PSICOLOGIA CONTEMPORANEA
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- Cristiano Vecchio
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1 A002907, 1 A FONDAZIONE INSIEME onlus. Da PSICOLOGIA CONTEMPORANEA del 15/11/2013 <<BAMBINI IN OSPEDALE>> di Daniele Roganti, psicologo, psicoterapeuta. Per la lettura completa del pezzo si rinvia al periodico citato. Come comportarsi con un bambino ospedalizzato e come aiutarlo a superare la paura e il dolore? Ci sono alcune tecniche psicologiche facilmente applicabili e che non interferiscono con il trattamento medico. Quando la fantasia sconfigge il dolore. La piccola Sara viene portata in un luogo enorme, sconosciuto e pieno di estranei. Viene separata dai genitori, che appaiono preoccupati, ma che alla fine la lasciano sola. Si ritrova circondata da strane figure che cominciano a farle del male, mentre lei si sente impotente, non riesce ad opporsi né a capire il perché. Dal punto di vista di un bambino, il primo impatto potrebbe avere tutte le caratteristiche di un film dell orrore. Un momento potenzialmente traumatico che fino a pochi decenni fa probabilmente era la norma. Tra gli eventi negativi collegati alla malattia e all ospedale, l esperienza più temuta dal bambino è sicuramente il dolore. Ciononostante, per lungo tempo, il monitoraggio e la gestione di questo aspetto sono rimasti a lungo ignorati. Un tempo la letteratura sul dolore del bambino era estremamente scarsa, per cui si tendeva a pensare che i più piccoli non provassero dolore con la stessa intensità degli adulti. Di conseguenza, nella pratica clinica pediatrica l analgesia e il trattamento del dolore avevano un ruolo molto marginale. Oggi sappiamo che gli stimoli dolorosi sono percepiti dai bambini in modo più intenso rispetto agli adulti e che, se non vengono trattati in modo adeguato, possono avere effetti negativi sullo sviluppo e sulla prognosi attuale e futura dei giovani pazienti. Il dolore, specialmente nel bambino, non consiste in un semplice fenomeno sensoriale, ma è un esperienza profonda e articolata in cui alla nocicezione si associa sempre un vissuto personale ricchissimo di emozioni. Tra le varie componenti emotive e cognitive, la paura gioca un ruolo di primo piano: viene scatenata dal dolore e a sua volta aumenta la sensibilità percettiva, in una spirale di condizionamento e sofferenza in cui questi due aspetti si alimentano a vicenda. Quando si ha di fronte un bambino sofferente, nei reparti pediatrici come a casa, è fondamentale quindi riconoscere la paura associata al dolore e sapere come comportarsi.
2 A002907, 2 A questo scopo abbiamo a disposizione varie tecniche psicologiche, specificamente elaborate per aiutare bambini sofferenti o sottoposti a varie procedure a gestire meglio il dolore e la paura. I metodi più cognitivi cercano di deviare l attenzione dal dolore focalizzandola in modo selettivo su stimoli differenti o incompatibili, allo scopo di inibire o rallentare il processamento delle componenti sensoriali e affettive del dolore. Le tecniche più comportamentali agiscono invece su tutti quei fattori emozionali, fisiologici, relazionali e contestuali che interferiscono con la risposta del bambino alla percezione dolorosa. In ogni caso, le tecniche devono essere facilmente applicabili e non interferire con il trattamento medico a cui il paziente deve sottoporsi. Il bambino deve essere coinvolto e fatto partecipare attivamente, in modo che acquisisca un maggiore senso di controllo rispetto a quanto gli sta succedendo. I genitori e gli operatori sono a loro volta parte integrante dell intero processo, e possono aiutare attivamente il bambino alleviando la sensazione dolorosa. Al di là dell aspetto cognitivo, emotivo o comportamentale che di volta in volta può essere predominante, tutte le tecniche fanno leva sulle grandi capacità immaginative dei bambini per agire sull attenzione e sulla consapevolezza, fattori chiave dell esperienza dolorosa. RILASSAMENTO E RESPIRAZIONE Il rilassamento è la prima condizione in grado di ridurre la paura e la percezione dolorosa, efficace sia in caso di procedure mediche sia nel dolore acuto o cronico. Il modo più semplice e veloce per ottenere uno stato di rilassamento è utilizzare la respirazione diaframmatica che riduce la tensione e la rigidità muscolare, aumenta l ossigenazione e progressivamente allontana gli stati ansiosi. IL PALLONCINO. Al bambino si fa mettere una mano sulla pancia, immaginando che sia un palloncino: durante l inspirazione si fa sentire l aria fredda che entra e gonfia il palloncino, poi durante l espirazione l aria calda esce ed il palloncino si sgonfia, provocando una respirazione sempre più lenta e profonda. LA TRASFORMAZIONE IN BUDINO. Si fa immaginare al bambino che un mago gli abbia fatto un potente incantesimo, trasformandolo in un budino. Il bambino è divertito dall idea della trasformazione e viene invitato a sentire e rilassare progressivamente la muscolatura, dalla cima della testa fino al collo, alle spalle, fino ad arrivare alla pancia, alle braccia, alle gambe e ai piedi. LE BOLLE DI SAPONE. Specialmente con i bambini più piccoli, un modo pratico e brillante per facilitare il rilassamento è farli giocare con le bolle di sapone. Sono un gioco amato e conosciuto da tutti i bambini, che mentre soffiano possono beneficiare dello stato di rilassamento
