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1 Trimestrale di informazione anno V numero 4 agosto ,80 informa MERCATI Questione di rating CASH AND CARRY Cash and Carry Migro. Facili da raggiungere difficili da dimenticare DIRITTO E FISCO Pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali FUORI DAGLI SCHEMI

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3 SOMMARIO Migro Informa agosto Finestra sui Mercati informa Diritto e Fisco 6 A cosa pensano gli italiani 8 Questione di rating 9 Conciliazione e collaborazione tra stato e cittadini 10 Stop al mais OGM 11 Bandiere del gusto Marketing e fornitori 12 La qualità prima del prezzo 15 La parola ai clienti Cash and Carry 16 Cash and Carry Migro. Facili da raggiungere difficili da dimenticare Lavoro e Carriere 18 Imprese più fiduciose, produzione industriale torna a salire 19 Tra paure e carte vincenti al colloquio di lavoro Pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali 22 Ristrutturazioni edilizie: detrazione del 50% per l acquisto di mobili 23 Multe: sconto del 30% se paghi subito Life Style 24 Computer e software: le novità in arrivo in autunno 25 Google lancia la sfida a webtv e smartphone 26 Le ricette di Zona Franca 27 La dieta arcobaleno per il buonumore Punti di Vista 28 Quale futuro per la Fiera del Levante? 29 La sesius tax Rubriche 30 Libri 31 Lettere

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5 Migro Informa agosto EDITORIALE L economia è in ripresa Benedetta Maffia La recessione è agli sgoccioli, l Italia ne uscirà entro quest anno. I segnali già si intravedono in questo terzo trimestre, il quarto dovrebbe vedere il primo segno positivo, e il 2014 sarà interamente con segno più Cari lettori, eccoci nuovamente insieme per riprendere il viaggio nel mondo dell economia. Cosa è cambiato dallo scorso anno? Rispetto all autunno 2012, lo scenario economico internazionale è migliorato. Le banche centrali hanno favorito il recupero dei mercati finanziari, e questo si sta gradualmente traducendo in un rafforzamento della domanda globale. L intensità della ripresa è direttamente proporzionale all entità dello sforzo profuso dalle politiche monetarie. Affidiamoci allora alle previsioni per il del Ref.ricerche e cerchiamo di intravedere lo scenario futuro che si prospetterà ai nostri occhi. Il ciclo si rafforzerà soprattutto in America, negli Stati Uniti e in Giappone. La Fed, essendo riuscita nell intento di prevenire una nuova fase di recessione, inizia adesso a porsi il problema dell exit strategy: il cambiamento di regime richiederà gradualità e tempi lunghi; almeno un paio d anni prima di iniziare ad alzare i tassi d interesse, tre per portarsi verso una situazione di neutralità. Nell area euro invece la recessione non è stata evitata. La situazione nei paesi della periferia e grave per l economia reale, devastante dal punto di vista sociale, in recupero sotto il profilo finanziario. In Italia l economia tornerà quindi a crescere dal 2014, gravata da un ampio stock di disoccupati, concentrati nei paesi della periferia. Il futuro che ci attende non sarà rosa e fiori ma già sapere di poter ripartire ci fa sperare al meglio. La sfida sta nell innescare una ripresa con ritmi sufficienti per consentire di riassorbire l ampio stock di disoccupati e inattivi formatosi con la recessione. Notizie positive giungono da Confesercenti: l emorragia di negozi ha rallentato. Tra maggio e giugno, per la prima volta dal 2012, è tornato il saldo positivo tra chiusure e aperture (+1.422), grazie soprattutto alla vitalità del Nord Italia. Sono i dati dell Osservatorio Confesercenti che nel terzo bimestre 2013 ha rilevato un piccolo boom di aperture: nuove imprese, +88% rispetto a marzo-aprile (4.014). La recessione è agli sgoccioli, l Italia ne uscirà entro quest anno. I segnali già si intravedono in questo terzo trimestre, il quarto dovrebbe vedere il primo segno positivo, e il 2014 sarà interamente con segno più. Lo dice il ministro dell Economia, Fabrizio Saccomanni, in un intervista al Messaggero in cui annuncia colloqui con la Svizzera, a settembre, per tassare i capitali in fuga. L Italia è quindi in prima fila fra i paesi che devono recuperare terreno ma come sempre siamo certi che ce la farà. Adesso non mi resta che inviare a tutti Voi, cari lettori, un saluto affettuoso da parte mia e di tutto lo staff di redazione. Buona lettura.

6 6 Migro Informa agosto 2013 FINESTRA SUI MERCATI A cosa pensano gli italiani Massimiliano Sassoli Italiani consapevoli ma fiduciosi. Questo emerge dalla fotografia realizzata dalla Nielsen, l azienda internazionale leader nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a consumer, retail, advertising. Secondo i dati raccolti nell ultima Global Survey sull indice di fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa realizzata da Nielsen, emerge che l indice di fiducia in Italia si attesta a quota 41, in linea, seppure al di sotto del 1 trimestre 2013, con il dato registrato nel medesimo periodo dell anno precedente. L indice si mantiene in linea con i valori 2012, ma risulta ampiamente al di sotto dell indice medio europeo (71) e global (94). In Europa la Global Survey di Nielsen posiziona l Italia in terz ultima posizione, dopo la Croazia (45 punti) e prima del Portogallo (33). Sul tema recessione emerge che la totalità degli italiani si dimostra ben consapevole della gravità della congiuntura, a differenza di quanto si rileva in Europa, dove un quarto degli intervistati (26%) dichiara che il proprio Paese non è investito dalla crisi economica. Il 57% degli italiani non prevede, nei prossimi 12 mesi, un miglioramento della situazione economica (media Europa 64%). Nel trimestre precedente il dato era del 54%, nello stesso periodo 2012 del 53%. In linea con la media europea, e pari all 11%, è, invece, la percentuale di quanti intravedono margini di superamento della crisi (nel 1 trimestre 2013 erano il 13%, nel 2 trimestre 2012 il 15%). Oltre un terzo (32%) risponde di essere incerto (media europea 26%) sull evolversi dello scenario. Le prospettive di lavoro per il prossimo anno sono considerate negative/ pessime dalla quasi totalità del campione (93%), assolutamente al di sopra del valore europeo (72%). Solo il 5% le considera buone (23% Europa), a fronte dell 8% e del 7% rispettivamente registrati nel 1 trimestre 2013 e nel Il sentiment degli italiani risulta condizionato da diverse preoccupazioni, proiettate da qui a sei mesi. La sicurezza del posto di lavoro si colloca in testa alle altre per il 26% degli intervistati, quasi il doppio di quanto rilevato in Europa (17%). Il dato, tuttavia, risulta in calo rispetto al trimestre precedente (30%). La situazione economica è la principale preoccupazione del 13% dei rispondenti (analogamente in Europa), i debiti del 9%, l educazione dei figli dell 8% (Europa 6%). Il 7% del campione italiano posiziona come prima preoccupazione la stabilità politica, un valore sensibilmente superiore a quello medio europeo (2%). Questa voce nel trimestre precedente faceva registrare il 10%, ma nello stesso periodo dello scorso anno il 2%. Evidentemente, lo strascico delle turbolenze politiche dei primi mesi del 2013 non è ancora stato metabolizzato e costituisce fattore di incertezza nelle prospettive e nelle scelte degli italiani. L indagine globale Nielsen sulla fiducia dei consumatori e sull intenzione di spesa è stata condotta tra il 13 e il 31 maggio 2013 su più di consumatori online, in 58 Paesi in Asia Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente, Africa e Nord America

