2. Generalità sui circuiti digitali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "2. Generalità sui circuiti digitali"

Transcript

1 2. Generalità sui circuiti digitali 2.1 Segnali elettrici e variabili logiche Pur essendo la maggior parte delle grandezze fisiche in natura rappresentabili con segnali analogici, si é trovato molto spesso conveniente, per elaborare queste informazioni, convertirle in forma digitale. Dopo l'elaborazione numerica, i risultati possono essere riconvertiti, se richiesto, in forma analogica. I vantaggi di un elaborazione in forma digitale sono essenzialmente i seguenti: Mentre l inevitabile presenza del rumore deteriora sempre la qualità di un segnale analogico, nel caso di un segnale digitale il rumore, purché di ampiezza inferiore ai margini per i disturbi, non peggiora per nulla la qualità del segnale. Mentre l elaborazione per via analogica viene definita in termini di interconnessioni di componenti elettronici, e quindi per via hardware, al contrario il processo di elaborazione digitale può essere effettuato da un hardware standard, e la funzione di elaborazione viene specificata sotto forma di istruzioni di un programma, cioè via software. L uso di un hardware standard, e quindi prodotto in larghissima serie, permette una riduzione dei costi, e una grande facilità di riprogrammazione qualora si desideri cambiare il tipo di elaborazione da effettuare. Le informazioni da elaborare sono solitamente variabili logiche a due stati: vero e falso oppure uno e zero. Se si vogliono rappresentare le variabili logiche con corrispondenti segnali elettrici occorre adottare segnali elettrici a due livelli: ad es. tensione alta e tensione bassa. Per evitare difficoltà di riconoscimento i due livelli devono essere abbastanza diversi tra di loro. Data l arbitrarietà della scelta diremo che operiamo con logica positiva se rappresentiamo lo stato 1 logico con tensione alta, e lo stato 0 logico con tensione bassa, al contrario operiamo in logica negativa se scegliamo la convenzione opposta. D ora in poi, salvo esplicita indicazione contraria, opereremo con logica positiva. Le operazioni che occorre fare su queste variabili sono le operazioni logiche elementari: AND, OR, NAND, NOR, EXOR, NOT. Si definisce Porta Logica un circuito che effettui una delle operazioni logiche elementari sui segnali elettrici d ingresso Scelta dei livelli di tensione corrispondenti ai livelli logici. Supponiamo che l uscita di una porta logica (il parlatore) debba fornire un informazione all ingresso di una seconda porta logica (ascoltatore), come in fig Figura 2.1 Comunicazione tra parlatore e ascoltatore 75

2 Il parlatore fornirà informazioni assicurando una tensione alta per indicare 1 e tensione bassa per indicare 0. Occorre che l ascoltatore interpreti in modo corretto queste informazioni, in modo inequivocabile. Date le tolleranze di realizzazione del circuito, la variabilità delle tensioni di alimentazione, delle situazioni di carico, i disturbi sempre presenti, non avrebbe senso definire i due stati logici con valori ben precisi di tensione, ma occorre assegnare a questi un campo di accettabilità. Fig. 2.2 Campi di tensioni accettabili quali livelli logici. La fig. 2.2 mostra le condizioni elettriche che debbono essere verificate perché il colloquio tra parlatore ed ascoltatore possa avvenire senza errori di interpretazione. In essa si sono adottati i simboli normalmente usati per indicare le grandezze elettriche su ingressi ed uscite delle porte logiche, ed in particolare il pedice O (output) è usato per le tensioni e correnti sulle uscite, il pedice I (input) per le grandezze d'ingresso, mentre il secondo pedice L (Low) indica lo stato logico "livello basso" e H (High) "livello alto". Nella figura 2.2 sono indicati a tratto spesso i possibili valori di V O forniti dal parlatore per indicare "1" oppure "0", nonché sulla seconda ordinata, i campi di tensione che l'ascoltatore, in ingresso, è in grado di interpretare correttamente come "1" e "0". Per essere sicuri che l'ascoltatore possa interpretare correttamente qualunque informazione gli pervenga dal parlatore, occorre che: il minimo valore di tensione che possa comparire sull'uscita per indicare "1" (V OHmin ) sia comunque superiore al minimo valore che l'ingresso è ancora in grado di riconoscere come "1" (V IHmin ), cioè che sia verificata la diseguaglianza: V IHmin < V OHmin ; il massimo valore della tensione di uscita per indicare "0" (V OLmax ) sia comunque inferiore al massimo valore che l'ingresso dell'ascoltatore è in grado di interpretare come "0" (V ILmax ). Occorre cioè che sia verificata la diseguaglianza: V ILmax > V OLmax. La differenza (V OHmin - V IHmin ) viene detta "Margine per il rumore allo"1"logico". La differenza (V OLmax - V ILmax ) viene detta "Margine per il rumore allo "0" logico". Il significato delle definizioni precedenti è evidente: un rumore sovrapposto ai livelli di tensione determinati dall'uscita del parlatore non è in grado di indurre false interpretazioni logiche da parte dell'ascoltatore se la sua ampiezza non è superiore ai margini sopra definiti. I valori della tensione d'uscita sopra definiti dipendono però dalla corrente che scorre nel circuito, per cui occorre definire anche, per ogni porta: I OHmax massimo valore della corrente fornibile dall'uscita a livello alto per il quale è assicurato che V OH > V OHmin. I OLmax massimo valore della corrente per cui l'uscita a livello basso assicura che V OL < V OLmax. I IHmax massima corrente richiesta dall'ingresso nello stato di "1". I ILmax massima corrente richiesta dall'ingresso nello stato "0". 76

3 Connettendo una porta con più porte di carico occorre verificare, oltre alle disequazioni sulle tensioni sopra definite, anche che la somma delle correnti da fornire alle porte di carico sia, in entrambi gli stati logici, minore della massima corrente che la porta può sopportare assicurando ancora i livelli logici corretti. I max < I n IH OH max I max < I n IL OL max Le famiglie logiche sono costituite da componenti basati sulla stessa tecnologia, per i quali la compatibilità elettrica è assicurata. All'interno di una famiglia, il numero massimo di porte che ogni integrato è capace di pilotare rispettando le disequazioni sopradescritte viene detto "fan out". 2.2 Simboli logici utilizzati La figura 2.3 mostra i simboli logici che utilizzeremo per rappresentare le funzioni logiche elementari 1. Figura 2.3 Porte logiche principali Il pallino su un ingresso o su un'uscita ha chiaramente il significato che la relativa variabile viene complementata, per cui equivale alla negazione. Si noti che il Teorema di De Morgan rende possibile rappresentare la stessa funzione logica con simboli diversi. Ad es. in figura 2.4 si vede come la funzione NAND possa avere due simboli equivalenti ricordando che: A B = A + B Figura 2.4 Teorema di De Morgan 1 Questi simboli non sono universalmente usati e in alcune pubblicazioni si possono trovare simboli differenti. 77

