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1 A cura di Bruno Pastorelli entra entra entra entra Seguici su: REGISTRATI NELL'AREA RISERVATA AGLI ISCRITTI E AVRAI A DISPOSIZIONE UNA SORTA DI SINDACALISTA ELETTRONICO PERSONALE Registrati Se non vuoi più ricevere la Rassegna, è sufficiente rispondere a questa scrivendo nell oggetto: CANCELLARE Così disse Sommario IL RESTO DEL CARLINO mercoledì 24 giugno 2015 I soci danno l'assalto alla sede di Brc - «Oggi siamo trenta, torneremo in mille» - Gli investimenti nel capitale sociale della banca sono svaniti Il coraggio di fare politica industriale nel credito Più rapida la riscossione dei crediti - Padoan: provvedimenti efficaci - «La bad bank? Quando ok dalla Ue sarà strumento in più» Ristrutturazione del debito a misura di intermediari Banche, perdite sui crediti deducibili entro l anno - Tempi allineati a quelli dei partner europei - Rimodulati i crediti fiscali per minimizzare la perdita di gettito Renzi: «Riparte il credito all economia, venerdì i decreti fiscali ma senza catasto» Quelle regole che spingono le banche nell ombra Banche, la scure di Londra sui bonus dei top manager - Restituzione forzata anche dopo 10 anni in caso di malagestione

2 A cura di Bruno Pastorelli Il pressing dell Abi per il testo unico europeo Banca Ifis acquista crediti per 900 milioni Ivass: compagnie pronte a Solvency II Nuova vigilanza, meno sanzioni più prevenzione UniCredit pronta a rivedere il piano «La riassicurazione cresce nelle nicchie di mercato» Equitalia verso la rinuncia all aggio Dal governo via libera al dl banche - Passano anche le misure per velocizzare il recupero crediti Previsto il voto a maggioranza per gli accordi di ristrutturazione dei debiti Introdotti i piani concorrenti per i concordati Slittano invece i decreti fiscali Abi: ora una vera Unione bancaria - Il dg Sabatini: oggi c'è una cappa di incertezza che ostacola la pianificazione su liquidità e capitale Barbagallo (Bankitalia): complessità, equità e proporzionalità sono le nuove sfide della Vigilanza La Vigilanza europea è una vera Babele: serve un Testo Unico I disoccupati sono quelli che pagano per tutti Record delle gestioni in banca - Il 48% delle risorse fa capo ai fondi Dopo il rosso di aprile tornano positivi i flussi verso gli azionari Frenano gli obbligazionari per il recente aumento dei rendimenti Prosegue il periodo d'oro dei flessibili

3 A cura di Bruno Pastorelli Partita nomine per Assopopolari - Mentre i big vanno verso la spa, gli istituti medio-piccoli potrebbero ottenere maggior peso nella governance dell'associazione, aggiudicandosi la presidenza In pole i vice, ma anche Stacca e Cartia Compagnie campioni d'europa - Le assicurazioni hanno raggiunto un roe del 9,3% e non sembrano preoccupate neppure da tassi bassi e da Solvency II Ora devono investire in economia reale, con un potenziale di 60 miliardi Irresponsabile il cda PartnerRe - Elkann ha ribadito la superiorità della sua offerta per la compagnia di riassicurazione dopo che nei giorni scorsi il board di quest'ultima aveva sollevato dubbi sulla solidità della holding italiana Unicredit rivede il piano al L'aggiornamento del business plan sarà pronto entro la fine dell'anno Intanto Moody's alza il rating a Baa1 Il Montepaschi alza il velo sul restyling delle filiali E i Maramotti brindano con la quota di piazza Aulenti Mps vende 1,3 miliardi di npl - Comprano Banca Ifis e il fondo Cerberus Lo stock viene principalmente dalla controllata Consumit È l'operazione più importante dell'anno nel comparto sofferenze Annunciate altre due cessioni Mediocredito Europeo, aumento per passare a Euronext Cariparma è al top per rating Perché la nuova legge fallimentare spingerà ancora le banche minori All'Eurogruppo di oggi non si decide solo il destino della Grecia ma anche quello dell'ue Una selva di privilegi rende precari i conti Inps

4 A cura di Bruno Pastorelli Tempi duri per il recupero crediti - Le aziende del settore hanno subito quindi un netto calo delle provvigioni Qualcosa sembra muoversi in positivo in questa prima metà dell'anno e ci si attende una stabilizzazione dei margini Banco di Desio cederà crediti non performing a Primus Capital ITALIA OGGI mercoledì 24 giugno 2015 Assicurazioni, crisi finita ITALIA OGGI mercoledì 24 giugno 2015 Auto, attestati di rischio in una banca dati dell'ivass ITALIA OGGI mercoledì 24 giugno 2015 Frode creditizia più pericolosa ITALIA OGGI mercoledì 24 giugno 2015 Meno illeciti ma più sanzioni CORRIERE DELLA SERA mercoledì 24 giugno 2015 Banche, le misure del governo c Articoli IL RESTO DEL CARLINO mercoledì 24 giugno 2015 I soci danno l'assalto alla sede di Brc - «Oggi siamo trenta, torneremo in mille» - Gli investimenti nel capitale sociale della banca sono svaniti di PAOLO MORELLI SULLO SCHERMO di Banca Romagna Cooperativa stanno scorrendo i titoli di coda La parola 'fine' comparirà il 3 luglio o, se ci saranno intoppi, il 10, comunque di venerdì, quando i commissari della Banca d'italia firmeranno la messa in liquidazione e la cessione di attivo e passivo a Banca Sviluppo, la società per azioni del movimento delle banche di credito cooperativo (è controllata da Iccrea Holding, l'istituto centrale delle Bcc) che si occupa del salvataggio delle banche di credito cooperativo in difficoltà LA GIORNATA di ieri è stata campale: è iniziata con la tentata invasione degli uffici di Brc al centro Montefiore da parte di una trentina di soci, molti dei quali provenienti da Calisese, che si sono stancati delle vaghe rassicurazioni del comitato dei soci composto da Claudio Gasperoni, Davide Moretto, Massimo Riva ed Elide Urbini che in questi mesi hanno tenuto i contatti soprattutto con la Federazione regionale delle Bcc presieduta da Giulio Magagni SOCI sono arrivati in mattinata davanti alla sede della banca e hanno esposto cartelli di protesta, poi sono entrati tentando

5 A cura di Bruno Pastorelli di raggiungere gli uffici ai piani superiori dove era in corso una riunione sindacale per cercare di incontrare i commissari Claudio Giombini e Massimo Zambon, ma sono stati bloccati da alcuni dipendenti; poco dopo sono arrivati agenti del Commissariato della Polizia di Stato che hanno convinto i dimostranti a desistere dal proposito di entrare con la forza nella sede della banca «Ce ne andiamo in trenta - hanno detto sgombrando il terreno - ma torneremo in mille» Gli ottomila soci di Brc hanno tutti i motivi per protestare: l'investimento fatto nel capitale sociale di Brc è destinato a essere assorbito dalle sofferenze, quindi a svanire come neve al sole Quasi sempre si tratta di poche migliaia di euro, ma c'è chi ha investito la quota massima di 50mila euro quando la remunerazione era superiore a quella dei titoli di Stato, e ci sono famiglie con più soci DIPENDENTI hanno fatto la fila lunedì e ieri davanti alla porta della sala del consiglio d'amministrazione dove era riunita la commissione sindacale di conciliazione che raccoglieva le firme 'volontarie' per la riduzione della retribuzione (la media è del 10 per cento) finalizzata al passaggio a Banca Sviluppo Molti hanno chiesto chiarimenti sull'accordo siglato dai sindacati di categoria aderenti a Cgil e Cisl e hanno chiesto un po' di tempo, ma alla fine firmeranno tutti, visto che l'alternativa è il licenziamento e una lunga causa di lavoro I SINDACATI che non hanno siglato l'accordo stanno passando all'attacco la Uilca ha presentato lunedì ai carabinieri un esposto che ipotizza a carico dei commissari il reato di estorsione, ieri lo ha integrato con altri elementi Il sindacato autonomo Fabi, invece, sta preparando una denuncia per comportamento antisindacale Il coraggio di fare politica industriale nel credito Quando un governo si occupa di banche, soprattutto se lo fa in Italia, ha la ragionevole certezza di finire sotto attacco: a meno che non si tratti di una stretta sui bonus o di un aumento delle tasse, l intervento normativo sul credito è normalmente bollato come «regalo alle banche» Poco importa che si tratti di interventi correttivi in campo fiscale o giuridico, di pezze normative su errori del passato o di azioni che rendono il sistema più competitivo e allineato alle regole alla best practice internazionale: il sostegno al credito, in Parlamento o in piazza, è considerato quasi un tabù Dando per scontato che anche il governo Renzi sia ben consapevole delle reazioni populiste a cui va incontro, le misure salva-credito varate ieri dal Consiglio dei ministri rappresentano non solo una scelta politicamente coraggiosa, ma anche il primo vero intervento di politica industriale in un settore storicamente strategico per la nostra economia, polmone finanziario delle imprese e cassaforte indiscussa del risparmio delle famiglie Le due azioni decise ieri dal Consiglio dei ministri - riduzione a un solo anno (dai cinque precedenti) per la defiscalizzazione delle perdite sui crediti e semplificazione delle norme sul recupero delle garanzie sui prestiti inesigibili - rappresentano un passo importante non solo per i bilanci e l operatività delle banche, ma anche un passo fondamentale nella manovra del governo per riattivare i rubinetti del credito dopo quasi 7 anni di credit crunch Sul fronte fiscale, basti pensare che negli ultimi 10 anni le banche sono state costrette a spalmare su un arco di 17 anni (è con Enrico Letta che diventarono 5) la defiscalizzazione delle perdite maturate in un singolo esercizio Poiché all estero, ovviamente, le perdite maturate in un certo anno sono compensate fiscalmente nello stesso esercizio, le banche italiane hanno chiaramente sofferto di una grave asimmetria fiscale rispetto ai loro concorrenti, con chiare penalizzazioni competitive A questa prima distorsione va sommata la seconda: l estrema difficoltà nel recupero delle garanzie sui crediti Continua pagina 2 Alessandro Plateroti Continua da pagina 1 Questo fattore, portato spesso ad esempio dalle imprese estere come deterrente all investimento in Italia, è alla base non solo della prudenza delle banche nella concessione del credito ai clienti meno solidi, ma è anche un elemento-chiave nel progetto di creazione della bad bank italiana Quando infatti una banca è costretta ad aspettare una media di 7,4 anni prima di poter incassare la garanzia su un credito in

