Neuropsicologia della comunicazione
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- Bernadetta Di Mauro
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1 Neuropsicologia della comunicazione
2 Michela Balconi Neuropsicologia della comunicazione 123
3 Michela Balconi Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano ISBN e-isbn Springer-Verlag fa parte di Springer Science+Business Media springer.com Springer Italia 2008 Quest opera è protetta dalla legge sul diritto d autore. Tutti i diritti, in particolare quelli relativi alla traduzione, alla ristampa, all utilizzo di illustrazioni e tabelle, alla citazione orale, alla trasmissione radiofonica o televisiva, alla registrazione su microfilm o in database, o alla riproduzione in qualsiasi altra forma (stampata o elettronica) rimangono riservati anche nel caso di utilizzo parziale. La riproduzione di quest opera, anche se parziale, è ammessa solo ed esclusivamente nei limiti stabiliti dalla legge sul diritto d autore ed è soggetta all autorizzazione dell editore. La violazione delle norme comporta le sanzioni previste dalla legge. L utilizzo in questa pubblicazione di denominazioni generiche, nomi commerciali, marchi registrati ecc., anche se non specificatamente identificati, non implica che tali denominazioni o marchi non siano protetti dalle relative leggi e regolamenti. Responsabilità legale per i prodotti: l editore non può garantire l esattezza delle indicazioni sui dosaggi e l impiego dei prodotti menzionati nella presente opera. Il lettore dovrà di volta in volta verificarne l esattezza consultando la bibliografia di pertinenza. Layout copertina: Simona Colombo, Milano Coordinamento editoriale e impaginazione: Ferrari studio editoriale, Cologno Monzese (Milano) Stampa: Arti Grafiche Nidasio, Assago (Milano) Stampato in Italia Springer-Verlag Italia S.r.l., Via Decembrio, Milano
4 Prefazione Che la comunicazione sia divenuta oggetto di analisi autonomo, seppure non indipendente, dal linguaggio costituisce un elemento di importante riflessione e di novità rispetto al panorama configuratosi negli scorsi decenni. La comunicazione è stata analizzata dapprima come facoltà e in tempi più recenti come processo, individuando lo stretto rapporto che essa intrattiene con le funzioni cognitive. In secondo luogo, filosofia del linguaggio, psicolinguistica e scienze cognitive hanno consentito di arricchire il panorama esistente, contribuendo a evidenziare la necessità di integrare il tradizionale dominio di studio del linguaggio e successivamente l esigenza di riconoscere la comunicazione come campo autonomo, che abbraccia aspetti tra loro differenti, come le scienze sociali (social cognition), i domini di rappresentazione concettuale, così come le funzioni di più alto livello (metacognizione). Più in generale, parlare oggi di significato e di significazione richiede la confluenza di sistemi multipli, accomunati dall attenzione posta sull individuo come agente che si pone in interazione con altri individui per modificare reciprocamente sistemi di rappresentazione e di relazioni. Ancora più recente è l accostamento tra psicologia della comunicazione e disciplina neuropsicologica. Per come quest ultima si è sviluppata, in stretta relazione allo studio del linguaggio, essa oggi appare occuparsi solo embrionalmente dei processi comunicativi in senso stretto. Si pensi, a titolo esemplificativo, all insieme dei cosiddetti fenomeni pragmatici, la cui indagine richiede un adeguata rispondenza, sia teorica sia metodologica, alla complessità dei processi implicati (ad esempio, il concetto di contesto, di modelli inferenziali, di componenti extralinguistiche ecc.). Inoltre, l accostamento richiede metodologie di analisi sufficientemente sofisticate da consentire un adeguata rappresentazione dei contesti interpersonali entro cui la comunicazione ha luogo: ad esempio, comprendere un enunciato ironico richiede una specifica operazionalizzazione del concetto di rappresentazione delle intenzioni dei parlanti o di script interpretativo. La neuropsicologia, in altri termini, deve essere in grado di operare su processi non più chiusi nella mente del singolo individuo, ma piuttosto agiti in specifici contesti interazionali. D altro canto, appare un segnale positivo il riconoscimento della necessità di articolare il campo di indagine in direzioni multiple, dando vita a settori emergenti come quello della neuropragmatica. Un tributo va alle sempre più copiose ricerche empiriche che consentono di spiegare alcuni meccanismi salienti, come i processi di mentalizzazione, di riconoscimento delle inferenze o, ancora, di interpretazione di un intenzione.
