CAPITOLO PRIMO LA TUTELA PENALE DEL RISPARMIO DEL MERCATO FINANZIARIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CAPITOLO PRIMO LA TUTELA PENALE DEL RISPARMIO DEL MERCATO FINANZIARIO"

Transcript

1 CAPITOLO PRIMO LA TUTELA PENALE DEL RISPARMIO E DEL MERCATO FINANZIARIO

2 2

3 SOMMARIO: 1. IL RISPARMIO COME BENE GIURIDICO PENALMENTE RILEVANTE IL MODELLO PENALISTICO IN USO NEL DIRITTO PUNITIVO DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI. 1. IL RISPARMIO COME BENE GIURIDICO PENALMENTE RILEVANTE 1.1. Nell ultimo ventennio l economia italiana ed internazionale è stata caratterizzata da numerosi scandali e dissesti finanziari di rilevante portata 1 e dal moltiplicarsi di forme di abuso a danno dei risparmiatori, tanto che il tema della loro difesa ha sovente occupato il proscenio della cronaca giornalistica e processuale. Dunque, il risparmio è da alcuni anni al centro di un vivace dibattito che interessa trasversalmente numerosi campi del sapere e tra questi, di certo, anche quello della scienza giuridica e di quella penalistica in particolare. Ma che cosa si intende per risparmio? Occorre prendere le mosse dalla sua accezione economica: il risparmio è l accantonamento di quella parte di reddito che non viene destinata immediatamente al consumo 2. La moneta risparmiata può rimanere direttamente nella disponibilità fisica del suo proprietario, instaurandosi in tal caso una relazione di possesso materiale tra la res ed il titolare che trova una specifica tutela penale nella categoria dei reati contro il patrimonio 3 ; oppure può essere affidata al c.d. deposito bancario, contraddistinto dall obbligo del rimborso del capitale depositato; ovvero, ancora, essere impegata nelle forme del c.d. risparmio gestito od amministrato 4. ( 1 ) Basti pensare, per citarne solo alcuni, ai casi Enron, Worldcom, Cirio, Giacomelli, Parmalat, Lehman Brothers. ( 2 ) Il risparmio, in economia, è la quota del reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonata per essere speso in un momento futuro. In generale lo scopo del risparmio è quello di poter disporre in un secondo momento delle risorse non spese, per motivazioni di varia natura che John Maynard Keynes ha così principalmente classificato: far fronte a spese impreviste (c.d. risparmio di tipo precauzionale), garantirsi un reddito futuro ulteriore a quello offerto dal sistema pensionistico (cfr. teoria del ciclo vitale di Franco Modigliani), compiere, in futuro, un investimento di rilevanti dimensioni, come l'acquisto di un bene durevole. ( 3 ) In questa accezione il risparmio viene a coincidere con il concetto di patrimonio, cui la materia penale riserva svariate forme di protezione finalizzate all incriminazione delle diverse modalità (violenza, minaccia, frode) con cui può venire spezzato il legame fisico tra il titolare e la cosa risparmiata: furto, truffa, rapina, estorsione, appropriazione indebita, ecc ( 4 ) Il risparmio gestito od affidato è quello fatto confluire mediante sottoscrizione di polizze assicurative, fondi pensione, fondi comuni di investimento mobiliari ed immobiliari, tutti prodotti che si differenziano per asset allocation e per rapporto rischio/rendimento, ma accomunati 3

4 E a quest ultima forma di risparmio, quella appunto della liquidità fatta affluire direttamente nel mercato finanziario, che è dedicata la presente trattazione. Si tratta di una forma moderna e dinamica di risparmio cui sottostà una realtà economicogiuridica complessa, polifunzionale 5, suscettibile di declinazioni e contenuti differenti ed in continua evoluzione. Di conseguenza, anche l'espressione tutela del risparmio non presenta un significato univoco, intendendosi con essa, genericamente, quel coacervo di corpi normativi spesso disuniti ed eterogenei tra loro, ma complessivamente finalizzati alla difesa del mercato finanziario ed alla protezione, tanto del risparmio inteso come bene collettivo, quanto degli interessi individuali dei risparmiatori. Negli ultimi tre decenni i meccanismi e le tecniche di raccolta e di canalizzazione del risparmio hanno subito una marcata opera di rinnovamento, tanto che alla tradizionale intermediazione bancaria si sono via via affiancate e sostituite nuove forme di intermediazione finanziaria, rispetto alle quali si è tuttavia sviluppato un maggior bisogno di tutela da parte degli investitori. Il mercato finanziario, luogo di raccolta e di gestione del risparmio, è storicamente caratterizzato da una tensione tra due opposte istanze di politica legislativa ed economico-sociale: da una parte, quella di evitare il rischio di un ipertrofia normativa e regolamentare e di un conseguente eccessivo soffocamento del mercato; dall altra, quella di offrire ai risparmiatori un livello di protezione qualitativamente sufficiente per preservare la fiducia che gli stessi ripongono nell integrità e nel corretto funzionamento del mercato stesso. Il compito del legiferante è dunque quello di configurare un assetto normativo che sappia coniugare le predette esigenze, muovendo dalla consapevolezza che l attività di intermediazione finanziaria deve essere promossa e valorizzata perché essenziale allo sviluppo di una moderna economia di mercato, ma che per la sua intrinseca fragilità e connaturata rischiosità non può essere integralmente lasciata alla mercé delle dinamiche di quest ultimo, dall affidamento ad un operatore specializzato dell incarico di gestire le somme ricevute in conformità alle istruzioni contrattualmente pattuite. ( 5 ) Tra le diverse forme del risparmio gestito esistono profonde differenze concettuali e normative, che trovano tuttavia la sede naturale di analisi nella materia del diritto privato, in particolare in quella del diritto commerciale. Un elemento comune è rappresentato dalla sottoscrizione di un contratto di deposito o di gestione, avente ad oggetto lo scambio tra un bene presente (il danaro consegnato) e la promessa o l impegno alla sua restituzione (bene futuro), che può essere o meno garantita a seconda del tipo di investimento. 4