4 2.3 Segnale attivo alto ed attivo basso Ciascuna variabile logica rappresenta un informazione: in genere il nome dato alla variabile é rappresentativo della sua funzione. Ad es. la variabile che comporta l azzeramento di un certo processo può essere chiamata RESET. Ogni variabile può essere attiva alta (cioè fa il suo compito quando é portata all 1 ) o attiva bassa (in caso contrario). In genere conviene che questa informazione sia associata al nome della variabile, aggiungendo un asterisco (oppure una sopralineatura) nel caso di variabile attiva bassa; ad esempio: RESET: questa variabile riazzera il sistema quando viene portata all 1 (tensione alta). RESET*: questa variabile riazzera il sistema quando é portata allo 0 (tensione bassa). Anche gli ingressi dei circuiti logici possono essere definiti "attivi alti" o "attivi bassi". Si dice che un ingresso è "attivo alto" se è in grado di determinare lo stato del circuito quando è portato allo stato "1", mentre non influenza l'uscita quando è tenuto allo stato "0" (ad es. i circuiti OR oppure NOR hanno gli ingressi "attivi alti", in quanto un ingresso ad "1" è in grado di determinare lo stato dell'uscita indipendentemente dagli altri ingressi). Allo stesso modo si dice che un ingresso è "attivo basso" se è in grado di determinare lo stato del circuito quando viene portato allo "0" (ad es. sono attivi bassi gli ingressi di circuiti AND). E' ovvio che un segnale "attivo alto" debba comandare ingressi "attivi alti" e similmente che i segnali "attivi bassi" debbano giungere ad ingressi "attivi bassi". Questo deve essere tenuto in conto quando si disegnano sistemi logici complessi: per individuare gli ingressi "attivi bassi" si usa contraddistinguerli con il pallino della negazione. 2.4 Transcaratteristica dell'inverter (NOT) Le famiglie logiche sono basate su una porta capostipite che, opportunamente ripetuta, realizza il mattone con il quale vengono costruiti i circuiti logici più complessi. Si preferisce in genere che la porta elementare realizzi una funzione invertente, NAND oppure NOR, poiché con tutte porte NAND (oppure tutte NOR) è possibile realizzare qualsiasi funzione logica per quanto complessa. Le caratteristiche elettriche statiche di una tecnologia possono quindi essere studiate sul circuito più semplice che è quello della porta NOT, detta anche inverter. Si noti che una porta NAND oppure NOR a più ingressi può essere trasformata in un inverter utilizzando un solo ingresso e portando tutti gli altri allo stato logico per il quale non sono attivi, cioè "1" per le porte NAND e "0" per le NOR. Figura 2.5 Transcaratteristica della porta NOT 78

5 La figura 2.5 mostra la transcaratteristica statica di un Inverter. Si può notare che per tensione d'ingresso sufficientemente bassa (V IL ) l'uscita è alta (V OH ) e di valore indipendente da V i, mentre al contrario per tensione d'ingresso alta (V IH ) l'uscita è a tensione bassa e costante (V OL ). Tra queste due regioni vi è una zona di transizione nella quale l'uscita non è ad un livello logico riconoscibile, e quindi è una zona in cui il circuito non dovrebbe mai lavorare. Nella zona di transizione l'inverter si comporta come un amplificatore invertente la cui amplificazione è tanto maggiore quanto più grande è la pendenza della transcaratteristica: più questa è ripida minore è la corrispondente porzione di V i in cui l'uscita non è accettabile come segnale logico. 2.5 Prestazioni dinamiche Nella grande maggioranza dei casi le singole porte fanno parte di un circuito logico più complesso tutto realizzato con la stessa tecnologia, e quindi si trovano ad essere pilotate da porte a loro analoghe ed a dover pilotare porte analoghe, come disegnato nella figura 1.6 dove si è indicata con DUT (Device Under Test) la porta sotto esame. Questa è anche la situazione nella quale si definiscono le prestazioni dinamiche della tecnologia in esame, cioè la sua velocità. Si supponga di pilotare la prima porta di figura 2.6 con un generatore ideale di onda quadra, e di osservare con un oscilloscopio gli andamenti nel tempo del segnale all'ingresso e all'uscita della DUT. Figura 2.6 Schema di misura delle prestazioni dinamiche Nella figura 2.7 sono schematizzati questi segnali. Figura 2.7 Segnali corrispondenti alla figura

6 Si definisce: Dinamica logica l'escursione di tensione tra il livello dello "0" e dell'"1", Tempo di salita t r (di discesa t f ), il tempo che è necessario alla forma d'onda d'uscita per passare dal 10% al 90% della dinamica logica. Tempo di ritardo t d, il tempo che intercorre tra l'istante in cui la forma d'onda all'ingresso passa per il valore al 50% della dinamica logica e l'istante in cui questo accade per la forma d'onda in uscita. Si possono avere due diversi tempi di ritardo t d1 e t d2 a seconda che si tratti di una commutazione in salita o in discesa, ma spesso viene fornito come t d la media oppure il maggiore dei due. Una tecnologia è considerata tanto più veloce quanto più è piccolo il tempo di ritardo t d che, quindi viene spesso utilizzato come parametro di confronto per le prestazioni dinamiche. Si noti come, benché il segnale d'ingresso sia ipotizzato essere una perfetta onda quadra, già l'uscita della porta P1 presenti fronti non perfettamente ripidi: tempi di salita e ritardi sono dovuti alla presenza di capacità parassite nella struttura della porta, che dovendosi caricare e scaricare rallentano le velocità di variazione delle tensioni. Poiché la dv/dt ai capi di una capacità dipende dalla corrente con la quale si carica (o scarica), volendo costruire tecnologie molto veloci occorre ridurre al minimo le capacità parassite, e avere a disposizione corrente a sufficienza per caricarle velocemente. Velocità e basso consumo sono difficilmente conciliabili. Un parametro spesso adoperato per identificare la qualità di una tecnologia è il prodotto t d P d (dove P d è la potenza dissipata dalla porta elementare, come definito nel paragrafo seguente). Questo parametro ha le dimensioni di un'energia: una famiglia logica è tanto migliore quanto più quest'energia è piccola. 2.6 Potenza assorbita Ogni circuito logico necessita di una fonte di energia a tensione continua, dalla quale preleva la corrente necessaria al suo funzionamento. Il prodotto tra la tensione di alimentazione e la corrente prelevata corrisponde alla potenza assorbita dalla porta. Tutta la potenza assorbita da un sistema logico è anche dissipata sotto forma di calore, in quanto non vi è trasformazione in altre forme di energia. La potenza dissipata da una porta deve essere la minore possibile e questo per due serissimi motivi: La complessità dei moderni sistemi logici richiede un numero elevatissimo di porte, e anche il minimo risparmio sul consumo di ciascuna comporta un enorme risparmio globale. Si pensi in proposito quanto questo sia importante per tutti i sistemi elettronici portatili. Tutta la potenza consumata è tramutata in calore, e questo deve essere trasmesso al di fuori del sistema se non si vuole che la temperatura interna salga a valori pericolosi. Il processo di miniaturizzazione delle singole porte e la crescente e spaventosa complessità dei circuiti integrati a larghissima scala di integrazione fa sì che ciascuna porta occupi un'area di silicio veramente minuscola, per cui vi è grande difficoltà a smaltire il calore che viene generato dalla dissipazione di potenza. L'entità della potenza dissipata limita l'integrabilità della famiglia logica. Ogni porta logica assorbe una certa potenza quando è in situazioni statiche (cioè col l'uscita a "0" oppure "1"), ma soprattutto assorbe una certa energia durante le commutazioni da uno stato all'altro, dando luogo ad una potenza dissipata che cresce proporzionalmente con la frequenza di commutazione. 80