6 A cura di Bruno Pastorelli sofferenza, la reazione istintiva è quella di ridurre al minimo il rischio connesso con il prestito Al sud per esempio, le banche affermano che il recupero del credito è praticamente impossibile: se al Nord occorrono circa 2 anni per l incasso, in una città come Messina l attesa sale a 22 anni La conseguenza è duplice: se da un lato c è meno credito per imprese e famiglie, dall altro le banche si trovano in portafogli e nei conti crediti deteriorati difficilmente vendibili sul mercato dei fondi specializzati, ostacolando così le cosiddette pulizie di bilancio Ecco allora che la misura per ridurre a un anno la defiscalizzazione delle perdite, sommata alla semplificazione del processo di recupero delle garanzie, diventano due tasselli-chiave dello stesso mosaico: rendere il sistema bancario più forte aumentando il valore dei suoi asset più deboli Tutto ciò diventa politica industriale se si contestualizzano i due interventi nel più vasto progetto della bad bank: una sofferenza che ha una forbice più stretta tra il suo valore in bilancio e il suo prezzo di mercato è meno penalizzante da vendere e più attraente per il compratore Per completare questa manovra manca ora solo un tassello: la riforma del calcolo degli interessi sullo scoperto in conto corrente Secondo le norme attuali, infatti, una banca che contesta a un cliente lo sfondamento del fido non può trasformare gli interessi dovuti sulla somma in eccesso in disponibilità aggiuntiva del fido stesso: applicare nuovi interessi su interessi già maturati è infatti un reato O almeno lo sarebbe: il Cicr non ha mai emanato infatti i regolamenti attuativi, lasciando le banche e la giurisprudenza nell incertezza Non a caso, due tribunali hanno condannato le banche per anatocismo, mentre altre due corti le hanno assolte per la mancanza di regole Cicr, come del resto prevedeva la stessa legge Il paradosso di questa situazione - unica in Europa - è che un cliente può oggi chiedere a una banca di prestargli dei soldi (con interesse) per coprire gli interessi maturati sullo sfondamento del fido con un altra banca Poichè la stessa operazione in una sola banca non è invece possibile, molti istituti preferiscono chiudere un fido piuttosto che esporsi al rischio di azioni legali Una distorsione palese che prima o poi va risolta Gli Istituti di credito italiani, per concludere, pur avendo operatività e orizzonti analoghi ai concorrenti esteri, hanno però un connotato tutt'affatto particolare, e cioè la tensione verso un accentuato radicamento sociale, più pregnante e prezioso della semplice articolazione territoriale derivante dalla burocratica espansione della rete commerciale In un Paese da sempre caratterizzato da un accentuato pluralismo economico e sociale, da grandi ma anche da polverizzate realtà imprenditoriali, dal no profit, per far banca occorre far corpo unico con il territorio, nel senso di operare non soltanto in raccordo con il cliente, ma anche comprendendo le esigenze e le aspirazioni della comunità locale e aderendovi con intelligenza, senza abbandonare gli obiettivi di redditività di gestione Insomma, chie pensa che l azione del governo è un «aiuto alle banche» farebbe bene a ricordare che ogni indebolimento delle istituzioni creditizie significa indebolimento del tessuto economico e produttivo RIPRODUZIONE RISERVATA Alessandro Più rapida la riscossione dei crediti - Padoan: provvedimenti efficaci - «La bad bank? Quando ok dalla Ue sarà strumento in più» Roma Il Governo ha approvato il decreto sulla Giustizia civile che contiene le norme per ridurre i tempi di riscossione dei crediti da parte delle banche Lo ha detto il ministro dell Economia Pier Carlo Padoan dopo il Consiglio dei ministri «Le misure approvate - ha detto - hanno a che fare con la necessità di rimettere in moto il mercato del credito che attualmente risente del peso dei crediti deteriorati» Il ministro ha infatti sottolineato che tanto la normativa messa a punto di concerto con il ministero della Giustizia quanto il provvedimento sulla deducibilità fiscale delle perdite su crediti sono finalizzati a mettere in moto, in prospettiva un mercato secondario delle sofferenze bancarie Si tratta - ha sottolineato nel corso della conferenza stampa - «di provvedimenti potenti ed efficaci» per far affluire maggiore credito all economia Fermo restando, ha aggiunto,

7 A cura di Bruno Pastorelli che quando si risolverà il dialogo in corso con la Commissione europea sul tema di un veicolo di sistema per accelerare lo smaltimento delle sofferenze bancarie «potremo avere anche uno strumento in più» Il grappolo di disposizioni concordate con il ministero della giustizia interviene sia sulle procedure concorsuali per farle funzionare meglio (secondo una visione che accomuna banche e imprese, i tempi sono maturi per introdurre una normativa più simile a quella anglosassone) in modo da tutelare con più efficacia tutti i creditori Il decreto, ha spiegato Padoan, «facilita il disincaglio dei crediti in sofferenza, salvaguardando i diritti dei creditori e quelli dei debitori delle imprese che sono in difficoltà: una fase interinale per continuare a operare, e la possibilità di recuperare i propri asset in situazione concorrenziale Non solo i creditori ma anche altri attori possono entrare con proposte migliorative» Ma il ministro ha spiegato anche che «uno degli altri principi importanti, molto innovativi è che qualora ci sia dalla maggioranza dei creditori un accordo di risoluzione non ci sarà più una dittatura della minoranza che blocchi la risoluzione È una norma prevista nei sistemi anglosassoni e minimizza i costi di risoluzione dei contratti» Dunque, accanto alle procedure concorsuali, si interviene anche con misure che agevolano il recupero crediti e la realizzazione delle garanzie Anche in questo caso, come nel caso delle misure studiate dal ministero dell economia per la deducibilità fiscale delle perdite su credito si tratta di misure a costo zero sul bilancio pubblico Padoan si è preoccupato ieri di sottolineare l impatto a costo zero soprattutto del provvedimento fiscale, spiegando che non ci sarà nessun problema per le coperture: «Avviene a costo zero per il bilancio pubblico, anzi potrebbe portare perfino dei piccoli benefici al bilancio: stiamo facendo delle simulazioni Dunque sono provvedimenti, ha concluso Padoan,che «migliorano il sistema creditizio e quello delle finanze» Un ragionamento, quello delle riforme a costo zero per i conti pubblici, che vale, a maggior ragione, per i provvedimenti di tipo procedurale L impatto sull economia di questi ultimi, invece, può essere rilevante Occorre infatti ricordare che attualmente, con i tempi della giustizia civile che per un recupero crediti sono attestati in media a 7 anni, l Italia continua nonostante i miglioramenti introdotti in anni recenti, a navigare nella parte bassa della classifica internazionale del doing business stilata dalla Banca mondiale Se davvero con i provvedimenti introdotti ieri si riuscirà a ridurre di un anno o due questi tempi così lunghi, che innalzano i costi per tutti i titolari di crediti, anche di chi ha crediti commerciali, aumenterà in modo consistente anche l attrattività degli investimenti esteri: se si può recuperare un credito in tempi rapidi, infatti, il rischio della svalutazione dei propri investimenti è molto minore RIPRODUZIONE RISERVATA RBoc Ristrutturazione del debito a misura di intermediari Milano Un accordo di ristrutturazione del debito a misura di banche e intermediari È questo uno degli elementi di novità previsto dallo schema di decreto legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri L accordo, in realtà dalla fisionomia più simile a un miniconcordato preventivo, vista la falcidie di una quota di creditori dissenzienti, è possibile solo quando l esposizione nei confronti degli istituti di credito è pari o superiore al 50% dell indebitamento complessivo Sulla base di questo presupposto, l accordo di ristrutturazione dei debiti previsto dall articolo 182-bis può individuare una o più categorie tra i creditori che abbiano fra loro posizione giuridica e interessi economici omogenei In questo caso, il debitore può chiedere che gli effetti dell accordo vengano estesi anche ai creditori non aderenti che appartengano alla medesima categoria, quando tutti i creditori della categoria siano stati informati dell avvio delle trattative e siano stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede e i crediti

