Il filosofo fascista attraverso la stampa dell epoca Cronologia ragionata

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1 Il filosofo fascista attraverso la stampa dell epoca Cronologia ragionata di Silvia Casola, Giovanni Di Stefano, Oriana Magro, Pietro Maltese, Claudia Nuccio, Serena Russo e Sara Tummarello 15 Aprile Viene ucciso il filosofo fascista Giovanni Gentile. La sua morte divide non solo l opinione pubblica ma anche lo stesso fronte antifascista. Giovanni Gentile, intellettuale simbolo del regime mussoliniano, svolge una fondamentale azione a favore della legittimazione ideologica della dittatura. Non possono essere attribuiti crimini di nessun genere al filosofo, tuttavia egli sostiene più volte in pubblico i metodi squadristi e l'uso della violenza politica. È forse questa la ragione per cui la sua morte è offuscata, ancora oggi, da una coltre di polemiche, data anche la scarsa chiarezza che ancora permane sul fatto storico. La stampa riferisce riflessioni discordanti sull accaduto. Morte necessaria o barbara uccisione di un filosofo? Gli stessi organi del regime diffondono diverse versioni relative alla risonanza della notizia sull opinione pubblica. Un bollettino riservato della Guardia Nazionale Repubblicana riferisce: «I funerali di Giovanni Gentile si sono svolti in un'atmosfera di raccoglimento. La popolazione vi ha partecipato in massa, mantenendo però un atteggiamento del tutto riservato». Poi rettifica «Ai funerali di Gentile scarso concorso di cittadinanza. Forze di servizio 720.» E se di difficile interpretazione risulta la reazione dell opinione pubblica, incompatibili sono le visioni relative alla necessità della morte del filosofo e al suo significato storico-politico. Indicativo è l atteggiamento di riservatezza adottato dal regime. Le prime manifestazioni di cordoglio fascista sull'uccisione di Gentile sono, infatti, molto caute: la radio del 15 aprile tace la notizia, se ne danno rapidi cenni l'indomani. La stessa Nuova Antologia, la rivista di cui Gentile aveva assunto la direzione, non dà alcun accenno dell avvenuta morte. Quanto agli antifascisti, appaiono divisi sul giudizio da esprimere riguardo a quell'esecuzione. La stampa, dunque, mostra pareri diametralmente opposti, rendendo il 15 Aprile simbolo di una contraddizione più profonda, insita nel momento storico; la vita stessa di Gentile è contrassegnata da luci e ombre: molti i delatori e molti i sostenitori, tuttavia tale contraddizione non può essere pienamente colta se non contestualizzandola in un atmosfera sociale e culturale fortemente politicizzata. La stampa risulta condizionata da quest atmosfera: l estremizzazione politica si riflette anche sui vertici del giornali. Due grandi coalizioni si formano: se da un lato alcune testate si schierano apertamente come anti-fasciste, di contro, il regime cerca in ogni modo di assoggettare la stragrande maggioranza dei giornali. Costruire e ottenere il consenso è, infatti, una delle prerogative di tutti i regimi dittatoriali. Anche Mussolini, che prima di diventare duce del fascismo, era un capace ed esperto giornalista, capisce che le radici del suo potere, la forza dello Stato fascista risiedono anche nella concreta limitazione della libertà di stampa. 1

2 Suggerire i pensieri alle masse, fornire loro un immagine studiata, patinata, filtrata e positivamente modellata della realtà diventa subito un compito primario affidato ai gerarchi fascisti e imposto ai direttori dei quotidiani. Incuriosisce sapere che ogni notizia di cronaca nera viene tolta dalle colonne dei quotidiani. [ ] Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell avvenire diventa la prima delle regole di un decalogo il cui fine era convincere gli italiani che la loro vita era migliorata e assumeva, solo adesso, un senso compiuto. 