7 Migro Informa agosto 2013 La propensione al consumo. L 89% del campione non considera quello presente il momento giusto per fare acquisti, dato elevato anche se in calo rispetto al 2 trimestre 2012 (92%). L Italia è, tuttavia, ancora distante dal valore medio europeo (70%). La quota che ritiene di potere sostenere spese nel momento attuale è pari al 10%, di un terzo al di sotto del valore europeo (27%). E del 37% la percentuale degli intervistati (vs. 33% stesso periodo anno precedente) che dichiara di impiegare il denaro avanzato dopo le spese essenziali in forme di risparmio. Nello stesso tempo, tuttavia, quanti non riescono a risparmiare nulla sono pari a un terzo del campione (27%), in crescita sia rispetto al trimestre precedente (24%) che allo stesso periodo dello scorso anno (25%). In Europa questo fenomeno risulta decisamente meno accentuato (21%). Il trend rilevato in Italia segnala, dunque, una fase di difficoltà nella capacità di risparmio dei consumatori, dovuta, soprattutto, a un innalzamento dei prezzi a fronte di una media relativamente bassa degli stipendi. Per ciò che concerne gli altri beni di consumo, il 25% dei rispondenti dichiara di destinare importi, dopo le spese essenziali, per l abbigliamento in decremento rispetto all impennata osservata nel trimestre precedente (30%) e al di sotto della media europea (30%). In sensibile discesa anche coloro che intendono spendere in vacanze (23% vs 28% del 1 trimestre 2013), dato inferiore anche a quello dello stesso periodo 2012 (25%). In aumento, invece, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente (16%), la percentuale di chi dichiara di riservare risorse all intrattenimento fuori casa (21%), di poco al di sotto della media europea. Tenendo come FINESTRA SUI MERCATI 7 base il 2 trimestre 2012, risulta superiore anche la quota di chi investe in tecnologia (13% vs 10%). Il 9% dichiara di volere stanziare somme di denaro alla manutenzione della casa, la metà della media europea (20%), e meno di quanto registrato nello stesso periodo del 2012 (12%). L effetto IMU può spiegare ancora un atteggiamento di reazione nei confronti delle spese per il mattone. Un dato estremamente positivo è quello che fa riferimento all indebitamento in mutui/prestiti. Se la media europea, infatti, registra più di un quarto (26%) dei consumatori che devono fare fronte a impegni finanziari contratti, quella italiana risulta la metà (14%). L 81% degli italiani, in calo rispetto al 2 trim 2012 (84%) ma al di sopra della media europea (62%), dichiara di avere cambiato il comportamento di spesa da un anno a questa parte, con l obiettivo di risparmiare denaro per l abitazione. In merito alle principali forme di risparmio adottate dai consumatori, in Italia, rispetto al trimestre precedente, si è risparmiato soprattutto nei pasti fuori casa (68% vs 62%), nell abbigliamento (68% vs 65%), nell intrattenimento fuori casa (60% vs 54%). Fra gli italiani, infine, che hanno adottato almeno una forma di risparmio di quelle suindicate, si rileva un deciso orientamento a proseguire nelle azioni intraprese, se non a incrementarle. Paragonando i dati del secondo trimestre 2013 con quelli del precedente, il 30% dichiara che proseguirà a ridurre le spese nei pasti fuori casa (vs il 22%), il 25% utilizzerà in modo più avveduto l auto (vs il 22%); il 25% proseguirà a risparmiare sui marchi degli alimentari (vs il 22%); il 23% taglierà sull intrattenimento fuori casa (vs il 17%); il 23% risparmierà nell abbigliamento (vs il 18%). Se si analizza l indice di fiducia assumendo come parametro l età degli intervistati, si possono definire pessimisti gli appartenenti soprattutto alla fascia 35/44 anni, che fanno rilevare un valore al di sotto dell indice medio (-0,5), e alla fascia 55/64 (-2,76). Tra i 25/34 anni l indice rilevato è, invece, sopra media (+1). FMI: Italia acceleri le riforme sul lavoro e la concorrenza Il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde Migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e accelerare la concorrenza nel mercato dei prodotti. Sono queste le due riforme che il Fondo monetario internazionale indica come prioritarie per l Italia nel Rapporto stilato al termine della missione ex articolo 4 nell Eurozona. In particolare, i tecnici di Washington raccomandano al nostro Paese di chiarire le condizioni per il reintegro via processo giudiziario, di introdurre contratti flessibili a tempo indeterminato, di promuovere la contrattazione aziendale, di considerare le differenze regionali nelle retribuzioni pubbliche e di sostenere la flessibilità salariale nel settore privato. Sul fronte della maggiore concorrenza, il Fondo sottolinea la necessità di ulteriori passi avanti nelle privatizzazioni, in particolare dei servizi pubblici locali.