8 A cura di Bruno Pastorelli delle banche e degli intermediari finanziari aderenti rappresentino il settantacinque per cento dei crediti della categoria Una banca o un intermediario finanziario può essere titolare di crediti inseriti in più di una categoria Il debitore, oltre ai consueti adempimenti pubblicitari già previsti, deve notificare la domanda alle banche e agli intermediari finanziari ai quali chiede di estendere gli effetti dell accordo Per loro il termine per proporre opposizione parte dalla data di notificazione del ricorso Il tribunale procede all omologazione, dopo avere verificato che le trattative si sono svolte in buona fede e che le banche e gli intermediari finanziari ai quali il debitore chiede di estendere gli effetti dell accordo: hanno posizione giuridica e interessi economici omogenei rispetto a quelli delle banche e degli intermediari finanziari aderenti; hanno ricevuto complete ed aggiornate informazioni sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore, sull accordo e sui suoi effetti, e sono stati messi in condizione di partecipare alle trattative; possono risultare soddisfatti, in base all accordo, in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili Stessa la logica che sta alla base anche dell ultima parte del nuovo articolo 182 septies della Legge fallimentare Si prevede, infatti, che quando fra l impresa debitrice e una o più banche o intermediari finanziari viene stipulata una convenzione indirizzata a disciplinare in via provvisoria gli effetti della crisi attraverso una moratoria temporanea dei crediti nei confronti di una o più banche o intermediari finanziari ed è raggiunta la maggioranza del 75% dei crediti, la moratoria stessa produce effetti anche nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari non aderenti se sono stati informati dell avvio delle trattative e siano stati messi in condizione di parteciparvi in buona fede, e un professionista attesta l omogeneità della posizione giuridica e degli interessi economici fra i creditori interessati dalla moratoria RIPRODUZIONE RISERVATA Giovanni Negri Banche, perdite sui crediti deducibili entro l anno - Tempi allineati a quelli dei partner europei - Rimodulati i crediti fiscali per minimizzare la perdita di gettito Roma L ultimo a sottolineare il problema, in ordine di tempo è stato ieri l esponente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, Ignazio Angeloni Il quale ha spiegato in un audizione parlamentare che mentre per il resto delle banche dell eurozona che ricadono sotto il controllo del Meccanismo unico di vigilanza il rapporto tra le esposizioni creditizie deteriorate e quelle totali è pari in media a circa l 8%, «per l Italia il rapporto è del 17%» Tra l altro, ha rimarcato l esponente della Bce, alcuni Paesi hanno già adottato «piani per separare e poi liquidare» tali esposizioni deteriorate Ebbene, da ieri, secondo il provvedimento approvato in consiglio dei ministri anche in Italia sono state varate misure» per favorire un loro «più rapido riassorbimento» Proprio con la finalità di accelerare l emersione delle perdite su crediti, allineando il nostro paese a quanto già si fa negli stati nostri vicini di casa Il governo ha infatti varato una modifica della normativa fiscale sulla deducibilità delle perdite su crediti Come si sa, fino al 2013 l arco di tempo sul quale le aziende di credito erano obbligate a ripartire la deducibilità delle svalutazioni sui loro crediti era pari a 18 anni; poi, l intervallo temporale è stato ridotto a 5 anni Adesso per i nuovi crediti che entreranno in sofferenza nel 2016 la deducibilità dovrebbe essere possibile entro l anno (come già accade in Franca, Germania Regno Unito)

9 A cura di Bruno Pastorelli Uno dei motivi che avevano finora frenato il ministero dell economia nel deliberare un provvedimento che contribuisce a livellare il campo da gioco con la concorrenza europea (e che potrebbe rafforzare il flusso di nuovi prestiti all economia) era il timore di una perdita di gettito per l Erario Ma il provvedimento approvato ieri, proprio allo scopo di minimizzare e rendere tendenzialmente pari a zero la possibile perdita di gettito tributario contiene una rimodulazione dei crediti fiscali pregressi delle aziende di credito In pratica, la deducibilità fiscale relativa agli anni passati (quella frazionata in diciottesimi e quella frazionata in quinti) viene rimodulata per i prossimi due anni in modo tale che la banca rinuncia a una parte dei suoi crediti verso il fisco in cambio della possibilità di portare in deduzione le nuove perdite entro l anno Il meccanismo è congegnato in modo tale che nell arco di 10 anni dovrebbe essere possibile azzerare lo stock di attività fiscali differite che aveva nei mesi scorsi richiamato l attenzione critica della Commissione europea Bruxelles aveva infatti sollevato dei dubbi, arrivando quasi a ravvisare nell elevato ammontare di dta (deferred tax asset, imposte differite attive) delle banche italiane una sorta di aiuto nascosto Lo stesso ministero di via XX settembre aveva provveduto a spiegare in una lettera alla Commissione, che non di privilegio si trattava per le aziende di credito italiane ma di una penalizzazione Con l allineamento a regime alla possibilità di dedurre le perdite entro l anno si smantella il meccanismo anomalo e si omologa la legge italiana alla normativa europea RIPRODUZIONE RISERVATA Rossella Bocciarelli Renzi: «Riparte il credito all economia, venerdì i decreti fiscali ma senza catasto» ROMA Le norme adottate con provvedimento d urgenza per ridurre i tempi di riscossione dei crediti da parte delle banche consentiranno di «far ripartire il sistema dei finanziamenti e del credito in una fase delicatissima della nostra economia» Esordisce con queste parole il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di ieri sera che è seguita al lungo Consiglio dei ministri Il decreto, ha spiegato Renzi, «punta a disincagliare i tanti crediti bloccati nel sistema delle banche ma anche delle aziende, recuperando una raccomandazione della Commissione europea, uno degli impegni ai quali ci siamo convintamente dedicati, quello di modificare le regole sui crediti» Un decreto legge sulla giustizia civile che riguarda la procedure concorsuali ed esecutive, alcuni provvedimenti sul processo civile e telematico compresa l assunzione di 2mila operatori presi dalle Province e che riguarda anche la possibilità di semplificazione del processo civile e amministrativo, che si completa con l attesa norma sulla deducibilità ai fini Ires e Irap in un anno, invece che in cinque, dei crediti svalutati da parte delle banche D ora in poi i nuovi diritti accesi per la svalutazione potranno essere goduti nell anno stesso: «E questo permetterà di dedicare più capitale al credito, e facilitare la ripresa del credito» ha aggiunto il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, spiegando che la misura non reca con sé alcun problema di copertura: «Avviene a costo zero per il bilancio pubblico, anzi potrebbe portare perfino dei piccoli benefici al bilancio: stiamo facendo delle simulazioni» Altra norma indicata come strategica dal ministro dell Economia è quella che riguarda le procedure per la risoluzione dei crediti: «Qualora ci sia dalla maggioranza dei creditori un accordo di risoluzione non ci sarà più una dittatura della minoranza che blocchi la risoluzione È una norma prevista nei sistemi anglosassoni e minimizza i costi di risoluzione dei contratti» Quello che il Consiglio dei ministri non ha invece varato sono i decreti fiscali, che lo stesso premier aveva annunciato sabato «Abbiamo iniziato l esame dei decreti fiscali: abbiamo discusso i singoli provvedimenti per rassicurare sulle polemiche del passato non c è la questione del 3%» ha affermato Renzi aggiungendo: «ci auguriamo che si noti lo sforzo per la semplificazione», poiché i testi sono pronti ma «non erano perfettamente

