PREVENZIONE DELLE CADUTE
|
|
|
- Gianluca Ruggeri
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 Servizio Infermieristico Prevenzione delle cadute PROGETTO PREVENZIONE DELLE CADUTE DOC SINF 01 A cura di: C. Lovallo Approvato Servizio Infermieristico: A.M. Rossetti Approvato Direttore Sanitario IRCCS: R. Mazzuconi Approvato Direttore Sanitario SRT: P. Mandelli Approvato Sovrintendente Sanitario: G. Zoppei PREVENZIONE DELLE CADUTE
2 INDICE 1. PREMESSA OBIETTIVI DOCUMENTI PIANO DI LAVORO DI MASSIMA RISORSE IMPIEGATE ALLEGATI
3 1. PREMESSA La sicurezza dei pazienti è uno dei fattori che determina la qualità delle cure erogate. Le cadute dei pazienti ricoverati, che entro certi limiti possono essere evitate, rappresentano uno dei principali eventi avversi in ospedale. Tra i principali eventi sentinella riportati in letteratura, hanno un impatto epidemiologico molto importante. Le ricadute negative, in termini di qualità dell assistenza, per la persona, la famiglia, la società e gli operatori sanitari coinvolti, fanno dell evento caduta un importante indicatore della qualità del servizio e della garanzia di sicurezza del paziente. Possono provocare, fino al 30% dei casi, importanti complicanze nel corso della degenza quali ferite, fratture, trauma cranico e dei tessuti molli, nonché disabilità come perdita di sicurezza, aumento dell ansia e della depressione, comparsa della sindrome post-caduta: l anziano sviluppa un forte senso di insicurezza, ansia e paura di cadere che lo induce a limitare l attività fisica con conseguente riduzione della autonomia, aumento della disabilità e peggioramento della qualità di vita. Ne consegue un aumento dei costi sia durante il ricovero, per il prolungarsi della degenza e per le procedure diagnostico-terapeutiche necessarie a seguito della caduta, sia dopo la dimissione per la necessità di assistenza domiciliare. Per quanto riguarda il personale sanitario coinvolto, le conseguenze possono essere di ordine disciplinare, etico e talvolta giuridico. I tassi di cadute in ospedale variano da 1.4 a 17.9 cadute per 1000 giornate di degenza, in relazione al tipo di struttura sanitaria e alla popolazione di pazienti. Nell anziano le fratture associate a caduta sono un importante causa di morbilità. Ogni anno circa un terzo dei soggetti che hanno più di 65 anni è vittima di una caduta (1) e fra gli anziani istituzionalizzati la percentuale aumenta fino al 50%. Si stima, infatti, che nelle case di riposo vi siano ogni anno 1,5 cadute per posto letto e in media 2,6 cadute per persona (2). Nel 2004 il 39,8% di tutti ricoveri per lesioni accidentali negli ospedali statunitensi era dovuto a cadute accidentali: le cadute rappresentavano la prima causa di morte per lesioni accidentali (39,9% dei decessi per lesioni accidentali) e l 1,9% di tutte le cause di morte (3). In Canada i ricoveri per lesioni da caduta ammontano al 54,4% di tutti i ricoveri per trauma e 1 Blake AJ, Morgan K, Bendall MJ et al. Falls by elderly people at home: prevalence and associated factors. Age and Ageing 1988;17: Tinetti ME, Speechley M, Ginter SF. Risk factors for falls among elderly persons living in the community. New England Journal of Medicine 1988;319: Rubenstein LZ, Robbins AS, Josephson KR et al. The value of assessing falls in an elderly population. A randomised clinical trial. Annals of Internal Medicine, 1990; 113: Centers for Disease Control and Prevention.Web-based Injury Statistics Query and Reporting System (WISQARS). National Center for Injury Prevention and Control, Centers for Disease Control and Prevention,
4 al 75,7% di tutti i decessi intraospedalieri di pazienti ricoverati per trauma (4). Considerando che negli Stati Uniti i ricoveri per lesioni da caduta colpiscono l 1,2% della popolazione anziana e basandosi sui dati ISTAT al 1 gennaio 2005 (5), è possibile stimare che in Italia i ricoveri per lo stesso motivo siano oltre all anno. In Regione Lombardia (6), nell anno 2006 si sono verificati episodi di caduta di pazienti. I dati, raccolti mediante il data base regionale, si riferiscono agli eventi avvenuti nella totalità delle Aziende Ospedaliere (n 29) e delle ASL (n 15) del SSR Lombardo e in 6 Fondazioni, come segue: DATI REGIONE LOMBARDIA Anno 2006 n cadute % 29 Aziende Ospedaliere ,13% 15 ASL 209 1,92% 6 Fondazioni 432 3,95% TOTALE Le Unità di rischio (specialità o servizi di supporto sanitari) maggiormente coinvolte sono la Medicina Generale e la Chirurgia Generale n cadute % MEDICINA GENERALE ,44% CHIRURGIA GENERALE 973 8,91% Le richieste di risarcimento danni, riferite agli episodi di caduta, pervenute alle Aziende della Regione Lombardia nell anno 2006 sono state 941. Le denunce cautelative, effettuate dalle Azienda alle Compagnie di Assicurazioni in seguito ad eventi che potrebbero dar luogo in un futuro a formale richiesta di risarcimento danni da parte del danneggiato, sono state Alla luce di quanto premesso l evento caduta rientra tra i problemi prioritari che le istituzioni sanitarie devono affrontare, attraverso programmi di prevenzione che prevedono 4 Canadian Institute for Health Information. Falls leading cause of injuries admission to Canada s acute care hospitals. CIHI report, disppage.jsp?cw_page=media_27feb 2002_e 5 ISTAT, Demografia in cifre, /index.html. 6 Regione Lombardia, Direzione Generale Sanità, Mappatura dei sinistri di RCT/O del Sistema Sanitario Regionale risultati terza edizione, Milano,
