Classificazione degli studi epidemiologici
|
|
|
- Armando Giuseppe
- 7 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Classificazione degli studi epidemiologici STUDI DESCRITTIVI -DI CORRELAZIONE O ECOLOGICI -CASE REPORT/SERIES -TRASVERSALI STUDI OSSERVAZIONALI - A COORTE - CASO-CONTROLLO -SPERIM. CLINICHE STUDI SPERIMENTALI -SPERIM. SUL CAMPO -SPERIM. DI COMUNITA
2 Cosa sono gli studi di coorte? Si tratta di particolari tipi di studi che prevedono l osservazione di un gruppo di soggetti per un determinato periodo di tempo al fine di indagare il rapporto causa-effetto tra un fattore ed una patologia.
3 Cos è una coorte? E un gruppo di persone che presentano una o più caratteristiche comuni (es. lavorare nella stessa fabbrica). All interno della coorte si possono distinguere soggetti esposti ad un fattore di rischio e soggetti non esposti al fattore di rischio in esame.
4 Come funzionano? Un gruppo di individui esposti ad un fattore di rischio (es. sostanza tossica) ed un gruppo di individui non esposti allo stesso fattore di rischio (impiegati in amministrazione) vengono seguiti nel tempo per valutare l incidenza di una malattia.
5 Come funzionano? (2) Se i due gruppi (esposti e nonesposti) sono identici e differiscono solo per la presenza/assenza dell esposizione al fattore di rischio, una volta appurato che l incidenza della malattia è maggiore negli esposti, sarà lecito pensare che è proprio il fattore di rischio sotto studio a causare la malattia.
6 Scelta del gruppo di controllo In uno studio di coorte il gruppo di controllo è rappresentato dai non-esposti al fattore di rischio sotto studio. Questo gruppo deve essere il più simile possibile al gruppo degli esposti in tutte le caratteristiche. L unica cosa che deve differire tra i due gruppi è l esposizione al fattore di rischio.
7 Rappresentazione di uno studio di coorte t 1 t 2 esposti esposti malati sani non esposti non esposti malati sani
8 P O P O L A Z I O N E Studi di coorte Persone senza malattia Esposte (fumatori) Non esposte (non fumatori) Malattia (Enfisema polmonare) Senza malattia (NO Enfisema polmonare) Malattia (Enfisema polmonare) Senza malattia (NO Enfisema polmonare) Incidenza negli esposti RR Incidenza Incidenza nei non non esposti
9 Bias comuni Perdite al follow-up. Cambiamento nel tempo dello stato di esposizione al fattore di rischio. Cambiamento nel tempo dei criteri diagnostici che permettono la classificazione sia dell esposizione che della malattia. L accertamento della malattia può essere influenzato dalla conoscenza dello stato di esposizione.
10 Vantaggi e limiti degli studi di coorte Vantaggi Misura diretta dell incidenza Possibilità di valutare esiti multipli Possibilità di studiare fattori di rischio rari Limiti Costo elevato Lunga durata Non adatti allo studio di malattie rare
11 Studi di coorte prospettici e retrospettivi malattia retrospettivi Asse del tempo studio malattia prospettici
12 Studi di coorte prospettici malattia retrospettivi Asse del tempo studio malattia prospettici
13 Studio di coorte prospettico Un importante studio di coorte prospettico fu progettato in Gran Bretagna nel 1951 da Doll per valutare il ruolo del fumo di tabacco nell eziologia di diverse patologie croniche tra cui il tumore del polmone e le malattie cardiovascolari.
14 Studio di coorte prospettico (2) Nel 1951 fu selezionata una coorte di medici inglesi a cui furono somministrati dei questionari per valutare l abitudine al fumo. Questo permise di suddividere nella corte, gli esposti dai non esposti al fumo di sigaretta.
15 Studio di coorte prospettico (3) La coorte fu seguita negli anni successivi ed i dati di mortalità furono raccolti attraverso schede a livello centrale.
16 Studio di coorte prospettico (4) Questo studio dimostrò che il fumo rappresenta un fattore di rischio sia per le malattie cardiocircolatorie che per il tumore polmonare. RR (tumore polmonare)=14 RR (Mal. Cardiocircolatorie)=1,6
17 Studi di coorte retrospettivi malattia retrospettivi Asse del tempo studio malattia prospettici
18 Studio di coorte retrospettivo Un famoso studio di coorte retrospettivo fu condotto nel 1965 da un ricercatore, Enterline, che voleva indagare se l esposizione all asbesto era la causa di morte per carcinoma polmonare.