10 A cura di Bruno Pastorelli limati» Il pacchetto dei decreti delegati è rinviato a venerdì o al più tardi a sabato 27 giugno, giorno in cui scade la legge delega Ma non ci sarà la riforma del catasto: «Non sarà dentro la delega fiscale, arriverà dopo una verifica, in secondo momento, eventualmente dopo la tassa locale» s è limitato a dire Renzi secondo il quale «nelle more della local tax potrebbe sembrare un aumento delle tasse anche se il testo prevedeva l'invarianza di gettito» Altra misura non adottata ma annunciata è quella di sospensione del neo-eletto presidente della Campania, Vincenzo De Luca Il premier ha preso tempo e chiesto pareri tecnici prima di firmare un atto che arriverà a giorni, ha spiegato «È nostro intendimento procedere alla sospensione come previsto dalla legge Severino del presidente della regione Campania, stiamo attendendo che il ministri competenti possano fare i loro pareri e che l Avvocatura dello Stato ci spieghi come come si deve svolgere la procedura» Gli interessati sono Interni e Affari Regionali, è stato poi precisato:?«è evidente che si tratta di un provvedimento inedito - ha detto Renzi - per la prima volta si deve applicare la legge Severino non a una figura istituzionale in carica ma che deve essere proclamata e che deve entrare in carica a tutti gli effetti - ha spiegato - per questo abbiamo chiesto formalmente di conoscere quali procedure seguire e nelle prossime ore immaginiamo di procedere rispettando legge e procedure» L atto con cui si dovrà procedere è un decreto del Presidente del Consiglio, evidentemente di natura interpretativa Via libera infine alla decisione politica più delicata: quella di porre la questione di fiducia sul maxiemendamento al ddl di riforma della scuola:?«abbiamo autorizzato la fiducia, vediamo se sarà posta» ha detto Renzi «il tema è sempre quello, c è stato uno sforzo con il maxi emendamento di farsi carco delle posizioni diverse Se ci sarà un dibattito parlamentare tranquillo volentieri eviteremo il ricorso alla fiducia Ma è chiaro che se c è la riforma ci sono 100mila assunti e gli investimenti» Il consiglio dei ministri di ieri ha poi deliberato le nomine di Evelina Christillin a presidente dell Enit e di Pietro Pongiglione a presidente dell Istituto di ricovero Giannina Gaslini di Genova RIPRODUZIONE RISERVATA Davide Colombo Quelle regole che spingono le banche nell ombra Le novità di ieri rappresentano un passo in avanti per le regole del gioco a cui sono sottoposte le banche italiane, che - in tempi di unione bancaria - si trovano impegnate in un confronto troppo severo, con i competitor e i regolatori, per poter essere portato avanti ad armi impari, come accadeva fino a ieri Superati (alcuni dei) paradossi italiani, restano ora quelli europei Che stanno mutando alla radice i meccanismi di funzionamento del credito, con un impatto sempre più evidente sia per le banche che per le imprese È il paradosso di un Europa dove la Bce con una mano annaffia trimestralmente le banche di liquidità a buon mercato finalizzata ai prestiti (con le T-Ltro) e con l altra è sempre più esigente in termini di capitale con quelle stesse banche Entrambe le iniziative rispondono a una logica precisa, ma rischiano di depotenziarsi vicendevolmente E così, sempre più spesso, banche e imprese sono portate a valutare soluzioni alternative, che consentano in qualche modo di sfuggire a regole giudicate troppo restrittive o comunque troppo rigide Ne sono un esempio tutte le soluzioni che in diversi modi fanno riferimento allo shadow banking, il sistema bancario ombra che tanto piace a debitori e creditori quando alla luce del sole è sempre più difficile operare Per l Italia, dove le banche rappresentano già il 70% dei crediti alle imprese (contro una media europea del 40% e del 30% del mondo anglosassone), può essere uno stimolo importante a mettere in discussione le vecchie abitudini, e non a caso si moltiplicano i casi di istituti e aziende che trovano (spesso all estero, con buona pace del fisco) alternative interessanti al credito tradizionale Va bene tutto questo? Può anche darsi, ma forse fare un po di luce anche nell ombra non guasterebbe Se non altro per evitare che le regole, una volta uniformate

11 A cura di Bruno Pastorelli dentro all unione bancaria, valgano solo più per RIPRODUZIONE RISERVATA Marco Ferrando Banche, la scure di Londra sui bonus dei top manager - Restituzione forzata anche dopo 10 anni in caso di malagestione LONDRA La paga extra - del banchiere si farà attendere più del previsto e lo Stato avoca a sè il diritto di cancellarla tout court, azzerando, se è il caso, la quota tradizionalmente più rotonda della retribuzione Dopo sette anni di polemiche accese dal crollo di Lehman, Londra mette un punto fermo alla voce remunerazioni nei servizi finanziari Prudential regulation authority (Pra) e Financial conduct authority (Fca), i regolatori di Sua Maestà, stringono sui bonus, rispondendo alle preoccupazioni dell opinione pubblica per i rischi eccessivi che i traders tendono ad assumersi nella certezza della sostanziale impunità Non siamo nel campo penale almeno non sempre ma in quello della gestione dell azzardo, andato in scena in misura macroscopica nella crisi del 2008 e rivisto nelle operazioni della Balena di Londra, il banker che nel 2012 perse miliardi di dollari nel trading per Jp Morgan Mentre sullo sfondo occhieggiavano il caso Libor e Forex, scandali con valenza che va molto oltre la semplice malagestione Continua pagina 25 Leonardo Maisano LONDRA Continua da pagina 23 Per evitare che l'approccio garibaldino alle negoziazioni di titoli, strumenti derivati, commodities e tutto quanto corre sul terminale divenga il naturale modus operandi di banchieri a caccia di bonus miliardari, la Gran Bretagna ha deciso di estendere fino a sette anni la possibilità di annullare le gratifiche assegnate per i cosiddetti material risk takers i traders - e soprattutto per la prima linea del management, Ceo compreso Se emergeranno ipotesi di cattiva gestione ( misconduct ) il bonus assegnato ai top executives sarà congelato altri tre anni per consentire gli eventuali accertamenti Dieci anni di purgatorio per chi ha maggiori responsabilità, dunque, e non a caso Questo è un passo essenziale per ricostruire fiducia della pubblica opinione nell'industria finanziaria Sono misure che permettono alle imprese e ai regolatori di tracciare processi decisionali di lungo periodo inserendo criteri di gestione del rischio nei pacchetti retributivi, ha commentato il ceo di Fca Martin Wheatley Parole doppiate dal suo omologo della Pra, Andrew Bailey ancor più netto nel dire che a muoverli è stata la determinazione di vedere premiate le persone in posizione di responsabilità capaci di sviluppare la cultura di risk management Capaci, in ultima istanza, di promuovere la solidità delle istituzioni finanziarie La risposta alla crisi del 2008 e agli scandali che hanno scosso la City più di qualsiasi altra piazza finanziaria si è fatta attendere oltre il previsto, ma è giunta con un decalogo di misure che non hanno uguali al mondo Come promesso dal governo ha commentato un portavoce del Tesoro il Regno Unito ha ora adottato un complesso di norme sulle retribuzioni che non si trova in nessun altra capitale finanziaria E questo crea qualche preoccupazione Quella maggiore ha commentato John Terry di PriceWaterhouse - è che si vadano creando aree diversificate fra Regno Unito, Unione europea, resto del mondo Se viene meno il level playing field delle regole sarà fuga dalla City? Il problema i regolatori se lo sono posto visto che non è stata adottata ancora la decisione finale sulla possibiltà o meno - e a quali condizioni - di annullare il bonus d'ingresso E' quel premio pagato ai top manager neo-assunti con l'obbiettivo di garantire loro la gratifica assegnata, ma non ancora incassata, dalla banca che lasciano Londra inasprisce le misure rispetto a Bruxelles anche sui tempi per incassare il bonus I regolatori, ieri, hanno deliberato che l'assegno promesso potrà farsi denaro contante dopo sette anni per i manager più senior, cinque