5 l identificazione dei gruppi di pazienti a rischio e l attuazione di interventi finalizzati a minimizzare i fattori di rischio identificati. Questo è inoltre coerente con quanto previsto dagli standard Joint Commission for Accreditation of Hospital Organizations, che nel Rapporto sugli eventi sentinella del 31 dicembre 2005, segnala le cadute fra i primi 6 eventi sentinella (Sentinel Event Alert, 14, July 12, 2005) (7). Lo sviluppo di interventi efficaci è strettamente correlato alla comprensione delle criticità dell organizzazione e dei fattori umani, richiedendo una cultura diffusa che consenta di mettere in atto misure organizzative e comportamenti volti a promuovere la sicurezza. Pertanto la Direzione del Servizio Infermieristico, per promuovere una politica di sviluppo e diffusione di una cultura della sicurezza, e migliorare la qualità attraverso l erogazione di assistenza infermieristica basata sulle migliori evidenze scientifiche, ha avviato un progetto per la prevenzione delle cadute nel nostro istituto. 2. OBIETTIVI DEL PROGETTO Prevenire e ridurre il numero delle cadute all interno dell Istituto, fornendo agli operatori raccomandazioni e suggerimenti di pratica clinica, basati sulle più aggiornate evidenze scientifiche, al fine di: uniformare i comportamenti all interno delle unità operative ridurre l incidenza delle cadute per i degenti e la gravità degli esiti monitorare le cadute per valutare l efficacia degli interventi preventivi Pertanto i sottobiettivi/macroazioni del progetto individuati sono: introdurre in tutto l istituto la valutazione dei pazienti a rischio di caduta promuovere l adozione di interventi multipli di prevenzione basati sulle migliori evidenze scientifiche, per ridurre l incidenza delle cadute implementare un sistema di rilevazione migliorando il sistema di segnalazione dell evento caduta e garantendo un flusso costante dei dati per monitorare l andamento del fenomeno e l efficacia degli interventi preventivi 7 Joint Commission for Accreditation of Hospital Organizations. Sentinel event statistics, Joint commission.org/nr/rdonlyres/6fbaf4c1- F90E- 410C- 8C1D-5DA5A64F9B30/0/se_stats_1231.pdf. 5
6 3. DOCUMENTI Documento aziendale 001 sul Piano per la gestione del Rischio Clinico che, nella categoria eventi avversi prevenibili ed eventi sentinella, al punto include l evento cadute Standard JCI Anno 2008 Decreto ASL Città di Milano, 30 maggio 2008 Comunicazione ASL Città di Milano, 10 novembre PIANO DI LAVORO DI MASSIMA AZIONI TEMPI STATO AVANZAMENTO Revisione bibliografica Luglio-settembre 2007 concluso Elaborazione dati anno 2006: luglio 2007 Elaborazione dati 1 semestre 2007: settembre 2007 Elaborazione dati 2 semestre 2007: febbraio 2008 Concluso (Allegato 1) Analisi retrospettiva sulle cadute accidentali dei pazienti in HSR *Scelta della scala di valutazione Sperimentazione ottobre 2007 del rischio marzo 2008 Concluso (Allegato 2) **Elaborazione della scheda di rilevazione/segnalazione dell evento caduta Luglio 2008 Concluso (Allegato 3) Introduzione della scheda di rilevazione/segnalazione dell evento caduta Settembre 2008 concluso Predisposizione del data base per il monitoraggio dei dati Ottobre novembre 2008 concluso Implementazione della valutazione del rischio di caduta Luglio 2009 avviato Elaborazione del documento aziendale sulle Raccomandazioni e indicazioni di pratica clinica per la prevenzione delle cadute luglio-ottobre 2009 In fase di conclusione Diffusione e implementazione delle raccomandazioni Da ottobre 2009 Da realizzare Elaborazione scheda riassuntiva interventi di prevenzione da inserire nella cartella infermieristica Maggio-settembre 2009 In fase di conclusione Elaborazione scheda intervento educativo da inserire nella cartella infermieristica per tracciare la presa in carico del pz. a rischio Maggio-settembre 2009 In fase di conclusione 6
7 AZIONI TEMPI SATO AVANZAMENTO Formazione degli operatori (organizzata per dipartimenti): progettazione, organizzazione e realizzazione dell intervento formativo novembre Da realizzare * SCELTA DELLA SCALA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO Tra gli interventi finalizzati alla prevenzione del rischio cadute in ospedale, la valutazione del rischio è tra i primi interventi raccomandati dalle linee guida internazionali. Gli strumenti di valutazione del rischio sviluppati e sperimentati negli ultimi 20 anni sono molti, ma recenti revisioni della letteratura sottolineano che nessuna scala può essere raccomandata per un utilizzo diffuso, evidenziando come problema di particolare rilevanza, la scarsa efficacia che le scale possono avere se utilizzate in sedi o popolazioni differenti da quelle in cui sono state sviluppate e sperimentate. Questo rende necessario, per introdurre nella pratica assistenziale una scala di valutazione del rischio, sperimentarne preventivamente l utilizzo nella specifica popolazione di pazienti per i quali dovrà essere utilizzata. Pertanto da ottobre 2007 a marzo 2008 sono state sperimentate, in 12 reparti dell Istituto (6 medicine e 6 chirurgie), la Scala di Conley e la Scala di Hendrich. Al termine della sperimentazione la scala che ha ottenuto i migliori risultati è stata la Conley (vedi Allegato 2). E stata inserita nella documentazione infermieristica ed è in corso la predisposizione della IOG relativa alle istruzioni per la compilazione e l implementazione del suo utilizzo. ** ELABORAZIONE DELLA SCHEDA DI RILEVAZIONE/SEGNALAZIONE DELL EVENTO CADUTA Sia per monitorare correttamente il fenomeno che per programmare interventi di prevenzione efficaci, è stata elaborata una apposita scheda di segnalazione dell evento caduta (vedi Allegato 3). La scheda è stata introdotta a metà settembre 2008 e ha sostituito ogni precedente modalità di segnalazione delle cadute (Mod. DSAN 823 PC). Inoltre, tenendo conto delle indicazioni pervenute dalla ASL, è stato predisposto un data base specifico che dal 1 gennaio 2009 viene utilizzato per l inserimento dei dati riportati sulle schede di segnalazione delle cadute. 7