19 Studio di coorte retrospettivo (2) Attraverso i registri delle entrate fiscali Enterline identificò un gruppo di lavoratori di asbesto nel periodo Dopo di che ricercò attraverso il Social Security Administration chi tra quei lavoratori era morto per carcinoma polmonare tra il 1948 ed il 1963.
20 Studio di coorte retrospettivo (3) Il passo successivo fu quello di cercare un gruppo di individui non esposti all asbesto che avesse caratteristiche simili al gruppo degli esposti. Lo trovò selezionando un gruppo di lavoratori tessili.
21 Studio di coorte retrospettivo (4) Il risultato di questo studio portò Enterline a dimostrare che la mortalità per carcinoma polmonare era più alta tra i lavoratori di asbesto (esposti) rispetto ai lavoratori tessili (non-esposti). RR>1
22 Quale tipo usare? Studi retrospettivi Veloci Economici Adatti per lo studio di malattie con lunghi periodi di latenza Dipendenti dalla disponibilità di dati di routine Assenza di informazioni su possibili fattori di confondimento Studi prospettici Lunghi Costosi Inadatti allo studio di malattie con lunghi periodi di latenza Precisi perché è possibile raccogliere esattamente i dati necessari per l investigazione
23 Studi caso-controllo Valutazione dell esposizione a uno o più fattori di rischio in due gruppi: quelli malati (i casi) e quelli non malati (i controlli). La misura è l Odds ratio (OR) NON SI CALCOLA NE L INCIDENZA NE LA PREVALENZA
24 Lo studio caso-controllo malati sani
25 CHI SONO I CASI? Sono persone CON LA MALATTIA che voglio studiare. Possono essere: CASI INCIDENTI (meglio perché tutti i casi, più o meno gravi, hanno la stessa probabilità di essere inseriti nello studio) CASI PREVALENTI (generalmente vengono inseriti nello studio i casi meno gravi solo perché, sopravvivendo di più, hanno più probabilità di essere inclusi nello studio.
26 CHI SONO I CONTROLLI? Sono persone del tutto simili ai casi, ma SENZA la malattia dei casi o una malattia ad essa correlata. Possono essere: CONTROLLI DI POPOLAZIONE (familiari, amici, vicini di casa, ecc.) CONTROLLI OSPEDALIERI (rep. Ortopedia) Possono essere in numero uguale ai casi o in numero doppio o triplo.
27 Lo studio casocontrollo malati malati esposti non esposti sani sani esposti non esposti
28 Direzionalità degli studi osservazionali Exp COORTE Mal Exp CASO-CONTROLLO CONTROLLO Mal
29 DIFFERENZE TRA STUDI CASO-CONTROLLO E A COORTE STUDIO CASO CONTROLLO: 1 malattia cancro polm molti fattori di rischio fumo esposizione occupazionale inquinamento atmosferico STUDIO A COORTE: 1 fattore di rischio fumo molte malattie cancro polmonare cancro della laringe infarto cardiaco
30 Vantaggi e limiti degli studi caso-controllo Vantaggi 1) costo 2) possibilità di valutare fattori di rischio multipli per un unica patologia 3) possibilità di studiare patologie rare Limiti 1) maggiore intervento di bias o distorsioni, soprattutto recall bias cioè difficoltà a ricordare eventi lontani, questo porta ad una imprecisa classificazione dell esposizione. 2) inadeguatezza allo studio di fattori di rischio rari
31 DIFFERENZE CONCETTUALI STUDIO DI COORTE Vediamo se (e quanto) l incidenza di malattia negli esposti è maggiore rispetto alla popolazione non esposta. STUDIO CASO-CONTROLLO Vediamo se (e quanto) la probabilità di trovare soggetti esposti è maggiore fra i malati rispetto alla popolazione sana.
32 DOMANDA ma come facciamo a misurare l associazione in uno studio caso-controllo, se non è possibile valutare l incidenza della malattia? (i casi sono selezionati in partenza!)
33 STUDIO CASO-CONTROLLO 1 Negli studi caso-controllo, quello che si deve verificare (in termini probabilistici e quindi di valutazione del rischio) non è il rischio di malattia (cioè l incidenza) bensì il rischio di esposizione (cioè la probabilità di esposizione).