7 2.7 Stadi di uscita Benché esistano molte realizzazioni diverse in funzione della tecnologia utilizzata, si può cercare di effettuare una classificazione degli stadi di uscita più diffusi in due tipi principali Stadi di uscita Totem Pole Gli stadi di uscita detti "Totem Pole" possono essere schematizzati con il circuito di figura Lo stato dei due interruttori, in controfase tra loro, è comandato dal risultato della operazione logica sulle variabili all'ingresso: se l'uscita deve essere portata all'"1" si chiude l'interruttore superiore verso la tensione di alimentazione (l'inferiore è aperto), se invece il risultato dell'operazione è "0" l'uscita viene portata a 0V tramite chiusura dell'interruttore inferiore (il superiore viene aperto). I due interruttori nella realtà sono realizzati mediante due transistori, bipolari o MOS, e quindi non saranno perfettamente ideali. Il pregio principale di questo tipo di stadio è che l'impedenza di uscita del circuito è molto bassa in entrambi gli stati logici. Questo assicura: precisione del valore della tensione sia a livello alto che basso, bassa suscettibilità ai disturbi (è difficile modificare il valore di tensione imposto da un generatore quasi ideale di tensione). elevata velocità: la bassa impedenza di uscita assicura in entrambi gli stati logici una bassa costante di tempo per la carica delle capacità parassite di carico, come mostrato in fig Figura 2.11 Stadio di uscita Totem Pole Figura 2.12 Stadio di uscita Totem Pole con carico capacitivo Inoltre il fatto che i due interruttori siano operati in controfase tra loro assicura che non si sprechi corrente creando un percorso diretto tra l'alimentazione e massa di segnale. 81

8 Seppure i due interruttori siano operati in controfase tra loro, assicurare che durante la commutazione si apra prima l'interruttore chiuso e si chiuda poi l'interruttore aperto sarebbe molto complesso e comporterebbe una notevole perdita di tempo. Pertanto succede che, durante la commutazione, per breve tempo entrambi gli interruttori conducono con conseguente passaggio impulsivo di corrente. Questo comporta una dissipazione di energia durante ogni commutazione e quindi una potenza assorbita che cresce proporzionalmente alla frequenza di commutazione. Inoltre gli impulsi di corrente durante le commutazioni danno luogo a disturbi sulle alimentazioni, che creano emissioni elettromagnetiche indesiderate e possono anche dar luogo ad errori logici. Lo stadio Totem Pole non può essere utilizzato in tutte quelle numerose applicazioni in cui uscite di porte diverse (cioè diversi "parlatori") devono condividere lo stesso conduttore per scambiare informazioni verso possibili "ascoltatori". E' questo il caso delle strutture a BUS, dove le informazioni tra CPU, schede di memoria, organi di Input Output ecc. sono scambiate tramite un numero limitato di linee cui sono connessi tutti i parlatori e tutti gli ascoltatori. In questi casi, per evitare conflitti logici, occorre che solo un parlatore per volta possa prendere il controllo delle linee di comunicazione. Se si connettono uscite Totem Pole di porte differenti ad una stessa linea di segnale, come mostrato in figura 2.13, è impossibile evitare che, quando un'uscita fosse portata all'"1" e l'altra allo "0", si creino dei cortocircuiti tra l'alimentazione e la massa, con conseguente impossibilità di funzionamento e rischio di danneggiamento delle porte. Figura 2.13 Problemi dell uscita Totem Pole Stadi di uscita a tre stati Questo tipo di uscita è stato creato per poter pilotare senza problemi di conflitto linee di BUS e senza avere gli inconvenienti visti per le porte a collettore aperto. Il principio di funzionamento è schematizzato in figura 2.20, dove pure è stato indicato il simbolo utilizzato per tali tipi di porte. Ai normali due stati logici "0"ed "1" (dipendenti dalla combinazione di segnali sugli ingressi) è stato aggiunto un ulteriore stato in cui la porta si disconnette dal terminale d'uscita. Questo stato dipende da un ingresso apposito, generalmente chiamato Enable che se all'"1" abilita la connessione della porta all'uscita, se allo "0" invece stacca l'uscita della porta dal carico. In un sistema logico organizzato a BUS la gestione dei segnali di Enable deve essere tale che solo un parlatore per volta sia abilitato a prendere il controllo del BUS. 82

9 Questo stadio permette di evitare i conflitti di pilotaggio di linee di BUS presentando tutti i pregi dello stadio Totem Pole, cioè bassa resistenza d'uscita in entrambi gli stati logici, alta velocità e assenza di spreco di corrente in situazione statica. Figura 2.20 Porta con stadio di uscita a tre stati : (a) schema di principio, (b) simbolo 83

Riferimenti Bibliografici: Paolo Spirito Elettronica digitale, Mc Graw Hill Capitolo 1 Appunti e dispense del corso

Riferimenti Bibliografici: Paolo Spirito Elettronica digitale, Mc Graw Hill Capitolo 1 Appunti e dispense del corso I Circuiti digitali Riferimenti Bibliografici: Paolo Spirito Elettronica digitale, Mc Graw Hill Capitolo 1 Appunti e dispense del corso Caratteristiche dei circuiti digitali pagina 1 Elaborazione dei segnali

Dettagli

ELETTRONICA II. Prof. Dante Del Corso Prof. Pierluigi Civera Esercitazioni e laboratorio: Ing. Claudio Sansoe. Politecnico di Torino

ELETTRONICA II. Prof. Dante Del Corso Prof. Pierluigi Civera Esercitazioni e laboratorio: Ing. Claudio Sansoe. Politecnico di Torino ELETTRONICA II Lezioni: Prof. Dante Del Corso Prof. Pierluigi Civera Esercitazioni e laboratorio: Ing. Claudio Sansoe Politecnico di Torino Lezioni Gruppo B rev 7 Elettronica II - Dante Del Corso - Gruppo

Dettagli

ELETTRONICA. L amplificatore Operazionale

ELETTRONICA. L amplificatore Operazionale ELETTRONICA L amplificatore Operazionale Amplificatore operazionale Un amplificatore operazionale è un amplificatore differenziale, accoppiato in continua e ad elevato guadagno (teoricamente infinito).

Dettagli

CONVERTITORI DIGITALE/ANALOGICO (DAC)

CONVERTITORI DIGITALE/ANALOGICO (DAC) CONVERTITORI DIGITALE/ANALOGICO (DAC) Un convertitore digitale/analogico (DAC: digital to analog converter) è un circuito che fornisce in uscita una grandezza analogica proporzionale alla parola di n bit

Dettagli

logiche LE PORTE Nelle prime due lezioni del Corso di Elettronica Digitale (parte terza)

logiche LE PORTE Nelle prime due lezioni del Corso di Elettronica Digitale (parte terza) & imparare & approfondire di GIANLORENZO VALLE Corso di Elettronica Digitale (parte terza) LE PORTE logiche In questa puntata poniamo le prime basi per comprendere meglio il funzionamento delle porte logiche

Dettagli

Appendice Circuiti con amplificatori operazionali

Appendice Circuiti con amplificatori operazionali Appendice Circuiti con amplificatori operazionali - Appendice Circuiti con amplificatori operazionali - L amplificatore operazionale Il componente ideale L amplificatore operazionale è un dispositivo che

Dettagli

(E4-U18) Gli homework da preparare prima di iniziare la parte sperimentale sono calcoli e simulazioni dei circuiti su cui vengono eseguite le misure.