12 A cura di Bruno Pastorelli anni per i risk managers, da tre a cinque anni per il resto dello staff impegnato nella gestione del rischio, sostanzialmente i traders Nel resto dell'unione le gratifiche distribuite possono essere incassate dopo tre anni Una mossa quella dei regolatori britannici che marca la posizione critica del Regno verso Bruxelles Londra ha adottato, recalcitrando, il tetto al bonus (fino al 200% del salario) voluto dall'ue, ritenendolo una misura capace di far lievitare la parte fissa della retribuzione E con le norme varate ieri pare riaffermare che la gratifica regolata sia preferibile a un limite alla gratifica stessa, perchè consente di gestire il rischio, responsabilizzando l'azione della banca Ancora più soffocante la stretta sugli istituti salvati dai finanziamenti statali: i manager non potranno ricevere bonus, ma solo lo stipendio fisso Lo stesso per le figure non executive, presidente incluso, di qualsiasi istituzione finanziaria sia essa pubblica o privata Le decisioni annunciate ieri diverranno operative nel gennaio 2016, ma per le banche nazionalizzate fin dal prossimo luglio Nonostante la privatizzazione di Lloyds sia in pieno svolgimento (lo Stato ha ormai meno del 16%) e quella di Rbs sia ormai prossima, il Tesoro di Sua Maestà ha ancora 100 miliardi di sterline nel capitale delle banche recuperate da sicuro fallimento La via battuta da Londra basterà davvero per mettere fine al ripetersi di tanti scandali? Troppa gente responsabile della crisi ha commentato Andrew Tyrie presidente della Commissione Tesoro dei Comuni - è uscita dal caos del 2008 con enormi quantità di denaro Fu evidente troppo tardi che erano stati corsi rischi enormi e il premio per nulla meritato I regolatori vogliono correggere le aberrazioni del sistema, ma l'applicazione pratica non si presenta affatto semplice e la conseguenza più immediata è che la banche con sede in Inghilterra per far fronte alla concorrenza delle altre piazze finanziarie dovranno alzare il salario base ben oltre i limiti di oggi RIPRODUZIONE RISERVATA Leonardo Maisano Il pressing dell Abi per il testo unico europeo «L'anno che ci lasciamo alle spalle ha segnato progressi considerevoli sul fronte dell Unione Bancaria europea Questa trasformazione epocale per essere completa ha bisogno di altri passi decisivi che rispondano all'esigenza di un Testo Unico bancario europeo, alla realizzazione di un linguaggio comune e alla omogeneizzazione della legislazione tributaria come primo passo verso l Unione Fiscale» È quanto ha dichiarato il direttore generale dell'abi, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno annuale Unione Bancaria e Basilea3, la due giorni che l'associazione bancaria dedica ai temi della Vigilanza Europea e dell'implementazione nel diritto nazionale delle novità regolamentari della Vigilanza prudenziale Rossella Bocciarelli pagina 25 Roma «L'anno che ci lasciamo alle spalle ha segnato progressi considerevoli sul fronte dell Unione Bancaria europea Questa trasformazione epocale per essere completa ha bisogno di altri passi decisivi che rispondano all'esigenza di un Testo Unico bancario europeo, alla realizzazione di un linguaggio comune e alla omogeneizzazione della legislazione tributaria come primo passo verso l Unione Fiscale» È quanto ha dichiarato il direttore generale dell'abi, Giovanni Sabatini, aprendo i lavori del Convegno annuale Unione Bancaria e Basilea3, la due giorni che l'associazione bancaria dedica ai temi della Vigilanza Europea e dell'implementazione nel diritto nazionale delle novità regolamentari della Vigilanza prudenziale «Abbiamo un'unione bancaria ma non abbiamo un testo unico bancario, abbiamo un mercato finanziario europeo, ma non un diritto penale dell economia che garantisca regole chiare e uguali per tutti» ha rimarcato Sabatini «Non abbiamo dubbi sul fatto che l'ampio pacchetto riformatore post-crisi finanziaria, le decisive risposte all'andamento ciclico arrivate dalla Banca Centrale Europea con le forti dosi di politiche monetarie non convenzionali e il rafforzamento patrimoniale creeranno un settore bancario più forte Tuttavia - ha

13 A cura di Bruno Pastorelli commentato Sabatini - occorre prestare attenzione alla lunga fase di transizione che durerà ancora molti anni e dunque valutare l interpretazione, troppo spesso effettuata nella maniera più restrittiva possibile, delle regole ed evitare misure che possano danneggiare la ripresa economica e, di conseguenza, la possibilità di erogare credito» Anche per il responsabile della vigilanza della Banca d Italia, Carmelo Barbagallo,la credibilità dell'intero disegno europeo si gioca sull'equità, vale a dire «la capacità di assicurare, tra le banche vigilate dell'ue e dell'area euro, un piano di gioco quanto più possibile livellato» E la possibilità di giocare ad armi pari «richiederebbe che gli ordinamenti nazionali nei quali le banche operano non fossero così diversi sul piano delle rispettive normative fiscali, civilistiche, penali»tuttavia, ha aggiunto il dirigente di via Nazionale «é utopistico pensare che questo accada in breve tempo» E comunque essenziale, ha sostenuto, che «le autorità di vigilanza operino congiuntamente per rimuovere, quando necessario con l'opportuna gradualità, le differenze regolamentari e quelle delle prassi di vigilanza che ostacolano il dispiegamento» di un level playing field Sempre ieri intanto, è stato ascoltato in audizione, presso la commissione Finanze del Senato, Ignazio Angeloni, membro del Consiglio di vigilanza della Bce Il quale, come aveva del resto già fatto nei mesi scorsi lo stesso governatore della Banca d Italia Ignazio Visco, ha colto l occasione per sollecitare l approvazione quanto prima della direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche,che consente di far fronte ai dissesti bancari e accedere al fondo di risoluzione RIPRODUZIONE RISERVATA RBoc Banca Ifis acquista crediti per 900 milioni Banca Ifis compie un altro passo in avanti significativo sul mercato dei crediti deteriorati Ieri il gruppo di Mestre ha infatti annunciato l acquisto di non performing loans (Npl) per un valore complessivo nominale che sfiora i 900 milioni di euro, frutto di tre distinte operazioni, la più importante delle quali coinvolge anche Monte dei Paschi Banca Ifis, che si prepara a chiudere un trimestre particolarmente brillante sotto l aspetto del bilancio anche grazie alle plusvalenze realizzate in aprile con la vendita parziale dei titoli di Stato in portafoglio, prevede di chiudere da qui a fine anno operazioni simili per ulteriori 1-1,5 miliardi di euro Continua pagina 25 Maximilian Cellino Continua da pagina 23 Banca Ifis ha acquisito da Mps un portafoglio del valore nominale di 1,3 miliardi (corrispondenti a circa 135mila posizioni originate dalla ex Consumit), operando in tandem con una società affiliata a Cerberus Capital Management, uno dei principali nomi nel private investment a livello mondiale, per quella che fino a questo momento è la più rilevante operazione del genere dell anno in Italia Le altre due acquisizioni di ieri riguardano invece un portafoglio domestico di crediti al consumo del valore nominale di circa 200 milioni, ceduto da una banca estera che non ha voluto rivelare il proprio nome, e un pacchetto rilevato da Banca Sella del valore nominale di 33 milioni Quest ultimo è costituito da scoperti di conto corrente e finanziamenti chirografari, posizioni che permettono a Banca Ifis di entrare nel mercato dei crediti non performing unsecured originati da istituti bancari Grazie alle operazioni annunciate ieri, il portafoglio di Ifis ha raggiunto quota 908mila posizioni per un valore complessivo di 6,8 miliardi, ma la banca non intende fermarsi qui «Valuteremo potenziali portafogli per 5 miliardi da qui a fine anno sui quali faremo scelte compatibili con il nostro interesse, ma contiamo di raggiungere il traguardo del milione di posizioni e di portare così il valore nominale totale in nostro possesso oltre gli 8 miliardi», ha spiegato l amministratore delegato, Giovanni Bossi, che non esclude neanche un ingresso di Ifis nel settore dei prestiti corporate e in quello dei crediti garantiti da immobili: «Ci stiamo guardando attorno - ha aggiunto Bossi - perché la nostra leadership sul mercato unsecured dei crediti di clienti privati ci spinge anche al confronto con segmenti con asset di qualità differente»

14 A cura di Bruno Pastorelli Il mercato degli Npl, ancora poco sviluppato in Italia rispetto ad altri Paesi europei, sta mostrando segni di risveglio: nel primo trimestre del 2015 gli affari compiuti sono stati pari a 5,5 miliardi di euro contro i 7,5 miliardi dell intero anno precedente «I deal sul nostro tavolo stanno aumentando e vi sono sempre più compratori alla ricerca di rendimento in uno scenario di tassi a zero disposti a pagare prezzi più elevati per pacchetti di i crediti deteriorati», ha confermato Bossi, che vede però un restringimento ancora parziale della forchetta di prezzo fra domanda e offerta Bossi è invece particolarmente fiducioso sui conti del secondo trimestre di Ifis: «Ci presenteremo al mercato - ha anticipato - con dati importanti grazie alle plusvalenze per 120 milioni realizzate con la cessione di gran parte dei titoli di Stato, ma cresciamo in tutte le aree di business, sarà un trimestre di svolta» La banca conserva ancora bond italiani per un valore di 3,7 miliardi, quasi tutti indicizzati (CcT e BTp Italia) e con una scadenza media di poco superiore ai due anni RIPRODUZIONE RISERVATA Maximilian Cellino Ivass: compagnie pronte a Solvency II ROMA La crisi che aveva colpito le compagnie assicurative nel biennio è definitivamente superata e l era dei tassi d interesse molto bassi non fa paura alle compagnie italiane, che hanno saputo bilanciare le durate finanziarie dell attivo e del passivo molto meglio delle consorelle tedesche e francesi, come si desume dagli stress test condotti dall EiopaNon mancano le buone notizie nella relazione annuale dell Ivass, presentata ieri dal suo presidente, Salvatore Rossi Nei tre anni successivi alla crisi, ha spiegato il responsabile dell organismo di controllo «sono tornati i profitti, dell ordine dei 5-6 miliardi l anno Contribuiscono al buon risultato tutti i rami di attività»infatti «il Roe complessivo per l industria assicurativa italiana è salito al 9,3% (8,2% nel 2013) allineandosi a quello medio europeo» Nel biennio di crisi le compagnie italiane avevano registrato perdite cumulate per 4,4 miliardi; quest anno, invece, la raccolta premi è aumentata del 20% (quasi 150 miliardi di euro in più) sfiorando il 9% del pil ma l aumento è tutto nel ramo vita(le polizze Rc auto restano su una tendenza discendente mentre nei rami danni non automobilistici «la cronica sottoassicurazione degli italiani non accenna a diminuire» Continua pagina 27 Rossella Bocciarelli Roma Continua da pagina 23 Anche sotto il profilo della capitalizzazione le indicazioni appaiono nel complesso positive : per l intero sistema i fondi propri sono pari a più di due volte il requisito regolamentare chiesto dal regime Solvency 2 che entrerà in vigore il primo gennaio 2016 e le imprese assicurative che necessiterebbero di aumenti di capitale rappresentano il 3% del sistema Rossi ha ricordato che nelle sede internazionali si discute sul trattamento prudenziale dei titoli di Stato, finora considerati attività prive di rischio L Ivass ha votato contro l opinione espressa dall Eiopa, che vorrebbe fosse introdotta obbligatoriamente nei modelli interni delle compagnie una ponderazione per il rischio dell investimento in titoli di stato Ma intanto «a marzo scorso l Ivass ha comunque chiesto alle compagnie di valutare il rischio sovrano nel loro schema di autovalutazione dei rischi»dalla relazione annuale emerge che alla fine dello scorso anno i titoli di Stato quotati e non quotati nel portafolgio delle compagnie erano pari a 292,6 miliardi con un incremento del 10% rispetto al 2013 L'incidenza sul totale delle attività scende al 61,4% dal 62,5% dell'anno precedente Nei rami vita i titoli di Stato sono il 74,8% dei titoli di debitoil presidente dell Ivass, in ogni caso, ha formulato alcune sollecitazioni nei confronti del sistema assicurativo La prima riguarda «l opportunità finora non colta» offerta dalla nuova nomrativa, di contribuire al finanziamento delle imprese investendo in mini-bonds e in prestiti bancari cartolarizzati o erogando direttamente credito(il potenziale di investimento è pari a oltre 60 miliardi, è stato ricordato) La seconda sollecitazione riguarda la necessità di non perdere di vista, sull onda di una