8 8 FINESTRA SUI MERCATI Migro Informa agosto 2013 Questione di rating Eugenio Benetazzo Ho avuto modo di parlarne in più occasioni anche all interno di contenitori mediatici indipendenti in televisione, tuttavia per quanto e per come è stato affrontato l argomento e il suo possibile impatto finanziario con ovvie conseguenze spiacevoli sembra più di tanto non preoccupare. Stiamo parlando del recente downgrade italiano da parte di Standard & Poor s che ha ricevuto tutto sommato modesta visibilità da parte dei media italiani. Per chi non conosce la metodologia e la ratio con cui vengono assegnati i rating da parte delle tre sorelle, Moody s, Fitch Ratings e Standard & Poor s, consiglio vivamente di ritagliarsi qualche ora per studiarsi il tutto in rete o in qualche manuale di portfolio management in quanto la prossima revisone del rating italiano dovrebbe impattare profondamente (in termini negativi) sulla stabilità e solidità dei vostri risparmi, sul vostro fondo pensione, sulla vostra index linked, sulla vostra banca ed anche sulla ricchezza finanziaria del paese nel suo complesso. Andiamo per gradi. Il debito italiano è stato dowgradato a BBB dal precedente BBB+ (qualcuno potrebbe dire: tutta questa preoccupazione per un più in meno mi sembra esagerato). In vero questo + in meno rappresenta l innesco della miccia in una bomba che è pronta ad esplodere: l unica incertezza è il quando. Il debito in senso lato, sia di un azienda che di un paese sovrano, si divide in due categorie: investiment grade e non-investiment grade (conosciuto anche come speculative). Sostanzialmente i sogetti che emettono obbligazioni o titoli di stato per finanziare il loro debito vengono suddivisi in due insiemi: quelli che sono considerati solvibili (con diversi gradi di sicurezza) e quelli che vengono considerati a rischio (con diversi gradi di pericolo). Questi due insiemi vengono definiti dalle lettere del rating finanziario che assegnano rispettivamente le agenzie finanziarie che valutano la qualità del debito dei vari soggetti. Le lettere le conosciamo ormai abbastanza bene, si parla della AAA, AA, A e BBB per quanto riguarda la categoria dell investment grade, mentre si utilizzano la BB, B, C e D per individuare i soggetti a rischio quindi non investiment grade o speculative grade. Spesso si parla giornalisticamente e semplicisticamente di junk bond ovvero di titoli finanziari considerati letteralmente spazzatura quando si fa riferimento alla BB, alla B o alla C. La D viene utilizzata per convenzione quando si deve esprimere una situazione oggettiva di default sia parziale che totale ovvero la certezza che il debitore non è in grado di onorare i propri impegni (quindi rimborsare i creditori). Ogni livello di rating può essere rafforzato o indebolito per enfatizzare la singola situazione attraverso l aggiunta dei simboli matematici (+/-) per sottolineare come il rating attuale possa essere oggetto di un futuro upgrade o dowgrade. Recentemente abbiamo avuto alcuni dowgrade eccellenti, la perdita della AAA da parte di USA, Francia e Inghilterra, segno questo di un corale indebolimento delle economie avanzate in Occidente. Il rating, per quanto sia stato messo in discussione l operato e l indipendenza delle varie agenzie chiamate in causa, rappresenta una valutazione tecnica determinante per chi amministra i risparmi degli altri in quanto tutti gli OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio) si devono attenere al mandato di gestione che gli è stato conferito con precise istruzioni in termini di investiment policy. Sul piano pratico significa che il portfolio manager di un fondo obbligazionario, in cui il mandato di gestione lo vincola ad investire in strumenti investment grade con un minimo del 20% in AAA e un massimo del 20% in BBB, è obbligato a liberarsi di un titolo di stato o di un corporate bond qualora questi ultimi siano downgradati al punto da non essere più all interno della categoria investment grade. Attualmente questo è il rischio oggettivo che caratterizza l outlook del nostro paese ovvero il possibile (e sempre più probabile) sell-off massivo sui governativi italiani nei prossimi mesi in caso di ulteriore dowgrade, quindi diventare un paese a rischio nel rimborso del proprio debito (classe di rating BB). La scena politica italiana ha stigmatizzato la revisione al ribasso del rating, sottolinenando come invece l Italia stia lavorando alla fase di risanamento dei conti pubblici. Potrebbe essere possibile a tal punto una rivisitazione dell IMU (nel senso che non verrebbe abolita o rimodulata) o peggio ancora un massiccio programma di cessione di beni di proprietà pubblica al fine di abbattere il peso del debito rapportato al PIL. Per molti analisti indipendenti, tuttavia, viene messo in discussione l eccessivo ottimismo che si ripone sia sulle autorità sovranazionali, penso allo scudo anti-spread di Mario Draghi (che entrerebbe tosto in azione in caso di ulteriore declassamento) ed alla capacità del paese di utilizzare risorse non convenzionali (come riserve auree e prelievi forzosi) per contenere una fase di marcata instabilità ed aggressione finanziaria. Per prudenza e buon senso, vista l incognita sulla tenuta del Governo Letta, sarebbe opportuno alleggerire la propria esposizione nei confronti sia del governativo italiano che del comparto obbligazionario bancario.

9 Migro Informa agosto 2013 FINESTRA SUI MERCATI 9 Conciliazione e collaborazione tra stato e cittadini Canio Trione Da tempo si sventola la prossima fine della recessione. Proclamato da chi non immaginava che potesse arrivare e che ha fatto di tutto per produrla non sembra credibile. Ma anche se fosse, sarà una ripresa statistica, cioè la crescita delle vendite (probabilmente all estero) di qualche settore (come la Ferrari, il parmigiano, il Brunello, ) compenseranno la stasi del resto dell economia; quindi sembrerà appunto statisticamente- che la caduta dell economia si sia bloccata. In realtà interi settori saranno morti mentre taluni vocati all export ancora sopravviveranno; e i disoccupati? e il gettito? i consumi? il debito? la domanda interna? il futuro dei giovani? Nessuna risposta. Se vuoi un lavoro te lo devi inventare e devi produrre una cosa che non produce nessuno; devi essere una specie di Leonardo da Vinci. Questo è quello che propongono i bocconiani al governo e questo non è il futuro per nessuno; anzi è la morte della nostra economia. Per fare il futuro e per ricreare fiducia in se e nel sistema Italia è necessario che si fermi la lotta tra politica e gente comune. È certo che non c è futuro senza conciliazione. Sulla fase conciliativa si può edificare la fiducia nel futuro e quindi il futuro stesso. Conciliazione e collaborazione tra stato e gente comune, tra burocrazia e piccole imprese, centro e periferia che era la sostanza del messaggio democristiano del secondo dopoguerra, è oggi il veicolo che può riportare l economia italiana alla crescita. La fine della contrapposizione e l inizio della collaborazione tra stato, burocrazia, uffici pubblici centrali e periferici da un lato e imprese, famiglie e gente comune dall altro è imprescindibile se si vuole riavviare lo sviluppo. La crescita non cade come la manna; la si costruisce con la collaborazione di ogni componente dell economia e della politica. Il terrore della furia antievasori ha prodotto arresto dell economia, fuga dall Italia, recessione. Deve immediatamente finire questa fase veramente demenziale per aprirne un altra improntata sulla conciliazione. La parola conciliazione non si deve applicare al rapporto tra parti politiche ma tra italiani; conciliare opposti parti politiche significa creare un grande super partito privo di oppositori e quindi maggiormente capace di imporre alla gente le nefandezze o le incapacità che la politica deciderà; impedendo alle proposte nuove di emergere; esattamente come è accaduto nel periodo montiano. Peraltro la democrazia si sostanzia propria nel confronto delle idee e degli interessi. Senza il sale delle differenze non si va da nessuna parte. Solo alla dittatura. La stessa governabilità avulsa dalla proposta politica condivisa, ma radicata nei premi di maggioranza, cosa è se non una negazione evidente della democrazia? La parola d ordine deve essere conciliazione nazionale perché si ricrei da subito una vera unità di intenti e di idee tra rappresentati e rappresentanti. Mai più deve accadere che essi siano contrapposti e che i rappresentanti, per garantire i propri stipendi sguinzaglino il meglio dei propri investigatori contro chi crea ricchezza. Creando solo povertà.