(E4-U18) Gli homework da preparare prima di iniziare la parte sperimentale sono calcoli e simulazioni dei circuiti su cui vengono eseguite le misure. Esercitazione 5 (E4-U18) Caratterizzazione e misure su circuiti digitali Scopo dell esercitazione Gli obiettivi di questa esercitazione sono: - Misurare i parametri elettrici di porte logiche, - Verificare

Dettagli

metodi di conversione, tipi di conversioni e schemi Alimentatori lineari

metodi di conversione, tipi di conversioni e schemi Alimentatori lineari Elettronica per l informatica 1 Contenuto dell unità D Conversione dell energia metodi di conversione, tipi di conversioni e schemi Alimentatori lineari componentistica e tecnologie riferimenti di tensione,

Dettagli

Circuiti amplificatori

Circuiti amplificatori Circuiti amplificatori G. Traversi Strumentazione e Misure Elettroniche Corso Integrato di Elettrotecnica e Strumentazione e Misure Elettroniche 1 Amplificatori 2 Amplificatori Se A V è negativo, l amplificatore

Dettagli

Elettronica per l'informatica 24/11/03

Elettronica per l'informatica 24/11/03 Contenuto dell unità D 1 Conversione dell energia metodi di conversione, tipi di conversioni e schemi Alimentatori lineari componentistica e tecnologie riferimenti di tensione, regolatori e filtri Alimentatori

Dettagli

Fondamenti di macchine elettriche Corso SSIS 2006/07

Fondamenti di macchine elettriche Corso SSIS 2006/07 9.13 Caratteristica meccanica del motore asincrono trifase Essa è un grafico cartesiano che rappresenta l andamento della coppia C sviluppata dal motore in funzione della sua velocità n. La coppia è legata

Dettagli

A L'operatore NOT si scrive con una linea sopra la lettera indicante la variabile logica A ; 0 1 1 0. NOT di A =

A L'operatore NOT si scrive con una linea sopra la lettera indicante la variabile logica A ; 0 1 1 0. NOT di A = ALGEBRA DI BOOLE L'algebra di Boole è un insieme di regole matematiche; per rappresentare queste regole si utilizzano variabili logiche, funzioni logiche, operatori logici. variabili logiche: si indicano

Dettagli

Retroazione In lavorazione

Retroazione In lavorazione Retroazione 1 In lavorazione. Retroazione - introduzione La reazione negativa (o retroazione), consiste sostanzialmente nel confrontare il segnale di uscita e quello di ingresso di un dispositivo / circuito,

Dettagli

Capitolo 7 - Famiglie logiche

Capitolo 7 - Famiglie logiche Appunti di Elettronica Digitale Capitolo 7 - Famiglie logiche Introduzione ai circuiti integrati digitali... 1 Livello di integrazione... 1 Famiglie logiche digitali... 2 Proprietà generali delle famiglie

Dettagli

L effetto prodotto da un carico attivo verrà, pertanto, analizzato solo nel caso di convertitore monofase.

L effetto prodotto da un carico attivo verrà, pertanto, analizzato solo nel caso di convertitore monofase. Come nel caso dei convertitori c.c.-c.c., la presenza di un carico attivo non modifica il comportamento del convertitore se questo continua a funzionare con conduzione continua. Nei convertitori trifase

Dettagli

Architettura del computer (C.Busso)

Architettura del computer (C.Busso) Architettura del computer (C.Busso) Il computer nacque quando fu possibile costruire circuiti abbastanza complessi in logica programmata da una parte e, dall altra, pensare, ( questo è dovuto a Von Neumann)

Dettagli

ELETTRONICA II. Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino. Parte E: Circuiti misti analogici e digitali Lezione n. 21 - E - 3:

ELETTRONICA II. Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino. Parte E: Circuiti misti analogici e digitali Lezione n. 21 - E - 3: ELETTRONICA II Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino Parte E: Circuiti misti analogici e digitali Lezione n. 21 - E - 3: Generatore di onda quadra e impulsi Interfacciamento con circuiti logici

Dettagli

la conversione digitale/analogica

la conversione digitale/analogica Conversione A/D-D/A Esiste la possibilità di mettere in comunicazione un dispositivo analogico con uno digitale. -Un segnale analogico è un segnale che varia con continuità, al quale possono essere associate

Dettagli

Algebra Booleana 1 ALGEBRA BOOLEANA: VARIABILI E FUNZIONI LOGICHE

Algebra Booleana 1 ALGEBRA BOOLEANA: VARIABILI E FUNZIONI LOGICHE Algebra Booleana 1 ALGEBRA BOOLEANA: VARIABILI E FUNZIONI LOGICHE Andrea Bobbio Anno Accademico 2000-2001 Algebra Booleana 2 Calcolatore come rete logica Il calcolatore può essere visto come una rete logica

Dettagli

ESERCIZI - SERIE N.1

ESERCIZI - SERIE N.1 ESERCIZI - SERIE N.1 ACQUISIZIONE DELLO STATO DI SEGNALI ON/OFF Problema: acquisizione, da parte di un'unità di elaborazione realizzata con tecnologia a funzionalità programmata, di un'informazione proveniente

Dettagli

U.D. 6.2 CONTROLLO DI VELOCITÀ DI UN MOTORE IN CORRENTE ALTERNATA

U.D. 6.2 CONTROLLO DI VELOCITÀ DI UN MOTORE IN CORRENTE ALTERNATA U.D. 6.2 CONTROLLO DI VELOCITÀ DI UN MOTORE IN CORRENTE ALTERNATA Mod. 6 Applicazioni dei sistemi di controllo 6.2.1 - Generalità 6.2.2 - Scelta del convertitore di frequenza (Inverter) 6.2.3 - Confronto

Dettagli

Esercitazione n 5: Stadi di uscita

Esercitazione n 5: Stadi di uscita Esercitazione n 5: Stadi di uscita 1) Per il circuito in Fig. 1 sostituire il generatore di corrente con uno specchio di corrente. Dimensionare quest'ultimo in modo tale da ottenere la massima dinamica

Dettagli

5 Amplificatori operazionali

5 Amplificatori operazionali 5 Amplificatori operazionali 5.1 Amplificatore operazionale: caratteristiche, ideale vs. reale - Di seguito simbolo e circuito equivalente di un amplificatore operazionale. Da notare che l amplificatore

Dettagli

INTEGRATORE E DERIVATORE REALI

INTEGRATORE E DERIVATORE REALI INTEGRATORE E DERIVATORE REALI -Schemi elettrici: Integratore reale : C1 R2 vi (t) R1 vu (t) Derivatore reale : R2 vi (t) R1 C1 vu (t) Elenco componenti utilizzati : - 1 resistenza da 3,3kΩ - 1 resistenza

Dettagli

IL CONTROLLO AUTOMATICO: TRASDUTTORI, ATTUATORI CONTROLLO DIGITALE, ON-OFF, DI POTENZA

IL CONTROLLO AUTOMATICO: TRASDUTTORI, ATTUATORI CONTROLLO DIGITALE, ON-OFF, DI POTENZA IL CONTROLLO AUTOMATICO: TRASDUTTORI, ATTUATORI CONTROLLO DIGITALE, ON-OFF, DI POTENZA TRASDUTTORI In un sistema di controllo automatico i trasduttori hanno il compito di misurare la grandezza in uscita

Dettagli

Fig. 3: Selezione dell analisi: Punto di polarizzazione. Fig. 4: Errori riscontrati nell analisi

Fig. 3: Selezione dell analisi: Punto di polarizzazione. Fig. 4: Errori riscontrati nell analisi Elettronica I - Sistemi Elettronici I/II Esercitazioni con PSPICE 1) Amplificatore di tensione con componente E (file: Amplificatore_Av_E.sch) Il circuito mostrato in Fig. 1 permette di simulare la classica

Dettagli

RICHIAMI DI MISURE ELETTRICHE

RICHIAMI DI MISURE ELETTRICHE RICHIAMI DI MISURE ELETTRICHE PREMESSA STRUMENTI PER MISURE ELETTRICHE Come si è già avuto modo di comprendere ogni grandezza fisica ha bisogno, per essere quantificata, di un adeguato metro di misura.