15 A cura di Bruno Pastorelli ricerca di maggiore redditività in questa epoca di bassi rendimenti che ha portato al raddoppio delle polizze unit linked rispetto al 2014 nei primi quattro mesi dell anno, le finalità più tipicamente previdenziali Rossi ha spezzato una lancia a favore di un incentivazione fiscale per assicurazioni da quarta età, come il rischio di perdita dell autosufficienza in età avanzatainfine, ma non certo come tema minore, l Ivass mantiene un faro acceso sulle performance dell Rc auto:i dati di mercato «mostrano ora progressi considerevoli» e «poco mancherebbe a una vera e propria svolta Resta però il fatto che quello italiano è ormai un caso «Che si tratti di un caso- ha detto infatti Rossi - è più che noto: da molti anni l'italia è il paese dalle tariffe più alte nel confronto internazionale» I prezzi effettivi rilevati dall'autorità di vigilanza hanno mostrato mediamente un calo di quasi l 8% lo scorso anno, proseguendo una tendenza discendente già iniziata l'anno primale tariffe scendono perché diminuiscono incidenti e costo deirisarcimenti e si sono fatti progressi anche sul terreno della concorrenza e della diversificazione dei prodotti offerti Così, la concentrazione del mercato si è ridotta del 15% rispetto al 2013 ed è aumentata la mobilità dei clienti fra una compagnia el'altra, cosa che favorisce una pressione forte al ribasso dei prezzi Lo scorso anno un assicurato su sei ha cambiato compagnia, spuntando una riduzione di prezzopari in media al 22% rispetto al contratto precedente, mentre chi è rimasto fedele alla sia compagnia ha beneficiato, sì, di una riduzione di prezzo, ma solo del 5% RIPRODUZIONE RISERVATA Rossella Bocciarelli Nuova vigilanza, meno sanzioni più prevenzione MILANO L Ivass è pronta a rivedere le modalità di vigilanza del settore assicurativo Prendendo spunto dalle «migliori pratiche della Banca d Italia», l Authority presieduta da Salvatore Rossi punta ad aumentare il dialogo diretto con i consigli d amministrazione delle compagnie, come già è avvenuto nei mesi scorsi con le consegne di rapporti ispettivi agli amministratori, per promuovere un modello di vigilanza «preventiva» e «non sanzionatoria» Un dato, dei tanti indicati da Rossi nella relazione annuale dell Istituto, mostra subito le differenze fra la vigilanza nel settore creditizio e quella nel comparto assicurativo: «Per le banche - spiega il presidente dell istituto -, la Banca d Italia istruisce 100 procedure sanzionatorie ogni anno, a carico di 900 persone; per le assicurazioni, l Ivass ne istruisce 3000» Continua pagina 27 Alberto Grassani MILANO Continua da pagina 23 In futuro, è l obiettivo, i numeri dovranno essere diversi «Vorremmo poter dedicare - ha spiegato Rossi - più risorse a quella parte della vigilanza che è socialmente più utile, cioè quella che mira a prevenire i problemi Ispezioni sul campo e analisi dei dati ne sono gli strumenti principali» Attualmente, invece, «molte nostre brave risorse sono assorbite dalla vigilanza punitiva : sanzioni, liquidazioni» E questo perché il vecchio apparato normativo impone oggi un approccio sanzionatorio Una pletora di multe, peraltro, spesso poco efficaci e incapaci di svolgere un azione deterrente: «La legge impone di sanzionare infrazioni anche minime; ma per tutte, incluse quelle massime, fissa sanzioni pecuniarie solo a carico delle imprese, non delle persone fisiche degli amministratori o dirigenti, e per di più in una misura (23 milioni per il complesso del sistema lo scorso anno, lo 0,02% dei premi) che le imprese sanzionate assorbono tranquillamente nei conti aziendali, al più traslando l onere sui prezzi», ha spiegato Rossi L effetto di deterrenza, «fatta eccezione per la perdita di reputazione, è dunque molto modesto» Il futuro della vigilanza Ivass, sarà così meno sanzionatorio e più preventivo, con una maggiore attività all interno delle compagnie e a contatto diretto con i consigli d amministrazione: «Avvertiamo la necessità di un rapporto evoluto con le imprese, basato sulla condivisione delle valutazioni sui rischi», ha sottolineato Rossi, «Solvency 2 lo implica: fornisce una metrica di valutazione del rischio basata su criteri economici, quindi un linguaggio comune con cui dialogare» L Ivass del futuro

16 A cura di Bruno Pastorelli «non si accontenta di un approccio di cruda compliance», non si limiterà «a riscontrare difetti di conformitàalle norme», ma porterà all attenzione degli amministratori le disfunzioni organizzative e indicherà «gli ambiti di rafforzamento della gestione e dei controlli interni» RIPRODUZIONE RISERVATA Alberto Grassani UniCredit pronta a rivedere il piano UniCredit si prepara a ritoccare il piano industriale, con relativi target, entro la fine dell anno Il motivo, ha spiegato l altra sera il ceo Federico Ghizzoni parlando alla stampa estera, è nei tassi al minimo, destinati a rimanere su questi livelli a lungo e a comprimere - di conseguenza - il margine d interesse per le banche «Stiamo valutando una serie di misure per il contenimento dei costi e il rilancio dei ricavi», ha dichiarato il manager; specificando che in ogni caso quello che arriverà non sarà un nuovo piano ma più semplicemente un ritocco di quello presentato nel marzo 2014, che prevedeva un obiettivo di 6,6 miliardi di utile netto nel 2018, un rendimento del patrimonio netto tangibile del 13%, investimenti per 4,5 miliardi per sostenere la crescita del gruppo e 1,3 miliardi al capitolo risparmi Nella sua nuova versione, il documento strategico sarà maggiormente focalizzato sul capitolo commissioni, e proprio nell ottica della diversificazione dei ricavi la banca sta cercando di potenziare la propria presenza internazionale al di fuori dell Europa e rafforzarsi in Cina, Medio Oriente e America centrale e meridionale, «non con acquisizioni ma attraverso alleanze con istituti locali», ha specificato Ghizzoni Il ceo ha spiegato inoltre che l accordo sul veicolo sui crediti ristrutturati che UniCredit ha messo in piedi insieme a Kkr,Intesa e Alvarez & Marsal sarà chiuso entro pochi giorni, come anticipato da Il Sole 24 Ore domenica scorsa Per quanto riguarda invece i dati relativi al credito, il manager ha ribadito i dati annunciati dal country manager Gabriele Piccini sul Sole di ieri, in particolare la crescita del 33% su base annua dei prestiti erogati in Italia da gennaio a maggio La spinta, ha precisato Ghizzoni, ha interessato tutti i settori, specialmente quello dei mutui per la casa; in Germania, dove l istituto è presente con Hvb, i prestiti per l acquisto di nuovi immobili sono cresciuti di oltre il 50%; al riguardo il manager ha rilevato che «la banca tedesca eroga più mutui della banca italiana nonostante abbia meno sportelli» RIPRODUZIONE RISERVATA MaFe «La riassicurazione cresce nelle nicchie di mercato» Cambiano gli equilibri e la tipologia di business nel settore assicurativo, dove la riassicurazione acquista maggior peso: aumentano i rischi straordinari e nascono profittevoli nicchie di mercato Una scelta obbligata per l'industria riassicurativa «Si tratta di un trend che investe tutta l Europa e il Middle East - afferma Gianluca Venturini Guerrini, Ceo di Aon Benfield Italia (divisione di Aon plc, quotata al Nyse, ndr) e Ceo di Aon Benfield Facultative Reinsurance per l area UK/EMEA -, al quale si può rispondere solo puntando su business molto specializzati» Ed è esattamente ciò che ha fatto con successo a partire dal 2000 Aon Benfield Italia, che oggi registra ricavi pari a 40 milioni di euro di mediazioni sui 210 milioni realizzati in totale da Aon Italia Di fatto, con un team di 100 persone rispetto alle 1400 complessive, realizza il 50% dell utile del gruppo, costituito in Italia da tre società: ARS, Aon Risk Solution dedicata agli affari retail, Aon Hewitt, specializzata in servizi di consulenza assicurativa e, appunto, Aon Benfield, con il core business nelle riassicurazioni Qual è l ultima operazione messa in campo da Aon Benfield?