34 STUDIO CASO-CONTROLLO 2 Mentre negli studi di coorte si mettevano a confronto le probabilità di malattia (le incidenze), negli studi caso-controllo si mettono a confronto le probabilità di esposizione, misurate in termini di odds anziché di rischio. Si confronterà la probabilità di esposizione fra i casi rispetto alla probabilità di esposizione fra i controlli.
35 Lo studio caso-controllo casi = malati M+ M- E+ 3 1 a b esposti non esposti controlli = sani E- 2 4 c d Odds Ratio= odds M+ odds M- = 3/2 1/4 = 6 esposti non esposti Odds Ratio= a/c b/d = a x d b x c
36 Lo studio caso-controllo casi = malati M+ M- E+ 3 1 a b esposti non esposti controlli = sani E- Odds Ratio= 2 4 c odds M+ odds M- = d 3/2 1/4 = 6 esposti non esposti Odds Ratio= a/c b/d = a x d b x c
37 STUDIO CASO-CONTROLLO 4 Facendo riferimento alla solita tabella 2x2, l odds di esposizione per i malati sarà dato da a/c, mentre l odds di esposizione per i sani sarà b/d. M+ M- E+ a b E- c d Il rapporto delle due odds (cioè delle due probabilità) viene chiamato odds ratio (OR).
38 Esiti di uno studio caso-controllo Malati (M+) Non malati (M-) Totale Esposti (Exp +) Non esposti (Exp -) a c b d Totale a+c b+d N ODDS RATIO (OR) = a/c / b/d E una stima del RR per malattie rare L OR è detto anche rapporto crociato: OR = a x d / b x c
39 L OR come stima del RR L OR ci informa di quanto sia maggiore fra i casi la probabilità di essersi esposti rispetto ai controlli: il risultato, pertanto, deve essere letto nello stesso modo in cui abbiamo interpretato il valore di RR. Per l OR vale dunque, esattamente quanto detto per il RR (distanza dall 1, gli intervalli di confidenza ecc.)
40 Misura di rischio 1 L Odds ratio (OR) è il rapporto tra: <1 ODDS DI ESPOSIZIONE TRA I CASI = 1 ODDS DI ESPOSIZIONE TRA I CONTR. >1 Ci informa di quanto sia maggiore (o minore) fra i casi la probabilità di essersi esposti rispetto ai controlli.
41 Misura di rischio 2 OR =1 assenza di associazione fra fattore di rischio e malattia. OR> 1 esiste un associazione, cioè la probabilità di essere stati esposti è maggiore per i casi rispetto ai controlli. (l esposizione è un fattore di rischio) OR< 1 esiste un associazione inversa, cioè la probabilità di essere stati esposti è minore per i casi rispetto ai controlli. (l esposizione è un fattore di protezione)
42 Studi caso controllo OR Odds Odds Esposti (Fumatori) Non esposti (Non fumatori) Esposti (Fumatori) Non esposti (Non fumatori) CASI (persone con enfisema) CONTROLLI (persone senza enfisema) P O P O L A Z I O N E
43 Limiti di confidenza Delimitano l intervallo entro cui è compreso, con una probabilità pari al 95%, il valore reale della misura nella popolazione. Per l OR si valuta se l intervallo include o meno il livello di 1 (rischio non presente) OR = 1,05 (95% C.I. 0,99-1,14) OR = 8,35 (95% C.I. 0,89-22,5) OR = 1,25 (95% C.I. 1,19-1,33) OR = 0,75 (95% C.I. 0,68-0,80)
44 Indagine di un epidemia di tossinfezione alimentare Approccio 1: studio di coorte intervista a tutti i partecipanti calcolo dei tassi d attacco specifici per alimento valutazione del rischio relativo Approccio 2: studio caso-controllo intervista a un campione di partecipanti valutazione degli alimenti consumati da casi e controlli valutazione dell odds ratio