Dettagli

Azionamenti elettronici PWM

Azionamenti elettronici PWM Capitolo 5 Azionamenti elettronici PWM 5.1 Azionamenti elettronici di potenza I motori in corrente continua vengono tipicamente utilizzati per imporre al carico dei cicli di lavoro, nei quali può essere

Dettagli

LATCH E FLIP-FLOP. Fig. 1 D-latch trasparente per ck=1

LATCH E FLIP-FLOP. Fig. 1 D-latch trasparente per ck=1 LATCH E FLIPFLOP. I latch ed i flipflop sono gli elementi fondamentali per la realizzazione di sistemi sequenziali. In entrambi i circuiti la temporizzazione è affidata ad un opportuno segnale di cadenza

Dettagli

Reti sequenziali. Esempio di rete sequenziale: distributore automatico.

Reti sequenziali. Esempio di rete sequenziale: distributore automatico. Reti sequenziali 1 Reti sequenziali Nelle RETI COMBINATORIE il valore logico delle variabili di uscita, in un dato istante, è funzione solo dei valori delle variabili di ingresso in quello stesso istante.

Dettagli

Famiglie logiche. Abbiamo visto come, diversi anni fa, venivano realizzate in concreto le funzioni

Famiglie logiche. Abbiamo visto come, diversi anni fa, venivano realizzate in concreto le funzioni Famiglie logiche I parametri delle famiglie logiche Livelli di tensione TTL Le correnti di source e di sink Velocità di una famiglia logica Vcc Il consumo Fan-in La densità di integrazione I parametri

Dettagli

I motori elettrici più diffusi

I motori elettrici più diffusi I motori elettrici più diffusi Corrente continua Trifase ad induzione Altri Motori: Monofase Rotore avvolto (Collettore) Sincroni AC Servomotori Passo Passo Motore in Corrente Continua Gli avvolgimenti

Dettagli

5. Coppie differenziali di transistori bipolari

5. Coppie differenziali di transistori bipolari 5. Coppie differenziali di transistori bipolari Vediamo ora una semplice struttura adatta a realizzare amplificatori di tensione differenziali. Ci preoccupiamo in questo paragrafo di dare alcune definizioni

Dettagli

Transitori del primo ordine

Transitori del primo ordine Università di Ferrara Corso di Elettrotecnica Transitori del primo ordine Si consideri il circuito in figura, composto da un generatore ideale di tensione, una resistenza ed una capacità. I tre bipoli

Dettagli

Generatore di forza elettromotrice f.e.m.

Generatore di forza elettromotrice f.e.m. Generatore di forza elettromotrice f.e.m. Un dispositivo che mantiene una differenza di potenziale tra una coppia di terminali batterie generatori elettrici celle solari termopile celle a combustibile

Dettagli

Stadio di uscita o finale

Stadio di uscita o finale Stadio di uscita o finale È l'ultimo stadio di una cascata di stadi amplificatori e costituisce l'interfaccia con il carico quindi è generalmente un buffer con funzione di adattamento di impedenza. Considerato

Dettagli

Modello generale di trasduttore Come leggere la scheda tecnica di un trasduttore

Modello generale di trasduttore Come leggere la scheda tecnica di un trasduttore Modello generale di trasduttore Come leggere la scheda tecnica di un trasduttore Modello generale di trasduttore Informazioni sulle caratteristiche fisiche Sistema di misura Catena di misura Dati numerici

Dettagli

Una scuola vuole monitorare la potenza elettrica continua di un pannello fotovoltaico

Una scuola vuole monitorare la potenza elettrica continua di un pannello fotovoltaico ESAME DI STATO PER ISTITUTI PROFESSIONALI Corso di Ordinamento Indirizzo: Tecnico delle industrie elettroniche Tema di: Elettronica, telecomunicazioni ed applicazioni Gaetano D Antona Il tema proposto

Dettagli

V DD R D. 15. Concetti di base sui circuiti digitali

V DD R D. 15. Concetti di base sui circuiti digitali + Xtf=12.85 tf=10).end È stato inserito anche il modello del C109C, a scopo esemplificativo. Di solito non è necessario inserire il modello nella netlist, perché questo è già contenuto in una library fornita

Dettagli

Capitolo VI Conversione A/D e D/A.

Capitolo VI Conversione A/D e D/A. Capitolo I Capitolo I. 6.) Introduzione. Nei moderni sistemi di misura e controllo le informazioni possono presentarsi in una di due diverse forme. Nella prima la misura di una quantita' fisica (ad esempio

Dettagli

CONVERSIONE ANALOGICA DIGITALE (ADC)(A/D) CONVERSIONE DIGITALE ANALOGICA (DAC)(D/A)

CONVERSIONE ANALOGICA DIGITALE (ADC)(A/D) CONVERSIONE DIGITALE ANALOGICA (DAC)(D/A) CONVERSIONE ANALOGICA DIGITALE (ADC)(A/D) CONVERSIONE DIGITALE ANALOGICA (DAC)(D/A) ELABORAZIONE ANALOGICA O DIGITALE DEI SEGNALI ELABORAZIONE ANALOGICA ELABORAZIONE DIGITALE Vantaggi dell elaborazione

Dettagli

L amplificatore operazionale 1. Claudio CANCELLI

L amplificatore operazionale 1. Claudio CANCELLI L amplificatore operazionale Claudio CANCELLI L amplificatore operazionale Indice dei contenuti. L'amplificatore...3. L'amplificatore operazionale - Premesse teoriche....5 3. Circuito equivalente... 5

Dettagli

Modulo 8. Elettronica Digitale. Contenuti: Obiettivi:

Modulo 8. Elettronica Digitale. Contenuti: Obiettivi: Modulo 8 Elettronica Digitale Contenuti: Introduzione Sistemi di numerazione posizionali Sistema binario Porte logiche fondamentali Porte logiche universali Metodo della forma canonica della somma per

Dettagli

Dispositivi attivi. Figura 1: Generatori di tensione pilotati: (a) in tensione; (b) in corrente.

Dispositivi attivi. Figura 1: Generatori di tensione pilotati: (a) in tensione; (b) in corrente. Dispositivi attivi Generatori dipendenti o pilotati Molti dispositivi possono essere modellati mediante relazioni costitutive in cui le tensioni e le correnti dei loro terminali dipendono dalle tensione

Dettagli

Gli attuatori. Breve rassegna di alcuni modelli o dispositivi di attuatori nel processo di controllo

Gli attuatori. Breve rassegna di alcuni modelli o dispositivi di attuatori nel processo di controllo Gli attuatori Breve rassegna di alcuni modelli o dispositivi di attuatori nel processo di controllo ATTUATORI Definizione: in una catena di controllo automatico l attuatore è il dispositivo che riceve

Dettagli

CORRENTE ELETTRICA. La grandezza fisica che descrive la corrente elettrica è l intensità di corrente.