5 necessitando invece di un intervento di eteroregolamentazione finalizzato alla protezione di interessi individuali e collettivi previamente selezionati. Tanto premesso, il presente lavoro non può che proseguire, dapprima, con la ricostruzione in chiave penalistica del concetto di risparmio e, successivamente, nella ricognizione ed analisi della disciplina penale del mercato finanziario per verificare, in ultima istanza, se tale corpus normativo risponda adeguatamente alla necessità di una combinazione efficiente delle due esigenze sopra delineate: quella di un mercato finanziario capace di attrarre gli investimenti perché aperto, non ingessato, promotore della libera circolazione dei capitali e delle informazioni, ma che nel contempo sappia anche fare proprie le istanze di difesa di interessi fondamentali che potrebbero essere lesi da un mercato poco trasparente ed integro Nel muovere alla ricerca degli interessi giuridici tutelati dalla disciplina penale del mercato finanziario, il punto di avvio non può che essere rappresentato dal concetto di risparmio, oggetto di riconoscimento costituzionale per il tramite degli artt. 47 e 117 Cost. 6. Da questo combinato disposto normativo si desume, anzitutto, che la tutela del risparmio e dei mercati finanziari, afferendo ad una dimensione globale dell economia, è materia di competenza esclusiva dello Stato e che, in secondo luogo, lo Stato incoraggia le diverse forme di risparmio, compresa quella dell investimento nel mercato azionario, che rappresenta un pilastro fondamentale dell economia moderna. Giova preliminarmente osservare che il concetto di risparmio inteso dai Padri Costituenti, nel mentre si accingevano a redigere la norma dell art. 47 Cost., era profondamente diverso dalla forma di risparmio propria della moderna economia finanziaria. A quel tempo il riferimento era esclusivamente al c.d. risparmio popolare, vale a dire a quelle forme di risparmio sicure, tendenzialmente a rischio zero, di lunga durata, quali il deposito bancario, la casa di abitazione, la proprietà terriera, l investimento in azioni dei grandi complessi produttivi del Paese. Per converso, nell attuale realtà finanziaria, il risparmiatore è colui che acquista un prodotto ( 6 ) La norma dell art. 47 Cost. così stabilisce: La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l esercizio del credito. Favorisce l accesso del risparmio popolare alla proprietà dell abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese. La norma dell art. 117 Cost., riformata nel 2001 a seguito dell entrata in vigore della legge n. 3 del 18 ottobre 2001, al comma primo lettera e) dispone che lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari. 5

6 sottoscrivendo un contratto che ha ad oggetto, non la realtà fisica del prodotto acquistato, ma la situazione giuridica che forma il contenuto del contratto medesimo. Il risparmio moderno è una forma di allocazione della liquidità disponibile che sovente si contraddistingue per essere un investimento di breve durata, precario, ad elevata rischiosità. Come la stabilità, il contenuto profilo di rischio e la durata particolarmente lunga erano dunque le principali caratteristiche del risparmio proprio dell economia rurale e conservatrice del secondo dopoguerra, così la precarietà, la brevità dell investimento, l aspettativa di un elevato rendimento associata ad un alto profilo di rischio, rappresentano i crismi del risparmio nella contemporanea economia di scambio 7. Ciò detto, è evidente che, oggi, della nozione di risparmio si impone una lettura costituzionalmente orientata ed adeguata al mutato contesto socio-economico del Paese, per concludere nel senso che lo Stato promuove e difende ogni forma di risparmio, da quella c.d. statica, finalizzata ad esigenze di conservazione patrimoniale, a quella c.d. dinamica, orientata all investimento ed allo sviluppo 8. Possiamo dunque approdare ad una prima conclusione: la disposizione dell art. 47 Cost. rappresenta la legittimazione costituzionale dell intervento penalistico a tutela, non solo del c.d. risparmio statico, ma anche del c.d. risparmio dinamico, vale a dire di quella massa di liquidità che viene immessa nel mercato finanziario e da qui dirottata a sostegno dell investimento nel capitale delle medie e grandi imprese, a divenire essa stessa fattore di sviluppo e produzione di ricchezza. In questo senso, la norma dell art. 47 Cost. deve essere letta come un prius dell art. 41 Cost., poiché, al di là del disegno topografico adottato dal Costituente, la protezione e l incentivazione ( 7 ) SGUBBI F., Il risparmio come oggetto di tutela penale, in Giur. comm., 2005, p. 343/I: l Autore, richamando l opinione di autorevoli economisti, evidenzia come nell economia moderna il risparmio assuma parte dei caratteri propri del consumo, quindi di un attività giocosa, liquida, precaria, propria dell homo ludens. ( 8 ) SARCINELLI M., La legge per la tutela del risparmio. Un anno dopo, in La legge per la tutela del risparmio, a cura di P. Abbadessa e F. Cesarini, Bologna, 2007, p. 16 e ss..: l Autore sostiene che l affermazione costituzionale della tutela del risparmio, difficilmente poteva essere estesa, al tempo della Costituente, al di là dell ipotesi che la prassi e la dottrina avevano identificato, ossia la salvaguardia dei depositi bancari. Tuttavia, soggiunge, l onnicomprensiva dizione usata dai Padri Costituenti ne giustifica una rilettura alla luce dell evoluzione dell ordinamento giuridico-economico, della trasformazione del sistema finanziario, della maturazione del risparmiatore-investitore nell apprezzamento del rischio. 6