8 STATO DI AVANZAMENTO DELLE AZIONI IN FASE DI CONCLUSIONE DOCUMENTO AZIENDALE RACCOMANDAZIONI E INDICAZIONI DI PRATICA CLINICA PER LA PREVENZIONE DELLE CADUTE Il documento è in fase di elaborazione. Il documento sulle raccomandazioni, unitamente alla scheda riassuntiva/sintetica degli interventi di prevenzione, sarà introdotto in tutte le unità operative di Fondazione. Il documento sarà completato dalle IOG per la valutazione del rischio, la compilazione della scala di valutazione e la compilazione della scheda di segnalazione di caduta. DOCUMENTO AZIENDALE SCHEDA RIASSUNTIVA INTERVENTI DI PREVENZIONE e SCHEDA INTERVENTO EDUCATIVO Una parte fondamentale del documento è rappresentata dalla descrizione degli interventi di prevenzione raccomandati per i pazienti che risultano a rischio di caduta. A maggio 2009 è stato avviato un gruppo di miglioramento interdipartimentale, che ha coinvolto infermieri e personale OSS dei Dipartimenti di Neurologia e di Neuroscienze (settori nei quali l incidenza delle cadute è maggiore), per predisporre una scheda riassuntiva/sintetica degli interventi di prevenzione, di consultazione rapida, da inserire nella documentazione infermieristica, per supportare e facilitare l attività del personale. Si è deciso inoltre di inserire nella documentazione infermieristica, una scheda per documentare/tracciare l intervento educativo nei confronti del soggetto a rischio e dei familiari/caregivers, che documenti la presa in carico del paziente. Il gruppo ha lavorato con la supervisione del responsabile aziendale del progetto e dei coordinatori infermieristici del dipartimento. I documenti sono in fase di stesura finale a cura dei Coordinatori Infermieristici di dipartimento (Baratta, Mantecca). FORMAZIONE DEGLI OPERATORI Per supportare l implementazione dell utilizzo della Scala per la valutazione dei pazienti a rischio e la diffusione e implementazione delle Raccomandazioni per la prevenzione delle cadute, si prevede di realizzare interventi formativi di tipo seminariale (di almeno 4 ore), organizzati per Dipartimento. Nella programmazione si seguirà il criterio della rilevanza del problema delle cadute per stabilire la priorità degli interventi formativi. Entro l anno si 8
9 cercherà di garantire una azione formativa sul Dipartimento Neurologico, settore in cui il problema è più rilevante. 5. RISORSE IMPIEGATE Lovallo Carmela, Area Programmazione e controllo SI, responsabile del progetto Berzaghini Susanna Front Office SINF Bissaro Debora, Area Qualità SINF Orlandi Carlo Area Formazione SINF Baratta Antonietta, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Bassani Elisabetta, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Cavalleri Lorena, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Mantecca Rosanna, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Macrì Caterina, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Rolandi Stefano, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Wysocka Ewa, Coordinatore Infermieristico di Dipartimento Coordinatori infermieristici di unità operativa e infermieri (dei settori di volta in volta coinvolti nell implementazione del progetto) 6. ALLEGATI ALLEGATO 1 ANALISI RETROSPETTIVA SULLE CADUTE IN HSR L analisi retrospettiva è stata effettuata sulle denunce di cadute pervenute alla Direzione Sanitaria nel 2006 e Nel 2006 sono state denunciate 363 cadute su una popolazione di ricoverati, pari allo 1,1%. Il maggior numero di cadute (78%) si è verificato nei settori di medicina, oncologia, neurologia e riabilitazioni, cui seguono i settori chirurgici (18%) e l area pediatrica (2%). Nel 2007, sono state denunciate 370 cadute su una popolazione di ricoverati, pari allo 0,7%. Anche nel 2007 il maggior numero di cadute (70%) si è verificato nei settori di medicina, oncologia, neurologia e riabilitazioni, cui seguono i settori chirurgici (20%) e l area pediatrica (7%). In entrambe i periodi sono caduti più maschi che femmine: il 64% del totale nel 2006 e il 62% nel
10 CADUTE DENUNCIATE 2006 CADUTE DENUNCIATE 2007 MEDICINE % MEDICINE % CHIRURGIE 62 18% CHIRURGIE 75 20% PEDIATRIA 8 2% PEDIATRIA 26 7% ALTRO 9 2% ALTRO 11 3% TOTALE 363 TOTALE 370 L età media dei pazienti caduti è > a 60 anni. In entrambe i periodi la fascia di età maggiormente interessata è quella tra anni con 114 caduti nel 2006 e 123 nel 2007, pari al 31 e 33%, seguita immediatamente dalla fascia di età anni, con rispettivamente 95 soggetti caduti nel 2006 e 97 nel 2007, pari al 26,% del totale. Quindi complessivamente circa il 60% delle cadute si è verificato nella fascia di età tra i 66 e i 90 anni. da 0 a 49 da 50 a da 66 a da 76 a ANNO 2006 anni 65 anni 75 anni 90 anni > 90 anni NI TOT maschi femmine TOT da 0 a 49 da 50 a da 66 a da 76 a ANNO 2007 anni 65 anni 75 anni 90 anni > 90 anni NI TOT maschi femmine TOT I pazienti sono caduti prevalentemente dal letto e mentre si recavano in bagno SITUAZIONE DAL LETTO DA E VERSO BAGNO DEAMBULANDO DALLA SEDIA IN BAGNO 20 ALTRE SITUAZIONI NON INDICATO TOTALE
11 Rispetto alle lesioni riportate a seguito della caduta, nel 2006 hanno riportato lesioni di vario genere 168 pazienti pari al 46,2% del totale; nel 2007 hanno riportato lesioni di vario genere 140 pazienti pari al 37,8% del totale, e 2 pazienti di sesso maschile, pari all 0,5% del totale hanno riportato frattura. ESITO CADUTA NESSUNO CONTUS ESCORIAZ FERITA LC TRAUMA TRAUMA + FERITA LC FRATTURA NI TOT ANNO ANNO Le richieste di risarcimento danni a seguito di cadute, nel 2007 e 2008, sono state
12 ALLEGATO 2 SCHEDA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI CADUTA DEL PAZIENTE RICOVERATO SCALA DI CONLEY COGNOME NOME LETTO N CARTELLA U.O. Data ricovero Cognome e Nome Sesso: M F Età Motivo del ricovero 1 a 2 a 3 a 4 a Data valutazione SI NO SI NO SI NO SI NO PRECEDENTI CADUTE (domande al paziente/caregiver/infermiere) E' caduto nel corso degli ultimi tre mesi? Ha mai avuto vertigini o capogiri (negli ultimi tre mesi)? Le è mai capitato di perdere urine o feci mentre si recava in bagno (negli ultimi tre mesi)? DETERIORAMENTO COGNITIVO (osservazione infermieristica) Compromissione della marcia, passo strisciante, ampia base d'appoggio, marcia instabile Agitato: eccessiva attività motoria, solitamente non finalizzata, ad esempio, incapacità a stare seduto fermo, si muove con irrequietezza, si tira i vestiti, ecc Deterioramento della capacità di giudizio/mancanza del senso del pericolo PUNTEGGIO TOTALE Se PUNTEGGIO TOTALE 2 compilare anche la parte sottostante SI NO SI NO SI NO SI NO Il paziente assume farmaci che aumentano il rischio di caduta? Se sì, quali? Antipertensivi Benzodiazepine/ansiolitici Ipnotici/narcotici Ipoglicemizzanti Diuretici e/o lassativi Neurolettici FIRMA PUNTEGGIO TOTALE 2 = RISCHIO DI CADUTA: interventi di prevenzione come da IOG XXX 12