3 A002907, 3 favorito dalla respirazione profonda e sperimentare una positiva distrazione. Durante la formazione delle bolle, sempre diverse e in movimento, l attenzione è catturata e spostata lontano dallo stimolo doloroso; mentre la paura lascia il posto ad emozioni di stupore e meraviglia. Durante l inspirazione si fa immaginare che tutto il dolore e la paura sentiti dal bambino convergano nella pancia, riempiendola sotto la forma di una densa nuvola rossa. Durante la successiva espirazione, la pancia si sgonfia e la nuvola rossa viene buttata fuori, insieme a tutte le sensazioni spiacevoli. Già dopo pochi respiri, il bambino comincia a rilassarsi e progressivamente si accorge di essere in grado di diminuire in modo autonomo l ansia e il fastidio. UNA SENSIBILIZZAZIONE RECENTE. L attenzione verso i bambini malati o ospedalizzati iniziò a maturare a partire dal 1948, quando James Robertson, del Tavistock Institute, cominciò a studiare gli effetti della separazione dai genitori sui bambini del reparto pediatrico di un ospedale londinese. Rimase subito scioccato dalle condizioni di abbandono e sofferenza in cui versavano i piccoli pazienti. Da allora, grazie ad una serie di documentari e di ricerche pionieristiche, riuscì a poco a poco a far emergere la consapevolezza che l ospedalizzazione può essere un serio fattore di rischio per lo sviluppo psichico dei bambini, soprattutto per i più piccoli (Robertson, 1973). Presto si capì che i giovani pazienti necessitavano di un approccio radicalmente diverso, più attento, rispettoso e soprattutto fatto su misura per loro. Il ricovero può rappresentare un momento problematico poiché l equilibrio del bambino e dei suoi genitori sono minacciati al contempo da un ambiente fisico e sociale sconosciuto, dalla perdita degli abituali punti di riferimento e dalla preoccupazione per la propria incolumità. DISTRAZIONE. Specialmente con i più piccoli, la distrazione è un metodo semplice ma molto efficace, che si serve di oggetti familiari e rassicuranti, oppure nuovi e stimolanti, per catalizzare l attenzione del bambino e allontanarla dalla paura del dolore. Giochi, musica, video, libri e in generale qualsiasi oggetto portato da casa, è in grado di tenere impegnato il bambino a livello sia emotivo sia cognitivo. Un gioco o un elemento distraente svolge la duplice funzione di distogliere il focus attentivo dalla sensazione corporea e di
4 A002907, 4 trasformare un ambiente sconosciuto e potenzialmente minaccioso come l ospedale in un ambiente più sereno e familiare. COINVOLGIMENTO. Una particolare tipologia di distrazione consiste nel coinvolgere il bambino nelle procedure mediche, facendogli svolgere operazioni concrete, come per esempio togliere un cerotto. La concentrazione su un oggetto o un attività specifica non soltanto lo distrae dal dolore, ma lo rende anche partecipe e responsabile della sua stessa salute, aumentando il suo senso di controllo e di autoefficacia. VIDEOGIOCHI. Una tendenza nuova e in costante aumento è quella di utilizzare come tecniche distrattive degli strumenti tecnologici e interattivi come computer, tablet e smartphone, fino all ideazione di veri e propri videogiochi. Recentemente alcuni ricercatori dell Università di Washington hanno ideato un videogioco per lenire la sofferenza dei pazienti gravemente ustionati (Hoffman e Chambers et al., 2011). I soggetti, tramite un casco per la realtà virtuale, si ritrovavano immersi in un ambiente tridimensionale interattivo chiamato SnowWorld, che consiste in una caverna di ghiaccio nella quale muoversi, svolgere compiti e affrontare sfide. L ambiente del videogioco rappresenta un contesto ludico coinvolgente ma al tempo stesso tranquillizzante, che possiede tutti gli elementi per catturare il bambino a livello cognitivo, comportamentale ed emotivo. Durante l interazione con questo gioco, le risorse attentive e cognitive dei pazienti sono quasi completamente assorbite dal gioco, lasciando sempre meno spazio al processamento delle percezioni dolorose, che risultano dal 35% al 50% meno intense rispetto ai soggetti di controllo. Una tendenza nuova e in costante aumento è quella di usare come tecniche distruttive strumenti come computer, tablet e smartphone. DESENSIBILIZZAZIONE. La desensibilizzazione consiste nella diminuzione della sensibilità di una specifica zona del corpo, ottenuta grazie alla suggestione e alla concentrazione mentale. IL GUANTO MAGICO. Una tecnica classica, molto usata nel caso di iniezioni, è quella del guanto magico. Si presenta al bambino un guanto incantato e leggerissimo, invisibile agli occhi, che gli si fa calzare massaggiando leggermente la mano in cui verrà posizionato l ago, così da renderla meno sensibile al dolore. Il bambino, grazie alla sinergia tra l immaginazione e il massaggio, percepirà un lieve intorpidimento della mano, che diverrà meno sensibile.
5 A002907, 5 Dopo il prelievo, il guanto magico viene tolto, per concludere la narrazione e far tornare la mano alla consueta sensibilità. L INTERRUTTORE. Durante la tecnica dell interruttore l attenzione del bambino si focalizza sul proprio corpo, immaginando degli interruttori che controllano l invio dei messaggi di dolore. Una volta raggiunto un buon livello di rilassamento e concentrazione, il bambino viene guidato a visualizzare un interruttore, della forma e del colore preferiti, in grado di diminuire la sensibilità al dolore in una precisa zona del corpo. Il bambino viene quindi invitato a regolare progressivamente l interruttore, sperimentando un abbassamento della sensibilità in quella specifica zona. Dopo la procedura è fondamentale guidare il bambino a rialzare l interruttore per riacquisire la sensibilità.
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