CORRENTE ELETTRICA. La grandezza fisica che descrive la corrente elettrica è l intensità di corrente. CORRENTE ELETTRICA Si definisce CORRENTE ELETTRICA un moto ordinato di cariche elettriche. Il moto ordinato è distinto dal moto termico, che è invece disordinato, ed è sovrapposto a questo. Il moto ordinato

Dettagli

oil /~ O-~---~---- VV " / :na 10.2 GLI AMPLIFICA TORI PUSH-PULL IN CLASSE B o~ 6 CHECK-UP DEL PARAGRAFO 10.1

oil /~ O-~---~---- VV  / :na 10.2 GLI AMPLIFICA TORI PUSH-PULL IN CLASSE B o~ 6 CHECK-UP DEL PARAGRAFO 10.1 :na GU Ac\1PLIF1CATORIDI POTENZA 2.C FOR A=l TO N 220 TRC=RC*RL(A)/(RCRL(A» 230 P=.5*ICQA2*TRC 240 EFF=P/(VCC*ICQ) 250 IF EFF).25 THEN PRINT "L'AMPLIFICATORENON STA FUNZIONANDOIN CLASSE A" ELSE PRINT RL(A),

Dettagli

Macchina sincrona (alternatore)

Macchina sincrona (alternatore) Macchina sincrona (alternatore) Principio di funzionamento Le macchine sincrone si dividono in: macchina sincrona isotropa, se è realizzata la simmetria del flusso; macchina sincrona anisotropa, quanto

Dettagli

AMPLIFICATORI DI POTENZA

AMPLIFICATORI DI POTENZA AMPLIFICATORI DI POTENZA I segnali applicati ad utilizzatori, quali servo-motori e impianti audio, sono associati generalmente ad elevati livelli di potenza; questo significa alti valori di corrente oltre

Dettagli

ALGEBRA DELLE PROPOSIZIONI

ALGEBRA DELLE PROPOSIZIONI Università di Salerno Fondamenti di Informatica Corso di Laurea Ingegneria Corso B Docente: Ing. Giovanni Secondulfo Anno Accademico 2010-2011 ALGEBRA DELLE PROPOSIZIONI Fondamenti di Informatica Algebra

Dettagli

Capitolo II Le reti elettriche

Capitolo II Le reti elettriche Capitolo II Le reti elettriche Fino ad ora abbiamo immaginato di disporre di due soli bipoli da collegare attraverso i loro morsetti; supponiamo ora, invece, di disporre di l bipoli e di collegarli tra

Dettagli

PROGETTO ALIMENTATORE VARIABILE CON LM 317. di Adriano Gandolfo www.adrirobot.it

PROGETTO ALIMENTATORE VARIABILE CON LM 317. di Adriano Gandolfo www.adrirobot.it PROGETTO ALIMENTATORE VARIABILE CON LM 37 di Adriano Gandolfo www.adrirobot.it L'integrato LM37 Questo integrato, che ha dimensioni identiche a quelle di un normale transistor di media potenza tipo TO.0,

Dettagli

Variabili logiche e circuiti combinatori

Variabili logiche e circuiti combinatori Variabili logiche e circuiti combinatori Si definisce variabile logica binaria una variabile che può assumere solo due valori a cui si fa corrispondere, convenzionalmente, lo stato logico 0 e lo stato

Dettagli

SCARICATORI DI TENSIONE PER IMPIEGO NEI SISTEMI IN CAVO ELETTRICO AD ALTA TENSIONE.

SCARICATORI DI TENSIONE PER IMPIEGO NEI SISTEMI IN CAVO ELETTRICO AD ALTA TENSIONE. SCARICATORI DI TENSIONE PER IMPIEGO NEI SISTEMI IN CAVO ELETTRICO AD ALTA TENSIONE. Descrizione del problema Nei cavi elettrici con isolamento solido, il conduttore isolato è rivestito con una guaina o

Dettagli

L idea alla base del PID èdi avere un architettura standard per il controllo di processo

L idea alla base del PID èdi avere un architettura standard per il controllo di processo CONTROLLORI PID PID L idea alla base del PID èdi avere un architettura standard per il controllo di processo Può essere applicato ai più svariati ambiti, dal controllo di una portata di fluido alla regolazione

Dettagli

Applicazioni dell amplificatore operazionale

Applicazioni dell amplificatore operazionale Capitolo 10 Applicazioni dell amplificatore operazionale Molte applicazioni dell amplificatore operazionale si basano su circuiti che sono derivati da quello dell amplificatore non invertente di fig. 9.5

Dettagli

Basetta per misure su amplificatori

Basetta per misure su amplificatori Basetta per misure su amplificatori Per le misure viene utilizzata una basetta a circuito stampato premontata, che contiene due circuiti (amplificatore invertente e noninvertente). Una serie di interruttori

Dettagli

Operatori logici e porte logiche

Operatori logici e porte logiche Operatori logici e porte logiche Operatori unari.......................................... 730 Connettivo AND........................................ 730 Connettivo OR..........................................

Dettagli

Logica binaria. Porte logiche.

Logica binaria. Porte logiche. Logica binaria Porte logiche. Le porte logiche sono gli elementi fondamentali su cui si basa tutta la logica binaria dei calcolatori. Ricevono in input uno, due (o anche più) segnali binari in input, e

Dettagli

Amplificatori Audio di Potenza

Amplificatori Audio di Potenza Amplificatori Audio di Potenza Un amplificatore, semplificando al massimo, può essere visto come un oggetto in grado di aumentare il livello di un segnale. Ha quindi, generalmente, due porte: un ingresso

Dettagli

Consumo di Potenza nell inverter CMOS. Courtesy of Massimo Barbaro

Consumo di Potenza nell inverter CMOS. Courtesy of Massimo Barbaro Consumo di Potenza nell inverter CMOS Potenza dissipata Le componenti del consumo di potenza sono 3: Potenza statica: è quella dissipata quando l inverter ha ingresso costante, in condizioni di stabilità

Dettagli

Alimentazione V CC 12 30 ripple incluso - fusibile esterno 1,0 A. Assorbimento di corrente : ma 100 + potenza consumata dal sensore. V ma. V ma.

Alimentazione V CC 12 30 ripple incluso - fusibile esterno 1,0 A. Assorbimento di corrente : ma 100 + potenza consumata dal sensore. V ma. V ma. 89 550/110 ID EWM-PQ-AA SCHEDA DIGITALE PER IL CONTROLLO DELLA PRESSIONE / PORTATA IN SISTEMI AD ANELLO CHIUSO MONTAGGIO SU GUIDA TIPO: DIN EN 50022 PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO La scheda EWM-PQ-AA è stata

Dettagli

PROSPETTIVE FUTURE DELL INTEGRAZIONE OPTOELETTRONICA

PROSPETTIVE FUTURE DELL INTEGRAZIONE OPTOELETTRONICA CAPITOLO III PROSPETTIVE FUTURE DELL INTEGRAZIONE OPTOELETTRONICA III.1 Introduzione L attività scientifica sugli OEIC è iniziata nel 1979 con un grande progetto negli USA, per la realizzazione di circuiti

Dettagli

Esperienza n. 8 Uso dell oscilloscopio analogico

Esperienza n. 8 Uso dell oscilloscopio analogico 1 L oscilloscopio consente di visualizzare forme d onda e più in generale è un dispositivo che visualizza una qualunque funzione di 2 variabili. Per fare ciò esse devono essere o essere trasformate in