1 Buona parte degli articoli pubblicati è volta all esaltazione delle abilità del duce, tutta l attività delle redazioni è sottoposta a stretto controllo e ogni settore della cronaca è vincolato da regole precise. La politicizzazione della stampa fa sì che analizzando il periodo storico attraverso la cronaca giornalistica emergano due quadri speculari. Quello che ci si propone in questa sede è di analizzare la figura di Gentile attraverso quell atmosfera storico-politica cui egli è indissolubilmente legato, così da mettere in luce, per quanto possibile, come le differenti visioni del personaggio ne siano conseguenti. Il periodo analizzato è quello che va dal anno della conferenza di pace di Parigi e della conseguente vittoria mutilata - al 1924, quando il delitto Matteotti segna l inizio della vera e propria epoca fascista. La stampa sarà il filtro attraverso il quale analizzare il clima politico, con una particolare attenzione a quegli episodi in cui il filosofo fascista è stato coinvolto. Si prenderanno in considerazione gli eventi fondamentali dal 1919 al 1924 attraverso le visioni lontane ma complementari che le diverse testate ne hanno fornito, commentando articoli di periodici con visioni del tutto divergenti Gentile aveva già da tempo dimostrato grande interesse per la politica. I giudizi sulla politica interna e sulla posizione internazionale dell Italia, espressi su un quotidiano di tendenze liberalnazionalistiche, vengono definiti eccellenti mezzi di propaganda patriottica e culturale dal nazionalista Vittorio Cian. L autonomia e il valore supremo dello Stato sono, infatti, affermati con insistenza contro un liberalismo inquinato dal metodo giolittiano e minacciato dai cattolici. Il senso della concezione gentiliana del liberalismo risulta chiaro dall approvazione della censura sui giornali e dalla critica al parlamentarismo. E quindi naturale che Gentile guardi con interesse al nascere di nuovi nuclei di vita collaboratrice ai poteri dello Stato, al moltiplicarsi di associazioni politiche che intendono rinnovare il paese senza assumere una posizione antistatale e rendere più ampia la partecipazione effettiva alla politica riservata all èlite. Gentile presenta quindi con simpatia una delle prime associazioni borghesi: il Patto nuovo che, sostenuto dall Associazione nazionalistica e da Mussolini, si proponeva di trasferire in tempo di pace la disciplina di guerra. La Prima Guerra Mondiale è costata all Italia più di 100 miliardi di lire. Il numero delle vittime e dei mutilati supera i 3 milioni. Molti interventisti sono consapevoli che potrebbe rivelarsi un fallimento totale. È così che tra le file nazionalisti nasce il lamento per la vittoria mutilata, uno slogan che il fascismo ha fatto suo insieme con tanti formalismi e suggestioni borghesi. I reggimenti italiani ritornano in patria nell ora grigia delle promiscuità politiche e mentre le piccole viltà sbiancate uggiolano come cagnoline da salotto intorno alla comoda cuccia del potere (Arturo Rossato, Il Popolo d Italia). 1Giornalismo I megafoni del fascismo,in 2

3 Conclusasi la prima guerra mondiale, si continua ad idealizzare la figura dell uomo soldato. Il nucleo fondante del fascismo è costituito da associazioni di arditi, gruppi di ufficiali e soldati che prendono parte alla guerra nei reparti specializzati per l assalto. Un ardito, il futurista Mario Carli fonda a Roma agli inizi del 1919 l associazione Arditi d Italia che si appoggia al giornale Roma futurista. Il centro di Milano, invece, si appoggia direttamente al Popolo d Italia. L Ardito Futurista si proietta nell avvenire come un acrobatico razzo illuminante, lasciandosi indietro, negli organizzati bivacchi, le moltitudini pesanti che solcheranno fatalmente la sua traccia di luce. Vertebra della vita italiana, esso è destinato a colorare della sua audacia rossissima gli eventi e le volontà che foggeranno il futuro d Italia (Mario Carli, Roma Futurista). Il 21 Marzo del 1919 Benito Mussolini riunisce i suoi fedeli milanesi, circa 70 persone, ed espone la necessità di costituire un gruppo di uomini disposti a tutto. Il primo fascio è dunque quello di Milano. Nel disinteresse di