10 10 FINESTRA SUI MERCATI Migro Informa agosto 2013 Stop al mais OGM I ministri del Governo Letta mettono Ko gli Ogm. È infatti stato firmato dal ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, dal ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin e dal ministro all Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, Andrea Orlando il decreto interministeriale che vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato appartenente alla varietà MON810 sul territorio italiano. Il divieto è così in vigore fino all adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento sarà immediatamente notificato alla Commissione europea e agli altri 27 Stati membri dell Unione europea. Il divieto di coltivazione del Mais MON810 è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un recentissimo approfondimento tecnico scientifico dell Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ne evidenzia l impatto negativo sulla biodiversità, non escludendo rischi su organismi acquatici, peraltro già evidenziati da un parere dell Autorità europea per la sicurezza alimentare reso nel dicembre Il decreto giunge a conclusione della procedura di emergenza attivata dal nostro Governo nell aprile 2013, ed è giuridicamente sostenuto anche dal precedente provvedimento di divieto di coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe motivazioni, adottato il 16 marzo 2012 dal Governo francese e tuttora in vigore. Le sentenze della Corte di Giustizia dell Unione europea, cui l Italia si conforma, ribadiscono la legittimità di misure di coesistenza che salvaguardino le colture tradizionali e biologiche, e che dovranno essere adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della Corte costituzionale, nel quadro di una organica e condivisa disciplina statale che definirà principi comuni al fine di garantire il rispetto della libera concorrenza e della libertà di iniziativa economica, a parità di condizioni sull intero territorio nazionale. Con i Ministri Lorenzin e Orlando ha spiegato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo - avevamo preso un impegno preciso sugli Ogm, considerate anche le posizioni unitarie del Parlamento e delle Regioni. Con il decreto che abbiamo firmato oggi vietiamo la sola coltivazione del mais Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia europea. È un provvedimento che tutela la nostra specificità, che salvaguardia l Italia dall omologazione. La nostra agricoltura si basa sulla biodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi. Il decreto di oggi è solo il primo elemento, quello più urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese.

11 Migro Informa agosto 2013 FINESTRA SUI MERCATI 11 Bandiere del gusto Salgono al numero record di 4698 le tipicità a tavola assegnate all Italia nel 2013 sulla base delle specialità alimentari presenti sul territorio nazionale che sono ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. La speciale classifica del patrimonio enogastronomico, tracciata da Coldiretti vede salire sul podio la Toscana (463), la Campania (387) e il Lazio (384) seguiti dal Veneto (371). Anche grazie a questi risultati l Italia è leader mondiale nel turismo enogastronomico a livello mondiale con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri nel belpaese per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti tipici, secondo l analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che è destinata alla tavola ben un terzo (33 per cento) della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia. Il mangiare e bere è il vero valore aggiunto delle vacanze Made in Italy e tra tutti gli elementi della vacanza, dall alloggio ai trasporti, dai servizi di intrattenimento a quelli culturali, la qualità del cibo in Italia - precisa la Coldiretti - è quella che ottiene il più alto indice di gradimento trai i turisti stranieri e italiani. Un successo sostenuto dal fatto che nel 2013 secondo la speciale classifica elaborata dalla Coldiretti sono stati riconosciuti ben 4698 i prodotti alimentari tipici presenti sul territorio nazionale che sono ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Quasi il 10 per cento dei prodotti riconosciuti sul territorio nazionale si trova sottolinea la Coldiretti - in Toscana dove se ne contano ben 463 ma sul podio sale anche la Campania con 387 specialità e il Lazio con 384. A seguire precisa la Coldiretti si posizionano il Veneto (371), il Piemonte con 341 prodotti seguito dall Emilia Romagna con 307 specialità e dalla Liguria che può contare su 295 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti, la Lombardia con 246, la Sicilia con 234, la Puglia con 232, la Sardegna con 181, il Molise con 159, il Friuli-Venezia Giulia con 153, le Marche con 150, l Abruzzo con 147, la provincia autonoma di Trento con 109, quella di Bolzano con 92, la Basilicata con 77, l Umbria con 69 e la Val d Aosta con 32. A prevalere tra le specialità regionali, spesso salvate grazie all impegno degli imprenditori agricoli nel recupero delle tradizioni, sono riferisce la Coldiretti - i 1438 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1304 verdure fresche e lavorate, 764 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 472 formaggi, 174 piatti composto o prodotti della gastronomia, 159 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 155 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 147 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei. Nell elenco 2013, oltre ad una consistente revisione delle specialità piemontesi, troviamo numerose new entry. Tra queste, in Campania la salsiccia rossa di Castelpoto (nell impasto di questo insaccato del Beneventano sono presenti, oltre alla carne di maiale sopranno, cioè oltre i dodici mesi di età, il peperone sia dolce, sia piccante che conferisce il caratteristico colore rosso), in Emilia-Romagna la bomba di Canossa, un energetico dolce fatto con savoiardi reggiani e farcito con zabaione, in Friuli-Venezia Giulia il miele di Amorfa, derivato da una pianta, l Amorpha fruticosa, che si trova per lo più nei greti di fiumi e torrenti, in Lombardia la Grappa Riserva Personale, un distillato lungamente invecchiato ottenuto dalla distillazione di pregiate vinacce provenienti da uve di Nebbiolo e Dolcetto e il luccio in bianco (ma c è anche la versione in salsa) alla rivaltese, la cui caratteristica è che al pesce del Mincio si aggiunge il grana padano Dop grattugiato al momento, in Piemonte il fidighin (o fideghina), una mortadella di fegato cruda, in Puglia il cece nero, in Sardegna il fagiolo tianese (Tiana, nel nuorese, paese di centenari, viene considerata la capitale sarda dei fagioli bianchi pregiati), in Toscana il pecorino delle cantine di Roccalbegna (Grosseto) e nel Veneto la patata di Bolca, un tubero vulcanico dei Monti della Lessinia ottimo per la preparazione degli gnocchi. Una offerta che cresce e che conclude la Coldiretti conferma i primati dell agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare ogm, ha il primato europeo nel numero di aziende biologiche e vanta inoltre la leadership nei prodotti riconosciuti a livello comunitario con ben 252 denominazioni di origine sono 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt).