45 Indagine di un epidemia di tossinfezione alimentare Nome sesso età Data Ora Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce sintomi sintomi Intervistato 1 M 20 12/12/97 12:00 X X X X X Intervistato 2 M 24 13/12/97 09:00 X X Intervistato 3 F 35 13/12/97 11:30 X X X X X Intervistato 4 M 12 12/12/97 10:30 X X X X Intervistato 5 F 45 13/12/97 08:15 X X X X Intervistato 6 F 48 13/12/97 15:00 X X Intervistato 7 F 10 X X X X Intervistato 8 M 25 X X Intervistato 9 M 41 X X X Intervistato 10 R primo F 10 = 5/8 = 2,5X RR X secondo X = 4/8 X 1/4 2/4 = 1,0 X Intervistato 11 F 5 X X Intervistato 12 M 49 X X X X
46 Nome sesso età Data Ora Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce sintomi sintomi Intervistato 1 M 20 12/12/97 12:00 X X X X X Intervistato 2 M 24 13/12/97 09:00 X X Intervistato 3 F 35 13/12/97 11:30 X X X X X Intervistato 4 M 12 12/12/97 10:30 X X X X Intervistato 5 F 45 13/12/97 08:15 X X X X Intervistato 6 F 48 13/12/97 15:00 X X Intervistato 7 F 10 X X X X Intervistato 8 M 25 X X Intervistato 9 M 41 X X X Intervistato 10 F 10 X X X X X Intervistato 11 F 5 X X Intervistato 12 M 49 X X X X M+ M- SI Secondo NO coorte RR secondo = 4/8 2/4 = 1,0
47 Nome sesso età Data Ora Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce sintomi sintomi Intervistato 1 M 20 12/12/97 12:00 X X X X X Intervistato 2 M 24 13/12/97 09:00 X X. Intervistato 3 F 35 13/12/97 11:30 X X X X X Intervistato 4 M 12 12/12/97 10:30 X X X X Intervistato 5 F 45 13/12/97 08:15 X X X X Intervistato 6 F 48 13/12/97 15:00 X. X Intervistato 7 F 10 X X X X Intervistato 8 M 25 X X Intervistato 9 M 41 X X X Intervistato 10 F 10 X X X X X Intervistato 11 F 5 X X Intervistato 12 M 49 X X X X Secondo SI NO M M Casocontrollo 0R secondo = 4/2 4/2 = 1,0
48 Indagine di un epidemia di tossinfezione alimentare Nome sesso età Data Ora Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce sintomi sintomi Intervistato 1 M 20 12/12/97 12:00 X X X X X Intervistato 2 M 24 13/12/97 09:00 X X Intervistato 3 F 35 13/12/97 11:30 X X X X X Intervistato 4 M 12 12/12/97 10:30 X X X X Intervistato 5 F 45 13/12/97 08:15 X X X X Intervistato 6 F 48 13/12/97 15:00 X X Intervistato 7 F 10 X X X X Intervistato 8 M 25 X X Intervistato 9 M 41 X X X Intervistato 10 F 10 X X X X X Intervistato 11 F 5 X X Intervistato 12 M 49 X X X X coorte caso controllo RR primo = 5/8 1/4 OR primo = 5/1 3/3 = 5,0 = 2,5 RR secondo = 4/8 2/4 = 1,0 OR secondo = 4/2 4/2 = 1,0
49 Nome sesso età Data Ora Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce sintomi sintomi Intervistato 1 M 20 12/12/97 12:00 X X X X X Intervistato 2 M 24 13/12/97 09:00 X X Intervistato 3 F 35 13/12/97 11:30 X X X X X Intervistato 4 M 12 12/12/97 10:30 X. X X X Intervistato 5 F 45 13/12/97 08:15 X X X X Intervistato 6 F 48 13/12/97 15:00 X X Intervistato 7 F 10 X X X X Intervistato 8 M 25 X X Intervistato 9 M 41 X X X Intervistato 10 F 10 X X X X X Intervistato 11 F 5 X X Intervistato 12 M 49 X X X X Primo SI NO M M Casocontrollo OR primo = 5/1 3/3 = 5,0 0R secondo = 4/2 4/2 = 1,0
50 Indagine di un epidemia di tossinfezione alimentare Nome sesso età Data Ora Antipasto Primo Secondo Contorno Dolce sintomi sintomi Intervistato 1 M 20 12/12/97 12:00 X X X X X Intervistato 2 M 24 13/12/97 09:00 X X Intervistato 3 F 35 13/12/97 11:30 X X X X X Intervistato 4 M 12 12/12/97 10:30 X X X X Intervistato 5 F 45 13/12/97 08:15 X X X X Intervistato 6 F 48 13/12/97 15:00 X X Intervistato 7 F 10 X X X X Intervistato 8 M 25 X X Intervistato 9 M 41 X X X Intervistato 10 F 10 X X X X X Intervistato 11 F 5 X X Intervistato 12 M 49 X X X X coorte caso controllo RR primo = 5/8 1/4 OR primo = 5/1 3/3 = 5,0 = 2,5 RR secondo = 4/8 2/4 = 1,0 OR secondo = 4/2 4/2 = 1,0
Classificazione degli studi epidemiologici!