quasi tutta la stampa italiana, la fondazione nazionale dei Fasci di combattimento riscuote un commento di simpatia dell Idea nazionale, l organo più autorevole del nazionalismo italiano. A centinaia ci giungono le adesioni per la nostra adunata del 23 marzo[ ]. Il 24 marzo non si fonderà un partito, ma si darà una spinta al movimento e si fisserà una meta a questo movimento (Vittorio Bottini, Il Popolo d Italia). Il 15 aprile gruppi di fascisti, di arditi futuristi, di ufficiali e patrioti alla rinfusa assalgono la sede dell "Avanti distruggendo la tipografia. La primavera del 1919 vede una grande crisi nazionalistica. Nei primi di Aprile alla conferenza di pace di Parigi si scontrano le rivendicazioni italiane e jugoslave su Fiume e la Dalmazia. Gentile è turbato dai risultati della conferenza, mostrando scarsa stima mostra nei confronti del presidente americano Wilson, che definisce più volte utopistico. Con amarezza commenta la conferenza di pace che non restituiva i dovuti meriti all Italia. La guerra, per me, non è finita scrive Gentile presentando nella primavera del 1919 Guerra e Fede. Egli sostiene che tutti problemi emersi durante il periodo della guerra si sarebbero riproposti con la pace. La necessità di fondare una Nazione, di ricostruire lo stato rende consapevole Gentile e gli intellettuali a lui vicini dell urgenza di una nuova organizzazione e di una nuova guida del paese. Alla concezione etica dello Stato con cui guarda agli avvenimenti politici appartiene la critica al concetto di democrazia. La sua posizione politicamente attiva emerge dal volumetto Dopo la vittoria. Nuovi frammenti politici, in cui afferma dove si stava vivendo un tempo non di avventura ma di ordine, ma non dell'ordine che dev'essere stabilito dalla forza, ma di quell'ordine - tanto più efficace, quanto più sincero e moralmente sicuro - che deriva dal concorde volere di tutte le classi e di tutti i partiti, congiunti nel dovere sacro di instaurare nella sua pienezza il dominio del diritto in un regime di vera giustizia e di ampia libertà" La crisi morale di cui soffrono l'italia e gli italiani avrebbe potuto essere superata solo con l'imporsi di una nuova concezione dello stato, organo dell'interesse collettivo, al di sopra delle parti e dei partiti. Bisogna distinguere tra la falsa democrazia in cui il popolo si oppone allo stato e lotta contro di esso, e quella vera nella quale "il popolo è esso stesso lo stato". Sempre in Dopo la vittoria si legge: Il liberalismo, almeno da cento anni a questa parte, è concezione dello Stato come libertà e della libertà come Stato: doppia equazione nella cui unità trova adeguata espressione il principio liberale. Né lo Stato esterno all'individuo, né l'individuo concepibile come astratta particolarità, fuori dall'immanente comunità etica dello Stato, in cui egli realizza la sua effettiva libertà. 3

4 Quando il Governo entra in crisi, D Annunzio ha in pugno il risentimento e la frustrazione del nazionalisti e nell'estate/autunno 1919 le crescenti difficoltà economiche aizzano il primo grande movimento di sommossa del dopoguerra, con a capo proprio il poeta Gabriele D Annunzio. Ogni buon cittadino, in silenzio, abbruni la sua bandiera finche Fiume non sia nostra, finché la Dalmazia non sia nostra (Gabriele D Annunzio, Il Popolo D Italia). Mussolini è pronto a sfruttare qualsiasi occasione. Al convegno dei fasci di Firenze si presenta reduce da un volo clandestino che lo conduce a Fiume dove D Annunzio si insedia con la famosa Reggenza del Carnaro. Le successive elezioni sanciscono la strepitosa affermazione del partito socialista. Il vecchio Stato liberale italiano perde la maggioranza: è l avvento dei moderni partiti di massa. L unica lista fascista, quella di Milano, riporta appena 4795 voti contro i mila voti socialisti e voti popolari. Mussolini viene addirittura arrestato, ma il Corriere della Sera deplora allora tanto accanimento contro un vinto Il partito socialista e il partito popolare si