12 12 Migro Informa agosto 2013 MARKETING E FORNITORI La qualità prima del prezzo Massimiliano Sassoli il Paese europeo più propenso agli acquisti ecofriendly, L Italia nonostante il prezzo più alto. Per il 65% degli italiani nel momento dell acquisto la qualità è la preoccupazione più importante, mentre sono il 53% coloro che indicano nel prezzo il fattore determinante (Europa 65%). Inoltre, ben il 76% (Europa 43%) si dichiara particolarmente interessato all acquisto di prodotti promozionati sul punto vendita. Nello stesso tempo oltre un terzo (34%) è disponibile ad acquistare prodotti ecofriendly indipendentemente dal prezzo e il 63% (Europa 49%) a modificare il proprio stile di vita al fine di risparmiare energia. I dati emergono dalla Global Survey of Consumer Shopping Behavior sui consumatori, eseguita nel L indagine mette a tema la dinamica di acquisto di intervistati online, in 58 paesi. Abitudini di acquisto Nonostante la crisi, il 23% degli Italiani ammette di acquistare impulsivamente (Europa 27%); il 60% dichiara di visitare più negozi per potere scegliere il prodotto più conveniente nel rapporto qualità/prezzo (Europa 60%); il 66% di fare sempre il raffronto tra i prezzi dei singoli prodotti (Europa 57%); il 63% di preparare molto frequentemente la lista della spesa (55% Europa); il 43% di leggere sempre i volantini con le offerte (Europa 33%), il 29% di usare i coupons (Europa 19%). Tuttavia, il 35% si lascia tentare dagli extra displays, le isole promozionali. Quest ultimo è un indicatore dell importanza dell esperienza d acquisto che il consumatore vive nel punto vendita. Dalla Global Survey emerge anche che il 59% degli intervistati del campione italiano dichiara di tenersi costantemente aggiornato su sconti e promozioni (Europa 54%); il 59% raccoglie informazioni e opinioni sul prodotto (Europa 51%); il 55% preferisce sempre provare un campione e poi decidere se fare l acquisto (Europa 51%); il 53% preferisce acquistare prodotti pubblicizzati nella lingua d origine (italiano, Europa 58%). Per il 49% dei rispondenti sono affidabili i prodotti raccomandati da professionisti (Europa 45%); per il 40% i prodotti venduti con omaggi risultano più attrattivi (Europa 52%). Al 36% interessa spendere di più per oggetti di design che per articoli dotati delle stesse funzioni (Europa 24%) mentre il 29% preferisce prodotti di brand famosi (Europa 41%). Criteri di acquisto In genere, gli italiani si fanno guidare più dalla qualità rispetto al prezzo. Il contenimento della spesa, attraverso una maggiore attenzione

13 Migro Informa agosto 2013 MARKETING E FORNITORI 13 alle promozioni, non si traduce in un impoverimento del value for money / valore del carrello. I criteri di acquisto subiscono delle variazioni in relazione alla categoria di prodotto: nel food & beverage, il 39% del campione dichiara che l elemento determinante è quello degli ingredienti/qualità (Europa 32%), il 38% il gusto (Europa 55%), il 30% il prezzo (Eu 41%). Per i prodotti destinati alla cura della persona il prezzo risulta discriminante per il 31% dei rispondenti (Europa 39%), la qualità per il 31% (Europa 32%), il gusto per il 24% (Europa 26%). Per ciò che riguarda le auto, il 39% del campione italiano utilizza come criterio quello del prezzo (Europa 40%), il 25% il brand (Europa 27%), il design il 21% (Europa 19%), mentre il 16% dichiara di non avere intenzione di acquistarne (Europa 22%). Per l abbigliamento, in Italia il 42% definisce il prezzo come fattore chiave (Europa 48%), il 37% il design (Europa idem), il 18% la qualità (Europa 22%). Anche per l elettronica il prezzo costituisce l elemento base (41% Italia, 44% Europa), per il 23% la funzionalità (Europa 25%), per il 20% il brand (Europa 23%). Nell acquisto di cellulari, infine, il prezzo conta per il 40% dei rispondenti (Europa 42%). Il brand in questo caso risulta incidente per il 25% del campione (Europa 26%), la funzionalità per il 23% (Europa 26%). Le fonti di informazioni negli acquisti dei singoli prodotti In Italia l esperienza nel punto vendita è la principale fonte di informazione per i prodotti FMCGs (Fast Moving Consumer Goods, cioè bevande/alimentari/cura casa/cura persona) e di abbigliamento, mentre internet è soprattutto utilizzato all interno del mondo dell elettronica, telefonia e automobilistico. La TV ricopre un ruolo chiave per i prodotti per la cura della persona e della casa. In particolare: per alimentari/bibite il punto di vendita è la fonte informativa per il 30% (Europa 37%), per il 25% la tv (Europa 22%), per il 24% mail e volantini (Europa 19%); per la cura della persona il 24% trae informazioni dalla tv (stessa media Europa), il 22% presso il negozio (Europa 26%) e il 20% da internet (Europa 22%). Per l acquisto di auto internet è diventata la fonte di informazioni più utilizzata (31% campione italiano, Europa 38%), seguito dalla tv (28%, Europa 25%) e dai magazine (19%, Europa 13%). Per avere informazioni sull abbigliamento il consumatore italiano prevalentemente si rivolge al negozio (27%, Europa 37%), ma una buona parte (22%) indica internet (Europa 28%), seguito dai magazine (Italia 21%, Europa 15%). Per l elettronica internet costituisce la prima sorgente informativa (39%, Europa 46%), la tv incide in ragione del 24% (Europa 24%) e il punto vendita del 17% (Europa 20%). Infine, per i cellulari si ricorre alla rete in misura del 37% (Europa 46%), alla tv del 22% (Europa 22%), al negozio del 21% (Europa 20%). Fedeltà al marchio In Italia in media il 66% degli intervistati afferma di avere un paniere di marche preferite per ciascuna categoria di prodotti (media europea 64%). Per quanto riguarda la fedeltà al marchio, la ricerca suddivide i prodotti per la persona dagli alimentari. Per i primi, si rilevano i seguenti valori: 50% si dichiara fedele al marchio dei deodoranti (Europa 45%), 49% degli shampoo, (Europa 50%), 33% dei prodotti sanitari(europa 31%), 20% dei saponi per il viso (Europa 19%), 17% dei cosmetici (Europa 25%), 15% delle lenti a contatto monouso (Europa 8%). Per gli alimentari, le percentuali sono le seguenti: 54% per il caffè (Europa 50%), 32% per il latte (Europa 34%), 31% per le bevande (Europa 36%), 30% per lo yogurt (Europa idem), 23% per i surgelati (Europa 16%), 17% per i chewing gum (Europa 18%), 15% per i cereali (Europa 16%), 12% per condimenti (Europa 17%), 10% per gli snacks (Europa 8%), 6% per le zuppe (Europa 9%), 2% per paste pronte (Europa 8%). Pubblicità In merito al rapporto advertising/ consumi, il 53% del campione è convinto che l esposizione alla pubblicità favorisca le decisioni di acquisto (media Europa 48%), il 47% comprerebbe un prodotto perché gli è piaciuto lo spot (34%), il 40% sostiene che l adv incrementa la preferenza per il brand (Europa 38%), il 36% è dell opinione che l immagine di prodotto creata dalla pubblicità influisca sulle scelte di spesa (39%), il 33% si sente rassicurato nell acquisto di un prodotto pubblicizzato (31%). Nei mercati in crescita, ha detto Roberto Pedretti amministratore delegato di Nielsen Italia come risulta dalla Global Survey, gli intervistati consumano spesso in misura maggiore rispetto alla media globale. Al contrario, nei Paesi sviluppati, spesso i consumatori sono scettici, guidati soprattutto dal prezzo e molto attenti a non farsi influenzare dagli altri. L Italia, all interno di tale contesto, costituisce, per alcuni aspetti, un eccezione. Il fattore qualità viene, infatti, ancora ritenuto preponderante rispetto al prezzo. Ciò può essere in parte spiegato con il radicamento della nostra tradizione artigianale e il valore del marchio made in Italy. E interessante osservare ha concluso Pedretti - come questi elementi nel nostro Paese risultano sempre più coniugati con l evoluzione digitale del mercato: la Rete viene affermandosi come fonte primaria di informazioni per i consumatori, allineandosi e, talvolta, superando i media tradizionali, come tv o display sul punto vendita.