Classificazione degli studi epidemiologici! STUDI DESCRITTIVI - DI CORRELAZIONE O ECOLOGICI - CASE REPORT/SERIES - DI PREVALENZA O TRASVERSALI STUDI ANALITICI O OSSERVAZIONALI - A COORTE - CASO-CONTROLLO
Misure epidemiologiche di rischio!
Misure epidemiologiche di rischio! Individuali (e di popolazione) Rischio Relativo (RR) Odds Ratio (OR) = Stima del rischio relativo Calcolo Incidenza: riepilogo! Le persone sono tutte sane all inizio
Misure epidemiologiche di rischio!
Misure epidemiologiche di rischio! Individuali (e di popolazione) Rischio Relativo (RR) Odds Ratio (OR) = Stima del rischio relativo CONFRONTO TRA FREQUENZE DI MALATTIE 1! Negli studi epidemiologici si
Classificazione degli studi epidemiologici
Classificazione degli studi epidemiologici STUDI DESCRITTIVI - DI CORRELAZIONE O ECOLOGICI - CASE REPORT/SERIES - DI PREVALENZA O TRASVERSALI STUDI ANALITICI O OSSERVAZIONALI - A COORTE - CASO-CONTROLLO
Classificazione degli studi epidemiologici
Classificazione degli studi epidemiologici STUDI DESCRITTIVI -DI CORRELAZIONE O ECOLOGICI -CASE REPORT/SERIES -TRASVERSALI STUDI OSSERVAZIONALI - A COORTE - CASO-CONTROLLO -SPERIM. CLINICHE STUDI SPERIMENTALI
Le Misure di Associazione Esercizio 3. Paolo Villari
Le Misure di Associazione Esercizio 3 Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma Paolo Villari [email protected] Negli anni 20, sulla base di osservazioni
Infermieristica basata sulle prove di efficacia
Corso di Laurea in: Infermieristica (Presidente Prof. G. La Torre) Infermieristica basata sulle prove di efficacia Prof.ssa Carolina Marzuillo Prof.ssa Alice Mannocci Prof. Giuseppe Catalano [email protected]
Disegni di studio nella ricerca epidemiologica
Disegni di studio nella ricerca epidemiologica Dott. Pamela Di Giovanni Disegni epidemiologici La ricerca epidemiologica utilizza, per i suoi scopi, diverse strategie di studio che vengono distinte in
Nicola Bartolomeo. Cattedra di Statistica Medica - Scuola di Medicina Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Pag. 1 di 44
Nicola Bartolomeo Cattedra di Statistica Medica - Scuola di Medicina Università degli Studi di Bari Aldo Moro Pag. 1 di 44 La ricerca scientifica svolge un ruolo determinante nell evoluzione di tutte le
IL DISEGNO DELLO STUDIO
IL DISEGNO DELLO STUDIO Studi epidemiologici Per identificare delle cause di malattia, abbiamo bisogno di metodi e strategie che ci consentano di evidenziare delle relazioni e stabilire l esistenza di
Fumare fa male alla salute, ma quanto fa bene smettere? Alessandra Tavani
Fumare fa male alla salute, ma quanto fa bene smettere? Alessandra Tavani Dipartimento di Epidemiologia Scopo della epidemiologia Individuare i fattori di rischio delle malattie Ottenere stime quantitative
Metodologie e strumenti dell epidemiologia analitica Le misure di associazione Paolo Villari
Metodologie e strumenti dell epidemiologia analitica Le misure di associazione Paolo Villari [email protected] Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma CONTENUTI
Infermieristica basata sulle prove di efficacia
Corso di Laurea in: Infermieristica (Presidente Prof. Giuseppe La Torre) Infermieristica basata sulle prove di efficacia Prof.ssa Carolina Marzuillo Prof. Giuseppe La Torre Prof. Volpe [email protected]
Epidemiologia e disegni di studio
Epidemiologia e disegni di studio L epidemiologia valuta le associazioni tra fattori di esposizione ed esiti di salute all interno di predefinite cornici logico-formali Esposizione X Malattia Y Tali cornici
EPIDEMIOLOGIA ANALITICA
Università degli Studi di Perugia FACOLTÀ DI FARMACIA - CORSO DI IGIENE E SANITA PUBBLICA- EPIDEMIOLOGIA ANALITICA Prof. Silvano Monarca Modalità di applicazione del metodo epidemiologico EPIDEMIOLOGIA
20/04/2015. Retrospettivi Caso-controllo. Prospettici Per Coorte
