4. Disturbo Specifico di Apprendimento

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1 4. Disturbo Specifico di Apprendimento

2 Disturbo Specifico di Apprendimento Testi di riferimento: Cornoldi C. (a cura di), Difficoltà e disturbi dell'apprendimento, Ed. Il Mulino, Collana "Strumenti", Bologna, Cornoldi C., Zaccaria, S., In classe ho un bambino che L insegnante di fronte ai Disturbi Specifici dell apprendimento a scuola, Ed. Giunti, Collana "Giunti Universale Scuola", Firenze, Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference, 2007 (

3 Definizione e caratteristiche generali (NJCLD, 1988) Disturbi specifici di apprendimento (learning disabilities) costituiscono un termine di carattere generale che si riferisce ad un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficolta nell acquisizione e uso di abilita di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento, o matematica. Questi disordini sono intrinseci all individuo, presumibilmente legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e possono essere presenti lungo l intero arco di vita. Possono coesistere con i DSA problemi nei comportamenti di autoregolazione, nella percezione sociale e nell'interazione sociale, ma non costituiscono di per sé un DSA. I DSA possono verificarsi in concomitanza con altri fattori di handicap o con influenze estrinseche (culturali, d'istruzione, ecc.), ma non sono il risultato di quelle condizioni o influenze.

4 Definizione e caratteristiche generali -2 (NJCLD, 1988) Tale disturbo è riferito ad uno specifico dominio di abilità in modo significativo, ma circoscritto, mentre rimane intatto il funzionamento intellettivo generale. In sintesi, secondo tale definizione, il DSA viene a raccogliere una gamma diversificata di problematiche nello sviluppo cognitivo e nell'apprendimento scolastico, non imputabili primariamente a fattori di handicap mentale grave e definibili in base al mancato raggiungimento di criteri attesi di apprendimento (per i quali esista un largo consenso) rispetto alle potenzialità generali del soggetto (Cornoldi, 1999, 2007). Va distinto dalla più generica espressione difficoltà di apprendimento che include più sommariamente tipologie molto diverse di difficoltà che si possono manifestare nell'ambito scolastico.

5 Dalle Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference (2007) Con il termine Disturbi evolutivi Specifici di Apprendimento ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche, e in particolare a: DISLESSIA DISORTOGRAFIA DISGRAFIA DISCALCULIA. Il principale criterio necessario per stabilire la diagnosi di DSA è quello della discrepanza tra abilità nel dominio specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l età e/o la classe frequentata) e l intelligenza generale (adeguata per l età cronologica).

6 Dalle Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference (2007) Implicazioni sul piano diagnostico: 1) necessità di usare test standardizzati, sia per misurare l intelligenza generale, che l abilità specifica; 2) necessità di escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero influenzare i risultati di questi test, come: A. Menomazioni sensoriali e neurologiche gravi, disturbi significativi della sfera emotiva. B. Situazioni ambientali di svantaggio socio-culturale che possono interferire con un adeguata istruzione. Attenzione a FALSI POSITIVI e FALSI NEGATIVI

7 Dalle Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference (2007) Come concettualizzare la «discrepanza»: 1. Significativa compromissione dell abilità specifica (< -2 ds dai valori normativi attesi per l età o la classe frequentata (qualora non coincida con l età del bambino); 2. Livello intellettivo nei limiti di norma (QI non < -1ds ai valori medi attesi per l età equivalente a 85). 3. Sono inoltre da considerare: A) Il carattere evolutivo di questi disturbi; B) La diversa espressione del disturbo nelle diverse fasi evolutive; C) La quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbilità); D) I fattori biologici in interazione con i fattori ambientali nella determinazione della comparsa del disturbo; E) L impatto significativo e negativo per l adattamento scolastico e/o per le attività della vita quotidiana.

8 Disturbo specifico di lettura (dislessia evolutiva) DEFINIZIONE Difficoltà nella lettura (decodifica) non dovute all azione di altri fattori (handicap, cattiva istruzione, ecc.) Il deficit si riferisce alla lettura strumentale, ossia a quelle abilità di base che consentono di riconoscere le parole contenute in un testo. Si manifesta come difficoltà a carico dell automatizzazione (velocità) e della correttezza nella lettura.

9 Disturbo specifico di lettura (dislessia evolutiva) CRITERI DI VALUTAZIONE 1. Prove standardizzate di lettura a più livelli: lettere, parole, non-parole, brano; 2. Valutare congiuntamente i due parametri di rapidità/ accuratezza nella performance; 3. Stabilire una distanza significativa dai valori medi attesi per la classe frequentata dal bambino in uno o nell altro dei due parametri menzionati [convenzionalmente fissata a -2 ds dalla media per la velocità e al di sotto del 5 percentile per l accuratezza].

10 Disturbo specifico del calcolo (dislessia evolutiva) L AIUTO A SCUOLA 1. Aumentare le attività aspecifiche: creare occasioni di confronto del bambino con i testi attraverso materiali di vario tipo (es. Giochi, esercizi di enigmistica, ecc.) 2. Non sottovalutare l importanza della motivazione: l insegnante deve fare in modo che il bambino non viva come un peso il proprio disturbo. Privilegiare brani brevi, attività di visualizzazione, ascolto di lezioni, senza ridurre il suo impegno ma diversificandone le modalità.

