIMENTO IL 1 Servizio di Prevenzione e Protezione (art. 31) Che cos

Dettagli

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI DECRETO 28 gennaio 2008 Lotta obbligatoria contro il marciume anulare della patata (Clavibacter michiganensis ssp. Sepedonicus). Recepimento della

Dettagli

REGOLAMENTI COMUNITARI DI IGIENE, NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE IN APICOLTURA

REGOLAMENTI COMUNITARI DI IGIENE, NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE IN APICOLTURA REGOLAMENTI COMUNITARI DI IGIENE, NORMATIVA NAZIONALE E REGIONALE IN APICOLTURA Dr.ssa ROSANNA ROSSI ASL7 SIENA Montepulciano 25/11/2011 NORMATIVA COMUNITARIA Reg. CE 178 del Parlamento Europeo e del Consiglio

Dettagli

Specialista in Medicina del Lavoro

Specialista in Medicina del Lavoro LA SORVEGLIANZA SANITARIA ALLA LUCE DEL D.LGS.81/08 TESTO UNICO IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Prof. Vincenzo Terracino consulente Specialista in Medicina del

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI SENSIBILI E GIUDIZIARI

REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI SENSIBILI E GIUDIZIARI REGOLAMENTO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI SENSIBILI E GIUDIZIARI (Art.20-21 D.Lgs 196/2003 Codice in materia di protezione di dati personali) Scheda n. 1 DENOMINAZIONE DEL TRATTAMENTO: TUTELA DAI

Dettagli

PSRN Programma di Sviluppo Rurale Nazionale

PSRN Programma di Sviluppo Rurale Nazionale PSRN Programma di Sviluppo Rurale Nazionale Gestione dei rischi in agricoltura - Assicurazioni del raccolto, degli animali e delle piante (art. 37 del Reg. Ue 1305/2013) Quadro d insieme A partire dal

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute OGGETTO: Potenziamento dei controlli di legalità nel settore del trasporto internazionale degli animali vivi. Attuazione del Regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio dell Unione europea, del 22 dicembre

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 187, FATTA A GINEVRA IL 15 GIUGNO

DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 187, FATTA A GINEVRA IL 15 GIUGNO DISEGNO DI LEGGE RECANTE RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, N. 155, FATTA A GINEVRA IL 22 GIUGNO 1981, E RELATIVO PROTOCOLLO, FATTO A GINEVRA IL 22 GIUGNO

Dettagli

DECRETO 4 dicembre 2009: Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale. (Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2010)

DECRETO 4 dicembre 2009: Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale. (Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2010) DECRETO 4 dicembre 2009: Disposizioni per l'anagrafe apistica nazionale. (Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2010) IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL

Dettagli

COMUNE DI MAGLIANO IN TOSCANA

COMUNE DI MAGLIANO IN TOSCANA ORDINANZA N. 35 DEL 15-07-2015 UFFICIO SINDACO ORIGINALE Oggetto: Attuazione della Delibera di G.R.T. 1 Dicembre 2014 n. 1095 - Disposizioni operative sull'interramento in loco di carcasse di animali morti

Dettagli

COME VENGONO REALIZZATI I CONTROLLI ORDINARI DELLA SANITA ANIMALE?

COME VENGONO REALIZZATI I CONTROLLI ORDINARI DELLA SANITA ANIMALE? COME VENGONO REALIZZATI I CONTROLLI ORDINARI DELLA SANITA ANIMALE? Regolamenti di Polizia Veterinaria/Norma sanitaria L input del processo è costituito dalla normativa sanitaria veterinaria COSTRUZIONE/GESTIONE

Dettagli

Corso per alimentaristi

Corso per alimentaristi Il tema della sicurezza alimentare riveste un ruolo di primaria importanza all interno della vita di ogni consumatore. La legislazione alimentare, fondamentale per assicurare un equo agire della autorità,

Dettagli

REGOLAMENTO TUTELA IGIENICO-SANITARIA SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI

REGOLAMENTO TUTELA IGIENICO-SANITARIA SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI REGOLAMENTO TUTELA IGIENICO-SANITARIA SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI Approvato con delibera di C.C. n.28 del 12/09/1983 Art.1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento ha per oggetto la tutela igienico-sanitaria