OSSERVAZIONALI DATI AGGREGATI DATI INDIVIDUALI ECOLOGICI TRASVERSALI ANALITICI CASO-CONTROLLO PER COORTE malattia Retrospettivi Caso-controllo studio malattia Prospettici Per Coorte Un gruppo di persone
Errori (o bias) negli studi epidemiologici
Errori (o bias) negli studi epidemiologici Errore casuale o random: sono i più pericolosi perché i più difficili da individuare e per questo motivo non è possibile tenerne conto in fase di analisi Variazione
Misure di frequenza di malattia
Misure di frequenza di malattia la malattia come stato: prevalenza la malattia come evento: incidenza, incidenza cumulativa Docente: Prof. Giuseppe Verlato Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica,
Scelta del disegno dello studio
Scelta del disegno dello studio La scelta del disegno dipende da: 1) Tipo di domanda a cui vogliamo rispondere determinare il livello di malattia in una popolazione identificare cause di malattia o sottogruppi
Epidemiologia (3) Bruno Federico
Università degli Studi di Cassino Università La Sapienza di Roma Corso di Laurea Triennale in Infermieristica Anno accademico 2008/2009 Epidemiologia (3) Bruno Federico Cattedra di Igiene - Università
ESERCITAZIONE 2. TRATTO E MODIFICATO DA: Esercizi di epidemiologia - MORO, DAVOLI, PIRASTU Il pensiero scientifico editore
ESERCITAZIONE 2 TRATTO E MODIFICATO DA: Esercizi di epidemiologia - MORO, DAVOLI, PIRASTU Il pensiero scientifico editore Modalità di lettura della tabella di contingenza 2x2 sull associazione tra l esposizione
FREQUENZA DI MALATTIA IN UNA POPOLAZIONE
MISURE di FREQUENZA FREQUENZA DI MALATTIA IN UNA POPOLAZIONE la malattia come evento: frequenza di comparsa di nuovi casi >> misure di incidenza. la malattia come stato: frequenza dell essere malati >>
Rischio relativo e Odds Ratio
Scuola di specializzazione In Fisica Sanitaria a.a. 2005/2006 Rischio relativo e Odds Ratio Prof. Maria Antonietta Penco [email protected] 20/03/2006 Rischio Relativo Il Rischio è la probabilità che
Gli studi epidemiologici
Gli studi epidemiologici STUDI OSSERVAZIONALI descrittivi STUDI OSSERVAZIONALI analitici: Ecologici Trasversali Caso-controllo Di coorte STUDI SPERIMENTALI : Trial controllati randomizzati Trial sul campo
Titolo: Ambiente e Tumori. nome e cognome: Dr. Paolo Collarile. Centro di Riferimento Oncologico di Aviano - IRCCS
Titolo: Ambiente e Tumori nome e cognome: Dr. Paolo Collarile affiliazione: SOC Epidemiologia Oncologica Centro di Riferimento Oncologico di Aviano - IRCCS Monfalcone, 07/06/2017 1 IARC LIONE, 2015 INQUINAMENTO
Studi caso-controllo
Studi caso-controllo Con gli studi di tipo descrittivo e trasversale si possono formulare ipotesi sulla presenza di fattori di rischio, ma non dimostrare la presenza reale di un nesso causale tra il fattore
Metodologia epidemiologica e Igiene II
Università Cattolica del Sacro Cuore Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva e Medicina Legale Anno accademico 2011/2012 Metodologia epidemiologica e Igiene II Bruno Federico Cattedra
Esercizi sull associazione di variabili categoriche
Dipartimento di Fisica SMID a.a. 004/005 Esercizi sull associazione di variabili categoriche Prof. Maria Antonietta Penco [email protected] tel. 003536404 7//005 Esercizio Tra i 40 e 50 anni la probabilità
Scuola di specializzazione In Fisica Sanitaria a.a. 2005/2006 Epidemiologia Prof. Maria Antonietta Penco
Scuola di specializzazione In Fisica Sanitaria a.a. 2005/2006 Epidemiologia Prof. Maria Antonietta Penco [email protected] 20/03/2006 Sensibilità e specificità di un test Consideriamo la seguente tabella:
Elementi di Epidemiologia per la Valutazione Comparativa di Esito
Elementi di Epidemiologia per la Valutazione Comparativa di Esito La valutazione della qualità dell assistenza: quali domande? L incidenza di alcuni esiti negativi dell assistenza ospedaliera (come la