disputano il controllo delle masse; il piccolo movimento fascista, invece, comincia ad acquisire un identità ideologica propria. È questo l anno in cui si scatenano i maggiori tumulti operai e sindacali, con frequenti scioperi. Mussolini prova a giocare a sinistra e a destra, finendo comunque per trovarsi sempre sul carro del vincitore. Nella prima metà del 1920 il fascismo non è né pericoloso né minaccioso [ ]. È sotto Giolitti che il fascismo si trasforma in movimento governativo. Piero Gobetti, Rivoluzione liberale, Giolitti, tornato al Governo, mira infatti a sconfiggere i socialisti con l aiuto dei fascisti. È inoltre il primo presidente del consiglio a piegare lo stato al servizio delle squadre fasciste, dato che per essere aiutato dovette aiutare. Il 1920 è l anno in cui il filosofo Gentile pubblica diversi suoi scritti. Fonda il "Giornale critico della filosofia italiana", ricopre inoltre la carica di assessore alla Pubblica Istruzione al comune di Roma. In questi anni vedono la luce: Discorsi di religione, La riforma dell'educazione, Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento. Gentile, che ha attorno a sé giovani studiosi di valore (Ugo Spirito, Arnaldo Volpicelli, Carmelov Licitra, ecc.) si impegna, inoltre, fortemente, con la collaborazione dell'amico e discepolo Giuseppe Lombardo-Radice, ad una revisione del sistema scolastico, considerato ormai spiritualmente e strutturalmente obsoleto e delinea un programma della scuola che ne investe tutti gli ordini E con lo squadrismo agrario che il fascismo diventa un movimento nazionale sotto ogni profilo. I fasci di combattimento, sorti come fenomeno meramente cittadino, si infittiscono nell intera penisola, allargando la rappresentativa sociale. Entrato in parlamento, diventato opposizione costituzionale, il fascismo vive una drammatica contraddizione con la sua innata tendenza all illegalità. Dopo le elezioni politiche, Mussolini (che è ormai a capo di un grande movimento politico a carattere nazionale) dichiara al Giornale d Italia che non avrebbe mai più potuto collaborare con Giolitti; i fascisti si propongono di rispettare il parlamento, ma potrebbero reagire a tentativi di sopraffazione comunisti e socialisti. Ma indubitato è questo, per tutti indistintamente: che Mussolini ha ceduto alla sua nobile, diritta e fiera coscienza, ispirando la sua azione a queste due supreme idealità: rendere ancora servizio alla grande madre dolorante per gli eccidi e richiamare il fascismo alla funzione normale di un 4

5 movimento che ha ricorso alla violenza come a un mezzo doloroso per quanto necessario, mai elevandola ad a natura e altezza di fine (La Voce). Dopo vari episodi cruenti, Mussolini firma un patto di pacificazione tra fascisti e socialisti il 3 Agosto. Nel corso del 1921 Gentile pubblica: Storia della cultura piemontese della seconda metà del sec. XIX, Frammenti di estetica e letteratura, Albori della nuova Italia, Educazione e scuola laica, Saggi critici, La filosofia di Dante, Il concetto moderno della scienza e il problema universitario Fino al giugno del 22 la situazione italiana fu di stallo. L anno della marcia su Roma si apre in sordina e solo i mesi centrali avrebbero svelato una certa tensione. A febbraio avviene il cambio di guardia: Bonomi viene sostituito da Facta che avrebbe condotto l ultimo atto dell Italia liberale. Le violenze squadriste sono numericamente aumentate e sebbene la stampa ne condanni ogni manifestazione ci tiene spesso a precisare che il pericolo di queste azioni risiedono nel fatto che esse costringono lo stato ad un grande sforzo di controllo che lascia i socialisti incustoditi e liberi di agire. Il Corriere della Sera, per esempio, che condanna la violenza in senso assoluto ma la giustifica come strumento per pacificare l Italia e per dare ad esso un governo forte in grado di preservarla dall azione socialista. Il giornale si prepara a sostenere ancora più vivamente il partito di Mussolini, che proprio in quei mesi del 