7 del risparmio diffuso o di massa è funzionale allo sviluppo della libera iniziativa economica 9. La considerazione che precede porta con sé un corollario di fondamentale importanza, che un autorevole esponente della scienza penalistica ha così riassunto in una felice espressione di sintesi: se fino a due decenni or sono, il perno della disciplina era la stabilità del principale protagonista - il sistema bancario -, rispetto alla quale la garanzia del singolo era nettamente mediata, oggi la protezione diretta del pubblico risparmio è assurta a nuovo interesse generale, la cui attuazione si sovrappone al perseguimento di una migliore efficienza del mercato 10. L osservazione coglie un passaggio epocale nell evoluzione del significato (e della tutela) del risparmio: fintantoché veniva inteso solo o prevalentemente come fenomeno di accumulazione di ricchezza, fatta poi oggetto di una gestione statica e conservativa, la sua protezione si esauriva sostanzialmente nella difesa della stabilità del sistema bancario che rappresentava il principale, se non unico, affidatario di quella gestione; nel passaggio ad una economia di mercato ed ancor più ad un sistema economico globalizzato nel quale la finanza pura gioca (spesso impropriamente) un ruolo di primissimo piano, il pubblico risparmio destinato all investimento diviene un elemento portante del mercato e, con esso, aspira a condividerne le garanzie di efficienza, trasparenza ed integrità. I risparmiatori, come singoli e come categoria, alla luce della nuova valenza che vengono ad assumere nella mutata realtà del mercato finanziario, richiedono pertanto una protezione non solo mediata o di sistema, ma anche diretta ed immediata e a ciò sembra orientata quella variegata ed eterogenea gamma di interventi legislativi - da ultimo la legge n. 262 del che si è soliti riunire sotto l espressione tutela del risparmio. Una domanda di maggiore tutela che è ancor più giustificata se si pensa alla dimensione ed all impatto dei recenti crack finanziari: se, fino ai primi anni 90, ( 9 ) ALESSANDRI A., Un esercizio di diritto penale simbolico: la tutela penale del risparmio, in La legge per la tutela del risparmio, a cura di P. Abbadessa e F. Cesarini, Bologna, 2007, p. 169 e ss..: l Autore afferma che se il pensiero dei Costituenti era come inchiodato, per i noti trascorsi storici, alla stabilità della moneta, non vi è motivo di ingessare l interpretazione della norma costituzionale per impedirle di espandersi su territori oggi insidiosi. La vicinanza con il credito, nella topografia della norma, anche ad ammettere che sgorghi da una comune ispirazione, non pare argomento sufficiente per amputare arbitrariamente dal genus risparmio la species risparmio investito. ( 10 ) ALESSANDRI A., Offerta di investimenti finanziari e tutela penale del risparmiatore, in Atti del Convegno Mercato finanziario e disciplina penale organizzato dal Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale e dalla Fondazione Centro Internazionale su Diritto, Società ed Economia di Courmayeur, 1993, p. 203 e ss.. 7

8 il peso economico dei grandi default aziendali ricadeva principalmente sullo Stato e solo indirettamente sui cittadini (si pensi al caso Montedison), i recenti fenomeni di distruzione e vaporizzazione di ricchezza vedono i risparmiatori come soggetti direttamente danneggiati (bonds argentini, Banca Popolare di Lodi, Cirio, Parmalat ec ). Le considerazioni che precedono consentono di introdurre la problematica di fondo che avvolge il rapporto tra il diritto penale ed il c.d. risparmio di massa: è corretto sostenere che il risparmio è l interesse giuridico specifico, il bene o valore su cui costruire le fattispecie incriminatrici che compongono il diritto punitivo degli intermediari finanziari? Il tentativo di pervenire ad una esauriente trattazione della vexata quaestio richiede preliminarmente di svolgere alcune generali e sommarie riflessioni sull istituto penalistico dell oggetto giuridico. Una prima considerazione è quella che, per opinione ampiamente consolidata 12, l ordinamento costituzionale italiano impone e fa proprio il modello liberale del reato come offesa ad un bene giuridico 13, per cui non c è reato senza offesa ad un bene giuridico. Ne deriva il divieto, per il legislatore, di ricorrere alla sanzione penale per reprimere volontà soggettive, od atteggiamenti interiori, o mere manifestazioni della personalità (ciò che è invece tipico dei modelli repressivi illiberali), dovendo per converso agganciare la scelta di incriminazione alla lesione o alla messa in pericolo di un bene giuridico, definibile come quell interesse individuale o sovraindividuale tutelato dalla norma ed offeso dal reato. Il concetto di bene giuridico viene dunque a sostituirsi a quello di diritto naturale quale parametro di riferimento della scelta ( 11 ) La risposta affermativa sembra invero scontata, se si pensa che la rubrica legis della legge n. 262/2005 è intitolata tutela del risparmio e se, più in generale, la stampa, le discussioni parlamentari e la stessa produzione dottrinale sono solite parlare di una tutela del risparmio. ( 12 ) ANGIONI F., Contenuto e funzioni del concetto di bene giuridico, Milano, 1983; MARINUCCI G. e DOLCINI E., Corso di diritto penale, Milano, 2001; MOCCIA S., Dalla tutela di beni alla tutela di funzioni: tra illusioni postmoderne e riflussi illiberali, in Giur. comm., 1992, I, p. 5 e in Riv. it. dir. pr. e pen., 1995, p. 343 e ss.. ( 13 ) La nozione del reato come offesa ad un bene giuridico risale a Johann M.F. Birnbaum, che in un noto saggio del 1834 giungeva a questa conclusione: bisogna considerare come delitto secondo la natura delle cose o come razionalmente punibile nello Stato la lesione o la messa in pericolo, imputabile alla volontà umana, di un bene che deve essere garantito a tutti in egual misura attraverso la coercizione penale. 8

