Disabilità intellettive
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- Alessio Monti
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1 Disabilità intellettive
2 Abilità culturali Abilità sociali Approccio bio-psico-sociale Rapporto persona - contesti di vita Insorgenza prima dei 18 anno Compromissione abilità intellettiva Deficit del funzionamento adattivo Modello multidimensionale disabilità basate su Alterazioni permanenti dello sviluppo sono DISABILITA INTELLETTIVE
3 Eziologia Genetica Prenatale Perinatale Postnatale Fattori Psicosociali ereditaria malattie o infezioni traumi al momento del parto malattie o traumi incuria o abbandono non ereditaria comportamenti a rischio preamturità o postmaturità encefaliti assenza di stimoli analfabetismo dei genitori
4 DISABILITA INTELLETTIVA DSM V CLUSTER DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO A. Età di insorgenza prima dei 18 anni
5 DISABILITA INTELLETTIVA DSM V CLUSTER DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO B. Deficit delle funzioni intellettive: ragionamento, problem solving, pianificazione, pensiero astratto, capacità di giudizio, apprendimento scolastico e apprendimento dall esperienza, comprensione pratica (comprensione verbale, memoria di lavoro, ragionamento percettivo, ragionamento quantitativo).
6 DISABILITA INTELLETTIVA DSM V CLUSTER DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO C. Deficit del funzionamento adattivo che porta al mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socioculturali di autonomia e responsabilità sociale. Senza un supporto costante, i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita quotidiana, come la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita autonoma attraverso molteplici ambienti quali casa, scuola, ambiente, lavorativo e comunità. Il funzionamento adattivo comporta un ragionamento adattivo in tre ambiti: Concettuale, Sociale, Pratico.
7 Ambito concettuale (didattico) comporta competenza nella memoria, nel linguaggio, nella lettura, nella scrittura, nel ragionamento matematico, nell acquisizione della conoscenza pratica, nel problem solving e nella capacità di giudizio in situazioni nuove
8 Ambito sociale comporta la consapevolezza dei pensieri, sentimenti e delle esperienze degli altri, l empatia, l abilità di comunicazione interpersonale, la capacità nei rapporti di amicizia, il giudizio sociale.
9 Ambito pratico: comporta l apprendimento e l autocontrollo nei vari aspetti della vita, compresi la cura di sé, le responsabilità lavorative la gestione del denaro, lo svago, l autocontrollo del comportamento e l organizzazione dei compiti scolastici e lavorativi
10 La capacità intellettiva, l educazione, la motivazione, la socializzazione, le caratteristiche di personalità, l opportunità professionale, l esperienza culturale e le condizione mediche generali o i disturbi mentali coesistenti influenzano il funzionamento adattivo.
11 SPECIFICATORI LIEVE 317- Cod ICD10 F70 ( QI ) MODERATO Cod ICD10 F71 (QI ) GRAVE Cod ICD10 F72 ( QI ) ESTREMA Cod ICD10 F 73 ( QI < 35-40)
12 SPECIFICATORI QI nella norma > 85 tra si ha un QI borderline corrispondente ad un funzionamento cognitivo limite (BES) I soggetti con QI border hanno una capacità intellettiva quasi normale ostacolata da fattori sociali o affettivi che portano ad una sintomatologia apparentemente difettata, che deve essere differenziata dalla disabilità intellettiva.
13 Nella disabilità intellettiva il funzionamento adattivo è suscettibile di maggiori possibilità di miglioramento rispetto al funzionamento intellettivo.
14 L adolescenza e la disabilità intellettiva Per il soggetto con disabilità intellettiva, soprattutto di grado lieve o moderato, l adolescenza può essere una fase di sviluppo individuale difficile
15 L adolescenza e la disabilità intellettiva La vulnerabilità psichica richiede una sorveglianza dell evoluzione dell aspetto psicologico: la credulità e la mancanza di consapevolezza dei rischi porta ad essere influenzati, se non peggio ad essere sfruttati e a possibile vittimizzazione, rischio di abusi la comorbidità tra disabilità intellettiva e disturbi mentali richiede uno screening dell ideazione suicidaria. A causa della mancanza di consapevolezza del rischio e del pericolo, il tasso degli infortuni accidentali può essere aumentato.