22 acquista anche presso l opinione pubblica un grande credito. La vecchia classe liberale si è ormai convinta della giustezza di un governo capeggiato da Mussolini e ne chiede a gran voce la realizzazione. Tutti coloro che sostengono una tale azione agiscono nella convinzione che una volta legalizzato il partito fascista non ci sarà più motivo di usare metodi violenti e invece applicherà la sua forza e la sua energia nella amministrazione dello Stato. Mussolini, mentre si da da fare per propagandare la potenza della forza fascista, rassicura la monarchia e la borghesia: i fascisti si dichiarano tendenzialmente repubblicani, sostenne, perché vedono nel re un monarca non sufficientemente monarca. Quanto alla borghesia, è nel suo interesse che le masse siano inquiete e lavorino. Mussolini non confida molto nelle possibilità dell apparato militare del partito fascista ma da giornalista amante degli effetti, non rinuncia alla propaganda al mezzo stampa: continua a far ventilare dai fedeli l idea di una marcia su Roma, ispirata a D Annunzio. La cosiddetta marcia su Roma non avrà mai luogo, se Mussolini non è sicuro di andare al Governo. È più che altro una rappresentazione, favorita dalla complicità e dalla debolezza dello stato italiano e dall inquietudine della borghesia. Durante la cosiddetta Marcia su Roma, Mussolini non marcia. Egli si decise a partire per Roma il 29 sera, solo dopo aver avuto la richiesta ufficiale di comporre il Governo da parte del re. Il 30 ottobre il presidente dell associazione stampa italiana aveva scritto a Mussolini: [ ] Al saluto consentite che io aggiunga un augurio: che l uomo il quale ha data più di un ventennio della sua opera alle aspre battaglie del giornalismo, serbi intatta la fede nella libertà della stampa: preferisca i pericoli che certo non mancano delle libertà a quelle ben più gravi della sua istruzione o limitazione. La risposta di Mussolini non si fa attendere: Intendo salvaguardare la libertà di stampa purché la stampa sia degna della libertà. La libertà non è soltanto un diritto, è anche un dovere. Evidentemente una parte della stampa si dimostra subito indegna, perché Mussolini comincia a colpirla dalla marcia su Roma. La stampa che appare subito degna, è quella che si adegua alla retorica, all enfasi, alla megalomania dell ex-direttore del Popolo d Italia, salito a dirigere il popolo d Italia. A partire dal 1922 Gentile comincia a mostrare interesse nei confronti del fascismo: con l'insediamento del regime viene nominato Ministro della Pubblica Istruzione. Con Gentile giunge per la prima volta a capo del ministero dell istruzione (31 ottobre luglio 1924) un uomo che oltre ad un'approfondita conoscenza del sistema scolastico italiano dovuta alla sua lunga attività didattica e amministrativa presso diversi licei ed università, può fondare le sue 5

6 critiche, sviluppate già fin dall inizio dell età giolittiana, sulla propria filosofia e sulla propria pedagogia. Gentile si è circondato di un gruppo di collaboratori, scelti fra i suoi amici e allievi, che occupano tutte le posizioni chiave del ministero. Con la prima circolare del 25 novembre 1922 ai provveditori agli studi e ai rettori dell università, Gentile sottolinea il suo fermo proposito di far uscire la scuola italiana con ogni mezzo dalla crisi, rivalutando quei principi che sono profondamente scossi nel disordine politico degli anni precedenti: rispetto della legge, ordine, disciplina, obbedienza all autorità dello stato. Si invita quindi a punire severamente ogni azione di disturbo all attività didattica. Due giorni prima il sottosegretario Dario Lupi, deputato del partito fascista, ordina ai provveditori di ricollocare il crocifisso e il ritratto del re, i due simboli sacri alla fede al sentimento nazionale, nelle scuole elementari dalle quali sono stati tolti I provvedimenti presi dal Governo Mussolini sono indirizzati ad una repressione molto dura delle organizzazioni comuniste e socialiste, ad una feroce rappresaglia