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15 Migro Informa agosto 2013 MARKETING E FORNITORI 15 La parola ai clienti Pasquale Travaglini Da quando ha aperto il Cash and Carry Migro di Pescara vengo a fare rifornimento tutte le mattine. Ho una pizzeria a pochi chilometri ed i prezzi qui sono inferiori rispetto a quelli della concorrenza, seguo con attenzione le offerte sul volantino e ho un buon rapporto con il personale. Apro l attività anche la mattina perché trovandomi nei pressi di una scuola riesco a essere un punto di riferimento per offrire un servizio utile. Chiaramente l attività principale è quella serale. L estate si lavora di più e pizza da asporto e al taglio si vendono bene soprattutto nel fine settimana. Filippo de Santis Sono cliente del Cash and Carry Migro di Frosinone da molti anni, ho un minimarket a gestione familiare da più di trent anni e faccio la rifornimento una volta a settimana. I prezzi sono davvero buoni e c è la possibilità di scegliere tra tanti prodotti, anche se alle volte mi è capitato di non riuscire a trovare ciò che cercavo. Il personale del magazzino è sempre gentile. Nel mio paese non c è concorrenza con gli ipermercati, ma comunque la crisi si è fatta sentire, soprattutto negli ultimi due o tre anni, spero davvero che migliori la situazione economica generale. Claudio Bertolani Posso dire di essere stato uno dei primi clienti del Cash and Carry di Livorno. Eppure vengo da Massarosa in provincia di Lucca e tra andata e ritorno mi tocca fare 150km. Ma una volta a settimana sono qui a rifornire il mio negozio di alimentari a libero servizio perchè trovo il mio risparmio. I prezzi sono concorrenziali, e nella maggioranza buoni. Onestamente non seguo molto il volantino promozionale tranne nei periodi festivi. Se si riprenderà l economia? Non lo so, ma bisogna creare concorrenza in tutti i settori è quella la chiave. Oggi la gente compra meno le cose che non sono necessarie, ma come fa a rinunciare alla pasta, al pane... Sono commerciante da una vita, i miei genitori hanno avviato l attività da 70 anni, ne ho viste di cose. La concorrenza degli altri supermercati si cerca di batterla con prezzi simili, così come io faccio spesa a Migro e prendo un po di tutto quando trovo un prezzo concorrenziale.

16 16 Migro Informa agosto 2013 CASH AND CARRY Cash and Carry Migro. Facili da raggiungere difficili da dimenticare Dal Salento alla riviera del Conero, dalla Versilia a Catania in tutte le località turistiche più ricercate della Penisola ci sono ristoranti, alberghi, supermercati, bar che si riforniscono dai Cash and Carry Migro. Con la stagione estiva, infatti, si rafforza l impegno della Migro che non va in ferie e rinnova il suo assortimento per non far mancare merce a tutti i clienti che cercano maggiori quantità di prodotti per soddisfare le esigenti richieste dei turisti. Tutti i Cash and Carry in Italia si trovano in zone strategiche e non lontane dalle località turistiche del bel Paese. Disponibilità e convenienza sono le chiavi del successo. Partiamo dall ultimo magazzino aperto a marzo del 2013: Ancona. Sono passati solo pochi mesi, ma il passaparola corre in fretta nel commercio indipendente lungo la riviera del Conero. Uscita Ancona sud dell autostrada, e come dicono i clienti è facile da raggiungere difficile da dimenticare per la qualità dei prodotti, l ampio assortimento e il livello dei prezzi. Centocinquanta chilometri più a sud, dalle Marche scendiamo in Abruzzo, c è Pescara, il Cash and Carry Migro che ha avviato le sue attività di vendita alla fine dell agosto Anche qui è bastato poco ed i clienti hanno capito che possono rifornirsi al Cash Migro a prezzi imbattibili e senza incontrare tra i corridoi i loro clienti finali. E soprattutto senza alcun vincolo di insegna. Dall altro lato dell appennino, allontanandosi dagli orizzonti del mare attraversando il confine del Lazio e entrando nella magnifica zona della ciociaria c è un altro presidio Migro a Frosinone. Arrivano anche da Latina e perfino dai comuni costieri perchè in zona non esistono strutture che possano competere con la convenienza della Migro. Una struttura che ha dimostrato, anche nei periodi gelidi dell inverno e con le strade bloccate dalla neve, di non fermare le sue attività pur di soddisfare la domande dei clienti. Risalendo prima di entrare nella slendida Versilia si passa per Livorno. Importante centro industriale e por-