13 ALLEGATO 3 SCHEDA DI SEGNALAZIONE EVENTO CADUTA PAZIENTE / VISITATORE COGNOME NOME LETTO N CARTELLA Cognome e Nome Data di nascita Luogo nascita U.O./Servizio Data dell evento Ora Ricoverato Utente ambulatoriale Visitatore/Accompagnatore Se ricoverato: Punteggio Scala di Conley (ultima valutazione) Non valutato Modalità evento Modo caduta Luogo evento caduto dalla posizione eretta caduto mentre deambula caduto dal letto caduto mentre sale/scende dal letto caduto mentre cerca di trasferirsi dal letto alla sedia/carrozzina/poltrona e viceversa caduto dalla sedia/carrozzina/poltrona caduto nel tragitto da e per il bagno caduto dalla barella caduto dalla culla caduto dal letto operatorio altro (specificare).. ignoto perdita di forza perdita di equilibrio/vertigine lipotimia/perdita di coscienza inciampato scivolato con pavimento asciutto scivolato con pavimento bagna problemi di vista/illuminazione altro (specificare) stanza di degenza bagno corridoio scale palestra ambulatorio servizio diagnostico ascensore atrio infermeria locali comuni blocco operatorio sala visita altro (specificare). Presenza di mezzi di contenzione/protezione spondine cintura di contenzione assicurato alla carrozzina nessuna contenzione altro (specificare) Presenza di testimoni: si no Se si, indicare chi e cognome e nome: infermiere medico parente altro (specificare) COGNOME NOME.. Data Firma (leggibile) dell infermiere compilatore 13
14 Lesioni riportate nessuna lesione contusione/distorsione escoriazione ferita lacero-contusa frattura lussazione altro (specificare).. Prognosi nessuna lieve (inferiore a 3 gg) moderata (da 4 a 20 gg) severa (da 21 a 39 gg) grave (da 40 gg e oltre) decesso non identificata Sede delle lesioni: Accertamenti diagnostici/prestazioni sanitarie richieste: indagini di laboratorio medicazioni indagini radiologiche (specificare) consulenza specialistica (specificare) altro (specificare) Data Firma e timbro del medico compilatore 14
L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA
L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA Dott.ssa Cristina Matranga Coordinamento Regionale Rischio Clinico INCIDENZA DI PAZIENTI INFETTI 5,2% IN ITALIA
MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.
ALLEGATO A MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO. il sistema organizzativo che governa le modalità di erogazione delle cure non è ancora rivolto al controllo in modo sistemico
documento di specifiche tecniche pubblicate sul sito Internet del Ministero all indirizzo www.nsis.salute.gov.it. ;
documento di specifiche tecniche pubblicate sul sito Internet del Ministero all indirizzo www.nsis.salute.gov.it. ; g) al paragrafo 3.1. Alimentazione del Sistema informativo, la tabella 2: alimentazione
Procedura generale sanitaria Segnalazione degli eventi sentinella
Pagina di 1/5 ORIGINALE N CONSEGNATO A 1. Scopo...2 2. Campo di applicazione...2 3. Diagramma di flusso...2 4. Responsabilità...2 5. Descrizione delle attività...2 5.1. Definizione di Evento Sentinella...2
Allegato B) PROCEDURA PER LA GESTIONE AZIENDALE DEI CASI DI EVENTI SENTINELLA 1. PREMESSA E INDICAZIONI GENERALI
Allegato B) PROCEDURA PER LA GESTIONE AZIENDALE DEI CASI DI EVENTI SENTINELLA 1. PREMESSA E INDICAZIONI GENERALI In base alla delibera della Giunta Regionale N 225 del 3/4/2006, la direzione sanitaria
SEGNALAZIONE EVENTI SENTINELLA (ALIMENTAZIONE FLUSSO SIMES) UU.OO. AZIENDALI. A cura di: Responsabile Funzione Aziendale Gestione Rischio Clinico
PRO 2 del 3 3 211 1 di 6 A cura di: Dott. Tommaso Mannone Responsabile Funzione Aziendale Gestione Rischio Clinico INTRODUZIONE Gli eventi avversi sono eventi inattesi correlati al processo assistenziale
X che negli ultimi due anni NON ha avuto rapporti diretti di finanziamento con
Il sottoscritto BERTOLIN ANNALISA ai sensi dell art. 3.3 sul Conflitto di Interessi, pag. 17 del Reg. Applicativo dell Accordo Stato Regione del 5 novembre 2009, dichiara X che negli ultimi due anni NON
QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI
QUALITÀ E SICUREZZA PER I NOSTRI PAZIENTI L ACCREDITAMENTO INTERNAZIONALE ALL ECCELLENZA Fondazione Poliambulanza ha ricevuto nel dicembre 2013 l accreditamento internazionale all eccellenza da parte di
Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale
Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale PREMESSA Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
www.fondazioneistud.it Testimonianza di best practice nelle cure palliative domiciliari a Milano
www.fondazioneistud.it Testimonianza di best practice nelle cure palliative domiciliari a Milano verso Damasco verso Damasco l incontro con Vittorio Ventafridda un nuovo modello di cure (modello Floriani)
AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI
Provincia Autonoma di Trento AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI Trento via Degasperi 79 VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE Reg. delib. n. 271 2014 OGGETTO: Approvazione del documento
IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE
IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE Il presente documento, presentato in V commissione in occasione dell audizione del 23 settembre, si compone di due parti: Introduzione e
Il sistema di gestione del rischio clinico
Il sistema di gestione del rischio clinico Prevenzione dei rischi Riprogettazione organizzativa Valutazione e feedback Analisi dei rischi Audit M&M review RCA Identificazione dei rischi Incident reporting
Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la discussione dei casi
MODULO DI PRESENTAZIONE per la valutazione e l accreditamento di progetti di AUDIT CLINICO GENERALITÀ Titolo del Miglioramento continuo dell assistenza infermieristica in ambito chirurgico attraverso la
Contenzione fisica e cadute: quali evidenze?