contro le categorie operaie dimostratesi più combattive. Lo squadrismo imperversa. A simboleggiare tale repressione, è abolita la festa del lavoro del 1 Maggio. Quando nel febbraio 1923 Mussolini, insofferente di opposizioni, ordina di arrestare il giovanissimo Pietro Gobetti, direttore di Rivoluzione Liberale, Benedetto Croce interviene presso il capo del Governo. Dopo qualche giorno Gobetti è rilasciato e Croce se ne torna in disparte dalla politica attiva. Il Corriere della Sera ha valorizzato tra il 20 e il 21 l azione fascista, appoggiando il suo diffondersi nel paese con l idiota miraggio che si trattasse di un episodio temporaneo della lotta tra liberali e socialisti. Non per questo sono venuti meno alcuni dissensi con Mussolini ed in particolar modo con il Popolo d Italia. Nel corso del 1923 Luigi Albertini tenta un rilancio liberale, protesta, infatti, pubblicamente contro la legge del 17 luglio del 1923, sancisce di fatto la censura sulla stampa e annuncia che il suo giornale si sarebbe astenuto da qualsiasi commento: Piuttosto che dipendere dall incognito di controlli paralizzanti e sottostare all ansia e al tormento di minacce umilianti e incostituzionali. In questo modo il Corriere esce in parte dalla scena e riesce a frenare un aperta polemica con in fascisti che da mesi è diventata insostenibile e ha raggiunto livelli di forte pericolosità. Nel 1923 viene varata la Riforma della scuola che interessa tutti i gradi di scuola e prevede: 1. un ciclo preparatorio della durata di tre anni, che viene affidato a comuni ed enti privati; 2. l'estensione dell obbligo scolastico fino a quattordici anni; 3. la suddivisione della scuola superiore in scuole tecniche e in licei; 4. la riforma della scuola normale che diviene Istituto Magistrale della durata di sette anni; 5. la messa al bando dello studio della didattica, della psicologia e di ogni attività di tirocinio 6. la creazione di un liceo femminile che dovrebbe formare giovani della piccola-media borghesia desiderose di acquisire un diploma superiore (a differenza di quello maschile, questo liceo non prepara al lavoro ed alla vita ufficiale, bensì garantisce alla donna un'educazione adeguata al ruolo di moglie e di madre); 7. l insegnamento obbligatorio della religione cattolica e l introduzione dell' istruzione estetica; 8. l'istituzione di scuole speciali per handicappati; 9. l'introduzione del testo unico e di Stato L idea di Gentile è quella di formare i maestri attraverso l applicazione di un rigoroso canone culturale. Per quanto riguarda le materie di insegnamento, egli affida alla filosofia un ruolo centrale: essa permette, secondo il filosofo, una formazione generale dello spirito che prepara a tutte le facoltà universitarie. Dal punto di vista didattico, per Gentile non esiste un metodo che valga per ogni disciplina: ogni argomento è metodo a se stesso, non è cioè nozione astratta e isolata da memorizzare, ma atto di ricerca attiva e creativa. 6

7 La pedagogia di Gentile risente di un impostazione morale ed etica di fondo che mira a formare, prima che insegnanti, "persone moralmente degne di esserlo". ll fascismo, inoltre, esalta la forza e la prestanza fisica del maestro, favorendo l accesso alla professione da parte dei maschi e cercando di precluderla alle donne. Comunque, i candidati maschi che si presentano agli esami d'abilitazione per l'insegnamento sono sempre pochi. Gli insegnanti devono essere sceltissimi, fisicamente e spiritualmente dotati di una disciplina quasi militare. La subordinazione delle materie scientifiche a vantaggio di quelle umanistiche serve a formare quello spirito nazionale e quell unità del popolo italiano che, sia per l alto tasso di analfabetismo sia per la confusione politica, ancora non si è consolidato. La formazione filosofica deve restare un privilegio per i pochi destinati agli studi più alti. La Riforma, non a caso, si basa su una concezione aristocratica della cultura e dell educazione. La scuola secondaria superiore