16 AAMR (2002) modello teorico multidimensionale alcuni presupposti: Assunto : in una stessa persona le limitazioni spesso coesistono con i punti di forza Assunto : nella descrizione delle limitazioni è necessario sviluppare un profilo di sostegni necessari Assunto : con un adeguato sistema individualizzato di sostegni, forniti per un certo periodo di tempo il funzionamento della persona con disabilità intellettiva tende a migliorare
17 I potenziali di sviluppo nella disabilità intellettiva sono minori, quindi l apprendimento spontaneo tende ad essere ridotto, necessitano allora di occasioni di apprendimento specifiche e mirate per aumentare i potenziali di sviluppo
18 L intervento educativo (potenziali di apprendimento) non può prescindere da comprensione della fase di sviluppo in cui si trova il soggetto conoscenza delle fasi di sviluppo tipico (norma) con i suoi indicatori di sviluppo conoscenza delle fasi di sviluppo atipico della disabilità
19 Nella scuola media e superiore la discrepanza tra le prestazioni del bambino e i suoi coetanei è sempre più ampia: corretta analisi dello specificatore di disabilità e individuazione dell età mentale per avere interventi individualizzati utili e funzionali
20 Quando l età mentale è bassa (7-8 anni o inferiore) sono possibili due tentazioni: ritenere che almeno per la scuola secondaria sarebbero più adatte le scuole speciali portare spesso fuori la classe l allievo con disabilità intellettiva
21 Numerosi studi dimostrano che i soggetti inseriti nelle scuole inclusive hanno migliori prestazioni scolastiche, livelli superiori nello sviluppo sociale, l accettazione sociale è migliore, i compagni di classe non imparano meno
22 Per classi inclusive si intende: atteggiamento accogliente, presenza di insegnanti di sostegno, insegnamento flessibile mirato alla personalizzazione, didattiche flessibili, ritenere che l istruzione degli allievi con disabilità sia normale responsabilità di un insegnante
23 Nei casi di disabilità grave che ancora (nella scuola secondaria) non hanno acquisito la lettoscrittura la tendenza dell insegnante potrebbe essere quella di insegnare tale abilità La pratica dimostra che salvo rare eccezioni, tale obiettivo viene spesso non raggiunto a causa di: basi cognitive troppo basse demotivazione profonda dovuta a ripetuti fallimenti necessario sempre il confronto con gli operatori socio-sanitari
24 Programmazione differenziata nella disabilità intellettiva grave consolidamento con progressi a piccoli passi delle capacità cognitive e delle abilità scolastiche acquisiste collegamento con il mondo esterno attuato attraverso gli interessi dell allievo potenziamento delle abilità sociali e comunicative valorizzazione dell autodeterminazione promozione di una corretta ed emotivamente positiva concettualizzazione di sé (capacità, interessi, desideri, progetti)
25 Il piano educativo e l intervento scolastico nella disabilità Allestimento dello spazio (dipende dal grado di disabilità, ausili se necessari, spazio di lavoro può essere arredato utilizzando materiali prodotti dal ragazzo chiedendo a lui cosa preferisce e come lo desidera) Sviluppo della capacità di scelta (qualunque occasione educativa può avere come obiettivo quello di migliorare la capacità di scegliere ed esprimere le proprie esigenze e i propri desideri) Strutturazione del tempo (prediligere attività a breve termine perché la lentezza esecutiva e la labilità attentiva sono connaturate alla disabilità, partire da attività di brevissima durata restituisce al soggetto l idea dell attività conclusa e aumenta il senso di autoefficacia)
26 Sviluppo della motivazione (spesso il soggetto con disabilità è demotivato rispetto ai compiti cognitivi e l insegnante ritiene di lavorare proprio su tale area perché è quella deficitaria e vi vuole apportare dei miglioramenti;
27 In realtà per migliorare le capacità di ragionamento, di logica, di astrazione,di generalizzazione occorre partire da attività attraenti, spesso diverse da quelle scolastiche come laboratori di cucina, di costruzione, di lavorazione del legno, in quanto attraverso ciò è possibile acquisire praticamente concetti di sequenzialità, inclusione, classificazione, risoluzione di situazioni problematiche.