Le cadute dell anziano Fondazione Madre Cabrini ONLUS Sant Angelo Lodigiano Contenzione fisica e cadute: quali evidenze? Ermellina Zanetti Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia Soc. Italiana di Gerontologia
nominativo del responsabile scientifico da cui dipende l ISF; attività svolta sulla base di un rapporto di lavoro univoco e a tempo pieno.
Allegato alla Delib.G.R. n. 37/34 DEL 30.7.2009 Indirizzi e direttive sull attività di informazione medico - scientifica sul farmaco ai sensi dell art. 48 commi 21, 22, 23, 24 della L. 24.11.2003 n. 326.
PARTE III LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITà DI PERSEGUIMENTO
PARTE III LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITà DI PERSEGUIMENTO Delle strategie REGIONALI (B) a cura di Sara Barsanti Introduzione L area di valutazione del conseguimento delle strategie regionali (area B) ha
LINEE GUIDA PER IL POTENZIAMENTO DELL'ASSISTENZA AI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Delibera di Giunta - N.ro 2004/1016 - approvato il 31/5/2004 Oggetto: LINEE GUIDA PER IL POTENZIAMENTO DELL'ASSISTENZA AI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Prot. n. (SAM/03/27628) LA GIUNTA DELLA REGIONE
DELIBERAZIONE N. 5/31 DEL 11.2.2014. Istituzione della rete per la terapia del dolore della Regione Sardegna.
Oggetto: Istituzione della rete per la terapia del dolore della Regione Sardegna. L Assessore dell'igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale ricorda che la legge 15 marzo 2010, n. 38, tutela il diritto
La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA
La gestione del Rischio Clinico in Valle d Aosta: consolidamento del metodo FMEA Vuillermin Giuliana Berti Pierluigi Ippolito Rita Azienda USL Regione Valle d Aosta Analisi del contesto L Azienda USL della
DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d
32 Oggetto: Istituzione della rete di cure palliative della d Regione Sardegna. L Assessore dell'igiene e Sanità e dell'assistenza Sociale ricorda che la legge 15 marzo 2010, n. 38, tutela il diritto del
Relatore: Silvano Casazza Coautori: S. Marson, G. Cassavia, O. Manzi Affiliazione: CARD Lombardia
Mettere a sistema le dimissioni protette: un possibile modello Relatore: Silvano Casazza Coautori: S. Marson, G. Cassavia, O. Manzi Affiliazione: CARD Lombardia In letteratura, sono stimate nel 2-3% di
DISTRETTO SOCIO SANITARIO - U.O.S.D. RETE ASSISTENZIALE OSPEDALE DI COMUNITA - RELAZIONE ATTIVITA ANNO 2013
DISTRETTO SOCIO SANITARIO - U.O.S.D. RETE ASSISTENZIALE OSPEDALE DI COMUNITA - RELAZIONE ATTIVITA ANNO 2013 1.1 UNO SGUARDO D INSIEME 1.1.1 Il contesto di riferimento L UOSD Rete Assistenziale comprende
Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie
Mostra Dettagli Obiettivo formativo: Principi, procedure e strumenti per il governo clinico delle attività sanitarie Il sistema sanitario è un sistema complesso in cui interagiscono molteplici fattori
AZIENDA USL ROMA H Borgo Garibaldi,12 00041 Albano Laziale (Roma) Tel. 06 93.27.1 Fax 06 93.27.38.66
AZIENDA USL ROMA H Borgo Garibaldi,12 00041 Albano Laziale (Roma) Tel. 06 93.27.1 Fax 06 93.27.38.66 UO RISK MANAGEMENT PROCEDURA PER LA CORRETTA IDENTIFICAZIONE DEL PAZIENTE NEI PRESIDI OSPEDALIERI DELLA
STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE
STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 3 - PROGRAMMAZIONE E SVILUPPO DELLA RETE PEDIATRICA REGIONALE Art. 20 - Art. 21 - Art. 22 - Art. 23 - Art. 24 - Art. 25 - Verso
PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI
PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI Indice : 1. Scopo del protocollo 2. Invio 3. Verifiche 2.1 tipologia dell utenza 2.2 procedura segnalazione 2.3 procedura
LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO
LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO NELLE AZIENDE SANITARIE Le presenti linee di indirizzo regionali per la gestione del rischio clinico nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Unità
AUSL 7 di Siena - Casa Famiglia Cetona. Le Cure Intermedie. Siena 10 6-2008
AUSL 7 di Siena - Casa Famiglia Cetona Le Cure Intermedie Siena 10 6-2008 1 LA SPERIMENTAZIONE DELLE CURE INTERMEDIE Zona Val di Chiana Senese - Alla fine degli anni 70 i posti letto ospedalieri erano
7 a Conferenza Nazionale GIMBE Evidence & Governance per la Sostenibilità della Sanità Pubblica. Integrazione ospedale-territorio
7 a Conferenza Nazionale GIMBE Evidence & Governance per la Sostenibilità della Sanità Pubblica Bologna, 17 febbraio 2012 Integrazione ospedale-territorio Sperimentazione di una rete di strutture a media
Tasso di occupazione per fasce di età. Provincia di Piacenza, 2009 90,3 83,1 77,7 27,6 16,4. 15-24 anni. 25-34 anni. 45-54 anni.
La situazione occupazionale dei giovani in provincia di Piacenza Premessa Una categoria di soggetti particolarmente debole nel mercato del lavoro è rappresentata, di norma, dai lavoratori di età più giovane
DIPARTIMENTO CHIRURGIE SPECIALISTICHE
Programma di prevenzione delle cadute e dei loro esiti nei pazienti ricoverati Sistema informativo di Dipartimento DIPARTIMENTO CHIRURGIE SPECIALISTICHE Tab.1 Dati cadute pazienti ricoverati: numero cadute
Balanced Scorecard Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta
Balanced Scorecard Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta LA FONDAZIONE La Fondazione L Istituto Neurologico Carlo Besta, fondato nel 1918 e classificato dal 1981 come Istituto di Ricerca e
I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS 18001 AV2/07/11 ARTEMIDE.