Dettagli

E possibile classificazione i trasduttori in base a diversi criteri, ad esempio: Criterio Trasduttori Caratteristiche

E possibile classificazione i trasduttori in base a diversi criteri, ad esempio: Criterio Trasduttori Caratteristiche PREMESSA In questa lezione verranno illustrate la classificazione delle diverse tipologie di trasduttori utilizzati nei sistemi di controllo industriali ed i loro parametri caratteristici. CLASSIFICAZIONE

Dettagli

CAPITOLO 12 FAMIGLIE LOGICHE

CAPITOLO 12 FAMIGLIE LOGICHE 252 CAPITOLO 12 FAMIGLIE LOGICHE Con la microelettronica l'implementazione delle funzioni logiche ha avuto il suo sviluppo più ampio e innovativo. Il motivo risiede nella quasi illimitata possibilità di

Dettagli

ELETTRONICA II. Circuiti misti analogici e digitali 2. Riferimenti al testo. Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino

ELETTRONICA II. Circuiti misti analogici e digitali 2. Riferimenti al testo. Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino ELETTRONICA II Circuiti misti analogici e digitali 2 Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino Parte E: Circuiti misti analogici e digitali Lezione n. 20 - E - 2: Oscillatori e generatori di segnale

Dettagli

Elettronica I Potenza dissipata dalle porte logiche CMOS

Elettronica I Potenza dissipata dalle porte logiche CMOS Elettronica I Potenza dissipata dalle porte logiche MOS Valentino Liberali Dipartimento di Tecnologie dell Informazione Università di Milano, 26013 rema e-mail: liberali@dti.unimi.it http://www.dti.unimi.it/

Dettagli

Elaborato di Elettronica Digitale C.d.L. in Ingegneria Elettronica Anno accademico 02/ 03

Elaborato di Elettronica Digitale C.d.L. in Ingegneria Elettronica Anno accademico 02/ 03 Elaborato di Elettronica Digitale C.d.L. in Ingegneria Elettronica Anno accademico 0/ 03 Alfredo Caferra 58/463 OGGETTO DELL ELABORATO Per una SRAM con celle di memoria NMOS a 4 transistori con bit lines

Dettagli

Esami di Stato 2008 - Soluzione della seconda prova scritta. Indirizzo: Elettronica e Telecomunicazioni Tema di ELETTRONICA

Esami di Stato 2008 - Soluzione della seconda prova scritta. Indirizzo: Elettronica e Telecomunicazioni Tema di ELETTRONICA Risposta al quesito a Esami di Stato 2008 - Soluzione della seconda prova scritta Indirizzo: Elettronica e Telecomunicazioni Tema di ELETTRONICA (A CURA DEL PROF. Giuseppe SPALIERNO docente di Elettronica

Dettagli

Teoria dei circuiti Esercitazione di Laboratorio Transitori e dominio dei fasori

Teoria dei circuiti Esercitazione di Laboratorio Transitori e dominio dei fasori Teoria dei circuiti Esercitazione di Laboratorio Transitori e dominio dei fasori Esercizio T T V V on riferimento al circuito di figura, si assumano i seguenti valori: = = kω, =. µf, = 5 V. Determinare

Dettagli

ESEMPI APPLICATIVI DI VALUTAZIONE DELL INCERTEZZA NELLE MISURAZIONI ELETTRICHE

ESEMPI APPLICATIVI DI VALUTAZIONE DELL INCERTEZZA NELLE MISURAZIONI ELETTRICHE SISTEMA NAZIONALE PER L'ACCREDITAMENTO DI LABORATORI DT-000/ ESEMPI APPLICATIVI DI VALUTAZIONE DELL INCERTEZZA NELLE MISURAZIONI ELETTRICHE INDICE parte sezione pagina. Misurazione di una corrente continua

Dettagli

ELETTRONICA II. Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino. Parte A: Transistori in commutazione Lezione n. 2 - A - 2:

ELETTRONICA II. Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino. Parte A: Transistori in commutazione Lezione n. 2 - A - 2: ELETTRONICA II Prof. Dante Del Corso - Politecnico di Torino Parte A: Transistori in commutazione Lezione n. 2 - A - 2: Transistori BJT in commutazione Elettronica II - Dante Del Corso - Gruppo A - 8 n.

Dettagli

Big-wifi Descrizione e modalità d uso

Big-wifi Descrizione e modalità d uso TELECONTROLLO VIA RETE BIG-WIFI Big-wifi Descrizione e modalità d uso Rev.1509-1 - Pag.1 di 10 www.carrideo.it INDICE 1. IL TELECONTROLLO BIG-WIFI... 3 1.1. DESCRIZIONE GENERALE... 3 1.1.1. Uscite open-collector...

Dettagli

PLC Programmable Logic Controller

PLC Programmable Logic Controller PLC Programmable Logic Controller Sistema elettronico, a funzionamento digitale, destinato all uso in ambito industriale, che utilizza una memoria programmabile per l archiviazione di istruzioni orientate

Dettagli

GRANDEZZE ALTERNATE SINUSOIDALI

GRANDEZZE ALTERNATE SINUSOIDALI GRANDEZZE ALTERNATE SINUSOIDALI 1 Nel campo elettrotecnico-elettronico, per indicare una qualsiasi grandezza elettrica si usa molto spesso il termine di segnale. L insieme dei valori istantanei assunti

Dettagli

I sistemi di controllo possono essere distinti in due categorie: sistemi ad anello aperto e sistemi ad anello chiuso:

I sistemi di controllo possono essere distinti in due categorie: sistemi ad anello aperto e sistemi ad anello chiuso: 3.1 GENERALITÀ Per sistema di controllo si intende un qualsiasi sistema in grado di fare assumere alla grandezza duscita un prefissato andamento in funzione della grandezza di ingresso, anche in presenza

Dettagli

Appunti tratti dal videocorso di Elettrotecnica 1 del prof. Graglia By ALeXio

Appunti tratti dal videocorso di Elettrotecnica 1 del prof. Graglia By ALeXio Appunti tratti dal videocorso di Elettrotecnica 1 del prof. Graglia By ALeXio Parte b Bipoli elettrici - potenza entrante Tensione e corrente su di un bipolo si possono misurare secondo la convenzione

Dettagli

Articolo. Considerazioni per la scelta di convertitori DC/DC isolati in formato brick

Articolo. Considerazioni per la scelta di convertitori DC/DC isolati in formato brick Ref.: MPS352A Murata Power Solutions www.murata-ps.com Articolo Considerazioni per la scelta di convertitori DC/DC isolati in formato brick Paul Knauber, Field Applications Engineer, Murata Power Solutions

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA UNIVRSITÀ DGLI STUDI DI ROMA TOR VRGATA FAOLTÀ DI SINZ MATMATIH FISIH NATURALI orso di laurea in FISIA - orso di laurea in SINZ DI MATRIALI LAORATORIO 3: omplementi di teoria alle esperienze Modelli semplificati

Dettagli

CAPITOLO IV HARDWARE DEI CIRCUITI DIGITALI INTEGRATI

CAPITOLO IV HARDWARE DEI CIRCUITI DIGITALI INTEGRATI -4.1- CAPITOLO IV HARDWARE DEI CIRCUITI DIGITALI INTEGRATI 4.1 INTRODUZIONE Nei capitoli precedenti, sono state sviluppate in maniera semplificata le procedure di analisi e di sintesi delle reti digitali,

Dettagli

REALIZZAZIONE E STUDIO DI UN OSCILLATORE A DENTI DI SEGA

REALIZZAZIONE E STUDIO DI UN OSCILLATORE A DENTI DI SEGA REALIZZAZIONE E STUDIO DI UN OSCILLATORE A DENTI DI SEGA ATTENZIONE: PERICOLO! In questa esperienza si impiegano alte tensioni. E fatto obbligo di fare controllare i collegamenti al tecnico prima di accendere.