17 Migro Informa agosto 2013 CASH AND CARRY 17 tuale dove, esattamente a Collesalvetti, sorge un grande Cash and Carry Migro che si estende su una superficie di metri quadrati e serve clienti fino all isola d Elba. L avamposto più a nord dell azienda è Tortona, in provincia di Alessandria. Qui scorrendo l elenco dei clienti non c è solo Rapallo, Monza, Torino ma si sconfina facilmente verso la Svizzera, la Francia e la Germania. In una struttura di mq con oltre referenze le porte della convenienza si aprono ai possessori di partita iva e ai tir che attraversano il traforo del Frejus che trovano convenienti i prezzi e i servizi offerti. A una settantina di chilometri da Tortona c è Quarto dei Mille, città certo nota per l impresa garibaldina la cui rotta seguiamo per sbarcare in Sicilia, non sulle coste del tirreno, ma su quelle ioniche di Catania.Sull isola per beneficiare dei vantaggi offerti dalla Migro occorre iscriversi on line al servizio CediCash un modo sicuro sicuro e affidabile per ordinare oltre prodotti ai prezzi migliori sul mercato e riceverli direttamente e comodamente nel proprio punto vendita entro 48 ore, non solo sull isola ma in tutta Italia, grazie alle altre piattaforme distributive presenti a Corigliano d Otranto in Puglia. E proprio la Puglia è la culla dell azienda con il maggior numero di punti vendita. A Corigliano d Otranto nel cuore del grande Salento, al centro della rete di 97 comuni, c è anche un attivissimo Cash and Carry che serve le attività commerciali che dai paesi in estate si sposta nelle marine invase di turisti. In provincia di Taranto c è poi Massafra. Tutti i commercianti che senza sottostare a vincoli sanno che possono trovare la richiestissima Birra Raffo ma anche la Franziskaner, birra bavarese ricercata dai tedeschi che amano i litorali sabbiosi dello Ionio. Sempre in Puglia ma in provincia di Bari i due punti di riferimento sono i Cash di Terlizzi e Modugno. Uno che guarda al litorale nord di Bisceglie e Trani, l altro a sud da Torre a Mare alle frequentatissime spiagge di Polignano e Capitolo. Inoltre il Cash di Terlizzi non si rivolge solo alla zona ma guarda anche ai Balcani, ai tanti acquirenti che appoggiandosi al porto di Bari utilizzano il percorso viario che l Unione europea chiama corridoio otto. E, infine, Molfetta. L apertura a gennaio 2011 ha segnato una tappa importante per l azienda, a distanza di venticinque anni dal primo punto vendita di Terlizzi, e soprattutto la prima di tre strutture commerciali che si spingono a servire anche i dettaglianti.

18 18 Migro Informa agosto 2013 LAVORO E CARRIERE Imprese più fiduciose, produzione industriale torna a salire Le imprese italiane sono più fiduciose nel futuro e la produzione industriale mostra un ulteriore recupero in luglio. Secondo l Istat il clima di fiducia delle aziende sale a luglio da 76,4 a 79,6. Il miglioramento è stato rilevato in tutti i settori: dalle imprese manifatturiere e quelle di costruzione, nel commercio al dettaglio e nei servizi di mercato. Notizie positive arrivano anche dal fronte delle retribuzioni contrattuali, aumentate a giugno - afferma sempre l Istituto di statistica - dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell 1,5% nei confronti di giugno Complessivamente, nei primi sei mesi del 2013, la retribuzione oraria media è cresciuta dell 1,4% rispetto al corrispondente periodo del Più nel dettaglio migliorano i giudizi delle imprese sugli ordini e le attese di produzione (da -39 a -37 e da -2 a 0, i rispettivi saldi). L analisi per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un aumento diffuso della fiducia: nei beni di consumo da 91,3 a 92,8, nei beni intermedi da 89,8 a 90,8 e nei beni strumentali da 91,1 a 92,5. L indice delle imprese di costruzione sale da 71,1 di giugno a 76,5. Migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull occupazione (i saldi aumentano da -56 a -52 e da -27 a -20, rispettivamente). Il dato delle imprese dei servizi di mercato sale da 70,7 di giugno a 75,6. Crescono i saldi dei giudizi e delle attese sugli ordini (da -29 a -27 e da -17 a -11, rispettivamente) e migliorano le attese sull andamento generale dell economia italiana. Nel commercio al dettaglio, l indice passa da 80,9 di giugno a 82,1, mentre diminuisce nella grande distribuzione (da 80,0 a 73,0) e aumenta nella distribuzione tradizionale (da 84,7 a 90,8). Per quanto riguarda le retribuzioni contrattuali a giugno, prosegue l Istat, si è registrato un incremento tendenziale del 2,1% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che hanno presentato gli incrementi tendenziali maggiori sono: alimentari bevande e tabacco (4,4%); agricoltura (3,1%); pubblici esercizi e alberghi (2,9%). Alla fine di giugno la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 52,1% nel totale dell economia e del 38,1% nel settore privato. L attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 25,2 mesi per l insieme dei dipendenti e di 12,3 mesi per quelli del settore privato. Buone notizie anche sul fronte dell industria che recupera terreno a luglio. Per il Centro Studi Confindustria si registra un incremento dello 0,2% su giugno. Lo scorso mese è stato stimato un aumento dello 0,4% su maggio. In luglio la distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008) si attesta a -24,5%. La produzione, calcolata al netto del diverso numero di giornate lavorative, è diminuita in luglio dello 0,9% rispetto a luglio 2012; in giugno si era avuto un calo dell 1,9% sullo stesso mese dello scorso anno. Gli ordini in volume hanno registrato in luglio un aumento dello 0,3% su giugno e un arretramento dello 0,7% su luglio In giugno erano rimasti invariati su maggio ed erano diminuiti dell 1,8% su giugno Nel secondo trimestre 2013 il Ccs stima una flessione della produzione industriale dell 1,0% sul primo. La variazione congiunturale acquisita per il terzo trimestre è invece di +0,5%.