I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS 18001 AV2/07/11 ARTEMIDE. 1 Nel panorama legislativo italiano la Salute e la Sicurezza sul Lavoro sono regolamentate da un gran numero di
SIMES. Sistema Informativo Monitoraggio Errori in Sanità. Potenza 22 aprile 2009
SIMES Sistema Informativo Monitoraggio Errori in Sanità Potenza 22 aprile 2009 Dott.ssa Maria Pia Randazzo Direzione Generale Sistema Informativo Ufficio NSIS Simes - obiettivi Monitoraggio Imparare dall
Comitato Etico ASL Napoli 2 Nord (istituito con delibera n. 161 del 22/02/2010) STATUTO COMITATO ETICO ASL NAPOLI 2 NORD
STATUTO COMITATO ETICO ASL NAPOLI 2 NORD ART.1 Finalità del Comitato Etico ART.2 Funzioni ART.3 Composizione e durata ART.4 Regolamento ART.5 Presidente ART 6 Segretario ART.7 Segreteria ART.8 Disposizioni
Modello di relazione sull erogazione del servizio di assistenza domiciliare anziani e diversamente abili
Modello di relazione sull erogazione del servizio di assistenza domiciliare anziani e diversamente abili Responsabilità. La relazione viene redatta, datata e firmata dal Coordinatore del Servizio/Referente
CARTA DEI SERVIZI. Premessa:
CARTA DEI SERVIZI Premessa: La Carta dei Servizi è uno strumento utile al cittadino per essere informato sulle caratteristiche del servizio offerto, sulla organizzazione degli uffici comunali, sugli standards
Rapporto interno n.. Rapporto relativo a: Incidente Mancato incidente
ALLEGATO n. 1 Rapporto di incidente o di mancato incidente da parte di operatori sanitari al Ministero della Salute (artt. 9 e 10, D.Lgs. n. 46 del 1997; art. 11, D.Lgs. n. 507 del 1992) Rapporto interno
Terapia del dolore e cure palliative
Terapia del dolore e cure palliative { Legge 38/10 e alcuni dati sulla sua applicazione Dott. Angelo G. Virtuani Ordine dei Medici Chirurghi Monza Sabato 9 novembre 2013 Legge N.38 del 15/03/2010 - G.U.
CONVENZIONE SUI SERVIZI SANITARI SUL LAVORO 1
Convenzione 161 CONVENZIONE SUI SERVIZI SANITARI SUL LAVORO 1 La Conferenza generale dell Organizzazione Internazionale del Lavoro, Convocata a Ginevra dal Consiglio di Amministrazione dell Ufficio Internazionale
la riabilitazione dopo ictus e frattura di femore La riabilitazione in RSA
auditorium di s. apollonia, firenze 17 aprile 2012 la riabilitazione dopo ictus e frattura di femore La riabilitazione in RSA Sandra Moretti Bruna Lombardi U.O. Recupero e Rieducazione Funzionale Azienda
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 44/ 12 DEL 31.10.2007
DELIBERAZIONE N. 44/ 12 Oggetto: Aumento del numero massimo di strisce per autocontrollo della glicemia concedibili gratuitamente ai pazienti diabetici in età pediatrica e adolescenziale. L Assessore dell
Sviluppo del Sistema Cure Intermedie al fine dell utilizzo corretto delle risorse ex DGR 1235/2012
Pagina 1 di 6 Sviluppo del Sistema Cure Intermedie al fine dell utilizzo corretto delle risorse ex DGR 1235/2012 Il presente documento è inteso a suggerire una allocazione ottimale dei pazienti che non
Esperienza del network JCI
Esperienza del network JCI Dr. Massimiliano Raponi 19 novembre 2011 2 IL SECOLO XIX 1! 3 L Attività dell OPBG 4 Sedi 11 Dipartimenti 607 posti letto 30.344 Ricoveri Ordinari/anno 101.980 Accessi DH/anno
IL diabetico. Gestione condivisa. Claudio Marengo Marco Comoglio Andrea Pizzini
IL diabetico anziano Gestione condivisa Claudio Marengo Marco Comoglio Andrea Pizzini SEEd srl C.so Vigevano, 35-10152 Torino Tel. 011.566.02.58 - Fax 011.518.68.92 www.edizioniseed.it [email protected]
Il sistema di Incident reporting
Il sistema di Incident reporting L esperienza della Regione Emilia-Romagna Elementi di scenario Forte interesse della letteratura agli errori in Medicina Attenzione dei mass media agli episodi di malasanità
La Cartella Infermieristica. Laura Peresi Infermiera Pediatrica, Pronto Soccorso DEA Ist. G.Gaslini, Genova
La Cartella Infermieristica Laura Peresi Infermiera Pediatrica, Pronto Soccorso DEA Ist. G.Gaslini, Genova Ruolo infermieristico Profilo professionale, DM 17 gennaio 1997 n 70 Codice deontologico/ patto
DAL CASE MANAGER AL CARE MANAGER. Infermiera care manager in medicina interna Derossi Valentina
DAL CASE MANAGER AL CARE MANAGER Infermiera care manager in medicina interna Derossi Valentina La nostra storia inizia MARZO 2007 L infermiere CASE Manager in Medicina Interna (PROGETTO FLORENCE) CASE
Sorveglianza Eventi Avversi fra gli ospiti dei RSA e Residenze Alzheimer del Lazio nell estate 2006
LazioSanità Agenzia Sanità Pubblica Sorveglianza Eventi Avversi fra gli ospiti dei RSA e Residenze Alzheimer del Lazio nell estate 2006 Domenico Di Lallo La prevenzione degli effetti sulla salute delle
Qualità percepita dagli utenti dell Azienda Ospedaliera Guido Salvini nell anno 2013 AREA DEGENZA
AZIENDA OSPEDALIERA GUIDO SALVINI GARBAGNATE MILANESE Direzione Generale Ufficio Marketing e Comunicazione Relazioni con il Pubblico Tel. 2/994326 Fax 2/9943278 E-mail: [email protected]
UNITA OPERATIVA DI PRONTO SOCCORSO PROCEDURA N. 27 FONTE: DOTT. CASAGRANDE TRASPORTO SANITARIO SECONDARIO TRASPORTI SANITARI
UNITA OPERATIVA DI PRONTO SOCCORSO PROCEDURA N. 27 FONTE: DOTT. CASAGRANDE TRASPORTO SANITARIO SECONDARIO TRASPORTI SANITARI TRASPORTO SANITARIO Trasporto primario: trasferimento di un paziente dal luogo
SETTE FASI PER LA SICUREZZA DEL PAZIENTE NELL AMBITO DELLE CURE PRIMARIE. Pietro Ragni. Risk Manager, Direzione Sanitaria AUSL di Reggio Emilia
SETTE FASI PER LA SICUREZZA DEL PAZIENTE NELL AMBITO DELLE CURE PRIMARIE Pietro Ragni Risk Manager, Direzione Sanitaria AUSL di Reggio Emilia Libera traduzione da National Patient Safety Agency (NPSA),
LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO: il consenso informato
LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO: il consenso informato LA HARVARD MEDICAL PRACTICE, ATTRAVERSO LA REVISIONE DELLE CARTELLE CLINICHE, HA STIMATO LA PERCENTUALE DI ERRORE NELL ORDINE DEL 3,7% DEI RICOVERI
I percorsi assistenziali nel post-acuto: la riabilitazione
Criteri di appropriatezza strutturale, tecnologica e clinica nella prevenzione, diagnosi e cura della patologia cerebrovascolare I percorsi assistenziali nel post-acuto: la riabilitazione Stefano Paolucci
L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA. Antonio Silvestri Risk Manager
L ESPERIENZA DELLE REGIONE LAZIO NELLA GESTIONE DELLE INFEZIONI CORRELATE ALL ASSISTENZA Antonio Silvestri Risk Manager 1982 I RAPPORTO ISTISAN 1982 Indagine conoscitiva sulle infezioni ospedaliere negli
Parte I (punti 3-9): Misure sanitarie obbligatorie per il controllo della Paratubercolosi bovina
LINEE GUIDA PER L ADOZIONE DI PIANI DI CONTROLLO E PER L ASSEGNAZIONE DELLA QUALIFICA SANITARIA DEGLI ALLEVAMENTI NEI CONFRONTI DELLA PARATUBERCOLOSI BOVINA 1. Definizioni Ai sensi delle presenti linee
Il Consiglio federale svizzero, visto l articolo 96 della legge federale del 18 marzo 1994 2 sull assicurazione malattie (legge), 3 ordina:
Ordinanza sul calcolo dei costi e la registrazione delle prestazioni da parte degli ospedali, delle case per partorienti e delle case di cura nell assicurazione malattie 1 (OCPre) del 3 luglio 2002 (Stato
L uso di bevande alcoliche e la sicurezza stradale
L uso di bevande alcoliche e la sicurezza stradale I risultati dello Studio PASSI 2005 in Provincia di Savona Maria Paola Briata Savona 7 Maggio 2007 Consumo ed abuso di bevande alcoliche l alcol insieme
Infezioni ospedaliere e spese per l igiene: una nesso quantificabile
Infezioni ospedaliere e spese per l igiene: una nesso quantificabile Executive Summary Elaborato da Gianmaria Martini di Bergamo Giorgio Vittadini Sussidiarietà Milano, 11 Febbraio 2015 Motivazioni del
AUXILIUM VITAE VOLTERRA S.p.A. DIPARTIMENTO CLINICO DELLA RIABILITAZIONE
AUXILIUM VITAE VOLTERRA S.p.A. DIPARTIMENTO CLINICO DELLA RIABILITAZIONE FOGLIO ACCOGLIENZA AREA CARDIO - RESPIRATORIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA Il presente foglio accoglienza
ASL CASERTA OSPEDALE DI COMUNITA. Guida ai Servizi SETTEMBRE 2015
Regione Campania ASL CASERTA OSPEDALE DI COMUNITA di TEANO Guida ai Servizi SETTEMBRE 2015 GUIDA AI SERVIZI OSPEDALE DI COMUNITÀ DI TEANO (OdC) Premessa L Ospedale di Comunità di Teano è una struttura
L attività del GAD in Clinica San Carlo e RSA Renata Filippin
improving health gain orientation in all services: better cooperation for continuity in care conferenza: lavorare in rete HPH giovedì 13 ottobre 2011 auditorium RSA E.Bernardelli Paderno Dugnano via Maresciallo
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 OLBIA DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO N. 466 DEL 22/04/2015
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 OLBIA DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO N. 466 DEL 22/04/2015 OGGETTO: Approvazione "Progetto di Sviluppo delle cure domiciliari
Ministero dell Interno
ALLEGATO ALLA CIRCOLARE - FL 7/2012 LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE DEI REVISORI DEI CONTI DEGLI ENTI LOCALI nell elenco, di cui al Decreto del Ministro dell Interno 15 febbraio 2012, n. 23, recante il Regolamento
Regione Veneto Azienda ULSS 6 Vicenza. Ospedale Civile S. Bortolo
VICENZA Regione Veneto Azienda ULSS 6 Vicenza Ospedale Civile S. Bortolo Dipartimento AREA MEDICA 1^ Direttore Dr. Giorgio Vescovo MEDICINA INTERNA PER INTENSITA DI CURE LA MEDICINA INTERNA OGGI. COMPLESSA..
Questionario per indagine nazionale conoscitiva data di avvio: marzo 2015
IL DOVERE E IL DIRITTO DI DARE VOCE E CURA AL DOLORE DELLA PERSONA NON IN GRADO DI RIFERIRLO Questionario per indagine nazionale conoscitiva data di avvio: marzo 2015 Il dolore è il più soggettivo tra
Linee di indirizzo per la segnalazione e gestione degli eventi sentinella
Allegato 1 Linea di indirizzo 1/2010 Linee di indirizzo per la segnalazione e gestione degli eventi sentinella 1. Scopo Lo scopo di questa procedura è definire le responsabilità e le modalità di gestione
Salute percepita nella ASL 8 di Cagliari
Salute percepita nella ASL 8 di Cagliari Servizio Igiene e Sanità Pubblica Direttore Dott. Giorgio Carlo Steri Database PASSI 2010 2013 % (IC95%) Percezione del proprio stato di salute: Buono Discreto
CARTA DEI SERVIZI CENTRO DIURNO DISABILI IL MELOGRANO
CARTA DEI SERVIZI CENTRO DIURNO DISABILI IL MELOGRANO 1. L'Istituto San Vincenzo L'Istituto San Vincenzo è un ente religioso legalmente riconosciuto che dipende dalla Arcidiocesi di Milano. E' presieduto
Prof. Tarcisio Niglio CURE PALLIATIVE
Prof. Tarcisio Niglio Anno Accademico 2012-2013 Corso Triennale in Scienze Infermieristiche III anno 2 semestre CURE PALLIATIVE Troverete copia di queste diapositive nel sito internet: www.tarcisio.net
DIPARTIMENTO ONCOLOGICO DELLA PROVINCIA DI PAVIA DOCUMENTO DI ANALISI E INDIRIZZO TRIENNALE
DIPARTIMENTO ONCOLOGICO DELLA PROVINCIA DI PAVIA DOCUMENTO DI ANALISI E INDIRIZZO TRIENNALE INDICE PREMESSA ANALISI DELLE CRITICITA' TERRITORIALI AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO NEL RISPETTO DEGLI INDIRIZZI
AREA ANALISI, PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA
AREA ANALISI, PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA 1/6 Premessa Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell Azienda USL di Bologna ha la finalità di prevenire le malattie,
La rete per la promozione della salute in Lombardia
La differenza che vale Gli ospedali di ANDREA: amici del bambino e della sua famiglia Bosisio Parini (LC) - 12-14 Novembre 2009 - IRCCS E. MEDEA La rete per la promozione della salute in Lombardia Giancarlo
Regolamento reclami presso il C.S.A.