5 VI Prefazione Nel complesso, la ricerca neuropsicologica applicata alla comunicazione appare come una sfida piuttosto che come un traguardo raggiunto, soprattutto in relazione ad alcuni fenomeni peculiari. Ci riferiamo, in particolare, all ambito della comunicazione non strettamente confinata al verbale, ma rivolta piuttosto al complesso insieme di sistemi non-verbali. Per alcuni di questi, come il sistema vocale, le conoscenze appaiono ancora ridotte. Parallelamente, ancora poco è stato indagato circa il rapporto tra componenti neuropsicologiche e comunicazione gestuale. Più avanzato risulta, invece, lo studio della comunicazione delle emozioni, con particolare riferimento alla mimica facciale. Un ulteriore sfida accomuna i differenti approcci neuropsicologici che hanno posto come proprio oggetto di analisi la comunicazione. Essa riguarda la possibilità di integrare metodologie e strumenti a disposizione, con l intento di conferire maggiore solidità e consonanza ai risultati di ricerca. Tra gli altri, l integrazione auspicata tra indici psicofisiologici e neuropsicologici in senso stretto ha consentito in alcuni casi di meglio precisare il contributo di modelli teorici o, al contario, di mettere in discussione prospettive consolidate. Per fare più stretto riferimento al piano organizzativo dell opera, nella prima parte del volume (Neuropsicologia per il linguaggio e la comunicazione) le più recenti acquisizioni della neuropsicologia hanno consentito di focalizzare la natura dei processi linguistici e comunicativi, individuando i correlati anatomici sottostanti alla produzione (encoding) e alla comprensione (decoding) dello scambio comunicativo (Capitolo 1). Il secondo capitolo esplora i paradigmi, i metodi e gli strumenti della neuropsicologia per la comunicazione. In particolare viene fornita una sintesi dei più recenti approcci di ricerca e degli strumenti empirici applicati allo studio del processo comunicativo, tra i quali la rilevazione dei correlati psicofisiologici (indici periferici), cognitivi (indici centrali, tra cui i potenziali eventocorrelati), nonché le più recenti rilevazioni mediante neuroimaging (come la risonanza magnetica funzionale). La seconda sezione prende in considerazione i contributi dell elettrofisiologia con riferimento ai processi sottostanti alla produzione e alla comprensione del linguaggio, di maggiore pertinenza della psicolinguistica (Capitolo 3). Gli strumenti neuropsicologici consentono, infatti, di distinguere i meccanismi sottostanti all elaborazione del linguaggio, tra cui i piani di analisi lessicale, morfologica, sintattica e semantica, dal più complesso processo di costruzione del significato pragmaticamente definito. Nella seconda parte del volume (Aspetti pragmatici della comunicazione. Indici psicofisiologici, neuropsicologici e cognitivi) sono state prese in considerazione le componenti pragmatiche della comunicazione. Il Capitolo 4 affronta il complesso tema della comunicazione idiomatica, prendendo in esame le più recenti evidenze empiriche sull argomento. L applicazione di indici psicofisiologici, come i potenziali evento-correlati (ERP), alle stringhe non composizionali, costituisce il tema centrale del capitolo successivo (Capitolo 5). Oggetto del sesto capitolo è la presentazione di un ampia panoramica relativa ai recenti modelli che hanno focalizzato la propria attenzione sul ruolo prioritario del voler dire nella comunicazione ordinaria, in riferimento ad alcuni fenomeni peculiari dello scambio comunicativo. Specificamente facciamo riferimento ai fenomeni dell ironia e, più in generale, del linguaggio figurato. Particolare attenzione è stata riservata alle recenti acquisizio-