9 operata dal legislatore, esprimendo quell interesse preesistente ed esterno alla norma, avente un significato indipendente dalla volontà del reo, che si identifica in situazioni della realtà fattuale percepibili dalla comunità civile e che esprimono una consistenza valutativa, modificabili ed aggredibili e che perciò si prestano ad essere oggetto di tutela anche penale 14. Un secondo motivo di riflessione si risolve nell evidenziare che tra gli studiosi del diritto penale è oggi prevalente la c.d. concezione realistica del bene giuridico, secondo cui esso è un elemento della realtà fenomenologica che preesiste alla realtà giuridica, che non si confonde con lo scopo della fattispecie incriminatrice ovvero con il fine ulteriore che il legislatore intende perseguire con la stessa e che, in quanto tale, può essere elevato al rango di criterio di selezione dei fatti punibili, vale a dire di limite - a tutela del principio costituzionale di offensività - posto sia al legislatore nella scelta dei beni giuridici da tutelare e nella costruzione della struttura formale del reato (nel senso che può attribuire rilevanza penale soltanto a fatti che comportano la lesione o l esposizione a pericolo di un determinato bene giuridico), sia all interprete che è tenuto a ricostruire il senso della fattispecie incriminatrice in conformità al canone di offensività (estromettendo dal suo ambito applicativo quei comportamenti non conformi al fatto tipico perché non offensivi del bene giuridico protetto dalla norma penale) Dalle considerazioni che precedono si evince, dunque, che al legislatore è fatto divieto - pena la violazione del canone costituzionale di offensività - di impiegare lo strumento della sanzione penale per perseguire obiettivi politici o socio/economici o ( 14 ) Il codice penale del 1930, ripudiando la c.d. concezione soggettivistica del reato affermatasi nel periodo tra le due guerre mondiali, per cui questo è fondato sulla violazione dell obbligo di fedeltà che vincola il cittadino/suddito all ordinamento, ha accolto l opposta concezione oggettivistica del reato, che fonda il concetto di reato sull offesa ad un determinato bene od interesse giuridico. ( 15 ) Al contrario, per i fautori della c.d. concezione metodologica dell oggetto giuridico, un bene non assume una positività giuridica, dunque non diviene giuridico, se non quando è riconosciuto tale da una norma di cui viene a rappresentare lo scopo da raggiungere, di guisa tale che, identificando l oggetto giuridico con lo scpo perseguito dal legislatore con quella norma, si addiviene alla conclusione che tutti i reati sono reati di offesa, negando in questo modo cittadinanza ai c.d. reati di scopo, costituiti da quelle fattispecie che si propongono di garantire un ordine formale o di perseguire determinate finalità politiche ed ideali, ma prive di una dimensione offensiva di un bene della vita. ( 16 ) PALAZZO F., Offensività e ragionevolezza nel controllo di costituzionalità sul contenuto delle leggi penali, in Riv. it. dir. proc. pen., 1998, p. 350 e ss.. 9

10 per promuovere valori etici ed istanze morali, in difetto dell esistenza della dimensione offensiva di un bene giuridico esistente e percepibile nella realtà materiale esterna. Ciò che peraltro è invece e non di rado accaduto, alimendando in questo modo fenomeni di spiritualizzazione del bene giuridico che, mettendo in discussione i caratteri di secolarizzazione e laicizzazione, minano le fondamenta stesse del diritto penale moderno 17. La teoria del reato come offesa ad un bene giuridico lascia tuttavia impregiudicato un problema di fondo: se, da un lato, afferma che il bene giuridico è un limite che il legislatore incontra nella selezione dei comportamenti da punire con la sanzione penale, dall altro, nulla dice circa i criteri che vincolano il legislatore nella scelta dei beni giuridici da tutelare con la norma penale. Non essendo questa la sede per approfondire nei suoi sterminati confini la teoria del bene giuridico, non ci resta che limitarsi ad osservare, in prima facie, che nella scienza penalistica è ormai radicata la convinzione di non esaurire la gamma dei beni giuridici penalmente tutelabili nel coacervo dei diritti soggettivi individuali, ma di ricomprendervi anche i c.d. beni collettivi, espressione che sta a designare sia quegli interessi istituzionali di cui sono portatori ed esponenti lo Stato e gli altri enti pubblici 18, sia quei beni che rispondono ad un interesse diffuso tra i consociati o tra ampie ed indeterminate categorie della comunità 19. In seconda battuta, ribadendo quanto detto nelle pagine che precedono, va rilevato che il risparmio è di certo un valore di rilevanza costituzionale, tanto che la norma dell art. 47 Cost. ne incoraggia la formazione e la tutela, di tal guisa che risulta degno di protezione penale anche secondo i sostenitori della tesi bricoliana per cui possono essere incriminati solo quei fatti lesivi di beni costituzionalmente rilevanti 20. Con una precisazione: il fatto che la citata disposizione costituzionale promuova ed incoraggi il risparmio non autorizza ad intravvedere un implicito obbligo costituzionale di incriminazione avverso le corrispondenti forme di aggressione, coerentemente con il ( 17 ) PALIERO C.E., Il principio di effettività del diritto penale, in Riv. it. dir. pr. pen., 1990, p. 446: l Autore afferma che la laicità del diritto penale viene concepita come un limite assoluto al potere legislativo, che porta ad opporsi alla criminalizzazione di condotte indesiderate solo per la loro immoralità, irreligiosità, inesteticità, asocialità, ma che non sono dannose socialmente e dunque non costitutive di danno a terzi. ( 18 ) Ad es., la tutela della pubblica amministrazione, dell amministrazione della giustizia. ( 19 ) Ad es., la difesa dell economia, dell ambiente, della fede pubblica. ( 20 ) BRICOLA F., Teoria generale del reato, in Novissimo Digesto Italiano, vol. XIX, 1973, p