Dettagli

Il primo soccorso veterinario ed i nuovi obblighi derivanti dalle innovazioni al codice della strada introdotte con legge 120/2010

Il primo soccorso veterinario ed i nuovi obblighi derivanti dalle innovazioni al codice della strada introdotte con legge 120/2010 Il primo soccorso veterinario ed i nuovi obblighi derivanti dalle innovazioni al codice della strada introdotte con legge 120/2010 Aspetti legislativi ed organizzativi Dr. Marino Mario Le nuove disposizioni

Dettagli

PROGRAMMA FORMATIVO CORSI BASE E DI AGGIORNAMENTO PER UTILIZZATORI PROFESSIONALI E CONSULENTI DEI PRODOTTI FITOSANITARI

PROGRAMMA FORMATIVO CORSI BASE E DI AGGIORNAMENTO PER UTILIZZATORI PROFESSIONALI E CONSULENTI DEI PRODOTTI FITOSANITARI PROGRAMMA FORMATIVO CORSI BASE E DI AGGIORNAMENTO PER UTILIZZATORI PROFESSIONALI E CONSULENTI DEI PRODOTTI FITOSANITARI (COME STABILITO DALL ARTICOLO 6 DEL D.LGS 14/08/2012, N. 150 RECANTE: ATTUAZIONE

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE/AGGIORNAMENTO. in materia di Gestione del Rischio derivante da. Materiali Contenenti Amianto

CORSO DI FORMAZIONE/AGGIORNAMENTO. in materia di Gestione del Rischio derivante da. Materiali Contenenti Amianto ASSESSORATO POLITICHE PER LA SALUTE DIREZIONE GENERALE SANITÀ E POLITICHE SOCIALI SERVIZIO SANITÀ PUBBLICA CORSO DI FORMAZIONE/AGGIORNAMENTO in materia di Gestione del Rischio derivante da Materiali Contenenti

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA' PUBBLICA VETERINARIA E DEGLI ALIMENTI UFFICI VIII Ordinanza del Ministro della Salute Misure

Dettagli

9.3.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10 DELIBERAZIONE 28 febbraio 2011, n. 104

9.3.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10 DELIBERAZIONE 28 febbraio 2011, n. 104 9.3.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 10 DELIBERAZIONE 28 febbraio 2011, n. 104 Indirizzi per l attività di gestione degli elenchi regionali degli operatori biologici e dei concessionari

Dettagli

Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98.

Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98. Regolamento concernente la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e del D.M. 363/98. Art. 1 - Datore di lavoro 1. Il Rettore, quale Rappresentante legale

Dettagli

F O R M A T O E U R O P E O

F O R M A T O E U R O P E O F O R M A T O E U R O P E O P E R I L C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome Paola Marcello Indirizzo S.V. Logulentu Badde Tolta, 7/a 07100 Sassari (SS) Telefono 3286768290 Fax 079 328058

Dettagli

PROTOCOLLO PER L AFFIDAMENTO IN GESTIONE AGLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA DELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA DELLA PROVINCIA DI FIRENZE

PROTOCOLLO PER L AFFIDAMENTO IN GESTIONE AGLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA DELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA DELLA PROVINCIA DI FIRENZE Allegato A alla Deliberazione della Giunta Provinciale n. 513 del 19.12.2002 PROTOCOLLO PER L AFFIDAMENTO IN GESTIONE AGLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA DELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA DELLA PROVINCIA

Dettagli

PATOLOGIE DELLE API SCHEDA TECNICA SUL NOSEMA

PATOLOGIE DELLE API SCHEDA TECNICA SUL NOSEMA PATOLOGIE DELLE API SCHEDA TECNICA SUL NOSEMA Considerazioni preliminari Se c è in apicoltura una patologia dai tratti confusi, indefiniti, in una parola, sconosciuti ai più, è proprio il nosema. Fino

Dettagli

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere).