28 Si pone poi il problema della generalizzazione dell apprendimento, frequente problema della disabilità, le mappe concettuali possono costituirsi come valido aiuto) definizione dei contenuti da insegnare (valutazione rispetto alle abilità cognitive del soggetto, tenere presente il punto di arrivo a cui si può condurre il soggetto, scuola come palestra per affrontare i compiti della vita necessari a raggiungere gli obiettivi prefissati)
29 Adattamento degli obiettivi curriculari e dei materiali di studio Per rendere possibile e significativo l apprendimento e la partecipazione per un alunno disabile dobbiamo adattare gli obiettivi. esistono 5 diversi livelli di adattamento successivi: 1 livello: sostituzione 2 livello: facilitazione 3 livello: semplificazione 4 livello : scomposizione dei nuclei fondanti 5 livello: partecipazione alla cultura del
30 1 livello: sostituzione Per rimuovere una difficoltà nel processo si sostituisce alcuni dei componenti dell input o dell azione : es versione audio di un testo (imput), op. verifica a scelta multipla anziché elaborato scritto (output)
31 2 livello : facilitazione es. sono la facilitazione agendo sul contesto di apprendimento come far svolgere un compiti con i compagni, proporre l attività in un contesto reale (geometria nel giardino), facilitare attraverso gli strumenti come software informatici per le diverse abilità di base, facilitare i contenuti attraverso informazioni utili per svolgere il compito (mappe, organizzatori anticipati,.)
32 3 livello: semplificazione per semplificare l obiettivo bisogna agire su una o più delle sue componenti di azione come comprensione, rielaborazione e output di risposta es. semplificare il lessico di consegna del compito,es. ridurre la complessità concettuale, es. introdurre modalità di lavoro più semplici come la calcolatrice, es. accettare un grado di errore maggiore
33 4 livello: scomposizione dei nuclei fondanti della disciplina è necessario individuare all interno del percorso curriculare gli aspetti essenziali che possono essere più agevolmente tradotti in obiettivi significativi e accessibili per lo studente con disabilità intellettiva ( es. lavorare in storia sui nessi causa -effetto e sulle interazioni tra più cause che determinano un particolare evento, facendo riferimento alla storia personale ). in questo modo lo studente viene liberato dai vincoli relativi alla comprensione e memorizzazione di un gran numero di informazioni disciplinari, ma resta comunque collegato a quelli che sono i nuclei fondanti della disciplina stessa
34 5 : partecipazione alla cultura del compito L adattamento per i casi più gravi è talvolta quella di partecipare, anche se in veste di spettatore a momenti di lavoro di classe che in qualche maniera esaltano la cultura del compito, rivestono una notevole importanza ai fini dell inclusione e permettono un avvicinamento concreto al clima della classe, agli aspetti emotivi e affettivi, alla socializzazione dei risultati
35 Nel lavoro con la disabilità intellettiva risultano utili procedure: rinforzamento analisi del compito modellaggio apprendimento senza errori
36 1.rinforzatori Rinforzamento primari ( concreti) rinforzatori secondari ( appresi nel corso rinforzatore: della vita). conseguenza positiva di una Tanto risposta più che il ritardo ha come è lieve effetto tanto quello più è di necessario lavorare con rinforzatori rendere la risposta sempre più probabile alti attenuazione in futuro della concretezza del rinforzamento ( es. TOKEN ECONOMY) 2. Programmi di rinforzamento: frequenza con la quale un rinforzatore viene erogato. programma continuo vs programma intermittente. tanto più il ritardo è lieve tanto più è necessario lavorare con programmi intermittenti che favoriscono la generalizzazione dell apprendimento. 3. Rinforzatori estrinseci vs intrinseci: lo scopo del lavoro educativo è quello di spostare i rinforzato da estrinseci ad intrinseci al fine di produrre motivazioni più profonde. 4. Rinforzatori positivi e negativi: positivi quando la conseguenza positiva è determinata dall aggiunta di un elemento positivo,
37 Analisi del compito: quando un compito è troppo complesso per essere insegnato tutto in una volta può essere analizzato e scomposto nelle sue parti semplici può essere applicato alla didattica così come alle autonomie importanti nelle disabilità più gravi
38 Modellaggio: rinforzare quei comportamenti che più si avvicinano all obiettivo anche se ne sono ancora distanti effetto secondario: migliorare la relazione bambino-insegnante perché non più caratterizzata da aspettative irrealistiche ma da obiettivi raggiungibili
39 Apprendimento senza errori: tecnica che consiste nell inserire nella situazione didattica uno stimolo con funzione di aiuto. Tale stimolo in un primo tempo può aiutare a non sbagliare, poi gradualmente quando il soggetto comincia a padroneggiare la nuova abilità lo stimolo viene eliminato in modo molto graduale
40 BIBLIOGRAFIA DSM V F. Celi 2002 Psicopatologia dello sviluppo. Storie di bambini Mc Graw- Hill Le guide Erikson. Disabilità intellettiva a scuola Strategie efficaci per gli insegnanti. Erikson 2014 D. Viola La disabilità intellettiva. Aspetti clinici, riabilitativi e sociali.ferrari Sinibaldi 2015
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