19 Migro Informa agosto 2013 LAVORO E CARRIERE 19 Tra paure e carte vincenti al colloquio di lavoro Il colloquio è la fase cruciale della selezione per un posto di lavoro. A pensarla così è il 52,8% degli italiani, che lo definisce infatti come il momento in cui ci si gioca il tutto per tutto. Dare il meglio di sé davanti ai potenziali capi è, quindi, fondamentale e per questo il 62% afferma di dedicare tempo alla preparazione del colloquio. E quanto emerge da un sondaggio condotto da InfoJobs.it, la principale realtà italiana ed europea nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di cv in database, che ha voluto indagare su quali siano gli atteggiamenti più diffusi tra gli aspiranti lavoratori. Si scopre così che il 46,7% legge tutto ciò che trova sull azienda, il 12,8% cerca informazioni non ufficiali in rete o tra i conoscenti, mentre un esiguo 2,7% ammette di prepararsi anticipatamente un discorso per non farsi cogliere dal panico. C è comunque chi decide di ricorrere all arte dell improvvisazione, il 37,9% si affida infatti al proprio istinto. Per fare buona impressione, però, essere preparati non basta: si dimostra fondamentale anche l abbigliamento. Il 56,3% degli utenti di InfoJobs.it, infatti, durante il colloquio preferisce lo stile molto formale, contro un 39,5% che sceglie invece di vestire i soliti panni per rispecchiare la propria indole. Infine, non mancano gli scaramantici che svelano di indossare sempre un capo o un accessorio portafortuna (4,3%). Superata la preparazione e l impatto della prima impressione, le preoccupazioni degli italiani si spostano sul contenuto vero e proprio del colloquio. Le domande che spaventano di più e che gli intervistati non vorrebbero mai sentirsi porgere sono quelle relative alla propria situazione sentimentale (32,8%) e quelle relative ai motivi per i quali bisognerebbe essere assunti (38,4%). La tensione può giocare brutti scherzi e davanti a una domanda inaspettata è facile trovarsi in evidente difficoltà: come reagiscono gli aspiranti lavoratori in queste situazioni? Per il 40% del campione intervistato, la soluzione migliore consiste nel chiedere all esaminatore di riformulare la domanda per tentare di capire meglio la richiesta e prendere tempo, mentre solo il 3% sostiene che ammettere il proprio nervosismo e scusarsi sia la cosa migliore da fare in queste situazioni. Il 25%, invece, preferisce rispondere subito in ogni caso, per non correre il rischio di sembrare insicuro. Davanti ad alcune domande, tuttavia, la prontezza di spirito potrebbe non bastare: quando gli esaminatori decidono di voler testare la capacità di reazione degli intervistati, è possibile trovarsi a dover far fronte a quesiti alquanto inconsueti che spiazzano il malcapitato. Tra le richieste più strane e degne di nota riportate dai candidati, se ne trovano di ogni tipo, da quelle logico-scientifiche, come quanta acqua c è nel lago di Como? o, ancora, quanto pesa un carro armato?, a quelle che tendono invece a indagare sulla vita del colloquiante e sulle sue abitudini in ufficio, ad esempio: quante volte si alza in media per andare in bagno o per bere il caffè?. Sembra, quindi, che chi si presenta a un colloquio di lavoro debba essere preparato ad ogni evenienza, anche a richieste curiose e insolite. L immagine che emerge dal sondaggio è quella di un candidato pronto che cerca di dare il massimo contando principalmente sulla propria preparazione. Quest ultima impressione è confermata dal fatto che ben l 82% degli intervistati non porta le lettere di referenze dei propri ex datori di lavoro. Il 20,6% degli scettici è convinto che le referenze non contino nel processo di selezione, mentre il 61,4% non le porta perché non le ha mai richieste.

20 20 Migro Informa agosto 2013 DIRITTO E FISCO Pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali Dalle dichiarazioni ai modelli, passando per le comunicazioni e i servizi online. Meno adempimenti e procedure più snelle a vantaggio di cittadini e imprese. Salta, quindi, l obbligo di presentare il modello per i dati degli studi di settore da parte delle aziende in fallimento. Diventa più snello e facile da compilare il quadro RU del modello Unico che ospita i crediti d imposta. Semplificazioni in arrivo anche per lo Spesometro e per le comunicazioni sui contratti di leasing e noleggio, che viaggeranno in un unico modello, così come le operazioni black list. L onda lunga delle semplificazioni investe anche il versante dei servizi online, con il Cassetto fiscale ancora più utile e ricco di dati, il canale Civis che apre le porte al 36 ter e l F24 che allarga il suo bacino di tributi. Questi interventi, tutti di taglio amministrativo, si aggiungono alle misure contenute nel Disegno di legge semplificazioni come, ad esempio, i nuovi importi aggiornati (75mila euro di attivo per i parenti in linea retta) per presentare la dichiarazione di successione o l eliminazione del riaddebito in fattura delle spese di vitto e alloggio dei professionisti. Ma vediamoli in dettaglio. Studi di settore, semplificare si può A partire dal periodo d imposta Lavoro autonomo occasionale, stop alla ritenuta se il rimborso equivale alle spese Ritenuta alla fonte non più obbligatoria nell ipotesi di prestazioni di lavoro autonomo occasionale per il cui svolgimento è previsto il solo rimborso delle spese strettamente necessarie per l esecuzione della prestazione stessa o l anticipo delle stesse da parte del committente. Si tratta di un nuovo passo avanti nella semplificazione degli adempimenti fiscali illustrato nella risoluzione n. 49/E delle Entrate di oggi. Il documento di prassi, infatti, chiarisce che in questi casi la prestazione occasionale genera un reddito diverso pari a zero e quindi, non è più necessario applicare la ritenuta e lo stesso lavoratore non è tenuto a riportare i rimborsi ricevuti e le corrispondenti spese nella dichiarazione dei redditi. Quando va applicata la ritenuta L applicazione della ritenuta alla fonte non si può omettere nel caso in cui il compenso superi (anche nella forma di spese rimborsate o anticipate dal committente) le spese strettamente necessarie allo svolgimento dell attività. In questo caso viene meno il carattere sostanzialmente gratuito dell attività occasionale e quindi all intera cifra elargita dal committente dovrà essere applicata la ritenuta (articolo 25 del DPR n. 600 del 1973).

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