17 A cura di Bruno Pastorelli Abbiamo appena ricevuto l autorizzazione da Chicago per sviluppare un piano di crescita nel settore dei corpi marittimi (navi, yacht e superyacht, ndr) nel Sud Europa ed in Germania Per portare avanti al meglio l operazione, abbiamo acquisito una piccola società svizzera con un forte know how sulla copertura corpi marittimi, Sipex, e ci siamo dati l obiettivo di 250 milioni di dollari di premi nel giro di cinque anni È una tipica operazione retail e non di riassicurazione, tuttavia la svilupperà Aon Benfield perché abbiamo nel tempo creato l accesso ai mercati internazionali altamente specializzati in questo settore e abbiamo la necessaria expertise, oltre al fatto che Aon in Italia e in Sud Europa non ha una presenza significativa in questa nicchia di mercato Ed è una nicchia con ottime prospettive Quali sono i settori più promettenti per le riassicurazioni nei prossimi anni? Sicuramente il settore che offre le migliori prospettive è quello finanziario, dai Cat bond, a Solvency II Questo per quanto riguarda i grandi numeri, mentre per i cosiddetti Affinity e Personal line business in Italia c'è ancora poco mercato, nel senso di poca richiesta di riassicurazione Siamo ancora molto indietro rispetto al resto d Europa a causa di una cultura d impresa refrattaria alle assicurazioni Ed è una grave lacuna: studi internazionali dimostrano che le imprese più assicurate hanno un miglior accesso al credito Altro settore promettente è l Automotive, assicurazione flotte auto A proposito di Solvency II, che entra in vigore a gennaio 2016, qual è l impatto sulle compagnie assicurative? Per quanto riguarda l'italia, direi che ad oggi l effetto è stato in parte assorbito, solo alcune compagnie hanno già comprato capitale in riassicurazione e chi non l ha fatto evidentemente ritiene di averne già a sufficienza o dovrà correre ai ripari A livello globale, un recente studio di Goldman Sachs ha quantificato in 575 miliardi di dollari il capitale a disposizione nel settore riassicurativo a fine del 2014, di cui il 50% sembra essere detenuto effettivamente dalle società del settore Se così è, significa che le compagnie lavorano con un 50% di eccesso di capitalizzazione e che, quindi, l impatto di Solvency II è già stato digerito Come mantenere la leadership europea e vincere la concorrenza? Nell ambito dei mercati di nicchia in cui lavoriamo, ci sono broker specializzati in ogni paese Oltre ai nostri tradizionali competitors, stanno timidamente approcciando il mercato europeo alcuni gruppi internazionali molto dinamici RIPRODUZIONE RISERVATA Manuela Vento Equitalia verso la rinuncia all aggio Roma Dopo il vortice delle sospensioni e dei ripensamenti che hanno caratterizzato la giornata di ieri, nel pacchetto fiscale ora in programma per venerdì spunta anche l ipotesi di riforma dell aggio che i contribuenti pagano sulle cartelle Il cantiere per la riforma di questa tassa sulla tassa, che oggi vale circa 500 milioni all anno e chiede l 8% di tutti gli importi arrivati alla riscossione coattiva tramite Equitalia, lavora su due versanti: una «rinuncia» da parte dell agente nazionale della riscossione, che potrebbe versare questa quota direttamente al bilancio dello Stato anziché mantenerla nei propri conti, e una diversa modulazione della richiesta, da collegare alle caratteristiche della cartella L aggio è uno degli argomenti-chiave nelle polemiche su Equitalia, al punto che lo stesso presidente di Equitalia (appena riconfermato) Vincenzo Busa ha avanzato di recente l ipotesi di girare l introito allo Stato «per sottolineare la funzione pubblica dell agente della riscossione» (si veda Il Sole 24 Ore del 30 aprile) L altro punto critico dell aggio, che l ha portato fino ai tavoli della Consulta, è però rappresentato dal suo meccanismo fisso, che impone di pagare l 8% a qualsiasi cartella, dalla più leggera alla più ricca: non proprio il massimo per una voce che nasce per remunerare i costi della riscossione, e quindi andrebbe collegata al peso effettivo delle attività svolte da Equitalia per portare la cartella all incasso

18 A cura di Bruno Pastorelli La questione è stata esaminata dai giudici delle leggi un mese fa, ma nonostante le rassicurazioni informali sui tempi la decisione non è ancora stata pubblicata In realtà, da più parti si è ipotizzata una sentenza di inammissibilità, sulla base del fatto che il caso finito sotto l esame della Corte costituzionale riguarda un debito di poche centinaia di euro, nel quale di conseguenza l aggio non sarebbe tale da superare in modo irragionevole il costo effettivo della procedura È ovvio che anche se queste anticipazioni fossero confermate, la partita sarebbe tutt altro che chiusa anche perché hanno già imboccato la strada verso il Palazzo della Consulta questioni relative ad aggi di valore molto più rilevante Dal momento che una bocciatura integrale dell aggio da parte della Corte imporrebbe la restituzione di quanto incassato negli ultimi cinque anni, cioè per tutto il periodo ancora scoperto dalla prescrizione, il costo potrebbe arrivare a 2,5 miliardi di euro; in quest ottica, un cambio delle regole all interno della riforma fiscale avrebbe anche il valore di una tutela preventiva per i conti, oltre a rafforzare l immagine di Equitalia come «agente pubblico» slegato da problemi di business L altro capitolo della riforma fiscale che interessa da vicino Equitalia è quello della riscossione locale, da cui l agente nazionale è in uscita ormai da quattro anni secondo una previsione continuamente congelata (l ultimo rinvio, a fine anno, è contenuto nel decreto sugli enti locali pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» venerdì scorso) A prevedere la revisione del meccanismo di riscossione delle entrate comunali è anche l articolo 10 della legge delega, ma nemmeno questa sembra la volta buona Nei mesi scorsi si è lavorato all ipotesi di un consorzio fra Anci ed Equitalia, a cui delegare la riscossione coattiva lasciando gli altri settori di attività ai soggetti privati iscritti all albo o direttamente ai Comuni Intorno a questa scelta si è però catalizzata una forte opposizione A questo punto le ipotesi sono due: un nuovo tentativo, sotto forma di emendamento al decreto enti locali, oppure se ne riparlerà in autunno RIPRODUZIONE RISERVATA Gianni Trovati Dal governo via libera al dl banche - Passano anche le misure per velocizzare il recupero crediti Previsto il voto a maggioranza per gli accordi di ristrutturazione dei debiti Introdotti i piani concorrenti per i concordati Slittano invece i decreti fiscali di Mauro Romano Tra il tasto dolente della fiducia da mettere o no sulla riforma della scuola al Senato, la linea da tenere sulla mozione di sfiducia sul sottosegretario Udc Giuseppe Castiglione (bocciata ieri dalla Camera) e un pacchetto di decreti legge e decreti legislativi da votare, alla fine il Consiglio dei ministri di ieri ha deciso di limitare la discussione al solo provvedimento urgente di modifica delle procedure fallimentari Provvedimento nel quale, a sorpresa, è stata inserita anche la misura che prevede la possibilità per le banche di dedurre in un solo anno invece che in cinque le perdite registrate sui crediti Tale intervento, secondo indiscrezioni, avrebbe un costo di circa 3 miliardi l'anno per il 2016 e il 2017, un po' meno per l'anno in corso, ma il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha assicurato che non saranno necessari esborsi e che anzi potrebbe addirittura portare dei piccoli benefici al bilancio pubblico In passato indiscrezioni riportavano la possibilità di finanziare i mancati introiti con un'anticipo Ires per gli istituti di credito, ma il ministro non si è sbilanciato in merito e per capire il meccanismo escogitato bisognerà aspettare di leggere il testo decreto Per quanto riguarda invece le norme per tagliare i tempi di recupero dei crediti, che nelle intenzioni del governo dovrebbero sveltire le procedure di almeno una paio d'anni portandole dagli attuali sette-otto a cinque al massimo, come anticipato da MF-Milano Finanza dello scorso 11 giugno, il provvedimento dovrebbe dare facoltà ai creditori e anche a soggetti terzi di proporre piani di ristrutturazione della società alternativi a quelli dell'imprenditore-debitore Ma anche introdurre, come in altri Paesi europei, gli accordi di ristrutturazione del debito a maggioranza In pratica, per evitare le lungaggini che spesso derivano dall'opposizione di qualche istituto meno esposto, il