11 pensiero, largamente dominante tra gli studiosi del diritto penale, per cui le numerose disposizioni programmatorie della legge fondamentale 21 si limitano a prescrivere al legislatore ordinario di perseguire delle finalità di protezione e tutela, lasciandolo tuttavia libero di scegliere le modalità e le forme sanzionatorie (penali, amministrative, civili) con cui assicurare detta tutela Chiarito che non esiste un obbligo costituzionale di penalizzazione delle forme di aggressione del risparmio e chiarito altresì che esso è partecipe, unitamente ad altri interessi generali (ambiente, istruzione, cultura, salute, personalità dello Stato, fede pubblica ecc..), di quel sistema di valori che costituisce l architrave portante della Repubblica Italiana, non resta che ritornare al quesito da cui siamo partiti, vale a dire se il risparmio possa essere identificato come il bene giuridico tutelato - direttamente ed immediatamente - dalle singole fattispecie incriminatici che si è soliti far rientrare nel c.d. statuto penale degli intermediari finanziari. Se si volge lo sguardo al panorama normativo che ha occupato la materia del diritto penale finanziario negli ultimi vent anni, si arriva all affermazione per cui la protezione del risparmio diffuso è riflessa, da un lato, nell esigenza di tutelare l interesse degli investitori (come singoli e come categoria collettiva) ad una corretta allocazione e gestione dei propri investimenti e, dall altro, nella coessenziale necessità di matrice più pubblicistica di preservare il mercato dall incidenza negativa di fattori esogeni (in primis il riciclaggio in esso di danaro di provenienza illecita) che ne possono minare la funzione di componente insostituibile del processo di produzione e sviluppo economico. L osservazione, seppur fondata, non è tuttavia sufficiente, né per suffragare la tesi che intravvede nel risparmio l oggetto giuridico specifico dedotto nelle singole figure di reato, né per legittimare il recente tentativo del legislatore di costruire un autonoma fattispecie di reato astrattamente idonea a ricomprendere ogni condotta potenzialmente atta a cagionare un danno al bene risparmio. Il disegno di legge recante la proposta di introdurre il delitto di nocumento al risparmio 22 è stato infatti ( 21 ) Il riferimento è a quelle norme che impongono allo Stato di garantire, tutelare, proteggere, promuovere, incoraggiare determinati valori; ad es. l art. 9 Cost. che impone la tutela del paesaggio e della salute, nonché del patrimonio storico ed artistico, l art. 32 che tutela la salute, l art. 45 che promuove l artigianato ecc ( 22 ) La proposta di legge prevedeva l introduzione nel libro II, titolo VIII, capo I del codice penale ("Dei delitti contro l'economia pubblica"), dopo l'articolo 499 c.p., dell art bis. (Nocumento al risparmio), che recitava: 11

12 sottoposto a forti critiche, finalizzate a denunciare la palese ed oggettiva contrarietà della sua tipizzazione con i principi generali dell ordinamento penale: basti ricordare la previsione di una doppia sanzione, penale ed amministrativa, in aperto contrasto con il principio di specialità; la configurazione di una responsabilità per un evento non voluto, in spregio al principio di personalità della responsabilità penale di cui all art. 27, comma primo, Cost.; la descrizione della condotta - la commissione di una serie di illeciti amministrativi e penali - in evidente violazione dei canoni di ragionevolezza e tassatività. Ma anche a tacere degli incontrovertibili rilievi di incostituzionalità, resta da rimarcare l intenzione del legislatore di elevare il risparmio direttamente a bene giuridico di una singola fattispecie incriminatrice. La stessa scelta di inserire il nuovo delitto all interno della categoria dei delitti contro l economia pubblica denota la volontà di colpire quelle condotte economiche che, pur differenti per modalità di aggressione ed interessi specificamente considerati, sono comunemente contrassegnate da un così elevato livello di disvalore da coinvolgere l economia pubblica nel suo complesso. Il tentativo, seppur motivato dalla necessità di reagire agli scandali finanziari che hanno messo a dura prova la fiducia nel mercato, sembrava fin dall origine destinato a risolversi in una norma dalla forte coloritura etica e simbolica, ma inidonea ad essere recepita dal sistema e quindi priva di una effettiva portata applicativa. Chiunque, commettendo intenzionalmente uno o più illeciti amministrativi previsti dal decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, dal decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, cagiona un grave nocumento ai risparmiatori è punito, in concorso con le sanzioni amministrative applicabili, con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa non inferiore a euro Il nocumento si considera grave quando abbia riguardato un numero di risparmiatori superiore all'uno per mille della popolazione risultante dall'ultimo censimento ISTAT, ovvero sia consistito nella distruzione o riduzione del valore di titoli di entità complessiva superiore all'uno per mille del prodotto interno lordo. La stessa pena si applica quando da uno dei fatti previsti dagli articoli 2624 (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione), 2625 (Impedito controllo), 2635 (Infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità), 2637 (Aggiotaggio), limitatamente alle condotte poste in essere dai responsabili del controllo contabile o della revisione, e 2638 (Ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza) deriva, quale conseguenza non voluta dal colpevole, un grave nocumento ai risparmiatori, così come sopra definito. Le pene sono aumentate se i fatti sono commessi da chi esercita funzioni di amministrazione direzione o controllo ovvero attività di lavoro dipendente presso società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'unione Europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante (ai sensi dell'articolo 116 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58). Alla condanna per i reati previsti dal presente articolo consegue la pubblicazione della sentenza. 12