6 Prefazione VII ni empiriche che hanno sottolineato l indipendenza delle componenti pragmatiche rispetto al piano prettamente linguistico. Il complesso rapporto tra intenzione, sistemi di coscienza e azione comunicativa è stato analizzato nel Capitolo 7. Un argomento ampiamente dibattuto nell ambito della psicologia del linguaggio e della comunicazione è relativo infatti al ruolo dei processi volontari (consci) rispetto ai processi automatici (non consci) nella produzione e nella comprensione dello scambio comunicativo. La terza parte del volume (Comunicazione non-verbale delle emozioni) analizza il piano comunicativo non-verbale, con particolare attenzione alla comunicazione delle emozioni. Recenti ricerche con neuroimaging hanno evidenziato, infatti, la complessità del sistema di comunicazione non-verbale delle emozioni, nonché l indipendenza dei diversi codici comunicativi, poiché supportati da moduli (o network) corticali specifici. Più specificamente vengono prese in considerazione le principali caratteristiche e le funzioni della comunicazione non-verbale (Capitolo 8). Un capitolo specifico (Capitolo 9) è dedicato alla neuropsicologia della mimica facciale nell encoding e nel decoding delle emozioni, con riferimento ai risultati empirici più significativi degli ultimi anni. Ampio spazio è, inoltre, dedicato al rapporto tra emozioni, componenti di personalità e misure psicofisiologiche (Capitolo 10). Di notevole interesse per l approccio neuropsicologico sono le modificazioni dei parametri fisiologici nell individuo, che consentono di ricostruire la poliedricitià dell universo emotivo, con particolare riferimento alle variazioni di natura periferica (quali la conduttanza cutanea, ad esempio). Infine, ampio spazio è dedicato all integrazione dei codici comunicativi (in particolare, quello vocale e quello mimico) nella comunicazione delle emozioni (Capitolo 11). Recenti contributi sperimentali mutuati dalla neuropsicologia consentono, infatti, di definire una differente risposta dei soggetti a pattern congruenti (convergenza di codici) o incongruenti (divergenza di codici), sia sul piano percettivo sia su quello cognitivo. Mi auguro che il volume possa essere di utilità per coloro che lavorano in questo settore; a opera ultimata il mio ringraziamento va alle persone, che, a titolo differente, hanno contributo alle diverse fasi di realizzazione di questo volume, dall ideazione del medesimo alla sua nascita virtuale e poi reale. Alle persone professionalmente a me più vicine, che ne hanno sostenuto il cammino di produzione. A mio marito, il cui contributo è incommensurabilmente presente. Milano, dicembre 2007 Michela Balconi Dipartimento di Psicologia Università Cattolica del Sacro Cuore
7 Indice Parte I Neuropsicologia per il linguaggio e la comunicazione 1 Basi biologiche dei sistemi linguistici e comunicativi. Dalla neurolinguistica alla neuropragmatica Metodi e strumenti di analisi della neuropsicologia applicata al linguaggio e alla comunicazione Elettrofisiologia del linguaggio. Meccanismi di comprensione del linguaggio attraverso i potenziali elettromagnetici correlati a eventi A. Mado Proverbio Parte II Aspetti pragmatici della comunicazione. Indici psicofisiologici, neuropsicologici e cognitivi 4 Comprensione di espressioni idiomatiche: evidenze neuropsicologiche C. Papagno 5 Aspettative semantiche ed espressioni idiomatiche: aspetti psicolinguistici ed evidenze elettrofisiologiche C. Cacciari, F. Vespignani, N. Molinaro, S. Fonda, P. Canal 6 Dalla pragmatica alla prospettiva neuropragmatica , S. Amenta 7 Intenzioni comunicative, strategie di azione e funzioni metacognitive
8 X Indice Parte III Comunicazione non-verbale delle emozioni 8 Sistemi di comunicazione non-verbale Neuropsicologia delle espressioni facciali Emozioni, temperamento e personalità: aspetti psicofisiologici V. De Pascalis 11 Percezione cross-modale delle emozioni. Sincronizzazione di codici comunicativi , A. Carrera Indice analitico
9 Elenco degli Autori Simona Amenta Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano Michela Balconi Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano Cristina Cacciari Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena Paolo Canal Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena Alba Carrera Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano Vilfredo De Pascalis Facoltà di Psicologia 1, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Roma Sergio Fonda Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Modena Nicola Molinaro Dipartimento di Scienze della Formazione e della Cognizione, Università degli Studi di Trento, Rovereto (TN) Costanza Papagno Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano Alice Mado Proverbio Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano Francesco Vespignani Dipartimento di Scienze della Formazione e della Cognizione, Università degli Studi di Trento, Rovereto (TN)
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