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere). L'agricoltura biologica è un metodo di produzione regolato sotto l aspetto legislativo a livello comunitario con un primo regolamento, il Regolamento CEE 2092/91, sostituito successivamente dai Reg. CE

Dettagli

Il rischio cancerogeno e mutageno

Il rischio cancerogeno e mutageno Il rischio cancerogeno e mutageno Le sostanze cancerogene Un cancerogeno è un agente capace di provocare l insorgenza del cancro o di aumentarne la frequenza in una popolazione esposta. Il cancro è caratterizzato

Dettagli

Cosa deve fare il SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE COMPITI

Cosa deve fare il SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE COMPITI Rappresenta lo spazio organizzativo che all interno dell impresa agricola deve occuparsi della gestione della sicurezza. Il responsabile del SPP viene nominato dal datore di lavoro tra i propri dipendenti

Dettagli

IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO DELLE COLTURE NELLA DIFESA INTEGRATA E I NUOVI ORIENTAMENTI DELLA NORMATIVA EUROPEA

IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO DELLE COLTURE NELLA DIFESA INTEGRATA E I NUOVI ORIENTAMENTI DELLA NORMATIVA EUROPEA IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO DELLE COLTURE NELLA DIFESA INTEGRATA E I NUOVI ORIENTAMENTI DELLA NORMATIVA EUROPEA Dott.ssa Flavia Grazia Tropiano SeSIRCA Regione Campania Caserta 24 novembre 2011 La difesa

Dettagli

REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale. Veterinaria - Settore LA GIUNTA REGIONALE

REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale. Veterinaria - Settore LA GIUNTA REGIONALE O GG E TTO : Piano Regionale dei Controlli integrati in materia di sicurezza alimentare 2007-2010. N. 547 IN 23/05/2008 LA GIUNTA REGIONALE del REGISTRO ATTI DELLA GIUNTA Visto il Regolamento (CE) n. 178/2002

Dettagli

Ministero della Salute Agenzia Italiana del Farmaco

Ministero della Salute Agenzia Italiana del Farmaco Ministero della Salute Agenzia Italiana del Farmaco Linee guida per la classificazione e conduzione degli studi osservazionali sui farmaci IL DIRETTORE GENERALE VISTO il Decreto del Ministero della Salute

Dettagli

Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio.

Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio. Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio. Vengono posti alcuni quesiti in relazione al servizio di trasporto dei rifiuti. Un Consorzio di Enti Locali, costituito

Dettagli

CINGHIALE ED AREE PROTETTE IN ITALIA - IL CASO DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

CINGHIALE ED AREE PROTETTE IN ITALIA - IL CASO DEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CAMERINO FACOLTA DI MEDICINA VETERINARIA Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali Dipartimento di Scienze Veterinarie TESI DI LAUREA IN AGR/19 ZOOTECNIA

Dettagli

I problemi legati agli animali sono tanti, soprattutto in una società che si sta solo ora mettendo al passo con le loro esigenze.

I problemi legati agli animali sono tanti, soprattutto in una società che si sta solo ora mettendo al passo con le loro esigenze. I problemi legati agli animali sono tanti, soprattutto in una società che si sta solo ora mettendo al passo con le loro esigenze. È quindi fondamentale portare le persone che posseggono animali, o vorrebbero

Dettagli

Un Esempio di Successo nella Lotta alla Zanzara Tigre

Un Esempio di Successo nella Lotta alla Zanzara Tigre Un Esempio di Successo nella Lotta alla Zanzara Tigre Bologna, 11 Novembre 2005 Fondazione Aldini - Valeriani www.copyr.it 1 campagna informazione e prevenzione Essenziale per prevenire lo sviluppo incontrollato

Dettagli

Legge 24 dicembre 2004, n. 313. "Disciplina dell'apicoltura"

Legge 24 dicembre 2004, n. 313. Disciplina dell'apicoltura Legge 24 dicembre 2004, n. 313 "Disciplina dell'apicoltura" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 2004 ******************* ART. 1. (Finalità). 1. La presente legge riconosce l'apicoltura

Dettagli