è riservata "ai migliori per intelletto e per censo". Dopo il quinto anno di scuola elementare chi vuole proseguire gli studi, sostiene un esame per entrare nella scuola media. Tutti gli altri frequentano le scuole di avviamento al lavoro, praticamente prive di sbocchi superiori. Con la soppressione della scuola tecnica i ceti popolari vengono privati di uno degli strumenti fondamentali di promozione sociale e culturale. Gentile si batte per l insegnamento della religione cattolica nella scuola elementare. Nel sistema filosofico gentiliano, infatti, la religione ha un ruolo intermedio tra l arte e la filosofia e come tale il suo insegnamento è da considerarsi propedeutico all'acquisizione di una visione complessiva, analitica e filosofica del mondo. La religione insegnata nelle scuole deve essere quella cattolica: la forma spirituale storica del popolo italiano. La Riforma Gentile permette la partecipazione alla vita scolastica dei bambini sordi e muti, consentendo anche a loro di ottenere una certa cultura Nel panorama della stampa che si pone contro il fascismo, o per lo meno che assume un' atteggiamento critico, la novità più importante è la nascita de L'Unità. Il quotidiano del partito comunista esce a Milano il 12 febbraio Meno di 4 mesi dopo, l'uccisione del leader socialista, Giacomo Matteotti, assassinato dai fascisti apre un panorama nuovissimo. Tutti coloro che sperano in una normalizzazione del fascismo, che credono che ogni pratica violenta presto finirà con la conquista piena del potere, sono costretti a prendere atto che la tanto sperata aggregazione tra la nuova classe dirigente fascista e la vecchia classe liberale è pura utopia. La stessa cosa accade nelle redazioni dei quotidiani: l'assassinio di Matteotti delinea una situazione molto chiara che non ha più niente a che vedere con l'atmosfera di attesa e sospensione che ha caratterizzato il periodo precedente. I giornali liberali ma anche la maggior parte delle altre testate reagisce al delitto chiedendo le dimissioni di Mussolini e del governo. L'opinione pubblica partecipa intensamente. Lo dimostra il notevole incremento delle vendite dei quotidiani. Il "Corriere della sera" supera le copie quando la vendita normale è di Il duce non si lascia certo intimorire da questa levata e giudica che sia venuto il momento di rendere attivo il decreto legge del luglio '23, reso oltretutto più severo di quanto non fosse nella sua prima versione attraverso l'estensione del potere ai prefetti: viene, infatti, data loro la facoltà di sequestrare i giornali senza prima diffidarli. Comincia da allora una battaglia caratterizzata dalla forte protesta dei giornali e dalla simbolica, ma poco efficace, Secessione dell'aventino. I partiti politici che partecipano a questa astensione dai lavori parlamentari ne fanno una questione morale che si affida ad un tanto sperato quanto improbabile intervento riparatore della corona. Quest'ultimo assunto è però assolutamente sbagliato 7

8 e provoca l'ira di Mussolini che si sente sollecitato nelle sue mire dittatoriali proprio da questa insignificante forma di protesta scelta dai partiti all'opposizione. La rottura di ogni indugio che decreta la fine di questo stato di attesa, è anticipato da un provvedimento del 31 dicembre '24 con il quale viene ordinato il sequestro dei giornali d'opposizione e viene completato con il discorso del 3 gennaio Profondamente turbato dal delitto Matteotti, il 14 giugno del 1924 Gentile rassegna le sue dimissioni da ministro della Pubblica Istruzione, ratificate il 1 luglio. Bibliografia R. Bertacchini, Le Riviste del Novecento, Firenze, O. Del Buono, Eia, Eia, Eia, alala!, Milano, B. Mussolini, La dottrina del fascismo, Napoli, D.M. Smith, Storia di Cento anni di vita italiana visti attraverso il Corriere della sera, Milano, G.D. Rosa, Storia contemporanea, Bologna, Sitografia I. Tremolanda, Il Corriere della Sera: megafono del fascismo in g.htm 8

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