19 A cura di Bruno Pastorelli decreto prevede che, nel caso non si raggiunga l'unanimità sull'ok al piano di ristrutturazione dei debiti, sia possibile vincolare comunque tutte le banche, se sull'accordo si esprime positivamente la maggioranza degli istituti coinvolti Infine, sempre in tema di banche, Padoan ha assicurato che le discussioni con la Commissione Ue sulle garanzie sui crediti non performing vanno avanti, anche se le misure adottate con il decreto approvato ieri in Cdm saranno già in grado di dare un'importante spinta al mercato degli npl Un rinvio c'è stato invece sul decreto sulla banda ultralarga (si veda altro articolo in pagina) Renzi infatti teme che si possa creare un ingorgo di decreti in scadenza subito dopo Ferragosto, visto che i decreti legge vanno approvati entro 60 giorni, il che vuol dire che i testi che hanno avuto il via libera ieri dovranno essere convertiti dalle Camere entro il 23 agosto e ciò, considerando le vacanze, significa che il voto definitivo dovrebbe essere incardinato nei primi dieci di giorni di agosto Insomma il rischio era quello di una maratona estiva sui dl A slittare, ma solo di qualche giorno, cioè fino al prossimo Consiglio de ministri in calendario per venerdì, sono stati anche i cinque decreti legislativi di applicazione della riforma fiscale, che riguardano stima e monitoraggio dell'evasione fiscale; revisione del sistema sanzionatorio; interpello e contenzioso; riscossione; riorganizzazione delle agenzie fiscali Questi erano stati inseriti nell'ordine del giorno della riunione di ieri e sono poi stati rinviati, mentre nel pacchetto non c'era fin dall'inizio il sesto decreto, quello più delicato, riguardante la riforma del Catasto Renzi in conferenza stampa ha spiegato che il rinvio sul catasto è stato dovuto dalla volontà di introdurre le novità insieme alla nuova local tax, per evitare sgradite sorprese ai contribuenti, mentre per gli altri decreti, rinviati di pochi giorni, il premier ha assicurato che sono necessarie solo piccole limature e che lo slittamento sarebbe dovuto alla volontà di evitare scivoloni come quello dello scorso dicembre sulla norma del 3% (riproduzione riservata) Abi: ora una vera Unione bancaria - Il dg Sabatini: oggi c'è una cappa di incertezza che ostacola la pianificazione su liquidità e capitale Barbagallo (Bankitalia): complessità, equità e proporzionalità sono le nuove sfide della Vigilanza di Francesco Ninfole Una delle maggiori sfide per l'unione bancaria europee sarà trovare il giusto equilibrio tra uniformità e proporzionalità delle regole È quanto emerso ieri nella prima giornata dell'appuntamento annuale Abi su Unione bancaria e Basilea 3 «L'anno che ci lasciamo alle spalle ha segnato progressi considerevoli sul fronte dell'unione bancaria europea», ha osservato Giovanni Sabatini, dg dell'abi «Questa trasformazione epocale, per essere completa, ha bisogno di altri passi decisivi che rispondano all'esigenza di un Testo Unico bancario europeo, alla realizzazione di un linguaggio comune e alla omogeneizzazione della legislazione tributaria» Sulla materia la linea dell'abi è condivisa da Banca d'italia: «Occorre assicurare un terreno di gioco uniforme, evitando di percorrere la più comoda strada dell'applicazione di regole meccanicistiche», ha detto Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza di Via Nazionale Il supervisore di Bankitalia ha indicato quattro sfide per l'unione bancaria e il Meccanismo di Vigilanza Unico (Mvu): quella del cambiamento («che richiede forte capacità di adattamento»), della complessità («che impone chiarezza nell'esercizio dei poteri di controllo»), della proporzionalità e dell'equità In particolare, riguardo alla creazione di un piano di gioco livellato, che si estenda anche in ambito fiscale, civilistico e penale, «è utopistico pensare che accada in breve tempo; in attesa che ciò avvenga è importante che le autorità di Vigilanza operino congiuntamente per rimuovere - quando necessario, con l'opportuna gradualità - le differenze regolamentari e nelle prassi di vigilanza», ha sottolineato Barbagallo Tra gli aspetti da migliorare per una maggiore uniformità delle regole, il responsabile della vigilanza ha indicato gli «impropri arbitraggi regolamentari» oggi a favore delle banche d'investimento, l'uso eterogeneo dei modelli

20 A cura di Bruno Pastorelli interni di valutazione del rischio (da cui dipendono i minimi patrimoniali) e l'impiego di differenti principi contabili nei Paesi Ue La ricerca di una maggiore omogeneità non è però l'unico obiettivo dell'unione bancaria La proporzionalità è un altro dei cardini del Mvu, sancito dai regolamenti europei: «Va preservata la varietà del sistema bancario, una risorsa importante anche nel nostro Paese», ha sottolineato Barbagallo «I controlli e le azioni di intervento vanno proporzionati ai rischi e alla complessità» della banca Barbagallo ha poi evidenziato le possibili sovrapposizioni tra le molte autorità bancarie che oggi hanno compiti di regolamentazione sulle banche «L'individuazione di autorità differenti, pur a fronte di compiti riguardanti i medesimi soggetti (le banche), era probabilmente inevitabile a livello europeo La concentrazione in un'unica entità avrebbe dato luogo a un 'ircocervo' difficilmente gestibile» Secondo il responsabile di Bankitalia, tuttavia, oggi possibili duplicazioni riguardano la definizione delle regole, la supervisione micro e macroprudenziale, gli stress test e la risoluzione delle crisi Nei prossimi anni, secondo Sabatini, sarà necessario «valutare l'interpretazione, troppo spesso effettuata nella maniera più restrittiva possibile, delle regole ed evitare misure che possano danneggiare la ripresa economica e, di conseguenza, la possibilità di erogare credito» Allo stesso modo, per il direttore generale dell'abi, occorrerà eliminare «la cappa di incertezza che grava sulle banche e non consente loro una adeguata pianificazione su raccolta, liquidità e, soprattutto capitale» Al convegno hanno partecipato ieri anche Mario Nava (Ue) e Concetta Brescia Morra (Bce) I lavori andranno avanti oggi e si concluderanno con una tavola rotonda a cui parteciperanno, tra gli altri, Stefano De Polis (Bankitalia), Sebastiano Laviola (Rappresentanza italiana presso l'ue), Gianfranco Torriero (Abi) e Rainer Masera (Università Marconi di Roma) (riproduzione riservata) La Vigilanza europea è una vera Babele: serve un Testo Unico di Angelo De Mattia In un convegno svoltosi ieri all'abi si è discusso dell'assetto istituzionale della Vigilanza bancaria in Europa e della situazione delle banche delle diverse giurisdizioni nei confronti della normativa regolatrice e dei controlli La rappresentazione degli organi e dei comitati che presiedono alla funzione in questione è sufficiente a dare l'immagine della pletoricità e complessità delle architetture, definite chiaramente per mediazioni successive ma senza una cultura istituzionale; soprattutto senza far prevalere la capacità di progettare un sistema di organi e di regole armonico, semplice, che immediatamente trasmetta l'immagine delle attribuzioni e delle connesse responsabilità, disseminate invece tra Autorità bancaria europea, Comitato europeo per il rischio sistemico, Bce, Comitato unico di risoluzione delle crisi (oltre a Commissione e Consiglio Ue), Eba, autorità nazionali Se non è la Babele, poco ci manca Ed è insufficiente la giustificazione secondo cui potenziali conflitti d'interesse tra Vigilanza e risoluzione, tra supervisione micro e macro, tra Vigilanza prudenziale e di conformità avrebbero reso necessario un tale confuso e segmentato assetto, anche perché sui conflitti d'interesse ci sarebbe moto da dire per disvelarne l'inconsistenza Ma la farraginosità è evidente anche perché nella stessa descrizione dell'architettura si evidenziano il rischio di duplicazioni, sovrapposizioni, interpretazioni restrittive di norme, scarsa chiarezza nell'attribuzione di responsabilità, applicazione delle discrezionalità nazionali «a fisarmonica» nei diversi Paesi, nonché la necessità di osservare il principio di proporzionalità In questo campo bisognerebbe invece agire per una rivisitazione che riformi questa barocca impalcatura, fonte di atti e comportamenti che non sono certo i migliori possibili, come si sta sperimentando in questa prima fase Le mediazioni sono inevitabili, ma soffrono il limite della qualità del prodotto: se l'assetto che ne risulta non è il più idoneo per l'efficienza, la trasparenza, l'accountability, allora bisogna comunque

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