Pagina di 1/6 ORIGINALE N CONSEGNATO A 1. Scopo... 2 2. Campo di applicazione... 2 4. Diagrammi di flusso... 2 4.1. Diagramma di flusso Reclamo semplice... 2 4.2. Diagramma di flusso Reclamo complesso...
Via Messina 829 95126 Catania
REGIONE SICILIANA Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Riferimento Regionale di III Livello per l Emergenza Ufficio Relazioni con il Pubblico - e di Pubblica Tutela dell Utente e-mail:[email protected]
SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE
SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE Dicembre, 2014 Il Sistema di misurazione e valutazione della performance... 3 Il Ciclo di gestione della performance... 5 Il Sistema di misurazione e valutazione
Il progetto CCM Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute
Il progetto CCM Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute Francesca de Donato Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio\ASLRME Centro di Competenza DPC Roma, 17 dicembre
PROGETTO SPERIMENTALE «ERICA» Programmi di Educazione, Riabilitazione, Integrata, Comunitaria Adattata
PROGETTO SPERIMENTALE «ERICA» Programmi di Educazione, Riabilitazione, Integrata, Comunitaria Adattata Promozione della salute del Dipartimento di Prevenzione Progetto sperimentale «ERICA» Si caratterizza
Progetto per la Gestione del Rischio Clinico Azienda ASL 3 Nuoro 2007-2008
Progetto per la Gestione del Rischio Clinico Azienda ASL 3 Nuoro 2007-2008 Gennaio 2007 Pagina 1 di 7 RESPONSABILE SCIENTIFICO Dottor Antonio Maria Pinna Clinical Risk Manager ASL 3 Nuoro COORDINATORE
Dr. Francesco Rastrelli. 19 gennaio 2015. Reti per promuovere gli screening: il ruolo dei Farmacisti
Dr. Francesco Rastrelli 19 gennaio 2015 Reti per promuovere gli screening: il ruolo dei Farmacisti Riassetto organizzativo Farmacisti territoriali Medici specialisti MEDICINA GENERALE Infermieri Medici
Igiene e infezioni ospedaliere: un nesso quantificabile
24 Statistica & Società/Anno 3, N. 2/ Demografia, Istruzione, Welfare Igiene e infezioni ospedaliere: un nesso quantificabile Gianmaria Martini Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Bergamo
L infermiere casemanager
L infermiere casemanager Valentina Sangiorgi U.C.S.C. di Roma Policlinico Universitario A.Gemelli Firenze 29-11/1-12-2007 La riorganizzazione delle cure primarie e l integrazione del sistema L aumento
Reparto: Pronto Soccorso. Sede: Melzo. Piano: Terra. Responsabile: Dott. Giuseppe Ripoli. Email: [email protected].
Reparto: Pronto Soccorso Sede: Melzo Piano: Terra Responsabile: Dott. Giuseppe Ripoli Email: [email protected] Medici: A rotazione dai reparti di Chirurgia, Medicina, Ostetricia e Pediatria
Ministero della Salute Agenzia Italiana del Farmaco
Ministero della Salute Agenzia Italiana del Farmaco Linee guida per la classificazione e conduzione degli studi osservazionali sui farmaci IL DIRETTORE GENERALE VISTO il Decreto del Ministero della Salute
Genova 28/11/2012. Avv. Tiziana Rumi
Genova 28/11/2012 Avv. Tiziana Rumi 1 Decreto Balduzzi: D.L. 13/09/12 n. 158 (C.5440 del 13.09.12) ART. 3-bis (Unità di risk management, osservatori per il monitoraggio dei contenziosi e istituzione dell'osservatorio
Prefettura di Vicenza Ufficio Territoriale del Governo
Fasc. n. 5/2015 Area II Prefettura di Vicenza CIRCOLARE N. 37/2015 Vicenza, data del protocollo Ai Sigg. SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA LORO SEDI OGGETTO: Linee guida per l applicazione dell art. 3,
Progetto Nazionale di Cure Palliative Pediatriche
Progetto Nazionale di Cure Palliative Pediatriche Ecco la proposta della Fondazione Maruzza Lefebvre D Ovidio, della fondazione Livia Benini, di altre Fondazioni ed Associazioni Italiane e successivamente
Il progetto regionale di ricerca MACONDO
Il progetto regionale di ricerca MACONDO Reggio Emilia, 12-12 12-20082008 Relatrice: Cristina Pedroni Cos è MACONDO? Un progetto multicentrico di Ricerca Oncologica(di durata triennale) che coinvolge la
Ruolo del Medico nell Assistenza Sanitaria di base. Prof. A. Mistretta
Ruolo del Medico nell Assistenza Sanitaria di base Prof. A. Mistretta Il medico di medicina generale (MMG) Garantisce l assistenza sanitaria Si assicura di promuovere e salvaguardare la salute in un rapporto
Sistema Informativo per il monitoraggio dell Assistenza Domiciliare (SIAD)
Sistema Informativo per il monitoraggio dell Assistenza Domiciliare (SIAD) INDICATORI SIAD - SISTEMA ASSISTENZA DOMICILIARE Schede descrittive degli Indicatori per la lettura integrata dei fenomeni sanitari
REQUISITI MINIMI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO AIFA PER LA QUALITÀ NELLE SPERIMENTAZIONI A FINI NON INDUSTRIALI (NON-PROFIT)
DOC AIFA CTQT APRILE 2008 (ALL. 2) REQUISITI MINIMI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO AIFA PER LA QUALITÀ NELLE SPERIMENTAZIONI A FINI NON INDUSTRIALI (NON-PROFIT) Introduzione La finalità del presente