Dettagli

PRIMA LEGGE DI OHM OBIETTIVO: NOTE TEORICHE: Differenza di potenziale Generatore di tensione Corrente elettrica

PRIMA LEGGE DI OHM OBIETTIVO: NOTE TEORICHE: Differenza di potenziale Generatore di tensione Corrente elettrica Liceo Scientifico G. TARANTINO ALUNNO: Pellicciari Girolamo VG PRIMA LEGGE DI OHM OBIETTIVO: Verificare la Prima leggi di Ohm in un circuito ohmico (o resistore) cioè verificare che l intensità di corrente

Dettagli

di Heaveside: ricaviamo:. Associamo alle grandezze sinusoidali i corrispondenti fasori:, Adesso sostituiamo nella

di Heaveside: ricaviamo:. Associamo alle grandezze sinusoidali i corrispondenti fasori:, Adesso sostituiamo nella Equazione di Ohm nel dominio fasoriale: Legge di Ohm:. Dalla definizione di operatore di Heaveside: ricaviamo:. Associamo alle grandezze sinusoidali i corrispondenti fasori:, dove Adesso sostituiamo nella

Dettagli

Architettura dei Calcolatori Algebra delle reti Logiche

Architettura dei Calcolatori Algebra delle reti Logiche Architettura dei Calcolatori Algebra delle reti Logiche Ing. dell Automazione A.A. 20/2 Gabriele Cecchetti Algebra delle reti logiche Sommario: Segnali e informazione Algebra di commutazione Porta logica

Dettagli

L'amplificatore operazionale - principi teorici

L'amplificatore operazionale - principi teorici L'amplificatore operazionale - principi teorici Cos'è? L'amplificatore operazionale è un circuito integrato che produce in uscita una tensione pari alla differenza dei suoi due ingressi moltiplicata per

Dettagli

Interruttore automatico

Interruttore automatico Interruttore automatico Dimensionamento degli interruttori automatici adeguati per inverter sotto effetti FV specifici Contenuto La scelta dell'interruttore automatico corretto dipende da diversi fattori.

Dettagli

Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica. Corso di Elettronica di Potenza (12 CFU) a.a. 20I2/2013. Stefano Bifaretti

Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica. Corso di Elettronica di Potenza (12 CFU) a.a. 20I2/2013. Stefano Bifaretti Laurea Magistrale in Ingegneria Energetica Corso di Elettronica di Potenza (12 CFU) a.a. 20I2/2013 Stefano Bifaretti Ad ogni commutazione degli interruttori statici di un convertitore è associata una dissipazione

Dettagli

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it

LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it LA CORRENTE ELETTRICA Prof. Erasmo Modica erasmo@galois.it L INTENSITÀ DELLA CORRENTE ELETTRICA Consideriamo una lampadina inserita in un circuito elettrico costituito da fili metallici ed un interruttore.

Dettagli

Algebra Di Boole. Definiamo ora che esiste un segnale avente valore opposto di quello assunto dalla variabile X.

Algebra Di Boole. Definiamo ora che esiste un segnale avente valore opposto di quello assunto dalla variabile X. Algebra Di Boole L algebra di Boole è un ramo della matematica basato sul calcolo logico a due valori di verità (vero, falso). Con alcune leggi particolari consente di operare su proposizioni allo stesso

Dettagli

Introduzione ai microcontrollori

Introduzione ai microcontrollori Introduzione ai microcontrollori L elettronica digitale nasce nel 1946 con il primo calcolatore elettronico digitale denominato ENIAC e composto esclusivamente di circuiti a valvole, anche se negli anni

Dettagli

U 1 . - - . - - Interfaccia. U m

U 1 . - - . - - Interfaccia. U m Introduzione La teoria delle reti logiche tratta problemi connessi con la realizzazione e il funzionamento di reti per l elaborazione dell informazione (il termine logico deriva dalla stretta parentela

Dettagli

39 Il linguaggio grafico a contatti

39 Il linguaggio grafico a contatti 39 Il linguaggio grafico a contatti Diagramma a contatti, ladder, diagramma a scala sono nomi diversi usati per indicare la stessa cosa, il codice grafico per la programmazione dei PLC con il linguaggio

Dettagli

Introduzione all elettronica

Introduzione all elettronica Introduzione all elettronica L elettronica nacque agli inizi del 1900 con l invenzione del primo componente elettronico, il diodo (1904) seguito poi dal triodo (1906) i cosiddetti tubi a vuoto. Questa

Dettagli

M049 - ESAME DI STATO DI ISTITUTO PROFESSIONALE. Indirizzo: TECNICO DELLE INDUSTRIE ELETTRONICHE CORSO DI ORDINAMENTO

M049 - ESAME DI STATO DI ISTITUTO PROFESSIONALE. Indirizzo: TECNICO DELLE INDUSTRIE ELETTRONICHE CORSO DI ORDINAMENTO M049 - ESAME DI STATO DI ISTITUTO PROFESSIONALE Indirizzo: TECNICO DELLE INDUSTRIE ELETTRONICHE CORSO DI ORDINAMENTO Tema di: ELETTRONICA, TELECOMUNICAZIONI E APPLICAZIONI Il candidato, formulando eventuali

Dettagli

Latch pseudo-statico. Caratteristiche:

Latch pseudo-statico. Caratteristiche: Facoltà di gegneria q Caratteristiche: - circuiti più semplici rispetto a quelli di tipo statico - carica (dato) immagazzinata soggetta a leakage necessità di refresh periodico - dispositivi ad alta impedenza

Dettagli

GA-11. Generatore di segnale a bassa frequenza. Manuale d uso

GA-11. Generatore di segnale a bassa frequenza. Manuale d uso INFORMAZIONE AGLI UTENTI ai sensi dell art. 13 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 15 Attuazione delle Direttive 2002/95/ CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell uso di sostanze

Dettagli

Corso di Informatica Generale (C. L. Economia e Commercio) Ing. Valerio Lacagnina Fondamenti di calcolo booleano

Corso di Informatica Generale (C. L. Economia e Commercio) Ing. Valerio Lacagnina Fondamenti di calcolo booleano Breve introduzione storica Nel 1854, il prof. Boole pubblica un trattato ormai famosissimo: Le leggi del pensiero. Obiettivo finale del trattato è di far nascere la matematica dell intelletto umano, un

Dettagli

MISURE SU CAVI COASSIALI

MISURE SU CAVI COASSIALI MISURE SU CAVI COASSIALI Carlo Vignali I4VIL 05 RIDUZIONE DEL VSWR Il valore del VSWR del carico viene osservato di valore ridotto quando è misurato all'ingresso di una linea con attenuazione Allo stesso

Dettagli

ALLEGATO G 1. Addendum sul principio di schermatura.

ALLEGATO G 1. Addendum sul principio di schermatura. ALLEGATO G 1 Addendum sul principio di schermatura. Uno degli errori più comuni è quello di dimenticare il principio che sta alla base del funzionamento delle schermature ed il fatto che le canalizzazioni

Dettagli