11 DEFINIZIONE - 1 Disturbo specifico di scrittura (disortografia e disgrafia) Suddivisione in due componenti: una di natura linguistica (deficit nei processi di cifratura) e una di natura motoria (deficit nei processi di realizzazione grafica). Il bambino disortografico commette un numero di errori nella scrittura di parole, periodi e frasi maggiore di quello atteso per la sua età. Presenta difficoltà a riconoscere e distinguere i suoni o a utilizzare il codice di simboli che connette il suono all elemento grafico corrispondente. Errori più ricorrenti: omissioni di lettere, sostituzioni, inversioni, assenza di doppie e accenti.

12 DEFINIZIONE - 2 Disturbo specifico di scrittura (disortografia e disgrafia) Per disgrafia si intende una difficoltà specifica a carico dell aspetto grafico e motorio della scrittura, che risulta disordinata illeggibile o caratterizzata da troppa lentezza. Non riguarda le regole ortografiche e sintattiche che pure possono essere coinvolte per effetto dell impossibilità di rilettura e autocorrezione. Si caratterizza per la scarsa scorrevolezza della mano, per l impugnatura scorretta e per l inappropriata pressione sul foglio (troppo forte o troppo leggera). Altri elementi sono: Ridotta capacità di utilizzo dello spazio, dimensioni e forme delle lettere non regolari.

13 Disturbo specifico di scrittura (disortografia e disgrafia) CRITERI DI VALUTAZIONE Anche nel caso della scrittura, è necessario somministrare prove standardizzate; Per la disortografia è condiviso il parametro di valutazione della correttezza, costituito dal numero di errori e dalla relativa distribuzione percentilare (al di sotto del 5 centile); Per la disgrafia, i principali parametri di valutazione riguardano la fluenza (- 2 dev. stand) e l analisi qualitativa delle caratteristiche del segno grafico.

14 Disturbo specifico del calcolo (disortografia e disgrafia) L AIUTO A SCUOLA 1. Non tutte le difficoltà di scrittura possono essere affrontate a scuola; per l aspetto motorio deve intervenire un professionista che dovrebbe operare sul funzionamento motorio generale del bambino. 2. Alcune procedure efficaci: analisi degli errori prevalenti, spiegazione della procedura di conversione dei suoni in lettere, lavoro sugli errori, riscontro immediato sulla correttezza della scrittura. 3. Uso del computer: software di scrittura con sintesi vocale

15 Disturbo specifico del calcolo (discalculia) DEFINIZIONE Si distinguono profili connotati da difficoltà diverse: Nella strutturazione cognitiva delle componenti di cognizione numerica (cioè intelligenza numerica basale: subitizing, meccanismi di quantificazione, comparazione, seriazione, strategie di calcolo a mente) Nelle procedure esecutive (lettura, scrittura e messa in colonna dei numeri) Nel calcolo (recupero dei fatti numerici e algoritmi del calcolo scritto). Vi è anche un generale accordo sull escludere dalla diagnosi le difficoltà di soluzione dei problemi matematici.

16 Disturbo specifico del calcolo (discalculia) CRITERI DI VALUTAZIONE Somministrare prove standardizzate che forniscano parametri per valutare la correttezza e la rapidità, applicando il criterio di 2ds dai valori medi attesi per l età e/o classe frequentata nelle prove specifiche. Per la valutazione delle competenze di cognizione numerica si raccomanda di tenere conto soprattutto del parametro rapidità. Si raccomanda l individuazione precoce di soggetti a rischio, possibile già in età prescolare

17 Disturbo specifico del calcolo (discalculia) L AIUTO A SCUOLA 1. Ridurre l automatismo degli errori: non far ripetere gli esercizi dove si è verificato l errore, non evidenziare l errore graficamente, indicare l esercizio dove è presente l errore e lasciare che sia il bambino a trovarlo e correggerlo. 2. Affrontare le difficoltà di memoria: in molti casi i bambini si concentrano di più sui risultati parziali perdendo di vista l obiettivo del compito. In questo caso è utile far utilizzare supporti (fogli, oggetti per contare) nello svolgimento di un compito di calcolo. 3. Sollecitare il calcolo approssimativo: l abilità di cogliere l incongruenza tra il calcolo stimato e quello ottenuto consente di controllare la propria prestazione. 4. Promuovere la rappresentazione grafica: può agevolare la comprensione di concetti astratti come le frazioni o le percentuali.

18 Le principali fonti di informazione diagnostica utilizzate sono le seguenti: - Colloquio coi genitori e anamnesi - Rapporto con la scuola e raccolta di materiale relativo all apprendimento del bambino - Prove standardizzate di apprendimento - Prove di approfondimento degli apprendimenti - Colloquio col bambino - Scale di osservazione - Questionari e test relativi alle sfere emotivomotivazionale e della personalita - Test di intelligenza - Test cognitivi e neuropsicologici - Esame neurologico.

19 Indicazioni generali per gli insegnanti di fronte alle difficoltà di apprendimento - 1 Essere in empatia con il bambino in difficoltà Essere curiosi e informati Reperire le fonti appropriate Abbandonare gli stereotipi e i preconcetti Osservare (o chiedere di farlo a qualcuno per lui) Saper valutare (con strumenti affidabili) Credere nella modificabilità della mente Mantenere un atteggiamento sensibile ed equilibrato (non trascurare e non strafare)

20 Indicazioni generali per gli insegnanti di fronte alle difficoltà di apprendimento - 2 Capire quando è opportuno rivolgersi all esperto e saperlo individuare Mantenere il contatto con l esperto Mantenere i contatti con la famiglia in modo appropriato e continuativo Distinguere i problemi primari di apprendimento dal disagio emotivo-motivazionale Capire le potenzialità dell alunno Essere creativi e flessibili nell insegnamento

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