13 Ad avviso dei principali commentatori che si sono espressi sul punto, il risparmio non può essere infatti qualificato alla stregua di un bene giuridico specifico, difettando, di questo, della dimensione concreta che lo rende un quid privo dei connotati dell afferrabilità e del consolidamento, quindi non facilmente percepibile sotto il profilo della materialità e, in quanto tale, impossibilitato a svolgere quella insopprimibile funzione di limite, sia per il legislatore nella selezione dell interesse su cui costruire la fattispecie incriminatrice, sia per l interprete come criterio di interpretazione della medesima 23. Il risparmio - al pari dell economia pubblica o dell ordine economico - è dunque un etichetta convenzionale priva di quella consistenza semantica che permetta di evidenziarne una relazione con un specifico e particolare bene della vita che vive e si dispiega nella realtà esteriore e dunque di assumerlo ad elemento specializzante della disciplina penale dei mercati finanziari. E certamente un valore costituzionalmente rilevante, rappresenta il bene finale da proteggere ed il fondamento stesso del sottosistema normativo del diritto penale finanziario, ma non è su di esso che va incentrata la dimensione offensiva del fatto tipico: il risparmio è protetto presidiando le regole minime e irrinunciabili del mercato, fondando la lesività (reale o potenziale) su quelle strutture istituzionali preposte alla conservazione, produzione e circolazione della ricchezza 24, le quali vengono a rappresentare, nel contempo, i beni giuridici specifici delle singole figure di reato e gli interessi (funzioni o beni) strumentali alla difesa del risparmio quale valore ultimo da proteggere. In questo senso il risparmio può essere qualificato, tutt al più, come oggetto giuridico di categoria 25, vale a dire come quel valore finale che rimane sullo sfondo e che può assolvere, al più, ad una funzione di classificazione sistematica a livello di politica legislativa 26 e che, tuttavia, abbisogna di essere tradotto e concretizzato in un ( 23 ) ALESSANDRI A., Un esercizio di diritto penale simbolico: la tutela penale del risparmio, op. cit., p. 188 e ss..: l Autore afferma che il concetto di bene giuridico, se forse non esige necessariamente la materialità o la pertinenza agli interessi personalissimi, richiede quanto meno una sua facile percepibilità, un equivoco substrato di valore, suscettibile di essere offeso da condotte diverse ma riconducibili ad unità proprio in ragione della loro carica e direzione lesiva sostanzialmente unitaria. E così non è per il risparmio. ( 24 ) LOSAPPIO G., Risparmio, funzioni di vigilanza e diritto penale. Lineamenti di un sotto sistema, Bari, 2004, p. 44 e ss.. ( 25 ) Espressione coniata da ROCCO A., L oggetto del reato e della tutela giuridica penale, 1913, p. 46. ( 26 ) In caso contrario si rischierebbe di confondere il bene giuridico del reato con entità ideali come i valori od interessi oppure con lo stesso scopo della norma incriminatrice. Il bene giuridico deve identificarsi con un dato della realtà, percepibile e modificabile, suscettibile di essere messo in pericolo 13

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 10 maggio 2013. Direzione Centrale Normativa CIRCOLARE N. 15/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 maggio 2013 OGGETTO: Imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni

Dettagli

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI:

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: APPROFONDIMENTI In data 18 ottobre 2012, dopo un lungo iter parlamentare, il Senato ha approvato il maxi-emendamento al Disegno di Legge recante Disposizioni per la prevenzione

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo

Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi

Dettagli

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 5 della legge n. 24 novembre 1981, n. 689

Dettagli

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015

POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI. Versione 9.0 del 9/03/2015. Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 POLICY SUI CONFLITTI DI INTERESSI Versione 9.0 del 9/03/2015 Approvata dal CDA nella seduta del 7/04/2015 Policy conflitti di interesse Pag. 1 di 14 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1 Definizioni... 4 2. OBIETTIVI...

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015)

DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015) DDL 1345-S in materia di delitti ambientali. (Approvazione in Senato 4 marzo 2015) Il testo inserisce nel codice penale un nuovo titolo, dedicato ai delitti contro l'ambiente, all'interno del quale vengono

Dettagli

REGISTRO DELLE PERSONE CHE HANNO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

REGISTRO DELLE PERSONE CHE HANNO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE REGISTRO DELLE PERSONE CHE HANNO ACCESSO A INFORMAZIONI PRIVILEGIATE OVS S.P.A. Approvato dal Consiglio di Amministrazione di OVS S.p.A. in data 23 luglio 2014, in vigore dal 2 marzo 2015 1 1. PREMESSA

Dettagli

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1)

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1) 1.6.1.1 Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) (del 9 marzo 1987) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 2 ottobre 1985 n. 2975 del Consiglio di Stato, decreta:

Dettagli

ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA

ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA L art. 4 della L.P. 4/2014, nel regolamentare (ai commi 2, 3 e 4) la procedura per l esercizio dell accesso civico, ne definisce

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

Definizione del procedimento penale nei casi di particolare tenuità del fatto

Definizione del procedimento penale nei casi di particolare tenuità del fatto Definizione del procedimento penale nei casi di particolare tenuità del fatto Nel lento e accidentato percorso verso un diritto penale minimo, l opportunità di introdurre anche nel procedimento ordinario,

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (STRUMENTI DERIVATI ED ALTRI VALORI MOBILIARI) Ove non espressamente specificato i riferimenti normativi si intendono fatti al decreto del Ministro dell economia e

Dettagli

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse

CERVED RATING AGENCY. Politica in materia di conflitti di interesse CERVED RATING AGENCY Politica in materia di conflitti di interesse maggio 2014 1 Cerved Rating Agency S.p.A. è specializzata nella valutazione del merito creditizio di imprese non finanziarie di grandi,

Dettagli

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Patrimoni destinati ad uno specifico affare A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Riferimenti normativi D.Lgs. Numero 6 del 17 gennaio 2003 Introduce con gli articoli 2447-bis e seguenti del

Dettagli

IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI

IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI Nota a: Corte EDU, Grande Stevens e altri contro Italia - ric. 18640/10, 18647/10, 18663/10, 18668/10

Dettagli

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la

Dettagli

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto

Dettagli

Circolare della Commissione federale delle banche: Precisazioni sulla nozione di commerciante di valori mobiliari

Circolare della Commissione federale delle banche: Precisazioni sulla nozione di commerciante di valori mobiliari Circ.-CFB 98/2 Commerciante di valori mobiliari Pagina 1 Circolare della Commissione federale delle banche: Precisazioni sulla nozione di commerciante di valori mobiliari (Commerciante di valori mobiliari)

Dettagli

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del luglio 2013 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

DIRITTI DEI CONSUMATORI

DIRITTI DEI CONSUMATORI DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

FONDO MARIO NEGRI GUIDA AL TFR. Le risposte alle domande più frequenti

FONDO MARIO NEGRI GUIDA AL TFR. Le risposte alle domande più frequenti FONDO MARIO NEGRI GUIDA AL TFR Le risposte alle domande più frequenti Scelta sulla 1. destinazione del Tfr Linee di investimento 2. dedicate al Tfr 3. Prestazioni Regime fiscale delle 4. prestazioni previdenziali

Dettagli

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il presente documento ha finalità meramente illustrative della tassazione degli interessi e degli altri redditi

Dettagli

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario Di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. Ambito di applicazione. 3. Principi fondamentali. 3.1.

Dettagli

DISPOSIZIONI DISCIPLINARI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE DEL COMPARTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI (estratto C.C.N.L. del 11.04.

DISPOSIZIONI DISCIPLINARI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE DEL COMPARTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI (estratto C.C.N.L. del 11.04. ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI DELLA PROVINCIA DI FOGGIA DISPOSIZIONI DISCIPLINARI CONTRATTUALI PERSONALE NON DIRIGENTE DEL COMPARTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI (estratto C.C.N.L. del 11.04.2008) TITOLO

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI"

Documento di sintesi STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi "STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI" Documento del 1 aprile 2011 1 1 INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Fornite ai sensi degli

Dettagli

IL MERCATO FINANZIARIO

IL MERCATO FINANZIARIO IL MERCATO FINANZIARIO Prima della legge bancaria del 1936, in Italia, era molto diffusa la banca mista, ossia un tipo di banca che erogava sia prestiti a breve che a medio lungo termine. Ma nel 1936 il

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3.

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

MiFID - Markets in Financial Instruments Directive

MiFID - Markets in Financial Instruments Directive MiFID - Markets in Financial Instruments Directive STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI SU STRUMENTI FINANZIARI (EXECUTION & TRANSMISSION POLICY) (documento redatto ai sensi del Regolamento

Dettagli

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza

Codice di Comportamento Genesi Uno. Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Codice di Comportamento Genesi Uno Linee Guida e Normative di Integrità e Trasparenza Caro Collaboratore, vorrei sollecitare la tua attenzione sulle linee guida ed i valori di integrità e trasparenza che

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI ALBEROBELLO E SAMMICHELE DI BARI S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 42/E QUESITO RISOLUZIONE N. 42/E Direzione Centrale Normativa Roma, 27 aprile 2012 OGGETTO: Interpello (art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212) - Chiarimenti in merito alla qualificazione giuridica delle operazioni

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

8 ottobre 2013 LA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO

8 ottobre 2013 LA PONTIFICIA COMMISSIONE PER LO STATO DELLA CITTA DEL VATICANO N. XVIII LEGGE DI CONFERMA DEL DECRETO N. XI DEL PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO, RECANTE NORME IN MATERIA DI TRASPARENZA, VIGILANZA ED INFORMAZIONE FINANZIARIA, DELL 8 AGOSTO 2013 8 ottobre 2013 LA PONTIFICIA

Dettagli

STRATEGIA SINTETICA. Versione n. 4 del 24/05/2011

STRATEGIA SINTETICA. Versione n. 4 del 24/05/2011 STRATEGIA SINTETICA Versione n. 4 del 24/05/2011 Revisione del 24/05/2011 a seguito circolare ICCREA 62/2010 (Execution Policy di Iccrea Banca aggiornamento della Strategia di esecuzione e trasmissione

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Documento di Sintesi - Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 07/07/ 2009 Ai sensi degli artt, 45-46-47-48 del Regolamento

Dettagli

Il vecchio contadino in viaggio verso l Europa. Dove va il diritto agrario oggi?

Il vecchio contadino in viaggio verso l Europa. Dove va il diritto agrario oggi? Il vecchio contadino in viaggio verso l Europa. Dove va il diritto agrario oggi? Delle molte definizioni che sono state date, quella del «diritto della produzione agricola» o «diritto dell agricoltura»

Dettagli

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego

Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego Forme e termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego La riforma Brunetta, introdotta dal D.Lgs. 150/09, ha modificato profondamente il sistema disciplinare nel pubblico impiego, intervenendo

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Conti d ordine. Agosto 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Conti d ordine. Agosto 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Conti d ordine Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di fondazione,

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari

Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari Legge 15 dicembre 1990, n. 386, come modificata dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n. 507. Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari Art. 1. Emissione di assegno senza autorizzazione

Dettagli

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea straordinaria, recante: Attribuzione al Consiglio di Amministrazione

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni

Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni Codice Etico Rev. 03 Versione del 21/01/2013 Approvato della Giunta Esecutiva del 18/02/2013 Ratificato del Consiglio Direttivo entro il

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

IL RISARCIMENTO DEL DANNO

IL RISARCIMENTO DEL DANNO IL RISARCIMENTO DEL DANNO Il risarcimento del danno. Ma che cosa s intende per perdita subita e mancato guadagno? Elementi costitutivi della responsabilità civile. Valutazione equitativa. Risarcimento

Dettagli

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981,

Dettagli

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio.

Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. Provvedimento 20 settembre 1999 Regolamento recante disposizioni per le società di gestione del risparmio. IL GOVERNATORE DELLA BANCA D ITALIA Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58 (testo

Dettagli

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2

CODICE ETICO. Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 Sommario 1. Premessa Pag. 2 2. Principi Pag. 2 2.1 Principi generali Pag. 2 2.2. Principi di condotta Pag. 2 2.3 Comportamenti non etici Pag. 3 2.3. Principi di trasparenza Pag. 4 3 Relazioni can il personale

Dettagli

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO G.1. I reati di cui all art. 25 septies del D.Lgs. n. 231/2001 La Legge 3 agosto 2007, n. 123, ha introdotto l art. 25 septies del

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI

INFORMAZIONI EUROPEE DI BASE SUL CREDITO AI CONSUMATORI 1. IDENTITÀ E CONTATTI DEL FINANZIATORE/ INTERMEDIARIO DEL CREDITO Finanziatore/Emittente CartaSi S.p.A. Indirizzo Corso Sempione, 55-20145 Milano Telefono 02.3488.1 Fax 02.3488.4115 Sito web www.cartasi.it

Dettagli

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.)

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa di Sandro de Gotzen (in corso di pubblicazione in le Regioni,

Dettagli

Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici?

Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici? Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici? Quali regolamenti si applicano per gli appalti sopra soglia? Il decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006, Codice dei

Dettagli

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo 1. Premessa La contestazione di un fatto nuovo 1 costituisce

Dettagli

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Ai Gentili Clienti Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Con i co. da 324 a 335 dell unico articolo della L. 24.12.2012 n. 228 (Legge di Stabilità 2013), l ordinamento

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob)

Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Novembre 2011 1 Indice PREMESSA ALLE LINEE GUIDA... 3 1 PRINCIPI GENERALI... 3

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO IN PUBBLICA CONSULTAZIONE Quest Associazione apprezza la decisione dell ISVAP di avviare la procedura per la revisione del regolamento n.5/2006, sull attività degli intermediari

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

CODICE ETICO SOMMARIO. Premessa Principi generali. pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag.

CODICE ETICO SOMMARIO. Premessa Principi generali. pag. 2 pag. 2 pag. 3 pag. 3 pag. 4 pag. 4 pag. 5 pag. 7 pag. 7 pag. 7 pag. 8 pag. 8 pag. CODICE ETICO SOMMARIO Premessa Principi generali Art. I Responsabilità Art. II Lealtà aziendale Art. III Segretezza Art. IV Ambiente di Lavoro, sicurezza Art. V Rapporti commerciali Art. VI Rapporti con

Dettagli

MODULO DI CANDIDATURA

MODULO DI CANDIDATURA MODULO DI CANDIDATURA Gentile Signora/Egregio Signore, troverà in allegato la candidatura di [nome del fornitore di servizi] in risposta all invito a manifestare interesse relativo ai fornitori di dati

Dettagli

INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

INFORMAZIONI SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI SOCIETA COOPERATIVA Sede Legale in Viale Umberto I n. 4, 00060 Formello (Rm) Tel. 06/9014301 Fax 06/9089034 Cod.Fiscale 00721840585 Iscrizione Registro Imprese Roma e P.Iva 009260721002 Iscritta all Albo

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 Il Tribunale di Imperia, la Procura della Repubblica sede, l Ufficio Esecuzione Penale Esterna Sede di Imperia, l Ordine degli avvocati

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP.

Gabinetto dell On. le Ministro. Organismo Indipendente di Valutazione. Presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. Dipartimento per le Infrastrutture, gli affari generali ed il personale Direzione generale del personale e degli affari generali Divisione 4 Ufficio Ispettivo e Disciplina Via Nomentana, 2 00161 Roma tel.06.4412.3285

Dettagli

- Politica in materia di esecuzione e trasmissione degli ordini -

- Politica in materia di esecuzione e trasmissione degli ordini - Unipol Banca S.p.A. Sede Legale e Direzione Generale: piazza della Costituzione, 2-40128 Bologna (Italia) tel. +39 051 3544111 - fax +39 051 3544100/101 Capitale sociale i.v. Euro 897.384.181 Registro

Dettagli

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI

INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI INFORMATIVA CIRCA LA STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DI ORDINI 1) GENERALITA In conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2004/39/CE (cd Direttiva Mifid), la Banca ha adottato tutte le misure

Dettagli

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE b) unica prova orale su due materie, il cui svolgimento è subordinato al superamento della prova scritta: una prova su deontologia e ordinamento professionale; una prova su una tra le seguenti materie

Dettagli

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Approvato dal CDA in data 28 luglio 2009 Informazioni sulla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Fornite ai sensi degli artt. 46 c. 1 e. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob

Dettagli

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6

Azionario Flessibile 7 anni Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 Scheda sintetica - Informazioni specifiche 1 di 6 La parte Informazioni Specifiche, da consegnare obbligatoriamente all investitore contraente prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare le principali

Dettagli

Gruppo PRADA. Codice etico

Gruppo PRADA. Codice etico Gruppo PRADA Codice etico Indice Introduzione 2 1. Ambito di applicazione e destinatari 3 2. Principi etici 3 2.1 Applicazione dei Principi etici: obblighi dei Destinatari 4 2.2 Valore della persona e

Dettagli

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1

NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 NORME GENERALI Art. 1 Validità del regolamento interno Il presente regolamento, derivante dai principi espressi dallo Statuto da cui discende, rappresenta le regole e le concrete

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Banca San Giorgio Quinto Valle Agno (delibera CdA 17 Dicembre 2012) LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive

Dettagli

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri

L Emittente, Offerente e Responsabile del Collocamento. Banca di Credito Cooperativo di Flumeri Prospetto Informativo Semplificato per l offerta al pubblico di strumenti diversi dai titoli di capitale emessi in modo continuo o ripetuto da banche di cui all art. 34-ter, comma 4 del Regolamento Consob

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C.

DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. DOCUMENTO DI SINTESI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI BCC DI CASSANO DELLE MURGE E TOLVE S.C. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014 SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito

Dettagli